Ha cominciato Ipotetico Sole proponendo la seguente storia alternativa: cosa sarebbe successo se nel 1993 Silvio Berlusconi avesse deciso di fondare un partito di centro che guardava a sinistra invece che a destra? Avremmo avuto le stesse sensazioni, gli stessi avvenimenti e chi sarebbe stato il suo antagonista a destra? A queste domande troverete risposta qui sotto...
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Novembre 1993: Silvio Berlusconi, imprenditore televisivo, proprietario della Fininvest, durante l’inaugurazione di un centro commerciale a Roma, rispondendo alle domanda di un giornalista del Manifesto: “Se fosse romano, per chi voterebbe al ballottaggio, Fini o Rutelli?” afferma:”Credo che Francesco Rutelli sia degno di poter governare la città Eterna e che la coalizione di sinistra che lo sostiene debba avere la fiducia e la legittimazione dei romani e più in là, anche degli italiani”.
Dicembre 1993: “La Repubblica” titola “Il Cavaliere rosso”. Iniziano a girare per tutto il Paese dei manifesti con una bandiera italiana con le dodici stelle del simbolo dell’Europa, con scritto “Viva l’Italia”.
Gennaio 1994: Silvio Berlusconi annuncia, con una videocassetta inviata alle sue emittenti e a Rai3, che venderà le sue reti e il suo impero a Carlo De Benedetti, per fondare un nuovo Partito, “Viva L’Italia”, il cui compito sarà quello di recuperare i voti dei socialisti craxiani per poter poi mettere in piedi un'alleanza con il Pds di Occhetto e i referendari di Mario Segni.
27 gennaio 1994: Indro Montanelli, direttore del “Giornale Nuovo”, in contrasto con questa strana decisione del suo editore, rassegna le dimissioni e fonda un nuovo quotidiano “La Voce”, ispirato al foglio di inizio secolo di Prezzolini.
2 febbraio 1994: Oscar Luigi Scalfaro scioglie le Camere. Si va ad elezioni politiche anticipate, per il 27 e 28 marzo. Nasce “Italia Unita”, l’alleanza di Centrosinistra che vede uniti Berlusconi, Occhetto e Segni, con l’ex imprenditore designato a ricoprire l’incarico di Primo Ministro, nel caso di vittoria elettorale. A Destra nasce “Alleanza Nazionale” la coalizione che vede I neodemocratici di Destra di Gianfranco Fini ( che nel frattempo si è recato a Gerusalemme a rendere omaggio alle vittime dell’Olocausto e ha abiurato il fascismo) e i CristianoDemocratici di Prodi e Casini, che ricalcando il modello tedesco di Helmut Kohl, propongono al Paese un partito di stampo democristiano ma con una forte apertura al mercato e alla salvaguardia del welfare.
28 marzo 1994: Italia Unita vince le elezioni politiche, conquistando 356 seggi alla Camera e 167 al Senato. Silvio Berlusconi sale un mese dopo le scale del Quirinale per ricevere da Scalfaro, l’incarico di formare un nuovo governo. Occhetto diviene il Ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio , mentre Mario Segni diviene il Ministro della Giustizia. Alleanza Nazionale ottiene 200 seggi alla Camera, e 100 al Senato. La Lega di Umberto Bossi non riesce a sfondare e si attesta con 6 seggi alla Camera e 3 al Senato, ad un ruolo insignificante, nella vita del Paese.
23 giugno 1994: Inizia il vertice dei G7 a Napoli. Berlusconi presenta a Clinton il suo ministro degli Esteri, l’onorevole Occhetto, come “il coraggioso leader della svolta dell’unico partito comunista democratico di Occidente”. Il presidente americano, insieme a Berlusconi, il socialista Mittterand e il tedesco Kohl, concordano per un ultimatum alla truppe serbobosniache in Bosnia, che stanno operando un massacro etnico a Sarajevo. La data è 15 agosto 1994.
12 luglio 1994: Berlusconi si reca alle Nazioni Unite di New York per convincere la Russia di Eltsin ad abbandonare la difesa dei serbi di Milosevic e dei croati di Tudjman nell’opera di spartizione della Bosnia mussulmana:”Se permettiamo che un popolo mussulmano venga massacrato da truppe di religione cristiana in Europa, porremo le basi per un odio verso le nostre popolazioni eterno…”.
15 luglio 1994: Antonio Di Pietro lascia la magistratura in polemica con il procuratore Borrelli e annuncia che entrerà a far parte del Governo Berlusconi con il ruolo di Ministro della Giustizia, dopo l’abbandono di Mario Segni,che nel frattempo è stato nominato Presidente della Commissione Europea.
