Ucronie sulla criminalità per gentiluomini

di MorteBianca


LA GILDA DEI LADRI GENTILUOMINI

(Thief, Assassin's Creed 2, Robin Hood, Lupin III, Uncharted, Cattivissimo Me e Mr Robot per Davvero)

Il concetto di Ladro Gentiluomo, rappresentato storicamente da Lupin III, è in realtà molto più antico e comincia almeno nel rinascimento con La Volpe, il capo di una grande associazione fra i ladri romani che collaborò con l'Ordine degli Assassini.
Il Ladro Gentiluomo si distingue dal ladro comune per le sue Nove Leggi:
1) Agire nell'ombra, non lasciare traccia, non fare rumore, non coinvolgere nessuno nel furto (o al limite tramortire senza uccidere).
2) Derubare soltanto chi può prendere il colpo, ossia persone estremamente ricche (Possibilmente che hanno ottenuto questi soldi in modo illegale o moralmente illecito) e il furto per quanto oneroso non deve devastare le loro finanze.
3) Spartire il ricavato con i poveri (Questa terza legge venne introdotta da Robin Hood, da qui il suo famoso motto "Rubare ai ricchi per dare ai poveri"), la somma totale di persone che hanno perso e persone che ne hanno beneficiato deve sempre essere a favore della seconda.
4) Rubare soltanto liquidi o materiale rinnovabile. Se si ruba qualcosa di inestimabile (tipo un reperto antico) bisogna chiedere un riscatto e "riconvertirlo" in soldi.
Il denaro potrà essere recuperato in qualche modo, ma il reperto no.
5) Non causare ulteriori danni a cose o persone, il furto deve somigliare ad un intervento chirurgico: più asettico, veloce e meno penetrante possibile.
6) I ladri gentiluomini non possono derubarsi fra loro (a meno che uno di loro non violi le 9 leggi) né derubare chi si occupa principalmente dei poveri.
7) I ladri devono cooperare, spartirsi il bottino residuo fra loro e reinvestire il denaro per futuri furti ancora più onerosi.
8) Per tal motivo viene organizzata una Gilda dei Ladri (che fa anche da organizzazione principale, regolatrice di conti) con una Banca per tutti i Ladri.
9) La Banca per i Ladri è dove un ladro può depositare parte del proprio bottino o, viceversa, da cui può chiedere un prestito per organizzare un colpo complesso.
Il ladro propone il colpo alla Banca, che può decidere se finanziarlo. Se il colpo ha successo la banca prenderà parte del denaro non indirizzato ai poveri e potrà reinvestirlo in futuri furti. Oppure un ladro può depositare i soldi in banca per tenerli al sicuro, farli riciclare o investirli nei progetti di altri ladri.
Come si è detto, sebbene La Volpe abbia organizzato la Gilda per la prima volta (ispirato dalle gesta di The Thief, il più grande ladro della storia prima di Lupin) fu Robin Hood a caratterizzarla ideologicamente, dandole una giustificazione morale: rubare solo ai ricchi (specie i disonesti) per spartire con i poveri.
Il ladro gentiluomo più famoso fu Lupin, che diede vita ad una vera e propria dinastia di ladri, culminante con il famoso Lupin III, ancora oggi insuperato, che ha rubato per un totale di diversi miliardi di dollari, arrivando a fare più beneficenza in tutta la sua carriera lui che l'ONU complessivamente in due anni.
Durante il 900 inoltre numerosi anarco-insurrezionalisti e rivoluzionari si associarono alla Gilda dei Ladri dandole una tinta "brunastra", sostenendo che il furto era riappropriazione proletaria e la redistribuzione del reddito conseguente era un atto caritatevole.
La Gilda degli Assassini divenne moralmente ambigua (più di come fosse in partenza ecco) quando iniziò ad autorizzare i rapimenti, ritenendole alternative innocue all'omicidio: qualcuno viene catturato e restituito in cambio di denaro senza che gli venga fatto male, ma molti ladri si rifiutarono di applicare questa attività ritenendola moralmente sbagliata (Anche per loro) poiché coinvolge direttamente delle vite umane.
Ultimo e più grande rappresentante della Gilda dei Ladri fu Mr Robot. Nato nell'epoca in cui la Gilda e gli Hacker e Hacktivisti iniziavano a fondersi, Mr Robot era appunto un Hacktivista con l'obiettivo più ambizioso: causare il fallimento della E-Corp (una gigantesca multinazionale responsabile di un disastro ambientale tremendo), ma non solo: come tutti gli Hacktivisti attacca i siti di grandi corporazioni e corruttori, li deruba dei loro acconti virtuali (che sono il 99% del capitale mondiale) e a volte li redistribuisce.
Mr Robot, anarchico convinto (Il suo motto e nome della sua banda è F*ck Society) intende cancellare tutti i debiti (pubblici e privati) e fare il più grande furto virtuale della storia, derubando tutte le grandi corporazioni che detengono la gran parte del capitale mondiale (il famoso 1%) e redistribuendoli ai conti correnti della gente comune.
Il suo atto sconvolgerà l'economia mondiale e sarà anche all'origine della nascita di un'economia meno monopolista e più basata sul distributivismo, le economie locali, le piccole imprese e le cooperative. Come cambierebbe la storia con questi eventi e questa gilda così descritta?

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LA SETTA DEGLI ASSASSINI

(Assassin's Creed per davvero)

La setta degli Hashishin nasce durante il periodo delle crociate, si tratta di Sciiti in terra Santa (Quindi opposti alla maggioranza Sunnita degli arabi e i musulmani dell'epoca), per l'esattezza Ismailiti, gli Sciiti di maggioranza (insieme ai Twelver a cui sono molto vicini, i loro profeti di riferimento sono fratelli ed entrambi dodicesimi in linea di successione, fra le altre cose credono alla reincarnazione fra membri della comunità), per l'esattezza Nizari, Ismailiti che si concentrano sulla giustizia sociale, il volontariato il dialogo interreligioso, il pluralismo e l'uso della ragione nella contemplazione teologica.
I Nizari stabilirono anche un loro piccolo stato, Alamut, con un suo piccolo esercito di cui una sezione fatta di esperti in spionaggio, combattimento e assassinio. Fu qui che nacque il primissimo nucleo ideologico della futura setta, questi Hashishin potevano uccidere solo i membri alti e potenti degli eserciti nemici, allo scopodi prevenire guerre o danneggiare gravemente un'esercito che minacciava i Nizari facendo solo poche vittime importanti. Da qua il loro insegnamento "Uccidere solo i potenti e responsabili della guerra, silenziosamente, non gli innocenti che obbediscono loro". Questo fu fatto anche perché i Nizari non avevano un esercito potente. Nel corso di 300 anni assassinarono sultani, califfi e generali di ogni genere con grande successo.
I veterani di questa setta, dopo il crollo del piccolo regno (Anticipato rispetto alla nostra timeline, comunque prima della Terza Crociata) continuarono il loro lavoro, questa volta per proteggere le comunità di Nizari indipendentemente. Successivamente però il loro talento venne richiesto in tutta la terra santa da gente di tutte le fedi, che mal sopportavano gli invasori cristiani e musulmani ugualmente. Da questo momento gli Assassini, da setta che difendeva i propri fedeli, divennero una setta che difendeva gli interessi di tutta la Terra Santa e la Pace in generale. Inizialmente composta da soli Nizari, si aprì poi a tutti gli Islailiti e tutti i Musulmani. Successivamente entrarono anche molti ebrei (studi delle due fazioni in lotta e che sognavano una terra santa in santa pace) ed infine i Cristiani. La Setta degli Assassini divenne notoriamente multiculturale e multi-religiosa come forse nessuna organizzazione militare prima di allora. Erano temuti anche dai crociati.
La setta aveva solo tre regole:

1) Trattieni la lama dalla carne degli innocenti. I bersagli della setta sono tutti coloro che guidano o vogliono causare guerre, ma anche schiavisti, grandi mercanti d'armi o persone che in un modo o nell'altro fanno del male ad innocenti. Loro vanno uccisi, un piccolo sacrificio in nome della pace per molti.
2) Nasconditi alla vista. Gli Assassini si vestivano da monaci Sufi e Cristiani, in modo da potersi mescolare agilmente fra la folla, e indossavano i proverbiali cappucci. Le loro armi (coltelli da lancio e le famose lame celate) erano fatte per un combattimento silenzioso, veloce, agile e per agevolare la fuga.
3) Mai compromettere la confraternita. Quando un Assassino è inseguito dalle autorità non può recarsi nei rifugi che la Confraternita ha dislocati in ogni città, e deve prima dileguarsi. Se catturati, gli Assassini non devono riferire nulla, è preferibile il suicidio. Il singolo assassino può morire, la Confraternita deve continuare la sua missione di pace.

