di Filobeche
POD: Alessandro non muore ma per febbri malariche ma rimane talmente debilitato che non sarà in grado di guidare nuove conquiste militari.
Durante gli anni del suo regno pacifico (323 a .C. - 300 a .C.) Alessandro si dimostrò oltre che un grande condottiero anche un buon statista dedicandosi al riordino dell’impero ed all’economia; anche grazie all’aiuto della burocrazia Persiana ed all’esercito macedone.
Grazie a questo i ponti con l’India non verranno tagliati.
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323 a .C.: Alessandro si prende una febbre malarica gravissima; per settimane si da per scontato che il Re dei re e dei macedoni morirà; tanto che Cassandro in Macedonia addirittura oserà farsi riconoscere “Re di macedonia ed Epiro”
Però improvvisamente come era iniziata la malattia lascia il re e Alessandro dopo pochi mesi di convalescenza è di nuovo saldo sul trono.
Tuttavia la malattia ha come conseguenza una grave forma di insufficienza respiratoria che costringe il re ad un forzato riposo.
320 a .C.: Tre anni di infruttuosi tentativi di riportare Cassandro alla fedeltà alla fine convincono Alessandro ad inviare Tolomeo a Pella “per sconfiggere Cassandro e riportare a Babilonia la testa del traditore infilata in una picca”.
320 - 316 a .C.: Guerra di Macedonia; l’esercito di Tolomeo composto da Persiani, Armeni ed Egiziani sconfigge a sud di Pella Cassandro, il cui esercito è invece formato da soldati Greci, Traci e macedoni.
La Grecia e la Macedonia vengono messe sotto tutela e governate come una provincia vinta.
Intanto Alessandro stabilizza il confine sulla bactriana e sull’Indo(anche se queste regioni non saranno mai veramente parte dell’impero) stabilendo un trattato d’amicizia con Chandragupta maurya che governa a questo punto un impero vastissimo che comprende buona parte dell’India; Chandragupta oltre che inviare ad Alessandro trenta elefanti come dono invia anche diversi monaci Buddisti.
317 a .C.: Alessandro stabilisce definitivamente la capitale a Babilonia e con una sontuosa cerimonia si incorona ancora una volta re dei re di Persia, faraone d’Egitto, re di Siria e di Armenia, di Babilonia, di Assiria, di Nabatea, di Isdraele etc…etc…tra questi titoli spicca quello di re di Bactria.
315 a .C.: La fusione tra Greco-macedoni e persiani funziona meglio di quello che egli stesso aveva previsto, soprattutto colonizzando la Macedonia e la Tracia con immigrati dalla Persia e della Siria.
Tuttavia questa fusione ha un costo pesantissimo praticamente la distruzione dell’antico patrimonio culturale e religioso della gente iranica che prosegue senza sosta fintanto che Alessandro sarà vivo.
Per trovare un surrogato a questo vuoto spirituale il re dei re macedone invia a Chandagupta una missiva domandandogli “Missionari Buddisti per diffondere la fede tra i persiani”
La predicazione Buddista dava da un lato la risposta alla gente al problema del male e spiegava loro che in questa vita è impossibile e dall’altro conquista anche le elites Greche che vedono in essa non una superstizione ma una scuola filosofica.
310 a .C. Un’invasione di predoni dei deserto costringe l’esercito macedone ad una nuova campagna nel sud di Babilonia presso le foci del Tigri; cosi nasce una spedizione che serve a conquistare una buona parte della costa arabica sul golfo persico, sino allo stretto di Hormuz e poco più in là; sebbene questa terra non venga effettivamente inglobata nell’impero fino al secolo successivo si tratterà di una grande vittoria per Alessandro.
305 a .C.: Il Figlio di Alessandro III°, Alessandro IV° diventa maggiorenne e Alessandro lo associa al trono, facendogli guidare anche una spedizione contro Chandragupta che però finisce in un umiliazione venendo sconfitto per la prima volta da quando ha preso le armi.
Ma l’arte diplomatica del giovane Alessandro IV fa sembrare la sconfitta un accordo di pace per posizionare meglio il confine.
