Est contro Ovest


Vi presento la grande idea di MorteBianca:

Cosa deve accadere affinché in Italia, come in Germania, la demarcazione sia fra Occidente ed Oriente, e non fra Nord e Sud?

Tale demarcazione, senza forzare troppo gli eventi storici, in realtà è già in parte accaduta al Nord. Per molto tempo il Nord è stato spaccato in una zona d'influenza francese (Savoia, Genova) ed una Asburgica (Lombardo-Veneto).

Tale demarcazione è cambiata con la conquista della Lombardia, che è passata all'Ovest (Liberale) da che si trovava nel dominio dell'Est (reazionario). Come si può estendere più a Sud questa divisione senza forzare gli eventi? Basterebbe che Venezia non perdesse i propri domini terreni nell'Italia del centro-Nord, ma anzi continuasse ancora un po' le sue guerre contro lo Stato Pontificio. Di contro, il Regno di Sardegna avrebbe annesso con plebiscito (come nella nostra timeline) Firenze e compagnia, ottenendo una divisione perfetta fra Est ed Ovest almeno fino a Roma (presumibilmente presa dai Sabaudi). Le isole? Nulla di più semplice. Sardegna (ed eventualmente Corsica) nelle mani dei Savoia. Molisn't e Puglia sicuramente invece all'Est. Resta da chiedersi come spartire il resto del mezzogiorno (ossia il resto dell'ex Regno delle Due Sicilie e, appunto, la Sicilia).

Se volessimo mantenere la timeline più integra possibile dovremmo mandare tutto in blocco all'Est, ma così rischieremmo di creare una pesante asimmetria (magari compensabile se la Lombardia passa all'Ovest), ma del resto anche la situazione in Germania è asimmetrica (l'Est è molto più piccolo dell'Ovest), ed anche in Italia (la demarcazione fra Nord è Sud non è mai stata chiara, anche per via del "centro". Per Bossi il Sud iniziava sotto il Po, per altri invece inizia sotto il Lazio, per Salvini comprende il Lazio stesso).

Una demarcazione proponibile sarebbe dunque questa:

Ovest (Liberale nell'800, Alleato)
-Piemonte (e volendo Savoia)
-Liguria (e volendo Nizza e Monaco)
-Lombardia (E volendo Ticino e Grigioni)
-Emilia
-Toscana
-Lazio
-Sardegna (E volendo Corsica)

Est (Conservatore nell'800, poi nella sfera Sovietica)
-Triveneto (volendo anche Istria e Damlazia e Fiume)
-Romagna e Marche
-Puglia e Molisn't
-Campania e Basilicata
-Calabria e Sicilia

In questo modo l'asimmetria economica non sarebbe più così drastica (l'Est sarà sempre meno sviluppato e meno popolato, ma il Triveneto sarà il suo motore economico e commerciale, inoltre la produzione agricola sarà mostruosamente superiore). Diciamo che è più una divisione Nord-Ovest e Sud-Est. In caso di riunificazione come nella nostra timeline avremmo oggi una Lega Ovest o una Lega Est? Il Brigantaggio è immaginabile a Venezia ed in altre zone densamente popolate?

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Gli risponde il grande Bhrihskwobhloukstroy:

Con l'eccezione di Roma, quest'ucronia è stata prossima a realizzarsi davvero se Carlo VI non avesse mangiato funghi velenosi (amanita falloide?) il 10. ottobre 1740; in base alla media dell'età dei suoi nonni maschi, ci si può attendere che vivesse ancora quindici anni, in tempo per sopravvivere a lungo all'eterno nemico Filippo V (e quindi ai progetti di potenza di Elisabetta Farnese), per far eleggere Francesco Stefano di Lorena Re dei Romani ed evitare quindi la Guerra di Successione Austriaca.

Partiamo dal fatto che il Langobardisches Reich Welscher Nation (Regno Longobardo della Nazione Gallesca) comprendeva già i territorî qui elencati come «Ovest» tranne la Lombardia Veneta e Alpina, il Lazio e la Sardegna; tuttavia su quest'ultima Carlo VI manteneva un formale appiglio di Sovranità sia per la Titolatura sia in quanto rimasto Re di Spagna (nei fatti perlomeno della Spagna ‘Orientale’, ossia non Peninsulare) anche dopo la Pace di Vienna.

L'obbligo di riconoscenza di Federico Augusto II di Sassonia (Augusto III di Polonia-Lituania) in conseguenza della Guerra di Successione Polacca e quello di sudditanza di Federico II all'Imperatore che gli aveva salvato la vita dalla condanna a morte paterna avrebbero garantito una vittoriosa Reichsexekution per Fellonia contro Carlo Emanuele III (di certo non aiutato da Elisabetta Farnese, per cui la Spagna sarebbe rimasta fuori dal conflitto; nel caso di una partecipazione della Francia, la Gran Bretagna si sarebbe sicuramente schierata con l'Impero), non solo entro i confini dell'Impero, ma anche in Sardegna. A questo punto siamo già arrivati a un Langobardisches Reich Welscher Nation in cui Genova rimane l'unico grande Feudo Imperiale non direttamente governato dagli Asburgo-Lorena, che inoltre regnano direttamente in Savoia e Sardegna: in tutto quindi Savoia, Aosta, Piemonte, Nizza, Monferrato, Lombardia Austriaca (con Parma), Mantova, Toscana, Corsica, Sardegna (il rapporto di forza fra Nord e Sud delle Alpi farebbe sicuramente riorientare la politica di Giuseppe II e perfino Pietro Leopoldo a questo punto manterrebbe verosimilmente l'unione della Toscana all'Austria deliberata dal fratello). Una simile Reichsexekution riporta lo Stato dei Presidî all'Imperatore.

