di Falecius
Cristoforo Colombo aveva un bel girare le corti europee con la sua Grande Idea; nessuno gli dava retta. Dopo la caduta di Costantinopoli, i dotti greci avevano portato con sé i testi che dimostravano quali fossero le reali dimensioni della Terra, calcolate da Eratostene, diffondendole tra i geografi occidentali e screditando completamente Toscanelli, il cartografo italiano che aveva indicato la teorica via occidentale alle indie.
Isabella di Spagna aveva altro a cui pensare: caduta Granada, il suo regno era coinvolto nella complicata situazione della successione di Borgogna, dato che sua figlia, l'infanta Giovanna, era promessa al principe Filippo, figlio di Margherita di Borgogna e dell'arciduca Massimiliano d'Austria. Inoltre la morte di Lorenzo de' Medici apriva interessanti sbocchi nella situazione italiana, e suo marito il re d'Aragona intendeva approfittarne. Così come Carlo VIII, il giovane, romantico re di Francia. Alla fine, Colombo accetta di comandare una nave diretta alle Canarie; nel 1496, viene ucciso nella battaglia di Realejos dai Guanci del capo Acentejo, l'ultima vittoria dei Guanci sugli spagnoli. La dura sconfitta induce i castigliani a moltiplicare gli sforzi per domare tenerife. Nel frattempo però Carlo VIII ha invaso l'Italia, Massimiliano è diventato imperatore e tutta la situazione europea è in subbuglio. Varie esplorazioni nell'atlantico condotte di fratelli Caboto sono bloccate dal boicottaggio bretone, e quando Amerigo Vespucci ripropone la Grande Idea a Madrid, i pescatori baschi si uniscono ai geografi di corte per opporglisi, e non se ne fa nulla. Nel frattempo le Spagne sono impegnate militarmente nel Napoletano e hanno ben poco tempo o denaro per sciocchezze atlantiche.
I Portoghesi invece navigano allegramente: verso sud e poi verso est, destinazione India. Dopo il ritorno di Vasco de Gama, nessuno, a parte Vespucci, pensa sul serio a rischiare l'Atlantico, a parte i pescatori nei Banchi di Terranova, interessati più che altro a scoraggiare esplorazioni nell'area di loro monopolio.
All'improvviso, la rotta del Capo inizia a togliere a Venezia, Genova e Alessandria il loro ruolo nel commercio delle spezie: adesso il pepe si compra a Lisbona. Gli Hidalgos castgliani iniziano ad infestare l'Italia meridionale, mostrandosi esosi e rapaci; ma i tentativi francesi di espellerli terminano nel 1501 con una dura sconfitta.
Il viaggiatore portoghese Cabral approda in una terra sconosciuta nell'Atlantico nel 1500; ne deduce cha la mitica isola di Antilia sia molto più a sud di quanto ritenuto, riferisce che non vi si trova nulla di interessante, e riparte per caricare pepe a Kalikut.
I Portoghesi iniziano a giocare duro per controllare le rotte: prima affondano i vascelli musulmani, poi iniziano a costruire fortini, infine ad occupare le città swahili concorrenti e i piccoli sultanati costieri indiani; nel 1511 annientano l'impero di Melaka, distruggono la città e si impegolano in una lunga guerra con i sultani di Aceh e Johor.
Nel 1519, alla morte di Massimiliano d'Austria, Francesco I di Francia si fa eleggere imperatore. Il suo potere sulla Germania è limitato dalla potenza del re delle Spagne, l'Asburgo Carlo I, col quale vi è rivalità in Italia, e dall'esplosione della "protesta" luterana guidata dal Langravio Filippo d'Assa, dal Duca di Cleves e dall'Elettore di Sassonia.
Fino alla sua vittoria a Pavia, nel 1525, gli Asburgo rappresenteranno un problema; ma l'appoggio del Papa, anche in conseguenza dell'atteggiamento moderatamente filo-luterano di Carlo, e di Enrico VIII, re d'Inghilterra, che si è inimicato il re spagnolo divorziando da sua sorella Caterina, gli permetteranno, con la vittoria di Magdeburgo nel 1527 e la presa di Wittenberg, di eliminare i centri principali della nuova eresia e di incorporare i possedimenti dei principali principi luterani nelle terre reali.
Nel 1528 prosegue l'offensiva sconfiggendo l'arciduca Ferdinando e riuscendo a farsi incoronare re di Boemia; le altre terre austriache vengono assegnate al duca di Baviera, che ottiene con la nuova Bolla Aurea il titolo di elettore, mentre la Borgogna ed i Paesi Bassi sono annessi alla Francia. Nel 1529, Solimano, sultano di Anatolia e Rumelia, annienta a Bratislava gli eserciti di Ferdinando; l'intera Ungheria passa agli Ottomani, fino al fiume Leitha. Nonostante gli appelli di papa Clemente VII, Francesco non si sente in grado di lanciare una crociata sul Danubio. Sostiene tuttavia il Pontefice nella guerra contro la repubblica fiorentina, e nel 1530, come imperatore, fa dono della Toscana a Roma; l'Italia è effettivamente divisa in tre parti: le terre dei Valois, che includono Piemonte, Lombardia, Napoli e Sicilia, lo Stato della Chiesa nella regione centrale, e le repubbliche di Genova, Venezia e Lucca.
