La Seconda Repubblica di Genova

La Seconda Repubblica di Genova

Questa è la proposta di Hurmar:

Nell'Aprile 1849 si svolge il cosiddetto "Sacco di Genova". I bersaglieri di La Marmora, nella loro prima uscita ufficiale, fanno il bello e il brutto a Genova. A questo punto però Genova si solleva con una rivolta in grande stile e respinge i bersaglieri. Il caso non può essere più minimizzato, i corrispondenti da Genova sui giornali fanno una campagna in cui si denunciano le efferatezze dei bersaglieri. L'indignazione popolare rischia di minare il successo dei successivi plebisciti. Che succede dunque? Si può immaginare una Repubblica di Genova che fa un accordo con i Savoia mantenendo l'indipendenza, le potenti banche genovesi restano ai genovesi e la gestione dell'economia anche, Genova potrebbe diventare una specie di Svizzera del Sud. Sviluppi?

 

Ed ecco il parere del grande *Bhrg'howidhHó(n-):

1) Atteggiamento delle Potenze:

Austria: temutissima dagli Insorti, in realtà ha buon gioco a proporre a Vittorio Emanuele II una spedizione repressiva, respinta dal Re, che teme di più una presenza asburgica in una Genova sabauda rispetto a una Genova indipendente ma neutrale (anche se ovviamente non benevola nei confronti del Piemonte). Lo stesso interesse austriaco, con Venezia ancora rivoltosa, è di evitare una dispersione eccessiva delle proprie truppe; inoltre Francesco Giuseppe I vede di buon occhio una diminuzione della potenza sabauda e comunque è in grado di controllare, grazie all'occupazione di Alessandria (oltre che della Lomellina), la diffusione di eventuali derive rivoluzionarie genovesi.

Inghilterra: dopo la cattura di La Marmora da parte dei Genovesi (!), il Commodoro Britannico è svincolato dagli obblighi di appoggio ai Bersaglieri e lascia via libera al Console perché prenda col nuovo Governo municipale gli accordi più opportuni per la tutela degli interessi della propria parte. Principale obiettivo inglese è il consolidamento dell'indipendenza siciliana, il cui conseguente indebolimento del partito austriacante (ivi borbonico) in Italia - potenziale fattore di sbilanciamento delle forze nella Penisola - verrebbe compensato appunto da un corrispettivo indebolimento sabaudo col distacco di Genova.

Francia: il Presidente Bonaparte ha appena deciso l'invio della spedizione contro la Repubblica Romana per garantirsi l'appoggio dello schieramento cattolico conservatore e per prevenire un nuovo intervento austriaco nel centro della Penisola; il distacco di Genova dal Piemonte eliminerebbe (quasi due decenni dopo l'indipendenza del Belgio) un ulteriore tassello dell'accerchiamento di Potenze regionali intorno alla Francia deciso al Congresso di Vienna e nel contempo, data la chiara lontananza genovese dall'Austria, sarebbe l'unica variazione di equilibrio a Sud delle Alpi che non si risolverebbe in un aumento della potenza asburgica.

Russia: unica Potenza ostile (anche se non particolarmente) non semplicemente a parole (come invece le tre precedenti), potrebbe eventualmente essere disponibile ad appoggiare la spedizione repressiva austriaca (come pochi mesi dopo in Ungheria e come cinquant'anni prima in Cisalpina con Suvorov).

 

2) Rapporti con il Regno di Sardegna:

Distacco: dopo la pubblicazione dell'epistolario sequestrato a La Marmora, la diffusione delle espressioni di Vittorio Emanuele contro i Genovesi segna la definitiva rottura dei legami di fedeltà a Casa Savoia. Tuttavia il nuovo Governo, smentendo un tradizionale luogo comune, promette segretamente a Torino la copertura di una cospicua parte dei 75 milioni di indennità di guerra dovuti all'Austria in cambio del ritiro dalla Lomellina e Alessandria: con ciò Genova intende soprattutto assicurarsi l'allontanamento della più temibile minaccia militare e del rischio di una ripetizione dell'esperienza del 1746.

Confini: formalmente, da Genova dipende il territorio del Ducato, che non coincide con i confini del 1797 in quanto da una parte comprende molti ex-Feudi Imperiali (particolarmente nelle Province di Bobbio e Novi), dall'altra è privo delle Province di Sanremo (allora S. Remo) e ovviamente Oneglia, entrambe incluse nella Divisione VI (Nizza). Dopo estenuanti trattative, si conviene col Parlamento di Torino lo svolgimento di plebisciti in tutti i territorî nominati.

Carloforte e Calasetta: si prevede la stipula di particolari accordi doganali che permettano il mantenimento dei rapporti con Genova.

 

3) Schieramenti politici:

Mazziniani: prevalenti nei primi mesi, perdono seguito dopo la fine della Repubblica Toscana (pochi giorni più tardi), della Repubblica Romana (tre mesi dopo) e la caduta di Venezia (24. agosto).

Indipendentisti: subentrano ai Mazziniani come partito di Governo e si mostrano decisivi nel 1860-1861.

Bonapartisti: sempre favorevoli alla vicinanza alla Francia (dall'alleanza al Protettorato all'annessione), raccolgono i politici che durante la fase napoleonica hanno conosciuto le maggiori fortune; dapprima violentemente contrastati dai Mazziniani a motivo della repressione della Repubblica Romana, finiscono poi per diventarne i più sicuri alleati, per interesse politico, dopo il 1861.

Sabaudi: in origine sostenitori di un accordo con la Monarchia e favorevoli a uno Statuo autonomo per Genova sotto sovranità sabauda, conoscono il massimo momento di attività in occasione delle vicende del 1859-1861.

 

4) Vicende storiche:

1849-1859: definizione dei confini con il Piemonte; progetto di Porto Militare alla Spezia

1859-1861: neutralità durante l'espansione sabauda e la spedizione garibaldina (da Sanremo)

1861: su insistenza dei Sabudi e con l'appoggio di parte dei Mazziniani (tranne i Repubblicani più intransigenti), viene organizzato il Plebiscito per l'unione di Genova col Regno d'Italia; vincono gli Indipendentisti con un margine ridotto. Accuse reciproche di brogli, seguite da proteste e disordini.

Solo dopo la definizione del tracciato dei confini della Repubblica e il controverso plebiscito che - per ipotesi ucronica e anche secondo la logica della situazione che si è creata in conseguenza del POD - sancisce il rifiuto genovese di confluire nel Regno d'Italia, è immaginabile che si arrivi ai postulabili mini-plebisciti delle Province di Sanremo, Oneglia, Novi e Bobbio. Come è da attendersi in plebisciti ottocenteschi, il 99,9% approva la permanenza nello Stato che organizza la consultazione (quindi Regno d'Italia nelle prime due e Repubblica di Genova nelle ultime due). Dato che i rapporti tra i due Stati sono meno cordiali di quelli intercorrenti, per esempio, tra Francia e Italia (caso reale contemporaneo di plebisciti paralleli), è verosimile che si creino tensioni nelle aree in cui il numero degli scontenti per la soluzione politica era maggiore (presumibilmente soprattutto Ventimiglia, massimamente sacrificata per la nuova perdita del retroterra rojasco e perché viene di fatto ribadita la superiorità di Sanremo e Oneglia, ancor più favorite dai Savoia dopo la rinuncia a Genova e la cessione di Nizza).

In conseguenza delle tensioni è possibile una mobilitazione militare, dall'esito scontatamente vittorioso per la Monarchia Sabauda se non fosse per l'inevitabile veto del potente alleato francese a tutela dell'indipendenza genovese, in vista di futuri progetti di espansione imperiale neobonapartista. In tale prospettiva si può anche pensare a una proposta francese di unione doganale e di fatto protettorato su Genova attraverso la mediazione di una Federazione Ligure tra Genova e Monaco, con formale mantenimento delle rispettive sovranità ("Piano Grimaldi"). Il prevedibile rifiuto genovese influisce negativamente sui rapporti con la Francia, benché senza dirette conseguenze negative a medio termine in quanto nel 1870 la costruzione neoimperiale napoleonica crolla.

D'altra parte, questo stesso fatto (fine di Napoleone III) dà via libera ai Savoia non solo a Roma, ma anche nei confronti di Genova, che tuttavia nel frattempo si è riavvicinata all'Inghilterra dopo che questa ha visto sfumare le ultime possibilità di controllo sulla Sicilia. Londra garantisce quindi l'indipendenza di Genova in maniera simile a quella del Portogallo (anch'esso interamente circondato per terra da un'unica Monarchia potenzialmente ostile), ricevendo in cambio ampie concessioni commerciali ed economiche.

L'espressione "Svizzera del Sud" usata da Hurmar potrebbe essere intesa letteralmente come (progetto di) unione doganale o persino politica con la Confederazione Elvetica, certo discutibile (soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda l'assenso svizzero) ma pur sempre più facile nell'Ottocento (epoca delle ultime associazioni alla Confederazione - Neuchâtel - e senza più i veti austriaci che avevano proibito, per esempio, il pur desiderato ritorno di Bormio e dell'alta Val Chiavenna ai Grigioni) che nel Novecento (in cui le due Guerre Mondiali hanno reso praticamente impossibile qualsiasi spostamento dei confini elvetici: cfr. il caso della Valle d'Aosta). Il periodo ideale potrebbe collocarsi negli ultimi decenni del XIX. secolo, quando da un lato la Triplice Alleanza tra gli Imperi Centrali e l'Italia e dall'altro la rivalità coloniale dell'Impero Britannico con la Francia in Africa e con la Russia in Asia avrebbero indotto Londra a vedere di buon occhio un consolidamento della neutralità genovese e la creazione di un'area di equilibrio tra le Alpi e il Mediterraneo.

