Ad aprire le danze è stato l'immaginifico Never75 con questa sua proposta di ucronia:
Alla fine dell'ultima glaciazione la Gran Bretagna diventa una penisola saldata alla Francia da una sottile striscia di terra. Coma cambia la sua storia futura? Sicuramente più invasioni (in tempi più recenti anche Filippo II, Napoleone o Hitler potrebbero invaderla più facilmente): ma anche maggior interessamento degli Inglesi alla politica europea e niente "splendido isolamento"...
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Ed ecco come *Bhrg'howidhHô(n-) la commenta dal par suo:
I punti più bassi del fondale sono nel Mare del Nord. Per ottenere un collegamento emerso col Continente occorrerebbe una diminuzione di 15 m del livello marino attuale, con conseguenze macroscopiche in molte regioni del mondo (soprattutto in Indonesia); in ogni caso l'istmo si formerebbe tra l'East Anglia a Ovest e la Zelanda a Est, a Nord delle foci del Tamigi da un lato e del Reno dall'altro.
In alternativa all'abbassamento del livello marino, si può ricorrere all'eventualità di un deposito morenico del grande Ghiacciaio Scandinavo sufficientemente più alto di quello reale per non essere definitivamente sommerso durante la deglaciazione (per risultare emerso in epoca storica non è obbligatorio che non sia mai stato sommerso; molte zone del bacino del Baltico sono rimaste temporaneamente sommerse nella fase dell'Optimum Climatico, nel VI-V Millennio a.C.
È molto verosimile che sorga un insediamento tra le foci (molto più vicine) del Tamigi e del Reno. Dato che si troverebbe nel punto di minima altitudine sul livello del mare e che prima o poi sarebbe stato formato un canale tra il Mare del Nord e il Golfo della Manica, l'insediamento si troverebbe su un guado, sarebbe abitato da Celti (Menapî) e verosimilmente si chiamerebbe *Magetoritus "Grande Guado" (nome identico a Madrid).
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Tra i possibili sviluppi storici vedo bene:
1) Conquista romana leggermente anticipata, ma senza conseguenze di rilievo per il prosieguo della Storia.
2) Germanizzazione più tempestiva, a opera dei Batavi poi confluiti nei Franchi.
3) Diversa distribuzione delle grandi 'Nazioni' germaniche nella Penisola: Franchi lungo le coste meridionali, Sassoni lungo le coste orientali, Angli e Juti molto più estesi verso Nord (a scapito dei Pitti). È possibile che la Penisola (in precedenza chiamata Britannica) non prenda il nome di Anglia o Inghilterra (in latino sarebbe quasi sicuramente Francobritannia, parallelamente al reale Francogallia "Francia").
4) Maggiore arretramento del confine celto-germanico; in compenso, più disponibilità di coste in Gallia per i Bretoni (almeno fino alla Penisola del Cotentin).
5) Costruzione di argini a protezione di inondazioni.
6) Inclusione di almeno parte della Penisola nell'Impero Franco. La 'Nazione' Franca accentua la propria divisione tra Nord Salico e Sud Ripuario.
7) A causa dell'ostacolo dell'Istmo, le incursioni vichinghe sono in un primo tempo dirottate in maggior numero verso la Scozia e l'Irlanda. Le Orcadi e anche più probabilmente le Ebridi diventano linguisticamente norvegesi come le Shetland. Maggiore durata dell'insediamento scandinavo a Dublino.
8) Parziale unificazione politica della Penisola Francobritannica e fine del Danelaw a opera dei Franchi anziché dei Sassoni Occidentali.
9) Massima concentrazione delle incursioni normanne nella zona dell'Istmo, dove si forma una colonia di insediamento (Noordman(n)land in bassotedesco), al posto che nella Normandia gallica romanizzata. Più debole o addirittura mancato attacco a Parigi. Il ruolo dei Normanni in Italia Meridionale e Sicilia viene svolto da altri (candidati più probabili: Bretoni; in secondo luogo: Variaghi).
10) La politica espansionistica normanna sulle coste del Golfo della Manica si svolge dapprima verso Sud, poi, una volta raggiunto il limite, ripiega verso Nord contro i Franchi della Penisola. Dato che questi Normanni non sono romanizzati come quelli storici (se non la parte di loro che colonizza l'attuale Normandia, ma con ritardo e non integralmente e soprattutto senza costituire la componente principale del Ducato), non si instaura la diglossia anglonormanno-medioinglese nella Penisola, anzi prosegue il contatto con varietà germaniche settentrionali già iniziato nel Danelaw. Precoce assorbimento della Cornovaglia.