In America, nel 1523 Motecuhzoma II Xocoyotzin sconfigge definitivamente i Tlaxcaltechi e conquista la città; due anni dopo, però, la sua spedizione contro i taraskaù è duramente sconfitta e i taraska, alleati con gli huaxtechi del nord, arrivano a minacciare Texcoco, una delle tre capitali dell'alleanza azteca.
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La capitale azteca Tenochtitlàn in un grande murale di Diego de Rivera
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I Sapa Inka Huayna Capac, intanto, proseguendo le sue campagne verso sud, incontra il forte e bellicoso popolo dei Mapuche, e li sconfigge ripetutamente; introducendo una innovazione dei recentemente sottomessi Chimù del nord, diffonde nel suo impero la moneta metallica, garantita dal tempio delle vergini di Cuzco. Alla sua morte, nel 1536, tutto il territorio Mapuche fa parte dell'impero Quechua, così come il paese dei Chachapoya ad est; le esplorazioni lungo il corso dell'Ucuyali e del Guaporé portano al contatto con numerosi popoli agricoli, assai diversi tra loro ma sostanzialmente affini ai chachapoya benchè più arretrati. Lungo il Guaporé si incontrano alcune cittadelle, con cui sono stabiliti rapporti commerciali. Negli ultimi anni del suo regno, ci sono scontri con l'alleanza chibcha del nord, guidata da Bogotà.
Mentre Francesco consolida il suo potere sull'Europa Centrale, Carlo è impegnato nel Mediterraneo contro i Turchi di Khayruddin Barbarossa, kapudan bey di Algeri; nel 1534 il sultano hafside di Tunisi e Tripoli gli si sottomette, ma la Spagna e quel che gli resta delle Fiandre (dove del resto si sta diffondendo l'eresia) sono una base di potere troppo debole rispetto alla combinazione Francia + Germania + Milano + Napoli controllata da Francesco, specialmente dopo la fine dell'alleanza inglese a causa del divorzio tra Enrico VIII Tudor e Caterina d'Aragona, sorella di Carlo, che viene riconosciuto dal Pontefice anche su pressione di Francesco (fa parte dell'accordo per la cessione della Toscana allo stato ecclesiastico) .
La casa dei Medici si insedia potentemente al cuore della Chiesa, col sostegno dell'Imperatore. Attorno al 1540 John Knox inizia con successo a diffondere il calvinismo in Scozia. Francesco ed Enrico decidono di lanciare una crociata anti-calvinista, l'Imperatore contro la Svizzera, il re inglese contro la Scozia.
Alla morte di Huayna Capac, di ritorno da una razzia schiavistica a Tahiti, gli succede il figlio Huascar; l'altro figlio Atahualpa è vicerè del nord.
Motecuhzoma conquista lo Zapatlan ed il Cholullan: tuttavia, l'egemonia della lega Taraska nel nord si fa sempre più minacciosa. I regni Maya (in particolare Chichen Itzà) entrano in contatto commerciale con i Mexica tramite Guatemala; i barbari Chichimechi apprendono dai Taraska l'uso del ferro e a loro volta lo trasmettono ai Papago del Nord, aglu Huaxtechi dell'Est e tranite questi agli Hohokam e ai Comanche. Per la fine del secolo la metallurgia del ferro arriva fino ai Moundbuilders del Mississippi attraverso una sempre più battuta rotta commerciale.
Nel 1558 le prime tribù Hohokam, spinte dagli Apache, attraversano il Mojave e si stabiliscono nella zona di Pasadena, introducendovi il mais domestico. I cacciatori-raccogli tori locali iniziano ad integrare la propria economia con quella delle tribù agricole.
L'intervento inglese pone fine alla guerra civile danese, con la vittoria del partito cattolico e la concessione di uno statuto alla Norvegia. Tuttavia, la Svezia riesce ad ottenere lo Halland, lo Jamtland-Harjedalen , le isole di Oland e Gotland e l'Estonia, e si afferma come protettrice del luteranesimo negli stati baltici.
Alla morte di Francesco, suo figlio Enrico riesce a farsi eleggere imperatore,
dal momento che controlla i voti ecclesiastici e quelli di Boemia, Sassonia e
Baviera. Il tentativo di Ivan di moscovia di prendere parte alla spartizione dei
territori teutonici è respinto dai polacchi; riesce invece la sua conquista di
Astrakhan.
Tira e molla tra Asburgo e Ottomani per Tunisi e Tripoli. Dragut Bey strappa
infine la Tripolitania agli Spagnoli nel 1550.
