di Iacopo
Qualche tempo fa stavo andando su e giù per il tempo come mi capita di fare, e cercavo una cosa precisa: volevo che l'unità del mediterraneo e il dialogo islam-cristianità non si interrompesse con la fine delle crociate, ma che avvenisse una sintesi che permettesse al Mediterraneo di rimanere un luogo di scambi, e non il teatro della prima cortina di ferro della storia. Avevo deciso che il modo migliore per fare questo fosse dotare la Francia di un impero mediterraneo, come fu per Venezia: l'outremere diventa di fatto la prima colonia della storia europea. Ma immaginavo una Francia diversa da quella storica, molto più spostata verso sud, con l'Occitania assimilata e non conquistata con la crociata albigese: gli stessi albigesi, forse, sopravvissuti. Le Fiandre lasciate a se stesse mentre l'Aragona caduta nell'orbita francese e forse, alla lunga, unita alla corona dei Capetingi. Credevo di aver individuato un POD accettabile nel 1134: Alfonso di Aragona muore, lascia il suo regno ai Templari. La nobiltà non si oppone o si oppone di meno, e l'Aragona diviene una nazione governata da francesi. Barcellona potrebbe essere così conquistata dai Francesi. Nel 1282 i Vespri non avvengono, oppure sono repressi nel sangue, oppure non portano a nessuna conseguenza, ed il Mediterraneo occidentale diventa un lago francese. Sarebbe molto interessante a questo punto vedere il gioco a quattro per il dominio del Mediterraneo centro-orientale: Venezia, Genova, Francia e Bisanzio. Quest'ultima ovviamente ha i giorni contati, ma potrebbe fare la differenza offrendo lo scalo del corno d'oro a questo a quel contendente. Venezia e Genova, se conosco gli italiani, si scanneranno a vicenda anche in questa Timeline, ed a questo punto la pace dopo la guerra di Chioggia potrebbe essere mediata dal Re di Francia piuttosto che dal Conte Verde: un po' come la pace del Re nelle vicende greche classiche. Tenedo passa alla Francia che potrebbe iniziare a costruirsi un dominio egeo, comprendendo Atene, Negroponte e Neopatria. Alla lunga si impossesserebbero di certo di Cipro, forse di Candia e Corfù. Ovviamente la presenza francese in terrasanta dura ben oltre il 1303. In ogni caso gli alleati strategici di questa Francia mediorientale sarebbero l'Egitto mamelucco e il regno di Ungheria, i suoi nemici Castiglia, Inghilterra, Impero e Turchi vari.
Alcune questioni:
1) I Capetingi riescono a sostituirsi ai Comneni sul trono di Bisanzio?
2) La Battaglia di 'ayn Jalut (l'Occhio di Golia) procede come nella nostra Timeline? Oppure vi partecipano truppe occidentali?
3) L'Impero Latino finisce in un soffio come da noi?
4) Lo scacchiere italiano: l'influenza francese è incontrastata, l'unico nemico possibile, dopo la pace di Torino, è Venezia. Probabilmente Genova è annessa, il sud è tutto francese, la Savoia è vassalla, ed a questo punto potrebbe giocare un ruolo di egemonia cinque secoli prima della "nostra" unità. in una situazione così definita, ha senso per gli interessi francesi imporre lo spostamento della sede Apostolica ad Avignone?
5) I Templari: chiaramente sopprimerli non sarebbe possibile né conveniente. Vengono assorbiti dal nascente Stato Francese? Ne divengono i custodi, sul modello dei mamelucchi d'Egitto? Che rapporti terranno con la Chiesa? Se i Templari si rivelassero una risorsa per la Francia, in Germania potrebbe crescere il potere dei teutonici...
6) Come si imposta e procede la Guerra dei Cent'Anni? Probabilmente porterebbe alla definitiva vittoria culturale del sud sul nord... la Borgogna però non avrebbe motivo di opporsi alla Francia, e potrebbe annettersi le Fiandre ed i Paesi Bassi molto prima di quanto realmente non avvenne.
Pensare a questa mia piccola ucronia mi ha fatto venire idee interessanti specie per quanto riguarda gli Ordini Militari. è evidente che dopo la morte di Federico si apre un periodo critico per il suo Nuovo Impero... Enrico riuscirà a dare stabilità ad un impero retto per ora solo sui mercenari e sull'immenso prestigio di suo padre? Gli ordini militari potrebbero essere una risposta: Teutonici in Germania, Templari in Italia, Ospitalieri nell'Oriente Cristiano e Mamelucchi nell'Oriente Mussulmano. Tutti i livelli dell'amministrazione sono affidati a membri degli ordini, addestrati fin dall'infanzia a servire Dio e l'Impero. Così la compagine federiciana sarebbe retta dal suo sistema di istruzione e di allocazione delle forze migliori, il feudalesimo svanisce e al suo posto si impone un sistema che ricorda un po' quello cinese. In ogni caso lo scacchiere fondamentale sarebbe quello anatolico: se Enrico e Manfredi riescono ad estendere la loro autorità fino al Dulkader ed alle Porte di Ferro, l'impero potrebbe ottenere la giusta sicurezza ai confini. La conversione all'islam degli Ilkhan sarebbe più lenta: i mille e rotti francescani consegnati a Hulegu potrebbero essere l'arma più preziosa per la Soave Porta. Bisognerà riscrivere la storia etnografica dell'attuale Turchia: alla lunga l'elemento prevalente potrebbe addirittura essere quello armeno. Cosa succede all'arrivo di Tamerlano? l'impero si squaglia o resiste come quello ottomano? Sul lato francese invece io ci andrei pesante, la Francia divisa e umiliata, il suo re perduto. Tanto poi arriva Giovanna e mette tutto a posto.
