Nota: le ucronie riportate in questa pagina sono meri voli di fantasia e non esprimono posizioni o giudizi a carattere politico e ideologico.
Nel novembre 1992 George H. Bush, vince contro il giovane Clinton. Come evolve la politica americana?
febbraio 1993: Vertice a Roma, tra Boris Eltsin e Bush, dichiarazione del Campidoglio sulla pace in Medio Oriente.
marzo 1993: primo attentato al World Trade Center. Il Presidente americano inizia a prendere in mano il dossier sul terrorismo e la minaccia sul territorio americano.
giugno 1993: attentato alle linee ferroviarie Usa e alla rete elettrica della costa nord occidentale. Ufficialmente si parla di black-out ma non è così.
Muore per malattia repentina e improvvisa Yasser Arafat. le trattative segrete tra Rabin e l'Olp si bloccano. La presidenza Bush nn è informata ma riprende in mano la situazione e decide di scegliere in Saab Ereckhat, diplomatico palestinese nel suo uomo e lo sostiene economicamente.
Ereckhat è il nuovo presidente dell'Olp e nel settembre 1993 firma il primo accordo per il reciproco riconoscimento e per l'autonomia nazionale palestinese con Ytzakh Rabin, il Primo Ministro israeliano a Washington nel giardino della Casa Bianca.
George H. Bush nel gennaio 1994 decide di aprire un dialogo con la leadership iraniana ai più alti livelli scrivendo una lettera alla guida spirituale Ali Khamenei, in cui promette il riconoscimento del governo teocratico in cambio della fine del sostegno al terrorismo internazionale.
La guida spirituale iraniana avvia dei contatti informali con quello che in pubblico definisce ancora "Il Grande Satana". I risultati arrivano nel dicembre del 1994 quando Viene firmato una dichiarazione di reciproco riconoscimento tra Israele, Giordania, Iran e Siria.
La manovra di apertura iraniana si concretizza con la visita di James Baker a Teheran il 23 gennaio 1995. In Iraq, Saddam Hussein si sente accerchiato. Iniziano giorni di rivolta all'inizio repressi col sangue, ma che poi sfociano nella secessione curda. Turchia e Iran non fanno opposizione all'autodeterminazione curda. Saddam Hussein fugge in esilio in Cina.
Alle elezioni presidenziali francesi del maggio 1995, Lionel Jospin, socialista, batte il sindaco di Parigi, Jacques Chirac e avvia una mediazione per risolvere la crisi algerina. Ma gli integralisti islamici prendono il potere in Algeria.
Bush e Jospin pianificano un'operazione franco-americana che prevede una risoluzione comune di fronte all'Onu per risolvere l'impasse di uno stato terrorista nel Mediterraneo.
L'Algeria diviene un centro del terrorismo internazionale e inizia a lavorare per la costruzione della bomba atomica. Bombardamento francese il 30 ottobre 1995 in un centro di arricchimento dell'uranio.
Il 1996 è l'anno finale del mandato di Bush. Tra i repubblicani emerge la figura di John McCain come candidato per la Presidenza. Tra i democratici il senatore John Kerry. A Novembre vince McCain.
Il 20 gennaio 1997, Il 73enne Bush lascia la Casa Bianca all'ex veterano di Guerra ed eretico repubblicano McCain. Vicepresidente Repubblicano il generale di colore Colin Powell.
Come continuarla?
Ed ora, un'altra mia ucronia:
Che cosa sarebbe successo se nel novembre 1995, Ygal Amir avesse mancato i colpi contro Ythzack Rabin, primo ministro laburista di Israele? La storia del Medio Oriente come sarebbe cambiata?
.
4 novembre 1995: Ygal Amir, estremista della destra israeliana, viene arrestato dai poliziotti mentre si avvicina al primo ministro Rabin, con in mano una pistola. Si scopre che il giovane fanatico voleva uccidere il leader laburista.
6 novembre 1995: Rabin convoca il leader dell'opposizione Benjamin Nethaniayu per chiedere ragione delle voci che portano ad un diretto collegamento tra Amir e lui. il leader conservatore smentisce ma si dimette dalla carica di partito.
12 novembre 1995: segretario del Likud diviene Ariel Sharon, generale come Rabin e rivale politico di Rabin. Sharon compie un passo storico, accettando di sostenere dall'esterno il governo Rabin-Peres nel processo di pace con l'Autorità Nazionale Palestinese.