Chiunque può entrare, ma la Setta degli Assassini richiede un duro addestramento. Si viene allenati sin da piccolissimi nel Parkour, le arti marziali, il combattimento all'arma bianca e ad arrampicarsi praticamente ovunque. Gli assassini sanno giostrare, ma ironicamente non sanno nuotare. Solitamente dunque gli Assassini sono figli di assassini, oppure fanno meno lavori. Questo ha reso l'Ordine sempre più indipendente dalle popolazioni che proteggeva. Massimo esempio di questo multiculturalismo è Altair, figlio di padre cristiano e madre musulmana. Talentuosissimo Assassino sin da giovane, lui ucciderà per redimersi i maggiori Mercanti di Morte della terra Santa (fra medici che sperimentano sui pazienti malati di mente, mercanti d'armi e schiavi, generali cristiani o musulmani assetati di sangue) ed infine il capo dell'Ordine dei Templari, i nemici giurati degli Assassini, e poi scoprirà il terribile segreto del precedente leader, Al Mualim, prendendone il posto.
La rivalità con l'Ordine dei Templari nasce dal fatto che a differenza della Setta questi erano religiosamente orientati (Cristianesimo) e che, pur elogiandoli nel loro proteggere i pellegrini, li accusavano comunque di favorire troppo la parte cristiana e di accumulare ricchezza e potere lucrando sulla guerra in terra santa.
Successivamente l'Ordine dei Templari, che aveva ottenuto un grandissimo potere economico, terre, denaro e si era associato a persone molto potenti fra i nobili e i mercanti, venne ufficialmente distrutto ma ufficiosamente continuò ad infiltrarsi nelle posizioni di potere (come una primitiva Massoneria) fino a giungere al Papato con Alessandro VI.
Gli Assassini con Altair arrivano al loro massimo splendore proteggendo la Terra Santa, fermando le crociate e assassinando persino Gengis Khan, ma dopo la morte di Altair l'Ordine sostanzialmente deperisce. I suoi discendenti prendono contatto con Marco Polo nei suoi viaggi per l'Impero, e poi tornano con lui a Venezia, e da lì l'ultimo discendente di Altair diventa il capostipite di una nuova famiglia italiana, gli Auditore.
Gli Auditore furono amici prima dei Polo e poi degli Alighieri, Dante convinse il loro patriarca a trasferirsi a Firenze. Avevano anche un piccolo villaggio di loro proprietà, Monteriggioni. Gli Auditore qui furono l'ultimo barlume dell'antico Ordine degli Assassini, contrastando il potere dei templari rappresentati dallo stato pontificio sotto controllo Borgia a Firenze. Gli Auditore furono però tutti accusati di tradimento e condannati a morte dal loro amico di fiducia, il Gonfaloniere di Giustizia di Firenze.
L'unico a sopravvivere perché non in casa fu Ezio Auditore. Da solo lui inizierà un lungo addestramento, riscoprirà i fasti dell'Ordine, riscatterà Monteriggioni (facendolo diventare un ricchissimo e potente borgo, e la Villa Auditore una casa piena di opere d'arte dei migliori artisti del tempo) e diventerà il più grande Assassino dai tempi di Altair, grazie anche alle tecnologie di Leonardo da Vinci (le primissime armi da fuoco, le doppie lame, la macchina volante), l'aiuto di Machiavelli nel barcamenarsi negli intrighi, l'alleanza con le Prostitute, i Ladri e i Mercenari e il rapporto con gli Sforza. Ezio ripulisce dal potentato templare Firenze, Venezia, Milano, tutta la campagna toscana ed infine riesce ad arrivare persino a Roma. Qui, assistito da Machiavelli, rifonda l'Ordine degli Assassini e conquista uno dopo l'altro tutti i quartieri di Roma dai Templari sconfiggendone i capi principali. Riesce ad assassinare Alessandro VI e i suoi figli, Cesare e Lucrezia. L'Ordine degli Assassini poi fonda dei distaccamenti in Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Austria, Turchia, Russia ed è potente in tutta l'Italia. Con questo nuovo ordine in tutta l'Europa Ezio riesce a combattere i templari e coloro che lucrano su sofferenza, guerra e morte, tamponando le possibili guerre e sofferenze umane al costo di qualche sacrificio. Ezio inoltre viaggia in America per svelare i complotti templari tramite gli Spagnoli.
Dopo la morte di Ezio l'ordine continuò ad esistere e contrastare i potentati d'Europa e del mondo, mentre i Templari divennero le future formazioni massoniche (Illuminati, Rosacroce), nobiliari e borghesi di tutta Europa. Si ritiene che il Priorato di Sion fosse invece la componente francese degli Assassini.
La discendenza di Ezio Auditore divenne fondamentale in Inghilterra, infatti (essendo la Spagna tipicamente "Templare") Edward Kenway venne arruolato come Pirata molto giovane, e nei Caraibi fece la fortuna depredando e saccheggiando navi e basi spagnole (a volte anche inglesi) e i pirati rivali, nascondendo e trovando tesori e commerciando per arricchire e potenziare la sua flotta. Kenway e Sparrow sono stati strettissimi collaboratori nell'organizzare un concilio di Pirati Uniti.
Kenway venne però assassinato dai Templari (il suo impero piratesco rimase) e suo figlio fu cresciuto come templare.
Il figlio venne fatto trasferire nelle 13 colonie, dove ebbe un rapporto sessuale con una nativa americana. Dalla loro unione nacque Connor, cresciuto come nativo, che combatterà insieme a Washington a favore della Rivoluzione per l'Indipendenza degli Stati Uniti e contro il suo stesso padre.
Gli Stati Uniti, tuttavia, continuarono a rimanere fortemente influenzati dai Templari (molti dei loro fondatori erano massoni). Pare che Washington, già molto repubblicano, sia stato ancor più convinto nel suo rifiuto di ogni proposta di diventare Re dopo aver parlato con Connor.
Gli spiriti rivoluzionari americani vennero portati in Francia da Lafayette, e a guidare la Rivoluzione Francese ci furono ancora una volta gli Assassini, sperando di togliere di mezzo il dominio templare anche da questa nazione (Simboleggiato dall'ancient regime). La cosa tragicomica è che in realtà la Rivoluzione Francese cominciò in principio come guerra intestina fra Templari riformisti (più aperti ai borghesi) e templari tradizionalisti (legati all'aristocrazia), e riteneva che sotto il capitalismo gli umani sarebbero stati più soggiogabili. Controllava i Giacobini e Robespierre. Arno Dorian e gli Assassini si opposero a Robespierre (Salvarono numerosi Girondini) e supportarono l'ascesa di Napoleone.
Gli Assassini ebbero un ruolo cruciale durante la Rivoluzione Industriale, opponendosi ai templari (ormai imborghesiti) e al loro controllo sulle bande criminali di Londra, alleandosi con i lavoratori oppressi nelle fabbriche e le miniere e i liberi pensatori del tempo (Marx, Darwin). In questo periodo l'Ordine degli Assassini si tinse di rosso da un punto di vista politico.
Anche durante l'autocrazia russa gli Assassini continuarono con Nikolai Orelov, che tentò di assassinare lo Tzar e si coalizzò con lo scienziato Nikola Tesla. L'autocrazia russa era ritenuta dagli Assassini il luogo più autocratico e sotto il controllo dei Templari di tutta la terra, e per questo motivo si opposero numerose volte allo Tzar.
Amico di Nikolai era il fratello di Lenin, membro della Setta degli Assassini. Gli Assassini supportarono il Partito Socialdemocratico Russo, i Bolscevichi e di conseguenza il Comunismo nella sua ascesa, sperando di distruggere i templari nella nobiltà e la borghesia russe e creare una nazione libera in mano ai lavoratori, e Lenin a sua volta aiutò gli Assassini e diede loro carta bianca nelle richieste logistiche e scientifiche, mantenendo il segreto sulla loro esistenza anche dal suo successore. Tuttavia la rivoluzione venne tradita dopo la morte di Lenin, quando Stalin (Templare) prese il potere.
L'Ordine degli Assassini è stato responsabile di queste e molte altre rivoluzioni ed è dietro la morte di numerosi autocrati e dittatori.
Oggi gli Assassini continuano ad operare nell'ombra, uccidendo i potenti, i corrotti, coloro che minacciano o causano guerre e sofferenza e sono leader della lotta underground all'imperialismo in generale. Il loro obiettivo ultimo è, tramite piccole uccisioni, demolire progressivamente la Piramide Templare e dapprima "Spuntarla" (per indebolirla tutta) e poi "Livellarla" fino a restituire all'Umanità la vera Libertà e l'Uguaglianza sociale. Come cambierebbe la storia con una simile Setta degli Assassini?

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QUEI BRAVI RAGAZZI

(GTA I, GTA II, GTA Vice City Stories, GTA Vice City, GTA San Andreas, GTA Liberty Ciy Stories, GTA Advance, GTA III, GTA IV The Lost and Damned e The Ballad of Gay Tony, GTA Chinatown Wars, GTA V, Il Padrino, Saints Row per davvero)

Nella serie videoludica GTA viene sempre impersonato un criminale che viene coinvolto negli affari loschi di più gang e associazioni criminose di vario genere: dalle gangs latino-americane alle mafie italo-americane alle triadi sino-giappo-coreane e così via.
Il protagonista, che solitamente collabora con loro o per soldi o per amicizia con i membri oppure per favori oppure per un ricatto, solitamente alla fine tende a fare due cose:
Finale GTA tipico 1: Distrugge tutte le maggiori associazioni criminali e i loro boss per vendetta per qualche loro malefatta (GTA III, GTA IV, GTA V) di fatto "ripulendo" la città dalla criminalità organizzata più potente. Se a questo si aggiungono le missioni secondarie come poliziotto, pompiere e pilota di ambulanza il protagonista, prima combattendo a favore di una fazione (e distruggendo le altre) e poi distruggendo quella stessa fazione, ha ripulito la città.
Finale GTA tipico 2: il protagonista crea un proprio impero criminale personale ma "Pulito", ossia che non estorce il pizzo e gli affari illegali che fa sono corse clandestine, casinò e cose simili, non è coinvolto nello spaccio o roba simile (GTA San Andreas), coalizzandosi con altre gangs o formazioni criminose che però come lui hanno un codice morale abbastanza stretto.
Esiste anche un terzo finale tipico nel quale il protagonista crea il suo proprio impero del crimine, la positività sta nel fatto che ha eliminato la concorrenza che comunque era moralmente peggiore (GTA Vice City, Liberty City Stories).
E se tutti i GTA si realizzano contemporaneamente?

GTA Vice City Stories.
I due fratelli Vance sono piccoli criminali occasionalmente coinvolti in azioni di spaccio per conto di altri. Dopo l'ennesimo rischio con la polizia e l'ennesimo tradimento il fratello maggiore nonché ex militare Victor Vance inizia a scalare le gerarchie del crimine insieme a suo fratello, elimina la concorrenza,si vendica contro chi lo ha sfruttato e tradito e diventa uno degli uomini più ricchi di Vice City, rifiutandosi sempre di partecipare ad operazioni di spaccio, prediligendo il suo enorme impero economico. Da quel momento i Vance diventano un punto di riferimento per il crimine organizzato di Vice.

GTA Vice City
Sono passati diversi anni ormai. Vice City è ancora in tumulto fra le varie cosche in lotta, specialmente i cartelli da un lato e la famiglia italo-americana dall'altro. Tommy Vercetti lavora per la famiglia Forelli (Originari di Liberty City), che però lo mandano in una missione suicida per vendicarsi dei soldi che gli devono. Tommy è solo, tradito, i Forelli lo vogliono morto e così anche mezza città.
Alleatosi con Lance Vance (fratello di Victor, morto durante un affare andato male) inizia anche lui a lavorare un po' per tutti, a scalare le gerarchie del crimine, a fare piazza pulita dei rivali, a vendicarsi contro i Forelli e a creare una gang tutta sua (i Vercetti), una super-villa lussuosa e ad eliminare la concorrenza, diventando il leader indiscusso del crimine a Vice City più e meglio dei Vance.
Dopo la morte di Lance in particolare Tommy ha il dominio completo della città.
Non si sa cosa gli sia successo dopo, secondo alcuni però è stato alla fine trovato dai suoi nemici che gli hanno assaltato la magione e si è difeso fino all'ultimo con le sue armi, fino alla morte. Con tutte le sue azioni Vercetti ha inconsapevolmente ripulito Vice City dal crimine.

