di Homer
Se I Visconti e i loro Successori Sforza unificano l’intera Lombardia e Piemonte, relegando i Savoia oltralpe, e soprattutto mantenendo il controllo di Genova e Bologna in unione personale, per poi l’annessione definitiva nel XVI secolo cosa succede? Si potrebbe parlare di Italia con qualche secolo d’anticipo?
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1402-1412: Apogeo della potenza Viscontea: l’intera Lombardia, con Novara, Ossola, Ticino, Vercelli, Veneto Occidentale, Emilia, Bassa Padana e grandi porzioni della Toscana (Siena e Pisa in primis) e pure Bologna. Alla morte del Duca Gian Galeazzo, il ducato rischia seriamente di sfaldarsi, ma fortunosamente Giovanni Maria mantiene l’interezza della Lombardia e Pontremoli con una rete di alleanze, offrendo la libertà a Pisa e Bologna, mantenendo il controllo di Genova in via indiretta e cedendo Padova a Venezia. Vengono invece perse definitivamente l’Emilia e la Bassa Padana, come pure il Veneto, che sollevatosi sotto un Dalla Scala si riunisce attorno a Verona.
1402: L’erede di Gian Galeazzo, Giovanni Maria, appena tredicenne si appoggia alla madre Caterina e cresce fuori dalle ribalderie e crudeltà di Facino Cane che nella nostra LT ha tanto influenzato negativamente il Duca, le lotte interne al Ducato sono violente ma il giovane Duca si dimostra uomo di polso…
1406: Sconfitte le opposizioni all’interno del Ducato vero e proprio (Lombardia Occidentale,Novara,Ticino e Emilia), Giovanni Maria si occupa di Facino Cane e delle zone annesse. Cane viene ucciso a tradimento e sua moglie Beatrice di Tenda viene data in sposa a Filippo Maria Sforza, fratello del duca. Le rivolte in Toscana sono fomentate dai Fiorentini e città come Perugia e Siena, fin troppo lontane e indifendibili riacquistano la loro autonomia, altre città come Pisa che riceve dal Duca in persona la autonomia in cambio della promessa di appoggiare il Ducato nel caso di una guerra contro Firenze e alla rinuncia di ogni pretesa su Pontremoli, che è assediata da Lucca, resasi libera grazie all’intervento Fiorentino. Così i Pisani e il Ducato ingaggiano una guerra contro Lucca e Firenze, appoggiate da Venezia e da Siena. La guerra finisce rapidamente grazie al mancato intervento Veneto: il Duca ha ceduto Padova a Venezia in cambio della neutralità e della rinuncia ad ogni interesse oltre il Mincio. Così Pontremoli viene mantenuta e per non inimicarsi tutta la Toscana (Firenze in primis), Lucca mantiene l’indipendenza.
1407-1409: Se Padova finisce in mano a Venezia, tutto il Veneto è in subbuglio, e così un tale, proclamatosi erede degli Scaligeri ottiene la signoria di Verona e con intrighi e alleanze rovesciate ottiene sia Vicenza sia Belluno. Il Duca non può che restare basito di fronte al fatto compiuto e accettare la perdita dei due territori. Bologna si solleva come Reggio Emilia, a Reggio la resistenza è sanguinosa ma la città è espugnata dai ribelli, che per evitare la ritorsione chiedono la protezione Estense, che la ricompensano con l’occupazione. Parma si ribella e trascina con sé tutta il Ducato a sud del Po. I Troppi nemici convincono il Duca a lasciar correre e a concentrarsi al nucleo dello stato. Cede dunque la potestà di Bologna ai Bentivoglio e la città stipula un patto di non aggressione ventennale. A Genova è concesso l’autogoverno, ma è comunque presente una folta guarnigione milanese in città, a Savona e in altri porti importanti della Liguria.
1410: Tentativo di riannettere Piacenza, ma Verona e Savoia intervengono in prima persona, costringendo i Viscontei alla ritirata. Trattato d’amicizia con Venezia, con la clausola d’appoggio Veneto in caso di guerra con Firenze o Savoia, e d’appoggio Milanese in caso di guerra con Verona o con Ferrara. Asti, appena liberata dal dominio milanese è inghiottita dal Monferrato. Bologna inizia una guerra ventennale con le varie signorie Romagnole, che cercano spesso l’appoggio milanese, sempre respinto, tutto in vantaggi al rapporto tra Milano e Bologna.
1412: Il Duca muore senza figli, gli succede allora il fratello Filippo Maria, che consolida grazie al matrimonio con Beatrice di Tenda la posizione economica e politica del Ducato.
1423-1429: Alla morte di Giorgio Ordelaffi, signore di Forlì, in guerra con Bologna, Filippo si trova in una situazione che riesce a sfruttare in proprio vantaggio: essendo tutore del giovane signore di Forlì, Tebaldo, cede la città a Bologna in cambio di un alleanza contro Verona che intanto era sconfinata in territorio Veneziano, causando l’ingresso di Milano nel conflitto: Il Dalla Scala viene sconfitto e decapitato e i suoi domini vengono spartiti tra Venezia (Vicenza e Belluno), mentre Verona diventa uno stato fantoccio sotto il controllo di Milano. L’espansionismo Milanese è captato dai Fiorentini che le dichiarano guerra, causando l’ingresso di Venezia nel nuovo conflitto. Così i Milanesi e i Veneziani affrontano le soldataglie Fiorentine e Emiliane (Parma,Piacenza) a Pontremoli nel 1427, dove la vittoria Lombardo-Veneta è schiacciante (Maclodio al contrario), così Milano si riannette Piacenza e Parma e le velleità fiorentine spariscono dimenticate. Tortona fa atto di sottomissione tornando Milanese. Finisce la ventennale guerra tra Bologna e la Romagna, con l’annientamento della famiglia Bentivoglio, così Bologna fa atto di sottomissione e il Duca diviene signore della città in unione Personale.