300 a .C.: Alessandro III° muore una notte di luna piena; la sua morte non lascia nessun vuoto di potere, il giorno dopo Alessandro IV diventa re dei re e re di macedonia; il giovane ottiene subito la mano di una nipote di Chandragupta e salda con lui un’alleanza contro i barbari Sciti e Parti che minacciavano l’area a nord dei due rispettivi imperi.
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Il regno di mezzo
300 - 283 a .C.: Alessandro IV° si troverà in questi anni a mediare una politica tra le città Greche e l’Epiro che visto il vuoto di potere lasciato dai macedoni in occidente cercava con tutte le forze d’imporsi nella regione.
Due guerre furono combattute da Alessandro contro gli Epiroti, la prima nel 297-290 a .C. con una spettacolare vittoria in Tessaglia che costrinse l’Epiro ad abbandonare la regione la seconda nel 280-281 a .C. Conclusasi in un nulla di fatto perché Pirro sembrava più interessato alla politica delle colonie della Magna Grecia che a quella della Grecia continentale.
281a.C.: I Galli che stavano stanziati nelle regioni a nord del Danubio calano nell’impero macedone; travolgendo con le loro impressionanti forze tutte le resistenze imperiali; un esercito macedone viene travolto a Filippopoli ed un altro a Calcedonia; anche in Grecia l’offensiva va per il verso giusto travolgendo le difese a Delfi e conquistando l’importante santuario.
Intanto in Italia la città greca di Taranto che era stata alleata dei sanniti nella loro guerra contro i Romani adesso si trovava minacciata da questo popolo dopo la sconfitta degli alleati.
Vistasi al perso la città inviò delegati a Pirro re dell’Epiro per chiedere soccorso.
Pirro visto che il cugino Alessandro IV stava combattendo con i Galli e vista che comunque l’impero Macedone è troppo forte Pirro tenta la strategia occidentale.
280 - 278 a .C.: Pirro sbarca in Italia e subito le tribù del sud gli aprono le porte; a Taranto viene eletto Egemone della città e di una lega di popoli Italici.
Nonostante questo, ed il suo indubitato genio militare, la sua campagna non ottiene grandi successi, anzi le sue vittorie (dette poi pirriche) sono cosi costose che alla fine hanno solo un effetto puramente propagandistico.
Intanto Alessandro IV aveva sconfitto i Galli in Grecia ed in Tracia recuperando Filippi (279 a .C.) e poi recuperando le città Greche entrando da trionfatore ad Atene.
278 a .C.: Pirro dopo la clamorosa sconfitta subita a Benevento decide di abbandonare l’impresa in Italia a favore delle città Greche in Sicilia che ne invocavano l’aiuto contro i Cartaginesi; sfumò cosi la possibilità di creare un regno ellenistico occidentale sul modello di quello di Alessandro in oriente; infatti poco dopo Taranto si arrese ai Romani che di li a poco poterono stabilire l’egemonia sulla penisola dalle alpi alla Sicilia.
275 a .C.: Alessandro IV ottiene la pace da Galli, perdendo la Galazia ma recuperando l’Europa.
La famiglia imperiale viene però colpita dal lutto; Filippo il maggiore il più grande dei figli di Alessandro muore cadendo da cavallo, mentre il secondogenito Olimpio rifiuta di tornare a casa servendo come satrapo alla corte di Bindusara che stava espandendo l’impero verso sud.
274 a .C.: Alla morte di Alessandro IV diventa perciò re dei re il figlioletto appena 18enne Filippo III° detto il minore con una cerimonia sontuosissima a Gordio.
Filippo però si troverà a fronteggiare una situazione non facile in Bactriana dove una montante rivolta si oppone ai legittimi satrapi macedoni.
269 - 266 a .C.: Filippo invade la Grecia per riportare l’ordine e restaurare la sudditanza delle città Greche a Babilonia; inoltre alla morte di Pirro in seguito ad uno sfortunato attacco a Panormus città tenuta dai punici(che comunque aveva permesso a Siracusa di tenere una forte presenza nella parte est dell’isola), il Re dei re invase l’Epiro e pur non potendolo occupare riuscì a posizionare colà un forte re a lui fedele della stirpe dei Molossi.
