L'Impero Gotico

di Det0


POD: Il nobile ostrogota Teudi, dopo essere diventato re presso i visigoti alla morte di Amalarico, assume la reggenza anche del regno ostrogoto alla morte di Atalarico.

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476: Odoacre, principe germanico, depone il giovane imperatore Romolo Augustolo; cade l’Impero Romano d’Occidente e comincia il Medioevo.

477: Il re dei Vandali Genserico muore, comincia il declino del regno vandalo. Nello stesso anno Odoacre toglie la Sicilia ai Vandali con le armi.

480: Giulio Nepote, imperatore romano in Dalmazia, riconosce ufficialmente il regno dei Visigoti in Aquitania e concede al loro re Eurico tutte le terre al di sotto della Loira e ad ovest del Reno, compresa la Provenza. 
Poi Odoacre, approfittando della morte di Nepote, conquista la Dalmazia.

481: Clodoveo diventa re dei Franchi, unificazione degli altri regni franchi in Gallia e Renania.

486: Durante la loro espansione verso occidente i franchi di Clodoveo sconfiggono Siagro nella battaglia di Soissons; facendo cadere l’ultimo baluardo romano in Occidente.

488: L’Imperatore Romano d’Oriente Zenone invia Teodorico re degli ostrogoti, che premevano alle frontiere settentrionali dell’impero, in Italia per sconfiggere Odoacre, così facendo eliminava la minaccia italiana di Odoacre e manteneva una certa tranquillità ai confini.

489: Dopo aver attraversato la Dalmazia, Teodorico e il suo popolo valicano le Alpi Giulie e giungono in Italia, dove si scontrano con Odoacre sul fiume Isonzo, dove quest’ultimo viene sconfitto e ripiega a Verona, dove è sconfitto nuovamente un mese dopo.

490: Odoacre fugge a Ravenna dove può organizzare un contrattacco, infatti in poco tempo si riappropria di Milano, Cremona e Pavia, dove pone la base agli attacchi dei goti. La situazione si sblocca con l’intervento dei Visigoti che liberano la città e fanno scappare di nuovo Odoacre a Ravenna, dove resiste a lungo grazie ai rifornimenti via mare.

492: Teodorico si munisce finalmente di una flotta e distrugge il porto di Ravenna, che in poco tempo capitola. Però grazie alla mediazione del vescovo di Ravenna Giovanni si scende a patti tra le parti per una divisione del territorio italiano.

493: Durante un banchetto per celebrare il trattato Teodorico assassina Odoacre con le sue mani e gli uomini di Odoacre vengono sterminati, facendo di Teodorico unico padrone dell’Italia.
Nascita del Regno degli Ostrogoti in Italia.
Nello stesso anno il matrimonio del re dei franchi Clodoveo con una principessa cristiana burgunde sancisce la conversione dei franchi al cristianesimo; così facendo i franchi si mettono in luce agli occhi del papa e di altri governatori cristiani, formando il nucleo di uno stato molto solido.

494: Il re franco Clodoveo sconfigge i Visigoti di Alarico II a Saintonge, cominciano le ostilità tra i due regni per il controllo della Gallia.

496: Il re franco Clodoveo sconfigge gli Alemanni e ne conquista le regioni.

500: Italia, viene emanato l’Editto di Teodorico, raccolta di leggi valida sul territorio ostrogoto.
Spagna, i visigoti controllano ormai ampia parte della penisola iberica (tranne l’attuale Galizia occupata dagli Suebi e le regioni dei popoli baschi) e della Gallia, con Aquitania, Settimania e Provenza.

506: I franchi Clodoveo alleati con i Burgundi attaccano i possedimenti visigoti in Gallia.

507: Battaglia di Vouille, Clodoveo e i franchi sconfiggono Alarico II e i visigoti in battaglia, il re visigoto muore e il suo regno viene privato di tutti i territori in Aquitania. Così la capitale del regno visigoto è spostata a Narbona.
I nobili visigoti eleggono il figliastro di Alarico II: Gesalico, in contrapposizione all’alleato ostrogota Teodorico che voleva far eleggere il figlio di Alarico Amalarico.

