Le profezie di Malachia


Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa; secondo alcuni queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo. Furono pubblicate per la prima volta dal benedettino dom Arnold Wion nel 1595 nel suo libro "Lignum Vitae". Quello che è strano è che, finora, la stragrande maggioranza di queste profezie si è avverata. Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi storici che caratterizzeranno il suo pontificato. Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di Pietro dal 1143 fino alla fine dei tempi. Che pensare di questo singolare elenco di profezie? Siamo di fronte al divertissement di un monaco o, come suggerisce Vittorio Messori, siamo di fronte a qualche enigmatico "segnale" dall'alto? La maggioranza della critica è schierata ovviamente con l'ipotesi della mistificazione: nel sito del CICAP, per esempio, si legge che « il documento è considerato falso anche da molte fonti ecclesiastiche, perché è molto dubbia l'autenticità della sua datazione. Il fatto che per quattrocento anni nessuno ne parli, compreso San Bernardo, che scrisse la Vita di Malachia, è molto sospetto. Anche il fatto che l'elenco include degli antipapi sembrerebbe porre dubbi sull'autenticità del documento. » Tutto vero, ma la questione è ben lungi dall'essere risolta e, probabilmente, non lo sarà mai. Proviamo allora a confrontare i motti di Malachia con l'effettiva successione papale, anche se il gioco vale dal 1595 in poi, cioè dalla data in cui il testo apparve stampato. Un sospetto almeno di mistero pare davvero sfiorare queste massime famose.

 

1 Ex Castro Tiberi

Celestino II (1143-1144)

Il motto sembra alludere al paesino di origine di questo papa: nacque a Città di castello sul Tevere.

 

2 Inimicus expulsus

Lucio II Caccianemici (1144-1145)

Il motto potrebbe avere due spiegazioni: l'allusione al cognome (Inimicus) e la brutale fine di questo papa, che morì colpito da una pietra mentre veniva espulso dal Campidoglio.

 

3 Ex magnitude montis

Beato Eugenio III (1145-1153)

Pietro Pignatelli, nativo di Montemagno (Pisa), racchiude nel paese di origine il significato del motto.

 

4 Abbas Suburranus

Anastasio IV (1153-1154)

Corrado Suburri fu abate di S. Rudo.

 

5 De ruro albo

Adriano IV (1154-1159)

Nicholas Breakspear fu il solo Papa nato in Inghilterra, a Saint Albany. Il motto deriverebbe dalla città di nascita.

 

6 Ex tetro carcere

Antipapa Vittore IV

Gregorio Conti era Cardinale di S. Vittore, noto carcere milanese.

 

7 Ex ansere custode

Alessandro III (1159-1181)

Rolando Papero Bandinelli. Probabilmente il motto fa riferimento al cognome del pontefice, che si oppose duramente al Barbarossa, in quanto anser in latino significa "anatra". 

 

8 De via Transtibertina

Antipapa Pasquale III

Guido da Crema ricoprì il ruolo di Cardinale in S. Maria in Trastevere (Transtibertina).

 

9 Lux in ostio

Lucio III (1181-1185)

Ubaldo Allucignoli fu Cardinale di Ostia. Nel motto appare chiaro il riferimento sia al nome papale, sia al cognome di origine, sia alla cittadina di Ostia.

 

10 De Pannonia Tusciae

Antipapa Callisto III.

Cardinale di Tuscolo, proveniva dall'Ungheria, che anticamente faceva parte di una vasta regione denominata Pannonia.

 

11 Sus in cribo

Urbano III (1185-1187)

Uberto Crivelli aveva nel proprio stemma l'immagine di un maiale (sus). La parola cribo, inoltre, sembra alludere in qualche modo al cognome Crivelli...

 

12 Ensis Laurentii

Gregorio VIII (1187)

Alberto Mosca era Cardinale di S. Lorenzo in Lucina. Nel suo stemma campeggia una spada (ensis)

 

13 De schola Exiet

Clemente III (1187-1191)

Paolo Scolari, Vescovo di Palestrina. Il riferimento al cognome è evidente.

