1940: Italia neutrale, vittoria nazista

di Dans


Schema: 1940, l’Italia passa dalla non-belligeranza alla neutralità --> No campagna di Grecia --> Hitler non deve occupare divisioni utili e può lanciare in anticipo l’operazione Barbarossa --> Mosca occupata --> entrata in guerra del Giappone contro l’Urss --> crollo sovietico --> guerra fredda Usa/Germania

 

Gennaio 1940

E’ l’inverno della drôle de guerre. L’Italia, “non belligerante”, è ai ferri corti con Hitler: fallita la speranza che la vittoria sulla Polonia segnasse la fine del conflitto, le relazioni italo-tedesche sono in declino, visto la resistenza anglo-francese alle pretese hitleriane. Pesano, sui rapporti tra Hitler e Mussolini, la questione delle opzioni in Alto Adige, i danni economici provocati ai commerci italiani dal blocco navale inglese, e il patto Molotov-Ribbentrop, che cozza contro l’antibolscevismo e la conseguente simpatia per la Finlandia dell’Italia fascista, oltre a provocare l’intralcio tra interessi italiani e tedeschi nei Balcani, in cui Mussolini puntava a mettersi a capo di un blocco di paesi neutrali.

Il 5 gennaio 1940 Mussolini scrive a Hitler, invitandolo a non riprendere le ostilità, vista l’impossibilità di una vittoria completa sulla Gran Bretagna per l’inevitabile intervento americano, e a permettere una mediazione italiana. Ma Hitler si degna di rispondere solo il 10 marzo, dopo l’attacco alla Danimarca e alla Norvegia: “O con noi, o sarete relegato a un ruolo subalterno”. I contemporanei contatti di Mussolini con americani e francesi non hanno dato risultati. Il 10 giugno, allo sfondamento della Somme, l’Italia dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna, aprendo i nuovi fronti in Libia e in Africa Orientale. Il 28 ottobre, irritato a causa del mancato coinvolgimento da parte di Hitler nell’occupazione della Romania, Mussolini attacca la Grecia. Ma l’atteso colpo di stato filo-italiano non avviene, e le truppe greche iniziano la resistenza.

 

Hitler dovette intervenire per salvare la faccia ed il fondoschiena dell'alleato, e perchè adesso era scoperto sul fianco sud/est e a rischio di contrattacco inglese dai balcani e dalla Arabia.

Perse due mesi e importanti risorse per pareggiare la situazione e dovette rimandare l'attacco alla Russia a Maggio con meno divisioni, meno mezzi, meno uomini e sopratutto meno tempo.

Göring si giocò tutti i parà su Creta in una folle operazione di prestigio e di immagine, quando li avrebbe potuti usare in Russia dietro alle linee nemiche in ritirata e su Stalingrado prima che i russi la fortificassero ed ergessero a ultimo baluardo.

Quei due mesi erano quelli che mancavano al successo quando i primi fiocchi di neve iniziarono a cadere sulle armate tedesche nel bel mezzo della sconfinata pianura russa... le cupole del Cremlino restarono un lontano miraggio. Senza il petrolio e le risorse minerarie e alimentari della Russia e dei Caucaso, la guerra tedesca era finita, poteva solo trascinarsi, sotto la guida sempre più folle di un despota impazzito ed incapace di accettare il suo insuccesso,  attraverso un logorio continuo ed una continua emorragia di risorse e di uomini verso la inevitabile sconfitta. (Sandro Degiani)

... e se ...

Se i delegati americani e francesi, in quella primavera del ’40, fossero stati più convincenti contro un Mussolini ben irritato verso l’arroganza hitleriana?

Paradossalmente, la neutralità italiana nel secondo conflitto mondiale avrebbe potuto favorire Hitler, evitandogli l’apertura di nuovi e sanguinosi fronti contro gli inglesi (Libia, Grecia) e permettendogli di concentrare le forze nell’attacco allo storico nemico bolscevico. Una volta prese Stalingrado e Mosca, anche i Giapponesi non avrebbero atteso oltre per calare sulla carcassa dell’impero di Stalin, risalendo la linea della Transiberiana. E a quel punto, senza l’alleato sovietico, gli Stati Uniti non avrebbero potuto permettersi di entrare in guerra. La successiva guerra fredda sarebbe stata strettamente continentale: un’Eurasia nippo-nazista contro le Americhe egemonizzate dagli Usa.

 

- Anno 1940 -

05.01 Mussolini scrive a Hitler, invitandolo a non riprendere le ostilità, vista l’impossibilità di una vittoria completa sulla Gran Bretagna per l’inevitabile intervento americano, e a permettere una mediazione italiana. Ma Hitler si degna di rispondere solo il 10 marzo, dopo l’attacco alla Danimarca e alla Norvegia: “O con noi, o sarete relegato a un ruolo subalterno”.

Marzo-Aprile: I delegati americani e francesi contattati da Mussolini si mostrano risoluti nell’invogliare il Duce a restare neutrale. Pesa soprattutto la stima di Winston Churchill nei confronti di Mussolini, mai venuta a mancare. A Mussolini gli inglesi garantiscono l’egemonia nel Mediterraneo in un dopoguerra in cui siano gli Alleati a vincere, e la Germania ritorni al ruolo di media potenza continentale.

10.05 inizio del fulmineo attacco tedesco contro la Francia. Il 9 maggio Reynaud e Chamberlain si dimettono, sostituiti da un nuovo governo Reynaud e da Churchill

10.06 sfondamento nazista sulla Somme. [Dichiarazione di guerra dell’Italia]

22.06 firma dell’armistizio tra Francia e Germania. Instaurazione del governo di Vichy, non riconosciuto da Churchill, che sostiene la France Libre di De Gaulle.

Mussolini proclama la neutralità dell’Italia nel conflitto in corso, ma riconosce il governo di Vichy.

26.06 ultimatum sovietico alla Romania perchè consegni la Bessarabia e la Bucovina sett.

--> i tedeschi consigliano di accettare (27.06); ma la Bucovina non era compresa negli accordi!