15 agosto 1994: La Russia decide di non difendere più il governo serbo di Slobodan Milosevic ma questo non basta per convincere il presidente dell’ex Jugoslavia a fare pressioni su i serbobosniaci affinché essi si ritirino da Sarajevo. Alle 24, Aerei russi e americani iniziano a bombardare le batterie missilistiche dell’esercito jugoslavo. Nel frattempo vengono fatte saltare tutte le comunicazioni nella Serbia tramite l’esplosione di una piccola bomba a neutroni in alta atmosfera. Alle 24 del 16 agosto Milosevic si dimette. Alle 3 di notte la Serbia da il via al ritiro da Sarajevo.
1° settembre 1994: A Sarajevo vengono invitati i capi di stato e di governo di Italia, Russia, Usa, Francia e Germania che hanno operato per la liberazione dello stato mussulmano europeo. Il presidente Iztebegovic firma col nuovo presidente serbo, Milan Stankovic, socialdemocratico, il trattato di Pace. Dichiarazione importante del Ministro degli esteri italiano Occhetto:”La etnia mussulmana avrà in Europa un valido e difensore sempre: L’Italia”.
29 settembre 1994: Viene presentata la prima Finanziaria del Governo Berlusconi-Occhetto: 54mila miliardi che vengono raccolti tramite un adesione ad un Concordato Fiscale e ad una Tassa Una-Tantum del 10% sui conti correnti con più di 50 milioni di lire. E’ una manovra lacrime e sangue ma che riesce a far centrare nel 1995 al nostro Paese i parametri di Maastricht.
13 novembre 1994: Mentre si trova a Napoli ad un vertice Onu sulla Giustizia, Il presidente Berlusconi viene raggiunto da un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Milano per una presunta storia di tangenti con Il PDS. Berlusconi respinge sdegnosamente le accuse, ma si dimette dalla carica di Presidente del Consiglio, pur rimanendo leader di Viva L’Italia.
1° dicembre 1994: Oscar Luigi Scalfaro, vista l’impossibilità di poter formare un nuovo governo, decide di convocare per il marzo 1995 nuove elezioni politiche. Candidato dell’Alleanza “Italia Unita”, sarà Achille Occhetto.
Marzo 1995: Italia Unita vince di nuovo le elezioni, ma solo alla Camera. Al Senato la maggioranza è di Centrodestra. Scalfaro decide di incaricare di nuovo Carlo Azeglio Ciampi, per formare un governo tecnico che salvi il Paese dal caos.
13 ottobre 1995: Ciampi vara un governo politico ma con tutti i leader dei partiti italiani sia di destra di sinistra. Gianni Letta rappresenta Berlusconi con il Ministero degli Esteri, D’Alema è il Ministro della Giustizia, Fini è il Ministro dell’Economia, mentre Pannella assume la carica di Ministro della Sanità. Unico partito che rifiuta di entrare al governo è la Lega di Umberto Bossi, che inizia ormai a contestare le fondamenta delle unità nazionale.
21 aprile 1996: Si va a votare per la terza volta ad elezioni politiche in tre anni. Leader dei Ds ( che hanno nuovamente cambiato nome) è Massimo D’Alema, visto che Occhetto si ritira dalla vita politica per motivi di salute. Berlusconi intanto affronta una lunga estenuante battaglia legale. La vittoria va ad Alleanza Nazionale, la supealleanza che comprende i Democratici di Destra di Fini e i Cristiano Democratici di Prodi e Casini. Presidente del Consiglio diviene Romano Prodi, vista la diffidenza, in ambito di politica estera, che si ha verso Fini, ex missino.
28 ottobre 1998: Dopo due anni di importanti successi in politica economica e in ambito europeo, cade il governo di Romano Prodi per un attacco dei franchi tiratori. Nuovo Premier è Gianfranco Fini che, come primo atto personale da Capo del Governo, si reca a pregare sulla tomba di Matteotti, il deputato socialista ucciso dalle squadracce fasciste nel 1924.
13 maggio 2001: In un mondo profondamente cambiato dal 1996, dove il presidente degli Usa è il democratico Al Gore, che ha battuto nel novembre 2000 il repubblicano Bush alle presidenziali, “L’Unione”, il nuovo nome dell’alleanza di centrosinistra vince le elezioni politiche generali. A Palazzo Chigi ritorna Silvio Berlusconi che porta al governo come ministro degli Esteri Walter Veltroni, per i Ds. Francesco Rutelli intanto è il nuovo segretario dei Democratici di Sinistra.