1431: Un Papa Veneziano benedice l’operato di Milano e Venezia, scatenando le Ire di Savoia, Monferrato e Ferrara, scatenando così una altra guerra totale in Italia. I Savoiardi e i Monferrini marciano su Vercelli e Alessandria, che si è schierata con Milano. Ferrara invece attacca Bologna e invade il Polesine. Verona si schiera con Ferrara occupando Vicenza. La situazione è disperata per i Milanesi e per i Veneti. Bologna è caduta in mano ai nemici, come Vercelli,Vicenza e l’alleata Alessandria. Il Duca sposò la giovanissima Bianca di Savoia, rovesciando così l’alleanza Monferrino-Savoiarda causando la spartizione del Monferrato e l’uscita di scena della Savoia dal conflitto. Lo spostamento immediato di tutte le forze milanesi sul fronte veneto ed emiliano portarono alla rapida fine della guerra con l’annessione di Verona a Venezia e di Reggio e Modena a Milano. Firenze con un colpo di mano spazza via l’ormai debole Pisa, che i suoi protettori milanesi non possono aiutare.
1447: Il Duca, senza eredi maschi muore, ma ha lasciato chiaramente scritto che il suo successore è il marito di sua figlia, Bianca Maria, ergo il valente condottiero, Francesco Sforza è il nuovo Duca di Milano, sia i Francesi sia altre fazioni come quella Aragonese vorrebbero un Duca diverso, ma Milano è abbastanza potente e solida da poter resistere a tutti e due così non abbiamo grossi traumi nel passaggio dinastico.
1454: Le maggiori potenze Italiane si riuniscono a Lodi. L’incontro, promosso da Cosimo de’Medici e Francesco Sforza è un successo, lo status quo è mantenuto e si fa fronte comune nel caso di ingerenze straniere.
1466: Il Duca Francesco muore e il giovane Galeazzo Maria rientra in incognito dalla Francia, dove era stato mandato in appoggio a Luigi XI nella sua lotta contro Carlo il Temerario, entra da Porta Ticinese nella città acclamato dalla folla. Introdurrà il “Testone” nel 1470 e lotterà contro la nobiltà milanese, che lo fa pugnalare nel 1476.
1476: Il piccolo Gian Galeazzo Maria è il nuovo duca e varie città tentano immediatamente di scivolare via dal giogo lombardo-veneto, così Verona,Modena,Asti e Alessandria si svincolano subito da Milano.
1480: Ludovico il Moro, fratello del Duca Francesco assume la reggenza del Ducato cacciando la madre del Duca, Bona di Savoia, causando attriti col vicino d’Oltralpe. Per ottenere il titolo vero e proprio di Duca, si allea con il Re di Francia Carlo VIII e con l’Imperatore Massimiliano, che dietro una valanga di denaro lo crea Duca di Milano. Frattanto, Isabella d’Aragona voleva che il vero Duca, Gian Galeazzo, ottenesse il potere e chiese l’aiuto del Nonno, Ferdinando I, re di Napoli. Così Ludovico chiamò i Francesi di Carlo VIII in Italia. Nel frattempo le terre Milanesi in rivolta vennero tutte riconquistate un po’ con il denaro un po’ con la forza…
1494: La discesa dei Francesi è travolgente, Napoli è conquistata facilmente, troppo facilmente a parere di Ludovico… Con Gian Galeazzo morto non gli servono più i Francesi e quindi rovescia l’alleanza e nel 1495, alleato con Mantova e i Veneziani infligge una sconfitta ai Francesi presso Fornovo, costringendo Carlo VIII alla ritirata in Francia. Intanto Pisa si era ribellata a Firenze, per la sua mancata adesione alla lega antifrancese, e così sia Venezia sia Milano inviarono forze per ottenere il controllo della città. Pisa si liberò ma preferì la tutela veneta a quella milanese, nonostante i buonissimi rapporti dall’indipendenza. Ludovico allora lasciò correre ottenendo l’appoggio veneziano nel caso della discesa del nuovo Re di Francia, Luigi XII, che vantava diritti su Milano, essendo nipote di Valentina Visconti.
1498: Luigi XII scende in Italia, i Milanesi resistono, appoggiati dai Veneziani, ma il popolo Lombardo, oppresso dalle tasse e dalla fame si solleva e Venezia sfrutta la situazione a suo vantaggio, in un valzer d’alleanze, passando così dalla parte dei Francesi e sconfiggendo Ludovico che ripara presso l’Imperatore. I Francesi ottengono Milano, ma devono cedere ai Veneziani tutta la Lombardia Orientale (Bergamo e Brescia), Asti e Alessandria alla Savoia e liberare le città emiliane, con il ritorno di Modena agli Estensi.
1500: Ludovico tenta con un esercito di Svizzeri d’impadronirsi nuovamente del Ducato ma alla fine viene catturato dai Francesi a Novara e morirà in Esilio in Francia nel 1508. Una Venezia indebolita dalla guerra con i Turchi vide sollevare sia Brescia sia Bergamo che si eressero in una repubblica Lombarda, sotto tutela Francese.
1512-1515: Il figlio di Ludovico il Moro, Massimiliano, scende in Italia con un grande contingente di Svizzeri nell’ambito della Lega Santa in funzione antifrancese, il Ducato è però dominato dagli Svizzeri stessi. Nel 1515 Francesco I di Francia scese con un esercito immenso e alleato ai Veneziani spazzò via gli Svizzeri a Melegnano, riottenendo la signoria di Milano ma mantenendo la Repubblica Lombarda, cedendone la tutela a quella Veneta, senza però cederla. In questo periodo sono nuovamente strappate ai Savoia Asti e Alessandria. Genova torna sotto il controllo di una potenza straniera, la Francia, che la controlla tramite Milano.
1525: Carlo V sconfigge i Francesi a Pavia e cede Milano a Francesco II Sforza, a cui da in sposa la nipote Cristina di Danimarca, di appena nove anni. La repubblica Lombarda è annessa a Venezia. Con l’appoggio di Carlo V, il Duca riconquista diverse città che si erano sottratte dal dominio Lombardo, come Parma e Piacenza.
1535: Il Duca muore, lasciando sola Cristiana di Danimarca, peraltro ancora molto giovane ed incinta alla guida del Ducato, la giovane s’appoggia allo zio Carlo V e mantiene il Ducato fuori dalle mire espansionistiche Francesi e Venete, protetta dal grande Imperatore, da alla luce nel 1536 il nuovo erede, Ludovico II Sforza, anche se vi sono forti dubbi riguardo la paternità del Duca precedente. In realtà la città è governata da Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V.
1535-1551: Per il Ducato è un periodo di relativa pace, a parte la repressione dei circoli aderenti alla riforma nei Grigioni e in Valtellina, il re d’Italia ed Imperatore Carlo V non si dedica più di tanto alla città e allora nel 1551, con una rivolta di popolo il sedicenne Ludovico II Sforza diventa Duca in modo effettivo.
