Ucronie olimpiche


24/8/2008

Il giorno della chiusura delle discusse Olimpiadi di Pechino, l'amico Never75 ha proposto questa lista di ucronie "olimpiche":

1) Le Olimpiadi Cristiane. L'Imperatore Teodosio non abolisce le Olimpiadi, anzi le "cristianizza" in qualche modo: fa erigere ad Olimpia una Chiesa dedicata a Cristo Pantocrator e fa combaciare il periodo dei Giochi con quello della Pasqua, o di un'altra festa cristiana importante. Lo sport significa esercizio e cura del proprio corpo, giustificata col fatto che il corpo umano è un dono di Dio e va curato in quanto tale, perciò il corpo umano sarà valutato molto di più anche nella filosofia e teologia. Tutto questo porterà in seconda battuta a una maggiore attenzione alla salute e all'igiene personale; addirittura si potrebbe arrivare anche in occidente a monasteri in cui si allenano monaci combattenti esperti di arti marziali come gli Shaolin. Con il tempo alle discipline "classiche" se ne aggiungono altre come tornei cavallereschi medievali, gare di nuoto, di abilità, duelli a piedi con spadoni ecc. Però sorgono problemi dopo lo Scisma del 1054. In questo caso i Paesi Cattolici, per contrasti col Basileus, organizzano delle Contro-Olimpiadi a Roma. Con la conquista Turca della Grecia i Giochi saranno "islamizzati", e per protesta gli atleti greci non vi gareggeranno più. Anche con la Riforma Protestante i Giochi in Occidente subiranno una brusca frenata, in quando i Paesi Protestanti rifiuteranno di mandare degli atleti a Roma, ed inoltre riterranno i Giochi non adatti alla loro visione di Cristianesimo. In tal modo ai Giochi parteciperanno solamente i Paesi Cattolici. Solo con l'ecumenismo degli anni '50 si potranno man mano allargare a tutti i Paesi Cristiani o di altre religioni. L'elemento religioso però sarà comunque mantenuto e potrà dare vita ad edizioni dei Giochi meno "commerciali", dove lo spirito sportivo autentico venga salvaguardato maggiormente... (a quest'ucronia ha contribuito anche Damiano)

2) Le Olimpiadi dell'Era Medievale. La riscoperta delle lettere classiche nella grande stagione dell'Umanesimo fa sì che l'idea delle Olimpiadi venga ripresa dagli stati italiani già nel '400. Le Olimpiadi vengono istituite come giochi pan-italiani tra tutti  gli Stati della penisola, come a ribadire l'ideale unità della Penisola, se non politica almeno "intellettuale". È possibile anche che le gare che già tradizionalmente si tengono nelle diverse città-stato Italiane assumano delle caratteristiche "Internazionali" nell'ambito delle Nuove Olimpiadi. Ad esempio al Palio di Siena gareggeranno rappresentanti e cavalli non solo delle contrade senesi, ma di tutta Italia. Idem per il "calcio fiorentino" o per la gara delle Gondole a Venezia. Sarebbe senz'altro un modo intelligente per far convivere atleti di nazioni (allora) diverse e far ritrovare un minimo senso di unità ed appartenenza, e magari, parafrasando il D'Azeglio, gli Italiani si farebbero prima! Però, dopo le "Guerre d'Italia" questa idea ci verrà rubata dalle potenze conquistatrici (Spagna in primis) che vorranno esse pure partecipare ai Giochi. In questo caso ben presto i Giochi diventeranno Paneuropei, ed ogni Nazione li vorrà organizzare a casa propria. Facile immaginare i maneggi di Napoleone per poterli ospitare a Parigi e le bizze di Re Giorgio per non essere riuscito a fare altrettanto!