 

14 De rure bovense

Celestino III (1191-1198)

Giacinto Orsini della Casata dei Borbone.

 

15 Comes signatus

Innocenzo III (1198-1216)

Giovanni Loterio dei conti di Tuscolo da Segni.

 

16 Canonicus de latere

Onorio III (1216-1227)

Cencio Savelli, canonico in Laterano.

 

17 Avis ostiensis

Gregorio IX (1227-1241)

Ugolino dei conti di Tuscolo da Segni, Cardinale di Ostia. Nel suo stemma appare un'aquila (avis)

 

18 Leo Sabinus

Celestino IV (1241)

Goffredo Castiglioni di Milano, Vescovo di Sabina Anche in questo caso nello stemma c'è un leone.

 

19 Comes Laurentius

Innocenzo IV (1242-1254)

Sinibaldo dei conti Fieschi, già cardinale di S. Lorenzo in Lucina.

 

20 Signus Ostiense

Alessandro IV (1254-1261)

Rinaldo dei conti di Segni, Cardinale di Ostia

 

21 Jerusalem Campaniae

Urbano IV (1261-1264)

Giacomo Troyes Pantaleone, nativo della Champagne e patriarca di Gerusalemme, eletto papa ancor prima di essere nominato cardinale.

 

22 Drago depressus

Clemente IV (1261-1264)

Guido le Gros di Saint Gilles. Nel suo stemma vi è un'aquila che tiene stretta tra gli artigli un grosso drago.

 

23 Anguineus vir

Gregorio X (1271-1276)

Teobaldo dei Visconti di Piacenza. Malachia lo indica come "uomo del serpente" (anguineus vir) perché nel suo stemma campeggia in evidenza un serpente.

 

24 Concionator gallus

Innocenzo V (1276)

Pietro di Parantasia, di origine francese (gallus) malgrado i soli cinque mesi di pontificato è unanimamente ricordato come un uomo di chiesa probo ed eccellente predicatore (concionator)

 

25 Bonus Comes

Adriano V (1276).

Ottobono de' Conti Fieschi morì prima di essere incoronato papa. Bonus da Ottobono?

 

26 Piscator tuscus

Giovanni XXI (1276-1277)

Pietro di Giuliani, famoso medico e filosofo, Cardinale di Tuscolo. Il suo nome di battesimo era quello del famoso pescatore, primo papa della Chiesa cattolica.

 

27 Rosa Composita

Niccolò III (1277-1280)

Nello stemma di Giangaetano Corsini appariva una rosa. Egli fu poi soprannominato "compositus" perchè nel corso del suo pontificato si impegnò sopratutto nel tentare di riunire la Chiesa latina e quella greca.

 

28 Ex telonio liliacei Martinii

Martino IV (1281-1285)

Simon de Brie, canonico e tesoriere di S.Martino di Tours in in Francia. Nel suo stemma vi erano rappresentati alcuni gigli.

 

29 Ex rosa leonina

Onorio IV (1285-1287)

Jacopo Savelli aveva come stemma dei leoni attorniati da rose.

 

30 Picus inter esca

Niccolo IV (1288-1292)

Il motto relativo a Gerolamo di Ascoli Piceno non è ben chiaro. L'unico accenno plausibile potrebbe essere quello alla città natale (picus).

 

31 Ex eremo celsus

Celestino V (1294)

Pietro Anglerio da Morrone fu eremita e fondatore dell'ordine dei Celestini.

 

32 Ex undarum benedictione

Bonifacio VIII (1294-1303)

Benedetto Caetani. Il motto si riferisce al suo nome di battesimo ed al suo stemma nel quale figurano delle onde marine.

