L'Impero Romano Fascista


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1914: Prima guerra mondiale.

POD: la Germania guglielmina non invade il Belgio nel 1914.

La Gran Bretagna non interviene nella guerra a fianco della Francia, pur appoggiando questa economicamente. Si combattono da un lato Francia, Russia, Serbia e Giappone, dall'altro Austria-Ungheria, Impero Tedesco ed Impero Ottomano.

L’esercito tedesco non riesce a sfondare la linea del fronte rimanendo nell’imbuto tra Lussemburgo e Svizzera, ma la flotta tedesca decisamente superiore travolge quelle francese e blocca i porti.

Nelle colonie il Camerun e il Togo vengono persi dalla Germania mentre il Tanganica e l’Africa del Sud-Ovest rimangono isolate ma non attaccate.

1915: Il Giappone occupa le colonie tedesche del pacifico.

L’Italia rimane neutrale viste le difficoltà francesi e la rivolta islamica in Libia.

L’esercito tedesco tenta di sbarcare in Normandia.

In Africa i tedeschi sbarcano, in aiuto dei ribelli islamici.

Nel mediterraneo la flotta austriaca è sconfitta da quella francese.

1916: La Germania cerca ancora una volta lo sbarco in Normandia per tagliare fuori i paesi del Benelux e prendere alle spalle l’esercito francese, lo sbarco fallirà ma farà deviare molte truppe francesi dal fronte principale.

Cedimento del fronte francese, e presa di Parigi.

1917: Resa della Francia.

Resa della Russia e conseguente guerra civile.

Trattato di pace con il Giappone con la mediazione americana, la Germania cede la Polinesia all’impero del Sole.

Conseguenze:

La Francia cede tutta la Lorena alla Germania, più tutte le colonie Africane subsahariane: Guinea, Senegal, Costa d’Avorio, Congo francese, Madagascar, Comore, Gibuti e tutte quelle caraibiche, Guaiana, Guadalupa e Martinica.

Le colonie islamiche francesi dichiarano l’indipendenza: nascono Marocco, Algeria, Tunisia, Mauritania, Niger come stati indipendenti.

Le colonie Francesi del sud-est asiatico dichiarano l’indipendenza.

Anni '20: Gli Imperi centrali escono ulteriormente rafforzati.

I mujaeddin alleati degli imperi centrali nella prima guerra mondiale continuano la lotta di liberazione e l’Italia, il paese più debole, ne paga le conseguenze: la Libia e la Somalia dichiarano l’indipendenza, all’Italia rimangono solamente l’Eritrea e il Dodecaneso.

Mussolini, fervente interventista, fonda i fasci di combattimento, il clima di sconforto per l’occasione persa per Trento e Trieste e la perdita delle due maggiori colonie porteranno ad un fascismo ancora più violento e nazionalista della HL (ma meno del nazismo reale).

La Germania vive uno splendido isolamento e acuisce il contrasto con la Gran Bretagna, i due più grossi imperi della terra.

La Francia perde anche la Bretagna e la Corsica che dichiarano l’indipendenza, e deve pagare ingenti danni di guerra, nascono movimenti nazionalisti simili al fascismo italiano.

In Francia si instaura un clima di guerra civile, le guardie rosse appoggiate dall’Unione Sovietica tentano una rivoluzione simile a quella russa, intervento fascista italiano a fianco dei nazionalisti.

Mussolini entra a Parigi e dichiara l’unione tra il regno d’Italia e quello di Francia incoronando Vittorio Emanuele III.

Guerra civile Spagnola e intervento dei franco-italiani alleati con la falange del generale Franco. Mussolini dichiara l’unione tra le corone d’Italia, Francia e Spagna.

Il re Vittorio Emanuele III viene incoronato imperatore romano.

Anni '30: le grandi potenze europee sono Gran Bretagna, Germania, Austria, Unione Sovietica, Impero Ottomano, Impero Romano.

L'Europa nel 1940

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Per fornirmi suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.

