Intrigo giallo-rosa a Sofia


Ecco materia per due belle Ucronie. Roncalli, combattivo che sia con i bulgari che con Atatürk, si mantiene fedele difensore della fedeltà ai patti e dei diritti dei credenti e, a prezzo di bracci di ferro, ottiene di farsi e farli rispettare. Ed ecco la prima:

Nell'ottobre 1930 Giovanna di Savoia andò sposa allo zar Simeone di Bulgaria. Trattandosi di matrimonio misto, ci volle la dispensa papale. L'allora nunzio in Bulgaria fu tra coloro che furono incaricati di condurre le relative trattative. La dispensa fu concessa. Da parte sua, lo zar si impegnava a venirsi a sposare in Italia ed a rispettare la fede della moglie. Rispetto che, in pratica, si sarebbe manifestato nei seguenti modi:

1) Una volta in Bulgaria, non reiterare la cerimonia;

2) far battezzare i figli da preti cattolici (magari di rito greco) ed affidarne la cura dell'educazione religiosa alla sola moglie.

Lo zar e la principessa si sposano a Roma, in pompa magna. Appena tornato a Sofia, lo zar si rimangia l'accordo e, fatto indossare di nuovo il sontuoso abito da sposa alla moglie, si ripete la cerimonia alla Cattedrale di Sofia. Per inciso, l'abito da sposa era un capolavoro delle sorelle Fontana. Il sogno di tutte le ragazze di mezzo mondo, fino a pochi decenni or sono, era un abito da sposa firmato dalle sorelle Fontana. Chi poteva, almeno per quel giorno, voleva sentirsi apri ad una figlia di Re. Infatti sia l'abito della futura regina Elisabetta, sia quelli di tutte le mogli dello Scià e di tutte le mogli di re Hussein, sono stati cuciti dalle Sorelle Fontana.

POD: Giovanna di Savoia, fa buon viso a cattiva sorte. Non turba la pace della cerimonia, con una scandalo, ma a festeggiamenti finiti, trova una scusa per non far entrare lo zar nella propria camera. La mattina seguente, ancora buio pesto, fa preparare la propria auto privata e "DILEGUOSSI" (piccolo quiz: chi è abbastanza cinefilo/cinofilo, da ricordarsi in quale film, c'è un personaggio, chi è tale personaggio, che usa l'espressione:"DILEGUOSSI"? Vedi nota a piè di pagina)

Quando lo zar se ne rende conto, monta su tutte le furie. Ordina a polizia, gendarmi, servizi segreti e quant'altro, se necessario, di passare al pettine il mondo intero, ma di rintracciarla subito. Mentre c'è qualcuno che sta emulando il "Darth Fener" di " Star Ball's", passando grossi pettini sulle cime dei Carpazi, a corte squilla il telefono della linea privata dello zar. Chiamano dalla nunziatura. Il nunzio Roncalli chiede di S.I. R. Maestà lo zar Simeone. Dopo tutta una serie di salamelecchi di rito e di circostanza. il nunzio avvisa che "Ha lui ciò che a corte non si trova". Lo zar, senza scomporsi, si esibisce anche lui in una lunga serie di salamelecchi, alla fine dei quali, chiede:

"Eccellenza, come possiamo fare per farcela consegnare"?-

Il nunzio: "Che la Vostra I.R.Maestà, voglia perdonarmi, ma, mi tocca un ingrato compito, cui non Sum Dignus. Ovvero il chiedervi di venirla a ritirare personalmente"

Lo zar: "Veniamo subito"-

La principessa Giovanna, aveva cercato asilo e rifugio nella nunziatura, come, nella nostra "realtà" sarà fatto da Noriega (e, hai visto mai, che la pantera che, nello stesso periodo che gli USA occuparono Panama, fuggì da un circo e non è stata mai più ritrovata, salvo dare nome alle ultime leve delle contestazioni studentesche, si sia rifugiata nei giardini della nunziatura ?) .

Lo zar giunge alla nunziatura ed è condotto al cospetto del nunzio Roncalli.

Dopo una reciproca sventagliata di salamelecchi da entrambe le parti, lo zar va al dunque:

z: "Esigiamo il rispetto dei Nostri diritti e della Nostra dignità di uomo, di sposo, e di monarca autocrate"!-

n:-"V.I.R. Maestà, l'I.R. Maestà della zarina Giovanna vostra moglie, non solo esige il rispetto dei propri diritti e della propria dignità di donna, di sposa, di figlia di monarca e di moglie di autocrate, ma esige anche il rispetto della vostra dignità di monarca. Un monarca che non rispetta la parola data, di che esempio può essere per il suo popolo, e per la propria famiglia. Inoltre, la zarina Giovanna esige il rispetto anche di una dignità che riferisce ad una sfera superiore, in cui, mi dispiace dirlo, ma è così, purtroppo voi non avete parte. Sto parlando della sua dignità di figlia della Chiesa Cattolica e, quindi, suddita del Sommo Pontefice. Chi vi parla, ahimé, quanto indegnamente lo rappresenta in questa terra lontana. Ma il fatto che io valgo meno dei pezzi di Parmigiano Reggiano (qualità da zero a cinquanta) che, in modo poco consono al mio abito, non bado a spese, per soddisfare la mai gola e mi faccio giungere direttamente dalla Bassa Parmense, ovunque mi trovi al mondo, non vi autorizza, la Vostra I.R. Maestà voglia perdonare tanto ardire da parte mia, a prendermi in giro. Ripeto, non certo per riguardo alla mia persona, che non lo merita, ma per riguardo al Pontefice, ripeto, cui ex officio, purtroppo per me e per lui, ho l'onore & l'onere di, tanto indegnamente, rappresentare.-