Carlo muore nel 1558, lasciando il regno al figlio Filippo e il ducato di Olanda e Frisia al fratello Ferdinando, che si trova presto ad affrontare un rivolta calvinista spalleggiata dalla Svezia; in cerca di alleati, fa sposare a suo figlio Maria, figlia di Enrico e Caterina, erede presuntiva al trono inglese, ed incline a portare di nuovo il regno su un linea filo-asburgica, ma pur sempre cattolica.
Filippo bandisce invece una crociata nell'Africa del Nord; le cose gli vanno piuttosto male, nonostante l'alleanza, molto difficile, col Portogallo; inoltre la sua decisione di portare la capitale da Saragozza a Madrid crea il malcontento dei catalani, spina dorsale della flotta, ed indebolisce i legami con Sardegna e Sicilia.
Nel 1565, Malta, senza il soccorso della flotta Napoletana, cade agli ottomani; Dragut inizia a pianificare l'invasione della Sicilia, mentre l'Impero franco-tedesco e l'Olanda sono sconvolti da una nuova ondata di ribellioni protestanti. In Inghilterra, guerra civile tra l'olandese Rodolfo, cattolico marito della defunta Maria, ed Elisabetta Tudor, sua sorellastra, sostenuti rispettivamente da Spagna e Francia; tuttavia, impegnata nella difesa della Sicilia e nella sua guerra contro il Marocco e gli Ottomani, la Spagna non ha i mezzi per intervenire nell'arcipelago, mentre i Francesi invadono l'Olanda togliendo a Rodolfo la base del suo potere. Elisabetta è incoronata e gli Asburgo perdono i Paesi Bassi, dove però divampa l'incendio della sollevazione calvinista. Nel 1573, alla morte del re di Francia Francesco II, il re polacco Enrico di Valois arriva con un esercito a Praga, assume le corone boema ed imperiale, e procede poi per Parigi.
Nel 1578 Filippo organizza e riunisce a Tarifa l'Invincible Armada: il più grande, meglio armato ed addestrato esercito della Cristianità, destinato ad invadere l'Africa del Nord, attraversando lo Stretto di Gibilterra su chiatte. I cannoni marocchini ed ottomani faranno a pezzi questa poderosa forza da sbarco ad al-Qasr al-Kabir: Filippo stesso morirà nel combattimento, assieme al suo alleato, il re del Portogallo. Inizia una guerra civile tra Sebastiano, re di Portogallo, e Filippo d'Asburgo, il legittimo erede; nel 1581, gli Ottomani ne approfitteranno per conquistare la Sicilia e assoggettare definitivamente il Marocco; Enrico di Valois arraffa il Rossiglione e la Sardegna. Nel 1582, si arriva alla pace; Filippo rimane re di Castiglia ed Aragona, ma deve cedere la Galizia, e la Navarra ottiene l'indipendenza sotto Enrico di Borbone, che, calvinista, accoglierà il cattolicesimo con la celebre frase "Pamplona val bene una messa".
Enrico nel frattempo viene a capo del suo rivale al trono polacco, Sigismondo
Bathory, lasciandogli la Lituania; Impegnato a sbarazzasi degli elettori
protestanti di Sassonia, Brandenburgo e Palatinato, lo lascia a logorarsi in una
fallimentare crociata contro la Crimea, che ha riassoggettato Mosca a tributo (
OTL, nel 1573 i Russi inflissero una pesante sconfitta ai Tatari; qui la vitalità
della rotta carovaniera eurasiatica permette alla Crimea di armare un esercito
più grande e la potenza moscovita non decolla). L'ostilità tra russi ortodossi
e lituani cattolici è tale che Sigismondo non riesce a convincere Ivan a fare
causa comune; un intervento ottomano porta alla conquista di gran parte
dell'Ucraina e alla liberazione di Astrakhan, benchè Kazan resta in mani russe.
Ivan si convince a puntare verso il baltico, in uno scontro con Svezia e
Lituania che durerà decenni.
la posizione portoghese nel commercio con le indie subisce un duro colpo con la
sconfitta a Talikota del loro maggior partner locale, Vijayanagar; questo va a
vantaggio di Elisabetta, che sguinzaglia nell'Oceano Indiano il suo Capitano
Francis Drake, e nel frattempo fa del suo regno un rifugio per i protestanti
europei (senza però convertirsi lei stessa). Inoltre, Kongo si ribella alla
presenza portoghese, invasiva e schiavistica; Il regno di Sebastiano sarà
ricordato come un epoca di declino, nonostante la conquista della Galizia e il
fatto che Lisbona resti il principale mercato europeo di spezie, seguita da
Venezia Genova e Plymouth, quest'ultima in rapida ascesa.