Ed ecco un'idea di Basileus TFT:

L'8 novembre 1923 Hitler tentò un colpo di stato, il famoso "putsch di Monaco", grazie all'aiuto di diversi soldati e ufficiali bavaresi. La sua speranza di una Marcia su Berlino fu interrotta dalla pronta reazione della repubblica di Weimar. che lo mise agli arresti prima che potesse scatenare una dilagante rivoluzione. E se invece, proprio come fece il nostro monarca, gli uomini di Weimar si calano le braghe e cedono lo stato a Hitler?

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Così gli risponde Sandro Degiani:

Caro Basileus, i tempi non erano maturi, ci voleva la crisi del '29 per buttare la Germania nelle braccia del Fehuer..!! Lui si era basato sul successo della rivoluzione fascista di Mussolini ma in Italia c'era la situazione drammatica generata dalla fine della Guerra Mondiale e il socialismo rampante, la situazione economica stravolta dalla economia di guerra e il capitalismo che aveva fatto la sua comparsa sulla scena politica scalzando il latifondo e il padronato ottocentesco. La classe borghese stava scalando il potere mentre in Germania la situazione sociale era molto più solida e strutturata, solo il tracollo della economia ha potuto mettere in campo "forze nuove"...

Qualche anno in più non avrebbe cambiato la storia, i piani delle armi segrete non avrebbero potuto essere anticipati, i tedeschi avevano l'aereo a reazione già nel 36 ma in Spagna hanno mandato i Messerschmitt...!

I Carri pesanti Tigtre erano già pronti sui tavoli di progetto ma ci è voluta la batosta in Africa e i carri Sherman e Churchill per farli passare in fabbrica.

Hitler non aveva bisogno di più tempo, aveva bisogno di aspettare solo altri due anni, portare a termine il rinnovamento tecnologico dell'esercito e lasciare che il Duce cercasse di recuperare un po' di vantaggio con la flotta e l'arma aerea. Magari mettendo in cascina un paio di portaaerei e un flotta di sommergibili in grado di esercitare subito il blocco navale. E tenersi buono Stalin ancora per un po'... magari amoreggiando con gli USA e lasciando perdere gli ebrei...

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Ora è il turno di un'ucronia scritta a quattro mani da Estec e da JFB, e pensata durante una pausa caffé:


Ardisco e non Ordisco

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Anno 1922:

Gennaio: D'Annunzio appoggia  la Federazione Italiana dei Lavoratori del Mare del sindacalista  Giuseppe Giulietti.

27-28 Maggio: D'Annunzio ospita Georgij Vasil'evic Cicerin, commissario sovietico agli affari esteri.

31 Luglio: Comincia la sua vita il secondo governo Facta.

3 Agosto: discorso dal balcone di  palazzo Marino ai Nazionalisti di Federzoni.

10 Agosto: D'Annunzio  avverte i sintomi di un lieve malore e per una volta dà retta ai suoi  collaboratori. Il Vate soffre di sbalzi di pressione. Incomincia a  curarsi. Chiede a Francesco Saverio Nitti e Benito Mussolini di spostare al 20 Agosto il previsto incontro di pacificazione nazionale.  Il medico gli sconsiglia di stare attento a finestre e balconi, causa  il rischio di cadute dovute a svenimenti.

20 Agosto: L'incontro ha un  esito negativo, dovuto all'antipatia tra D'Annunzio e Nitti e  per le ruggini legate alla vicenda Fiume.

25 Agosto: D'Annunzio,  convinto che non vi sia una soluzione politica alla crisi italiana,  prende contatti con Federzoni e i reduci dell'avventura fiumana, per  tentare un colpo di stato.

1 Settembre: Al vate giunge voce che Mussolini voglia tentare la stessa cosa. Bisogna accelerare i tempi, al grido di Ardisco e non Ordisco!

