Salomone, il Padrone del Mondo Antico

di William Riker

Come mai un'ucronia dedicata a re Salomone? Perchè uno dei miei personaggi storici preferiti fin dall'adolescenza è proprio il figlio di Davide e Betsabea. Infatti egli è stato l'Ulisse ebraico: la sapienza e la scienza concentrate in un uomo al massimo grado. Era creduto anche maestro di magia e padrone dei demoni, oltre che autore di vari libri biblici. Mentre però una donna (Nausicaa) salvò Ulisse ed ad un'altra (Penelope) egli fu fedele per sempre, le donne pagane furono la rovina per il vecchio Salomone. Vediamo di far finire la storia in maniera un po' diversa:

Saul, che regna dal 1029 al 1010 a.C., unifica sotto il suo scettro la Palestina e respinge i Filistei, che tentavano di invadere la Giudea. La rivalità con il giovane Davide però gli è fatale, tanto che viene ucciso in battaglia assieme a tre dei suoi figli sul monte Gelboè. Davide, già incoronato re della sola tribù di Giuda, viene incoronato re anche delle restanti undici tribù, e regna incontrastato su tutto Israele dal 1010 al 970 a.C. A quel punto si sente abbastanza forte per portare avanti una politica aggressiva nei confronti delle nazioni vicine. Prima sconfigge definitivamente i Filistei rendendoli tributari, quindi attacca i Moabiti e gli Ammoniti, abitanti della regione a sud e a sudest del Mar Morto. E' nell'assedio della capitale ammonita Rabbat-Ammon che Uria trova la morte, ma senza alcuna istigazione da parte di Davide, contrariamente a quanto avvenuto secondo il racconto del secondo libro di Samuele. Davide sposa la vedova Betsabea e dall'unione nasce Salomone; non essendo stato commesso alcun peccato, Davide non viene punito con la discordia familiare di cui abbiamo parlato nella Cronologia Fantastica di Israele. Mentre egli regna in Gerusalemme, da lui conquistata nel 1005 a.C., i figli ed il nipote, il rude generale Ioab, portano avanti le imprese di conquista.

Il regno di Davide nel 975 a.C.

Avendo timore del crescere delle ambizioni israelitiche, il re di Aram (Siria) invade la Galilea, ma Ioab lo respinge fuori dai confini e gli infligge una sonora sconfitta. Resa tributaria la Fenicia, aggira la Siria e muove contro Hadad-Ezer, figlio di Recob, re di Palmira nella Siria settentrionale, giungendo fino sul fiume Eufrate. Il regno di Aram, che non gli ha perdonato la sconfitta, convince Hadad-Ezer a non firmare la pace e ad unirsi a lui contro il generale ebreo. Ioab piomba su di loro a sorpresa ed uccide ventiduemila uomini, inclusi Hadad-Èzer ed il re di Aram, quindi prende la capitale Damasco e soprattutto le ingenti miniere di rame di Betach e Berotai, che facevano parte del regno di Palmira. Recob riconosce la sovranità di Davide, e così il suo regno giunge fino all'Eufrate. E' il 990 a.C.

Quando Toù, re di Amat in Siria, viene a sapere che l'esercito di Davide ha sconfitto quello di Hadad-Ezer, manda a Gerusalemme suo figlio Adduram per stringere alleanza con lui, perché aveva mosso guerra a Hadad-Ezer e ne era stato duramente sconfitto; ora tutta la Siria è sotto il controllo del figlio di Iesse o dei suoi re satelliti. Adduram gli porta in dono vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di rame che Salomone farà porre nel Tempio assieme a tutto l'argento e l'oro tolto alle nazioni da lui soggiogate. Intanto il giovane figlio Amnon, appena diciottenne, sconfigge gli Amaleciti e poi i Madianiti che attaccavano le tribù meridionali. In tal modo Davide entra in attrito con gli Idumei o Edomiti, discendenti di Esaù fratello di Giacobbe-Israele, a loro volta protetti dagli Egiziani. Lo stesso Davide scende in campo assieme al figlio Amnon e sottomette gli Idumei sconfiggendo nella Valle del Sale il loro esercito, forte di diciottomila uomini. Anche gli Idumei divengono così sudditi di Davide; egli può mettere le sue guarnigioni fin sul confine dell'Egitto, e conquistare Qades-Barne, la chiave delle carovaniere verso il Sinai, ma soprattutto l'importantissimo porto di Esion-Gheber, oggi Aqaba sul Mar Rosso, che apre il suo regno ai commerci via mare con i regni di Saba, nell'Arabia meridionale. Per questo il Secondo Libro di Samuele (8, 14) recita: « Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava »!

A questo punto Davide deve affrontare una rivolta dei Filistei di Gat, che gli danno molto filo da torcere, e la minaccia di ribellione del figlio Amnon, che vuole sposare la sorellastra Tamar. Il matrimonio si fa nonostante appaia quasi incestuoso, poichè nella Torah sta scritto che Abramo sposò la sua sorellastra Sara, e Giuda ebbe addirittura due figli dalla nuora, pur di perpetuare la propria tribù. Assalonne, fratello di Tamar, non gradisce la cosa e fa assassinare Amnon. Per evitare la vendetta del padre, che oltre ad un figlio ha perso anche un guerriero molto valoroso, Assalonne deve rifugiarsi in Egitto, presso la corte del Faraone Amenemepet (XXI dinastia), che sobilla perchè attacchi Israele, prima che questo diventi una minaccia per lui. Il Faraone consegna ad Assalonne un esercito perchè invada Israele, ma Ioab e Natan, altro giovane figlio di Davide, gli vanno incontro a Bersabea, ai limiti del deserto di Zin, lo sconfiggono e lo uccidono, nonostante Davide avesse dato ordine di risparmiarlo. Come rappresaglia i due condottieri invadono il Sinai e, mentre Natan sconfigge definitivamente i Madianiti ad Haseroth, Ioab giunge sino all'Oreb, il Monte divino, conquistando le ricchissime miniere d'oro e di rame del Sinai (che passeranno alla storia come « miniere di re Salomone »). Il faraone Amenemepet muove alla riconquista delle miniere ma è sconfitto a Rafidim; secondo la leggenda, l'arcangelo Gabriele appare nel cielo per guidare le milizie ebraiche alla vittoria.

Segue il trattato di pace di Betlemme (975 a.C.): il Sinai fino a Refidim entra a far parte del regno di Davide, che controlla anche le carovaniere lungo il litorale, e l'erede al trono Siamon va a Gerusalemme come ostaggio degli Ebrei. Natan è nominato erede al trono, ma muore combattendo contro i predoni arabi che compiono scorrerie contro il territorio di Petra (972 a.C.) La questione della successione sfocia drammaticamente in contrasto tra i figli Adonia e Salomone, sostenuti rispettivamente dai generali Ioab e Banaia. Adonia commette l'errore di proclamarsi re quando ancora Davide è vivo; il figlio di Iesse, che giace infermo a Gerusalemme, va su tutte le furie, lo scomunica e fa ungere re Salomone dal sommo sacerdote Sadoc e dal profeta Natan, dopo aver deposto il sommo sacerdote precedente, Abiatar, reo di aver sostenuto Adonia. Questi si salva con la fuga, mentre Ioab è eliminato senza troppi complimenti e sostituito da Banaia, cui Salomone affianca il fratellastro Chillab figlio di Abigail, che gli è sempre stato fedele. Azaria, figlio di Natan, diventa capo dei prefetti e della burocrazia statale.

Intanto Adonia ripara presso Amenemepet, ma Salomone pretende la sua consegna. Il Faraone si rifiuta ed egli minaccia di uccidere suo figlio Siamon. Amenemepet non se ne dà per inteso ed invade il Sinai, tentando di unirsi ai Filistei lungo la strada del litorale. Siamon, che non ha gradito il fatto di essere stato praticamente condannato a morte dal padre, anche se Salomone non gli ha torto un capello, si unisce agli Ebrei dietro promessa di diventare lui stesso Faraone. L'esercito di Chillab sbaraglia i Filistei mentre Banaia e Siamon penetrano nel delta del Nilo, occupano Ramses, la capitale fatta edificare dagli stessi schiavi Ebrei che ora tornano come conquistatori, e poi Menfi. Amenemepet fugge a Tebe ma il popolo lo uccide ed acclama Faraone Siamon, solennemente incoronato nel tempio di Luxor. Naturalmente egli governa come vassallo di Salomone. Adonia è catturato, portato a Gerusalemme e giustiziato: è il 970 a.C. Poco dopo Davide muore ed è sepolto a Gerusalemme, e Salomone, che ha sposato la sorella di Siamon, raccoglie il potere effettivo nelle proprie mani.