11 settembre 2001: Dopo un incredibile e spaventoso attacco agli Usa e all’Europa occidentale ( 19 aerei di linea vengono dirottati contro il World Trade Center, La Casa Bianca, la Torre Eiffel, Il Colosseo, Il Cremlino, Il Reichstag, Westminster e il palazzo dell’Unione Europea di Bruxelles) da parte del gruppo terroristico di Al Qaeda, Berlusconi chiama Gore per pianificare una reazione agli attacchi al terrorismo islamico. Fausto Bertinotti, leader di Rifondazione Comunista e noto pacifista afferma: “la guerra al terrorismo è una guerra giusta e di sinistra che verrà vinta”.
20 marzo 2003: Dopo un ultimatum delle Nazioni Unite all’Iraq, Saddam Hussein si dimette e fugge in Cina. Nuovo Presidente è il curdo Talabani. L’Iraq si avvia alla democrazia, senza spargimento di sangue grazie alla pressione armata occidentale. Il terrorista Zarqawi, inizia però a far saltare in aria iracheni per vendetta e per sabotare la democrazia etnica del nuovo paese risorto dopo anni di saddamismo.
11 marzo 2005: 1000 morti a Baghdad per un attacco con una arma al Sarin contro l’innocente popolazione irachena. L’autore è Zarqawi. L’Italia invia truppe da campo e medici della Croce Rossa per aiutare il popolo mesopotamico.
17 settembre 2005: Si svolgono le Primarie dell’Unione. Berlusconi deve fronteggiare Walter Veltroni e Bertinotti.
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Anche Sandro Degiani ha voluto scrivere una sua ucronia berlusconiana (senza nessun intento di proganda politica, intendiamoci!!). Eccola:
1974: una nave della Costa Crociere naufraga nel Mare dei Caraibi. Tutti salvi i passeggeri e l'equipaggio, ma risultano dispersi due animatori della nave, il cantante ed il pianista: certi Silvio e Piero Berlusconi.
Approfondite ricerche non portano a nessun risultato; i due vengono dichiarati "morti presunti" e la fresca società immobiliare di Silvio "Milano 2" fallisce. Il fallimento trascina con sé in un vortice anche il PSI di Craxi che aveva puntato su Berlusconi come "banchiere" del partito; senza più fondi derivanti da speculazioni edilizie, il PSI torna alla vecchia politica delle bustarelle e delle tangenti e il magistrato di Pietro inchioda sul banco degli imputati buona parte della classe politica italiana.
Questa volta a ribellarsi sono i quadri intermedi dei partiti, stanchi e disgustati dalla corruzione e dalla inamovibilità dei vertici politici. Uno dopo l'altro vengono indetti i Congressi Straordinari di tutti i Partiti di governo e di opposizione nella oramai celebre "Stagione dei Congressi".
Tutti i Consigli Direttivi vengono costretti alle dimissioni, e d alle votazioni emergono giovani e volti nuovi. A novembre, concluso l'ultimo Congresso, per la prima volta nella storia dopo il 1945 l'età media dei Segretari e Presidenti di Partito è inferiore ai 40 anni! Concordemente viene richiesto lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni, subito concesse dal Presidente Pertini. Il nuovo parlamento della cosiddetta Seconda Repubblica è equamente diviso tra schieramenti conservatori e progressisti, ma non c'è esacerbazione dello scontro. Viene invece varato un Governo di Coalizione Costituente, che vede tutti partiti concorrere ad un ridisegnamento del panorama politico italiano.
Vengono aboliti e soppressi 3700 Enti statali con Decreto Presidenziale, e sottoposta a referendum viene la Nuova Costituzione che prevede una Repubblica Presidenziale, un Parlamento monocamerale ed un Senato Federale per la legislazione locale. Alla pubblicazione dei risultati, prendendo atto della svolta, Pertini firma per primo la Nuova Costituzione e si dimette dichiarando: "Ho contribuito alla nascita di due costituzioni.. credo sia venuto per me il momento di ritirarmi dalla vita politica e scrivere le mie memorie!"
L'economia si riprende, la politica si ricollega al paese ma... un gruppo di sub italiani, sbarcando su un'isoletta dei Caraibi, trova il relitto di un pianoforte arenato sulla spiaggia e due barbuti individui che corrono verso di loro agitando le braccia. Sono SIlvio e Piero Berlusconi, rimasti per sette anni su un isolotto dopo essersi salvati dal naufragio aggrappandosi al pianoforte!
Il rientro dei due novelli Robinson in Italia è un trionfo, ma trovano un paese diverso. Berlusconi non è però il tipo da farsi intimidire, e sette anni sull'isola lo hanno temprato ed indurito. Ramazza un po' di denaro e nel 1984 riesce a comperare l'agonizzante Alfa Romeo. Chiama in azienda Forghieri strappandolo alla Ferrari e dichiara che l'Alfa dovrà tornare ad essere una automobile davanti a cui ci si deve levare il cappello!!