18 Settembre: Assembramento delle camicie azzurre dei nazionalisti a Napoli e dei legionari a L'Aquila.

19 Settembre: Il Duca d'Aosta incontra D'Annunzio a Napoli. Le squadre  nazionaliste marciano su Roma, scontrandosi con i fascisti.

20  Settembre: Facta chiede lo stato d'assedio. Il re rifiuta.

21  Settembre: A Milano i fascisti occupano il comune, proclamando  l'insurrezione contro il colpo di stato. D'Annunzio entra a Roma, accolto da una folla festante. Dal Campidoglio pronuncia il monito alla gioventù italiana.

22 Settembre: Il re incontra D'Annunzio. Mussolini, dato che il generale Diaz e l'ammiraglio Thaon di Ravel si dichiarano a  favore del poeta soldato, dà ordine ai fascisti di interrompere le  agitazioni,  giustificando il gesto con la frase "per senso civico e amore dell'Italia".

23 Settembre: Facta rassegna le dimissioni.  Vittorio Emanuele III assegna a D'Annunzio l'incarico di formare il governo.

25  Settembre: D'Annunzio comincia i contatti per la costituzione del nuovo  governo. Sonda Sturzo, promettendogli il ripristino della normalità  istituzionale al termine del periodo  di disordini, i demosociali e singoli liberali. A causa dei fatti di Fiume, rifiuta categoricamente qualsiasi contatto con Giolitti.

2 Ottobre: Squadre fasciste "destituiscono" il sindaco sud-tirolese di Bolzano e costringono alle dimissioni il governatore del Trentino-Alto Adige. D'Annunzio lascia correre, ma tramite Federzoni invita Mussolini a tenere a bada i suoi  scagnozzi.

8 Ottobre: Giolitti va a Canossa, tramite il prefetto Alfredo Lusignoli propone al Vate di collaborare alla formazione del  Governo. D'Annunzio rifiuta.

15 ottobre: D'Annunzio presenta al re la  lista dei ministri. Il vate prende l'interim degli  Esteri e dell'Istruzione.

I ministri sono:

Interni: Federzoni, in quota nazionalista

Finanze: De Stefani, in quota fascista

Giustizia: Rocco, in quota nazionalista

Terre Redente: Rejna, legionario di Fiume, in quota D'Annunzio

Tesoro: Tangorra, quota popolare

Lavoro e Giustizia  sociale: Giulietti, sindacalista, in quota D'Annunzio

Guerra: il Maresciallo Diaz

Marina: il Grand'Ammiraglio Thaon di Revel, duca del mare

Lavori pubblici: Cavazzoni, quota popolare

Industria: Rossi,  quota democratici

Colonie: Dragone, legionario di Fiume, in quota d'Annunzio

Poste: Colonna di Cesarò, quota demosociale

Agricoltura:  De Capitani d'Arzago, quota liberali

18 ottobre: Il governo D'Annunzio  ottiene la fiducia alla Camera con 300 voti a favore, 122  contrari e 17 astenuti. La Confindustria saluta soddisfatta la nascita del nuovo  governo.

31 ottobre: A Roma vengono devastate sedi democratiche e di  giornali antifascisti (Il  Paese, Epoca, Il Comunista). D'Annunzio  ordina l'arresto dei responsabili.

3 novembre: Mussolini protesta con  D'Annunzio per la decisione, minacciando di togliere  l'appoggio al  governo e di passare ad un'opposizione dura, nel Parlamento e nelle  piazze.  Il vate risponde "Me ne frego"

5 novembre: il ministro De  Stefani da le dimissioni

7 novembre: D'Annunzio prende l'interim delle  Finanze. Il suo posto all'Istruzione, il cui  nome viene cambiato in  Cultura, è preso da Filippo Tommaso Marinetti. La borsa reagisce  malamente

8 novembre: D'Annunzio, insieme con il Ministro Giulietti,  incontra deputati massimalisti  Arturo Vella e Giuseppe Di Vittorio.  Ufficialmente per sentire la loro opinione su un  pacchetto di nuove  leggi sul lavoro, in realtà per sondarli in vista di un appoggio  esterno e della neutralità della CGL rispetto al governo

10 novembre:  primo provvedimenti del governo. E' abolita la nominatività dei titoli,  introdotta azionari, introdotta da Giolitti, la tassa di successione e  privatizzato il servizio telefonico, per tranquillizzare la Borsa  Italiana.

