FantaOdissea!


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Mi sia permesso, dato che questa è la sezione dedicata alle ucronie, di fare un po' di « metafantastoria », cioè di vera e propria esegesi della fantastoria medesima, e contemporaneamente di aprire un nuovo filone ucronico, in aggiunta alle lista delle nostre ucronie, basate sulla nostra « storia reale », le quali presuppongono tutte la creazione di Imperi, Regni o Repubbliche di dimensioni mondiali. Uno dei visitatori di questo sito mi ha infatti fatto notare: e chi l'ha detto, che le ucronie devono partire per forza dai libri di storia? Non possono per caso partire dai capolavori della Letteratura?

È un'idea che io giudico a dir poco grandiosa. Sono possibili tre sviluppi:

1) interpretazione "evemeristica" dell'opera letteraria, per renderla apparentemente storica;

2) sviluppo sulla stessa linea (continuazione della narrazione, precisazione di particolari taciuti);

3) fantaletteratura (si propone che un determinato fatto narrato non sia avvenuto - oppure si sia svolto diversamente - e si "calcola" che cosa ne potrebbe conseguire nell'ipotesi di non aggiungere nuovi elementi di fantasia) Ad esempio, che succede se Lucia lascia Renzo e cede alle profferte di don Rodrigo? (una storia un po' torbida, immagino...) O se Ulisse non torna ad Itaca, sposa la maga Circe e col suo aiuto crea una talassocrazia extraegeica? (E Penelope? Altra storia torbiduccia?) O se Gregor Samsa anziché in scarafaggio si trova mutato in farfalla, bellissima ma dalla breve vita? (drammatica e autosublimante!)

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Facciamo un esempio, partendo dalla seconda ipotesi. Penelope, piantata da Ulisse che le ha preferito la figlia del dio Sole, sposa Agamennone che è tornato a Micene Omero (VIII sec. a.C.) ma, avendo creduto una volta tanto alle profezie di Cassandra, ha fatto fuori la moglie Clitemnestra e l'amante Egisto e, riconoscente, lascia libera la figlia di Priamo. Quest'ultima se ne va ad Eea da Ulisse e Circe e diventa l'indovina ufficiale della corte del laertide. Si crea così una contrapposizione tra la geocrazia micenea, una vera società spartana ante litteram, e la talassocrazia eeica (sia detto per inciso, Eea io la identifico con il promontorio del Circeo: NOMINA SVNT OMINA!), che anticipa e di fatto sostituisce Roma ed Atene. Eea crea un impero da Tartesso all'Egitto, mentre Micene uno da Creta alla Colchide. Poi Agamennone ed Ulisse passano tra i più, e quest'ultimo è assunto tra gli dei come Enea, il quale invece non ha lasciato la Troade ed è rimasto a regnare sui superstiti troiani così come argomenta l'Iliade, il resto l'ha inventato poi Virgilio. Ad Agamennone succede Oreste, ad Ulisse Telemaco, ma siccome al padre è andata bene sotto le mura di Troia, Oreste decide di andare a distruggere Eea, creando materiale per nuovi poemi omerici.

Uno scenario favoloso, non è vero? (Anche perché pure Micene, come -crazia, é un po' talasso-) Prima di ogni altra considerazione bisogna riordinare le idee: la talassocrazia eeica comprende un discreto retroterra di Tartesso, le grandi isole del Mediterraneo occidentale (Baleari, Corsica, Sardegna, Sicilia), perlomeno tutta la Penisola Appenninica, immagino le Isole Ionie, disgraziatamente non Creta ma spero almeno Cipro (visto che ha l'Egitto), forse la Fenicia, sicuramente l'Egitto (e quindi anche la Palestina), a questo punto la Libia e l'Africa (almeno Cartagine); la valle dell'Eridano? Oppure é micenea? E gli Arcadi sul Palatino sono filomicenei o prendono ordini dal Circeo?

Sull'altro lato: "Micene" sta per tutto il Peloponneso, l'Attica, la Beozia, Locride e Focide, Etolia e Tessaglia? Anche la Macedonia? Penso le Isole dell'Egeo, visto che arriva in Colchide e, in quanto geocrazia, ci deve arrivare attraverso un itinerario il più possibile continentale quindi anatolico? Ma Troia con chi sta? Con Ulisse suo espugnatore o con Agamennone di Elena? Gli alleati anatolici dei Troiani in che rapporti sono con la geocrazia micenea?