Due anni dopo presenta la "Arcore"" un coupé supersportivo con motore 12 cilindri di 3500 cc. e 500 Hp disegnato da Pininfarina ispirandosi alla Alfa 33 Stradale, e contemporaneamente annuncia il ritorno dell'Alfa in Formula Uno. L'anno dopo, il 1985, ingaggia uno sconosciuto corridore tedesco di F3, tale Micheal Schumacher, e vince il campionato dopo un epico scontro finale a Monza contro la Ferrari di Alboreto.
Nel 1987 l'Alfa ha il 12 % del mercato Italiano e il 34 % di quello Tedesco. L'Alfa nel 1988 lancia la nuova "GT Junior" una 1300 turbo a trazione integrale da 250 Hp e entra anche nei Rally. Nel 1990, facendo il bilancio di sei anni, Silvio Berlusconi produce oltre 3.500.000 automobili l'anno tra Arese, Pomigliano e la nuova fabbrica di Arcore sui capannoni delle ex-Gilera, ora diventata la più grossa fabbrica d'Europa con oltre 10.000 ettari di estensione e 95.000 dipendenti.
SIlvio è pronto per il grande passo, ispirato dal suo Direttore del Personale e vicepresidente Bossi (efficientissimo e famoso per assumere solo Padani DOC o extracomunitari che parlino il dialetto bergamasco). Berlusconi attende che la FIAT compia i 100 anni nel 1992 per annunciare che ne ha rilevato il pacchetto azionario di maggioranza anche grazie al matrimonio della figlia Barbara con Lapo Elkann. Viene nominato Amministratore Delegato di FIAT Auto Marcello dell'Utri che in due anni pilota la fusione completa di FIAT e Lancia nel Marchio Alfa Romeo, che adesso sfoggia orgogliosamente il vecchio logo del 1946 con la scritta "Milano" e il nodo sabaudo.
Si aggiungono alla lista dei siti produttivi, Mirafiori, Rivalta, Termoli, Pratola Serra, Athessa, la Polonia, San Paolo del Brasile, Belo Horizonte, la Turchia, e gli stabilimenti rilevati della Vaz in Russia, Tatra in India e Seat in Spagna. Nel 1995 il Gruppo Auto Biscione può contare su 6.000.000 di vetture prodotte ed è il secondo produttore europeo e il 6° mondiale. Ma Silvio non si ferma: forte di oltre 150 miliardi di Euro di fatturato, con l'appoggio del Governo Craxi sbarca il America ed acquista il pacchetto di maggioranza del Gruppo Chrysler ed interviene nel salvataggio del Gruppo Daewoo acquistando l'intera azienda.
Adesso che produce anche in estremo oriente e a Detroit, Silvio si lancia in una sarabanda di nuovi modelli che mettono in ginocchio e fanno confluire nel Gruppo Biscione Jaguar, Mercedes e BMW. Nel 2003 in Europa resistono solo i francesi della Renault per campanilismo e perchè statali, e la Volkswagen perchè in parte proprietà dei lander tedeschi, ma conservano solo una fetta dei mercati nazionali. Nel 2005 Silvio festeggia vent'anni di successi industriali e 15.000.000 di auto prodotte direttamente e 10.000.000 su joint venture. Indice una settimana di celebrazioni un po' pacchiana, tra ricevimenti, fuochi artificiali e l'esibizione di gruppi musicali in esclusiva (si riuniscono e suonano assieme per l'occasione, per una cifra mai svelata, i due Beatles superstiti). Ad una intervista alla domanda:
"Ma come le è venuto in mente, vent'anni fa, di lanciarsi in questa folle impresa?" risponde:
"...le confesso, volevo buttarmi in politica, ma poi ho pensato, c'è un mestiere che so fare bene... gestire e far crescere aziende... perchè andarmi a impelagare in un mestiere che non conosco e che forse non so fare?"

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Questa è poi l'idea di Damiano:
Mettiamo caso che l’Italia non si sia unita nel risorgimento. Arrivati negli anni '70 la penisola è ancora divisa e sebbene esista una lingua italiana “standard” (usata da intellettuali, politici e uomini d’affari), all’interno dei vari staterelli se ne parlano e scrivono diverse varianti spesso quasi inintelligibili tra loro.
Anche i mezzi di comunicazione seguono questa divisione: ogni stato ha i suoi giornali, radio e televisioni locali.