E' introdotta una corsia preferenziale per l'approvazione  della riforma agraria proposta da Facta, con un'integrazione che  avvantaggia ulteriormente i reduci, rispettando le promesse fatte dal  vate prima di prendere il potere e facendogli guadagnare l'appoggio  dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci

16 novembre:  Disordini in Emilia-Romagna, da parte dei fascisti agrari, causata  dalle notizie sulla riforma Facta, Data la passività delle autorità  giudiziarie, D'Annunzio da ordini alle camice blu nazionalisti e agli Arditi d'Italia, squadre paramilitari organizzate dai legionari  fiumani di intervenire, per sedarli.

18 novembre: Mussolini si  dissocia dai moti degli agrari

24 novembre: per fronteggiare i  disordini, D'Annunzio chiede alla Camera i pieni poteri per  un anno, ottenendoli

10 dicembre: Marinetti annuncia che verrà introdotta una  nuova riforma scolastica, per  forgiare una nuova gioventù d'Italia,  audace e futurista. Come concordato con Di Vittorio vengono imposte  nuove sanzioni contro il lavoro minorile e ridotto l'orario lavorativo  ad otto ore giornaliere.

18 dicembre: A Torino, gli squadristi  aggrediscono le organizzazioni popolari: 11 antifascisti uccisi, decine  di feriti gravi. Per tre giorni le autorità locali non intervengo.  D'Annunzio perde la pazienza e ordina lo stato d'assedio, con arresti  di massa dei fascisti estremisti e facendo sparare dall'esercito sugli  squadristi.

20 dicembre: D'Annunzio minaccia Mussolini di rendere  illegale il partito fascista

28 dicembre: Nella riunione del Consiglio  dei Ministri viene approvato il pacchetto  Federzoni. Scioglimento di  tutte le milizie politiche et similia ed contemporanea amnistia  per i  reati commessi dai loro membri, tranne l'omicidio. Secondo l'intenzioni  del Vate, ciò dovrebbe ricondurre alla pacificazione nazionale ed alla  fine delle violenze politiche.

 

Anno 1923:

Gennaio: Occupazione francese e belga della Ruhr

10  gennaio: D'Annunzio riceve il colonnello Rodolfo Graziani, che lo  aggiorna sulla situazione libica. Il vate da ordine di sopprimere la ribellione Senussi con ogni mezzo.

17 gennaio: Federzoni è avvertito  dalle forze di sicurezza che i fascisti stanno organizzando una  spedizione punitiva a La Spezia. Chiede a D'Annunzio come intervenire.  Il Vate da ordine nel bloccare l'azione sul nascere, per tutelare  l'ordine pubblico e dare una lezione a Mussolini

19 gennaio: I  carabinieri eseguono una retata di gerarchi liguri.

21 gennaio:  Mussolini protesta in Parlamento, per il comportamento tirannico del  governo e per i suoi atti liberticidi

23 gennaio: Consiglio dei  ministri, in cui si decide

a) Licenziamento di 36000 ferrovieri,  sostituiti con nuove assunzioni, dando la precedenza ai combattenti e  reduci

b) L'istituzione della festa del Natale di Roma

c) Possibilità  di creare assicurazioni private, da affiancare a quella di Stato

d)  Viene creato il Ministero delle Comunicazione, deputato alla  regolamentazione delle attività delle società telefoniche e  radiofoniche. Il ministero è affidato all'ex fascista Bottai,  recentemente divenuto collaboratore del Vate.