 

33 Concionator patarens

Benedetto XI (1303-1304)

Nicolò Baccasini era nato a Patara e apparteneva all'ordine dei predicatori (concionator)

 

34 De fascis aquitanicis

Clemente V (1305-1314)

Lo stemma di Bertrand de Got è costituito da fasce parallele. Sotto il suo pontificato avvenne il trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone, vicino all'Aquitania.

 

35 De sutore orseo

Giovanni XXII (1316-1334)

Giacomo Duése era figlio di un umile calzolaio.

 

36 Corvus schismaticus

Antipapa Nicolò V.

Pietro Rinalducci, originario di Corvaro, fu tra i maggiori responsabili dello scisma d'Occidente.

 

37 Frigidus Abbas

Benedetto XII (1334-1342)

Giacomo Fournier, fu eletto papa mentre era abate presso il monastero di Fontanafredda.

 

38 Ex rosa atrebatesi

Clemente VI (1342-1352).

Pietro Roger di Beaufort fu vescovo di Arras ed aveva un emblema con sei rose.

 

39 De montibus Pammachii

Innocenzo VI (1352-1362)

Nell'emblema di Stefano Aubert campeggiano sei montagne. Egli fu eletto papa mentre era cardinale dei Santi Giovanni e Paolo, titolo anticamente soprannominato "Pammacchio".

 

40 Gallus vicecomes

Urbano V (1362-1370)

Guglielmo Grimoard, francese (gallus), fu Nunzio (comes) presso i Visconti di Milano.

 

41 Novus de Virgine fortii

Gregorio XI (1370-1378)

Nipote di Clemente VI, Ruggero di Beaufort fu Cardinale di Santa Maria Nuova (Virgine)

 

42 De cruce apostolica

Antipapa Clemente VII

Cardinale dei dodici apostoli. Il suo emblema raffigurava una grossa croce.

 

43 Luna cosmedina

Antipapa Benedetto XIII

Pietro de Luna, fu eletto papa mentre ricopriva il titolo di Cardinale di Santa Maria in Cosmedin.

 

44 Schismo barcinonicum

Antipapa Clemente VIII

Canonico di Barcellona (barcinonicum) fu fautore di una politica volta a consolidare lo scisma.

 

45 De inferno pregnani

Urbano VI (1378-1389)

Bartolomeo Prignano, napoletano, nacque in una località denominata "inferno".

 

46 Cubus de mixtione

Bonifacio VII (1389-1404)

Lo stemma di Pietro Tommacelli era costituito da cubi.

 

47 De miliore sidere

Innocenzo VII (1404-1406)

Il motto si riferisce al cognome di Cosma Migliorati ed al suo stemma recante una stella.

 

48 Nauta de Ponte Nigro

Gregorio XII

L'espressione nauta (marinaio-barcaiolo) viene usata da Malachia per disegnare i papi che provenivano dalla città di Venezia. Angelo Corrier infatti era nato a Venezia ed era stato Cardinale Commendatario di Negroponte.

 

49 Flagellum solis

Antipapa Alessandro V

Pietro Filargiro aveva uno stemma in cui campeggiava un sole splendente. Malachia lo indica come flagellum perchè contribuì ad aggravare e radicalizzare lo scisma del papato.

 

50 Cervus Sirenae

Antipapa Giovanni XXIII

Baldassarre Cossa era nato a Napoli, città il cui emblema è rappresentato dalla sirena Partenope, ed aveva nello stemma l'immagine di un cervo.

 

51 Corona veli aurei

Martino V (1417-1431)

L'emblema di Ottone Colonna era una corona dorata.

 

52 Lupa coelestina

Eugenio IV (1431-1447)

Il simbolo di Gabriele Condolmer, canonico della compagnia dei Celestini, era una lupa.

 

53 Amator Crucis

Antipapa Felice V

Lo stemma di casa Savpia di cui Amedeo VIII era principe è una croce rossa su campo bianco. L'espressione amator si riferisce probabilmente al tormento interiore ed alle accese controversie che accompagnarono questo papa in tutto l'arco del suo antipontificato.