Dal punto di vista genovese, inoltre, l'associazione al sistema bancario svizzero avrebbe ridato fiato a una situazione finanziaria seriamente in pericolo a causa del blocco economico stabilito di fatto dal Regno d'Italia nei confronti del porto di Genova. Indubbiamente un'unione elvetico-genovese, pur con le prevedibili sofferenze dovute al "dazio italiano" sui collegamenti di attraversamento della Pianura Padana, rappresenterebbe la migliore garanzia dell'indipendenza della Repubblica nel Ventennio Fascista e durante il Secondo Conflitto Mondiale, anche se non bisogna minimizzare la possibilità di contrasti interni anche violenti tra i due maggiori schieramenti ideologici, gli Indipendentisti Repubblicani (governativi) e gli Unionisti Italiani (all'opposizione, ma chiaramente sostenuti dal potente Regno vicino).

*Bhrg'howidhHó(n-)

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A questo punto, Ainelif ci domanda:

Il Congresso di Vienna del 1815 sancì la Restaurazione in Europa e il ritorno della maggior parte dei possedimenti pre-napoleonici, eccetto qualcuno. Il Ducato di Milano aveva formalmente cessato di esistere tra il 1796 e il 1797 quando Napoleone aveva costituito prima la Repubblica Cispadana e poi quella Cisalpina con capitale proprio Milano per poi diventare principale centro del Regno d'Italia filofrancese al confine asburgico e nella nostra storia era stato aggregato alle nuove province austriache. Si sa anche che il Ducato era senza una dinastia "italiana" dal 1535, quando l'ultimo Francesco II Sforza non aveva lasciato eredi e dal 1559 fino al 1707 duchi di Milano erano i re spagnoli e dal 1707, eccetto la parentesi napoleonica e le Cinque giornate, al 1859 gli imperatori d'Austria. Ma se al Congresso di Vienna si fa avanti un lontano parente dei Visconti o degli Sforza e ottiene la ricostituzione del Ducato, cuscinetto tra il Veneto e il Trentino austriaci e il Regno di Sardegna? Chi sarebbe potuto essere?

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Gli risponde William Riker:

La domanda è un'altra: per quale improvviso slancio di generosità Metternich avrebbe rinunciato a Milano, "die Perle des Reiches"?

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E Tommaso Mazzoni rincara la dose:

Gli Asburgo dovrebbero tenersi il Belgio più un pezzo di Baviera, avere la Lorena e ottenere una fetta più grande di Polonia solo per cominciare a discuterne. Poi, questo discendente dei Visconti avrebbe dovuto letteralmente cacciare i Francesi a calci, infliggere agli Asburgo un'umiliante sconfitta ed essere imparentato con lo Zar e il Re d'Inghilterra.

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Ma *Bhrg'howidhHó(n-) è di diverso avviso:

Non preoccuparti, amico mio, non è che la tua idea sia stata respinta: Ti è solo stato chiesto di definire un po’ meglio la proposta. Lo ha fatto anzitutto il Comandante stesso, che è l’Autore di una grandiosa ucronia in cui mi permetto di cogliere almeno un elemento in comune con la Tua idea: la Divergenza costituita da uno Stato Lombardo a sé fino all’Età Contemporanea. Sostanzialmente, infatti, la Restaurazione di un Ducato di Milano sotto un Ramo dei Visconti (nel 1815 ce n’erano ancora otto Rami Cadetti), fra i quali – per rispondere alla Tua domanda – il primo candidato sarebbe stato senz’altro il Duca Carlo Visconti di Modrone (fra l’altro Conte di Lonate Pozzolo e di cui sempre il nostro Comandante è particolarmente esperto) è in un certo senso la versione contemporaneistica della Confederazione Lombarda e si colloca nello stesso genere di ucronia. È quindi ovviamente un’ucronia più che lecita, anche se appunto alquanto provocatoria sul piano geopolitico. Spero che il fatto che alla discussione da Te sollecitata partecipi anch’io, per cui (data la fama che mi sono fatto) la proposta è come fumo negli occhi, Ti rassicuri sul fatto che le Tue idee sono tenute nella stessa rispettosa considerazione di tutte le altre. Poi però Ti chiederei di spiegarmi come mai hai pensato a questa Divergenza. La localizzazione milanese la capisco facilmente; il fatto che – se non mi sbaglio del tutto – interpreti (pur non unico) il personaggio del Repubblicano talvolta ‘arrabbiato’ (in curiosa contrapposizione a “Kingdom” nel Tuo indirizzo) mi suggerisce che l’insistenza su «una dinastia “italiana”» prospetti un’alternativa ai Savoia (che credo Ti stiano antipatici) e mi chiedo se Tu non abbia il retropensiero che prima o poi avvenga una Rivoluzione – magari di tipo ‘Cattaneano’ – e che quindi alla fine si arrivi a uno Stato di Milano (o vuoi comunque l’Italia nei confini sabaudi?) di forma istituzionale Repubblicana.

Premesso tutto ciò, adesso bisogna affrontare le domande e le condizioni poste dai due esperti Intervenuti. Le puntualizzazioni di Tommaso dànno già l’idea della posta in gioco (quel che scrive è appunto il minimo «solo per cominciare a discuterne»); la domanda del Comandante, a questo punto, è davvero il cuore della questione.
In più occasioni, a partire da tre anni e mezzo orsono (11. giugno 2017), in risposta all’ucronia «Napoleone chi?» (di *Windorātos) e in particolare al secondo dotto intervenuto di Romain in quella discussione, ho menzionato una reale eventualità storica, che in quel conteso veniva da lui giustamente ridotta a estemporaneità soggettiva del Proponente, ma che qui mi pare che, perlomeno, possa costituire una risposta adeguata al fondamentale interrogativo del Comandante: perché mai Metternich (e l’Austria) avrebbe rinunciato nientemeno che a Milano? L’eventualità storica che avevo menzionato era l’idea dell’Abate Sieyès di sostituire il Direttorio con l’Arciduca Carlo di Austria-Teschen nel 1799; a questa aggiungo come contesto il Punto di Divergenza che cinque mesi dopo, tre anni orsono (il 30. novembre 2017), avevo intitolato «Perché no?» pensando soprattutto allo stesso Romain, che ha usato questo pseudonimo: l’adesione del Regno di Francia (restaurato) all’Impero, a sua volta restaurato (come effettivamente molti in Germania desideravano).

Quindi lo scenario che considero plausibile per realizzare la Tua idea è: il Congresso di Vienna, per esempio ucronicamente prolungato di più di nove giorni (in modo da arrivare dopo Waterloo), decide di deporre i Borboni di Francia (lascio alla successiva discussione di individuarne il più adatto compenso) e di fondere Francia e Paesi Bassi Meridionali in un Regno sotto Carlo di Austria-Teschen (a condizione che non sia mai unito all’Austria) entro il restaurato Sacro Romano Impero (comprendente anche i Paesi Bassi Settentrionali – puniti per la rinnovata inettitudine contro Napoleone – e la Svizzera, compensata col recupero della Valtellina, qui inutile all’Austria). In questo contesto, Vienna sarebbe più che disposta a rinunciare al recupero di Milano, meglio ancora se assegnato a una Dinastia fedele (appunto i Visconti di Modrone) anziché ad altre già regnanti. Per parte loro, l’opinione pubblica francese avrebbe motivo di soddisfazione a scambiare la Dinastia Capetingia con un aumento territoriale rispetto ai confini cui già era tornato il Regno, mentre quella tedesca vedrebbe non solo coronato il sogno di Unità Nazionale, ma perfino quello della ricostituzione dell’Impero Carolingio, che farebbe la felicità del ventenne Kronprinz di Prussia (il futuro Federico Guglielmo IV.).

A chi mi rinfaccerà l’inverosimiglianza del tutto replico fin d‘ora controdomandando perché mai i Visconti dovrebbero essere preferibili agli Asburgo come Duchi di Milano e che per ottenere quel risultato questo è il prezzo; se non Vi va bene, tornate a parlare delle elezioni 2020 del Presidente dei Coloni Secessionisti...

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Anche Federico Sangalli dice la sua in merito:

Lo scenario da te descritto, Guido, mi sembra perfetto, l’unica cosa che manca forse è un motivo per cui gli Asburgo dovrebbero rinunciare a Milano. La Lombardia era già asburgica prima delle Guerre Napoleoniche, se l’Austria alla fine trionfa potrebbe rinunciare all’annessione di Venezia ma non c’è motivo per cui ceda Milano. Certo, con Carlo di Asburgo-Teschen a capo della Francia non c’è più alcun motivo di avere territori strategici come i Paesi Bassi Austriaci (che infatti possono essere ceduti) e Milano, ma aver vinto alla lotteria non vuol dire essere disposti a pagare cento quello che vale cinquanta. Allora pensavo, visto che Carlo Visconti di Modrone ha ottenuto il titolo ducale da Napoleone per i servigi resi, forse una situazione opposta, cioè una sopravvivenza del regime napoleonico in stallo con i coalizzati, potrebbe funzionare bene lo stesso. Anche in questo è un POD già trattato altre volte: Napoleone vince a Waterloo e continua la guerra con i coalizzati, questi vengono battuti e non riescono a riconquistare l’iniziativa per schiacciare la Francia ma questa da parte sua non ha più le forze per continuare la lotta da sola contro tutti, lo stesso Napoleone vuole la pace. Talleyrand semina zizzania tra gli alleati e alla fine si giunge ad una pace di compromesso. La Francia rinuncia a tutte le conquiste meno la conferma dei confini naturali già accordatogli prima dei Cento Giorni e l’annessione, in Italia, di Piemonte e Genova. Da parte sua l’Austria compensa con l’annessione di Venezia e della Baviera, in base al principio che Napoleone abbandona i suoi alleati tedeschi all’annichilamento in cambio della pace (la Sassonia è annessa dalla Prussia come era nelle intenzioni di Berlino). La Milano contesa è eretta a Ducato autonomo che faccia da stato cuscinetto ed affidato al Carlo Visconti di Modrone, persona giudicata affidabile da ambo le parti. L’Austria non è contenta ma deve accontentarsi delle comunque ricche acquisizioni e trincerarsi come in HL dietro le barriere di Stati cuscinetto (in questo caso Paesi Bassi-Prussia-Baden-Svizzera-Milano). Poiché l’obiettivo dell’Ucronia é la restaurazione dei Visconti a Milano nulla impedisce che la pace duri pochi anni e che alla morte di Napoleone o prima un nuovo conflitto divampi: stavolta le forze coalizzate sconfiggerebbe le armate francesi in modo decisivo e, volendo evitare ogni ritorno di fiamma napoleonico, metterebbero in atto quando descritto da Guido, con l’incoronazione di Carlo di Asburgo-Teschen e la conferma dei confini senza amputazioni territoriali precisa adesione ad un rinato Sacro Romano Impero (che risolverebbe sul nascere anche la questione delle ambizioni della Prussia ingrandita alla Sassonia). In questo caso semplicemente l’Austria (che si tiene la Baviera e il suo Grande Elettore) non riannetterebbe Milano, che rimarrebbe autonomo nel quadro dell’Impero, uno scenario che andrebbe senza dubbio a genio agli Asburgo e a Metternich.