e) Per coordinare la  ricerca scientifica italiana, viene creato il CNR, a cui capo viene  nominato il matematico Tullio Levi-Civita

f) Stanziamento a favore  della campagna in Libia

g) Presentato il primo abbozzo della riforma  Marinetti

25 gennaio: Il Vate dichiara di appoggiare pubblicamente  l'azione francese contro il truce alemanno

3 febbraio: D'Annunzio ha  un incontro con i gerarchi Balbo e Grandi, ufficialmente per discutere  della pacificazione nazionale

10 febbraio: D'Annunzio tiene alla  camera il discorso della Pacificazione alla Camera, in cui il governo  si impegna a disarmare "ogni manipolo e bivacco"

1 Marzo: Il pacchetto  Federzoni viene modificato, eliminando l'amnistia ed inasprendo le  pene. Nello stesso consiglio dei ministri, il governo si impegna a  ridurre la tassa straordinaria sui profitti di guerra. Da questo  momento, anche a causa delle continue retate contro gli estremisti di  destra e sinistra, la violenza politica tende a diminuire

27 Marzo:  Approvata la riforma Marinetti, che privilegia la formazione tecnico- scientifica rispetto a quella umanistica, imponendo lo studio di lingue  straniere, crendo percorsi formativi differenziati ed un sistema  meritocratico basato su esami.

12 Aprile: Travagliato congresso dei  Popolari a Torino, in cui le diverse correnti del partito si scannano  sul collaborare o no con il governo D'Annunzio. Alla fine si rischia la  spaccatura tra due mozioni, una che propone la collaborazione non  condizionata, l'altra l'opposizione collaborativa.

13 Aprile: Pubblica  dichiarazione di stima da parte di D'Annunzio per il contributo dei  cattolici all'opera di pacificazione nazionale.

14 Aprile: Il  congresso del PPI termina con una mozione unitaria di compromesso. I  popolari forniranno un appoggio esterno e critico, ma i singoli  ministri e sottosegretari potranno partecipare al governo, a titolo  personale

15 Aprile: Congresso dell'Augusteo del Partito Socialista,  in cui si rifiuta qualsiasi collaborazione con gli scissionisti di  Livorno. D'Annunzio manda un messaggio di auguri agli araldi del  movimento operaio

10 Maggio: Incontro tra il Vate ed il deputato  dell'Opposizione Giovanni Amendola, ufficialmente per definire un  accordo per il ripristino del normale funzionamento istituzionale

9  Giugno: Il sottosegretario De Gasperi propone una legge Maggioritaria,  con un premio alla coalizione che ottiene almeno il 40% dei voti

3  Agosto: a Trieste Palmiro Togliatti fonda lo Stato Operaio

24 Agosto:  La legge De Gasperi è approvata. Popolari, fascisti e socialisti votano  in ordine sparso

27 Agosto: Una missione Ufficiale agli ordini del  Gen. Tellini, incaricata nell'ambito della conferenza di pace degli  Ambasciatori di fissare i confini greco albanesi, viene trucidata in  territorio greco

30 Agosto: Il governo italiano chiede funerali di  Stato in Grecia, pena capitale per i responsabili noti al Governo Greco  e una indennità di 100 milioni o di compensazioni territoriali  nell'Ionio e nelle Cicladi

1 Settembre: La Grecia rifiuta le richieste  e si appella alla società delle Nazioni.

4 Settembre: Ultimatum del  governo italiano alla Grecia

5 Settembre: Incontro tra D'Annunzio e  l'ambasciatore francese. Il governo di Parigi assicura il Vate che appoggerà qualsiasi azione contro la Grecia

7 Settembre: I bersaglieri  italiani sbarcano a Corfù

8 Settembre: Le truppe italiane occupano  Nasso

10 Settembre: Il tentativo inglese di protestare contro l'azione  italiana è bloccato dal governo francese.

11 Settembre: Raid della  flotta Italiana, che bombarda il Pireo e Salonicco.

15 Settembre: Su  pressione dei governi dell'Intesa, il governo greco accetta le proposte  italiane. D'Annunzio, sottolineando la magnanimità italiana, riduce  l'indennità da pagare a 50 milioni di lire, ritira le truppe da Nasso,  ma si tiene Corfù