264 a
.C.: I mamertini, una banda
mercenaria che comanda la città di Messina chiama in soccorso i Romani a causa
della crescente minaccia cartaginese; dopo molto cincischiare il senato romano
accetta; scoppia
Filippo III° appoggia apertamente Roma, sperando di distogliere l’attenzione dei Romani dalle coste Illiriche e Epirote.
264 - 241 a .C.: La guerra punica si combatte per lo più sul mare, le forze navali cartaginesi hanno da prima la meglio ma poi i Romani recuperano il terreno perduto.
Alla fine una impressionante serie di vittorie sul mare culminata nella vittoria delle isole Egadi, conduce Roma alla vittoria e costringe Cartagine ad una pace umiliante.
La colonia fenicia deve cedere la Sicilia e le altre isole e pagare i tributi a Roma come riparazione per i danni inflitti nella guerra.
255 - 250 a .C.: Il Giovane Deodato, satrapo di Battria e fratello minore del principe ereditario Filippo IV°, alla morte del padre Filippo III° semplicemente abbandona l’impero.
Scoppia una guerra feroce nel nord dell’impero anche perché i popoli parti di quelle regioni si erano ribellati.
Filippo IV° non ha una vita facile e viene ripetutamente sconfitto dai battriani soprattutto grazie all’uso che questi fanno degli elefanti, usati per livellare le prime linee nemiche.
Alla fine Deodato ottiene il titolo di re delle 1000 città di Battria, tradisce Arsace re dei Parti ed aiuta il fratello Filippo a recuperare la Partia.
Ashoka dichiara il Buddismo religione di stato nell’impero Mahuria
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La Crisi del III° secolo
241 a .C.: Quando la guerra punica si conclude Filippo IV° viene assassinato da un coltello, forse di Deodato che non si fidava del fratello maggiore o forse della moglie, L’egiziana Cleopatra (discendente da Tolomeo) che ambiva a governare da sola.
Tuttavia Cleopatra aveva dei decisi nemici sia in Deodato di Battria che rivendica per se il titolo di Re dei Re.
240 - 237 a .C.: Guerra del fiume Indo; I Bactriani non riescono a sconfiggere le armate di Cleopatra Ia ma spingono i parti ad insediarsi nelle satrapie dell’Iran occidentale dove stabiliscono un regno forte e potente che da loro prese il nome di Partia
238 a .C.: Roma s’impossessa delle colonie cartaginesi in Sardegna e Corsica intervenendo a fianco dei mercenari ribelli durante la cosi detta “Guerra dei Mercenari”
235 a .C.: Deodato muore ad Alessandria Escate (Odierna Herat) capitale del regno di Bactria, gli succede Deodato II°; intanto anche Cleopatra è morta lasciando il regno nel caos.
Infatti in Grecia il governatore di Pella Antigono si auto-proclama re di macedonia e “Rompe le relazioni con Babilonia”
Cleopatra non può che fuggire in Egitto mentre Seleuco Monoftalamo si proclama re dei re a Babilonia.
232 a .C.: Deodato II° si converte ufficialmente al Buddismo, da questa data il re dei re delle mille città di Bactria si considera la reincarnazione di Alessandro magno.
Muore Cleopatra I°; il fratello di lei Tolomeo si proclama re di re ad Alessandria d’Egitto.
Anche Antigono si proclama re dei re a Pella.
I Romani occupano l’Epiro sconfiggendovi, Demetrio vice-re per conto del re dei re di Pella
230 a .C.: Demetrio sconfigge le truppe di Antigono e regna sulla Grecia continentale; Tolomeo invade la Siria e la Palestina scatenando la guerra che dura per sette anni.
Rivolte dei Maccabei.
225 a .C.: La Crisi dell’impero macedone raggiunge il suo punto più alto con la morte in battaglia di Deodato II e l’invasione della Persia e della Susania operata dai Parti; questi ultimi finora tenuti al guinzaglio dalla Bactriana si gettarono sulle belle terre dell’Iran centrale facendone scempio e disperdendo le ultime vestigia della cultura Persiana che erano sopravvissute in quelle regioni.
In Bactria Eutidemo prende il potere ridendosi anch’egli incarnazione di Alessandro(Teoria della metempsicosi dell’anima)
221 a .C.: Sagunto alleata dei Romani viene conquistata da Annibale il nuovo generale della potenza Cartaginese.