 

54 De modicitate lunae

Niccolò V (1447-1455)

Tommaso Parentuccelli era nato a Luni di Sarzana ed apparteneva ad una famiglia molto povera (modicitate).

 

55 Bos pascens

Callisto III (1455-1458)

Nello stemma di Alfonso de Borgia compare un bue al pascolo.

 

56 De capra et albergo

Pio II (1458-1464).

Enea Silvio Piccolomini fu segretario dei Cardinali Capranica e Albergatti.

 

57 De cervo et leone

Paolo II (1464-1471)

Pietro Barbo era stato Cardinale di San Marco Evangelista (che ha per simbolo un leone alato) e Commendatario della Chiesa di Cervia.

 

58 Piscator minorita

Sisto IV (1471-1484)

Francescano degli ordini minori, Francesco della Rovere era figlio di un umile pescatore.

 

59 Praecursor Siciliae

Innocenzo VIII (1484-1492)

Giovanni Battista Cybo visse alla corte del re di Sicilia.

 

60 Bos Albanus in portu

Alessandro VI (1492-1503)

L'emblema di Rodrigo Borgia era um bue. Egli fu Cardinale e Vescovo di Albano e Porto.

 

61 De parvo homine

Pio III (1503)

Francesco Todeschi. Il motto farebbe riferimento al cognome materno Piccolomini.

 

62 Fructus Jovis juvabit

Giulio II (1503-1513)

L'emblema di Giuliano della Rovere era una quercia che nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove.

 

63 De craticule Politiana

Leone X (1513-1521)

Il nome del padre di Giovanni de' Medici era Lorenzo, santo martirizzato sulla graticola.

L'espressione Politiana deriverebbe invece da Angelo Poliziano di cui egli fu discepolo.

 

64 Leo florentius

Adriano VI (1522-1523)

Adriano Florentz di Utrecht, ultimo papa non italiano prima di Wojtyla, aveva come stemma un leone.

 

65 Flos pilae

Clemente VII (1523-1534).

Giulio de' Medici, fiorentino, aveva nel proprio stemma una palla attorniata da gigli.

 

66 Hyacinthus medicorum

Paolo III (1534-1549)

Alessandro Farnese, cardinale dei SS. Cosma e Damiano, aveva gigli nel suo stemma.

 

67 De corona montana

Giulio III (1550-1555).

Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Il suo emblema raffigurava due corone.

 

68 Frumentum floccidum

Marcello II (1555)

Marcello Cervini nacque a Montepulciano. Il suo stemma raffigura un cervo e del frumento. Qui l'aggettivo floccidum sta ad intendere la breve durata del suo pontificato di solo 23 giorni. Egli fu l'ultimo Papa a non cambiare nome all'atto dell'elezione; egli così confermò un'altra leggenda, la quale vuole un pontificato brevissimo per i Papi che conservano il proprio nome.

 

69 De fide Petri

Paolo IV (1555-1559)

Giampietro Carafa fu promotore del Tribunale della Fede. Il Petri ricorda la "pietra" su cui fu fondata la chiesa.

 

70 Aesculapii pharmacum

Pio IV (1559-1565)

Giovanni Angelo de' Medici. Il motto sembra derivare dal cognome della casata. Esculapio, infatti, era considerato il dio della medicina e primo medico della storia.

 

71 Angelus nemorosus

Pio V (1566-1572)

L'aggettivo nemorosus (boscoso) starebbe ad indicare il luogo di nascita (Bosco in provincia di Alessandria) di Michele Ghisleri.

 

72 Medium corpus pilarum

Gregorio XIII (1572-1585)

Ugo Boncompagni, passato alla storia come l'ideatore del Calendario Gregoriano, aveva nello stemma un mezzo drago e due sfere.

 

73 Axis in medietate signi

Sisto V (1585-1590).

Felice Perretti aveva come stemma un leone diviso a metà da un'ascia.