11) Molto minori probabilità di una separazione tra Normandia e Inghilterra (XIII sec.): la Penisola Francobritannica resta dominata dal Noordman(n)land e dalle sue estensioni in Franc(ogall)ia. Il Nord della Penisola vede invece una prevalenza dell'elemento anglico e sassone rispetto ai Pitti e Scoti.
12) Possibile formazione di tre Regni: Anglosassone (soprattutto anglico) dal Centro al Nord-Est ("Anglia"), Gaelico-Vichingo a Nord-Ovest ("Scozia") e Normanno a Sud. Sviluppo di una Nazione Franconormanna. Persistenza dei Principati Gallesi, forse su un territorio più ristretto di quello storico. Il maggiore coinvolgimento nella politica europea rende più difficile l'espansione in Irlanda; quest'ultima mantiene invece collegamenti più intensi con la Scozia (si può discutere con quale prevalenza).
13) Crescita urbana della presumibile capitale franconormanna *Magetoritus (in tardobritannico *Maedoridu > *Maedryd, germanizzato in *Maedridwîc o *Maedridbur(g)h o *Maedridford).
14) In luogo dell'alleanza anglo-borgognona durante la Guerra dei Cent'Anni per la supremazia in Francia, si ha direttamente l'unione della Penisola Francobritannica e dei Paesi Bassi sotto la Dinastia Normanna.

Con le politiche matrimoniali tardomedioevali e della Prima Età Moderna diventa impossibile seguire uno sviluppo relativamente più probabile degli eventi. Se per ipotesi aggiuntiva decidiamo di mantenere la massima vicinanza possibile alla Storia reale, possiamo pensare a una progressiva unificazione della Penisola Francobritannica (con o senza Anglia?) e dell'Irlanda(-Scozia), ma resta apertissima la questione del destino, sicuramente esposto a modifiche, dei Paesi Bassi. È concepibile una confluenza della Franconormannia nei Possedimenti Asburgici (eventualmente controbilanciata da un'unione personale tra Francia e Anglia?).
Un'ulteriore grande incognita è costituita dagli sviluppi religiosi e dalle loro conseguenze politiche. Ovviamente si sarebbero formate Chiese Riformate, con possibili secessioni dalla Franconormannia asburgica. Le regioni storicamente più ricche sarebbero forse rimaste alla fine sotto controllo della Monarchia, quelle con maggiori possibilità di sviluppo avrebbero potuto formare Confederazioni Repubblicane.
In un quadro del genere, è concepibile che eventuali Colonie di popolamento in America sarebbero partite non tanto dalle Repubbliche Riformate, ma dalla Franconormannia della c.d. Controriforma. Sarebbe logico che tali Colonie si considerassero indipendenti dalla Monarchia, da cui sarebbero perseguitate. Ciò anticiperebbe di fatto l'indipendenza delle Repubbliche Nordamericane.
Le Rivoluzioni del Seicento potrebbero portare a un distacco della Franconormannia dalla compagine Asburgica e forse a compromessi confessionali.
Data l'ipotesi di massima vicinanza alla Storia reale, dobbiamo ammettere che la Franconormannia indipendente avrebbe conquistato l'India, il Sudafrica, l'Australia, la Nuova Zelanda, forse anche il Canada (eventualmente anche Francese)
Come ha detto Blade87, in tempi più recenti anche Filippo II potrebbe invadere la penisola britannica, direttamente dai Paesi Bassi Asburgici (comunque, nell'ucronia proposta la Franconormannia sarebbe già asburgica); se la Penisola fosse collegata al territorio francese, sarebbe invece quasi altrettanto improbabile che nella Storia reale.
Per quanto riguarda Napoleone e Hitler, invece, in ogni caso la sconfitta di Napoleone ha tre cause non dipendenti dall'Inghilterra:
1) il fallimento del colossale piano di conquista dall'Egitto all'India (anche senza le precedenti guerre e senza Abu Qîr);
2) la mancata conquista della Colonie Spagnole e Portoghesi (nonostante la clamorosa conquista delle rispettiva Madripatrie);
3) il totale fallimento della politica verso la Russia.
Anche la sconfitta della Germania Hitleriana ha una ragione decisiva non dipendente dalla Gran Bretagna in quanto tale: le mire statunitensi sull'Impero Britannico e il conseguente sostegno fornito alla resistenza dell'Unione Sovietica.
Infine, riguardo al possibile maggior interessamento degli "Inglesi" nella Politica Europea, bisogna riflettere più ampiamente sulle conseguenze che un maggiore coinvolgimento nella politica continentale comporterebbe sulle possibilità di una grande espansione coloniale.
