Il viaggio di Daniel


Asqelon, Eretz Ysrael, 22 gennaio 2064

"Tutto chiaro?" chiese Shlomo Avizmon, capo delle ricerche paratemporali di Eretz Ysrael, strizzando l'occhio al giovane Daniel Dimona, membro della  squadra "Alef" dei reparti di incursione israeliani.

"Certo,tutto chiaro" rispose con aria sicura Daniel.

"Allora,si infili questa tuta e si sdrai nel cunicolo. Faccia bene  attenzione a quello che le dico ora: lei dovrà prendere contatto con il  nostro  sul posto. Il suo nome è Zuur. Eseguirà ogni ordine che le abbiamo impartito,mangerà solo ciò che le abbiamo inviato sottoforma di  condensati,,non entrerà in contatto con altri enti che non siano Zuur, non si  toglierà mai la tuta. Si ricordi sempre che dal rispetto di queste semplici regole dipende il successo della sua missione. Sono stato chiaro?"

"Sì" rispose laconicamente Daniel,trattenendo a fatica la tensione.

"Allora tutto è pronto", chiosò il suo interlocutore.

Daniel si sdraiò nella capsula oblunga e rilassò i suoi muscoli,per poi contrarli di nuovo, immergendosi in una sorta di meditazione circadiana, della  quale aveva constato l'efficacia in battaglia.

Le luci si spensero, Shlomo avviò il motore della macchina, e Daniel si  sentì trascinare distante,sempre più distante...

 

Centro di Controllo Extratempo, Da nessuna parte, in nessun luogo

Andrea Marcobelli III si stiracchiò leggermente sulla sedia. Quanto avrebbe  voluto una buona tazza di caffé! Per quanto il centro di controllo fosse extra-tempo, la fatica e il sonno si  sentivano comunque. "Effetto psicologico", ribadivano, con voce calma e pacata, i cervelloni della  sezione Psicologia Paratemporale.

"Effetto psicologico un cavolo" borbottò Andrea. In fondo,non avrebbe dovuto lamentarsi: aveva ottenuto un buon posto di  lavoro come sorvegliante alla Sezione Paratempo. Sempre meglio di suo nonno, che era stato fisico negli Anni Difficili. E di  suo padre, controllore del bioclima durante la Ricostruzione. Ma era una caratteristica dei Marcobelli borbottare e lamentarsi un po', anche se poi si eseguiva il lavoro più che volentieri.

Ripensava spesso a suo nonno: i suoi sì che erano stati tempi duri, non a caso li chiamano gli Anni Difficili: catastrofi ecologiche,povertà,guerre... Finché quel fisico, Song Liu, e quell'altro, Chandrasekhar Ghera, non avevano  inventato assieme a Giovanbattista Belzoni, il tecnico del loro gruppo, e ad Arthur Schmidt, il matematico, il sistema di trasposizione transtemporale.

Il principio era semplice: si creava in laboratorio  un mini-buco nero, lo si "allargava" con materia "negativa" (scoperta due anni prima dal fisico Abeke Ngoka) e si "entrava" attraverso quello in un "universo parallelo". Lì bisognava portare una strumentazione analoga per ripetere il giochetto e tornare. Il difficile era orientarsi fra gli universi: ma fortunatamente, ritornare al proprio era facile, bastava regolare il minibuco nero in modo esattamente contrario a come si era fatto in partenza. Una semplice legge di simmetria.

Da quando era stato creato questo mezzo, si erano prese risorse da "Terre-alternative" disabitate (ce ne erano infinite...) Allo stesso tempo bisognava investigare su tutte le attività umane in tutti gli universi paralleli, per evitare che "compromettessero" le risorse o  "incontrassero" pianeti abitati.

Un lavoraccio: per questo era stata creata la Polizia Paratemporale, un corpo (di cui il Centro di Controllo Paratempo era la base fondamentale), che vigilava su tutte le attività extra-tempo, come le si definiva ora.

D'improvviso, un flebile scintillio passò sullo schermo del computer di Andrea, e una voce suadente lo avvisò: "Possibile caso di incursione extra-temporale non autorizzata. Indagare"

"Subito,bellezza" rispose Andrea, allertando così automaticamente tutti gli agenti contemporaneamente.

