di Ainelif
Il titolo di quest'ucronia (in greco "Libertà o morte") deriva dal motto della Grecia moderna.

1820: massacro degli abitanti dell'isola di Chio da parte degli ottomani.
1822: Il 1 gennaio nasce la prima assemblea rivoluzionaria greca ad Epidauro che proclama l'indipendenza dal giogo turco; è nominato un consiglio di cinque membri e un senato, che sono guardati subito con simpatia dai liberali europei.
1827: La battaglia di Navarino del 20 ottobre la flotta turco-egiziana viene distrutta da quella anglo-franco-russa; le rotture diplomatiche tra Impero Turco ed Impero Russo scatenano una piccola guerra che con la pace di Adrianopoli l'11 settembre 1829 anche Istanbul riconosce l'autonomia greca.
1830: Nasce ufficialmente il 3 febbraio il governo greco completamente indipendente dall'influenza zarista, è incoronato re Ottone I di Baviera secondo un trattato con le tre potenze che avevano sostenuto l'unità greca; è fissata la capitale ad Atene.
1843: Un re di origine germanica, per giunta monarca assoluto di un paese nato da una rivoluzione dopo solo più di un decennio sul trono è odiato dalle classi sociali per le limitate riforme nazionali; in settembre Ottone I concede la costituzione; oramai nei climi intellettuali di Atene e molte zone continentali si respira aria repubblicana che si diffonderà a macchia d'olio con la rivoluzione del '48 in molte parti d'Europa.
1856: Diventa violenta la rivolta antidinastica e liberale in tutta l'Attica, il re Ottone crea un esercito personalizzato al fine di reprimere le insurrezioni e mantenere il potere.
1862: Alcune guarnigioni ribelli, aizzate dagli inglesi irritati per le posizioni filo-russe del re costringono lo stesso Ottone ad abbandonare la capitale in maggio. A giugno nasce la Repubblica Ellenica, una forma di governo totalmente nuova e ben apprezzata dal popolo greco stanco dell'assolutismo.
1864: E' redatta una nuova costituzione, di chiaro carattere democratico e liberale, secondo princìpi più avanzati ed illuminati dall'epoca.
Il primo ministro Tricupis riforma economicamente la nazione, stabilisce bene il proprio potere politico e avvia un grande sviluppo della marina mercantile, destinata a rivaleggiare nel Mediterraneo e nel mondo come grandezza e fama; nascono grazie a lui le prime attività industriali e bancarie; infine riallaccia rapporti con i greci residenti nei territori turchi oppressi dalla xenofobia dei Giovani Turchi.
1866-78: Grazie alla rifioritura economica si rafforza il nazionalismo greco che è parteggiato da molti fondamentalisti ortodossi come l'unica soluzione per riunificare e ricreare la Magna Grecia dei tempi antichi e vendicarsi sui turchi musulmani.
Iniziano le guerre elleniche che arrivano al Congresso di Berlino con la cessione turca della Tessaglia, Macedonia, e parte dell'Epiro, in più Atene possedeva già Cerigo e le Isole Ionie acquistate all'Inghilterra nel 1863.
I nuovi territori vengono panellenizzati con la fuga disordinata dei non-greci verso l'Austria e Turchia.
1881: Il 2 luglio la Grecia con una battaglia a Lesbo ottiene tutte le Sporadi Meridionali e Settentrionali ed in più le Cicladi e il distretto di Arta.
Il boom demografico ed economico di questo anno contribuisce alla nascita di un esercito greco vero e proprio, moderno, alla pari delle grandi potenze occidentali.
1883: Ipsilanti II (figlio di Demetrio che proclamò l'indipendenza greca) marcia con dei rivoltosi ortodossi sulla strada per Atene, il governo repubblicano ordina di sparare sui manifestanti aggressivi e disperderli e se necessario incarcerarli; Ipsilanti II scampa ad una sparatoria e nello stesso mese ritorna nella capitale con un contingente preparato che assalta il parlamento prendendo il potere con un golpe militare: è restaurata la monarchia, questa volta costituzionale sotto la corona del principe Giorgio Glucksburg, avviene uno storico patto tra monarchici e repubblicani nella consolidazione della democrazia greca; è concesso il suffragio universale a tutti i maschi maggiorenni.