Entro un anno dalla presunta morte naturale di Carlo VI (1755), qualsiasi eventuale attacco alla Coppia Imperiale sarebbe stato neutralizzato dal conseguente Rovesciamento delle Alleanze; senza l'Insurrezione del 1746-1747 (né il pagamento dei due milioni di genovine), Genova sarebbe rimasta in ottimi rapporti con la Casa d'Austria e quindi il Protettorato sulla Corsica (tantopiù senza le aspirazioni sabaude) sarebbe rimasto all'Impero (con l'appoggio inglese contro i tentativi spagnoli). La Corsica è dunque governata per Genova dall'Impero e non dalla Francia, con tutte le conseguenze già più volte viste per la famiglia Buonaparte, ossia nel 1769 Napoglione nasce comunque Suddito dell'Imperatore e, data l'origine della famiglia, sarà iscritto alla Nobiltà Toscana (come realmente accaduto) e frequenterà l'Accademia Militare Teresiana a Wiener Neustadt.

La Guerra della Prima Coalizione vede uno scontro fra Austria e Francia anche per la Savoia e Nizza; con Napoleone come Generale Austriaco, non avviene la Spedizione Francese in Egitto; Venezia non viene raggiunta dal conflitto, la Polonia rimane secondo la Spartizione del 1795. Nel 1799 le Legazioni Pontificie, pur rimanendo tali, vengono ricomprese nel Sacro Romano Impero (come nella Storia Vera) quali Feudi Ecclesiastici e non ne sono più scorporate.

Nella Guerra della Seconda Coalizione, Moreau vince (come da Storia nota) a Hohenlinden (3. dicembre 1800), ma a Marengo (14. giugno 1800) il Generale Buonaparte sconfigge i Francesi di Masséna (comunque emigrato a Tolone nel 1775). La Pace di Lunéville (9. febbraio 1801) fissa la frontiera fra Francia e Impero lungo i cosiddetti “Confini Naturali” del Reno e delle Alpi (intatti lo Stato Pontificio e le Due Sicilie).

In Francia, senza Napoleone, prosegue un Direttorio egemonizzato da Talleyrand, Fouché, Sieyès e Barras col sostegno militare di Bernadotte e Murat e l'ubbidienza di Moreau, in Germania non hanno luogo né l'esproprio dei Feudi Ecclesiastici né la Mediatizzazione dei Feudi Minori (Reichsdeputationshauptschluß del 25. febbraio 1803), tantomeno la fine del Sacro Romano Impero (6. agosto 1806), anche se si verificano come nella Storia reale la compensazione degli Elettori Cisrenani (Ratisbona-Aschaffenburg, Würzburg-Salisburgo) e l'aumento del Collegio Elettorale (Assia-Kassel, Baden, Württemberg), l'elevazione dei nuovi Granducati (Assia-Darmstadt, Berg, Baden) e Regni (Baviera, Württemberg) e la fondazione del Kaisertum austriaco.

Le Guerre della Terza e Quarta Coalizione si fondono in una sola, nella quale il Generale Buonaparte – che può contare anche sulle Forze Armate prussiane – sconfigge i Francesi con l'aiuto dei Russi. Con la Quinta Coalizione, Buonaparte tiene testa contemporaneamente alla Francia e alla Russia e, al culmine della gloria, come Principe dell'Impero sposa l'Arciduchessa Maria-Luisa (non può aver sposato in precedenza Joséphine Beauharnais e Carlo Luigi Napoleone Bonaparte non è mai nato). Il Principe Napoleone Buonaparte – non essendo disponibile il Principato di Massa – per sposare la figlia dell'Imperatore deve però avere uno Stato; il Ducato di Lucca, che, in quanto Maria-Luisa è Arciduchessa, diventa Arciducato, gli è portato in dote dalla moglie, ma come Titolatura deve avere anche di per sé un Feudo e viene dunque investito (come Re) della Corsica.

La Guerra della Sesta Coalizione vede l'offensiva finale delle Potenze Europee contro la Repubblica Francese e la Restaurazione della Monarchia Borbonica; le Forze della Coalizione, guidate dallo Car’ Alessandro I e dal Principe Buonaparte, entrano a Parigi il 31. marzo 1814. Il confine tra Francia e Sacro Romano Impero torna quello del 1789.

Al Congresso di Vienna viene operata una Restaurazione completa, ma con le modifiche legalmente introdotte nel frattempo. Alla Restaurazione (se non già prima, a seconda che l'isola fosse occupata o meno dalla Repubblica Francese), Napoleone diviene effettivamente Re di Corsica, in Unione Matrimoniale, come visto, con l'Arciducato di Lucca; quando muore (5. maggio 1821), Napoleone II eredita il Regno di Corsica, ma Lucca rimane di Maria-Luisa, che sopravvive al figlio (22. luglio 1832) e dunque rimane Arciduchessa di Lucca fino alla morte (17. dicembre 1847), quando l'Arciducato passa all'Imperatore (Ferdinando IV = I d'Austria); nel frattempo, la Corsica passa a Giuseppe Buonaparte e alla sua morte (28. luglio 1844) al fratello minore Luigi, non sposato, dopodiché (25. luglio 1846) all'ultimo fratello, Girolamo, il cui matrimonio con Elizabeth Patterson non ha potuto essere annullato con Decreto Imperiale da Napoleone (qui non Imperatore) l'11. marzo 1805 (per cui Girolamo, essendo Elizabeth morta 19 anni dopo di lui, non ha poi potuto sposare la Principessa Caterina Federica di Württemberg – da cui dunque non nasce alcun Erede dei Buonaparte – né Giustina Pecori Suárez, religiosamente o civilmente), e il cui figlio Girolamo (1805-1870), in quanto nato all'Estero da minorenne senza autorizzazione del capofamiglia, rimane illegittimo (il lignaggio si estingue con Girolamo Napoleone Carlo Buonaparte-Patterson, 26. febbraio 1878 – 10. novembre 1945) e non può ereditare il Regno di Corsica, che pertanto il 28. giugno 1860 va all'Imperatore (Francesco Giuseppe).

