Un mondo senza Europa

di Falecius


Partendo dallo spunto di Kim Stanley Robinson ("gli anni del riso e del sale"), ho provato a riflettere come si sarebbero sviluppate le civiltà mondiali senza la penetrazione europea.

Trovo particolarmente interessante lo sviluppo delle società americane precolombiane e aborigene australiane (queste ultime alla luce delle prove sempre maggiori di contatti con l'Indonesia e forse la Cina).

Robinson vede un mondo non europeo come essenzialmente diviso tra area di civiltà cinese ed Islam, riducendo la possibilità per gli stati africani, la cristianità orientale (Etiopia, Georgia ed Armenia) e le grandi civiltà americane (eccetto la Lega Irochese) di uno sviluppo indipendente.

Io non sono del tutto d'accordo e credo che alcune aree (come il Messico e il Perù) avrebbero potuto competere (anche se una conversione all'Islam o al Buddhismo è possibile).

Il problema è come sbarazzarsi dell'Europa.

Evitando voli pindarici di tettonica delle placche, che obbligherebbero a cambiamenti troppo profondi, l'idea sarebbe quella di minimizzare l'impatto sul resto del mondo, e quindi di eliminare la civiltà europea occidentale il più tardi possibile prima dell'inizio della sua espansione oltremare. Ecco qui, in ordine inverso di comodità rispetto allo scopo, le possibilità:

1) i nuovi Unni: i Magiari sconfiggono Ottone a Lechfeld. Non si riforma nessun Sacro Romano Impero e i popoli delle steppe continuano a dominare il centro del continente, mentre i Saraceni consolidano ed espandono i loro potere su tutte le coste del Mediterraneo occidentale, in eventuale competizione coi Normanni.
Improbabile lo sviluppo post-Mille per come lo conosciamo, ma il cristianesimo latino sopravviverebbe. Francia ed Inghilterra resterebbero quasi intatte.

2) Ogodai soparavvive. POD già noto, coi Mongoli di Batu Khan che avanzano in Europa devastandola e fondano un khanato con base probabilmente in Ungheria ed esteso a germania, Polonia ed Italia del nord. La Francia e forse l'Aragona sono frammentate in piccoli potentati vassalli dei Khan mongoli. Parziale recupero dei musulmani in Andalusia, ma difficilmente i Mongoli rimarrebbero dominanti per più di un secolo. Europa orientale unificata da un impero lituano, forse pagano più a lungo, quella occidentale ad egemonia inglese. La dinastia durazzesca probabilmente unifica l'Italia. Lo sviluppo europeo è ritardato di un paio di secoli.

3) Seconda Morte Nera: la soluzione più economica e radicale è postulare una mutazione del bacillo che causa la Peste dopo la prima epidemia verso il 1350. La mutazione avviene in Europa mettiamo verso il 1360, col continente impegnato a riprendersi dalla prima ondata epidemica, ed è spaventosamente letale, ma il bacillo mutato sopravvive male in climi troppo caldi o troppo secchi, cosa che gli impedisce di diffonderesi troppo nelle regioni musulmane e nell'Europa Orientale (mi va bene che sopravvivano gli Stati russi e la Lituania, sebbene indeboliti dalla pestilenza). E' una soluzione quasi identica a quella di Robinson, anche se non ho bisogno che le conseguenze siano irrealmente radicali come lui le descrive.

Immaginiamo una mortalità prossima all'80% nelle zone più colpite (fiandre, isole britanniche, Francia, Germania occidentale e centrale, Italia settentrionale, sud della Danimarca) e del 60% in Castiglia, Portogallo, Aragona, Italia centrale, Boemia, Polonia, Croazia, Svezia, Germania alpina, mettiamo il 40% in Ungheria, nel regno di Napoli e il 20% in Moldavia, Valacchia, Serbia, Bulgaria, Sicilia, Andalus, Lituania. In Finlandia, Russia, Grecia, Asia Minore i danni sono limitati.

La civiltà europea non è completamente cancellata, ma colpita duramente sì. La popolazione è sconvolta e una buona parte della Spagna ritorna sotto il controllo degli emiri di Granada. Gli ottomani si espandono agevolmente nei Balcani dove la peste potrebbe anche disarticolare società e chiese locali favorendo la quasi completa islamizzazione della Bulgaria e forse della Serbia e dell'Ungheria (che sarebbe conquistata con un secolo d'anticipo).

