Ucronie Carolingie

di Det0 e Perchè No?


Orlando il Conquistatore

di Det0

POD: Nella battaglia di Roncisvalle i franchi di Orlando sconfiggono i baschi.

15 Aprile 778: Battaglia di Roncisvalle, i franchi guidati da Orlando sconfiggono i baschi che li avevano attaccati.

19 Aprile 778: Orlando sconfigge nuovamente i baschi a Tolosa.

4 Maggio 778: Orlando e le sue truppe espugnano Bilbao.

21 Maggio 778: Orlando incontra Carlo che gli conferisce il compito di conquistare tutta la Spagna musulmana.

Giugno 778: Le truppe di Orlando sono impegnate a Saragozza per liberarla dall’assedio musulmano.

Luglio 778: Dopo aver riportato alcune vittorie contro gli arabi Orlando porta il confine delle conquiste spagnole sull’Ebro.

Agosto 778: Orlando è richiamato in Bretagna(sua patria) per una disputa familiare nella quale si rende partecipe tantoché gli viene tolto il titolo di Duca di Bretagna, ma Carlo Magno gli promette il titolo di Duca di Spagna ultimata la conquista di quest’ultima.
Intanto le sue truppe subiscono alcune sconfitte per mano dei baschi.

Settembre 778: Orlando torna in Spagna e scende lungo la costa Atlantica facendo strage di baschi.

Ottobre 778: Le ultime città basche sono distrutte e Orlando entra in Galizia, annettendola ai suoi possedimenti.

Novembre 778: Carlo scende in Spagna a sostegno di Orlando, i due si incontrano a Oviedo il 13 novembre e si dividono i compiti: Carlo scende verso la costa lusitana mentre Orlando attraversa l’Ebro.

Dicembre 778: Orlando conquista i territori oltre - Ebro e si spinge fino a Valladolid, che assedia il 14 dicembre. Intanto Carlo toglie agli arabi la costa atlantica portoghese.

Gennaio 779: Orlando ultima l’assedio di Valladolid e cambia direzione, si dirige verso la costa Mediterranea e annette i territori fino a Valencia.

Febbraio 779: Carlo viene sconfitto in battaglia presso la foce del fiume Duero e riesce a salvarsi solo con la fuga, ma fortunatamente riesce ad arrivare presso Valladolid; pochi giorni dopo Orlando abbandona l’assedio di Valencia e va a Valladolid presso Carlo, che torna in Francia lasciando il compito di conquistare la Spagna al solo Orlando.

Marzo 779: Terminato l’assedio di Valencia Orlando si dirige in lusitania per riconquistare i territori persi da Carlo, però chiede l’aiuto dell’imperatore bizantino Leone IV che invia una flotta sulla costa valenciana.

Aprile 779: Orlando toglie agli arabi tutti i territori al di sopra del fiume Tago; intanto Leone IV riconquista le Baleari.

Maggio 779: Orlando assedia Toledo e con l’aiuto delle truppe bizantine la espugna.

Giugno 779: Orlando e Leone scendono congiuntamente verso Cordova.

4 Settembre 779: Cordova è espugnata dalle truppe franche e bizantine, cade il Califfato di Cordova.

Dicembre 779: Orlando scaccia gli ultimi arabi dal sud della Lusitania, Siviglia e Malaga, quando, il 6 Dicembre, gli arabi salpano da Malaga, la Spagna è libera dalla presenza musulmana e Orlando è nominato da Carlo Magno Duca di Spagna; inoltre sono concesse a Bisanzio la zona di Valencia e le Baleari.

8 Gennaio 780: Leone IV viene assassinato e Orlando prende il controllo delle zone bizantine in Spagna.

Febbraio 780: Rivolte dei bizantini nella città di Valencia, Orlando cerca di placarle ma il 17 Febbraio viene ucciso, Carlo diviene legittimo padrone di Spagna e lascia all’imperatrice Irene di Bisanzio le terre prestabilite.

E poi?