La partnership commerciale turco-veneta resta essenzialmente invariata, per il timore turco che un'azione contro Venezia porti all'intervento dell'Impero Franco-germanico dei Valois. Anche Filippo è in difficoltà: il timore di un'invasione turca dell'Andalusia da un lato e della secessione dell'Aragona dall'altro è più che fondato. I portoghesi visitano più volte Antilia, ma non vi stabiliscono basi permanenti e si limitano a brevi razzie schiavistiche. In Europa si consolida la contrapposizione tra un grande impero cattolico Valois dai Pirenei alla Vistola, e dalla Schlei alla Calabria, e l'impero mediterraneo ottomano esteso dal Tigri al Sous e da Kiev ad Aden. Spagne, Portogallo, Lituania Svezia ed Inghilterra lottano per il ruolo di terza forza, assieme ad una Moscovia ed una Danimarca emarginate. Entrambi i grandi imperi sono miancciati da crisi finanziarie e rivolte interne di natura localista o religiosa; cerniera tra i due, Venezia prospera.
Alla morte di Motecuhzoma, i taraskan lanciano un offensiva conto lo stato ormai scricchiolante: texcoco e tenochtitlan cadono, i loro sovrani diventano tributari di Keretaro, il cholollan e il tlaxcallan seguono ben presto, mentre le aree costiere creano una lega huaxteca indipendente Il nuovo tlatoani azteco Nezuhalcoatl fugge a Tehuatepec, dove combatte per mantenere il dominio dello Zapatlan e di Xokonusko. Tramite gli Huaxtechi, l'uso del ferro arriva in Yucatan, provocando una rapida espansione dei neo-Maya di Chichen Itzà. I taraskan sconfiggono ed assoggettano i Chichimechi, gli Yopi e gli Zacatechi nel corso delle "guerre barbare" portando i confini del proprio impero al lago Aztlan.
Oltre questi, la lega Papago, di cultura pueblo, inizia ad integrarsi nella rete commerciale messicana, connettendola a quella Hohokam -Hopi -Apache - Comanche - Zuni - Moundbuilders - Natchez - Appalachee - Cherokee. Fondazione della Lega Irochese e serie di vittorie che portano alla creazione di un impero commerciale: i nobili taraska e Maya iniziano ad acquistare costosissime pelli di castori canadesi procurate dagli algonchini agli irochesi, rivendute ai moundbuilders e da questi ai Comanche e agli huaxtechi. prime città in stile messicano nella valle del Mississippi, le piume di Quetzal diventano un ricercato oggetto di lusso tra gli Hohokam. tramite i papago, la California inizia ad integrarsi nella rete commerciale.
A xoconusko arrivano navi provenienti da una sconosciuta terra a sud. Si tratta delle avanguardie della spedizione esplorativa di Atahuallpa; sconfitto e cacciato da Quito dal fratello, geloso della sua grande vittoria e conquista di Bogotà, il principe inka cerca una nuova terra in cui stabilirsi con i suoi seguaci, le sue patate ed i suoi lama. Tre anni dopo, arriverà in forze e con le armi di bronzo e i lama sconfiggerà gli ultimi Aztechi, i Guatemaltechi, i Mixtechi e gli Zapotechi; Solo Copan, l'avamposto Maya, potrà fermarlo grazie alle armi di ferro; sotto suo figlio, ad Oaxaca capitale del nuovo regno di Kechumala, si svilupperà una sintesi di cultura andina e messicana; grazie alla patata e al lama, la popolazione conoscerà un rapido incremento. il ferro si diffonde a kechumala. Scontri con i taraskan si rivelano inconcludenti. Il disgusto dell'elite inka per i frequenti sacrifici umani, specialmente pretaicati dai Neomaya (i taraskan saranno in questo assai meno sanguinari degli aztechi), li porta a bandire queste prediche in tutto il Guatemala e lo zapatlan, le terre centrali del loro stato. Dai messicani, acquisiranno la scrittura (in lingua maya e nahuatl: il quechua resterà la lingua parlata a corte, ma sempre meno e non verrà scritta; ed il quipu diventerà un simbolo sacro) e la ruota: che grazie ai lama, smette di essere solo un giocattolo: ad Oaxaca si vedranno nel 1625 i primi carri trainati da una coppia di lama.
I contatti tra Kechumala ed il Perù restano ridotti: i tentativi di ritornarvi in forze portano alla conquista del paese di Nicaragua e allo scontro con la bellicosa tribù dei Kuna; un piccolo commercio è mediato dai Chibcha della Lega di medellin, una vecchia alleata di Atauhallpa che resiste all'imperialismo Inka. Grande espansione della civiltà Guajira ad est del territorio Chibcha.
Oggetti di ferro tra gli hohokam, i Camaguey ( che li ricevono dai loro partner comemrciali, i cozumeliani), i kechumaltechi, gli huaxtechi, gli appalachee i cherokee, i comanche, gli arapaho meridionali, i Papago, Pima, hopi, zuni, ed Ute meridionali. Nel taraskatlan e nel paese maya si diffonde anche il bronzo, portato dai quechua. I chichimechi mettono a punto la tecnica del lama montato, presto imitati dai cohauiltechi e dagli apache. In questo modo, fanno sanguinare i loro dominatori taraskan, che dispongono solo di pochi carri da guerra.