Napoli si espanderebbe in un'Italia incapace di resistenza e potrebbe diventare il centro della resistenza anti-turca. L'Orda d'Oro sarebbe dominante nell'Est in competizione con una Lituania ridimensionata, ed in seguito la Moscovia. La società europea dell'ovest si troverebbe in una situazione di fragilità estrema che eventuali incursioni dei conquistatori delle steppe (Toqtamysh e poi Timur) acuirebbero (ma una duratura conquista mongolo-musulmana in questa fase è improbabile). Le città sarebbero abbandonate o ridimensionate. Francia, isole britanniche, Borgogna e Germania sarebbero ridotte a piccoli Stati regionali spopolati. La ripresa richiederebbe secoli anche se la relativa forza delle zone più meridionali potrebbe impedire una totale conquista musulmana (che non è necessaria). Isomma le regioni atlantiche dell'Europa, ed in minor misura quelle mediterranee, tornerebbero ad essere un'area depressa e periferica.

A questo punto, possiamo provare ad immaginare cosa accade nel resto del mondo.

Fino al 1492, i cambiamenti tra questa linea e la HL riguardano solo l'Europa e le regioni vicine.

Entro questa data, l'emirato nasride di Granada si estende di nuovo fino al Tago, ma con ogni probabilità è diviso e frammentato. La penisola balcanica è interamente ottomana fino ai Carpazi, a Vienna, a Trieste (o forse Udine) e allo Dnestr. I khanati di Crimea e dei Nogay sono vassalli dei Turchi. In Russia, una Moscovia indebolita non è in grando di vincere a Kulikovo né di resistere all'invasione di Tamerlano, che distrugge Mosca. Sia Tamerlano che l'Orda d'Ora devastano la Lituania e la Polonia, ma senza conseguenze durevoli; i due paesi si unificano, sconfiggono i Teutoni a Tannenberg e costituiscono l'unica potenza cattolica di qualche rilevo. Probabilmente trovano più comodo espandersi ad ovest, nella Germania orientale spopolata, che non nella Russia sotto controllo mongolo. Il collasso dell'Orda d'Oro è comunque inevitabile e porta all'indipendenza degli Stati Russi: Tver e Novgorod si contendono l'egemonia, più a sud nascono centri autonomi.

Rjazan e Cernigov. Kazan', Astrakhan, Sibir, Bashkortostan, Ciuvascia, Crimea e Nogay emergono dalla dissoluzione della parte mongolo-musulmana.

L'Italia peninsulare è unificata da Napoli e rappresenta l'unico ostacolo all'espansione ottomana ad ovest, anche se il Salento potrebbe essere turco. L'Europa è divisa in Stati regionali (Borgogna, Francia, Provenza, Lombardia, Aragona, Navarra, Castiglia, Inghilterra, Bretagna, Fiandra, Sassonia, Baviera, Scozia, Irlanda, Svizzera, Svevia, Austria, Verona, Svezia, Norvegia, Danimarca, Brandeburgo, Boemia, Sardegna, eccetera... ) L'Inghilterra potrebbe tentare di riconquistare la Normandia o l'Aquitania, ma si tenga presente che questi Stati sono praticamente federazioni di baronie agrarie semi-autonome, con vita urbana embrionale e corti centrali con un potere limitato.

In Spagna e nei Balcani la disgregazione delle società e Chiese locali ha portato un'islamizzazione diffusa. L'Egitto e la Tunisia pagano le conseguenze della riduzione dei partner commerciali mediterranei, e l'Egitto è già ottomano. I Turchi e gli andalusi sono all'avanguardia mondiale nel capo dell'artiglieria e delle armi da fuoco, e possono sfruttare questi vantaggi per tenere a bada i deboli e scoraggiati europei. La logistica potrebbe impedire ai Turchi di conquistare durevolmente l'Austria, ma sono sicuramente la massima potenza europea e arbitri dei conflitti tra i potentati tedeschi.

Difficile dire cosa accada alla Sicilia, che l'Aragona potrebbe non avere le forze di mantenere o comunque con maggiore difficoltà; probabilmente finerebbe contesa tra Napoli e Tunisi (e/o Saragozza) fino ad un decisivo intervento ottomano. Ad est la potenza turca si scontrerebbe coi timuridi e poi coi safavidi, con esisti marginalmente più favorevoli ma complessivamente simili a quelli della nostra linea. Il Nordafrica potrebbe finire in mani turche come conseguenza del conflitto con Napoli. A metà del Cinquecento i regni cristiani di Spagna potrebbero essersi ripresi abbastanza da minacciare di nuovo Granada, giustificando un intervento ottomano. Senza il sostegno portoghese, l'Etiopia cade in mano al Mancino nel 1542.