Voi che ne dite? Per farmi avere il vostro parere, scrivetemi a questo indirizzo.
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E questa è la risposta di Toxon:
Se la Francia avesse davvero lo sviluppo che proponi, probabilmente i suoi re, prima o poi, si proclamerebbero imperatori, e si avrebbe un'ucronia con i Capetingi al posto degli Hohenstaufen. Altrimenti, se non si vuole immaginare un'Europa dominata da un Impero Francese, propongo che il paese sia diviso in due fra i territori della langue d'oil e quelli della langue d'oc, che diventa la lingua della superpotenza mediterranea che immagini e si impone anche in Aragona e in Italia (perlomeno in Italia settentrionale, se il Regno di Sicilia non viene integrato completamente nel regno capetingio vi si potrebbe sviluppare il siciliano, mentre nel resto d'Italia Toscano e Veneziano restano lingue minoritarie). L'Inghilterra avrebbe motivi per combattere sia la "Francia del Nord" che la "Francia del Sud"(per le Fiandre e per la Guascogna) ma penso che una guerra arriverebbe a un risultato definitivo prima della Guerra dei Cent'anni. O si raggiunge una soluzione di compromesso (tipo: Guascogna e Bretagna all'Inghilterra, sul resto del nord dominio incontrastato dei borgognoni che arrivano fino alle Fiandre, l'Occitania - ormai superpotenza mediterranea - garante dell'equilibrio) o l'Inghilterra si afferma incontrastata nel nord del paese, tanto ormai i capetingi non si interessano più del predominio sul continente.
A questo punto immagino che l'Impero Francese (o Provenzale o Occitano che dir si voglia) si sviluppi in questo modo:
1) conquista e parziale cristianizzazione di gran parte dell'Africa del Nord, dove si sviluppa una cultura "arabo-occitana"
2) secondo l'Impero Latino d'Oriente non sopravvive molto più che nella nostra TL, ma comunque i Comneni si legano in linea dinastica ai Capetingi e finiscono nella loro orbita
3) Terrasanta divisa tra cristiani e musulmani più o meno secondo l'accordo fra Federico II e El-Kamil, si spera che i Capetingi (il cui regno comprende cattolici, catari e musulmani) diventino tolleranti almeno quanto i Normanni in Sicilia
4) alleanza di ferro tra Egitto e Provenza, che si spartiscono Africa del Nord, Terrasanta e magari partecipano insieme ad avventure militari a est (come la battaglia di Ayn Jalut, che modifica radicalmente l'ordine politico del Medio Oriente e in seguito al quale la Siria passa all'Egitto mentre in Armenia i Capetingi impiantano l'ennesimo stato-satellite).
Sui Templari non saprei, però in effetti potrebbero fungere benissimo da colonna dall'impero, e a quel punto anche nel resto d'Europa ci sarà un grande sviluppo di ordini monastico-cavallereschi legati più al sovrano che al papa. Le conseguenze potrebbero essere da un lato l'affermazione delle chiese nazionali e la fine precoce dell'universalità del papato, dall'altro il ritardo nell'affermazione di una burocrazia laica e della "nobiltà di toga".
Che ne dici? Non so se tu immaginavi un impero solo mediterraneo o esteso anche a tutta l'Europa. Comunque è una gran bella ucronia, e l'affermazione di una "pax capetingia" nel Mediterraneo è decisamente affascinante. Vivissimi complimenti per le tue proposte!
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Ed ecco come risponde Iacopo:
Visti gli incoraggiamenti ho buttato giù una timeline, che funge giusto da scheletro, perchè le dinamiche in gioco sono molte e motlo rpofonde: non dimentichiamo che il mio scopo ultimo è la Sintesi, ossia il amntenimento dell'unità culturale del Mediterraneo, non la variazione di un singolo evento.
Innanzitutto ho pensato al Mediterraneo all'inizio del quindicesimo secolo, e da lì sono partito a ritroso.
