La spartizione della Libia

di Francesco Dessolis


Questa volta la discussione parte da una proposta ucronica di Francesco Dessolis:

Nel 1949 fu presentata al consiglio di sicurezza dell'ONU che prevedeva di di dare in "amministrazione fiduciaria" all''Inghilterra la Cirenaica, alla Francia il Fezzan e all'Italia la Tripolitania. La mozione fu bocciata solo per un voto. Dicono che il rappresentante di Haiti, ubriaco, abbia votato per sbaglio contro, anche se era stato lautamente pagato per votare a favore. La bocciatura della mozione aprì la strada ad una Libia indipendente, sotto re Idris.

Ora, supponiamo che il rappresentante di Haiti beva un po' meno e voti come gli era stato raccomandato...

Alla fine dell'amministrazione fiduciaria, nel 1960, la Libia potrebbe riunificarsi in un solo stato, (come è successo alla Somalia), ma più probabilmente la divisione rimarrebbe, visto che Tripolitania e Cirenaica hanno sempre avuto una storia separata.

Si può quindi ipotizzare che:

1) Il Fezzan entra nella comunità africana francese, e rimane, (con il suo petrolio), sotto l'influenza francese fino ai giorni nostri. Forse potrebbe unirsi al poverissimo Ciad.

2) la Cireanca vota per l'unione alla Repubblica Araba Unita di Nasser. Il giovane Gheddafi (originario di Sirte) diventa ufficiale dell'esercito Egiziano. Alla morte di Nasser cerca di prendere il potere, ma Sadat ha la meglio, e lo fa fucilare. Il petrolio della Cirenaica aiuta Sadat a risollevare l'economia egiziana. Forse potrebbe salvargli la vita...

3) La Tripolitania diventa una repubblica araba moderata, con forti legami economici con l'Italia. In Tripolitania non c'è molto petrolio, ma quel poco sarebbe ben sfruttato da Enrico Mattei. Gli italiani espulsi da Gheddafi in questa Timeline rimarrebbero, e una buona integrazione tra Arabi e Italiani potrebbe perfino favorire l'ingresso della Tripolitania nell' Unione Europea, (primo, ma forse non ultimo, degli stati nord africani)...

La mia Timeline è forse troppo ottimistica, ma penso che Sadat avrebbe veramente potuto avere la meglio su Gheddafi. Ricordo (purtroppo sono abbastanza "grande" da ricordarlo!) che dopo la morte di Nasser molti avevano sottovalutato Sadat. Lo stesso Nasser, che lo aveva scelto come vice, lo avevo definito "un paio di baffi sul nulla".

Invece in poco tempo ebbe la meglio sui suoi meglio accreditati rivali, compreso il potentissimo capo dell'esercito. In più Gheddafi avrebbe avuto il grosso hadicap di non essere egiziano! Piuttosto Gheddafi avrebbe potuto tentare una scissione della Cirenaica dalla Repubblica Araba Unita. E' presumibile però che Nasser, in questa Timeline, proprio per impedire che si ripetesse quello che era successo in Siria, abbia egizianizzato al massimo la Cirenaica, integrando le sue forze armate nell'esercito egiziano, e prendendo il controllo dei pozzi di petrolio.

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A questo punto,sentiamo il parere di Falecius:

Secondo me, lo scenario più plausibile potrebbe essere del tipo Sahara Occidentale (o Dhofar, se preferisci): Gheddafi alla guida di un movimento di sinistra nazionalista contro il 'colonialismo' egiziano verso la Cirenaica. La guerriglia che ne segue potrebbe portare ad un conflitto prolungato che paralizza le risorse egiziane e forse obbliga Sadat a rinunciare alla guerra del Kippur, o comunque a fare maggiori concessioni ad Israele (che potrebbe sostenere Gheddafi sottobanco). Una conseguenza interessante sarebbe una divisione ancora più netta all'interno delle sinistre antisistema europee sulla questione palestina/israele: cioè, a quelli che sostengono la causa paelstinese ed araba si fa notare l'oppressione imperialistica dell'Egitto sul popolo resistente della Cirenaica e sul suo glorioso esercito di liberazione (immagino che in Italia questo discorso possa essere particolarmente forte). La guerra di liberazione della Cirenaica comincerebbe con ogni probabilità subito dopo la morte di Nasser (seguendo lo shock della sconfitta contro Israele, che possiamo assumere invariante, e l'ostilità verso il nuovo regime di Sadat).

In un caso del genere si pongono diverse eventualità:

1) Sadat, minacciato dall'insorgenza di Gheddafi, scende a patti con Israele in condizioni meno favorevoli (senza guerra del Kippur; rinuncia a rivendicare parte del Sinai in cambio della pace); questo consente a Gheddafi di aggiungere alla lotta indipendentista quella contro il "tradimento della causa araba" saldando la sua causa a quella palestinese; Sadat e Israele sono con l'Arabia Saudita i maggiori alleati degli USA nella regione, ma sono relativamente isolati.

2) Israele appoggia Gheddafi, e Sadat è costretto a porsi come campione della causa dell'unità araba e a combattere comunque la guerra del Kippur, a cui potrebbe convincere gli iracheni a partecipare (hanno un problema analogo coi kurdi di Barzani); posta la continuazione della guerra in Cirenaica e dell'occupazione del Sinai, probabilmente Begin, sentendosi più forte, NON accetterebbe Camp David restituendo TUTTO il Sinai; due eventualità: - Sadat cede comunque parte della penisola, fa la pace, si concentra sulla Cirenaica, cambia campo nella guerra fredda e finisce quasi sicuramente assassinato lo stesso, con l'Egitto isolato da tutto il mondo arabo anche più che nella nostra linea. - Sadat rimane legato all'URSS e si schiera col "fronte del rifiuto", mentre il primo paese a far la pace con Israele potrebbe essere addirittura la Siria, in cambio ovviamente del Golan (questo eviterebbe anche l'invasione israeliana del Libano, forse?). La resistenza in Cirenaica assumerebbe un colore islamico e filo-americano/israeliano.