Il commercio africano di lunga distanza rimane orientato ai mercati nordafricani attraverso le carovaniere sahariane; gli stati si organizzano lungo quelle direttrici, ma la presenza ottomana in Marocco potrebbe limitare l'invasione filalita del Shonghay, che sopravvivrebbe. Le città Swahili prosperano, e potrebbero coagularsi alla fine in un impero locale dominato da Kilwa, anziché nella dominazione araba dell'Oman. In Indonesia, Malacca continua ad espandersi, entra in conflitto con Demak, e probabilmente, in seguito, con Mataram. L'Arcipelago è diviso tra due grandi imperi, musulmani, uno malese-sumatrano, l'altro giavanese. Nel primo polo a Malacca potrebbe succedere Aceh sotto Iskandar Muda.

Per la fine del Seicento le Filippine sarebbero interamente musulmane e i primi ribat di sufi potrebbero apparire sulle coste settentrionali di Australia e Nuova Guinea. Lo sviluppo della Cina sarebbe identico a quella della nostra storia (a parte la presenza dei gesuiti) mentre in Giappone la mancata introduzione delle armi da fuoco europee prolungherebbe il Sengoku e renderebbe più difficile e meno completa l'unificazione Tokugawa, Inoltre, non si avrebbe il "paese chiuso" né la fallimentare spedizione di Hideyoshi Toyotomi in Corea.

La Cambogia, non ricevendo aiuto dalla Spagna, già nel Cinquecento è spartita tra Vietnam e Siam. La Birmania, senza le attività portoghesi, potrebbe sviluppare una piccola potenza navale.

Le vicende dell'India e dell'Asia Centrale restano essenzialmente immutate fino a verso metà Settecento.

Le uniche aree del vecchio mondo dove si hanno mutamenti di rilievo per i primi tre secoli dal POD sono quindi l'Europa, il Mediterraneo e l'Indonesia, in misura minore l'Africa costiera soprattutto orientale.

Lo sviluppo delle Americhe invece è più difficile da immaginare...

Se volete fornirmi suggerimenti in proposito, scrivetemi a questo indirizzo.

Falecius

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Questo è poi il parere di Renato Balduzzi:

Io mi concentrerei piuttosto sull'aprile 1241, sulla battaglia di Legnica, in Polonia, che fu effettivamente vinta, ma morì il Gran Khan Möngke e le truppe si ritirarono. 

Se il Gran Khan non fosse morto, ecco una possibile breve cronologia. Capitolano:

- a fine anno il Sacro Romano Impero, con penetrazione in Italia e saccheggio di Roma; Corsica e Sardegna sono momentaneamente risparmiate.

- 1242-43 ritorno a nord e invasione della Francia, la Gran Bretagna si salva a causa della posizione insulare ma l'Inghilterra si indebolisce per proteggere i suoi possedimenti sul continente; nel frattempo un contingente mongolo raggiunge il Peloponneso, limitando l'impero bizantino alle sole isole dell'Egeo.

- 1245 conquista della Spagna.

Si potrebbe continuare con la traversata del Mediterraneo e lo sbarco in Marocco.

La civiltà europea potrebbe sopravvivere... sulle isole? Da qui potrebbe partire la reconquista: Sardegna, Baleari e Corsica si spartirebbero il Mediterraneo occidentale, l'Inghilterra il Nord Europa l'Impero Bizantino ripartire dalle isole per riconquistare i Balcani e magari guadagnare territori del nordest europeo.

Riguardo la proposta di Franco, sarebbe interessante vedere come i Mongoli si adatterebbero alle torride temperature del deserto del Sahara. Se l'adattamento avesse esito positivo, potremmo avere una espansione mongola non solo in Nordafrica, ma anche verso le savane del Kenia e della Tanzania. Forse le zone forestali del Congo e della Nigeria sarebbero per un bel po' tagliate fuori per la difficoltà di penetrazione a cavallo, ma se i Mongoli riuscissero a consolidare il potere nel Sahara, per i vari regni della costa d'oro sarebbe la fine. Oppure l'inizio? L'impero mongolo unirebbe il Mediterraneo all'Africa nera, con conseguente compenetrazione culturale. Gli africani colmerebbero meglio il gap nei confronti dell'Europa e del mondo arabo e, magari sotto una dinastia di origine mongola, riuscirebbero a sopportare meglio i tentativi di colonizzazione.

