Cari amici, con la collaborazione del
solito amico *Bhrg'hówidhHô(n-), che mi ha spesso punzecchiato per il mio
spiccato italianismo da lui non condiviso, approfittando delle vacanze pasquali
2004 ho realizzato una nuova ucronia cui ho dato il nome di "Lungo De
Gasperi", poiché in essa il grande statista di Rovereto governa dal 1919
al 1953 anziché dal 1945 al 1953. Ecco quanto:
Benito Mussolini muore durante la Grande
Guerra, mentre cercava di coprirsi di gloria sull'altopiano della Basovizza.
Alla fine della Guerra l'Italia ottiene il Camerun tedesco, l'Istria, parte
della Dalmazia, Valona in Albania, conserva il Dodecaneso, occupa una parte
della penisola anatolica e diventa membro della Società delle Nazioni. Il mito
della "vittoria mutilata" così non ha luogo a procedere, anche perché
non c'è nessun "Natale di Sangue", essendo Fiume passata direttamente
all'Italia in seguito al trattato di Saint-Germain del 1919. È vero che
Gabriele d'Annunzio ha fondato al posto si Mussolini i Fasci di Combattimento,
insieme ad Italo Balbo e ad altri ex amici del "non Duce", ma essi
restano un partito piccolo e senza alcuna importanza politica, perché le masse
dei lavoratori si dividono piuttosto tra chi segue il messaggio socialista e chi
invece crede alla dottrina sociale della Chiesa, inaugurata da Leone XIII e
proseguita dall'attuale Papa, Benedetto XV. I capitalisti ed i nobili continuano
a sostenere i Liberali, non essendo credibile l'alternativa offerta dai Fasci,
anche perché le prime violenze squadriste sono state schiacciate nel sangue
dalla veemente reazione degli stessi socialisti. La fine delle violenze è
segnata dall'assassinio di Starace (1919) e dalla messa fuori legge dei Fasci.
Infatti i Liberali sono ormai divenuti un
partito minoritario, dopo l'introduzione (1918) del Suffragio Universale
Maschile e Femminile, e la scena politica italiana del Primo Dopoguerra è
occupata piuttosto da due grandi partiti, il Partito Popolare Italiano con
Alcide de Gasperi segretario e don Luigi Sturzo presidente, ed il Partito
Socialista Italiano con Filippo Turati segretario e Giacomo Matteotti
presidente; nel 1921 Antonio Gramsci fonda invece il PCI, mentre Romolo Murri
fonda il Partito Cristiano Sociale. Fino alle elezioni del 1919 il potere è
ancora in mano al vecchio Giolitti, che capeggia un governo di unità nazionale
con Giacomo Matteotti agli Interni, Vittorio Emanuele Orlando agli esteri e don
Luigi Sturzo agli affari sociali; è proprio Matteotti a firmare la messa fuori
legge dei Fasci di Combattimento, e qualcuno dice che l'assassinio di Starace
sia stato segretamente ordinato da lui; ma forse si tratta solo di una calunnia
antisocialista.
Il PPI di de Gasperi vince le elezioni del
1919 e del 1924, e lo statista tridentino governa dal 1919 al 1929 formando una
coalizione con i Liberali (l'inossidabile Giolitti passa agli Esteri) e con il
piccolo partito di Murri; di fronte all'ascesa dell'URSS, egli stringe una
stretta alleanza con Francia, Inghilterra ed USA (la Quadruplice), sgombera le
truppe italiane dall'Anatolia restituendola ai Turchi, dei quali riesce così a
cattivarsi le simpatie, restituisce Valona all'Albania ed il Dodecaneso alla
Grecia, firma i Patti Lateranensi con il Vaticano di Pio XI ed incoraggia la
spedizione polare di Umberto Nobile, coronata da un grande successo. Però la
crisi dell'economia dovuta al crollo di Wall Street genera un diffuso
malcontento, l'alleanza con gli USA è piuttosto impopolare così come la
politica di ritiro delle truppe italiane dai paesi occupati alla fine del Primo
Conflitto Mondiale; e così il PSI riesce a vincere le elezioni del 1929.
Filippo Turati forma un governo di coalizione con i Comunisti, i Repubblicani e
con il Partito Cristiano Sociale che ha cambiato bandiera, si avvicina all'URSS
di Stalin e tenta di "esportare" la sua "rivoluzione" in
Jugoslavia e in Albania, ma le sue riforme economiche in senso statalista
falliscono anche in Italia ed il suo governo è messo in crisi dalle rivalità a
sinistra tra massimalisti e riformatori. De Gasperi torna al governo nel 1933
insieme ai soli Liberali e rinnova la Quadruplice. Ma si profila all'orizzonte
un nuovo nemico: Adolf Hitler.
È netta l'avversione di de Gasperi
all'ascesa del nazismo, da lui combattuto con una politica di alleanze. Dopo la
Quadruplice egli fonda l'Iniziativa Centroeuropea con Austria, Ungheria,
Jugoslavia, Albania, Cecoslovacchia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e
Finlandia, in chiara funzione antirussa ed antitedesca (1935). Ovviamente non
scatena nessuna guerra d'Etiopia, anzi concede al Negus il porto franco di Assab.