GTA San Andreas
Nello stato di San Andreas ci sono tre città principali: Las Venturas (Piena di casinò, divisa fra le tre mafie italo-americane: Sindacco, Forelli e Leone), San Fierro (Città portuale e industriale in mano ai Rifa, alle triadi cinesi, alla mafia vietnamita e dove c'è un ricchissimo giro di prostituzione) e Los Santos (la città più grande divisa fra gang afro-americane: (I Ballas e le Famiglie di Grove Street, a loro volta divise in Orange Grove Street, Seville Boulevard) e ispanoamericane (Vagos e Los Aztecas).
A complicare il tutto ci sono i Russi nella zona portuale, la CIA nel deserto e numerose bande di rapinatori nella campagna.
In particolare la gang di Grove e quella dei Ballas sono arcinemiche storiche. Le famiglie di Grove si sono sempre rifiutate di spacciare droga per volere di Sweet, il capo. Di recente però i Ballas (grazie al commercio di droga) sono diventati estremamente potenti, coalizzandosi con i Vagos. Le famiglie di Grove si sono invece frantumate nei rispettivi gruppi.
Il tutto culmina con l'assassinio della madre di Sweet (e poco prima di suo fratello minore).
Carl, il fratello rimasto di Sweet che era andato a Liberty City a lavorare per i Leone come ladro di macchine, ritorna a San Andreas.
Carl riuscirà a riportare i Grove in auge contrastando i Ballas, compiendo furti, rubando le armi alla Guardia Nazionale e alla fine scoprirà il terribile complotto: i Ballas, coalizzati con i Vagos e i Russi, sono in combutta con la polizia (Sezione CRASH nata per combattere le gangs ma in realtà corrotta e mescolata con queste) e con due alti membri di Grove, Smoke e Ryder, che hanno tradito la banda. I Grove vengono virtualmente distrutti e i loro territori spartiti fra Vagos e Ballas. Sweet è rinchiuso in carcere, la sorella di Carl è in salvo perché fidanzata con un Aztecas amico di Carl. Carl è invece in mano alla polizia corrotta e deve svolgere numerose missioni per conto loro nella campagna di San Andreas, dove compie numerose rapine. Ad una gara di corse clandestine vince da un tale muto Claude Speed un garage a San Fierro e fa amicizia con un cieco, Wu Zi Moon, che è il Dai Dai Long delle Triadi.
Arrivato a San Fierro con sua sorella e l'Aztecas (Cesar) ricostruisce il garage con l'aiuto di un gruppo di meccanici ex hippie conosciuti grazie ad un coltivatore di marijuana. Qui compie missioni per le Triadi cinesi nella loro guerra continua contro le gang vietnamite, lavora (e poi tradisce) il Syndacate Loco della prostituzione (in accordo con i Rifa) e infine uccide Ryder.
Si trasferisce quindi nel deserto, dove lavora per la CIA sotto copertura e ottiene in cambio la liberazione del fratello e un addestramento come pilota aereo. Dopo si muove verso Las Venturas, dove in accordo con le Triadi fonda un Casinò di cui avrà una percentuale. Tuttavia il più famoso casinò di Las Venturas, il Caligula, è sotto controllo congiunto delle tre famiglie italo-americane (che come arbitro hanno posto un avvocato fuggito da Vice City ai tempi di Vercetti, ossia Kent Rosenberg).
Carl cattura un sicario dei Sindacco e lo tortura legandolo al cofano della macchina mentre va contromano a tutta velocità fino a farlo terrorizzare. Scoprirà in seguito che quello era il figlio del boss Sindacco per cui si metterà a lavorare sotto copertura dando dei duri colpi ai Forelli. Scoperto però che Carl era responsabile per il trauma del figlio anche i Sindacco vengono fatti fuori, con buona pace di Don Leone che assume Carl come aguzzino per andare a sterminare i sicari dei Forelli e anzi mandare Carl a Liberty City e fare una strage. I Sindacco restano comunque i più forti dopo i Forelli anche se indeboliti, e i Forelli che erano i più potenti prima di Vice City, sono ora più deboli in favore dei Leone. Ma Carl pianifica una rapina del Caligula insieme alle Triadi, e fatto ciò fondamentalmente ha scacciato anche i Leone da San Andreas.
Dopo ciò Carl ritorna a Los Santos, libera il quartiere, riunisce le Famiglie, ricrea il piccolo impero di Grove e poi sconfigge tutte le altre gangs, uccide Smoke e i poliziotti corrotti. Alla fine della fiera ecco come viene spartito San Andreas:
Los Santos è quasi completamente nelle mani di Grove, il resto ai Los Aztecas loro alleati (che lucrano principalmente su droghe leggere e corse clandestine). San Fierro alle Triadi, ora che i Rifa e il Sindacato sono stati eliminati.
Las Venturas alle Triadi, il Casinò appartiene in parte a Carl. Carl a sua volta viene poi assunto dalla polizia e da molti corpi pubblici, compra numerose proprietà e compie numerose missioni e rapine, diventando il leader di San Andreas.

GTA Liberty City Stories
Toni Cipriani inizia a lavorare come factotum per la famiglia Leone, che sostanzialente vive "Mangiando i resti" della guerra eterna fra Sindacco e Forelli. Toni compie numerosissime missioni criminose, ingrandisce enormemente il potere della famiglia Leone.
I Sindacco sono indeboliti dopo il fallito attacco a San Andreas, i Forelli sono mostruosamente indeboliti dopo la morte di tre dei loro leader, la perdita di San Andreas e di Vice City (Che li aveva resi i più potenti), mentre i Leone mettono radici a Liberty City.
Alla fine i Sindacco e i Forelli si scannano fra loro, e i Leone diventano così potenti da eliminarle entrambe e diventare i leader assoluti del crimine a Liberty City.

GTA III
Liberty City è molto cambiata: I Leone hanno il dominio assoluto, i loro nuovi rivali sono la Yakuza e le gang ispanofone.
I Forelli sono devastati, ora sono talmente deboli da non essere neanche una banda, sono detti "I fratelli Forelli". I Sindacco sono proprio spariti, non avendo la potenza dei Forelli per poter resistere all'Onda dei Leone.
Claude Speed, il muto fuggito da San Andreas, viene tradito dalla sua ragazza durante una rapina ma riesce fortunosamente a fuggire.
Inizia a fare dei piccoli lavori sempre più importanti per i Leone e diventa il braccio destro di fiducia del Don, secondo solo a Toni Cipriani (ormai anziano), ma la moglie del Don lo convince che Claude ha cercato di sedurla, per questo motivo Claude è costretto a fuggire e inizia a lavorare per la Yakuza. Alla fine della fiera è la solita storia, gerarchie, gang rivali che vengono devastate, l'intera Famiglia Leone e i loro alleati vengono spazzati via, e Claude ha eliminato tutti coloro che lo volevano morto. I Forelli si estinguono insieme ai Leone ormai debolissimi.

GTA IV
Il serbo (per qualche motivo chiamato da tutti russo) Niko bellic si trasferisce a Liberty City, ora nelle mani di mafie russe, cinesi, gangs latino-americane e nuove famiglie italo-americane. Niko viene bisfrattato un po' da tutti nel corso della sua storia: il fratello pieno di debiti verso le mafie albanesi e russe, la mafia russa stessa, la ragazza nella polizia, e lavora per amici nelle più disparate gangs, ora come amici e ora per tradirli e farli implodere dall'interno. Alla fine della sua carriera Niko distruggerà tutto l'apparato mafioso russo, danneggerà fortemente tutti gli altri lasciando in piedi solo quelli alleati (A sopravvivere fra i "Non così amichevoli" sono solo le potenti Triadi, le gangs di Biker, 3 delle delle 6 famiglie italo-americane originali e le associazioni di spaccio).
A fare ulteriore pulizia sarà la gang di centauri dei Los, che sgominerà tutte le altre, danneggerà ulteriormente le mafie residue e diventerà estremamente potente, diventando la nuova gang leader in termini di criminalità.
A condire ulteriormente il tutto il padrone di locali e discoteche per omosessuali "Gay Tony" detto il Re di Liberty City, in seri guai con i criminali residui, chiede aiuto ad un suo vecchio amico per fare pulizia e anzi trasformare il suo locale nel più sfavillante ben rifornito (in tutti i sensi possibili) della città, con buoni agganci nella criminalità rimanente.

GTA Chinatown Wars.
Le Triadi sono sempre potenti, ma indebolite.
In particolare ci sono faide fra le varie famiglie. La famiglia Lee ha perso il suo leader. Il figlio di questo viene chiamato dalla Cina per portare una Katana, ma viene catturato, pestato quasi a morte e derubato dalla famiglia rivale.
In cerca di vendetta, Lee farà diventare la sua famiglia la più potente triade di Liberty City, distruggerà le famiglie rivali, demolirà il potere di una delle tre famiglie italo-americane residue (I Messina) e diventerà il nuovo rappresentante del crimine organizzato cinese.

GTA V
Los Santos è ancora presa nelle guerre fra Grove Street (ora unita e forte, ma che ha perso il monopolio dopo la morte di CJ) e Ballas, le varie bande e le associazioni criminali, alcune trapiantate da Liberty City (Tipo i Lost e le due famiglie italo-americane).
I tre protagonisti sono un membro dei Grove Street, un ricco sfaticato con una famiglia disastrata e un passato da rapinatore, e uno psicopatico ex pilota canadese. I tre, insieme, faranno di tutto: attività da gang warfare, missioni per le varie fazioni, guerra contro le varie fazioni, lavoreranno per l'FBI e per la CIA, faranno numerosissime rapine a mano armata e diventeranno dominatori della criminalità a Los Santos, riportando contingentemente i Grove al dominio di un tempo.

Se tutti i GTA si realizzano e le fazioni "vincenti" (I vercetti a Vice City, Grove a Los Santos, i Lost a Liberty City e le triadi di Wu Zi Moon e Lee) si coalizzano avendo come uniche attività criminose (oltre all'omicidio plurimo dato dalle armi che utilizzano) lo spaccio di droghe leggere, la vendita illegale di armi, le corse clandestine, la gestione di casinò e bordelli e le occasionali rapine, fino a creare la famosa "Gang buona" come descritta nei primi due film del Padrino?

La Mafia del Padrino è moralmente ambigua.
1) Non ammazza innocenti (beh, ogni tanto a dire il vero lo ha fatto, quella prostituta col boss non c'entrava nulla...)
2) Non estorce forzosamente il pizzo
3) Non commercia droga
4) Si basa non sulla paura imposta, ma sull'Amicizia (basata sullo scambio di favori), in cui chi è "Di famiglia" ha diritto ad una protezione (ed è socio in affari, e di conseguenza i rivali sono nemici di Famiglia)
5) Ha un ferreo codice d'onore
7) Elimina le altre (ben più violente e criminali) famiglie mafiose e addirittura poliziotti corrotti (il Padrino 1) o politici massoni e corrotti e difende la vita del Papa (il Padrino 3).
8) Fa continuamente beneficenza per "Espiare" i peccati (e fare una mezza Robin-Hooddata), cosa che faceva però anche Al Capone.
9) Cerca costantemente di rientrare nel mondo legale e pulito (è lo scopo principale di Michele Corleone, investire tutto il denaro sporco in attività lecite per trasformare la Famiglia in una azienda onesta).
10) Ove sta nell'illegalità, lo fa solo O per "Farsi vera giustizia" (Si veda il monologo iniziale del primo film) oppure dove "I politicanti, peggiori di noi, non permettono di fare business, come il gioco d'azzardo".