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Ed Enrico Pellerito aggiunge:

Questo argomento è stato oggetto di una mia discussione su questo sito:

http://www.warfare.it/what_if/mongoli_europa.html

http://www.warfare.it/what_if/mongoli_europa_2.html

Un elemento da considerare è la caratteristica tipica dei Mongoli: il nomadismo.

Questo comporterà che, molto spesso, i temuti guerrieri dagli occhi a mandorla occupavano solo momentaneamente i territori più lontani dalle loro sedi "stanziali", che erano poi le aree originarie dove essi si spostavano con i loro villaggi erranti.

Di fatto, essi sottomettevano le zone soggette alle loro avanzate, che erano poi grandi scorrerie; eliminata ogni e qualsiasi resistenza militarmente organizzata, procedevano ad attivare un sistema di esazione tributaria, che poteva utilizzare, eventualmente, il supporto di una certa aliquota di guerrieri che restavano nelle vicinanze, a garantire l'asservimento di coloro che avevano avuto la sfortuna di essere stati invasi.

Ciò non impediva una permanenza, di variabile durata nel tempo, dei Mongoli nei territori che raggiungevano.

Bisogna, quindi, distinguere l'invasione dall'occupazione, non essendo questa ispirata ai principi canonici per come la interpretiamo noi.

Riguardo la possibilità di espansione navale nel Mediterraneo, la escluderei, come la si può escludere per il Canale della Manica.

Le isole sarebbero rimaste "isolate", soltanto parecchi anni dopo i Mongoli avrebbero pensato alle operazioni anfibie, ma utilizzando la flotta coreana (vedi tentativi di sbarco in Giappone e a Giava).

Infine, le temperature estreme non erano un problema per i Mongoli, abituati per la loro robusta struttura corporea a sopportare sia il caldo torrido che il freddo rigido.

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Un mondo senza Inghilterra

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Ed ora, un'altra idea di William Riker:

« È straordinario che un'isola con un così limitato numero di abitanti sia riuscita a tenere in pugno il mondo per oltre due secoli », ha scritto Paul Kennedy nel suo saggio "Ascesa e declino della potenza navale britannica", pubblicato in Italia da Garzanti. Secondo lo storico, il primo a intuire l'importanza di una flotta fu Enrico VIII, sua figlia Elisabetta ne godette i vantaggi, le imprese corsare di Francis Drake le fruttarono ingenti tesori e nel 1588 l'Invincible Armada andò distrutta prima di riuscire a regolare i conti con gli inglesi. I mercantili, esposti agli attacchi dei pirati, venivano fatti viaggiare sotto la scorta di navi da guerra, che avevano anche il compito di neutralizzare l'agguerrita concorrenza degli olandesi e dei portoghesi; dopo le due vittorie riportate contro la Francia (quella nella Guerra dei Sette Anni e quella contro Napoleone), l'unica potenza coloniale rivale che le era rimasta, il predominio della Royal Navy divenne assoluto, controllando l'accesso a tutti i mari e tutti i più importanti mercati del pianeta. Solo lo strapotere degli USA (sua ex colonia) nel XX secolo riuscì a toglierle lo scettro di mano.

Considerando che il successo mondiale di una piccola isola nebbiosa appare oggi strabiliante ai suoi stessi abitanti, quali POD bisogna introdurre affinché la Gran Bretagna non ascenda mai come grande potenza? E in tal caso, ci sarà un equilibrio mondiale tra potenze coloniali, oppure un'altra grande nazione marinara riuscirà a sostituirla altrettanto a lungo? E quale? Con quali conseguenze sulla storia mondiale?

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Ecco quanto gli risponde Sandro Degiani:

Un POD che neutralizza l'inghilterra? Mmm... intorno al 1500 in modo che non si sviluppi la potenza navale e colonizzatrice della perfida Albione...

Ma certo!!!! L'Invincibile Armada nel 1586 trova tempo favorevole e vento di poppa...

Il Marchese di Santa Cruz è ancora vivo e Sir Francis Drake incappa in un galeone troppo duro per i suoi denti e finisce appeso ad un pennone.

Questo permette di distrarre oltre 200 navi dal Mare dei Caraibi ed allestire una flotta di ben 500 navi.

Questa Invincibile Armada sbaraglia la flotta inglese e sbarca sul suolo britannico 30.000 armigeri che si aprono la via fino a Londra.