3) Le Olimpiadi? Ho altro a cui pensare. Al Barone De Coubertin non viene nessuna idea di far rinascere le Olimpiadi. Può essere però che l'idea venga a qualcun altro: ad esempio, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, tutte le Nazioni decidono di istituire dei Giochi (non necessariamente chiamati "Olimpiadi" ma magari "Giochi della Pace") ad una scadenza prefissata, cui partecipano atleti da tutti i Paesi del Mondo. Essendo di istituzione più "recente" ed essendo nate dopo un evento drammatico per molti Popoli, queste riedizioni dei Giochi potranno mantenere più a lungo le caratteristiche originarie che li hanno visti nascere...

4) Le Vere Olimpiadi. Le Olimpiadi dell'Era Moderna vengono organizzate tutte sul modello di quella voluta dal Barone dei Coubertin. In altre parole, il principio del rigoroso dilettantismo venga rispettato; non avremo grazie a Dio atleti strapagati che vogliono vincere a tutti i costi per costruirci un futuro sopra, ma la gente giocherà tanto per giocare, perchè lo spirito iniziale dei Giochi (ora completamente dimenticato) era questo. Le discipline saranno molte di meno; i Giochi si terranno solo in Grecia, magari in una città di Olimpia ricostruita per l'occasione e diventata una metropoli, e non ci saranno dispute infinite su quale Nazione dovrebbe ospitare le Gare future; si eviteranno anche i favoritismi smaccati dei giudici a favore degli atleti locali, come si è visto nell'edizione del 2008 a Pechino. Infine, gli atleti parteciperanno singolarmente, e non per nazione di appartenenza. Non saranno poi tanto male, voi che ne dite?

5) Le "Olimpiadi Democratiche". Nel 1936 erano programmate le prime "Olimpiadi Democratiche" della storia con Unione Sovietica, Spagna, Messico, organizzate dai paesi governati da regimi di sinistra; lo scoppio della Guerra Civile fece accantonare il progetto. Che accade se il progetto invece va in porto, e prosegue anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, dato che l'URSS prima del conflitto non aveva mai partecipato alle Olimpiadi? (questa è del Marziano)

6) Pechino come Monaco. Questa è stata proposta invece da Mattiopolis. Nel bel mezzo delle Olimpiadi di Pechino, un gruppo di integralisti islamici uighuri uccide due membri della squadra olimpica cinese, e ne prende in ostaggio nove. La reazione cinese non si fa attendere, ma i nove ostaggi perdono comunque la vita in uno scontro a fuoco. Questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso: traendo vantaggio dal caos generale, dovuto anche ai metodi cinesi , non molto ortodossi, per reprimere ulteriori attacchi (in pratica si scatena una caccia alle streghe, e i membri delle squadre dei paesi islamici vengono controllati a vista), si accendono proteste sia tra i cinesi scontenti del regime sia tra i separatisti uighuri e tibetani. La competizione olimpica (che continua malgrado le proteste) si trasforma in qualcosa di simile ad una guerra combattuta dagli atleti, e specialmente nelle gare in cui sono coinvolti USA e Iran, Cina e Giappone, Corea del Sud e Corea del Nord, si assiste ad un autentico proliferare di sostanze dopanti e colpi bassi che farebbe rivoltare nella tomba De Coubertin. Ad Olimpiadi terminate, la posizione internazionale della Cina è talmente compromessa che si pensa di sostituire il suo seggio all'ONU con quello di Taiwan; lo stesso stato cinese è attraversato da proteste e rivolte da Lhasa alla Manciuria. Tutto questo mentre i sudcoreani si preparano alla riconquista del nord... (una vera distopia: la congiuntura internazionale non invita certo all'ottimismo...)

7) L'Unione Olimpica. Sesta ucronia olimpica, stavolta di William Riker. E se, a partire dalle Olimpiadi di Pechino del 2008 o da quelle di Londra del 2012, l'Unione Europea presentasse una sola squadra unificata, in grado di surclassare i colossi sportivi rappresentati da USA e Cina? Alle Olimpiadi di Pechino 2008, sommando le medaglie delle singole nazioni, si arriverebbe a un totale di 276 medaglie per la UE (contro le 110 degli USA e le 100 della Cina), di cui 86 d'oro, 100 d'argento e 90 di bronzo!