--> Hitler si accorge che il prezzo pagato ai Sovietici è già diventato troppo alto

            --> è tempo di tornare agli obiettivi originari: il lebensraum ad est

- cautela tedesca verso gli Usa --> Hitler sa che in caso di pericolo per Londra si muoverebbero

- nessun vantaggio per la Germania dal crollo dell’impero britannico --> meglio la spartizione

luglio: Hitler capisce che gli Usa sono il primo nemico, ma non possono muoversi prima del ‘42

- agire prima per mettere Roosevelt di fronte al fatto compiuto

- agire indirettamente: rafforzare il peso del Giappone nel Pacifico, attaccare l’Urss

            --> 1) per coprire le spalle al Giappone 2) per togliere un alleato continentale alla Gb

Estate 1940: tentato cambiamento strategico di Hitler:

- impossibile venire a patti con la Gb per attaccare l’Urss (niente politica di cordon sanitaire)

- ordine di costruire un’imponente flotta in vista dello scontro con Gran Bretagna e Stati Uniti

- spostare il centro delle operazioni nel Mediterraneo --> partecipazione Spagna --> Suez, Gibilterra

10.07 Riforma costituzionale di Laval: nuovo regime fascista nella Francia di Vichy

31.07 i militari convincono Hitler che è impossibile completare l’invasione dell’Urss prima dell’inverno --> bisogna rinviare al ’41 --> nel frattempo si mette in moto un apparato intimidatorio tale da persuadere gli inglesi che è impossibile resistere in attesa dell’aiuto americano

13.08 inizio offensiva aerea della Luftwaffe contro basi aeree e fabbriche britanniche (Op. Seelöwe)

--> apparato intimidatorio per spingere la Gb a patti e attaccare poi l’Urss

--> ma la Raf non viene messa fuori combattimento: cade il presupposto all’invasione

07.09 primo massiccio bombardamento terroristico su Londra --> Conventry rasa al suolo 14.11

--> esprimono l’impossibilità di tentare un’azione militare diretta

07.09.’40 Conferenza di Craiova sullo status della Romania, sotto egida nazista: ritorno della Dobrugia alla Bulgaria, metà Transilvania torna all’Ungheria.

[09.09 Attacco di Graziani dalla Libia verso ad Alessandria, fino Sidi el Barrani; controffensiva]

[27.09 Patto Tripartito (Ger, Jap, It): discesa in guerra comune contro un attacco americano]

Ottobre ’40: occupazione tedesca della Romania

23.10 incontro Hitler-Franco: ma Franco decide per una neutralità flessibile

31.10 intesa tra Laval (ministro degli esteri di Vichy) e l’ambasciatore tedesco Otto Abetz: piena alleanza tra il regime di Vichy e il Terzo Reich, con trasferimento alla Germania di azioni minerarie jugoslave e dell’oro della Banca del Belgio (custodito a Dakar) [fallita]

[ma: estensione della guerra a Balcani (attacco italiano alla Grecia) e Libia (offensiva inglese)

--> perdita di interesse per la Francia : piani di occupazione totale e affondamento della flotta

azione degli anti-germanofili: Laval viene dimissionato e arrestato; lo sostituisce Flandin]

12.11 Hitler propone l’ingresso dell’Urss nel Patto Tripartito, Molotov sottolinea i problemi europei

--> ma Stalin non ha compreso che l’alternativa è tra l’allineamento e la guerra!

18.12: Hitler dirama la “direttiva 21”: avvio operativo dell’Operazione Barbarossa

L'Europa nel 1940

 

- Anno 1941 -

25.02 Conferenza di Fiume: Mussolini cerca di concretizzare il suo progetto di “blocco neutrale balcanico”, coinvolgendo i governi Cvetkovic (Jugoslavia), Teleki (Ungheria), Metaxas (Grecia), ** (Bulgaria) e Inonu (Turchia), territorialmente soddisfatti dalla Conferenza di Craiova e impauriti dalla piega che hanno preso gli avvenimenti in Romania, fino all’occupazione militare nazista

1°.03 avvio dell’Operazione Barbarossa [22.06]

Stalin colto di sorpresa dall’attacco: scompare dal 2 al 9 marzo nella sua dacia

- profonda crisi di scoraggiamento e disperazione

- far ricadere la responsabilità della sconfitta sui militari che non avevano saputo evitarla

- rendersi conto della situazione e meditare le mosse da compiere

            --> 12.03: messaggio radio di Stalin per incitare alla resistenza

Mutamento totale della strategia politica staliniana: dal presupposto del grande successo tedesco verso cui prendere, a suo tempo, contromisure, ma per ora usare la tattica della convivenza pacifica alla lotta per impedire che un successo tedesco si verificasse --> immediato riavvicinamento a Gb e Francia

Tre direttrici dell’attacco nazista:

- nord (von Leeb): dagli stati baltici verso Leningrado; ma i finnici si fermano alla frontiera del ‘39

- centro (von Bock): Minsk, Smolensk; fermati da Hitler a pochi km da Mosca, 660.000 prigionieri

- sud (Rommel e von Rundstedt): verso il Dniepr e Kiev

Scelte strategiche tedesche:

- Stato maggiore: marciare su Mosca per distruggere il centro nevralgico di resistenza sovietica

--> ma per le strade malmesse bisognava ricostruire le ferrovie con materiale tedesco: tempo!

--> l’arretratezza dell’Urss contribuisce a salvare Mosca dal disastro

- Hitler: occupaz. Crimea e bacino carbonifero-industriale Donez, interruzione petrolio dal Caucaso

--> primato al fronte sud

04.06 conquistata Kiev, 650.000 prigionieri --> ordine d’attacco su Mosca e Leningrado

10.07 inizio dell’assedio di Mosca

15.07 battaglia di Stalingrado

28.07 i carri nazisti sono alle porte di Leningrado

24.07: autorizzato da Vichy, il Giappone occupa l’Indocina

14.08 Sull’incrociatore Augusta a Placentia Bay, Terranova, Churchill e Roosevelt firmano la Carta Atlantica.

In Russia Göring utilizza  i parà per penetrare dietro le linee nemiche e fiaccare la resistenza delle città, che nonostante i combattimenti strada per strada cadono una dopo l’altra: Stalingrado il 18.08, Mosca il 26.08, Leningrado il 02.09. Il governo di Stalin è costretto a ritirarsi al di là degli Urali, a Omsk. Stalin si appella disperatamente a Churchill e Roosevelt per l’apertura di un secondo fronte in Europa e un intervento attraverso il Mare del Nord. Ma Churchill ormai considera inutile inviare aiuti ad un paese inevitabilmente sconfitto, oltre che storicamente nemico.

28.08 Convinto dal deciso sfondamento tedesco sulle metropoli russe, il Giappone dichiara guerra all’Urss e, dai suoi avamposti in Manciukuo occupa Vladivostok e Khabarovsk, preparandosi a risalire la Transiberianaper impadronirsi della Siberia

02.09 Lo Shah Reza Pahlevi I, da sempre filo-tedesco, dichiara la propria alleanza al Reich e attacca alle spalle le repubbliche sovietiche del Caucaso.

15.09 Rommel prende il controllo del Caucaso, compresi i giacimenti petroliferi di Baku, nonostante i continui sabotaggi della resistenza sovietica

05.10 Attraverso la Persia, Rommel raggiunge l’Iraq, dove riceve il sostegno di Rashid Alì el-Gailani, già autore di un golpe filonazista in aprile, ma sconfitto dai giordani di Glubb Pascià in maggio.

20.10 Stalin è raggiunto dai sicari tedeschi mentre cerca di raggiungere l’India britannica attraverso il Turkestan. A Samarcanda è impiccato sulla pubblica piazza.