Un giorno, a metà degli anni ’70, un imprenditore del Regno Lombardo-Veneto di nome Silvio Berlusconi da vita a un progetto ambizioso: un canale televisivo che trasmetta in tutta Italia.
Berlusconi decide che questo nuovo canale (chiamato ReteItalia) avrà trasmissioni solo in Italiano standard, con una programmazione astutamente rivolta al pubblico giovanile.
Inizialmente la rete parte in sordina, ma diventa nel giro di un anno la rete televisiva più seguita dai giovani: la sua programmazione oltre a film e telefilm stranieri (tutti doppiati in Italiano standard) prevede soprattutto spettacoli e trasmissioni che presentano conduttori, ospiti e pubblico provenienti da ogni parte della penisola.
Nel giro di dieci anni Rete Italia (a cui seguiranno Rete Italia 2 e Rete Italia 3) allenta le barriere linguistiche e culturali tra i vari stati Italiani.
All’inizio degli anni novanta inizia sulle reti di Berlusconi una sottile campagna mediatica tesa a celebrare i legami culturali e sociali dei popoli italiani. Vengono prodotte fiction e film che celebrano personaggi storici o gli eroi sconfitti del risorgimento e che instillano l’idea che la divisione tra gli Stati Italiani sia una cosa innaturale e imposta dagli altri popoli.
Nel 1994 Berlusconi annuncia la nascita di un movimento politico (chiamato "Viva l’Italia") che ha come obbiettivo la creazione di una Unione degli Stati Italiani.
Che dite? Ce la farà?
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Così gli replica Falecius:
Se l'America lo vuole, sì. Naturalmente, c'è da vedere come l' equilibrio di potere in Europa è alterato dall'assenza di una Italia unita. Che avrebbe immediate ripercussioni sull'unificazione della Germania (che comunque potrebbe avvenire, ma non necessariamente a guida prussiana, e comunque difficilmente con una conquista della Alsazia-Lorena). Per non parlare del fatto che una assenza dell'Italia cambierebbe la Prima Guerra mondiale a livello sia di schieramenti che di risultato (una eventuale alleanza austro-tedesca sarebbe decisamente avvantaggiata senza un fronte alpino) e probabilmente la stessa sopravvivenza dell'Austria che tu sembri postulare avrebbe effetti tali da rendere perfino possibile una situazione dove l'America non sia la potenza regionale dominante dell'Europa Occidentale (credo che al suo posto ci potrebbero essere la Germania o meno probabilmente la Russia, sono più scettico su Francia o Gran Bretagna ma non le escludo)
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Ed ecco invece un'ucronia "melandriana" e "rosa" di Demofilo, che nel testo ha voluto inserire anche se stesso:
30 luglio 2007: a sorpresa Giovanna Melandri, ministro per lo sport e le attività giovanili del secondo esecutivo guidato da Romano Prodi, si candida alla segreteria del Partito Democratico. La Melandri riceve l'appoggio di Rosy Bindi, ministro per la famiglia, che rinuncia alla corsa per la segretaria, di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo dell'Ulivo al Senato, e a sorpresa anche quello di Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: nasce il ticket Melandri-Letta, che si contrappone a quello tra Walter Veltroni e Dario Franceschini, all'accoppiata Marco Pannella-Emma Bonino, alla candidatura di Antonio Di Pietro e alle personalità della società civile come Mario Adinolfi, Pier Giorgio Gawronski e Jacopo Gavazzoli Schettini. La candidatura di Giovanna Melandri riceve l'appoggio di molti esponenti del centro-sinistra, compresa la moglie del presidente del consiglio, Flavia Franzoni Prodi.
14 ottobre 2007: elezioni primarie per il segretario del Partito Democratico e per l'Assemblea Costituente Nazionale. File fuori dai seggi e tanta voglia di "partecipazione democratica": circa quattro milioni e mezzo di elettori, altro grande successo della primarie dopo quelle del 15 ottobre 2005. Giovanna Melandri raccoglie il 50,3% dei voti, la maggioranza assoluta, mentre Walter Veltroni si ferma al 41,9% e gli altri hanno percentuali basse.
27 ottobre 2007: Romano
Prodi, presidente del consiglio e presidente dell'Assemblea Costituente del
Partito Democratico, proclama ufficialmente Giovanna Melandri segretario del
Partito Democratico. Enrico Letta viene eletto vice-segretario, Prodi per
ovazione presidente onorario e "padre nobile dell'Ulivo e del Partito
Democratico"; è ratificato lo statuto, il manifesto politico e il
programma di governo.
