Le testuggini intelligenti

di Homer


A lanciare l'idea è stato l'immaginifico William Riker con questa sua proposta di ucronia:

Rettili vecchi più di 200 milioni di anni, quasi dei sopravvissuti, le testuggini hanno subito pochissimi cambiamenti nel corso delle ere geologiche, sono scampate a tutte le catastrofi naturali che hanno distrutto la maggior parte degli altri rettili, ed oggi sono quasi altrettanto numerose che in passato. Le tartarughe si possono perciò definire a buon diritto uno dei maggiori successi dell'evoluzione della vita sulla Terra.

Ebbene, che accade se un gruppo di questi testudinati, dopo l'estinzione dei dinosauri e prima della definitiva vittoria dei mammiferi, evolve un pollice opponibile e un cervello di grandi dimensioni?

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Al che Homer ha risposto proponendo questa geniale timeline:

Oltre al Genere Homo, in Oriente si sviluppano dai Rettili il Genere Homosaurus e il genere Homochelones in tempi antichissimi; mentre in Europa sopravvive la specie Neanderthalensis. (La Specie Testudo mentalica vive circa 3000-5000 anni, mentre il Neosaurus circa 30 anni).

30 milioni di anni fa: Dalle Tartarughe del Genere Chelonia, in Asia Orientale, si inizia a sviluppare la Prototestuggine, una tartaruga che acquista l’andatura su due zampe.

27 milioni di anni fa: Dalla Prototestuggine evolve la specie Mesotestudo, che acquista la capacità di presa e nella quale la corazza dorsale inizia a regredire a una specie di armatura solida della schiena.

25,4 milioni di anni fa: Dalla Mesotestudo evolve la Testudo sapiens, che per la prima volta inizia a utilizzare la pietra e il fuoco. Regressione definitiva della Corazza a Corazza Dorsale. Dalla Asia Orientale le Testudo Sapiens si diffondono in tutta la Indocina e la Cina.

25,2 milioni di anni fa: Le Testudo sapiens scoprono l’Agricoltura.

20,3 milioni di anni fa: Le Testudo sapiens iniziano a lavorare i Metalli e la loro crescente popolazione le forza a migrare verso l’Oceania e l’India Orientale.

20,157 milioni di anni fa: Prima Città delle Testuggini conosciuta in Indocina.

20-18 milioni di anni fa: Dalle Lucertole Giganti della Nuova Guinea evolvono il Genere Homosaurus e Idrosaurus, il primo elimina brutalmente il secondo.

17 milioni di anni fa: Alla Testudo sapiens si sostituisce la Testudo mentalica, che abbandona il linguaggio composto da suoni passando alla comunicazione psionica. I Documenti Scritti del Ghal-A vengono elaborati da Ahr’tul nella Filosofia Ghal-Ai, che implica l’Armonia e la Pace della Società Testuggine. Evoluzione notevole della civiltà. (Civiltà Pre-Industriale).

16,5 milioni di anni fa: Gli Homosaurus si diramano in tre rami evolutivi; il Gigantosaurus, il Silvosaurus e il Neosaurus. Quest’ultimo sottomette le altre due specie utilizzando la sua maggiore capacità cerebrale, facendo dei Gigantosaurus il proprio Esercito e dei Silvosaurus la propria Servitù.

16,343 milioni di anni fa: Primi scontri tra i Sauri e le Testudo in Indonesia.

15,87 milioni di anni fa: Il Clan Shar-Aimad delle Testudo diviene il Clan Dominante. Inizio della Lunga Guerra contro i Sauri. Vengono conquistate dai Sauri le isole del Pacifico e l’Australia.

13,9 milioni di anni fa: Il Clan Shar-Aimad è sconfitto dal Clan Uraya, che termina la Lunga Guerra contro i Sauri.

13,4 milioni di anni fa: Le Testudo raggiungono un livello tecnologico enorme, sono in grado di abbandonare la Terra tramite il volo spaziale. I Sauri nella loro società caotica e fortemente gerarchizzati, vedono l’affermarsi dell’Imperatore Skleek e della Dinastia Dinosaurica (Lucertole Terribili), che inizia immediatamente a tentare di eliminare lo scomodo vicino nella Guerra dell’Hal-Ai.

12,65 milioni di anni fa: Un intero esercito di Testudo è distrutto dalla massa preponderante di Gigantosauri nella Battaglia di Takal, in Vietnam. Crisi della Filosofia Ghal-Ai e il Maestro Shar-Kuras elabora la nuova dottrina guerriera dell’Hal-Ai. Lotte interne tra i Pacifici Ghal-Ai e i Riottosi Hal-Ai.

12,33 milioni di anni fa: Mentre le Testudo si massacrano tra loro, i Neosauri conquistano rapidamente India e Indocina e crescono considerevolmente di numero.

12,19 milioni di anni fa: La Fazione Hal-Ai prende il potere e perde clamorosamente il conflitto contro l’Imperatore Skleek CI, che stermina quasi la totalità delle Testudo Mentalica e le rende schiave.

12,08 milioni di anni fa: I Pochi Hal-Ai rimasti fuggono nello spazio. L’Impero dei Neosauri conta circa 10 milioni di cittadini, con 60 milioni di Silvosauri e 30 di Gigantosauri, senza contare i circa 500.000 Testudo Sopravvissuti. La Civiltà regredisce a livelli medievali dopo la caduta dell’Impero circa 11 milioni di anni fa e la popolazione cala notevolmente.

5,5 milioni di anni fa: Scimmie Antropomorfe in Africa conquistano la Stazione Eretta.

5,43 milioni di anni fa: Rivolta delle Testudo contro il nuovo Signore della Guerra Skarak in Corea, il tutto si conclude con la concentrazione dei poteri di tutti i Neosauri nelle mani di Skarak.

