FantaRisorgimento con Pio IX presidente della Repubblica Italiana!

di William Riker


Cari amici, sono rimasto colpito dallo speciale di "SuperQuark" dedicato alla vita di Giuseppe Garibaldi, e mi è dispiaciuto che gli ideali mazziniani siano tutti falliti, che Pio IX sia passato alla storia come il nemico della modernità, e che Anita Garibaldi sia morta prematuramente. Ho così deciso di dare un finale diverso alla storia.

Dopo la morte di Gregorio XVI, di idee reazionarie, il 2 giugno 1846 (esattamente 100 anni prima della nascita della nostra repubblica!) viene innalzato al soglio di Pietro Giovanni Maria Mastai Ferretti, che prende il nome di Pio IX. é figlio di un nobile marchigiano convertitosi alle nuove idee liberali, ed egli stesso è esponente di spicco del cattolicesimo liberale. Per prima cosa promulga un'amnistia per tutti i prigionieri politici, quindi abolisce la pena di morte e la tortura, nomina un governo di laici presieduto da un primo ministro anch'esso laico, ed istruisce una commissione mista di laici e di ecclesiastici per studiare riforme istituzionali che modernizzino lo Stato della Chiesa. Le riforme non piacciono all'imperatore d'Austria, al re di Spagna, al re di Napoli e al re di Sardegna, mentre sono accolte con favore da Luigi Filippo d'Orleans, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Papa Pio IXQuesta politica raggiunge il suo culmine allorché Pio IX accoglie nel suo stato Giuseppe Mazzini, ritornato dall'esilio londinese, e lo nomina membro della suddetta commissione, dietro promessa che la Giovine Italia non organizzi più attentati e guerriglia. La leggenda racconta che Mazzini, per saggiare le intenzioni del Papa, abbia consegnato una lettera scritta di suo pugno ad un suo uomo, che poi la lancia nella carrozza del Papa al suo passaggio davanti a San Giovanni in Laterano. Il pontefice la legge e decide di spedire una missiva a Mazzini perché si stabilisca a Roma. Nel gennaio 1848 egli è nominato addirittura ministro della difesa del governo presieduto da Vincenzo Gioberti, anch'egli chiamato a Roma da Sua Santità.

Tutto questo produce una coalizione delle forze reazionario che organizzano un complotto per uccidere il Papa. Mazzini sventa la congiura e fa arrestare i responsabili, che il Papa rinuncia a punire, espellendoli verso l'impero d'Austria. Nel frattempo Luigi Filippo è scacciato da un moto rivoluzionario che proclama la Repubblica, e le rivolte dilagano in tutta Europa. A Vienna il popolo si solleva e proclama a gran voce la costituzione. In Germania l'assise dei popoli tedeschi offre la corona imperiale al re di Prussia Guglielmo IV, che però rifiuta. Milano e Venezia si sollevano a loro volta e proclamano la repubblica. Il re di Sardegna Carlo Alberto, timoroso e reazionario, detto il "re tentenna" per il suo comportamento irresoluto di fronte ad ogni pericolo, si coalizza con l'Impero d'Austria, con la Toscana e con il Re delle Due Sicilie per soffocare i moti milanesi e veneziani, ma Pio IX rifiuta alle truppe borboniche il passaggio sul suo stato. Ferdinando invade allora lo stato pontificio, deciso a conquistare Roma e ad abbattere il governo dei liberali, ma Mazzini chiama in soccorso i patrioti di tutto il mondo. Giuseppe Garibaldi rientra dall'Uruguay, è nominato dal Papa generale in capo delle truppe pontificie e, con l'aiuto dei suoi volontari in camicia rossa, sconfigge l'esercito borbonico a Castelfidardo. L'insurrezione a Napoli scaccia re Ferdinando II che ripara a Vienna, e rinasce la Repubblica Partenopea di napoleonica memoria, mentre la Sicilia si erige a sua volta a repubblica indipendente sotto protezione inglese.