 

74 De rori coeli

Urbano VII (1590)

Il motto potrebbe derivare dal fatto che Giovanbattista Castagna fu Arcivescovo di Rossano, cittadina nella quale tradizione si dice fosse caduta la manna dal cielo.

 

75 De antiquitate urbis

Gregorio XIV (1590-1591)

Nicola Sfrondati proveniva dall'antica cittadina di Cremona. Ma sarà davvero questo che Malachia intendeva?

 

76 Pia civitas in bello

Innocenzo IX (1591)

Il motto sembra indicare il ruolo di sostegno del suo pontificato in un periodo storico caratterizzato da cruente guerre.

 

77 Crux romulea

Clemente VIII (1592-1605)

Ippolito Aldobrandini apparteneva ad una nota famiglia originaria di Roma ma da tempo radicatasi a Firenze. Nel suo stemma campeggia una croce romana.

 

78 Undosus vir

Leone XI (1605)

Il motto si riferisce probabilmente alla brevissima durata del suo pontificato, ma è solo un'ipotesi.

 

79 Gens perversa

Paolo V (1605-1621)

Camillo Borghese pare avesse cambiato (perversum) il suo cognome (gens) da laico.

 

80 In tribulatione pacis

Gregorio XV (1621-1623).

Alessandro Ludovisi, istitutore della "Propaganda Fide", nel corso di tutto il suo pontificato fu faticosamente impegnato a sedare guerre e controversie politiche.

 

81 Lilium et rosa

Urbano VIII (1623-1644).

Lo stemma di Maffeo Barberini era animato da api che volano su gigli e rose.

 

82 Jacunditas crucis

Innocenzo X (1644-1655)

Giovanni Battista Pamphily fu proclamato papa nel giorno dell'esaltazione della croce.

 

83 Montium custus

Alessandro VII (1655-1667)

Lo stemma di Fabio Chigi era costituito da tre colline su campeggiava una stella. Questo papa istituì nella capitale un Monte di Pietà.

 

84 Sidus olorum

Clemente IX (1667-1669)

L'elezione di Giulio Rospigliosi avvenne nella camera dei cigni (olorum).

 

85 De flumine magno

Clemente X (1670-1676)

Emilio Altieri fu eletto papa in un giorno in cui il fiume Tevere era in piena (flumine magno)

 

86 Bellua insatiabilis

Innocenzo XI (1676-1689)

Benedetto Odescalchi aveva nello stemma un'aquila e un leone.

 

87 Poenitentia gloriosa

Alessandro VIII (1689-1691)

L'elezione di Pietro Ottobuoni avvenne nel giorno di San Brunone, Santo ricordato per essere stato uno dei più grandi penitenti della Chiesa cattolica. Però si tratta di un legame troppo labile.

 

88 Rastrum in porta

Innocenzo XII (1691-1700)

Antonio Pignatelli apparteneva all'omonima illustre casata napoletana che risiedeva presso una porta della città soprannominata "del rastrello".

 

89 Flores circumdati

Clemente XI (1700-1721)

Giovanni Francesco Albani aveva uno stemma incorniciato da fiori.

 

90 De bona religione

Innocenzo XIII (1721-1724).

Michelangelo Conti, condannò aspramente ogni forma di eresia ed in particolare Giansenismo e Quietismo.

 

91 Miles in bello

Benedetto XIII (1724-1730)

Pier Francesco Orsini. L'epoca del suo pontificato fu caratterizzata da aspre guerre di successione.

 

92 Columna excelsa

Clemente XII (1730-1740)

Lorenzo Corsini è ricordato sopratutto per i grandi e lussuosi edifici che fece erigere.

 

93 Animal rurale

Benedetto XIV (1740-1758)

Prospero Lambertini di Bologna fu uno dei Papi più amati della storia, ma non è affatto  chiaro a cosa si riferisca Malachia. Io avanzo un'ipotesi: prima di entrare nel lunghissimo Conclave da cui uscì Papa, dichiarò: « Se vorranno eleggere un asino, eleggeranno me. » Come sempre accade in questi casi, fu tutto fuorché un asino...