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Tempo dopo, lo stesso Falecius ha aggiunto alcune postille al suo lavoro:
Ho riletto il progetto pubblicato qui sopra, e mi accorgo che, senza il commercio atlantico, difficilmente la Riforma potrà diffondersi nel Nord Europa; inoltre, ho parlato della resistenza maya a Copan, sito che all'epoca era abbandonato da secoli. È più probabile che il Messico sia unificato dalla lega purupecha (quella che nell'ucronia chiamo, con una parola straniera, taraska) con una massima estensione verso la metà del Seicento, che vada dall'Honduras centrale attraverso tutto il Salvador, il Guatemala e il Belize, fino al Messico centrosettentrionale, più o meno all'altezza di Guadalajara, che potrebbe diventare il centro della rete commerciale che connette l'impero purupecha al Nordamerica (moundbuilders, algonkini, irochesi, sioux, comanche, cherokee, hohokam, appalachee, shawnee, cheyenne, e altri gruppi; probabile un'espansione delle culture agricole hohokam verso la California alla fine del Cinquecento, con nascita di regni locali di grandi dimensioni nel secolo seguente; impero californiano esteso nel Sonora e in Arizona entro il 1750, potrebbe dare seri problemi agli europei, disponendo di una tecnologia del ferro appresa dai Purupecha).
Intanto il Vecchio mondo accentua i suoi legami interni, e l'Europa facilmente attraversa una fase di dominio imperiale Valois di oltre un secolo che ne di fatto ne rallenta lo sviluppo, ma che, a causa della pace, provoca un'esplosione demografica; difficile capire dove possa sfogarsi, se non contro un impero ottomano comunque più forte che nella nostra linea, o in una concentrazione sull'agricoltura con effetti parzialmente "cinesi". Senza arrivare a dire Valois = Ming, una concentrazione sull'agricoltura mi sembra una opzione possibile per i paesi Valois (quindi, escluse Scandinavia, isole britanniche e penisola iberica, e forse anche le Fiandre, in qualche misura; queste zone conservano una vocazione mercantile e gestiscono perlopiù le relazioni con l'Asia, assieme a Venezia; tenderanno a lungo termine a diventare filo-ottomane, tranne la Spagna che con la Porta sarebbe in concorrenza).
Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.
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Anche Ded17 ha voluto proporre una sua idea geniale:
Dopo due mesi di navigazione, il morale nelle navi di Cristoforo Colombo era molto basso e per risollevarlo Colombo, nei pressi del Mar dei Sargassi, fece virare bruscamente la flotta verso rotta Sud-Ovest causa degli uccelli che volavano in quella direzione. E' così che alle due di notte del venerdì 12 ottobre 1492 il marinaio Rodrigo de Triana avvistò la terra, che poi verrà chiamata San Salvador, per la prima volta.
E sei quegli uccelli non passavano di li in quel momento? O Colombo fosse stato da un altra parte e non li avrebbe visti? O ancora l' ammutinamento avvenuto dopo la sua brusca decisione non finisce con un accordo tra Colombo e i marinai e la flotta torna sui suoi passi?
Ebbene, Colombo non sbarcherà mai su un isola (o forse forse alle Bahamas ma sempre vicino alla regione) ma su una terra fiorita che probabilmente chiamerà Florida. Come cambia la storia americana? Il territorio culturalmente legato alla Spagna dominerà ancora oggi su parte del Sud degli Stati Uniti?
Se si come si svolgerà la guerra se i CSA saranno uniti anche culturalmente oltre che nello stile di vita?
Ucronia che merita di essere approfondita. Ve ne, prego, ditemi cosa ne pensate!
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Subito William Riker lo accontenta:
Gli spagnoli giungono in Florida e da lì esplorano gli Stati Uniti fino alle Montagne Rocciose; probabile collasso demografico dei nativi americani a causa delle epidemie portate dai navigatori (il genocidio pianificato è solo Leyenda Negra). Per sostituirli nelle immense piantagioni del Sud arrivano schiavi neri.
Fondato il Vicereame della Nuova Spagna, corrispondente ai nostri USA, capitale Tampa in Florida che diventa una megalopoli. Da lì Cortès si sposta nel Messico ed abbatte l'impero azteco come nella HL. Il trattato di Tordesillas assegna i territori di qua dalla Rraya al Portogallo (già scoperto prima del 1492 da Enrico il Navigatore, ma la scoperta era stata tenuta segreta), quelli di là alla Spagna. Nella corsa si inseriscono la Francia, che conquista il Venezuela, e l'Inghilterra, che occupa i nostri Panama, Colombia ed Ecuador. L'Impero di Tawantinsuyu (impropriamente noto come Impero Inca) sopravvive, grazie agli scambi con gli inglesi si occidentalizza con l'introduzione di metalli, ruota e polvere da sparo e subisce una lenta evoluzione simile a quella dell'impero Moghul, conoscendo l'apogeo nel seicento. Il Portogallo perde il Brasile a favore dell'Olanda ma poi lo ricupera; l'Olanda conquista invece il Canada. Francis Drake è il primo uomo a circumnavigare il globo terracqueo.