L'insorgenza di Gheddafi potrebbe:

a) essere schiacciata come in Dhofar e Sahara occidentale dopo alcuni anni (Sadat dovrebbe probabilmente scendere a patti con Israele per poterlo fare; Gheddafi, assieme ai palestinesi, sarebbe sacrificato a Camp David, esattamente come qualche anno prima il blocco occidentale aveva abbandonato Barzani dopo averlo sostenuto contro l'Iraq).

b) Se Sadat rimane nel "fronte del rifiuto" e nel blocco orientale, il suo regime resta almeno in parte di sinistra, e l'opposizione prevalentemente islamista. Gheddafi potrebbe ricoprire negli anni Ottanta un ruolo da "freedom fighter" come i combattenti afghani e riceve re sostegno USA ed israeliano. Col crollo dell'URSS crolla anche il regime egiziano. La Cirenaica segue il paradigma dell'Eritrea, ma è inizialmente alleata degli USA (al punto di entrare nella NATO con gli allargamenti?) L'Islam politico sunnita resta prevalentemente filo-USA più a lungo, e un regime islamista filoamericano potrebbe affermarsi nello stesso Egitto (Israele commetterà comunque l'errore di sostenere Hamas? Se sì, probabilmente gli americani si troveranno a pentirsi amaramente dei loro ex-alleati, quasi quanto nella nostra Timeline... A meno che Rabin non sopravviva e riesca a convincere il suo popolo a concedere ai palestinesi uno stato VERO, o la parità di diritti entro uno Stato binazionale - questa è meno probabile, ma non so se in questo scenario potrebbe esserci un equivalente degli accordi di Oslo; i palestinesi non avrebbero nessuna sponda esterna tranne un Iran stremato)..

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Così riprende il filo Francesco Dessolis:

Interessante. Da una ucronia ne hai fatte nascere tante altre!

In tutte le tue alternative la guerra d'indipendenza cirenaica avrebbe sicuramente impatto sulla Tripolitania filoitaliana. Anche se l'integrazione tra italiani e arabi fosse perfetta (ipotesi molto ottimistica!) molti tripolitani appoggerebbero sicuramente Gheddafi. L'esercito italiano sarebbe probabilmente costretto a intervenire, e non solo in missioni di pace...

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Falecius non manca di precisare:

Beh, sicuramente sì. Ho tralasciato le ripercussioni, che sicuramente si avrebbero, non solo sulla Tripolitania ma anche su Ciad e Fezzan (specie se questi ultimi fossero uniti; mi aspetterei una secessione del Ciad del Nord + Fezzan dal Sud cattolico e francofono, col sostegno della Lega Araba, su modello eritreo; in fondo il FROLINAT è stato una forza militare anche nella nostra linea, sebbene con appoggio libico), solo per non aggiungere troppe variabili.

Però, se la resistenza di Gheddafi fosse appoggiata dal blocco occidentale, fino alla caduta dell'URSS l'Italia lascerebbe i tripolini liberi di fare quel che vogliono in aiuto ad un movimento amico. Dopo, si porrebbe il problema che hanno avuto vari paesi musulmani al ritorno dei mujahidin dall'Afghanistan: i volontari tripolini tornati dalla Cirenaica tenterebbero di creare un repubblica islamica in patria? Potrebbe scatenarsi una guerra civile di tipo algerino (in lagreia, il ritorno dei volontari dalla guerra afghana contro i russi ebbe un ruolo nei sanguinosi eventi successivi) ? O invece le autorità tripoline sostenute dall'italia avrebbero governato così bene da impedire all'islam politico di formare una base sociale ?(improbabile; l'Occidente avrebbe tutte le ragioni di breve termine ad appoggiare il tipo di regimi fallimentari che ha effettivamente appoggiato, inoltre la Tripolitania avrebbe poco petrolio, e parte di questo sarebbe usato a beneficio dell'Italia; mi aspetterei sufficiente risentimento verso i "colonialisti", misto a insoddosfazione sociale da causare guai).

Inoltre, uno scenario di spartizione della Libia toglierebbe a Reagan il suo peggior capro espiatorio; probabilmente il risultato sarebbe un maggior focus americano contro o il Nicaragua sandinista o l'Iran di Khomeyni (do per scontato che nessun evento di questa linea possa modificare la rivoluzione iraniana). 
Da valutare le diverse ripercussioni possibili sulla collocazione strategica dell'Iraq e sulle speranze kurdo-irachene di ottenere l'indipendenza (quasi impossibile, dato che si avrebbe comunque la Turchia nella NATO).

Come si vede l'esistenza di una Libia unitaria o divisa può influenzare profondamente le dinamiche di equilibrio regionale, anche se stiamo parlando di un paese relativamente poco importante sullo scenario globale (ovviamente, anche nella nostra linea, durante il confronto con Israele l'Egitto ha dovuto in qualche misura guardarsi le spalle dalla Libia, filo-occidentale e quindi ostile a Nasser prima del 1969, e poi nemica di Sadat con Gheddafi sia per questioni di confine che, dopo Camp David, per la scelta di campo libica nel "fronte del rifiuto" assieme a Siria, Libano, OLP, Iraq e Sudan).

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