di Demofilo
Molti storici hanno indicato che le elezioni politiche del 1919 e 1948 avevano un aspetto comune: la sconfitta dell'area liberale e laica, sostituta nel 1919 dai partiti di massa (il Ppi di don Sturzo e il Psi di Turati) e nel 1948 dalla vittoria della Dc di De Gasperi. Essa era erede di quella grande tradizione di statisti e servitori dello stato che aveva retto le sorti dell'Italia dall'Unità fino all'avvento del fascismo.
Ma ecco che, durante l'esilio in Francia, mentre i socialisti e i comunisti continuavano a litigare su una possibile "concentrazione unica antifascista e antireazionaria per la repubblica e il socialismo", nell'autunno del 1927 lo storico Pietro Gobetti e il giornalista Carlo Rosselli danno vita al movimento "Giustizia e Libertà" con un documento, "La Rivoluzione Liberale", nel quale i due intellettuali indicano una "terza via" tra il capitalismo e il socialismo.
Il programma politico vero e proprio del movimento è stilato dall'economista Ugo La Malfa e da Altiero Spinelli, fondatore del Movimento Federalista Europeo: naturalmente prevede una chiara scelta repubblicana, con regime parlamentare e una struttura federale dello stato democratico, garantendo le varie autonomie locali (istituzione delle regioni e tutela delle minoranze linguistiche). Allo stesso tempo si chiede una "democratizzazione" delle fabbriche e delle aziende, uno statuto dei lavoratori e la nascita di consigli di gestione nelle varie realtà produttive. Lo stesso Rosselli afferma che rappresenta il "compromesso tra le teorie sull'uguaglianza del socialismo democratico riformista e la gestione pratica dell'istituzione liberale di un paese". In calce viene messo un forte richiamo ad una possibile grande federazione europea tra le nazioni e i popoli del vecchio continente.
Questa iniziativa fa presa soprattutto sull'antifascismo in esilio in Francia: molti socialisti e comunisti decidoro infatti di aderire a questo nuovo progetto. Vanno ricordati il vecchio Filippo Turati, stanco ormai dei continui litigi all'interno del PSI, il giovane Sandro Pertini e Giorgio Amendola. L'attrazione verso il movimento aumenta anche dopo il fallito attentato a Carlo Rosselli e al fratello, e la guarigione di Gobetti dalla tubercolosi che lo ha tenuto infermo per ben due anni.
Dopo l'8 settembre 1943, il movimento si organizza in squadre partigiane, coordinate da Pertini, dal comandante partigiano Ferruccio Parri e dall'avvocato Emilio Lussu, nelle brigate di "Giustizia e Libertà". Fondamentale è l'apporto di tale movimento, che per numero e lavoro supera le brigate comuniste "Giuseppe Garibaldi". Il 28 gennaio 1944, al Teatro Comunale di Bari, si incontrano i vari esponenti dell'antifascismo democratico italiano e fondamentale è la partecipazione e l'intervento di "Giustizia e Libertà": esso diviene proprio in questa sede un vero e proprio partito politico di massa. Ha infatti ricevuto la piena adesione dei partigiani Riccardo Lombardi ed Enrico Mattei e gli ex-presidenti del consiglio Ivanoe Bonomi, socialista riformista e Vittorio Emanuele Orlando e Francesco Saverio Nitti, liberali.
Il 2 marzo 1944 Benedetto Croce, padre del pensiero liberale italiano, propone al Consiglio Nazionale del rinato Partito Liberale Italiano di stringere un patto federativo per unificare le varie anime del pensiero liberale e democratico, riformista e laico in Italia.
Il 28 maggio 1944 a Salerno nasce l'Unione Democratica Nazionale, che appunto unisce i liberalsocialisti Carlo Rosselli e Pietro Gobetti, i liberaldemocratici Ugo La Malfa e Ferruccio Parri, il Partito Liberale Italiano di Benedetto Croce, la Democrazia del Lavoro di Ivanoe Bonomi, il Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli. Da Washington arriva intanto la piena adesione (anche finanziaria) da parte del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt e del Partito Democratico Americano, mentre l'economista liberale Luigi Einandi, presidente della Banca d'Italia, e i cosiddetti "poteri forti" (il partito della finanza e dell'industria) aderiscono in massa al partito del tricolore, della spiga e della stella.
Durante il primo congresso al Teatro Nuovo di Firenze, il 2 dicembre 1945, viene eletto segretario politico Rosselli con La Malfa responsabile organizzativo e il giovane Eugenio Scalfari responsabile del settore giovani, mentre Gobetti e Croce riprendono a pubblicare l'organo ufficiale del partito, "La Rivoluzione Liberale". Nel maggio del 1945 abbiamo la scissione dell'ala conservatrice, guidata da Roberto Lucifero e Giovanni Malagodi, che fondano il Partito Conservatore Italiano e aderiscono direttamente alla causa monarchica insieme all'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini e al Partito Nazionale Monarchico di Vincenzo Selvaggi. L'Unione Democratica invece lascia libertà di voto, anche se Rosselli comunica il risultato di un sondaggoi dei quadri generali del partito, che segnala un 60 % in favore della causa repubblicana.