Antigono II° di macedonia si dichiara a favore di Cartagine ed invade l’Epiro.
218 - 202 a .C.: I romani combattono contro un generale espertissimo e geniale che con una colonna di Elefanti e soldati porta la guerra in Italia ottenendovi vittorie stupefacenti(Trebbia, Trasimeno e Canne) ma, tuttavia, essendo incapace di ottenere la vittoria totale.
Intanto in oriente Filippo V, successore di Antigono II° ,conquista Arta, capitale dell’Epiro, e si appresta a ricongiungersi con Annibale; sennonché poco prima che le operazioni siano ultimate Annibale si ritira via nave in Africa; Scipione, il generale romano, lo insegue mentre un collega, Levino, sbarca in Grecia e costringe Filippo alla resa.
Annibale verrà sconfitto a Zama e concluderà la sua parabola ritirandosi a vivere in Macedonia protetto da Filippo V.
211 - 200 a .C.: La riconquista della macedonia; Filippo invade il territorio dell’Asia minore ed una campagna fulminea, che ricorda la campagna di Alessandro, riesce ad arrivare a Babilonia ed a farsi incoronare Re dei Re recuperando tutte le terre che erano state di Alessandro salvo l’Egitto.
La Palestina si allea con Filippo V dopo che il re d’Egitto ha proibito il culto Ebraico.
200 - 196 a .C.: IIa guerra di Macedonia; Filippo invade la Grecia, sconfigge le truppe Romane ed Aetoliche, occupa Atene e Sparta ma poi è costretto a ritirarsi spinto dai romani, guidati da Tito Quinto Flamnio, che sconfiggono i suoi eserciti a Cinocefale; la pace firmata a Tempea segna il controllo dell’Illiria e della Grecia da parte di Roma.
La Macedonia rimane possedimento familiare di Filippo ma non può contenere soldati ne navi.
195 a .C.: Ascende al Trono di Bactria il giovane Demetrio I° mentre Filippo riconquista Pagasarde e Susa ricacciando i Parti(che sono una tribù scitica nel nord del paese).
Trattato di pace tra Menandro e Filippo V° che posizione sull’Indo il confine dell’impero.
194 a .C.: Più o meno in questo periodo i Sunga depongongono l’impero Maurya ed incominciano a perseguitare il Buddismo.
192 a .C.: Filippo V viene sconfitto dal ribelle Attalo di Pergamo e dai Romani ed è costretto a lasciare l’Asia minore nelle mani di Attalo e del suo regno in espansione; anche nel Ponto si stabilisce una dinastia indipendente.
190 - 180 a .C.: Demetrio I invade l’India ed in poco tempo assoggetta l’intera occidentale accolto dai Buddisti come un liberatore; il massimo trionfo di Demetrio I però è raggiunto nel 180 a .C. quando l’esercito Sunga che difende la capitale di Maghda, Pataliputra, viene annientato e la città occupata e saccheggiata dalle truppe greche.
Menandro si proclama Re dei Re di Battriana, Re di Magdha e Gran Re di India
Per stabilizzare la sua dinastia fa assassinare i fratelli minori del figlioletto e lo associa al trono.
179 a .C.: Filippo V muore sconfitto e spezzato a Babilonia, sale al potere il di lui figlio Perseo.
Perseo firma con Demetrio un tratto di nona aggressione e incomincia ad interessarsi dell’Egitto, dove intanto i figli di Tolomeo II° hanno diviso il paese in due zone d’influenza lasciando il vecchio re ad Alessandria.
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La Rinascita e L’India
172 a .C.: Perseo invade l’Egitto con il tacito consenso di Menandro e con scorno di Roma, che però non riesce a trovare un casus belli.
172 - 168 a .C.: La guerra tra Egitto e Macedonia è una schiacciante serie di vittorie di Perseo che culminano con la presa di Alessandria e la restaurazione dell’impero Macedone in tutta la sua gloria (anche se la Macedonia storica, la Tracia e la Grecia sono da considerarsi ancora province irredente)
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Come continuarla?
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Ed ora, un'altra proposta di Camillo Cantarano:
Alessandro Magno, invece di darsi alla conquista dell' Oriente Persiano, decide di espandersi verso occidente, approfittando delle enormi divisioni che ci sono in quella parte del continente. In poco tempo crea un impero enorme che comprende Grecia, Albania, Bulgaria, Romania, Moldavia, Germania, Italia (Sicilia esclusa), Francia, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Portogallo, ex-Jugoslavia, Austria, Ungheria, Svizzera.

