L'età oscura

di Blade87 e di Pier Luigi Gemini


Salve, sono Blade87. Ho sempre pensato che uno degli aspetti più affascinanti della storia alternativa sia il vedere i differenti ruoli che potrebbero assumere i personaggi storici nelle varie Timeline; così eccovi un'ucronia novecentesca in cui sono partito da questo POD:

Nel 1940 Hitler dopo aver sconfitto la Francia ha invaso anche l'Inghilterra (la cui conquista è stata ultimata nell'estate del '41) e questo ha mutato il corso della guerra...

Infatti, senza più rifornimenti dalla madrepatria le truppe inglesi in africa sono state facilmente sconfitte da Rommel, che nei primi mesi del '42 ha completato la conquista dell'Egitto. Le forze italotedesche si sono così concentrate interamente sulla Russia , attaccata anche dai giapponesi sul fronte della Siberia; questi ultimi a Pearl Harbour hanno fatto molti più danni che nella nostra timeline, e di conseguenza hanno vinto la guerra del Pacifico riuscendo a conquistare le Hawaii e ad effettuare da lì devastanti bombardamenti sulla costa occidentale degli Stati Uniti.

La Russia è caduta nell'estate del '43 e Stalin è stato catturato e giustiziato dai nazisti mentre tentava la fuga in medio oriente, mentre i giapponesi hanno invaso l'Australia e l'intera Oceania. Nell' inverno di quello stesso anno i nazisti sono sbarcati a Cuba conquistandola, e da lì hanno iniziato a bombardare anche la costa orientale statunitense.

All' inizio del '44 l'america resisteva ancora ma era in chiara difficoltà; per darle il colpo finale Hitler ha dunque impiegato le bombe atomiche appena create nei laboratori tedeschi. Senza il pericolo d'invasione da parte russa e angloamericana, gli scienziati nazisti hanno potuto lavorarci più rapidamente, distruggendo completamente New York, Boston e Filadelfia e uccidendo così milioni di innocenti. Gli Stati Uniti sono stati così costretti alla resa.

Senza più nemici a contrastarli e con a disposizione le immense ricchezze dei territori occupati, Hitler e i suoi folli seguaci hanno potuto proseguire indisturbati il loro scellerato progetto di sterminio delle "razze inferiori" e dei "diversi". Per il mondo è iniziata la cosiddetta "età oscura", un'era di violenza e di terrore.

Nel 1968 ci si presenta questo scenario: quasi tutto il pianeta è controllato dai nazisti che reprimono nel sangue qualunque opposizione, e i campi di sterminio si sono diffusi ovunque; l'isola del Madagascar è stata trasformata una gigantesca prigione per milioni di persone deportate dall'Africa; la Russia è controllata per metà dai tedeschi e per metà dai giapponesi, e la Cina è sotto il giogo dello spietato dittatore Chang Kai Shek, cresciuto sotto l'influsso degli ideali nazisti e fedele alleato dei paesi dell'Asse. Il comunista Mao Tse Tung è a capo di una flotta pirata ribelle che si nasconde tra le più remote isole del Pacifico, e da lì abborda le navi dell'Asse. La Spagna è ancora sotto la dittatura franchista, così come l'Italia è ancora fascista. Il Sudamerica è dominato da Pinochet, messo al potere dai nazisti e a loro fedele, che però deve vedersela con i ribelli capeggiati da Fidel Castro e Che Guevara, che hanno il loro nascondiglio nell'impenetrabile foresta amazzonica e combattono per la libertà del loro paese e del resto del mondo. In Europa l'unica resistenza antinazista è quella dei partigiani della Rosa Bianca, che lottano contro il regime compiendo attentati contro militari e membri del governo, nello stesso stile dell' ETA o dell'IRA della nostra timeline.

Hitler è ancora vivo, e nonostante l'età avanzata governa con la stessa crudeltà e lo stesso fanatismo, affermando che "la razza ariana giungerà fino alle stelle": a tale scopo il dittatore ha dato inizio ai primi sbarchi sulla luna. gli ebrei sono stati quasi del tutto sterminati e i pochi superstiti vivono nascosti in varie parti del mondo. Il Nordamerica invece è rimasto libero, ma ha dovuto subire il rigido controllo dei tedeschi sulla sua economia e l'obbligo di disarmare il proprio esercito; ora però la situazione potrebbe cambiare, poiché il nuovo presidente degli Stati Uniti , John F. Kennedy, che in questa timeline è stato eletto più tardi rispetto alla nostra, è deciso a restituire al mondo la libertà perduta, e sta elaborando piani segreti per riarmare gli USA e sconfiggere le forze dell'Asse. riuscirà il mondo ad uscire da quest'incubo?

P.S. Avrete notato che nelle mie ucronie mi concentro in particolar modo sulla seconda guerra mondiale; questo perchè a mio parere quel periodo è stato particolarmente segnato da momenti cruciali e decisioni difficili che, se fossero stati diversi, avrebbero potuto facilmente cambiare la storia.

Nota bene: questa ucronia non ha alcun intento di propaganda politica

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Questo è il commento in proposito dell'amico Augusto Pesce:

Per realizzare le premesse della ucronia, dovremmo presupporre tre fatti che mi sembrano rilevanti:

1) La Germania e quindi le potenze dell'Asse non usano la "macchina Enigma" per i loro messaggi cifrati. Come ormai risaputo, gli alleati avevano copia della macchina, ricevuta attraverso il circuito della sicurezza bancaria; quindi erano a conoscenza della quasi totalità delle principali decisioni strategiche e tattiche del nemico.

2) Durante e dopo Dunkerque, le forze dell'Asse, invece di alleggerire la pressione, avrebbero dovuto continuare a martellare gli alleati sulla spiaggia; inseguendoli poi in Inghilterra. In quel momento, a detta di Churchill, gli inglesi avrebbero potuto difendersi solo con i coltellini da tasca.
Hitler aveva fermato la pressione sperando in una pace immediata con l'Inghiterra, anche su suggerimento di Ribbentrop.

3) La US Navy non trova, prima dell'attacco a Pearl Harbor, il tal sommergibile giapponese e, conseguentemente, il cifrario; come sembra ormai appurato é accaduto nella nostra timeline.
In questo modo il presidente Roosevelt non sposta tre portaerei da Pearl e non ritarda, volontariamente, la consegna della dichiarazione di guerra del Giappone.
Ne risulta che l'attacco avviene poche ore dopo la dichiarazione di guerra, come previsto, e che tutta la flotta del pacifico é decimata.

Con queste premesse, probabilmente:

- l'Inghilterra sarebbe stata invasa e posta sotto il controllo di un nascente partito nazionalsocialista inglese; sarebbero rimaste belligeranti, per quanto possibile, le colonie asiatiche, Australia e Canada.
- Le forze dell'Asse avrebbero avuto il controllo del nord Africa con la possibilità di giungere facilmente al petrolio arabo e iraniano.
- Il controllo navale del Mediterraneo sarebbe stato della Regia Marina italiana.
- Turchia ed Iran, per differenti ragioni e fondamentalmente per paura, si sarebbero alleate all'Asse, garantendo i necessari rifornimenti di carburante.
- Gli USA e Canada non avrebbero avuto una testa di ponte (Inghilterra) così vicina alle coste europee; con la conseguente difficoltà di portare reali azioni di guerra in Europa. Senza contare che la quasi totale assenza della Home Fleet avrebbe fatto del nord Atlantico un mare germanico.
- Gli USA avrebbero preferito dedicarsi alla guerra contro il Giappone, fondamentalmente a causa dell'attacco a Pearl Harbor ma anche per un certo disinteresse sui fatti europei.

In questo scenario si potrebbe prevedere anche una entrata nell'Asse di Spagna, Argentina e Brasile. Peron e Vargas, rispettivamente Argentina e Brasile, erano dichiaratamente fascisti. Nella nostra timeline il Brasile entrò in guerra a fianco degli alleati nel 1942 sotto pressione USA. Però non credo che questi alleati sarebbero stati veramente rilevanti per le sorti del conflitto; se non per l'appoggio logistico fornito alle marine dell'Asse nel sud Atlantico.

Quindi, in Europa e Siberia la guerra si sarebbe ridotta ad uno scontro Asse - URSS, ed in Asia ad uno scontro Giappone - USA.

