SAN TRIFONE MARTIRE


San Trifone MartireSan Trifone, chi era costui? Se ve ne parlo è perché il padre di un mio ex studente di nome si chiama proprio Trifone. Quando gliene ho chiesto il motivo, mi ha spiegato che questo era il nome del santo patrono del suo paese, Adelfia - Montrone, situato sulle Murge a 154 m s.l.m. in provincia di Bari; laggiù è dunque naturale dare questo nome ai bambini, come a Napoli è naturale chiamarli Gennaro.

Poiché il mio studente mi ha regalato un calendarietto con l'immagine e la vita di tale santo poco noto, ho pensato di fargli cosa gradita parlandone nel mio sito. Dunque, San Trifone nacque a Campsade, borgata sull'Ellesponto vicino a Nicea nella Frigia, nell'anno 232 dopo Cristo. Nella stessa regione, nella vicina Licia, nacque San Nicola, diventato poi Patrono di Bari. Stando a quanto si legge nel Martirologio Romano, fin da bambino si consacrò con diligenza allo studio della Sacra Scrittura e alla conoscenza del Vangelo. Gli si attribuiscono molti miracoli.

Nell'anno 250, sotto l'imperatore Decio, fu bandita una delle più crudeli ed atroci persecuzioni contro i cristiani. Trifone, conosciuto per la sua fede indomita, venne fatto arrestare dal Prefetto Aquilino. Il diciottenne Trifone fu condotto a Nicea in Bitinia ed ivi, dopo tremende torture, subì il martirio per decapitazione. Per volontà del Santo le sue reliquie furono trasportate a Campsade ed ivi custodite fino all'inizio del secolo decimo, quando una nave veneziana le trafugò.

Una tempesta portò la nave sulle rive di Cattaro, oggi in Croazia. A Cattaro ben presto S. Trifone si fece conoscere ed amare per i suoi miracoli e ne divenne il Patrono e protettore in particolare dei marinai. Il popolo di Cattaro fece erigere una cattedrale verso il 950, dove sono tuttora conservate le reliquie del Santo.

Si dice che sia stato un marinaio di Montrone, il quale verso il 1150 aveva toccato le rive di Cattaro, a portare la devozione del Santo nel suo paese. Il signor Giovanni Scavo, membro del Comitato delle Feste Patronali di San Trifone, mi ha però informato via mail che il succitato episodio del Marinaio potrebbe essere apocrifo, visto che già prima di quella data tutte le ossa, fatta eccezione del teschio, erano state traslate a Roma. E' più probabile che la reliquia sia giunta ad Adelfia da Ravello (Sa) o da Bisceglie (Ba). Che il culto di San Trifone a Montrone si faccia risalire alla fondazione dello stesso paese (992) è molto probabile, vista l'origine greca di Roni Sansec. Lasciamo la parola al Sig. Scavo, che ringrazio per le notizie fornitemi:

« L'attuale statua, in legno, fu scolpita il 1783 dallo scultore andriese Brudaglio. Nello stesso periodo il pittore Domenico Carella dipinse una tela di m 2 x 1,50, trafugata negli anni '90, raffigurante S.Trifone e S.Rocco, con gli appestati.E' difatti un ex voto per il superamento della peste del 1770.

Dal 1913 la festa esterna di San Trifone è diventata sempre più grandiosa. In un diario privato si legge: « La festa di San Trifone di questo anno [ 1913 ] è stata grandiosa, non se ne ricorda una simile ». La fine della prima guerra mondiale, dichiarata il 4 novembre 1918, accrebbe il fervore del popolo nel festeggiare il Santo. Da quegli anni ad oggi,a giusta ragione,tale manifestazione è diventata la Regina delle Feste,e per 3 giorni, il 9, 10, 11 novembre di ogni anno, Adelfia (nata dalla fusione dei due rioni Montrone e Canneto), diventa la capitale mondiale dei fuochi artificiali, di concerti musicali e luminarie. »

Ed ecco quanto ha aggiunto un altro amico, sempre di nome Trifone:

« Nel 1656, mentre una terribile peste affliggeva gran parte del territorio italiano, il duca di Onano (Viterbo) Enrico Sforza pensò di fornirsi delle reliquie di S.Trifone affinché la popolazione del suo feudo non fosse contagiata dall'epidemia. Il duca avvalendosi dell'appoggio del fratello, il cardinale Federico Sforza, ottenne l'autorizzazione di Papa Alessandro VII (1655-1667) per traslare parte delle reliquie dalla Chiesa romana di S.Spirito in Sassia a Onano, e non mancarono difficoltà frapposte dal Primicerio di S.Spirito e dagli altri canonici di quella Chiesa.

Le reliquie del Martire giunsero in paese nel luglio del 1656 e qualche anno dopo, precisamente nel 1659, il curato don Sebastiano Bartolini scrisse una supplica al Vescovo di Sovana (Grosseto), Mons. Pier Maria Bichi, allo scopo di ottenere la concessione di trasferire una porzione delle reliquie all'interno del busto di legno di cipresso dorato e argentato raffigurante il Martire, fatto scolpire dal nobile spoletino Francesco Costa.

Le reliquie rimaste nella chiesa romana di S.Spirito in Sassia furono traslate a Cerignola (Foggia) nel maggio del 1917 su concessione di Papa Benedetto XV (1914-1922), in seguito alla domanda di Mons. Gioivanni Sodo (1862-1930), Vescovo di Ascoli Satriano e Cerignola. In una lettera del 31 gennaio 1917, il Segretario di Stato Card. Pietro Gasparri (1852-1934) scrisse a mons. Sodo: "Ben volentieri ho aderito al desiderio della S.V. e sono lieto di significarle che Sua Santità si è compiaciuta che una speciale assistenza celeste abbia a Lei spianata la via per dare al popolo di Cerignola il bramato tesoro e Le accorda l'implorata autorizzazione di effettuare quando le sembrerà opportuno il trasloco del Corpo di S. Trifone Martire da Roma a Cerignola".

Cerignola ha S.Trifone come protettore assieme alla Madonna di Ripalta e S.Pietro. Mons. Sodo ebbe molto a cuore S.Trifone: non solo si prodigò per ottenere le reliquie, ma fece realizzare una statua e ripristinò i festeggiamenti in suo onore.

Il cranio di S. Trifone è tuttora custodito nella Cattedrale di Cattaro, mentre tutte le restanti reliquie furono poste solennemente sotto l'altare maggiore del Duomo Tonti di Cerignola da Mons. Sodo il 3 febbraio del 1918.

Queste ed altre notizie sono reperibili su "San Trifone Martire, Vita Miracoli e Devozione" di Salvatore Tomai, Edizione Omphalos, 2000. »

 

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