03.11 Giapponesi e tedeschi si incontrano a Krasnojarsk, sul fiume Jenisei, che segna il confine tra le zone di occupazione della Russia

16.12 Sostenuto dalle truppe del Gran Muftì di Gerusalemme, in aperta rivolta anti-inglese sin dal ’36, Rommel avanza verso il Cairo per bloccare il Canale di Suez.

- Anno 1942 -

Vengono completati i progetti di genocidio e germanizzazione dei territorio del Reichsgau Wartheland: l’intera popolazione ebraica dell’Europa dell’Est e della Russia (in totale 15 milioni di persone) è prima utilizzata per i lavori forzati e poi concentrata nei campi di sterminio. Stesso destino subiscono i dirigenti del PCUS, gli omosessuali, gli zingari e i disabili.

[under construction]

Dans

Nota bene: questa ucronia non ha alcun intento di propaganda politica!

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Aggiungiamo ora l'idea di Andrea Mascitti:

E se a seguito dell'incidente di Nomonhan, Urss e Giappone decidono fin da subito di firmare un patto di non aggressione (invece di aspettare il 1941), e inoltre decidono di spartirsi la Cina in sfere di influenza (similarmente al patto Molotov-Ribbentrop fra Germania e Urss per spartirsi la Polonia)? Pensavo a una spartizione che cadesse in parte sul fiume Giallo. Pensate che una cosa del genere fosse fattibile? Ma sopratutto i sovietici avrebbero potuto eseguire una occupazione del genere con solo le truppe stanziate nell'estremo oriente, senza dover richiamare le truppe stanziate in Europa, necessarie contro il futuro attacco tedesco? Una situazione del genere avrebbe facilitato la campagna giapponese nel sud-est asiatico?

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Gli domanda MattoMatteo:

Che fine fanno, nella tua ipotesi, le isole Kurili e Sakhalin?

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Al che Andrea risponde:

Pensavo a uno status quo, quindi l'isola di Sakhalin divisa in due, mentre le isoli Curili al Giappone; tutto questo ovviamente salterebbe se, una volta sconfitta la Germania, l'Urss come nella nostra timeline attaccherebbe il Giappone, rinnegando il patto di non aggressione.

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Iacopo Maffi propone:

Idea: il Giappone rinuncia all'India, la Zona di coprosperità è reimmaginata come non più asiatica, ma pacifica. Abe propone a Molotov l'india in cambio della Cina. Uighuristan e Tibet sono lasciati alla Russia -che aveva mire secolari su di essi. Stalin rinuncia alla battaglia per gli Stretti. L'alleanza Russo-Giapponese si estende alla Persia, e quando le due potenze asiatiche arrivano a toccare Arabia e Australia, intervengono gli Usa.

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Anche Enrico Pellerito dice la sua:

Spunto interessante.
Un tale accordo può verificarsi in un contesto dove entrambe le parti, così come effettivamente accaduto in Europa tra Mosca e Berlino, hanno interesse a ritardare il confronto fra di esse, considerando che il comune obiettivo è distruggere la potenza con la quale si stipula una momentanea tregua.
Stalin non aveva, comunque, tanto interesse verso la Cina, ma diciamo che un'espansione territoriale da parte dell'URSS verso il fiume Giallo diventa la forzatura necessaria allo sviluppo dell'ucronia.
Sebbene formalmente molto simile nello spirito e nelle finalità ufficiali al patto Molotov-Ribbentrop, nella sostanza un'aurea di maggiore diffidenza avrebbe aleggiato fra sovietici e giapponesi; ma per Stalin questo accordo poteva costituire garanzia che il Giappone non si sarebbe espanso verso la Siberia, cosa che lui temeva (e a ragion veduta).
Viene dunque stipulato il patto Molotov-Abe (Nobuyuki Abe fu sia primo ministro sia ministro degli esteri dal 29 agosto 1939 al 16 gennaio 1940, periodo di presumibile stipula per come si sta ipotizzando).
Un accordo con Tokyo significherebbe, comunque, un ribaltamento della politica estera sovietica (ma nulla di diverso da quanto fatto da Germania nel 1936 e dall'Italia l'anno successivo nei confronti della Repubblica di Cina dopo le rispettive adesioni al Patto anticomintern).
L'URSS revoca, quindi, il patto di non aggressione siglato il 21 agosto 1937 tra Mosca e Nanchino, non invia più aiuti al governo nazionalista di Chiang Kai-shek, cerca di convincere i comunisti cinesi a non combattere più i giapponesi ed anzi li esorta ad abbandonare le zone destinate a questi per trasferirsi armi e bagagli nelle aree di pertinenza sovietica, onde realizzare una repubblica popolare cinese come già fatto in Mongolia.
Un governo fantoccio filo sovietico ritengo andrebbe creato in ogni caso, a prescindere di cosa pensi e intenda fare Mao Tse Tung in proposito.
Dal punto di vista militare le risorse necessarie per una tale occupazione possono pure trovarsi, utilizzando buona parte delle truppe inquadrate nell'ambito dei Distretti Militari del Volga, dell'Asia Centrale e degli Urali; resta da vedere se l'occupazione in questione non comporti conflittualità con i seguaci del Kuomintang e i signori della guerra locali.
A fronte di perdite in termini umani ed economici, i territori "occupati" fornirebbero risorse tali per cui il gioco vale la candela?
Riguardo i giapponesi, anche se, apparentemente, dovrebbero solo "limitarsi" a procedere all'invasione dell'area loro destinata, essi affronterebbero pur sempre una fiera e forte resistenza da parte dei cinesi; inoltre i confini tra l'URSS e i territori controllati dal Giappone resterebbero sempre pesantemente presidiati, per cui la quantità di truppe giapponesi prelevate da quelle zone e destinate ad operare nel sud-est asiatico non differirebbe da quella effettivamente impiegata nella nostra TL.
Difficile poi aggiungere un altro POD, quale quello che vedrebbe Stalin schierato a fianco dell'Asse ma, in questo caso, le prospettive per la Cina (e per buona parte del globo) non sarebbero affatto rosee.
Più probabile che si verifichi quanto prospettato da Iacopo Maffi riguardo alla divergenza sull'India, sebbene in quel periodo Stalin fosse più interessato a controllare il Bosforo e i Dardanelli, mentre proprio Hitler nella sua ripartizione del mondo in sfere d'influenza, ipotizzava per l'URSS il Golfo Persico, l'Iran e l'India, che invece per i giapponesi rappresentava l'ultima area occidentale di dominio della Grande Sfera di Coprosperità dell'Asia orientale.
Sulle Kurili e la parte meridionale di Sakhalin non ricordo ci fossero contenziosi di sorta in quel periodo; la disputa sorse alla fine del conflitto dopo l'occupazione sovietica dei territori in questione.