Dopo il Congresso di Vienna, in Unione Personale con l'Impero Austriaco è dunque il Regno Lombardo-Sardo (comprese Savoia, Nizza, Parma, Mantova, Lucca e la Toscana); in Unione Dinastica il Regno di Genova e Liguria e il Ducato di Modena-Reggio-Brisgovia. Più o meno all'epoca della storica “Fusione Perfetta” degli Stati Sabaudi nel Regno di Sardegna (29. novembre 1847) potrebbe essere implementata quella fra il Regno Longobardo della Nazione Gallesca e quello di Sardegna.

Per quanto riguarda Genova, che fosse mantenuta la Dignità di Regno è stato realmente chiesto al Congresso di Vienna (con esito negativo perché avrebbe diminuito la Dignità del Re di Sardegna, che in Piemonte era solo Principe...) e la preferenza per un Arciduca era dello stesso Governo Repubblicano (degli Asburgo si era mantenuto un ricordo di affari vantaggiosi dai tempi di Carlo V e il Partito Spagnolo è sempre stato forte, anche se dal 1700 si è trasformato in Borbonico); in quanto Secondogenitura, il Regno di Genova e Liguria sarebbe stato assegnato sotto Tutela al dodicenne Arciduca Francesco Carlo, secondogenito maschio dell’Imperatore Francesco II; il 2. dicembre 1848 all'abdicazione dell'Imperatore Ferdinando IV = I d'Austria, il Re Francesco Carlo – non importa se eletto o no Re dei Romani – abdica a sua volta da Imperatore d'Austria (conservando però alla Città la dignità Imperial-Regia), ma resta Re di Genova per non suscitare reazioni internazionali all'Unione Personale fra Genova e Austria (d'altronde prima o poi comunque inevitabile). Il Regno di Genova e Liguria rivendica la Corsica (i Moti di Genova sono stati dal 5. all'11. aprile del 1849 per motivi paragonabili, in quel caso verso la Lombardia e i Ducati) e il nuovo Imperatore, Francesco Giuseppe, per diciott’anni Arciduca – in questa ucronia – proprio a Genova, ma impossibilitato a togliere il Feudo a Girolamo Buonaparte, investe il padre Francesco Carlo come Arciduca di Lucca; solo il 28. giugno 1860 la Corsica torna all'Imperatore e allora viene data come Feudo Imperiale allo stesso Francesco Carlo, finché, alla morte di questi (l'8. marzo 1878), Francesco Giuseppe – Re di Genova e Liguria, Arciduca di Lucca, Re di Corsica – unisce, per la facoltà che ne ha come Sacro Romano Imperatore, il Regno di Genova e Liguria con quello di Corsica, sia pure con qualche malumore nell'isola da parte dei Nostalgici Bonapartisti, ma nel tripudio generale a Genova.

Alla morte di Francesco IV d'Asburgo-Este (21. gennaio 1846), i suoi Dominî passano al figlio ventiseienne Francesco Ferdinando Geminiano V d'Asburgo-Este, Erede del Ducato di Modena-Reggio e Brisgovia (Arciducato da quando – il 14. ottobre 1803 – il nonno, l'Arciduca Ferdinando Carlo d'Asburgo-Lorena, figlio di Francesco Stefano di Lorena = Francesco I e Maria Teresa, ha ereditato dal suocero Duca Ercole III d'Este la Brisgovia e la Ortenau) nonché del Principato di Massa. Come nella Storia Reale, il 20. novembre 1875 Francesco V d'Austria-Este = I di Sicilia e Sardegna designa come proprio Erede il cugino Arciduca Francesco Ferdinando (Imperatore dal 21. novembre 1916) – a condizione che adotti il cognome d'Austria-Este – mentre lascia alla nipote Maria Teresa d'Austria-Este (2. luglio 1849 – 3. febbraio 1919) la rivendicazione dei Diritti sull'Eredità Stuarda.

Se in Francia scoppia ugualmente una Rivoluzione nel 1848, non essendo mai nato Luigi-Napoleone è verosimilmente Victor Hugo essere eletto Presidente della Seconda Repubblica Francese.

Senza i Savoia, non avrebbero luogo le Guerre Austro-Sarde del 1848 e del 1859. Verso il 1860 potrebbe nascere la Confederazione Italica fra il Regno delle Due Sicilie, lo Stato della Chiesa e la Repubblica di Venezia.

È ugualmente probabile che abbia luogo anche la Guerra dei Ducati Danesi (1. febbraio-30. ottobre 1864). È cruciale che nel 1866 l'Austria non sia impegnata su due Fronti, per cui la Confederazione Germanica – in questa ucronia il Sacro Romano Impero – rimane in tutta la propria integrità, compresi i territorî prussiani ex-polacchi. Come il 1. gennaio 1871 è stato proclamato il Secondo Reich, così potrebbe avvenire in questo periodo per un Deutsches Kaiserreich ereditario (asburgo-lorenese). Più o meno nelle stesse date storiche, la Triplice Alleanza potrebbe essere stipulata fra Impero Austro-Germanico, Confederazione Italica e Regno di Romania.