A questo punto, se non forzando molto i fatti, mi riesce difficile prevedere una fine perché le forze dell'Asse, con il petrolio arabo/iraniano, avrebbero avuto maggiora resistenza; le forze russe senza l'aiuto alleato sarebbero state più deboli; ma, qualunque invasione del territorio russo avrebbe costretto le forze dell'Asse, come é successo nella nostra timeline, alla gestione di interminabili linee logistiche.

La unica soluzione possibile é l'uso "dimostrativo" di un'arma atomica sul Giappone da parte degli USA e su una città russa da parte dell'Asse.

Risultato finale:

Europa, probabilmente fino agli Urali, sotto controllo nazifascista.
URSS ridotta ai territori siberiani
USA liberi e in "guerra fredda" con l'Europa
Giappone libero ma sotto influenza USA
Africa e Medioriente sotto la influenza Europea
India, Indocina ed Australia liberi e vicini al governo inglese in esilio e USA
Messico, centro America, parte nord del sud America vicini al governo USA
Argentina, Uruguay e Brasile sotto influenza europea
Cile, Paraguay, Perù, Bolivia ed Ecuador tentando di mantenere "equidistanza"
Nel dopoguerra il regime nazifascista europeo avrebbe dovuto, naturalmente, democraticizzarsi, come é successo alla Spagna, fino a trasformarsi in una sorta di "Unione Europea" con forti vincoli con il sud America.
In alternativa, in assenza di democraticizzazione naturale, il governo nazifascista europeo sarebbe caduto verso la fine degli anni 80; come é successo, nella nostra timeline, al regime comunista.
Il risultato terrificante di questa ucronia é la distruzione fisica in Europa di molte minoranze; a partire dagli ebrei.

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Questo è quanto ci ha scritto in proposito l'ingegner Pier Luigi Gemini:

Ho molto apprezzato i vostri interventi su come sarebbe potuto andare, se il Regno Unito fosse stato invaso.

Dapprima, devo sottolineare che se Hitler non avesse attaccato Stalin, Stalin avrebbe attaccato Hitler. Durante le prime fasi dell'Operazione Barbarossa, i tedeschi trovarono ingenti depositi di carburante e munizioni a ridosso del confine germanico. Che ci facevano quei depositi? Se L'Unione Sovietica si preparava ad una guerra difensiva, che senso aveva tenere depositi di carburante e munizioni a pochi centinaia di metri dal confine?

Altro dato: Hitler stava "subendo" una guerra per la quale non aveva concluso i preparativi. Doveva chiudere la partita con il Regno Unito rapidamente. L'aviazione tedesca aveva attaccato il suolo nemico, ma si trovava in inferiorità di impiego in quanto:

Si cercò di distruggere i caccia inglesi con attacchi negli aeroporti. Ma gli apparecchi distrutti venivano sostituiti. L'unica era "togliere" gli aeroporti al controllo inglese, ripetendo in larga scala ciò che era stato fatto dalla Germania per l'invasione aereo - navale della Norvegia.

Acquisire il controllo degli aeroporti dell'Inghilterra sud - orientale, lungo la direttrice Calais - Dover - Londra è da considerasi necessaria premessa per l'invasione.

Il vantaggio che si sarebbe potuto conseguire nel giungere ad una conquista degli aeroporti inglesi è enorme:

- Eliminazione delle basi dei caccia;
- Costituzione di basi per l'aviazione tedesca;
- Costituzione di teste di ponte;

Per poter giungere allo scopo, sarebbe dovuta essere pianificata la seguente operazione :

Attacco all'alba: all'alba, una prima ondata di caccia tedeschi avrebbe preso il volo per l'Inghilterra sud - orientale. La rete radar inglese li avrebbe certamente scambiati per bombardieri diretti su Londra, ed avrebbe inviato contro di essa una prima formazione di caccia decollati dagli aeroporti sulla costa. Questo perchè, più gli aeroporti sono vicini agli attaccanti, maggiore è l'autonomia di volo, maggiore è il tempo di impiego operativo "attivo" contro il nemico. Nemico, ricordiamolo, già provato fisicamente per l'attraversamento della Manica.

Solo a contatto visivo avvenuto i piloti dei caccia inglesi si accorgono di essere a contatto con dei caccia tedeschi. E non con i bombardieri. Quindi i caccia inglesi verranno impegnati con i caccia tedeschi.

A questo punto, sulla stessa direttrice, i tedeschi faranno confluire una seconda ondata di caccia. Anche in questo caso i radar inglesi penseranno da un attacco di bombardieri verso Londra. Con lo stesso copione, verranno allertati e diretti i caccia per contrastare l'attacco. Ma anche questa volta i caccia inglesi si troveranno a duellare con i caccia tedeschi.

Con ondate successive i tedeschi cercheranno di impegnare i caccia avversari, tenendo sgomberi gli aeroporti inglesi dell'Inghilterra sudorientale.

Dopo circa un paio di ore dal primo attacco, ecco arrivare i bombardieri He 111 e Junker 88. Ma attenzione : non saranno carichi di bombe, bensì di fanti della Lutfwaffe. Voleranno bassi, per evitare i radar. E scoraggiare eventuali puntate in picchiata dai caccia avversari. In formazione, per contrastare i caccia nemici.

Punteranno sugli aeroporti inglesi. Vuoti, perchè i caccia sono impegnati. Attaccheranno da Est, con il sole alle spalle, mentre gli inglesi lo avranno negli occhi. Sempre bassi, mentre i primi, con un volo radente, mitragliano le difese al suolo, il successivo ha già fuori il carrello.

Atterra,  rulla verso la torre di controllo. Con le armi di bordo vengono neutralizzate le reazioni a terra, mentre i fanti fuoriescono per prendere possesso dei depositi di carburante. Da ciascun aereo escono 15 fanti.

Appena fatti uscire i fanti,  gli aerei rullano per il ritorno. Altri aerei lasciano cadere i rifornimenti stipati in cilindri senza atterrare. I fanti prendono possesso delle difese antiaeree.

I prigionieri ed i feriti vengono evacuati a bordo di He 111 con la Croce Rossa rapidamente dipinta sulle ali e sulla fusoliera con la sigla WP (War prisoner).

I primi caccia tedeschi, rimasti senza benzina, vengono fatti atterrare. Viene loro assicurato il rifornimento, carburante (inglese) e munizioni paracadutati sul campo. Avere conquistato alcuni dei campi di aviazione inglese significa riuscire a "basare" l'aviazione tedesca. Questo per fornire copertura aerea (artiglieria volante) durante le operazioni dell'invasione.

I fanti sbarcati hanno in dotazione motociclette e motocarozzette.

Hanno armamento leggero: mortai da 37 mm, mitragliatrici MG34, cannone controcarro da 37 mm. Anche se il cannone controcarro da 37 mm risulterà poco efficace contro la corazzatura dei carri Matilda. Solo colpendo i cingoli del Matilda è possibile fermare il carro.

I fanti controllano le vie di accesso agli aeroporti. Stendono linee telefoniche e tagliano le linee telefoniche inglesi. Nel frattempo viene costituita una piccola testa di ponte sulla costa, vicino a Dover.

Qualcuno si chiederà come mai dover usare dei bombardieri per trasportare truppe nell'Inghilterra sud - orientale. La risposta è semplice: la difesa inglese avrebbe inteso che il bombardiere era in volo per bombardare. Non si sarebbe mai aspettato che il bombardiere, He 111 o JU 88 che sia, sia stato adibito a trasporto truppe. Gli Inglesi si sarebbero aspettati i lenti e mal difesi trimotori JU 52, già usati in Norvegia.

Inoltre i bombardieri sono più veloci ed hanno un armamento rispettabile e temibile. Una formazione di bombardieri che si presenti compatta farebbe paura a qualsiasi pilota di Spitfire che tentasse di attaccarla, anche in rapida picchiata. Un caccia che si avventurasse contro una formazione avrebbe contro tutte le mitragliere della formazione, e non solo le sole mitragliere dell'aereo attaccato, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare.

Vi immaginate la sorpresa vedere arrivare sulla pista di atterraggio un bombardiere tedesco che rulla verso di voi sparando con tutte le mitragliere di bordo?

