San Luigi IX e il Gran Khan dei Tartari

di Lord Wilmore


Alcune recenti letture mi hanno ispirato una nuova ucronia, basata su san Luigi IX re di Francia. Infatti questo re esercita su di me un fascino magnetico, e mi sembra il più adatto per perseguire i fini "universalistici" cui aspirano le mie fantasie ucroniche. Farò riferimento ad uno dei film più belli di Pupi Avati, "I cavalieri che fecero l'impresa" (purtroppo le frequenti scene di violenza ne sconsigliano la visione alle famiglie), in cui il re santo compare come personaggio in un cameo. In corsivo sono segnalati gli eventi della "nostra" storia.

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Dunque, due parole sul personaggio storico. Nato a Poissy nel 1214, Luigi IX era figlio di re Luigi VIII e di Bianca di Castiglia (anche lei santa), della quale per anni dovette subire l'asfissiante tutela. sposò Margherita, figlia del conte di Provenza, e divenne Re di Francia nel 1242, al compimento della maggiore età. E' passato alla storia come il modello di monarca saggio, giusto, buono e pio perchè combatteva la corruzione, la prostituzione e l'usura, appoggiava le opere di carità e lo sviluppo della vita monacale, aveva abitudini quotidiane modeste e vita sobria. Il suo nome è legato soprattutto alle ultime due crociate: la settima (1248-1254) durante la quale fu fatto prigioniero in Egitto, e l'ottava (1270) in cui morì di peste appena giunto a Tunisi.Nascita di San Luigi IX

Il "nostro" Luigi IX, invece, nel 1248 parte per la settima crociata ma (come quello "vero") è sconfitto a Damietta e preso prigioniero, e solo dietro il pagamento di un forte riscatto può rientrare in patria l'anno successivo, anziché trattenersi per anni in Siria. Medita subito la vendetta, e decide di realizzarla alleandosi con i due peggiori nemici degli Arabi: Möngku Khan, sire dei Mongoli, ed il Prete Gianni, cioè l'imperatore d'Etiopia Giovanni II. Presso i primi invia in missione il francescano Guglielmo da Rubruk, presso il secondo il sacerdote Giovanni da Cantalupo (personaggio del film di Pupi Avati interpretato da Carlo delle Piane), sospeso a divinis per la sua ostinazione a cercare la Sacra Sindone, sparita da Costantinopoli nel terribile saccheggio del 1204.

Guglielmo di Rubruk si rivela un attento osservatore: inviato nel 1250 alla corte del Gran Kahn, per sondare le sue intenzioni nei confronti dell'Occidente, nel suo « Viaggio nell'impero dei Mongoli » ci lascia una relazione esauriente e attendibile sui territori da lui attraversati. Guglielmo è tra l'altro il primo europeo a rendersi conto, in epoca medioevale, che il Caspio è un mare chiuso e non un golfo, dato che l'ha potuto verificare di persona: « ...Questo mare, insomma, da tre lati è circondato da monti e sul quarto, quello a nord, ha una grande pianura. Frate Andrea viaggiò lungo la riva meridionale e orientale, mentre io visitai le altre due: quella settentrionale mentre mi recavo dalla corte di Batu a quella di Möngku Khan e così pure al ritorno, e quella occidentale lungo la via del ritorno quando andai dalla corte di Batu in Siria. In quattro mesi si può effettuare il viaggio completo attorno alle sue rive e non è vero quanto dice Isidoro (Isidoro di Siviglia, il Dottore della Chiesa, NdR) che cioè il Caspio sia un golfo dell'Oceano. Infatti esso non raggiunge mai l'Oceano essendo circondato dovunque da terre... » Guglielmo giunge alla corte del Gran Khan, nell'acquartieramento di Karakorum, e quest'ultimo decide l'alleanza con il re d'Occidente (come lui chiama Luigi) per l'espansione verso l'Asia Minore. Il giovane Qubilay Khan, che succederà a Möngku di lì a pochi anni, è inviato a Parigi come contro-ambasciatore per firmare l'alleanza.