1551-1559: Questa guerra, ancora combattuta in Italia e nelle Fiandre, vede il Ducato a fianco degli Spagnoli e il successo di San Quintino vede la rinascita del Monferrato in mano ai Gonzaga e il ritorno del Piemonte,Nizza e Savoia a Emanuele Filiberto di Savoia, il grande vincitore di San Quintino. Venezia, attaccata su tutti i fronti deve cedere Bergamo a Milano, che ottiene anche il controllo di Genova in vece spagnola e di Bologna, ceduta dal Papa.
1559-1600: Guerre tra Savoia e Milano per il possesso di Vercelli e Ossola, le forze Savoiarde non riescono ad avanzare e nel 1588 abbiamo il contrattacco dei Milanesi, appoggiati dalla Francia che vuole riottenere Nizza e Savoia, così il successore di Ludovico II, Francesco III, giunge a Torino e con il Trattato di Varese nel 1590, i domini dei Savoia sono spartiti tra Francia e Milano, il Piemonte a Milano, la Savoia alla Francia, mentre Nizza rimane Savoiarda.
1600-1648: I Legami con la Spagna si fanno più forti e questo inimica la Francia, nel 1604 muore Francesco III, gli succede Giovanni Maria II. La Guerra dei Trenta anni vede Milano alleata alla Lega Cattolica e alla Spagna, e con l’ingresso della Francia nel conflitto nel 1635, la guerra colpì pure i domini sforzeschi. Alla fine alla pace di Westfalia Milano se la cava con la cessione del controllo di Genova alla Francia, ma ha mano larga in Italia, dopo che la Spagna ha iniziato la sua parabola discendente. La guerra di successione del Monferrato porta alla spartizione tra Francia,Savoia e Milano, la Savoia cede le sue terre monferrine a Milano in cambio della Corsica.
1651: Muore Giovanni Maria II, gli succede il figlio Francesco IV, che annette le terre dei Malaspina, ottenendo finalmente lo sbocco diretto sul mare.
1660: I Savoia perdono di nuovo la Corsica, che si erige indipendente, Genova chiama in ballo Milano, dopo che la Francia si è rifiutata di intervenire, così le Forze Lombarde sbarcano e nel 1663 hanno rioccupato l’Isola. Che da allora sarà sempre territorio italiano e milanese. Fine dell’Egemonia Francese su Genova.
1664-1700: Periodo di Pace e sviluppo economico sotto Francesco IV e Ludovico III
1701-1714: Inizio della Guerra di Successione Spagnola, Milano e Savoia si schierano con l’Austria, lasciando passare le Forze di Eugenio di Savoia in Italia. Gli Austriaci prendono facilmente possesso di Mantova e di Ferrara. Alla fine del conflitto i Savoia sono restaurati in Savoia e Valle d’Aosta e gli viene donata la Sicilia (scambiata con la Sardegna), ottenendo il titolo Regio, come Milano che si annette Mantova e Genova, mentre Ferrara va al Papa e Modena diventa un ducato.
1733-1739: La guerra di Successione Polacca combattuta da Milano al fianco dei Francesi porta alla annessione di Modena e Parma sotto il dominio di Re Francesco V.
1740-1748: La guerra di Successione Austriaca, combattuta a fianco dell’Austria porta Milano a occupare Brescia e la repubblica di Lucca, diventando Regno di Lombardia, i vicini Savoia si rafforzano e diventano una dinastia potente nella Francia Sudoccidentale, italianizzando la Savoia e parte del Delfinato che hanno annesso.
1749-1789: Riassestamento delle Finanze nella Lombardia sotto Re Giovanni Maria IV e Re Francesco VI
1789: Le idee rivoluzionarie Francesi portano alla guerra tra Savoia e Francia Repubblicana, che alleata alla Lombardia, l’unico stato oltre all’Inghilterra aperto alle idee moderne, fa a pezzi i Savoia che fuggono in Sardegna. Nizza e Aosta vanno alla Lombardia. Un giovane tenente Corso si distingue nelle operazioni dell’assedio di Grenoble, è Napoleone Buonaparte, tenente d’artiglieria dell’esercito Lombardo
1790-1796: Gli Sforza sono scacciati dopo che soldati Francesi hanno portato gli ideali illuministici e sorge così la Repubblica Lombarda, collegata alla Francia, che con la sua Armata d’Italia si unisce ai Milanesi sul fronte Veneto, dove sono scesi gli Austriaci. Buonaparte conduce le forze Lombarde contro i Pontifici e i Toscano-Austriaci, ottenendo prestigiose vittorie che lo fanno diventare grande agli occhi del Popolo e pericoloso agli occhi del Direttorio sia Francese sia Lombardo… Buonaparte guida i Lombardo-Francesi in Veneto, sconfiggendo gli Austriaci ad Arcole ed entrando nelle Venezie. Con il Trattato di Campoformio i Francesi cedettero Venezia all’Austria pugnalando alle spalle i Lombardi, che infuriati videro il Direttorio come uno strumento francese e non come un governo lombardo indipendente dalla Francia. Buonaparte inizia la sua ascesa e per frenarlo il Direttorio Lombardo lo invia a schiarirsi le idee in Francia accanto ai soldati Gallici nel nord, contro i Prussiani.
1797-1800: La Francia stringe nella morsa la Lombardia e se la annette con grandi proteste dei locali nel 1797, Buonaparte sfrutta la situazione e rientrato in Piemonte viene acclamato dalle truppe Lombarde Re d’Italia, solidarietà anche da parte dell’Austria che nel 1798 aiuta il Piccolo Caporale a ottenere la Corona di Re di Lombardia. Il Re di Lombardia ottiene dalla Austria il controllo della Toscana in cambio della Neutralità e della mutua alleanza difensiva in funzione antifrancese. Così il Buonaparte difende l’Austria dall’Impeto Francese, facendole da scudo e ricevendo assicurazioni riguardo la cessione di Venezia o la rinascita della Repubblica Veneta.
1801-1802: La morsa inizia a stringersi attorno alla Francia Rivoluzionaria, quando la repubblica sorella di Svizzera è conquistata dal Buonaparte per conto della Coalizione. La repubblica Francese rischia il tracollo.
1803-1804: La Gran Bretagna dichiara guerra alla Francia e Buonaparte entra nel Delfinato e nella Savoia, ottenendo il consenso delle ormai quasi italianizzate popolazioni, la Repubblica inizia a crollare su sé stessa, mentre l’Austria prepara l’ennesimo intrigo a danno della Lombardia.