Il nostro Venezuela passa agli inglesi dopo la Guerra dei Sette Anni. Situazione nella seconda metà del '700: Alaska russa, Canada olandese, capitale Nieeuw Amsterdam (la nostra Québec); Stati Uniti /Nuova Spagna con la nuova capitale Buenos Aires (che sorge nella nostra baia di Manhattan), e Messico più Guatemala, Honduras, Nicaragua ed El Salvador alla Spagna; Panama, Colombia, Argentina e Cile con nomi diversi all'Inghilterra; Brasile al Portogallo. L'inarrestabile decadenza dell'Impero di Tawantinsuyu porta il Regno Unito ad impossessarsene così come dell'India, Vittoria è incoronata imperatrice delle Indie Occidentali e Orientali.
Argentina e Cile si ribellano però sotto George Washington e danno vita agli Stati Uniti d'America con capitale Philadelphia (la nostra Buenos Aires), poi Washington (la nostra Montevideo). La Nuova Spagna (i nostri USA) si ribella a sua volta con Simon Bolivar, ma il suo sogno di un'America Latina del Nord unita si spezza e si formano vari stati ispanofoni: California, Nuovo Messico, Texas, Nuova Grenada (la nostra Nuova Inghilterra), Bolivia (il nostro bacino del Mississippi). Il Messico diventa indipendente con Agostino Iturbide che si proclama imperatore, il Brasile diventa a sua volta impero sotto Dom Pedro I come nella HL. Quando viene scoperto l'oro in California nel 1848, possibile che questo stato diventi il leader dell'America Latina del Nord come il Brasile nella HL. E il posto del Far West sarà preso dal Far South con la conquista della Patagonia e delle Pampas. Forse anche la penisola di Weddell in Antartide sarà colonizzata (poveri pinguini!)
Gli USA finanziano la guerriglia anti-inglese nel Tawantinsuyu, ribattezzato Perù dagli inglesi; guerra anglo-britannica ai primi del '900 vinta dagli USA in cui il Perù entra come stato federale; seguono a ruota Colombia, Ecuador e Panama e si forma una grande potenza industriale latinoamericana. Gli USA così nati non intervengono nella Prima Guerra Mondiale, ma l'Intesa la vince lo stesso a causa del dilagare dell'epidemia di spagnola. Probabilmente ci risparmiamo il Fascismo perchè non c'è Woodrow Wilson con i suoi utopici quattordici punti a contrastare le aspirazioni italiane.
I nostri vecchi vanno a lavorare in Sudamerica anzichè in California. Espansione degli USA nel Pacifico e formazione di una talassocrazia estesa fino alle Hawaii e alle Samoa, che fa a pugni con gli interessi giapponesi nel Pacifico; scontro inevitabile tipo Pearl Harbor e guerra nel Pacifico finita come nella HL. Il Canada diventa indipendente dall'Olanda nel 1949, l'URSS conserva l'Alaska come testa di ponte in America. Guerra Fredda come nella HL. Gli stati ispanofoni sono stretti alleati degli USA (l'America agli Americani); il mondo è sull'orlo della catastrofe termonucleare in seguito alla crisi dei missili del Nicaragua (Fidel Castro ha instaurato in Nicaragua un regime comunista ed accetta di ospitare missili nucleari alle porte degli USA, il cui presidente JFK non gradisce). L'inglese resta la prima lingua di interscambio, perchè la superpotenza dominante sono comunque gli USA anglofoni dell'America Meridionale. Forse però lo spagnolo sarà la seconda lingua al posto del francese o del tedesco.
Nel 1991 l'Alaska si proclama indipendente dall'URSS in sfacelo. L'UNANOR (Unión de Naciones Norteamericanas) viene fondata negli anni 2000 sul modello dell'Unione Europea; il caudillo del Texas Hugo Chávez Frías e il presidente californiano Evo Morales propugnano una politica nettamente antistatunitense. La Nueva Granada di Diego Armando Maradona ha vinto il campionato mondiale di calcio nel 1978 e nel 1986 e c'è andata vicina anche nel 1990. Non mi viene in mente altro. Come idee buttate giù prima di cena ti possono bastare? (mai svegliare il Riker che dorme) ^__^
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E adesso, un'altra proposta dello stesso autore:
Oggi la foresta amazzonica rappresenta il più celebre esempio di natura incontaminata, distrutta dall'intrusione dell'uomo moderno. In realtà le recenti ricerche dell'archeologo Michael J. Heckenberger hanno dimostrato che questa regione ha già conosciuto in passato l'intervento umano: egli ha ritrovato tracce di grandi insediamenti precolombiani, circondati da alte palizzate di forma circolare, e collegate tra di loro da una serie ben organizzata di vie e sentieri. All'avvento degli Europei dunque l'Amazzonia era già densamente popolata: il missionario portoghese Gaspar de Carvajal, che condusse una spedizione lungo il fiume Kingu, affluente di destra del Rio delle Amazzoni, il 25 giugno 1542 parlò di isole su cui erano presenti insediamenti così numerosi da spaventare i ben armati conquistadores, ed il pioniere brasiliano Antonio Pires de Campos nel 1720 parlò di un gran numero di villaggi fortificati vicini tra loro e perfettamente organizzati. Ora, che accade se nella foresta brasiliana sorge un grande impero cittadino come quello Inca, governato da un unico capo militare e avvantaggiato da una perfetta conoscenza della giungla amazzonica? Come cambia la colonizzazione europea di quelle terre remote?