5 milioni di anni fa: Ultimo Antenato Comune di Uomini e Scimmie.

4,47 milioni di anni fa: L’Impero Schiavile di Grazak XXXII è scosso dalla ribellione dei Gigantosauri, che conquistano il potere, relegando i Neosauri alla schiavitù.

4-2,5 milioni di anni fa: Diffusione del Genere Australopithecus nelle sue varie forme in Africa e comparsa dell’Homo habilis.

3,33 milioni di anni fa: Una Testudo mentalica scopre di poter utilizzare i propri poteri mentali per muovere gli oggetti, levitare e plasmare gli elementi: è nata la Specie Testudo mentalica maior.

3,15 milioni di anni fa: Viene rovesciata la Sovranità dei Gigantosauri dal Neosauro Galak.

2 milioni di anni fa: Dall’Homo habilis evolve l’Homo erectus, che è in grado usare la pietra e il fuoco.

2-1 milione di anni fa: Definitiva fine dell’Impero Neosaurico dopo 11 milioni di anni. Sviluppo della Testudo Mentalica Maior, che migra a nord, fino all’Alaska e varca lo stretto di Bering. Nasce la specie Ibrida di Gigantosauro e Silvosauro, il Laborsauro. Scompaiono gli Ultimi Esemplari di Testudo mentalica minor (Antica) circa un milione di anni fa.

1 milione di anni fa: Homo erectus esce dall’Africa e si diffonde in Europa e Medio Oriente. Primi incontri con le specie Rettili in India.

600.000 anni fa: Da Homo erectus, in Europa evolve la Specie heidelbergensis e in seguito, circa 300.000 anni dopo la specie neanderthalensis.

570.000 anni fa: Gli Hal-Ai tornano sulla Terra e prelevano un centinaio di Testudo mentalica maior.

200.000 anni fa: Evoluzione di Homo sapiens in Africa e sua diffusione in Africa e Medio Oriente.

60.000 anni fa: Il Signore Neosauro Amhaz fa scrivere nelle incisioni di Bahber (Madras) della sua vittoria contro gli strani individui pelosi e senza squame. E’ il primo contatto tra Umani e Sauri.

56.000 anni fa: Le Testudo mentalica maior fondano una nuova civiltà basata sul Ghal-Ai in Nordamerica.

50.000 anni fa: I Sapiens varcano l’Atlantico e si diffondono in Sudamerica.

40.000 anni fa: Prima Migrazione Sapiens in Europa dalla Turchia, vengono colonizzate Grecia e Bulgaria. Scontri tra Neanderthal e Sapiens attestati da evidenti prove archeologiche.

37.000 anni fa: Agarr di Laskai (Hanoi) fugge dallo zio Agjeb verso ovest, in Afghanistan, dove incontra i Sapiens. Aiutato da una Tribù di 1000 umani sconfigge Agjeb e diviene Re dell’Indocina. Gli Umani sopravvissuti divengono una comunità isolata nel Tonchino.

34.000 anni fa: Seconda Migrazione Sapiens in Europa, che porta alla cacciata dei Neanderthal sui Ghiacciai del Nordeuropa. I Sapiens sono padroni dell’Europa Mediterranea.

30.000 anni fa: Gli ultimi Neanderthal migrano negli Urali e in Groenlandia, lasciando l’Europa agli Umani.

26.000 anni fa: Incremento Demografico Umano (4 milioni di persone) notevole. Definitivo ritorno alla Preistoria per i Neosauri.

24.000 anni fa: Ultima visita preistorica degli Hal-Ai (nel frattempo evoluti nella specie Testudo spatialis), questi visitano l’Europa, incontrando il Genere Homo e radono al suolo le ultime città Neosauriche, ricordando il loro continuo tentativo di eliminare le Testudo.

20.000 anni fa: L’Uomo è in grado di usare nuove armi come Arco e Lancia, incremento della stazza della Cacciagione. Migrazione di Sapiens in America sfruttando le nuove conoscenze. Stessa cosa fanno i Neanderthal dalla Groenlandia, utilizzando però i Ghiacciai.

13.000-10.000 a.C.: Riscoperta dell’Agricoltura da parte dei Neosauri, utilizzo della manodopera schiavile Laborsaura, e nascita delle prime città.

8500 a.C.: Età del Ferro in Indocina, crescita esponenziale della popolazione Neosaurica.

7500 a.C.: In Palestina, gli Umani costruiscono la loro prima Città, Gerico. Gli Umani sono stimati attorno ai 10 milioni di individui, mentre i Neosauri e i Laborsauri sono attorno ai 60 milioni di individui. Pochi i Neanderthal (< 500.000) e le Testudo (< 300.000).

7000 a.C.: L’Impero di Maym (Giava) conquista Australia, Indocina, Indonesia e Filippine.

6500-5000 a.C.: Gli Umani scoprono l’Agricoltura, che si diffonde rapidamente. Diffusione del Culto della Dea Madre.

4800 a.C.: l’Impero di Maym conquista l’India e la Cina e sottomette gli Umani dell’Afghanistan, che sono usati come manodopera schiavile nella costruzione della Tana dell’Imperatore Gareb (dove i Neosauri depongono le Uova Fecondate).

3500 a.C.: Gli Umani scoprono la Scrittura ed entrano nell’Età del Rame. La Cultura Camuna in Lombardia fonda il regno di Camunia, con capitale Sellero sotto il Re Ardrem.

3400 a.C.: Nasce il Regno d’Egitto Unito.

3000 a.C.: I Neanderthal di Siberia scoprono l’Allevamento delle Renne. In duecento anni la popolazione cresce fino ad arrivare alla costruzione di molti villaggi fortificati.