4 gennaio 1996: Yasser Arafat smantella anche le milizie di Hamas e chiede che per il 15 marzo 1996 Israele riconosca il nuovo stato palestinese in cisgiordania e nella striscia di Gaza.
12 gennaio 1996: Rabin accetta e invita Arafat a proporre un piano per una Gerusalemme doppia capitale.
23 febbraio 1996: ad Amman, capitale della Giordania, Re Hussein, Bill Clinton e Rabin accolgono Arafat con in mano uno statuto che prevede la doppia capitale ma anche il ritorno a Gaza di un milione di palestinesi dall'estero.
24 febbraio 1996: Rabin chiude le trattative, perchè ritiene che un milione di palestinesi a Gaza, decreterebbero la necessità di più terra, ma è disposto ad accettarne il ritorno di 600mila.
25 febbraio 1996: Arafat dopo avere minacciato di abbandonare le trattative, viene convinto da Bill Clinton ad accettare la proposta di Rabin con la promessa che questo sarà il patto dei dieci anni, che verrà rivisitato nel febbraio 2006, da entrambe le parti e da un quartetto, Usa, Russia, Onu e Unione europea.
15 marzo 1996: Nasce la Repubblica Palestinese, con capitale di stato Ramallah, dove risiede Arafat e quella amministrativa Gaza. Rabin pronuncia discorso all'assemblea nazionale palestinese e parla di "Pace per due popoli, Sogno che si è fatto realtà".
24 marzo 1996: L'Iran rompe le relazioni diplomatiche con Arafat e dichiara necessarie sanzioni dal mondo islamico nei confronti del neostato palestinese.
2 aprile 1996: a sorpresa, una grande sorpresa, Saddam Hussein riceve a Baghdad, la visita di Shimon Peres, ministro degli esteri di Rabin. Il dittatore iracheno è disposto a riconoscere Israele e la repubblica di Palestina a patto che termini l'embargo nei confronti dell'esportazioni petrolifere.
4 maggio 1996: Tareq Aziz, primo ministro fidato di Saddam, vola a Tel Aviv per firmare un accordo commerciale tra i due paesi e lo scambio di credenziali tra gli ambasciatori.
12 maggio 1996: Clinton accetta la proposta di denuclearizzazione avanzata dall'Iraq in cambio dell'aiuto tecnologico per la costruzione di centrali a fissione nucleare.
15 maggio 1996: L'Iraq firma la pace definitiva con Israele a Bruxelles nella sede della Nato, che si fa da garante, con delle truppe di interposizione della indipendenza militare anche della repubblica palestinese.
23 maggio 1996: Rabin chiede le elezioni anticipate per ottenere un mandato completo per la pace ma prima cambia la legge elettorale: si passa ad un maggioritario uninominale all'inglese.
4 luglio 1996: Il Labour vince col 43% dei voti in quasi tutti i collegi maggioritari e con questa vittoria Rabin decide di portare avanti il secondo passo del suo mandato: la pace con la Siria.
23 luglio 1996: a Sharm el Sheik, sotto gli auspici egiziani, il presidente anziano Assad, ottiene il Golan da Rabin in cambio della fine della occupazione siriana dal Libano congiuntamente al ritiro israeliano dai territori del sud del paese.
ovembre 1996: Bob Dole sconfigge a sorpresa Bill Clinton nelle presidenziali americane, vice presidente Kemp.Un repubblicano alla casa Bianca,che però decide di continuare sulla strada di Clinton nel processo di pace in Medio Oriente.
2 febbraio 1997: Rabin va a Washington a conoscere il nuovo presidente che ha nominato segretario di stato l'ex generale Colin Powell. Tra i tre perfetta intesa, sull'idea di organizzare una conferenza coi paesi del golfo persico per arrivare con un successivo passo al riconoscimento da parte della Lega araba della esistenza di Israele.
24 giugno 1997: Re Fahd invita a titolo personale Rabin come illustre personalità ebraica ad una riunione della Lega araba come ospite. La Lega decide di aprire un dibattito sui recenti cambiamenti in Medio Oriente e decide di riconoscere Israele e di stabilire con il paese ebraico una partnership commerciale.