 

Paratempo, Universo di Zuur

"Bene arrivato", trasmise al cervello di Daniel un buffo animale, a metà fra un panda e un leone, attraverso un sistema di impulsi diretti. Era il cervello di Daniel a codificarlo come "ben arrivato".

"Zuur?" rispose mentalmente Daniel.

"Sì, proprio", affermarono gli impulsi.

"Siamo in Israele?" chiese Daniel.

"Questa è la terra che voi umani chiamate Israele, nel nostro mondo è uguale alla vostra."

Daniel inspirò e commentò: "Mentre negli altri mondi la Terra è diversa."

"Sì,l 'evoluzione della Terra qui è stata uguale. Ovviamente, è stata diversa  l'evoluzione degli Enti."

Daniel annuì,poi si accorse che quel gesto era privo di significato per Zuur.

"Sì", pensò.

"Perchè sei qui?" gli chiese Zuur.

Daniel sapeva che l'alieno stimolava direttamente i suoi centri sinaptici, e che poi il suo cervello traduceva in parole le stimolazioni. Tuttavia, non poté fare a meno di notare una lieve nota di sospetto nella "Voce" di Zuur.

"Per prenderla", rispose. Non si poteva mentire con chi ti stimolava il cervello come gli pareva.

"Bene" rispose Zuur. "Te la darò. Non capisco perchè."

Come spiegare perchè gli Ebrei volevano tornare nella Terra promessa a un alieno felino e pensante?

"Ci piace", fu tutto quello che riuscì a pensare. "A te no. Noi ti portiamo via, tu ci dai la terra."

"A me piace", rispose Zuur. "Agli altri anche. Io non piaccio agli altri, comunico lentamente, ripeto le cose spesso."

Un traditore balbuziente mentale! Daniel trattene a stento una risata.

"Perchè ti piace che io ti parlo?" chiese Zuur. Non sembrava infastidito o offeso,solo curioso.

Nonostante ciò, Daniel si sentì lo stesso sotto accusa.

"Sono contento che tu mi parli. Mi piace questo", rispose senza mentire.

Zuur si mosse saltellando, poi si fermò e digrignò i denti, infine comunicò. "Vedi laggiù? Enti e me. Me e Entì. Città." Zuur era più lento ora, e aveva  difficoltà. Forse era emozionato, e come tutti i balbuzienti, mentali o no, questo accentuava il suo tic.

"Io ti dico come ti puoi nascondere. Nascondere in città. Distruggi città. Tu mi porti via."

"Sicuro" rispose Daniel.

 

Pianeta Terra, Manhattan

Roger Pembroke ascoltò il messaggio. Un tecnico di medio livello al Centro  aveva colto un'intrusione.

Provenienza: Eretz Ysrael, Asqelon, Controllo Paratempo.

Molto strano. Gli Israeliani erano contrari al Paratempo, almeno pro-forma. E poi erano in grado, nel caso, di richiedere autorizzazioni. Doveva di nuovo intervenire lui.

 

Asqelon, Centro Paratempo

Un istante dopo la sua partenza, Daniel ritornò.

"Confermato. La Terra è uguale. Ho tutte le specifiche. Inviamo subito una squadra, battiamo in velocità la Polizia Paratemporale e avremo il nostro sogno. Eretz Ysael, uguale ad ora. Ma in un mondo senza controlli delle altre nazioni, senza stermini, senza terrorismo, Gli Enti saranno facili da eliminare tutti. E poi non sono umani: non faremo del male ad altri esseri umani, lì non ce ne sono."

"Eccellente" concordò Shlomo. "La squadra è già pronta. Ma troverete sul posto già un Poliziotto Paratemporale. Di più, se saremo sfortunati."

 

Fuori da ogni luogo e tempo

Roger Pembroke era noto come "Aggiustatutto Pembroke" . Era lui a riportare l'ordine in centinaia di mondi, a ripescare turisti dispersi o ad arrestare  balordi e criminali extra-tempo. Spesso da solo, prima che una squadra lo  supportasse. Ma Roger sapeva bene come combatterli. Se quello che temeva era vero, però, si sarebbe trovato di fronte una squadra di uomini iper-addestrati. Ce l'avrebbe fatta?

"Accidenti al protocollo di agenzia, che dispone questa visita di un solo agente per cominciare." Quella volta era davvero in un  guaio serio.

