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POD: Leone III non da il via alla lotta iconoclasta.
717: Leone III di Bisanzio sostituisce Teodosio III sul trono di Costantinopoli.
718: Leone III vince gli Arabi che assediavano Costantinopoli.
Negli anni successivi si dedica alle riforme interne allo stato, al quale porta un periodo di prosperità, e riorganizza le forze armate.
721-735: Leone promuove campagne militari contro Slavi e Bulgari; i primi sono scacciati dalla Macedonia e dall’Epiro nel 727, mentre i secondi sono sconfitti nel 732, quando il confine torna sul Danubio; dal 732 al 735 attacca i Croati e i popoli dalmati.
737: Leone guida una campagna per la riconquista della Grecia e dell’Italia meridionale.
739-741: I bizantini sono sconfitti dai ducati longobardi in Sud Italia.
741: Leone riprende il possesso dell’Attica e del Peloponneso ma muore, gli succede Costantino V.
746: Costantino V combatte sul Danubio per fermare i Bulgari, che premono di nuovo sul confine.
751: Il re longobardo Astolfo attacca Ravenna, papa Zaccaria chiede l’aiuto dei bizantini di Costantino che sbarcano in Italia e sconfiggono Astolfo.
752: Papa Stefano chiede nuovamente l’aiuto di Costantino per altri attacchi da parte di Astolfo, che punta su Roma; per paura di altri futuri attacchi papa Stefano trasferisce la sua sede a Costantinopoli dove è ben accetto dal Patriarca, ormai debole a causa del potere dei monaci iconoduli, e dalla popolazione.
754: Dopo aver sconfitto Astolfo, Costantino viene indotto dal papa di riconquistare l’Italia.
755: L’esercito bizantino sbarca a Ravenna, comincia la guerra longobardo-greca.
759: Costantino fa cadere il Ducato di Spoleto.
761: Costantino conquista il Ducato di Benevento, intanto il longobardo Desiderio attacca Venezia.
764: Costantino riprende il controllo di Venezia e attacca la Lombardia, ma è fermato dai longobardi sul lago di Garda.
767: Dopo aver ripiegato sulla Toscana, Desiderio si scontra con Costantino presso Viterbo e la vittoria dei romani è totale e umiliante, Desiderio viene catturato e ucciso e i bizantini marciano verso Pavia.
769: Pavia cade in mano a Costantino V, che riunifica l’Italia.
770: Costantino, desideroso di mantenere un forte potere in Italia, dona al papa Stefano III la Tracia nella Donazione di Heria.
771: Costantino attacca l’Africa, in crisi per la secessione di dinastie indipendenti nel Califfato Abbaside, nell’estate le sue truppe sbarcano a Cartagine e la mettono sotto assedio.
773: Costantino espugna Cartagine e in poco tempo tutto il resto della zona cade nelle mani dei bizantini.
Intanto, nel regno dei franchi, Carlo Magno sottomette i Sassoni.
775: Dopo aver cominciato una campagna per la riconquista della Spagna Costantino muore, gli succede il figlio Leone IV.
780: Leone IV, dopo aver sconfitto ripetutamente gli Omayyadi, ha il possesso della Betica, intanto Carlo Magno si spinge verso le coste baltiche.
782: Leone IV risale la costa di Valencia e la riconquista, ma muore in battaglia; nello stesso anno Carlo Magno sottomette la Pomerania.
784: Carlo Magno mobilita le truppe della Marca Hispanica per aiutare i bizantini a Valencia, rimasti senza comandante.
785: Caduta Valencia, l’imperatore bizantino Costantino VI invia truppe da Bisanzio verso il nord Europa, per ringraziare Carlo Magno e aiutarlo.
791: Dopo l’intera conquista della “Baltia” ai bizantini vengono date in ringraziamento alcune città della Livonia.
795: Carlo Magno sottomette gli Avari.
796-798: Gli Arabi attaccano i possedimenti bizantini nella Spagna sud-occidentale.
Nel 798 l’imperatore Costantino muore in battaglia presso Cadice.
800: Per ringraziarlo, Carlo è convocato a Costantinopoli da papa Leone III che gli conferisce il titolo di “Grande e Cristiano Imperatore dei franchi”.