2 giugno 1997: L'Iran elegge Kathami alla presidenza. Il presidente riformista decide di andare a chiudere la questione israeliana andando di sua iniziativa, nonostante il parere contrario dei pasdaran, a Tel Aviv.
4 novembre 1997: Iran e Israele stringono normali rapporti diplomatici. Il medio oriente, almeno quello statuale ha fatto la pace con Gerusalemme. Le organizzazioni estremiste combatteranno per anni fino al 2001, quando dopo l'11 settembre, decideranno di interrompere in seguito alla decisione americana di dichiarare la guerra a tutte le organizzazioni che ledono la sicurezza americana nel mondo.
3 giugno 2002: Rabin muore a Gerusalemme a 80 anni, nel suo letto di casa.
.
C'è poi questa idea di Enrica S.:
Il 14 giugno 2007 Hamas, dopo una campagna militare rapida e violentissima, conquista la Striscia di Gaza. Che accade se vi proclama subito un emirato islamico indipendente sia da Israele che dall'Autorità Nazionale Palestinese, e pretende di assumere il controllo militare dello spazio aereo, delle frontiere terrestri e delle acque territoriali della Striscia, che ai sensi degli accordi di Oslo era rimasto a Israele? Lo slogan diverrà « due popoli, tre nazioni »? Con quali conseguenze?
.
Le risponde Massimiliano Paleari:
Hamas aveva vinto le elezioni legislative per il parlamento palestinese e, anche se proprio nella Striscia di Gaza aveva (e ha) i massimi consensi, possedeva (e possiede) importanti roccaforti elettorali nella stessa Cisgiordania. Pertanto un Emirato Arabo Indipendente nell'ottica di Hamas avrebbe significato due cose:
1) Hamas come unica fonte di potere e di rappresentanza legale del popolo palestinese (non solo nella Striscia di Gaza, ma anche in Cisgiordania e in prospettiva per i territori della stessa Israele)
2) La striscia di Gaza rappresenta solo la base territoriale atttualmente liberata della Grande Palestina
Non avrebbe quindi significato l'abbandono della prospettiva della distruzione dello Stato di Israele...
Pertanto e apparentemente in questa logica Israele non avrebbe avuto altra scelta che intervenire manu militari con modalità ancora più pesanti delle operazioni effettivamente lanciate nel 2008 e nel 2009. Facile e triste immaginare un grave bilancio di morti e feriti nei combattimenti casa per casa (Gaza è forse l'area più densamente popolata del mondo).
Ma proviamo ad immaginare un altro scenario. Se Hamas proclama una tregua unilaterale (quindi niente attacchi missilistici contro Israele) dopo la presa del potere nella Striscia e si concentra invece sul consolidamento dell'Emirato di Gaza, forse le teste pensanti israeliane avrebbero potuto valutare che la logica del "dividi ed impera" tutto sommato giova a Israele. Fatah e l'Autorità Palestinese in Cisgiordania, oggettivamente indeboliti, sarebbero stati costretti a negoziare da una posizione di debolezza con Israele. In cambio degli aiuti israeliani (anche militari), L'autorità Palestinese sarebbe stata costretta a permettere addirittura nuove colonie ebraiche in Cisgiordania. Ma questo avrebbe finito per provocare nuove spaccature nella società palestinese, accrescendo le posizioni più radicali (Hamas in testa). In questa "perversa spirale" Fatah sarebbe costretta ad appoggiarsi sempre più a Israele finendo per diventare una sorta di "regime collaborazionista" ma ricattando implicitamente Israele (senza di noi arriva l'Emirato anche in Cisgiordania).
Alla fine quindi Israele sarebbe giunta alla conclusione (diciamo nel 2012) che l'unica soluzione e l'eradicazione di Hamas e dell'Emirato da Gaza. L'Egitto è indebolito per le note vicende e non si muove. Dopo 15 giorni di feroci combattimenti, Gaza è sotto controllo israeliano. Le milizie di Fatah (scortate dagli Israeliani) rientrano a Gaza, anche se la situazione resta molto tesa...
.