Ed ecco cosa accade subito dopo nel racconto del primo libro dei Re, 4-14: « Il re andò a Gabaon per offrirvi sacrifici perché ivi sorgeva la più grande altura. Su quell'altare Salomone offrì mille olocausti. In Gabaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: "Chiedimi ciò che io devo concederti". Salomone disse: "Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande benevolenza, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene io sono un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo così numeroso che non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così numeroso?". Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli disse: "Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause, ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita." »

Subito Salomone, riconoscente per il dono fattogli dal Signore, si dà alla costruzione del Tempio che Davide aveva voluto ma non era riuscito a realizzare: per questo fa venire diecimila operai al mese, a turno, dalle città soggette della Fenicia, cui aggiunge settantamila operai ebrei, al cui lavoro sovrintendeva Adoniram. Il più generoso è Hiram, re vassallo di Tiro, che invia enormi quantità di cedri del Libano e di pietre preziose, onde sperare di conservare il proprio trono anche se inizialmente aveva parteggiato per Adonia. La costruzione dura sette anni, dal 968 al 961 a.C., e Salomone può consacrare il Tempio con gran fasto in occasione della Festa dei Tabernacoli (Etanim) del nono anno del suo regno. L'Arca è riposta nel Santo dei Santi dove solo il sommo sacerdote può entrare una volta all'anno e pronunciare il tetragramma sacro di JHWH (la vocalizzazione è ignota perchè gli stessi Ebrei hanno finito per scordarsela, a furia di non pronunciarle. Aggiungendo le vocali di Adonai, il Signore, nacque il nome di Geova, assolutamente assurdo dal punto di vista linguistico e religioso, nonostante quanto affermano tuttora i cosiddetti Testimoni di Geova). Nel Santo era riposto anche un "mare" o bacile di bronzo sostenuto da dodici buoi fusi nello stesso materiale; il I Libro dei Re (7, 23) dice: « Fece un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e la sua circonferenza di trenta cubiti », dal che noi deduciamo che a quei tempi gli Ebrei assegnano a pi greco l'impreciso valore di tre. Più tardi la matematica proveniente dall'Egitto influenzerà la cultura ebraica, che in questo campo compirà un vero e proprio salto di qualità (se si pensa che anche Einstein era ebreo...)

Ma intanto prosegue la sua politica di espansione, perchè il re di Mari desidera aprirsi uno sbocco al Mediterraneo conquistando la Siria. Banaia accorre e lo sconfigge presso Halab, aprendosi poi la strada fino a Nisibi, cioè fin quasi ai confini dell'Assiria. A questo punto Shamash-Mudammik, re di Babilonia, ed Assur-dan II, signore degli Assiri, si coalizzano contro gli Ebrei. Banaia, Chillab e lo stesso Salomone accorrono in Mesopotamia, sostenuti anche da truppe egiziane. Dopo alcuni iniziali insuccessi, Salomone stringe alleanza con il re dei Medi Fraarte, che non sopporta il dominio assiro, e nella cosiddetta « battaglia dei Popoli », presso la capitale assira Calach, sconfigge la coalizione nemica: è il 962 a.C. Salomone prosegue e conquista Babilonia, quindi si spinge sino ad Ur e sul golfo Persico, sottomettendo l'Elam. Il paese di Urartu (l'Armenia) offre il tributo a Salomone, che viene solennemente incoronato re di Babilonia e di Assiria. Poi torna a Gerusalemme, lasciando Banaia a Babilonia come proprio vicerè. La dedicazione del Tempio avvenuta l'anno successivo è dunque vissuta dal figlio di Betsabea come un atto di ringraziamento per le vittorie conseguite.

A questo punto però il Faraone Siamon diventa geloso delle vittorie di Salomone e trama contro di lui, ma Banaia lo sconfigge, lo imprigiona e mette sul trono suo fratello Psusenne II (958 a.C.) L'Egitto fino alla Seconda Cateratta diventa ancor più tributario di Salomone. Chillam conquista l'isola di Cipro e se ne proclama re sotto la tutela salomonica (957 a.C.), poi grazie alle navi fenicue si spinge fin nell'Egeo e conquista l'isola di Creta. Le isole dell'Egeo, il Peloponneso e la città di Sardi cadono rapidamente sotto il suo dominio perchè i Dori hanno sprofondato la Grecia nel cosiddetto Medioevo Ellenico, e così Chillam mette insieme un vero e proprio impero talassocratico (953 a.C.) Attaccato da Gige, leggendario re della Frigia, Chillam invoca l'aiuto di Salomone che invia il fratellastro Jebhar; questi parte via terra dalla Siria ed attacca Gige da est mentre Chillam attacca da ovest, ed anche questo regno è conquistato (950 a.C.) Chillam muore in battaglia, così Salomone cinge la sua corona ed affida le conquiste d'occidente a Jebhar perchè le amministri a nome suo come vicerè. Egli fa ricostruire Troia e pone la sua capitale ad Atene, fondando così la futura grandezza di questa città.

L'impero semitico di Salomone incorpora nello stesso anno anche l'Egitto: in seguito all'ultima rivolta egiziana, Salomone depone anche Psusenne II e cinge la duplice corona di Faraone sulla propria testa. E' la fine del Regno Nuovo. La spedizione contro la Nubia di Geroboamo, generale di Salomone, giunge  fin oltre la Quinta Cateratta del Nilo; come premio egli è nominato vicerè d'Egitto, come Giuseppe figlio di Giacobbe prima di lui. Nel 949 a.C. Fatima, regina di Saba (Arabia meridionale, attuale Yemen), giunge a Gerusalemme con il suo seguito per domandare  la protezione dell'ormai potentissimo imperatore ebreo contro i predoni dell'Higiaz; rimasta impressionata dalla sua sapienza, contribuisce a diffondere il mito di un Salomone in grado di dominare gli Spiriti e le Forze Occulte, cioè i Jinn sui quali si basa la religione araba preislamica (il genio della lampada di Aladino sarebbe uno di questi). Si comiinciano a raccontare di lui iperboliche leggende, come quella secondo cui egli dorma sempre protetto da 80 armigeri, dopo che il demone Azazel lo ha scagliato lontano 400 parasanghe ed ha preso il suo posto sul trono con le sue sembianze... Superstizioni popolari. Salomone comunque accetta di proteggere la capitale sabea Marib in cambio del controllo sulle vie carovaniere dell'incenso; come pegno dell'alleanza egli mette incinta la bellissima Fatima. Da loro due discenderà la casa regnante yemenita sino a Maometto.

Salomone trascorre i restanti diciannove anni di regno a rafforzare il suo immenso impero. Gli Assiri costituiscono il nerbo del suo esercito, i Fenici gli forniscono la flotta, i Medi si preoccupano di custodire il confine orientale, gli Armeni di vigilare contro le scorrerie dei popoli delle steppe provenienti dal Caucaso. Viene costruita un'estesissima rete di strade. Le navi fenicie al suo servizio raggiungono ad occidente Tarsis (Tartesso, presso Cadice) e le isole Cassiteridi (oggi isole Scilly, sulla punta della Cornovaglia), e ad oriente l'India e Ceylon. Secondo la parola del Signore, egli è diventato veramente il padrone del mondo antico. Sui fregi del Palazzo da lui edificato si vedono anche Traci, Illiri, Cimmerii, Sciti, Persiani, Battriani, Indiani, abitanti del bacino del Tarim, Arabi, Etiopi, Neri del cosiddetto paese di Dedan (secondo alcuni è Zanzibar, secondo altri è un termine ebraico per indicare genericamente l'Africa Nera) venire a Gerusalemme a porgergli offerte. Gerusalemme diventa una metropoli gigantesca con dodici porte, una delle quali è murata perchè gli Ebrei promettono di aprirla solo quando il Messia entrerà nella Città Santa. Il monoteismo ebraico dilaga e si diffonde in tutta la Siria e la Mesopotamia, mentre in Egitto è restaurato il culto solare di Aton, e nell'Egeo si afferma l'enoteismo con Zeus dio supremo e gli altri dei olimpici ridotti a spiritelli della sua corte. Fiorisce la letteratura: sotto Salomone viene definitivamente messa per iscritto la Torah, mentre un autore a noi rimasto ignoto, oggi noto come il « Deuteronomista », completa per conto suo il Libro di Giosuè, quello dei Giudici ed i due di Samuele; i leviti raccolgono invece i Salmi di Davide. Egli stesso è poeta e compone il Libro dei Proverbi, il Libro della Sapienza e quel capolavoro poetico che è il Cantico dei Cantici. In Mesopotamia viene codificato definitivamente anche il Poema di Gilgamesh, sull'isola di Chio il poeta cieco Omero compone oralmente l'Iliade, l'Odissea e gli Inni Omerici, mentre in Egitto fioriscono le ricerche di Matematica e di Astronomia: è a quest'epoca che risale ciò che noi oggi chiamiamo teorema di Pitagora.

