Mistery case a Baker Street

di Perchè No?


 

"Possiamo vederlo?"

"Sì, ma … dobbiamo far finta di niente, credo che sotto il suo nuovo aspetto rimanga qualcosa di lui, qualcosa di cosciente e che soffre."

Il dottore Watson, il viso stanco, sembra ferito mentre diceva queste parole. Guida un gruppo assai strano nei corridoi del 221 bis di Baker Street.

"Amico mio, sappiamo quanto é difficile, però dobbiamo vederlo", aggiunse un piccolo uomo ben vestito.

"È qui nel salone, fa … della ginnastica" (lo dice con sorprendente vergogna)

Il gruppo entra nel famoso salone del detective più famoso del mondo, decorato da trofei di diversi casi risolti e di oggetti totalmente eterogenei. Però nella stanza l’atmosfera abituale é sparita, le finestre sono aperte, lasciando entrare l’aria fresca del mattino. Il Gruppo saluta il loro vecchio amico che non sembra più cosi vecchio. Sherlock Holmes infatti sembra più in forma che mai. Finisce presto i suoi movimenti e prende l’asciugamano.

"Hercule! amico mio! Splendido, era da un po' che non ci vedevamo! posso offrirti qualcosa? succo di arancia, di carota? caffé senza caffeina? perdonatemi se non propongo sigarette, ho smesso di fumare, é troppo pericoloso per la salute, lei sai, é un vero veleno per i giovani e ho deciso di dare l’esempio. E con questo ho smesso con i miei vecchi… vizi (la sua faccia esprime la sua vergogna), spero che non riparleremo più di questi errori di gioventù, infatti non ne parlerò nell’autobiografia che sto scrivendo, adesso sono un’uomo nuovo!"

"Infatti, mon cher Holmes… lo vediamo, é sorprendente."

"Ma presentami i tuoi strani amici."

"Ah! scusatemi, dimenticavo. Mon cher Holmes, vi presento alcuni nostri colleghi. Ecco un amico cinese, il giudice Ti Jen Tsie."

Holmes si inchina con qualche saluto buddhista di benvenuto, cosa a cui il Cinese si mostra poco sensibile e dichiara con voce fredda:

"Mi scusi Mr Holmes, non faccio parte di questi buddhisti, sono sempre stato fedele alla dottrina del Maestro Kong, anche se apprezzo lo sforzo da parte di un barbaro di imparare a parlare la mia lingua."

"Non ci faccia caso, signor giudice, il nostro amico non pensava di offendervi. Holmes, vi presento anche il signor Marlowe, il signor « Pepe » Carvalho, ci sono anche il commissario Montalbano e il commissario Maigret."

"Ah! Sono sempre stato un grande amico delle forze dell’ordine, devo dire che ho il più grande rispetto per il vostro lavoro, fatto in cosi dure condizioni e limitato da tutte queste leggi di politici-ladri, non siete d’accordo?"

Il Francese sorride e scosse il capo allorché l’Italiano, guardando altrove, mormora qualcosa di incomprensibile.

"Ma vi prego, sedetevi! Qual é la ragione di questa visita?"

"Eh bien, mon ami … (il piccolo Belga guarda l’orologio) Oh! come sono distratto, ci siamo fermati a Baker Street per fare le presentazioni ma vedo che non abbiamo quasi il tempo, dobbiamo fuggire, dobbiamo … andare sulla scena di una morte strana a Whitechapel e…"

"Ho capito, il dovere non aspetta: Whitechapel, allora il colpevole é probabilmente un operaio ubriaco o un’immigratoe del Medio Oriente, lei sa com’é questa gente. Ah! Ci penso, mio vecchio Hercule, andiamo a cenare insieme venerdì, ho incontrato un’amica simpatica che ha una cugina e..."

"Si, si, vedremo, addio!"

Il Gruppo, abbastanza stupito, esce dal salone; davanti alla porta incontrano un Watson angosciato.

"Mon ami, lei aveva ragione, il suo stato é terribile! Non lo riconosco più."

"Se fosse stato solo per il suo nuovo gusto per il sport, la fine delle sigarette e della cocaina e la nutrizione sana, non direi niente, dopotutto sono medico; ma adesso é diventato cosi conformista... È diventato l’amico di Scotland Yard! Passa il concorso di ispettore! Si appassiona sempre più alle armi (l’ultima volta la duchessa di Warwickhampshire é quasi morta di paura!) E con le donne … si mostra amichevole!"

Iniziano a scendere verso la porta.

