Una scimmietta cambia la storia!

di dDuck


Nota dell'autore: quest'ucronia è un mero esercizio allostorico e non rappresenta sentimenti antiturchi o antimusulmani.

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Date della nostra Timeline:
10 agosto 1920: Trattato di Sévres
25 ottobre 1920: muore Alessandro I
1 novembre 1920: elezioni in Grecia, Venizelos prende solo 118 deputati su 369
24 luglio 1923: trattato di Losanna

Preambolo:
La Grecia alla vigilia della prima guerra mondiale rivendica diversi territori in mano al decadente impero ottomano.
L’impero della mezzaluna si allea con la Germania guglielmina e l’Austria-Ungheria contro l’Intesa, tutto farebbe pensare ad un entrata in guerra della Grecia a fianco dei naturali alleati, ma il re Costantino cognato del Kaiser opta per una neutralità, soprattutto dopo il fallito sbarco a Gallipoli delle truppe franco-britanniche. 
Il primo ministro Venizelos invoca l'entrata in guerra a fianco dell’Intesa ed è in contrasto con il proprio sovrano. 
I franco-britannici sbarcano in Grecia, e impongono al re Costantino di abdicare; il nuovo re, figlio secondogenito di Costantino, è più malleabile e Venizelos può entrare in guerra contro l’Impero Ottomano. 
Al termine della guerra si firma il trattato di Sevres (10 agosto 1920) che impone al defunto impero Ottomano cedimenti territoriali pesanti, tra cui la cessione degli stretti. 
In Turchia il generale Mustafà Kemal dichiara decaduto l’Impero Ottomano e dichiara la repubblica, iniziano una nuova guerra di liberazione contro i greci che occupano le coste anatomiche. 
Il 25 ottobre 1920 Alessandro I il giovane, re di Grecia, viene morsicato da una scimmietta e muore per un'infezione, il paese si trova in una crisi istituzionale. 
Venizelos, contrario alla restaurazione del vecchio Re, vorrebbe proclamare la repubblica, ma alle elezioni del 1 novembre 1920 il suo partito ottiene solo 118 seggi su 369, i suoi sostenitori sono favorevoli alla monarchia e alla conclusione del conflitto. 
Il nuovo governo indice un referendum truffa, che con il 99% dei voti sancisce il ritorno del vecchio re Costantino, cognato del Kaiser. 
Con la nuova amministrazione i comandanti vicino a Venizelos vengono rilevati dall’incarico e i britannici abbandonano l’appoggio ai greci, per contro la repubblica del futuro Ataturk riesce a ottenere favorevoli accordi con l’Unione Sovietica di Stalin, ottiene lo scambio di prigionieri riarruolati e la restituzione di molte armi, anche gli italiani e i francesi restituiscono i territori anatomici occupati spostando l’ago della bilancia a favore dei turchi.

POD: Supponiamo che il giovane re Alessandro non muoia e che Venizelos vinca le elezioni. Come cambia la Storia?

La Grecia continua la guerra contro la Turchia, con l’appoggio dell’Intesa, questo provoca la vittoria greca finale, i Greci a Losanna tengono la zona degli stretti, mentre i turchi riescono a recuperare la città di Izmir.

Negli anni '20 c’è comunque l’espulsione delle minoranze etniche greche e armene in Anatolia e turche in Grecia, ma in questo scenario Costantinopoli rimane greca e si popola di profughi greci e armeni.

Mustafa Kemal non diventerà mai Ataturk, e sarà messo da parte da un primo colpo di stato, non riuscirà a compiere i suoi progetti di laicizzazione della Turchia e sarà ricordato solo come un buon ufficiale e combattente.

Situazione dopo il trattato di Losanna del 1923

Situazione dopo il trattato di Losanna del 1923

Conseguenze:
La Turchia non si occidentalizza, il turco ufficiale rimane quello ottomano scritto con l’alfabeto arabo e ricco di prestiti arabi e persiani, la capitale tornerà a Konia nell’interno, gia capitale nel medioevo del sultanato turco selgiuchida dei Rum.
Istanbul è solo Costantinopoli, una città greca a maggioranza cristiana ma cosmopolita, la numerosa comunità turca rimarrà confinata nei propri quartieri, crescerà meno della Istambul reale. 
In Grecia si apre il dibattito tra bizantinisti e classicisti, i primi vorrebbero portare la capitale a Costantinopoli e i secondi che rimanga ad Atene, prevalgono i secondi, ma più per ragioni militari, in quanto la città del corno d’oro è troppo decentralizzata e vicino alla frontiera del nemico turco, e successivamente comunista.
Il governo greco ordinerà la riconversione in chiesa dell’Aghia Sophia e l’abbattimento dei minareti che la circondano, tornerà una chiesa a tutti gli effetti; proteste della comunità islamica.