1889: Il nuovo primo ministro Zaimis inaugura una statua di ferro nel porto del Pireo architettata da consiglieri franco-britannici per celebrare la potenza greca e la sua ritrovata unità nazionale, è simile alla statua di Apollo nel porto di Rodi crollata con un terremoto.
1896: Nascono i movimenti operai e socialisti nelle zone più povere e improduttive greche.
1897: Rivolta antiturca a Creta, la guerra condotta contro gli ottomani si rivela vittoriosa, Iraklion è occupata e sancita l'annessione insulare alla Magna Grecia.
1905: Terminato il mandato di Zaimis subentra Eleuterio Venizelos che vuole detronizzare re Giorgio, così il neo-primo ministro è spodestato dalla carica.
1910-11: Rielezione di Venizelos in ottobre che è mantenuto al governo dopo l'imponimento di un'assemblea revisionista che redime una nuova costituzione, questa volta definitiva; vengono perfezionati le garanzie di libertà individuale ed è iniziata una totale modernizzazione di quegli apparati troppo burocratici.
1912: Trattato greco - serbo che con forti minacce guerrafondaie al governo di Belgrado concede ad Atene piccole strisce di confine; poi con il trattato greco - montenegrino Podgorica rimane impassibile ed alleata alla Magna Grecia che scaccia i turchi dall'Albania invadendola ed incamerandola con le prime durissime persecuzioni razziali nei confronti degli slavi e dei musulmani.
1913: La Magna Grecia adotta la leva militare obbligatoria e il suffragio universale esteso a tutte le femmine maggiorenni; con una riforma militare arrivano gli aeroplani da guerra.
1914: A Sarajevo il 28 giugno con l’attentato all’arciduca Francesco Ferdinando da parte di uno studente serbo si scatena la Prima Guerra Mondiale.
Il governo asburgico invita la Magna Grecia a schierarsi con gli Imperi Centrali per potersi ritagliare un pezzo dei Balcani, ma Atene respinge tutte le offerte proposte anche dalla Germania; subito dopo mentre il kaiser Guglielmo II è in visita dal sultano turco Maometto IV confermando la partecipazione turca alla guerra contro l’Intesa, la Magna Grecia si dichiara non-belligerante.
1916: Il governo greco decide di rompere il non intervento nel conflitto, il 9 febbraio l’esercito ellenico attacca di sorpresa il Montenegro occupato dagli austriaci incamerandolo all’Albania, gli Imperi Centrali dichiarano guerra alla Magna Grecia che ha già provveduto insieme all’Italia a spartirsi il Dodecaneso ancora in mano turca.
I turchi scatenano i primi raid navali sulle coste elleniche, ma la flotta greca li annienta respingendo gli sbarchi ottomani sulle isole egee; al fianco anglo-francese viene riproposto uno sbarco nello Stretto dei Dardanelli che riesce splendidamente, l’Intesa riesce ad occupare la capitale Istanbul mentre il governo ottomano si rifugia col sultano ad Ankara in zone più sicure ed interne.
A metà marzo i greci dilagano in Bulgaria travolgendo i bulgari e turchi a Sofia cacciando il re Boris venendo in diretto aiuto dei rumeni in difficoltà a Bucarest messi sotto assedio dagli austriaci, così facendo viene creata un’asse bellica parecchio consistente che collega russi ai rumeni, e questi ai greci e ai contingenti alleati di Francia e Inghilterra; l’Impero Turco si trova diviso e senza più contatti con l’Austria e la Germania.
Ad aprile il maresciallo francese Foch guida i greci in Serbia dove arginano col poco esercito serbo-bosniaco rimasto a Belgrado le offensive austro-tedesche.
1918-23: Oramai verso l’imminente sconfitta e il ritiro di parte dei soldati sui fronti principali, i greci conservano le proprie occupazioni militari, passando da liberatori a padroni e l’Intesa su questo non fiata sebbene molti popoli abbiano inneggiato all’autodeterminazione.