La Spagna rimane un possedimento franco fino alla dissoluzione dell’Impero Carolingio. Alla morte di Ludovico il Pio viene assegnata al figlio Pipino d’Aquitania, che fonda la stirpe regnante in Spagna per quasi duecento anni, ma questa è incapace di governare e in seguito a molte rivolte la penisola si vede divisa nei regni di Portogallo, Castiglia, Leon, Navarra…

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La Guerra Civile Carolingia

di Det0

POD: Pipino d’Aquitania non muore nel 838.

814: Ludovico il Pio, l’ultimo dei quattro figli di Carlo Magno, eredita l’Impero Carolingio.

817: Ludovico emana la Ordinatio Imperii, un decreto che sancisce la divisione dell’Impero tra i tre figli: Lotario(che ottiene l’Italia e il titolo imperiale), Pipino(che ottiene l’Aquitania) e Ludovico(che ottiene la Baviera).

823: Dal matrimonio con Giuditta di Baviera Ludovico ha un altro figlio: Carlo.

829: Ludovico il Pio offre a Carlo alcune terre del figlio Ludovico.

830: I tre fratelli si ribellano e attaccano il padre ma la rivolta fallisce.

831: Ludovico il Pio torna al potere e toglie a Lotario non solo l’Italia(che viene data a Carlo), ma anche il titolo imperiale.

832: Pipino e Ludovico si ribellano al padre ma sono sconfitti , Pipino viene imprigionato ma riesce a liberarsi.

833: I tre fratelli attaccano il padre e lo fanno destituire dal trono con l’aiuto del vescovo di Reims Ebbone; Ludovico il Pio e Carlo sono messi in prigione e Lotario diviene imperatore.

834: A causa di dissapori tra i fratelli fallisce nuovamente la ribellione e Ludovico il Pio torna sul trono.

838: Pipino attacca Parigi ma viene sconfitto dal padre e imprigionato a Treviri.

840: Ludovico il Pio muore; Ludovico e Lotario liberano il fratello e Lotario diviene imperatore.

841: I tre fratelli conquistano le zone di proprietà personale del padre, Pipino prende il possesso dell’intera Francia, Ludovico quello della Germania e Lotario conquista la fascia centrale dell’impero(Lotaringia), ma manca ancora l’Italia tra i possedimenti fraterni.

843: In quanto imperatore Lotario si prende il compito di riconquistare i territori di Carlo(Italia e parti della Germania) e nel Trattato di Verdun promette la divisione dell’Italia dopo la conquista: a lui la Longobardia, a Ludovico il Norico e a Pipino il Piemonte.

846: Lotario è sconfitto a Milano e chiede l’aiuto dei due fratelli.

848-853: Pipino e Ludovico scendono in Italia in aiuto del fratello Lotario che conquista buona parte dell’Italia settentrionale.

853 – 858: Lotario, dopo alcune controversie con papa Gregorio IV, che depone, conquista zone della Romagna.

859: L’Italia settentrionale è sotto il dominio di Lotario, che però non la suddivide come promesso nel Trattato di Verdun.

860: Pipino e Ludovico attaccano Lotario rifugiatosi a Roma.

862: Le truppe di Ludovico attaccano l’Italia ma sono sconfitte da quelle di Lotario e del pontefice Gregorio IV presso Firenze.

865: Pipino attacca Genova ma la sue truppe sono sbaragliate con l’aiuto dei bizantini.

69: Ludovico e Pipino riescono finalmente ad entrare a Roma e depongono Lotario.

870: Trattato di Mersen: Ludovico e Pipino si dividono la Lotaringia.

E poi?

Mentre l’Italia settentrionale si rende indipendente nell’Europa continentale si formano gli embrioni delle future Francia e Germania, la prima, dopo la morte di Pipino, passa in mano ai sovrani della reale Timeline; nella seconda si formano cinque ducati, quello di Sassonia eleggerà nel 919 re di Germania Enrico I...

Det0

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Carlomanno il NON Conquistatore

di Perchè No?

Scrivendo la mia ucronia « Zongghuo Zheng Daqin » ho dovuto pensare un po' se volevo una guerra tra Tang e Carolingi. Non so perché, ma non é la prima volta che non voglio far sconfiggere Carlo Magno, e credo che quasi nessuna delle nostre ucronie parla di una sconfitta del grande imperatore.