A suo tempo ipotizzai che un eventuale effettivo schieramento da parte dell'URSS a fianco del Tripartito, (facendolo diventare Quadripartito) poteva produrre un accordo condominiale da parte di Hitler e Stalin sugli Stretti, accontentando entrambi: alla Germania l'intera Tracia e all'URSS la Turchia asiatica. Nella cartina qui sopra, l'idea che mi ero fatto se tali accordi fossero stati stipulati e... rispettati dopo la caduta del Regno Unito e dei suoi Dominions africani in mano alla Germania e all'Italia (qui accomunati nella cromatura).

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La Svastica sul Tricolore

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Ed ora, una proposta fantaletteraria di Basileus TFT:

Sicuramente alcuni di voi avranno letto il romanzo di fantascienza ucronica "La Svastica sul Sole" di P.K.Dick. In questo romanzo l'autore immagina gli USA senza Roosevelt e di conseguenza un'Asse vincitore della Seconda Guerra Mondiale. il Mondo è diviso fra Germania e Giappone,che si spartiscono in due gli USA. L'italia,per via della sua pessima condotta bellica, si ritrova a raccogliere le briciole delle conquiste.

Ma se invece l'Italia si mostra più valida del previsto e nell'ipotetica vittoria finale prende parte alla spartizione del mondo come mostrato qui sotto, prendendo per sé Savoia, Corsica, Jugoslavia, Grecia, Turchia, quasi tutto il mondo arabo e il Sud degli ex Stati Uniti? Come cambia il mondo diviso in queste tre sfere di influenza? Giappone e Italia si alleeranno contro il nuovo Reichskanzler Joseph Göbbels, dando inizio a una nuova guerra fredda?

(Si noti che il Mediterraneo non è stato prosciugato e non c'è stato alcun genocidio dei neri africani: decisamente troppo, persino per un romanzo di fantascienza)

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Diamo spazio anche a Perché no?:

Il manga ucronico "Zipang" di Kawaguchi Kaiji ricerca un’altra fine per la guerra del Pacifico. La sua serie é finita e abbiamo ormai tutta la sua Timeline alternativa. Ve la faccio breve: per ragioni proprie alla storia del manga l’esercito giapponese decide di ridurre la sua linea di fronte dopo le Midway, così Guadalcanal e la Nuova Guinea sono evacuate in anticipo, evitando il massacro dalle due parti. La flotta é ancora abbastanza forte per proteggere e nascondere questa ritirata strategica. Nello stesso momento in Manciuria l’imperatore fantoccio Pu Yi viene assassinato da nazionalisti cinesi, provocando l’insurrezione del paese contro il Giappone; l’esercito imperiale deve dunque richiamare una parte delle sue truppe in Cina per domare la ribellione con la conseguente riduzione del fronte anche lì. Per evitare di perdere il controllo della Cina il Giappone decide di sostenere in segreto i comunisti di Mao, onde intensificare le divisioni e la Guerra civile tra Cinesi (e preoccupare gli Americani).

Dopo queste operazioni la flotta giapponese riunisce le sue unità più vecchie per lanciare un’operazione aerotrasportata contro l’India e sostenere il movimento nazionalista di Bose: Bombay e Calcutta vengono bombardate. Churchill é furioso vedendo la perla dell’impero diventare una nuova Pearl Harbor e supplica Roosevelt di intervenire. La flotta Americana non é ancora del tutto pronto (le nuove navi, i nuovi bombardieri e i caccia non sono ancora in servizio), ma é riunita una vasta forza. Dal canto suo l’esercito giapponese si é ritirato fino alle isole Marianne, designate come obiettivo e fortificate per proteggere gli uomini ma anche gli aerei. Finalmente la flotta americana arriva nelle Marianne e infuriano duri combattimenti. La flotta giapponese viene definitivamente annientata (la nave ammiraglia Yamato é affondata), però le truppe e gli aerei nelle isole sono protette dai bombardamenti e le forze aeree americane sono sconfitte, impedendo ogni sbarco dei marines. La battaglia finisce con un nulla di fatto, il Giappone perde il controllo del mare però gli USA hanno sofferto gravi perdite e sono bloccati davanti alle Marianne. Per di piu fronte europeo diventa piu importante e il pericolo comunista anticipato in Cina cambia molte cose.

Il risultato della battaglia non piace a Roosevelt, ma i suoi consiglieri vogliono una soluzione negoziata. Una pace negoziata viene firmata a Washington. Il Giappone conserva le isole conquistate ancora sotto controllo; l’Indonesia e l’Asia del Sud-est vengono evacuate, però Singapore e le Filippine diventano protettorati giapponesi. La Corea e la Manciuria rimangono in mani nipponiche. Gli USA abbandonano l’alleanza con la Cina nazionalista in cambio di un’evacuazione delle conquiste in Cina. Il principale colpevole dell’attacco di Pearl Harbor, l’ammiraglio Yamamoto, é già morto, e Tojo perde il suo incarico dopo il suo rifiuto di negoziare la pace: a queste condizioni gli USA accettano di chiudere gli occhi sul 7 dicembre 1941. Ovviamente certi membri dell’esercito giapponese non accettano la pace e le numerose ritirate: questo provoca un tentativo di colpo di Stato sostenuto dalla Kempeitai, la Polizia Politica. Il putsch viene sventato, i golpisti giustiziati senza complimenti e la Kempeitai sciolta. Questo permette all’ala liberale del regime di prendere il potere sotto la guida dell’ammiraglio Yonai, che inizia il progressivo ritorno a una vita parlamentare normale.

Negli anni seguenti Mao prende il controllo della Cina e decide di riconquistare la Manciuria filo giapponese. Questa guerra prende il posto della guerra di Corea. Giappone e USA diventano alleati nella guerra fredda, Tokyo é visto a Washington come il migliore difensore del mondo libero in Asia. Americani e Giapponesi combattono fianco a fianco nelle trincee della Manciuria, dove viene usata la prima bomba atomica (le conseguenze della sconfitta cinese non sono precisate nel manga). La Manciuria occupata dagli Occidentali diventa un vero paese indipendente e un modello per gli oppositori del maoismo. Oggi il Giappone é una grande potenza alleata di ferro degli USA, anche dopo la decolonizzazione della Corea negli anni 70.

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C'è poi la trovata di Pedro Felipe:

Ho pensato a uno sviluppo alternativo della Seconda Guerra Mondiale, che finisce per generare una situazione di guerra apparentemente interminabile tra due enormi schieramenti. Le premesse sono queste:

1) Churchill muore improvvisamente, o per lo meno si ammala gravemente tanto da dover abbandonare l'attività politica. Senza di lui la Gran Bretagna vacilla e, in seguito anche a qualche battaglia sfortunata tra i cieli dell'Inghilterra e in Egitto, firma la pace con la Germania.
2) l'Italia non attacca la Grecia e i tedeschi non sono costretti ad occuparla, ritardando l'Operazione Barbarossa, che scatta prima cogliendo i sovietici impreparati. I tedeschi riescono così a prendere Mosca e Leningrado anche perchè
3) i giapponesi preferiscono attaccare alle spalle un' URSS indebolita per impadronirsi delle risorse naturali della Siberia, piuttosto che rischiare la guerra con gli USA, e per difendersi dall' attacco giapponese i russi non possono mobilitare le divisioni siberiane in difesa della capitale.