Il re Giorgio II più giovane e ambizioso del padre ordina lo sbarco massiccio sulla costa occidentale dell’Anatolia, sono rase al suolo Gallipoli e Bursa, mentre i greci entrano trionfali a Smirne spingendosi oltre al territorio montuoso peninsulare, gli aerei ellenici bombardano duramente Ankara e tentano di impaurire il sultano per costringerlo all’armistizio. Sul continente la guerra finisce con la pace e la caduta degli Imperi Centrali ma la Magna Grecia continua la "sua" guerra contro i turchi, e nel 1922, ad Ankara il sultano è deposto dai militari greci che inglobano la città al nuovo Impero di Magna Grecia proclamato con un fastoso evento all’Acropoli ateniese riconosciuto da tutte le grandi nazioni europee ma è visto con diffidenza dalla Russia rivoluzionaria colpita dalla guerra civile tra Bianchi e Rossi.
La Società delle Nazioni sanziona pesantemente il volere greco di regnare senza riguardo nei paesi liberati dalla presenza austro-turca.
La politica panellenica di Atene si rivela benefica solo per i greci, tutti gli altri insorgono in grandi gruppi rivoltosi contro lo strapotere imperiale della Magna Grecia; il 12 maggio 1923 Mustafà Kemal detto "Ataturk" capo dell’organizzazione dei Giovani Turchi guida tutto il rimanente dell’esercito ottomano contro la Grecia, ma rispetto alla vera timeline qui non accade nessuna grande rivincita, il tentativo di proclamare una repubblica turca fallisce, Kemal è esiliato in Siria mentre tutti i turchi vengono sottoposti a pesanti sanzioni religiose, razziali e a durissime deportazioni nei primi campi di internamento creati dal governo ateniese per eliminare la religione islamica dal suo impero, e con lei anche tutte le tradizioni e culture turche dopo secoli di impero ottomano.
1924: Venizelos dopo un fallito colpo di stato repubblicano si rifugia a Creta tentando di proclamare l’indipendenza dell’isola sotto la sua repubblica, l’esercito ellenico distrugge Iraklion e giustizia Venizelos, grande indignazione nel paese per aver eliminato un politico che aveva contribuito alla grandezza greca.
1925: Diventa capo dei fondamentalisti ortodossi il nazionalista Joannis Metaxas che segue su esempio mussoliniano in Italia le politiche di corporativismo e statalismo, successivamente però rivendica anche i territori antichi della Magna Grecia nel Suditalia.
1928: Metaxas viene sconfitto alle elezioni politiche del paese, l’esercito ortodosso dell’EKKA attacca i punti nevralgici e con l’esautorazione del parlamento ateniese Metaxas si autoproclama premier instaurando una ferocissima dittatura nazional-ortodossa perseguitando i movimenti socialisti, abolendo gli scioperi e la costituzione originaria, è rafforzato lo stato confessionale, l’imperatore Giorgio II contrario alla dittatura, fa buon viso a cattivo gioco appoggiando tutte le rivolte antifasciste del paese represse nel sangue.
1929: All’alba della Grande Depressione Metaxas instaura una dittatura de facto ed elimina ufficialmente la monarchia dal paese con grande opposizione, subito dopo un referendum truccato dà la maggioranza dei voti allo stesso tiranno (monopartitico) che inizia la costruzione di uno stato totalitario tappando le perdite con la crisi economica proveniente dall’America e avvia il progetto di panellenizzazione di tutti i territori occupati dichiarati regioni greche e appartenenti al governo ateniese, gli scontri di piazza a Belgrado, Tirana e Sofia si chiudono nel sangue per le strade, gli stati occidentali non possono intervenire perché colpiti da disoccupazione ed inflazioni falciatrici.