Alla morte di Salomone, avvenuta nel 930 a.C., gli succede il figlio Roboamo, il quale darà origine alla linea generazionale che, passando per Acaz, Ezechia, Giosia e Zorobabel, arriverà sino a Gesù Cristo.

William Riker

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Lucasauro suggerisce:

Ho notato che il tuo impero di Salomone è vicino all'Italia: può succedere che il tuo impero salomonico influenzi l'Italia antica?

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Ma l'autore dell'ucronia obietta:

No, a quei tempi l'Italia era ancora nell'età della pietra, non c'erano ancora arrivati i Greci (se facciamo la tara alle leggende di Diomede ed Enea) e forse addirittura neppure agli Etruschi, agli orientali semplicemente quella terra non interessava.

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Lucasauro tuttavia non si dà per vinto:

Come immaginare la storia biblica dopo Salomone se ha fondato un impero come quello sopra descritto? Dopo il 930 a.C. prevedo disordini politici che per mettono la nascita di due imperi ebraici, l'Impero di Giuda con capitale Gerusalemme, esteso ad Egitto ed Arabia, e l'Impero di Israele con capitale Samaria, esteso a Siria, Mesopotamia, Anatolia e Grecia. I due imperi sono rivali e l'Egitto si separa dall'ex impero di Salomone restaurando la monarchia faraonica; inizia l'era profetica in cui i profeti cominciano a predire la distruzione dei due imperi da parte di potenze straniere. Il profeta più importante è Elia che, prima di essere rapito in cielo, predica contro l'Imperatore Acab che muore in battaglia contro gli Sciti, mentre la sua sposa, la regina pagana Shammuramat (Semiramide per i Greci) finisce in pasto ai cani. Nell'impero di Israele operano anche Eliseo, pupillo di Elia, Amos ed Osea; al tempo di Ezechia scoppia la guerra tra Giuda e l'Egitto che si conclude con una pestilenza. Giuda verrà conquistato dagli Egizi mentre Israele da Alessandro Magno.

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A questo punto Andrea Carrara suggerisce:

Veramente un capolavoro! Hai realizzato la promessa di YHWH: « I vostri confini si estenderanno dal deserto del Libano che vedi là, fino al grande fiume, l'Eufrate, tutta la terra degli Hittiti fino al mare grande [Mar Mediterraneo], dove tramonta il sole. » (Gios 1,4) Secondo voi è possibile far realizzare tale promessa anche in un altro arco di tempo?

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Gli risponde Bhrihskwobhloukstroy:

Io propongo di scegliere la cronologia più alta possibile (minimo entro la fine del XIII. secolo a.C., massimo all'inizio del XIV.). La tradizione biblica di un popolamento eteo precanaanaico è confermata dalla toponomastica (non è dunque una tardiva invenzione erudita); a tale quota cronologica e con l'inclusione di tutta la «Terra degli Hittiti», l'Impero di Israele coinciderebbe sociolinguisticamente con quello appunto eteo e quindi, a parte l'élite, vedrebbe come codice più diffuso il luvio (che perciò precederebbe e così eviterebbe la diffusione dell'aramaico al di fuori della Mesopotamia). In pratica, l'Impero sarebbe sì di Religione Ebraica, ma di lingua luvia (con 'sfasamento' analogo a quello dei Chazari, nel loro caso di lingua turca). Tra i popoli sottomessi ci sarebbero quindi Ebrei, Amorrei, Aramei, Canaanei, Aramei, Evei, Gergesei, Gebusei (ma non ancora i Filistei), Ḫurro-Urartei, Ḫatti, Etei, Luvî, Palaici, Cilici, Lici, Lidî, Pisidî, Isauri, Licaoni, Carî, Misî, Armeni...

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Iacopo domanda:

Comunque avremmo un impero a maggioranza Indoeuropea: la religione di Abramo, Isacco e Giacobbe sarebbe diffusa un tutta la popolazione, o proprietà privata della classe dominante semitofona?

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E Bhrihskwobhloukstroy replica:

L'esempio della Palestina / ’Éreṣ Yiśrā’ḗl suggerisce che la Religione si diffondesse presso tutta la Popolazione (in fondo è quel che è poi accaduto veramente altrove o con altre - ma connesse - Religioni). Da un punto di vista egizio si tratterebbe di un cambio vantaggioso rispetto al «miserabile Paese di Ḫatti» (e in effetti - Geopolitica spicciola Veterotestamentaria - chi controlla l'Egitto domina il Mediterraneo, il che è vero anche per l'indoeuropeo, che nel Periodo Predinastico comprendeva anche il Basso Egitto e poi è retrocesso da tutta la Sponda Mediterranea Meridionale e Orientale)

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Iacopo si informa:

Ma l'indoeuropeo del basso Egitto era affine all'ittita?

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E Bhrihskwobhloukstroy gli spiega:

Quello in particolare no (o almeno le tracce sono talmente malridotte che è difficile riconoscere qualcosa di preciso, comunque la quota cronologica è così alta da precedere le innovazioni fonologiche dell'anatolico in generale); quello della Mesopotamia già di più, quello della Palestina decisamente sì (era proprio eteo, neanche luvio o simili).

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A questo punto Lucasauro cambia discorso:

Secondo alcuni esegeti Gilgamesh era un contemporaneo di personaggi biblici vissuti dopo Noè e precedenti ad Abramo. Ora mi chiedo: cosa accade se costui fa irruzione in una qualche vicenda biblica postdiluviana e ne diventa un personaggio importante? sarà un personaggio buono o cattivo?

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Ed Enrica S. gli risponde:

Molto probabilmente Gilgamesh nella Bibbia c'è, è Re Nimrud, che secondo la Genesi fondò Erech, cioè Uruk, la stessa città di cui era Re Gilgamesh. Si tratta di un personaggio negativo, in quanto considerato il responsabile della costruzione della Torre di Babele (la Ziggurat di Babilonia), e se gli fosse attribuito anche il desiderio di cercare l'immortalità, diventerebbe ancor più simbolo della superbia umana e forse Gesù lo citerebbe per nome, anziché parlare solo genericamente dei Giganti "al tempo di Noè".

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Poi Lucasauro ha avuto un'altra idea:

Invece di eleggere un re solo per l'intera nazione, ognuna delle Tribù d'Israele elegge un proprio Re. Anche la Tribù di Levi vorrà un suo territorio, a costo di combattere contro le altre per ritagliarselo; la Tribù di Giuseppe avrà addirittura due Re, una per Manasse e una per Efraim. Solo occasionalmente le singole monarchie si alleeranno tra loro per far fronte a nemici comuni. Impossibile la centralizzazione del culto, e dunque niente Tempio. Chi si prenderà la briga di difendere l'Arca dell'Alleanza? Le Tribù guerreggeranno tra di loro per strapparsela l'un l'altra? Come cambia la Storia d'Israele?

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Bhrihskwobhloukstroy abbozza:

Da questo vuoto di potere potrebbero trarre vantaggio le Città-Stato filistee?

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E Lucasauro gli replica:

Assolutamente sì. All'epoca di Cristo la Terra Promessa potrebbe essere a maggioranza filistea, e dunque già chiamarsi Palaestina. Ecatompoli invece di Decapoli. Gesù potrebbe essere crocifisso da un re filisteo vassallo di Roma. Hai pensato che forse la conoscenza della lingua filistea potrebbe aiutarci a decifrare il Lineare A cretese e il disco di Festo?