La domanda forse un po' ingenua è: può nascere una simile "mafia morale" (controsenso mostruoso) supponendo l'ucronica realizzazione della Trilogia, il tipo di "organizzazione violenta ma buona" che fa piazza pulita delle varie cosche e forma il proprio impero che vive "proteggendo" la gente dalla criminalità organizzata e contrastandone le attività, lucrando da questa guerra costante?
-Vito, giovane bambino siciliano di Corleone, fugge in America dopo che il Clan mafioso locale (I veri Corleone, sicuramente) fanno fuori i suoi genitori.
-Giunto in America (e assunto il cognome Corleone, ironicamente) inizia a fare "Favori" alla gente di Little Italy, favori che solitamente consistono in Prestiti o "convinzioni" verso usurai e mafiosi. Addirittura (con alcuni compagni d'avventura) finisce per assassinare il piccolo leader mafioso locale, che da troppo tempo estorceva il pizzo alla povera gente. Con questo atto nasce ufficialmente "Don Corleone", nuova autorità italo-americana.
-Nasce la Famiglia, un clan simil-mafioso non esclusivamente legato dal sangue dove gli "uomini d'onore" agiscono come in una Massoneria, aiutandosi fra loro (mutuo soccorso) e obbedendo al leader superiore e giurando di mantenere il segreto.
Gli "amici di famiglia" sono coloro che chiedono un favore (solitamente prestiti o "forza bruta" o "giustizia", notare che la seconda deve essere sempre filtrata dal senso di giustizia del Padrino, la Famiglia non è un'associazione di mercenari) e che poi dovranno restituirlo (si distinguono restituzioni "immediate", tipo un pagamento o un favore oneroso che estingue il debito, oppure una restituzione "perenne" in cui il ricambio è rispetto, amicizia, "piccoli favori" e onori qua e là). Questo crea negli anni una gigantesca rete di amicizie e conoscenze per la Famiglia: chi chiede il loro aiuto è favorito, chi si mette contro di loro sparisce, in breve tempo la Famiglia e "la rete di amicizie" con il reciproco mutuo-soccorso diventa una vera e propria società per azioni e "associazione para-politica" sempre più potente. I Corleone sono protetti dalla Giustizia, hanno protettori in Politica, hanno azioni di tutte le grandi aziende che hanno protetto o favorito nel passato e investono ciò che guadagnano in beneficenza o in business onesti (quali l'Olio Genco). Altro motivo di stima è il fatto che tutti si rivolgono ai Corleone per ottenere giustizia nei buchi del sistema giudiziario americano, e perché i Corleone proteggono i cittadini dallo strapotere delle altre 4 famiglie di New York.
-Vito Corleone, ritornato nel paese natio, assassina il boss responsabile della morte dei suoi genitori (che dovrebbe essere il capo dei veri corleonesi che quindi non prenderanno mai il controllo di Cosa Nostra!). La Sicilia diventa virtualmente proprietà dei "Corleonesi Americani".
-Don Vito Corleone viene assassinato (almeno quella era l'idea, dato che sopravvive ma è in Ospedale) dopo che ha rifiutato di fornire protezione al business di droga dei Tartaglia (famiglia rivale storica) dato che questo è "immorale" persino per lui e perderebbe l'appoggio dei politici.
Il figlio "onesto" e decorato di guerra, Michele Corleone, inizia ad entrare negli affari di famiglia proteggendo il padre contro i congiurati (c'è una spia nella Famiglia e la polizia è collusa con i Tartaglia) ed infine si offre come "Messaggero pacifico" (Dato che il fratello maggiore è irascibile) per trattare con il boss dei Tartaglia e il capo della polizia, finendo poi per assassinarli tutti e due.
-Le amicizie dei Corleone nella stampa ne fanno un caso mediatico: i Corleone hanno eliminato i crudeli Tartaglia e il disonesto capo della polizia colluso con il commercio di droga. I Corleone sono ancora più stimati dalla popolazione, ma la Guerra fra le 5 famiglie imperversa.
Intanto Michele Corleone vive in Sicilia, dove si immerge nella cultura popolare siciliana e si sposa.
-Gli affari in famiglia vanno male, i Tartaglia e le altre famiglie sono in guerra costante, e anche se Vito Corleone si è ripreso la Guerra non sembra volersi fermare. Michele torna in America e, dopo la morte del fratello maggiore (ucciso in un'imboscata mentre andava a difendere l'onore della sorella, picchiata dal marito a sua volta alleato dei Tartaglia) diventa il nuovo coordinatore della Famiglia, coordina il contrattacco e, dopo tante vicissitudini, si giunge ad un accordo: un incontro fra le 5 famiglie mafiose.
-All'incontro Vito Corleone e il nuovo boss Tartaglia rinunciano alla vendetta per i rispettivi parenti ammazzati. Corleone concederà la protezione per il commercio della droga e "dividerà" i profitti con tutti.
-In realtà si tratta di un grosso piano. Mentre Michele fa da padrino (di battesimo) per il nipote infatti i mandanti dei Corleone ammazzano uno dopo l'altro tutti i leader delle altre 4 famiglie. Subito dopo Michele stesso si occupa in prima persona dei traditori della Famiglia (compreso il genero) facendoli ammazzare a sangue freddo. La Famiglia è ripulita, il dominio (mediatico e territoriale) dei Corleone è assicurato, la protezione politica è mantenuta, i nemici sono decapitati. La guerra fra le 4 famiglie continuerà, la i Corleone sotto il nuovo Padrino, Michele Corleone, hanno stabilito il dominio e si trasferiscono a Las Vegas.
-I Corleone hanno aumentato a dismisura il loro potere in America: hanno il controllo totale a New York, hanno amicizie politiche enormi (addirittura un Senatore), hanno un grande controllo degli affari in loco (Cinema, Casinò, Gioco d'Azzardo) e hanno creato vari distaccamenti da gestire congiuntamente. Tuttavia ci sono nuovi traditori, nuovi ambiziosi che vogliono la loro fetta di potere o la loro fetta di america da gestire in solitaria e forze esterne ostili. Ad un meeting in cui si stabilisce la "fine" della coalizione fra le varie cosche e la ripartizione del bottino uno dei principali membri è lasciato a bocca asciutta (perché fu quello che meno di tutti si impegnò nel progetto) e, giurando vendetta, lui fa assassinare quasi tutti i presenti, anche se Michele riesce a scamparla.
-Dopo varie vicissitudini Michele riesce a organizzare un affare che lo vede impegnato nel finanziamento delle attività economiche nella Cuba di Batista. L'affare però salta a causa della rivoluzione di Castro. Dopo ulteriori vicissitudini Michele riesce ad individuare i traditori (compreso il suo ultimo fratello) e li fa ammazzare uno dopo l'altro. Il fratello rimarrà in vita fino alla morte della madre dei due.
Michele è sempre più solo dal punto di vista della "famiglia" affettiva e di sangue, ma la sua "famiglia" come organizzazione è sempre più potente e ha ormai il controllo della criminalità organizzata americana.
-Il "ritiro" dall'organizzazione congiunta delle varie cosche (che ora sono tutte sotto controllo diretto dei Corleone) era dovuto al tentativo di Michele di portare tutto il capitale della Famiglia in attività lecite. Questo progetto si concretizza nelle numerose opere di bene che Michele fa, cosa che gli fa guadagnare il riconoscimento di Papa Paolo VI. Corleone decide quindi di creare una sorta di "Unione di Beneficenza Internazionale" a cui partecipa la Banca Vaticana (IOR) e nella quale, ovviamente, sono coinvolte le grandi criminalità internazionali occidentali, specialmente la mafia e la politica italiana corrotta, capeggiata da Andreotti e Gelli (ho deciso di togliere le "censurine"). Il gestore della cosa è l'Arcivescovo Marcinkus.

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DA MERCENARIO A DITTATORE

(Hitman, Far Cry, Black Lagoon, Tropico, Mercenaries, Il Dittatore, MAG e Army of Two, Call of Duty Advanced Warfare, Haze, Gore, Metal Gear e Splinter Cell per Davvero).

La banda dei mercenari nota come Lagoon Company che basa il proprio business sulle consegne e l'eliminazione di obiettivi per conto di privati, governi e organizzazioni criminali di vario genere non solo esiste veramente, ma si espande e aumenta i propri membri diventando una delle formazioni mercenarie più affidabili e potenti del pianeta.
Intanto lo stato-isolotto dove operano è da troppo tempo in mano ad un feroce dittatore (Mercenaries) il cui governo crolla dopo la tentata acquisizione di armi nucleari. Dopo il crollo della dittatura la nazione viene invasa da più fazioni, in particolare Stati Uniti, Cina, una repubblica vicina e ci sono numerose infiltrazioni di terroristi e mafiosi russi che cercano di sfruttare gli eventi. Gli ex membri chiave della dittatura però non si sono arresi e continuano a seminare il terrore con le loro armate da bravi Lord of War. Viene quindi pubblicato un Deck da 52 carte, praticamente delle taglie sulla testa degli alti profili della dittatura, con a capo (Asso di Picche) il dittatore vero e proprio. La Black Lagoon guidata dal suo geniale leader fa fuori le carte maggiori, intasca il premio, si potenzia e prosegue, fino ad eliminare il dittatore. La guerra civile però prosegue, il motivo è la sua posizione strategica per i commerci, l'abbondanza di diamanti ma soprattutto il petrolio. Le due fazioni coinvolte sono il Fronte dei Lavoratori da un lato e il Fronte Popolare dall'altro. Entrambi sono crudeli e sanguinari verso la popolazione ed entrambi hanno pagato mercenari per danneggiarsi a vicenda, però ora i diamanti sono quasi esauriti e il paese è pieno zeppo di bande di mercenari (fra cui i Lagoon) che non possono uscire, quindi nell'anarchia totale. I Lagoon vengono mandati a combattere e uccidere un venditore di armi internazionale, Jackal, che sta alimentando la guerra vendendo armi ad entrambi. Lavorando per entrambe le fazioni e per il Jackal stesso (che rovina puntualmente ogni tentativo di accordo di pace, il motivo è che questo accordo sarebbe solo una finzione e il paese continuerebbe a subire massacri da parte delle due fazioni ma senza che l'ONU si immischi). Alla fine le due fazioni perdono i propri leaders, Jackal sparisce e il paese, pur continuando ad essere instabile, non ha più la Guerra civile e il suo principale mercante d'armi, e tutti i mercenari si ritirano (Far Cry 2) Un imprenditore assume una armata privata e prende il controllo dell'azienda petrolifera locale, che prima era controllata da una Multinazionale estera che teneva per i suddetti la nazione intera. La Black Lagoon diventa adesso un piccolo esercito, inizialmente si arricchisce compiendo attività piratesche e depredando le altre bande di mercenari e pirati (Far Cry 3) e successivamente formano addirittura un esercito autonomo sostenuto dalla Cina che vuole liberare la nazione dalla nuova dittatura ed instaurare una democrazia popolare, nazionalizzando il petrolio.
opposta a questa formazione c'è invece una armata rivoluzionaria finanziata dalla CIA che vuole mantenere privati i dotti. Alla fine la rivoluzione contro la dittatura ha successo (Far Cry 4) e il paese diventa una Repubblica Popolare con a capo un leader con ampi poteri.
(Non sono riuscito ad armonizzare benissimo i videogiochi fra loro, in Mercenaries 2 c'è una fazione popolare e una finanziata dalla CIA e tutte e due combattono contro l'imprenditore privato, mentre in Far Cry 4 il giocatore lotta per i "ribelli popolari" contro il dittatore ma la rivolta stessa poi degenera, le ho un po' fuse ecco). La piccola nazione, bollata come dittatura dagli Stati Uniti, mantiene un saldo controllo del Petrolio e viene ribattezzata Wadija. La "dittatura" si basa sostanzialmente sul commercio di petrolio da un lato e dal turismo dall'altro, dovendo mantenersi in piedi nonostante le guerriglie finanziate dall'estero (Tropico).
Wadija, capitanata dall'Ammiraglio Generale Aladeen (il capo dell'Armata di poco sopra). Come molte nazioni ha problemi ad ottenere un riconoscimento ufficiale, ma a seguito di un tentativo di sostituzione l'Ammiraglio Generale è costretto a vivere la vita di un comune newyorkese insieme ad una femminista anti-razzista anarco-ambientalista (aggiungere altre sei sigle radical), che lo convince a portare la Democrazia nel suo paese.
Intanto il suo braccio destro che lo ha sostituito vorrebbe svendere la nazione alle multinazionali, ma ripreso il potere l'Ammiraglio Generale proclama l'intenzione di voler instaurare una vera democrazia con vere elezioni, mantenendo un'economia socialista di mercato (Il Dittatore)
Nella saga di Hitman c'è un'organizzazione che, sotto pagamento, compie omicidi su commissione con garanzia di efficienza, rapidità e silenziosità.
In tutta la serie le vittime degli omicidi sono sempre criminali, dittatori e individui pericolosi di vario genere, addirittura l'Agenzia ha collaborato con l'FBI e l'ONU numerose volte. Nel libro (Hitman Damnation) scopriamo che i leader supremi di questa agenzia sono quasi tutti super boss del crimine e la malavita, il che pare un vero e proprio controsenso visto che l'Agenzia ha come potenziali target solo criminali.
La soluzione a questa apparente aporia potrebbe essere che l'Agenzia nasce inizialmente come coalizione fra importanti bande criminali internazionale allo scopo di fare in modo che una associazione membra potesse contare sul supporto delle altre per sbrigare i propri omicidi su commissione, e per darsi un volto pubblico accettabile le vittime possono essere solo criminali. A seguito di ciò l'Agenzia è diventata la più famosa associazione di sicari su commissione al mondo, con contatti per privati cittadini, grandi azionisti o addirittura stati, servizi segreti e istituzioni. I criminali che l'hanno fondata restano immuni (Salvo causare problemi) e finiscono più che altro per essere i principali fornitori di manodopera (Assassini e armi) e investitori.
Dopo che l'Agente 47 ha sconfitto la Coalizione (una simil-Agenzia sotto il controllo della CIA) l'Agenzia stessa è crollata su se stessa, perseguitata a livello mondiale da tutte le altre organizzazioni e poi (in Hitman Damnation) dalle proprie faide interne.
Riformatasi, l'Agenzia si è messa contro 47 e ha continuato ad assumere cloni potenziati come lui, salvo poi reintegrarlo dopo una "riforma interna".
C'è chi sospetta che questa Agenzia di mercenari sia nata come espansione internazionale della banda sopra menzionata (Ma non è chiara la sua relazione conseguente con il governo di Wadija), c'è invece chi dice che questa Agenzia si sia poi evoluta nella Setta degli Assassini (le cui origini "Mitologiche" sono solo propaganda e sarebbe nata appunto come Agenzia, prima sotto pagamento e poi con la missione di combattere chi lucra sulla sofferenza).
Altra possibile correlazione che è stata avanzata è quella fra l'Agenzia e la FOXHOUND che operava nello stato-paradiso per i mercenari, l'Outer Heaven (che era il nome alternativo di Wadija al tempo) e il Third Echelon, lo Splinter Cell, organizzazioni fondate dagli Stati Uniti con scopo anti-terroristico e di lotta al crimine organizzato, i mercenari, addestrate alla guerriglia non convenzionale, lo spionaggio, l'infiltrazione, l'anti-terrorismo, l'assassinio e il recupero di intelligence.
C'è chi ritiene che questi mercenari siano stati ad un certo punto "Adottati" dagli Stati Uniti per una sicurezza internazionale, o viceversa che siano stati fondati da ex membri di queste associazioni, la cosa non è ancora stata chiarita.
In ogni caso, a seguito di numerosi trattati e convenzioni sull'utilizzo delle armi al fine di ottenere la pacificazione fra le nazioni, gli stati non possono più mandare gli eserciti fuori dai propri confini, e gli eserciti ormai sono troppo onerosi da mantenere e quindi devono ricorrere per la guerra ad armate di mercenarie (MAG), questo ha condotto al sorgere dei famosi Eserciti Ombra (fra cui l'Agenzia menzionata poco sopra), e alla fine fra queste è emersa la Corporazione Atlas, la più grande organizzazione Mercenaria del mondo che, in questa situazione, ha il monopolio virtuale delle guerre man mano che le nazioni rinunciano ai propri eserciti e alle proprie prerogative, ha addirittura un seggio all'ONU (Call of Duty Advanced Warfare) detta anche Mantle (Haze).
La Atlas diventerà poi il primissimo Esercito Mondiale, e dopo aver eliminato i principali terroristi da tutto il mondo inizierà ad occuparsi della criminalità organizzata (Gore: The Ultimate Soldier) e sarà un fondamento importante per il Governo Mondiale.