Mazzini e Garibaldi convincono Gioberti ad intervenire a favore delle popolazioni del Nord, perché Carlo Alberto ha stretto d'assedio Milano che rischia di capitolare. Il Papa dà l'assenso e le truppe pontificie, cui si sono aggiunti i garibaldini e volontari provenienti dal mezzogiorno. invadono la pianura padana. Milano è liberata dall'assedio e le truppe sabaude respinte al di là del Ticino; Garibaldi infligge all'Austria due pesantissime sconfitte a San Martino e Solferino, costringendo gli austriaci a ripiegare al di là delle Alpi, mentre il vecchio Radetzky si asserraglia nelle fortezze del Quadrilatero. L'imperatore Ferdinando d'Asburgo abdica a favore del nipote Francesco Giuseppe, appena diciottenne. Il duca di Toscana abdica a sua volta e lascia il paese. Si forma così una confederazione di stati: repubblica cisalpina con capitale Milano, repubblica di Venezia, repubblica cispadana (resuscitata) con capitale Reggio Emilia, Toscana, Stato Pontificio e Repubblica Partenopea. Mazzini subentra a Gioberti nella carica di primo ministro e promulga la costituzione della Federazione Italiana, come lui la battezza, che riconosce al Papa il titolo di capo di stato dell'intera federazione, ma che la organizza in pratica come una Repubblica, con a capo lo stesso Mazzini. Garibaldi è il capo di stato maggiore dell'esercito. A metà 1849 si tengono elezioni a suffragio universale, maschile e femminile, e si riunisce nel palazzo di Montecitorio il primo parlamento dell'unità italiana, che però esclude Piemonte, Liguria, Trentino, Trieste, Sicilia e Sardegna. Per ringraziare il Signore del successo ottenuto, Pio IX promulga il Giubileo del 1850. Londra, Parigi (Luigi Napoleone), Berlino e Washington riconoscono la Federazione, ma Spagna, Austria e Russia si rifiutano di farlo, riconoscendo al Papa il solo titolo di capo spirituale della cattolicità.

Ma non è finita. Nel settembre 1849 Carlo Alberto attacca a sorpresa la Lombardia, e Garibaldi accorre a difenderla. Gli Asburgo ne approfittano, sbarcano negli Abruzzi e ben presto riconquistano Napoli ed il meridione, minacciando la stessa Roma. Pio IX ed il governo fuggono nella piazzaforte di Orbetello. E qui si rivela un'altra volta il genio militare di Garibaldi: sfondata la resistenza sabauda, varca il Ticino e distrugge l'esercito piemontese a Novara (la "fatal Novara"), ma rinuncia a marciare su Torino; costringe il Piemonte alla pace separata, poi nel marzo 1850 si imbarca e raggiunge la Sicilia, dove Nino Bixio sta tentando di tenere testa ai borbonici che cercano di riconquistare Palermo. Vince a Marsala, Milazzo e Calatafimi, ricaccia i realisti oltre lo stretto, lo supera, ottiene la sollevazione delle popolazioni borboniche ed infine riconquista Napoli. Il 16 ottobre 1850 Pio IX, Mazzini e Garibaldi si incontrano a Teano e proclamano la morte definitiva della monarchia delle Due Sicilie; Ferdinando va in esilio in Inghilterra. Si ristabilisce la repubblica partenopea e la Sicilia entra a far parte della Federazione.

L'Austria tuttavia istiga ancora Carlo Alberto ad attaccare il nuovo stato; nel dicembre 1850, mentre la marina austriaca bombarda a sorpresa Venezia e Ravenna, Radetzky ed il re tentenna marciano da parti opposte su Milano. Ed a questo punto si rivela invece il genio diplomatico di Mazzini.

Questi stringe alleanza con il re di Prussia, che vuole sì la corona di Kaiser, ma vuole conquistarsela con la forza delle armi, espellendo l'Austria dalla confederazione germanica. La Prussia del giovane Bismarck ottiene l'adesione all'alleanza anche di Franconia, Sassonia e Meclemburgo e la neutralità della Baviera, e soprattutto della Repubblica Francese, garantendole che non avanzerà pretese su Alsazia e Lorena. E così l'Austria si trova presa in una morsa: da nord subisce la terribile sconfitta di Sadowa (aprile 1851), mentre a sud Garibaldi vince a Custoza e poi a Bezzecca. Intanto la flotta italiana riporta a Lissa una vittoria decisiva. Le truppe italiane e prussiane si ricongiungono a Vienna, da cui Francesco Giuseppe fugge, riparando a Budapest. La Russia, che aveva promesso aiuti all'Austria, è tenuta impegnata dalle ribellioni in Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia che sono state fomentate dalla Prussia, e dalla minaccia di una rivoluzione interna di stampo socialista. La Santa Alleanza così crolla definitivamente.

