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Ed ora veniamo a un'idea di Det0: la Provenza Saracena.
Nel 960 un gruppo di
Saraceni si stanzia a Frainet, in un luogo imprendibile via terra, e cominciano
a fare razzie verso Borgogna e persino l'attuale Svizzera. Verranno scacciati
dal Marchese del Piemonte e dal Duca di Provenza solo nel 973.
Ma cosa succede se i Saraceni riescono a mantenere la loro roccaforte? Entro
qualche decina d'anni di lotte abbandonano le razzie e conquistano le zone
circostanti alla città e dopo alcuni secoli vediamo formato un potente stato
arabo in Provenza; che sarà distrutto solo con l'avvento delle Crociate, e
forse più in là...
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Così gli risponde il francese Perchè No?:
Ho visitato da bambino le rovine della fortezza dei Saraceni in Provenza, e davvero era qualcosa di piccolissima, una roccaforte di pirati (ce n'erano altre). Piuttosto che uno Stato provenzale si potrebbe pensare a delle città-Stato saracene molto più difficili da scacciare.
Non penso a una potenza unita provenzale, ma delle città Stato di questo tipo potrebbero sopravvivere più a lungo di quanto tu pensassi, e si potrebbe immaginare che si crei una minoranza storica musulmana in Francia, un gruppo di musulmani sudditi del re.
Naturalmente c'è il precedente dei re cattolici, che hanno espulso ebrei e musulmani per conservare la purezza del sangue cristiano spagnolo: un'idea tipicamente spagnola che si ritrova in Francia. Anche se i re di Francia sono Très Chrétien, possono però risolvere facilmente i problemi di fede, lo prova la stretta alleanza tra François I e il sultano ottomano. Almeno delle città libere o delle signorie saracene possono sopravvivere fino alle guerre di religione, quando sarebbero spazzate via dall'intolleranza, o al massimo fini ai tempi di Louis XIV.
Perchè questi gruppi sarebbero sopravissuti ai tempi delle crociate e di San Luigi? Perchè la Provenza é una provincia lontana dal centro del potere francese, ed un certo livello di autonomia era possibile, sopratutto se i Saraceni trovano alleati nelle signorie provenzali (divisione del bottino) o nelle città ("protezione" ricompensata). Come evolve il loro islam nella società francese? Potrebbero anche far nascere un Islam occidentalizzato ch e oggi sarebbe rivale del wahhabismo...
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Questo è invece il parere di Toxon:
Interessante, sia che si formi un emirato di Frainet sia che sorgano tante città-stato (come suggeriva Perchè No?). Cosa succederà comunque alla cultura provenzale, posto che gli Arabi non conquistino l'intero sud della Francia, come mi sembra più probabile dal POD? All'inizio i rapporti fra Cristiani e Saraceni saranno molto burrascosi, e in provenzale non si scriveranno poesie d'amore ma poemi cavallereschi come quelli in lingua d'oïl. Ma se in seguito la situazione diventa più pacifica, sia che i Saraceni rimangano indipendenti sia che i Musulmani vengano tollerati dallo stato francese, la cultura araba sarebbe molto meglio conosciuta in Occidente. Precoce diffusione dell'aristotelismo, rapporti più stretti tra le due sponde del Mediterraneo, situazione simile a quella descritta da Falecius nel suo "La letteratura araba fa irruzione in Europa".
Un'altra ipotesi, per fare un'analogia con la Spagna: i Saraceni, divenuti il fulcro dell'economia e dell'agricoltura provenzale, a un certo punto vengono espulsi dalla Francia. Anche qua ci sarà una pesante ricaduta sulla ricchezza della regione. Le conseguenze in politica? Quanto può influire questo sullo sviluppo dello stato francese?
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C'è anche il punto di vista di Renato Balduzzi:
Sarebbe davvero interessante studiare lo sviluppo della letteratura provenzale che sarebbe probabilmente ricca di arabismi. Senz'altro, gli arabi di Provenza avrebbero sviluppato una loro variante specifica del provenzale come successo, per esempio con gli Ebrei della Germania, che svilupparono il dialetto Yddish. Mi sembra più realistico, tuttavia, uno scenario che vede i Mori provenzali (o meglio i provenzali di religione musulmana) scacciati dalla Provenza approdare sulle coste nordafricane e lì mantenere la propria coscienza galloromanza. Sarebbe, questa, una spinta fortissima per un ipotetico irredentismo francese che giustificherebbe in qualche modo l'annessione dell'Algeria alla Francia.