508: Il re degli Ostrogoti, Teodorico, comincia campagne militari contro i franchi in Gallia per difendere i suoi alleati visigoti, ai quali riesce a salvare il possesso della Settimania, e estendere i domini ostrogoti, come in Provenza, tolta al controllo burgunde.
Nel frattempo i rapporti tra Teodorico e Gesalico si rompono e il piccolo Amalarico viene portato sotto la tutela del nonno e scortato a Barcino (l’attuale Barcellona), dove fu posto sotto la protezione di un nobile ostrogoto di nome Teudi.

510: Ibbas, generale delle truppe ostrogote, entra a Barcino e vi fa eleggere re dei Visigoti il giovane Amalarico (di soli nove anni), nipote del suo re Teodorico, quest’ultimo se ne assume la reggenza, governando così il regno visigoto.

518: Giustino diventa Imperatore d’Oriente, nella sua politica attua una dura lotta contro l’arianesimo, entrando in conflitto con gli ariani ostrogoti di Teodorico.

522: Amalarico, ormai ventunenne, viene incoronato re dei visigoti, si intromette però il vecchio tutore Teudi che, nelle veci di consigliere continua ad esercitare il potere effettivo.

523: Teodorico organizza un attacco alla Burgundia ma i franchi arrivano prima e la sottomettono al loro regno.

524: L’imperatore Giustino mette a bando l’arianesimo in tutto l’impero; Teodorico, come ripicca, comincia un progetto di persecuzione dei cristiani e fa uccidere Boezio, suo consigliere d’origine romana.

526: Teodorico imprigiona papa Giovanni I e dei nobili romani in ritorno da Bisanzio, quando il pontefice muore viene eletto papa Felice IV, sotto la tutela del re ostrogoto. Poco dopo muore Teodorico il Grande, il suo corpo viene sepolto nel Mausoleo di Teodorico a Ravenna; i nipoti del re, Amalarico e Atalarico, uno re dei visigoti e l’altro degli ostrogoti, siglano un accordo per definire i confini dei due regni.

527: Dopo la morte del predecessore Giustino, Giustiniano viene eletto Imperatore d’Oriente.

528: Costantinopoli, comincia la composizione del Corpus Iuris Civilis.

530:Roma, alla morte di papa Felice IV è eletto pontefice Bonifacio II.
Costantinopoli, Giustiniano da il via al suo progetto di riconquista dei territori d’occidente, inviando il generale Belisario in Africa.

531: Il re visigoto Amalarico muore, il trono viene occupato dall’ex tutore Teudi.

534: Il Regno dei Vandali viene fatto cadere per opera di Belisario, Cartagine e tutta la zona dell’Africa del nord, le Baleari e la Corsica vanno sotto il controllo bizantino.
Intanto in Italia Atalarico muore e la madre Amalasunta, per mantenere il potere, pensa di sposare un nobile ostrogoto di nome Teodato.
Ma il re dei visigoti Teudi, appena saputo della morte del giovane sovrano ostrogoto, si dirige in Italia, assassina Amalasunta e Teodato e si fa proclamare re; così facendo unisce la corona visigota e ostrogota, dando vita ad un unico Regno Gotico.

535: Sale al soglio papale Agapito I, al quale il re goto Teudi chiede di fare ambasciata a Costantinopoli per fermare l’attacco di Belisario.

536: Il papa Agapito I giunge a Costantinopoli e parla con l’imperatore Giustiniano che, intenzionato a riconquistare l’occidente, rifiuta ogni sua offerta.
Però, mentre Belisario ha già conquistato la Sicilia un’altra ambasciata di Teudi giunge a Giustiniano e riferisce che il Regno Gotico è disposto ad arrendersi e ad andare sotto il dominio bizantino senza uno spargimento di sangue.
Giustiniano cede alle richieste e riporta Belisario in patria dopo aver riconquistato l’occidente senza problemi.

540: Giustiniano pubblica la Prammatica Sanzione, con la quale riconosce l’Italia e tutti i territori riconquistati sotto il dominio bizantino.
L’imperatore sasanide Cosroe I rompe la “pace eterna” siglata con i bizantini, invadendo la Siria e deportandone la popolazione in Persia.