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Ancora Never75 ha proposto un'altra ucronia "fantageografica" di questo tipo:
L'India rimane un'isola e forma il più piccolo continente della Terra, viste le dimensioni notevoli. Anche qui le differenze con la nostra Timeline sono molte: minore compenetrazione in Europa ed in Africa della cosiddetta civiltà indoeuropea, gli Indiani potrebbero conservare caratteristiche etniche proprie e diverse da quelle degli altri popoli. Allo stesso tempo minori invasioni e contatti con l'esterno: la diffusione dell'Islam e del Cristianesimo avviene con maggior lentezza, il Buddhismo invece rimane in India una delle religioni maggioritarie anziché sparire o quasi come oggigiorno...
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*Bhrg'howidhHô(n-) gli risponde:
È possibile la persistenza di un gigantesco fiordo realmente ipotizzato nel bacino del fiume preistorico identificato col Sarasvati vedico (a Est dell'Indo). È invece un po' sconcertante l'innalzamento marino richiesto per sommergere la Piana Gangetica almeno fino ad Agra (onde collegarsi col Fjordo del Sarasvati): 200 m, altrettanto del massimo ipotizzato per la deglaciazione. Il Polo Nord sarebbe quasi interamente disciolto (in teoria; di fatto l'Oceano Indiano riflette le oscillazioni climatiche dell'Emisfero Australe, che sono complementari a quelle dell'Emisfero Boreale).
Per quanto riguarda invece l'asserita « minore compenetrazione in Europa ed in Africa della cosiddetta civiltà indo-europea », non capisco alcuni particolari:
a) "compenetrazione" (di qualcosa in qualcos'altro e viceversa) o semplice "penetrazione"?
b) la seconda ipotesi sarebbe giustificata solo ammettendo che la diffusione indoeuropea abbia avuto origine dall'India A EST DEL SARASVATI, ma un'ammissione del genere comporterebbe notevoli problemi: dato che l'indoeuropeo risulta connesso a varie altre famiglie linguistiche che, tutte insieme, coincidono con la direttrice di popolamento extra-africano passata attraverso il Vicino Oriente, nella presente ucronia otterremmo il risultato opposto a quello proposto, ossia dovremmo avere un'espansione indoeuropea tale e quale quella reale esclusa proprio l'India a Est del Sarasvati e a Sud del Bacino del Gange!
È vero, gli Indiani potrebbero conservare caratteristiche etniche proprie e diverse da quelle degli altri popoli, ossia avremmo un'India in gran parte abitata da discendenti del popolamento extra-africano partito dal Corno d'Africa e giunto in Australia (in epoca glaciale, il livello degli Oceani sarebbe stato di 200 metri più basso e quindi l'India sarebbe stata collegata come oggi con l'Asia), come sono attualmente i Vedda delle foreste dell'interno dello S'rî Lankâ.
Certamente la diffusione dell'Islam e del Cristianesimo avviene con maggior lentezza per quanto riguarda il 'Continente Indiano'; risulta più rapida invece lungo la 'Costa Subhimâlayana' fino all'attuale Birmania. Infine, visto l'isolamento geografico del Continente, il Buddhismo avrebbe maggiori difficoltà a espandersi all'esterno, ma ciò lo aiuterebbe nella competizione con l'Induismo?
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Questo è l'idea in proposito che è venuta in testa ad Ainelif:
63 milioni di anni fa: L'immensa isola staccatasi da Laurasia e Gondwana non si dirige verso l'Asia ma rimane al centro dell'Oceano Tetide; durante la totale estinzione dei dinosauri sul pianeta tra le foreste equatoriali e pluviali del continente-isola permangono comunità di grandi rettili che resistono grazie alle condizioni di eterna umidità e frequenti piogge torrenziali.
Sarà l'unico territorio privo di presenza umana, anche perchè irraggiungibile via mare e per la presenza degli ultimi dinosauri, e allora non avverranno ritrovamenti dell'Uomo di Cro
Magnon.
3500 a.C.: La rivoluzione neolitica investe prima tutto il Medio Oriente e successivamente l'Europa.
3200 - 2800 a.C.: I Sumeri fondano le prime città-stato organizzate ed indipendenti in Mesopotamia tra i fiumi Tigri ed Eufrate; viene fondata Uruk che raggiunge i cinquantamila abitanti; il popolo mesopotamico darà ai popoli dopo di loro il segreto della scrittura.