Come nella nostra Timeline, alla sua morte il suo impero non sopravvive e si divide in:
Italia:
Con la conquista di Roma, sono rinate tutte le vecchie identità dei vari popoli della penisola. Naturalmente è impensabile ora una riunione della nostra nazione (per la felicità della nostra classe dirigente):
- Lazio, con capitale Roma, che controlla un impero minuscolo. Roma non ricomincia il suo "tour di conquista", ed i romani diventano un popolo pacifico, come gli etruschi nell' ultimo periodo della loro storia, più dediti all' arte e alla cultura che alla conquista;
- Città libere: tutta la Campania, parte della Basilicata e della Calabria riacquistano l'indipendenza. Queste città sono le eredi di quelle della Magna Grecia, che, per difendersi da Cartagine, sono costratte a sviluppare un esercito
efficiente;
- Sannio: i sanniti hanno finalmente un loro stato, che corrisponde a Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise. I sanniti mantengono la loro vocazione guerriera, anche se non tentano più campagne di conquista;
- Cartagine: Conquista la Sicilia e la Calabria, nel caos dopo la Morte di Alessandro. A fermarla, in una battaglia degna delle Termopili, sono le città del sud Italia, che si sono alleate per impedire l'arrivo dei cartaginesi fino a Roma e l'Etruria;
- Etruria: Sotto il comando degli Antigonidi, lo stato si espande fino a comprendere le zone precedentemente occupate dai Galli. E' continuamente impegnato in lotte con gli altri stati italiani e il Norico;
- Norico: Conquistata l'indipendenza dall'Etruria, il Norico funge da Svizzera. E' scarsamente abitato, ed ha come capitale Tridentum (Trento). La sua popolazione è costituita principalmente da
pastori;
- Liguria: Fra le altre identità nazionali rinasce anche quella ligure, che fonda un suo stato, che dal punto di vista commerciale concorre spesso con Cartagine. Sono liguri le diverse operazioni organizzate per il tentativo di riconquista della Corsica;
- Senonia: I galli riescono a ritagliarsi questa porzione di terra, mal vista da tutti i loro vicini. Sono tante le invasioni, anche complete, del loro territorio, e più volte sono assoggettati da liguri, etruschi, bavaresi o galli, ma senza la creazione di insediamenti stabili e con l'abbandono della zona dopo pochi mesi.
Germania:
La conquista da un lato riunisce molte tribù che non avevano niente in comune, dall'altro rende impossibile una riunione del nord e del sud dell'attuale nazione tedesca, che diventano due blocchi molto diversi:
- Baviera: Con capitale Vienna, la Baviera si deve difendere dalle invasioni dei popoli provenienti dalla Polonia. La Boemia è l'obiettivo di ogni campagna militare bavarese, anche se in alcuni casi si cercano di assoggettare le tribù che attaccano lo stato che si trovano nelle grandi pianure ad est dei confini. In parte questa zona è stata raggiunta dalla cultura greca, diventando uno stato che non manca di accademie e grandi filosofi;
- Alemannia: Uno stato molto più selvaggio, dove Alessandro non è riuscito a diffondere
completamente la civilizzazione. Si mantengono le consuetudini barbare come l'ordalìa e la faida. L'unica cosa portata dai greci che si diffonde presto è la falange macedone, che diviene un arma per difendersi dalle popolazioni nemiche.
Balcani:
Anche se in un primo momento questa regione doveva sembrare la zona in cui le conquiste di Alessandro sarebbero state
frazionate di meno, si vedono dei regionalismi sempre più forti, che portano all'indipendenza di piccoli regni ellenistici, simili a quelli della Turchia post-seleucide.