1 Ottobre: La Francia riconosce l'annessione  italiana dell'isola ionica

15 Ottobre: Il ministro Federzoni comunica  che forse le elezioni si terranno ad Aprile.

8 Novembre: Putsch di  Monaco, da parte di un certo Hitler, che fallisce miseramente

1  Dicembre: Intervistato da un giornalista americano, il Vare annuncia  che forse non parteciperà alle elezioni, dicendo: « Io ho in pugno gli  italiani? E' tutto un bluff, basta un titolo su un giornale e gli  italiani ti buttano subito nella polvere nel giro di ventiquattrore... »

19  Dicembre: Accordo tra Governo, Confindustria e rappresentanti sindacali  per cercare una concertazione sulla gestione dei conflitti salariali.

26 Dicembre: Incontro tra D'Annunzio e Salandra, che si dice disposto a  partecipare ad una coalizione con nazionalisti e fiumani.

 

Anno 1924:

25  gennaio: Il re dispone lo scioglimento anticipato della Camera e la  convocazione dei comizi elettorali per il 6 aprile.

Ancora non è  chiaro se D'Annunzio concorrerà.

27 gennaio: A Roma, il governo  D'Annunzio ricusa gli accordi di Rapallo e da ordine alle truppe  italiane di schierarsi al confine con Fiume. Il Vate pronuncia un  discorso a Piazza del Popolo, che inizia.

"Non rimarremo sordi al  grido di dolore proveniente dalla Dalmazia irredenta!"

Il Regno dei  Serbi Croati e Sloveni, preoccupato per quanto accaduto l'anno  precedente con la Grecia e per i precedenti del Vate, risponde  mobilitando le sue truppe.

Contemporaneamente spedisce Nikola Pašic a  Parigi e Momcilo Nincic a Londra, per invitare le due capitali a fare  pressione su Roma

28 gennaio: Il Times titola "Un'altra guerra per i  Balcani ?"

29 gennaio: Londra proclama la necessità di una nuova  conferenza per regolare la questione. D'Annunzio si dichiara a favore  della proposta, ma segretamente incontra l'ambasciatore inglese  chiedendo, in cambio della rinuncia all'Oltre Giuba nell'Africa Orientale, mano libera nell'Adriatico.

Il governo laburista Mcdonald  si dichiara a favore.

30 gennaio: In un editoriale del Popolo d'Italia, Mussolini condanna la politica avventuristica del governo  scrivendo:

"Rischia di condannarci ad una nuova guerra per quattro  scogli nell'amarissimo Adriatico"

1 febbraio: Dichiarazione di  D'Annunzio. Per il bene dell'Italia, parteciperà alle elezioni  ponendosi a capo del blocco democratico-nazionale, costituito da  Nazionalisti, liberali di Destra di Salandra e Fiumani

7 febbraio: I  deputati massimalisti Giuseppe Di Vittorio e Arturo Vella costituiscono  il movimento socialista per le Democrazia, che si allea con il con il  blocco democratico-nazionale

15 febbraio: Congresso straordinario del  Partito Popolare, per decidere la linea elettorale

16 febbraio: Il  Partito Popolare si presenta autonomamente, in concorrenza con il  blocco democratico

18 febbraio: Gronchi e De Gasperi escono dal  partito, fondando il Partito Popolar-nazionale, che si dichiara alleato  di coalizione del blocco democratico

27 febbraio: il segretario  nazionale della FIOM Bruno Buozzi dà indicazione agli iscritti al  sindacato di votare per il movimento socialista per le Democrazia.

28  febbraio: A titolo personale, il candidato massimalista Antonio  Piccinini aderisce al movimento socialista per le Democrazia.

1 marzo:  Incomincia la conferenza di Nizza, per regolare la questione adriatica.  A rappresentare l'Italia, il sottosegretario De Gasperi, a cui viene  concessa dal Vate la delega agli esteri.