Tuttavia trovo intrigante immaginare una presenza di maomettani in Francia senza interruzione per tutto il II millennio. Forse grazie ai Mori si sarebbe conservata viva la tradizione provenzale e più forte sarebbe stata la resistenza della Provenza all'annessione al regno di Francia.
Inoltre, da che parte si sarebbero schierati durante le guerre di religione del XVI secolo? È possibile che nel '700 qualche filosofo francese si interessi di Islam, o addirittura qualche illuminista nasca in un contesto musulmano?
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Ed ecco un inizio di cronologia della Provenza Saracena, intitolata "Felice come un Saraceno in Francia" ed opera del solito Perchè No? Da notare che é ucronica solo a partire dal 972.
889: una nave con a bordo una ventina di avventurieri provenienti da Al-Andalus arriva nel porto di Saint-Tropez in Provenza. Questi avventurieri compiono razzie in diversi punti della costa senza trovare una grande resistenza.
Al loro ritorno il successo dell’operazione incoraggia l’emirato a finanziare altre spedizioni verso la Provenza con l’obiettivo di rendere difficile i movimenti con l’Italia.
Durante i venti anni seguenti Al-Andalus fonda diversi porti pirati sulla costa provenzale e una roccaforte nell’interno; tale terra è chiamata Jabel al-Qilâl dagli arabi, Fraxinet dai cristiani. Attorno a questa piccola fortezza si insediano dei coloni andalusi che usano le loro conoscenze in fatto di irrigazione e agricoltura per sviluppare la zona prima desolata e conosciuta sotto il nome di « massif des Maures ».
Da Fraxinet i Saraceni compiono delle spedizioni In Provenza e fino nel Piemonte, insediano degli avamposti nelle Alpi, soprattutto sulla strada del Passo del Gran San Bernardo, per impedire le comunicazioni con le città italiane. Queste spedizioni portano un ricco bottino a Fraxinet, che diventa il centro del popolamento saraceno in Provenza.
942: il conte di Provenza e re d’Italia Ugo d’Arles prova una prima volta a scacciare gli infedeli dalla terra cristiana, però la spedizione non si conclude con una vittoria benché abbia ricevuto l’aiuto navale di Bisanzio, che ha inviato qualche nave armata con il fuoco greco, e Ugo teme di essere rovesciato in Italia da Berengario di Ivrea. Conclude dunque una sorte di patti con i Saraceni, i quali potranno insediarsi nelle Alpi in cambio del servizio militare. Di conseguenza la colonia andalusa é riconosciuta e può estendersi fino alla vallata dell’Arco, detta anche la « Maurienne ».
956: Ovviamente tutto ciò non impedisce ai Saraceni di continuare i loro attacchi e nel 956 Giovanni di Gorze, ambasciatore di Ottone II, é mandato presso il califfo Abd al-Rahman III per chiedere la fine degli attacchi da parte di Fraxinet, ma senza alcun risultato.
972: dopo quasi un secolo di presenza saracena in Provenza, anche se a livello locale, i contatti tra le popolazioni sono tanti, Fraxinet lancia sempre nuove spedizioni per attaccare il commercio attraverso le Alpi. Le razzie diventano insopportabili, dei pellegrini in viaggio verso Roma sono massacrati.
Quest’anno un piccolo corpo di spedizione pesca un pesce grosso: riescono nientemeno a fare prigioniero Maiolo, abate di Cluny, la più potente abbazia del mondo cristiano! La ricchezza aspetta i felici rapitori e in effetti le chiese provenzali sono svuotate per pagare la liberazione del santo abate. Ma questo colpo risveglia la fede dei monaci provenzali, che sollevano la popolazione provenzale contro i Saraceni.
973: Guglielmo I, conte di Provenza, decide di riunire tutti i suoi feudatari per muovere guerra a Fraxinet ed espellere i Saraceni delle sue terre. In un primo tempo i Cristiani vincono qualche battaglia. La popolazione saracena é in parte massacrata e il resto trova riparo a Fraxinet, che vede la sua popolazione raddoppiare.
Però durante la battaglia di Tourtour un reparto di arcieri berberi appena arrivati sul posto e pagati dal califfo permette di compiere un miracolo. Guglielmo I é ucciso da una freccia con altri grandi signori, come il conte di Torino Arduino. Una battaglia persa per i Saraceni si trasforma in catastrofe per i Provenzali.