- Pannonia e
Illirico: Fa un po' la fine del regno seleucide della nostra Timeline: gestisce popoli troppo diversi, che uno ad uno proclamano la loro indipendenza dal governo centrale. La dinastia che lì regna è sempre quella degli Antigonidi, che ha come equivalente della Siria la costa dalmatica, dove ci sono anche diverse città di grandi dimensioni;
- Macedonia: in Macedonia prendono potere i Seleuicidi, che riescono a fermare la ribellione delle città della Tessaglia, senza però riuscire a fermare la secessione del Peloponneso. Questo è uno dei regni più solidi nati dalla divisione delle conquiste di Alessandro;
- Tracia: Sempre in prima linea contro la Persia, la Tracia è una terra di pastori per la maggior parte, in cui le varie dinastie regnanti si presentano in alcuni casi come difensori del popolo greco contro i tiranni orientali persiani, ed altre volte come fedeli vassalli del Gran Re.
Persia:
Mantiene una prosperità invidiabile, con re che non si devono più preoccupare dei greci (più frammentati di prima, ma ancora in grado di resistergli con periodiche alleanze). Si può dire che assume un po' il ruolo dell'Impero Romano, che si deve difendere da periodiche invasioni, ma riesce più o meno a mantenere la situazione in mano fino a che non riesce a civilizzare senza assorbire i barbari che vivevano ai suoi confini
Gallia e Spagna:
Qui nascono i regni più solidi di tutto il periodo ellenistico:
- Gallia
e Aquitania: L'ennesimo stato gestito da tribù autoctone, che sotto re Vercingetorige tenta la conquista della Britannia con scarso successo. Cerca di mantenere contatti con i sennoni, e proclama la sua indipendenza insieme ad un corridoio che univa il loro territorio a quello dei loro fratelli galli d'Italia;
- Gallia e Catalogna: Stato gestito dai Tolemaidi, importante dinastia che finisce per essere assimilata nella cultura della sua gente. L'investitura è accompagnata dal suono di cetre dei bardi, con l'incoronazione da parte dei druidi e l'innalzamento su uno scudo. A differenza del nostro Egitto Tolemaico, questo stato non fa salire al trono Cleopatra, per un organizzazione fortemente maschilista. Ci sono molte contese con l'Hispania per il possesso della Catalogna, territorio hispanico fino al 322 a.c. e poi conquistato dai
Galli;
- Hispania: Sotto la guida di sovrani capaci, di un ramo collaterale degli Antigonidi, l'Hispania prospera grazie anche ai buoni rapporti commerciali con la Liguria. Sono diverse le spedizioni contro Cartagine per cercare di favorire il neonato stato ligure, anche se la maggior parte si trasformano in un fallimento. Come i sovrani persiani, anche gli Antigonidi di Spagna hanno un chiodo fisso: i Paesi Baschi. Questo piccolo stato, già resosi indipendente sotto Alessandro Magno (che disse "non vale la pena di fare una spedizione militare per i picchi delle montagne");
- Paesi Baschi: Gelosi della loro indipendenza, cercano di non cadere mai sotto il controllo dell' Hispania. La loro capitale è la città di Bilbao.

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Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.
Ed ecco il commento del vulcanico Bhrihskwobhloukstroy:
Caro Camillo, grazie mille da un celtomane! L'unica cosa che mi sfugge della tua geniale ucronia è il passaggio dalla "Baviera" dell'epoca di Alessandro, allora interamente celtica, alla "Baviera" tedesca di cui tu parli. Tentiamo di ricostruire questo passaggio. Ripensare a una "Baviera celtica" è molto difficile, poiché le popolazioni principali - già solo nella parte a Sud del Danubio, che storicamente è il nucleo della Baviera - erano ben quattro: Licati, Cattenati, Consuaneti e Rucinati. Come indiziato dal suffisso tipicamente etnico detoponimico, ognuno dei quattro popoli era individuato dalla specifica pertinenza locale, quindi nessuno di loro si presta a una generalizzazione regionale.
Il guaio ulteriore è che, quando in epoca romanza tutta la regione è stata denominata a partire da un solo popolo, l'ethnos eponimo è stato individuato nei Vindelici, che disgraziatamente erano insediati su un territori ESTERNO all'attuale Baviera (nonché a quella storica)...