1805-1806: La Francia sia arrende, cede la Savoia alla Lombardia, con le proteste dei Re di Sardegna, e abbandona tutte le conquiste precedenti. Nel 1806 forze Austriache e Prussiane entrano in Lombardia da Veneto,Svizzera e Tirolo. Napoleone tenta di difendersi ma è impossibilitato ed è costretto a ripiegare in Piemonte, mentre a Genova sbarcano forze Savoiarde, cerca quindi l’alleanza Russa, per fermare l’Austria che vuole allargare forse troppo la propria sfera d’Influenza.
1807-1808: Saldamente alla redini della Lombardia, grazie all’intervento Russo, Napoleone si dichiara Re d’Italia e scende nelle terre Pontificie, lasciando al Papa solamente il Lazio. Nel Regno di Napoli i Borboni si difendono aspramente.
1808-1814: Napoleone ha ragione anche del Sud e proclama l’Italia libera, l’Austria non ci sta e alleata ai vecchi sovrani Italiani attacca nel 1813, l’isolamento di Napoleone è totale, nemmeno la Francia, alla quale ha ceduto la Savoia per farsela amica lo aiuta e così le Forze Austriache entrano a Milano il 31 Marzo, restaurando Re Ludovico IV. Buonaparte è esiliato sull’Asinara.
1815: Napoleone rientra in Italia e insorge, riottene il controllo di tutto il paese ed entra in Veneto, ma è sconfitto il 18 Giugno a Pordenone dagli Austro-Prussiani, viene esiliato in una sperduta isola del Baltico. Gli Sforza riottengono la Lombardia, i Savoia ottengono solo Nizza, al Papa torna tutta l’ex Italia Centrale, restaurato il Granducato di Toscana. Rinascono tutti i Ducati dell’Emilia. Le terre Italianizzate di Savoia e Moriana diventano dipartimenti francesi, sempre in rivolta e speranzosi del ritorno lombardo o anche del Re di Sardegna.
1822: Moti per l’unificazione della Emilia alla Lombardia cacciano i Duchi di Parma e a Reggio Emilia gli Insorti proclamano la Seconda Repubblica Lombarda. L’Austria è concentrata sulle rivolte in Ungheria e Boemia, così …
1823: Costituzione concessa da Re Francesco VII in Lombardia, la repubblica Lombarda di Parma si unisce tramite plebiscito e Reggio Emilia e Pontremoli si annettono aprendo le porte ai reggimenti Lombardi. Bologna indice il plebiscito per la riannessione alla Lombardia e si unisce in Agosto. Guerra Lampo tra Modena e Lombardia, il Ducato è annesso. L’Austria è ancora impossibilitata alla repressione e i moti si estendono nelle Marche e in Veneto.
1824: I moti nel Veneto portano alla ricostituzione della Repubblica Veneta che si affida al Regno di Lombardia per la difesa e la politica estera, i moti nei territori pontifici portano alla instaurazione di Repubbliche Federate alla Lombardia nelle città di Rimini e Ancona. La Toscana concede la costituzione impaurita dalla piega che hanno preso gli eventi recenti. Gli Austriaci continuano a essere impegnati e inviano solo un contingente di 40000 soldati in Friuli al comando di un giovanissimo Radetzky. Forze Lombarde al comando del Principe Cadetto di Milano, Giovanni Maria, forzano il Piave ed entrano in Friuli in Novembre, forze guidate da ex-repubblicani Lombardi, ai quali aderisce anche un giovanissimo Giuseppe Mazzini entrano in Romagna e a Dicembre riescono ad arrivare alle due repubbliche Federate, che entrano a far parte del territorio Metropolitano Lombardo che a fine anno include: Regno di Lombardia,Ducato di Modena,Legazione Pontificia di Bologna,Repubblica Veneta,Dipartimento d’Oltrepiave (Friuli),Dipartimento di Romagna,Repubblica Federata di Rimini e Repubblica Federata di Ancona.
1825: Gli Austriaci, riorganizzatisi oltre il Tagliamento, lanciano un’offensiva in Febbraio, con una forza di 130000 soldati, i Lombardi più i Volontari arrivano a malapena ai 65000 uomini, i Lombardi resistono stoicamente a Motta di Livenza, costringendo gli Austriaci a tornare sulle loro posizioni in Marzo senza aver prodotto un avanzamento sensibile del fronte. In Aprile i Toscani scendono in guerra di fianco alla Lombardia e inviano diecimila soldati verso l’Umbria per impadronirsene. Contemporaneamente i Repubblicani, presenti nelle Marche e in Romagna marciano su Roma dalle Marche, forti di cinquemila soldati, il Papa si chiude in Vaticano lanciando appelli ai Francesi. La rivolta in Boemia cessa e gli Austriaci hanno ora a disposizione più di trentamila soldati per il fronte Italiano. Lo sfondamento avviene in Settembre, a Asiago, quando gli Austriaci scendono alle spalle del fronte principale (Piave), accerchiando le forze Lombarde nel Quadrilatero (Vicenza-Treviso-Padova-Venezia). In Ottobre gli Italiani di Savoia e Moriana si ribellano, causando l’intervento francese in Novembre. Le sparute soldataglie ribelle italiane in Savoia sono spazzate via a Saint Jean de la Maurianne e i Francesi entrano in Val di Susa e in Val d’Aosta, mentre iniziano l’assedio di Nizza, dove tra i difensori si distingue un giovanissimo Giuseppe Garibaldi. In Dicembre i Repubblicani e i Toscani sono a Rieti, mentre a Civitavecchia sbarcano più di ventimila francesi.