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IL BUON SERIAL KILLER

(Dexter, Saw e Manhunt per davvero)

Questa può sembrare esagerata. Vanno bene ladri che rubano a ricchi e disonesti per sfamare i poveri, vanno bene gli assassini di dittatori, corrotti e criminali internazionali, vanno bene anche improvvisate gangs "morali", ma come fa un Serial Killer ad essere morale (Ammesso che i precedenti non siano considerati Serial Killer, e contando il numero di morti fatti sarebbero proprio quello)? Nell'intera cinematografia l'unico esempio di Serial Killer propriamente detto moralmente accettabile è Dexter, il serial killer che ammazza altri serial killer.
Sin da giovane manifestava tutti i sintomi del futuro Serial Killer (Sua madre era stata macellata davanti ai suoi occhi e ha passato diverse ore in un container con il cadavere, immerso nel sangue): uccideva animali e li seppelliva. Il padre adottivo (un poliziotto) cercò inizialmente di reprimere questi istinti portandolo a caccia, ma poi si convinse che il sistema giudiziario era fallato quando un criminale estremamente pericoloso venne assolto per assenza di prove. Da quel momento decise di Addestrare Dexter proprio da poliziotto della omicidi in modo che nessuno potesse mai beccarlo: Guanti, pianificazione dell'omicidio, Stalking e studio dell'obiettivo, non lasciare tracce utilizzando plastica per creare la stanza per il "Rito". Soprattutto voleva convogliare il senso omicida di Dexter in una direzione positiva: gli impose di uccidere soltanto altri serial killer, e prima di farlo doveva raccogliere numerose prove incontrovertibili della loro colpevolezza.
Dopo aver quindi studiato il bersaglio sia per trovare le prove sia per capirne la routine Dexter lo rapisce, lo lega ad un tavolo nella stanza del rituale completamente "Plastificata" e poi, dopo averlo svegliato e messo di fronte alle sue colpe e udito le sue ultime parole, da sfogo al suo desiderio macellaio. Il cadavere viene poi fatto a pezzi, nascosto dentro sacchi neri ben chiusi e gettato in mare insieme a tutto il sangue raccolto e i resti rimasti sulla plastica.
Dexter inoltre si unisce alla polizia come esperto forense di sangue, in modo da imparare ancora meglio come gli altri killer falliscono, dove la polizia sta indagando e come non farsi beccare, diventando uno dei serial killer più letali e più morali della storia americana. E' stato fatto un conteggio e, fra le vittime delle sue vittime che ha "venditato" e le persone che ha invece salvato (ha ammazzato killer estremamente violenti, fra cui uno che ha commesso qualcosa come il quintuplo dei suoi) ha vendicato e salvato un numero mostruosamente alto di vite, irrisorio rispetto al suo omicidio dato da un bisogno fisiologico.
Dexter ha avuto inoltre molte occasioni di aumentare il proprio potere, alleandosi ad esempio con Miguel Prado, procuratore di Giustizia che come lui sentiva la necessità di dover eliminare in maniera poco ortodossa i criminali che sfuggono al sistema prima che possano nuocere ancora.
La sua esistenza scatenò una reazione dell'FBI ma anche un grande dibattito pubblico, numerosi americani sostennero le imprese del Macellaio di Bay Harbour (questo era il suo soprannome) chiamandolo eroe (fecero pure un fumetto su di lui). La scoperta più incredibile poi è che una neuroscienziata fu responsabile del suo addestramento insieme al padre, e lei aveva in cura numerosi bambini come lui. E se la cosa diventa un progetto ufficiale, addestrare bambini con istinti da killer a sublimare la loro esigenza come Dexter? Quale sarebbe la reazione americana e mondiale ad un serial killer del genere? E' possibile che alcuni tentino di emularlo e tutti questi serial killer morali che vanno a caccia di quelli immorali che effetto avrebbero sulla percezione della criminologia?
Altro esempio è Jigsaw, malato di cancro che ha iniziato a catturare persone da tutti e 50 gli States colpevoli di "Non apprezzare abbastanza il dono della vita".
Drogati, suicidi, indolenti, sfruttatori, chiunque è vivo e vegeto e spreca questo suo dono in modo dannoso per sé e per gli altri deve sottoporsi ad una crudele tortura dai caratteri grotteschi e sanguinari, solitamente a contrappasso rispetto alla sua colpa. La tortura richiede grandissima sofferenza fisica e si basa sul fatto che un animale, se intrappola il proprio arto in una trappola, non esita a morderselo via pur di sopravvivere e fuggire. Gli umani secondo Jigsaw hanno perso di vista l'importanza della vita e quindi, messi in trappola, finiscono per ammazzarsi.
Per farvi un'idea di come funzionino le sue trappole: una "ghigliottina a tempo" come collare, la chiave del meccanismo è stata inserita con un intervento chirurgico dietro l'occhio, la vittima deve tagliarselo e prendere la chiave prima che scada il tempo, o cose del genere.
La gran parte delle vittime di Jigsaw, inutile dirlo, muore. Alcuni però riescono a fare il gran sacrificio e si salvano dalle loro prove. Altri hanno delle "Macroprove" che devono ripercorrere tutta la loro vita e che coinvolgono tanti altre vittime con le loro piccole torture. Infine alcune delle sue ex vittime sono persino convertite all'ideologia di Jigsaw, lo aiutano nei suoi piani e dopo la sua morte proseguono il suo operato. Come reagisce il mondo davanti a questa setta di psicotici che tortura e uccide coloro che sprecano il dono della vita, e come reagiranno alle interviste ai sopravvissuti che in maniera unanime rispondono "Mi ha aiutato, mi ha cambiato"?
Proprio come in Death Note, ci potrebbe essere un effetto culturale enorme, la gran parte della popolazione cessa di sprecare la propria vita nelle attività "Scomunicate" dai vari video di Jigsaw ed inizia, per timore, a fare l'opposto.
Infine il celebre videogioco Manhunt della Rockstar (gli stessi creatori di GTA), una gigantesca città Carcere dove vengono rinchiusi i peggiori serial killer e criminali del mondo, un regista milionario di Snuff Movie (pellicole dove gli attori muoiono veramente) "compra" un condannato a morte e lo fa avanzare lungo la città piena di psicopatici registrando ogni uccisione per fare un Colossal, finendo poi ammazzato a sua volta. Alla fine della fiera in quel "Lungometraggio" sono morti tutti i peggiori criminali e assassini del mondo, ed è morto anche il più grande magnate del business che lucra sulla morte delle persone. Il protagonista, a conti fatti per le sue azioni, ha fatto più bene o male?

MorteBianca

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Dopo aver letto il tutto, Tommaso Mazzoni gli fa notare:

Sulla gilda dei ladri gentiluomini, però, cambierei la regola sui pezzi d'arte; Lupin I era un collezionista, e amava anche fare regali alle belle signore, quindi direi che se il pezzo d'arte è rubato ad un individuo moralmente discutibile può essere tenuto. (Magari una volta passato il periodo della prescrizione, la gilda organizza un museo).

Tutti i commissari delle fiction gialle italiane in azione sullo stesso caso!!

Tutti i commissari delle fiction gialle italiane in azione sullo stesso caso!!

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La parola passa ora ad Andrea Villa:

Ad Alfonso non piaceva fare la coda.

Era passata almeno una buona mezz’ora dal momento in cui era entrato in quella piccola banca di provincia, e per tutto questo tempo la coda si era mossa alla velocità di una lumaca. Ogni persona davanti a lui sembrava avere una questione molto complicata da risolvere, e per risolverla con l’addetto della banca sembrava necessitare, ogni volta, di un tempo apparentemente infinito. Tempo durante il quale Alfonso era costretto a rimanere fermo, in piedi, come un qualunque impiegato di quarto livello venuto a fare la dichiarazione dei redditi.

Ma non era questo ciò che infastidiva particolarmente Alfonso. Ciò che davvero gli creava dispiacere era il modo in cui la gente lo guardava.

Alfonso si guardò attorno, raccogliendo decine di sguardi straniti, inorriditi e pieni di rabbia rivolti a lui. I poliziotti di servizio lo guardavano tutti con cipiglio aggressivo, e tenevano le mani sulle proprie fondine, come se fossero impazienti di estrarre le proprie pistole e farne uso. Gli impiegati della banca lo guardavano con astio, come se si aspettassero da un momento all’altro che avrebbe estratto sua volta la propria arma, una 38 millimetri, e dichiarato che voleva fare una rapina. Anche gli altri clienti della banca sembravano impauriti ed innervositi dalla sua presenza.