1931: Sebbene il regime di Metaxas sia amichevole nei confronti di quello di Mussolini in questo anno giungono le prime migliaia di profughi albanesi, montenegrini, e serbi verso le coste pugliesi alla ricerca di salvezza e asilo politico, il regime fascista li accoglie e li italianizza secondo i metodi del Ventennio ma non contrastando la politica panellenica.
1936: In onore delle olimpiadi di Berlino inaugurate da Hitler, la Magna Grecia si avvicina alla Germania nazista ed entra nell’Asse con Giappone ed Italia.
1937: Metaxas ordina la costruzione di immensi ghetti nelle principali città e centri regionali dove deportare oppositori, musulmani, nemici del panellenismo e comunisti con zingari e slavi, un anno dopo ci sarà l’Anschluss a Vienna e l’uccisione di Dollfuss.
1940: Prima ancora neutrale la Magna Grecia invade la Jugoslavia e la Romania dai propri possedimenti in Macedonia e Bulgaria, in giugno le truppe elleniche entrano a Belgrado e poi a Bucarest proclamando i due paesi annessi all’impero greco.
Uscita della Magna Grecia dall’Asse quadripartita perché è contraria ai principi nazionalistici del popolo ellenico e ai suoi progetti di espansione nel Mediterraneo.
1941: Dopo aver sconfitto il tentativo di invasione italiana dal Mar Adriatico i greci contrattaccano bombardando Lecce, Bari e Brindisi; un’operazione avio-trasportata subito dopo dà la vittoria ellenica in Puglia che è completamente occupata e dichiarata parte integrante della nuova Magna Grecia che stava per risorgere nel Suditalia; l’esercito italiano si riprepara e non si demoralizza con ingenti finanziamenti tedeschi le postazioni greche nel Salento e nel Gargano sono effimere, gli abitanti assumono un atteggiamento passivo o di fastidio da parte dei violenti greci che esportano il fondamentalismo ortodosso.
L’8 agosto i carro armati greci ritornano a spaccare i confini turchi per conquistare tutta l’Anatolia e sterminare la presenza musulmana, nel loro impero, curdi ed armeni si alleano indissolubilmente alla Grecia, ritenuta un faro di civiltà imperiale.
1942: La Wehrmacht nella campagna di Russia si trova meno in difficoltà, dato che la flotta navale greca tiene occupati i sovietici nel Mar Nero e in Moldavia; ma il Fuhrer non vede di buon occhio Atene, considerata vigliacca ad essersene andata dall’Asse dopo solo quattro anni; inoltre è vista come impero "ebraico" (infatti gli ebrei dal regime di Metaxas sono ampiamente rispettati e stimati, molti profughi giudei in Grecia provengono dalla Germania).
I campi di internamento ellenici in Turchia si moltiplicano, il popolo turco tenta di insorgere ma fallisce e diventa sempre più ignorante e succube dei voleri greci.
1943: I nazisti dopo l’armistizio italiano invadono la penisola e con lei distruggono i greci in Puglia che vengono ricacciati aldilà nell’Epiro; a nord i panzer tedeschi dilagano in tutta la penisola balcanica togliendo soldati dal fronte russo ed occidentale per schiacciare la Magna Grecia, Metaxas non vuole mollare di un solo millimetro il suo potere; dure battaglie sui Balcani e sul Danubio tra greci e tedeschi; intanto nei paesi sotto l’occupazione nascono movimenti di liberazione nazionale di ispirazione perlopiù marxista.
Si ritirano ingenti forze greche dalla Turchia per contrastare i tedeschi, Ataturk riprende in mano la situazione scatenando una guerriglia partigiana sulle montagne anatoliche dalla Siria per liberare il paese e instaurare la democrazia.
1946: La Magna Grecia è riuscita a respingere l’attacco nazista proprio quando l’Armata Rossa di Stalin ha cominciato la controffensiva verso Berlino liberando tutta l’Europa orientale ed occupando il porto di Salonicco dopo essere entrata a Sofia e ad Istanbul.
La guerra è già finita, ma gli scontri e il clima iracondo in Grecia non si spengono, al trattato di pace a Parigi viene condannato il popolo ellenico sebbene eroico per aver resistito al Terzo Reich.