Il Duca di Parma si piglia Scozia e Irlanda, il Marchese di Santa Cruz viene nominato vicerè d'Inghilterra ed Elisabetta finisce i suoi giorni in una torre del castello di Edimburgo. Non ci sono eredi diretti e il Tribunale Ecclesiastico di Roma convalida il testamento di Maria Stuard che lasciava in eredità e diritti della corona d'inghilterra a Filippo II di Spagna.

Senza Elisabetta e il suo aiuto militare Enrico di Borbone viene rapidamente eliminato e la corona di Enrico IV non subisce minacce, per cui la seconda moglie Maria de'Medici vede una possibilità di avere un nipote re di Spagna, Francia ed Inghilterra e viene deciso un matrimonio che suggelli la pace tra Spagna e Francia. Isabella Clara Eugenia d'Asburgo sposa Luigi di Borbone, Delfino di Francia, ed il figlio primogenito della coppia, Luigi XIV sarà davvero il Re Sole!!

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Così invece propone dDuck:

L'Invincibile Armada sbarca e conquista l'Inghilterra. La dominazione spagnola è dura ma anche la Spagna subisce le sue sconfitte sul territorio inglese. Fine dei Tudor e del regno. Ma per dominare l'isola la corona spagnola deve inviare numerosi contingenti, e svenarsi.

La Spagna favorisce gli irlandesi che si staccano, e si uniscono sotto corona spagnola (meglio un padrone lontano che vicino, e poi sono cattolici).

Le due potenze rimaste sono la Francia e la Spagna che si scontreranno spesso in futuro innumerevoli volte.

La Francia appoggia gli Inglesi che 50 anni dopo si ribelleranno con Cromwelt e diventeranno una repubblica. con l'appoggio francese, ma il loro sarà sempre un paese di secondo piano.

Gli spagnoli appoggeranno gli scozzesi nella guerra fredda contro gli anglo-francesi. L'Inghilterra rimane però un paese piccolo nell'orbita della Francia, della forza della Svezia o della Danimarca-Norvegia, la Scozia e l'Irlanda non torneranno più colonie.

In nord America i Francesi la fanno da padroni, New Amsterdam rimane olandese, gli inglesi si piazzano sulla costa, ma le colonie sono meno popolate della HL. La Francia però non sostituisce l'Inghilterra della HL nella colonizzazione del Nord America e rimangono terre vaste e sottopopolate, il rapporto con i nativi è meno conflittuale.

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Allora prende la parola Lord Wilmore:

Voi siete sempre partiti dall'Invencible, ma le occasioni per restare senza Inghilterra erano molte. Ecco alcune che mi sono venute in mente:

1) 300 milioni di anni fa l'Oceano Giapeto si chiuse, si formò la Pangea e 200 milioni di anni fa si riaprì nello stesso punto l'Oceano Atlantico. L'Inghilterra è in realtà un pezzo di America rimasto "dalla parte sbagliata" dell'oceano. Ma se le isole britanniche rimangono tutte di là come Terranova?

2) Claudio non invade l'Inghilterra, che resta isolata come l'Irlanda. Essa resterà divisa tra regni celtici fino all'invasione vichinga, quando diventerà una colonia della Danimarca, e sarà unita a quest'ultima fino almeno al Congresso di Vienna. C'è da discutere se la Danimarca può diventare una superpotenza, fondando un impero transoceanico.

3) I Sassoni non invadono l'Inghilterra, come sopra ma con maggiori influenze della cultura latina.

4) Carlo Magno non si volge contro gli Avari ma contro i Sassoni, conquistando l'Eptarchia. L'Inghilterra resterà una dependance del Regno Francese, magari la corte è stabilita a Londra anziché a Parigi, e i Tre Moschettieri faranno la guardia a Buckingham Palace. Possibile un impero francese di dimensioni mondiali.

5) Aroldo non deve affrontare il fratello Tostig e il re di Norvegia coalizzati, insieme al fratello può ributtare a mare Guglielmo il (Non) Conquistatore. Prosegue il Regno Sassone, indebolito dalle lotte intestine feudali. E' possibile che William Wallace detto Braveheart conquisti Londra, ma è tutto da vedersi se gli scozzesi hanno la voglia (la tempra ce l'hanno) di metter su un impero mondiale.

6) Giovanna d'Arco non muore sul rogo a 19 anni, spinta dalle visioni dell'Arcangelo Michele guida i francesi alla riscossa, sbarca in Inghilterra e prende Londra. L'Inghilterra resta una dependance francese come la Savoia fino almeno alla Rivoluzione Francese, ed allora vedi punto 4.