P.S. i Wittelsbach sarebbero compensati poi con la Grecia come in HL. Per i Borbone di Francia credo che un principato balcanico non sia sufficiente, quindi o una trattativa seria viene aperta con San Martin per dargli l’Argentina o il Perù come il condottiero latinoamericano aveva ventilato, oppure quella che in HL è passata alla Storia come la Crisi dei Matrimoni Spagnoli sarà un’ottima occasione per riunire i due rami dei Borbone e infine piazzarli sul trono di Spagna.

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Riprende la parola *Bhrg'howidhHó(n-):

Scenario chiarissimo. A chi lo dici, quanto a perplessità sulla rinuncia a Milano...

Io l’avevo messa semplicemente sul piano diplomatico: annettere la Francia (per me sono essenziali anche i Paesi Bassi Meridionali), sia pure come Secondogenitura, è un azzardo inaudito per l’Equilibrio Europeo; la rinuncia a Milano sarebbe un prezzo forse simbolico, ma comunque pur sempre un prezzo da pagare. Tutto questo per uno scenario senza guerre, cioè come ha proposto Ainelif, Milano ai Visconti nel 1815.

Rettifico: anche se paradossalmente, la Francia sarebbe una Terzogenitura... Comunque sia, in un modo o nell’altro si arriva entro gli Anni Venti alla situazione descritta. Nel 1848-1849, ammesso che divampino le Rivoluzioni, la massima divergenza mi pare che sarebbe la inevitabile repressione in Francia da parte del resto dell’Impero (sia perché appunto si tratta di Paese dell’Impero sia perché la Dinastia da restaurare è pur sempre dell’Arcicasa); inoltre, la riforma dell’Impero in direzione analoga al Secondo Reich storico avverrebbe probabilmente prima del 1871 e anche di un eventuale conflitto austro-prussiano, nel quale comunque la Francia sarebbe schierata con l’Austria (così come nel 1859, allorché del resto credo che sarebbe improbabile qualsiasi mossa isolata di Vittorio Emanuele II. e di Cavour) e altrettanto nel 1870.

Anche senza Revanchismo, la Francia conquisterebbe un vasto Impero Coloniale. Per questo motivo, credo che l’Impero Britannico non tollererebbe che lo Stato Libero del Congo aderisse al Reich. Molto incerta la situazione ai primi del Novecento: massima rivalità coloniale fra Regno Unito e Impero Russo, ma anche massima diffidenza britannica verso il Reich di fatto egemone in Europa Centrale e, quel che è peggio, nei Paesi Bassi e lungo la Manica. In ogni caso, sia l’amicizia sia l’inimicizia anglo-tedesca favorirebbero un avvicinamento fra Regni Scandinavi e Mitteleuropa, per cui arriveremmo a vedere da un lato Russia e Stati Uniti, dall’altro il Reich e la Scandinavia (con probabile aggiunta dell’Impero Ottomano), mentre l’Impero Britannico sarebbe equidistante da entrambi i Blocchi.

Un corollario molto importante sarebbe che molti Emigranti mitteleuropei, anziché verso le Americhe, si aggiungerebbero ai già tanti – per esempio dalla stessa Lombardia – diretti verso la Francia e soprattutto le sue Colonie, a partire dall’Algeria (così, fra l’altro, il mio bis-prozio morto a 27 anni in una rissa il 19. aprile 1879 negli Stati Uniti vivrebbe forse di più e i suoi discendenti abiterebbero ancora oggi magari appunto proprio in Algeria).

In Francia la Dinastia preferirebbe chiamarsi di Lorena e sottolineerebbe la propria presunta discendenza dai Carolingi.

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E ora, la proposta di Never75:

Ci fu davvero al Congresso di Vienna l'ipotesi di non restaurare più gli Stati Pontifici? Cioè lasciare al papa solo Roma (o poco più) ma limitare di moltissimo il resto del potere temporale, analogamente a quanto fatto ad Avignone e nel Contado Venassino, in tutti i principati ecclesiastici della Germania e a Malta?

Se questa ipotesi fosse stata davvero presa in considerazione (alla fine, delle potenze veramente vincitrici, solo l'Austria era genuinamente cattolica) a chi sarebbero stati assegnati i territori pontifici? Quali sconvolgimenti avrebbero destato?

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aNoNimo suggerisce:

Ravenna, la Romagna, le Marche e l'Umbria annesse direttamente al Lombardo-Veneto, e quindi all'Austria. Il Regno Lombardo-Veneto viene rinominato Regno d'Italia ad imitazione di quello napoleonico. Bologna e il resto delle Legazioni sono unite a Parma, Piacenza, Modena e Reggio a formare il Ducato d'Emilia sotto Maria Luisa d'Austria. Il Lazio tranne Roma, Benevento e Pontecorvo sono annessi alle Due Sicilie. A un'Austria più estesa fa da contraltare la Prussia che annette quasi tutti gli Stati che poi faranno parte della Confederazione Germanica del Nord, escluso l'Hannover che è ancora in unione personale con l'Inghilterra. Come cambia il Risorgimento?

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Ma Paolo Maltagliati obietta:

Non poteva chiamarlo regno di Italia, l'Austria... ricordate Metternich? L'Italia è un'espressione geografica. Solo che la retorica risorgimentale ci ha sempre fatto interpretare in modo sbagliato questa frase (nel senso di "ahahah! Noi siamo le forze dell'oscuro signore e vi impediremo di unificare l'Italia!", rivolto ai Savoia o chi per loro), che invece semplicemente era una rassicurazione da parte degli Asburgo altre potenze, di non avere intenzione di alterare la politica dell'equilibrio in nome di un'espansione (appunto, asburgica, mica sabauda) nella penisola!

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Iacopo tuttavia fa notare:

Beh, la decisione di sembrare lo Stato Pontificio significherebbe che la politica dell'equilibrio è andata a farsi benedire (e ciò forse significherebbe niente Savoia Carignano e Regno di Sardegna agli Asburgo Este). Come si può arrivare a tanto?

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Ecco allora il dotto parere di *Bhrg'howidhHó(n-):

Tutta la documentazione si trova negli «Acten des Wiener Congreſſes in den Jahren 1814 und 1815» editi da Johann Ludwig Klüber a Erlangen presso J. J. Palm e Ernſt Enke nel 1832 (Seconda Edizione), vol. IV., Fascicolo 15, pp. 312-328. non è granché, si tratta della traduzione tedesca del Discorso tenuto in italiano da Pio VII. davanti al Concistoro a Roma il 4. settembre 1815 e delle Proteste in francese e latino datate 14. giugno 1815 da parte del Cardinale Legato Ercole Consalvi ai Rappresentanti convenuti a Vienna delle Otto Potenze firmatarie del Trattato di Parigi del 30. maggio 1814 e del Trattato Integrativo del 9. giugno 1815.

Da tutto questo risulta che NON sono mai state oggetto di discussione:

1) in positivo, la restaurazione dello Stato della Chiesa con le Marche di Ancora, Macerata e Fermo, i ducati di Camerino, Benevento e Pontecorvo e le Legazioni di Romagna, Bologna e Ferrara (senza la Riva Sinistra del Po), garantite al Papa da tutti i Sovrani e Delegati, compresi l'Imperatore di Tutte le Russie, i Re di Prussia e Svezia e il Reggente di Gran Bretagna e Irlanda;

2) in negativo, la restaurazione dei Beni Temporali della Chiesa Imperiale in Germania, non inserita in alcun Ordine del Giorno. Sono invece obiettivo delle Proteste la restituzione o il compenso territoriale per i Contadi Venassino e di Avignone da parte del Regno di Francia e della Riva Sinistra Ferrarese da parte di Sua Maestà Imperiale, [Regia] e Apostolica «in prossimità dei due Stati»; inoltre viene qualificato come atto di ostilità lesivo della Neutralità e degli interessi della Santa Sede il Diritto della Casa d'Austria di Fortificazione in Ferrara e Comacchio.

Questo è tutto... Risulta dunque evidente che l'articolo 103 dell'Atto finale del congresso di Vienna, datato 9. giugno 1815 e che dispone del Territorio della Santa Sede nei detti termini (ĭbīd. Vol VI.,1836, pp. 86-87), è stato concordato ben prima dell'inizio del Congresso (basti pensare che il Legato Pontificio è stato ricevuto a Londra, sùbito dopo la Liberazione del Papa, con permesso di esibizione pubblica del suo Ruolo, per la prima volta dopo due secoli).

Abbastanza diversa era invece la situazione quindici anni prima, nel 1800, allorché la Campagna Austro-Russa ha permesso di insediare come Commissarî Imperiali d'Ancona e di Perugia rispettivamente Antonio de Cavallar e Camillo Conte della Gherardesca (così come Luigi March. Cocastelli Commissario Imperiale e Governatore di Milano 29.4.1799-2/8.6.1800, a Torino il Conte Nicola Concina nel dicembre 1799 - con divieto a Carlo Emanuele IV. di rientrare in Piemonte dalla Sardegna e mancata menzione di un'eventuale Restaurazione Sabauda nei proclami di Liberazione emanati da Branda Lucioni [trisnonno di mio trisnonno] nei territorî milanesi subinfeudati al Piemonte - e dal 4. al 14. giugno 1800 a Genova Friedrich Franz Xaver Graf von und Prinz zu Hohenzollern-Hechingen). L'incoronazione dello stesso Pio VII. era avvenuta con un forte screzio da parte austriaca a causa della mancata cessione della Romagna se non delle Legazioni e solo l'occupazione di Roma da parte di Ferdinando III./IV. di Borbone aveva impedito la Restaurazione Imperiale in tutto lo Stato Pontificio.