2800 a.C.: I Popoli Indoeuropei sono spinti dai Maym verso Ovest e si stanziano in Ucraina.

2350 a.C.: I Maym invadono la Mesopotamia e il Re Akkad li ferma in Battaglia, costituendo l’Impero Accadico che si affaccia su Golfo Persico e Mediterraneo.

2000 a.C.: Gli Amorrei conquistano la Mesopotamia e fondano Babilonia.

1900 a.C.: Migrazione Indoeuropea in Grecia e Anatolia (Micenei e Ittiti).

1860 a.C.: Il Re Camuno Arz conquista la Lombardia e il Veneto.

1700 a.C.: Prima Grande Civiltà Micenea.

1590 a.C.: Crolla l’Impero di Maym, nuovi piccoli stati neosaurici in tutto l’ex-Impero.

1500 a.C.: Crollo della Civiltà Minoica.

1470 a.C.: Gli Italici migrano nella zona Alpina, lotte contro il Regno Camuno.

1430 a.C.: Sakak di Mabar (Canton) sottomette tutti i signori Neosauri della Cina e del Tonchino, scontro con la comunità umana del Tonchino, che porta all’instaurazione della Guardia Reale di Sakak, composta di soli umani.

1390 a.C.: Gli Italici sconfiggono definitivamente il Regno Camuno, formazione di staterelli nella Pianura Padana. 

1370 a.C.: L’Impero Ittita conosce l’Apice del suo sviluppo.

1330 a.C.: Lotte in Siria tra Egitto e Ittiti, culminano nella Battaglia di Kadesh (1286 a.C.), che mantiene lo status quo.

1280 a.C.: La Guardia Reale di Mabar compie un colpo di stato e rovescia i Neosauri, proclamando Izabel Imperatore.

1200 a.C.: Crisi dell’Età del Bronzo: I Dori invadono la Grecia abbattendo la Civiltà Micenea, mentre i Popoli del Mare eliminano gli Ittiti dalla scena Mondiale e indeboliscono l’Egitto. Diffusione della Lavorazione del Ferro grazie agli Invasori Dori in Grecia.

Come continuarla? Se volete dirmi che ne pensate o fornirmi suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.

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Ed ecco le ulteriori trovate di Iacopo:

Bella idea: sono affascinato dalle tartarughe, l'idea che sviluppino un pollice opponibile è interessante. Ancora più interessante sarebbe ipotizzare soluzioni alternative per la manipolazione. Eccone un paio.

Circa sette milioni di anni fa compare il Primelephas gomphoteroides, il più antico antenato comune di mammut ed elefanti. Grazie ad una serie di mutazioni fortunate, la sua proboscide si sviluppa in un vero e proprio organo tattile. Contemporaneamente si sviluppa anche la capacità della specie di comunicare attraverso sonar e in seguito a qualcosa di simile alla telepatia. Con il passare dei milioni di anni la taglia dovrebbe ridursi e la proboscide allungarsi, ed oggi avremmo civiltà di elefanti telepati con una mano sulla proboscide in Africa, Siberia e America del Nord. Che tipo di agricoltura potrebbe sfamare un mastodonte simile? potrebbe mai cacciare? Sarebbe in grado di sviluppare un'architettura?

Una variante simile alla proboscide è il tentacolo. è noto che il polpo è un animale estremamente intelligente, e potrebbe fare il grande balzo, se per qualche motivo invece di fecondare le uova ed abbandonarle si mettesse a creare nuclei stabili ed allevare i propri cuccioli. Probabilmente non svilupperebbe mai una voce come la intendiamo noi, ma la sua capacità di cambiare colore potrebbe trasformarsi in un mezzo di comunicazione. Potrebbero costruire utensili di corallo e addomesticare qualche specie acquatica, ad esempio le testuggini (come cavalcatura) e le foche (come fonte di cibo). Quali sinergie e rivalità con gli umani delle coste?

Alternativa: i formicai sviluppano l'intelligenza. Non le formiche, i formicai. In pratica i singoli insetti diventano ciò che le singole cellule sono per noi, e gli agglomerati di cellule corrispondono ad agglomerati di insetti. I formicai saranno quindi in grado di avere attività intellettuali superiori, di ricordare, immaginare e comunicare. Quali conseguenze? potrebbero addestrare i formichieri come strumenti di "igiene personale"?

Che ve ne pare? Per farmelo sapere, scrivetemi a questo indirizzo.

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A questo punto Renato Balduzzi non ha voluto essere da meno:

Invece che i vertebrati, sono i molluschi ad avere la meglio sulla terraferma. Alle primitive lumache si aggiungono anche i cefalopodi terrestri, che diventano il gruppo di viventi dominante sul globo. La maggioranza degli animali presenti sulla terraferma quindi saranno privi di colonna vertebrale, tendenzialmente mollicci ma spesso dotati di uno spesso guscio. I cefalopodi terrestri, che probabilmente diventerebbero uno dei gruppi maggiormente diffusi, daranno origine ad animali con zampe in soprannumero, con tanto di tentacoli specializzati per la locomozione ed altri per la raccolta di foglie o di erba. Sarebbero probabilmente privi di testa, completamente fusa con l'addome, e la bocca sarebbe posta, come nei cefalopodi moderni, tra i tentacoli. Avremo forse un'età mesozoica con giganteschi polpi di terra che lasceranno il posto a molluschi sempre più evoluti i quali daranno origine ad una specie intelligente. I vertebrati potrebbero comunque svilupparsi in forme terrestri partendo dai pesci ossei polmonati, ma esisteranno solo in forme minuscole relegate a particolari nicchie dell'habitat in balia di lumaconi predatori...