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Il Mediterraneo nell'800 d.C. (cliccare per ingrandire)
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di Autori Vari
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Che cosa sarebbe successo se nel 711 gli arabi avessero perso la guerra contro i Visigoti e fossero stati rispediti in Africa? Impensabile un'espansione atlantica degli arabi che non controllerebbero lo stretto; più facile prevedere una "reconquista" del Maghreb da parte dello stato unitario ispano-visigoto, che si sarebbe ancor più latinizzato; in fin dei conti i Visigoti, una volta cacciati i bizantini dall'Andalusia, stavano iniziando timidamente ad affacciarsi verso il Nordafrica, occupando Ceuta che era stata abbandonata dai bizantini poco dopo la perdita dell'attuale Tunisia. Anche senza la mediazione ispanica, la cultura araba ed i classici tradotti ci sarebbero comunque pervenuti attraverso i molti contatti che ci furono tra i due mondi; di sicuro l'Islam avrebbe volto lo sguardo o a Sud (Africa "nera") o ad Est (India); a meno che la batosta presa a Gibilterra non fosse più che pesante, magari in concomitanza con qualche batosta in Anatolia e in Asia centrale. La mancanza di coordinamento tra gli stati romano-barbarici e tra questi e l'Impero Bizantino avrebbe impedito un attacco a fondo al mondo islamico. Nell'ipotesi del fallimento della conquista da parte degli arabi, data la paura di questo nemico, il regno visigoto avrebbe dovuto riorganizzarsi in maniera più centralista, rafforzare la flotta e controllare i porti mediterranei del Marocco, per evitare il replicarsi dell'invasione. Inoltre, senza la pressione degli arabi spagnoli e con l'alleanza tra Aquitania e stato Visigotico, la posizione di Carlo Martello è molto più debole. Nulla vieta di ipotizzare una divisione dello stato franco in due parti: quello Carolingio, più centrato sulla Germania, ed il sud della Francia, magari annesso dai Visigoti per unione matrimoniale. Se i Visigoti si pigliano la Gallia e una parte del Nord-Africa, a quel punto intervengono in Italia, "liberandola" dai Longobardi e cacciando pure i Bizantini. Avremo:
1) uno stato visigotico comprendente il Nord Africa (comprensivo di Tunisia), Baleari, Corsica, Sardegna, Aquitania e Provenza che si proclama impero d'Occidente ed in qualche maniera controlla Roma. Ciò implica una proiezione marittima, e forse una flotta atlantica che porterebbe sia i regni anglosassoni, sia gli stati irlandesi nella sua sfera d'influenza;
2) uno stato franco carolingio centrato sulla Germania che potrebbe anticipare l'espansione nei confronti degli Slavi;
3) la persistenza del regno Longobardo e dei domini bizantini in Sicilia e Sud Italia.
Effetti a medio termine:
a) i vichinghi, dinanzi ad uno stato organizzato e dotato di flotta, limitano le loro incursioni nel nord della Francia ed in Germania, provocando assieme alle incursioni ungare il collasso carolingio... Possibile una Normandia più ampia?
b) non si sviluppa lo stato fatimide.
c) gli stati sahariani si cristianizzano.
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Ed ecco una possibile Timeline:
698 d.C.: il califfo omayyade Abd al-Malik ibn Marwan nomina governatore del nord Africa, detto Ifriqiya dagli Arabi, il generale yemenita Musa bin Nusair.
708 d.C.: Primo tentativo di
invasione della Spagna da parte degli arabi di Ifriqiya, guidati
dal berbero musulmano Tarif ibn Malik, respinto dal re visigoto Witiza.
Il pericolo proveniente da sud costringe il re visigoto a prendere provvedimenti
drastici, diminuendo il potere dei vescovi e della nobiltà e confiscando loro terre per finanziare un esercito ed una flotta permanente.
Dinanzi alla pressione araba, Giuliano, il governatore bizantino di Ceuta, si sottomette ai
visigoti.
710 d.C.: Il consiglio dei nobili, guidato da Roderico, duca di Betica, per
fermare la politica di confische a favore della corona prova a deporre Agila II, ma il re, con l'aiuto delle truppe stabili, non solo blocca il tentativo, ma
scioglie il consiglio, concentrando il potere nelle sue mani.
Roderico, nel tentativo di salvare la testa, fugge presso Musa bin Nusair, a cui
chiede l'appoggio per tornare in patria e vendicarsi del re.