1826: Muore Re Francesco VII, gli succede il figlio maggiore Massimiliano II, un inetto rispetto al fratello Giovanni Maria, che è asserragliato nel Quadrilatero, assediato dagli Austriaci. I Francesi avanzano in Piemonte e occupano Torino in Febbraio, a sud, a Nizza, la città cade e Garibaldi fugge in Sudamerica. In Marzo i Toscani voltano faccia e attaccano i Repubblicani alle spalle presso Orte, il massacro è enorme, e i pochi sopravvissuti sbandano e finiscono massacrati dal contingente francese presso Frascati. I Primi d’Aprile, le forze Lombarde del Quadrilatero guidate dall’Eccellente Principe Giovanni rompono l’assedio a Camposampiero e si ritirano gradatamente in Lombardia. I Francesi occupano tutte le Marche tra Maggio e Agosto e nello stesso periodo i Toscani entrano a Bologna e restaurano gli Asburgo-Este a Modena. In Settembre i Francesi sconfiggono i Lombardi del Generale Trivulzio presso Galliate ed entrano in Lombardia minacciando Milano. Massimiliano II fugge a Bastia delegando al fratello il Governo sul continente, mentre nello stesso momento offre la resa incondizionata ai Franco-Austriaci. A Ottobre il Parlamento Cisalpino (Parlamento di Milano) destituisce Re Massimiliano e incarica il Principe Giovanni Maria come Reggente. I Realisti abbandonano le fila dell’Esercito Lombardo in Novembre e si ritirano in Corsica. Il 16 Dicembre viene firmato l’armistizio tra i Lombardi e i Franco-Austriaci; 1- Lombardia nei confini del 1815,2- Occupazione decennale di Pontremoli (Toscana), Valtellina (Austria) e Val D’Aosta (Francia), 3- Restaurazione dei Sovrani Rimossi, 4- Indennizzo da pagarsi in vent’anni. Il Principe accetta a malincuore, ma mantiene il governo esortato dal popolo.
1827-1830: Tra il 1827 e il 1830 la Lombardia cerca l’appoggio di potenze straniere per la sua causa e ottiene l’appoggio Britannico in cambio della concessione di basi mercantili a Genova e ad Ajaccio nel Giugno 1827. Giovanni Maria apre un periodo di governo illuminato e concede un nuovo codice civile modellato sul Codice Napoleonico e uno penale basato anche sugli studi del Beccaria. Nell’Aprile 1828 i Francesi si ritirano dalla Val d’Aosta cedendone il controllo alla Lombardia, che in Ottobre concede il suffragio allargato maschile, ora i votanti per il Parlamento Cisalpino sono più di dieci volte rispetto al 1823. Nel 1829 il Principe Giovanni Maria è pronto a usare le carte della Diplomazia per la causa: 1- Invia Mazzini in Toscana per fomentare delle rivolte, per poi offrirsi di aiutare il Granduca rioccupando Pontremoli e la Lunigiana, 2- Prende contatti con i Veneti e li convince a sollevarsi nel 1831, 3- Stringe legami ancor più saldi con la Gran Bretagna e la nascente potenza Prussia, 4- Indice la leva obbligatoria (diciotto mesi).
1831: La rivolta in Toscana costringe il Granduca a ritirare i Presidi dalla Lunigiana, che è rioccupata dai Lombardi, che sconfinano per “aiutare” i Toscani, si solleva il Veneto seguito dal Trentino e dal Friuli, anche l’Istria è in subbuglio, i deboli sovrani di Parma e Modena sono cacciati da ulteriori rivolte di popolo, insorge anche Bologna e pure Ferrara. La confusione conseguita dalle rivolte fa ritirare gli Austriaci dalle loro guarnigioni in Lombardia e li caccia, in Maggio, oltre il Brenta. In Ottobre gli insorti occupano tutto il Veneto e il Trentino, mentre Trieste è capitale della Repubblica della Venezia Giulia, che si confedera alla Lombardia (è la prima dei Governi provvisori a cercare l’appoggio lombardo). I Pontifici non riescono a riprendere il controllo delle Legazioni di Ferrara e Bologna e si rassegnano alla loro perdita dopo il negato intervento francese. L’Austria è sotto scacco perché a nord sono riprese le ostilità per la Slesia, che i Prussiani vogliono tutta per loro e perché col denaro degli Inglesi, il Principe sta corrompendo tutti i Generali Pontifici e Toscani, che stanno passando dalla parte dei ribelli e infatti in Dicembre, il Granduca di Toscana fugge sull’Elba e lascia la Toscana al Governo Provvisorio di Firenze e di Siena il controllo del paese.
1832: Le esigue forze austriache schiacciano la Venezia Giulia, ed ora la Lombardia è costretta ad entrare ufficialmente nel conflitto, così le forze Lombardo-Venete marciano sul Friuli e il 4 Marzo 1832 sconfiggono gli Austriaci a Maniago, occupando tutto il Friuli e al comando del Principe Giovanni Maria li mettono in rotta in Trentino dopo la Battaglia delle Val di Sole (Settembre), costringendo ad un arretramento su tutto l’arco del fronte e che porta i Volontari Repubblicani, a occupare Trieste. In Dicembre la Francia è pronta a scendere in Italia per fermare il pericolosissimo processo d’unificazione e costringe i Lombardi a trattare con l’Austria che cerca di essere restrittiva ma non può esserlo per la pressione Prussiana e Inglese e soprattutto perché è stata sconfitta su tutti i fronti, così tutti i Territori diventano parte del Regno di Lombardia che cambia nome in Federazione Italiana con capitale Milano e si dà una struttura federale sotto il controllo del Reggente, i territori della Federazione sono: Regno di Lombardia (Sforza),Repubblica Veneta (Repubblica),Repubblica della Venezia Giulia (Repubblica),Distretto Lombardo di Trento (Lombardia),Distretto Lombardo di Parma (Lombardia),Distretto Lombardo di Mantova (Lombardia),Repubblica Cispadana (Repubblica),Repubblica Toscana (Repubblica), Regno di Corsica (Massimiliano II Sforza). In seguito entrarono nella Federazione: Regno di Sardegna (Savoia) nel 1848, Regno d’Elba (Asburgo-Lorena) 1850, Repubblica Adriatica (Repubblica) 1856, Dipartimento d’Umbria (Repubblica) 1856.
1833: L’Unità del Regno è sancita dalla elezione del nuovo parlamento che cambia nome in Parlamento della Federazione Italiana, la legislazione del Regno di Lombardia è estesa a tutti gli stati come Legge Federale e come Legge nei Distretti Lombardi. In Aprile iniziano i lavori della Assemblea Costituente del Regno, che deve redigere una nuova costituzione.