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Così gli risponde Basileus TFT:
Per come la vedo io, un Impero Amazzonico avrebbe avuto caratteristiche simili a quello Maya. Dai Maya prendiamo le città stato, semindipendenti e ben fortificate, l'ideale per vivere in zone malsane e a scorrimento lento come la giungla amazzonica appunto. I villaggi sui fiumi naturalmente sarebbero parzialmente più veloci nei commerci e nella vita in generale, possiederebbero addirittura delle flotte, se così si possono chiamare. Escludo che tali civiltà potessero aver scoperto l'uso del ferro, della ruota, dell'alfabeto e della moneta; anche perchè in comunità piccole ed isolate il loro bisogno sarebbe comunque stato minimo. La loro civiltà sarebbe stata alquanto chiusa e retrograda, per via dei pochi scambi di idee con altre popolazioni. Nonostante ciò, per via del territorio locale, i conquistadores non sarebbero riusciti a penetrare agilmente almeno fino al 1700, anche perchè una volta conquistato un villaggio sarebbe comunque risultato estremamente faticoso impiantarci dei coloni spagnoli-portoghesi e creare delle cittadine da usare come teste di ponte e luoghi di rifornimento. La penetrazione si sarebbe fatta sentire a partire dal 1800, grazie alle nuove tecniche industriali e alle necessità di creare nuovi mercati per l'industria siderurgica dei Paesi colonizzatori. Al giorno d'oggi probabilmente la parte centrale del Brasile sarebbe una regione a statuto speciale, sottomessa al governo di Brasilia solo nominalmente, mentre una civiltà indios si starebbe lentamente sviluppando tecnologicamente, mantenendo le proprie tradizioni e i costumi.
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Perchè No? aggiunge:
Non credo che il modello Maya sia esportabile in Amazzonia, per una semplice ragione. Il suolo della grande foresta non permette un'importante agricoltura, sono terreni acidi e dilavati: l'Amazzonia non potrà mai sopportare un'agricoltura intensiva. E la civiltà Maya coltivava maïs intensivamente ed estensivamente (questa é forse una delle cause del suo crollo, il suolo é stato troppo sfruttato). Dunque, senza grande agricoltura niente grande civiltà con città di pietra.
La società dell'Amazzonia sarebbe rimasta al livello dei villaggi fortificati di legno. Questo non impedisce però la creazione di confederazioni di villaggi e di tribù piuttosto che delle monarchie. Possiamo forse immaginare un contatto maggiore con la cordigliera andina, che avrebbe importato uno modello di civiltà più complesso, permettendo forse la creazione di "Stati" tribali di natura confederale e forse più tardi il contatto con gli Europei avrebbe creato un sentimento xenofobo assai forte per unificare le tribù (forse con l'aiuto di qualche missionario amichevole).
...Forse mi sto sbagliando, ma inizia ad assomigliare al film "Avatar" traslato sulla Terra, no?
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Arriva a stretto giro di posta la replica di Basileus:
Su questo non posso che darti ragione. Va anche considerato un fatto importantissimo: l'oro. Le civiltà mesoamericane sono state sterminate perchè vicine alla costa e quindi infastidivano la colonizzazione e per il possesso del metallo pregiato. In Amazzonia i nativi non penso abbiano mai avuto molto oro e i portoghesi se ne renderanno conto ben presto. La colonizzazione dell'entroterra sarebbe decisamente rallentata da queste tribù organizzate, tanto che il Brasile potrebbe limitarsi alla sola costa, con Rio di Janeiro come capitale e non verrebbe creata nessuna Brasilia. Evitando la colonizzazione dell'interno il Brasile potrebbe diventare una potenza coloniale marittima (grossomodo ai livelli della Spagna o del Portogallo durante la fase africana), oppure cercare di dominare il suo continente, venendo a scontrarsi con le forze della Federazione Argentina.
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C'è poi la proposta di Renato:
Ho ipotizzato due possibilità di espansione amerindia in Europa:
Primo caso: tribù Irochesi inventano i loro drakkar come evoluzione delle canoe fatte con i tronchi di palissandro, si danno al commercio con le tribù costiere dalla Terranova ai Caraibi. La familiarità
con l'ambiente atlantico li avrebbe portati in seguito ad avventurarsi non solo verso il
Sudamerica, saccheggiando i potentati Maya e Aztechi e colonizzando i Caraibi, ma mettendo piede in Europa, verosimilmente partendo dall'Islanda, e poi in Scandinavia o nelle isole britanniche.