Il corvo è un animale intelligentissimo, lo sanno bene gli agricoltori, ma lo stesso si può dire anche dei colombi. I pappagalli idem, e in più hanno anche la possibilità di modulare una voce simile a quella umana.
A questo punto vorrei introdurre una riflessione interessante: avendo ogni possibile specie intelligente un proprio codice di comunicazione e particolari apparati per comunicare, percepire e comprendere i messaggi, è possibile che si formi un esperanto comune? A mio parere, questo potrebbe accadere nel caso di uomini e uccelli, oppure uomini e orsi. Pensare però di poter comprendere le variazioni della pelle di un polpo o i battiti sul terreno degli elefanti a occhio o a orecchio mi sembra già più difficile.

Ho anche un appunto sull'idea dell'uomo lucertola: io non lo farei discendere dai varani o dalle agame, ma dai camaleonti. Con un po' di fantasia si possono considerare dei rettili scimmia: vivono sugli alberi e hanno le dita opponibili. Un passaggio alla posizione eretta potrebbe capitare in Madagascar, dove vive la maggior parte dei camaleonti oggi esistenti. Per sfuggire alla competizione con le altre specie, la bipedia nelle zone brulle dell'isola potrebbe essere una soluzione interessante. Si formerebbe una specie intelligente che comunica attraverso le variazioni della pelle e usa come organo manipolatorio, oltre che alle mani, anche la lunga lingua. La civiltà dei camaleonti potrebbe prosperare senza grossi conflitti nei confronti dell'uomo, dato che, essendo rettili, il loro metabolismo è molto più lento di quello dei mammiferi, e basterebbero pochi allevamenti di larve di mosca per sfamare una popolazione di migliaia di individui. Immagino c he sarebbe una civiltà molto statica ed epicurea. Un altro candidato a diventare animale intelligente potrebbe essere il clamidosauro, una lucertola australiana che ha l'abitudine di correre in posizione eretta con la clamide aperta a mo' di vela (la clamide è una specie di collare di pelle). A questa creatura però manca una vita sociale, un cervello abbastanza sviluppato e arti manipolatori immediatamente disponibili, nonché un fattore che provochi la bipedia permanente e che la renda un carattere vantaggioso.

Inoltre, tempo fa, parlavo di rane intelligenti. E' una prospettiva interessante perché hanno già gambe muscolose e arti superiori prensili. Affascinante pensare ad una umanità anfibia, ma non riesco a trovare motivi per cui la postura bipede potrebbe risultare vantaggiosa per un animale saltatore che vive nelle paludi.

Riguardo la formica, invece, dovremmo rivedere completamente la nozione di individuo. Infatti la formica argentina, che fece tanti danni negli anni '30 e '40 quando arrivò in Europa insieme al legno sudamericano, pare che in Europa sia rappresentata da due soli formicai. Avete letto bene: esiste una colonia in Catalogna e una tra il Portogallo e la Liguria, che da anni si fanno guerra tra loro (cliccate qui per saperne di più). Se queste formiche riuscissero a coordinarsi in un superindividuo, questo non avrebbe una forma fisica, ma rifletterebbe la geografia dei luoghi dove è ubicato. Nazione e individuo coinciderebbero perfettamente!


La bertuccia europea

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Evidentemente Renato Balduzzi è molto ispirato da questo tipo di ucronie, perchè ne ha concepita un'altra:

Ritrovamenti fossili del Pleistocene indicano che la bertuccia era ben diffusa in tutta l'Europa prima delle glaciazioni, rimanendo solo nelle regioni che mantennero un clima temperato, ossia nel sud della Spagna e in Nordafrica, dove rimarrà limitata fino ad oggi. E se invece una volta finite le glaciazioni si ridiffonde sul vecchio continente? Clan di bertucce introdotti sono presenti in zone temperate fredde, come a Salem in Germania, quindi la specie potrebbe potenzialmente abitare tutta l'Europa dal Baltico al Mediterraneo, limitata solo dalla presenza di habitat adatti. L'impatto sul folklore europeo sarebbe molto più profondo di quanto lo è stato nella nostra timeline, dove le scimmie sono considerate animali esotici. Inoltre, esisterebbero altre "città delle scimmie" sulla falsariga di Gibilterra. Quali potrebbero essere? Leonardo da Vinci, vivendo a stretto contatto con questi comuni animali selvatici, avrebbe potuto avere prima del tempo l'intuizione della teoria dell'evoluzione, anticipando Darwin di oltre tre secoli...

A proposito della presenza storica della bertuccia in Europa, si hanno statuette sarde di epoca nuragica che rappresentano bertucce; inoltre, Ischia era chiamata dai Greci Pithecusa, che contiene il termine "pithecus", e non è del tutto azzardato affermare che l'isola prendesse il nome dal gruppo relitto di bertucce che l'abitava.

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Ma MAS gli ribatte:

Temo che avremmo sterminato le bertucce o macachi dei boschi o scimmia di Barberia sin dall'epoca romana, se non prima.

Pensa ai leoni (che pure vivevano almeno nei Balcani sino all'epoca di Alessandro) ai bisonti europei e ad altri animali selvatici nel ns. continente, scomparsi o quasi; non vedo come una fastidiosissima (per gli agricoltori) scimmia, sarebbe stata risparmiata.

Sino a uno o due generazioni fa, l'uomo "civilizzato" non ammetteva competitori e indubbiamente le scimmie lo sono (come i grandi carnivori e, purtroppo, anche quelli piccoli, pensa alle linci in Italia).

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Renato gli tiene subito testa:

Può darsi, ma allora c'è da chiedersi come mai in Cina e in Giappone esistano ancora numerosi macachi in libertà.

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MAS non disdegna certo di raccogliere il guanto di sfida:

Probabilmente la loro cultura e le loro religioni (sopratutto quella giapponese, dove lo scintoismo predica innanzitutto il rispetto della natura; lo stesso vale per il Taoismo cinese) credo siano più rispettose della natura; la Cina è si sovrappopolata (nelle zone pianeggianti) ma, è anche immensa e con vaste zone montuose.