La basilica di Aghia Sophia restituita al culto

La basilica di Aghia Sophia restituita al culto

Anni '30:
Avvicinamento del governo turco all’asse, visita in Turchia di Mussolini e Hitler, collante di questa alleanza l’inimicizia tra il paese anatomico e gli imperialisti franco-britannici.

Seconda Guerra Mondiale:
Il governo turco islamico dichiara guerra alla Grecia, alla Gran Bretagna e alla Francia, schierandosi con l’asse. 
La Grecia soccombe alle preponderanti forze dell’asse venendo attaccata anche da oriente, la Turchia si riappropria degli stretti, impedendo la fornitura degli alleati all’Unione Sovietica di Stalin. 
Riconversione di Santa Sofia in moschea e ricostruzione dei minareti.
L’esercito turco invade la Siria e l’Iraq, protettorati francesi e inglesi, l’obbiettivo di tale missione è il raggiungimento in Egitto con gli alleati dell’asse, e l’occupazione del canale di Suez e la ri- appropriazione dei pozzi petroliferi iracheni, importantissimi per l’economia di guerra dell’asse. 
La Germania nazista pur avvantaggiata dal nuovo alleato che impegna forze britanniche lontano dall’Europa deve intervenire in aiuto della Turchia come nel caso dell’Italia, sottraendo importanti risorse nell’attacco all’Unione Sovietica. 
Alla sconfitta finale dell’asse, la Turchia deve restituire la zona degli stretti alla Grecia, viene istituito il tribunale di Bursa, per processare i gerarchi turchi, la versione turca del tribunale di Norimberga. 
Riconversione in chiesa di Santa Sofia e abbattimento dei minareti, appena costruiti.

Guerra Fredda:
La Grecia che controlla gli stretti rimane un alleato di ferro della NATO, mentre la Turchia secondo gli accordi di Yalta rimane neutrale e non entra nella NATO.

La Turchia all'epoca della Guerra Fredda

La Turchia all'epoca della Guerra Fredda

Guerra del Kippur:
la Turchia si schiera a fianco degli arabi, nell’attacco a Israele, la Grecia è alleata di Israele e fornisce un appoggio economico e militare, si rischia una nuova guerra greco-turca un'altra volta, gli islamici vengono comunque sconfitti, a Costantinopoli inizia l’Intifada nei quartieri turchi, la polizia greca reprime.

Kurdistan:
Malgrado la Turchia resti un paese arretrato culturalmente, le donne ad esempio non possono accedere alla vita politica e non votano neppure, la questione curda è meno accentuata, i curdi hanno una maggiore autonomia in questo scenario, l’islamismo più radicale fa da collante tra turchi, arabi, iraniani e curdi.

Twin Towers:
Negli anni ‘90 e 2000 si diffonde il terrorismo islamico, i turchi e i curdi sono in prima linea. 
Lo sceicco del terrore Osama Bin Laden si rifugia nelle montagne dell’Anatolia protetto dal regime dei talebani turchi, un regime simile a quello afgano. 
Crollo del regime dei talebani e occupazione della Turchia da parte delle forze NATO, ma non si riesce a catturare Osama Bin Laden.

dDuck

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Ed ecco il parere in proposito di MAS:

Il Trattato di Sèvres prevedeva la cessione della Jonia (Smirne e relativo interland) e Tracia orientale (esclusa Costantinopoli) alla Grecia, la Regione degli Stretti (Costantinopoli e costa anatolica del Mar di Marmara), veniva internazionalizzata senza, peraltro, essere sottratta alla sovranità Turchia.

Le sconfitte del 1922-23, costrinsero la Grecia a restituire la Jonia e la Tracia sino alla Maritza (Adrianopoli o Edirne, qual dir si voglia).

Anche ipotizzando una vittoria ai punti della Grecia, al massimo sarebbe sorto uno Stato degli Stretti, affidato al Sultano (con Mandato della SdN) o internazionalizzato (alla Danzica) sotto l'egida della SdN (l'Onu dell'epoca); Italia, Francia e RU (alleate in questo caso alla Grecia) avrebbero mantenuto i Mandati sulla Cilicia (Italia), Adana e Interland (Francia, che anziché unirla alla Siria, avrebbe creato il Mandato dell'Armenia Minore), Kurdistan (RU).

Certamente la Turchia moderna sarebbe restata un paese fortemente islamico.