Intanto Giovanni da Cantalupo sbarca a Tunisi, attraversa il deserto libico ed il Ciad e giunge ad Axum, dove è accolto dal Prete Gianni cui offre l'alleanza per sloggiare gli arabi dal Sudan, arabi che minacciano di conquistare e di islamizzare l'Etiopia. Giovanni II accetta e gli fornisce anche una famosa profezia per ritrovare la Sindone: "Cerca colui che cuoce su pietre il pane del re". Costui è Jean de Cent Acres (altro personaggio del film di Avati interpretato da Stanislas Merhar), che durante la VII crociata era incaricato di preparare personalmente il pane per la prima colazione del re, timoroso di un avvelenamento. Jean, assieme ai suoi compagni Giacomo di Altogiovanni (Raoul Bova), Simon di Clarendon (Edward Furlong), Ranieri di Panico (Marco Leonardi) e Vanni delle Rondini (Thomas Kretschmann), con l'aiuto dell'anziano ex crociato Delfinello da Coverzano (F. Murray Abraham) partono per la Morea, La Sainte Chapelle oggi dominata dal feudatario Amaury de la Roche (Romano Malaspina), e riescono a riportare in Francia la Sacra Sindone, che è esposta da Luigi nella Sainte Chapelle fatta erigere per l'occasione, assieme alla presunta corona di spine di Gesù Cristo (nella realtà la Sindone fu esposta per la prima volta a Lirey nel 1353).

Postosi sotto la protezione della Sacra Sindone, il 1 maggio 1253 Luigi IX parte nuovamente da Marsiglia per la Terra Santa, mentre Bianca di Castiglia riprende la reggenza a Parigi. Stavolta però, dopo aver conquistato Cipro di cui è coronato re per usarlo come testa di ponte, Luigi attacca direttamente la Palestina sbarcando a San Giovanni d'Acri. Intanto Qubilay guida le armate mongole attraverso il Turkestan e la Persia degli Ilkhan, quindi invade la Mesopotamia e la Siria e si ricongiunge alle armate francesi, cui si sono aggiunte quelle ungheresi e pontificie. I cinque "cavalieri che fecero l'impresa" non sono morti nella ricerca della Sindone (come alla fine del film di Avati) e guidano le cinque armate di San Luigi; il loro valore risulterà determinante per la vittoria. Il 3 settembre 1253 (in realtà 1260) ad Ain Gialud gli eserciti congiunti mongolo e crociato sbaragliano i Mamelucchi salvando la Palestina dall'invasione del sultano Baibars (che nella storia "vera" sloggiò i crociati dalle loro ultime piazzeforti in Terrasanta). Purtroppo Vanni delle Rondini cade in battaglia ed è sepolto come un eroe nella Basilica del Santo Sepolcro, perchè Gerusalemme viene subito riconquistata. Si riforma così il Regno Crociato di Tiro e Gerusalemme, di cui Luigi cinge la corona, che va dal lago di Tiberiade fino ad Aqaba sul mar Rosso; Libano, Siria, Transgiordania e Mesopotamia vengono invece incluse da Qubilay nell'impero mongolo, che raggiunge in tal modo il Mediterraneo. I Mongoli superano poi la Palestina e si scontrano con gli Egiziani che tentavano una controffensiva. Intanto il Prete Gianni risale il Nilo e l'Egitto rimane preso in una morsa. La dinastia degli Ayyubidi crolla e Giovanni II viene incoronato imperatore d'Egitto con il beneplacito di Quibilay e di Luigi IX. E' l'aprile del 1254.