Dopo l'assassinio del cancelliere austriaco Dolfuss, de Gasperi minaccia la
guerra alla Germania e la costringe a rinunciare all'Anschluss. Resta invece
neutrale durante la guerra civile spagnola. Dal canto suo la Germania risponde
stringendo alleanza con Romania, Bulgaria, Grecia, Turchia ed Iran, e firmando
un patto di non aggressione con la Francia. Mancandogli l'appoggio di Mussolini,
negli anni 1938-39 Hitler non può conquistare Austria e Boemia, e la tensione
con l'Italia sale. L'Italia è l'unica potenza europea chiaramente ostile a
Hitler, essendo Chamberlain e Daladier accomodanti nei suoi confronti, in
funzione antisovietica. Quando l'inglese e il francese propongono il Congresso
di Monaco per risolvere pacificamente le controversie relative alle
rivendicazioni tedesche, de Gasperi si rifiuta di parteciparvi, forte anche
dell'appoggio dei suoi avversari politici. Nell'estate 1938 egli arriva infatti
a formare una larga coalizione con Socialisti e Liberali, Comunisti esclusi:
Matteotti va agli Esteri e Nenni al Lavoro. Il congresso di Monaco sancisce che
i Sudeti devono passare sotto sovranità tedesca, ma gli italiani rifiutano di
cedere alla pretesa di Hitler e forniscono appoggio militare ai Cechi. Di più:
nonostante il nunzio in Germania, monsignor Pacelli, consigliasse un concordato
con il governo tedesco analogo a quello con il governo italiano, su pressione di
de Gasperi il Santo Padre Pio XI scomunica il nazismo con la terribile enciclica
"Mit Brennender Sorge" (= con ardente preoccupazione). Hitler risponde
perseguitando la Chiesa Cattolica e dichiarando quella riformata confessione di
stato. Quando Pacelli subentra a Pio XI, comunque, non ritira la scomunica pur
attenuando i toni apocalittici usati dal suo predecessore.
La temperatura della tensione sale e
raggiunge il culmine allorché, dopo aver stretto un patto di non aggressione
con l'URSS, il 1 settembre 1939 il dittatore nazista invade contemporaneamente
l'Austria e la Polonia, quest'ultima con l'aiuto dei russi. Subito de Gasperi
dichiara guerra, finalmente insieme a Francia e Inghilterra che hanno capito
che, se non fosse stato fermato, le pretese di Hitler non avrebbero mai avuto
fine. Ma l'esercito italiano è impreparato, nonostante si trovi in condizioni
migliori di quello del "nostro" Mussolini, di fronte allo
schiacciasassi tedesco: nel giro di tre mesi, la Francia e l'Italia vengono
invase ed annesse dalle truppe tedesche, che sbarcano anche in Sicilia, Sardegna
e Corsica. De Gasperi fugge in Libia sotto la protezione inglese, e a Tripoli
egli forma un nuovo governo di unità nazionale esteso anche ai comunisti di
Togliatti. La monarchia Savoia invece, per non perdere il trono, viene a patti
con Hitler e forma un governo fantoccio collaborazionista presieduto da Italo
Balbo con Pavolini al ministero della Guerra, Grandi agli Interni e Ciano agli
Esteri. Il governo legittimo in esilio risponde durissimamente, dichiarando
decaduta la monarchia sabauda e proclamando la Repubblica Italiana. Giacomo
Matteotti è il primo presidente provvisorio. È il 2 giugno 1940.
In Italia l'unica autorità che contrasti
l'egemonia nazista resta il Papa, praticamente prigioniero in Vaticano, che
Hitler non ha occupato solo perché ha avuto buone relazioni con Pio XII allorché
era nunzio a Berlino. Il Papa fa di tutto per salvare ebrei ed antinazisti, e
tratta addirittura sottobanco con gli Alleati occidentali (nel 1941 a Francia,
Inghilterra ed Italia si aggiungono gli USA e poi l'URSS) per rovesciare il
folle dittatore tedesco. Nell'estate 1943 gli Alleati sbarcano in Sicilia e la
riconquistano, ma la risalita lungo la penisola è difficile e causa gravissime
sofferenze al Bel Paese. De Gasperi riesce a salvare l'abbazia di Montecassino.
Il 6 giugno 1944 gli italoangloamericani ce la fanno finalmente a riconquistare
Roma: re Vittorio Emanuele III abdica e va in esilio in Svizzera per sfuggire
all'arresto; da lì passerà in Argentina dove morirà nel 1948. Il governo
collaborazionista si trasferisce allora a Salò, ma è dilaniato dalle divisioni
interne e dall'abbraccio soffocante dei nazisti. Galeazzo Ciano è fucilato
perchè tratta sottobanco la resa con gli Alleati, Grandi si autoconsegna alle
truppe lealiste, Balbo muore in battaglia colpito da fuoco amico, Pavolini resta
unico padrone della Repubblica Sociale Italiana, ma è solo il conestabile di
Hitler e, per conto suo, si macchia di orribili efferatezze. Come risposta nel
Nord scoppia la guerra partigiana.