1834-1841: In questi sette anni il Reggente si dedica allo sviluppo del paese che ha come locomotiva la Lombardia e la costruzione di ferrovie tra le quali le importantissime Milano-Genova e Milano-Venezia, iniziano anche i lavori per il miglioramento della rete stradale e dei valichi di frontiera con la Francia. La nuova Costituzione o Costituzione del ’36 è finita e viene applicata all’intera Federazione. Nel 1840 Alessandro Manzoni finisce di rivedere i Promessi Sposi, che non italianizza come nella nostra linea temporale, bensì li rende ancora più lombardeggianti in linea alla legge del Regno che stabilisce che: il Milanese è la lingua ufficiale dello stato insieme al Latino, le lingue riconosciute nei territori della Federazione sono: Toscano,Veneto e Ladino. Inizia un vastissimo programma di scolarizzazione, che vede un flusso enorme di giovani lombarde verso il resto del regno per insegnare. Nel Parlamento del 1840 entra anche Giuseppe Mazzini, come deputato del secondo Collegio di Genova.
1842: L’Illuminato Principe Giovanni Maria cade da cavallo durante una battuta di caccia nei pressi di Castellana e muore, gli succede il fratello che ritorna come Re di Lombardia e Presidente della Federazione Italiana. In Parlamento Mazzini si oppone e con lui la ala più radicale di esso, della quale il giovane braccio armato è Giuseppe Garibaldi. Massimiliano II riprende da dove aveva iniziato, chiude il Parlamento e si riavvicina all’Austria, governando da Monarca Assoluto.
1843: Una rivolta di popolo caccia Massimiliano II per la seconda volta e lo costringe all’esilio in Austria, dove si ritira. Lotte tra i Repubblicani e i Liberali, i primi vorrebbero una Repubblica Federale e i secondi una Monarchia Costituzionale con il figlio di Massimiliano II, Ludovico V di Sforza-Corsica. I Mazziniani riescono a imporsi e proclamano la Prima Repubblica Italiana (103 anni d’anticipo !!!), con l’abrogazione della Costituzione del ’36 e i lavori per la seconda,quella del ’43 che la terminano in Ottobre. Mazzini è il primo presidente della Repubblica, che si instaura come un golpe.
1844-1848: Nel Gabinetto di Mazzini la Lombardia va incontro ad un periodo di ricchezza e sviluppo economico e Milano diventa una metropoli prosperosa e laboriosa, mentre la Industrializzazione dilaga dal Triangolo Industriale anche nel Veneto e nella Cispadana. Alle elezioni del 1848 si presenta Carlo Luigi Napoleone Buonaparte (Per noi è Napoleone III, Imperatore dei Francesi) che lo sconfigge per il forte ascendente del cognome...
1848-1852: Buonaparte inizia una politica aggressiva e intima ai Savoia e agli Asburgo-Lorena di entrare nella Repubblica o avrebbero perso la corona, al rifiuto di Carlo Alberto di Savoia, le forze Italiane sbarcarono in Sardegna e sconfitti i Sardi a Villasimius entrarono in Cagliari, mentre gli Asburgo-Lorena rimasero all’Elba e la cedettero alla Repubblica,rimanendo però sul trono come sovrani associati. Nel 1852 si dichiarò re d’Italia e fondò il Secondo Regno, in susseguo allo zio Napoleone I, salendo al trono come Napoleone II facendosi incoronare in Duomo.
1853-1856: In questi anni il Re si fa riconoscere dalle varie potenze che non lo accettavano, tra le quali l’Austria. La crescita economica del Regno gli permette di finanziare vaste spedizioni coloniali in Africa, tra le quali quella del 1855 in Costa d’Avorio e quella del 1856 in Tunisia che diviene colonia della Corona. Nel 1856 dichiara guerra al Papa ed entra nelle Marche e in Umbria, annettendoseli. Restaura i Savoia sul trono di Sardegna con il giovane Vittorio Emanuele II. Il suo Primo Ministro, Camillo Benso Conte di Cavour riesce a convincere tutte le Cancellerie Europee della bontà del Sovrano. Mazzini è in Svizzera, perché ricercato in Patria, mentre Garibaldi partecipa attivamente alle spedizioni Napoleoniche.
1857-1866: In questi nove anni, il Re si dedica perlopiù alle colonie e agli interni che crescono economicamente e che chiedono nel 1861 materie prime da sfruttare per la povertà del territorio in quanto a materie prime, così Buonaparte finanzia altre spedizioni in Africa che rendono lo Stato Italiano uno dei più attivi da quel punto di vista, con la Costa d’Avorio,Tunisia e Ghana che sono di fatto colonizzati dal Regno, che diventa Impero con il proclama del 24 marzo 1866, con Napoleone II Imperatore degli Italiani. Le sue ambizioni smisurate lo portano a dichiarare guerra all’Austria e a Le Due Sicilie alleato con la Prussia. Il tutto si rivelò una guerra lampo con la vittoria Italo-Prussiana, che condusse all’annessione del Regno di Napoli.
1866-1870: Non ancora pago delle conquiste fatte col compagno di merende Garibaldi, che è diventato un monarchico convinto, si rivolge alla Savoia e alla Moriana, tenute dalla Francia, che per una disputa con la Prussia entra in guerra con essa. Approfittando della situazione si impadronisce dei due dipartimenti. Nel 1869 una coalizione di stati europei, tra i quali l’Inghilterra e l’Austria dichiarano guerra all’Italia e sconfiggono gli Italiani a Cosenza nel 1869 e a Monfalcone nel 1870, dove Napoleone II fugge e si consegna agli Inglesi. L’Italia rimane nei confini del 1856 a parte l’annessione di Moriana e Savoia e viene restaurato il Regno di Napoli, mentre la Sicilia diventa un protettorato Inglese, a cui si unisce Malta. Garibaldi si autoesilia sulla Asinara, mentre la Seconda Repubblica Italiana risorge dalle ceneri del Secondo Regno o Primo Impero.