Alla fine, nel maggio 1852 si svolge la conferenza di pace di Versailles. La Prussia ottiene la trasformazione della confederazione germanica in un impero federale, e Bismarck può proclamare la nascita dell'Impero Tedesco con capitale Berlino. Ad essa sono aggregate anche la Baviera, l'Austria, la Boemia e la Moravia, sancendo così la nascita di uno stato gigantesco nel cuore dell'Europa. Francesco Giuseppe d'Asburgo perde Vienna e lo sbocco al mare, ma resta sovrano d'Ungheria, Slovacchia e Transilvania; regnerà addirittura fino al 1916. Carniola, Slovenia, Croazia e la Bosnia che si è ribellata all'impero Ottomano ormai in piena disgregazione danno vita al regno di Croazia, sotto l'influenza italiana. Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia ottengono l'indipendenza dalla Russia zarista, in piena crisi politica, economica e sociale, ed entrano nella sfera d'influenza tedesca. Lo Zar deve concedere la costituzione e convocare la Duma, dominata dai partiti di sinistra. La Norvegia si separa consensualmente dalla Svezia dei Bernadotte.  L'Irlanda ottiene l'autogoverno nell'ambito dell'Impero Britannico, che concederà anche autonomia ai dominions di Canada, Sudafrica, Australia, nuova Zelanda e India. La Spagna, in piena decadenza, vede drasticamente ridimensionato il suo prestigio politico. Il Portogallo si erige a sua volta a repubblica. L'Impero Ottomano si sfascia sotto il peso delle ribellioni dei popoli grecoslavi, che sotto l'esempio del '48 italiano e tedesco esigono l'emancipazione da Costantinopoli. Ottengono l'indipendenza Serbia, Montenegro, Albania, Romania e Bulgaria, mentre la Grecia annette la Tessaglia, la Macedonia meridionale, Rodi e l'isola di Creta. Anche l'Egitto si libera dalla soggezione turca e si erige a regno. La Francia occupa Algeria e Tunisia, l'Inghilterra occupa Cipro e la Libia ma restituisce Malta, che entra nella Repubblica Italiana, e le isole Jonie alla Grecia. La Turchia è ridotta al Vicino Oriente e deve pure accettare il protettorato italo-francese sui Luoghi Santi. Teodor Herzl fonda il Sionismo.

All'Italia invece vanno il Trentino escluso Bolzano, che rimane parte dell'Impero Tedesco con la promessa di autonomia per gli italofoni, Gorizia, Trieste, l'Istria e gran parte della costa dalmata. Carlo Alberto è costretto all'esilio in Portogallo, dove muore poco dopo di crepacuore, e così Piemonte, Liguria e Sardegna entrano a far parte della Federazione italiana. La Savoia è ceduta alla Francia come contropartita per la sua neutralità, ma Garibaldi ottiene di conservare Nizza; Luigi Napoleone concede anche l'autogoverno ai corsi italofoni. Mazzini proclama la Repubblica Italiana con capitale Roma e Pio IX presidente, mentre Saffi è il primo capo del governo, ed egli regge il Ministero degli Esteri. Alessandro Manzoni regge il Ministero della Cultura, Massimo d'Azeglio quello dell'Economia, il principe Fabrizio Salina (meglio noto come il Gattopardo) quello per lo sviluppo del Mezzogiorno. Pio IX celebra il "recupero" del Giubileo nel 1853, ed in quella data indice il Concilio Vaticano I con lo scopo di modernizzare la Chiesa Cattolica e di dare slancio alla collaborazione con le altre confessioni cristiane; egli "regnerà" sino al 1878, tanto che il suo risulta il più lungo pontificato della storia della Chiesa. Mazzini si spegnerà invece nel 1872. Garibaldi lascia la carica di comandante in capo dell'esercito e si ritira a Caprera con l'amata moglie Anita de Jesùs, anche se di lì ad un anno lascia l'isola per vivere nuove, fantastiche avventure. Eccole in sintesi:

1857: combatte accanto al mitico generale inglese Gordon per difendere l'Oman dall'invasione egiziana (vedi sopra)

1858: tenta di difendere anche i Kenyoti, ma riesce solo a ritardare la loro sconfitta

1861: accetta l'offerta di Lincoln di comandare una brigata nordista durante la Guerra di Secessione Americana

1865: assieme ad Ulysses Grant ottiene la resa del generale Lee ad Appomatox

1868: proclama l'indipendenza di Cuba dalla Spagna, rifiuta però di esserne il primo Presidente

1870: difende la repubblica francese da una guerra civile scatenata dai partiti di ultrasinistra che vorrebbero instaurare la dittatura del proletariato (la Comune). Diventa inoltre deputato del parlamento di Parigi e viene esaltato da Victor Hugo