8) Antianridoping. In uno dei prossimi Giochi Olimpici si scopre che tutti gli atleti o quasi sono stati dopati poco prima dell'inizio delle gare. Che si fa? Bloccare i Giochi o spostarli ormai risulta impossibile. I Grandi dello Sport allora decidono di abolire in futuro i controlli, o addirittura di consentire ogni forma di doping. Avremo così nelle successive edizioni atleti super-pompati in grado di fornire prestazioni sovraumane. Addirittura si arriverà a "costruire" grazie alla genetica atleti superumani con arti inferiori più lunghi del normale per correre più veloci o saltare più in alto, con dimensioni gigantesche per sollevare pesi enormi, con organi interni raddoppiati per consentire qualità respiratorie e cardio-circolatorie migliori, con una sorta di pinne per nuotare meglio dei delfini, eccetera. È ovvio che, per inseguire fama e ricchezza, non mancheranno di certo i volontari disposti a subire questa sorta di tortura pur di vincere ad ogni costo...

9) Le Cyber-Olimpiadi. Ha fatto molto discutere la decisione iniziale di escludere Pistorius dai Giochi Olimpici di Pechino in quanto, secondo molti giudici ed esperti, le sue protesi lo avrebbero aiutato troppo. Poi, per fortuna, questa decisione venne revocata, ma ormai era troppo tardi, e per Pistorius non c'è stata la possibilità di accedere ai Giochi. Supponiiamo però che in futuro le protesi migliorino così tanto le prestazioni degli atleti, da renderli davvero dei superuomini... In questo caso si dovranno istituire delle Cyber-Olimpiadi in cui atleti con parti del corpo meccanico (quasi degli ibridi uomo-macchina) si possano sfidare tra loro. In questo caso le prestazioni individuali conteranno assai poco e saranno molto più decisive le tecnologie. Ad esempio vedremo atleti con braccia bioniche sfidarsi al lancio del disco o uomini con protesi "estendibili" gareggiare nel salto in alto. Ci potranno essere addirittura degli atleti disposti ad amputarsi di parte del proprio corpo per sostituirle con protesi robotiche per migliorare le proprie prestazioni. Per gli Sati più importanti queste Olimpiadi potranno essere una sfida per dimostrare agli altri la propria superiorità tecnologica...

Le Olimpiadi alla rovescia...

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Ed ora, una lucida riflessione sempre di Never75 che paragona le Olimpiadi Antiche a quelle Moderne:

Dato che i Giochi Olimpici stanno per finire (portandosi dietro il solito strascico di inevitabili polemiche) volevo fare una breve riflessione con voi riguardo la differenza profonda tra i Giochi del Mondo Classico (aboliti da Teodosio nel 393 d.C. ad Impero Romano quasi già finito e che in un certo senso hanno accompagnato quasi tutto l'Evo Antico) e quelli dell'Epoca Moderna voluti invece (ma questo lo sanno tutti) da una geniale intuizione del Barone de Coubertin alla fine dell'800.

I Giochi Olimpici Antichi erano essenzialmente feste religiose (questo è bene ricordarlo) dedicate a Zeus Olimpico e si svolgevano sempre nella città sacra di Olimpia. I Giochi erano poi solo una parte della cerimonia che comprendeva (oltre a momenti religiosi in senso stretto come le processioni) anche gare di musica e poesia.
I Giochi erano panellenici ossia vi potevano partecipare tutti gli atleti della Grecia continentale e (in seguito) anche delle colonie di lingua e cultura ellenica sparse in tutto il Mediterraneo.

Avevano inoltre lo scopo di far sentire in un certo senso i Greci uniti tra loro da un ideale (la "grecità" appunto) pur nelle diverse appartenenze politiche statuali.

A contrario di quel che si pensa ai giorni nostri non è che i conflitti interellenici venissero sospesi durante la celebrazione dei Giochi, anzi! Però era consentito il passaggio anche in zone di guerra agli atleti che vi desiderassero partecipare, proprio per la considerazione di "sacralità" che avevano i Giochi stessi.