1871-1900: Viene riorganizzata la struttura della Federazione che è divisa in Repubbliche,Dipartimenti,Distretti così abbiamo: Dipartimenti Federali di Savoia e Moriana (Controllo Federale), Repubblica di Lombardia, Repubblica di Liguria (Liguria e Lunigiana più Nizza), Repubblica Cispadana, Repubblica Veneta, Dipartimento Federale di Trento (Controllo Federale), Dipartimento Federale della Venezia Giulia (Controllo Federale), Repubblica Toscana, Repubblica Adriatica, Dipartimento d’Umbria, Repubblica Corsa, Repubblica Sarda, Distretto Federale dell’Elba (Controllo Federale). Vi sono poi le Colonie della Federazione (Tunisia,Guinea Italiana (Ghana+Costa d’Oro+Costa d’Avorio+Togo+Benin)). I Governi sono perlopiù di Destra Storica fino al 1876 che riesce a riassestare le finanze dello stato ma crolla sulle questioni di competenza tra stato federale e repubbliche. Quindi nei quindici anni successivi abbiamo governi di Sinistra Storica che punta al potenziamento dell’Industria e dell’apparato Coloniale non badando a spese e soprattutto concedendo con Depretis il suffragio universale maschile per gli alfabetizzati nel 1878 (circa il 25-30% della popolazione italiana dell’epoca). Alla fine degli anni ottanta sale al rango di presidente della Repubblica Francesco Crispi che lancia un’aggressiva politica coloniale che porta ad una insistente penetrazione nel Corno d’Africa, fino alla Vittoria di Adua nel 1896, dove una forza Italiana di 30000 uomini sconfisse circa dieci volte tanti Abissini, il tutto ci portò ad avere anche Eritrea e Abissinia come territori coloniali, seguiti nel 1912 dalla Libia.
1901-1914: Gli anni della politica Giolittiana, con il compromesso tra Sinistra radicale e le correnti Liberali, il tutto fece bene al paese che in quel periodo vedeva l’inizio delle lotte operai e degli scioperi per i diritti dei lavoratori, che erano calpestati e che solo da poco tempo erano tutelati dal Partito Socialista di Turati, nel 1906 nasce la CGdL (Confederazione Generale del Lavoro). Nel 1911 inizia la guerra Italo-Turca per il possesso della Libia e che conclusasi nel 1912 porta all’annessione di Libia e Dodecaneso. Nel 1912 Suffragio Universale Maschile che porta al 35% della popolazione ad avere diritto di voto. Nel 1914 allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la Repubblica Italiana non ha alcun interesse ad entrarvi, vi entra invece il Regno di Napoli che intende riacquisire la Sicilia in mano agli Inglesi.
1915-1922: La Guerra è deleteria per il Sud che diventa ancora più depresso, mentre la Repubblica Italiana decolla economicamente durante la Guerra vendendo a tutti armi e concedendo prestiti ingenti ai paesi dell’Intesa che sono inizialmente in difficoltà dopo il ritiro della Russia causa rivoluzione, l’Italia interviene solo quando la Germania ha ormai la situazione in pugno, ad inizio 1917, aprendo il fronte Italiano e quello Alpino, che piega l’Austria e le spezza letteralmente le reni come ricorderà un certo Mussolini nelle sue memorie di Guerra, la guerra si conclude nel 1919 con la vittoria dell’Intesa, all’Italia è concesso il Gibuti e il Lazio a parte Roma che rimane al Papa, l’Austria crolla e cede all’Italia l’intera Dalmazia e l’entroterra triestino e istriano, inoltre anche l’Albania diviene protettorato. Il Sud rimane indipendente unendosi la Sicilia e diventando una debole repubblica, qui si trasferisce Benito Mussolini nel 1919 quando è espulso per aver tentato di far riprendere degli operai in sciopero con la violenza e così nel 1920, da Napoli, Mussolini fonda i Fasci di Combattimento e nel 1922, con la famosissima Marcia su Napoli si impadronisce della Repubblica Napoletana, portando le sue Camicie Nere al potere.
1923-1936: Anni di sviluppo nella Repubblica Italiana e di boom nella Repubblica Napoletana,che inizia ad armarsi e a diventare pericolosa per lo stato basato su Milano che nel 1926 firma il concordato con il Papa, che cede la città di Roma in cambio del solo Vaticano, e la corrente Romana la vuole capitale ma il referendum dice che solo il 22% delle preferenze sono date alla Città Eterna. Mussolini critica da Napoli e le sue Camicie Nere si lanciano nel 1932 alla conquista della Somalia che si concluderà solo nel 1935 e scippa l’Albania alla Repubblica Italiana, che la stava trascurando, così nel 1936 si proclama Imperatore degli Italiani, rievocando i fasti dei Buonaparte chiamando il suo dominio personale dai piedi d’argilla Secondo Impero Italiano. Pochi stati lo riconoscono con questo nome, e la Repubblica Italiana lo prende forse troppo alla leggera, ma nel 1936 l’Imperatore firma il Patto d’Acciaio con il Cancelliere Tedesco Adolf Hitler.
1937-1942: La Repubblica Italiana non interviene se non alla leggerissima sulle annessioni Hitleriane nell’Est Europa e nel 1939 è però costretta ad intervenire a fianco di Francia e Inghilterra, dopo un’ottima ed eroica resistenza sulle Alpi da parte delle forze Alpine la Repubblica è pugnalata alle spalle dall’Impero che risale dal Sud, poco difeso, così l’Imperatore entra a Milano il 16 Luglio 1940 proclamando l’annessione che però è effettiva solo nello scenario Europeo, perché tutte le colonie rimangono fedeli al governo De Gasperi in esilio, che si installa a Tunisi e infatti nel 1942 Mussolini perde la Somalia ad opera della forze del Generale Amedeo Savoia-Aosta. La guerra procede bene per l’Asse nonostante i colpi inflitti dai Bombardamenti Inglesi e dalla disastrosa invasione Fascista della Grecia e così nel 1942 inizia l’Operazione Barbarossa. Dopo Pearl Harbour gli USA entrano in Guerra.