Ma andiamo avanti. Non basta aver conquistato gli aeroporti: bisogna pensare a metter piede a terra dalla Manica. All'epoca gli Inglesi avevano fortificato Dover. A circa quattro chilometri da Dover, sulla sinistra, c'è una cittadina con un piccolo porticciolo per barche da pesca: Falkestone. Non ha i fondali per permettere l'attracco delle navi tedesche. Però ha alcune caratteristiche interessanti:

Il problema è come mettere piede a Falkestone dopo aver occupato gli aeroporti. Dopo aver preso gli aeroporti il cannone Robert inizierà a bombardare la costa a destra ed a nord di Dover. Gli Inglesi, nel marasma generale visto che alcuni loro aeroporti sono caduti sotto il controllo del nemico, potrebbero pensare che i tedeschi stiano preparando un attacco a nord di Dover. Per i Tedeschi il problema è che la loro marina di superficie non ha mezzi per poter offrire adeguato appoggio : la campagna di Norvegia ha prodotto pesanti perdite. Per l'invasione dell'Inghilterra si può ricorrere all'uso di cinque cacciatorpediniere e di qualche incrociatore. L'unica soluzione è l'uso di U - Boot e di S - Boot.

Durante la notte i sommergibili rimarranno in immersione: a bordo niente siluri. Sono fanteria di marina. I cannoni degli U - Boot tipo VII pezzi da 88 mm saranno di grande aiuto come artiglieria di appoggio. I sommergibili si disporranno in posizione lungo l'asse ovest - est, alle primissime luci dell'alba emergeranno e si avvicineranno il più possibile alla costa: dovranno sfruttare la marea residua. Infatti ad una certa ora della giornata rischierebbero di rimanere arenati.

Gli Inglesi avranno il sole negli occhi. I Tedeschi avranno il sole alle spalle ed un'ottima visibilità della linea di costa. Intanto la Luftwaffe inizia la copertura aerea.

I sommergibili emergono. Mettono a mare le barche trasportate sulla tolda. I fanti si imbarcano alla volta del molo del piccolo porto. Viene preso possesso del molo e del faro. Vengono requisite le piccole imbarcazioni che vengono fatte uscire per andare incontro alle unità maggiori che arriveranno al largo.

Un piccolo trasmettitore ad onde lunghe permanente viene installato sul faro: servirà a guidare l'invasione della flotta tedesca attraverso l'uso del radiogoniometro.

Nel porticciolo arrivato le S - Boot: siluranti tedesche, capaci di velocità di 70 km/h, che trasportano fanti di marina. E gli Inglesi? Non possono usare la loro flotta: la Luftwaffe ha la supremazia del cielo. Sappiamo cosa ha fatto Rudel con un JU 87 contro la corazzata Marat. Possono però far affluire truppe attraverso la ferrovia che da nord - est giunge sulla cittadina costiera. Sarà compito di Robert, il supercannone da 280 mm, sparare da Calais e produrre crateri da 30 metri di diametro per interrompere la ferrovia.

L'impresa dei Tedeschi è ancora all'inizio : bisogna consolidare la testa di ponte. Vengono fatti sbarcare altre truppe, con motociclette, motocarozzette, MG 34, mortai da 37 e 81 mm, pezzi anticarro da 37 mm. Dalla costa francese un tubo da 100 mm assicura il rifornimento di carburante : 5000 litri l'ora. Inizia il trasporto con le chiatte dei carri armati.

Il Comando Germanico ha tenuto in grande considerazione l'uso di chiatte per il trasporto nello stretto della Manica. Le chiatte hanno un ridotto pescaggio, di poco superiore al metro. Non possono essere colpite dai siluri dei sommergibili inglesi. Un siluro lanciato contro la chiatta, passerebbe sotto di esso. Inoltre, nel luglio del 1940, la Manica non era ancora stata minata.

Gli inglesi ora si trovano a risolvere alcuni problemi :

- riprendersi gli aeroporti:
ora gli aeroporti sono presidiati da personale ed aerei tedeschi radicalmente basati. Gli aerei tedeschi difendono i loro aeroporti dagli attacchi dall'aria. Da terra i fanti delle Lutfwaffe hanno armamento leggero e controcarro.

- testa di ponte di Falkestone:
il cannone di Calais e la Luftwaffe basata in Francia non fanno avvicinare nessuno. I tedeschi stanno organizzando un primo nucleo corazzato sul suolo inglese.

A favore degli Inglesi è il fatto stanno giocando in casa : ovunque si organizzano milizie di difesa locale.

Mi sembra onestamente impossibile che gli Inglesi possano ricacciare i Tedeschi in mare.

Per i Tedeschi esiste la difficoltà di un uso massiccio delle truppe meccanizzate da lanciare nella direzione verso il nord dell'Inghilterra e ripetere quello che è stato per Lille, in Francia.

Robert nel proteggere la testa di ponte avrà di fatto prodotto una cintura impercorribile di crateri di 30 metri di diametro intorno a Falkestone. Ciò significa che le truppe meccanizzate tedesche dovranno individuare una pista che sia percorribile a tutta velocità delle truppe meccanizzate. La linea dovrà essere percorsa a tutta velocità senza impegnare il nemico, il quale dovrà ritirarsi per evitare di essere preso alle spalle.

Una volta assicurate le comunicazioni terrestri con Falkestone, Dover con la mezza dozzina degli aeroporti già occupati, ci si dovrà preoccupare di Londra.

E' una città troppo grande, che non potrà mai essere occupata, ma fatta cadere per assedio, aggirandola da Sud - Est e controllando gli acquedotti che la riforniscono.

I Tedeschi ormai hanno preso solidamente piede sulla terraferma inglese. Il Galles e la Cornovaglia vengono occupate. Londra viene fatta cadere per accerchiamento. Siamo a fine settembre 1940.

Le truppe Inglesi vengono incalzate verso il nord della Gran Bretagna. La resistenza incontrata è enorme. Vengono fatti saltare i ponti. Ad Edimburgo si è rifugiato il Governo Inglese.

Siamo alla linea della massima avanzata, poco a sud, della città di York, città che ancora resiste.

Inizia l'evacuazione della flotta Inglese. Ormai Scapa Flow è entrata nel raggio di azione dei bombardieri germanici, che partono dall'Inghilterra Centrale. Gli Inglesi cercano di porre fine al traffico dei rifornimenti, attraverso la Manica.

I sommergibili Inglesi non riescono nel loro intento a causa delle chiatte usate dai tedeschi le quali, con il loro limitato pescaggio, non offrono bersaglio al tiro dei siluri.

Gli Italiani hanno già occupato Malta e Suez. La flotta italiana si è mossa in maniera massiccia e determinata, nei confronti di piccoli obiettivi, limitati territorialmente. Ad est la ricognizione aerea Tedesca rileva che i Russi stanno ammassando magazzini e truppe sul confine.

Tra la Prussia e l'Austria, i Tedeschi possono solo disporre di sole tre armate, debolmente dotate di carri.

Viene informato Hitler: non crede che i Russi attaccherranno. Hanno firmato un patto di non aggressione: si manterranno fedeli ad esso. E così, una nuova offensiva viene lanciata a verso la Scozia. Le città vengono lasciate indietro, per non essere investite frontalmente.

A fine Novembre i Tedeschi si presentano alle porte di Edimburgo. Il Governo Inglese si è rifugiato in Canada. L'Irlanda si solleva contro le truppe Inglesi. Le truppe aviotrasportate atterrano in Irlanda. E' il crollo della resistenza Inglese.

I Russi sanno che la maggior parte delle truppe Tedesche è ad Ovest. Il 12 dicembre attaccano la Prussia ed il Governatorato Generale.

Hitler è nel panico. Non può ritirare le truppe dal Regno Unito: si rischierebbe una rivolta. Tutte le riserve vengono mandate ad Est. Chiede rinforzi a Mussolini: viene concesso l'invio di una armata alpina, la sola completa di equipaggiamenti. Ma Hitler ha bisogno di carri ed aerei.

I Russi occupano metà Prussia: sono alle porte di Königsberg, ma dilagano nella pianura polacca, attestandosi al confine della Slesia.

E poi?

Una precisazione: secondo me, le potenze dell'Asse non potrebbero mai vincere la guerra. Anche se la Germania avesse potuto occupare il Regno Unito. Anche se il Giappone avesse attaccato l'Unione Sovietica.

L'obiettivo della Germania era di riappropriarsi dei confini del 1914. Mantenere un esercito di occupazione nel Regno Unito non è certo una cosa da poco.

Anche se la Francia ed il Regno Unito fossero state territorialmente occupate, i rispettivi governi avrebbero continuato la guerra dalle colonie.