La Francia di Carlo VII si estende su tutto il paese storico dei francesi, compresa Aquitania, Occitania e in qualche maniera allunga la sua mano sulla Bretagna. Aragona, Navarra e Foix fanno parte della corona francese, con la città di Barcellona ma senza Valencia. Le Baleari, la Corsica, la Sardegna, la Sicilia ed il Mezzogiorno sono vicereami del francese. Sulla costa nordafricana Tunisi, Orano, Costantinia e Tangeri stanno per essere annesse. In Italia la Savoia e lo Stato Pontificio sono satelliti della Francia, mentre sono incerto sullo status del Ducato di Milano, che potrebbe essere anch'esso integrato nella corona francese, come considerato uno stato vassallo, come ceduto alla Savoia. Una grossa X su Genova, nel senso che non so come potrebbe svilupparsi. In Oriente, Morea (ma non Acaia), Atene, Negroponte, Neopatria e Tessalonica sono ducati del Re di Francia. Lesbo, Lemno, Samo e Tenedo sono basi per la flotta francese. Costantinopoli è difesa dai veterani francesi piuttosto che dai mercenari genovesi, ed è usata regolarmente come scalo per i mercanti di Marsiglia e Barcellona che raggiungono i loro empori di Kaffa, Kerch e Trebisonda. nel Levante Cipro è una priorità per il francese, che potrebbe installarsi profondamente in Libano dopo la vittoria di 'ayn Jalut (o Jalyut, alla cristiana), oltre che in Galilea e a Gerusalemme. Alleati e vassalli del Re di Francia comprendono: Lorena, Ungheria, Polonia, Bosnia (legata alla Linguadoca per la sua tradizione gnostica), zara, Zeta e Ragusa (per la loro rivalità con Venezia), il Sultanato dei Mamelucchi (alleanza in funzione anti-turca, poi anti-turcomanna, e anti-veneziana), e forse Scozia ed Irlanda. I nemici giurati della Francia Mediterranea sarebbero l'Austria e l'Impero, l'Inghilterra, Venezia, la Serbia, forse l'Albania, la Moldavia e la Valacchia, oltre che naturalmente i Turchi Ottomani e Karamanidi. Venezia in particolare in questa tl si estenderebbe in Dalmazia, forse Albania, Creta, Rodi e isole egee del sud. Più problematico sarebbe collocare Castiglia, Portogallo, Borgogna e soprattutto Bulgaria. I Cavalieri Teutonici potrebbero simpatizzare con la Francia per il ruolo di spicco che da ai Templari o opporvisi seguendo le consegne imperiali. Probabilmente la loro condotta sarà definita in opposizione alla Lituania. Ricordo infin che non c'è stata la cattività Avignonese, ma il Papa rimane il cappellano del Re di Francia.
Ora veniamo alla mia cronologia.
1131: Amalfi entra nel Regno di Sicilia, Torino della Savoia. Muore re Baldovino di Gerusalemme, gli succede Folco d'Angiò. Alfonso I di Aragona firma un testamento in cui lascia i suoi possedimenti ai Templari. Raimondo Berengario di Barcellona e Provenza muore, lasciando anch'egli le sue contee all'Ordine del Tempio [IRW si fa semplicemente Templare per ungere i cardini di San Pietro]
1134: gli Ascani sono insediati dall'imperatore Lotario nella Marca del Nord, futuro Brandeburgo. Alfonso I d'Aragona muore senza aver modificato il testamento. Suo fratello Ramiro fugge presso l'emiro di Valencia, mentre numerosi Templari Francesi calano dai Pirenei per prendere possesso dei luoghi del potere in Aragona, Navarra, Catalogna e Barcellona.
1135: inizio delle attività bancarie dei Templari
1137 Muore Luigi VI di Francia, gli succede Luigi VII.
1139: fine della reconquista in Portogallo.
1140: cattedrale di Saint Denis, architettura protogotica.
1144: Edessa conquistata dall'emiro di Mosul
1146: La Seconda Crociata per liberare Edessa non ottiene nulla, e la città resta nelle mani di Nur Eddin El Ayyub. Le navi per trasportare l'armata francese salpano da Barcellona, e sono finanziate dai Templari. La disfatta totale del contingente di terra avverrà l'anno successivo.
1151: a Genova si conia la prima mone d'oro dai tempi dei romani.
1152: Federico Barbarossa imperatore.
1167: concilio dei Catari a Saint Felix de Caraman. i Tempalri manovrano nell'ombra per far assumere alal setta un profilo meno intransigente, non volendo che quello che sta diventando il cuore del loro potere venga sconvolto da eresie troppo violente e conseguenti persecuzioni. Ottengono un buon successo, ed il catarismo si diffonde in Aragona.
1168: Salah Eddin bn Ayyub assume il visirato in Egitto.
1174: prime rivalità commerciali fra Templari e Venezia: grazie all'appoggio papale i primi sembrano prevalere, mentre la seconda risulta più gradita ai Comneni.
1176: Venezia media la pace fra il Barbarossa e il Papa.
