Durante il rapimento di Aldo Moro, ci fu chi fece sua una proposta, per certi versi simile a quella di Guareschi ai Cardinali. Facciamo dimettere Leone. Organizziamo un'elezione presidenziale puramente pro forma e eleggiamo Capo dello Stato Moro. Le funzioni saranno svolte dal presidente del Senato (all'epoca, se non ricordo male Fanfani), coadiuvato, durante la "Cattività" del Presidente, da una figura non prevista dalla Costituzione, ma la cambiamo, sempre in fretta e furia e per pura formalità: il Consiglio (o comitato, o Convenzione) di Presidenza, costituito da Presidente del Consiglio (Andreotti), ministro dell'interno (Cossiga) ed i capi di Stato emeriti ( all'epoca i viventi erano Leone, Saragat, e Gronchi). Tale organo, potrà proclamare e gestire situazioni speciali, compresa l'assunzione dei pieni poteri. Secondo voi, come sarebbe andata?
La rivista satirica (fino alla bestemmia) degli anni '70 " IL MALE", durante il caso Moro, pubblicò un ventaglio di possibili soluzioni dello stesso, con relative scommesse. La morte e la liberazione, erano date alla pari. Erano, però, prese in considerazione, anche altre possibili conclusioni. E, di recente, anche Cossiga ha svelato che non si trattava di sole speculazioni di comici, ma anche la politica ci stava pensando seriamente e si stava attrezzando per confrontarcisi:
1) SINDROME DI STOCCOLMA (e pure di Norimberga), nella sua forma massima.
Moro si converte al verbo brigatista. È subito cooptato nel comitato centrale. Assume la guida del partito armato e mette tutte le sue conoscenze a disposizione del progetto;
2) SINDROME DI Padre SPIRIDON (santo vescovo eremita, russo, confessore di zar, che rapito da briganti ebrei, li converte e ne fa dei buoni
monaci; però uno di loro, che aveva contatto con una compagnia di Assicurazioni, lo convince a farsi delle
polizze!). Moro converte i brigatisti, che, anzi, divengono una sorta di guardia "pretoriana",
o, piuttosto, Giannizzeri, al servizio dello Stato, ma più in particolare, della corrente morotea. A loro sono destinati i compiti più "sporchi", tipo eliminare terroristi e criminali comuni, difficilmente raggiungibili per vie legali, con la possibilità di perpetuarsi, arruolando vittime di questi ultimi;
3) La RIVOLTA DEI "PEONES" (variante, un po' "intersezione" delle/fra le precedenti). Moro, dopo che i carcerieri gli hanno mostrato cosa sta succedendo, lo lasciano scappare. Sapendo benissimo, come ha svelato Cossiga, e come già sapeva, perchè l'ipotesi di come gestire un sequestro politico era già stata discussa da tempo, e si erano decise una
serie di cose, che, poi, saranno parzialmente attuate nel caso Cirillo (in pratica una sorta di nuovo "sequestro", per rendersi conto dell'equilibro mentale e di cosa poteva aver detto), Moro, con una circospezione da consumato avventuriero, contatta dei propri fedelissimi e scende in clandestinità. Si incontra con vari "PEONES" di tutti i partiti. Infine, con un colpo di teatro, irrompe in Parlamento. Appunto alla testa di "PEONES", occupa in Parlamento. A questo punto abbiamo una biforcazione:
3a) Si accontenta di tale esternazione-beffa, del tipo sono sempre io, si dimette dalla DC e altre due biforcazioni:
3aI), si ritira a vita, non solo privata, ma persino contemplativa;
3aII) provoca la dimissione in massa di tanti "PEONES" e fonda con loro un nuovo partito;
3b) Organizza un colpo di Stato in piena regola, riorganizza lo Stato su basi autoritarie, le uniche che possono difendere davvero la democrazia. Del resto, da Cesare in poi, solo i capi democratici riescono bene nel tentativo, sempre nel superiore interesse del popolo, di creare la dittatura. Nella sua riorganizzazione, le BR hanno la dignità di soggetto politico a tutti gli effetti;
4) BON VOYAGE (variante della 3aI). Arriva ad un accordo tra gentiluomini con i carcerieri. Visto come è stato tenuto in considerazione, non ne vuole più sapere di nulla. Non solo lo liberano,ma ciò avviene nella massima segretezza. Quindi lo aiutano ad imbarcarsi per la misteriosa isola di Pentecoste. Si ritira laggiù, nello stesso convento che ospita l'ultracentanario arciduca Francesco Ferdinando, Ettore Majorana, un pentito & penitente
Adolf Hitler, Che Guevara, John Kennedy, Oliver Hardy, Totò, l'attore cinese Bruce Lee, e dove, alcuni mesi dopo, saranno raggiunti da Elvis Presley. Dimenticavo: il fondatore e superiore a vita del convento è
Aasvero, l'ebreo che, per aver dileggiato Gesù durante la Passione, è stato condannato ad attenderne quaggiù il ritorno, per "mettersi in pari"onorandolo degnamente;
5) HO FATTO UN BRUTTO SOGNO. Moro si sveglia nel suo letto e così commenta.
(Quest'ultima ipotesi era data IL BILANCIO DEL BRASILE CONTRO UNO...)
(continua)