Gli Usa avevano un potenziale bellico pauroso: la produzione di acciaio era quattro volte quella di Germania, Italia e Giappone messe insieme.

Un elenco telefonico di New York aveva 10 volte le pagine dell'elenco telefonico di tutta Italia.

L'unico sbocco è la pace. Ad un condizione : che i regimi totalitari implodano. Ma l'implosione deve avvenire attraverso una crisi  militare od economica. Mi sembra poco credibile che le popolazioni delle potenze dell'Asse, sull'onda delle vittorie, possano rovesciare i rispettivi governi. Anche perchè le vittorie militari hanno un effetto benevolo sullo sviluppo del P.I.L. Se il P.I.L è molto alto, aumenterà la domanda di beni di consumo. Questo potrebbe portare alla firma di una pace separata: ognuno si tenga quello che ha.

Lo Schnellboot S10 realizzato da Sandro Degiani

Lo Schnellboot S10 (soprannominato dagli Inglesi E-Boat, cioè Enemy Boat) fu costruito nel 1933 dopo svariati studi effettuati dalla Kriegsmarine (la marina da guerra tedesca) iniziati nel 1928. Lo scopo era quello di realizzare una motosilurante in grado di raggiungere i 75 km orari, pesantemente armata e con generatori fumogeni, in grado di creare una cortina di fumo nella quale attendere in agguato le navi nemiche. Innovazione importantissima per quei tempi, i motori Diesel fornivano una spinta nettamente superiore alle imbarcazioni alleate dello stesso tipo. Quello che vedete qui sopra è un modellino in scala 1 a 48 interamente realizzato (anche se non ci crederete) in... carta dal geniale amico Sandro Degiani.

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Così gli risponde William Riker:

Anch'io sono d'accordo con lei che l'Asse non poteva vincere. Però supponiamo che Hitler invada il Regno Unito e ponga Edoardo VIII sul trono e Oswald Mosley a capo del gabinetto. Il Regno Unito diventa Alleato del Reich, mentre Giorgio VI e Winston Churchill fuggono in Canada; Hitler se ne frega del Nord America e lascia re Giorgio a capo dell'ex colonia elevata a regno, mentre Australia e Nuova Zelanda si erigono a repubbliche indipendenti, e l'India conquista con anticipo l'indipendenza (iniziano prima anche le guerre tra indiani e pakistani). A questo punto Hitler si ritira dal nord della Francia, riconoscendo il Maresciallo Philippe Pétain presidente della quarta repubblica francese filotedesca, estesa a tutto l'esagono francese escluse Alsazia e Lorena, cedute al Reich come il Lussemburgo, mentre anche in Belgio, Olanda, Danimarca e Norvegia sono insediati regimi di destra; l'Italia occupa Nizza, la Corsica e la Tunisia, le altre colonie restano a Parigi.

A questo punto tutto è pronto per la colossale Operazione Barbarossa: il 22 giugno 1941 una supercoalizione formata da Reich Tedesco, Giappone, Italia, Francia, Regno Unito, Jugoslavia, Grecia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia e forse Spagna franchista sferra un attacco a tenaglia contro l'URSS per distruggerla; gli USA stanno alla finestra a vedere che succede, in attesa di schierarsi contro il vincitore. Che accadrà?

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Ed ora, una domanda postaci dal grande amico Perchè No?:

Per rimanere su queste storie di guerra, mi sono sempre chiesto cosa sarebbe avvenuto se la seconda guerra mondiale fosse stata davvero mondiale, cioè con l'entrata in guerra per un motivo o per l'altro di tutti i neutrali: Spagna, Portogallo e tutto il Sudamerica. Qualcuno potrebbe rispondermi?

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Così gli risponde il non meno geniale Enrico Pellerito:

Obiettivamente non credo che le cose sarebbero state tanto diverse riguardo il finale: sarebbero stati diversi i tempi nella conclusione del conflitto, ci sarebbero state molte altre vittime in più, ma se analizzi la situazione vedrai che non sarebbero stati fattori tali da poter ottenere esiti diversi.

La Spagna poteva schierarsi con l'Asse e avrebbe faticato parecchio a mantenere le proprie colonie che sarebbero state aggredite dai Britannici.

Il Portogallo, sebbene fascista, era tradizionalmente vicino a Londra; avrebbe dovuto scegliere Berlino, Roma e Madrid come alleati per motivi ideologici, ma come impedire che le Azzorre cadessero in mano britannica? Inoltre, le forze armate dei paesi iberici non erano assolutamente da considerarsi capaci d'impensierire l'uno o l'latro dei contendenti.

Se la Germania avesse avuto abbastanza spirito d'iniziativa (e di fatto non le mancava) avrebbe sfruttato la penisola iberica per eliminare Gibilterra e proiettarsi verso l'Atlantico, difendendo (o conquistando) gli arcipelaghi atlantici attraverso l'invio di un forte corpo d'occupazione, ma avrebbe dovuto fare prima della Gran Bretagna.

L'America Latina (dal confine meridionale del Messico a quello settentrionale dell'Argentina), sebbene anch'esso dominato da repubbliche presidenziali governate da uomini di destra, era, schierato dalla parte degli USA (quindi, in prospettiva, degli Alleati); in realtà il Sud America venne considerato nei piani di Hitler. Proprio l'affaire Graf Spee accelerò questi progetti. Hitler pensava di "catturare" proprio Uruguay, Argentina e Brasile, e si era pure dato delle scadenze tempistiche per raggiungere questi traguardi: un giorno per l'Uruguay, due settimane per l'Argentina e quattro mesi per il Brasile.

Sebbene tutto ciò possa apparire, come minimo, avventato, in effetti la base per ottenere quanto in progetto era abbastanza solida. L'Uruguay era notoriamente filo-inglese, ma il suo piccolo esercito era addestrato da specialisti tedeschi; in Argentina la minoranza tedesca, organizzata e molto attiva era seconda solo a quella britannica (gli Italiani emigrati nell'ottocento erano ormai tutti assimilati Argentini e i loro figli ancor di più, una nuova corposa minoranza italiana sarebbe giunto solo dopo la seconda guerra mondiale); nel Brasile i due stati meridionali si potevano considerare tedeschi, dato che la maggioranza della popolazione era di lingua germanica.

Nonostante questo quadro abbastanza favorevole, con l'eccezione dell'Argentina, dove molti tifavano per l'Italia (Peròn, che secondo alcuni era addirittura nato in Italia!?! era uno sfegatato ammiratore di Mussolini) le altre nazioni dell'America Latina erano molto più proclive a stare dalla parte degli USA perchè i loro quadri militari li temevano più di una Germania pur sempre lontana. Praticamente tutto il Sud America dichiarò guerra all'Asse senza eccezioni: Colombiani e Brasiliani vennero addirittura a combattere in Italia; la stessa Argentina finì per dichiarare guerra alla Germania il 27 marzo del 1945.

Supponiamo che la Bismark tampinata dalla Flotta Inglese ripari in Brasile. Chiede asilo, gli inglesi chiedono di mollarla e la situazione degenera fino all'entrata in guerra del Brasile, seguito subito dopo da Argentina e Uruguay al fianco dei tedeschi. Si apre un fronte meridionale per gli USA... il nemico è in casa. Se immaginiamo che il progetto di Hitler vada in porto, possiamo supporre che nell'ottica di un'espansione filo-nazista, la prossima ambita preda sia rappresentata dal Venezuela e dal suo petrolio, mentre la mossa successiva sarà raggiungere Panama, anche invadendo la Colombia. Questi erano proprio gli incubi degli strateghi americani, per i quali, comunque, erano state previste adeguate contromisure (l'occupazione delle Galapagos con il consenso dell'Ecuador può sembrare una cosa assurda, pure essi lo fecero per anticipare possibili mosse nemiche).

Ma visto che ci siamo, diamo sfogo alla fantasia: guerra anche in Sud America, con l'Argentina che invade Cile, Paraguay e Bolivia; il Brasile occupa le colonie alleate delle Guayane, e poi il Venezuela e la Colombia. Ce la faranno i nostri (loro) eroi a raggiungere Panama prima che i Marines arrivano?

Il Messico, invece, era considerato una nazione di "sinistra" proprio perchè al potere c'era un governo che tendeva al socialismo; certamente non propendeva per Hitler e Mussolini.