Il resto della Storia potrebbe coincidere con quella nota, per cui l'Alleanza dei Tre Imperatori (qui due; nella Storia reale il 18. giugno 1881) e il Trattato di Controassicurazione (fra Austro-Germania e Russia, come quello fra Germania e Russia del 18. giugno 1887) finirebbero per non essere rinnovati, a beneficio dell'Alleanza Franco-Russa (27. dicembre 1893-4. gennaio 1894). In tal caso, però, anziché fra Germania e Russia, si avrebbe un Accordo fra gli Imperi Austro-Germanico e Britannico, senza Cordiale Intesa Anglo-Francese (8. aprile 1904) né Accordo Anglo-Russo (31. agosto 1907).

Ammessa l'annessione della Bosnia-Hercegovina nel 1908 (e l'ucronica adesione di Ragusa al Reich), il 28. giugno 1914 Francesco Ferdinando verrebbe ucciso a Sarajevo (l'Eredità Estense passerebbe allora all'Arciduca Carlo), con Prima Guerra Mondiale fra l'Alleanza Franco-Russo-Serbo-Montenegrino-Greca da un lato e l'Intesa fra Triplice Alleanza, Bulgaria, Impero Ottomano e Impero Britannico dall'altro.

Il 21. novembre 1916 avviene l'Unione Personale fra Impero Austro-Germanico e Ducato di Modena-Reggio-Massa; all'incirca dallo stesso anno ha avvio l'Unione Mitteleuropea fra Impero Austro-Germanico (+ Liguria-Corsica e Modena-Reggio-Massa), Confederazione Italica e Romania. Con ciò la distinzione fra Lombardia-Sardegna e Confederazione Italica comincia a diventare meno netta.

Dati i rapporti di forza, l'Intesa Britanno-Mitteleuropea vincerebbe la Russia e la Francia senza intervento statunitense. La Russia (Sovietica) perderebbe tutto ciò che ha ceduto a Brest-Litovsk (/ Brest-Litowsk / Brześć nad Bugiem / Brest / Beras'ce / Brestas / Lietuvos Brasta) , senza più recuperarlo; la Francia verrebbe spartita come nei piani degli Imperi Centrali ed entrerebbe nel MItteleuropa, ma molte Colonie andrebbero all'Impero Britannico. L'adesione dell'Olanda e dei Regni Scandinavi al Mitteleuropa sarebbe rallentata dal timore britannico di un'egemonia asburgica in Europa; gli Stati Uniti manterrebbero la propria equidistanza fra Russia e Impero Britannico.

Dagli Anni Venti i Blocchi di Potenza sarebbero: Stati Uniti, Impero Britannico, Mitteleuropa (con la Francia e un discreto Impero Coloniale residuo), Unione Sovietica (senza i territorî ceduti a Brest-Litovsk), Giappone. Tensioni prevedibili sussisterebbero fra Stati Uniti e Giappone, fra Impero Britannico e Giappone, fra Mitteleuropa e Unione Sovietica, mentre si potrebbero coalizzare Stati Uniti e Impero Britannico, Stati Uniti e Unione Sovietica oppure Unione Sovietica e Giappone; abbastanza scontata la collaborazione – di necessità – fra Impero Britannico e Mitteleuropa. Data l'opposizione di principio delle Potenze Oceaniche Occidentali (Stati Uniti e Impero Britannico) all'unione fra Potenze Continentali (Mitteleuropa e Unione Sovietica), è prevedibile un avvicinamento fra Unione Sovietica e Giappone come difesa rispetto alla convergenza di Stati Uniti, Impero Britannico e Mitteleuropa; la guerra potrebbe però essere scongiurata dalla vicinanza fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Dimenticavo che, al termine della Guerra della Prima Coalizione, Valtellina e Valchiavenna vanno all’Austriaca Lombardia. Il confine fra Est e Ovest (Confederazione Italica e Regno Longobardo della Nazione Gallesca + Regno Lombardo-Sardo) vede quindi – in termini di Geografia Amministrativa attuale – all'Ovest (Regno Longobardo della Nazione Gallesca + Regno Lombardo-Sardo) Sardegna, Corsica, Toscana, Liguria, Nizza, Piemonte, Savoia, Valle d'Aosta e le Provinc(i)e emiliane di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, lombarde di Mantova, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Monza-Brianza, Varese, Como, Lecco, Sondrio (in continuità con Trento, Bolzano e poi, attraverso il Tirolo Orientale e la Carinzia, la Venezia Giulia fino all'interno dell'Istria e poi – attraverso Fiume, la Croazia e la Bosnia-Hercegovina – a Ragusa), mentre all'Est (Confederazione Italica) tutto il resto (compresa l'Istria costiera e la Dalmazia tranne Ragusa, ma con Cattaro).

http://collections.lib.uwm.edu/cdm/ref/collection/agdm/id/3377

La spartizione della Serbia, del Montenegro e dell’Albania avverrebbe secondo la cartina soprastante, trayya da questo sito (ovviamente la Dalmazia sarebbe veneziana tranne Ragusa, ma la sua espansione in Montenegro finirebbe comunque all’Austria), ma, siccome la Grecia sarebbe alleata con la Russia (a causa degli obiettivi a spese della Turchia) e quindi sconfitta, i territorî qui destinatile andrebbero alla Confederazione Italica (che entra in guerra separatamente come Regno delle Due Sicilie e Repubblica di Venezia, dato che lo Stato Pontificio rimane neutrale), in particolare alle Due Sicilie; la Grecia stessa verrebbe spartita come nella Seconda Guerra Mondiale, con l’Epiro alle Due Sicilie, la Tracia greca alla Bulgaria, la Zona di Occupazione Tedesca (dove non già bulgara) alla Turchia e la Zona di Occupazione Italiana (compresa Creta) come Protettorato a Venezia (che ha già il Dodecaneso dal 1912, mentre le Due Sicilie hanno la Libia; la Somalia è veneziana, l’Eritrea austriaca attraverso i Rubattino di Genova).