1871: difende anche lo Zar da un analogo colpo di stato tentato da tale Vladimir Ilic' Ulianov detto Lenin per abbattere i Menscevichi ed instaurare una dittatura del proletariato (cioè la sua). Lenin finirà i suoi giorni nell'isola di Sakhalin

1875: ridotto in carrozzella da una gravissima forma di artrite, l'Eroe dei Due Mondi si ritira a Caprera con la moglie Anita e vi morirà nel 1882 dopo essersi convertito in ultimo al cattolicesimo

La carta d'Europa che risulterebbe dalle mie fantasie ucroniche fantarisorgimentali

In Europa, la cui carta geografica è stata completamente ridisegnata rispetto allo sciagurato congresso di Vienna, si instaura un'era di pace che dura tuttora da oltre centocinquant'anni, innescando un notevole progresso scientifico e tecnologico. "Ma questa è un'altra storia, e andrà narrata un'altra volta" (Michael Ende)...

William Riker

.

Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.

.

Ed ora, una proposta di Falecius e di Lord Wilmore:

Un risultato analogo lo si può ottenere a partire anche dalla Guerra di Crimea.

Supponiamo che Metternich non fugga in seguito ai moti del 1848, e immaginiamo un intervento russo non solo contro i ribelli ungheresi ma anche in Italia, con conseguente "debito"di Vienna. Nel 1855 Metternich è Cancelliere dell'Impero e resta fedele alla Santa Alleanza, a differenza della Prussia. Di conseguenza l'Austria, anziché restare neutrale, si schiera fin dall'inizio accanto alla Russia e contro la Turchia, invadendo Bosnia e Valacchia. Sicuramente Cavour interverrà, ma non mandando truppe in Crimea, bensì direttamente contro l'Austria in Lombardia. Contro l'Austria impegnata su due fronti interviene la Prussia, anticipando la guerra del 1866, allo scopo di espellere Vienna dalla Confederazione Germanica. In queste condizioni il Piemonte riesce a conquistare il Lombardo-Veneto con l'aiuto di Francia e Inghilterra, cedendo in cambio Nizza e Savoia. Le ribellioni di Parma, Modena, Legazioni e Toscana portano alla nascita anticipata di un Regno d'Italia Settentrionale, ma Stato Pontificio e Due Sicilie sopravvivono perchè rimasti neutrali. Nel 1856, con re Ferdinando II vivo e in buona salute, è molto più difficile la spedizione dei Mille, e Cavour non la incoraggia. Si danno due casi.

Primo: Vienna si arrende e si ritira da Italia e Germania, le Due Sicilie diventano un protettorato inglese, lo Stato Pontificio uno francese, il re di Prussia è proclamato Kaiser von Deutschland ma senza Alsazia e Lorena, la Francia conserva la sua posizione dominante in Europa, annettendosi la Saar. Di fronte all'eccessivo rafforzamento francese, l'Inghilterra stringe un'alleanza con Prussia e Italia Settentrionale (Triplice Intesa), mentre Francia, Russia e Austria formeranno la Triplice Alleanza. Rischio di guerra mondiale vicina.

Secondo: Vienna e Mosca non si arrendono, la Prussia invade l'Austria e annette Vienna e Praga, gli Asburgo fuggono a Budapest dove mantengono il titolo di Re Apostolico di Ungheria. L'Italia Settentrionale annette anche Trentino, Trieste, Istria e Dalmazia. L'impero russo si sfascia: Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia ed Armenia diventano indipendenti (sotto tutela tedesca), lo Zar Alessandro II abdica a favore del fratello Costantino, che è costretto a convocare la Duma e a concedere la Costituzione. Al centro dell'Europa si forma uno stato tedesco colossale, mal visto da Francia e Regno Unito, però oggettivamente potrebbero mancare le cause scatenanti della Grande Guerra nei Balcani. Eviteremo le guerre mondiali e le grandi dittature nel Novecento?

.

Bhrihskwobhloukstroy Bhrghowidhon gli fa notare:

Davvero interessante! Ma una prosecuzione del genere della Guerra di Crimea sia focalizzi come tema cruciale il tentativo di spartizione dell'Impero Ottomano; formulo quindi la domanda di prammatica: l'Imperialismo europeo sarebbe stato sostanzialmente diverso nel caso che arrivasse a una spartizione dell'Impero Ottomano poco dopo la metà del XIX. secolo? Se sì, quali ne sarebbero potute essere le forme specifiche?

.