 

94 Rosa Umbiae

Clemente XIII (1758-1769)

Durante il pontificato di Carlo Rezzonico venne istituito l'ordine francescano che ebbe la sua prima sede in Umbria.

 

95 Ursus velox

Clemente XIV (1769-1774)

Lorenzo Ganganelli, passato alla storia per aver sciolto l'ordine dei Gesuiti, aveva nel proprio stemma l'immagine di un orso.

 

96 Peregrinus Apostolicus

Pio VI (1774-1799)

Il motto si spiega con le vicissitudini che questo Papa dovette affrontare. Giovanni Angelo Braschi, infatti, dovette recarsi fino a Vienna per tentare di convincere l'imperatore Giuseppe II ad abrogare delle misure anticlericali da lui adottate sotto l'influsso dei filosofi illuministi; poi, scoppiata la Rivoluzione Francese, fu fatto prigioniero dai napoleonici e condotto da questi prima a Siena, poi a Bologna ed infine a Parma. Morì in esilio, solo ed odiato, a Valence, nel Drome; « Pio VI ed ultimo », scrisse lo sprezzante gendarme giacobino che ne constatò il decesso. Grazie a Dio era in errore.

 

97 Aquila rapax

Pio VII (1800-1823)

Gregorio Barnaba discendente dei conti Chiaramonti fu fatto prigioniero da Napoleone Bonaparte il 3 luglio 1809, e deportato a Fointaneblau, presso Parigi, anche a causa del fatto che egli si era rifiutato di avvallare il divorzio tra l'empereur e Giuseppina Beuharnais. In questo caso l'aquila rapace starebbe ad indicare lo stemma napoleonico, su cui campeggiava proprio un'aquila.

 

98 Canis et coluber

Leone XII (1823-1829)

Annibale della Genga fu definito dai suoi collaboratori fedele alla causa della Chiesa come il cane ed allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come un serpente. Ma forse l'attribuzione è a posteriori, cioè derivata direttamente dall'epiteto di Malachia.

 

99 Vir religiosus

Pio VIII (1823-1830)

Il misticismo è stato una delle maggiori caratteristiche del pontificato di Francesco Saverio dei Castiglioni. Ma basterà? Proprio la vaghezza di molte tra le profezie di Malachia è usata come argomento da chi nega ogni autenticità a questa lista e, almeno in questo caso e nel precedente, sembra aver ragione.

 

100 De balneis Etruriae

Gregorio XVI (1831-1846)

Bartolomeo Alberto Cappellari era stato generale dell'ordine dei Camaldolesi, ordine nato in terra di Etruria, nella regione il cui nome romano era Balnea, essendo ricca di acque termali.

 

101 Crux de cruce

Pio IX (1846-1878)

Durante il pontificato di Giovanni Maria Mastai Ferretti, il più lungo di tutta la storia, Roma divenne capitale dell'Italia unita. Lo stemma della dinastia sabauda, come tutti sanno, è una croce bianca in campo rosso: sulla città di Roma alla croce papale si sovrappose quella sabauda!

 

102 Lumen de coelo

Leone XIII (1878-1903)

L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella cometa sullo sfondo del cielo.

 

103 Ignis ardens

Pio X (1903-1914)

Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe Sarto fu proclamato santo. Si potrebbe anche ricordare con quanto zelo egli combatté il Modernismo.

 

104 Religio depopulata

Benedetto XV (1914-1922)

Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato dagli avvenimenti della Grande Guerra e dai numerosi lutti che ne conseguirono. Il motto sembra riferirsi all'enorme numero di cattolici che caddero sul fronte di guerra, ma potrebbe esserci anche un accenno alla terribile epidemia di spagnola, che fece ancora più vittime partendo proprio dalla Spagna, un paese cattolico.