Nel 1942 la situazione è questa: il fronte russo-tedesco è assestato sugli Urali e sul Caucaso, con i russi continuano a resistere grazie al trasferimento delle industrie e di gran parte della popolazione a est. In Estremo Oriente la situazione è simile, con i giapponesi che non riescono a penetrare più di tanto in Siberia e che sono contemporaneamente impegnati in Cina contro i comunisti di Mao, appoggiati dai sovietici, mentre Chiang Kai Shek, privo dell' appoggio americano, si è unito ai giapponesi. Gli USA nel frattempo, rimasti neutrali, si interessano maggiormente dell' America Latina. In India è scoppiata la rivolta organizzata da gruppi comunisti appoggiati dall'URSS, che vorrebbe avere dalla sua le enormi risorse demografiche indiane, contro cui si oppongono duramente le forze britanniche, mentre Gandhi cerca disperatamente di mediare tra le parti. La situazione è dunque questa, un enorme blocco comunista eurasiatico stretto da una tenaglia fascista, chissà cosa succederà...

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Passiamo la parola al grande Paolo Maltagliati:

Anch'io ho avuto un'idea per una Seconda Guerra Mondiale Alternativa, partendo dall'idea che la mancata invasione dell’Etiopia possa modificare gli equilibri diplomatici del regno italiano. Magari potremmo addirittura pensare alla mano di Ciano in tutto questo, ma lascio ad altri il compito di trovare un’ucronia che limiti la diffidenza del duce verso Giangaleazzo.

Partendo da questo, abbiamo comunque un’Italia che partecipa alla difesa del regime franchista, con un CTV di una dimensione paragonabile a quella avvenuta nella nostra Timeline, ma comandata, invece che da una serie di incapaci imbarazzanti, da Badoglio, che in questo caso non ha da farsi perdonare al duce la sfolgorante prova di forza data dalla “Marcia della ferrea volontà”.

Ripeto e ribadisco, non sono un fan di Badoglio e non lo considero un genio tattico. Lo considero semplicemente uno che sapeva fare il suo mestiere e che se ne fregava il giusto dei gerarchi e delle loro balzane idee militari (va detto che poteva permetterselo, al contrario di Bastico). Così ci evitiamo il disastro di Guadalajara e otteniamo quello che era in programma nell’agenda di richieste del duce, ossia una base navale nelle Baleari per la flotta sottomarina italiana, che, ricordiamolo, nel 1939 come numero di unità era la più grande del mondo.

Detto questo, noi non firmiamo il Patto d’Acciaio e ci manteniamo con un atteggiamento neutrale ma vagamente filobritannico. Nonostante questo appoggiamo, pur di malavoglia e non potendo fare altrimenti, l’appeasement chamberlainiano, magari portando a beneficio della propaganda le varie conferenze di smembramento della Cecoslovacchia come trionfo della pace.

Nel frattempo, in tutto questo, pur non volendo rinunciare ad una politica di prestigio/potenza, il duce, influenzato da Ciano o da altri, cerca di attuare una politica mediterranea, coinvolgendo in un giro di alleanze la Grecia di Metaxas e l’Ungheria, quest’ultima essenzialmente con il duplice scopo di arginare l’influenza mitteleuropea della Germania e di accerchiare in modo evidentemente ostile la Jugoslavia, con cui l’Italia mantiene rapporti piuttosto freddi. Nel 1939, con delle scuse diplomatiche piuttosto risibili, viene giustificata l’aggressione dell’Albania ed una sua spartizione in aree di influenza con la Grecia, che si becca l’Epiro settentrionale (peraltro mettendo sempre più in allarme la Jugoslavia).

Detto ciò, l’Inghilterra non ha tempo per fare la voce grossa, poiché nel frattempo Hitler aggredisce la Polonia. Decidendo che non vale molto la pena combattere due avversari potenzialmente pericolosi (ricordo: l’aviazione italiana era, in virtù delle gesta di Balbo, di gran lunga sopravvalutata all’estero. A Parigi la consideravano capace persino di poter portare a termine un bombardamento tattico su Lione in grande stile), l’Inghilterra decide che val forse la pena assicurarsi la stabilità delle proprie linee di rifornimento mediterranee mantenendo un contegno pacifico con l’Italia.

Il grande ribaltamento che porta a forzare tempi e alleanze è lo sfondamento della Linea Maginot e l’attacco alla Francia. L’Inghilterra percepisce un disperato bisogno di alleati e bussa alla porta italiana. L’Italia chiede in cambio della possibilità della flotta di Tolone di riparare in acque italiane e l’utilizzo alla marina inglese dei porti italiani, il Somaliland e al governo della Francia libera, a guerra finita, Gibuti, più una mano libera sull’Etiopia. Si discute di un eventuale passaggio di mano di Nizza, ma su quello si rimanda, ancora una volta, al termine del conflitto.

A questo punto, Hitler si incavola come una bestia e dichiara guerra all’Italia, come è ovvio che sia. Nella penisola si arriva finalmente alla mobilitazione generale, benedetta dalla grande industria. L’esercito tedesco trova molto difficile sfondare le posizioni italiane sulle Alpi, in difensiva. In più gli italiani sono sostenuti e riforniti dall’esercito inglese (con tanto di equipaggiamento). Sulle Alpi, in sostanza, la blitzkrieg riesce difficile.

Detto questo, sta a voi continuare. Io vedo molto probabile che comunque dopo sei o sette mesi i tedeschi riescano comunque a conquistare la penisola. Il punto è che alla fine della guerra l’Italia passa tra i vincitori e Gibuti e Somaliland entrano nell’A.O.I. In più abbiamo un seggio permanente all’ONU. Anche se dobbiamo beccarci un po’ di anni in più di fascismo, sostenuto dagli USA in chiave anticomunista.

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Aggiungiamo la pensata del grandissimo Perchè No?: il Sacro Romano III Reich!

E se Hitler sognasse di essere un secondo Napoleone e si incoronasse imperatore, restaurando il Sacro Romano Impero Germanico?

Diciamo che lo fa dopo la sconfitta della Francia, all'apogeo della sua potenza e fama. Così può anche confiscare la spada di Carlomagno (al Louvre), si prende anche la corona imperiale e si organizza una cerimonia dantesca ad Aquisgrana dove si trova il trono di Carlomagno. Lo stemma imperiale é l'aquila nera su fondo dorato, anche se l'aquila in questione é l'aquila nazista con la svastica.