E Falecius gli risponde:

Il mio parere è che le differenze sarebbero dipese molto dalle concrete modalità della spartizione. Ad esempio, una Gran Bretagna che controllasse l'Egitto si comporterebbe in modo molto diverso da una che non lo farebbe, mentre possiamo aspettarci che l'eventuale annessione di Erzurum e di Van non comporti cambiamenti sostanziali nella politica russa; quella dei principati danubiani o ancor più degli Stretti, sì. Nel complesso credo l'unica potenza europea che sarebbe NECESSARIAMENTE coinvolta in grande cambiamento politico in conseguenza di una spartizione sia l'Austria che verrebbe ad esserne o espansa con modalità tali da impattare profondamente sui suoi equilibri interni o accerchiata in maniera irrevocabile (ai primi del novecento riuscì a Vienna di fare in effetti entrambe le cose allo stesso tempo).

Comunque, la migliore occasione per una spartizione europea dell'Impero Ottomano (Egitto escluso) avrebbe potuto essere anteriore, alla fine della guerra d'indipendenza greca. In linea di massima suppongo che avrebbe dato una divisione di questo genere: Grecia approssimativamente nei sui attuali confini, Serbia approssimativamente nei confini del 1914, Bosnia, Erzegovina e probabilmente Albania all'Austria (in alternativa, Albania a Napoli), Armenia, Ponto e Principati insieme forse a parte della Bulgaria, alla Russia, Libano e forse tutta la Siria alla Francia, Iraq e plausibilmente Cipro alla Gran Bretagna, Palestina probabilmente all'Egitto. Il resto della Turchia, essenzialmente Asia Minore e Stretti, avrebbe la sgradevole scelta se diventare satellite dello Zar o di Londra...

.

Cediamo ora la parola a Basileus TFT:

Visto che ho notato come di recente ci sia una concentrazione di menti su un Risorgimento italiano di stampo federalista, vi fornisco anch'io la mia versione. Ecco quanto:

Antefatto:

Siamo nella prima guerra di indipendenza italiana, 1848. Carlo Alberto di Savoia accoglie la richiesta di aiuto di Venezia, Milano e diverse città della val padana, ribellate al dominio austriaco sull'onda delle grandi ribellioni della "primavera dei popoli" che investì bruscamente un impero multietnico come quello austriaco, dove la componente germanica era predominante. L'esercito piemontese è piccolo e dotato di equipaggiamenti decisamente inferiori rispetto alla sua controparte austriaca, che inoltre può contare su una serie di fortificazioni poste in posizione strategia, le più famose sono quelle del quadrilatero. Tuttavia i Savoia possono contare sugli insorti e, soprattutto, su un foltissimo numero di giovani ardenti di desiderio, giunti da tutt'Italia. Dopo i primi successi entrano in guerra anche il regno di Napoli, lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana. Un tentativo di controffensiva austriaca viene vanificato. La battaglia di Goito sancisce la vittoria definitiva dei piemontesi. L'esercito sabaudo giunge fino a Peschiera, in Veneto, dove a furor di popolo Carlo Alberto è acclamato come re d'Italia, mentre le truppe pontificie e napoletane sono sul punto di varcare il Po'. è dopo questo fatto che, quella che poteva sembrare una formidabile alleanza, viene meno. Prima il Papa, ufficialmente perchè non può combattere una nazione cattolica, si ritira, seguito a ruota dagli altri. Il sogno di un'Italia unita è rimandato.

POD: e se invece gli stati italiani decidono di andare fino in fondo?

Carlo Alberto viene acclamato come re d'Italia ma, conscio del fatto che tale nomina potrebbe costituire un problema per gli alleati, rifiuta la corona e auspica la creazione di uno stato federale, come suggerito di Gioberti e da Cattaneo. Il Papa, vuoi per timore di una rivolta a Roma, vuoi per altri fattori, decide di continuare e così anche gli altri. Ovviamente l'Austria minaccia di staccare il proprio impero dalla cattolicità se il Papa non ritira le sue truppe ma, ovviamente, il Santo Padre accetta la sfida, rilanciando con una scomunica che di fatto non ha alcun valore effettivo ma è più uno smacco personale.