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Così gli risponde Enrico Pellerito:

Mi trovo in sintonia con l'analisi e le conclusioni di MAS, ma vorrei aggiungere il mio modesto contributo riguardo il capitolo sulla Seconda Guerra Mondiale. Se la Grecia soccombe alle preponderanti forze dell'asse venendo attaccata anche da oriente, la Turchia si riappropria degli stretti, impedendo la fornitura degli alleati all'Unione Sovietica di Stalin, questo significa che, come nella nostra Timeline, l'Italia attacca la Grecia (assurdo, attaccare un paese fascista, anche se filo britannico in quel momento, ma così è stato per la miopia strategica di qualcuno), creando il caos balcanico che avrebbe ritardato l'operazione Barbarossa; allora la Turchia entra in gioco in questo momento?

Se si, è chiaro che i Greci avrebbero qualche problemino, e noi c'incontriamo con i Turchi dopo aver travolto la fiera resistenza ellenica, ma riguardo gli aiuti attraverso gli stretti, essi ci furono, però in quantità invero modesta; di conseguenza aver in pugno i Dardanelli non avrebbe di molto inficiato le forniture ai Sovietici, soprattutto quelle americane.

Un conflitto che vede invece Turchia contro Grecia mentre è in corso la guerra tra l'Asse e il Commonwealth mi sembra da scartare come ipotesi.

Se l'esercito turco invade la Siria e l'Iraq e raggiunge i pozzi petroliferi iracheni, credo che l'Asse metterebbe una seria ipoteca, se non sulla vittoria, perlomeno su un notevole allungamento dei tempi del conflitto.
E qualche storico non ha affatto azzardato quando ha affermato che un'espansione tedesca verso quello che chiamiamo Medio Oriente, prima di attaccare l'URSS, avrebbe veramente potuto significare la vittoria dell'Asse.

La Germania nazista deve intervenire in aiuto della Turchia come nel caso dell'Italia, ma all'attacco all'Unione Sovietica non sottrae più di un corpo d'armata; ma a meno di un diretto intervento di Stalin nel conflitto, nel caso di una partecipazione turca Hitler e la sua cricca di generali e feldmarescialli si dedicherebbero prima alla conquista dell'Irak e poi ad invadere l'URSS.

Il problema, semmai, è cosa accade a quest'ultima se viene attaccata direttamente anche nella zona caucasica (il Turkmenistan può aspettare), una volta che l'Asse è in grado ci controllare tutta l'Asia anteriore fino al Belucistan, grazie pure al passaggio fra i suoi alleati dell'Iran.

Se perdono TUTTI i pozzi petroliferi (ancora non si sapeva cosa ci fosse nel sottosuolo della Siberia), i Sovietici avrebbero serie difficoltà a proseguire una guerra convenzionale. La capacità di mantenere l'industria con l'energia idroelettrica è un conto, far muovere ciò che viene prodotto dall'industria senza disporre di carburante è un'altra cosa, e ciò riguarda anche i mezzi che giungono dagli USA. A questo punto sarebbe necessario inviare anche carburanti in URSS per continuare ad aiutarla nella lotta contro l'Asse.

In ogni caso, il conflitto sarebbe durato più a lungo, tranne che gli USA decidano di gettare le atomiche sulla Germania nell'estate del 1945.

Che ne pensate? Per farmelo sapere, scrivetemi a questo indirizzo.

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E ora, due POD russi di Massimiliano Paleari:

1) Cosa succede se nel 1919 l'esercito di Denikin operante nella Russia meridionale e quello dell'Ammiraglio Kolchak in avanzata dalla Siberia verso ovest coordinano e sincronizzano un pò meglio le loro operazioni?

Per un momento sembrò in effetti che la guerra civile potesse volgersi a favore dei Bianchi. Unità avanzate di cavalleria dei due eserciti riuscirono addirittura a un certo punto a prendere contatto tra loro. Poi però la neonata Armata Rossa (guidata per una buona parte parte da ex generali zaristi, i paradossi della storia...) passò alla controffensiva, respingendo Wrangel dietro gli Urali e ricacciando Denikin in Crimea. Per immaginare un successo dei Bianchi, in costante inferiorità numerica durante tutta la guerra civile, abbiamo bisogno dei seguenti elementi:

Forse, se già nel 1919 a guidare i Bianchi ci fosse stato Wrangel, gli obiettivi di cui sopra si sarebbero potuti raggiungere, almeno parzialmente. Il Generale Wrangel nel 1920 in effetti ci riuscì, ma ormai la base territoriale da cui operava (la Crimea) era troppo ristretta e le forze a sua disposizione troppo esigue per cambiare il corso della storia.