1180: Muore Manuele Comneno, gli succede il figlio undicenne Alessio II. Muore Luigi VII di Francia, gli succede il figlio Filippo II, detto di volta in volta il Battagliero, il Vittorioso, l'Augusto, il Guercio e il Santo.
1182: rivolta antilatina a Costantinopoli.
1185: Filippo Augusto espelle gli Ebrei. La mossa è necessaria a favorire il nascente capitalismo templare e a rimpinguare le casse dello stato. La maggior parte di loro si rifugia in Castiglia, Portogallo e nell'Emirato di Cordova.
1187: Battaglia di Hattin, Gerusalemme torna araba.
1190: Terza Crociata. Filippo Augusto e il suo rivale Riccardo Cuoridileone si uniscono al Barbarossa.
1191: Filippo Augusto lascia la crociata per gestire la successione di Fiandra. Come voto riparatorio entra nell'Ordine del Tempio, ma poiché i suoi compiti di sovrano sono inconciliabili coi voti completi di un cavaliere templare, la carica di Ausiliario viene creda su misura per lui. La sua mossa ha lo scopo, tra l'altro, di avvicinare i Templari alla monarchia.
1194: con Riccardo bloccato nel suo /nostos/ dalla crociata, Filippo Augusto di accorda con fratello del re inglese ed ottiene buona parte dell'Aquitania in cambio del riconoscimento delle sue pretese. Riccardo però torna dalla prigionia rovinando la festa. Inizia la costruzione della cattedrale di Notre Dame.
1197: il piccolo Federico, erede di Svevia e Sicilia, rimane orfano.
1199: Riccardo muore in una scaramuccia in Aquitania.
1200: grande riforma amministrativa di Filippo Augusto: l'amministrazione locale viene messa sotto l'ala regia. Nel sud i templari svolgono anche il ruolo di balivi e siniscalchi, ma devono rinunciare alla carriera nell'ordine.
1202: inizia la grande offensiva di Filippo contro gli Inglesi.
1204: la quarta crociata mette a sacco Costantinopoli, Venezia prende possesso di "due quarti e mezzo" del territorio bizantino.
1209: Innocenzo III indice la Crociata contro gli Albigesi. I Templari tentano di opporsi, ma non osano mettersi del tutto contro l'autorità papale. Simone di Montfort si mette a capo della crociata contro i nobili provenzali, da Tolosa a Montpellier.
1213: Simone di Montfort sconfitto a Muret dai nobili locali segretamente finanziati ed aiutati dai Templari. iniziano contatti fra questi utlimi e la corona francese, avendo entrambi nella nobiltà che conduce la crociata un nemico potente. Intanto tutto il sud della Francia si infiamma in una durissima guerra civile. I Catari, perseguitati, devono affidarsi in segreto ai Templari per poter sopravvivere.
1214: Filippo Augusto stravince a Bouvines nella prima battaglia fra nazioni d'Europa. Ottone di Brunswick, Imperatore e suo nemico, è deposto, al suo posto è eletto il giovane Federico II di Svevia.
1222: Filippo Augusto raggiunge un accordo con il Tempio di Parigi: è il capolavoro della sua diplomazia. I Templari divengono il braccio amministrativo e capitalista del regno di Francia, la Crociata Albigese è sospesa ed i suoi capi messi in condizione di non nuocere, Aragona e Catalogne entrano nella Corona di Francia. Finisce così l'indipendenza dell'Ordine del Tempio come entità politica. Nel sud i Catari, perseguitati per vent'anni, si sono rifugiati presso i feudatari imperiali della Provenza: la loro eresia verrà d'ora innanzi tollerata nei fatti, anche se non sarà loro permesso predicare pubblicamente e costruire luoghi di culto. Da questa data in avanti, tuttavia, il gotico si diffonde in Linguadoca, Provenza ed Aragona, e poichè la maggior parte degli architetti al lavoro sulle cattedrali sono catari, la loro simbologia influenza pesantemente le chiese del mediterraneo occidentale.
1223: muore Filippo Augusto, gli succede il figlio Luigi VIII.
1226: Prematuramente muore anche Luigi VIII, gli succede Luigi IX detto il Santo per il suo fervore crociato.
1229: Federico II conduce la Sesta Crociata, una spedizione diplomatica che ottiene il riconoscimento da parte degli ayyubidi della presenza latina in Terrasanta. I Templari se ne fanno garanti, grazi anche alle loro piazzaforti nell'Impero Latino. L'anno seguente agli Ebrei è permesso far ritorno a Barcellona, ma non lasciare la città.
1243: Papa Innocenzo IV promulga la bolla con cui fonda l'ordine dei monaci Agostiniani. La loro casa capitolare è costruita da Jean Chelles, probabilmente criptocataro.
1247: Luigi IX fa condurre ampie ispezioni sull'amministrazione del regno. La situazione è critica, la corruzione dilaga.
1248: Crociata di Damietta, che terrà il Re lontano da Parigi per sei anni.