A questo punto però i feudatari dell'Impero Latino d'Oriente si ribellano a Luigi e fanno alleanza con i Turchi, ancora stanziati nell'Anatolia centrale ed in Armenia: essi infatti hanno polverizzato quello che era stato l'Impero Romano d'Oriente e non vogliono saperne di obbedire ad un potere assoluto e centralizzato come quello che Luigi vuole imporre alla cristianità. Il grande re però si allea a sua volta con i bizantini dell'impero di Nicea e di quello di Trebisonda, insieme a loro occupa Costantinopoli (luglio 1255) e restaura l'impero Bizantino sotto tutela francese, mentre Giacomo di Altogiovanni, alla testa di un esercito formato da una compagnia francese, uno squadrone bizantino di Trebisonda ed un'orda mongola, annienta i Turchi ad Iconio e li sloggia dall'Anatolia. In tal modo i Mongoli di Qubilay annettono anche l'Anatolia orientale, mentre quella ad ovest del fiume Halys è restituita ai Bizantini. Il conquistatore mongolo ha intanto domato una rivolta in Iraq, è sceso verso sud ed ha conquistato l'Arabia e lo Yemen. Ora tutto il mondo musulmano d'Asia, ad eccezione del sultanato di Delhi e di quello di Sumatra, sono occupati dai Mongoli.

Ora però sono i Tedeschi, in preda all'anarchia feudale dopo la morte di Federico II di Svevia, a ribellarsi a Luigi, temendone lo strapotere. Manfredi, figlio e successore di Federico, è sconfitto ed ucciso da Carlo d'Angiò, fratello di Luigi, nella battaglia di Benevento del 26 febbraio 1256 (in realtà 1266); l'intervento francese è stato sollecitato da Papa Alessandro IV (Rodrigo dei conti di Segni, 1254-1261) dopo il crescere delle pretese di Manfredi sullo Stato della Chiesa. Franchi ed Ungheresi si uniscono e sconfiggono a Salisburgo le truppe imperiali comandate da Rodolfo d'Asburgo, cosicché anche i Tedeschi devono piegarsi. Carlo è incoronato imperatore del Sacro Romano Impero ed anche l'Ordine Teutonico si sottomette a Luigi.

L'Europa sotto il controllo di Luigi IX

Nel frattempo cresce lo strapotere di Luigi sui deboli stati feudali europei. Jean de Cent Acres sconfigge in battaglia re Enrico III d'Inghilterra (1216-1272), lo costringe a sloggiare dal continente e a riconoscere il vassallaggio a Luigi. Siccome i Bulgari ed i Serbi si sono coalizzati contro il rinato impero bizantino, che ha mire su di essi, Luigi IX rientra dopo cinque anni in Europa e li sconfigge a Kosovo Polje, la "Piana dei Merli" (in realtà in tale luogo gli Ottomani sconfissero i Serbi nel 1389. Da esso prenderà nome la regione del Kosovo, oggi contesa tra Serbi ed Albanesi). Lo zar bulgaro muore in battaglia e Luigi lo sostituisce con un candidato a lui gradito, aggiungendo al suo regno Moldavia e Valacchia per tenerlo buono. Anche Polonia e Lituania, vista la mala parata degli Slavi del Sud, si piegano al vassallaggio. Dopo le campagne di Giacomo di Altogiovanni nella penisola iberica, in aiuto degli stati cristiani spagnoli contro i Mori che tentano di riguadagnare i Pirenei, anche Portogallo, Castiglia ed Aragona entrano nell'orbita francese; sopravvive nel sud della penisola solo il piccolo emirato di Granada, sotto protezione marocchina. In Europa solo le Asturie basche, la Scozia ed i tre regni nordici di Danimarca, Norvegia e Svezia resistono all'influenza di re Luigi.