E adesso, un'idea di GJXIII, alias Gianni Isidori:
Le stragi di mafia del 1992-1993 proseguono con gli attentati allo Stadio Olimpico di Roma al termine di Roma-Juventus con la morte di oltre 300 persone tra forze dell’ordine e cittadini, e le stragi del treno Milano-Reggio Calabria con 100 vittime; nel tardo autunno del 1993 il presidente della repubblica Francesco Cossiga, rieletto per un secondo mandato, rimane vittima di un attentato mafioso contro la sua residenza di Castel Fusano, su cui viene fatto schiantare un piper imbottito di esplosivo dopo che il pilota si è gettato con il paracadute. Lo Stato risponde avviando un giro di vite contro i principali capi di Cosa Nostra, i cui capi mandamento ad uno ad uno vengono assicurati alla giustizia dal generale Carlo Alberto dalla Chiesa, super capo dell’antimafia, e dai magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Alla presidenza della Repubblica viene eletto il socialista Bettino Craxi, che è riuscito ad insabbiare le inchieste contro di lui perchè il paese era distratto dall'offensiva mafiosa senza precedenti. Trovandosi il paese in una vera e propria guerra, Mani Pulite è passata in secondo piano e il Pentapartito non ha cessato di esistere.
Inferocita dall'azione di dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, la Cupola mafiosa intensifica l'azione terroristica e la strategia "libanese". Le forze di polizia riescono a malapena a sedare le numerose manifestazione di cittadini impauriti che si abbandonano a violenze contro le forze di polizia, accusate di non difenderli a sufficienza, Craxi allora, in qualità di capo supremo delle forze armate, nel gennaio del 1994 ordina il coprifuoco dalle 20 di sera alle 8 di mattina, e l'Italia conosce una svolta autoritaria. Siccome il Parlamento non lo segue, il Presidente della Repubblica scioglie le camere e indice le elezioni politiche per la tarda primavera del 1994.
Nel febbraio del 1994 viene presentato alla Nazione il Partito della Rinascita Democratica (PRD), fondato da un giornalista fino ad ora semisconosciuto, Licio Gelli, classe 1919, Gran Maestro di una loggia massonica denominata Propaganda due. La campagna elettorale procede senza esclusione di colpi tra la DC, ancora alleata con PLI e PRI, il PDS (ex PCI) alleato con i Verdi, e il PRD alleatosi con il PSI di Gianni de Michelis. Il PRD accende l'opinione pubblica proponendo una guerra senza quartiere alla mafia, "come quella degli USA di Bush in Iraq", e accusa i partiti tradizionali di impotenza nei confronti delle cosche. E così, nelle elezioni del 13 maggio 1994, il PRD stravince le elezioni con oltre il 50% delle preferenze, e con il premio di maggioranza raggiunge la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato. Il PSI è ridotto al rango di comprimario del PRD, e così praticamente un solo partito può guidare una nazione in cui le opposizioni sono praticamente cancellate.
Licio Gelli forma il nuovo governo, affidando il ministero chiave degli Interni a un 50enne rampante imprenditore brianzolo, Silvio Berlusconi. Oltre che dal PRD e dal PSI, il governo è sostenuto dall'MSI di Gianfranco Fini, che ottiene il ministero della Difesa. Nei successivi cinque anni di legislatura, Gelli fa approvare una riforma costituzionale che rafforza i poteri del premier, concentrando il potere nelle proprie mani e svuotando letteralmente le funzioni del Parlamento. Anche la Magistratura è sottoposta al potere politico, e il giornale "La Repubblica" viene chiuso. Le Sinistre e i giovani cattolici danno vita a forti manifestazioni di protesta, che però sono represse dalla Polizia e dall'Esercito con arresti sommari. Dopo aver subito duri scacchi, la Cupola mafiosa decide di parlamentare con lo Stato, raggiunge un accordo di non interferenza e ritorna nell’ombra, cosicché Gelli può vantarsi di averla sconfitta.
Nel 1998 Giovanni Paolo II raggiunge il culmine del suo Pontificato con le visite Pastorale in Russia e nella Repubblica Popolare Cinese dopo un intenso lavoro diplomatico durato ben quattro anni e condotto dal Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Giulio Andreotti. Nel 1999 le elezioni legislative si rivelano un nuovo plebiscito a favore del PRD, che ingloba il PSI e l'MSI.