Benché questa battaglia opponga al massimo qualche centinaia di uomini, é sufficiente per mettere fine alla spedizione. Il nuovo conte, Guglielmo II, esita a proseguire verso Fraxinet, roccaforte delle forze saracene. D'altro canto l’aristocrazia provenzale non vede di buon occhio questa spedizione. Sotto il pretesto della lotta contro l’infedele il conte provava a riprendere il controllo della Provenza, troppo libera, perché i signori provenzali approfittavano dei buoni rapporti con i Saraceni, dividendo talvolta il bottino di spedizioni comuni e approfittando delle terre aperte alla colonizzazione dai Mauri. Le grandi città provenzali vogliono anche loro la fine della guerra perché hanno firmato trattati con Fraxinet e traggono vantaggi dal commercio con l’Andalus.
Di conseguenza Guglielmo II decide di firmare un trattato ufficiale con Fraxinet, poi confermato da Cordoba. I Saraceni potranno insediarsi in zone ben definite fino alle Alpi e al Delfinato. Possono fondare la città di Fréjus. A loro non é imposta l’organizzazione feudale e possono autogestirsi, ma devono pagare un tributo al conte. Devono anche rispettare i luoghi santi cristiani e i sacerdoti cattolici come se erano loro pretri, e devono restituire alla Chiesa il riscatto del rapimento di Maiolo di Cluny.
Cosi finisce la « guerra Saracena » e Guglielmo il Rinunciatario accetta di veder sopravvivere la comunità saracena di Provenza. Fraxinet, ben consapevole delle sua debolezza di fronte ad un attacco del conte, può finalmente respirare e continuare il suo sviluppo, colonizzando terre disabitate. I Saraceni, ancora pochi e poco sicuri dopo la guerra, rispettano le richieste del trattato e non attaccano se non i mercanti stranieri, mai i Provenzali né gli Italiani del Nord. Per una ventina di anni il loro gruppo ritrova la prosperità, dimentica i massacri e si sviluppa una comunità agricola che commercia con le grandi città e la madrepatria andalusa.
989: la città di Arles si scuote di dosso l'autorità del conte di Provenza e diventa città libera.
1002: Prima notizia scritta di una comunità saracena a Marsiglia, probabilmente fondata da emigrati da Fraxinet. Nello stesso momento si organizza il consolato di Marsiglia: la città, imitando Arles, si rende indipendente dal conte di Provenza.
1008: Alla morte di Abd al-Malik al-Muzzafar, visir e vero capo di Al-Andalus, il califfato precipita nella guerra civile tra piccoli signori della guerra, gruppi di Berberi, di Arabi e di Spagnoli. In Provenza i Saraceni si trovano isolati e senza protezione. Il qadi di Fraxinet Nasr Ibn-Ahmad decide di rompere i legami con l'Andalus e si proclama signore indipendente dell’al-Qilâl (nome della provincia musulmana di Fraxinet).
1015: Nasr Ibn Ahmad inaugura la moschea del venerdì di Fraxinet, la maggiore moschea di Provenza, anche se di dimensioni assai ridotte: é stata costruita da artigiani cristiani, però il signore chiama in Andalus degli artisti per decorare l’edificio e si vede la prima arte musiva del paese.
1019: Fine della dinastia degli conti di Provenza sotto il dominio imperiale. I matrimoni portano alla divisione del paese tra Guglielmo III di Tolosa e Raimondo Berengario I di Barcellona (a cui tocca la costa). I due grandi feudatari entrano subito in lotta per controllare la zona. Ciò permette a Fraxinet e ai piccoli villaggi saraceni di sviluppare una nuova attività, quella di mercenari, per conto degli due signori.
1023: Fondazione della moschea di Frejus: la città, nel passato cristiana e saracena dopo la pace del 973, é ormai una città mista con il 55% di popolazione cristiana (di origine provenzale o saracena convertita), oltre ad un’importante comunità ebrea.
1025: Trattato tra Tolosa e Barcellona, la Provenza é divisa. Arles, Marsiglia e Fréjus ottengono lo statuto di comune libera imitando i primi esempi italiani. Dal canto suo la signoria musulmana di Fraxinet é libera da ogni vassallaggio (visto che non riconosce la supremazia di Al-Andalus), però il suo ruolo di mercenario durante le ultime guerre fa rinascere gli attriti con la popolazione provenzale cristiana.