Riguardo altri neutrali, la Svizzera rischiò seriamente di essere invasa dalla Germania nel 1943; se lo avessero fatto, i Tedeschi avrebbero avuto un osso molto duro da rodere.

Anche la Svezia e la Turchia (che sotto sotto erano pro-alleati sebbene tentassero di salvare le apparenze) potevano essere invase dai Tedeschi: un loro coinvolgimento avrebbe però visto le loro forze armate combattere eroicamente ma con mezzi inferiori rispetto a quanto dispiegabile da Hitler nei loro confronti.

In conclusione, ribadisco che avremmo avuto molti più morti, il conflitto sarebbe durato più tempo, ma secondo me la guerra l'avrebbero vinta lo stesso gli Alleati.

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Questo è invece il parere di Rivoluzionario Liberale:

La Svizzera non gli conveniva, conveniva ad entrambi lo status quo, Germania e Svizzera si facevano dei favori reciproci. La Germania pagava in oro rubato ai prigionieri e alle banche centrali invase, la Svizzera dava in cambio moneta spendibile.

A Svezia, Turchia, Spagna e Portogallo, stava bene la neutralità, vendevano ai paesi dell'Asse le loro risorse naturali e l'Asse pagava in franchi svizzeri: la Germania aveva bisogno di loro. 

Ci sono stati addirittura episodi dove la RAF e l'equivalente americana hanno bombardato fabbriche svizzere che lavoravano per i tedeschi.

La Spagna poteva entrare in guerra con l'Asse, ma veniva gia da una guerra civile disastrosa, poteva servire come una gigantesca portaerei e i suoi porti utili ai tedeschi, ma allo scoppio della guerra le sue Forze Armate erano trascurabili.

Cliccate qui per saperne di più su un'entrata in guerra di Spagna e Turchia accanto all'Asse.

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Anche Francesco Dessolis dice la sua:

L'ipotesi del coinvolgimento degli stati sudamericani contro gli Stati Uniti è molto interessante. Magari Peron poteva anche essere disponibile, ma penso che avrebbe fatto una brutta fine. Come i generali iracheni che, deposto il re filo inglese, aspettarono invano l'aiuto aereo di Italia e Germania, e tanto meno le truppe di Rommel.

O come lo shah Reza Khan, che fu deposto dagli inglesi solo per non avere dato il consenso che la Persia fosse occupata da inglesi e russi, per facilitare il rifornimento inglese all'esercito di Stalin.

Il problema era che Hitler e Mussolini vedevano tutto solo in un ottica europea, o al massimo mediterranea...

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Ed ecco ancora il parere di Enrico:

Sono d'accordo. Avevano anche una visione strategica globale, ma piuttosto limitata e ondivaga. Non era mai coerente nel tempo e nella continuità. Un giorno Gibilterra, l'altro Malta, l'altro ancora il Canale di Suez, tanto per parlare del Mediterraneo, che come veduta d'insieme veniva tenuto escluso dalla campagna di Russia.

Non c'è dubbio che, rispetto il precedente conflitto mondiale dove il campo principale fu l'Europa Occidentale, nel secondo questo divenne piuttosto mobile, passando da ovest all'est allorquando venne invasa l'URSS, ma gli Alleati, specie gli occidentali, avevano un vista panoramica ben più vasta.

Sappiamo però bene che le risorse a disposizione dei due dittatori non erano sufficienti per consentire un'espansione verso tutte le aree strategiche, anche se apparentemente marginali, che interagivano con il conflitto.

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Così aggiunge Basileus TFT:

La faccenda mi ha intrigato: cosa succede se l'Asse vince la guerra?

Tralasciamo scenari stile "la svastica sul sole" e simili, vorrei sapere cosa avete in mente a livello molto concreto. Non è importante tanto cosa come la guerra viene vinta ma cosa succede nei decenni successivi, fino all'anno 2010.

Mettiamo che Mussolini riesca a prendere Alessandria con una serie di fortunatissime incursioni; Hitler prende Mosca e Stalin capitola, seguito poi dalla Gran Bretagna, sola ed isolata. Germania e USA firmano una pace bianca e rimangono a scannarsi Giappone e USA. Cosa succede dal trattato di pace in avanti?

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Gli risponde Bhrg'hros:

I progetti del Führer erano di rimandare lo scontro Europa-America agli Anni Ottanta e invece di intervenire quanto prima a difendere l'Impero Britannico contro il Giappone. Del resto già agli inizî del Novecento era diffusa anche in alte sfere sulle due sponde anglosassoni dell'Atlantico l'idea della Teutonic Connection tra Greater Britain (= Impero Britannico + Stati Uniti) e Germania contro Giappone-Cina e rispettivamente Russia.

Hilter fondeva le idee geopolitiche di Haushofer sullo Spazio Eurafricano con la tradizione direttrice imperialistica della Germania verso Sud-Est (teoricamente fino all'India) e le elaborazioni della Thule-Gesellschaft circa la Russia come Spazio Vitale per il Großgermanisches Reich. Il risultato di tutto ciò sarebbe stato un triplice sistema centrato sulla Germania: il Großgermanisches Reich contornato da vassalli immediati fino all'Asia Centrale, l'Europa Unita con l'estensione coloniale africana (peraltro in massima parte inglobata nel Mittelafrika tedesco) e la Teutonic Connection con l'Impero Britannico ed eventualmente una Panamerica W.A.S.P.

Il Duce ancora all'epoca della R.S.I. riteneva inevitabile un'imminente guerra contro la Germania. Il condominio, sia pure subordinato, tra Großgermanisches Reich e Impero Romano era destinato al fallimento nella mente dei suoi stessi principali promotori. Ben altra importanza avrebbe invece rivestito il confronto con la Sfera di Co-prosperità Asiatica. Il progetto e le contraddizioni interne erano le stesse dell'attuale imperialismo dell'Occidente. Non è verosimile che gli sterminî organizzati dal Nazionalsocialismo proseguissero più di qualche anno. Entro gli Anni Ottanta sarebbe stata raggiunta una forma di 'Sovranità Popolare' sostanzialmente simile all'attuale pseudodemocrazia e, come quest'ultima, il lato più esiziale di tale politica sarebbe stata la cieca ostilità a ciò che - significativamente - sia il Nazionalsocialismo sia l'Occidente chiamano "Asia". Nel complesso il punto di arrivo, condito di innumerevoli menzogne storiche, sarebbe stato una situazione molto vicina a quella che stiamo sperimentando, solo forse con un ruolo più aggressivo da parte tedesca e ovviamente confini abbastanza diversi.

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E Rivoluzionario Liberale aggiunge una sua proposta di cronologia:

POD: L'Italia è molto meglio armata e ha generali molto più capaci, disponiamo di molti più aerei e di un paio di portaerei. In Grecia e in Africa i tedeschi non devono inviare truppe, e gli italiani avanzano spediti.

Rommel è impiegato in Russia e gli alpini inviati vegono invidiati per l'ottimo armamento, copiato anche dai tedeschi.

La Grecia capitola, anche grazie alla superiorità aerea italiana, e anche Alessandria fa la stessa fine.

Malta viene catturata dagli italiani che dispongono di Radar.

Nella battaglia d'Inghilterra l'aviazione italiana seppur in numero modesto fa sentire il suo peso.

Stalin capitola. Churchill arriva a una pace bianca con tedeschi e italiani (che in questo scenario non sono inferiori).

La Gran Bretagna cede l'Egitto, Cipro, Malta e il Sudan all'Italia: la Germania annette l'Olanda, il Belgio e il Lussemburgo e si espande a est.

Gli USA vincono la guerra con il Giappone. Si arriva a una guerra fredda GB+USA contro D+I.

L'Italia domina il Mediterraneo. Negli anni '50 i tedeschi arrivano alla Bomba atomica. E poi?

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E ora, una proposta genialissima di Perchè No?: Mein Kampf des Rings!

< MODE SCHERZO ON >

Supponiamo che il giovane John Ronald Reuel Tolkien sia ferito mortalmente durante la battaglia della Somme: una grave perdita la letteratura, ma forse evitiamo la seconda guerra mondiale!