Nelle elezioni presidenziali del 2001, il fondatore del PRD sale al Quirinale, e alla presidenza del Consiglio dei Ministri nomina il suo delfino Silvio Berlusconi. Con lui l’Italia diventa uno stato offshore. Intanto la Russia elegge Presidente uno sconosciuto imprenditore petrolifero che risponde al nome di Vladimir Putin, grande amico di Berlusconi. Dopo un referendum, Putin restaura in Russia la monarchia e si fa incoronare Zar con il nome di Vladimir I. Il 1 gennaio 2000 entra in vigore l'unione federale tra Stati Uniti, Canada e Messico, guidata dal Presidente Martin Luther King.
Nel 2003, dopo aver esibito delle presunte prove che Muammar Gheddafi finanzi la guerra al terrorismo di Al Qaeda, responsabile degli attentati dell'11 settembre 2011, Berlusconi ordina l'invasione dell'ex colonia con il tacito assenso di Cina e Russia, mentre l'Unione Europea si pronuncia contro. Gheddafi è liquidato e i suoi figli fuggono in Niger, a Tripoli è insediato un governo fantoccio che stringe un patto federativo con l'Italia e le permette di sfruttare gli immensi giacimenti di petrolio. In Libia inizia però la guerriglia contro gli occupanti italiani, questa sì finanziata da Bin Laden.
Martin Luther King, Presidente della Confederazione Nordamericana, condanna l'invasione italiana e l'occupazione della Libia, e tronca i rapporti diplomatici con l’Italia inserendola nell’elenco degli Stati Canaglia e facendo approvare sanzioni contro di essa, ma l'Impero Russo di Putin ignora le sanzioni e continua a fare affari con Berlusconi. L'Italia è anche espulsa dall'Unione Europea, e si ritrova sempre più isolata. Ormai il potere politico in Italia si esprime esclusivamente a livello personale, e una ristretta lobby economica e politica ha in mano tutte le leve del potere, vivendo nel lusso mentre le condizioni economiche del popolo peggiorano. Quando nel 2008 scade il mandato presidenziale di Licio Gelli, Silvio Berlusconi assume anche la carica di Presidente della Repubblica, dando vita a un'autocrazia personale. I Partiti di opposizione continuano ad esistere, ma con peso politico nullo, la DC è accusata di acquiescenza nei confronti del regime e il PDS (ora DS) e i Verdi sono posti fuorilegge. Le elezioni del 2004, del 2009 e del 2014 continuano ad assegnare maggioranze bulgare al PRD, mentre Berlusconi si fa rieleggere Presidente nel 2015.
Nel 2017 però Berlusconi si monta la testa e propone di tenere un referendum per restaurare la monarchia in Italia e farsi nominare sovrano, instaurando una dinastia. La misura è colma: ribellioni di piazza esplodono in tutta Italia dopo quasi 25 anni di una finta democrazia. È quella che viene chiamata la Primavera Italiana. L'Esercito viene mandato a sedare le rivolte, ma esse dilagano a macchia d'olio.
A questo punto sorge l'astro di Luca Bonini Moro, figlio di Maria Fida Moro, a sua volta figlia di Aldo Moro, ex Presidente del Consiglio democristiano morto nel suo letto nel 2002. Luca Bonini Moro è eletto Segretario della rinata Nuova Democrazia Cristiana (NDC) con l'appoggio dell'anziano Papa Giovanni Paolo II, ormai 97enne. Luca Bonini Moro denuncia all’opinione pubblica italiana e mondiale le scorrettezze sull’esito del voto del lontano 1994, mostrando alla stampa internazionale le prove che solo grazie a brogli il PRD aveva preso il potere e si era impossessato dello Stato. Moro inoltre rivela l'accordo con la Cupola e denuncia complicità politiche con la mafia sin dal lontano attentato all’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. La successiva indagine della magistratura, guidata dai vecchi magistrati antimafia di Palermo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dal Procuratore di Milano Antonio di Pietra, conferma che in effetti nel 1994 le elezioni politiche furono taroccate con brogli elettorali mirati.