334 - 323 a.C.: Alessandro Magno, figlio di Filippo di Macedonia, crea un impero sotto la sua monarchia universale dalla penisola ellenica fino ai porti del Golfo dell'Himalaya dove non incontra grosse resistenze e può consolidare il proprio impero multietnico sposando la bella Roxane da cui avrà un figlio che sarà suo erede al trono; dopo essere scampato ad un attentato ed eliminando circa quattrocento persone che
complottavano per la sua deposizione inizierà l'urbanizzazione del territorio imperiale spostando la capitale a Babilonia.
Intanto l'ultimo re persiano Dario III in fuga in Battriana viene ucciso da un suo satrapo traditore.
Alessandria di Makarene diviene il principale polo commerciale portuale dell'Oceano Indiano e del Sudest asiatico, in molte capitali delle province
alessandrine vengono erette statue e monumenti in suo onore; nasce la koinè, ovvero lingua comune cosmopolita dell'impero.
319 a.C.: I generali di Alessandro scoprono lo scandalo del primo imperatore gay della storia; il sovrano caccia gli alti gradi militari istituendo in tutto l'impero l'obbligo di un padre di famiglia di sposarsi con un uomo e tre donne (moglie, etera e pornè).
300 a.C.: Alessandro attraversa il deserto arabico sbarcando dal Golfo Persico in Arabia dove le fiere resistenze arabe costringono l'impero universale alessandrino a conquistare solo le zone settentrionali.
298 a.C.: Muore Alessandro, gli succede il figlio Alessandro II che inizia a prendere i contatti con la civiltà cinese e romana e ammaliato dai racconti fantastici di alcuni stregoni vorrebbe solcare le acque dell'oceano.
280 a.C.: La prima grande nave da carico della storia parte dal porto di Alessandria di Characene viaggiando costa a cosa fino al Golfo dell'Himalaya ed infine attraversando l'Oceano Indiano settentrionale raggiunge incredibilmente le coste del super continente ancora vergine... venendo a contatto con i dinosauri, che reazione avrà l'opinione pubblica dell'impero di Alessandro? Partirà alla conquista del nuovo mondo appena scoperto?
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Ed ora, un'idea di Renato Balduzzi:
In questa timeline la penisola iberica è un'isola, e si trova al largo della Francia. Rispetto all'ubicazione della nostra timeline, è inclinata di circa 90°. Le coste della Galizia si trovano vicino alla Bretagna, mentre i Paesi Baschi si avvicinano alle propaggini occidentali di quella che è la penisola di Aquitania. Viene a formarsi così un mare interno. L'impatto con la piattaforma continentale fa sì che la cordigliera cantabrica si elevi molto. Il suo aspetto è quindi simile a quello delle Alpi, ma a strapiombo sul mare.
In questo luogo fiorisce la civiltà. Ecco una breve cronologia di ciò che cambia rispetto alla nostra timeline dagli albori al 1525.
30.000 a.C. inizio della penetrazione di Homo sapiens in Spagna, che riduce man mano la presenza di Homo neanderthalensis.
3000 a.C. l'isola iberica è popolata da popoli vasconici che, sotto l'influsso del popolo dei menhir bretoni, edifica sontuosi monumenti megalitici. Il mare iberico è solcato dalle prime navi commerciali.
1000 a.C. secondo l'Odissea, Ulisse visita l'Adriatico e non il Tirreno, considerato dagli antichi un mare difficilmente navigabile. Le colonne d'Ercole sono Scilla e Cariddi, Polifemo è in Istria, Circe sull'isola di Rab nella costa dalmata. Naviganti fenici intrattengono proficui scambi commerciali con gli Iberici.
500 a.C. I Celti provenienti dalla Gallia tentano i primi insediamenti in Iberia orientale, ma non riescono a superare l'imponente cordigliera cantabrica.
150 a.C. l'Iberia si compone di quattro regni, uno a maggioranza gallica e tre retti da sovrani vasconici. Avendo come alternativa il superare un ampio tratto di mare aperto, Annibale è costretto a giungere a Roma partendo dal sud dell'Italia, essendo così facilmente sconfitto dai Romani.
55 a.C. Cesare mette piede per la prima volta in Iberia. Inizia la presa dell'isola che sarà completata all'età di Augusto, che divide l'isola in Lusitania, Iberia Celtica e Hispania.
500: le invasioni barbariche coinvolgono anche l'Iberia, che viene invasa dai Visigoti, che riescono ad unificare l'isola.
750: gli Arabi hanno conquistato tutte le coste del Nordafrica, e iniziano la penetrazione nelle Baleari e in Sardegna.