La spartizione della Francia era prevista in forma di annessioni dirette al Reich (che qui comprende già anche i Paesi Bassi Meridionali, oltre all’Alsazia e la Lorena tedesca), in questa ucronia naturalmente soprattutto per quanto riguarda i territorî ex-asburgici, lorenesi e sabaudi (in modo da ottenere dopo secoli l’agognato collegamento territoriale fra la Savoia e il Lussemburgo), con l’aggiunta – storicamente proposta – della Normandia (presumibilmente come Paese dell’Impero = Reichsland, analogamente all’Alsazia e Lorena storiche, che nel nostro caso sarebbero austriache). Il resto del territorio metropolitano europeo sarebbe diviso fra Repubblica Francese (a Nord) e Regno Borbonico (a Sud), secondo la proposta di Federico Augusto di Oldenburgo; il Regno Borbonico (sotto Giacomo Pio, il Pretendente Carlista? In tal caso la Bassa Navarra andrebbe agli Orléans) sarebbe stato Colonia Tedesca, quindi – trattandosi di territorio europeo – nella stessa condizione del Regno Longobardo della Nazione Gallesca, dunque parte integrante del Sacro Romano Impero (che, si tenga presente, comprende anche tutte le Legazioni Pontificie e il Dominio di Terra veneziano). È possibile che, dato il contributo britannico alla Vittoria degli Imperi Centrali, la Bretagna sia staccata dalla Francia e annessa al Regno Unito.

Le Colonie sarebbero divise fra Regno Borbonico (l’Algeria, in quanto conquistata durante la Monarchia) e Repubblica Francese (Mauritania e Sūdān Francese, l’attuale Mali); Alto Volta, Niger e Africa Equatoriale Francese andrebbero al Reich, Gibuti alla Lombardia Austriaca, tutto il resto (Guyana, Sénégal, Guinea, Costa d’Avoirio, Dahomey, Madagascar, Isole dell’Oceano Indiano, India, Indocina, Polinesia) all’Impero Britannico.

Dell’Unione Mitteleuropea farebbero parte, come visto, gli Imperi Centrali (Asburgici e Ottomano) con tutti i territorî sottratti alla Russia, la Romania, la Bulgaria, in conseguenza della sconfitta la Serbia, il Montenegro, la Grecia, la Repubblica Francese e naturalmente il Regno Borbonico (oltre all’eventuale Bassa Navarra); la Gran Bretagna cercherebbe di attrarre a sé i Regni Scandinavi (Norvegia, Svezia, Danimarca), l’Olanda e la Spagna (è possibile che dal 16. novembre 1870 Re di Spagna fosse Umberto I di Savoia-Carignano anziché Amedeo I – magari senza abdicazione dopo tre anni e tre mesi – e che la Politica Estera del Regno seguisse il percorso storico di quella dell’Italia dal 1870 al 1915, senza uscita traumatica dalla Triplice Alleanza, grazie all’Intesa con la Gran Bretagna, ma altresì senza partecipazione alla Grande Guerra, come effettivamente è stato per la Spagna reale), come già il Portogallo, e subentrerebbe alla Russia nell’occupazione della Persia settentrionale.

In questo contesto, la divisione longitudinale fra Regno Longobardo della Nazione Gallesca + Regno Lombardo-Corso (il tutto detto, in breve, “Lombardia”) a Ovest e Confederazione Italica (Stato Pontificio, Regno delle Due Sicilie e Repubblica di Venezia; in breve, “Italia”) a Est (ma col Dominio di Terra veneziano e le Legazioni Pontificie facenti anche parte del Sacro Romano Impero) rappresenterebbe una situazione costantemente in bilico fra tensioni unitarie (ma rivali: asburgiche da parte lombarda, neoguelfe da parte italica) e contrapposizioni nazional-statali: pur nel comune ambiente cattolico, la Confederazione Italica somiglierebbe molto al Regno d’Italia noto, ma con molto minore presenza della Massoneria, del Repubblicanesimo (praticamente limitato alla sola Romagna) e del Socialismo e al contrario maggiore continuità con la tradizione romantica e popolare, mentre la Lombardia sarebbe sicuramente più caratterizzata dalla compresenza di Romanticismo tedesco, Positivismo, inevitabilmente anche Massoneria come pure Socialismo / Socialdemocrazia (lo stesso Cattolicesimo mostrerebbe un volto assai vicino al Modernismo). Probabilmente Mussolini emigrerebbe comunque a Milano (in teoria è perfino possibile che diventi commilitone di Hitler), mentre è da discutere se altrettanto possa valere per la famiglia Farinacci.

Fra gli Anni Trenta e Quaranta si arriverebbe al punto più vicino allo scoppio di un Secondo Conflitto Mondiale, in Europa a partire da probabili rivendicazioni sovietiche (staliniane) sui territorî ceduti con la Pace di Brest-Litovsk. È possibile lo sviluppo dell’arma nucleare in Mitteleuropa, dopodiché il conflitto sarebbe forse scongiurabile; tutto dipende dal rapporto cronologico fra il presunto attacco e la sperimentazione tecnologico-militare. Ritengo improbabile che Hitler sia mai nominato Cancelliere, ma temo che la posizione di notevole vantaggio (rispetto al Terzo Reich storico) degli Imperi Centrali sull’Unione Sovietica intorno al fatale 1941 (potevano contare, oltre che su una linea di partenza più avanzata – i confini di Brest-Litovsk – nonché sulle risorse vicino-orientali e delle molto più estese Colonie Africane, anche e soprattutto sull’Intesa con l’Impero Britannico – dove presumo che Edoardo VIII avrebbe avuto modo di conservare il Trono – e indirettamente – sia pure al prezzo dell’inimicizia giapponese – con gli Stati Uniti, disposti a tutto pur di evitare un’alleanza fra le due maggiori Potenze Eurasiatiche) avrebbe rappresentato per Carlo VII/I e Abdülmecit II una tentazione irresistibile di sferrare un attacco ‘preventivo’.