Il mondo di Zuur

La squadra arrivò un istante dopo che Daniel se ne era andato. Zuur non sembrava sorpreso.

"Benvenuti", trasmise.

 

Fuori da ogni luogo e tempo

Roger Pembroke aprì il tracker, lo agganciò alla frequenza del "mondo" giusto e si lanciò.

"E che Dio ce la mandi buona", sussurrò per farsi coraggio.

 

Il mondo di Zuur

Quando arrivò, con suo sommo stupore vide gli uomini della squadra israeliana imbambolati.

"Che cosa...?" si chiese, prima che Zuur comunicasse con lui.

"Benvenuto, umano controllore. Puoi portare via gli altri umani?"

"Che cosa sei?"

Zuur gli inviò un condensato di ricordi, immagini e tutta la storia del suo incontro con gli israeliani.

"Li ho ingannati", ammise. "Gli altri enti mi rispettano, tutti gli enti si rispettano. Ma dovevo dare loro un motivo per credermi, la vostra mente è fatta così. Quando il primo è venuto nel mio mondo,era qui per caso. Mappava la zona e  gli sembrava molto simile alla sua terra natale. Ho dovuto modificare i suoi ricordi, fargli credere che così non fosse. Ma ne sono arrivati altri, e questi avevano una forza di volontà spaventosa. Non riuscivo a cancellare quei ricordi dalle loro menti. Ho dovuto fare finta di essere disposto ad aiutarli, per attirare te. Ora riportali indietro"

Roger capiva, ed annuì.

"Non verremo più , promesso. Farò in modo che questa dimensione venga dimenticata."

Zuur gli mandò un'immagine di fiducia. Aveva capito che diceva la verità.

"Addio", rispose. "Siete una specie strana ed interessante, ma è meglio non vedersi più."

Roger attivò il campo, e riportò indietro la squadra.

 

Manhattan, Paratempo Sette

Roger rimase a lungo inquieto. Quel popolo, gli Enti,così potenti. Era davvero meglio non incontrarli più.

Aprì il suo libro preferito: "Il Signore degli Anelli". Un secolo e mezzo prima, più o meno.

D'improvviso si rese conto che quello che stava pensando poteva non essere reale.

E se Zuur avesse modificato anche i suoi ricordi? Magari per  pianificare un'invasione della Terra? Impossibile, si disse. Fantasie da fumetto anni '50. Zuur era ad un universo di distanza. E ci sarebbe rimasto.

 

Pianeta Terra, Nepal

Zuur uscì dall'involucro che aveva realizzato sulla base dei progetti dell'uomo controllore.

Gli alti uomini non sapevano come funzionava, ma quello sì. Per questo lo aveva fatto venire.

Si guardò attorno, Tutto uguale, era vero. Ora finalmente gli Enti avrebbero avuto un modo da esplorare, tutto nuovo. Sarebbero arrivati a frotte ed avrebbero esplorato tutto.

Poi, quando non ci sarebbe stato più nulla da vedere in quel mondo, lo avrebbero distrutto, come avevano già fatto con gli altri.

Avrebbe dovuto tornare indietro subito, ma si concesse un momento di relax.

Captò che non c'era nessuno e si mise ad esplorare.

Andrea Marcobelli

What’s On Earth Tonight?

(grazie a Patrick McComb and Wallace J. McLean per aver scovato questa mappa su Abstruse Goose!)

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Ed ora, un'altra invenzione di Ainelif, intitolata...

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DOOMSDAY

Agosto 2008, confine Scozia-Inghilterra.

Ryan e Jake erano due compagni, erano fidanzati da mesi e si erano rifatti una vita tranquilla in una casetta di Edimburgo fino all'inizio della fine oramai imminente...

Ryan era biondo, robusto, quasi il prototipo del ragazzo valoroso, irraggiungibile per l'universo femminile, omosessuale amava Jake, invece magrolino, più basso, e moro; il primo australiano, il secondo inglese, avevano lasciato la famiglia conservatrice contraria al loro futuro matrimonio di giovani gay.

Ma dopo lo scoppio di un'improvvisa pandemia pestilenziale che aveva già falciato parte della popolazione scozzese, i due compagni lasciarono Edimburgo in fretta e furia ma l'aeroporto era bloccato insieme a quello di Glasgow e quelli militari inaccessibili.