Il disboscamento, in epoca romana, credo avesse raggiunto livelli incredibili (il legno era l'unica fonte di calore), superiore (sia nel bacino del Mediterraneo che nell'interno dell'Europa) ai livelli attuali (considerando che negli ultimi 30-40 anni in Europa la tendenza si è invertita).

La religione romana e quella cristiana (almeno sino a San Francesco) prevedevano il dominio dell'uomo sulla natura.

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Cui Renato così risponde:

Il disboscamento dell'età romana avrà avuto un ritmo vertiginoso per l'epoca, ma rispetto ai nostri standard, insignificante. Tieni conto che la densità di popolazione era bassissima. Ora non vorrei dire castronerie, ma probabilmente in tutta l'Italia non c'erano più di 5-6 milioni di persone in età augustea, tenendo conto di Roma, che già raggiungeva e probabilmente superava il milione di abitanti. Oggi nelle sole Lombardia e Veneto risiede quasi il doppio della popolazione romana dell'epoca! In ogni caso, l'ambiente ha velocemente recuperato ciò che aveva perduto durante il Medioevo.

Probabilmente se la bertuccia fosse stato un animale comune in Europa quanto lo sono le varie specie di macaco in Cina, durante l'età romana si sarebbe rarefatta, ma non estinta, soprattutto nelle regioni meno abitate (Alpi, Pirenei, Germania, Balcani e naturalmente Numidia). Durante il Medioevo avrebbe avuto, come tutta la fauna d'altra parte, un momento felice, ritornando a colonizzare i vasti spazi boscosi della fertile Pianura Padana, l'Agro romano e del bassopiano francese. Le popolazioni si sarebbero ridotte a partire dal 1300, magari a causa della probabile associazione della scimmia alla stregoneria. Nel Seicento, con la grande crisi e la diminuzione della popolazione, avrebbero avuto ancora un momento di ridiffusione, per poi assestarsi in zone marginali nel corso del Settecento e dell'Ottocento. Al giorno d'oggi le popolazioni europee sarebbero limitate a zone montagnose o poco popolate ed estinte in molti altri luoghi. Assisteremmo probabilmente a programmi di reintroduzione sulla falsariga di ciò che sta accadendo col lupo o col muflone.

Un discorso a parte è quello sul leone. I leoni come tutti i grandi felini hanno bisogno di grandi spazi e molte prede. Inoltre, hanno bassa natalità perché ai vertici della catena alimentare, e questo li rende estremamente vulnerabili. La loro precoce estinzione dall'Europa fu quasi inevitabile. Le bertucce invece hanno una prolificità piuttosto alta, non hanno bisogno di grandi spazi e si accontentano di mangiare poco. Per cui l'ipotetica possibilità di persistenza in zone isolate dell'Europa fino ai nostri giorni non è del tutto da escludere. Certo, il loro carattere curioso e tendenzialmente amichevole con l'uomo gioca a loro sfavore.

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MAS tuttavia si incaponisce:

Ma noi stiamo parlando di una bertuccia, una scimmia (non particolarmente arboricola) che fa si parte del genere dei macachi, adatta ai climi temperati (tipo quello del bacino del Mediterraneo), non di quelli d'alta montagna e temperato-freddi come i macachi del Giappone; per rendere valida la tua tesi, dovrebbe esistere una sottospecie della bertuccia, in grado di vivere nei climi continentali dell'Europa centrale, della regione alpina e di quella balcanica.

Tieni conto che il disboscamento in epoca romana raggiunse livelli insospettabili: se è vero che la popolazione dell'Impero non raggiungeva i 40.000.000 abitanti, l'unica fonte energetica era il legname (non conoscevano il carbone e in pratica neppure gli oli minerali e poco anche i bitumi); immaginati solo quanta legna serviva per scaldare una delle migliaia di terme esistenti nell'Impero.

Non esisteva la ripiantumazione, per cui l'Impero fu spogliato in modo quasi totale di foreste e boschi; solo in epoca medievale l'Europa conobbe un periodo di rimboschimento notevole.

Un altro grosso problema dell'epoca romana era la non conoscenza dell'alternanza delle colture che portò all'impoverimento dei terreni del bacino del mediterraneo (in pratica si usava la monocoltura senza rotazioni); parecchi studiosi sostengono che questa fù la maggior causa della crisi e della caduta dell'Impero, non disgiunta dalla quasi totale mancanza di combustibile (legno).

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Renato insiste:

La bertuccia, contrariamente a quanto si crede, è un animale che vive bene nelle zone fresche. Basti pensare che il suo habitat ideale è la foresta di montagna (cedro, quercia, larice) fino ai 2100 metri di altitudine. Certo, stiamo parlando dell'Atlante del giorno d'oggi, quindi in Europa centrale non potrebbe andare grossomodo oltre i 1800 metri di altitudine. Con tutta probabilità è un animale molto versatile, che vive bene dovunque non ci sia l'uomo e si trovi da mangiare!


Il coccodrillo europeo

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C'è posto anche per questa idea di Viverefan:

Come cambia la storia e la cultura dell'Europa se in questo continente sono diffusi in natura  i coccodrilli? Che conseguenze ci saranno sullo sviluppo della cultura, della scienza e della mitologia?

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Ed ora la parola torna a Renato Balduzzi:

Bella idea davvero! Ho subito pensato alla descrizione di questa specie.