Pretendendo di aver restaurato l'impero di Carlomagno, proclama l'annessione dell'intera Francia eccezion fatta per Borgogna ed Aquitania. Se Hitler vince la guerra prevede anche di elevare i territori occupati a regni vassali affidati ai gerarchi (la Borgogna a Himmler e la Boemia a Heydrich, per esempio). Per imitare questa restaurazione, Himmler cambia nome alle SS per farne il Nuovo Ordine Teutonico (NOT).

Ultima ideona di Adolfo (Magno come vuole farsi chiamare), la fondazione di una dinastia. Liquidata Eva Braun, il pittore austriaco si cerca una bella principessa, tedesca di preferenza anche se vedrebbe di buon occhio un matrimonio diplomatico. Forse una francese per legarsi ai Borboni, o una Savoia per rivendicare la corona italiana e l'impero romano, dopo aver fatto fuori Mussolini e la famiglia reale. Difficilmente si potrebbe vederlo sposare una Romanov, anche se erano largamente germanizzati. Adolfo avrà il tempo di avere un figlio, o preferirà piuttosto adottarne uno?

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Cui replica Generalissimus:

Dopotutto ha senso: se il I Reich era il Sacro Romano Impero e il II Reich era l'Impero tedesco del 1871, allora perché un imperatore non dovrebbe guidare il III Reich?

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E Bhrihskwobhloukstroy aggiunge:

Come Re di Germania sarebbe Adolfo II. (dopo Adolfo di Nassau, 5. maggio 1292-23. giugno 1298); per l'Italia ha avuto davvero questa intenzione ed è per questo che la Corona Ferrea del Regno Longobardo e Lombardo-Veneto è stata trasferita da Monza a Roma dal Cardinale Ildefonso Schuster fra il 1943 e il 1946. I Romanov-Holstein-Gottorp comunque erano tedeschi al 100 %, perché Pietro III. era stato adottato da Elizaveta Petrovna e da allora tutte le mogli (tranne Dagmar di Danimarca, moglie di Alessandro III. e comunque figlia di Luisa di Assia-Kassel) sono state tedesche.

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Anche Lord Wilmore dice la sua:

Secondo me le cose potrebbero andare così. Il sedicente Adolfo Magno fa sparire Umberto di Savoia simulando il solito incidente con fuoco amico e impalma Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha (volente o nolente), così allo stesso tempo cinge la Corona Ferrea di Re dei Longobardi e quella di Re dei Belgi, nazioni entrambe annesse all'impero; poi proclamerà Alessandro I Pavolini Vicerè di Longobardia a capo del governo fantoccio. Gli inglesi tuttavia prendono dal campo di prigionia in Kenya dove lo tengono al fresco Amedeo di Savoia-Aosta, ex vicerè di Etiopia e già amante di Maria Josè, e lo proclamano de jure Re dei Longobardi in opposizione ad Alessandro I. Pio XII a sorpresa si dimette per non essere costretto a incoronare Adolfo II ad Aquisgrana, allora il neoKaiser fa eleggere un Papa fantoccio a lui gradito che lo incorona e celebra le nozze con la Kaiserin Maria Josè, ribattezzata Marie Josephine, mentre secondo le disposizioni di Eugenio Pacelli i cardinali si riuniscono a Lisbona ed eleggono un Papa legittimo che dichiara nulla l'incoronazione di Adolfo II. Come andrà a finire?

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E MorteBianca aggiunge:

Ci sarà sicuramente una lotta per le investiture (unita alla lotta fra Papa e Anti-Papa), ci potrebbe essere una nuova questione guelfo-ghibellina per i cattolici d'Europa. A questo punto non mi sorprenderei se l'Operazione Barbarossa diventasse una "Crociata contro i Russi" per non farci mancare niente!

Lo stemma del Kaiser Adolfo II

Lo stemma del Kaiser Adolfo II

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Inuyasha Han'yō ha voluto avanzare quest'altra proposta:

Quando il Giappone nel luglio 1937 attaccò la Cina (all'epoca dilaniata da una guerra civile tra il Kuomintang e il Partito Comunista) si illudeva di poterla conquistare in soli 3 mesi. Mai previsione fu più errata: pur occupando le coste i giapponesi non riuscirono mai a penetrare nella Cina interna, inchiodati e martellati dalla guerriglia congiunta dei nazionalisti/comunisti, unitisi contro l'invasore. Successivamente l'attacco a Pearl Harbor e l'espansione in Asia e nel Pacifico portò poi l'impero del Sol Levante al suo apogeo, seguito però da una rovinosa sconfitta che gli costò la perdita di tutti i territori al di fuori del territorio metropolitano, oltre a bombardamenti devastanti sulle principali città. Sembra che il governo giapponese negli anni '30 fossero stati informati da alcune spie dell'impossibilità di invadere il gigante giallo (impresa riuscita solo a Gengis Khan sette secoli prima) ma ignorò tali avvisi e attaccò comunque. Ammettiamo che l'entourage politico e militare nipponico siano più lungimiranti e decidano di non attaccare la Cina. In primis il paese non subisce alcun embargo quindi non deve invadere le colonie europee in Asia. In secundis la guerra civile cinese termina in anticipo. E su questo prevedo due scenari:

1) Vittoria del Kuomintang, il partito comunista viene sciolto e i suoi leader vengono arrestati o fuggono in Mongolia e da lì in Unione Sovietica. Chiang Kai Shek una volta sconfitto il PCC si adopera per ricostruire la Cina, uscita da un decennio di guerra civile. Il Tibet viene annesso come nella HL. I rapporti con Tokyo e Nanchino sono comunque tesi, anche perché quest'ultima rivendica la Manciuria, Taiwan e le Ryukyu ai giapponesi, che non intendono cederle. Tra le due nazioni si instaura un clima di guerra fredda con la Cina che foraggia movimenti separatisti in Corea e non è da escludere un attacco cinese al Manchukuo o a Formosa (ma dipende da vari fattori... Servirebbero anni per preparare i piani d'invasione e rafforzare le forze armate). Dal canto suo Tokyo cerca di destabilizzare lo scomodo vicino appoggiando le ispirazioni indipendentiste del Tibet sia i cinesi scontenti del governo del kuomintang, giudicato autoritario e corrotto (per non parlare dei signori della guerra). Difficile poi stabilire che piega prendono gli eventi in Europa, visto che qui Pearl Harbor non avviene e quindi gli USA si mantengono neutrali nella WWII. Invece la Cina potrebbe schierarsi con Italia e Germania, attaccando prima l'India, l'Indocina e Hong Kong (persa nel 1842 in favore dei britannici) e poi l'URSS nell'operazione Barbarossa..