541: I bizantini perdono il controllo della Lazica a favore dei persiani di Cosroe.
I franchi tentano di attaccare la spagna bizantina dai Pirenei ma un intervento del generale visigoto Atanagildo, mostratosi abile condottiero agli occhi dell’imperatore Giustiniano, li ferma a Saragozza e li scaccia dalla penisola iberica.

542: Una controffensiva bizantina attacca l’Armenia ma è sconfitta dai sasanidi.
Per rafforzare il potere militare nella regione, Giustiniano innalza la provincia spagnola dell’impero ad esarcato: l’Exarcatus Hispaniae, retto da Teudi e con capitale Barcino; lo stesso accade con i territori africani organizzati nell’Exarcatus Africae con capitale Cartagine.

545: Viene firmata una tregua di cinque anni tra gli imperi bizantino e sasanide.
Intanto Teudi sposta la capitale dell’Exarcatus Hispaniae dalla città di Barcino alla più centrale Toledo per motivi di difesa.

547: Col ritorno della Lazica sotto il controllo bizantino ricominciano le ostilità con i sasanidi, la guerra continua per anni ma è ristretta solo a quella zona.

548: Morte di Teudi, primo re riuscito ad unire le due corone gotiche, gli succede, come esarca di Spagna, il generale Atanagildo.

552: Battaglia di Asfeld, i Longobardi guidati dal re Audoino sconfiggono i Gepidi aggiudicandosi il predominio sulla Pannonia.

554: L’Italia è innalzata ad esarcato: l’Exarcatus Italiae con capitale Ravenna.

558: Il re Clotario I riunifica i territori franchi in Gallia.

560: La fascia costiera della Gallia controllata dai goto-bizantini viene tolta dall’Exarcatus Italiae e innalzata ad un esarcato autonomo: l’Exarcatus Narbonensis.

561-568: Il generale Atanagildo, su richiesta dell’imperatore Giustiniano, comincia una campagna militare contro il belligerante popolo dei baschi; dopo aver sottomesso la regione in pochi anni la consegna all’imperatore, poi, di sua spontanea volontà si munisce di un piccolo esercito e parte alla conquista del regno degli Svevi nel nord della Spagna accompagnato dal giovane fratello Leovigildo.
In pochi anni il regno svevo comincia a dare segni di difficoltà ma la battaglia si protrae a lungo e, quando nel 567 Atanagildo muore, il fratello Leovigildo diviene automaticamente esarca di Spagna.

562: Sasanidi e bizantini firmano un trattato di pace.

564: Una rivolta scoppiata in Armenia porta la popolazione locale, e presto anche quella della regione dell’Iberia, a ribellarsi al dominio sasanide.

565: Costantinopoli: morte dell’imperatore d’oriente Giustiniano, gli succede il nipote Giustino II; come prima impresa decide di approfittare della crisi sasanide in Armenia per non pagare i tributi annuali ai persiani per la difesa del Caucaso, poi accoglie la popolazione armena come alleata.
Pannonia: Alboino succede al padre Audoino come re dei Longobardi.

567: Morte di Atanagildo, re visigoto, durante la guerra contro gli Svevi, il fratello Leovigildo assume il potere di esarca.

568: Dalmazia: i Longobardi guidati da Alboino invadono la Dalmazia e l’Epiro, sottraendoli al dominio bizantino e dando inizio alla crisi dell’impero.
Spagna: Leovigildo termina la conquista dei territori svevi, poi, approfittando della crisi bizantina, attua il piano che tutti i governatori della spagna gotica avevano escogitato prima di lui: si muove verso Barcino e Cordova, dove risiedeva gran parte della nobiltà bizantina in Spagna, le assedia e decima la popolazione romana, poi si dirige a Toledo e si fa incoronare re di Spagna.
569: Leovigildo continua il suo piano di riconquista dei territori del Regno Gotico: all’inizio del 569 scaccia i bizantini dalle Baleari, dalla Sardegna e dalla Corsica; poi in primavera risale la costa francese ed entra in Italia, questa, appena devastata da un’epidemia di peste, viene invasa e sottomessa con facilità, grazie anche all’aiuto della resistenza gotica nella penisola, stanca del dominio bizantino.