 

105 Fides intrepida

Pio XI (1922-1939)

La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indusse a lanciare coraggiosi anatemi contro il comunismo e soprattutto contro il fascismo ed il nazismo rampante (enciclica Mit Brennender Sorge, "Con ardente preoccupazione").

 

106 Pastor angelicus

Pio XII (1939-1958)

Eugenio Pacelli fu pastore della chiesa nel corso della seconda guerra mondiale e nel difficile periodo della ricostruzione post-bellica. A lui toccò il compito di essere la guida spirituale e materiale di un mondo che si preparava a risorgere dalla ceneri della guerra. A papa Pio XII tra l'altro fu dedicato un film che portava come titolo proprio "Pastor Angelicus".

 

107 Pastor et nauta

Giovanni XXIII (1958-1963)

Angelo Roncalli era di umili origini (pastor), fu Patriarca di Venezia (nauta) e traghettò la Chiesa nel mare ignoto della modernità attraverso il Concilio Vaticano II. Una curiosità: tra i papabili del Conclave del 1958 c'era il cardinale francoarmeno Agagianian, il quale sullo stemma aveva un pastore e un'ancora. Se fosse stato eletto lui, la profezia si sarebbe realizzata davvero in modo clamoroso! 

 

108 Flos florum

Paolo VI (1963-1978)

"Flos Florum", cioè fiore dei fiori, secondo il simbolismo floreale è il giglio. Nello stemma di Giovanbattista Montini appaiono difatti tre gigli.

 

109 De medietate lunae

Giovanni Paolo I (1978)

Il pontificato di Albino Luciani, già Patriarca di Venezia, è definito "il tempo di una luna" con riferimento al mese lunare. Infatti il suo pontificato durò dal 26 agosto al 28 Settembre 1978: solo 33 giorni! Alcuni però hanno contestato quest'attribuzione, essendo la durata di mezzo mese lunare di soli 14 giorni. Forse il "medietate" del motto va invece inteso come "mediazione", nel senso di un pontificato di transizione data la sua brevità. Anche il nome al secolo del pontefice dà adito a suggestive speculazioni, alludendo a "luce albina", cioè bianca, ovvero al pallido candore della Luna.

 

110 De labore solis

Giovanni Paolo II (1978 - 2005)

Karol Wojtyla verrà ricordato come il papa polacco, e molto probabilmente Malachia si riferisce al fatto che egli proviene da un paese dell'est (levante del sole); ma c'è anche chi ha appuntato l'attenzione sull'enorme lavoro di diffusione della fede intrapreso durante il suo pontificato: egli è il Papa che in assoluto ha visitato più paesi del mondo, ed ha portato la Chiesa a possedere un "regno" su cui sembra non tramontare mai il sole. Meno probabile appare invece l'interpretazione secondo cui Giovanni Paolo II veniva da quella Cracovia in cui Copernico "faticò" per dimostrare la validità del suo sistema eliocentrico.

 

111 De gloria olivae

Benedetto XVI (2005 - 2013)

Il successore di Giovanni Paolo II, il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, viene indicato attraverso il segno dell'ulivo, simbolo di pace: egli stesso nella sua prima Udienza Generale del 27 aprile 2005 ha voluto richiamarsi a Benedetto XV, il Papa che tentò in ogni modo di porre fine alla prima guerra mondiale: "egli", ha detto Ratzinger, "fu coraggioso e autentico profeta di pace, e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra, e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio".

Ma, come è stato segnalato, Benedetto XVI presenta altre sorprendenti attinenze con il motto di Malachia. Innanzitutto i membri dell'ordine benedettino sono noti anche come "olivetani". Ancor più impressionante è il fatto che Ratzinger sia nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo pasquale. Tutto il periodo è difatti sotto il segno dell'Ulivo, anche in considerazione del fatto che Gesù e i discepoli risiedettero per tutto il tempo proprio presso il Monte degli Ulivi, dall'ingresso in Gerusalemme fino all'arresto!