2) Vittoria del PCC (meno probabile a parer mio). In tal caso prevedo un asse Mosca-Pechino in funzione anti-nipponica. Nervosismo di Inghilterra e Francia, che si ritrovano un gigante rosso ai confini delle loro colonie in Asia. Possibile un attacco sino-sovietico al Giappone con conseguente perdita di Manciuria, che viene annessa dalla Cina e Corea dove si forma una repubblica popolare filo-sovietica; inoltre l'URSS riprende i territori persi nel 1905.Forse mantiene il controllo di Taiwan, visto che la marina cinese dell'epoca non poteva reggere il confronto con quella giapponese, e le unità navali sovietiche sono troppo a nord. Fine delle ambizioni panasiatiche del Giappone. Quando poi Hitler lancia l'operazione Barbarossa Mao invia delle brigate di volontari (i cosiddetti draghi rossi) in Europa, come ringraziamento a Stalin per l'aiuto fornito contro il Giappone.

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Enrico Pellerito gli risponde:

Interessante prospettiva.
I Giapponesi erano convinti di sfruttare la Cina appunto come una colonia e renderla un mercato per la propria produzione manifatturiera, sia quella metropolitana sia quella che in Cina sarebbe stata di dominio nipponico.
Assodato il PoD, cioè una più attenta valutazione e un maggior controllo da parte del governo giapponese sui propri militari guerrafondai e insubordinati, con conseguente non ubriacatura di espansionismo e convincimento suprematista, l'ipotesi più realistica appare la prima, dato che l'allora forza militare del Pcc non era in grado di surclassare l'esercito del Kuomintang e le varie formazioni dei Signori della guerra.
Si potrebbe anche considerare a supporto del PoD una correlata politica di Tokyo più in funzione antisovietica, rispetto ad una espansione ai danni della Cina.
Lo sviluppo previsto è, comunque, plausibile e l'appoggio di Chiang Kai-shek a Germania nazista e Italia fascista, con reciproca assistenza è sicuro.
Ricordiamo che le forze armate di Chiang, fra i cui titoli vi era quello di "Generalissimo" scritto proprio in lingua italiana, ricevettero armi, equipaggiamenti e istruttori dalla Germania di Hitler e anche Mussolini fornì aerei, fino a quando le scelte geostrategiche delle due nazioni europee furono indirizzate al Giappone, firmatario del Patto Anticomintern.
In questa TL l'accordo vede presente non l'Impero giapponese ma la Repubblica di Cina.
Si potrebbe ipotizzare che anche Tokyo aderisca, ma resterebbero sempre in piedi le diatribe fra le due nazioni asiatiche, o in nome del comune antibolscevismo queste vengano, per il momento, non dico accantonate ma flemmatizzate?
Comunque, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale si dovrebbe valutare la possibilità di un probabile cambiamento nelle scelte dei governi cinese e giapponese; il Patto Molotov-Ribbentrop allontanò il Giappone dai suoi "amici" europei, plausibile ciò avvenga anche per la cina di Chiang e allora la situazione nello scacchiere asiatico cambierebbe nuovamente e la rivalità tra Tokyo e Nanchino riprendere, sempre nell'ottica qui ipotizzata.
Per cui non è detto che la Cina attacchi i possedimenti britannici e/o francesi in Asia, cosa che comporterebbe una reazione di Washington, con la massiccia applicazione di embarghi nei confronti degli aggressori, debitamente annunciata a gran voce da Roosevelt.
Concordo anch'io che tentativi di riprendere la Manciuria e la Corea necessiterebbero di un adeguato rafforzamento delle forze armate cinesi nei confronti del Giappone, con relativi tempi di preparazione. Fra l'altro è fuori discussione una riconquista di Formosa, stante la superiorità della marina imperiale nipponica.
Ma se la (eventuale) ripresa della rivalità non sfocia in contrasti bellici diretti entro l'inizio di Barbarossa, nei giorni successivi all'invasione dell'Urss potrebbe avvenire lo sviluppo qui ipotizzato, con un attacco da parte di Cina e Giappone contro la nazione euroasiatica.
Allora come finirà?
In questo quadro se gli Usa non entrano in guerra si rischia veramente la vittoria dei vari fascismi sotto le più diverse connotazioni.
La seconda ipotesi che vede il trionfo del Pcc durante gli anni 30 la vedo difficile anch'io, pur considerando che Stalin invece di appoggiare Chiang sposterebbe in maniera più ideologicamente coerente i suoi aiuti al Pcc.
Comunque, anche nel caso di un appoggio sovietico per la riconquista dei territori cinesi, confermo che Formosa resterebbe sotto il dominio nipponico, non soltanto per la scarsità della marina cinese ma anche di quella sovietica, sia locale (Flotta del Pacifico) sia nella sua globalità.

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E Alessio Mammarella aggiunge:

Sono sempre dubbioso, quando si parla di certi errori di valutazione clamorosi: davvero dei professionisti di alto rango sbagliarono in modo così grossolano, oppure siamo di fronte (almeno in qualche caso) a una propaganda fatta più che altro per trascinare dietro di sé il popolo?

Nel caso del Giappone, mi sembra che i vertici militari nipponici sarebbero stati davvero ingenui a pensare di occupare la Cina nel giro di pochi mesi. Quel paese, oltre ad essere straordinariamente vasto e popoloso, era da tempo coinvolto in guerre civili, c'erano state regioni indipendenti per anni sotto vari signori della guerra... chiunque avrebbe capito che la Cina era un ginepraio. Ciò non toglie che il vertice militare nipponico potesse ritenere essenziale, per il suo progetto geopolitico panasiatico, controllare il grande paese vicino... e allora credere in una Cina disfatta, che aspettava solo di essere conquistata, era forse conveniente ed opportuno. Magari i giapponesi avrebbero potuto farsi prudenti ma non vollero.

Sia come sia, tra le due alternative proposte penso anch'io che ci sarebbe stata una prevalenza dei nazionalisti. Effettivamente il governo nazionalista cinese aveva buoni rapporti con Italia e Germania, se volessimo colorire un po' la nostra ucronia potremmo anche pensare a piccoli contingenti tedeschi ed italiani che combattono in Cina in sostegno ai nazionalisti, esattamente come stavano facendo in Spagna. Il Giappone in questo caso sarebbe un po' spiazzato, perché di certo non potrebbe allearsi con chi sostiene il governo cinese (e quindi lavora per una Cina forte ed unita) ma certamente non potrebbe stare neppure dalla parte dei comunisti, troppo lontani ideologicamente. In una situazione del genere non vedrei altra strada per il Giappone restare fermo un giro e mantenere buoni rapporti con le potenze occidentali. In fondo le risorse energetiche e minerarie del Sud-est asiatico il Giappone poteva averle anche con le buone, non necessariamente conquistando le Filippine e l'Indonesia.