1035: Abbas Ibn Nasr, signore di Fraxinet ,si proclama emiro di Jabal al Qilâl. Riunisce sotto la sua autorità tutta la popolazione saracena del massif des Maures e della Maurienne, ma non degli avamposti più lontani nelle Alpi e nel Delfinato.
Come sovrano del suo piccolo Stato intende conferire a Fraxinet la bellezza di una vera città musulmana. Per questo fa ingrandire la moschea e restaura la fortezza. La Casbah sotto la fortezza conosce un periodo di grande prosperità e si insedia una comunità ebraica accanto alla comunità cristiana provenzale già importante (almeno il 25% di Fraxinet). L’emiro Abbas inizia anche i lavori per la creazione di uno porto a Grimaud, destinato a prendere il posto del porto cristiano di Saint-Tropez e per non lasciare troppo potere in mano ai mercanti di Fréjus.
1039: fondazione della madrasa di Fraxinet da parte di Abbas I, benché l’emirato sia poco esteso e ancora meno ricco, l'emiro gli conferisce un potere giuridico sulle terre dell’emirato, servirà così da tribunale. Fa anche venire a prezzo d'oro un imam istruito da Al-Azhar in Egitto, più dei professori andalusi. La madrasa produce presto dei libri tradotti dall'arabo per dei clienti cristiani e istruisce l'elite della comunità saracena.
Abbas, consapevole di essere un musulmano in un paese cristiano, prova a migliorare le relazioni con i suoi vicini. Un trattato commerciale é firmato con Marsiglia e l’emiro dà in sposa sua figlia al potente signore di Baux. Questa politica è accompagnata da misure di tolleranza verso i Cristiani, cui permette la costruzione di una chiesa a Fraxinet e vieta gli attacchi contro i pellegrini verso Roma.
1042: Guerra dei Monaci. Il monastero di Hyères viene saccheggiato da una spedizione saracena di origine berbera. La nave colpevole si reca subito dopo nel porto saraceno di Grimaud e rivende suo bottino a dei mercanti agli ordini dell’emiro, che non ne conosceva l'origine. L’affare diventa un casus belli, le chiese provenzali mormorano di nuovo contro gli infedeli e la comunità cristiana di Fraxinet si ribella.
È questo il punto d’inizio della seconda guerra saracena. Ma piuttosto che una guerra di signori come all’epoca di Guilhem si tratta piuttosto una ribellione contadina. Si vedono dei gruppi di contadini mal armati riunirsi attorno a dei predicatori e dei piccoli signori per attaccare il villaggio saraceno più vicino. Di conseguenza l’emiro raccoglie un esercito per lottare contro le razzie contro le sue terre. Le grandi città mercantili di Marsiglia e Arles non si interessano a queste vicende.
1043: le milizie contadine cristiane sono vinte alla battaglia di Saint-Maximin.
1045: Battaglia di Saint-Tropez, l’emiro Abbas mette fine alla ribellione dei cristiani di questo piccolo porto, la città é rasa al suolo, la popolazione massacrata. Ciò infiamma ancor di più la guerra e il conte di Tolosa decide di intervenire contro Fraxinet.
1047: Battaglia di Grans, il conte di Tolosa sconfigge l’esercito saraceno e assedia Fraxinet stessa. Però la roccaforte é ormai una vera fortezza degna di sostenere l’assedio e i Cristiani vivono sul territorio saraceno. Il conte di Barcellona avverte però che non vede di buon occhio la sua operazione di controllo in Provenza, minacciando di intervenire se non si ritira da questa zona neutrale.
Di conseguenza l’assedio é interrotto, salvando l’emirato. Una pace é firmata limitando la possibilità per Fraxinet di inviare coloni verso il Nord (ma dopotutto non controllava più questa zona). L’emirato dovrà anche accogliere ufficiali del conte di Tolosa e giurare di rispettare la religione cristiana. L’emiro Abbas, ben contento, promette tutto e giura di non proteggere mai più i pirati.
1049: La madrasa di Fraxinet sviluppa la teoria della vita del musulmano in terra cristiana. Quest’ultimo deve rinunciare alla guerra santa per mettere la sua vita nelle mani di Allah e vivere pacificamente, ma solo nel rispetto comune, non deve sopportare l’umiliazione o l’oppressione. Questa teoria rimane però molto localizzata e non raggiunge l’Andalusia.