 

? Petrus romanus

L'ultimo papa prima della fine del mondo. Il nome è quanto mai suggestivo: mentre Pietro I fu il primo pastore della Chiesa cattolica, detentore delle chiavi del cielo, Pietro II dovrà restituire il mandato e chiudere per sempre le porte del mondo. A quest'ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha voluto dedicare non un solo motto, ma alcuni versi latini:

"In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen."

La traduzione è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia."

Da notare l'opinione dell'amico Fabio Storino: nessun pontefice per tradizione assume il nome Pietro, e Malachia non specifica che Pietro Romano sia un Papa. Ora, chi regge la chiesa in assenza di pontefice? Il cardinale camerlengo. E chi era il camerlengo, durante la Sede Vacante seguita all'abdicazione di Benedetto XVI il 28 febbraio 2013? Il cardinale PIETRO Tarcisio Bertone nato a ROMANO Canavese... Pietro il Romano nel perfetto stile di Malachia! Non risulta però che lui abbia fatto una brutta fine o che Roma sia stata distrutta durante quel periodo di Sede Vacante.
La profezia sulla distruzione di Roma si trova anche in un messaggio trovato nel XVI secolo e attribuito genericamente al Monaco di Padova. In questo messaggio si dice: "Quando l'uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre avvelenate" (Da "De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae", stampate a Venezia nel 1527)

Queste profezie, meno conosciute di quelle di Malachia, presentano un vaticinio sulla successione degli ultimi papi. Giovanni XXIII viene qui presentato come "uomo di grande umanità e dalla parlata francese". Papa Roncalli rappresentò difatti per molti anni la chiesa di Roma a Parigi. Con il suo successore iniziano le tribolazioni della Chiesa. In questo tempo "l'ombra dell'Anticristo inizierà a oscurare la Città Eterna": un riferimento al Sessantotto e alle Brigate Rosse?

Significativo è il messaggio che riguarda Giovanni Paolo I: "Passerà rapido come una stella cadente, il pastore della laguna", e infatti papa Luciani, che veniva da Venezia, ebbe un pontificato di 33 giorni.

Giovanni Paolo II: "Verrà da lontano e macchierà col suo sangue la pietra [...] e verrà strappato alla vita". Si prevede quindi una conclusione tragica e violenta del pontificato di papa Wojtyla, che invece ci ha lasciati il 2 aprile 2005 a causa di uno shock settico, che era stato causa anche della morte di Paolo VI.

Secondo questa stramba profezia rimangono ancora due pontefici. Il primo sarà un "seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza"; il secondo verrà a Roma da terre lontane "per incontrare la tribolazione e la morte".

La fine del mondo (o perlomeno di Roma) sembrerebbe insomma piuttosto imminente. Ma niente paura: secondo alcuni, in realtà la profezia di Malachia non specifica che siamo arrivati all'ultimo Papa della storia. Infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo. Per cui, anche secondo la profezia, ci potrebbero essere altri papi fra il numero 111 e l'ultimo. L'elezione al pontificato dell'argentino Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco sembra confermare quest'ipotesi, anche se qualcuno ha forzosamente ipotizzato che Pietro Romano sia proprio lui, perchè viene da terre lontane (lui stesso ha dichiarato di venire « quasi dalla fine del mondo ») e perchè, pur essendo poliglotta, usa preferibilmente l'italiano in quanto Vescovo di Roma, e quindi "Romano".
Che aggiungere? Chi vivrà, vedrà.

 

(Grazie al sito http://web.tiscali.it/ky/malachia_papi.htm. Alcune interpretazioni sono tratte dal numero 238 del "Giornale dei misteri" dell'agosto 1991 in un articolo a firma di Mara Calabri. Per la segnalazione voglio ringraziare l'amico Mario Barbaliscia di Lauro.)


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