Grazie all’alleanza col Giappone, che terrebbe impegnati gli Stati Uniti (cui Stalin si guarderebbe bene dal dichiarare guerra) e libererebbe le Forze Armate schierate in Estremo Oriente, l’Unione Sovietica sarebbe probabilmente in grado di arrestare l’avanzata mitteleuropea sulla linea degli Urali. È da vedere se l’atomica fosse sganciata (solo) sul Giappone oppure (anche) in Siberia; ho comunque paura che almeno in uno dei due Teatri di Guerra lo sarebbe, dopodiché si avrebbe la resa incondizionata sia dell’U.R.S.S. sia dell’Impero Giapponese, i quali tuttavia non verrebbero del tutto smembrati, a causa dei timori angloamericani di un’egemonia mitteleuropea in Eurasia. Se da un lato disponiamo per il Giappone del modello della Storia autentica, dall’altro possiamo dare per verosimile l’annessione della Russia Europea all’Unione Mitteleuropea, del Turkestan all’Impero Ottomano, dell’Afḡānistān, Tadžikistan, Tibet e gran parte della Cina all’Impero Britannico e dell’Estremo Oriente russo agli Stati Uniti; l’Unione Sovietica si ridurrebbe alla ‘sola’ Siberia (senza sbocco sul Pacifico), rimanendo però lo stesso una Potenza Regionale.

Dopo il 1945 rimarrebbero tre Superpotenze: Stati Uniti, Impero Britannico e Imperi Centrali (Mitteleuropa). La tensione si sposterebbe in gran parte sulla Gran Bretagna, posta in mezzo fra America ed Europa; i Regni Scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia), l’Olanda e la Spagna tenderebbero a convergere verso l’Unione Europea, mentre gli Stati Uniti consoliderebbero la propria egemonia non solo sull’intero Continente Americano, ma anche sulla maggior parte dell’area del Pacifico, a esclusione del pur ampio settore sudoccidentale (britannico). Gli Imperi Centrali garantirebbero alla Gran Bretagna la conservazione di tutti gli Imperi Coloniali (per i quali invece gli Stati Uniti avrebbero ben diversi progetti, a noi noti dalla Storia vera).

Senza Guerra Fredda, è concepibile che all’incoronazione di Elisabetta II (dopo il 28. maggio 1972) siano presenti l’Imperatore Ottone V/I, il settantasettenne Sultano e Califfo ‘Osmān IV Fu’ād e Robert Kennedy alla scadenza del Primo Mandato. Oggi l’Imperatore sarebbe Carlo VIII/II, il Sultano e Califfo (da neanche quattro mesi e mezzo) Dündār ‘Alī ‘Osmān; e il Presidente degli Stati Uniti? Se Donald Trump, sarebbe all’orizzonte una guerra contro gli Imperi Centrali.

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Enrico Pellerito non può esimersi dal commentare:

Magistrale esposizione.

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Ma Bhrihskwobhloukstroy non ha ancora finito:

Me ne vergogno un po', perché ha un fondo di distopia (o se non altro di rassegnazione): non evita né le Guerre Napoleoniche né la Guerra Franco-Prussiana né le Guerre Mondiali né l'Atomica... È un'ucronia cui penso da anni (infatti ci sono pezzi usati – non solo da me – anche in altre ucronie: Napoleone austriaco, gli Asburgo in Piemonte o a Genova, Soluzione großdeutsch della Questione Tedesca, Vittoria degli Imperi Centrali nella Prima Guerra Mondiale, Vittoria Tedesca sull’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale), fra l'altro perché ho sempre davanti agli occhi la cartina del Reichsitalien nel 1789 e quindi l'immagine di una divisione longitudinale (ossia di un confine sviluppato in latitudine) mi è più abituale che quella di una fra Nord e Sud.

Per questo motivo dunque oso aggiungere ancora qualche particolare sul tema iniziale (scusandomi se me ne sono troppo discostato a proposito degli sviluppi otto-novecenteschi). La Confederazione Italica (in gran parte erede – a parte l’aggiunta del Dominio di Terra Veneto e di Spoleto, Benevento, Salerno e Capua e in compenso senza la Sardegna – dell’Italia Bizantina, con i tre Stati confederati di Venezia, Roma e Napoli) sarebbe appunto una Lega di Stati Sovrani unitarî (due dei quali, anzi, in parte soggetti all’Autorità Suprema dell’Impero) con Unione Valutaria e Doganale nonché Politica di Difesa comune, ma solo nell’accezione più stretta (quindi Politica Estera differenziata perfino nel caso di Guerra per ragioni non squisitamente difensive); la Capitale sarebbe, prevedibilmente, Roma, col Papa come Presidente della Confederazione, mentre le Forze Armate sarebbero soprattutto duosiciliane e (specialmente per la Marina) veneziane, ma nei territorî appartenenti al Sacro Romano Impero (Dominio di Terra Veneto e Legazioni Pontificie) sarebbero di stanza, appoggiate alle principali fortezze, truppe imperiali (per lo più reclutate in Valtellina e Piemonte per il Veneto e in Piemonte, Corsica e Sardegna per le Legazioni). In Istria (costiera) e Dalmazia (a parte Ragusa), la rivalità fra la componente veneto-italofona e quella slava (soprattutto [serbo]croata) rimarrebbe assai forte. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Regno delle Due Sicilie disporrebbe di territorî albanesi ed epirotici (oltre alla Colonie di Libia – dal 1912 – e il Protettorato sulla Tunisia), la Repubblica di Venezia del Dodecaneso (dal 1912) e Creta (già in precedenza della Somalia) oltre a esercitare il Protettorato sul Regno di Grecia.