La Baviera come oggi la conosciamo si è individuata come regione a partire dalla Diocesi di Salisburgo, e i suoi limiti occidentali sono stati fissati dal confine tra Marcomanni (a Est) e Alamanni (a Ovest): di tutto questo non esisteva alcun prodromo in epoca preromana, quindi è discutibile la possibilità stessa che si crei un'aggregazione paragonabile a quella della Baviera; più probabile è che l'egemonia dei Boi (che controllavano contemporaneamente l'attuale Boemia e l'attuale Alta Austria) si estendesse verso la parte più alta del bacino del Danubio, il che fra l'altro avrebbe la ucronicamente piacevole conseguenza di generalizzare per la regione lo stesso nome che è alla base di Bavari (*Baiia-warianez "abitanti tra i Boii").
Quindi si potrebbe pensare a qualcosa di paragonabile alla Baviera nella sua massima estensione altomedioevale (cioè con l'Austria) e addirittura fino alla Boemia, col nome di *Boiobrogi-s in gallico, probabilmente *Boiia (con accento sulla seconda i) in greco.
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Sollecitato dagli amici, così prosegue l'ucronia Bhrihskwobhloukstroy:
In massima sintesi, l'ucronia consisterebbe:
1) nella sostituzione del ruolo di un Impero Macedonico a quello dell'Impero Romano
2) oppure nella tensione permanente tra Diadochi in Europa.
Nel primo caso, l'Impero Macedonico sarebbe centrato sull'Egeo e sull'area balcanico-danubiana (mentre l'Impero Romano aveva un centro tirrenico e appenninico). Il modello geopolitico per un Impero del genere sarebbe quello bizantino, bloccato a Oriente (sua naturale direttrice) dalla Potenza Islamica. Per potersi espandere dovrebbe comunque aver accesso, almeno in alcune fasi, alle ricchezze dell'Anatolia, Siria-Palestina ed Egitto. La Persia, in continuità imperiale, agirebbe (per salvarsi) contro l'Impero Macedonico così come ha fatto nei confronti del tardo Impero Romano (quindi ricorrendo anche ai Popoli delle Steppe).
Concretamente:
- Impero Macedonico (problema della Capitale: Pella o Tessalonica?)
- conflittualità permanente in Anatolia
- annessioni e protettorati: Penisola Balcanica, Bacino del Danubio, Italia, Africa Settentrionale, coste settentrionali del Mar Nero e
ulteriore espansione nel relativo bacino (Scizia - Sarmazia; la Russia storica)
- greco come lingua delle Province marittime, macedonico come lingua delle Colonie interne
- Ellenismo nel Mediterraneo occidentale (nell'àmbito della precedente Colonizzazione Greca e con sovrapposizione su quella Fenicia)
- macedonizzazione di Illiri, Traci, Daci, Dalmati, Pannoni, Slavi e parzialmente Sciti e Sarmati
- Limes sul Caucaso, Caspio e bassa Volga (o Ural')
- precoce deviazione verso la Gallia e la Spagna dell'espansione germanica (altrimenti diretta verso il Mar Nero)
- possibile allentamento della pressione germanica sulla Britannia.
Per quanto riguarda la Boemia storica, dovrebbe rientrare, in quanto territorio dei Boii, tra le Province macedonizzate a sostrato celtico.
L'irrisolto conflitto con la Persia porterebbe a una divisione dell'Impero? Se sì, si potrebbe pensare su linee linguistiche, in tal caso però con una Parte Borea o Mesogea di lingua macedonica (sotto permanente pressione dei Popoli delle Steppe, con possibile cedimento del Limes e Regni Macedo-Turchi a Nord del Mar Nero) e una Parte Notia o Talassia di lingua greca, eventualmente con capitale Siracusa e progressivamente erosa a Sud dall'avanzata persiana lungo la costa mediterranea dell'Africa, a Ovest dalla germanizzazione delle regioni atlantiche.
Il parallelo storico della Gallia e della Spagna romanizzate fa pensare che Nazioni di lingua neomacedonica si possano sviluppare nel bacino danubiano. Naturalmente, la Boemia si trova proprio al confine con i Popoli Germanici non macedonizzati e in espansione. È in effetti possibile che l'alto bacino dell'Elba conosca una sovrapposizione germanica allo strato macedonico, mentre il resto della Boiía (l'Austria e la Baviera storiche) potrebbero evolversi in una Nazione neomacedonica.