Qualcuno ha gia proposto che Carlomanno e non Carlomagno prenda la direzione di tutti i Franchi. Personalmente mi sono chiesto cosa sarebbe avvenuto se Carlomanno non si fosse lanciato nelle conquiste. Al massimo continua delle guerre locali contro l’Aquitania e altri grandi signorotti. L’impero franco non sorge, e alla morte di Carlomanno si frammenta tra i figli, ripetendo il declino merovingio. Oltre alle conseguenze per i popoli non sconfitti, c’é anche il fatto che non ci sarebbe stata una Francia o una Germania come le intendiamo noi, forse la divisione tra Neustria, Austrasia ecc. continuebbe a esistere, e Gallie e Germania non si differenziano tra loro cosi tanto. Nel Sud della Francia nascerà un regno più latino, centrato sull’Aquitania, o forse attorno a Tolosa. I Longobardi unificano forse l’Italia, la Germania é divisa etnicamente tra i diversi popoli. Sono le uniche conseguenze che posso immaginare per il momento, voi cosa ne pensate?

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Bhrg'hros tosto gli risponde:

Sono sempre convinto che le dinamiche geopolitiche, l'urbanesimo e la continuità di tutto il resto rendano quasi ininfluenti le personalità della Storia a questi tre livelli (rispettivamente: aggregazioni imperiali, diffusione delle costruzioni in pietra, fenomeni culturali di lunga durata); in ciò seguo Plechanov. Sono invece guicciardiniano per quanto riguarda gli aspetti sovrastrutturali come, per esempio, l'onomastica: ogni persona in più o in meno o comunque diversa avrebbe conseguenze vistosissime.

Ciò premesso, chiarisco per quanto riguarda Francia, Germania e Longobardia.

1) le vicende merovinge avrebbero caratterizzato anche la fase carolingia, come in effetti è accaduto, solo senza coinvolgere Sassoni, Frisoni, Turingi e Bavari; è verosimile che nel giro di pochi secoli si sarebbe creata una divisione non più effimera tra parti neolatine e parti tedesche del Regno (non è escluso che si imponesse comunque a un certo punto il nome "Lotaringia")

2) un'unificazione dei Regni germanici sarebbe stata comunque tentata da qualche Duca francone, sassone, bavaro o di altra stirpe tedesca

3) il Regno dei Longobardi avrebbe conosciuto vicende molto simili a quelle del Regno d'Italia (post)carolingio, forse senza riesumare il nome "Italia"

4) la Chiesa di Roma avrebbe continuato a fornire i quadri dell'amministrazione civile e gli intellettuali

5) un aspetto effettivamente incerto sarebbe il ruolo della centralità imperiale di Costantinopoli; se non si fosse creata qualche altra occasione (d'altronde verosimile) di trasformare un Regno Romano-Germanico (come i Franchi) in Impero Romano d'Occidente restaurato, è possibile che la Chiesa e tutto l'indotto rimanessero orientati prevalentemente su Bisanzio (ma ogni secoli avrebbe portato una nuova tentazione secessionistica).

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Anche William Riker dice la sua in proposito:

Ora che mi ci fai pensare, neanch'io ho mai voluto la sconfitta di "Re Carlo Imperatore" (come lo chiamava il poeta Matteo Maria Boiardo), secondo me perchè egli fu uno dei padri dell'Europa. Il nostro continente non sarebbe stato lo stesso, senza quel sovrano pio ma crudele, barbaro eppure moderno.

Comunque, supponiamo che il potere vada a Carlomanno che liquida Carlo e si accontenta del suo stato. Chiamato in Italia da Papa Adriano I, scende nella penisola e sconfigge Desiderio, ma si limita a fargli restituire Ducato Romano, Esarcato e Pentapoli al Papa, che organizza un vero e proprio stato della Chiesa; Desiderio abdica a favore del figlio Adelchi. A questo punto Carlomanno, soggiogato dall'ascendente di sua madre Bertrada, dà inizio a una politica matrimoniale sposando Desiderata, sorella di Adelchi (colei cui Manzoni diede il nome di fantasia di Ermengarda), e dando in sposa ad Adelchi sua cugina Gisilda. Il regno Longobardo si rafforza e diventa uno stato nazionale esteso al Centronord e a parte del Sud, mentre il centro è in mano al Papa (protetto dai Franchi), e il sud ai Bizantini.