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Allora Bhrihskwobhloukstroy fa notare, da buon linguista:

Da questo - non è detto, ma è almeno possibile - potrebbe anche conseguire la sopravvivenza linguistica del *filistaico (se ne parla così poco che non si usa nemmeno il glottonimo!), che per i Glottologi israeliani è ormai praticamente "l'indoeuropeo di casa"... Ovviamente senza arrivare (di certo non per forza) all'estremo opposto (l'estinzione dell'ebraico) e tenute nel debito conto le comunque possibili deportazioni da parte assira e babilonese, data l'area potremmo perfino immaginare la conservazione di testi o loro frammenti, che ci farebbero sembrare l'esistenza di una documentazione filistea un fatto normale...
Resta poi però il grave interrogativo sulle possibilità di persistenza linguistica anche attraverso tutto il I. millennio d.C., la fase cruciale per molte tradizioni.
Inoltre il *filistaico (chiedo scusa per il neologismo) potrebbe contribuire alla conoscenza del minoico, ma la semplice provenienza dei Filistei da Creta non è ancora una garanzia (le lingue di Creta potevano essere e verosimilmente erano più di una), però di certo aiuterebbe a chiarire il quadro complessivo. Un indizio a favore comunque c'è, ossia che sia il minoico sia il filistaico sono stati - indipendentemente l'uno dall'altro - interpretati come lingue anatoliche.
Questo, fra l'altro, rende ancora più intrigante la questione della loro origine, perché la toponomastica più antica della Palestina è veramente anatolica (e in accordo con le notizie bibliche sui popoli precananaici) e, dove riconoscibile, addirittura etea. Riprenderebbe forza quindi l'ipotesi che i Filistei siano una coalizione (eventualmente a guida allogena cretese) di popoli precananaici.

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Anche Perchè No? fa sentire la sua voce:

Mi piacerebbe tanto sapere quale sarebbe la storia del regno (o più semplicemente del popolo) filisteo nella storia. Fondano dei porti importanti? Come si comportano sotto gli Assiri, i Babilonesi, i Persiani e Alessandro Magno? Quali rapporti con i Seleucidi e i Lagidi? Potrebbero fondare uno Stato cuscinetto che impedirebbe le guerre siriane tra le due dinastie? E in che rapporto sono con Roma? Quando entrano a far parte dell'impero? Si ribellano contro Nerone, Adriano eccetera? Se Vespasiano non si copre di gloria durante la guerra in Giudea, diventa lo stesso imperatore?

La bandiera della Filistea

La bandiera della Filistea

Una possibile risposta la troverete in questa pagina.

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Riprende la parola Lucasauro:

Mi è venuta un'ispirazione. E se Giosuè dopo la guerra di conquista della Terra Promessa si autoproclamasse sovrano del popolo ebraico ed iniziasse l'era monarchica con due secoli di anticipo?

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Passiamo alla nuova idea di William Riker:

Nei capitoli 33 e 34 della Genesi si racconta un episodio poco noto ma decisivo per la Storia della Salvezza. Dopo essersi separato da suo fratello Esaù, Giacobbe si accampa presso la città di Sichem e, siccome la sua moglie prediletta Rachele è incinta, accetta di pagare un prezzo esorbitante (cento pezzi d'argento) per accamparsi davanti alla città in una terra che valeva molto meno, pur di permettere a Rachele di trascorrere una gravidanza tranquilla. Ma gli abitanti delle città disprezzavano i pastori nomadi; e così Sichem, figlio di Camor, re della città, invaghitosi di Dina, figlia di Giacobbe e di Lia, la attira in città con un pretesto e la violenta. Quando lo sanno i fratelli di Dina, vanno su tutte le furie, e per placare gli animi re Camor propone un matrimonio riparatore: suo figlio sposerà Dina, gli Ebrei saranno liberi di contrarre matrimonio con i Sichemiti, e i due popoli diverranno uno solo. Giacobbe accetta, ma i suoi figli pretendono che tutti i Sichemiti maschi siano circoncisi, altrimenti non potranno sposare donne ebree. Siccome Giacobbe è ricchissimo dopo aver turlupinato più volte il suocero Labano, re Camor accetta, ma la condizione posta dai figli di Giacobbe nasconde un inganno. Infatti dopo tre giorni, quando i Sichemiti sono in preda alla febbre successiva all'operazione, Simeone e Levi attaccano in armi la città con i loro uomini, e passano tutti gli uomini a fil di spada, inclusi Camor e suo figlio, rei di aver trattato la loro sorella Dina come una prostituta. Giacobbe si dispera, perchè sa che gli altri Cananei alleati con Sichem vorranno vendicare la strage commessa dai suoi figli, ed è costretto a una fuga precipitosa nel deserto. Spossata dalla marcia, Rachele ha un parto difficile e muore vicino a Betlemme dando alla luce un bambino che chiama Benoni, "Figlio del Dolore". Distrutto dalla perdita dell'amata, Giacobbe cambia il nome di suo figlio in Beniamino, "Figlio della Destra" (cioè "della Fortuna"), quindi toglie la primogenitura a Simeone, Levi e a tutti gli altri figli, dopo che la aveva già tolta a Ruben, il primo figlio da lui avuto, perchè colpevole di essersi unito a Bila, concubina del padre e schiava di Rachele. E così, la primogenitura tocca a Giuseppe, nonostante sia l'undicesimo figlio maschio e abbia solo diciassette anni. Questo fa sì che i fratelli comincino ad odiarlo, odio alimentato dai famosi sogni di Giuseppe, nei quali egli appare come signore di tutti i suoi fratelli. Per questo prima cercano di ucciderlo e poi lo vendono a dei mercanti Madianiti che lo conducono schiavo in Egitto, innescando tutta la serie di eventi che porterà alla cattività degli Ebrei in Egitto e alla loro liberazione da parte di Mosè.

A questo punto, due domande sorgono spontanee.

1) Cosa sarebbe successo se Giacobbe/Israele si fosse accampato non davanti a Sichem ma davanti ad una città il cui re aveva un figlio meno voglioso? Gli Ebrei sarebbero rimasti là fino al parto di Rachele e poi avrebbero ripreso la vita nomade in Palestina. Al momento della grande carestia, sarebbero scesi in Egitto ma, alla fine di essa, sarebbero tornati nella Terra di Canaan, giacché nulla li tratteneva là. Come cambia la storia di Israele senza la prigionia in Egitto e senza bisogno di Mosè e di Giosuè? E senza Giuseppe come Ministro dell'Agricoltura, l'Egitto sarebbe sopravvissuto alla grande carestia o essa avrebbe provocato il crollo anticipato del regno degli Hyksos, avviando in anticipo il Nuovo Regno?

2) E se Giacobbe avesse intuito i veri scopi dei suoi figli ed avesse impedito loro di radere Sichem al suolo? Gli Ebrei si sarebbero uniti ai Sichemiti, cioè ai Cananei, diventando stanziali con largo anticipo sulla HL. Anche in questo caso, niente calata in Egitto, con la differenza che un regno di Israele sarebbe potuto nascere in anticipo, e magari rintuzzare con Re Giosuè i tentativi di Ramses II di riconquistare la regione siro-palestinese, impedendo anche lo scontro diretto con gli Ittiti e la Battaglia di Qadesh. Ma, mescolati ai Cananei, gli Ebrei riusciranno a mantenere la purezza del loro Monoteismo? Secondo me, i Profeti sarebbero stati inviati da YHWH con secoli di anticipo, e Mosè avrebbe tuonato non contro il Faraone ma contro le infedeltà a Dio del Re d'Israele di turno...

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Gli replica Bhrihskwobhloukstroy:

È una delle ucronie più dirompenti che si possano trovare nella Bibbia! Coinvolge nientemeno che la lingua dell'Antico Testamento: la seconda eventualità realizzerebbe infatti per i figli di Giacobbe ciò che a Bersabea era accaduto a Esaù, che aveva sposato Giuditta e Basmat (poi passate alla Storia per le lamentele su di loro da parte di Rebecca, enunciate ad arte per giustificare la partenza di Giacobbe). Ho la presunzione di aver mostrato in un libro di sei anni fa che gli Evei (Ḥiwwīm regolarmente dal'indoeuropeo *H₂auh₂i-es “Discendenti”) erano ittiti come gli Etei (e i Gebusei di Gerusalemme). Se fosse stata sventata la strage a tradimento, i figli di Giacobbe si sarebbero evidentemente assimilati ai molto più numerosi Evei e ne avrebbero assunto la lingua.