8 marzo: Giolitti dichiara  che presenterà una propria lista, alternativa al blocco democratico-nazionale

14 marzo: I fascisti Balbo e Grandi fuoriescono dal PFI, per  confluire nel blocco democratico-nazionale

15 marzo: A Milano, scontri  tra Arditi d'Italia e fascisti

20 marzo: Accordo elettorale tra  Giolitti e Sturzo, che creano l'alleanza liberal-popolare

24 marzo:  L'"Osservatore romano" elogia pubblicamente il governo D'Annunzio per  aver ristabilito ordine e concordia in Italia, chiedendo quando il Vate  compirà il gran passo per normalizzare le relazioni con la Santa Sede

1 aprile: Condannato a 5 anni di detenzione, Hitler entra nella  fortezza di Landsberg. Contemporaneamente la conferenza di Nizza  assegna all'Italia le isole della Dalmazia.

2 aprile: La Iugoslavia ricusa le conclusioni della conferenza di Nizza, rischierando le truppe  ai confini con l'Italia

4 aprile: Il ministro Federzioni, dati i  giorni di pericolo della Nazione, rimanda a data da destinarsi le elezioni

5 aprile: Proteste in piazza, tra l'altro svolte senza  particolari incidenti, da parte di socialisti e comunisti. A Firenze,  comizio di Giacomo Matteotti, che contesta la deriva liberticida del  governo.

7 aprile: Comizio all'Adrianeo di Roma da parte di Benito  Mussolini, in cui si accusa D'Annunzio di aver provocato la crisi con la Iugoslavia, per poter mantenere il potere "alla faccia della  volontà del popolo italiano". E che i fascisti si opporranno in ogni  modo alla "farsesca dittatura", anche a costo di allearsi con  socialisti e comunisti.

10 aprile: Dichiarazione di Lorient in cui Francia e Gran Bretagna dicono che interverranno a favore dell'Italia, in caso di avventate azioni Jugoslave

16 aprile: Il governo  Iugoslavo, piegandosi alle minacce , accetta le conclusioni della  conferenza di Nizza

18 aprile: Federzoni, dichiarata terminata  l'emergenza nazionale, afferma che le elezioni si terranno l'undici  maggio. Plauso dell'alleanza liberal-popolare

9 maggio: Comizio  finale di D'Annunzio a Fiume.

"I sacrifici della grande guerra sono  stati finalmente premiati."

11 Maggio: Si vota, secondo la legge De Gasperi. Il blocco democratico-nazionale ottiene il 41,2% dei voti, l'alleanza liberal-popolare 25,5 %, i socialisti il 14,1%, i fascisti il 12,8%, i comunisti il 6,4%. Per la coalizione di D'Annunzio scatta il premio di maggioranza.

16 Maggio: D'Annunzio presenta al Re la lista dei Ministri, rinunciando ad ogni interim.

Interni: Federzoni

Esteri: De Gasperi

Finanze: Volpi

Giustizia: Rocco

Terre Redente: Rejna

Tesoro: Gronchi

Lavoro e Giustizia sociale: Di Vittorio

Guerra: Di Giorgio

Marina: Thaon di Revel

Aviazione: Balbo

Lavori pubblici: Dragone

Industria: Bottai

Colonie: Grandi

Poste: Giulietti

Agricoltura: De Capitani d'Arzago

Cultura Nazionale: Marinetti

20 Maggio: Il Popolo d'Italia, l'Avanti e l'Unità e la Giustizia denunciano brogli elettorali da parte del blocco democratico-nazionale.

1 giugno: Comizio di Milano da parte di Mussolini, in cui, oltre alle accuse al governo di aver utilizzato "gli ascari delle urne", propone ai liberal-popolari, a socialisti e comunisti la creazione di un fronte unico di opposizione, contro i mazzieri dei poteri plutocratici, e all'interno del partito di ritornare alle radici di Piazza San Sepolcro.