Perciò, il Punto di Divergenza si può precisare in questo modo: le Potenze della Coalizione Antinapoleonica - magari come conseguenza di un'annessione prussiana della Sassonia e dei Ducati Danesi come compenso per la Nuova Prussia Orientale (a favore della Russia e della Polonia Russa, come poi avvenuto) - non si accordano su una Restaurazione Borbonica integrale (che, come visto a Vienna per la questione dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, ha sùbito sollevato gravi difficoltà) - ma a questo punto nemmeno Sabauda integrale - e riservano all'Austria come compenso (dato che Modena-Reggio e la Toscana non potevano essere annesse direttamente) il riconoscimento delle conquiste del 1799-1800, quindi Piemonte Nizza e Savoia da un lato, Legazioni dall'altro al Regno di Lombardia (esteso all'Istria ex-veneziana e alla Dalmazia come Lombardo-Veneto), con in più Parma-Piacenza-Guastalla, mentre Maria Luisa sarebbe Duchessa di Perugia, Spoleto e Camerino e Marchesa di Fermo, Macerata e Ancona e un Arciduca sarebbe Duca di Genova. La Comarca Romana rimarrebbe al Papa, che riceverebbe dall'Imperatore e Re Apostolico per le Necessità di Santa Madre Chiesa un corrispondente annuo in denaro delle entrate dai territorî separati.

Dall'incompleta Restaurazione Borbonica trarrebbe vantaggio, naturalmente, soprattutto la Gran Bretagna; per quanto riguarda l'Austria, comunque, va aggiunta l'Unione Personale del Regno di Napoli (con i Presidî) alla Monarchia Asburgica: in pratica, l'Espressione Geografica sarebbe politicamente costituita dal Regno Lombardo-Veneto (dalla Savoia alla Dalmazia, comprese Parma e, in prosieguo di tempo, le Marche e l'Umbria) e dal Regno di Napoli in Unione Personale l'Impero d'Austria, dai Ducati di Genova, Modena-Reggio e Lucca e dal Granducato di Toscana come Secondogeniture Asburgiche, dallo Stato Pontificio (= Comarca di Roma) come Protettorato Austriaco e dai Regni di Sardegna e di Sicilia, indipendenti (Trieste, Gorizia e il Tirolo col Trentino sarebbero nell'Impero d'Austria entro la Confederazione Germanica). Ritengo molto probabile la Restaurazione del Reich, voluta dalla maggior parte degli Attori coinvolti, tuttavia non garantita, a causa di importanti opposizioni (soprattuto Prussia e Baviera). Il nome di «Italia» sarebbe riservato alla Confederazione (Lombardo-Veneto e Napoli + Genova, Modena, Lucca, Toscana, Papato, eventualmente Sardegna e Sicilia), mentre l'ex-Regno d'Italia Napoleonico sarebbe appunto sicuramente di Lombardia e Venezia. Se Metternich e Francesco I. (II.) avessero saputo cosa sarebbe poi avvenuto nel XIX. secolo avrebbero con ogni verosimiglianza agito così; per questo insisto tanto spesso su questo sviluppo.

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Tocca all'idea di Generalissimus:

Una delle "fiamme" di Carlo Alberto di Savoia era Carolina di Borbone-Due Sicilie. Costei aspirava per il figlio Enrico al trono di Francia, occupato in quel momento da Luigi Filippo. Era infatti la vedova del Duca di Berry, secondogenito del deposto Re Carlo X, il cui primogenito, il Duca d'Angouleme, aveva rinunciato al trono. Nella linea di successione non rimaneva che il figlio di Carolina, il summenzionato Enrico, di cui il parlamento francese aveva però invalidato la nomina a sovrano.

Carlo Alberto di Savoia, impressionato dagli eventi della Rivoluzione di Luglio che lo spinsero all'epoca tra le braccia dell'Austria, decise nel 1832 di aiutare la sua ex amante donandole un milione di Franchi e mettendole a disposizione un piroscafo per far arrivare in Francia dei volontari legittimisti. Ma le trame della Duchessa di Berry vennero scoperte e il piano per rovesciare Luigi Filippo fallì: il piroscafo carico di volontari venne bloccato a Marsiglia, e i partigiani legittimisti pronti ad insorgere in Vandea vennero sbaragliati in pochi minuti. La Duchessa di Berry venne arrestata, mentre Carlo Alberto non subì conseguenze.

Ma cosa accadrebbe se invece filasse tutto liscio e sul trono salisse il giovane Enrico V? Oppure, cosa succederebbe se saltassero fuori prove concrete del coinvolgimento del Re di Sardegna e Luigi Filippo si imbestialisse sul serio, chiedendone conto a Carlo Alberto? Rischierebbe davvero una guerra con l'Austria?

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Cui risponde il solito *Bhrg'howidhHó(n-):

Proviamo a vedere secondo ogni eventualità.

Ucronia A) Enrico V sale al Trono. Riuscirà a regnare più di Luigi Filippo? A giudicare dal 1848 sembrerebbe di no, quindi dal 1848 tutto potrebbe tornare 'normale'...

Ucronia B) Il tentativo fallisce.

B1) Luigi Filippo non si spinge fino a dichiarare guerra ad alcuno e la Storia continua come la conosciamo.
B2) Luigi Filippo dichiara guerra a Carlo Alberto.
B2.1) Carlo Alberto perde e la Francia si annette il Regno di Sardegna, tutto o in parte:
B2.1.1) tutto
B2.1.2) Savoia, Nizza, Sardegna, Aosta, eventualmente Genova (in ordine decrescente di probabilità) o solo una parte di questi (confluisce nelle Ucronie come «Savoia e Sardegna alla Francia»)
B2.2) Carlo Alberto perde, ma Gran Bretagna e Austria intervengono.
B2.2.1) Carlo Alberto viene deposto, ma il Regno di Sardegna non perde alcun territorio (confluisce nell'Ucronia «Senza Carlo Alberto»);
B2.2.2) Il Regno di Sardegna (con o senza Carlo Alberto Re) cede alcuni territorî alla Francia (confluisce in B2.1.2)
B2.2.3) Il Regno di Sardegna viene spartito fra le Potenze (Sardegna al Regno Unito, Savoia, Nizza e Val d'Aosta alla Francia, Piemonte e Liguria all'Austria?).
B2.3) Carlo Alberto vince
B2.3.1) da solo:
B2.3.1.1) pone sul Trono Enrico V senz'altro (confluisce in A)
B2.3.1.2) annette qualche territorio francese (anzitutto la Corsica)
B2.3.2) con l'aiuto di altre Potenze:
B2.3.2.1) pongono sul Trono Enrico V senz'altro (confluisce in A)
B2.3.2.2) annettono qualche territorio francese (Corsica, Bresse, Delfinato, Provenza alla Sardegna; Piccardia, Normandia, Bretagna al Regno Unito; Alsazia, Lorena, Franca Contea alla Confederazione Germanica?)
B2.3.2.3) si spartiscono la Francia (confluisce in «Polonisation de la France» o simili)

Gli esiti nuovi (rispetto ad altre ucronie) sono:

I = B2.1.1) la Francia si annette tutto il Regno di Sardegna
II = B2.2.3) Il Regno di Sardegna viene spartito fra le Potenze (Sardegna al Regno Unito, Savoia, Nizza e Val d'Aosta alla Francia, Piemonte e Liguria all'Austria?)
III = B2.3.1.2) Carlo Alberto annette qualche territorio francese (anzitutto la Corsica)
IV = B2.3.2.2) Regno Unito, Sardegna e Austria annettono qualche territorio francese (Corsica, Bresse, Delfinato, Provenza alla Sardegna; Piccardia, Normandia, Bretagna al Regno Unito; Alsazia, Lorena, Franca Contea alla Confederazione Germanica?)

La terza (III) sembra la meno duratura: è molto probabile che Napoleone III riottenga prima o poi, in qualche maniera, la Corsica, concedendo di più a Plombières (come poi del resto Vittorio Emanuele II ha fatto lo stesso) e quindi tornando alla Storia nota.

La prima (I), al contrario, appare come la più stabile; sia pure con qualche andirivieni, il confine potrebbe rimanere così ancora oggi.

Le più controverse potrebbero essere le Spartizioni (seconda II e quarta IV). Nel caso della Spartizione del Regno di Sardegna (II), è verosimile che la Sardegna abbia una vicenda simile a Malta e che invece Nizza, Savoia e Val d'Aosta restino stabilmente alla Francia; entro la fine della Prima Guerra Mondiale (se tutto procede come noto) è invece quasi inevitabile che l'Intesa tolga all'Austria tutto ciò che ha a Sud delle Alpi, facendone forse una Repubblica in Confederazione con gli altri Stati (Due Sicilie e Papato, eventualmente - se ancora esistenti - la Toscana e i Ducati Padani), come sembrava essere la Politica dei Vincitori (a meno di una Spartizione più decisa; come già anticipato, l'estremo sarebbe tutto ciò che sta a Sud del Papato all'Impero Britannico e tutto ciò che sta a Nord alla Francia).

La parziale Spartizione della Francia (IV) potrebbe venire annullata da Napoleone III sul lato sabaudo (sempre concedendo ancora di più a Plombières, come poi avvenuto realmente con Vittorio Emanuele II); le cessioni all'Austria e/o alla Germania sarebbero riprese con la Vittoria dell'Intesa nella Prima Guerra Mondiale e degli Alleati nella Seconda (se tutto va come sappiamo). Rimarrebbero tre Regioni Britanniche a costituire un notevolissimo problema diplomatico: tale da impedire la Cordiale Intesa? Di per sé sì, ma considerato tutto il resto forse no (c'erano ancora anche le cessioni alla Germania), a meno che provochino un'Alleanza Franco-Russa contro Impero Britannico e Imperi Centrali; in questo caso l'opzione degli Stati Uniti per l'una o l'altra Alleanza sarebbe decisiva (alla fine correrebbero meno rischi optando per la Teutonic Connection).