"Allora vuole dire che non é più lo Sherlock Holmes che abbiamo conosciuto... che tristezza. Quando é iniziato tutto questo?"

"Nel marzo dell’anno scorso, quando é stato pubblicato questo libro del diavolo! « Sherlock Holmes e la mummia maledetta », è presto diventato un best-seller ripreso dalle mahggiori case editrici degli altri paesi, piace ai giovani vedere uno Sherlock Holmes più giovane e avventuriero. Lei sa che noi, personaggi di letteratura, siamo ciò che il subcosciente popolare fa di noi. Viviamo quanto viviamo nell’immaginazione. Il nuovo Holmes, aiutato da pubblicità e promozioni in TV e su Internet, è entrato nella mente dei giovani acculturati e ha divorato la personalità del nostro Holmes."

"Non si può proprio fare niente?"

Watson è prossimo a una crisi di lacrime:

"Credo sia troppo tardi ormai, Hollywood ha comprato i diritti del libro e sta girando il film, presto il viso di Holmes cambierà per assomigliare a quello di Hugh Grant!"

"Chi ha scritto quel romanzo?"

"Non lo so, firma solo con lo pseudonimo di « Perché No ? »

 

*  *  *

 

Hercule Poirot e i suoi compagni stanno attorno a una grande tavola di un ristorante di fronte al mare nella bella Vigata del commissario Montalbano.

"Mon cher Salvo, questa trattoria, benché popolare, fa una cucina deliziosa. Ma adesso riprendiamo il problema."

"« Perché No ? », non ci sono più dubbi adesso, é lo stesso autore! Così dice il commissario Maigret."

"Arsène Lupin, d’Artagnan, re Artù, fra Guglielmo di Baskerville, il cavaliere Dupin, il capitano Nemo e adesso Sherlock Holmes! Conta, Carvalho. No, non ci sono più dubbi, siamo di fronte a un serial killer di personaggi letterari!"

Marlowe, sorbendo il caffé, riprende:

"Non ci siamo resi conto del problema immediatamente: una delle prime vittime, d’Artagnan cambia talmente spesso di faccia, con tutti i film fatti, che non ci é sembrato strano, anche se la sua personalità é diventata veramente sgradevole: annegare il cardinale di Richelieu per fargli dire dov’é milady di Winter non é certo degno di lui!"

"Ma adesso non può più essere una coincidenza: stesso autore, stesso stile breve e poco intelligente che piace tanto al pubblico, stessa abitudine di umiliare i suoi personaggi, sembra odiare i suoi eroi", aggiunge Maigret facendo passare il cognac attorno a lui.

"Oh Madunuzza! Se continua così, finirò come un vegetariano scassaminchia!" si lamenta Montalbano.

"Abbiamo avuto ragione di riunirci... riprenderei un po' di questo cognac... la situazione é grave, il ritmo delle pubblicazioni aumenta, come tutti i serial killer ha sempre più bisogno di farci del male. Non si può tollerare questa insubordinazione, dobbiamo reagire!" esclama il giudice Ti.

Hercule Poirot accende una nuova sigaretta e riprende la parola:

"Il problema è identificarlo tra i numerosi piccoli autori di successo delle case edittrici: abbiamo gia verificato cosa facevano J.K. Rawling e Dan Brown, non sono loro i colpevoli. È più grave secondo me: cosa possiamo fare contro un autore umano, dato che non viviamo nel suo stesso mondo?"

"Allora siamo perduti!" conclude il commissario Maigret. "Devo rivelarvi che la TV annuncia un nuovo libro, di cui io sono l’eroe."

Un silenzio di piombo cade allora sulla riunione.

"Faremo di tutto per salvarvi, mon ami, ve lo giuro o non mi chiamo piu Hercule Poirot. Infatti non vorrei darvi speranze ma ho notato qualcosa. Vi ricordate la mia avventura sui crimini dell’assassino ABC? ABC aveva nascosto la sua vera vittima, un ricco lord, tra altre vittime scelte a caso. Vedo che avete gia capito."

"Chi sarebbe allora la vittima principale? Perché essere cosi crudele con le vittime « secondarie »? Possiamo testimoniare che sono state tutte umiliate e hanno avuto la loro personalità distrutta, il bastardo é sempre riuscito a vendere i suoi diritti sui libri alle peggiori compagnie americane di Hollywood! Per essere sicuro che saranno massacrati senza rimorsi."

Il giudice Ti, che è rimasto silenzioso per un po', benché rigido e poco espressivo sembra illuminato da un’idea.