Il Primo Ministro e Presidente della Repubblica Silvio Berlusconi è così costretto alle dimissioni da una rivolta popolare paragonabile alle rivolte di massa in Egitto, Tunisia e Siria, e parte alla volta dell'esilio in Russia dove regna il suo vecchio amico Vladimir I, nella dacia presidenziale all’estremo nord della Siberia orientale, mentre l'82enne Bettino Craxi si rifugia in America Latina; il Venerabile Licio Gelli non viene arrestato solo perchè ha 98 anni. Si ricostituiscono i vecchi partiti, baluardi per una nuova stagione democratica. Alle elezioni della primavera 2018 con il sistema elettorale proporzionale la NDC diventa il primo partito con il 32 %, mentre il Partito Democratico della Sinistra, nuovamente legalizzato, con segretario il giovane Nichi Vendola, raggiunge il 30 %, il 41enne Luca Bonini Moro viene eletto Primo Ministro e forma un governo di larghe intese per la ricostruzione della democrazia: Nichi Vendola diventa Ministro del Lavoro e Roberto Craxi, leader del nuovo PSI che ha sconfessato l'accordo di suo padre con Gelli, è Ministro della Giustizia. Presidente della Repubblica è eletta al primo turno per la prima volta una donna, Rosaria Bindi. L'Italia è riammessa nell'Unione Europea ed è sciolto il legame con la Libia.
Seguono anni di grande risveglio culturale. Nel 2022 viene costituita la Federazione delle Nazioni Unite Europee, cui partecipano 37 stati dall'Islanda alla Georgia; la capitale è Bruxelles, ma Roma è indicata come sede del Ministero Europeo della Difesa, rafforzando ancora di più la guida del nuovo corso democratico. Il vecchio Papa Giovanni Paolo II si spegne all’età di 102 anni, al suo posto viene eletto il Cardinale argentino Leonardo Sandri, primo Papa proveniente dall'America Latina, che sceglie il nome di Giovanni Paolo III come continuatore dell’opera dei suoi predecessori.
![]() |
_____ | ![]() |
|
Lo stemma di Giovanni Paolo III e il logo delle Olimpiadi di Roma |
||
Alle elezioni politiche del 2022 Roberto Craxi vince e viene eletto alla Presidenza del Consiglio a capo di un governo formato da NDC, PSI e Liberali, mentre nel 2025 Luca Bonini Moro è eletto alla Presidenza della Repubblica. Nel 2024 i Giochi della XXXIII Olimpiade si tengono a Roma, e nello stesso anno l'Italia vince i Campionati Europei di Calcio organizzati in casa sua. Nel 2026 infine l'ex Presidentessa Italiana Rosaria Bindi è eletta alla presidenza della Federazione Europea.
.
Per l'occasione, presentiamo anche questa ucronia di William Riker:
Negli anni sessanta e settanta il governo bianco e razzista del Sudafrica creò una serie di "riserve" per i neri dette Bantustan, nelle quali sperò di riuscire a trasferire tutta la popolazione di colore; in tal modo il Sudafrica sarebbe stato popolato solo più da bianchi. Dei dieci Bantustan creati, quattro furono formalmente eretti a "stati indipendenti" (nessuno stato però li riconobbe come tali) e a sei fu concesso l'autogoverno. Ben presto le redini dei Bantustan furono prese da politici neri corrotti e da mafie locali, che fecero comunella con il governo di Pretoria. La fine dell'apartheid in seguito all'ascesa al governo di Nelson Mandela segnò anche la fine dei Bantustan.
Quello creato per l'etnia Tswana, chiamato con il nome pressoché impronunciabile di Bophuthatswana, che era anche il più ricco, fu l'unico che si oppose alla reintegrazione nel Sudafrica, poiché i governanti locali facevano buoni affari intascando tutti gli aiuti che il governo sudafricano aveva in teoria destinato alla popolazione. Il gruppo più numeroso della minoranza bianca nel bantustan, l'Afrikaner Weerstandsbeweging (AWB), colse l'opportunità per provare a restaurare una situazione simile all'apartheid, alleandosi con il presidente nero Lucas Mangope e mettendo in atto un vero e proprio golpe, ma il tentativo fallì a causa delle violenze perpetrate dall'AWB, Mangope fu destituito ed il 27 aprile 1994 il Bophuthatswana cessò di esistere insieme a tutti gli altri Bantustan, reintegrati nel Sudafrica del post-apartheid.
Ma che accade se, grazie all'alleanza con qualche stato confinante come Botswana e Zimbabwe, Mangope ce la fa a mantenere l'indipendenza della sua signoria personale? Che succede se uno stato razzista sopravvive fino al presente nell'Africa Australe?