Il 2 giugno 1946 l'Unione Democratica Nazionale conquista la maggioranza relativa dell'Assemblea Costituente di Montecitorio con il 35,8 % dei suffragi, impone la caduta del governo a guida democristiana e chiede al nuovo capo dello stato, il liberale napoletano Enrico De Nicola, la presidenza del consiglio. Nasce così il 25 giugno 1946 il primo esecutivo guidato da Pietro Gobetti, con la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista di Unità Proletaria di Pietro Nenni e il Partito Comunista d'Italia di Palmiro Togliatti.
Durante i lavori della Costituente fondamentale è l'apporto del partito del presidente (anzi dei presidenti, vista l'adesione dello stesso De Nicola), e il 27 dicembre 1947 al Quirinale si tiene la solenne cerimonia con le firme di De Nicola, Gobetti e del presidente della Costituente, il comunista Umberto Terracini. Intanto la Guerra Fredda è cominciata e il presidente degli Stati Uniti Harry Truman dichiara pubblicamente il pieno appoggio a Gobetti e all'Unione Democratica Nazionale, diventato partito durante il secondo congresso a Padova, dal 2 al 15 gennaio 1948.
Alle elezioni politiche del 18 aprile 1948 si presentano tre coalizioni: l'Unione Democartica Nazionale (che aveva ricevuto a braccia aperte i socialdemocratici di Giuseppe Saragat e Giuseppe Romita dopo la scissione di Palazzo Barberini) e la Democrazia Cristiana candidano Pietro Gobetti; il Fronte Democratico Popolare (PSI e PCI) candidano Palmiro Togliatti; l'Uomo Qualunque, il Partito Nazionale Monarchico, il Partito Conservatore Italiano e il Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante candidano Guglielmo Giannini. Vince Gobetti con il 48,5 % dei voti. Il 35,7% va a Giannini, mentre è deludente il risultato dei socialcomunisti. Carlo Sforza, conte, ambasciatore e antifascista, viene eletto presidente della repubblica mentre Luigi Einandi prende la presidenza di Palazzo Madama e Giuseppe Saragat quella di Montecitorio.
Il II governo Gobetti è così composto: Pietro Gobetti presidente del consiglio con delega alla cultura, Alcide De Gasperi ministro degli affari esteri, Riccardo Lombardi ministro dell'interno, Ferruccio Parri ministro della difesa, Ugo La Malfa ministro dell'economia con delega alle finanze, al tesoro e al bilancio, Giuseppe Romita ministro di grazia e giustizia, Giorgio La Pira ministro del lavoro e delle politiche sociali e Benedetto Croce ministro della pubblica istruzione
di Filobeche
Punto di Divergenza: L'Inghilterra durante la depressione conosce un colpo di stato comunista e diventa l'alleata principale dell'Unione sovietica.
1929: Crollo di Wallstreet,in america la grande depressione riduce milioni di persone sul lastrico e costringe grandi imprese a chiudere insieme alla banche. Poiché il denaro americano regge l'economia europea il crollo della borsa in America provoca la caduta dell'economia in Europa.
1931: A causa della sempre maggiore instabilità economica i sindacati britannici organizzano ore ed ore di scioperi; a guidare la rivolta è il leader dei laburisti Clement Attlee. Dopo la chiusura delle Fabbriche e delle miniere scoppia la cosi detta "Rivoluzione incruenta" I gallesi e tutto il mid-west carbonifero marciano su Londra e proclamano la "Repubblica Polare di Gran Bretagna" costringendo la famiglia reale alla fuga in Canada.
1932: Escono dal Commonwhealth Africa del sud, Rodesia e l' Oceania e Canada ed India rimangono all'interno tutte le nazioni asiatiche e quelle Africane incluso l'Irak e Aden. Il Canada si dà una costituzione monarchica elevando i Windsor a regnati del paese (Una sorta di duplice monarchia Quebecois-canadese)
1933: Clement Attlee organizza la repubblica Inglese (British Commonwhealt of repubblics) in 4 repubbliche sovietiche federate (Inghilterra, Galles; Irlanda del Nord e Scozia) mentre le nazioni dell'impero britannico ancora fedeli a Londra vengono gestite da locali funzionari facenti parte del BCCP (British Commonwhalth Comunist Party) ed alla fine dell'anno stringe con l'Unione sovietica un'alleanza militare ed economica. Hitler diventa cancelliere di Germania
1934-1935: Prime repressioni in Irlanda del Nord dove moltissimi cattolici trovano la morte; la religione viene ufficialmente bandita da tutto l'impero anche se in realtà le viene permesso di vivacchiare nelle regioni contadine.
1936: In seguito alla tentata invasione della Cecoslovacchia gli Inglesi invadono la Germania nazista; scoppia la cosi detta "Guerra del Nord" La Germania viene rapidamente sconfitta anche con il consistente aiuto della Francia e viene divisa in due sezioni a nord la repubblica democratica tedesca ed a sud la Federazione tedesca meridionale che coinvolge anche l'Austria. La Guerra si conclude il 2 Giugno del 1939.