800: mentre Carlomagno sottomette con fatica il regno dei Visigoti, gli Arabi si sono già stabilmente insediati in Italia fino all'Appennino tosco-emiliano. A nord resiste il regno dei Longobardi, che entra presto nell'orbita carolingia. Il Papa intanto si rifugia a Treviri, dove viene trasferita la Santa Sede. In Iberia avvengono incursioni saracene ma gli Arabi non riescono ad insediarsi.
850: con la morte di Carlomagno l'Iberia viene affidata in toto al figlio Lotario. Gli Arabi hanno instaurato una fiorente civiltà in Italia. L'emirato di Sardegna controlla Sardegna, Corsica, Baleari e la costa mediterranea dalla Toscana alla Provenza. L'emirato di Napoli invece possiede tutto il resto dell'Italia fino alla Romagna. A periodi alterni entrambi i domini si spingono fino alle Alpi e ai Balcani. Nella Renania alcuni territori vengono lasciati al controllo diretto della Chiesa.
1000: dopo anni di indipendenza, la feudalizzata Iberia viene presa di mira dai Normanni, che instaurano un principato in Cantabria. I porti della Cantabria sono fiorenti perché di lì passano le navi provenienti dal Nord Europa che vanno verso la Terrasanta.
1100: inizio della penetrazione inglese in Lusitania, preludio della conquista britannica di buona parte dell'isola.
1300: gli iberici appoggiano la rivolta scozzese. Inizio del riscatto dal giogo inglese e proclamazione dell'indipendenza. Iniziano una serie di esplorazioni volute dal re Enrico il Navigatore lungo le coste africane.
1400: la debolezza degli emirati italiani permette l'inizio della riconquista. Sulla costa adriatica il regno d'Ungheria riscuote numerosi successi e nel 1420 libera Roma e Firenze. Intanto il regno di Francia conquista dall'emirato sardo la Valle d'Aosta, il Delfinato, la Provenza e Liguria e tenta un'invasione della Corsica.
1450: Mattia Corvino, preoccupato dall'avanzata ottomana nei Balcani, decide di trasferire la sede del regno d'Ungheria a Roma. La reconquista si accanisce sulla popolazione italiana di religione musulmana. Gli ampi terreni confiscati sono attribuiti ai cristiani provenienti dai Balcani e dall'Ungheria. L'italia si trasforma in breve in un meltin'pot formato da italiani, ungheresi, morlacchi e slavi che utilizzano l'ungherese come lingua franca. L'Iberia è la più grande potenza navale dell'epoca e controlla i traffici nell'Oceano atlantico.
1492: gli Ungheresi espugnano Girgenti, ultimo bastione islamico in Italia, unificando il paese dall'Appennino emiliano alle estremità meridionali. La Sardegna si trova in una situazione di isolamento, circondata com'è dalle potenze europee. Alì Colombo, figlio di un moro ligure, ottiene dall'emirato di Sardegna di poter disporre di navi per tentare una traversata dell'Atlantico. Giunge così nell'isola di Hispaniola, che battezza Nuova Sardegna.
1500: iniziano le spedizioni verso Occidente da parte del regno di Iberia, dell'Ungheria e dell'Inghilterra.
1520: Abdullah Cortessu conquista il regno degli Atzechi per conto dell'emiro di Sardegna. L'italo-ungarico Amerigo Vespucci si rende conto che la nuova terra occidentale è un nuovo continente, che successivamente sarà chiamato America.
1525: l'ungherese Franzis Pitzar conquista il regno degli Incas in Sudamerica.
Come continuarla? Per fornirmi suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.
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Damiano avanza un'altra proposta:
Trovo molto interessante e rilassante guardare le mappe, leggere gli atlanti e pensare a come si sono formate le terre che conosciamo e come la loro forma abbia influenzato la storia. Oggi, mentre stavo guardando una mappa dell'Europa, ho pensato: "E se nel golfo di Biscaglia ci fosse stata terra anziché acqua?"
Immaginate una regione la cui linea costiera va dalla punta della Bretagna alla punta nord occidentale della Spagna e che la linea costiera francese della nostra Timeline segni in realtà un corso d'acqua che nasce dai Pirenei e si getta nell'atlantico segnando il confine orientale della regione stessa. Detta così sembra niente, ma poi ho cominciato a ragionarci sopra, e i cambiamenti potrebbero essere sorprendenti.
Come sarebbe cambiata la storia con un tale "surplus" di suolo europeo? A me sono venuti in mente sviluppi veramente diversi a partire dalla disgregazione dell'Impero Romano, con l'arrivo delle popolazioni barbare e la nascita dei regni romano barbarici. Ad esempio, se questo territorio venisse occupato dai Franchi diventerebbe nella storia una semplice "estensione" della Francia, che però avrebbe una estensione quasi doppia rispetto alla nostra Timeline (non un cambiamento da poco comunque).