La donna dinanzi a lui si voltò di nuovo per guardarlo in volto. Alfonso le sorrise, ma la donna non ricambiò, rivolgendogli piuttosto un’occhiata mista di paura e di condanna. Alfonso sospirò: inconvenienti della fama.

Il pensiero gli corse al suo amico Frank, che era rimasto in città: come avrebbe reagito lui a questa scena? Non bene, con tutta probabilità: proprio per questo Alfonso aveva deciso di lasciarlo in città per occuparsi dei suoi affari, ed era venuto da solo.

L’uomo dinnanzi alla donna di prima, finalmente, sembrò aver terminato la propria commissione: raccolse alcuni spicci rimasti sul bancone del tavolo, li mise nel portafoglio, e corse fuori dalla banca, non senza aver gettato a sua volta un’occhiata stranita ad Alfonso.

«Signorina, è il suo turno» disse l’addetto della banca, rivolgendosi alla signora davanti ad Alfonso.

«No grazie, credo che aspetterò ancora un po’: il… signore…» disse lei indicando Alfonso «sembra avere più fretta. Aspetterò con calma dopo di lui»

Con un nuovo sbuffo, Alfonso si incamminò verso lo sportello. Immediatamente, tutti gli occhi della sala si concentrarono su di lui.

«Buongiorno» fece Alfonso con un sorriso «Io sono…»

«Sappiamo chi è lei» disse l’addetto della banca, un uomo piccolo e pelato con i baffetti. «Mi dica solo di che cosa ha bisogno.»

«Volevo pagare le mie tasse» rispose Alfonso «So che dovrei farlo presso la mia città di residenza, ma…»

«Fermi tutti!» gridò una voce femminile alle spalle di Alfonso «Mani in alto e buttate le pistole! Questa è una rapina!»

Alfonso sbuffò di nuovo, stavolta di frustrazione. Non ci voleva, proprio adesso.

Guardò dietro di sé, e vide un uomo e una donna, entrambi armati, che dovevano essere entrati in banca pochi istanti prima. La donna reggeva una borsa di cuoio con la mano libera, aveva i capelli biondi e setosi e il volto simile a quello di un’attrice, l’uomo, invece, aveva i capelli scuri, era vestito in un abito a righe verticali con cravatta. Eccezion fatta per il loro tono di voce e per le loro parole, sembravano più una coppia di innamorati che di rapinatori.

«Mettete il contante nella borsa, non mi ripeterò!» intimò la donna, avvicinandosi a uno sportello.

«Alzate tutti le mani!» aggiunse il suo compagno. «Il primo che disobbedisce, si becca una pallottola nel cranio!»

«Possibile che questa coppia potesse essere la banda di rapinatori di banche più famosa degli Stati Uniti?» pensò Alfonso, quasi divertito dalla situazione. Tuttavia, la sua risata doveva essere risultata meno silenziosa del previsto.

«Che hai da ridere, pancione?» lo incalzò l’uomo, avvicinando la sua rivoltella alla schiena di Alfonso «Voltati e alza le mani!»

Alfonso si sistemò il sigaro, e si voltò. Vedendo il suo volto, l’uomo e la donna assunsero espressioni basite.

«Clyde, questo è…»

«Calmati, Bonnie: può essere solo un sosia, un banale imitatore…»

«E invece sono proprio io» rispose Alfonso, nel tono di voce che tutta l’America aveva imparato a conoscere «Devo dedurre dai vostri nomi che voi siete Bonnie e Clyde, la famosa coppia di rapinatori. lasciate che vi dica che le foto dei giornali non vi fanno giustizia.»

«Stai zitto!» esclamò Clyde, puntandogli contro la pistola. «Butta tutto ciò che hai a terra.»

«Credo che non lo farò» rispose Alfonso, sistemandosi il cappello «Non hai nulla per potermi minacciare.»

«Ho questa!» rispose Clyde, quasi in tono di beffa «Potrei ucciderti in un secondo, mi basterebbe tirare il grilletto.»

«Sì è vero, potresti: tuttavia, se lo fai, attirerai le ire di un sacco di gente. I miei collaboratori, i miei dipendenti, i miei clienti e amici, fino a Washington. Se mi uccidi, non farai altro che assicurare a te e alla tua amata» disse indicando Bonnie «una morte molto più lenta, dolorosa e atroce di quella che le autorità vi hanno promesso, se vi catturano. Sei un uomo intelligente, Clyde Barrow: sono certo che non farai un errore così stupido.»

«P-posso sempre rapinarti!» disse Barrow, come per convincere sé stesso più che l’uomo dinnanzi a lui.

«Libero di farlo. Ma se mi lasci vivo, posso prometterti che appena tornerò in città metterò al corrente i miei uomini di quello che mi è successo. E in questo caso, non darei un solo cent per la tua vita, così come Cesare non diede scampo ai pirati che lo avevano rapito, dopo averli catturati.»

«Clyde» fece Bonnie, che aveva visibilmente perso tutta la sua spavalderia «Forse è meglio se lo lasciamo stare.»

«Forse è meglio che lasciate stare tutti!» ringhiò Alfonso, facendo arretrare i due rapinatori di diversi passi. «Questa povera gente ha lavorato una vita intera per mettere da parte i propri sudati risparmi, e voi adesso volete toglierglieli? Ci sono modi più intelligenti per fare soldi, come io stesso posso dimostrare. Detto questo, sono disposto a non denunciarvi, e a fare finta di non avervi visto, se ve ne andate subito.»

Bonnie e Clyde si guardarono in volto, facendo ancora qualche passo indietro. Dopodichè, non appena furono vicini alla porta, corsero fuori, presumibilmente per raggiungere la propria macchina.

«Principianti», mormorò Alfonso, volgendosi verso i poliziotti e la gente all’interno della banca. «Credo che non torneranno. Non in questa zona, perlomeno.»

Per alcuni secondi, nessuno disse nulla. Poi, lentamente, la gioia e la felicità sconfissero il timore, e la gente si lasciò andare a un ruggito di allegria.

E, per la prima volta, dei comuni cittadini americani acclamarono Al Capone.

Andrea Villa

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Diamo spazio ora alla proposta di Enrico Pellerito:

Il famigerato Totò Riina era figlio di una persona perbene, e invece di lui sappiamo solo una parte delle nefandezze compiute. L'assurdo è che il fratello del padre era comunista e gli chiese di aderire al partito, ricevendo uno sdegnoso rifiuto perché i comunisti erano considerati dei senza Dio!!! Ma se Totò Riina da giovane aderisce al PCI e diventa uno dei politici antimafia di punta? Pensate che ironia se viene assassinato da Leoluca Bagarella o Bernardo Provenzano! Oppure, per via della sua passione per il trinitrotoluene, Riina potrebbe invece diventare un brigatista rosso che commette attentati, anzi no, porta attacchi al cuore dello stato capitalista...

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Gli replica come al solito il grande Bhrghowidhon:

Mi permetto di rimescolare le carte inserendo l’ucronia in un’altra, anzi, trasformando ciò che qui è dato come Punto di Divergenza (del tutto possibile, perché dipende dalla decisione personale di un singolo individuo) nella conseguenza di un altro Punto di Divergenza, altrettanto possibile perché anch’esso dipendente dalla decisione di un singolo: agli inizi del 1244 Federico II, che ancora confidava nell’alleanza con Innocenzo IV e ormai fiducioso di aver ottenuto l’Ereditarietà di fatto della Corona Imperiale (Corrado IV era già stato eletto da sette anni Re dei Romani), decide di rischiare, sgomberando lo Stato Pontificio prima di aver ricevuto l’Assoluzione dalla Scomunica, dopodiché dispone la confluenza del Regno di Sicilia nel Sacro Romano Impero. Non è una vera e propria Ūnĭō Rēgnī ĕt Ĭmpĕrĭī (l’Imperatore non è automaticamente Re di Sicilia – come invece il Regno di Alta e Bassa Borgogna, antico Regno d’Arles – né viceversa) e poi, come si è visto, l’Ereditarietà dell’Impero non è stata sancita: semplicemente, da allora in poi il Regno di Sicilia è nel Rēgnŭm Tŏtīŭs Ītălĭăe (che si chiama così proprio in quanto comprende il Patrimonio di San Pietro, di cui la Sicilia è Feudo) come il Regno di Boemia entro la Germania e, con notevole ma voluta contraddizione rispetto al meccanismo che ha permesso agli stessi Svevi di diventarne Sovrani, vi entra in vigore la Legge Salica.

Il Papa ha ottenuto tutto ciò che in quel momento poteva volere e non aveva motivo di rischiare a sua volta ulteriormente: la situazione è pressoché identica alla Pace di Venezia del 1177, con la differenza che nello Stato Pontificio non c’è più alcun territorio occupato dagli Imperiali, quindi, con la stessa freddezza con cui storicamente ha violato ogni accordo, Innocenzo IV abbandona le Città Lombarde e si dedica piuttosto a lavorare perché la Corona Imperiale non diventi ereditaria (l’obiettivo di fondo era che l’Imperatore non fosse la stessa persona che il Re di Sicilia, non più di questo). Sgomberata Viterbo, non avviene l’eccidio a tradimento degli Imperiali da parte del Cardinal Ranieri né di conseguenza la vendetta di Federico II; Innocenzo IV non fugge a Genova né a Lione e non viene convocato alcun Concilio per deporre l’Imperatore.

Come nella Storia reale, a Federico II succede Corrado IV, che, quattro anni dopo, morendo affida Corradino alla tutela dello stesso Innocenzo IV, il quale a sua volta nomina Manfredi Reggente di Sicilia. Tutto ciò è realmente avvenuto e anche il resto prosegue come noto, se non che il precoce ritiro della Scomunica contro Federico II e l’assenza dello scontro frontale con tutti gli Svevi riduce il conflitto alla lotta per il Regno di Sicilia e l’egemonia in quello d’Italia fra Manfredi da un lato e il Papa dall’altro, il quale non ha niente da temere dall’appoggio a Corradino, i cui diritti sono stati usurpati dall’incoronazione di Manfredi il 10. agosto 1258 a Palermo.

La Parte Ghibellina è disorientata e spaccata in due fra i Sostenitori di Manfredi e quelli di Corradino; il 6. gennaio 1266 Clemente IV incorona a Roma Corradino Re di Sicilia (Re dei Romani è dal 1257 Riccardo di Cornovaglia, Antiré Alfonso X di Castiglia) e nell’omologo della Battaglia di Benevento (più o meno intorno al 26. febbraio 1266) lo scontro è fra le Forze Siciliane e Saracene di Manfredi e quelle Tedesche e Lombarde di Corradino Corradino potrebbe vivere fino al 1313, se si calcola un po’ più di 60 anni come media fra i 65 anni di longevità del trisnonno – pur non deceduto di morte naturale – e i 56 del nonno paterno (purché non muoia di malaria come il padre a 26 anni). Nello stesso anno muote Arrigo VII di Lussemburgo e l’anno dopo avviene la doppia Elezione di Ludovico IV il Bavaro e Federico il Bello d’Asburgo. Naturalmente i Papi di Avignone si schierano – come realmente avvenuto – con Federico e lo investono del Regno di Sicilia; da allora il Regno rimane alla Dinastia austriaca (Federico II 1314-1330, Alberto I 1330-1358, Rodolfo I 1358-1365, Alberto II 1365-1395, Alberto III 1395-1404, Alberto IV 1404-1439, Ladislao I 1439-1457, Federico III 1457-1493, Massimiliano I 1493-1519, Carlo I 1519-1521, Ferdinando I 1521-1564, Massimiliano II 1564-1576, Rodolfo II 1576-1612, Mattia I 1612-1619, Ferdinando II 1619-1637, Ferdinando III 1637-1657, Leopoldo I 1637-1706, Giuseppe I 1706-1711, Carlo II 1711-1740) e, essendo il Regno di Corradino durato dal 1266 al 1313, la Sicilia non è andata agli Aragonesi, così come gli Angioini non si sono mai insediati neppure a Napoli, per cui Alfonso il Magnanimo non ne diventa Re e, in ultima analisi, Filippo II come Re di Spagna eredita la Sardegna ma non la Sicilia né Napoli, perché insieme ai Paesi Ereditarî Austriaci, sono statio attribuiti dal 28. aprile 1521 a Ferdinando d’Asburgo (dunque Carlo V non ne può investire Filippo il 25. luglio 1544). Si noti altresì che, non essendo Alfonso il Magnanimo mai divenuto Re di Napoli (e nemmeno di Sicilia), Filippo Maria Visconti non lo designa come Erede, per cui il 13. agosto 1477 è Federico III, all’epoca ancora ‘solo’ Federico IV di Germania ma anche Tutore di Ladislao Postumo, a incamerare il Feudo Visconteo, che perciò rientra anch’esso nei Paesi Ereditarî andati nel 1521 a Ferdinando I.