Potremmo inoltre ipotizzare un sostegno un poco più convinto da parte degli Alleati: gli Inglesi che nell'estremo nord aiutano di più il piccolo esercito bianco di Miller; gli Usa che supportano più efficacemente i Bianchi in Siberia (lasciamo perdere i Giapponesi, che erano interessati solo a ritagliarsi territori e aree di influenza nelle aree orientali della Siberia e che appoggiarono sanguinari e corrotti atamani locali nell'estremo oriente russo, causa non ultima della debolezza di Kolchak); i Francesi che a Odessa non si fanno spaventare dai mugugni dei loro marinai filo bolscevichi. A proposito di "contagi", anche l'epidemia di "spagnola" ebbe un peso non indifferente nelle titubanze occidentali.

In ogni caso le offensive dei Bianchi hanno successo. Gli eserciti di Denikin e di Wrangel si incontrano a Mosca evacuata dai Bolscevichi e poi puntano su Pietrogrado, ultima roccaforte dei Rossi. Al termine del 1919 la guerra civile è virtualmente finita. Come cambia la storia mondiale?

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2) A partire dal 1920 la Crimea di Wrangel, ultimo "santuario" dei Bianchi, si trasforma in una sorta di Taiwan "ante litteram" in salsa russa.

Gli Occidentali fanno la voce grossa con Mosca e in cambio di un anticipato riconoscimento diplomatico della Russia Sovietica esigono dalla dirigenza bolscevica il "congelamento" della situazione in Crimea, magari contando sul fatto che alla lunga il mantenimento di un "focolare" antibolscevico avrebbe contribuito a destabilizzare i Rossi. Allo stesso modo a Wrangel viene discretamente "consigliato" di non tentare più "colpi di testa" fuori dalla penisola di Crimea, almeno per il momento. In cambio riceve massicci aiuti militari, tecnici ed economici che gli permettono di erigere una formidabile "linea Maginot" lungo la stretta lingua di terra che separa la Crimea dal continente. La Crimea si trasforma così in una piccola Russia dove si avvia un esperimento costituzionale sul modello occidentale.

Negli anni '20 e '30 la Repubblica Russa di Crimea intesse un consolidato patto di alleanza "regionale" tra Stati Ortodossi con la Grecia la Bulgaria, la Romania e la Jugoslavia. Cosa accade nel 1941 con l'Operazione Barbarossa e come cambiano conseguentemente lo scenario militare e politico con la presenza in Crimea di un piccolo ma consolidato Stato Russo antibolscevico? Sul piano strettamente militare i Tedeschi non perdono tempo, uomini e mezzi nella difficile conquista della penisola e soprattutto della piazzaforte di Sebastopoli, e già questo non sarebbe un cambiamento di poco conto, soprattutto per quanto riguarda l'offensiva estiva del 1942 verso Stalingrado e il Caucaso. L'offensiva si sarebbe potuta anticipare e condurre con più mezzi, con tutte le possibili conseguenze strategiche del caso (presa di Stalingrado, occupazione delle repubbliche caucasiche e del petrolio di Baku, forse entrata in guerra della Turchia a fianco dell'Asse etc..).

Sul piano politico, le cose sarebbero state più complicate. E' probabile che la Repubblica di Crimea, buona amica della Gran Bretagna e timorosa della prevedibile reazione sovietica, avrebbe in un primo tempo optato per una stretta neutralità, senza escludere la partenza di volontari della Crimea per l'Urss in difesa della grande madre patria russa. Con l'occupazione tedesca dell'Ucraina e l'avanzata verso Mosca le cose si sarebbero complicate ancora di più. Avrebbe forse Hitler accantonato i pregiudizi razziali verso gli Slavi e utilizzato la carta politica della Crimea come nucleo di un grande movimento antibolscevico? Magari non subito, ma dopo i primi colpi subiti nella controffensiva russa dell'inverno 1941 o più tardi ancora, dopo Salingrado o dopo Kursk? In questo caso la Crimea sarebbe entrata inevitabilmente nel conflitto, inteso di fatto come una ripresa della guerra civile del 1917-1920, e fatalmente la sua sorte sarebbe stata segnata. Oppure Hitler, timoroso di vedere la rinascita di un grande Stato Russo ancorché antibolscevico, avrebbe lasciato nel loro "brodo" i Russi di Crimea? In questo modo forse la Crimea sarebbe sopravvissuta al secondo conflitto mondiale. Vi infine una terza possibilità. Hitler occupa militarmente la Crimea, magari con qualche pretesto (l'appoggio ad esempio a qualche Quisling locale di estrema destra, che sicuramente non sarebbe mancato nel "paniere" politico della Repubblica di Crimea). Anche questo scenario, come il primo, vedrebbe con ogni probabilità la scomparsa della Repubblica di Crimea dopo il secondo conflitto mondiale.


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