Il 25 aprile 1945 avviene l'insurrezione
generale del Nord e le truppe italoangloamericane riconquistano Milano; mentre
tentava di fuggire in Svizzera, Pavolini è catturato dalle milizie comuniste,
fucilato ed esposto al pubblico ludibrio in Piazzale Loreto a Milano. La
Germania viene divisa in cinque zone di occupazione: russa (nell'est),
americana, inglese, francese ed italiana (nel Wurttenberg), giacché un
contingente italiano è sbarcato in Normandia assieme agli americani ed ha
partecipato alla battaglia sulle Ardenne. In seguito de Gasperi ritira le truppe
dalla Germania ed assieme agli alleati occidentali permette la fondazione della
Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest), mentre i sovietici costituiscono
uno stato satellite (Repubblica Democratica Tedesca) nella loro zona
d'occupazione. Austria, Jugoslavia ed Albania passano nella zona d'influenza
italiana, dopo la sconfitta del fanatico Enver Hoxha che ha tentato di
instaurare un suo regime personale nel Paese delle Aquile.
Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la nuova
costituzione repubblicana, e Luigi Einaudi è eletto presidente della
Repubblica. Il 18 aprile 1948 de Gasperi rivince le elezioni battendo il Fronte
delle Sinistre di Nenni, Pertini e Togliatti, che volevano l'alleanza con
l'URSS. De Gasperi resta invece fedele agli USA e nel 1949 aderisce alla NATO.
L'Italia diventa membro permanente dell'ONU e nel 1952 è tra i paesi fondatori
della CEE. De Gasperi resta al potere fino al 1953, quando lascia per motivi di
salute. Muore l'anno successivo. Nello stesso anno muore anche Matteotti.
Il successore di de Gasperi, Dossetti,
avvia la decolonizzazione: nel 1955 la Libia è il primo paese africano a
diventare indipendente nel Secondo Dopoguerra, nel 1956 tocca ad Eritrea,
Somalia e Camerun (nello stesso anno anche l'Inghilterra è costretta a
sgomberare dal Sudan, inizia la valanga della decolonizzazione). Re Idris di
Libia resta però strettamente alleato dell'Italia e le assicura forniture di
petrolio.
Inizia così il cosiddetto « Boom
economico »: l'Italia diventa la quinta potenza mondiale dopo USA, URSS,
Inghilterra e Francia, la sua crescita è assai superiore a quella di Germania,
Cina e Giappone. Fermi e Segré rientrano dagli USA, dove erano fuggiti durante
l'occupazione nazista della penisola, e a Frascati, presso Roma, fondano un
centro di ricerche all'avanguardia nel mondo. Dal 1958 al 1963 governa la
sinistra di Togliatti che allenta la collaborazione con la NATO, poi tornano al
potere i popolari con Aldo Moro. Negli anni '70 si susseguono governi di unità
nazionale (Popolari, Liberali, Socialisti, Comunisti) che devono affrontare la
minaccia delle Brigate Rosse e dell'eversione di destra. Aldo Moro sfugge ad un
attentato organizzato dalle BR e nel 1978 diventa Presidente della Repubblica,
il vecchio Pertini guida un governo biancorosso con Lama al Lavoro e Andreotti
agli Esteri. Nello stesso anno Giovanni Paolo II è eletto al Soglio di Pietro.
Non vi è ombra di Craxi o Martelli in questa linea temporale. Grazie allo
sfruttamento intensivo dell'energia nucleare voluta da Fermi durante la crisi
petrolifera, l'Italia diventa la terza potenza industriale del mondo dopo USA ed
URSS, scavalcando anche Inghilterra e Francia: l'80 % della sua energia proviene
dall'atomo. Nel 1989 cade il muro di Berlino ed anche Ungheria, Romania,
Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovacchia passano nella sfera d'influenza di Roma.
Dopo gli scandali di Tangentopoli (1992) ai monocolori popolari subentra tutta una serie di governi
di Centrosinistra capeggiati da Romano Prodi e Walter Veltroni. Nel 2002 entra
in vigore l'Euro. E nel 2003 l'Italia e Giovanni Paolo II (il quale riceve il
Premio Nobel per la Pace) dissuadono gli Stati Uniti di Al Gore dall'attaccare
l'Iraq...
P.S. dedicata a tutti gli italoallergici
della rete... :-P
«
...La Senna e il Tamigi saluta ed onora
l'antica
signora che torna a regnar.
Contenta
del regno, fra l'isole e i monti,
soltanto
ai tiranni minaccia le fronti:
dovunque
le genti percota un tiranno,
suoi
figli usciranno per terra e per mar! »
(Luigi
Mercantini, 1859)