Musa incarica il wali berbero di Tangeri, Tariq ibn Ziyad, di organizzare un piccolo esercito al suo comando e preparare l'invasione del regno dei
Visigoti.
Grazie a Giuliano, però, Agila II è informato di questi movimenti.
711 d.C.: Dal Marocco partono due contingenti arabo berberi, di 7000 e 5000
uomini. Il primo riesce a sbarcare il 30 aprile 711 a Gibilterra, mentre il secondo
è intercettato e disperso dalla flotta visigotica.
Grazie al tradimento dei nobili, gli invasori occupano la città di Algeciras.
Tariq si dirige verso Cordova, ma la città resiste all'assedio; intanto, mentre
la flotta visigotica saccheggia le coste del Maghreb, Agila II mobilita tutte le
sue truppe.
I berberi, temendo di essere imbottigliati, si spostano a Sud per reimbarcarsi, ma con una marcia
forzata l'esercito di Agila decide di tagliare loro la strada nella valle dei rio Salado.
Le truppe si incrociano sulle rive del lago Janda, vicino alla città di
Medina-Sidonia, dove il 19 luglio 711 avviene la battaglia decisiva, che si prolunga per circa 8 giorni e termina, per la forza dei numeri,
a favore di Agila II, che dà ordine di passare a fil di spada tutti i prigionieri.
712 d.C.: Musa bin Nusair, temendo la controffensiva
visigotica, decide di assediare Ceuta, per togliere ad Agila un'eventuale testa di ponte in Africa.
Agila mobilita la flotta e, sconfitte le navi arabo-berbere, per prima cosa garantisce rifornimenti a Giuliano, poi organizza uno sbarco a sorpresa con le
sue truppe, travolgendo l'esercito arabo e facendone strage.
In Italia, Liutprando diviene re dei longobardi.
713 d.C.: Approfittando della distruzione dell'esercito arabo, le tribù berbere
dell'interno ne approfittano per ribellarsi e recuperare la loro indipendenza.
Anastasio II diviene imperatore di Bisanzio; secondo la tradizione, probabilmente leggendaria, manda un'ambasciata ad Agila, incaricandolo di
strappare l'Occidente agli arabi.
714 d.C.: Muore Pipino II, maggiordomo di Austrasia, gli
succede il suo figlio illegittimo Carlo, detto Martello. Ma la sua politica subisce subito una battuta di arresto: fallisce infatti il
tentativo di domare la ribellione dei frisoni che, guidati da Redbaldo, conquistano la loro indipendenza.
Musa bin Nusair, riorganizzato un esercito, comincia a domare nel sangue la rivolta berbera.
715 d.C.: I berberi, in difficoltà dinanzi alla controffensiva araba, chiedono
aiuto a Giuliano di Ceuta, che a sua volta manda un'ambasciata ad Agila II.
Il re visigoto ritiene che il controllo delle coste del Marocco possa essere la miglior difesa contro nuovi tentativi di incursione dall'Africa,
quindi decide di aiutare i ribelli berberi, i quali promettono la loro sottomissione a Toledo.
Nel regno franco il 26 settembre termina la guerra civile, con la vittoria di Ragenfrido su
Teudoaldo nella battaglia di Compiègne, grazie all'aiuto di Carlo Martello. Ragenfrido diviene così maggiordomo di Neustria e di Borgogna.
Intanto Liutprando rinnova i diritti del porto sul Po detto "Lambrum et
Placentia".
716 d.C.: Le truppe di Agila sconfiggono ripetutamente Musa bin Nusair che è
costretto alla pace di Ceuta, in cui cede le coste marocchine ai Visigoti. È la
prima battuta di arresto della conquista musulmana.
Teodosio III depone l'imperatore bizantino Anastasio II; sempre secondo la tradizione semi leggendaria, ciò fa ritenere Agila
sciolto dai precedenti accordi con Costantinopoli.
Carlo Martello sconfigge Ragenfrido nella battaglia di Amblève, nonostante l'aiuto che questi riceve da Redbaldo di Frisia.
717 d.C.: Decreti di Toledo, in cui Agila II, in cambio di truppe e di tributi,
concede la parziale autonomia alle tribù berbere del Marocco.
Con la vittoria di Vincy contro la Neustria e la Borgogna, Carlo Martello consolida il suo predominio sui
Franchi.
Leone III usurpa il trono bizantino e respinge il secondo assedio arabo di Costantinopoli.