Il coccodrillo europeo, abituato a climi freddi, sarebbe certamente un parente degli alligatori americani e cinesi, gli unici tra i coccodrillidi ad abitare in regioni a clima temperato, quindi il suo nome scientifico sarebbe stato Alligator europaeus. Presumibilmente si sarebbe trattato di un animale piuttosto grosso, così da essere avvantaggiato nel mantenere costante la propria temperatura corporea (come si sa, più il volume è grande minore è il rapporto tra esso e la superficie). Inoltre, avrebbe sicuramente delle narici molto alte in modo da poter avanzare fuori dal ghiaccio che si forma sugli specchi d'acqua e così non morire soffocato. E' anche un animale molto forte, tanto da riuscire a spaccare croste di ghiaccio spesse anche 20 o 30 cm con una mossa del capo.

Ed ecco la Timeline di questo alligatore:

5 milioni di anni fa: siamo nel Pliocene. In Europa le temperature si abbassano gradualmente. Nel Vecchio continente scompaiono coccodrilli e alligatori, tranne che nelle regioni meridionali.

3 milioni di anni fa: una nuova specie, l'Alligator europaeus, particolarmente adatto ai climi temperati, è diffuso nel sud della Spagna e in Nordafrica.

1 milione di anni fa: a causa delle glaciazioni, l'alligatore europeo scompare quasi completamente dal continente ma sopravvive numeroso nella catena dell'Atlante. 
Nel corso del successivo milione di anni, gli alligatori si diffondono "a fisarmonica" verso nord, seguendo lo scioglimento dei ghiacciai.

10.000 a.C.: la fine dell'ultima glaciazione permette all'alligatore di espandersi verso nord. Sono stati trovati fossili risalenti a questo periodo in diverse località dell'Europa e del Medio Oriente.

6000 a.C.: a quest'epoca risalgono alcuni resti di alligatore con evidenti segni di macellazione rinvenuti nel nord della Germania.

4000 a.C.: la civiltà sumerica rappresenta esseri simili a coccodrilli nella propria arte sacra. Nell'epopea di Gilgamesh l'alligatore viene considerato il custode del mondo delle acque.

2000 a.C.: a quest'epoca risalgono numerosi manufatti a forma di alligatore ritrovati in Italia, Spagna, Balcani e Gran Bretagna. La pelle di alligatore viene utilizzata come cuoio di ottima qualità.

700 a.C.: stando alla tradizione romana, l'alligatore europeo è numeroso nel Tevere. L'episodio del ratto delle Sabine, infatti, consegue all'uccisione da parte dei Romani di un enorme alligatore e del consumo rituale delle sue carni prima del rapimento delle donne sabine. L'alligatore nel pantheon romano è legato al culto del dio Nettuno. Il consumo delle sue carni sarà regolato fino alle soglie dell'età imperiale dal Pontefice Massimo, e autorizzato solo in certi giorni e solo previa cattura rituale di esemplari particolarmente grandi. Generalmente, la plebe non aveva accesso alla carne di alligatore, nonostante non fossero affatto infrequenti razzie presso i nidi (ce lo ricorda Livio nell'Ab Urbe Condita: il reo, tentando di giustificarsi dicendo che fosse una prassi comune, fu poi condannato ad immergersi in un pozzo infestato di giovani alligatori). 
Nella mitologia celtica l'alligatore viene invece associato sia a Epona, dea dei cavalli e delle acque, sia a Sucellus, un dio silvestre minore. Le calzature e le cintole dei nobili sono confezionate in pelle di alligatore. 
I Greci invece accostavano l'alligatore alla figura di Plutone, custode dell'Ade. In alcuni scritti letterari si parla dell'ingresso dell'Ade descrivendolo come un immenso paio di fauci di alligatore da cui esce un fetore pestilenziale. 
Inoltre, nell'Odissea, Omero paragona le dimensioni del ciclope Polifemo paragonandolo ad un grosso alligatore. 
Ercole viene descritto a volte con indosso una pelle di leone, a volte con quella di un alligatore.

400 a.C.: viene documentata a Sparta la tradizione della lotta contro l'alligatore, una "crocodilomachia" che simboleggia la familiarità degli Spartani nei confronti della morte. Aristofane cita gli alligatori nella sua commedia "le rane".

300 a.C.: Aristotele, nella sua Historia animalium, descrive la specie.

60 a.C.: Cesare documenta il consumo di carni di alligatore in Gallia, riportando la differenza tra il metodo di consumo romano. Infatti, mentre a Roma la carne veniva sempre bollita ricavandone una sorta di spezzatini, nelle Gallie veniva trattata allo stesso modo della selvaggina ordinaria, ottenendone, oltre che bistecche, anche carpacci e salumi. Nel frattempo presso i Romani gli alligatori sono considerati sempre meno come animali legati al culto sacro, e sempre più come ingrediente per gustosi piatti consumati nelle tavole dei patrizi. Molto apprezzate le uova, in gran parte raccolte sulla riva del Tevere. Grazie ai Galli, i Romani scoprono la preziosa pelle dell'alligatore e iniziano a confezionare abiti con questo pregiato cuoio.

10 a.C.: Virgilio cita varie volte l'alligatore, sia nelle Bucoliche che nelle Georgiche. Ne emerge una visione ormai differente da quella tradizionale. Nonostante il ripristino delle antiche tradizioni latine da parte di Augusto, l'alligatore è privo dell'aura sacrale che lo proteggeva cosicché il consumo rituale delle sue carni passa nel dimenticatoio.

100 d.C.: gli alligatori sono onnipresenti nelle arene imperiali. Molti martiri periranno nelle fauci di questi animali. Per influsso greco, l'alligatore viene accostato all'aldilà e diviene simbolo del Giudizio Universale. 
Plinio il Vecchio descrive la caccia all'alligatore nel lago di Como e i prodotti che si ottengono dall'animale.