Per riassumere: i due esiti con maggiori probabilità relative (fra quelli non ancora discussi) sarebbero l'Annessione del Regno di Sardegna alla Francia (I), la Val d'Aosta alla Francia e la Sardegna indipendente (II), eventualmente Piccardia, Normandia e Bretagna al Regno Unito (IV) a meno di confluire nella Teutonic Connection.

Possibile sviluppo di A: Enrico V viene deposto nel 1848, ma Carlo Alberto interviene per restaurarlo. Verrà sconfitto il Regno di Sardegna dalla Francia Napoleonica come lo è stato dall'Austria di Francesco Giuseppe (pur anch'essa passata attraverso il 1848) e quindi annesso (tutto o in parte)? Oppure al Regno di Sardegna si unirà l'Austria? Qualche annessione sarebbe pur possibile.

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Diamo ora la parola a Tommaso Mazzoni:

Francesco IV il Liberale

Francesco IV d'Asburgo-Este è ricordato, abbastanza correttamente, come il Monarca più reazionario della storia dell'Italia post-Napoleonica. Ma se non lo fosse stato?

1780 (PoD): il piccolo Francesco Giuseppe Carlo Ambrogio Stanislao d'Asburgo si ammala e viene mandato in Toscana per curarsi, alla corte di Zio Pietro Leopoldo.
Il piccolo Francesco si innamora della Toscana e vi trascorre i successivi 16 anni.

1791
Francesco stringe una forte amicizia con il figlio dell'ambasciatore Britannico.

1796
Il giovane Francesco opta per fuggire in Inghilterra dal porto di Livorno, piuttosto che in Austria con il resto della famiglia. Trascorrera' a Londra i successivi dieci anni, diventando un sostenitore del costituzionalismo britannico.Inoltre, sfruttando il proprio nome, accumulerà una notevole fortuna e stabilirà legami commerciali che gli verranno utili in seguito.

1809
Francesco viene nominato governatore della Galizia dove stupisce i Galiziani, formando un consiglio consultivo dei notabili locali. Tale organo, elettivo per 2/3 e formato per 1/3 dal patriziato locale si dimostra collaborativo ed efficiente e verra' lasciato intatto dal governo del Kaisertum, che in questa timeline godra' di maggiore popolarita' in Polonia.
Metternich ha ottime ragioni per diffidare dell'Asburgo-Este, in questa timeline.

1815
Francesco IV fa il suo ingresso a Modena, ed esordisce con un'amnistia per tutti i collaborazionisti del regime napoleonico e per i reati politici.

1816
Convocata a Modena un'assemblea di giusperiti ed intellettuali, che inizia a scrivere una costituzione.
Francesco, nel frattempo, conserva le cose mgliori del periodo napoleonico.
Inizia ad investire la propria gia vasta fortuna personale nello sviluppo industriale del proprio ducato, e nelle terre della madre .

1817
Promulgato lo Statuto Francescano. Batte di quattro anni le rivoluzioni liberali.
Francesco istituisce un parlamento monocamerale, il Consiglio di Stato, 2/3 elettivo 1/3 di nomina Ducale. Crea la Carica di Ministro-Presidente del Ducato, nominato dal Duca su parere del Consiglio di Stato. Vota, per adesso circa il 5% della popolazione. Viene introdotta la liberta' di associzione e nascono due partiti, un partito conservatore, favorito dai proprietari terrieri e un partito liberale di matrice borghese.
Dei 100 consiglieri eletti 78 vanno al partito liberale, e l'avvocato Giuseppe Luosi e' nominato Ministro-Presidente.
Le proteste dell'Austria cadono nel vuoto, Francesco I d'Austria non ha alcuna intenzione di fare la guerra al cognato-cugino senza una valida ragione, e una carta costituzionale, per altro in parte ispirata al lavoro del padre di Francesco stesso, non è una valida ragione.

1820
Scoppiano i moti in Spagna, e a Napoli e in Sicilia. Quelli di Napoli e in Sicilia sono economicamente finanziati dal Duca di Modena, che persuade i deputati Napoletani ad accettare le ricostituzione del Regno di Sicilia, mentre consiglia i costituzionali di non permettere a Re Ferdinando di andare al Congresso di Lubjana, che si conclude con un nulla di fatto. A Lubjana, Francesco IV fa notare che ogni intervento della Santa Alleanza deve avvenire in seguito alla richiesta di un sovrano o all'Invasione da parte di uno stato di un altro. Qui, mancano entrambi.

1821
Quando scoppiano i moti in Piemonte e a Milano, il Duca di Modena diventa il punto di riferimento dei Liberali; militarmente, il Duca non può certo sostenere uno scontro con l'Austria, ma il Duca ha un paio di vantaggi, le casse piu piene d'Europa, grazie ai suoi investimenti, e una fitta rete di contati; per prima cosa, approfitta del fatto che Carlo Felice, zio di sua moglie ed erede apparente di suo suocero Vittorio Emanuele I di Sardegna, sia in visita a Modena, al momento dello scoppio dei moti a Torino, e dell'abdicazione di suo suocero, per trattenere, con discrezione, lo stesso Carlo Felice; poi, prende contatti con Carlo Alberto, e gli fa sapere che Carlo Felice è favorevole alla concessione di uno statuto; Carlo Alberto quindi procede, ma non viene dichiarata la guerra all'Austria. Grazie ai finanziamenti Modenesi, Carlo Alberto ha buon gioco nel domare gli estremisti e nel prendere il controllo totale dello stato.
I moti a Milano non si presentano come un sollevamento armato ma come una serie di manifestazioni non violente;

1822
Carlo Felice fa ritorno a Torino, dove è incoronato, ma è costretto ad accettare il fatto compiuto, e la costituzione.
Intanto Francesco IV convoca una conferenza a Modena per discutere dei moti (con la scusa delle vicende Greche); qui, ha luogo la celeberrima resa dei conti con Metternich, che lo accusa di essere il cervello delle rivolte; Francesco, con ferma cortesia, ribatte che quello che ha fatto è stato solo prevenire derive peggiori; "il danno lo hanno fatto lorsignori a Vienna, con quella restaurazione che cercava di illudersi che la tempesta rivoluzionaria non ci fosse mai stata! Inoltre" e qui si rivolge direttamente ai Ferdinandi (di Napoli e Sicilia e di Spagna, quest'ultimo rappresentato dal fratello Carlos Isidro) "un monarca che da la propria parola e poi la ritira, insulta la corona che indossa; voi, Re Ferdinando di Napoli e di Sicilia, avete concesso la costituzione, potevate non farlo ma l'avete fatto, come potevate non farlo per la Sicilia! E vostro fratello, Re Ferdinando di Spagna, Don Carlos, addirittura si è rimangiato la parola data nel 1812; e oggi vi stupite che proprio da casa vostra sia cominciato tutto? La parola di un monarca è sacra come la sua persona! Meglio la morte che il disonore!" Aggiunge ai tentativi di invocare lo stato di necessità. "Guardate noi e il nostro Ducato; vi sembra che la nostra autorità sia stata ridotta? Vi sembra che i nostri stati siano nel caos?" E infine, vibra il colpo di grazia:" Volete porre fine ai disordini? Bene, imitateci; chiamate i migliori giuristi scrivete insieme a loro degli statuti che si adattino a voi e ai vostri stati; Metternich è allibito, ma i monarchi sembrano persuasi; viene anche deciso di intervenire a favore dell'indipendenza Greca.
Il Congresso di Modena segna una svolta decisa nella politica Italiana, Austriaca, Spagnola e Francese, culminata nella nomina del giovane Federico Confalonieri a Cancelliere al posto di Metternich. Lo Stato della Chiesa rimane estraneo, per ora ai cambiamenti, mentre a Parma, in Toscana e a Lucca vengono introdotte costituzioni moderater come quella Austriaca..
Le elezioni a Modena vedono la conferma dei Liberali.

1823
La Dieta Costituente licenzia la Costituzione della Duplice Monarchia, Impero d'Austria e Regno Lombardo-Veneto; All'Interno del'Impero Austriaco riconosciuti alcuni margini d'autonomia ai vari stati costituenti; Il Regno Lombardo-Veneto, capitale Pavia, invece è costituito di due Stati Federati, l'Arciducato di Lombardia (Capitale Milano), e l'Arciducato del Veneto (Capitale Venezia). Alle prime elezioni, i Liberali vincono in Lombardo-Veneto, e vedono Confalonieri eletto Cancelliere, mentre i Conservatori vincono nell'Impero Austriaco, il che vede, con grande cruccio di Francesco IV e dei suoi alleati, il ritorno al Cancellierato di Clemens von Metternich.
Fallite le speranze da lui riposte nella Santa Alleanza e nel Congresso di Modena, Carlo Felice decide di Abdicare; Carlo Alberto diventa Re, e indice nuove elezioni.
Alle elezioni in Piemonte, vittoria dei Liberali, Santorre di Santarosa diventa Primo Ministro.
In Spagna, invece, Re Ferdinando si è deciso a collaborare con le Cortes. L'opposizione conservatrice si raduna intorno a Don Carlos.

1824
Muore l'Imperatore e Re Francesco I, gli succede il figlio maggiore Ferdinando.

1825
Muore Ferdinando III e IV di Napoli e Sicilia, gli succede il figlio Francesco I, il quale si dimostra molto più collaborativo con il regime costituzionale (di indole abitudinaria, non amava gestire i cambiamenti; trovandosi, in questa timeline, in un regime costituzionale, decide di restare entro i limiti della costituzione stessa.)

1827
A Modena vincono nuovamente i Liberali di Luosi.

1828
Metternich e Confalonieri sono confermati.

1829
Alla morte della madre, Francesco IV diventa formalmente Dica di Massa e Principe di Carrara.

1830
Moti nelle Legazioni, Francesco IV interviene,apparentemente per domare i moti, in realtà , intende annettersele, e lo fa con una mossa astuta; versa allo stato pontificio un'enorme cifra, sufficiente ad appianare i debiti della Santa Sede, dopodiché si fa nominare Legato Pontificio in perpetuo, con ereditarietà del titolo; formalmente, le Legazioni restano parte dello Stato della Chiesa, di fatto, diventano una provincia dello stato Asburgo-Estense. Ferrara viene definitivamente ceduta al Lombardo-Veneto, che cosi può indurre Metternich a più miti consigli. Ovviamente Francesco IV fa passare l'operazione come un abuso compiuto dal governo viennese, e si presenta come il difensore dei diritti della Chiesa.
Riconosciuta la Monarchia di Luglio dal Ducato di Modena..