"Fratelli nati prima di me, dobbiamo ricordarci quanto il povero signor Holmes é stato cambiato dall’autore. Non assomiglia quasi più a niente, l’insieme della sua personalità é stata distrutta! Negli altri casi é stato cambiato un aspetto simbolico delle vittime, rimangono in gran parte loro stessi. Ma nel caso Holmes dobbiamo notare una particolare furia che significa un odio profondo, che ha fatto di lui questo avventuriero superficiale e conformista, degno della produzione dei barbari occidentali (senza offesa)."

"Si, è un dettaglio che mi stuzzica", borbotta Montalbano, "Nel libro su Holmes c’é anche John Watson, benché personaggio secondario é presente, e anche lui é stato cambiato in una sorte di imbecille innamorato. Allora vi chiedo: perché non é cambiato?"

Tutti si guardano negli occhi in silenzio. Poirot conclude:

"Torniamo a Baker Street.

 

*  *  *

 

Dopo aver attraversato lo smog dell’idea di Londra, popolata da mostri e da vittoriani conformisti fino alla caricatura, arrivano infine davanti al 221 bis di Baker Street. Appena entrati sono accolti dal suono di una chitarra e da un Watson abbanstanza isterico.

"Ha venduto il suo Stradivari! E si é comprato questa, dice che dobbiamo essere moderni. Ma questo non migliora le sue capacità musicali. Ha anche messo alla porta la nostra vecchia signora Hudson e al suo posto ha assunto una Svedese di 17 anni chiamata Ulla!"

"Lei ha tutta la nostra simpatia."

Poirot apre la processione, seguita da Ti, Maigret, Montalbano, Carvalho e Marlowe; si chiudono nel salone. Holmes é sparito, il suono della chitarra proviene della sua camera. Con la sua autorità grave Ti si siede al posto del proprietario e Poirot sul divano, il dottor Watson aspetta con ansia.

"Avete trovato qualcosa di nuovo?"

"Infatti siamo qui per chiedervi alcuni piccoli dettagli."

"Io sono, dopo tutto, solo il personaggio secondario, non posso sapere un granché."

"E lo soddisfa?

"Cosa vuole dire?

"Voglio dire, non ha mai sperato inqualcosa di più? Un ruolo più attivo ? Non so, diciamo salvando Holmes e risolvendo l’affare al suo posto. Il vostro quarto d'ora di gloria, insomma. Forse Holmes si rende perfino conto che lei é rimasto sempre accanto a lui, fedele e disperatamente…"

"Ma cosa dice, Poirot ! Lei esagera! Come osate? Non vi permetto... Sono sempre stato il personaggio secondario, sono stato fatto per questo, devo essere in parte all’esterno dell’azione, sono il narratore e quasi la voce dell’autore!"

"Precisamente."

Watson rimane silenzioso, stupito. Il silenzio si fa pesante. La chitarra nella camera non suona più, ma si sente che la giovane svedese si é messa al lavoro. Nel piccolo salone nessuno prende l’iniziativa. Ti e Poirot rimangono immobili. Maigret fuma accanto al fuoco mentre Montalbano si mette dietro il buon dottore. Discretamente Carvalho e Marlowe si sono messi preso la porta. Finalmente Watson ritrova la sua capacità di parlare.

"Cosa intende dire?"

Il giudice Ti prende la parola con la sua voce terribile che l’ha fatta temere in tutto l’Impero di Mezzo:

"Accusato Watson! Non puoi più nasconderti! Come hai potuto sperare che non riconoscessimo le tue povere bugie? Non sei cambiato! L’hai detto tu stesso, sei rimasto il vecchio John Watson, personaggio secondario fedele e inutile. Nel libro del crimine il misterioso “Perché No ?”  ti dipinge come un personaggio più attivo, come un inventore steampunk, senza parlare dei tuoi vizi contro natura! Confessa!"

"Non so come spiegare questo fatto, ma non sono colpevole, forse sono troppo poco importante per cambiare nella mente della gente?"

"Credo che sia più complesso di questo, mon ami. E credo che lei ci abbia fornito la soluzione quando ha parlato con rabbia. Lei é sempre stato nelle avventure di Sherlock Holmes la voce dell’autore. Se non é cambiato è semplicemente perché lei non é John Watson! Mi sbaglio, Sir Arthur Conan Doyle?"