718 d.C.: Istigate dalle tribù berbere del Marocco, anche quelle dell'Algeria si ribellano agli Arabi che sono costretti ad evacuare la zona.
719 d.C.: Ambasciata dei berberi di Algeria a Toledo, che chiedono l'estensione a
loro dei patti stipulati con le tribù del Marocco. Agila accetta.
Carlo Martello riconquista la Frisia. L'Aquitania comincia a preoccuparsi per la
sua ambizione.
720 d.C.: Eudes di Aquitania si allea con Agila II contro l'espansionismo di Carlo Martello.
721 d.C.: Nel tentativo di unificare sotto il suo potere l'intera Gallia, Carlo
Martello invade l'Aquitania.
Eudes si barrica a Tolosa, resistendo all'assedio di Carlo Martello. Agila raduna sia le truppe
visigotiche sia la cavalleria leggera berbera, ed il 9 giugno sconfigge l'invasore, costringendolo a ritirarsi a Nord.
722 d.C.: Razzia berbera diretta verso Cartagine che provoca una reazione araba.
Pelagio, il vicerè visigotico d'Africa, organizza una spedizione punitiva che porta alla conquista del Nord della Tunisia.
723 d.C.: Matrimonio tra Eudes e Florinda, figlia di Agila II.
724 d.C.: Agila muore senza figli maschi. Eudes si proclama re degli Aquitani e dei Visigoti, ma Pelagio, vicerè d'Africa, si ribella con l'appoggio delle tribù berbere, sbarcando a Cartagena e sconfiggendo Eudes, che è costretto a ritirarsi al di là dei Pirenei.
725 d.C.: In Egitto, rivolta copta contro le tasse arabe. Pelagio interviene in
loro aiuto con truppe e flotta.
Gli arabi evacuano la provincia, che diviene un regno autonomo sotto il capo ribelle Teofilatto:
questi conferma l'alleanza con i Visigoti.
726 d.C.: Leone III nomina dux della Venetica Orso Ipato e incomincia la lotta iconoclastica, rompendo i rapporti con Roma. Molti monaci iconoduli migrano in Egitto e nei territori visigotici.
727 d.C.: Papa Gregorio II condanna pubblicamente l'iconoclastia, provocando la rivolta nell'Italia Bizantina e nella Sicilia.
728 d.C.: Della crisi iconoclasta approfittano sia Liutprando, che occupa l'esarcato, sia Pelagio che invade la Sicilia, accolto dai locali come un liberatore.
729 d.C.: Le truppe dell'imperatore bizantino Leone III Isaurico, che tentava di riportare sotto il suo controllo l'Italia bizantina, sono sconfitte sanguinosamente nella battaglia di Ravenna.
730 d.C.: Carlo Martello sottomette definitivamente gli Alemanni e respinge le
scorrerie sassoni al di là del Reno.
Le Baleari si sottomettono a Pelagio.
731 d.C.: Fallisce il tentativo di chiudere diplomaticamente la crisi
iconoclasta, poiché Gregorio II, forte dell'appoggio visigotico, rifiuta ogni compromesso.
Leone Isaurico manda quindi sussidi a Carlo Martello, il quale arruola truppe per invadere l'Aquitania.
732 d.C.: Carlo Martello invade i domini di Eudes, che ottiene subito l'appoggio
dell'alleato visogoto.
Le truppe franche vengono sconfitte, anche grazie all'intervento dei contingenti
berberi, nella battaglia di Tours.
A Parigi è siglata una pace che riconosce l'indipendenza dell'Aquitania e la sua
appartenenza alla sfera d'influenza visigotica.
733 d.C.: Leone III Isaurico sottrae i territori Balcanici e la Calabria dalla
giurisdizione ecclesiastica papale.
Per reazione, Papa Gregorio III dichiara decaduto l'imperatore ed invita i
Visigoti, a suo avviso meno pericolosi dei vicini longobardi, a combatterlo.
Pelagio non se lo fa dire due volte, occupando Corsica e Sardegna; approfittando del porto di Alessandria,
saccheggia le coste e le isole dell'Ellade.
734 d.C.: Carlo Martello sottomette definitivamente la Frisia, mentre le truppe
visigotiche sbarcano il Calabria.
I Longobardi, invece, occupano totalmente la Puglia. Di fatto, per Leone III Isaurico l'Italia è persa, tranne Venezia.