Oppure potrebbe essere occupata da popoli germanici che nella nostra Timeline si sono diretti altrove e che invece qui creano un regno forte e con caratteristiche proprie. Ad esempio qui potrebbero stanziarsi i Burgundi o gli Svevi, oppure con effetti più interessanti i Vandali. E allora, senza l'invasione vandala, la presenza bizantina nel Mediterraneo occidentale e in Nord Africa sarebbe stata più duratura e salda (avrebbe forse resistito agli arabi?) e avremmo forse oggi una "Vandalia" facente parte dell'Unione Europea.
Oppure i Britanni in fuga si stanziano in questa vasta e fertile regione fondando una "Grande Bretagna", una grande nazione celtica nell'Europa continentale...
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Ecco però la sensata obiezione di *Bhrg'howidhHô(n-):
Adoro immaginare linee di costa differenti. Il guaio di immaginarsele in una Timeline ucronica è però quello di doverne dare una giustificazione paleoidrografica: ricorrere semplicemente alla paleoclimatologia sarebbe sufficiente solo se la variazione costiera seguisse le isobate (nel caso di ritiro del mare) o le isoipse (nel caso di innalzamento delle acque), altrimenti bisognerebbe lanciarsi in calcoli sovrumani di 'ingegneria' tettonica (esistono programmi di simulazione all'uopo?) nella speranza di imbroccare il 'dosaggio' giusto per ottenere la geografia desiderata.
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Anche Lord Wilmore fa sentire la sua voce:
Non ho notizia di programmi di simulazione perchè non sono un geofisico, ma il problema può essere facilmente risolto, perchè si ha notizia del fatto che l'Atlantico si aprì e si richiuse almeno due volte. L'ultima fu nel tardo Ordoviciano, quando Laurenzia e Baltica (due cratoni Precambriani) si fusero in un solo continente per la chiusura dell'oceano Giapeto (nome del padre di Atlante, NdR). In seguito la riapertura sfruttò la linea di debolezza esistente, come una ferita che si riapre dove c'era la crosta, e nel Giurassico l'Atlantico cominciò a riaprirsi, ma non esattamente nello stesso punto: Terranova orientale presenta le stesse rocce dell'Inghilterra meridionale, facendo parte del microcontinente di Avalonia (un arco insulare come il Giappone, schiacciato come un sandwich fra i due scudi maggiori al momento dell'introversione di Giapeto), e la Scozia del nord presenta le stesse rocce del Labrador. Insomma, Terranova orientale è un pezzo di Europa, e le Highlands un pezzo di America, rimaste sul lato "sbagliato" dell'oceano.
Orbene, basta immaginare che la linea di faglia si apra di alcune centinaia di chilometri più ad ovest per avere il golfo di Biscaglia emerso. In questo caso vedremo l'antica linea di sutura Laurenzia-Baltica attraverso la "Vandalia", come la si vede in Scozia, e non è impossibile la presenza di un grande fiume o di una cintura di laghi lungo la nostra linea di costa. Però al New England mancherà il pezzo corrispondente: forse Long Island e New York non ci saranno, o meglio saranno sul lato "errato" dell'Oceano. Damiano deve dunque anche chiedersi: dove sorgerà invece la capitale economica degli States?
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*Bhrg'howidhHô(n-) non si fa certo pregare a rispondere:
Sì, ma si tratta comunque di "Long Island" e "New York" nel senso di "specifica area della Crosta Terrestre, composizione del terreno ecc., che oggi risulta emersa col nome di Long Island" e di "specifica area della Crosta Terrestre, composizione del terreno ecc., su cui è stata edificata New York". Dati i cambiamenti introdotti, si può immaginare che una (sempre eventuale, ma in questo caso forse abbastanza prevedibile) città omologa a New York sorgerebbe su un terreno dalle caratteristiche geologiche e soprattutto geomorfologiche paragonabili a quelle storiche (quindi sulla costa più o meno a quella latitudine presso la foce di un grande fiume e, se caso, di fronte a una relativamente lunga isola), a prescindere dal fatto che la formazione preistorica delle rocce locali sia diversa da quella che osserviamo noi.