7) La Guerra delle Due Rose non si risolve e l'Inghilterra si spacca in due regni, uno sotto i Lancaster (e poi sotto i Tudor), uno sotto gli York (e poi sotto gli Stuart). Se la riunificazione - come per Italia e Germania - avviene solo nell'800, è tardi per diventare una grande potenza marittima...

8) Caterina d'Aragona muore di parto dando alla luce Maria, Enrico VIII è libero di sposare chi vuole e di avere un erede maschio senza rompere con Roma. Nè Maria né Elisabetta ascendono al trono, e la storia d'Inghilterra può essere molto diversa: se i Tudor non si lanciano nelle imprese marinare, il Regno Unito potrebbe lanciarsi nella corsa coloniale solo nell'ottocento, quando Francia e Olanda si sono già spartiti il globo terracqueo.

9) Infine, V per Vendetta anticipato: Guy Fawkes - l'unico uomo entrato in un Parlamento con oneste intenzioni, come sostiene qualche maligno - riesce a far saltare in aria Giacomo I e tutti i membri del Parlamento inglese mentre sono riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari. Il paese piomba nel caos, in una guerra di tutti contro tutti. Ce la farà Albione a risollevarsi e a mettere in piedi l'impero che conosciamo?

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Al che Toxon aggiunge:

C'è anche un punto 10: dopo la Guerra dei Cent'Anni, l'Inghilterra continua ad avere una grossa porzione di territorio francese ed è più coinvolta nelle guerre del continente. Drake e gli altri ci saranno comunque, ma gli interessi del regno graviteranno oltremanica e Londra lascerà più spazio ad altre potenze marittime.

Nella lotta tra Carlo V e Francesco I l'Inghilterra appoggerà ora l'uno ora l'altro, le guerre di religione in Francia saranno combattute soprattutto fra l'esercito inglese e quello spagnolo. I Paesi Bassi restano la principale potenza marittima, il Nordamerica se lo spartiscono loro, Francesi, Spagnoli e Russi. Tra di loro ci sarà forse qualche isolato possedimento britannico (un po' di New England, Baia di Hudson e Virginia?) e, perchè no, svedese. I Nativi all'interno riescono a resistere all'avanzata dell'uomo bianco, magari si afferma qualche popolo più "occidentalizzato" tipo i Cherokee. L'Impero Britannico c'è, ma è molto più piccolo che nella HL. I più potenti per me restano Spagna e Paesi Bassi (la Francia deve combattere l'Inghilterra ed è più piccola).

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Chiudiamo per ora con l'ulteriore proposta di dDuck:

Supponiamo che avvenga come dici. L'Inghilterra si riprende nel 1700 ed inizia le esplorazioni. Il Nordamerica è diviso in stati, ognuno con la sua lingua ereditata dai colonizzatori (francese, spagnolo, olandese o inglese), ma nessuno è cosi forte da prendere il posto degli USA, anche perchè la colonizzazione francese è meno massiccia. Il sudest asiatico è in mano agli olandesi, che dominano i commerci con Cina e Giappone. L'India è in mano ai francesi. Allora la Gran Bretagna scopre l'Australia che come nella HTL diventa una colonia penale.

Nell'800 tutta l'immigrazione tedesca, irlandese e italiana si lancia verso il continente australe, terra di opportunità che raggiunge i 50 milioni di abitanti a fine secolo. Ma è troppo tardi per una civiltà contadina schiavistica, non ci saranno gli afroaustraliani.

Niente jazz e neppure atleti afroaustraliani, ma la middle class tedesca, irlandese e italiana da vita a una potenza industriale di pari livello. L'indipendenza politica è molto più tarda, a metà '800 o più tardi, ma la crescita demografica è notevole.

Al Capone terrorizzerà la malavita di Sydney, ma Ford (di origine irlandese) avvierà un indstria senza precedenti. Gli aborigeni faranno ovviamente la fine della HL, forse saranno più forti i nativi nordamericani ma sempre in una situazione analoga alla HL.

Il rock sarà australiano al 100% al pari del country. Il rap si svilupperà nei Caraibi, o in francese nella Louisiana. Sarà come gli USA senza neri, ma per paradosso meno razzista. Essendo la colonizzazione tarda, urbanizzata e industriale non c'è la necessità di importare schiavi, anche perchè la schiavitù è gia abolita.

Nel 1941 i giapponesi attaccheranno la base militare Australiana di Port Moresby in Nuova Guinea, il gigante australiano si sveglierà...

Da qui agli Stati Uniti di Australia, il passo è breve!

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