Vi spiego. Il nostro povero Tolkien viene ferito durante un'offensiva inutile e si ritrova morente in una trincea in piena No man's land. Ma non é solo: un altro soldato si é ritrovato isolato nella controffensiva successiva, un austriaco: è il caporale Adolf H., anche lui ferito ma meno gravemente. Adolf non osa finire l'Inglese che non può più fargli niente di male, e dopo un po' inizia ad ascoltare il delirio del morente che parla dei suoi studi, delle lingue nordiche e di strane storie che parlano di regni in rovina, di piccoli uomini e di elfi. Adolf, che ha un'anima di artista, é commosso dalla bellezza di queste evocazioni e inizia a prendersi cura dell'Inglese. I due passano una giornata e una notte intera nella trincea, e alla fine l'Inglese si spegne tra le braccia dell'Austriaco che piange. Adolf H. riesce finalmente a tornare nella sua trincea, ma non é più lo stesso, gli é passato l'odio per il nemico e gli é nata una curiosità che dopo la guerra lo spinge verso lo studio: riesce a seguire le lezioni dell'università di Monaco di Baviera, vince una borsa di studio per andare a studiare ad Oxford, e qualche tempo dopo inizia a scrivere la sua grande opera fantastica in cui vuole ricreare l'emozione che é nata in lui accanto al defunto Tolkien...

< MODE SDCHERZO OFF >

OK, ora bruciatemi pure sul rogo...

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Gli risponde MattoMatteo:

Niente rogo, la tua ucronia è molto bella! Quasi sicuramente la seconda guerra mondiale sarebbe scoppiata lo stesso (dopotutto Hitler non fece altro che sfruttare e cavalcare un sentimento già presente ed ampiamente diffuso)... ma senza Hitler ci sarebbero state parecchie differenze: la guerra l'avrebbe iniziata l'Impero Tedesco, probabilmente sarebbe iniziata più tardi e sarebbe durata di meno (a causa della mancanza di un leader carismatico che tenesse unita la Germania), e quasi certamente non ci sarebbe stata la Shoah.

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A questo punto, ecco il ragionamento di Rivoluzionario Liberale:

L'antisemitismo è una delle cose più strategicamente errate che ci possa essere, e in effetti Hitler è stato il peggior stratega della storia. Per le mie regole di strategia, il nemico del nemico è alleato, e il nemico è ciò che ti contende un territorio oppure un'"area sociale". Gli ebrei non avevano intenzione di costruire il loro stato in Europa centrale, e quindi non aveva senso perseguitarli, semmai usarli o allearsi.

Il pessimo stratega Hitler aveva diverse opzioni e ha ragionato malissimo, è stato comunque un eccellente arrampicatore, questo va detto, piaceva ai tedeschi e come tutti i demagoghi i nemici stanno "fuori". L'opzione principale era l'espansione a est. quindi serviva l'appoggio di ciò che non aveva il medesimo obbiettivo. Il comunismo sovietico era il nemico ideale, allora doveva prepararsi un alleanza a occidente per espandersi a est, bastava un po' di concessioni a una pseudo democrazia, non toccare interessi inglesi, francesi e americani. Poi il casus belli era l'invasione della Finlandia.

Supponiamo dunque che Hitler prenda una botta in testa, rinsavisca e diventi un ottimo stratega: dichiara guerra all'URSS e attende aiuti dagli alleati, che non arrivano. Va allora alla Società delle Nazioni e incolpa gli occidentali di non aiutarlo, guadagnando il sostegno dell'opinione pubblica. Inoltre non compie massacri inutili: chi è prigioniero lavora per il Reich. Sostituisce l'ideologia della superiorità germanica con una superiorità indoeuropea, dichiarando l'obbiettivo dell'unificazione indoariana, ma tranquillizza la corona britannica: solo i cristiani, non rivendica l'India. Poi aggiunge i mussulmani, ma esclude gli induisti.

Accusa quindi l'URSS di non tollerare la libertà religiosa, e passa come paladino sia dei cristiani che dei mussulmani dell'URSS. Si accorda con gli ebrei che lavorano per il Reich, nessuna persecuzione ma l'accordo prevede la cessione della Palestina, che è britannica. Nel 1939 attraversa la Polonia, ma gli ordini della Wermacht sono di non far male ai civili, in quanto ariani, e neppure agli ebrei. Afferma che anche i turchi dell'URSS, essendo ex iranici turchizzati nel Medioevo, sono Indoariani e quindi futuri cittadini.

A Stalingrado i tedeschi arrancano, ma le città tedesche non sono bombardate dagli alleati, anzi gli americani inviano aiuti di tutti i tipi. Con la caduta del comunismo Stalin si suicida, ma Hitler è magnanimo con i prigionieri (i dirigenti) e li lascia scappare in Sud America o dove vogliono, cosi otterrà la nascita di movimenti marxisti nel ventre delle altre potenze. Kruscev scappa in India, Berja in Messico. Dopo la vittoria si crea una federazione nazista ariana dal Reno alla Siberia; la Finlandia viene ricompensata con la Karelia (in azzurro), la Romania con la Trasnistria (in giallo). Agli ebrei viene offerta la provincia costiera pacifica (in blu).

Le lingue ufficiali sono il tedesco, il russo (attenzione, l'ideologia nazista contempla tutta l'indoeuropeità come dialetti), le lingue baltiche, le lingue turche, altre lingue slave, l'armeno, eccetera. Il nazismo cerca anche di reintrodurre l'osseto (lingua iranica) per le etnie turche, senza successo. Adolf tenta anche di imparare il russo, forse riesce a riconoscere qualche lettera dell'alfabeto cirillico.

Vuole costruire Ariana, la sua nuova capitale, ma dove?

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Tuttavia Paolo Maltagliati obietta:

Occhio che:

a) non esiste solo la geopolitica e
b) l’ideologia è una brutta bestia, distorce la visione della realtà.

Senza addentrarmi in un discorso molto lungo e ancora aperto in seno agli storici, ti dico che la persecuzione degli ebrei era strumentale al conseguimento del potere e perfettamente in linea con le problematiche sentite dalla classe media tedesca del periodo.

I tedeschi prostrati avevano bisogno di un nemico cui dare la colpa delle loro miserie. Un nemico sociale comune può essere uno degli elementi del cemento del potere.

Ed i nemici erano il comunismo, la Francia gloriosamente vittoriosa che aveva deciso di umiliare la Germania a Versailles, i traditori dell’impero guglielmino, che da codardi avevano pugnalato alla schiena l’esercito siglando una resa umiliante (socialdemocrazia e Zentrum, per chiarirci) e le non meglio precisate lobby finanziarie che reggevano il mercato globale, governate dalla massoneria e dagli ebrei, almeno secondo la propaganda nazista.

Il popolo tedesco ha evidentemente gradito. Hitler avrà anche eliminato le opposizioni una volta salito al governo, ma non ha preso il potere con un vero e proprio colpo di stato come il duce. Ha beccato il 43,9% dei voti con 13 milioni di elettori. È stato oggettivamente un politico molto carismatico ed in grado di mobilitare le folle.

E prima di scatenare la seconda guerra mondiale, è riuscito ad ottenere, senza colpo ferire la smobilitazione dell’esercito francese dalla Renania, l’Austria, i Sudeti e la Boemia.

Inoltre è riuscito, approfittando dell’indecisione di Laval, a rompere con successo il fronte di Stresa, portando l’Italia dalla propria parte. Adesso noi sappiamo che l’Italia aveva un esercito insufficiente ed impreparato, una produzione industriale del tutto inadeguata alle ambizioni imperialistiche fasciste, un governo imbrigliato ed esposto ai ricatti dei grandi industriale e, in minima parte, dalla chiesa, etc.etc.. Ma non va commesso l’errore di mischiare il prima con il poi. Nel ‘36 l’Italia veniva considerata una potenza molto temibile, soprattutto in campo areonautico e navale.

Hitler sarà anche stato un folle, ma certo non era uno stupido.

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C'è anche la proposta di Andrea Li Castri:

Questa pagina di giornale illustra il progetto che un tale Gomberg, poco prima dell'Attacco di Pearl Harbor, formulò in caso di vittoria degli Alleati. E se questo progetto fosse stato attuato?

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E ora, ecco quanto ci ha scritto Enrica S.:

Cosa ne dite di questo video?

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Le replica il solito Enrico Pellerito:

Questo video parla della concreta possibilità che il cosiddetto Tripartito potesse diventare Quadripartito, mettendo a serio rischio la probabilità che gli Alleati riuscissero a vincere il secondo conflitto mondiale, finendo per giungere ad uno stallo dove nessuno sarebbe stato in grado di vincere.