A questo punto il nuovo leader del
principale partito dell'Unione di centro-sinistra ritiene necessaria la
continuazione del governo presieduto da Romano Prodi, il quale, tra molte
difficoltà, regge fino alla primavera del 2011, quando il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano scioglie le camere ed indice nuove elezioni
politiche. Giovanna Melandri viene ufficialmente candidata alla presidenza del
consiglio dal Partito Democratico, dal Partito Socialista di Enrico Boselli e
dalla Federazione Democratica di Centro di Savino Pezzotta. A destra il Partito
delle Libertà, la Destra di Francesco Storace e la Lega di Roberto Maroni
candidano Michela Vittoria Barmbilla mentre a sinistra la Federazione della
Sinistra Unita candida la verde Grazia Francescato: per la prima volta nella
storia della Repubblica Italiana, le tre candidate al Palazzo Chigi sono donne.
10 aprile 2011: Elezioni Politiche. Vince la Melandri e la sua coalizione di centro-sinistra con il 49,5%, la Brambilla si ferma al 35,4% e la Francescato racimola il 15,1%.
29 aprile 2011: Livia Turco eletta presidente del Senato della Repubblica, Rosy Bindi eletta presidente della Camera dei Deputati.
5 maggio 2011: solenne giuramento al Palazzo del Quirinale del governo Melandri nella mani del Presidente Napolitano. Giovanna Melandri presidente del Consiglio, Enrico Letta vicepresidente e ministro degli affari esteri, Anna Finocchiaro ministro dell'interno, Mario Monti ministro dell'economia e delle finanze, Pierluigi Bersani ministro per lo sviluppo economico, Barbara Pollastrini ministro per la pubblica istruzione, Linda Lanzillotta ministro per l'università e la ricerca, Maria Paola Merloni ministro per il commercio e le politiche comunitarie, Emma Bonino ministro per gli affari regionali, Paolo Gentiloni ministro per le comunicazioni, Enrico Boselli ministro per la grazia e giustizia, Paolo De Castro ministro delle risorse agrarie, marittime e forestali, Ermete Realacci ministro per l'ambiente, Bruno Tabacci ministro per l'innovazione tecnologica e della pubblica amministrazione.
15 giugno 2011: apertura dei lavori del G8 a Villaverla, in provincia di Vicenza, che si svolgeranno nella splendida villa Ghellini di Antonio Pizzocaro. Il sindaco di centro-sinistra Andrea Demofilo, insieme al presidente della repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del consiglio Giovanna Melandri, accoglie i capi di stato e di governo dei paesi più industrializzati: da ricordare Hillary Clinton, presidente degli Stati Uniti d'America, Angela Merkel, cancelliere della Germania e Ségolène Royal, presidente della Quinta Repubblica Francese.
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Passiamo ora a questa "ucronia grillesca" molto d'attualità, pensata ancora da Ipotetico Sole:
4 maggio 2008: al primo turno delle elezioni amministrative. Le liste civiche del V-Day che fanno riferimento a Beppe Grillo, raggiungono il 34,5% nel paese.
11 maggio 2008: Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano convoca al Quirinale, per consultazioni e per conoscerlo meglio, l'ex comico genovese.
16 maggio 2008: Romano Prodi cade sulla politica estera, al Senato. Il Polo chiede le elezioni anticipate. Napolitano apre le consultazioni.
23 maggio 2008: a sorpresa Walter Veltroni, chiamato al Quirinale, fa il nome di Grillo come possibile presidente di un governo di garanzia che porti il Paese alle urne. Grillo dal suo eremo di Genova rifiuta, ma fa il nome di Marco Travaglio.
30 maggio 2008: Travaglio viene chiamato al Quirinale. Il centrosinistra è pronto a sostenerlo, ma anche Gianfranco Fini a sorpresa ha detto che al Senato lo voterà.
9 giugno 2008: Nasce il governo di Marco Travaglio, fuori l'Udeur di Mastella, Forza Italia, e UDC; per il resto appoggio esterno da parte di tutti.
14 luglio 2008: Vengono approvate in tempi record le proposte del V-Day. Travaglio si dimette e va da Napolitano a chiedere le elezioni anticipate.
21 settembre 2008: si va a votare per le politiche. V-Day è oramai una lista civica nazionale e a guidarla, con un sistema elettorale alla tedesca, è lo stesso Beppe Grillo che nel frattempo decide di candidarsi, dopo che ha spiegato agli italiani cosa successe nel 1980 in quell'incidente stradale.
14 ottobre 2008: Dopo un risultato mostruoso (50,1%) il leader della lista V-Day riceve da Napolitano l'incarico di formare il nuovo governo.