Poniamo pure che la Storia del Popolo d'Israele si svolgesse poi come la conosciamo: l'unico aspetto differente sarebbe la lingua, etea (quindi indoeuropea anatolica; qui non si tratta di Ḫattici) anziché ebraica (semitica nordoccidentale, vicinissima al fenicio) e la Lingua Sacra della Diaspora sarebbe etea (evitica) e aramaica anziché ebraico-aramaica (del resto, la Diaspora ha operato esattamente allo stesso modo con i Jewish Languages quali il ladino o giudeo-spagnolo, lo jiddisch/yiddish, il giudeopersiano, il giudeoitaliano ecc.). La tradizione onomastica etea si trasmetterebbe al Cristianesimo e quindi anche a Bisanzio e all'Europa; al posto di nomi come Emanuele, Matteo, Giovanni, Daniele, Gabriele, Raffaele ecc. avremmo composti con secondo elemento -muwa (“forza”, etimologicamente “sperma”) o -ziti (“uomo”) preceduti da nomi di città o di Divinità, assimilate all'Unico Dio portato dagli Ebrei. Nella Storia della Cultura Occidentale, non si avrebbe una contrapposizione fra Teorie Semitiche e Teorie Indoeuropee: entrambe le tradizioni linguistiche sarebbero compresenti nella Cultura Ebraica (evitico e aramaico). Posizioni antiindoeuropeistiche come quelle di Vincenzo Padula nell'Ottocento o Giovanni Semerano nel Novecento non avrebbero senso. Il Nazionalsocialismo, al posto di una contrapposizione generale fra Indoeuropei e Semiti, si focalizzerebbe sulla contrapposizione interna all'Indoeuropeistica fra Teoria Indo-Anatolica (per cui da un lato si individua una classe linguistica anatolica, dall'altro tutte le altre classi indoeuropee) e Teoria Indogermanica (tutte le classi indoeuropee risalgono a un unico nodo genalogico comune, senza diramazioni a gruppi di classi), abbracciando la prima e proibendo la seconda (curioso parallelo con le prese di posizione glottologiche di Stalin). Il Führer prevederebbe ugualmente la sostituzione della Chiesa Cattolica con l'Istituto di Indoeuropeistica di Monaco, ma si tratterebbe di Indoeuropeistica rigorosamente non Anatolistica (pur nel quadro della Teoria Indo-Anatolica), a meno di ripudiare del tutto l'affiliazione indoeuropea dell'anatolico: in tal caso l'Indoeuropeistica nazionalsocialista sarebbe rigorosamente antilaringalistica (ossia non ricostruirebbe alcun fonema */h/ per l'indoeuropeo preistorico) e postulare le laringali – come ho fatto nelle ricostruzioni qui sopra (*H₂auh₂i-es) – sarebbe già Alto Tradimento...

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E ora, un'altra idea di MattoMatteo: l'Impero ebraico d’Egitto!

Secondo alcune teorie, il nome egiziano del patriarca Giuseppe sarebbe stato Aper El; questo sarebbe confermato dal fatto che il suo nome in egiziano significa “servo di El”, ed El era il nome di un dio semita, non egiziano.

Tra i faraoni da lui serviti c’è anche Akhenaton, che cercò di sostituire (senza riuscirci) il pantheon egizio con l’unico dio Aton, che rappresenta il sole; la cosa interessante è che gli inni ad Aton presentano somiglianze sorprendenti con le preghiere ebraiche del periodo dell’esodo (avvenuto circa 100-150 anni dopo); è quindi possibile che l’idea di Akhenaton derivasse dalle sue discussioni con Giuseppe, o che Mosè fosse un sacerdote di Aton (infatti Mosè non è un nome ebraico, ma in egiziano significa “figlio”) e che quindi il monoteismo ebraico derivi dal monoteismo egiziano.

Spingiamoci più in la, ed ipotizziamo che Giuseppe non abbia sposato un’egiziana qualsiasi, ma la figlia del faraone Amenofi III (il sovrano a cui aveva interpretato i sogni), divenendo egli stesso re dell’Egitto con nome di Elmoses (“figlio di El”) al posto di Akenaton; col sostegno del suo popolo (Es 1,7: “I figli di Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il pese ne fu ripieno”) Giuseppe riuscì dove Akenaton aveva fallito, istituendo la religione monoteista di Elaton (“El il sole”).

Sotto la sua guida l’impero egiziano si estende enormemente; per prima cosa comincia ad espandersi verso sud seguendo il Nilo, arrivando al lago Vittoria; da lì comincia la conquista del corno d’Africa e dei territori che si affacciano sul mar Rosso; successivamente si allarga verso est (seguendo il corso del Congo) e sud (seguendo i laghi Tanganica e Nyasa, e poi il corso dello Zambesi); nel corso dei secoli successivi i suoi discendenti arriveranno a conquistare e convertire quasi tutta l’Africa, ad eccezione del deserto del Sahara, per poi passare ad allargarsi prima nella penisola Araba e poi in Asia ed Europa.

In questo modo non ci sarà l'Esodo. Come cambieranno il Cristianesimo e l'Islam?

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Enrica S. gli fa notare:

Non so se lo sapevi, ma come puoi leggere a questo link c'è chi dice di aver trovato in Egitto la mummia del patriarca Giuseppe, che sarebbe stato il nonno di Akhenaton!

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Passiamo alla nuova proposta di Lucasauro:

Abimelec figlio di Gedeone si rivela essere un sovrano santo in quanto non uccide i suoi fratelli e Dio gli concede una potente dinastia, come cambia la storia? "Osanna al figlio di Abimelec, Osanna al Redentor"?

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Ancora MattoMatteo ha poi ideato quest'altra elaborata ucronia biblica:

Visto l'affetto e la fedeltà che Gionata porta a Davide, il Signore risparmia la vita del ragazzo, che mantiene la sua parola diventando il braccio destro di Davide; in questo modo gli impedisce di peccare con Betsabea e di alienarsi la protezione di Dio.

Davide avrà da Mikal (prima moglie, nonchè figlia di Saul e sorella di Gionata) Iesse (primogenito, chimato così in onore del padre di Davide); per assicurare che non ci sia guerra tra la propria discendenza e quella di Gionata, fà sposare Iesse con la primogenita dell'amico, in modo da legare a filo doppio le due dinastie.

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Gli obietta Lord Wilmore:

Un momento: Mikal fu punita da JHWH con la sterilità perchè si era scandalizzata vedendo Davide danzare davanti all'Arca durante la sua traslazione dal santuario di Silo in Gerusalemme. Affinchè Davide abbia un figlio da lei, occorre introdurre un POD aggiuntivo, ad esempio Davide rinuncia alla traslazione e l'Arca resta a Silo fino alla costruzione del Tempio. Ciò però rischia di indebolire la posizione del Re e di Gerusalemme come capitale, essendo questa una delle ultime piazzeforti del paganesimo nella Terra Promessa. Dunque Davide potrebbe rinunciare a Gerusalemme e costruire ex novo una nuova capitale intorno a Silo, ma la cosa appare improbabile, essendo Silo esposta agli attacchi dei Filistei. Davide dovrebbe rinunciare allora alla danza davanti all'Arca, ma ciò gli alienerebbe le simpatie del Signore, che potrebbe decidere di scegliere Gionata al suo posto. Però mi è venuto in mente che potrebbe essere Gionata a danzare davanti all'Arca. In questo modo Mikal non si scandalizza di suo marito, ed ha figli. Osanna al figlio di Saul!

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E Paolo Maltagliati aggiunge:

Scusate, la soluzione più semplice non è semplicemente che Mikal non si scandalizzi?

« Giunta che fu l’arca del Signore nella città di David, Mikal, figlia di Saul, si affacciò alla finestra e vide il re David che danzava davanti al Signore e lo disprezzò in cuor suo. Ma Gionata suo fratello, che stava presso di lei le disse: "Non è bene che la donna disprezzi l’uomo che si umilia dinnanzi al Suo Signore". E Mikal disse: "Come hai inteso bene i miei intendimenti, fratello! Ebbene, che Iddio mio Signore lasci che il ventre della sua serva diventi deserto, se essa dimentica colui a cui tutto deve!"
Quella sera stessa il Signore apparve a Mikal, dicendogli: "Bene hai parlato, Mikal figlia di Saul. Non disprezzare ciò che piace al Signore! Come David danzò davanti a me, così tu ora danzerai davanti a lui. La tua rovina sarà la tua gloria, ed egli ti guarderà con occhi nuovi."
E Mikal danzò presso il suo re David, come piacque al Signore. E David vide per la prima volta sua moglie e la trovò bella. Ed essi si conobbero e concepirono un maschio, cui venne dato il nome di Salomone... »

A pensarci bene, un sovrano legato sia a Giuda sia a Beniamino potrebbe dare maggior equilibrio politico al regno di Davide e dei suoi successori. I rapporti di forza, politici ed economici erano a favore di Efraim e Manasse. Beniamino era lì vicino, se non ricordo male. Magari l’influenza di Gionata può riequilibrare le tensioni tra queste tribù e la davidiana Giuda.