Come andrebbe la II Guerra Mondiale? Intanto la Cina Nazionalista, facendo parte dell'Asse, approfitterebbe dello scoppio del conflitto in Europa per riprendersi Hong Kong. Questo darebbe ai giapponesi il pretesto per intervenire, e dunque si svilupperebbe il conflitto sino-giapponese con dinamiche simili a quelle della storia reale (le truppe cinesi sarebbero armate ed organizzate un po' meglio... ma dall'altra parte i nipponici non avrebbero l'enorme sacrificio di risorse che rappresentò la guerra nel Pacifico). L'attacco tedesco all'URSS non porterebbe a un fronte URSS-Cina, perché la Manciuria era controllata dai giapponesi (quindi non c'era un confine diretto tra i due giganti) e più ad ovest c'erano territori desolati come la Mongolia ed il Turkestan che solo in linea teorica potevano rappresentare un teatro bellico, ma nel concreto erano troppo ampi e selvaggi per essere raggiunti dalle truppe cinesi. Insomma, solo nelle idee malate di Hitler un'armata cinese avrebbe occupato la Siberia e attaccato da oriente le roccaforti di Stalin.

La conclusione del conflitto resta appesa all'eventuale intervento americano: potrebbe non esserci, in mancanza di Pearl Harbor, ma se si cerca un pretesto a tutti i costi alla fine lo si trova ugualmente...

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E ora, l'idea di Dario Carcano:

E se Hitler avesse mantenuto la storica alleanza della Germania con la Cina nazionalista? La Cina nel 1936 aderisce al Patto Anticomintern, le relazioni tra Germania e Cina si intensificano, col rafforzamento della missione militare di von Falkenhausen e l'invio di sempre più grandi quantità di armamenti per equipaggiare l'Esercito Nazionale Rivoluzionario in funzione anticomunista. Con l'invasione giapponese del 1937, l'esercito cinese - addestrato e armato dai tedeschi - arretra, perde lo Shandong, ma i giapponesi non riescono a sfondare e Nanchino non viene presa. La situazione si risolve in uno stallo che viene risolto dalla mediazione dell'ambasciatore Trautmann. Cina e Giappone firmano nel 1939 una pace che sancisce il ritorno allo status quo.

Quando scoppia la seconda guerra mondiale, la Cina resta neutrale, tuttavia le petroliere cinesi (o meglio, tedesche ma battenti bandiera cinese per non essere colpite dalla Royal Navy) alimentano lo sforzo bellico tedesco. Quando Hitler lancia l'operazione Barbarossa, Chiang Kai-shek dichiara guerra all'URSS e si unisce alla crociata anticomunista: l'ENR da un lato occupa lo Xinjiang aprendosi la strada verso l'Asia centrale sovietica, dall'altro prosegue la lotta contro i comunisti di Mao. Come va a finire?

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Chiudiamo per ora con questa ucronia di Rivoluzionario Liberale:

Ho trovato un possibile motivo ucronico per le improvvise e inaspettate dimissioni presentate da Benedetto XVI, presentate il 28 febbraio 2013, ufficialmente per motivi di salute: stava per essere rivelata al mondo la notizia che da ragazzo Joseph Ratzinger tentò di assassinare Hitler in una via di Monaco, e lui considerava disdicevole che si venga a sapere che un Romano Pontefice abbia pensato all'omicidio per risolvere un problema, per quanto grave. Supponiamo che nel 1939, a soli 12 anni, Joseph Ratzinger, che vede in Hitler la personificazione dell'Anticristo, spari a Hitler durante una parata, per poi scappare e riuscire a confondersi nella folla. Una volta caduto il leader, il nazismo pronto per la guerra tergiversa, e intanto inizia la lotta per la successione, attendendo le mosse dell'URSS.

L'URSS attacca la Finlandia e la Polonia, e viene espulsa dalla Società delle Nazioni. Il nazismo resta neutrale, ma i nuovi leader più accondiscendenti con Churchill e Roosevelt attendono la neutralità degli occidentali. La Polonia, i Paesi Baltici e la Finlandia cadono sotto il dominio sovietico. Il nazismo tratta con gli ebrei il non sterminio in cambio di una migrazione pacifica: vengono scarcerati e ri lasciati con un salvacondotto per la Palestina. Per avvicinarsi alle potenze occidentali il nazismo libera i prigionieri e acconsente ad una parziale libertà di stampa e parola, e vengono ritirate le truppe sul versante occidentale. In caso di guerra contro l'URSS la Germania spera nell' aiuto occidentale.

Nei 1941 inizia come nella HL l'Operazione Barbarossa: a sorpresa la Germania dichiara di entrare in guerra a fianco dei paesi invasi, la cui resistenza continua nelle pianure polacche e finlandesi. L'Operazione si svolge come nella HL ma con il fronte occidentale in meno, nessun aiuto italiano (Mussolini rimarrà neutrale), e nessun fronte romeno. Pur partendo da qualche centinaio di Km indietro, l'URSS ha gia invaso la Polonia, e tra l'altro il corridoio di Danzica è occupato dalle truppe sovietiche: i tedeschi arrancano, ma tengono una superiorità aerea.

Ora vediamo rispetto alla HL i vantaggi per la Germania:

1) non hanno il fronte africano e Rommel è impiegato in Russia.
2) non hanno il fronte balcanico.
3) non hanno perso uomini e mezzi in Francia e Benelux.
4) la Luftwaffe può concentrarsi contro i sovietici senza perdere uomini e mezzi in Gran Bretagna.
5) i mezzi spesi nella guerra sottomarina sono investiti solo a oriente, in carri e aerei.
6) la Germania non è bombardata dagli angloamericani.

Passiamo agli svantaggi:

1 ) i russi non hanno il fronte romeno e hanno quasi vinto in Finlandia.
2) i tedeschi non hanno l'appoggio di Mussolini e degli altri alleati minori.
3) l'URSS ha gia invaso la Finlandia e la Polonia, i tedeschi devono partire da 500 Km indietro, tra l'altro con il corridoio di Danzica da superare.
4) i tedeschi non hanno l'oro rubato agli Ebrei da rinvestire in occidente.

Ipotizziamo che il nazismo senza Hitler (che resta un martire e un simbolo) vinca.

1) il ragazzetto bavarese viene trasformato in un demone bolscevico. 
2) Si crea un grande Impero Germanico Eurasiatico.
3) La Finlandia incorpora la Carelia e Cola, diventando uno stato satellite dell'impero nazista. 
4) Il fascismo sopravvive in Italia.
5) il Giappone viene battuto come nella HL e diviene un alleato americano (nessuna alleanza tra Germania e Giappone). Infatti gli americani senza il fronte europeo vincono qualche mese prima ed evitano di sganciare le due bombe atomiche.

I Blocchi della Guerra Fredda:

1) Blocco nazista: Unione Eurasiatica, Finlandia e Italia (semineutrale, poi Mussolini romperà con la Germania come Tito con l'URSS)
2) Blocco occidentale: USA, Gran Bretagna, Francia, Giappone (battuto nella guerra sino-nippo-americana), poi Spagna e Italia pur rimanendo fascista.
3) Blocco comunista: Cina per ora da sola, poi Cuba e molti paesi del Terzo Mondo.

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Qualcuno vuole aggiungere qualcosa ? Se sì, scrivetemi a questo indirizzo.


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