 

*  *  *

 

Doyle si alza e prova a forzare l’accesso alla porta dove Marlowe gli sferra il suo famoso pugno in faccia, quando crolla Marlowe e Carvalho lo immobilizzano. L’autore é rialzato, messo sul divano e tenuto a bada dall’arma del commissario Maigret.

Poirot lo fissa con grande delusione, e Maigret chiede:

"Ma come é possibile, Arthur Conan Doyle é morto decine di anni fa, ricco e rispettato per l’invenzione di Sherlock Holmes! Non capisco."

"Io invece credo di capire, picciotti", si fa avanti Montalbano. L’avete detto voi, Poirot: la voce dell’autore. Non c’é mai stato un John Watson, questo personaggio é sempre stato l’autore mascherato."

"Ben detto, mon cher. Gia alla sua epoca molti credevano che l’autore si era dato un’altro nome per raccontare storie vere. Le storie erano false, ma con il successo é nato un Conan Doyle parallelo a quello vivo. Ha la personalità di Conan Doyle, ha i suoi ricordi e ha i suoi sentimenti!"

"Cosa vuole dire ?

"Sir Arthur Conan Doyle ha sempre odiato Sherlock Holmes: scriveva le sue inchieste solo per vivere, i suoi altri libri sono sempre stati disprezzati dal pubblico. La gente voleva solo Sherlock Holmes, che era per l’autore il personaggio di romanzi di poco rilievo; lui voleva scrivere grandi romanzi storici, opere immortali, saggi di spiritismo, ed eccolo invece ridotto a questo ruolo. Peggio! La gente crede Holmes così vero, che Conan Doyle non é neanche riconosciuto come un autore capace. La sua creatura é sfuggita al suo controllo. È sufficiente per volere per lui una sorte peggiore della morte."

"Mi ricordo che il vero Conan Doyle ha effettivamente provato ad uccidere la sua creatura con questa storia della cadutae di Reichenbach, il pubblico l’ha obbligato a farlo tornare dai morti. Ha dunque provato di nuovo?"

"Non totalmente. Non é il vero Doyle, questo personaggio di Doyle é sopravissuto alla persona fisica nella doppia personalità di John Watson: si é anche incarnato in alcuni libri integrando l’autore nell’universo della sua opera", conclude Ti.

"Esattamente. Niente da dichiarare, dottor Doyle?"

"No, dannato ficcanaso. Lei non sa cosa ho sopportato, ho dovuto vivere nell’ombra di questa mia invenzione, un personaggio implacabile, perfetto e sprezzante. Con Internet non c’é più bisogno di presentarsi davanti alla case editrice, non hanno mai saputo chi ero e adesso ho riscritto il mio personaggio come lo volevo e sono diventato ricchissimo!"

"Portatelo via."

 

*  *  *

 

Fuori dal numero 221 bis lo smog è sempre denso. Doyle/Watson rimane sotto la guardia di Carvalho e Marlowe. Il giudice Ti è rimasto a parlare con Holmes, provando a rieducarlo. Montalbano è andato più lontano cercando un veicolo. Poirot aspetta quando Maigret prende la parola:

"C’é qualcosa che non funziona in quest’affare."

"Cosa?"

"Doyle é uno dei nostri, anche se all'inizio era umano. Allora, come é riuscito a interagire con il mondo vero?"

"Mi sembra che abbia parlato di Internet, un’invenzione davvero interessante."

"Sì, ma con questa Internet si dice che tutto é possibile e non lo si verifica mai. Personalmente non ci credo. Che Doyle odia Holmes e che crede di aver fatto tutto questo, lo ammetto, ma non poteva farlo."

"Ah!" esclama Poirot con un aria di soddisfazione. "E dunque?"

"Dunqu,e se non é lui, posso solo immaginare che questo « Perché No ? » abbia usato un’altro personaggio per mettersi al sicuro della nostra inchiesta, ed é sempre in libertà.

"Non esattamente, ci ho pensato anch'io, e infatti credo che tutto sia colpa sua, i libri assassini, Doyle… e la nostra riunione stessa. Penso che tutta questa mascherata é stata ideata da lui per il suo piacere.

"Siamo stati usati anche noi?"

"Sì. Però considera che siamo personaggi letterari, facciamo ciò che la gente scrive, rimaniamo vivi quanto la gente ci legge. A me é piaciuto questo affare, rappresenta un po’ di novità nelle nostre grigie trame."

"Ma cosa possiamo fare?"

"Niente. Dopo tutto questa riunione non é stata sgradevole, mon ami, no?"

FINE

 

Perchè No?


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