Nel 1260 muore Möngku e Qubilay diventa il nuovo Khan di un impero esteso dal Mediterraneo orientale al Mar del Giappone. Infatti egli, risalito verso nord dopo la conquista dell'Arabia e dell'Anatolia, attacca il khanato di Qipciaq, detto dell'Orda d'Oro, il cui capo, suo zio Batu, gli si è ribellato, e con l'aiuto di truppe dell'Ordine Teutonico inviate in suo appoggio da Luigi, egli lo riduce in suo potere. Il nuovo Gran Khan fissa tra l'altro i confini con la sfera d'influenza di Luigi sui fiumi Niemen e Dnestr, certamente generosi nei confronti degli occidentali rispetto alle mire di Batu che nel 1242 era giunto addirittura ad affacciarsi sull'Adriatico, ma non bisogna dimenticare l'aiuto determinante fornito dai francesi per l'espansione mongola ad occidente. Anche il khanato di Chagatai nell'attuale Zungaria è eliminato e Qubilay nel 1264 può rientrare a Pechino, da lui ribattezzata Khanbaliq ("città del signore"), capitale di un impero immenso. Da Pechino egli intraprende la conquista della Cina dei Sung e del Giappone. Il viaggiatore veneziano Marco Polo apre i mercati dell'Estremo Oriente al commercio con l'Europa. Lo sterminato impero è tenuto assieme da un grande ed efficientissimo esercito, ma soprattutto da un imponente sistema di stazioni postali dette "yam", che permettono la libera circolazione delle merci (come la seta), ma anche e soprattutto delle idee. La polvere da sparo e la stampa a caratteri mobili vengono importate dalla Cina in Europa, le industrie ed i commerci riprendono vigore grazie alla stabilità politica offerta dal polso forte di Luigi IX, e così il Medioevo finisce con due secoli di anticipo, evitando la Guerra dei Cent'Anni e la nascita dell'Impero Ottomano.

Giovanni II d'Etiopia è intanto imperatore di un vasto regno esteso a tutta quanta la valle del Nilo, con capitale ad Alessandria, sede anche del patriarcato copto che ritorna ai fasti precedenti la conquista musulmana del VII secolo. Ma il suo regno è minacciato dai berberi Abdalwadidi, con capitale Tlemcen (l'attuale Tilimsen) in Algeria, e soprattutto dagli Hafsidi di Tunisi. Allora Delfinello da Coverzano, divenuto l'ambasciatore francese presso la corte di Alessandria, persuade Giovanni a chiedere aiuto agli alleati Qubilay e Luigi. E così Simon di Clarendon sbarca ad Algeri, ed a capo di un esercito misto franco, spagnolo, napoletano, etiope ed anche di un agguerrito battaglione di Mongoli sconfigge le dinastie musulmane, crea la contea di Tunisi e il ducato di Algeri, del quale egli è il primo duca, annette Tunisia ed Algeria al regno di Francia con sei secoli di anticipo. L'Etiopia occupa la Cirenaica. Il Marocco invece resta indipendente, raggiunge il massimo del proprio splendore sotto la dinastia degli Almohadi e diventa il nuovo polo di attrazione della cultura islamica, imponendo il protettorato anche al regno di Granada ed agli stati sudanesi di Mali e di Songhay. Un accordo con re Luigi IX e con Simon di Clarendon permette ai musulmani marocchini il libero transito verso la Mecca ed anche i cristiani possono recarsi a studiare all'università di Fez.

Sul piano religioso, Bianca di Castiglia propone di spostare la sede pontificia ad Avignone, ma Luigi, sempre timoroso di uscire dall'ortodossia di Santa Romana Chiesa, rifiuta e riconferma al Papa il possesso dello Stato Pontificio, pur facendo eleggere al Soglio per lo più dei cardinali francesi. Anzi, il rigore morale imposto agli ecclesiastici dal re francese impedirà la Riforma Protestante. Viene inoltre deciso il concilio di Lione per tentare la riunificazione tra Chiesa Latina e Chiesa Greca. Intanto Qubilay si avvicina al cattolicesimo e chiede a Luigi che gli invii mille preti per convertire il suo popolo (anche il "nostro" Qubilay aveva avanzato un'analoga proposta a Papa Gregorio X), onde utilizzare il cristianesimo in funzione anticonfuciana, visto che il Confucianesimo è la religione dei cinesi ribelli al suo dominio. Ne vengono inviati quaranta sotto la guida di Oderico da Pordenone, che sarà il primo vescovo cristiano di Pechino, e tenterà una brillante sintesi tra messaggio evangelico e filosofia di Confucio.. Ranieri di Panico diventa ambasciatore francese alla corte dei Mongoli, mentre Jean de Cent Acres è nominato vicerè di Francia alla morte di Bianca di Castiglia nel 1262 (nel nostro ergocronotopo morì nel 1252). Prosperano le Repubbliche Marinare italiane, che prendono in mano anche il commercio oceanico: Venezia spinge le sue galee fino alla Cina Sung, mentre i fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi nel 1271 riescono nella prima circumnavigazione dell'Africa (nel nostro ergocronotopo la loro impresa fallisce purtroppo nel 1291). Giovanni da Cantalupo diventa arcivescovo di Parigi e poi sale al Soglio di Pietro con il nome di Martino IV (1281-1285, in realtà Simon de Brie).