Carlomanno ha quattro figli maschi: Pipino, Carlo, Carlomanno e Ludovico. Alla sua morte nell'anno 806 lascia il potere al solo primogenito Pipino, ma i fratelli si ribellano ed esigono la spartizione. Ne segue che il regno franco piomba nel caos. Adelchi, che si è associato al trono il figlio Arnolfo, ne approfitta per occupare il centro d'Italia ed assediare Roma. Allora Papa Leone III invoca l'aiuto dell'imperatore bizantino Niceforo I; questi, che vuole passare alla storia come un conquistatore, compra la pace con il Khan bulgaro Krum e lascia il figlio Stauracio a Costantinopoli, spostandosi nel sud d'Italia. Con una marcia trionfale raggiunge Roma e Adelchi da assediante si ritrova assediato. Dopo aver catturato lo sfortunato re longobardo, Niceforo si spinge nel nord e assedia Pavia dove si è trincerato Arnolfo. Alla fine si giunge a un compromesso: Adelchi andrà in convento e Arnolfo regnerà come sovrano vassallo dei bizantini; la Toscana è ceduta al Patrimonio di San Pietro. Bizantinizzazione dell'Italia. L'italiano sarà fortemente influenzato dal greco: quello che noi chiamiamo "orologio", verrà chiamato "cronometro".

Intanto i fratelli sconfiggono Pipino II e spartiscono il regno Franco: a Pipino II resta l'Austrasia, mentre Carlo ha la Neustria e Ludovico la Borgogna (Carlomanno II è morto in battaglia). Il regno si spezza in tre tronconi: l'Austrasia diverrà il corrispondente della nostra Baviera e l'Austrasia della nostra Francia, annettendo l'Aquitania, mentre la Borgogna e la Sassonia rimangono stati indipendenti. I destini dell'Italia saranno invece legati a filo doppio a quelli di Costantinopoli. Niente Scisma del 1054. Al momento dell'avanzata dei Turchi Selgiuchidi, in assenza di Crociate (opera dei Franchi) il Basileus potrebbe abbandonare Costantinopoli e trasferirsi a Roma, l'Italia diverrebbe uno Stato Nazionale con il ritorno dell'Impero "sui colli fatali di Roma" (come avrebbe detto il Duce), e resisterebbe ai tentativi di invasione da Oltralpe, dando vita nel '500 a una sua politica coloniale. Vi pare uno scenario credibile?

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E Bhrg'hros non manca di far osservare:

Le vicende dalla vittoria di Carlomanno su Desiderio alla sottomissione di Arnolfo a Bisanzio sono molto verosimili. Tutto ciò che scriviamo, naturalmente, in quanto non avvenuto può appunto nella migliore delle ipotesi aspirare alla verosimiglianza e questo - ammesso che sia un nostro obiettivo (non è obbligatorio che lo sia e spesso, piacevolmente, non lo è) - vale senz'altro nel caso in questione.

Sulla Germania sarei un po' più fatalista: certo le Guerre Sassoni non avrebbero luogo nei tempi e forse nelle modalità note, ma - per guardare un po' più lontano rispetto all'orizzonte dell'ucronia strettamente carolingia (come del resto avviene nel caso di Bisanzio) - mi sembra quasi impossibile che non venisse prima o poi attuata una conversione della Sassonia al Cristianesimo ortodosso dell'epoca o al Cattolicesimo dopo il 1054 (ammesso che avesse luogo lo Scisma) e che ciò non avesse riflessi, anche bellici, sugli equilibrî tra Nazioni tedesche e alla fine sul processo di unificazione (alto)medioevale della Germania. (Certo, tutto è possibile, ma allora sarebbe un nuovo e più importante punto di divergenza, indipendente dall'esistenza o meno di Carlo Magno.)