Bandiera dei Volontari Confederali del 1848

Con le truppe degli alleati ancora operative ed in avvicinamento Carlo Alberto può tranquillamente avanzare oltre il Mincio, senza temere una controffensiva austriaca. In questo modo Radetzky non riesce a ritirarsi nel Quadrilatero e ad attendere i rinforzi come nella nostra Timeline. Spinto sempre più ad est, con Venezia insorta, Il maresciallo subisce una cocente sconfitta ad opera delle forze sabaudo-papalino-napoletane nei pressi di Legnago. L'esercito unito continua l'avanzata fino ad arrivare nei pressi di Venezia, dove ottiene una nuova vittoria contro un contingente austriaco comandato da Nugent. A questo punto gli stati italiani, inaspettatamente, chiedono un armistizio. Questa scelta è causata dal fatto che Napoli e il Lazio, oltre che la Sicilia, sono sconvolte da rivolte borghesi e popolari dove vengono chieste maggiori libertà, le stesse rivolte che cominciano a germogliare anche nello stato piemontese. D'altro canto l'Austria è in procinto di crollare. Vedendola battuta più volte assistiamo ad una presa di potere degli ungheresi che cercando di riconquistare la libertà perduta occupando le campagne e le zone minerarie dell'est.

L'armistizio di Treviso vede l'Austria cedere la Lombardia ed il Veneto ai Savoia. Questa scelta è volutamente fatta, infatti gli austriaci cedendo tutto il malloppo ad un solo contendente e di fatto riconoscendosi sconfitti da lui solo, sperano di causare fratture nella giovane alleanza italiana.

Il tentativo è però vano, poiché i rappresentanti dei quattro stati italiani si riuniscono a Milano, dove votano per la creazione di uno stato federale, forse volutamente, forse per paura di una riscossa austriaca, forse solo come fatto temporaneo. Viene stabilita anzitutto un'unione doganale e monetaria (la lira), per il resto ogni cosa rimane ancora di competenza dei vari stati. Ogni sovrano continuerà a governare i propri territori mentre il titolo di Re d'Italia viene stabilito attraverso un'elezione, con un mandato quinquennale. Nasce così il Regno d'Italia, o meglio il Regno Elettivo Federale di Sardegna, Napoli e dei dominii pontifici.

Il primo mandato viene dato a Carlo Alberto, non senza dissensi e lamentele. Ottenendo tale carica Carlo Alberto si impegna però a concedere l'indipendenza del Veneto, che entra naturalmente nella federazione. La Lombardia diviene Protettorato Piemontese di Lombardia, in sostanza uno stato fantoccio governato dal figlio di Carlo Alberto, il quale però promette di nominare un governatore milanese al termine del mandato del padre.

Così nasce lo stato italiano, il 25 aprile 1849. Come già detto, più che di uno stato si tratta di un enorme compromesso fra tre stati esistenti per darsi una certa forza in funzione antiaustriaca. Questa decisione però avrà importantissime decisioni in futuro.

E poi?

La bandiera italiana definitiva adottata nel 1852

.

È il turno di una nuova Timeline riguardante una diversa unità d'Italia, proposta da Tiziano Andrea Amato:

Febbraio 1848:
Primi moti in Europa. Costituzione a Napoli concessa da re Ferdinando, che viene acclamato come possibile re d'Italia da molti liberali. Re Ferdinando non accetta l'offerta, ma comincia a prendere in considerazione l'idea

Maggio 1848:
Costituzione in Piemonte, Toscana e Stato Pontificio
Rivolte nell’Impero Austro-Ungarico
Cinque Giornate di Milano
Gli Austriaci, comandati dal maresciallo Radetzky, abbandonano Milano;
Solo allora i Piemontesi si decidono ad occupare la Lombardia, libera dall’occupazione austriaca.
L’esercito Napoletano intanto attraversa la Romagna per dare rinforzi ai patrioti, cui si uniscono anche volontari pontifici.

Aprile 1848:
Annessione della Lombardia al Piemonte. 
L’esercito va verso il Quadrilatero dove sconfigge gli Austriaci a Goito, e occupando la fortezza di Peschiera.
Intanto i napoletani, accolti festosamente dai ribelli veneti, raggiungo l'Adige ed espugnano la fortezza di Legnago, per poi incontrare i piemontesi a Mantova. Cade anche Mantova, e il generale Radetzky è costretto ad asserragliarsi a Verona.

Maggio 1848:
A Custoza, le truppe napoletane e piemontesi affrontano insieme l'esercito austriaco, che si ritira a Verona, ultima fortezza del Quadrilatero rimasta all'Austria.
Cominciano i primio disaccordi tra piemontesi e napoletani per la nuova amministrazione libera. Carlo Alberto inizia negoziati segreti con l'Austria.

Giugno 1848:
Pace separata tra Regno di Sardegna ed Austria.
Carlo Alberto tentenna ma suo figlio Vittorio Emanuele, timoroso anche del prestigio che sta guadagnando Re Ferdinando, lo spinge ad accettare. 
L'esercito piemontese si ritira a Cremona, lasciando l'esercito napoletano solo contro Radestzky.