A questo proposito, ricordo l'ipotesi ucronica del professore David Fromkin, storico statunitense che fu docente di relazioni internazionali e storia alla Boston University: Africa, Asia ed Europa in mano al Quadripartito, in un mondo congelato dove la Gran Bretagna e gli Stati Uniti avrebbero potuto schierare forze e risorse quantitativamente inferiori rispetto a quanto disponibile ai dittatori nazifascisti e comunisti e ai militaristi nipponici.

Ma Fromkin è, addiirttura, più pessimista, per ché per lui la conseguenza sarebbe stata il progressivo isolamento delle nazioni di lingua inglese, antagoniste di un mondo ostile, che «...non avrebbero avuto altra scelta realistica se non quella di fare la pace con il nemico, mantenendo almeno ancora per un po' una certa autonomia, ma...» «...destinate alla fine a soccombere».

A Londra e a Washington temevano questa eventualità; d'altra parte, come da lui ricordato, questa era la visione geopolitica inquadrata da Karl Haushofer, che partendo però da un presupposto e un obbiettivo diverso (essendo anche un militare sapeva quanto difficoltoso sarebbe stato affrontare un conflitto contro l'Unione sovietica o contro qualsiasi entità politico-territoriale si fosse trovata al posto di questa, così come contro gli Stati Uniti d'America) traguardava una ripartizione del globo nei 4 grandi spazi ("verticali" li definisco io, lungo l'asse Nord-Sud) sottoposti al dominio rispettivamente degli USA, della Germania, dell'Urss e del Giappone.

Secondo Haushofer questa era ritenuta una possibile soluzione all'espansionismo delle 4 citate nazioni, creando una sorta di equilibrio, dove le potenze marittime non avrebbero potuto più stringere quello che lo stratega tedesco definiva "anello", nei confronti degli stati continentali, consentendo a questi di sviluppare la propria economia.

Ma Hitler non era affatto convinto di ciò (se non sulla possibilità che Gran Bretagna e Germania costituissero un'alleanza anglo-sassone) e l'influenza di Haushofer sulla strategia nazista nella dinamica del conflitto scoppiato nel 1939, fu esclusivamente strumentale, momentanea e con fini capziosi: nel Mein Kampf il Lebensraum era stato posizionato ad Est della Germania, diventando orizzontale il grande spazio tedesco lungo l'asse Ovest-Est, mentre l'espansione in Africa della Germania, sebbene non aprioristicamente esclusa, aveva un aspetto secondario.

Inoltre, proprio sulla base del suo pensiero politico, Hitler non avrebbe accettato per lungo tempo un'eventuale alleanza con l'Urss, considerando il bolscevismo nemico mortale del nazismo.

Nel video viene esposta l'opinione del suo autore, partendo da un presupposto e sviluppando le conseguenze controfattuali in maniera abbastanza coerente e plausibile, a parte dettagli di carattere territoriale.

La dinamica può anche considerarsi equilibrata, la questione sta proprio sulla plausibilità del presupposto. Cosa spingeva Hitler, venendo meno ai principi esposti nel Mein Kampf a cercare una reale alleanza con Stalin per farlo combattere a suo fianco con l'intenzione di liquidare l'Impero britannico?

Solo ed esclusivamente la convinzione di essere più furbo del georgiano, rispetto a quanto stipulato il 23 agosto del 1939, quando cinismo ed opportunismo fecero incontrare i due dittatori in quel particolare momento storico.

Unì'intesa comune con lo scopo di eliminare la Polonia era l'obbiettivo di Hitler, Stalin ne approfittò per cercare di riottenere, senza doversi confrontare con una Germania ostile, alcuni territori già appartenuti all'Impero zarista e garantirsi il controllo di porzioni strategiche lungo i confini finlandesi.

Ma entrambi erano in malafede, come quando Stalin pretese nel giugno 1940, oltre la Bessarabia romena, per come previsto negli accordi con la Germania, anche il territorio di Hertza e la Bucovina (la Bessarabia faceva parte di ciò che era considerata Europa sud-orientale, dove la Germania, in base ai protocolli siglati, non avrebbe influito politicamente, la Bucovina era, invece, inclusa nella Mitteleuropa, dove era l'Urss a non potere intervenire).

La malafede nazista rispose nel settembre 1940 con il Trattato di Craiova, imponendo alla Romania di cedere alla Bulgaria la Dobrugia meridionale, facente questa parte, secondo le ripartizioni decise nel patto Molotov/Ribbentrop, dell'Europa sud-orientale.

Chiaramente ognuno cercava di fare le scarpe all'altro e nella convinzione di riuscire a menarlo per il naso anche stipulando trattati e impegni da rispettare solo strumentalmente e nell'ottica del proprio interesse. La prospettiva di rendere realmente concreta l'alleanza con l'Urss, con la quale la Germania sarebbe stata teoricamente in pace fino al 1949, serviva ad Hitler per rendere altrettanto concreta la convinzione a Londra che l'unica cosa rimasta da fare era la ricerca di un armistizio, accentando lo "status quo" esistente in Europa. Dopo di ciò, nella mente di Hitler era previsto che la potenza bellica nazista, libera dagli impegni ad Occidente, si sarebbe riversata contro l'Urss, per sconfiggerla, debellare il bolscevismo e appropriarsi dello spazio vitale necessario al popolo tedesco.

L'alleanza con Stalin fallì perché Molotov l'aveva subordinata all'accoglimento di specifiche richieste: ritiro delle truppe tedesche presenti in Finlandia, nazione che doveva rientrare nell'ambito della sfera sovietica e cessazione del riarmo tedesco a questa; assicurazione della sicurezza dell'Urss nei Dardanelli attraverso un patto di mutua assistenza tra Mosca e Sofia, dove era previsto la concessione di una base per le forze armate di Mosca nel raggio del Bosforo e degli Stretti; riconoscimento dell'area a sud del Caucaso come "il centro delle aspirazioni dell'Unione sovietica"; rinuncia del Giappone ai suoi diritti di concessione di carbone e petrolio nella parte settentrionale dell'isola di Sakhalin.

Hitler definì tutto ciò un ricatto, ma comprese anche che non sarebbe riuscito a "giocare" con Stalin ulteriormente, dando immediate disposizioni per programmare l'invasione dell'Urss.

Se invece, come prospettato nel video, avesse accettato?

La Bulgaria sarebbe diventata un satellite dell'Urss, mentre la Jugoslavia è una questione diversa. Molotov non risulta avere fatto accenno alla Jugoslavia nella risposta data a Ribbentrop dopo l'incontro a Berlino nel novembre 1940, ma è probabile che i Balcani sarebbero presto diventati oggetto di questione; in una visione di coabitazione e spartizione del globo, per come ipotizzato nel video, non so fino a che punto la possibilità ipotizzata da Mazzoni di un condominio sulla Jugoslavia sarebbe stata considerata accettabile dalla Germania, ma per come la vedo io, sulla base dei dati disponibili, a quella coabitazione non ci si sarebbe arrivati, per lo meno non sarebbe rimasta in essere per lungo tempo in una situazione tranquilla.

Ad ogni modo, nulla ci vieta di immaginare ulteriori discussioni e tentativi di patteggiamento tra Ribbentrop e Molotov dopo la richiesta che questi presentò in HL. Ma a cosa si sarebbe giunti?

Haushofer considerava, nella sua ripartizione mondiale, che i Sovietici avrebbero dovuto indirizzare le proprie aspirazioni verso l'Iran, lasciando l'Irak e la penisola arabica all'Eurafrica a guida tedesca, sostituirsi all'egemonia britannica sull'India, giungendo anche ad un accordo con le ambizioni continentali nipponiche, proiettate sulla Cina.

Figuriamoci, se fosse stato per le intenzioni di Tokyo previste nel progetto della Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale, Mosca avrebbe dovuto addirittura rinunciare alla Siberia orientale.

Ipotizziamo che Hitler, come detto, accetti; ovviamente non lascerà a Stalin il monopolio delle risorse petrolifere, per cui è molto probabile che il confine fra Irak e Iran diventerà quello fra i rispettivi ambiti; inoltre il dittatore nazista dovrà riuscire a convincere Tokyo sulla questione Sakhalin, chiedendo (se messo a conoscenza dei progetti segreti giapponesi), di rinviare espansioni a danno della Siberia.