Questa è l'idea. Andrebbe collocata cronologicamente in un periodo strategico, quando in Gran Bretagna non esiste ancora uno stato unitario ma contemporaneamente gli Scandinavi non sono più una minaccia (entrerebbero per forza di cose in competizione con gli irochesi e questi ultimi perderebbero perché i vichinghi "giocano in casa"). Oppure potremmo postulare l'arrivo degli Irochesi durante il regno di Edoardo Plantageneto (intorno alla fine del 1100) per dare manforte agli Scozzesi e magari agli Irlandesi, ricevendo in cambio concessioni territoriali o vantaggi commerciali. La scozia e
l'Irlanda sarebbero diventate ricchissime in brevissimo tempo se gli Irochesi avessero mantenuto la loro via preferenziale nell'atlantico del nord. E' anche vero che gli Irochesi avrebbero potuto stabilirsi prima in empori, e poi dare origine a vere e proprie colonie col benestare della corona scozzese. Però, sinceramente, con questo POD non posso realisticamente
andare più in là di una Scozia con una potente minoranza irochese o, al limite, ad una espansione di un regno irochese-scozzese nell'Europa
nordoccidentale.
Secondo scenario: gli
Aztechi, intorno al 1300, varcano l'Atlantico (magari grazie alle scoperte irochesi del primo POD) e scoprono la civiltà europea invece di essere scoperti da essa. Stregoni, sacerdoti e scienziati rimangono estremamente colpiti da tale civiltà, di livello nettamente superiore, sia culturalmente che tecnologicamente, alla propria. In poco tempo l'impero
azteco effettua una trasformazione, un processo di occidentalizzazione alla giapponese, repentino e profondo ma che non mina le fondamenta della civiltà tradizionale. In breve tempo gli
Aztechi, che ormai posseggono i cavalli, le armature e la scrittura latina, possono espandersi in tutte le Americhe, dando origine a un impero vastissimo e potentissimo, una sorta di Cina americana che va dalle Montagne Rocciose all'Amazzonia. Questo impero può dotarsi di marina e tentare una colonizzazione dell'Africa, la preda più semplice e vicina, e poi forse anche dell'Europa. Ritengo
probabile uno scenario di colonizzazione azteca dell'Europa nel corso del '600. Le precarie condizioni sociali ed economiche, unite alla litigiosità tra nazioni che caratterizza questo periodo potrebbero agevolare l'espansione, prima commerciale e poi politica, di un ricco impero praticamente inattaccabile che a fare guerra in Europa ha solo da
guadagnare.
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Infine, un'idea di Massimiliano Paleari:
All'inizio del XV Secolo i Cinesi avevano intrapreso nell'Oceano Pacifico e nell'Oceano Indiano una serie di spedizioni navali che erano giunte fino alle coste dell'Africa orientale. Qualcuno è giunto persino ad ipotizzare una scoperta dell'America anticipata da parte della Cina, anche se la cosa non è provata.
In ogni caso una imponente flotta cinese formata da grandi navi adatte alla navigazione oceanica e comandata dal famoso Ammiraglio Zheng He, percorse effettivamente per molti anni in lungo e in largo quei mari. I Cinesi avevano iniziato a costruire rapporti commerciali e/o di egemonia nei confronti delle popolazioni e delle compagini statali con cui erano entrati in contatto.
Poi, piuttosto improvvisamente, nel 1434 il Celeste Impero decise di sospendere queste spedizioni navali. Fu anzi vietata la costruzione di nuove imbarcazioni capaci di affrontare lunghi viaggi oceanici. Da quel momento la Cina iniziò a rinchiudersi nel suo "splendido isolamento" autoreferenziale. Molti storici vedono in questa decisione una causa non trascurabile del successivo declino dell'Impero Cinese.
Immaginiamo invece cosa sarebbe potuto accadere se la Cina avesse proseguito la politica di espansione marittima e di penetrazione commerciale intrapresa. Non dimentichiamoci che proprio nel momento in cui i Cinesi rinunciavano a questo, gli Europei (prima i Portoghesi, poi a seguire Spagnoli, Olandesi, Inglesi e Francesi) iniziavano il periodo delle grandi esplorazioni che avrebbe condotto nel tempo alla formazione dei grandi imperi coloniali e all'egemonia mondiale dell'Europa e dei "bianchi".
La Cina avrebbe forse potuto assumere l'egemonia nell'area dell'Oceano indiano a partire dalla metà del XV Secolo, bloccando contemporaneamente l'espansione europea verso l'Asia e l'Africa orientale. In seguito sarebbe stato altamente probabile l'insediamento di colonie cinesi in Australia e sulle coste occidentali del Continente Americano. Avremmo avuto così una vera e propria egemonia mondiale cinese, simile a quella esercitata dall'Inghilterra nella nostra time line. In ogni caso la storia dell'età moderna e dell'età contemporanea sarebbe stata molto diversa da come la conosciamo...
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