1051: Morte d’Abbas al-Mansour, suo figlio diventa l’emiro Nasr II al-Malik, quest’ultimo a spesso vissuto a Marsiglia e conosce bene le élite mercantili e cristiane della zona. Vuole farla finita con la fama di pirati di Fraxinet ed orientare il suo emirato verso il commercio grazie a suoi contatti in tutto il Mediterraneo occidentale. Per prova preferisce insediarsi nel porto di Grimaud dove crea una villa palaziale.
1080: Inizio di xciò che sarà considerato più tardi la terza guerra saracena. Dopo trent’anni di pace più o meno rispettata una sorta di spirito simbiotico era nato nelle campagne provenzali, dei villaggi saraceni esistevano accanto a quelli cristiani, la stessa cosa nelle città. La popolazione saracena delle città é in maggior parte composta di mercanti più alcuni uomini di legge ed immigrati da tutto il Maghreb, soprattutto nei porti di Arles e Marsiglia. Nelle campagne vi sono solo contadini, etnicamente non c’é più differenza tra i Provenzali e loro, i matrimoni e le conversioni dalle due parti hanno reso l’argomento etnico invalido.
Però si diffonde a poco a poco lo spirito che porterà alle crociate e le comunità saracene del Delfinato sono attaccate da piccole armate contadine o signorili. Le signorie musulmane delle Alpi si riparano nelle loro fortezze di briganti e l'emirato di Fraxinet non é ancora toccato.
1082 : Massacro della comunità musulmana di Arles, l’emiro di Fraxinet Yusuf protesta é promette di proteggere tutti i credenti di Provenza. L’emirato solleva un’armata e riarma le sue navi per la prima volta da molto tempo, dichiarando guerra al comune di Arles.
1085: Battaglia navale della foce del Rodano. Le nave musulmani sconfiggono la flotta di Arles. Però questo successo é peggiore di una sconfitta perchè diffonde la paura nelle comunità cristiane: questa vittoria navale é il primo segno di una conquista musulmana della Provenza e tutti i fedeli devono unirsi contro di essa.
1086: Lega di Santa Maria del Mare. I baroni provenzali con i rappresentanti di Arles, del conte di Tolosa e del conte di Barcellona firmano un’alleanza contro i Saraceni e giurano sulle ossa di Santa Maria Maddalena di espellere l’infedele dalla Provenza. Marsiglia preferisce rimanere fuori dall’affare perché non le piace fare la Guerra a un partner economico. Lo stesso anno l’emiro Yusuf conduce l’assedio di Aix e proclama la Jihad, chiamando in soccorso i suoi fratelli del Mediterraneo occidentale.
1087: Yusuf deve abbandonare l’assedio di Aix perché non ha abbastanza forze e si ritira verso le sue terre per fortificarle. Porto Grimaud costruisce delle mura. L’armata cristiana avanza approfittandone per cacciare le popolazioni saracene del paese attorno a Aix.
1089: mentre i cristiani fanno la guerra nella vallata della Maurienne, un esercito moro sbarca presso Marsiglia sull’isola di Martigues. La città compra la sua neutralità nell’affare e non si muove per scacciare il nemico. La flotta catalana attacca ma senza grandi risultati. Alla fine l’esercito cristiano deve ritirarsi dal paese saraceno per impedire l’avanzata nemica dietro le sue linee. Ne risulta la battaglia di Berre: l'armata musulmana é annientata e la sua flotta distrutta. Solo un piccolo reparto fortificato a Martigues resiste ancora all’assedio. Questa vittoria ha una frande fama, tanto che il papa fa celebrare un Te Deum.
Però le diverse armate, sfinite, decidono di firmare una tregua. Barcellona ne approfitta per ritirarsi da questa Guerra senza interresse per lei dopo avere fatto pagare a peso d’oro a Marsiglia la sua neutralità, la città marittima entra nella lega.
1091: La tregua instaurata nel 1089 é rotta quando l’emiro Yusuf II prova a riprendere il controllo della vallata della Maurienne con l’aiuto di mercenari berberi. La guerra riprende, ma il conte di Barcellona preferisce pensare alla riconquista in Spagna ed interviene solo per impedire al suo rivale di Tolosa di prendere il controllo dell’intero paese. I due eserciti rinforzati da milizie urbane di Arles e Marsiglia attaccano l’emirato da mare e da terra.