Non è da escludere che i Sovietici potessero giungere ad una negoziazione, accordandosi; d'altra parte, pur di ottenere aggiustamenti favorevoli al confine con la Finlandia nel settore di Leningrado e nella Penisola dei Pescatori, oltre al controllo del Golfo di Finlandia, prima che scoppiasse la cosiddetta guerra d'inverno Mosca aveva offerto ad Helsinki, come compensazione, il doppio dell'estensione territoriale richiesta, dimostrando un certo acume diplomatico.

Fatti gli accordi, è probabile che i Sovietici sarebbero entrati in Iran, così come prospettato nel video, conquistandolo e deviando verso l'India nord-occidentale (erroneamente definita Pakistan, che in quel momento era solo un progetto dei politici indiani musulmani).

Altrettanto probabile lo sviluppo che vede il dispositivo militare britannico entrare in crisi, nell'impossibilità di utilizzare contemporaneamente le proprie risorse in Africa settentrionale, in Asia anteriore e in India.

Potrebbe anche non esserci più alcuna iniziativa contro gli Italiani in Africa orientale.

Non credo che la Germania avrebbe deciso di aiutare direttamente i Sovietici in India (immagino Hitler dire cose come: problemi loro, più s'infognano meglio è, meno difficoltà quando arriveremo alla resa dei conti con i bolscevichi, ecc.); semmai il Terzo Reich avrebbe mantenuto il proprio apparato nei territori occupati in Europa (rendendo problematico qualsiasi progetto britannico di invasione del continente), imposto a Vichy (minacciando addirittura un diretto confronto) di ritornare in possesso delle colonie francesi passate dalla parte del Regno Unito, aiutare gli Italiani se questi non fossero riusciti ad ottenere sviluppi positivi in Africa settentrionale e orientale.

L'Afrikakorps potrebbe essere sempre creato, ma con l'obbiettivo di iniziare a conquistare i territori britannici del continente nero, mentre un altro contingente verrebbe inviato in direzione dell'Irak e della penisola arabica (si possono qui ipotizzare varie direttrici di penetrazione attraverso l'Egitto, il Levante francese, addirittura il Caucaso sovietico, ma questo è un po' un dettaglio).

Importante, però, la decisione di smobilitare una parte dell'esercito, lasciando ben efficienti Kriegsmarine, Luftwaffe ed SS, rendendo possibile un rientro nel ciclo produttivo di una buona fetta della forza lavoro, migliorando con questo, l'economia.

Il contemporaneo ingresso del Giappone nel conflitto contro i Britannici non è scontato; semmai questi (ai quali, in base a probabili accordi, poteva essere garantito un flusso di rifornimenti petroliferi dall'Urss, attraverso la ferrovia Transiberiana) avrebbero aumentato il proprio impegno in Cina per risolvere definitivamente la questione, trattando sulla possibilità di lasciare in essere un'area della Cina occidentale sotto il controllo sovietico, tramite l'allora Armata Rossa Cinese (ma Mao Zedong non sarebbe certo il leader dei comunisti locali).

Per gli Usa sarebbe diventato oltremodo difficoltoso rifornire le forze nazionaliste cinesi, ma queste non credo che sarebbero state eliminate in tempi brevi e avrebbero dato filo da torcere a tutti gli avversari, anche attraverso la guerriglia.

A Washington avrebbero deciso di passare al riarmo massiccio, con le misure attuate in HL (coscrizione, creazione di una riserva militarmente addestrata, aumento del naviglio da guerra e di tutto il resto immaginabile).

Sarebbero state attuate politiche di assistenza e mutua difesa con gli stati latino-americani, con progressiva estromissione delle influenze nazifasciste dai suddetti stati, mentre gli embarghi contro i nemici della Gran Bretagna e di Chiang Kai-shek, avrebbero avuto quasi nulla efficacia, considerando il panorama geostrategico alternativo.

Un atto terroristico o un qualsiasi altro casus belli ai danni degli Usa (vogliamo pure supporre organizzato ad arte?), avrebbe spinto l'opinione pubblica statunitense a volere partecipare al conflitto? Difficile rispondere.

Certo, se consideriamo che in prospettiva il Giappone sarebbe stato teso ad ottenere una maggiore autonomia energetica, per cui nel futuro, senza per questo attaccare direttamente gli Usa, avrebbe potuto rivolgere le proprie mire verso i pozzi petroliferi delle Indie olandesi e dei possedimenti britannici del Borneo (nel qual caso Hong Kong sarebbe stata invasa da subito e non molto dopo come riportato nel video), difficile, a questo punto, ritenere che Roosevelt (o chi per lui) sarebbe rimasto con le mani in mano, almeno per quanto riguardava lo scacchiere asiatico.

Ma mi preme tornare alle vere vere intenzioni di Hitler nei confronti dell'Unione Sovietica, perché qui ritengo stia la differenza rispetto alle ipotesi di una spartizione delle terre conquistate e in un prosieguo all'insegna del "volemose bene" tra nazismo e bolscevismo.

Quando giungere al "redde rationem" con Stalin? Presumibilmente, quando i Britannici gettano la spugna, il che per questi significa aver dovuto perdere Egitto, Asia anteriore, India, buona parte dell'Africa.

Comprensibile che di fronte ad una situazione disastrosa che vede la Gran Bretagna in preda alla fame per scarsità di rifornimenti, al freddo per mancanza di energia e sotto i bombardamenti, finanche Churchill potrebbe trovarsi costretto ad ammettere il fallimento e dare le dimissioni per lasciare mano libera ad un governo, il cui mandato sarebbe di richiedere la pace.

Ammesso si giunga a questo punto, oppure ad una sostanziale cessazione delle ostilità perché è palese la debolezza britannica, Hitler potrebbe pensare che sarebbe meglio non sprecare risorse per un'invasione, pur sempre onerosa e rischiosa, delle isole britanniche, impiegando meglio le dette risorse sul continente.

A parte l'aspetto progettuale, un attacco all'Urss comporterebbe un impegno logistico enorme, che andrebbe tenuto nascosto il più possibile ai Sovietici.

Dobbiamo ipotizzare una variante ucronica dell'operazione Barbarossa nell'ottica del differente quadro ambientale.

Non mi addentro oltre lo specifico argomento, ma è chiaro che se le cose possono iniziare come, grosso modo, sono andate in HL, la Germania e i suoi alleati europei dovranno affrontare la campagna contro un nemico che potrebbe risultare svantaggiato per la mancanza di, o la grande difficoltà nell'ottenere, aiuti da parte degli Occidentali (presumibile che in questo quadro geostrategico il Giappone partecipi da subito alla crociata antibolscevica, impedendo l'uso di Vladivostok), ma avvantaggiato dall'essere già in economia di guerra.

L'ampio fronte che si aprirebbe da Murmansk all'Estremo Oriente sovietico, passando per l'Europa orientale, il Caucaso, l'Iran, la Birmania, la Cina e la Manciuria, sarebbe qualcosa di spaventoso.

Le risorse dei contendenti verrebbero gettate a profusione in questo calderone.

Ma a questo punto, gli Usa interverrebbero, a costo di creare un incidente, indipendentemente da un'azione nipponica diretta verso le aree petrolifere del Sud-Est asiatico (cosa questa quanto meno necessaria per garantirsi gli approvvigionamenti non più ricevibili dall'Urss e solo parzialmente compensabili dai giacimenti arabi in mano alla Germania).

Se la Gran Bretagna è ancora in guerra, persisterà nella lotta, ma anche se ha fatto un accordo armistiziale, quanto prima rientrerebbe tra i belligeranti (probabile che i Tedeschi avranno preteso la cessione di buona parte della Royal Navy fra le richieste avanzate con l'ipotetico armistizio, ma è da presumere che, disobbedendo alle direttive ufficiali del governo di Londra (non a quelle ufficiose), la marina di Sua Maestà si sarebbe trasferita in Canada al momento della richiesta di pace al Quadripartito.

Alla fine, fermo restando che questo è solo il mio parere, si sarebbe proposto un quadro virtuale a noi familiare: la sconfitta del nazifascismo e dell'imperialismo giapponese, con la vittoria degli Alleati occidentali e dell'Urss, solo che stavolta ci sarebbe voluto più tempo e ci sarebbero stati più lutti e distruzioni.

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Per prendere parte alla discussione, scriveteci a questo indirizzo.


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