Alla morte di Carlo d'Angiò nel 1275 (in realtà nel 1285) la corona imperiale passa sul capo di Luigi, che così costituisce un impero immenso. Ma le città italiane si riuniscono nella Lega Lombarda per cacciare i francesi dal suolo italico; il diciottenne Ranieri di Altogiovanni, figlio di Giacomo, che non ha perdonato agli italiani il loro tentativo di bruciare il loro padre sul rogo come eretico (vedi l'inizio del film di Pupi Avati), ne schiaccia le truppe presso Magenta (ah, i ricorsi della storia!) Luigi IX crea allora il Regno d'Italia cingendone la corona ed assegnando a Ranieri il titolo di vicerè. Nel 1282 (in realtà nel 1292) viene assegnata invece l'autonomia ai cantoni svizzeri di Schwiz, Unterwalden, Uri e Lucerna in cambio dell'aiuto prestato contro le città italiane. In tal modo Luigi crea inconsapevolmente due nuovi futuri stati nazionali: Italia e Svizzera. Luigi continua a spostarsi tra Parigi ed Aquisgrana, le capitali del suo regno; altre residenze reali sono a Lione, Magdeburgo, Vienna, Napoli, Palermo, Algeri, Tunisi, Cipro e Gerusalemme.

Il mondo alla morte di Luigi IX

Il grande re muore a Tunisi nel 1290 a 76 anni, dopo 48 anni di regno e 15 di impero. Siccome non ha eredi perchè il figlio Filippo muore nel 1280 in una spedizione contro il regno di Granada (dalle nostre parti è lui a succedergli), gli succede Jean de Cent Acres, da lui adottato come figlio, con il nome di Filippo III l'Ardito. Già nel 1297 viene canonizzato da Papa Bonifacio VIII; la sua festa si celebra il 25 agosto.  Egli è l'ultimo sovrano europeo elevato agli altari (nella nostra linea temporale invece l'ultimo è l'imperatore d'Austria, Carlo d'Asburgo, beatificato da Giovanni Paolo II); è il patrono di Francia e di Ungheria, protettore del Terzo Ordine Francescano, dell'Ordine Militare di San Luigi, dell'Accademia di Francia, ma anche di barbieri e parrucchieri, ricamatori, distillatori, marmisti e merciai. Propongo di elevarlo anche a patrono anche degli ucronisti, che ne dite dell'idea?

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E ora, un'idea di Pedro Felipe:

Intorno al 1300 i Mongoli arrivarono a compiere incursioni in Palestina, dove entrarono in conflitto con i Mamelucchi. La notizia fu accolta con grande entusiasmo degli europei, che proprio in occasione del Giubileo vedevano la Terra Santa liberata dai Mongoli, pronti a cederla ai cristiani. I Mongoli però tornarono indietro, e la Palestina rimase in mano ai Mamelucchi. E se i Mongoli invece decidono di puntare all'Egitto, magari finanziati dagli europei? Questo sarà una facile preda per loro, che troveranno in Africa un deserto simile alle steppe natie. I Mongoli cominceranno ad attraversarlo con carovane, aiutati dai berberi: gli stati barbareschi verranno annientati, mentre più a sud anche i vari regni posti lungo il Niger verranno conquistati. Con la pax mongolica estesa anche in questi territori, Venezia e Genova porranno le loro basi in Barberia e monopolizzeranno il commercio dell' oro proveniente dall' Africa. Magari Marco Polo esplorerà l'Africa. Il Khanato d'Africa resisterà? La colonizzazione dell'Africa inizierà prima?

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