31 dicembre 2008: Giorgio Napolitano annuncia nel suo discorso di fine anno le sue dimissioni da Presidente della Repubblica, per coerenza con un nuovo corso repubblicano avviato dalla vittoria grilliana. Nel discorso rileva che comunque "l'antipolitica non esiste, ma esiste solo un diverso modo di fare politica, e di questo Grillo dovrà tenerne conto nel suo lavoro".
20 gennaio 2009: Antonio Di Pietro viene eletto Presidente della Repubblica, a maggioranza assoluta.
20 febbraio 2010: Grillo dichiara che rinegozierà con gli Usa l'adesione dell'Italia alla Nato.
21 febbraio 2010: Il presidente degli Usa, Barak Obama, decide di rispondere a Grillo ricordando come la Nato abbia salvato l'Europa, ma allo stesso concorda sulla decisione grilliana. Nascerà la forza euro-americana, con pari dignità.
23 marzo 2010: Beppe Grillo va a Washington da Obama. Sarkozy decide di partire per gli Usa per fare da mediatore tra Italia e Usa.
24 aprile 2010: Silvio Berlusconi, dopo una lunga malattia, muore ad Arcore. Forza Italia ne risente. Nasce il Partito delle Libertà, con Gianfranco Fini leader.
27 maggio 2010: Walter Veltroni, leader del Partito Democratico e dell'opposizione di centrosinistra, abbandona la politica e parte per Nairobi dove trascorrerà il resto della sua vita con la famiglia.
30 maggio 2010: Enrico Letta diviene nuovo leader del PD e sottoscrive con Gianfranco Fini un patto per una opposizione democratica al governo grilliano.
2 settembre 2010: Grillo recede dall'idea di abbandonare l'alleanza con gli Usa.
3 novembre 2010: L'Iran lancia una bomba atomica su Tel Aviv. Grillo decide che l'Italia parteciperà alla ricostruzione di Israele.
3 dicembre 2011: Grillo si dimette per motivi di salute. Daniele Luttazzi è il nuovo premier.
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Ma Sandro Degiani ha voluto dire la sua anche a questo proposito:
E se invece Grillo fonda un partito, vince le elezioni, e il Comico al Potere dichiara guerra al Sistema?
Nuova legge elettorale votata con l’appoggio delle Lega Nord (insieme ai “grilletti” di Grillo fanno il 78 % della Camera e il 75 del Senato, quindi i due terzi sono sicuri). Nuove elezioni con liste certificate….. e nascono nuovi partiti di ispirazione “televisiva”:
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> Il Partito delle Iene – con il programma: …noi ve lo diciamo subito, guerra ai truffatori e cattivi con tutti!
> Il Partito delle Veline – Giovani Donne d’Italia unitevi…. Non non vogliamo diventare come la Brambilla, noi vogliamo diventare come Ambra!
> Il Partito degli Enigmi – Basta con i segreti e le manovre sotterranee, basta con la ipocrita finzione delle legge sulla privacy ed il Segreto di Stato, noi vogliamo sapere tutto di tutti…
> Il Partito del Quark – Leader Piero Angela – Più istruzione, più scuola, più scienza…. Ma che faccia spettacolo. I Professori saranno reclutati tra artisti circensi, attori e banditori da fiera.
> Forza Azzurri (in cui confluisce Forza Italia) – Presidente Del Piero,- Calciatori professionisti e dilettanti, unitevi sotto al segno del pallone e dello stellone e diamo un Calcio alla Vecchia Politica in grigio… a Montecitorio si va con la maglia e i calzoncini…. e bevete tanto che fate Plin plin..!
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A Grillo il presidente Del Piero alla cerimonia di insediamento del nuovo parlamento dona la sua maglia con il n° 10. Diventa Presidente delle Repubblica Pippo Baudo, personalità di indubbia rettitudine e carisma.
L’Italia guarda perplessa la bailamme, scuote la testa e come sempre se la cava da sola… tira avanti come prima ma adesso ha una attrazione in più. Le sedute Parlamentari diventano uno spettacolo circense senza eguali. Vengono trasmesse in Mondovisione perché sono uno spettacolo live che non ha riscontri nel mondo. E non si sa mai chi comincia e come va a finire… niente copioni, si improvvisa ogni giorno.
Il giorno che arriva Bush a sorpresa Grillo fa intonare alla banda la Marcia di Topolino (un chiaro richiamo al film “Full Metal Jacked”), ottenendo la risalita del Presidente sull'Air Force One e la sua ripartenza nel giro di tre minuti… l’audience supera il 92%. Due miliardi e mezzo di persone collegate assistono all’evento, di cui oltre un miliardo via Internet dal Blog di Grillo.