È anche del tutto lecito immaginare che, sul posto (a Est dell'Atlantico) in cui si sono ritrovate 'proiettate' le rocce che nella Storia reale costituiscono il suolo cui sorge New York, venga pure costruita una città (non importa se sul mare o no) e, prima ancora, può darsi (?) che le rocce che per noi costituiscono Long Island si trovino per combinazione a formare un'area emergente nel mare a poca distanza dalla linea di costa. Chiamarle però, per esempio, *Sîr(o)-inissî ("Lunga Isola") e *Nowj(o)-eburâkon ("Nuova York") - tanto per usare la versione gallica dei due toponimi - o soprattutto far svolgere loro in Europa il ruolo che hanno avuto in America, sarebbe una nuova e distinta (bella, interessante, un pochino surreale) ucronia, per il sovrappiù di simmetrizzazione che rende superfluo partire dall'emersione del Golfo di Biscaglia, visto che l'obiettivo diventa il 'trasferimento' delle due città (anzi, basterebbe porlo come POD: viene fondato *Nowj(o)-eburâkon - o comunque lo vogliamo chiamare - in Europa; non sarebbe indispensabile volere anche materialmente il suo suolo che per noi è a Ovest dell'Atlantico, a meno che sia un'ucronia edilizia, che vuole proprio il terreno newyorchese, in qualsiasi parte del mondo ci poniamo).
Mi resta ancora un problema; lo faccio presente perché, ribadisco, sono molto attratto (perché avrebbero conseguenze spettacolari sulla Storia) - ma contemporaneamente scoraggiato, per questa difficoltà - dalle ucronie con linee di costa modificate: immaginare che la linea di faglia si apra di alcune centinaia di chilometri più a Ovest non determinerebbe solo l'emersione del golfo di Biscaglia (inoltre non basta che sia emerso, ma deve pure avere l'inclinazione giusta per far scorrere un fiume dove per noi c'è la costa!), ma una quantità pressoché incalcolabile di altre modificazioni in almeno mezzo pianeta, per cui, tra tutti gli sviluppi che ne potrebbero conseguire, quelli in cui si formano le Nazioni europee che noi conosciamo sono in quantità irrisoria. Non che non si possano indagare proprio quei pochissimi sviluppi, ma allora conviene partire all'incontrario: voglio raggiungere il tale obiettivo, quindi mi chiedo come modificare tutta la Storia - anche geologica precedente.
Dal canto mio, propongo un'ucronia simile per conseguenze: nell'Olocene continuano i cicli di glaciazione - intervallati solo dai fenomeni di Dansgaard e Oeschger di deglaciazione 'temporanea' (anche se pur sempre di un millennio) - e il livello dei mari resta agli attuali -100 o addirittura -200. Dove non ci sono ghiacci, le coste atlantiche lasciano molto più terreno emerso; i fondali del Mare del Nord (dove non coperti dal Ghiacciaio Scandinavo), della Manica e al largo della Bretagna sono terreno abitabile; il Golfo di Biscaglia purtroppo rimane, anche se più stretto, ma nel Mediterraneo i cambiamenti sono rilevanti (Toscana-Elba più vicine al blocco Corsica-Sardegna; Malta unita alla Sicilia; Cicladi e Sporadi fuse in un'unica massa; Mar Nero separato dal Mediterraneo ma forse in comunicazione col Caspio-Aral; Cipro, se non continentale, almeno più vicina). Se è corretta, come dalle ricerche pubblicate nel 2001 (Ornella Semino et alii) sembra evidente, l'ipotesi che alla fine del Paleolitico l'antropizzazione delle aree libere dai ghiacci fosse già stabilizzata da parte degli antenati diretti delle attuali popolazioni (la ricostruzione linguistica sarebbe pienamente compatibile con questo scenario), possiamo davvero immaginarci non dico le Nazioni - che sarebbe antistorico - ma almeno la maggior parte degli attuali Comuni (che è già moltissimo!) protagonisti di una Storia alternativa con le linee di costa più avanzate verso il mare...
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C'è anche la proposta avanzata da dDuck:
Sarebbe possibile che, in pieno Paleolitico, popolazioni umani siano saltate dall'Europa glaciale al Nord America? Questa teoria, chiamata solutreana, si basa sulla similitudini tecnologiche tra la cultura europea suddetta e la contemporanea nordamericana cultura di Clovis.
Ma a mio giudizio i dati genetici sull'HG nucleare sono incongruenti. L'Europa è popolata da R e da I, in maniera quasi totale, e probabilmente sono stati i soli HG tipicamente europei che hanno popolato il continente. In nord America non c'è traccia, e la popolazione nativa è divisa tra i Q e i C entrambi di origine siberiana.