.
Così osserva il buon *Bhrg'howidhHô(n-):
Occhio che, se ci mettiamo a far la gara di pronunciabilità, basta andare a prendere la lingua !xũ con 150 fonemi (rispetto alla ventina media in Europa), di cui 95 consonantici, la metà dei quali eiettivi (cioè come il bacio, il kick al cavallo, la negazione specialmente siciliana e simili)!
.
Never75 sorridendo gli obietta:
Senza offese (ci mancherebbe), ma anche il nick che ti sei scelto tu non scherza!
.
Al che *Bhrg'howidhHô(n-) non può che ammettere:
Ah, ah, ah! È vero, infatti la successione /bhr-/ iniziale o /bhl-/ iniziale esiste solo in indoeuropeo preistorico e in indoario; il resto però è semplicemente un nome lungo, ma senza combinazioni strane di foni, mentre posso assicurare che i nomi nelle lingue della famiglia khoi-san (le lingue dei cosiddetti Boscimani od Ottentotti) hanno fonemi davvero incredibili!
.
Prima di chiudere, ecco la nuova idea di Massimiliano Paleari: la Federazione Centroasiatica!
Dopo il crollo dell'URSS e il fallimento della CSI, emerge in Kazakhistan un politico carismatico che nel giro di qualche anno riesce a riunire in una federazione (in realtà piuttosto accentrata) tutte le repubbliche centroasiatiche dell'ex Unione Sovietica. Il collante "ideologico" è trovato nell'identità "non russa" di questi territori, bensì turco/mongolica, anche se la lingua russa resta paradossalmente la lingua veicolare. Questo nuovo Stato, ricchissimo di materie prime, rifiuta ogni ingerenza russa e al contempo cinese, mentre cerca e ottiene l'alleanza dell'India e la benevola neutralità degli Usa.
A intervenire nell'Afghanistan dei Talebani è autonomamente la Federazione Centro Asiatica all'indomani dell'11 settembre, non la coalizione occidentale. La Federazione sostiene infatti da tempo l'Alleanza del Nord, in cui Uzbechi e Tagiki fanno la parte del leone. I Talebani sono battuti e l'Afghanistan entra a far parte della Federazione Centroasiatica. A questo punto sale alle stelle la tensione con il vicino Pakistan. Che accade?
.
Gli ribatte Paolo Maltagliati:
Se il collante è l’identità turco/mongolica, cosa indurrebbe il Tagikistan a farvi parte?
.
E Rivoluzionario Liberale rincara la dose:
Mi suona molti irrealistica, poteva esserlo nel XX secolo, ma oggi no. L'Unione Centroasiatica può sussistere solo come unione semplicemente economica, come un Benelux ad esempio, ma senza un entità politica; un'unione politica forte e FF.AA. unificate richiederebbero uno stato egemone e un partito egemone all'interno di questo stato, e una personalità egemone all'interno del partito. Al limite tali stati potrebbero arrivare a una federazione tipo UE uniti alla Turchia e all'Azerbaigian (forse anche candidati Mongolia e Sinkiang Uighur), ma come unione doganale, non politica.
Nel caso di un'unione politica bisogna vedere cosa fanno i potenti vicini, Russia, Cina, Pakistan e India. Questo scenario poteva essere realistico nella prima metà del XX secolo, non dopo il 1945 con i grandi blocchi.
.
Paolo anmuisce:
Concordo. Se si deve fare, il momento ideale è tra la fine della prima guerra mondiale e l’inizio della rivoluzione russa. Ma anche così, il processo nazionalistico in quelle zone doveva essere ben più maturo rispetto alla nostra Timeline per generare qualcosa del genere. Poi dopo la seconda guerra sarebbe diventato uno stato satellite dell’URSS.
Postilla: pensate che Kazakhstan e Uzbekistan erano gli stati più restii ad accettare lo scioglimento dell’Unione Sovietica prima e della CSI poi. Temevano che, andati via i russi, la macchina statale si sarebbe disintegrata. Non avevano del tutto ragione, ma nemmeno del tutto torto.