L'Austrasia sarebbe appunto "il corrispondente" della Baviera, ma in presenza della Baviera medesima (nonché della Turingia e della Svevia), in una situazione praticamente identica a quella dei secoli XI.-XIII.

Anche la Borgogna, che era franca già da ben prima di Carlomanno, continuerebbe a rientrare nelle ricombinazioni dinastiche dei Carolingi e in generale dei Franchi. Il momento cruciale sarebbe rappresentato, come nella Storia vera, dalla definitiva divergenza delle Dinastie dei Franchi Occidentali (Neustria) e Orientali.

La mancanza di un episodio (Carlomagno) non eliminerebbe poi la costante cisalpina e persino italiana (Ottone II., Normanni e loro successione) dei Sovrani transalpini (Franchi Occidentali od Orientali), nonostante Bisanzio - come si è visto realmente - e con buona pace dei Pontefici Romani.

In tutto questo quadro, le Crociate avrebbero luogo ugualmente, magari senza Croce e in tempi differenti, ma molto probabilmente con la stessa partecipazione delle Repubbliche Marinare (in questo caso, forse, parti integranti dell'Impero Bizantino) e un verosimile coinvolgimento di alleanze esterne con grandi compagini territoriali non romano-bizantine (appunto i Franchi Occidentali e/o Orientali, la Germania a guida francone o bavara o sveva o anche - prima o poi - sassone, altrimenti l'Ungheria - di esistenza sempre incerta - o al suo posto la Grande Moravia o l'Avària e/o la Bulgaria).

Col trasferimento da Costantinopoli a Roma nel 1071 e anni seguenti entriamo in un'ucronia del tutto diversa. L'assenza delle Crociate mi sembra appunto abbastanza indipendente da quella di Carlomagno: questa potrebbe indirettamente favorire quella, ma la catena intermedia di cause e conseguenze è così lunga e complicata che una dimostrazione di necessità sarebbe troppo ambiziosa, e allora tanto vale postulare a priori il trasferimento di Capitale come punto di partenza.

La direttrice cisalpina, italiana e mediterranea degli imperialismi transalpini (nel senso più ampio: dalla Provenza alla Francia, dalla Borgogna alla Svevia, dalla Franconia alla Baviera, dalla Svizzera all'Austria) è una delle costanti più vistose della geopolitica eurasiatica occidentale: per neutralizzarla (temporaneamente) sarebbe stata indispensabile la presenza di un potere persino maggiore di quello di Roma imperiale (come dimostrato dai secoli II.-VI. d.C. oltre, naturalmente, a tutta la Preistoria e Protostoria europea centro-occidentale fino ai Cimbri e ai Teutoni).

Nell'ucronia del trasferimento della Capitale occorrerebbe costruire uno scenario in cui l'Impero Romano-Bizantino riconquisti il controllo dell'intero bacino del Mediterraneo ed elimini qualsiasi rivale a Oriente (questo sarebbe il minimo...).

Dopo di ciò, la politica coloniale sarebbe a sua volta un capitolo completamente nuovo. In generale, un Impero mediterraneo in posizione di forza verso Oriente non avrebbe urgenza di intraprendere spedizioni coloniali (che, comunque, sarebbero quasi di necessità rivolte verso l'India), ma evidentemente non si può escludere alcunché. D'altra parte, la politica coloniale sarebbe possibile anche in assenza di un Impero mediterraneo ecc.: saremmo allora arrivati alla quarta ucronia in questo filone, indipendente sia dall'assenza di Carlomagno sia dall'unificazione politica del Mediterraneo sotto Roma e, in fondo, anche dal pur pertinente trasferimento di Capitale da Bisanzio - basterebbe un (proto-)Stato con capitale Roma (ma anche altre città avrebbero avuto caratteristiche simili: Palermo, Napoli, Amalfi, Bari, Ravenna, Grado, Venezia, Pisa, Genova, forse persino Pavia, Spoleto o Milano).

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Carlo Magno e gli Avari

di Det0

POD: Carlo Magno continua la campagna contro gli Avari nell’inverno del 791.