Luglio 1848:
Il tradimento di Carlo Alberto lascia tutti indignati, in primo luogo Giuseppe Garibaldi appena tornato dall'America. 
Così, mentre lui organizza la difesa di Bergamo e Brescia, Re Ferdinando occupa Mantova e manda la sua flotta ad aiutare i ribelli veneziani.

Agosto- Settembre 1848:
Radetzky riceve rinforzi e costringe i soldati Napoletani a ritirarsi oltre il Po, tenendo solo la fortezza di Mantova e Venezia.
L'esercito napoletano occupa Marche e Romagna col pretesto di difendere il territorio del papa.
Garibaldi fonda la Repubblica toscana.
A Torino e a Milano si tengono dimostrazioni contro il traditore Carlo Alberto, che abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele.

Ottobre-Dicembre 1848:
Re Vittorio Emanuele sospende a tempo indeterminato la costituzione, e reprime con la forza i moti di Torino e Milano.
Francesco Giuseppe, nuovo imperatore austriaco, assedia Mantova.
Un suo esercito occupa Parma e Modena, attacca la Toscana.

1849:
Cade la repubblica toscana, il granduca è rimesso sul trono dagli austriaci.
Le truppe napoletane, per difendere il papa, occupano anche Umbria e Lazio del nord schierandosi ai confini del granducato di Toscana, ma si ritirano da Mantova.
Il Papa si pone come mediatore tra Napoli e Vienna. 
Garibaldi si ritira nell'isola di Ponza.
Il parlamento napoletano è convinto ad accettare la pace con l'Austria da due esuli piemontesi: Massimo d'Azeglio e Camillo Benso, conte di Cavour.

1850-1854:
Revisione della costituzione a Napoli. 
Assolutismo di Vittorio Emanuele in Piemonte.
L'esercito napoletano rimane in Romagna, Marche ed Umbria, creandovi “stati cuscinetto” temporanei per proteggere il papa.

1855:
Napoli si allea con la Francia mandando un contingente in Crimea.
Al congresso di Parigi Cavour (ora Consigliere del Re) denuncia l'oppressione Austriaca nel Veneto e quella di Vittorio Emanuele in Piemonte, reclamandone il regno per Francesco di Napoli. (Era discendente del ramo principale dei Savoia, al contrario di suo cugino Vittorio Emanuele).

1856-58:
Accordi di Plombiéres con la Francia: ad essa il Piemonte in cambio dell’aiuto contro l’Austria.

1859:
Rivolte in Liguria, Spedizione dei Mille: Garibaldi parte con mille volontari da Castellammare di Stabia, approdando a Quarto; con l’aiuto dei patrioti, Garibaldi conquista il Piemonte.
Vittorio Emanuele chiede l'aiuto all'Austria, che interviene provocando l'intervento della Francia e dell'Esercito del Regno delle Due Sicilie che supera il Po e avanza verso il Quadrilatero.
Garibaldi entra trionfante a Torino; Vittorio Emanuele, sconfitto a Novi Ligure, fugge in Sardegna.
L'esercito franco napoletano sconfigge le truppe austriache a Solferino e a San Martino. L'intera Lombardia è liberata quando Napoleone, vedendo che il Piemonte acclama Garibaldi e re Ferdinando, stipula un trattato di pace separata con l'Austria.
Ribellioni anche in Toscana, Parma e Modena. Tramite plebisciti, vengono annessi questi, come anche gli stati provvisori in Umbria, Marche e Romagna.

1860:
L’esercito napoletano sbarca in Sardegna, Vittorio Emanuele fugge in Austria. È l’Unità d’Italia: re Francesco I di Borbone-Italia viene incoronato re d’Italia! (suo padre Ferdinando ne è reggente).

1865:
Napoleone riconosce la sovranità del regno d’Italia; in cambio chiede Nizza e Savoia.

1866:
I Guerra-Lampo con la Prussia contro l’Austria: grazie anche alle vittorie italiane, è l’annessione della Venezia Euganea, mentre la Prussia ottiene la sovranità sulla Germania.