1250: Muore Federico
II. In Egito Baybars il Mamelucco si sbarazza della dinastia ayyubide. I
Mamelucchi assumono il governo di Egitto e Siria, e si ispirano all'Aragona
Templare per l'organizzazione dello stato.
1253: in risposta alla sempre maggiore indipendenza dell'Università di Parigi
dall'ortodossia, Robert de Sorbon, cappellano del re, riforma la Scuola del
Tempio in forma di Università. Parigi è così una delle prime città al mondo
ad avere due università -per giunta rivali.
1254: riforme amministrative di Luigi IX che coinvolgono anche l'ordine Templare. Viene creato il ruolo di Ausiliario Templare. L'ausiliario può rinunciare in qualunque momento ai suoi voti senza nessun disonore e sposarsi, ma così facendo rinuncia anche ad ogni incarico ricoperto in nome del Tempio. Inizia qui un lungo processo che porterà prima ad una divisione dell'Ordine, quindi alla sua assimilazione nello Stato Francese: i gradi più alti dell'ordine, politicamente neri e filosoficamente aristotelici, difenderanno gli interessi dell'alta nobiltà e del papato, mentre i gradi più bassi, bianchi e agostiniano-neoplatonici (catari?) saranno strettamente legati al Re.
1256: Prima lezione ex cathedra di Tommaso d'Aquino alla Sorbona di Parigi.
1258: Nell'ambito delle sue riforme, Luigi affida l'Aragona al fratello Carlo d'Angiò. Suo compito è ridurre l'influenza Templare, specie nell'amministrazione delle province, dove in tutto il resto del regno essa aumenta. Baghdad rasa al suolo dai Mongoli. Jean Chelles assume la direzione dei lavori di Notre Dame.
1260: Battaglia di 'ayn Jalut. Mamelucchi e Templari respingono l'orda mongola. La geografia del medio oriente cambia per sempre, la Siria entra nell'area di influenza egiziana. Ai Crociati è riconosciuta la sovranità su buon parte del Libano, esclusa Baalbek. Carlo d'Angiò, che ha guidato i templari in questa battaglia, entra nell'Ordine. D'ora innanzi i suoi interessi coincideranno con quelli delle alte cariche dell'ordine stesso.
1261: I Comneni tornano a Costantinopoli, confermando ai Templari i loro privilegi mercantili.
1266: Papa Clemente IV chiede aiuto al Re di Francia contro Manfredi. Essendo Carlo d'Angiò occupato in Aragona e Terrasanta (e probabilmente fin troppo gradito a Clemente), prende la via del mare Filippo l'Ardito, figlio di Luigi IX. Filippo sconfigge Manfredi a Benevento e ne fa portare le spoglie in Germania. Uomo indeciso e fin troppo compiaciuto dei suoi successi, non tenta ulteriori conquiste. Porta però con se uno stuolo di Templari Bianchi che incontrano così i Francescani italiani, scoprendosi in qualche modo affini.
1270: Ottava Crociata. Luigi IX, suo fratello Carlo e suo figlio Filippo guidano una spedizione contro Tunisi. La peste uccide lo stesso re e stermina l'esercito cristiano, che deve ritirarsi ottenendo solo Pantelleria e Malta. Filippo III diviene Re di Francia ma non lascia la sua Napoli: da qui amministrerà il regno. Carlo lascia in fretta e furia Barcellona, dove ha perso i suoi appoggi, e si rifugia a Parigi, circondandosi di Maestri dell'Ordine. Grazie anche all'aumento dell'influenza dell'Ordine sulla città di Parigi, la disputa fra Sorbona e Università culmina con la proibizione, da parte del vescovo, dell'insegnamento dell'averroismo. Particolarmente proibite sono le dottrine dell'essenza successiva all'esistenza e dell'anima del mondo.
1274: Gli agenti di Filippo scoprono una congiura ordita ai suoi danni da Carlo, assieme alle più alte cerchie dell'Ordine: massiccio repulisti di Parigi, la Sorbona conosce un periodo di decadenza. Carlo riesce a fuggire, nascondendosi pare in una carretta di fieno. Tommaso d'Aquino muore nel sud della Francia, in un'abbazia agostiniana. Il suo ultimo scritto, Aurora Consurgens, viene tramandato dai monaci presenti al suo capezzale.
1280: Stilnovismo a Firenze.
1282: il disinteresse del Re per il Nord continentale, la sua assenza prolungata da Parigi e le mire dei grandi feudatari come dei Maestri del Tempio, portano ad una grande sollevazione nel nord della Francia, chiamata Vespri Parigini. Si dice che la rivolta contro il re scoppiò per gli abusi di un Ausiliario Templare arricchito dal suo servizio come burocrate reale nei confronti di una dama parigina. I pochi giorni la guerra si diffonde in tutto il bacino della Senna e della Loira. Carlo torna trionfante in una Parigi controllata dal Tempio Nero. Papa Martino sembra appoggiare la fazione dei Neri. Altrove, gli Asburgo prendono in feudo Austria e Stiria.