Se Eea ha l'Egitto, Micene deve indispensabilmente arrivare prima a conquistare la Mesopotamia ("da mare a mare e dal fiume fino ai confini della terra") e se possibile arrivare fino alla Valle dell'Indo. In questo modo le due sfere economiche - egizia e mesopotamica - otterrebbero una coesione politica molto anzitempo, sotto guida occidentale anziché centroasiatica (iranica).

 molto solleticante curiosare nelle possibilità che - come avveniva tra Micenei e Protoitalici / Protolatini in Italia - potesse sussistere qualche forma di intercomprensibilità (non credo immediata, ma con qualche sforzo) tra Protogreci e altri popoli indoeuropei linguisticamente in una fase protolinguistica comparabile (escludo ovviamente l'Anatolia, dove la differenziazione linguistica era ormai pronunciatissima).

I due imperi non possono stare a guardarsi e quindi, se Oreste muove contro Eea, Telemaco avrebbe fatto il contrario entro non molto tempo. Onore al merito a Oreste per il coraggio di affrontare direttamente il cuore dell'impero rivale. Storicamente l'Egitto é sempre stato incomparabilmente più ricco e potente dei vicini, anche se militarmente forti ("Il miserabile Paese di Hatti"), ma sono sempre state le potenze in possesso della Mezzaluna Fertile a conquistare l'Egitto e mai viceversa.

iò suggerirebbe una vittoria micenea contro Eea, ma si scontra con la costante storica che una potenza non ottiene conquiste durature al di là del mare (a meno di possedere vantaggi teconologici incolmabili, come gli Spagnoli in America). Tutto filerebbe più liscio se Micene avesse una vasta e sicura base nella Valle dell'Eridano, magari congiunta da un corridoio terrestre adriatico orientale (su una delle vie degli Iperborei taciuti da Omero), ma concedere questo significherebbe schierarsi apertamente a fianco dei Micenei.

In effetti, nei poemi che gli ascoltatori degli aedi conoscevano, Ulisse dopo non molto tempo lascia Itaca e va in un paese dove la navigazione é sconosciuta e là terminerà la propria vita (quella sotto la luce del sole). Anche il nome della Terra di Circe (Eea: 'Aiaíê) viene dato come stranoto agli uditori. Le probabilità che la terra dove Ulisse si trasferisce sia Eea sono però inversamente proporzionali al numero di terre citate nel poema come note e queste terre, anche sottraendo quelle di navigatori (come i Feaci), non sono poche.

Già però il ritorno a Itaca doveva costituire un colpo di scena, perché per nove anni Ulisse resta a Ogigia da Calipso. Forse ha vissuto con Calipso più a lungo che con Penelope e gli sarà pur venuta nostalgia di lei, che fra l'altro non gli ha mai fatto niente di male. Non si può dire che Calipso non conosca la navigazione, ma si può ipotizzare che i discendenti suoi e di Ulisse evitassero il mare. Anche l'incontro del maturo Ulisse coi proprî figli Ogigî dovrebbe essere molto commovente.

Se tornasse a Ogigia, non é però escluso che prima passi da Eea e lì sistemi insieme a Circe la questione della talassocrazia (altrimenti improponibile a un popolo di non navigatori). Qualunque talassocrazia avrebbe dovuto fare i conti con la potenza marittima dei Feaci, ma la via più naturale e diretta per sedere sul trono dei Feaci sarebbe sposare Nausicaa. Piuttosto che eliminare una delle due (Nausicaa o Circe), preferirei che entrambe fossero compartecipi dell'amato itacese e si rendessero conto anche dei suoi doveri nei confronti di Calipso.

Il mondo secondo Omero(Ci si potrebbe pensar su per una decina d'anni mentre fanno l'assedio?)

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Per un po' il discorso è rimasto interrotto; poi, dopo l'uscita del film "Troy" un amico mi ha mandato questo messaggio:

Menelao che muore ucciso da Ettore, Aiace idem, Briseide e Criseide che sono una persona sola, Cassandra che non c'è, Agamennone che viene ucciso a Troia invece che a Micene... quante ucronie in un film a tratti spettacolare e a tratti un po' "americanata".Ma se davvero Menelao fosse morto sotto le mura di Troia...?

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Io ho continuato così il suo suggerimento:

Dunque, visto il poco tempo a disposizione lascio da parte quelle moderne (Dolfuss, Bonapartevic), confidando di tornarci su in futuro, ed analizzo l'ucronia troiana. Dunque, Menelao muore sotto le mura di Troia per mano di Ettore. Scartando l'idea che la coalizione degli Ahhiyawa si sfasci, perché il vero capoccia della spedizione era Agamennone ed aveva insistito lui per vendicare l'onore familiare, ci sono tre possibilità:

1) la guerra viene portata avanti comunque, Ettore è ucciso da Achille, Achille da Paride, Paride da Filottete, Ulisse realizza l'inganno del cavallo, Troia viene presa lo stesso. Seguono tre sottocasi:

1a) Elena si uccide perché non vuole ritornare con i Greci che le vogliono dare un nuovo marito. Troia è stata presa ma nessuno degli obiettivi iniziali dettati dall'Eros sono centrati, perché i protagonisti del triangolo sono
tutti morti.