1868:
II Guerra-Lampo, sempre con la Prussia, stavolta contro la Francia. Cade il II Impero, rinasce la Repubblica Francese, che ha ceduto Alsazia e Lorena alla Germania; Nizza, Corsica e Savoia all’Italia. Per di più, la Francia dovette rinunciare alla Tunisia ed alla sua parte di Somalia in favore dell’Italia, e alle colonie in Sudafrica a favore della Prussia. (Nella nostra Timeline la guerra del ’66 era stata appoggiata dalla Francia per rispettare l’impegno preso con i Savoia; nell’ucronia è avvenuto lo stesso, ma anche il re Borbone voleva liberarsi dell’alleanza per attaccare la Francia. Così nella guerra Franco-Prussiana la Germania troverà una valida alleata nel nostro Paese, economicamente più forte che nella nostra TL, per una guerra addirittura posticipata)

1869:
Persa la protezione francese, il Lazio pontificio rimane esposto al pericolo di un attacco da parte italiana. 
Così, sotto spinta borbonica, rinasce prima la Repubblica Romana, poi annessa al Regno tramite plebisciti. Però Roma è ancora in mano al papa: l’esercito borbonico, sotto le mentite spoglie dei ribelli, fa breccia in Porta Pia ed occupa Roma. Così Pio IX è costretto ad accettare la Legge delle Guarentigie, grazie alla quale si garantisce una posizione negli affari italiani (il diritto di veto) e gli onori del Re, tra l’altro.
Roma diviene così capitale d’Italia, con la minuscola Città del Vaticano sotto sovranità papale.

E poi?

.

A questo punto Paolo Maltagliati va controcorrente:

Se devo essere onesto, a me non spiace l'idea della sopravvivenza del rapace bicefalo austro-ungarico. Più che altro per un semplice motivo: perché in questo modo 'URSS si sarebbe trovata davanti un bastione mitteleuropeo difficile da digerire, al contrario di tanti stati piccoli e divisi.

E' anche vero che la guerra di Crimea e poi la guerra d'indipendenza italiana segna un punto di non ritorno (a livello di isolamento diplomatico, innanzitutto) che si dimostrerà insormontabile e che la porterà dritta dritta nelle fatali grinfie di un'impari alleanza con il II Reich.

Paradossalmente, penso che chi avrebbe avuto tutto da guadagnare da una soluzione confederale per l'Italia dell'epoca sarebbe stata proprio Vienna.

Mi spiace dirlo, ma sono altamente scettico sul fatto che una confederazione italica sarebbe stata in grado di funzionare all'epoca. Concedere la creazione di uno stato debole e diviso, per uno stato austriaco più saggio di quanto non fu nella nostra timeline sarebbe stato molto più proficuo. la nostra penisola sarebbe stata una sorta di condominio (informale, certo) tra Francia e Austria. Che in questo modo si sarebbero potute avvicinare. Con una situazione del genere i prussiani avrebbero peraltro avuto molta più difficoltà (e molto, ma molto meno appeal) a portare sotto la propria bandiera gli stati tedeschi...

.

Chiudiamo con quest'osservazione del solito Bhrg'hros:

Periodizzazione a grandi linee:

1) (43 millenni) dalla prima antropizzazione a tutto il Calcolitico c'è stato un continuo processo di aggregazione a tutti i livelli antropologici (dalla famiglia di Cacciatori-Raccoglitori alla Confederazione Intertribale)

2) (due millenni e mezzo) nell'Età del Bronzo e del Ferro i diversi centri di aggregazione, i cui territorî ormai confinavano gli uni con gli altri, non si sono ulteriormente espansi, tuttavia si sono compattati al proprio interno

3) (un millennio) l'Imperialismo su scala subcontinentale (romano nel Mediterraneo) ha cancellato gran parte del peso dei confini 'nazionali' precedentemente raggiunti

4) (un millennio) la trasformazione tardoantica degli Imperialismi ha portato a un'ulteriore espansione delle ondate urbanizzatrici (le Conversioni religiose) e dei relativi fenomeni di omologazione sociale, accompagnata tuttavia da un processo di frammentazione politico-militare (Regni Romano-Germanici e simili)

5) (mezzo millennio) la rottura delle appartenenze imperiali (religiose) subcontinentali ha lasciato spazio a due fenomeni di aggregazione politico-militare tra loro concorrenti, gli Imperi sovranazionali e gli Stati nazionali, la cui contrapposizione ha portato a una prima conclusione fatale alla maggior parte degli Imperi sovranazionali (con conseguente ulteriore frammentazione in Stati nazionali) e a una seconda in cui invece i pochi Imperi superstiti hanno fagocitato di fatto la maggior parte dei tradizionali Stati nazionali, affiancandoli di diritto con una moltiplicazione di nuovi Stati nazionali di fatto non indipendenti.

Il caso dell'Italia costituisce una rappresentazione da manuale di queste cinque fasi.

.

Per contribuire alla discussione, scriveteci a questo indirizzo..


Torna indietro