1284: La flotta Bianca doppia lo stretto di Gibilterra, facendo scalo nei porti portoghesi.
1285: Muore Filippo III, gli succede il figlio. Carlo d'Angiò, detto ormai Carlo il Nero, si rifiuta di riconoscere la successione e si fa incoronare Re a Parigi, con il supporto dei Templari Neri e dell'Inghilterra. Prontamente papa Martino lo riconosce, e gli manda la corona del Regno di Sicilia, contando sul fatto che i feudatari del mezzogiorno preferiscano il più distante Carlo al più vicino Filippo IV. Tuttavia in capo a pochi mesi muoiono sia Carlo il Nero, sia papa Martino, rimettendo in gioco tutta la posta.
1286: La flotta Bianca sbaraglia quella Nera presso Bordeaux. Decisiva la ritirata proditoria di alcuni navigli inglesi. Le truppe di Filippo IV risalgono dall'Aquitania e occupano il bacino della Loira. In autunno egli è incoronato a Reims, secondo la tradizione.
1290: dopo quattro anni di tensioni, il Tempio accetta di ratificare tutte le condizioni della riforma operata da Filippo Augusto. Il Re entra in una Parigi pacificata, ma duramente provata dalle lotte dell'ultimo decennio. Il papato, privo di una guida carismatica, non può che accettare la riunificazione dei territori francesi. Intanto Filippo sposta i suoi uomini -e molti veterani neri- in oriente.
1291: Trattato di Khan Yunis fra Francesi e Mamelucchi. i possedimenti in Terrasanta dei cristiani sono regolamentati come un vero e proprio codominio franco-mamelucco. In alcune specifiche città potranno vivere solo latini (Jaffa, Acri, Tiro), altre, benché siano di pertinenza crociata, saranno riservate ai mercanti arabi, altre ancora, benché in territorio arabo, dovranno essere aperte ai latini (essenzialmente Ascalona). Gerusalemme rimane aperta ai pellegrini di qualunque religione, e su insistente richiesta del Sultano, l'accoglienza dei cristiani diviene compito dei Francescani. I Templari ricevono l'esclusiva sul trasporto ed il commercio nei porti latini, e una presenza simbolica in alcuni castelli. Ad alcuni di essi, scelti dal Sultano, viene concesso un Rango (Ranq), ossia una marca di libero commercio nei porti egiziani. Il trattato ratifica una situazione già esistente, ma la rende chiara e accettata da ambo le parti. come conseguenza, a partire da questa data il commercio navale a lungo raggio francese aumenta, così come la permeabilità dell'Egitto a merci ed idee provenienti dal mondo cristiano. L'Ordine del Tempio di Gerusalemme diventerà noto, con il passare del tempo, come Ordine di Francia. I territori latini invece mutano nome: da Regio di Gerusalemme, divengono il Regno Latino d'Oriente.
1293: mentre la Francia si gode il suo neonato impero navale, iniziano le prime dispute commerciali e coloniali fra Venezia e Genova, principalmente oltre i Dardanelli.
1294: Dopo una serie di papi incapaci, abulici o troppo spirituali, il Conclave elegge Benedetto Caetani, che sale al soglio di Pietro col nome di Bonifacio VIII. Sarà l'ultimo grande oppositore del potere francese nel mediterraneo.
1296: gli accordi fra papato e Bretagna, fra papato e Inghilterra e fra papato e Castiglia non danno risultati. Il prestigio di Bonifacio comincia a calare, e si diffondono voci inquietanti sulla sua condotta. Approfittando di questo calo di popolarità del suo nemico, Filippo il bello si fa incoronare nella cattedrale di Napoli Re di Sicilia e d'Oriente. Bonifiacio risponde proibendo ai sovrani europei la tassazione degli ecclesiastici, e avocando al solo papa la riscossione delle decime in Italia -compreso il Mezzogiorno. Questa bolla è volta a togliere al trono di Francia l'appoggio dei Templari, ma è imposta con tale malagrazia che Filippo ha gioco facile a impedirne la messa in atto.
1297: la risposta Bianca non si fa attendere: i Colonna e i Francescani dichiarano decaduto il papa. Bonifacio esilia i cardinali Colonna in Francia e incarcera Jacopone da Todi, guida dei Francescani Spirituali.
1300: Per contrastare il giro d'affari sempre più grande dei pellegrinaggi in Terrasanta, gestiti dai Templari, Bonifacio organizza il primo Giubileo.
1302: ultima offensiva papale: enciclica Unam Sanctam, nella quale il potere temporale è sottomesso a quello spirituale. Estremo tentativo di Bonifacio di mettere i Templari contro il Re. Contemporaneamente il papa offre il Mezzogiorno e tutto l'Oriente a Carlo, fratello di Filippo il Bello, che mette a sacco Firenze per contro del pontefice. Dante in esilio.