Così decisero di prendere la strada per il Vallo di Adriano per ritornare in Inghilterra, la Neopeste (così chiamata) aveva raggiunto dalle campagne le città creando caos, guerriglia urbana, anarchia e sciacallaggi sanguinari.

Ma il governo britannico gridando ad un pericolo batteriologico chiude le frontiere al confine con la Scozia allestendo in pochissime settimane una muraglia di cemento, ferro e titanio bloccando le uscite dei profughi e degli abitanti rimasti condannati a rimanere a morire nei territori infetti.

Nessun scienziato, medico ed esperto trovò rimedio, vaccino in grado di debellare la pandemia ritornata senza preavviso, e con nessuna causa ben chiarita.

Ryan e Jake tentarono di corrompere un ufficiale, avere un visto di uscita eterna da quell'Inferno...Ma non ci fu nulla da fare, le botte, le richieste esasperate oltre la muraglia furono vane, anch'essi rimasero nell'area isolata dal resto del mondo, senza speranze, senza aiuti, la pandemia li raggiunse pochi mesi dopo, e li falciò quand'erano affamati e spossati uno dopo l'altro con l'ultimo bacio d'addio senza più rivedere i propri cari ed amici.

* * *

Marzo 2034, Londra.

"Signor Primo Ministro..." ansimò preoccupato il Sottosegretario.

"Mi dica", rispose impassibile davanti all'agitazione del Sottosegretario il Primo Ministro.

"È per la Zona N..."

"Ancora?!?" tuonò il Primo Ministro. "Non è qualcosa a cui hanno pensato governanti di un trentennio fa?"

domandò adirato il premier

"Sì, Primo Ministro, ma vede, la Zona N ora non c'entra, ma si può collegare alla scoperta ambigua di un bobby a Newham" affermò il Sottosegretario col sudore gocciolante dall'agitazione.

"Di che si tratta?" chiese calmo il Primo Ministro.

"A Londra c'è l'infezione."

"Di cosa sta parlando? Vorrà scherzare suppongo..." rispose preoccupato il Primo Ministro.

"Non direi Signore, i siti Internet e i giornali virtuali non parlano d'altro, se la Neopeste dovesse invadere la città per l'intera Gran Bretagna non ci sarebbe più nulla da fare, e verremmo anche noi isolati dall'intero mondo esterno" "Non c'è tempo Sottosegretario, se l'infezione virale pestilenziale ha superato la muraglia telefoni ed inviti immediatamente i migliori esperti e militari qui!"

* * *

"Signori sono stato informato con grave preoccupazione di un ritorno del virus "Riot" a Londra, dunque l'isolamento della Scozia ha in parte fallito venticinque anni fa sebbene abbia lasciato a noi tutti la sopravvivenza certa, vorrei sentire più notizie approfondite."

Un tizio vestito come un commissario d'altri tempi alzò la mano.

"Primo Ministro, durante un'operazione antidroga a Newham ha scoperto oltre a centinaia di narcotrafficanti stanze con cadaveri o individui semi-vivi deturpati dal Riot."

"Julio Gomez, già ricercato dalle autorità inglesi, sudamericano, maggiore narcotrafficante londinese da decenni, è stato eliminato dalla polizia perchè oramai infetto aveva tentato di aggredirli e diffonderne il malanno"concluse il commissario. "Abbiamo qui Rhona."

Una ragazza con un occhio elettronico spuntò dalla scalinata principale, con una divisa militare aderente nera corvino, castana e un altro occhio davvero magnetico che quasi intimorì il Primo Ministro.

"Rhona è una soldatessa dei campi di addestramento di Southampton, signor Primo Ministro", disse il commissario mentre il Primo Ministro annuiva impassibile. "Per farla andare là dentro le serviranno forze non certo comuni tra la gente..."

"Facciamolo!" si limitò ad esclamare il premier.

Un'equipe di tre corazzati mobili venne allestita lavorando giorno e notte nel giro di poche settimane, presentandosi con un equipaggio di dieci persone davanti ai cancelli proibiti della muraglia al confine scozzese. Entrarono...

Come andrà a finire?

Se avete suggerimenti, scrivetemi a questo indirizzo.


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