Inverno 791: Carlo Magno e Pipino scendono in Pannonia, Carlo dalla parte superiore del Danubio e Pipino da quella inferiore.

792: Pipino lascia la campagna contro gli avari per fermare attacchi dei Croati verso l’Italia. Intanto Carlo avanza verso le regioni degli avari e subisce ingenti perdite.

9 Febbraio 792: L’esercito di Carlo è sconfitto presso Igar e lo stesso re è preso in ostaggio dagli avari.
Il periodo di prigionia permette a Carlo di apprendere caratteri della cultura avara, dei quali apprezza la forza in battaglia, e riesce, attraverso alcuni personaggi religiosi del suo tempo a convertire al cristianesimo la maggior parte della popolazione avara.
Inoltre si innamora di una principessa avara che, nel 793 gli dà un figlio: Arnolfo.

794: Dopo ripetuti e falliti tentativi di attacco Carlo comanda ai franchi di smettere di cercare di liberarlo e, sposando la principessa avara Bajka unisce il regno degli Avari al dominio franco; nell’inverno del 794 rientra ad Aquisgrana.

799: Carlo e Pipino d’Italia attaccano i popoli slavi in Dalmazia e Illiria che si spingevano verso il Friuli e l’Impero Bizantino.
Grazie alle spedizioni franche in Illiria, Bisanzio riesce a riacquisire potere e autorità nei Balcani, così i rapporti tra Impero Bizantino e Impero Carolingio migliorano sempre più.

25 dicembre 800: Carlo è incoronato “imperatore dei romani” da papa Leone III.

804: Pipino d’Italia viene inviato dal padre in Illiria per sconfiggere le popolazioni croate e slave che attaccavano il Friuli.

804-812: Durante le campagne in Illiria di Pipino d’Italia la sconfitta dei popoli slavi permette a Bisanzio di recuperare potere e autorità nei Balcani.

812: Alla morte di Pipino, caduto in battaglia per sconfiggere gli slavi al confine greco, l’imperatrice Irene di Bisanzio riconosce a Carlo Magno il titolo assegnatoli da Leone III, anche se ridimensionato a “imperatore dei romani d’occidente”.

814: Alla morte di Carlo Magno si divide l’impero tra i due figli: a Ludovico il Pio la Gallia, la Marca Hispanica e la Germania settentrionale; ad Arnolfo l’Avaro l’Avaria, l’Italia, la Baviera, il Norico e la Borgogna.
Però l’aristocrazia franca e lo stesso Ludovico non accettano la divisione dell’impero poiché vedono in Arnolfo l’Avaro un “barbaro”, nato da una donna estranea alla cultura franca e romana.

815: Scoppia la guerra civile, con Ludovico appoggiato dal papa e Arnolfo appoggiato da Bisanzio.

816: Ludovico cerca di valicare le Alpi ma è fermato da Arnolfo in Borgogna.

817: Mentre Arnolfo è impegnato nell’Italia settentrionale le truppe bizantine attaccano Roma.

818: Arnolfo lancia attacchi dalla Baviera verso la Sassonia e dalla Borgogna verso la Francia.

819: Le truppe franco-avare di Arnolfo avanzano in Costa Azzurra, risalgono il Rodano e prendono Lione.

820: Le truppe franco-avare entrano in Sassonia; intanto i bizantini entrano a Roma.

821: Dopo la sconfitta del papato Ludovico si ritrova solo a combattere Arnolfo, che nel 822 entra vittorioso ad Aquisgrana e riunifica il regno.

825: Arnolfo l’Avaro scende in Italia per ottenere l’alleanza di papa Eugenio II, che però invia le truppe papali in Romagna per fermare l’imperatore carolingio.

827: Arnolfo viene rinchiuso a Ravenna e il suo esercito parte dall’Avaria per liberarlo.

829: Ravenna viene presa dagli Avari che liberano il loro imperatore e, dopo aver attaccato il resto della Romagna (830-834), scendono a Roma.

12 Agosto 835: Arnolfo l’Avaro è alla corte di papa Gregorio IV e riallaccia i rapporti con il pontefice, che lo riconosce come imperatore, essendo stato il papato alleato di Ludovico nella guerra civile.