Il dittatore Metaxas chiede il ritiro dei russi dalla Grecia settentrionale, Mosca rifiuta e minaccia ritorsioni; intanto gli anglo-americani sbarcati nel Peloponneso si scontrano con i partigiani dell’ELAS comunista, Metaxas è ucciso in un attentato partigiano al suo imbarco al Pireo verso Creta; il governo nazional-ortodosso termina il 9 novembre; un’inchiesta alleata dopo l’entrata anglo-americana ad Atene e la sconfitta dei partigiani comunisti indagherà sui presunti crimini greci nell’arco del suo impero; i morti ammontano a 3 milioni di musulmani tra Montenegro, Albania, Macedonia e Turchia (compresa Cipro) e più di 350.000 invalidi permanenti. L’esercito greco rimanente si ritira dai territori ancora nelle loro mani, i Giovani Turchi di Ataturk per vendetta (stile titini in Istria) occupano la costa occidentale anatolica dove sono presenti forti comunità greche, uccidendone e perseguitandone a migliaia; ad Ankara nasce la repubblica laica di Turchia che riannette Ista nbul.
Al processo di Atene vengono condannati dodici tra i principali esponenti del regime della Magna Grecia, molti si suicideranno, altri verranno giustiziati senza attenuanti; la Tracia è annessa tra Turchia e Bulgaria, Macedonia e parte della Tessaglia dalla Jugoslavia, l’Albania si prende fette di confine e l’isola di Corfù proclamandosi indipendente, il Dodecaneso rimane come mandato all’Italia fino a nuovo avviso, Creta diventa una repubblica autonoma gelosa della propria posizione tra Europa e Africa, in più rinuncia a qualsiasi espansione o progetto nella penisola balcanica, anatolica e Italia meridionale.
1948: Da Il Cairo ritorna Paolo II col desiderio di risiedersi sul trono di Grecia, i greci però non sono d’accordo, dopo decenni di guerre, disordini, dittature e colpi di stato vorrebbero una forma di governo finalmente stabile; ma la repubblica è parteggiata solamente dai comunisti radicali che hanno proclamato uno stato operaio nel nord del paese poi cancellato dall’esercito inviato dal governo.
E’ restaurato il regno di Grecia, democratico e costituzionale, la figura del re è solamente rappresentativa e simbolica anche se è capo dell’esercito e può licenziare un premier corrotto o incapace.
1950: Il governo greco firma l’entrata del paese nella NATO e nell’ONU; l'esercito greco annienta qualsiasi resistenza comunista nei dintorni di Salonicco.
1955: Come nei paesi occidentali avviene una grande rivoluzione economica e un boom demografico senza precedenti che contribuisce a far rinascere le vecchie imprese ed industrie devastate ancora dal conflitto mondiale; ai confini di Jugoslavia, Albania e Bulgaria sono costruite muraglie trincerate e reti per impedire le recenti fughe di profughi slavi verso le regioni elleniche per sfuggire al comunismo.
1957: A Roma viene firmato il trattato economico che sancisce la nascita di una prima comunità europea economica del carbone e dell'acciaio (C.E.C.A.) tra Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Olanda, Lussemburgo e anche la stessa Grecia che elimina le barriere doganali potenziando la propria flotta navale mercantile.
Contemporaneamente al lancio russo dello Sputnik alcuni scienziati ateniesi mettono in orbita il "Platone" il secondo satellite artificiale greco della storia spaziale.
1960: La NASA si allea con la scienza spaziale greca costruendo sull'isola di Idro una base di lancio per future spedizioni gemellandola con Cape Canaveral, famoso centro di lanci in Florida.
Alle Olimpiadi di Roma il giovane e prestante Costantino II vince e trionfa in numerose gare internazionali rendendo orgogliosa la stessa madrepatria e la famiglia reale.