La Lombardia avrebbe una struttura al contempo più complicata e più interconnessa. Istituzionalmente, si tratterebbe di due Regni solo in parte (anche se maggioritaria) coincidenti, il Regno Longobardo della Nazione Gallesca (Langobardisches Reich Welscher Nation) e il Regno Lombardo-Sardo. Il primo comprende il Regno di Lombardia (dalla Savoia – dopo la Prima Guerra Mondiale estesa anche alle Contee di Bresse, Bugey, Dombes e Pays de Gex – e da Nizza al Piemonte e al Monferrato, dalla Valchiavenna e Valtellina, a Piacenza e Parma e a Mantova; la Savoia e le quattro Contee non fanno parte del Regno Longobardo, ma solo del Regno di Germania) in Unione Personale (in ordine cronologico) col Granducato di Toscana, lo Stato dei Presidî, il Regno di Genova-Liguria e Corsica, l’Arciducato di Lucca e l’Arciducato di Brisgovia-Modena-Reggio e Principato di Massa (tutti, tranne Brisgovia, nel Regno Longobardo), inoltre 73 Feudi Imperiali minori (tredici lombardi, diciannove liguri, venti bobbiesi, undici lunigiani e dieci toscani più San Marino) di altre Dinastie (San Marino Repubblica), fra cui Monaco. Il Re del Regno Longobardo della Nazione Gallesca (giuridicamente il Deutsches Kaiserreich, rappresentato dal Sacro Romano Imperatore) è anche Imperatore d’Etiopia; l’Eritrea e, dopo la Prima Guerra Mondiale, Gibuti sono Colonie del Regno di Genova-Liguria e Corsica.

Il Regno Lombardo-Sardo, invece, comprende il ‘solo’ Regno di Lombardia (personalmente unito, come visto, a Genova-Liguria e Corsica, Toscana, Stato dei Presidî, Lucca, Brisgovia-Modena-Reggio e Massa) in «Fusione Perfetta» col Regno di Sardegna, che è parte del Sacro Romano Impero ma non del Regno Longobardo e neppure – a differenza di quest’ultimo – Colonia del Regno di Germania, ma Dominio Diretto dell’Imperatore (in quanto tale e in quanto Sovrano Austriaco).

Il Sacro Romano Impero include il Deutsches Kaiserreich (Ereditario e Federale, compresa la Repubblica di Ragusa e dopo il 1918 tutti i territorî ex-russi acquisiti con la Pace di Brest-Litovsk, dalla Finlandia alla Transcaucasia, nonché la Normandia), di cui il Regno Longobardo della Nazione Gallesca è Colonia (e contemporaneamente Teilreich, ‘Semi-Impero’, del Sacro Romano Impero), come ne è Colonia il Regno Borbonico in Francia Meridionale (a sua volta dotato, in Algeria, di Territorî Metropolitani e Colonie d’Oltremare) nonché il distinto Regno di Bassa Navarra, entrambi tuttavia sotto una Dinastia diversa da quella del Sacro Romano Imperatore (mentre le Colonie d’Oltremare del Deutsches Kaiserreich sono specificamente dell’Imperatore Tedesco), che è anche Sovrano del Kaisertum Österreich (Impero d’Austria), in parte (Austrie, Boemia-Moravia, Slesia, Galizie-Lodomiria, Bucovina, Transilvania) incluso nel Sacro Romano Impero, in parte no (Ungheria Reale, Croazia-Slavonia, Fiume, Bosnia). Il Marocco è Protettorato del Deutsches Kaiserreich (Impero Tedesco).

Il Sacro Romano Impero e l’Impero d’Austria (in parte coincidenti, in parte no) fanno entrambi parte – e il loro comune Imperatore è di diritto Presidente a Vita – dell’Unione Mitteleuropea, Confederazione che abbraccia i Regni di Romania, Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia (quest’ultima Protettorato Veneziano), la Confederazione Italica, l’Impero Ottomano, dopo la Prima Guerra Mondiale la Repubblica Francese e, in prosieguo di tempo, i Regni di Spagna, Olanda (Paesi Bassi Settentrionali), Danimarca e Islanda (con le Fær Øer e la Groenlandia), Svezia e Norvegia e la Svizzera. L’Unione Mitteleuropea, divenuta Unione Europea dopo la Seconda Guerra Mondiale (con l’allargamento a Est e Nord dell’Impero Ottomano e dei Länder orientali del Deutsches Kaiserreich e l’ingresso in quest’ultimo dei Reichsländer di Moscovia, Don-Kuban’, Volga-Urali, Wolgadeutschland, Westnordland e Ostnordland) è in Unione Doganale e dotata di Parlamento, Cittadinanza, Moneta, Governo, Politica Economica e Fiscale, Estera e di Difesa comuni.