836: Arnolfo scende in Italia meridionale per sconfiggere i ducati longobardi.

837: Arnolfo, dopo aver conquistato le zone circostanti, entra vittorioso a Spoleto, capitale del ducato longobardo, che capitola con essa.

839: Arnolfo assedia Benevento, ma le sue truppe non riescono a penetrare le mura, fino all’intervento dell’esercito bizantino che lo aiuta ad ultimare la conquista.

840: Dopo aver conquistato le ultime città longobarde l’Italia meridionale è riunificata tra franchi e bizantini.
Il 3 settembre viene celebrato il matrimonio tra Arnolfo l’Avaro e la principessa bizantina Anna, figlia dell’imperatore Teofilo, dallo stesso papa che 5 anni prima aveva riconosciuto Arnolfo imperatore d’occidente.
La dote della principessa bizantina consisteva nei territori bizantini dell’Italia del sud, ma l’attacco saraceno di Taranto del 840 fa saltare gli accordi, così Arnolfo salpa alla volta di Costantinopoli, dove Michele II violava a Arnolfo le terre del sud Italia avute in dote.

841: Nel febbraio 841 la flotta di Arnolfo è sconfitta presso Itaca e naufraga in Grecia, dove viene soccorsa da un esercito partito dall’Avaria.
In viaggio per Costantinopoli l’invincibile esercito di Arnolfo non viene fermato dalle forze bizantine e nell’inverno del 841 arriva alle mura della Nuova Roma.

29 Gennaio 842: Dopo svariati tentativi di penetrare le mura l’imperatore Michele muore per una malattia e Arnolfo viene accolto in città.

4 Febbraio 842: Dopo svariate lotte e polemiche il papa incorona a Costantinopoli Arnolfo l’Avaro ”Imperatore dei romani d’oriente” e, riunite le due corone, “Imperatore di Tutti i romani” e l’Impero Romano è riunificato.

844: Dal matrimonio di Arnolfo l’Avaro e Anna di Bisanzio nasce un bambino: Carlo.

16 Gennaio 844: Carlo è battezzato a Roma da Gregorio IV, che pochi giorni dopo muore lasciando al mondo la memoria di aver battezzato il nuovo Augusto.

12 Agosto 860: Durante i festeggiamenti del suo 25° anno di matrimonio e alla venerabile età di 67 anni muore Arnolfo l’Avaro.

13 Agosto 860: Roma, le parole di papa Sergio II all’incoronazione di Carlo:
« Oggi, dopo 384 lune e mille e più anime perse in battaglia, rinasce l’Impero Romano; qui, alla corte di Dio, si incorona Carlo Augusto Avario, grande e pacifico imperatore di Tutti i Romani, di Aquisgrana e Costantinopoli, di Grecia e Germania; fedeli, Roma è di nuovo il centro del mondo ed è governato dal Nuovo Augusto. »

L’incoronazione di Carlo dà il via alla dinastia avara di imperatori romani: gli imperatori Avario I (Carlo), Avario II, Avario III, Avario IV, regaleranno all’impero un periodo di splendore ed estenderanno i suoi confini con alcune conquiste militari.

Avario II non segue una politica espansionistica e si occupa di riorganizzare l’impero: utilizza la forza militare dei franchi e degli avari, l’efficiente burocrazia bizantina e il potere culturale detenuto dalla chiesa per dare, tra l’860 e l’873, nuova unità e splendore all’impero romano, che alla sua morte, nel 873, si vede unificato politicamente(sotto il potere dell’imperatore), religiosamente(il cristianesimo è la religione ufficiale) e culturalmente(il latino è la lingua comune, seguita dai vari dialetti regionali).

Avario II contribuisce all’espansione territoriale dell’impero, eserciti partono dall’Avaria verso i Balcani e i regni di Moravia e Boemia; la penisola balcanica è unificata nel 881 ed è rinominata Rumelia; dal 896 da il via a campagne militari verso nord, attacca la Moravia(902-907) e la Boemia(907-911). Nel 911 muore e gli succede il figlio Avario III, in missione con lui in Boemia.

