Il Pi Greco nella Bibbia


Un versetto poco conosciuto della Bibbia recita:

« Ed egli fece un mare di bronzo, largo dieci cubiti da un'estremità all'altra; era di forma rotonda, e la sua altezza era di cinque cubiti; ed una corda lunga trenta cubiti poteva farne il giro » (I libro dei Re 7, 23)

Pi grecoLo stesso versetto si può ritrovare in II Cronache, 4,2. Esso fa parte di una lunga lista di arredi del grande Tempio di Salomone, costruito attorno al 950 a.C. Come si vede, la Bibbia dava a pi greco, cioè al rapporto tra circonferenza e cerchio, il non precisissimo valore di 3. Molto prima di Salomone, in Mesopotamia (da cui pure Abramo proveniva) era stato trovato per il valore di 25/8 = 3,125. A difesa del passo biblico si può far notare che la misura è indubbiamente approssimativa e che, essendo la Bibbia un libro religioso e non un trattato di ingegneria, un'elevata precisione nelle misure era ritenuta superflua.

Nel "Papiro di Rhind", risalente al 1650 a.C. circa ma forse copia di un testo più antico, si attribuisce a il valore di 4 (8/9)2 = 3,16. Il primo calcolo teorico preciso risale però al greco Archimede di Siracusa (287-212 a.C.), che ottenne la seguente approssimazione:

223/71 < < 22/7

Notiamo che Archimede, a differenza dell'ignoto autore del Papiro di Rhind, aveva capito che non vale né 223/71 né 22/7, e non fece alcun tentativo per calcolarne l'esatto valore, a differenza di tanti matematici venuti dopo di lui, e con ben altri strumenti di calcolo a disposizione. Se prendiamo come valore di pi greco il valore medio dell'intervallo archimedeo, otteniamo 3,1418, con un errore appena pari a 0,0002. Ecco il ragionamento di Archimede. Consideriamo un cerchio di raggio 1, in cui inscriviamo un poligono regolare di 3 * 2n-1 lati, ed a cui circoscriviamo un poligono regolare di 3 * 2n-1 lati, i cui semiperimetri siano rispettivamente bn ed an. Il risultato è il diagramma a sinistra.

Si ottiene così una successione crescente:

b1, b2, b3, ...

ed una decrescente:

a1, a2, a3, ...

entrambe queste successioni hanno come limite il nostro .

Usando la notazione trigonometrica moderna si ha che i semiperimetri sono dati da:

an = K tg (pi/K)  ,  bn = K sen (pi/K)

dove K = 3 . 2n-1 (vedi figura). Ragionando analogamente, si ha:

an+1 = 2K tg (pi/2K)  ,  bn+1 = 2K sen (pi/2K)

Non è un difficile esercizio di trigonometria dimostrare che:

                          (1/an + 1/bn) = 2/an+1      (1)

                               an+1bn = (bn+1)2             (2)

Archimede, Partendo da a1 = 3 tg (pi/3) = 3sqrt3 e b1 = 3 sen (pi/3) = 3sqrt3/2, calcolò il valore di a2 usando la (1), e quello di b2 usando la (2); trovò poi quello di a3 usando la (1), poi quello di b3 usando la (2), e così via fino a trovare a6 e b6. La conclusione che egli trasse fu che:

b6 < pi < a6.

Notiamo che Archimede non possedeva né la trigonometria né la notazione decimale, entrambe introdotte dagli Arabi nel Medioevo, per cui egli derivò la (1) e la (2) per via puramente geometrica, e facendo uso di sole frazioni i cui termini sono numeri interi. Oggi quindi le sue deduzioni hanno del meraviglioso, e non è degno di meraviglia solo il fatto che egli si fermò ai poligoni di 96 lati, ma che egli si sia spinto così lontano!

Usando lo stesso metodo di Archimede, e giungendo fino ai poligoni con 1030 lati, i matematici successivi ne affinarono i risultati:

Tolomeo (ca. 150 d.C.) 3,1416
Tsu Ch'ung Chi (430-501 d.C.) 355/113
Al-Khwarizmi (ca. 800 ) 3,1416
Al-Kashi (ca. 1430) 14 cifre
Viète (1540-1603) 9 cifre
Roomen (1561-1615) 17 cifre
Van Ceulen (ca. 1600) 35 cifre
Nel 1699, Sharp si spinse fino a 71 cifre decimali, usando invece la convergenza di una serie numerica. Nel 1701, Machin usò un'altra serie da lui scoperta per sfondare il muro delle 100 cifre decimali. Nel 1789 Vega toccò le 126 cifre e le portò a 136 nel 1794. Nel 1873, Shanks calcolò (a mano!) 707 cifre di cui 527 esatte. Oggi, con l'uso dei moderni calcolatori digitali, si è giunti al milione di cifre decimali, e si spera di poter arrivare ancora più in là.

Concludiamo questo capitolo citando un metodo mnemonico, ideato negli USA, per poter ricordare le prime cifre di pi quando ancora non esistevano le calcolatrici tascabili.. Ogni cifra successiva è data dal numero di lettere di ogni parola della seguente tiritera:

« How I want a drink, alcoholic of course, after the heavy lectures involving quantum mechanics. All of thy geometry, Herr Planck, is fairly hard... »

Da cui si ricava 3.14159265358979323846264...


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