L'ideale greco della perfezione imponeva la vittoria a tutti i costi, non esistevano secondi posti! Tutti gli atleti andavano ai Giochi solo per vincere non per partecipare. Al ritorno in patria agli atleti vincitori venivano dedicati monumenti ed onori, tra cui anche (in alcuni casi) l'esenzione fiscale perpetua.

I perdenti invece venivano sbeffeggiati ed insultati.

Purtroppo le scorrettezze, la corruzione degli arbitri, l'acquisto della vittoria con denaro sonante, quello che definiremmo oggi "doping", i maneggi tra organizzatori ed atleti ecc. non furono una degenerazione dei Giochi durante l'Ellenismo o l'Epoca Romana, ma sono presenti nei Giochi fin dalle origini.

I Romani non videro mai di buon occhio la propria partecipazione ai giochi. Nerone fu l'eccezione: partecipò egli stesso all'edizione del 67 d.C. ed (ovviamente!) arrivò primo in ogni competizione. Molte volte, addirittura, svolse la doppia funzione di giudice-arbitro ed atleta in gara! Le Olimpiadi Moderne istituite da de Coubertin invece riprendevano solo lontanamente l'idea greca. In pratica il barone francese, imbevuto di classici ed innamorato dell'Ellade come molti romantici, vedeva nei Giochi una grande occasione in cui atleti (rigorosamente dilettanti) di tutte le discipline allora ammesse potessero partecipare indifferentemente dalla religione professata o dalla nazione di appartenenza. Dovevano essere un inno alla Pace ed alla Concordia tra i popoli.

Inoltre valeva assolutamente il principio (forse fin troppo abusato e ripetuto in seguito) che "l'importante è partecipare".

Diciamo che visioni così ideal(izzat)e dei Giochi durarono molto poco.

Molto presto il principio del dilettantismo venne cancellato e con esso pure le motivazioni degli atleti, fino ad arrivare alla generazione attuale.

Adesso si può dire che, dopo aver fatto il giro dell'orologio, si è tornati indietro ed i Giochi organizzati in questi ultimi anni hanno (ri)preso tutte le caratteristiche negative (e pochissime positive) dei Giochi Antichi Greco-Romani.

Ora il principio del dilettantismo è stato completamente dimenticato ed al loro posto vediamo atleti-robot strapagati e che al ritorno in Patria vengono dedicate strade, piazze e triumpha come se avessero compiuto chissà che impresa! Magheggi arbitrali, corruzione di giudici, continui casi di "dopamento", principio della vittoria ad ogni costo ecc. sono all'ordine del giorno.

Per non parlare poi delle diatribe infinite in sede internazionale in merito a quale Nazione attribuire i Giochi delle Edizioni successive, quando si sa benissimo ormai che il principio che conta è uno solo ed è il dio denaro.

Si può onestamente dire che i Moderni Giochi (allo stato attuale delle cose) siano solo un evento mediatico e commerciale che dello spirito sportivo originario delle primissime edizioni hanno mantenuto ben poco e che De Coubertin si rivolterebbe nella tomba se dovesse assistervi! Questo, paradossalmente, è uno dei pochi "ritorni al Mondo Classico" che avremmo preferito francamente non dover mai rimpiangere ma che purtroppo ci è capitato.

Ma almeno le Olimpiadi Antiche avevano un profondo significato religioso-simbolico, alle attuali manca pure quello!

Never75

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La Gran Colombia

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E ora, una proposta di Det0:

L'altro giorno, guardando un film su ESPN Classic, mi è balzata alla mente una bella ucronia calcistica!

Il film-documentario, intitolato "I due Escobar", parlava della storia del calcio colombiano e della situazione in generale della nazione, distrutta dalla povertà e dalla feroce lotta ai narcotrafficanti, all'inizio degli anni '90. Questi narcotrafficanti finivano spesso per investire nel calcio, portandolo ad un certo successo sia a livello di club sia di nazionale.

Uno dei maggiori esponenti del calcio colombiano di quel periodo fu Andrés Escobar, giovane cresciuto nella periferia di Medellin e giocatore dell'Atletico Nacional, oltre che della nazionale colombiana.