1303: I congiurati Colonna ed il plenipotenziario francese, Nogaret, catturano il papa e lo detengono per alcuni giorni. Carlo di Valois muore mentre torna a Napoli da Firenze, forse assassinato per ordine del fratello. Il prestigio di Bonifacio è distrutto.
1304: Bonifacio VIII muore, forse per la vergogna degli eventi subiti l'anno precedente.
1305: il Conclave è tesissimo. Da una parte i Colonna e le altre famiglie romane vorrebbero un papa dei loro, come compensazione per aver subito la sciagurata tirannide di Bonifacio. Dall'altra Filippo il Bello vorrebbe un Templare, o almeno un francese, per consolidare la sua presa sull'Italia. Il risultato, dopo mesi di trattative, è l'elezione di un candidato di compromesso: il generale dell'ordine domenicano. Egli tuttavia muore dopo pochi mesi di pontificato, ed al conclave successivo le ragioni francesi prevalgono: viene eletto Bertrand de Gouth, col nome di Clemente V, francese, membro del clero secolare e moderato.
1306: Clemente V sposta la sede papale a Belgard, presso Huesca, in Aragona, un possedimento templare donato al papa durante la reggenza in Aragona di Carlo il Nero.
1307: enciclica Ordines a Spiritu e Constitutio Templi, il ruolo e la struttura dei Templari sono riformati dal papa in persona a tutto vantaggio della monarchia. Le cariche di Maestro e Gran Maestro sono abolite,e sostituite da un consiglio di Giurati nominati per un quinto dal Re, per un quinto dal Papa ed eletti per un terzo fra i membri dell'Ordine. I restanti, chiamati Vicari, vengono cooptati dal consiglio su proposta del Re, del Papa, di almeno dodici Giurati o di almeno ventiquattro Commendatori (i quadri dell'ordine, capitani di nave, piccoli armatori e gestori di empori). Gli unici Templari che mantengano funzioni militari sono i Custodes in Terrasanta e la Guardia Bianca del Re di Francia. Inizia la fronda di Jacques de Molay, ultimo Maestro dell'Ordine prima della riforma, che tenta di opporsi disperatamente alla secolarizzazione dei Templari, prima per via diplomatica, poi chiedendo un concilio, quindi passando all'opposizione armata. Gli ultimi Templari della vecchia guardia si rifugiano nei territori plantageneti in Normandia, in Bretagna e in Portogallo.
1314: Dopo una durissima fronda, De Molay è trovato assassinato nella sua tenda presso La Havre. Pare stesse organizzando un'offensiva contro Parigi per Enrico Plantageneto. Recenti studi hanno dimostrato che l'ultimo Gran Maestro non fu assassinato, ma pare sia morto d'infarto, forse roso dalle molte fatiche degli ultimi sette anni e dalla sua stessa situazione in odor di tradimento. I Templari della vecchia guardia rimanenti, ottenuto un perdono ufficioso da Filippo il Bello, si rifugiano presso il suo alleato scozzese.
Il Trecento sarà un secolo chiave, le questioni rimaste in sospeso, per ora, sono essenzialmente due: quella linguistica, in Francia, Spagna e Italia e quella ottomana, se cioè l'impero ottomano possa nascere e come. Presto si porranno anche quella asburgica (Massimiliano I, in mancanza di Spagna e forse di Borgogna, su chi punterà? direttamente Ungheria? Inghilterra? Svezia? o forse al cuore, alla Francia?) e quella delle Americhe: Cortes chiamava i templi aztechi "moschee", e le trattava come i sui compatrioti trattavano appunto le moschee moresche; ma cosa accade se la colonizzazione è guidata dai francesi, che qui hanno un'idea ben diversa del rapporto fra religioni diverse?
Per farmi sapere che ne dite, scrivetemi a questo indirizzo.

Francia, Aquitania ed Occitania (grazie a Perchè No?)
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Stemma di Giovanna... d'Inghilterra (grazie a Perchè No?)
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Questo è il parere di Perchè No?:
A proposito di questa Francia Mediterranea, mi é tornato in mente il progetto simmetrico da me elaborato tempo fa: una Francia che sparisce a favore dei grandi feudatari dello Champagne. Io pensavo a una Francia volta verso Nord, piuttosto che impegnata nelle crociate: i Capetingi avrebbero potuto interessarsi alla conquista cristiana dell'Est. Piuttosto che delle guerre italiane ci sarebbe stato un impegno maggiore per controllare le Fiandre e il Reno. Piuttosto che un regno in Sicilia si sarebbe costituito un regno capetingio in Inghilterra. Al Sud si sarebbe sviluppata la nazione catalana con l'Occitania, niente crociata francese contro i Catari e niente fine dei conti di Tolosa, la Provenza sarebbe rimasta terra imperiale estranea alla Francia, la cui frontiera meridionale é al massimo Lione. E tutto ciò senza parlare della mutazione della cultura francese che non conserva l'eredità del diritto romano, non ha l'esempio artistico dell'Italia, al contrario la cultura e la lingua francese assomigliano più a quella anglosassone e a quella germanica. Con conseguenze inimmaginabili.