1962: Crisi di Cuba e raffreddamento dei rapporti tra i due blocchi contrapposti; incidente al confine macedone con la Jugoslavia titina per le riminiscenze slavo-elleniche; i primi tentativi di garantire la pace falliscono; la monarchia è vista come principale responsabile ad un'eventuale umiliazione greca nei confronti dei popoli balcanici inferiori alla Magna Grecia; i fondamentalisti ortodossi serpeggiano ancora in alcune regioni montuose sperdute facendo il bello e il cattivo tempo; l'Unione di Centro di Papandreu invita il re e la corte a non accettare compromessi.
1967: Il capo dei nazional-ortodossi Papadopulos brucia alcuni paesi del Peloponneso per dimostrare la propria aggressività e violenza con la celebre frase: "Una nuova Sparta risorgerà..." e difatti installa la sede del proprio potere proprio nell'omonima città predicando razzismo, militarismo e superiorità religiosa.
In estate l'esercito di Papadopulos attacca una pacifica manifestazioni di lavoratori per le strade di Atene appendendo la bandiera nazional-ortodossa sull'Acropoli come segno di potere; ci saranno una trentina di morti e altrettanti feriti; il re Costantino II il 13 dicembre lascia la residenza reale con la famiglia e i ministri fedeli capendo le intenzioni golpiste e dittatoriali. Papandreu si allea con i socialisti massimalisti e riformisti, con i liberali moderati per salvare la democrazia.
1969: Mentre in luglio Neil Armstrong mette piede sulla Luna con un astronauta greco di nome Irticolis e altri due americani; in Grecia Papadopulos dopo solo un anno di governo è spodestato dal proprio posto di dittatore folle ma riesce a salvarsi dalla polizia e con un manipolo di fedeli fugge in Libia; Papandreu rientra nella capitale e viene eletto primo ministro provvisorio per quattro anni del paese per rimetterlo in sesto.
La rivoluzione studentesca avviene subito dopo sconvolgendo il vecchio sistema scolastico e politico greco; si rafforzano i partiti politici di sinistra.
1971: Il re Costantino II ritorna nel palazzo reale e in parlamento purga tutti i principali esponenti dell'estrema destra; questo atto indurisce lo stato monarchico ellenico che rischiava di veder tramontare la sua corona per sempre dal paese.
La Grecia ritorna nel consiglio europeo di Strasburgo, Papandreu abolisce l'uso militare per corruzione e malapolitica estirpando alcune associazioni mafiose installatesi nelle zone meridionali.
1974: Il tribunale dei diritti umani insegue Papadopulos in Nordafrica e ritrovarlo poi in California dov'era fuggito con l'amante e sarà condannato a morte.
Il governo greco è assunto da liberali tendenti a sinistra e socialisti che sostituiscono i centristi di Papandreu, acclamato come eroe democratico; vengono legalizzate marijuana e cocaina come sostanze vendibili in normali drogherie; sono approvati i matrimoni gay e le adozioni; la Grecia nella metà degli anni '70 diventa tra i paesi più progressisti e moderni dei Balcani e dell'Europa atlantista.
1978: Una rivolta popolare chiede l'instaurazione di una repubblica; ma le voci si disperdono nel paese senza risultati.
1980: Muore Titoo, la Jugoslavia si riavvicina alla Grecia insieme all'Albania, di posizioni convintamente filo-cinesi.
1983: Incidente a Cipro per la richiesta della parte di Nicosìa ellenica di annettersi al regno di Grecia, la parte turca si ribella insieme al governo cipriota; rischia di scoppiare una nuova guerra tra Grecia e Turchia per il predominio delle zone d'influenza.
1985: La gioventù greca è investita con una ventata di avvenimenti dalle musiche disco che divertono l'opinione pubblica e le vite mondane della Grecia moderna.
1989: Caduta del Muro di Berlino; la Grecia è costretta ad aprire le frontiere con gli ex paesi comunisti; Atene conosce la società multietnica con l'arrivo di albanesi, macedoni, montenegrini e bulgari tra cui molti "clandestini" a cui è dato il permesso di soggiorno.
1995: Durante i conflitti etnici in Serbia, insieme ai Caschi Blu dell'ONU e a vari contingenti esteri la Grecia invia truppe per ristabilire la situazione e sconfiggere il serbo Milosevic che compie stragi e rastrellamenti in Bosnia e Croazia.