1b) Elena fugge con Enea e scappa con lui in Italia dove fonderà un regno greco senza componenti latine, una 'Roma greca' insomma.

1c) Elena si riconcilia con i Greci aprendo la camera del nuovo marito Deifobo che è trucidato da Agamennone. Allora si aprono ulteriori possibilità:

1c i) Elena è data in sposa a Neottolemo, figlio di Achille, e dopo la morte di Agamennone per mano di Clitemnestra, Ftia si sostituisce a Micene come potenza egemone achea (civiltà ftiatica anziché micenea)

1c ii) Elena è peesa come sposa da Agamennone che ripudia Clitemnestra lasciandola al cugino Egisto. Agamennone diventa re anche di Sparta e riunifica la Grecia e la Troade in una grande nazione che si scontra con l'Egitto e la Mesopotamia per l'egemonia nel mondo antico.

1c iii) Elena è presa come sposa da Ulisse che dimentica Penelope, va a cercare gloria nel Mediterraneo, sconfigge Lestrigoni, Ciclopi e la maga Circe e fonda una talassocrazia che diventa egemone nel Mediterraneo Occidentale (così rientriamo nell'ucronia che ho già delineato).

1c iv) Elena resta zitella ma diventa regina di Sparta che dà inizio ad una società matriarcale che rivoluziona la concezione femminile nella Grecia Classica.

2) la guerra viene portata avanti comunque, Ettore è ucciso da Achille ma Achille è ucciso da Paride che con Deifobo prende il comando delle operazioni.Due casi:

2a) Ulisse cambia bandiera perché hanno dato le armi di Achille ad Aiace e non a lui, con uno stratagemma libera Troia e provoca il massacro degli altri Greci. La Grecia diventa parte dell'impero di Tarwisa, Ulisse ottiene il governo di Micene per conto dei troiani; resa dei conti tra Paride e Deifobo che provoca una nuova guerra civile. Deifobo è sconfitto e ripara nell'Egitto di Ramses III aizzandolo contro Ilio. Guerra marittima tra le due potenze per il controllo del Mediterraneo. Vince Ilio grazie alla flotta dei Feaci condotta da Telemaco figlio di Ulisse, e si ha la fondazione di un impero stile Alessandro Magno ante litteram.

2b) Ulisse non cambia bandiera ma i Troiani vincono lo stesso, come sopra però la flotta feacia-itacense non si affianca alle navi micenee e vince l'Egitto. Troia è espugnata dagli egizi anziché dagli Ahhiyawa, ed il re Paride muore nella catastrofe. E' Iulo figlio di Enea a far vela verso il Lazio e a fondare la stirpe romana. L'Egitto abbandona agli Ebrei di Giosuè i possessi in Asia e preferisce fondare una talassocrazia che si scontrerà con i Feaci, guidati da Telemaco che ha sposato Nausicaa, per il controllo del Mediterraneo occidentale.

3) Sostanziale pareggio. Morti Menelao, Ettore, Achille, Paride ed Aiace i due eserciti, rimasti senza campioni, decidono di fare la pace ma nei loro annali lasceranno scritto di aver vinto lo stesso la guerra. Omero scrive lo stesso l'Iliade asserendo che Zeus in persona è sceso in campo per ordinare la pace alla vigilia del trionfo greco, analogo poema in lingua frigia viene composto a Tarwisa. Enea, nuovo re di Ilio, permette ai Danai il libero passaggio attraverso i Dardanelli e conquista ciò che era stato l'impero ittita, la Mesopotamia e la Fenicia, facendo alleanza con Sansone, giudice degli Ebrei. Agamennone unifica i regni achei del Peloponneso rimasti senza re e comincia l'espansione ad occidente, fondando con l'aiuto di Ulisse un impero esteso a Spagna, Italia e Nordafrica. Scontro futuro tra le due potenze (Troiani con i Semiti sottomessi e Greci con gli Italici ed i Celti) con l'Egitto come ago della bilancia stile Lorenzo il Magnifico nell'Italia del quattrocento. L'ascesa della Cartagine di Didone, che ha sposato Enea, farà crollare entrambi gli imperi; ma questa, come diceva Michael Ende ne « La Storia Infinita », è tutta un'altra storia, ed andrà raccontata un'altra volta.

Il FantaMediterraneo nel 1100 a.C.

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