Nel 1700 la Sicilia e Milano non fanno parte dell’Eredità Spagnola e, se le vicende della Guerra di Successione vanno come nella Storia vera (a parte le inesistenti operazioni in Italia), Carlo VI finirà per avere solo i Paesi Bassi, mentre la Sardegna andrà forse sùbito a Vittorio Amedeo II di Savoia (che non riceverà i Suffeudi Lombardi di Valsesia, Lomellina, Valenza e Alessandria) e per compenso il Monferrato a Carlo VI. Nella Guerra di Successione Polacca, Filippo V non avrà titoli per rivendicare la Sicilia (su cui non del resto regnato in precedenza e la quale non ha mai avuto alcun rapporto di dipendenza dalla Spagna), quindi lo scambio con Parma interesserà la Toscana (già obiettivo borbonico dal 1725), la Sardegna essendo intoccabile perché di Carlo Emanuele III, allora Alleato e che per parte sua otterrà il Monferrato (Casale e Acqui) invece di Tortona e Novara.

L’indisponibilità della Toscana per Francesco III Stefano di Lorena porta (con la Corsica come tramite) all’investitura della Boemia per quest’ultimo e quindi a un diverso andamento della Guerra di Successione Austriaca, delle Spartizioni della Polonia e (con Napoleone sabaudo) delle Guerre delle Coalizioni contro la Rivoluzione Francese e infine – nell’ipotesi (a mio modestissimo avviso meno verosimile) che la Campagna d’Italia venga vinta da Napoleone per i Savoia – della Guerra Austro-Sarda del 1848-1849 e di quella del 1866. Rimando all’Ucronia sulla Fatal Legnano per i dettagli (con la differenza che Modena e Reggio diventano lo stesso e restano Terzogenitura Asburgo-Estense – dunque con Francesco Ferdinando unite all’Impero d’Austria – e i nostri Borboni delle Due Sicilie sono qui Granduchi di Toscana); il risultato è che, dopo la Grande Guerra (1914-1918), cui non prendono parte né Francia (soddisfatta dal 1801 grazie ai c.d. “Confini Naturali” sul Reno e sulle Alpi) né il Regno Unito (cui gli Stati Uniti sono tornati nel 1812. con ciò disinnescando anche le Indipendenze Iberoamericane), l’Unione Mitteleuropea (in Duplice Alleanza con l’Impero Ottomano) lega Albania, Bulgaria e Romania al Sacro Romano Impero, che si estende dalla Finlandia e dall’Ucraina al Reno, alle Alpi Occidentali e alla Sicilia (nel caso di Vittoria Sabaudo-Napoleonica nel 1797 e quindi di Guerre Austro-Sarde nel 1848-1849 e 1866 anche alla Corsica; Venezia e lo Stato Pontificio sono stati occupati militarmente nei Decenni della Restaurazione e hanno aderito al Reich intorno al 1871), mentre le massime Potenze mondiali restano i quattro grandi Imperi (Colonialisti) di Gran Bretagna, Francia, Spagna e Portogallo, accanto all’Unione Sovietica (composta da sei sole Repubbliche, la Russia e le centroasiatiche) e al Giappone. L’attuale Italia è divisa fra Regno di Sardegna, Stato Pontificio, Repubblica di Venezia (fino alle Isole Ionie), Granducato di Toscana, Ducato di Parma e Piacenza, Principato di Trento, Regno Lombardo-Ligure e Impero d’Austria (oltre ai 63 Feudi Imperiali minori, compreso San Marino); solo il Regno di Sardegna non fa parte del Reich, ma si appoggia a Regno Unito, Francia e Spagna (a Regno Unito e Francia anche il Montenegro; specificamente al Regno Unito la Grecia).

È in questo contesto che nasce Salvatore Riina. Per precisarlo nel quadro dell’ucronia qui proposta, riporto quanto espresso a proposito di un'altra ucronia:

1) non esiste alcuna differenza genetica, neppure di DNA monoparentale, fra gli attuali Cittadini Tedeschi, Francesi e Italiani (con parziali eccezioni nell’Estremo Nord ed Estremo Sud rispettivi, dove si riscontrano Lignaggi più recenti, che comunque significa Neolitici; a parte sta la Sardegna, che in compenso è la più simile alla Germania Settentrionale e alla Scandinavia).

2) Altro elemento di forte similitudine è la continuità di alcuni fenomeni tradizionali, inclusa la stessa Preistoria (Neolitica) della Mafia (che, come noto, esisteva anche in Lombardia nell’Istituzione dei Bravi, schiettamente celtica di nome e di fatto) e della Protostoria della medesima (le Iscrizioni Sufiche di Corleone), corrispondente ai fenomeni di Resistenza Antifeudale e Anticristiana in Provenza e nell’Estremo Ponente Ligure.

3) Terzo elemento comune è l’esperienza imperiale e ispanica (asburgica), fino a includere la Stagione delle Riforme Settecentesche (Borboniche nelle Due Sicilie di nuovo Asburgiche nell’Austriaca Lombardia).

4) Dati tutti gli elementi di stringente parallelismo o addirittura identità fra Germania, Francia e Italie sopra ricordati, quel che immagino sarebbe scattato da una continuata appartenenza imperiale comune sarebbe – ai fini della nostra ucronia – soprattutto la possibilità di condividere un’esperienza sociale epocale avvenuta in Germania fra la Prima Età Moderna e l’Età Contemporanea, la constatazione viva, nell’esperienza quotidiana, che la scommessa sull’Altruismo Civile produce risultati concreti già a breve termine.
Non credo infatti che ci siano “difetti” nella maggior parte dell’Umanità (o perlomeno che ci siano difetti da cui alcune Nazioni - prodotti sempre inventati - siano esenti); credo invece che nella Storia della Società dei Paesi Germanofoni si siano date le condizioni, in momenti diversi e sfasati ma complessivamente su quasi tutto il territorio, per capire che un senso sociale più impegnato ha come conseguenza un maggior benessere individuale. Poiché questo è accaduto, nel Bene e nel Male, nella Società Tedesca (a prescindere da tutte le numerosissime eccesioni individuali e locali), l’ucronia più semplice per farlo accadere altrove è di includere questo altrove nella Società Tedesca, che è stato precisamente il Disegno Culturale degli Svevi.

5) Fino agli Svevi, le due parti del Sacro Romano Impero – Francia e Impero Germano-Gallesco – hanno conosciuto un percorso abbastanza parallelo quanto a rapporto fra Regalità e Autonomie Locali, mentre dopo l’Interregno ha avuto una maggiore alternanza di fasi centrifughe (massimamente la Guerra dei Trent’Anni, ma poi anche le Guerre di Successione) e centripete (queste ultime in particolare col la Bolla d’Oro, con i Circoli di Massimiliano I., con la Monarchia Cesareo-Cattolica di Carlo V. e poi con il raggiungimento pressoché completo dell’Ereditarietà da parte asburgica), per cui l’Assolutismo si è sviluppato soprattutto nei Dominî dei Grandi Elettori (Asburgo inclusi) a scapito della Struttura sovraordinata. In questa prospettiva, se l’Ereditarietà fosse cominciata con gli Svevi, l’Assolutismo ‘Asburgico’ avrebbe avuto tempi ‘Capetingi’ (in senso lato, fino agli ultimi Borboni) per fare dell’Impero uno Stato come la Francia.

6) È a questo punto che diventa pertinente l’aspetto c.d. ‘nazionale’ e quindi il Disegno Culturale degli Svevi: elaborata / inventata una percezione di tipo nazionale ‘tedesco’ che avrebbe incluso tutto lo spazio dalla Sicilia all’Estonia (allargabile a piacere, ma per il momento mi attengo all’orizzonte specifico di un Corrado IV), non importa cosa sarebbe avvenuto nel frattempo, purché il risultato fosse ‘asburgico’ (da Paesi Ereditarî) in tutto l’Impero.
Se il tratto più vistoso che oggi distingue le società germanofone (ovviamente non solo loro: anzitutto la Cina e i Paesi di Cultura Sinitica, p. es. Singapore, poi un ‘triangolo’ mondiale dalla Svizzera alla Finlandia e al Canada) da quella – di nuovo per esempio – della Repubblica Italiana si è compiutamente formato (dopo Millenni di elaborazione) fra il XVIII e il XIX secolo (nel XVII non c’era ancora così vistoso, alla fine del XIX era evidente), allora l’ucronia in cui tutta l’attuale Repubblica Italiana (escluse la Sardegna e, fino al XIX secolo, Venezia e Roma) fosse Germania da ogni punto di vista (so bene che allora non lo era, ma lo doveva diventare, per gli Svevi) comporta che oggi la Società storicamente Italiana sarebbe ucronicamente assimilata a quella Tedesca.
Se possiamo convenire che il Disegno Culturale Svevo comprendesse comunque di modellare una Nazione Tedesca (accanto alle altre) sia a Nord sia a Sud delle Alpi fino a includere la Sicilia, questo fatto sarebbe stato sufficiente – beninteso a parità di tutto il resto (quindi a prescindere da effetti più o meno ‘farfalla’) – a estendere a tutta tale Germania ormai ucronica il fenomeno sociale dell’atteggiamento di appartenenza comunitaria caratteristico fra gli altri dei Paesi storicamente Germanofoni a partire dal XVIII/XIX secolo Una differenza di partenza – quindi veramente ucronica – rispetto alla Storia che conosciamo sarebbe data dal fatto che quel disegno prevedeva di far leva su una componente letteralmente tedesca a Sud delle Alpi, in pratica tutti coloro che in qualsiasi maniera e da qualunque provenienza erano confluiti nella ‘Nazione’ longobarda (che perfino nella Sicilia Normanna - quindi in area seriore rispetto al proprio àmbito geografico tradizionale - rappresentava uno dei maggiori Partiti; a parte la polisemia dell’etnico, che si tratti comunque di Germani Occidentali è provato al di là di qualsiasi dubbio dall’antroponimia, che significativamente si latinizza proprio dopo la fine degli Svevi).
Il culmine del processo di assimilazione di tutte le Minoranze Alloglotte si colloca intorno al Mille, con gli spopolamenti e i successivi ripopolamenti dei Secoli X-XII; dopo di allora, tutte le Minoranze sia sopravvissute sia sopraggiunte si sono mantenute fino al XX secolo. Dato che i ‘Tedeschi d’Italia’ erano fra le Minoranze sopravvissute (forse la più forte dopo i Greci), possiamo tranquillamente ammettere che, date le condizioni necessarie (in quest’ucronia assicurate), sarebbero poi passati attraverso i Secoli XIV-XVIII fino al Romanticismo.
Come modello realmente verificabile proporrei un parallelo particolarmente duro e quindi non sospettabile di Apologetica od Oleografismo: i Tedeschi del Baltico. Molto meno radicati, ugualmente debitori agli Svevi di un impulso fondamentale, sono poi sopravvissuti alla spartizione dell’Ordine Teutonico, alla Riforma, alla Politica ‘Indigenistica’ dei ‘Rivali’ Svedesi, all’Annessione all’Impero Russo, alla Prima Guerra Mondiale, praticamente fino alla Generazione prima della nostra. Con questo ‘Esperimento Storico’ a supporto, oserei scommettere almeno sulla verosimiglianza di una forte Componente ‘Mediterraneo-Tedesca’ (per usare il modello di ‘Balto-Tedesca’) o ‘Teutomediterranea’ nei Regni sia Lombardo sia Siciliano (mai scisso e ricomposto in «Duosiciliano») del Sacro Romano Impero, con le possibili conseguenze in termini di modelli di convivenza sociale. Dal momento che considero Germania l’Inghilterra, più che mai ritengo efficacissimo il parallelo – già proposto – con Malta (dove anche i Cavalieri contribuiscono ad aumentare i punti di contatto con l’ucronia, nella quale si tratterebbe dei Cavalieri Teutonici) e Cipro.