1998: Il parlamento greco approva entro pochi anni l'entrata in vigore dell'Euro come nuova valuta nazionale ai paesi europei aderenti a Bruxelles.
1999: Belgrado, capitale serba è occupata in diverse zone per riaffermare il potere democratico; una zona è ceduta all'amministrazione ateniese.
2001: L'11 settembre dei terroristi distruggono con due attacchi kamikaze le Twin Towers di Manhattan; il mondo conosce l'incubo del terrore di associazioni fanatiche di malavitosi.
La polizia greca registra la presenza di alcuni esponenti di Al Qaeda tra le catene dell'Epiro.
2002: Dal 2 febbraio è adottato l'Euro che sostituisce la vecchissima Dracma, la monarchia greca entra nel Terzo Millennio.
Nuove elezioni politiche riaffermano i centristi che varano nuove riforme atte a riavvicinare lo stato alla religione ortodossa sebbene sia stata confermata facoltativa come insegnamento.
2005: Primi conflitti etnici nelle periferie ateniesi tra greci ed immigrati; il governo proclama lo stato di emergenza e riadotta l'esercito per la repressione.
2008: In novembre avvengono scontri durissimi tra le opposte fazioni estremiste politiche; il governo greco calma la situazione con nuove elezioni e apre la strada della Grecia verso il progresso.
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Che ne dite? Per farmi avere il vostro parere, scrivetemi a questo indirizzo.

Ed ecco le osservazioni di Never75:
Mi permetto soltanto di aggiungere delle chiose:
1) Questione cipriota. Come si evolve?
Mi sembra strano che i Greci non la rivendichino fin da subito.
Magari potrebbero farsela "vendere" dagli Inglesi anche prima del 1878.
Oppure potrebbe essere un'ottima preda bottino gettata sul piatto della bilancia dall'Impero
Ottomano e dalla Germania per far schierare la Grecia dalla loro parte nella
Prima Guerra Mondiale.
Ovviamente anche gli Inglesi potrebbero fare la stessa offerta...
2) Velleità
imperialistiche.
Tu hai definito il nuovo Stato come "Magna Grecia". Considerando il nazionalismo un po' fanatico degli anni a cavallo tra inizio dell'800 e durati fino alla
Seconda Guerra Mondiale non è improbabile che qualche ellenista sfegatato non decida
di ricreare un autentico Impero Greco nel Mediterraneo.
Magari con la complicità inglese, i Greci potrebbero addirittura precedere Garibaldi e sconfiggere i Borboni nel Sud Italia, rivendicando terre che per ben due volte (prima con gli Antichi Greci e poi con i Bizantini) appartenevano alla loro cultura e tradizione.
In questo caso come si completerebbe l'Unità d'Italia?
Oppure, sempre sulla stessa linea d'onda, perchè non spingersi ancora più a Nord ed inglobare la Macedonia?
3) Velleità colonialistiche.
Una Grecia più forte e meglio armata avrebbe potuto pure lei tentare uno sviluppo coloniale. Alla fine in HL anche un Paese più piccolo della Grecia come il Belgio ebbe il suo impero nel cuore dell'Africa. Idem per Portogallo ed Olanda.
Senz'altro al pari dell'Italia sarebbe stato un colonialismo ancora più straccione e gli ellenici si sarebbero dovuto accontentare degli scampoli lasciati dalle altre
potenze... meglio comunque di niente.
Magari penetrerebbero pure loro in Libia (precedendoci) durante l'ennesimo conflitto coi Turchi. Oppure punterebbero alla Tunisia prima dei Francesi.
Conseguenze a lungo termine?
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Così gli risponde Falecius:
Su Cipro: gli ottomani la cedono all'Inghilterra, con un accordo abbastanza complicato, proprio nel 1878. Prima gli inglesi non avrebbero potuto vendere alcunché (legalmente, nemmeno dopo: la sovranità formale rimase alla Porta fino al 1914).