L’Italia diventa la capofila dell’Antimperialismo, Putin ci sconta del 30 % il Gas russo, Gheddafi raddoppia a sue spese il gasdotto Libico, L’Iran ci nomina “nazione amica” e fornitore preferenziale di tecnologia e manufatti, la FIAT sbarca l’anno dopo a Teheran e inizia a motorizzare i paesi arabi con una versione cassonata (tipo pickup) del Doblò che può montare mitragliatrici Beretta e Franci e cannoni leggeri Otomelara.
I diritti televisivi in cinque anni assommano a oltre 3500 miliardi di Euro pagati da oltre 120 catene televisive per 8 ore di collegamento in diretta con Montecitorio. Il Messaggio alla Nazione di Grillo da solo viene venduto a 400 Miliardi di Euro ed è la trasmissione più vista dal Pianeta.
Così Grillo si ripresenta al termine del suo mandato con i libri contabili a posto e il plauso dell’Europa che non ha mai visto un risanamento economico fatto, gestito e dovuto ESCLUSIVAMENTE all’impegno della classe politica ed alla indubbia qualità di istrione del suo Leader.
L’Italia ha continuato indisturbata ad evadere le tasse (che in realtà sono diminuite), a fare lavoro in nero, a speculare come prima… ma adesso sta molto meglio… e così a Grillo viene rinnovata la fiducia degli elettori con un plebiscito che lo riporta al Governo per altri 5 anni…..
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Chiudiamo con questa proposta fantatelevisiva di Demofilo, evidentemente poco amante di Italia 1 e dei programmi da essa trasmessi:
15 gennaio 2008, il disegno di legge di riforma delle rete televisive firmato dal ministro per le telecomunicazioni Paolo Gentiloni approda al Senato tra le mille polemiche e l'ostruzionismo dell'opposizione. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dichiara che "porterà in piazza dieci milioni di cittadini per salvare le mie televisioni" . Freddezza con l'Udc di Pierferdinando Casini che dichiara che non andrà mai in piazza per difendere gli interessi privati di qualcuno che di soldi ne ha a palate.
17 gennaio 2008, il disegno di legge Gentiloni passa con i 157 voti dell'Unione di centro-sinistra, il voto favorevole dei senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini mentre la destra vota contro e l'Udc esce dall'aula in segno di protesta contro le dichiarazioni di Berlusconi.
18 gennaio 2008, la manifestazione della Casa delle Libertà, organizzata da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord contro la riforma Gentiloni, a Piazza San Giovanni è un autentico flop di partecipazione. Il presidente del consiglio, Romano Prodi, dopo aver partecipato alla santa messa nella Chiesa del Gesù a Roma in ricordo di don Luigi Sturzo nell'ottantanovesimo anniversario della fondazione del Partito Popolare, dichiara che "è una legge democratica e pluralista".
24 gennaio 2008, la riforma Gentiloni approda alla Camera dei Deputati e durante la discussioni sono assenti i deputati dell'Udc e il suo leader Casini. Ostruzionismo delle opposizioni, in particolare di Forza Italia.
26 gennaio 2008, il disegno di legge Gentiloni viene approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati.
10 febbario 2008, la Gazzetta Ufficiale pubblica la nuova legge che regola il mercato radiotelevisivo: secondo la riforma Gentiloni ogni azienda televisiva deve avere un massimo di due canali nazionali in modo da consentire una maggiore concorrenza tra le aziende televisive.
15 febbraio 2008, il Consiglio di Amministrazione della Rai, Radio Televisione Italiana, decide che sarà RaiDue ad andare sul satellite, mentre la rete ammiraglia, RaiUno, e la rete culturale e di approfondimento, RaiTre, non vengono toccate.
22 febbrario 2008, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri dichiara che nessuno chiuderà una rete di Mediaset, "televisione delle libertà". Manifestazioni del cosiddetti "Circoli della Libertà" di Michela Vittoria Brambilla contro la riforma Gentiloni davanti a Palazzo Chigi.
1 marzo 2008, di fronte ad una forte pressione, Confalonieri decide di mantenere Canale 5 e Rete 4, ma non parla di Italia 1. Studio Aperto e le altre trasmissioni della terza rete di Mediaset non se la prendono con Confalonieri, che la scaricato l'ente televisivo, ma accusano "il governo dei comunisti" e vengono lanciati proclami a "prendere le armi per salvare Italia 1".
17 marzo 2008, il ministro dell'interno Giuliano Amato invia reparti della polizia per chiudere ufficialmente gli studi di Cologno Monzese e di Roma di Italia 1 mentre lo stesso Confalonieri deve firmare un documento in cui ufficializza che le reti che restano sono Canale 5 e Rete 4: Italia 1 è chiusa!