Cosa Nostra, se è sopravvissuta a tutto questo processo, si configura nell’ucronia qui discussa come un’Associazione di Resistenza Antifeudale, direttamente emanata dagli Ambienti Sufici antinormanni e alimentatasi attraverso la collaborazione con Società Segrete di tipo carbonaro o massonico-liberale nel XIX secolo. Salvatore Riina cresce in questo ambiente, se ne allontana in modo definitivo aderendo al Marxismo-Leninismo, ma ne conserva l’impostazione antipolitica (in senso etimologico, “contro la Società Urbana”) e, nel nostro caso, antitedesca e antisvevo-antiasburgica. I suoi Nemici sono anzitutto i Cavalieri (qui soprattutto Teutonici; in pratica omologhi dei Carabinieri), da Compagno così come sarebbe stato se fosse divenuto o rimasto Uomo d’Onore.

A questo punto potrebbe diventare realistica l’ipotesi che il Riina, con l’appoggio coperto dei Servizi Segreti Sovietici, cerchi un’alleanza tattica con Cosa Nostra per «porta attacchi al cuore dello Stato» (che sarebbe qualificato, con un po’ di esagerazione storica, come “feudale”, nemmeno ancora “capitalista”). Se rimanesse in Sicilia, non avrebbe da temere tanto dalla Mafia (comunque dedita alle pratiche d’infiltrazione nella Politica), quanto dai Cavalieri; la sua strategia politica sarebbe davvero abbastanza simile a quella delle F.A.R.C. e naturalmente avrebbe come avversarî sia il Generale Dalla Chiesa (magari di nome Ferdinando – invece del figlio – anziché Carlo Alberto) sia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, verosimilmente impegnati proprio a indagare i legami “sporchi” fra Mafia e Terrorismo...

Il contesto siciliano è che, sul modello della Rezia (in particolare di Tarasp Fontana, dove si sono svolte le vicende che qui vengono postulate per la Sicilia), si continui a parlare la lingua locale, a scrivere le epigrafi in italiano e però tutti, specialmente nelle città, siano bilingui col tedesco. I centri del Barocco (Noto, Vittoria, Ragusa Superiore) sarebbe al tempo stesso quelli della Germanizzazione (così come quelli storicamente popolati da Provenzali, Francoprovenzali o Lombardo-Piemontesi), come è avvenuto per Innsbruck (ovviamente non nel Barocco, ma nel XV secolo). Nelle aree del Latifondo, i Nobili sarebbero tedeschi, i Contadini locali (come nei Paesi dell’Ordine Teutonico; senza cambio di Confessione, non si ha una Germanizzazione popolare come in Prussia, non avvenuta in Livonia e Curlandia perché i legami con la Germania erano stati in quel caso spezzati). La Mafia avrebbe buon gioco a presentarsi come Custode delle Tradizioni Nazionali, ma per molti periodi sarebbe costretta appunto a «inabissarsi». Ferdinando Dalla Chiesa non avrebbe un nome e un cognome tedeschi, perché in Lombardia (quindi anche a Parma) la Germanizzazione sarebbe molto più recente o limitata alle aree di nuova Colonizzazione, come fra Alessandria e Cremona; anche in Sicilia, comunque, come nel Baltico e in Rezia, i cognomi e spesso anche i nomi resterebbero encorici, nonostante il bilinguismo.

Molti Siciliani farebbero un effetto un po’ maltese (col tedesco anziché l’inglese), come Johann Falcone e Paul Borsellino, battezzati però in italiano (appunto come a Malta) «Giovanni» e «Paolo». A livello di percezione popolare, i Siciliani (anche Napoletani, Pugliesi, Calabresi ecc. si chiamerebbero così) sarebbero in tutto e per tutto come i Prussiani: una Società di recente germanizzazione ma al contempo tradizionalista, ferreamente disciplinata, abbastanza militaresca (per l’impronta dei Cavalieri, in questo simile a Malta ma più in generale alla Castiglia), Terra di grandi Eroismi ma anche di grandi odî (quasi etnici o anche senza «quasi»); sarebbero temuti e rispettati, precisi come gli Svizzeri e anche un po’ aggressivi, ma attenti alla Gerarchia, alquanto razzisti o comunque ossessionati – come ogni Società in qualche misura ‘Coloniale’ – dall’idea della Purezza di Sangue (si tratta di blasoni popolari; ovviamente la realtà sarebbe molto più variegata, come sempre).

Entro – e contro – questa Società, un Salvatore Riina (rigorosamente «Totò», mai «Heiland» o simili) sarebbe naturalmente portato ad azioni estreme, portato come Comunista a presentarsi quale Vendicatore dei Poveri e degli Oppressi; la disponibilità di armi garantitagli dal canale dei Servizi Segreti Sovietici gli permetterebbe di compiere gesti clamorosi contro la Legalità e i suoi Difensori. Se venisse catturato, però, rischierebbe di trovarsi in una posizione imbarazzante per molti; lo potrebbe forse salvare una fama di tacitezza come il proverbiale silenzio di Badalamenti.

Credo che i metodi del nostro Riina sarebbero abbastanza spicci... Ora del 2009 non ci sarebbe più l’Unione Sovietica e fin dai tempi della temuta minaccia staliniana l’Unione Mitteleuropea e l’Impero Ottomano avrebbero stretto un’Alleanza Euroatlantica con le quattro Potenze Coloniali (più Sardegna, Grecia e Montenegro); Riina si sarebbe da tempo orientato verso la Cina (magari con un Culto della Personalità come quello di Brandirali, anche se non credo che i due si sarebbero tollerati a lungo l’un l’altro) e forse sarebbe stato ‘scaricato’ in qualche fase di Distensione.

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Aggiungiamo le ucronie del Marziano dedicate a Raffaele Cutolo:

a) Cutolo "pentito".
In tanti anni ormai, Cutolo, diversamente dalla sorella, non ha mai collaborato con i magistrati. Almeno non lo ha fatto ufficialmente e pubblicamente. E se lo facesse? Se, non solo "vuotasse il sacco", ma se ciò (la sua collaborazione, ovviamente non necessariamente tutti e singoli i contenuti della stessa) fosse un fatto pubblico e ufficiale? Quale terremoto si potrebbe scatenare?

b) Cutolo "dissociato".
Forse non tutti sanno che Cutolo ha scelto come confessore il più celebre dei vescovi anti-mafia della Campania: Monsignor Antonio Riboldi, oggi vescovo emerito di Acerra. Da anni Mons. Riboldi chiede e cerca di far applicare anche al mondo della criminalità organizzata la legge sui "dissociati". Ovvero che ci si possa "pentire" e collaborare, senza dover necessariamente denunciare i propri ex-complici. Cutolo, su consiglio del confessore, ha già fatto diverse volte trovare arsenali e refurtive. La legge in materia non è mai passata. E se passa? Cosa cambia?

c) Cutolo gravemente ferito durante la fuga da Aversa.
Cutolo evade da Aversa, mitra in pugno. E se il mitra è difettoso e scoppia? Cosa succede con un Cutolo che rimane gravemente ferito, magari resta pure invalido proprio quando è ancora quasi agli inizi? Niente NCO?

d) Il sindaco del Rione Sanità fa da paciere/ mediatore tra NCO e NF.
Ricordate il lavoro di Eduardo De Filippo "IL Sindaco del Rione Sanità"? Come narrava Eduardo, la figura del "Sindaco" Don Antonio Barracano era liberamente ispirata ad un personaggio realmente esistito. Nell'opera teatrale è un vecchio camorista, per certi versi simile al Padrino di Mario Puzo. Vicende simili, struttura simile, etc. A modo suo, con la collaborazione di un "consigliori" medico, che tiene sotto ricatto, perchè ha le prove di non si dice quale azione cattiva tale medico avrebbe commesso, amministra la "giustizia". Tiene a freno la criminalità spicciola, trova lavoro, libera dal morso dell'usura le persone che si rivolgono a lui, etc. Muore ucciso da un fornaio, cui aveva cercato di far fare pace con il figlio, cacciato di casa per far posto ad una concubina tedesca. Per evitare che la sua morte scateni una guerra di camorra, cerca, con l'aiuto del medico, (cui finalmente ha consegnato le prove di quell'azione malvagia, con le quali lo ricattava), di far sembrare il tutto una morte per cause naturali. Sarà proprio il medico, che invece, la farà coscientemente scoppiare, tale guerra. E questo è Eduardo. Mettiamo che Don Antonio Barracano si è salvato dalla coltellata del fornaio. Si è ritirato, ma è ancora una figura rispettata. Come sente notizia della Guerra tra NCO e NF, manda a chiamare entrambe le parti. Come evolve la situazione?

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Prima di chiudere, ecco la postilla di Federico Pozzi:

Pochi conoscono il "cugino" di Tex Willer, creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Ken Parker è il personaggio del mondo creato dalla casa editrice Bonelli che io amo di più, come molti dei suoi fans anch'io rimango deluso dal finale lasciato "aperto" dai due autori. Di fatto la storia di Ken finisce mentre lui si trova in un penitenziario della Florida (anche se lasciano aperta una tenue speranza per la liberazione dell'eroe). Solo alla fine dell'ultimo volume "Faccia di Rame" il protagonista riappare "invecchiato", forse per farci capire che infine è stato liberato. Ken Parker è stato ripubblicato come allegato di "Repubblica", e nonostante i "rumors" dei fans che dicevano che "questa volta la storia sarà completata, essa non è mai stata conclusa. Ebbene, come potrebbe svolgersi il seguito dell'avventura di Ken?

L'unica cosa che Parker non muta mai è la sua convinzione di fondo: "Non mi piace uccidere... Neanche quando è necessario". Posti dove andare ne ha. Magari incontra di nuovo Buffalo Bill, lo segue nel suo Wild West Show e finisce anche in Italia, si aggiunge alla spedizione polare di Robert Peary, va a lavorare in una fabbrica di Model T appena aperta dalla Ford, aiuta Butch Cassidy e Sundance Kid a fuggire dalla Bolivia mentre tutti li credono morti, finisce invischiato nella Rivoluzione messicana... e cos'altro?

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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.


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