Sulla del tutto superflua questione del Tadzikistan, che avevo sollevato: se tale federazione ha un progetto espansionistico in Europa centrale, l’unità ideologica potrebbe essere fornita, per un paese del genere, più che da un’unità turco-mongolica, da un risorgimento islamico (che peraltro è già presente nella nostra Timeline in quei paesi), ma ciò alienerebbe gli americani (e anche i russi e gli indiani).
.
Prende allora la parola *Bhrg'howidhHô(n-):
La questione del Tadžikistan / Točžikiston è importante, potenzialmente sarebbe area persiana (ma rispetto a un'eventuale continuità, inevitabilmente attraverso territorio afghāno, si porrebbe la questione della Confessione religiosa), mentre alle quattro Repubbliche Centroasiatiche turco-tatare (più specificamente che turco-mongole, come sarebbero solo in prospettiva) del Kazachstan / Qazaqstan, Uzbekistan / Ŭzbekiston, Kyrgyzstan e Turkmenistan / Türkmenistan si aggiungerebbe piuttosto l'Azerbajdžan / Azerbaycan. L'Afghānistān sarebbe interessato da entrambe le pertinenze; una soluzione unitaria complessiva risolverebbe anche la storica rivalità turco-persiana, ma in più dieci secoli non si è ancora trovata...
.
La palla torna a Massimiliano:
Provo a difendere la mia ipotesi ucronica dalle osservazioni e (più che legittime) contestazioni apportate. Non credo che il momento migliore per la nascita di tale Federazione Centroasiatica sia la fine della 1° Guerra Mondiale e la guerra civile russa. In quel periodo le condizioni socio/politiche delle popolazioni autoctone (non slave) erano troppo arretrate per concepire e attuare un piano del genere. Erano messe male anche dal punto di vista del potenziale militare, di fatto appannaggio dei Russi (Bianchi o Rossi che fossero). Forse la cosa avrebbe avuto successo nel contesto delle aspirazioni "panturaniche" di una componente dei Giovani Turchi, ma questo poteva avvenire solo a seguito di una vittoria o perlomeno di una "patta" dell'Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale.
Non trovo invece assurdo uno scenario del genere a seguito della dissoluzione dell'Urss. Immaginiamo negli anni '90 un politico carismatico di quest'area, che riesce a fare la voce grossa ad un Eltsin debilitato dall'alcool e a una Russia dal rublo deprezzato e preda degli appetiti degli oligarchi. Una sorta di Putin kazako ad esempio, figlio ovviamente della monenklatura comunista ma svelto a riciclarsi come campione dei popoli centro asiatici oppressi da 200 anni di colonialismo russo! Prima da vita ad una federazione solo economica, poi, complici anche alcune rivolte islamiche nei vicini Paesi, interviene e trasforma in poco tempo l'unione economica in un vero e proprio Stato federale. A quel punto il potenziale geopolitico ed economico (soprattutto in termini di materie prime) di questo nuovo Stato sarebbe niente affatto irrilevante. Se si allea con l'India, Afghanistan e Pakistan diventano i naturali punti di convergenza dell'asse indo/centroasiatico. Gli Usa lasciano fare (in fondo la Federazione Centroasiatica è nemica del qaedismo in nome di un Islam molto meno estremista). Con la Cina viene firmato un patto segreto di non ingerenza, soprattutto in relazione alla questione uigura, e così anche Pechino se ne sta tranquilla. La Russia di Putin deve vedersela con la questione cecena, e poi tutto sommato i Russi residenti nella Federazione non sono perseguitati, malgrado la retorica "anticolonialista".
Il miglioramento generale delle condizioni di vita dei cittadini, grazie soprattutto agli introiti del gas e delle altre materie prime, contribuiscono a rafforzare la popolarità del nuovo Stato centroasiatico trascendendo le storiche rivalità interetniche.
.
Ritorna in campo Paolo:
Mi hai scoperto, avevo in mente proprio le aspirazioni panturaniche. Ad ogni modo, il punto finale sarebbe la tua risposta al problema da me sollevato e ottimamente argomentato da *Bhrg'howidhHô(n-) sulle annose rivalità turco-persiane, nel qual caso tra Tadziki e Yaghnobi contro gli Uzbechi? (tra l’altro nel 2012 mi sembra che sia riscoppiata la guerra civile tra le due etnie in Tadzikistan).
.
Se volete commentare le ucronie raccolte in questa pagina, scriveteci a questo indirizzo.