570-572: Leovigildo si allea con le popolazioni berbere del nord africa e attacca l’Esarcato d’Africa, grazie all’aiuto dei suoi alleati conquista in poco tempo la parte occidentale della regione; mentre gli richiede un anno per far capitolare Cartagine.

573-575: In due anni Leovigildo si rimpossessa della Sicilia, ultimo baluardo bizantino in occidente; poi si dedica ai rapporti con Longobardi e Franchi, con i primi usa toni diplomatici e fissa i confini sulla penisola istriana, mentre con i secondi comincia una dura lotta per riappropriarsi dell’Aquitania.
Intanto Giustino II guida un assedio alla città persiana di Nisibis che, però, fallisce miseramente, da quel momento la guerra tra bizantini e sasanidi riprende occupando tutte le forze dell’impero ad oriente; nel 574 approfittano di questa situazione i Bulgari, che si stabiliscono sotto il Danubio.

578: Leovigildo sconfigge i franchi dopo la battaglia di Poitiers e la presa di Limoges, fissando il confine dei due regni sulla Loira.
Così, dopo dieci anni dalla sua rivolta, Leovigildo si dirige finalmente a Roma e si fa incoronare “re dei goti” da papa Benedetto I, il regno gotico torna indipendente.

580: Durante la stabilizzazione longobarda in Dalmazia i popoli dei Croati e dei Serbi migrano verso la Germania.

583: I longobardi si scontrano con la popolazione degli Avari, che aveva occupato la Pannonia e stava iniziando a mostrare la loro influenza in Europa.

586: Morte di Leovigildo, re dei goti, gli succede Recaredo, che come primo intervento sposta la capitale del regno da Roma a Barcellona, più facilmente difendibile dagli attacchi bizantini che cercavano di recuperare il controllo dell’Urbe.
In questa data comincia la Guerra Civile Gotica, gli ostrogoti in Italia si ribellano in quanto lo spostamento della capitale porta il baricentro del regno ad ovest.

587: Gli ostrogoti, guidati dal nobile Widin, dichiarano l’indipendenza del loro regno, rinchiudono il papa in prigione e attaccano la costa azzurra.

589: Gli ostrogoti assediano Marsiglia, che dopo otto mesi capitola, poi si dirigono verso i Pirenei.

591: Widin attraversa i Pirenei con il suo esercito e sconfigge i visigoti a Girona, alla notizia il re Recaredo fugge verso Toledo, lasciando, però, Barcellona in mano nemica.

594: Widin entra a Barcellona dopo una resistenza di soli pochi giorni, poi invia le sue truppe verso Toledo.

595: Dopo aver circondato completamente la città Widin comincia l’assedio di Toledo e, quando Recaredo cerca di scappare dalla porta secondaria delle mura viene catturato e ucciso dalla cavalleria ostrogota, alla morte del re la città si arrende e si consegna nelle mani di Widin.

596-597: Dopo aver placato le rivolte cittadine sulla costa catalana che volevano l’autonomia del regno visigoto Widin torna in Italia e fa eleggere un nuovo papa: Gregorio I.

598: Widin annuncia la conversione dei goti al cattolicesimo.

600, Notte di Natale: papa Gregorio Magno incorona Widin “Imperatore dei Romani”, rinasce l’Impero Romano d’Occidente.

Det0

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La situazione mondiale nell'anno 600 d.C. (grazie a Det0)

La situazione mondiale nell'anno 600 d.C.

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Se volete fornirmi suggerimenti o commenti, scrivetemi a questo indirizzo.