Per quanto riguarda il colonialismo greco, fu un'ipotesi presa in considerazione anche nella realtà. Le mire greche si appuntavano, abbastanza logicamente, sull'area Nilo-Corno d'Africa. E' plausibile che potessero precedere l'Italia in Eritrea (almeno una parte), ma anche la Cirenaica avrebbe senso. Per quanto riguarda la Tunisia, tenderei ad escluderla. Gli interessi inglesi, francesi ed italiani erano troppo forti... a meno che non si abbia una conquista della maggior parte delle Due Sicilie: Sicilia, Calabria, e tutte o gran parte di Puglia e Basilicata, e forse anche qualche zona della Campania. In questo caso però tenderei a vedere una Grecia aspirante potenza mediterranea e, come tale, in fortissimo conflitto con la Gran Bretagna, specialmente in quanto paese ortodosso e quindi facile ad alleanze con la Russia.
L'Inghilterra in un caso del genere non si sarebbe forse fatta scrupolo di papparsi la Tunisia e di appoggiare in modo quasi sconveniente la rivendicazione italiana dell'estremo sud della penisola (che ci sarebbe stata di certo). Questo vuol dire che nella Prima Guerra Mondiale le parti potrebbero risultare invertite: Grecia con gli Imperi Centrali e Turchia assieme all'Italia con l'Intesa (in questa linea la Libia sarebbe invasa dalla Grecia e non dall'Italia). Per l'Italia il fronte principale sarebbe nel Sud e non nel Nordest, ma è difficile pensare a come possa evolversi la guerra in una scenario del genere. Poteva l'Italia resistere a Grecia radicata nel Sud e Austria insieme? Forse sì, se si pensa la flotta greca inguaiata da quella inglese nel mediterraneo. Inoltre, la Turchia con l'Intesa sarebbe determinante non tanto per il suo esercito - comunque degno di nota, vedi Gallipoli - nei Balcani quanto per la possibilità degli occidentali di rifornire la Russia... il che potrebbe evitare la rivoluzione d'Ottobre.
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Never75 allora puntualizza:
In effetti la mia ipotesi è
che una Grecia più forte militarmente nella nostra HL, magari unita alla
complicità inglese, potesse invadere Cipro e rivendicarla assai prima
dell'accordo anglo-ottomano del 1878.
In caso contrario, se le cose vanno come in HL, tanto gli inglesi quanto i
turchi potrebbero offrire Cipro come ricompensa alla Grecia in cambio del loro
intervento nella Grande Guerra.
Sul resto delle conclusioni, sono perfettamente d'accordo con Falecius. Aggiungo soltanto che l'interesse per la Grecia a rivendicare anche larga parte del Sud d'Italia potrebbe essere rafforzato con un ulteriore POD a monte. Ossia se l'emigrazione di minoranze greche nel Sud della nostra Penisola (a seguito della caduta di Costantinopoli, ma anche prima) fossero ancora più consistenti della nostra HL.
In questo caso i Greci avrebbero costituito una fortissima minoranza nel nostro Sud, che avrebbe pure agito come quinta colonna in un'eventuale ricongiungimento con la madre patria.
Ricordiamoci che nel nostro Sud (specie Calabria e Puglia) esistono comunque delle minoranze greche e grecofone; ovviamente se fossero state in numero maggiore avrebbero potuto incidere molto di più sulla nostra politica nazionale.
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C'è anche il parere di Renato Balduzzi:
Interessante ucronia! Secondo me bisognerebbe analizzare la possibilità della Grecia di espandere la sua influenza nella zona balcanica. Ad esempio, un forte stato greco avrebbe potuto ostacolare la creazione della federazione jugoslava, e gli staterelli balcanici nati dalla disgregazione dell'impero ottomano e di quello austroungarico avrebbero potuto fare parte dell'egemonia greca. Con una Grecia del genere, è probabile che in questa Timeline il potente stato ellenico entri nell'orbita sovietica, altrimenti l'URRS sarebbe confinata al solo nordest europeo.
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Per partecipare alla discussione, scriveteci a questo indirizzo.