Escobar fu uno dei protagonisti delle grandi imprese del calcio colombiano: la vittoria della Copa Libertadores del 1989 da parte dell'Atletico Nacional (primo titolo conquistato da una squadra colombiana) e le qualificazioni della sua nazionale ai mondiali di Italia '90 e USA '94.

Nei primi anni '90 la nazionale allenata da Francisco Maturana disponeva di una rosa formidabile e stupiva con il suo gioco offensivo, ma soprattutto rapido e spettacolare; era certamente la maggior esponente del calcio continentale. Nelle numerose partite internazionali aveva collezionato una serie strabiliante di successi anche contro squadre di alto livello (per citarne alcuni Colombia 2-0 Brasile, Colombia 1-0 USA, fino al più clamoroso Argentina 0-5 Colombia, valevole per le qualificazioni ai mondiali di USA '94).

Sfortunatamente, proprio nel momento in cui il calcio colombiano era al suo apice, la sorte volle interrompere la sua ascesa: ai mondiali di USA '94, dopo una sconfitta contro la Romania, i colombiani, tra i favoriti per la vittoria finale, furono eliminati al primo turno a causa di un fatale e sfortunato autogol del numero 2 Escobar.

Pochi mesi dopo egli fu ucciso nelle strade di Medellin, chiudendo un'epoca, certamente la migliore, del calcio colombiano.

La domanda che sorge spontanea è: cosa accade se Escobar non segna quello sfortunato autogol contro gli Stati Uniti? La Colombia riuscirà a qualificarsi alla fase successiva? Quali risultati riuscirà a conseguire durante il torneo? Quale sarà il futuro della nazionale del grande Maturana?

Ho già in mente una risposta, ma prima voglio sentire i vostri pareri!

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Così gli risponde Lord Wilmore:

Dunque, si potrebbe immaginare qualcosa del genere. Il 22 giugno 1994 allo stadio di Pasadena la Colombia pareggia 1-1 con gli USA senza l'autorete che costò la buccia al povero Escobar. Se tutti gli altri risultati restano gli stessi, la classifica finale dice: prima Romania con 6 punti; seconda Svizzera con 4 punti, 5 gol fatti e 4 subiti; terza Colombia con 4 punti, 4 gol fatti e 4 subiti; quarti USA con 3 punti, eliminati. Secondo lo schema di quel campionato, la terza del gruppo A, cioè la Colombia, deve incontrare a San Francisco il 4 luglio la prima del gruppo B, cioè il Brasile. Se il Brasile fa valere il suo tasso tecnico, finisce come nella HL. Ma se la Colombia fa l'impresa (lei ne aveva le possibilità, come dice giustamente Deto, i poveri USA certamente no), e supera 1-0 il Brasile, nei quarti si ritroverà di fronte l'Olanda e in semifinale la Svezia. Se riesce clamorosamente a superare entrambe, avremo un'inedita finale Italia-Colombia, tra due squadre che addirittura dalla prima fase a gironi erano state entrambe ripescate come terze! Come si dice in gergo calcistico, la palla passa a te, Det0.

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Ed ecco la risposta di Det0:

Sono convinto, avendo preso visione di alcune partite della Colombia in quegli anni (davvero spettacolari), che la nazionale di Maturana avrebbe potuto cambiare completamente le sorti del mondiale.

Sconfiggendo gli USA e si qualificandosi prima nel suo girone e quindi, alla fase finale, dando il meglio di sé...