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Torna alla carica MattoMatteo:

L'idea di base dell'ucronia, infatti, è proprio questa... oltre al fatto che mi è sempre dispiaciuto per il povero Gionata, che è morto assieme a suo padre, pur essendo sempre stato così buono con Davide. Inoltre, visto che Davide non pecca con Betsabea, il Signore manterrà la sua protezione su Israele, che così potrà essere più potente e prospero e potrebbe espandersi maggiormente.

Una situazione del genere, però, comporta due rischi: primo che il successo dia alla testa agli ebrei facendoli peccare e allontanando da loro la protezione di Dio, secondo attirare la paura e l'invidia dei loro vicini. Non è azzardato, quindi, ipotizzare che ad un certo punto Israele venga conquistato e spartito tra i suoi vicini, producendo non un solo esilio, ma molti (cattività babilonese, cattività egiziana... non saprei se e quali altri popoli poterci mettere: lidi, cimmeri... arabi?).

Quando i babilonesi vengono sconfitti dai persiani, e Ciro permette il ritorno in patria degli ebrei babilonesi, probabilmente torneranno anche profughi da altre nazioni, portando con se versioni differenti dell'ebraismo; questo porterà o a divisioni interne, o ad un "neo-ebraismo" diverso da quello della nostra Timeline.

Mi è però venuta un'altra idea. Gojim, Gaji, Gaijin sono le parole con cui vengono indicati gli stranieri rispettivamente da Ebrei, Zingari, e Giapponesi... è solo un caso, che si somiglino così tanto? Mettiamo che uno scienziato, intrigato dalla similitudine fonetica, compia un'approfondita ricerca genetica presso i tre popoli, scoprendo una parentela comune. In pratica, durante la cattività Babilonese, gruppi di ebrei sarebbero arrivati fino all'India e al Giappone, mescolandosi con le popolazioni locali fino al punto da perdere il ricordo della loro origine. Questa scoperta che ripercussioni potrebbe avere, per il moderno Israele?

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Gli replica Perchè No?:

Per Israele non so, ma per il Giappone l'effetto sarebbe devastante. I giapponesi hanno già grandi difficoltà a riconoscere che la loro cultura é nata in buon parte da emigranti originari dei regni coreani. Inoltre la maggior parte della loro storiografia é basata sull'idea di un Giappone con origini etniche indigene, particolari e uniche, anche se questo é stato criticato negli ultimi anni, e non è penetrato nell'opinione generale.

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Anche Bhrihskwobhloukstroy ha qualcosa da obiettare:

Non ho capito fin dove si spinge l'ucronia o, in altri termini, qual è il punto di divergenza... Nella realtà « Gojim, Gaji, Gaijin » hanno in comune solo un fonema, /g/, dal momento che -im in ebraico è il morfo di plurale e quindi ricorre in tutte le parole (non è tipico di questa, non è un prestito collegato a questo tema) e dal punto di vista degli aplogruppi genetici relativi al cromosoma Y gli Ebrei presentano J, i Rom H (o anche L o R) e i Giapponesi C, E, N e O, che in comune hanno solo il capostipite dell'intera Umanità. Il punto di divergenza sarebbe allora che invece ci fosse parentela genetica e che i nomi per "straniero" fossero etimologicamente connessi?

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C'è poi anche l'ucronia contraria a quella con cui abbiamo aperto questa pagina, ed è di Lucasauro:

Davide non pecca con Betsabea e Salomone non nasce, cosa cambia?

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Gli risponde Enrica S.:

Bè, Adonia diventa re dopo Davide... ma nient'altro, dato che secondo il 3° capitolo di Luca Gesù discende da Natan, altro figlio di Re Davide. Ah, giusto, i libri Sapienziali dell'AT saranno attribuiti ad Enoc, ad Aronne o a Samuele, dato che non c'è Salomone. I Negus d'Etiopia diranno di discendere da un altro personaggio biblico. E il Sultano Ottomano Solimano il Magnifico si chiamerà in un altro modo (Suleyman è la versione turca di Salomone).

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Interviene a questo punto Andrea Villa:

Leggendo la risposta di Enrica S., mi è appena venuta in mente questa possibile storia ucronico-fantareligiosa: e se Uriah l'Ittita legge il messaggio di Re Davide e scopre quindi le sue intenzioni di farlo assassinare? Come cambia la storia di Davide e del Regno di Israele?

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Gli replica William Riker:

I situazione: Uriah fugge da solo tornando nella sua terra natale, Davide non soggioga gli Ammoniti ma sposa Betsabea e tutto va come in HL.

II situazione: Uriah fugge con sua moglie Betsabea, Davide non pecca, Salomone non nasce, non avviene la ribellione di Assalonne, alla morte del padre scontro dinastico tra Adonia ed Assalonne, possibile spaccatura tra Giuda e Israele con una generazione di anticipo, retti però da due dinastie davidiche, scarse differenze rispetto alla HL tranne il fatto che ci saranno due Templi, uno a Betel distrutto dagli Assiri e uno a Gerusalemme distrutto dai Caldei. Erode il Grande quale dei due ricostruirà?

III situazione: come sopra ma Adonia e Assalonne si eliminano a vicenda, il generale Ioab mette sul trono Natan, antenato di Gesù secondo il capitolo 3 di Luca, questi non pecca con donne straniere e non si ha lo scisma religioso tra Nord e Sud, Natan costruirà il Tempio a Gerusalemme che non sarà distrutto fino al momrnto presente, possibile sostituzione dell'Islam con una setta dell'Ebraismo, la storia delle religioni diverge completamente.

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Il grande Bhrihskwobhloukstroy aggiunge:

Mi sia permessa una IV situazione: ’Ūrîyāh fugge a Qarqamiš nel 975, giusto in tempo per prendere parte alla Successione dell'ultimo Gran Re Ura-Tarḫunt/z(a) e prevale su Šuḫi (mia infiorettatura: assume con l'occasione il nome di ’Ūrîya-Tarḫunt/z[a]) e unifica i Regni Neo-Ittiti. Alla morte di Davide, Yôʼāḇ in fuga da Salomone si rifugia presso di lui; la strategia militare dei due, unita, ha presto ragione degli Israeliti e Salomone viene preso prigioniero. A questo punto la Regina Madre, Betsabea, si reca supplice dall'ex-marito a implorare la grazie per il figlio. Come reagirà l'Integerrimo?

P.S. Per chi ama i particolari, io mi sono immaginato la vicenda così: ’Ūrîyāh, uno dei Comandanti delle Forze Armate dalla massima Potenza della regione, si rifugia nel Regno di Qarqamiš; per la proverbiale penuria di uomini nei Regni Ittiti, troverà presto impiego per quello che sa fare meglio - presumo la guerra, anche se aveva le competenze per fare da interprete - e, con le sue capacità, diventa perlomeno un Comandante di simile livello. Il Caso fortuito vuole che proprio pochi anni dopo (giusto il tempo per aver fatto carriera), l'ultimo Gran Re discendente dalla Dinastia degli Ittiti, Ura-Tarḫunt/z(a), muoia senza Eredi. Si scatena la Lotta per la Successione e in questi casi prevale chi è militarmente e strategicamente più forte; nella Storia il Governatore Šuḫi (e fin qui è tutto scontato), mi sono immaginato che un Comandante come ’Ūrîyāh se la potesse giocare. Se non ce la fa, si torna alla I situazione.

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aNoNimo obietta:

Ho un'idea migliore: la regina madre fugge in Egitto presso la corte del Faraone Siamon (XXI dinastia), che ha già accolto a corte il principe edomita Hadad dandogli in sposa la cognata Tacheperes, e lo convince ad entrare in guerra contro gli Ittiti per rimettere suo figlio Salomone sul trono, ovviamente come vassallo degli Egiziani. "Se vincerai, sarai ricordato come un Faraone più grande del Secondo Ramses che a Qadesh non riuscì ad annientare gli Ittiti", è l'argomento decisivo usato dal Betsabea. Come andrà a finire?