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Naturalmente l'espertissimo *Bhrg'howidhHô(n-) non può esimersi dal rispondere:
A proposito del percorso della migrazione, mi viene da osservare (magari un po' ingenuamente) che l'itinerario di terra sarebbe stato piuttosto lungo e accidentato, perché anche nel Pleniglaciale, col massimo di superfici emerse, l'andamento costiero avrebbe descritto numerose profondissime insenature: dal Banco dell'Istrice (al largo dell'Irlanda) sarebbe risalito fino alle Faer Øer per poi girare intorno al lunghissimo Banco di Rockall, tornare a Nord (ancora di più) fino all'Islanda, superare la Dorsale Reykjanes, spingersi di nuovo a Nord ulteriormente fino alla latitudine del Monte Forel per raggiungere la Groenlandia, seguire la massa di quest'ultima, quindi spingersi ancora una volta all'estremo Nord fino alla Terra di Baffin per aggirare il Canyon Centrale tra Groenlandia e Labrador, infine colmare la distanza più grande lungo le coste nordamericane.
Ciononostante, con migliaia di anni a disposizione, non sarebbe stato più praticabile che una navigazione tra gli Iceberg (che, almeno a prima vista, sembrerebbe proibitiva)?
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Scatenando la fantasia di Lord Wilmore:
Mi hai fatto venire in mente un'altra ucronia. Durante le varie fasi glaciali Eurasia e Nord America erano un unico continente, collegate dal ponte di terra della Beringia. E se invece per qualche motivo la penisola di Kamchatka e il Circondario autonomo di Čukotka non esistono, mentre invece esiste una connessione con il NordEuropa, ad esempio perchè Scandinavia, Islanda, Groenlandia ed isola di Baffin fanno parte di un'unica massa continentale analoga alla penisola di Labrador? Chiameremo questa terra Solutreania. Il popolamento delle Americhe sarà europoide e il Nuovo Mondo sarà nota fin dall'antichità romana... come cambia la storia dell'uomo?
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Non è finita. Rovistando nel sito Strangemaps, Iacopo ha trovato la seguente cartina, tratta da questo link:

ed ha proposto di costruirci su un'altra ucronia fantageografica. Ma Lord Wilmore ha così commentato:
Credo che una situazione del genere si sarebbe potuta ottenere solo in caso di mancata saldatura tra la Siberia e la Cina nell'era Paleozoica a formare la Sinorussia, che poi si fonde con la Laurenzia per dare vita alla Laurasia. In pratica, l'antico oceano che separava Siberia e Cina non si è mai chiuso. Ma allora come si è formata la catena dell'Himalaya? Essa è dovuta allo scontro tra Asia e India, ma se al posto dell'Asia si ha un oceano, la catena dell'Himalaya non si solleva, si solleverà quando l'India si scontrerà con la Siberia tra milioni e milioni di anni. Purtroppo la cartina in questione è assurda dal punto di vista geologico...
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Per concludere, le due cartine proposta da Perchè No?. Come cambierebbe la storia del mondo con questa "leggera" modifica?

Secondo Lord Wilmore, l'Europa (quella che noi chiamiamo Europa) è congelata e inabitabile, però il Giappone potrebbe essere protetto da essa dalle correnti polari e costituire fin dall'antichità una talassocrazia nel Pacifico come quella greca. Possibile migrazione degli indoeuropei verso la Cina, e l'Impero Romano si costituirebbe lì. Non c'è un Mediterraneo, ma sulle sue coste potrebbe sorgere il corrispondente della nostra civiltà cinese, mentre Persia, Arabia ed India avrebbero un sviluppo analogo a quello della nostra Timeline. Scontro tra Islamici e Cinesi anziché tra Islamici e Cristiani, colonizzazione dell'Africa e poi dell'America da parte dei Cinesi. Imprevedibili sviluppi nell'Età Moderna...
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Ed ecco la seconda carta:

Sempre secondo il nostro Lord, questa lascia aperta a soluzioni ancora più ardite. Infatti l'Australia è un ponte naturale fra l'Eurasia e il Sudamerica, per cui è probabile la colonizzazione delle Americhe anticipata. Il Pacifico è meno esteso e c'è un continente enorme da colonizzare. È possibile che la razza umana sia nata in Eurasia anziché in Antartide. Il caso più interessante è questo: l'umanità nasce in Indocina; gli erectus colonizzano l'Africa e i Neanderthal l'Eurasia; erectus e Neanderthal danno vita a DUE razze senzienti separate, una in Africa e una in Eurasia da cui dilaga poi in Australia ed Americhe. I Sapiens potrebbero essere i discendenti degli erectus, fu probabilmente così anche nella HL, mentre i Neanderthal sono cugini e danno vita a una civiltà parallela. La Bibbia narrerà dell'episodio di Caino Neanderthal che uccide Abele Sapiens, tutti e due figli di Adamo ed Eva erectus... Voi che ne pensate?
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