1832
A Modena vincono i conservatori, favorevoli al ripristino di una piu stretta alleanza con l'Austria, e Francesco Vandelli, stimato architetto, amico e collaboratore personale del Duca, noto però per le idee moderate e conservatrici, viene eletto Ministro-Presidente. Metternich ne è estremamente compiaciuto.

1833
Nuova Conferma per Merrernich in Austria e per Confalonieri nel lombardo Veneto.

1835
In cambio di una riduzione degli emolumenti elargiti a vari gruppi liberali, il Governo Vandelli negozia l'elevazione a Granducato dello stato Modenese; il nome trovato è Granducato d'Estensia; giusto per far arrabbiare Metternich, però, Francesco IV adotta la seguente bandiera:

Il famigerato tricolore rivoluzionario fa la sua ricomparsa. A Metternich va di traverso un boccone di strudel quando lo viene a sapere.

1836
Alla morte di Ferdinando VII non scoppia la guerra Carlista. Carlo V è disposto a regnare come sovrano costituzionale.

1837
Confermati i Conservatori in Estensia; Le Legazioni Romagnole hanno una loro rappresentanza al Consiglio di Stato Estensiano.

1838
Confalonieri e Metternich, liberali e conservatori, rimangono al loro posto nella Duplice Monarchia Austro-Lombardoveneta.

1842
Ciro Menotti guida i Liberali alla vittoria in Estensia.

1843
Conferma per Metternich e Confalonieri.

1846
Con la morte di Confalonieri (sostituito da Carlo Cattaneo) e del Granduca Francesco IV di Estensia, cui succede il più moderato Francesco V, Metternich è convinto che per i Liberali sia iniziata la parabola discendente; sfortunatamente per lui, viene eletto Papa Giovanni Battista Mastai Ferretti con il nome di Pio IX.

1847
Conferenza di Roma, si incontrano Carlo Cattaneo del Regno Lombardo-Veneto; Ciro Menotti dell'Estensia;Gino Capponi, Primo Ministro della Toscana, Cesare Balbo, Presidente del Consiglio dei Ministri Sardo; Pellegrino Rossi, d'origini Toscane, ma Primo Ministro dello Stato Pontificio; Carlo Troja, Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Napoli; Ruggero Settimo, Primo Ministro del Regno di Sicilia e Luigi Sanvitale, Primo Ministro del Ducato di Parma e Piacenza. L'Intenzione è far nascere una Confederazione Italiana; ma durante la conferenza, quando tutto sembra andare per il meglio, Cattaneo riceve un dispaccio, in cui l'Imperatore e Re Ferdinando mette il veto sul progetto; chiaramente, c'é lo zampino di Metternich.
Menotti è confermato in Estensia.

1848
Il vento del cambiamento, tuttavia, spira forte sull'Europa; alle elezioni in Austria, una coalizione di partiti autonomisti guidata da Frantisek Palacky sconfigge i conservatori, e finalmente manda Metternich in pensione; Cattaneo è invece confermato in Lombardo Veneto.
In Francia, è proclamata la II Repubblica, e Charles Louis Napoleone Bonaparte diventa Presidente.
In Germania i vari monarchi devono proclamare una costituzione, Re Federico Guglielmo IV è favorevole alla restaurazione del Sacro Romano Impero a guida Austriaca, ma la Dieta di Francoforte è restia ad accettare l'Ungheria nell'Impero (Lombardo-Veneto, Transilvania, Galizia e Boemia sono invece benvenute).
Ferdinando allora, su consiglio di Palacky, opta per una modifica in senso Federale; La Corona di Santo Stefano (Formata dai Regni autonomi d'Ungheria, Croazia e Slovacchia) diventa una Monarchia Federale in Unione Personale con l'Austria e il Lombardo Veneto. Cosi vale per la Galizia-Lodomiria, mentre Boemia, Austria, Transilvania e Carniola, rimangono uniti, come Stati Federati, nell'Impero Austriaco. Nasce la Quadruplice Monarchia.
L'Impero d'Austria, il Regno di Galizia-Lodomiria e il Regno Lombardo-Veneto, entrano nel rinato Sacro-Romano Impero, Ferdinando è proclamato Imperatore come Ferdinando IV. Ferdinando toglie il veto alla Confederazione Italiana, che si associa, come la Galizia-Lodomiria e la Corona di Santo Stefano, al Sacro Romano Impero con trattati bilaterali (rimangono entità indipendenti, ma coordinano politica estera e difesa con l'SRI.) Il Sacro Romano Imperatore è uno dei due Presidenti della Confederazione, l'altro è il Papa; Pellegrino Rossi diventa il Primo Cancelliere della Confederazione, mentre Palacky diventa Cancelliere dell'SRI;
All'Interno della Confederazione si opta per fare delle Legazioni Romagnole uno stato autonomo, i cui cittadini abbiano pieni diritti sia in Estensia che nello Stato Pontificio; Nasce il Principato di Romagna con capitale Bologna; Sono Co-Principi il Granduca di Estensia e il Papa. Primo Ministro del Principato è eletto Carlo Pepoli.
Primo Ministro della Corona di Santo Stefano è eletto István Széchenyi.

1850
Il Nizzardo Giuseppe "José" Garibaldi unisce gli stati sud-Americani Ispanofoni in una Grande Federazione, l'Unione Sud-Americana; La Città di Trujillo è ribattezzata Ciudad Garibaldi in suo onore.

1852
Il Conservatore Vincenzo Palmieri, noto giurista, diventa Primo Ministro del Granducato d'Estensia.

1853-1856
Guerra di Crimea-Polonia/ Franco-Imperiale
La Francia, sentendosi accerchiata dalla Germania e dai suoi alleati, si allea con la Russia contro l'Impero Ottomano; L'SRI si allea con la Gran Bretagna contro la Russia e la Francia, Spagna neutrale, Confederazione Italiana con l'Impero.
La Polonia si ribella al dominio Russo, la Dieta Polacca riunita in una Varsavia appena liberata dalle truppe imperiali proclama lo Zar Nicola I decaduto dal titolo di Re di Polonia e Granduca di Lituania per la violazione della costituzione del 1815 e offre il trono a Francesco Giuseppe, nipote ed erede dell'Imperatore Ferdinando IV, che accetta; Il Regno di Galizia-Lodomiria resta parte del Sacro Romano Impero, ma è infeudato al Re di Polonia e Granduca di-Lituania. ; La Francia si arrende dopo la Sconfitta di Sedan e la cattura del Presidente Bonaparte.
La Corsica è annessa dalla Sardegna ed entra nella Confederazione Italiana; l'Alsazia e annessa alla Prussia ma la Lorena torna Ducato autonomo nell'ambito dell'Impero, con il suo legittimo Duca Ferdinando d'Asburgo ; I Russi sono sconfitti su tutti i fronti, e Alessandro II è costretto a chiedere la pace.
In Francia è restaurato Enrico V, che accetta l'associazione della Francia all'Impero; I Rapporti con l'Inghilterra diventano molto freddi.
La Grecia resta Neutrale.

1853
Palacky è confermato Cancelliere nel SRI, mentre Camillo Benso, Conte di Cavour, è eletto Cancelliere Confederale d'Italia.

1855
Muore Carlo V di Spagna gli succede il figlio Carlo VI.

1857
L'Olanda entra nel Sacro Romano Impero con il Lussemburgo.
Palmieri è confermato in Estensia.

1859
La Danimarca entra nel Sacro Romano Impero. Adesso la sindrome d'Accerchiamento inizia ad averla Londra.

1860-1865
Guerra Civile Americana. Il Sacro Romano Impero ed i suoi alleati propongono a Londra l'Intervento a favore della Confederazione, cosa che avviene.
Il Canada si riannette l'Oregon, e gli Stati Confederati d'America diventano indipendenti. Massimiliano d'Asburgo diventa Imperatore del Messico, ma Londra impone la rinuncia reciproca e formale, valida per gli eredi, di Massimiliano ai Troni Asburgici, fintanto che lui e i suoi eredi occuperanno il trono messicano, e viceversa.

1861
Muore Re Carlo VI di Spagna, gli succede il fratello Giovanni III. Costui è molto più liberale del padre e del fratello, e diventa uno dei sovrani più popolari di Spagna.

1862
I Liberali tornano al governo in Estensia con Giuseppe Campori.
Re Ottone di Grecia, in questa time line più liberale, resta sul trono.

1866
La Spagna si associa al Sacro Romano Impero.
La Russia e il Sacro Romano Impero favoriscono la Ribellione di Creta, che si unisce alla Grecia.

1867
Confermati i Liberali in Estensia.
Muore Re Ottone di Grecia, gli succede il fratello Adalberto con il nome di Giorgio I.

1868-1872
Concilio Vaticano I
In questa time line viene completato; non vi è il trionfo dell'Ultramontanismo come nell'HL.


1868
Londra decide di appoggiare Teodoro II, che ottiene anche la Somalia e Gibuti e fonda un vasto impero alleato degli Inglesi.

1870
Sventato in Francia un Colpo di Stato Bonapartista, finanziato dall'Inghilterra.

1872
I Conservatori, guidati da Claudio Sandonnini, vincono le elezioni in Estensia.

1874
Trattato di San Pietroburgo, in chiave anti-Britannica ed Anti-Ottomana fra Sacro Romano Impero e Stati Associati e Impero Russo.