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 Bhrihskwobhloukstroy gli ribatte:

In questo caso ’Ūrîyāh, che detiene Salomone prigioniero, lo nomina Governatore e invia a Siꜣ-Jamôn la richiesta di ‘sposare’ / ricongiungersi con Betsabea come se fosse una Principessa Egiziana, in cambio facendo di Salomone l’Erede al Trono (mi sento sempre sfidato a non alterare le Genealogie). Un Impero Neoittitico esteso a comprendere tutto quello di Davide e Salomone e in Alleanza con l’Egitto potrebbe in futuro resistere ad attacchi dall’Assiria e nel frattempo dedicarsi alla riconquista di parte dell’antico Impero di Ḫattušaš.

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MattoMatteo poi ha proposto un'alternativa all'ucronia dell'Impero di Salomone:

Io propongo una diversa estensione dell'Impero d'Israele, che potete vedere nella cartina sottostante. Questa situazione potrebbe essere ottenuta sconfiggendo i principati aramaici, il regno neoittita dell'attuale Antiochia e gli egizi per annettere il Sinai. Come si vede, l'ucronia da me proposta è ben diversa da quella di Riker: Davide e Salomone snobbano la Mesopotamia e l'Egitto, cioè le zone più fertili ed evolute, per conquistare Siria, Arabia del nord e Sinai, dunque tre zone assolutamente poco popolate, prive per lo più di tradizione scritta (tranne le città stato di Siria e Fenicia) e rifiutate dagli altri conquistatori: infatti queste aree hanno accettato la circoncisione e i rituali ebraici, mentre egiziani e mesopotamici no.

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Ennesima pensata di Lucasauro:

I Cimmeri interferiscono con vicende ebraiche bibliche. Cosa accade?

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A rispondergli da maestro è Bhrihskwobhloukstroy:

La tentazione di imbastire un'ucronia su Giosia (Y ō’šiyyāhû) è troppo forte: ammettiamo che la narrazione del Secondo Libro delle Cronache (XXV, 20-27) sia fondamentalmente veridica e poniamo come Punto di Divergenza che Giosia riconosca nelle parole di Necao (Nkꜣw) II (di lasciarlo passare in quanto non in guerra con lui, ma con Nabopolassar / Nabû-apal-uṣur) un monito del proprio Dio (agosto 609 a.C.). In questo modo Necao raggiunge con un solo giorno di anticipo Assur-uballit (Aššur-uballiṭ) II all'assedio di Ḫarrān nel 608 e Assiri ed Egizi vengono comunque sconfitti. La vittoriosa Coalizione Caldeo-Perso-Medo-Scito-Cimmeria si rivolge quindi contro il ‘traditore’ Giosia e in particolare se ne prendono carico i Cimmerî, specialmente dopo che Aliatte II di Lidia li ha espulsi dall'Anatolia.

Sul Trono di Gerusalemme è rimasto Giosia, dato il mantenimento dei buoni rapporti con Necao II e Aššur-uballiṭ II. All'arrivo dei Cimmerî, il Regno di Giuda si ritrova in guerra dividendosi in due fazioni: Giosia e il primogenito Eliakim (Elyāqîm), che gli succederà col nome di Ioiakim (Yəhôyāqîm), si mantengono fedeli all'Egitto e all'Assiria, mentre il secondogenito Ioacaz (Yəhôʼāḥāz) sostiene le ragioni dell'Alleanza con i Neobabilonesi (Nabopolassar / Nabû-apal-uṣur). Dopo la definitiva sconfitta assiro-egizia nel 605 a Carchemish (Gargamiš), Sion (Ṣiyyôn) non regge all'assedio dei Cimmerî e il Re fugge nell'antica Capitale Ḥeḇrôn, ponendosi sotto la Protezione del Faraone, che lo salva dalla vendetta di Nabopolassar (Nabû-apal-uṣur), talché il Regno di Giuda continua la propria esistenza esattamente secondo le vicende storiche, solo senza la parte settentrionale con Sion.

A Gerusalemme dunque si insediano i Cimmerî, mentre Ioacaz /Yəhôʼāḥāz persiste bensì come Re, ma nel territorio di Binyāmîn, con Capitale a Miṣpah, dove si trasferisce gran parte della popolazione ebraica locale (anticipando quanto storicamente accaduto dopo il 586). La differenza con la Storia reale è che Sion, anziché rimanere spopolata, viene colonizzata dai Cimmerî, che vi trovano una sede definitiva e quindi vi permangono per tutte le epoche successive.

Dopo il 539 gli Esuli di Babilonia fanno ritorno in Giuda, ma Gerusalemme rimane Capitale dei Cimmerî fino agli Asmonei (Ḥašmôna’îm), che riconsacrano a Yahweh il Tempio nel frattempo usato dai Cimmerî, i quali comunque rimangono maggioritarî (e perfino quasi continuativamente indipendenti dagli Asmonei) sul versante occidentale della Giudea (fino ai Filistei) e per tutta l'epoca romana caratterizzano la regione fino all'arrivo dell'’Islām.

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Segnaliamo la curiosa proposta di Iacopo:

Oggi, 29 settembre 2017, voglio proporre un'ucronia dedicata ai Santi Tre Arcangeli. La Divina Provvidenza ha motivo di invertire gli interventi veterotestamentari di Michele e Raffaele. Così Sansone è annunciato e protetto da Raffaele, e Tobia è scortato e difeso da Michele. Il primo dunque sposerà Dalila ponendo fine al conflitto distruttivo con i Cananei, e il secondo a mascellate d'asino sconfiggerà gli oppressori Medi.

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Evidentemente MattoMatteo è particolarmente attratto dalle ucronie bibliche, perchè ne ha sfornata un'altra:

Nel 587 a.C., nonostante le raccomandazioni contrarie dei profeti Geremia e Baruc, il re ebreo Sedecia combatte contro i babilonesi, venendone sconfitto; i babilonesi distrussero il tempio e deportarono la maggior parte degli ebrei a Tel-Aviv (poco distante da Babilonia); tuttavia lì gli ebrei si trovarono piuttosto bene (al punto che alcuni divennero tanto ricchi da poter creare una banca), tanto che quando vennero liberati da re Ciro di Persia, nel 539, alcuni decisero di rimanere.

Teniamo presente che, fino a Davide, l’idea di un tempio per il signore era considerata quasi un’eresia, e che la zona dove erano stati insediati non era lontana dal luogo di origine di Abramo; a questo punti si può immaginare che alcuni profeti convincano la popolazione che il Signore li ha fatti tornare lì perché, in realtà, il soggiorno nella terra di Canaan era una tappa di un viaggio al pari dei 40 anni di esodo nel deserto, e che la vera terra promessa è quella in cui si trovano ora.

Esattamente come quando erano in Egitto, gli ebrei diventano numerosi e forti; quando Ciro arriva, si alleano con lui, colpendo l’impero babilonese dall’interno; come compenso per l’aiuto fornito, chiedono ed ottengono il controllo della parte meridionale della Mesopotamia, e pongono la nuova capitale del loro impero mesopotamico (in contrapposizione al regno ebraico di Palestina), a Kadashyrsalem (letteralmente “nuova città della pace”), nel punto in cui Tigri ed Eufrate si congiungono (circa 170 km dal Golfo Persico).

Fu durante il V e IV secolo a.C. che si svilupparono le sinagoghe e la Torah, e che gli ebrei mesopotamici entrarono nuovamente in contatto con gli ebrei della diaspora, alcuni dei quali volevano ricostruire il tempio e il regno d’Israele; farlo, però, avrebbe significato dover ammettere di aver sbagliato tutto, negli ultimi due secoli, e quindi gli ebrei mesopotamici rifiutano di fornire aiuto (nonché l’arca dell’alleanza e tutti gli arredi sacri) ai loro fratelli; si crea quindi una spaccatura insanabile tra i due gruppi, scissione che dura ancora oggi.