200 d.C.: Tacito cita gli alligatori ben due volte: nella Vita Iulii Agricolae segnala la presenza di enormi esemplari nel nord della Britannia, e nella Germania descrive brevemente il rapporto tra Germani e alligatori, secondo l'autore molto comuni lungo il corso del Reno. Bisogna anche dire che secoli di caccia indiscriminata da parte dei Romani aveva fatto crollare il numero di questi animali in tutto l'Impero.


Il cugino Neanderthal

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Ed ecco un'ulteriore idea di Renato Balduzzi:

I Neanderthal, invece di essere annientati dalla competizione con l'uomo moderno, migrano verso oriente colonizzando la Siberia e raggiungendo lo stretto di Bering prima dell'Homo sapiens, che non riuscirà a penetrare nel Nuovo Mondo. Il Neanderthal avrà la possibilità di sviluppare una civiltà americana in grado di competere con quella del sapiens? Se sì, un impatto militare tra le due specie, tenuto conto della eccezionale prestanza fisica dell'Homo neanderthalensis, potrebbe portare alla scomparsa del sapiens. In ogni caso, la civiltà Neanderthal sarebbe molto diversa dalla nostra. Il linguaggio potrebbe essere basato su suoni improducibili dall'uomo moderno, magari addirittura su elementi vocali totalmente differenti. La particolare struttura della mano si sarebbe prestata poco alla scrittura tramite uno stilo, e quindi forse sarebbe stata preferita una scrittura simile al quipu andino. L'eccezionale forza di questi uomini avrebbe permesso l'erezione di grandissimi monumenti. Presso la civiltà Neanderthal probabilmente i vestiti non avrebbero la grande importanza che hanno per noi, in quanto probabilmente questa specie di uomo possedeva una pelliccia abbastanza folta. Dato il loro adattamento al freddo, gli insediamenti Neanderthal occuperebbero anche latitudini molto alte, mentre le zone tropicali sarebbero probabilmente evitate come l'homo sapiens evita i deserti.

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Anche MAS ha formulato le sue proposte in proposito:

Se come dici tu i Sapiens Sapiens (noi) non riescono ad attraversare lo stretto di Bering, dobbiamo supporre che i primi duraturi contatti (dopo 35.000 anni dall'estinzione del ramo Europeo dei Neanderthal) tra Sapiens Sapiens e Sapiens Neanderthalensis avvenga alla fine del XV sec. dell'epoca moderna con i viaggi di Colombo.

Prima conseguenza di questo contatto sarebbero state pandemie trai neanderthaliani e forse (ma i viaggi avrebbero funzionato da quarantena) tra i post Cromagnon (quelli del Vecchio Mondo); probabilmente il livello tecnologico maggiore raggiunto dai Sap. Sap. avrebbe permesso un rapido assoggettamento dei Neand., tenendo conto che a differenza degli amerindi, i neanderthaliani, quasi certamente non sono in grado di ibridarsi coi sapiens).

Non ricordo di aver sentito parlare di differenze sostanziali nella opponibilità del pollici tra N. e S. per cui non credo che non avessero le ns. stesse capacità di utilizzo delle stesse, mi pare invece di ricordare che un ossicino posto nella laringe avesse una forma lievemente diversa per cui le capacità vocali potrebbero risultare differenti con possibili problemi di comunicazione tra le due razze.

I N. erano assai più adattati dei S. alla vita in ambienti freddi (erano più brevilinei e tozzi, ma la loro maggiore pelosità mi sembra uno stereotipo non suffragato dai fatti) per cui avrebbero avuto qualche difficoltà ad adattarsi ai climi desertici o equatoriali, ma in 40.000 anni noi abbiamo sviluppato gli inuit e loro avrebbero sviluppato una variante per climi caldi e per climi da foresta tropicale; comunque si vestivano esattamente come noi per proteggersi dal freddo (le differenze tra le 2 razze sono infinitesimali e non comportano un adattamento così estremo).

Temo che i Neanderthal, finendo in America, avrebbero posposto la loro dipartita da questo mondo di 40.000 anni e niente più.

Per Renato vorrei precisare che i Neanderthal, coi capelli tagliati normalmente, in giacca e cravatta, passerebbero inosservati per le vie delle nostre città, le arcate sopraciliari più marcate, il mento lievemente sfuggente e il setto nasale un poco più grosso del nostro (nonché il fatto che fossero un poco più tarchiati della media dei Cromagnon), non sono così risaltanti; non confondiamoli con ominidi primitivi (Australopiteci e similari), che, anche se ben vestiti, si noterebbero anche ad uno sguardo distratto.

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Enrico Pellerito è intervenuto nel dibattito:

Da tempo si dibatte su una possibile causa ambientale per la scomparsa dei Neanderthal. La paleontologa Naomi Cleghorn, dell'Università di California a Berkeley, ha scoperto che circa 40 mila anni fa, in quelli che oggi sono l'Italia e il Caucaso, una serie di vulcani eruttarono in rapida successione: l'eruzione più violenta fu quella detta dell'Ignimbrite Campana, avvenuta nei Campi Flegrei presso Napoli, con ogni probabilità la più violenta verificatasi in Europa negli ultimi 200 mila anni. Le diverse concentrazioni dei pollini trovati nei sedimenti della grotta Mezmaiskaya, in Russia, messe in correlazione con gli strati di ceneri vulcaniche presenti, fanno pensare che le eruzioni abbiano praticamente distrutto la vegetazione. La distruzione delle piante avrebbe causato un crollo delle popolazioni di erbivori, con conseguenze devastanti per i Neanderthal, che si sostentavano soprattutto con la caccia ai grossi mammiferi. I nostri cugini erano sopravvissuti a diverse glaciazioni e ad altri disastri naturali, ma secondo la Cleghorn e i suoi colleghi non potevano resistere alle eruzioni di 40 mila anni fa: a quanto pare tutti i vulcani eruttarono quasi all'unisono. "Se un cambiamento avviene nell'arco di un paio di generazione, adattarsi è molto più facile: c'è il tempo di spostarsi, di cercare altri siti in cui vivere, e la popolazione può riprendersi. Ma noi stiamo parlando di un evento unico nella storia", ha dichiarato la ricercatrice. "Le popolazioni di Homo sapiens che vivevano in Europa 40 mila anni fa erano piccole e isolate: si moltiplicarono solo dopo la scomparsa dei Neanderthal. Prima di allora, facevano solo brevi incursioni nell'Europa neandertaliana, e solo ai margini. Pensiamo che, non fosse stato per l'impatto devastante delle eruzioni, i Neanderthal avrebbero conservato la supremazia ancora a lungo". Mi sembra un'ottima ipotesi fantastorica circa una possibile sopravvivenza dei nostri massicci cugini, voi che ne dite?