1943-1946: Il 1943 vede gli Italiani del Sud stanchi del conflitto e quelli del Nord pronti alla lotta armata, che però sono conosciuti più come Lombardi e Napoletani, così Mussolini è avversato anche all’interno del paese, e nel nord le Camicie Nere uccidono più di duemila oppositori a Piazzale Loreto, a Milano. Nel 1943 contingenti Americani sbarcano in Nordafrica e si incontrano con gli Italiani ad Algeri e nel 1944 ideano lo sbarco in Sicilia ad opera di forze Italiane del Nord e Anglo-Americane e infatti lo sbarco è un successone e gli Alleati risalgono fino a Napoli occupandola e costringendo Mussolini ad abbandonare Roma, che aveva elevato a capitale del Paese, per Milano, ma durante il trasferimento un commando di Partigiani Fiorentini sale sul treno a Firenze e si fa saltare in aria uccidendo l’Imperatore ed è così che i Fascisti crollano e il resto del territorio peninsulare è governato dai Tedeschi come stato fantoccio con il nome di Repubblica Italiana Settentrionale alla quale sono costretti ad aderire i gerarchi sopravvissuti. L’apertura d’un ulteriore fronte nel giugno del 1945 in Normandia, lascia le forze Italiane del Nord sole o quasi contro i Tedeschi che si difendono sulla linea del Po. Nella Battaglia di Piacenza i Nazifascisti sono sconfitti e in Dicembre il Generale Savoia-Aosta entra a Milano, seguito dal governo in Esilio di De Gasperi che si reinsedia nella capitale. Alla fine Hitler si suicida nel Maggio 1946 e la guerra finisce con la vittoria Alleata. Le due Italie non vengono unite,sono ormai troppo differenti, l’ultima volta in cui sono state unite era il 1812 e la differenziazione culturale è enorme, così alla Repubblica Italiana non è dato nulla se non aiuti economici ingenti, il mandato sulla Somalia fino al 1966 e la forza per resistere al Comunismo dilagante, così rimane nel Blocco Occidentale. L’Italia Meridionale rinasce come Repubblica dell’Italia Meridionale, che sarà aspramente divisa al suo interno dalle correnti Marxiste e quelle Capitaliste, e che porterà negli Anni Settanta a qualcosa che assomiglia ad un piccolo Vietnam per gli Stati Uniti.
1947-1960: Negli Anni della ricostruzione si susseguono continui Gabinetti Democristiani e qualche volta anche con le Destre all’interno. Al sud l’avvocato Guglielmo Giannini prova a riformare il depressissimo meridione ma i suoi tentativi finiscono per mandare al potere i Militari nel 1952. Nel 1955 iniziò il fenomeno del Boom Economico che riportò di nuovo la Seconda Repubblica Italiana nel novero delle grandi Potenze. Le forti spinte indipendentiste portano all’indipendenza dell’Albania nel 1955 e alle prime agitazioni nella Guinea Italiana che si rende indipendente nel 1958, mentre la Libia e la Tunisia ad alta percentuale di popolazione italiana (15% e 12%) non ottengono quello che cercano per l’opposizione delle minoranze.
1961-1975: Il Boom oltre a essere economico è anche demografico, così oltre alla crisi politica e coloniale inizia ad affrontare anche il problema della disoccupazione. Eh sì, i Democristiani non riescono più ad arrivare alla maggioranza e sono costretti ad alleanze con i Nazionalisti o con i Socialdemocratici che spesso coesistono e fanno cadere un governo dopo l’altro fino al 1969. Viene fondata l’OSI (Organizzazione per lo Sviluppo Italiano) nel 1965, cioè una specie di Commonwealth all’Italiana, così Libia e Tunisia diventano indipendenti nel 1970 nell’ambito del Commonwealth, nel 1966 le Nazioni Unite affidano al OSI la Somalia che diviene indipendente nell’ambito dell’ente insieme a Eritrea e Etiopia, mentre il Dodecaneso è ceduto alla Grecia in cambio di basi in cui la sovranità è solo italiana (un po’ come Dhekelia su Cipro). Negli anni settanta è l’epoca del Centrosinistra, cioè dei governi retti dalla DC e dal PSI, retti dallo statista pugliese Aldo Moro, che è venuto al nord negli anni del libero passaggio e della concessione della cittadinanza ai profughi (1946-1954). Nel 1972 il regime militare del sud vacilla di fronte ai Comunisti del Fronte del Popolo Italiano che vuole l’unificazione con il nord e la dittatura del proletariato, dopo il 1973 con i ribelli che occupano Napoli e costringono i Militari a fuggire a Palermo intervengono gli Stati Uniti che chiedono l’intervento della Repubblica Italiana che si rifiuta; così abbiamo gli USA impegnati su due fronti: Vietnam e Italia Meridionale, la guerriglia si protrarrà fino al 1979.
1976-1989: Aldo Moro è assassinato dal Fronte del Popolo Italiano nel 1978, gli subentra Andreotti e più avanti alle elezioni del 1979 il PCI di Berlinguer ottiene più voti della DC e dà vita ad un governo di sinistra con il PSI, con l’apertura al dialogo con USA e URSS diventando uno dei punti fermi della Guerra Fredda con gli Americani che vorrebbero la fine del governo di sinistra e i Sovietici che vorrebbero l’Italia dalla loro parte. Il sud vede la vittoria dei filosovietici nel 1980 e così nasce la Repubblica Popolare Italiana che auspica un’unificazione con il governo di sinistra del Nord, che però rifiuta al momento. La RFI (Nord) vara la riforma della Federazione nel 1983: Repubblica di Savoia-Aosta (Aosta Capitale), Repubblica Piemontese (Torino),Repubblica Ligure (Genova),Repubblica Lombarda (Monza),Distretto Federale di Milano (Milano),Repubblica Cispadana (Bologna),Repubblica Veneta (Venezia),Repubblica Alpina (Trento),Repubblica della Venezia Giulia (Trieste),Repubblica Dalmata (Zara),Repubblica Toscana (Firenze),Repubblica Sarda (Cagliari),Repubblica Corsa (Ajaccio),Repubblica Adriatica (Ancona),Repubblica Latina (Roma). Negli Anni Ottanta i Comunisti accusano il colpo della perdita di Berlinguer e così vanno al potere i Socialisti di Craxi che nel 1986 aderiscono alla Comunità Europea. Nel 1989 al crollo del Muro di Berlino si tenta di unire le due Italie ma il referendum fallisce in entrambe, fomentate dal regionalismo di Umberto Bossi nel nord, così l’Italia Meridionale rinasce come Repubblica Democratica Italiana. Ecco una cartina del 1989:

1989-OGGI: Tutti i tentativi di unire le due Italie falliscono per la diffidenza reciproca, la RFI è dominata alternativamente da dopo Tangentopoli e la Crisi dei Partiti Tradizionali da I Liberali con la Lega Lombarda (Silvio Berlusconi) e dal Partito Democratico (Romano Prodi e poi Walter Veltroni) con il Nuovo Partito Comunista di Bertinotti e l’Unione Cristiano Democratica di Casini ai margini degli schieramenti , adotta l’Euro nel 2001 ed è una delle locomotive trainanti del G8. La RDI è invece la locomotiva delle nazioni in via di sviluppo ed è retta da governi di Sinistra (D’Alema) o di governi populisti di matrice cristiano-liberale e gli aiuti economici la stanno risollevando ed è entrata nell’UE nel 2006.
Fine.
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Per dirmi che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.