Ecco i risultati delle partite della Colombia (partendo da quella contro gli Stati Uniti) al mondiale di USA '94:

22 giugno 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Stati Uniti 0-3 Colombia
Dopo i continui tentativi della Colombia di segnare il gol del vantaggio parte il contropiede della formazione statunitense.
Un pericoloso cross dalla fascia arriva in area di rigore, il numero 2 colombiano Andrés Escobar devia il pallone spiazzando il portiere e rischiando un clamoroso autogol. La palla, fortunatamente si stampa sul palo.
Al minuto 41 è proprio Escobar a farsi perdonare l'errore quasi fatale di pochi minuti prima realizzando il gol del vantaggio colombiano sugli sviluppi di un calcio d'angolo.
A dieci minuti dall'inizio della ripresa un contropiede innescato da un grande lancio del /Pibe /Carlos Valderrama regala a Faustino Asprilla l'opportunità di realizzare la seconda rete. Ovviamente il numero 9 colombiano non se la fa sfuggire, scartando il portiere ed insaccando con facilità.
Il terzo gol per la Colombia è realizzato su calcio di punizione dal solito Asprilla, che mette a segno una doppietta decisiva per la vittoria della nazionale.
La Colombia così, dopo le critiche arrivate per la sconfitta contro la Romania, riapre i giochi tornando in lizza per il superamento del turno.

Ecco la classifica del Girone A dopo la seconda giornata: Svizzera 4, Colombia 3, Romania 3, USA 1.

26 giugno 1994. San Francisco, Stanford Stadium, USA.
Svizzera 0-4 Colombia
E' l'ultima sfida valida per il passaggio del turno, in concomitanza con USA - Romania le due formazioni devono dare il massimo per non perdere e rischiare l'eliminazione.
Nei primi minuti sono gli svizzeri ad imporre il gioco ma nella ripresa si risveglia quella squadra spumeggiante che negli ultimi anni aveva dimostrato il suo enorme valore.
Un minuto dopo l'inizio del secondo tempo i colombiani passano in vantaggio con Freddy Rincon, e basta aspettare un'altra manciata di minuti per vedere raddoppiare con una gran botta da fuori area di Faustino Asprilla, 2-0 il risultato.
La furia colombiana non finisce qui e in un'altra mezz'ora i sudamericani segnano altre quattro reti, siglando definitivamente il loro passaggio alla fase eliminatoria con una prestazione stellare.
Danno il loro contributo al clamoroso 0-6 un gol di Valderrama e altri tre di Asprilla, che con sei reti segnate si candida a capocannoniere del torneo.
Nel frattempo a Pasadena la Romania sconfigge i padroni di casa degli USA, qualificandosi secondi dietro alla Colombia.

Ecco la classifica finale del gruppo A: Colombia 6, Romania 6, Svizzera 4, USA 1.

La nazionale svizzera, nonostante la sconfitta, si posiziona terza e parteciperà al raffronto con le terze qualificate degli altri gruppi.
Amara delusione per gli Stati Uniti, nazione organizzatrice del torneo.

3 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 3-1 Argentina
Il tabellone della fase eliminatoria vede la Colombia affrontare i rivali dell'Argentina, vogliosi di vendetta dopo il 5-0 subito a Buenos Aires durante le qualificazioni al mondiale.
A vendicare gli argentini ci pensa il solito Maradona, che si fa atterrare da Escobar in area di rigore al minuto 37'; facendo chiudere il primo tempo sullo zero a uno.
Nel secondo tempo assistiamo alla solita rinascita della Colombia, alla quale viene annullato un gol regolare a causa di una svista dell'arbitro italiano Pairetto.
Ma l'orgoglio dei colombiani non ha limite: poco dopo Asprilla realizza, dopo una splendida azione personale, il gol del pareggio. A cinque minuti dalla fine, quando ormai si respira aria di supplementari, il /Pibe/ Valderrama realizza la rete del momentaneo vantaggio colombiano.
Questo viene ancora incrementato da una svista della difesa argentina che, frastornata, si lascia prendere in contropiede e regala a Valencia l'opportunità di realizzare il 3 a 1.
Al termine della partita la Colombia si qualifica per i quarti di finale, Maradona scoppia in lacrime.