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Ecco ora la nuova proposta di Pedro Felipe:

Durante le invasioni barbariche, invece dei popoli slavi, sono i Balti e i popoli finnici a migrare. Gli slavi rimangono confinati nella loro zona d'origine, tra le odierne Polonia e Ucraina, dove vengono schiacciati dal rullo compressore unno, o al massimo si rifugiano in qualche zona periferica, come la Crimea o proprio la zona baltica. Nel frattempo i Balti si stanziano nei balcani e i popoli finnici in Polonia e Germania orientale. La Russia, senza Slavi, viene conquistata dai popoli turchi. In seguito, con i Variaghi, la cultura norrena si radicherà più a fondo in Russia, dando vita ad uno strano mix tra turchi e Variaghi. Con le invasioni dei mongoli l'Orda d'Oro conquisterà tutta la Russia. Come cambia la storia dell'Europa con i Balti e i finnici al posto degli Slavi e con una Russia decisamente più orientata verso l' Asia?

E c'è anche una possibile alternativa: le migrazione dei Balti e dei Finni avviene dopo quella degli Slavi, intorno al VII secolo. I nuovi arrivati occupano i territori degli Slavi, che devono cercare un posto dove andare. Gli Slavi del nord si spostano in Germania; di conseguenza i popoli germanici, partendo dalla Francia, divenuta il loro centro, si spostano in Spagna, scacciando gli Arabi, e in Italia. Gli Slavi dei Balcani migrano a sud, invadendo la Grecia, e una parte di loro passerà in Anatolia, dando il colpo di grazia ai bizantini. Le conseguenze sarebbero importantissime: innanzitutto Italia, Francia, Spagna e Portogallo sarebbero completamente germanizzate (così come il Sudamerica successivamente). Inoltre la Jugoslavia nascerebbe in Grecia e in Anatolia e la Russia, abitata da Slavi così come nella nostra Timeline, avrebbe interessi "panslavici" nel Caucaso e nel Medio Oriente. Quali altre conseguenze?.

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Cui risponde Bhrg'hros:

Secondo me c'è un punto critico nel postulato iniziale. L'espansione slava (che è stata, a Ovest del Oder e a Sud dei Carpazi, un'espansione sempre più linguistica e sempre meno antropica man mano che aumentava la distanza dai territorî protoslavi) è avvenuta allorché non c'era ancora distinzione linguistica tra Balti e Slavi (o, più precisamente, tale distinzione non superava quelle interne agli stessi Slavi e addirittura era inferiore a quelle tra i Balti Orientali e Occidentali). A maggior ragione tutto ciò, che è accaduto all'epoca della migrazione degli Avari, sarebbe stato vero in precedenza, prima della migrazione degli Unni; nella proposta c'è infatti un hysteron proteron: gli Slavi si sarebbero espansi prima degli Unni, contrariamente alla Storia reale. Già questo è un punto di divergenza, ma paradossalmente accentua la conseguenza che l'ucronia si risolve - per quanto riguarda la sostituzione dei Balti agli Slavi - in un esito identico alla Storia reale.

Seconda conseguenza: poiché non hanno avuto luogo migrazioni di massa, il vero punto di divergenza consiste appunto in questo - postularle. Qui c'è qualche complicazione in più, perché la Russia, dove non era già slava (e lo era in parte, poiché la Protoslavia non si limitava alle odierne Polonia e Ucraina), era comunque baltica orientale e a Nord-est finnica, per cui la migrazione di massa (ucronica in quanto tale e doppiamente ucronica in quanto sia baltica sia slava sia finnica) diventa ancora più ucronica in quanto lascerebbe dietro di sé così pochi stanziamenti da (mirabilmente) non influenzare i sopravvenuti. Questi ultimi, fra l'altro, sono esattamente quelli che la Storia ha documentato, per cui nel loro caso il tasso di ucronia diminuisce, in quanto si tratta solo di espandere un po' di più l'insediamento altaico (verso Nord-Ovest) e l'area di egemonia dell'Orda d'Oro (fino al Baltico, presumo).

Non ho invece capito perché i Finni si stanziano in Polonia e Germania Orientale: non c'erano rispettivamente Slavi e Germani (questi ultimi in quanto il loro territorio, proprio per ipotesi, non sarebbe stato slavizzato)? Se gli Slavi fossero stati (invero un po' troppo sbrigativamente: quarto punto di divergenza) altaicizzati dagli Unni, in Polonia ci sarebbero comunque stati questi ultimi (altrimenti non è chiaro come possano gli Unni nientemeno che eliminare gli Slavi ma non tangere i Finni).