1875
Muoiono Francesco V, Granduca d'Estensia e Ferdinando IV Sacro Romano Imperatore, Imperatore d'Austria, Re del Lombardo-Veneto, Re Apostolico d'Ungheria e Co-Presidente della Confederazione Italiana; Succedono loro, rispettivamente, il giovane Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este, e lo zio di questi , il Re di Polonia e Granduca di Lituania Francesco Giuseppe (Francesco III Giuseppe come Sacro Romano Imperatore)

1876-1877
Guerra Balcanica
Nonostante l'appoggio Britannico, l'Impero Ottomano è sconfitto; I Principati Rumeni, meno la Bessarabia, diventano seconde e terzo-geniture Asburgiche, Stati Associati del Sacro Romano Impero, mentre la Bulgaria e l'Armenia diventano una corona Uniata dello Zar. la Bosnia, il Banato e la Serbia vanno agli Obrenovic, e la Serbia diventa Stato Associato dell'Impero. Albania e Montenegro restano principati autonomi sotto la protezione congiunta dell'Imperatore Russo e di quello Romano.
La Grecia completa la propria unità, mentre tutta la Costa del Mar Nero è conquistata dai Russi, inclusa Costantinopoli;
Alessandro II si fa incoronare Imperatore Romano d'Oriente a Costantinopoli (con lo stesso numerale), e Santa Sofia torna una Chiesa Ortodossa.
Crolla l'Impero Ottomano, e la Gran Bretagna non si fa scrupoli a banchettare sui resti dell'alleato, ponendo il protettorato sul già semi-indipendente Egitto, e sullo Yemen, ma fallendo nell'ottenere la Mesopotamia.
Nasce il Sultanato Federale di Turchia, Stato Associato dell'Impero Russo, che comprende anche Kurdistan, Mesopotamia, Giordania e luoghi santi dell'Islam. La Palestina diventa un stato libero sotto l'alto protettorato dei due Imperatori Romani.

1877
Confermati i Conservatori in Estensia.

1878
Muore Pio IX, gli succede Gioacchino Pecci con il nome di Leone XIII.

1880
Alessandro II scampa ad un attentato. La riforma Loris-Melikov è approvata.

1881
Congresso di Vienna, l'Africa viene spartita fra l'Inghilterra (con gli alleati Belgio e Portogallo) e fra l'Impero e i suoi associati (Confederazione Italiana, Regno di Francia, Regno di Spagna, Regno di Polonia, Regno d'Ungheria e Regno di Serbia)

1882
In Estensia i Liberali tornano al governo con Michele Guastalla (HL Enrico Guastalla), primo ebreo che diventa Ministro-Presidente.

1883
Muore Re Enrico V di Francia, gli succede il Re di Spagna Giovanni III (stesso numerale). In Gran Bretagna la paranoia sfiora il parossismo.


1884
Alessandro II proclama la Costituzione in Russia, e riconosce alla Georgia lo stesso stato della Bulgaria e della Finlandia. Primo ministro in Russia viene eletto Mikahil Loris-Melikov.

1885
L'Iran diventa un Protettorato dell'Impero Romano d'Oriente. Per Londra sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso, non fosse che non pensa di poter vincere in una guerra contro il blocco eurasiatico alleato; Comunque, Londra cerca un alleato nel Giappone, che favorisce nelle sue ambizioni Cinesi e Pacifiche.

1887
Confermati i Liberali in Estensia.

1889
Suicidio di Rodolfo d'Asburgo, erede al Trono di Austria, Ungheria, Lombardo-Veneto e Polonia-Lituania. Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este diventa erede apparente ai troni Asburgici europei.
Colpo di stato Repubblicano filo-britannico in Brasile. Il Brasile diventa alleato dell'Inghilterra nonostante le pretese sulla Guyana; Per reazione l'Unione Sud-Americana si allea con l'Impero d'Occidente.

1890
Inizia l'avvicinamento a Londra di Richmond, in chiave Anti-Messicana; Washington, per reazione, si riavvicina a Vienna.

1892
In Estensia, i Conservatori, guidati da Gian Francesco Gherardini vincono le elezioni.

1895
Muore lo Tsarevich Alexander.

1896
Muore l'Imperatore d'Oriente Alessandro II, gli succede il nipote Nicola I (II di Russia)

1897
Confermati i conservatori in Estensia.

1899-1900
Guerra dei Boxer, la Cina è spartita fra Giappone, Impero d'Oriente e Associati, Impero d'Occidente e Associati e Impero Britannico e Alleati.

1899
Francesco VI di Estensia sposa Sofia Chotek con matrimonio non Morganatico; lo zio Francesco III lo depenna dalla linea di successione.L'erede al trono diventa il nipote di Francesco, Carlo.
Le Repubbliche Boere chiedono e ottengono lo Stato di Stati Associati al SRI in funzione anti-britannica, cosi facendo mantengono l'indipendenza, giacché Londra non si sente ancora pronta al conflitto che però ritiene inevitabile.


1902
I Liberali, guidati da Silvio Pellerano conquistano il governo dell'Estensia, e anche il Cancellierato di turno della Confederazione.

1903
La Svezia si allea con l'Impero Britannico in Chiave anti-Russa.

1904-1909
Grande Guerra

1904
Il Giappone tenta di occupare la Manciuria, protettorato dell'Impero d'Oriente; Scoppia la Grande Guerra; attraverso il gioco delle alleanze, l'Inghilterra e i suoi alleati dichiarano la Guerra all'Impero d'Oriente e ai suoi associati, mentre l'Impero d'Occidente dichiara Guerra all'Impero Britannico e ai suoi alleati; I C.S.A. dichiarano Guerra al Messico,, Gli USA al Canada e il Brasile dichiara guerra all'Unione Sud-Americana.
La Guerra si trasforma presto in una durissima Guerra di posizione.

1905
Battaglia di Tsushima, netta sconfitta per l'Impero d'Oriente.
Battaglia delle Falkland la flotta imperial-unionense sconfigge i Brasiliano-Britannici e occupa le isole.
Battaglia del Baltico la Flotta Russo-Imperiale ha la meglio su quella Britannica.
Invasione Britannico-Portoghese della Spagna, Invasione Svedese della Danimarca e della Finlandia, grazie a truppe Britanniche.
Invasione Britannica delle Repubbliche Boere.

1906
Battaglia di Petropavlosk, la città evita l'invasione Giapponese.
Battaglia del Lago Ladoga, fermata l'invasione della Russia dai generali Brusilov e von Hindenburg.
Battaglia di El Paso, il Generale Huerta invade il Texas.

1907
L'Egitto britannico è conquistato dai Russo-Turchi e dagli Imperial-Italiani. L'Impero coloniale britannico in Africa cade sotto i colpi congiunti delle rivolte interne e dei nemici Franco-Imperiali.
I Russo-Persiani invadono l'Afghanistan e il nostro Pakistan, accolti come liberatori, ma sono bloccati sul Passo di Khyber.
Il giovane generale Mannerheim guida l'Armata Russa nella liberazione della Finlandia dagli Anglo-Svedesi.
L'Impero Abissino è invaso dagli imperiali.
I liberali sono confermati in Estensia.

1908
La Spagna è liberata dall'invasione, il Portogallo si arrende, il Mediterraneo è ormai un lago Romano.
Battaglia dello Jutland la flotta Britannica è distrutta, la Gran Bretagna è invasa.
Il Canada e i C.S.A. si arrendono.
Anche la Svezia si arrende.
Sbarco dei Russo-Americani in Giappone, resa condizionata del Mikado.

1909
Il Brasile si arrende.
Rivolta dell'Irlanda, Re Edoardo VII abdica a favore del figlio Giorgio V che firma la resa, con gli Imperiali alle porte di Londra. La Grande Guerra è finita

1910
Conferenza di pace di Milano, la Gran Bretagna perde l'Irlanda, indipendente come Repubblica e Associata all'Impero Romano d'Occidente. L'Australia rimane un Dominion, mentre il Canada diventa una repubblica indipendente, con il Quebec che sceglie il Re di Francia e Spagna come proprio sovrano.
L'India è divisa in una serie di stati, alcuni federati fra di loro, tutti Associati o all'Impero d'Occidente o a quello d'Oriente. L'Afghanistan diventa Regno associato dell'Impero d'Oriente, come l'Impero Giapponese. La Corea torna di fatto indipendente, seppur associata all'Impero Russo.
La Gran Bretagna si associa all'Impero, come il Portogallo, il Belgio è spartito fra Vallonia, in unione personale alla Francia e Regno di Fiamminghia, indipendente nell'Impero;
Il Portogallo elegge il Re di Francia, Spagna, Bretagna, Provenza e Belgio Re del Portogallo.
La Norvegia torna alla Danimarca ed entra nell'Impero, mentre Nicola I diventa Re di Svezia in Unione Personale.
Il Messico annette il Belize.
la Guyana Britannica passa sotto governo Imperiale (viene ribatezzata Guyana Tedesca)
In Brasile restaurata la Monarchia, sia il Brasile che l'Unione Sud-Americana (ampliata con le Malvinas e pezzi di Brasile), si associano all'Impero Romano d'Occidente, seguiti da USA, Canada e C.S.A.
Il Mondo è diviso in due.
Il Trattato rimuove anche la clausola che impediva la fusione fra Corona Messicana ed Impero Asburgico; Massimiliano d'Asburgo diventa erede ai domini Asburgici Europei; Carlo diventa l'erede apparente di Massimiliano.

1912
Nasce Ottone d'Asburgo, erede del Kronprinz Carlo. si comincia a sussurrare la possibilità del matrimonio fra Ottone e Olga di Russia, anche se la Gran-principessa ha ben 17 anni più di quest'ultimo. Olga vorrebbe però sposare un russo. Il matrimonio è molto importante data la salute cagionevole dello Tsarevich, malato di Emofilia.
I Socialisti, guidati da Pio Donati (Ministro-Presidente più giovane nella storia d'Estensia) vincono le elezioni in Estensia.

1913
Ol'ga Nikolevna Romanova sposa Dmitri Pavlevich Romanov.
Tomas Masaryck diventa Cancelliere del Sacro Romano Impero


1914
Nasce Irina Dmitrovna Romanova; la bambina è sana, ma ad Ol'ga, viste le difficoltà del parto, sarà impossibile concepire altri figli.
Il Partito Socialdemocratico degli Operai e dei Contadini Russi, guidato da Vladimir Uljanov vince le elezioni in Russia.