z: "Vogliate perdonarci. Quanti prelati della Chiesa, mi hanno circuito, convincendomi che il popolo avrebbe potuto volerci meno bene, se poteva giungere loro l'impressione che, in materia di fede, eravamo arrendevoli con gli Scismatici Latini. Onestamente, con la propaganda dei bolscevichi estremisti, i compagni di partito del vostro Bordiga e dei signori Gorter e Panekookken, coloro contro cui il signor Lenin scrisse "Estremismo, malattia infantile del socialismo", che, stando ai rapporti dei servizi segreti, mietono successo tra operai e contadini, l'appoggio della Chiesa è vitale. Siamo gli ultimi ZAR. Non vorremmo fare la fine degli altri!

n: "Da che pulpito! Ecco questo era tutto il rispetto per la Chiesa di Roma! Siamo buoni per procurare aiuti internazionali, come quando c'è stato il terremoto. I.R.M., ma veramente credete che mancare ad un impegno vi aiuti a restare sul trono? Circa i vostri prelati, che debbo dire, che hanno ragione gli altri Ortodossi che, oltre a noi cattolici, li considerano scismatici, perché seguono la dottrina del "Filetismo" che gli altri si accontentano di praticare!"

z: "Adesso cosa fatta, capo ha. Vediamo che, da uno scandalo, ne abbiamo tutti da perdere."

n: "Infatti, né la zarina Giovanna, né chi vi parla, né Sua Santità, subito informato, che ha benedetto i propositi della zarina, e che ha confortato di persona, tramite questa bella invenzione che è il telefono (Sì Vostra I R Maestà, i vostri servizi non sono a conoscenza che abbiamo delle linee riservate, che sfuggono all'intercettazione), nessuno di noi, ripeto intende farle fare l'ennesima parte della brutta figura che la Vostra I. R. Maestà ha fatto fare a noi. Chi vi parla, ha convinto la zarina, che davvero vi ama e vi rispetta (e che da dietro questo paravento, ha ascoltato tutti i nostri discorsi) a concedervi una seconda possibilità. I. R. Maestà, zarina Giovanna, potete entrare!!!! I. R. Maestà zar Boris, la zarina ed il pontefice faranno finta di niente, per questa volta. Ma se verrete meno un'altra volta ad uno degli accordi presi con noi, non temiate che l'Italia di re Vittorio Emanuele vi dichiari guerra. No. La zarina ama troppo la vostra I.R. Maestà ed il popolo che è diventato il suo popolo, per esservi entrata come sposa, per volerne il disonore, e/o, men che meno, lo spargimento del sangue. No. Non sarà dalla corte di un re umano, che Ella cercherà riapro. Sarà di nuovo alla corte del Re dei re. Ogni convento, ogni parrocchia, ogni, per quanto umile, abitazione di buone famiglie cattoliche, sarà il suo impenetrabile rifugio, quanto lo è stato questa rappresentanza diplomatica. E come prova della Vostra buona volontà, non io, non il pontefice, ma la zarina in persona, in questo anche benedetta da Sua Santità, vuole che adesso firmiate l'impegno scritto, che sia il nunzio pro-tempore (che spero vivamente di non essere io, questo mancato zappaterra, reclamato da Dio e dalla Chiesa, che così ne hanno sottratto le braccia all'agricoltura, l'unica cosa che era capace e degno di fare. E non è da poco. Fornire al mondo delle opere d'arte, come il formaggio che prediligo, non è compito facile), non solo il padrino di battesimo dei vostri figli, ma anche che, in virtù di tale fatto, sia incaricato di collaborare con la zarina nell'educazione religiosa di tali figli, senza cha alcuno possa metterci bocca al riguardo."

z: "Quello che ci si chiede è un sacrificio non da poco."

n: "Non vi preoccupate. Dopo aver salvato le "Capre del Signore", salveremo anche i "Cavoli del senatore" (pardon, dello zar). Ci fidiamo di voi. Il testo da voi firmato, resterà un segreto. Fin che lo rispetterete, nessuno ne saprà nulla. Se, Dio non consenta, ci saranno comportamenti strani, La Santa Sede si troverà di fronte all'angoscio dilemma di cosa farne. Se il pontefice felicemente regnante sarà l'attuale, il documento sarà reso pubblico."

(questa ucronia continua. Quella con protagonista Atatürk, anticipo che si intitolerà: "L'abito *FA* il monaco")

Il Marziano

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N.B.: ad usare per primo il termine "DILEGUOSSI" è stato il Granduca Monocolao nel film di animazione targato Disney "Cenerentola": il re fa già progetti per il matrimonio di suo figlio con la sconosciuta che ha ballato con lui tutta la sera, ed invece il granduca è costretto a dargli l'ingrata notizia che la ragazza si è dileguata... DILEGUOSSI, appunto!


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