In questo contesto, la Lombardia è la somma di due Regni in gran parte (ma non del tutto) coincidenti, entrambi inclusi nel Sacro Romano Impero (il Regno Longobardo della Nazione Gallesca come Colonia dell’Impero di Germania) e, per gran parte, in Unione Personale con l’Impero d’Austria (il Tirolo e la Venezia Giulia sono invece Impero d’Austria a tutti gli effetti, sempre nel Sacro Romano Impero e in particolare nell’Impero di Germania, ma non nel Regno Longobardo della Nazione Gallesca – pur essendo entrambi almeno in buona parte della medesima Nazione Gallesca, Welsch – né nel Regno Lombardo-Sardo); il Regno Longobardo della Nazione Gallesca comprende, oltre al Regno Lombardo, altri cinque Stati in Unione Personale con questo (Genova-Liguria e Corsica, Toscana, Presidî, Lucca, Modena-Reggio e Massa) e 73 Feudi Imperiali minori dipendenti direttamente dall’Imperatore (che comunque è anche il Sovrano dei Regni di Lombardia, Genova-Liguria e Corsica e del Granducato di Toscana, dello Stato dei Presidî e degli Arciducati di Lucca e Modena-Reggio e del Principato di Massa, per cui anche i 73 Feudi Imperiali minori sono in un certo modo in Unione Personale indiretta coi Feudi maggiori; solo San Marino è una Repubblica, ma anch’essa Feudo Imperiale), mentre al di fuori del Regno Longobardo della Nazione Gallesca il Regno Lombardo-Sardo comprende la Sardegna (parte del Sacro Romano Impero e ovviamente in Unione Personale con l’Impero d’Austria e quello di Germania, ma non Colonia di quest’ultimo), la Savoia e le quattro Contee di Bresse, Bugey, Dombes e Pays de Gex (tutte parti dell’Impero di Germania).

A livello sovraordinato, anche il Sacro Romano Impero (che include tutto l’Impero di Germania) e l’Impero d’Austria sono in parte sovrapposti (Austrie, Boemia-Moravia, Slesia, Galizie-Lodomiria, Bucovina, Transilvania; Paesi Bassi, Lorena, Alsazia, Borgogna e Regni Longobardo e Lombardo-Sardo sono asburgici ma non Impero d’Austria) e in parte no (comunque tutto ciò che è Impero d’Austria ma non Sacro Romano Impero – Ungheria Reale, Croazia-Slavonia, Fiume, Bosnia – è in Unione Personale col medesimo Sacro Romano Impero e dunque anche con l’Impero Tedesco, mentre le altre Dinastie o le Repubbliche si concentrano nel resto dell’Impero di Germania e nelle sue Colonie francesi e d’Oltremare od Oltreoceano).

Il Sacro Romano Impero costituisce anche un elemento di unione fra Lombardia (in particolare a livello del Regno Longobardo della Nazione Gallesca) e Confederazione Italica, perché fanno parte dell’Impero e in particolare del Regno Longobardo il Dominio di Terra della Repubblica di Venezia (da Bergamo al Friuli) e tutte le Legazioni Pontificie (Ferrara, Bologna, Romagna, Marche, Perugia, Spoleto). Ciò ha notevolmente influenzato la Politica Estera della Confederazione, già decenni prima della nascita dell’Unione Mitteleuropea, che include per intero sia la Lombardia (Regno Longobardo della Nazione Gallesca – con l’Impero di Germania nel Sacro Romano Impero – e Regno Lombardo-Sardo con l’Impero d’Austria e gli altri Stati Asburgici: Paesi Bassi, Lorena, Alsazia, Borgogna) sia tutta la Confederazione Italica (non solo le sue regioni imperiali). Tuttavia, nella percezione diffusa – a parte le Colonie d’Oltremare e Oltreoceano – il tutto si raggruppa in cinque categorie:

1) i Paesi direttamente Asburgici (Impero d’Austria, Paesi Bassi, Lorena, Alsazia, Borgogna, Regno Lombardo-Sardo e uniti, Regno Longobardo della Nazione Gallesca a parte i 73 Feudi Imperiali minori);
2) il resto dell’Impero di Germania (fino agli Urali);
3) le Colonie della Germania in Francia (Regni Borbonici);
4) i Feudatarî Imperiali minori del Regno Longobardo;
5) gli altri Stati dell’Unione Europea.

La Lombardia (Regno Lombardo-Sardo e uniti, Regno Longobardo della Nazione Gallesca a parte i 73 Feudi Imperiali minori) appartiene, insieme al Tirolo e alla Venezia Giulia, alla prima categoria, i territorî imperiali della Confederazione Italica alla quarta categoria, il resto della Confederazione Italica alla quinta (Ragusa / Dùbrȏvnik alla seconda). Questo si associa a una ahinoi radicata contrapposizione reciproca fra Est e Ovest (solo a Sud delle Alpi), per cui gli Occidentali (i “Lombardi”, anche Savoiardi e Nizzardi, i Liguri, compresi i Corsi, i Toscani e i Sardi) – ma anche i Tirolesi e i Giuliani (fino all’Entroterra Istriano e Fiume, più Ragusa) – vengono considerati arroganti dagli Orientali (gli “Italici” o “Italiani”, compresi i Friulani, gli Istriani costieri e i Dalmati non Ragusei, più i Siciliani), che a loro volta sono invece ritenuti vittimisti e inconcludenti... Pregiudizi ‘etnici’ alimentati dalla situazione politica, che pure dal 1748 non registra più conflitti fra le due compagini (né in generale guerre sul territorio dalla sconfitta della Francia Rivoluzionaria).

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Chiudiamo per ora con l'idea di Alessio Benassi:

Poniamo caso che nel 1880 vengano completate in anticipo le corazzate gemelle super innovative Caio Duilio e Enrico Dandolo, paura generale nelle potenze europee ed extraeuropee, e come prima missione l'Italia rivendica la Tunisia che diventa colonia italiana dando terra ai contadini e un importante baluardo tra Sicilia e Africa in grado di chiudere il Mediterraneo a metà rendendo inutile Malta. L'Italia ha una spinta coloniale maggiore e occupa l'Abissinia come protettorato prima e come colonia poi grazie alle abilità e le forze del generale Baldissera. Migliaia di emigrati italiani si stabiliscono in Tunisia ( terra di grano e olivi) e in Abissinia a produrre grano e caffé. Sviluppi e conseguenze?

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