Comunque sia, con ben quattro punti di divergenza non ci siamo sbloccati dalla Storia reale, perché il ruolo della Russia (e, se vogliamo, anche della Polonia) nell'espansione verso Est non è stato certo dovuto alla loro slavità, per cui anche sostituendole con Nazioni finniche e/o altaiche avremmo le stesse vicende geopolitiche, semplicemente col ciuvascio al posto del russo.

L'alternativa, apparentemente meno ucronica nei suoi iniziî, aumenta in realtà la divergenza dalla Storia nota. L'aspetto più macroscopico è che, a differenza che in quest'ultima, i migranti sorprendentemente sostituiscono gli indigeni (esattamente come sognato dall'agiografia nazionalistica otto-novecentesca). Come minimo ci si attende che ciò avvenga attraverso un cambio di religione (altrimenti i Germani avevano già sperimentato di non riuscire a vincere il confronto con la cultura etno-nazionale romana cattolica loro ostile, su questo piano - intendo politico, non religioso). In Grecia la slavizzazione aveva realmente avuto luogo, ciò che dimostra che occorre davvero qualcosa in più perché si mantenga vincente.

Immagino che "Medio Oriente" sia da intendere all'americana se riferito all'Anatolia (è solo dal punto di vista americano, infatti, che "Vicino Oriente" può essere una denominazione per l'Europa). Anche in questo caso, comunque, mi pare che non ci sarebbe alcuna deviazione dalla Storia che conosciamo, dove le mire geopolitiche su Grecia Continentale e Anatolia si sono basate sul pretesto bizantino e ortodosso anziché su quello panslavo, la quale differenza mi pare paragonabile a uno scenario in cui il Führer del Terzo Reich si chiamasse - per dire - Alarich Schicklgruber anziché Adolf Hitler.

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E ora, un'altra geniale idea di dDuck: la Jugogernania!

Il POD è il seguente: i Goti si stabiliscono nei Balcani e inizia la gotizzazione dei territori a sud del Danubio. Poi arrivano i bulgari e gli avari e diffondono le lingue germaniche. Si avrà una Bulgaria germanica, ortodossa; una Gotia germanica e ortodossa (al posto della Serbia); una Lombardia germanica al posto della Croazia, ma cattolica. In seguito la Slovenia non nascerà mai come nazione. Il Goto-lombardo (serbo-croato) sarà una lingua germanica ma differente dal tedesco più o meno come l'inglese. La Slovenia sarà germanizzata completamente proprio di lingua tedesca. Ora arriviamo al secondo POD. La Russia non avrà interessi nei Balcani e spingerà maggiormente con il suo asiatismo aggressivo. Quindi l'appoggio ai Germani dei Balcani sarà accollato interamente dall'Austria asburgica e non dalla Russia. Come cambierà la storia?

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Gli risponde Bhrghowidhon:

La prima ucronia è in realtà quello che sarebbe stato più probabile che succedesse. "Bulgaria" implica che i residui dell'Orda Unna si siano divisi come nella Storia vera, con una parte sul Basso Danubio; inoltre l'ucronia lascia intatto lo sviluppo della Romanìa, che a sua volta implica l'azione dei Bulgari (storici).

Quanto ai nomi, forse sarebbe meglio chiamare "Gepidi" anziché "Goti" i Germani di Serbia, per il parallelo (se vogliamo tenerne conto) che gli Slavi prebulgari sul Danubio si chiamavano probabilmente "Sloveni" - cioè col nome generale degli Slavi - e di conseguenza in questa ucronia si sarebbero chiamati "Goti" (come infatti si chiamavano per il tempo che sono rimasti in quell'area), mentre "Serbi" è il nome di una tribù più particolare (anche se diffusa in varî punti della Slavia) e quindi è abbastanza omologo a "Gepidi", denominazione dei Goti rimasti sul Basso Danubio. Avremmo perciò Gepidi al posto dei Serbi e Goti poi metonimizzati in Bulgari al posto dei... Bulgari.