2 giugno: Giolitti e Sturzo rifiutano la proposta fascista.

4 giugno: Gramsci dichiara pubblicamente che non si alleerà mai con Mussolini e dichiara traditore del proletariato chiunque oserà intraprendere quella strada.

6 giugno: In un discorso alla Camera dei Deputati, il segretario socialista Matteotti, oltre a rinnovare la denuncia dei brogli, si dice favorevole ad accogliere la proposta mussoliniana, per ricreare la grande casa socialista.

10 giugno: Mentre passeggia per il Pantheon, Giacomo Matteotti viene aggredito da un gruppo di esagitati, con il viso coperto da un fazzoletto rosso al grido di "traditore, nemico del popoli, viva la Russia".
Il deputato è gravemente ferito e conseguenze peggiori sono evitate grazie all'intervento dei carabinieri.

12 Giugno: Alla Camera, D'Annunzio fa gli auguri del governo di pronta guarigione al deputato socialista. in più promette che verrà fatta luce prima possibile sulle responsabilità e che eventualmente verrà creata una commissione parlamentare per verificare eventuali brogli elettorali.

13 Giugno: I gruppi parlamentari socialisti, fascisti e liberal-popolari dichiarano di non voler partecipare alla seduta della Camera, per sfiducia verso il governo, accusato di voler insabbiare la vicenda.

14 Giugno: I parlamentari comunisti, con un articolo sull'Unità, negano qualsiasi responsabilità nella vicenda.

18 Giugno: Gli aggressori di Matteotti, individuati da testimoni oculari, vengono arrestati e imputati di tentato omicidio ed individuati come attivisti del PCI.

22 Giugno: A Bologna, Farinacci proclama la riscossa fascista e la necessità di reagire alle violenze bolsceviche.

24 Giugno: D'Annunzio, dopo diverse esitazioni, decide di applicare le leggi del pacchetto Federzoni. Il PCI viene dichiarato fuorilegge e chiusi i suoi giornali.

30 Giugno: I liberal-popolari decidono di appoggiare dall'esterno il governo, mentre i socialisti decidono di non decidere.

8 Luglio: Palmiro Togliatti emigra in Francia, fondando il movimento comunista per la libertà italiana.

15 Luglio: Accordo Italo-Inglese sull'Oltre Giuba, che viene ceduto alla Gran Bretagna.

16 Agosto: Giacomo Matteotti, ripresosi dall'aggressione torna alla Camera, accolto tra gli applausi di maggioranza ed opposizione, con esclusione dei comunisti.

31 Agosto: A causa della vicenda Matteotti e della messa al bando del PCI D'Annunzio rinuncia a riconoscere l'Unione Sovietica.

5 Settembre: Viene nominata la commissione Gobetti, per la verifica dei risultati elettorali.

10 ottobre: Marinetti introduce nelle scuole italiane un'antologia obbligatoria, contenente opere scelte del Presidente del Consiglio e tutti i manifesti del movimento futurista.

21 Ottobre: Incontro tra Sturzo, Giolitti e De Gasperi per trattare la riunificazione tra liberal-popolari e nazional-popolari. Si decide di demandare la questione ad un prossimo congresso.

5 Novembre: In Gran Bretagna si insedia il Governo Baldwin.

8 Novembre: La commissione Gobetti considera "sostanzialmente validi" i risultati elettorali.

23 Novembre: Alla camera viene creata la cosiddetta Commissione Cagoia, per indagare sulle malversazione del governo Nitti.

6 Dicembre: Viene approvata dal parlamento la proposta di D'Annunzio, finalizzata ad introdurre analogamente alla Gran Bretagna, il meccanismo del Governo Ombra.

20 Dicembre: Adolf Hitler è liberato dal carcere.

27 Dicembre: Viene creato il Governo Ombra, con a capo Matteotti e Mussolini ministro degli Esteri.

Come continuarla?

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Per darci il vostro parere in proposito, scriveteci a questo indirizzo.


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