1092 : Fréjus tradisce l’emirato e negozia la pace per via del fatto che é popolata in maggior parte di cristiani e che i musulmani non vogliono fare una guerra che divide il paese e impedisce il commercio. Un vescovato é fondato nella città, ma la forte minoranza saracena ottiene una tolleranza di fatto.
1093: Battaglia di port Grimaud. Il Porto principale dell’emirato é preso d’assalto a sorpresa dalle truppe catalane arrivate dal mare, la città é saccheggiata e la sua popolazione convertita a forza. Poco dopo Fraxinet é assediata, difesa dall’emiro Yusuf II, dal suo esercito e dalle milizie delle diverse comunità della città.
1094: La carestia diventa terribile nella città di Fraxinet e fa più morti che l’assedio stesso. Yusuf II pensa di poter resistere ancora più a lungo, ma sarebbe possibile con il sacrificio della popolazione civile. Inoltre la comunità cristiana sopporta male l’assedio e può ribellarsi in ogni momento. L’emiro decide dunque di negoziare la pace.
Per fortuna il conte di Barcellona vuole tornare nelle sue terre perché litiga spesso con i suoi alleati. L’assedio stesso é difficile per i cristiani, non ci sono abbastanza risorse nel paese per far vivere l’esercito, Marsiglia fa pagare a peso d’oro il cibo e nel campo ha origine un inizio di epidemia. In conseguenza i capi cristiani accettano di negoziare.
Le terre e l’emirato di Fraxinet devono diventare vassalli di Barcelona, in questa occasione Raimondo Berengario III di Barcelona ricrea il titolo di conte di Provenza a suo vantaggio. Yusuf di Fraxinet può però continuare a governare la sua signoria diminuita se si converte al cristianesimo e se giura omaggio, facendo rispettare la vera Fede con l’aiuto di un vescovato apposito. Così Yusuf lui, la sua famiglia e i suoi vassalli diventano cristiani e prende il nome di Giuseppe. Fraxinet deve abbandonnare la Maurienne dove però si mantiene una comunità saracena sotto controllo di signori cristiani. La flotta saracena deve essere data a Barcellona come l’autorità sul porte Grimaud. A queste condizioni i Cristiani accettano di non massacrare tutti i Saraceni e di aspettare solo la loro conversione.
Dal canto suo Giuseppe di Fraxinet prova negli anni seguenti a proteggere al meglio la sua comunità di origine, la madrasa rimane aperta e diventa il centro religioso musulmano della Provenza quando la moschea é convertita in chiesa col nome di Santa Maria dei Mori.
1099: La Chiesa lancia una vasta campagna di conversione delle popolazioni musulmane nelle campagne e nelle città, soprattutto a Marsiglia dove la comunità prospera sempre.
1101: Guerra tra la repubblica di Marsiglia e il conte di Provenza, la città rifiuta di pagare tributo e di diventare vassalla, vuole mantenere le sue libertà. La flotta catalana é vinta preso la città nel luogo detto « costa dei Catalani » e le bandiere prese durante la battaglia ornano la cattedrale della città. Barcellona rinuncia a prendere il controllo della repubblica focea.
1110: Giuseppe di Fraxinet é accusato dal vescovo della città di essere rimasto musulmano in segreto, cosa che non é totalmente falsa. Le accuse portano alla sua condanna a morte sul rogo. I vassalli dell’ex emiro sono disarmati: è la fine della dinastia degli emiri provenzali. La signoria di Fraxinet é divisa tra fedeli vassalli del conte di Provenza e la comunità musulmana entra nel periodo di dominazione cristiana.
1125 : Inchiesta della Chiesa nell’antico paese musulmano. Le campagne di conversione sono state meno efficaci del previsto, e una buona parte della popolazione rimane musulmana ma fedele al potere imposto. Di conseguenza i conti non vedono perchè darsi da fare per convertire una popolazione calma, obbediente e che paga bene le tasse e i diritti. La volontà di conversione si spegne a poco a poco.
1130: Decadenza della madrasa di Fraxinet. Gli ultimi professori, anziani, non vedono altra scelta che iniziare a lavorare con i preti cristiani e anche la comunità ebrea e copiare i testi. La madrasa mantiene però l’insegnamento di nuovi imam, membri delle famiglie importanti dei villaggi saraceni isolati, e ciò permette di mantenere un culto in accordo con la fede musulmana. Però a poco a poco la biblioteca della madrasa é venduta.
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La parte più interessante verrà dopo! Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.