Il passaggio di /a/ a /o/ in "Lombardi" è spiegabile solo in ambito cisalpino (per una paretimologia con i longobardi celtici - una classe di poeti), quindi al di fuori di quell'area sarebbero rimasti "Langobardi"; di conseguenza dovremmo aspettarci "gepido-longobardo" (piuttosto che "goto-lombardo") come omologo del serbocroato. Non sono tanto persuaso dell'inevitabilità della tedeschizzazione della Slovenia: potrebbe invece ben essere l'unica regione a continuare a chiamarsi "Gotia" e in luogo della Slavia Meridionale o Jugoslavia avremmo la Germania meridionale articolata in Gotia, Langobàrdia, Gepidìa e Bulgaria.

L'espansionismo asburgico sarebbe interamente all'insegna del pangermanesimo in senso proprio (cioè di Allgermanentum e non di Alldeutschtum); le postulabili Potenze Atlantiche appoggerebbero invece la costituzione di Stati 'nazionali' germanicomeridionali (appunto Gotia, Langobàrdia, Gepidìa e Bulgaria, eventualmente federati in funzione antiasburgica).

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dDuck gli ribatte:

Non saprei se la Russia potrebbe cristianizzarsi in senso orientale. E se la Russia tentasse ugualmente di arrivare al Bosforo, è sempre ortodossia, che siano germanici, greci o latini. Poi i mari caldi sono proprio quelli e il Mediterraneo è l'obbiettivo, della Siberia è scontata l'annessione, ma non è quello l'obbiettivo prioritario.

Una Russia senza la Slavia meridionale non riesco a immaginarla come non riuscirei a capire quale ramo del cristianesimo possano abbracciare. Di sicuro si espandono in Siberia, e di sicuro tenteranno l'accesso al Baltico e al Mar Nero. Credo che la situazione del Balcani non sia molto diversa e che la decadenza ottomana sia la medesima.

Però un caso c'è già, sono le lingue scandinave e fiamminghe, la germanicità delle loro lingue non ne ha fatte facili prede dell'Impero tedesco prima e del nazismo dopo. Come le lingue non germaniche di ungheresi e bulgari non ha impedito loro di allearsi con i tedeschi nelle due guerre mondiali. Quindi mi immaginerei una "Jugogermania" o "Sudgermania" comunque che difende la sua indipendenza.

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E Bhrghowidhon aggiunge:

L'alternativa alla Romanìa neolatina è, in prospettiva germanica, la Gepidia (che quindi vi si colloca meglio che in Serbia, invece piuttosto ostrogotica).

Naturalmente, l'Imperialismo di qualsiasi varietà di Russia sarebbe verso Sud e altrettanto naturalmente riempirebbe al contempo il vuoto di potere in Asia centro-settentrionale. La Slavia Meridionale è comunque secondaria rispetto al resto (Orientale e Occidentale) e l'interposizione di Romeni (naturalmente preesistenti, ma allora i Daci si possono considerare precursori degli Slavi, cui erano molto più vicini anche linguisticamente di quanto si immagini di solito) e Magiari ha aggravato il divario.

La decadenza ottomana potrebbe non essere del tutto scontata; l'alterazione degli equilibrî globali parte da quando la Gran Bretagna si è impadronita del deposito mondiale dell'oro, l'India, e termina quando cessa l'assedio europeo al deposito mondiale dell'argento, la Cina (dopodichè tutto tende a tornare come era sempre stato). Il distacco scandinavo dalla Germania inizia nel primo Ottocento, quello olandese ha radici nel Seicento ma in realtà diventa effettivo solo col Secondo Reich.

L'adesione ungaro-bulgara all'Asse è effetto dela Prima Guerra Mondiale, che a sua volta ha segnato la fine inesorabile della principale interpretazione sette-ottocentesca del Nazionalismo (oggi dimenticata), quella - già di otto secoli prima - delle tre Nazioni europee principali (la quarta era la greca): Latini, Germani e Slavi (osteggiata soprattutto dalla Gran Bretagna). Certamente, in ogni caso, le nazioni germaniche meridionali avrebbero finito per optare per una politica di 'difesa' dalla Germania, a meno che invece la Storia andasse diversamente e portasse in quelle Nazioni il primato culturale (anziché in Germania) tra Otto- e Novecento.

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