10 luglio 1994. San Francisco, Stanford Stadium, USA.
Colombia 2-2 Svezia (5-4 d.c.r.)
La Svezia batte la nazionale saudita qualificandosi per i quarti di finale, dove gli tocca di affrontare una delle favorite del torneo: la Colombia dei ragazzi di Maturana.
Nei novanta minuti regolamentari succede di tutto: Escobar respinge un tiro di Andersson sulla linea di porta, Valderrama e Rincon colpiscono rispettivamente un palo e una traversa e gli svedesi sfiorano di passare in vantaggio al 90' minuto con un tiro di pochissimo a lato di Martin Dahlin.
I tempi supplementari regalano non meno emozioni: gli svedesi trovano il gol del vantaggio su calcio di rigore con Larsson ma sono recuperati da un gol in rovesciata del solito Asprilla. I colombiani mantengono il controllo del secondo tempo supplementare e alla terza occasione utile realizzano il gol del momentaneo vantaggio con Leonel Alvarez, ma a trenta secondi dal fischio finale gli svedesi pareggiano ancora con Dahlin su calcio d'angolo.
Si va ai calci di rigore, il primo colombiano a battere è Andres Escobar, che realizza piazzando il pallone nell'angolo sinistro della porta.
Da quel momento l'unico errore è realizzato da Tomas Brolin, che ferma gli svedesi a 4 rigori segnati. L'ultimo rigore per la formazione colombiana è battuto da Alvarez, rincorsa lunga da fuori area, finta appena prima del tiro e rete. E' il rigore che porta sul 5-4 e consente alla Colombia di continuare il suo sogno mondiale.

13 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 4-3 Brasile
Una sfida tutta sudamericana per decidere una delle squadre finaliste del torneo.
Sia affrontano la Colombia di Maturana e il Brasile di Parreira.
Anche i brasiliani, feriti nell'orgoglio dopo il 2 a 0 subito dai colombiani in amichevole, riescono a passare in vantaggio ben due volte: al 26' con un tiro del capitano Dunga e al 31' grazie a Romário.
A pochi secondi dalla fine del primo tempo tocca al solito Asprilla accorciare le distanze, portando la Colombia sul 1 a 2.
Nel secondo tempo, dopo la terza rete del Brasile, la partita sembra finita. Ma l'immenso orgoglio dei colombiani riapre il risultato.
Nella migliore partita della sua carriera Faustino Asprilla realizza altri due gol, portando sul 3 a 3.
Al 93', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, /El Pibe /Valderrama realizza un gol di tacco che spiazza Taffarel portando il risultato finale sul 4-3.
La Colombia, tra la gioia e lo stupore dei giocatori, dei tifosi, della nazione e del mondo intero, approda in finale. Affronterà l'Italia di Arrigo Sacchi, vincente dell'altra semifinale contro la Bulgaria.

17 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 2-0 Italia
E' la quinta partita, su sette giocate, disputata al Rose Bowl Stadium di Pasadena per la Colombia. In questo stadio ha sempre vinto, e gli uomini di Maturana sperano di non tradire le statistiche nella partita più importante della loro vita e, in generale, del calcio colombiano.
Dopo un primo tempo abbastanza spento, nella ripresa l'Italia di Sacchi ha la possibilità di andare in vantaggio con un rigore di Roberto Baggio che, però, scheggia la traversa, facendo precipitare il morale degli azzurri.
Questo non risalirà più, in quindici minuti i colombiani si portano avanti di due lunghezze con una doppietta dell'ormai affermato capocannoniere del torneo Faustino Asprilla.
Al termine dei novanta minuti di gioco lo stadio esplode, i colombiani Valderrama, Alvarez, Herrera, Rincon, Valencia e l'allenatore Maturana piangono di gioia; al pari del protagonista indiscusso del torneo: Faustino Asprilla, premiato con il titolo di capocannoniere con 13 reti segnate (eguagliando il record di gol in una sola edizione di Just Fontaine, a Svezia '58).

Cerimonia di premiazione: il capitano della nazionale colombiana Andrés Escobar alza al cielo il prezioso trofeo; la Colombia è campione del mondo.

Secondo la mia personale opinione, la Colombia avrebbe meritato, con lo stupendo calcio espresso in quegli anni, che il mondiale '94 finisse così.

Det0

Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.


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