Avario III continua l’opera del padre e placa le ribellioni in Sassonia, dove l’aristocrazia si rivoltava per la poca attenzione prestata alle terre del nord; nella battaglia di Sündel (917) perde la vita e un nobile del posto: Massimiliano III prende il titolo imperiale.

Massimiliano acquisisce il titolo imperiale prima uccidendo Avario III, poi il figlio di Avario III: Avario IV, cerca di fermare nuovamente le rivolte sassoni ma viene assassinato da Massimiliano nel 918.
Vent’anni dopo l’assassinio del padre Avario V si reca in Sassonia e uccide Massimiliano, riportando il titolo imperiale alla dinastia avara.

Avario V prende il potere nel 938 e i suoi impegni sono rivolti alle ribellioni dei proprietari terrieri e dei feudatari in tutto l’impero; così nel 942 emana la Constitutio de Feudis (che ha un esito alquanto diverso da quella della nostra Timeline), che vieta il feudalesimo, questa lotta contro il feudalesimo durerà quasi 300 anni e occuperà tutti gli imperatori e le dinastie dopo di lui.
Avario contribuisce alla difesa del confine danubiano, sconfiggendo ripetutamente(951, 957, 961) i Bulgari e cacciandoli al di la del Danubio.
Negli ultimi anni di vita si occupa degli attacchi arabi in Italia, ma nel 978 muore senza eredi.

Le lotte tra i nobili di Bisanzio e Roma per la successione ad Avario terminano con la discesa in Italia di Corrado I, duca di Sassonia, con lui ha inizio la dinastia sassone(“presentatasi” alla storia anche con Massimiliano).
Corrado era un uomo molto forte ma entro poco tempo si ammalò gravemente e dovette governare attraverso i due figli: il maggiore, Corrado II, venne inviato a sconfiggere le popolazioni bretoni in Bretagna mentre il più piccolo, Ludovico II, viene inviato a Ravenna da dove parte con una potente flotta per riconquistare le isole di Creta(981), Rodi(981), Cipro(982), Malta(984) e tenta di conquistare la Sicilia(985-989), ma non riesce a terminare la sua opera poiché muore nel 989, un anno dopo il padre.

Così Corrado II, dopo aver sconfitto i bretoni(991) scende in Italia e si fa incoronare imperatore e in memoria del fratello ultima la conquista della Sicilia, ma per farlo si allea con gli arabi di Spagna, in conflitto con il califfato Abbaside e quelli dell’Africa settentrionale, nel 998 entra a Palermo vittorioso ma la vittoria dura poco, poiché l’arrivo dei normanni nel Mediterraneo sconvolge i suoi piani, ma grazie ad un’astuta politica di alleanze e donazioni riesce a convincere i normanni a stanziarsi in Africa, uno di questi, Roberto il Guiscardo, nel 1053 entra vittorioso a Cartagine. Nel 1020 Corrado muore e il figlio Enrico sale sul trono.

Enrico deve occuparsi degli attacchi degli Ungari, prima fermati dal padre, che adesso dilagavano in Boemia e Germania; fa attaccare gli Ungari dalle truppe stanziate in Avaria ma così facendo lascia campo libero ai Bulgari che tornano ad attaccare la Grecia; tutti questi fattori e una cattiva politica nella lotta contro il feudalesimo lo portano a essere soggetto di rivolte e attacchi; viene eliminato in una congiura di palazzo nel 1038.

Senza eredi la successione a Enrico è molto difficile, ma nel 1040 spunta dalla Cappadocia un grande generale di origini isauriche: Alessandro.
Alessandro si occupa di difendere i confini orientali dell’Anatolia dagli attacchi arabi, ma l’eccessivo impegno militare e la disattenzione generale verso l’impero lo fa destituire e nel 1041 sale al potere Berengario di Pavia, che darà inizio alla dinastia Italica.

4 Febbraio 1042: A Roma si celebrano i grandi giochi per il bicentenario della rifondazione dell’Impero Romano.

Det0

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L'impero romano nel 1042 (cliccare per ingrandire)

L'impero romano nel 1042 (cliccare per ingrandire)

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