735 d.C.: Vista la mala parata, Leone III Isaurico comincia trattative con il Papa, anche perchè impensierito dalle sempre più frequenti scorrerie arabe in Asia Minore.
736 d.C.: Carlo Martello ottiene il tributo e la sottomissione formale dei
Sassoni d'oltre Reno e di fatto, con la morte di Teoderico IV, è il signore assoluto del regno franco.
Muore Pelagio e come re dei Visigoti gli succede il fratellastro Favila, che ottiene il titolo di protettore della Chiesa.
737 d.C.: Fallisce a Venezia una congiura per far prendere il potere alla fazione filolongobarda.
738 d.C.: Campagna di Carlo Martello in Germania, che permette di estendere la sfera di influenza franca sino all'Elba.
739 d.C.: Favila muore per un incidente di cavallo ed il genero di Pelagio,
Alfonso, prende il potere.
Per legittimarsi, decide di farsi incoronare a Roma. Papa Gregorio III, preoccupato dell'espansionismo di Liutprando che ha mire sull'Urbe, accetta la
proposta.
Vittoria di Acronio sugli Arabi che permette a Leone III Isaurico di cacciare definitivamente gli invasori dall'Asia Minore, e di cominciare a pensare alla
controffensiva in Occidente.
740 d.C.: I progetti di rivincita bizantini entrano in crisi sia per un
devastante terremoto che rade al suolo Costantinopoli, sia per la distruzione della loro flotta
da parte dei Visigoti nella battaglia di Rodi.
Alfonso I sbarca a Porto con numerose truppe e si fa incoronare in San Pietro re
di Hispania, d'Africa, protettore di Aquitania e Patrizio di Roma.
A Sutri incontra Liutprando, con cui stringe un trattato: Roma e Latius Vetus saranno sotto la potestà
dei Visigoti, che annettono la Calabria strappata ai bizantini, mentre ai
Longobardi è data carta bianca per il resto della penisola.
741 d.C.: Muore Carlo Martello e, sobillata dai
Visigoti, scoppia la guerra civile tra i suoi figli Carmomanno, Grifo e Pipino.
Contemporaneamente muore anche Leone III di Bisanzio. Gli succede Costantino V che, dinanzi ai disastri in Occidente, alla pressione bulgara ed araba decide di
rinunciare alla questione iconoclasta.
742 d.C.: Repressa la congiura di Artabasto, Costantino V manda un'ambasciata a
Roma, a Pavia e Toledo, accettando la spartizione dell'Italia compiuta da Longobardi e
Visigoti e affermando l'iconodulia in cambio di aiuti militari.
Liutprando annette i ducati di Spoleto e di Benevento, creando l'unità territoriale del suo stato.
Alfonso I riforma l'organizzazione dei domini africani: in cambio della diminuzione del potere, le tribù berbere nomineranno rappresentanti nel
consiglio reale.
743 d.C.: Pipino il Breve vince la guerra civile franca e nomina re il suo protetto Childerico III.
744 d.C.: Dopo una turbolenta successione, Rachis diviene re dei Longobardi, confermando l'alleanza con i Visigoti.
745 d.C.: Il bacino del
Mediterraneo è funestato da un'epidemia di peste bubbonica. Tra i morti, Eudes di Aquitania.
Sfruttando una clausola del trattato di Alleanza e con l'appoggio papale, Alfonso I
ne occupa i domini.
746 d.C.: Con l'aiuto della flotta visigotica, i bizantini scacciano gli arabi da Cipro. Contemporaneamente sono stipulati i primi trattati di alleanza e commerciali tra Alfonso I e l'eptarchia sassone.
747 d.C.: Rivolta abbaside: bizantini e copti, appoggiati dai Visigoti, ne approfittano per occupare zone della Siria e della Palestina.
748 d.C.: Una serie di terremoti costringe i bizantini, gli arabi e i copti a firmare una tregua nelle guerre di Palestina. In compenso, termina l'epidemia di peste.
749 d.C.: Astolfo diviene re dei Longobardi, mantenendo la politica dei predecessori.
750 d.C.: Vittoria Abbaside nella guerra civile araba. Temendo la pressione copta e bizantina e le scorrerie della flotta visigotica, As Saffah trasferisce la capitale è a Bagdad, spostando il baricentro della politica araba verso oriente.
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