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Ed ecco invece la proposta linguistica di Camillo Cantarano:
Dalla conquista dell' Inghilterra di Guglielmo il conquistatore fino al 1200 circa, alla corte inglese era usato molto il francese, tanto che l'inglese non era quasi mai parlato negli ambienti di corte. Alla fine, dopo 200 anni di storia, ci fu un anglizzazione della corte. Ma se invece Guglielmo porta una rivoluzione e in Inghilterra la lingua principale diviene il francese? L'imperialismo diffonderà il francese, e tante zone francofone (come il Quebec) non saranno percorse da moti indipendentisti. Ditemi cosa ne pensate.
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Così gli risponde Francesco:
Un'ucronia con un Inghilterra più francesizzata, con uno "Chasier" che scrive "Les nouvelles de Canterburie" in una specie di franglese è possibilissima. Però il franglese, lingua letteraria e poi di tutte le persine colte, finirebbe per differenziarsi non poco dal francese.
Interessante sarebbe poi il "franglamericano", influnzato dal francese del Quebec.
Piuttosto, se inglesi e francesi avessero parlato lingue simili Giovanna d'Arco avrebbe avuto lo stesso seguito?
O magari la la Francia del nord si sarebbe definitivamente unita all'Inghilterra, mentre nella Francia del Sud si affermerebbe l'occitano?
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E Renato Balduzzi aggiunge:
O magari la la Francia del nord si sarebbe definitivamente unita all'Inghilterra, mentre nella Francia del Sud si affermerebbe l'occitano?
Potremmo unire due mie ucronie: quella dell'Inghilterra romanza (il normanno diventa lingua di cultura e si diffonde tra il volgo, mentre l'inglese è ristretto a zone marginali) e quella della catalan-occitan-padania. Nel '300 in effetti in Inghilterra si usava moltissimo la lingua d'Oïl, mentre in Catalogna e in tutto il bacino padano fioriva la letteratura in lingua occitana.
Quindi i presupposti culturali ci sono. Adesso dobbiamo trovare presupposti politici.
C'erano poi dei territori francesi in cui il re d'Inghilterra (a vario titolo) si trovava ad essere il padrone feudale. Curiosamente questi territori francesi variano a fisarmonica nel corso di tutto il Medioevo. Fino al regno di Enrico II e Riccardo Cuor di Leone i domini dei re inglesi in Francia erano vastissimi, secondi solo ai territori direttamente controllati proprio dai re francesi. Con la battaglia di Bouvines però Giovanni Senza Terra li perse quasi tutti compresa la Normandia, terra d'origine degli stessi Plantageneti.
Per la grande nazione galloromanza del sud i candidati scarseggiano e devono affrontare sfide enormi: l'Impero, l'Aragona, Genova e Venezia. Propenderei per una azione intelligente di espansione verso est e verso ovest del ducato di Provenza.
Le parlate galloitaliche oggi sarebbero considerate dialetti occitani, e tra l'altro sarebbero influenzate moltissimo da questa lingua sorella. L'espansione provenzale potrebbe coinvolgere anche la Toscana, così vicina e frammentata. Potremmo così avere un Dant Alighér che scrive la Divina Cumedia. Probabilmente anche Petrarca avrebbe scelto l'occitano (per motivi biografici doveva conoscerlo molto bene), mentre Boccaccio probabilmente, ancora per motivi biografici, si sarebbe ispirato al napoletano per scrivere il Decameron...
Diciamo che storicamente sono prevalsi gli idiomi che hanno conquistato prestigio a livello nazionale (nel senso di cooperazione tra Res Publica Literaria + Stato nell'imporre una lingua su tutte le altre), altrimenti se fosse vero quello che dici tu, tutti avremmo una alfabetizzazione dialettale.
Consideriamo il caso dell'italia, dove la lingua nazionale è semiartificiale, arcaicizzante ed esclusivamente scritta fino alla fine dell'Ottocento, quando viene insegnata alla popolazione che inizierà a parlarla solo all'inizio del secolo successivo. Non è affatto un'eccezione, dato che anche il tedesco ha avuto una storia molto simile.
Detto ciò, se veramente il normanno fosse stato preso come modello letterario da Chaucer e da altri poeti a lui contemporanei, e se l'amministrazione inglese avesse considerato lingua ufficiale del regno esclusivamente questo idioma, l'inglese germanico sarebbe retrocesso presto e, subissato dall'idioma francese, oggi sarebbe parlato non più del romancio dei Grigioni. Un revival anglofono si sarebbe visto come minimo nell'Ottocento, più o meno contemporaneamente alla nascita di omologhi movimenti identitari baschi e catalani..

Distribuzione del francese in un mondo senza inglese
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