L’impero ebraico viene assorbito nel 330 da quello di Alessandro Magno, ma alla morte di quest’ultimo non solo ritrova la libertà, ma riesce addirittura ad espandere i suoi confini; alla fine del III secolo a.C. l’impero ebraico comprende quasi tutta la Mesopotamia, e buona parte delle coste attorno al Golfo Persico fino allo stretto di Hormuz; nel frattempo gli ebrei palestinesi sono riusciti a ricostruire il tempio, ma in mancanza del supporto dei loro fratelli mesopotamici, i lavori vengono conclusi solo nel 427 a.C., ben 110 anni dopo il rientro nella terra promessa (nella nostra TL il secondo tempio di Gerusalemme viene completato nel 525, meno di 15 anni dopo il rientro); inoltre, come detto prima, mancano l’arca e gli altri arredi originali. Nel 63 a.C. arrivarono i romani e, dopo alcune cruente battaglie, l’impero ebraico accettò di pagare tributi a Roma pur di poter restare indipendente, mentre il più piccolo ma agguerrito regno ebraico viene conquistato militarmente e diventa una vera e propria provincia romana.

Si aprono quindi tre opzioni, per la nascita di Gesù:

1) Nascita in Mesopotamia; essendo uno stato forte e (parzialmente) autonomo, e mancando un tempio centralizzato, forse il messaggio religioso di Gesù sarebbe stato compreso ed accettato meglio, e non ci sarebbero state né la crocifissione né la scissione tra ebraismo e cristianesimo; inoltre, se l’ebraismo fosse stato aperto anche ai pagani, si sarebbe espanso soprattutto nella penisola araba (e, in questo caso, probabilmente l’islam non sarebbe mai nato), attorno al mar Nero e al mar Caspio, e in direzione dell’India; a causa delle sue caratteristiche, i romani probabilmente non avrebbero permesso al “neo-ebraismo” di penetrare all’interno del loro impero, che sarebbe rimasto politeista (mentre non avrebbero avuto problemi con l’ebraismo tradizionale, quanto meno perché è praticato da una minoranza troppo esigua per provocare danni).

2) Nascita in Palestina; come nella HL.

3) Nascita altrove, vale a dire in una comunità della diaspora, probabilmente ad Alessandria d’Egitto, che a quel tempo era la più grande.

Quello che interessa a noi è la 1° possibilità, quella più interessante. Le orde di barbari che distruggono l’impero romano d’occidente, toccano solo marginalmente l’impero romano d’oriente, che quindi sopravvivrà molto più a lungo, anche perché non verrà distrutto dai musulmani.

Anche l’impero ebraico viene toccato solo marginalmente dall’invasione e sopravvive, anzi diviene anche più forte; approfittando della distruzione portata dagli unni bianchi in India, vengono inviati in quelle terre dei predicatori della parola di Dio; sarà il neo-ebraismo ad espandersi nel sud-est asiatico, e forse anche in Cina, al posto dell’islam, mentre in Europa e Mediterraneo sopravvivranno le religioni politeiste.

In questo caso, probabilmente, l’Australia verrà scoperta prima dell’America; quest’ultima verrà raggiunta passando per l’oceano Pacifico, partendo da Cina o Giappone e approdando in Oregon o California, oppure partendo da Australia o Nuova Zelanda e approdando in Cile o Perù; in entrambi i casi, l’America verrebbe scoperta ben più tardi del 1500, dando forse la possibilità a qualche regno indigeno di svilupparsi in un impero abbastanza forte da tenere testa agli invasori.

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Vale la pena di aggiungere la domanda di Lucasauro:

Quale POD con personaggio biblico appartenente al popolo ebraico antico potrebbe cambiare la storia del mondo o almeno del Medio Oriente fino ad oggi?

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Gli risponde aNoNimo:

Beh, sicuramente Ester. Dopo aver fatto eliminare Aman, convince Assuero (cioè Artaserse I Longimano) a convertirsi all'Ebraismo, e questa diventa religione universale dalla Tracia sino all'India. Alessandro Magno riesce a conquistare la Persia, ma alla sua morte i Persiani, rincuorati dal clero ebraico e dai prodigi di YHWH, cacciano i Greci e l'impero persiano prosegue con una nuova dinastia. I Romani non riescono a passare oltre il Bosforo e preferiscono puntare su Germania, Dacia, Sarmazia e Scandinavia, mentre i Persiani conquistano l'Arabia. Cristo è messo a morte dal governatore persiano di Gerusalemme, l'impero romano resta pagano e il culto principale è quello di Mitra. L'attacco degli Unni provoca il crollo della dinastia Sasanide, il cui immenso impero si divide in una metà occidentale, guidata dagli Arabi convertiti al cristianesimo nella sua versione iconoclasta, e in una metà orientale che si fonde con Cazari e Tocari e rimane a maggioranza ebraica. Il Volkwanderung arabo porta alla diffusione del cristianesimo in Africa settentrionale ed Europa meridionale, il Papa è il Vescovo di Alessandria d'Egitto. Più cambiare la storia di così... Qualcuno ha qualche altra idea?

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E MorteBianca aggiunge:

E se invece le cose vanno come sono andate storicamente, ma in versione ingigantita? Alessandro Magno conquista comunque la Persia, e sappiamo tutti quanto fosse sincretico e tendenzialmente lasciasse stare i culti locali.

Quando ultima la sua conquista però nota che sostanzialmente esiste un solo grande culto Monoteista chiamato Ebraismo (più gli altri mini-culti che però hanno tutti subito l'influzzo ebraico: gli Egizi hanno ancora il loro Pantheon, ma venerano l'Aton Hyksos che è palesemente ispirato a YHWH. I persiani venerano Zoroastro, i Caananiti (quelli che sono rimasti) venerano Baal, le piccole nazioni indiane venerano Brahma sopra tutti gli altri dei e tutte le altre popolazioni O praticano la loro religione in clandestinità, o pagano una tassa, oppure praticano un sincretismo simile riconoscendo in YHWH (o la loro versione di Lui) il Dio sopra tutti gli altri, oppure ancora venerando gli altri dei sotto le spoglie di Eroi, Angeli e Profeti.

Alessandro potrebbe diventare il tipico conquistatore malvagio biblico (da scacciare tramite Giudice, Profeta o Eroe) oppure potrebbe come fa spesso nelle ucronie assumere un Ebreo come consigliere, farsi considerare inviato da YHWH (farsi divinizzare avrebbe portato alla rivolta più veloce del West) e a venire ricordato come grande unificatore religioso e politico. In Grecia porterà un culto Zeus-centrico, oppure porrà YHWH come divinità creatrice di tutte le altre al posto del Caos. Inoltre l'Ellenismo e questo "Ebraismo Universale" diventano la Koine culturale, filosofica, scientifica e religiosa che influenzerà i secoli avvenire. In Grecia i Platonici, i neo-platonici e gli Gnostici sosterranno il monoteismo, l'Uno, il Demiurgo di palese ispirazione biblica.

L'Impero Romano potrebbe avere gioco più facile a conquistare un Impero così omogeneo e ancora in piedi (ma in decadenza a causa di tutte le spinte centrifughe) oppure avere gioco difficile e impantanarsi con i Parti di nuovo. In ogni caso la transizione con il Monoteismo forse sarà meno dura, dato che la Cultura Ellenistica (e quindi Romana) verrà vista come anticipatrice di quella Giudaico-Cristiana. Invece di scontri fra Politeisti greco-romani, Pantheon egiziani, Mitraisti e Mistici ci sarà uno scontro fra le religioni conquistate dall'Impero (mitraismo), la religione ufficiale dell'Impero (l'Enoteismo greco-romano) e le varie sette gnostiche, ebraiche, neo-platoniche e il neonato Cristianesimo.

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Chiudiamo per ora con la geniale osservazione di Bhrihskwobhloukstroy:

L'interpretazione da parte di Spengler della Storia così com'è stata è molto vicina a queste ucronie. Premesso che dal 1981 condivido in pieno la proposta che fosse Ester), si potrebbe pensare in 'negativo' (per quanto riguarda il Popolo Ebraico): Golia batte Davide e in ultima analisi i Filistei sottomettono definitivamente gli Ebrei. Se vogliamo mantenere qualcosa di omologo al rapporto fra Cristianesimo / ’Islām ed Ebraismo, nella Storia Medioevale e Moderna le due principali Religioni dell'Eurasia Occidentale si rifarebbero alla Mitologia Filistea, la quale a sua volta, se effettivamente cretese indoeuropea, si presterebbe a un sincretismo spinto con i genealogicamente connessi Politeismi celtico, germanico, baltoslavo, latino-italico, greco, anatolico, armeno, ario ecc.

Vent'anni fa avevo anche immaginato una preghiera come la Salue Rēgīna dedicata alla Divinità cretese Britómartis, il cui nome è glossato «dulcis uirgō»...

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