Colonizzazioni germaniche sotto egida greca e/o macedonica potrebbero aver luogo in concomitanza con una ripresa di imperialismo greco e macedonico dopo qualche secolo, l'uno in Africa nordoccidentale, l'altro verso il Baltico nordorientale (mentre il Mar Nero, come l'Adriatico, rimarrebbe di pertinenza strettamente macedonica). Le principali Nazioni germaniche sarebbero centrate sulla Penisola Iberica (versante atlantico) e sulla Gallia (ugualmente dal versante atlantico), forse in quest'ultimo caso con perno nella Valle del Reno, anche se molto probabilmente l'area germanica classica resterebbe pur sempre parte integrante di questa grande Germania complessivamente spostata verso Ovest.
Una figura analoga a Bismarck (cioè lo Statista di massimo successo nella creazione di una Potenza germanica alternativa a quella tradizionalmente egemone), se l'equivalente dell'Austria storica fosse una Germania renano-atlantica, dovrebbe essere cercata nella Germania iberica, quindi una resa dei conti militare tra le due rivali per l'egemonia pangermanica potrebbe svolgersi più sui Pirenei che in Boemia; d'altra parte, come visto, è possibile considerare quest'ultima come verosimile area di espansione germanica su sostrato celtomacedonico (il ruolo storico degli Slavi sarebbe in questa prospettiva considerevolmente ridotto, più o meno a un livello paragonabile a quello dei Celti nel Medioevo vero, quindi si può trascurare l'eventualità di una slavizzazione della Boemia).
A questo punto la Boemia sarebbe effettivamente germanica (probabilmente germanica orientale oppure germanica dell'Elba) e non è escluso che il nome possa esserne Böhmen o qualcosa di simile (se germanico orientale tardo, penserei †*Baíhaím).
DEL TUTTO DIVERSO SAREBBE LO SCENARIO DI UN CONFLITTO PERMANENTE TRA I REGNI DEI DIADOCHI DI ALESSANDRO IN EUROPA. In tal caso si avrebbero o un 'ritorno' a una Storia abbastanza simile a quella dell'espansione imperiale romana oppure una duratura frammentazione politica e di conseguenza etnica e linguistica, con maturazione di Potenze regionali e in prospettiva nazionali di lingua celtica, inclusa la grande Boiía corrispondente ad Alta Austria e Boemia (e verosimilmente estesa anche alla Baviera storica in senso stretto). In assenza di qualsiasi egemonia a lungo termine, si coagulerebbero Nazioni corrispondenti alla carta etnico-linguistica protostorica e la germanità più meridionale sarebbe rappresentata, nel migliore dei casi, dai Bastarni lungo le pendici nordorientali dei Carpazi (o, appunto, Alpi Bastarniche): questi sarebbero di conseguenza i più serî candidati a costituire la Potenza germanica tradizionalmente primeggiante (ossia l'analogo dell'Austria storica) e i loro rivali sarebbero i Goti, a meno che essi stessi si sostituiscano ai Bastarni (per cui forse i loro principali rivali potrebbero essere i Lugi?) Senza linee di frattura paragonabili a quelle tra Cristianesimo e Nazion 'pagane' dell'Europa nordorientale, non si potrebbe pensare a Colonizzazioni Tedesche in alcuna direzione e anche un ruolo come quello della Prussia avrebbe poco senso. L'unica alternativa vagamente simile a quella tra Großdeutschland e Kleindeutschland potrebbe essere un'eventuale contrapposizione tra aspirazioni nazionali pangermaniche (territorialmente abbastanza ridotte: Scandinavia, Germania settentrionale e qualche espansione sudorientale verso il Mar Nero) e tentativi egemonici regionali ancora più limitati (il solo bacino del Baltico? La Scandinavia in contrapposizione ai Germani 'Continentali' bastarno-gotici?).
Qualunque sia la quota cronologica raggiunta con questa fase, la Boemia sarebbe ancora piuttosto celtica (o celtomacedonica) che germanica, quindi si chiamerebbe appunto *Boiobrogi-s o Boiía rispettivamente; d'altra parte, un esonimo germanico sarebbe del tutto lecito e anzi quasi necessario e quindi, ancora una volta, una forma simile a quella storica (in questo caso abbastanza prevedibilmente di aspetto germanico orientale, bastarnico o gotico che si voglia: †*Baíhaím)..