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Gli risponde Bhrg'hros:

L'individualità dell'evento lo rende un ottimo punto di divergenza. Resta però un altro collo di bottiglia: la neolitizzazione dell'Europa ha introdotto nel (Sub)continente un'onda demica di sapientes che comunque avrebbero determinato l'estinzione (impercettibile) dei geneticamente non più assimilabili neanderthaliani (tutti i casi di ibridazione sarebbero rimasti sterili alla seconda generazione; tutti i casi di segregazione sarebbero rimasti nello svantaggio numerico iniziale). Il risultato sarebbe stato molto simile all'attuale: egemonia dei sapientes, possibile sopravvivenza isolatissima dei neanderthaliani.

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Ed ecco una variante di questa ucronia pensata da dDuck:

Ho avuto un'idea brillante: l'umanità freddolosa! Per qualche ragione storica o biologica l'uomo sapiens non arriva a colonizzate tutti i territori perchè incapace di vivere a certe latitudini, allora non colonizza l'Europa né la Siberia, e di conseguenza ne anche l'America. Molti gruppi linguistici non nasceranno mai: uralici, altaici, parte degli indoeuropei, amerindi. Tra gli Indoeuropei ci saranno solo gli indoiranici, i greci e gli ittiti. L'Europa sarà colonizzata solo in parte e nei periodi meno freddi.

Di conseguenza sopravvive il Neanderthal che dall'Europa si espande in Asia Centrale e Siberia, rimanendo allo stadio del Paleolitico. Riusciranno i neanderthal a colonizzare l'America ? Quali saranno le potenze del mondo antico ? Quale sarà il rapporto tra potenze del mediterraneo e i neanderthal paleolitici ?

Permesso che molti indoeuropei non esistono ( celti, germani, balto-slavi), l'impero romano nasce come un paese di confine, poco interessato alle inospitali lande dell'europa centrale. Vedremo neanderthal nelle legioni romane ? Per m e saranno usati dai romani solo come manovalanza.

La Colonizzazione Romana comprenderà solo Iberia, Gallia meridionale e Alpi. L'Europa centrosettentrionale è considerata alla pari della Siberia russa, Roma cerca l'espansione a sud: Africa, Grecia ed Egitto. Cristoforo Colombo troverà solo Neanderthal in America, fermi al Paleolitico, e le civiltà precolombiane non esisteranno. Come continuarla?

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Per chiudere, ecco l'idea di Bhrg'hros:

Stiamo dimenticando l'ucronia più ucronica di tutte: nel Paleolitico avviene una mutazione genetica che "disinnesca" gli istinti omicido del genere Homo, e nessuna guerra sarà mai combattuta! Magari Napoleone e Wellington, per decidere chi vince a Waterloo, si fanno una bella partita a scacchi... (sospiro!)

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Cui risponde Sandro:

Ahimè! Il gene "omicida" da disinnescare è patrimonio di quasi tutti i mammiferi, inteso come spinta alla sopravvivenza, metodo per stabilire le gerarchie, sistema di regolazione della popolazione ecc....

Senza l'uomo non si sarebbe forse evoluto ma sarebbe scomparso prima cancellato da specie più aggressive e meglio attrezzate dalla natura di artigli, dentature, muscoli e corna.

Credo che una razza "pacifica" abbia poche probabilità si perpetuarsi se non in ambienti particolarmente amichevoli e ristretti. Non per giustificare la violenza ma per analizzare obiettivamente la realtà.

Credo anche che la dimostrazione massima dell'intelligenza sia proprio il non ricorso alla violenza, una etica consapevole e radicata del valore della vita e del valore del confronto civile e dialettico.

Ma se un violento ignorante incontra un pacifico intelligente, è il secondo che ha la peggio... questo è un dato di fatto che rende quindi necessaria una "violenza" regolamentata sotto forma di controllo di polizia, insomma è necessaria la delega della violenza dal singolo a una casta che ne deve fare però un uso limitato e regolamentato al solo scopo di permettere una vita tranquilla e tutelare i pacifici.

Anche i greggi di pecore hanno bisogno dei cani pastore se in giro ci sono lupi!

E non dimentichiamo i "pacifici" monaci tibetani e buddisti, che pur in una filosofia di pacifismo ad oltranza, hanno sviluppato le tecniche più micidiali di difesa personale usando il solo corpo e semplici strumenti come arma di difesa. l'Aikido, la tecnica più sofisticata, per esempio non contempla e non posside tecniche di attacco, un esperto in questa arte non può far del male a nessuno se non sfruttando la forza di attacco del rivale e ritorcendola su di lui.

Un mondo in cui l'Aikido è insegnato fin dall'asilo a tutti, in cui tutti si possono difendere e nessuno attaccare sarebbe quindi ipotizzabile.... che ne pensate?

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Per fornirmi il vostro parere riguardo a queste mie ucronie, scrivetemi a questo indirizzo.


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