1915
Uljanov inizia a lavorare per la trasformazione dell'Impero d'Oriente in una federazione di Stati, che includa anche gli associati.
Il suo omologo occidentale Masaryck fa lo stesso; Tecnicamente, fino a quel momento il termine Impero d'Occidente è sempre stato una definizione non ufficiale; Con Masaryck inizia a diventare ufficiale.
Il Primo Ministro francese Aristide Briand propone la Creazione di una federazione degli Stati sotto la Corona Borbonica, che viene denominata Galliberia.

1916
Muore il Sacro Romano Imperatore Francesco III Giuseppe, Imperatore d'Austria, Re di Polonia-Lituania, Co-Presidente della Confederazione Italiana, Re Apostolico della Corona di Santo Stefano, Re di Galizia-Lodomeria, Re del Lombardo-Veneto, Duca di Lorena, gli succede il Fratello, Imperatore del Messico, Massimiliano I (II di Polonia-Lituania, I d'Austria e Lorena, II della Corona di Santo Stefano); Egli è eletto Sacro Romano Imperatore come Massimiliano III, e diventa III Co-Presidente Laico della Confederazione Italiana.
Nasce il Regno Federale di Galliberia, in cui sono Regni costituenti anche la Catalogna, le Baleari e i Paesi Baschi, oltre al Quebec e alle varie Province d'Oltremare.

1917
Confermati i Socialisti in Estensia.
Il Messico diventa Stato Associato all'Impero d'Occidente, seguito dall'Impero d'Etiopia.

1918
La Confederazione Svizzera vota per entrare, contemporaneamente, nel Sacro-Romano Impero, nella Confederazione Italiana e nella Galliberia ( in quest'ultima, come stato consociato); Tutte e tre le richieste sono accolte; Sono Co-Presidenti della Confederazione il Sacro Romano Imperatore, il Papa e il Re di Galliberia.
Muore Massimiliano III, Sacro Romano Imperatore, del Messico e d'Austria, Re di Polonia-Lituania, della Corona di Santo-Stefano, di Galizia-Lodomeria e del Lombardo-Veneto, e Duca di Lorena, III Co-presidente Laico della Confederazione Italiana, I Co-Presidente Imperiale della Confederazione Elvetica, gli succede il bisnipote Carlo, I d'Austria, Messico,Polonia Lituania, Galizia-Lodomiria, Lombardo-Veneto, IV della Corona di Santo Stefano e di Lorena. Viene Eletto Sacro Romano Imperatore come Carlo VIII e quindi diventa IV Co-presidente Laico della Confederazione Italiana e II Co-presidente Imperiale della Confederazione Svizzera.
Masaryck è confermato Cancelliere del Sacro Romano Impero.

1919
Il Regno di Sardegna e Corsica, su cui regna Vittorio Emanuele III, Presidente del Consiglio dei Ministri Giovanni Giolitti, chiede l'Ingresso nel Sacro Romano Impero e nella Galliberia come Stato Consociato. Come la Svizzera, la Sardegna vuole i vantaggi della Triplice rappresentanza; il fatto che Corsica e Sardegna fossero sotto autorità, rispettivamente, Francese e Spagnola, e che tutto il regno, tranne la Sardegna, facesse tecnicamente parte, un tempo del Sacro Romano Impero, permette alla richiesta di essere accolta.
Segue la richiesta della Toscana, di Parma e dell'Estensia al Sacro Romano Impero, e di Napoli e della Sicilia alla Galliberia. Tutte vengono accolte, solo la Romagna e lo Stato Pontificio optano per non aderire in maniera cosi stretta agli altri due stati.
Uljanov è confermato in Russia.

1920
Trattato di Parigi, Galliberia, Sacro Romano Impero, Confederazione Italiana, Confederazione Svizzera, Polonia-Lituania, Principati Rumeni, Serbia, Messico, C.S.A. USA, Canada, Brasile, Unione Sud-Americana, e le varie colonie ex-britanniche riformate, e i vari Stati indiani filo-Asburgici, formano l'Impero Romano d'Occidente, la cui capitale è posta a Ravenna; Capo di Stato è l'Imperatore Romano d'Occidente, ruolo che, ex-Officio, appartiene al Sacro Romano Imperatore.
Trattato di Costantinopoli, Impero Russo, Impero Bulgaro, Georgia, Armenia, Svezia-Finlandia, Grecia, Albania, Montenegro, Impero Ottomano, Impero Persiano, Afghanistan, Cina, Impero Giapponese, Impero Coreano, i vari regni indocinesi e Indiani Filo-Russi e Malesi e l'Egitto formano l'Impero Romano d'Oriente, capitale Costantinopoli. Sovrano ereditario è l'Imperatore d'Oriente e di Russia.
Elezioni Federali nei due Imperi Romani; Filippo Turati, dell'Internazionale Socialdemocratica, Italiano, è eletto Cancelliere Generale d'Occidente, mentre Alexander Kerensky Russo, dello stesso partito, è eletto Cancelliere Generale d'Oriente (la salute di Uljanov, che resta Ministro-Presidente in Russia, sta declinando).

1922
Stefano Cavazzoni del Partito Popolare vince le elezioni in Estensia.
Non trovandosi a Madeira, Carlo VIII non si ammala di Polmonite, e non muore.

1923
Il Partito Socialdemocratico vince le elezioni nel Sacro Romano Impero e l'Assiano Phillip Heinrich Scheidemann diventa Cancelliere.

1924
Il Partito Socialdemocratico Russo perde le elezioni in seguito alla morte di Uljanov, le Elezioni in Russia sono vinte dai Democratici-Costituzionali guidati da Vasily Maklakov.

1925
Confermati Kerensky in Oriente e Turati in Occidente.

1926
Muore lo Tsarevich Alexei, la sorella Ol'ga diventa erede a tutti i Troni dopo che l'Imperatore d'Oriente Nicola I cambia la legge di successione, passando alla Primogenitura a preferenza Maschile.

1927
Confermati i Popolari in Estensia.

1928
Confermati i Socialdemocratici nel Sacro Romano Impero.

1929
Vasily Maklakov resta Ministro-Presidente in Russia.

1930
Muore l'Imperatore d'Oriente Nicola I gli succede in tutti i Titoli la figlia Ol'ga che cambia nome in Zoe II (In Russia è conosciuta come Olga II)
Nell'Impero d'Oriente una Coalizione fra l'Internazionale dei Liberali, quella dei Conservatori e quella degli Agrari vince le elezioni e porta al governo il Greco Yohannes Metaxas.
In Occidente una simile coalizione (con i Popolari al posto degli Agrari) guidata dal Britannico Wilson Churchill vince le elezioni
Primi Campionati Mondiali di Calcio, giocati nell'Unione dell'America del Sud (Nome adottato l'anno prima per non confondersi più con gli USA a livello di sigle) e vinti dalla squadra di casa.

1932
Annunciato il fidanzamento fra la Tsareva Irina e il Kronprintz Otto.
Il Partito Socialista torna al governo in Estensia con Ferruccio Teglio.

1933
Muore Carlo VIII, gli succede in tutti i titoli ereditari il figlio Ottone, che è eletto Sacro Romano Imperatore e Imperatore d'Occidente come Ottone V, V Co-Presidente Laico della Confederazione Italiana e III Co-Presidente Imperiale della Confederazione Elvetica.
Vittoria del Centro nel Sacro Romano Impero, l'Austriaco Italofono Alcide Degasperi diventa Cancelliere.

1934
Il Partito Socialdemocratico Russo torna al governo con Nicholaj Bucharin.
La Nazionale Ungherese vince i mondiali Italiani.

1935
Confermati Metaxas e Churchill.

1936
L'Imperatore Ottone V sposa la Tsareva Irina.

1937
In Estensia confermati i Socialisti
Muore il Granduca di Estensia Francesco VI, gli succede il figlio Francesco Massimiliano Carlo, con il nome di Francesco VII.
Nasce Maria Teresa, primogenita di Ottone V ed Irina.

1938
Confermato il Centro nel Sacro Romano Impero.
Vittoria della Nazionale Italiana ai Mondiali Galliberici.

1939
Nasce Elisabetta, secondogenita di Ottone V ed Irina.
Sconfitti i Socialdemocratici in Russia, la vittoria va ai Democratici-Costituzionali guidati da Vladimir Dmitrievich Nabokov (che qui non è stato ucciso nel 1922 facendo scudo all'amico Pavel Miliukov.)

1940
L'Internazionale Socialdemocratica vince sia in Oriente che in Occidente, portando al governo Nicholaj Bucharin, Russo e Franklin Delano Roosevelt, Statunitense.
Nasce Alessandra, terzogenita di Ottone V ed Irina.


1942
Il Partito Popolare Estense torna al governo nel Granducato con Giulio Guidoni.
Ai Mondiali del Sacro Romano Impero la vittoria va agli Austriaci.

1943
Nasce Sofia, quartogenita di Ottone V ed Irina.
Vittoria dei Socialdemocratici nell'SRI con l'Austriaco Karl Renner eletto Cancelliere.

1944
Confermati i Democratici-Costituzionali in Russia.

1945
Nasce Carlo Costantino Ferdinando Nicola, primogenito maschio ed erede di Ottone V ed Irina.
Confermati sia Bucharin che Roosevelt, ma quest'ultimo muore pochi mesi dopo le elezioni; al suo posto Il Senato d'Occidente nomina un altro Statunitense, Henry Wallace, nuovo Cancelliere d'Occidente.

1946
Ai Mondiali di Russia, vittoria per la nazionale di casa.

1947
Nasce Nicola Alessandro Francesco Giuseppe, ultimogenito di Irina ed Ottone V.
Confermati i Popolari in Estensia.

1948
Confermati i Socialdemocratici nell'SRI.
I Regni dell'Arabia si consociano all'Impero Ottomano.

1949
I Socialdemocratici Russi vincono e Vyacheslav Skryabin (HL Molotov) diventa Ministro-Presidente.

1950
L'Alleanza Internazionale di Centro-Destra vince le elezioni sia in Oriente che in Occidente, e Mustafa Ismet Pasha (In HL Inonu) e Konrad Adenauer diventano Cancellieri.
Mondiali del Brasile, vinti dall'Unione dell'America del Sud

1952
In Estensia, i Socialisti tornano al governo con Cesare Campioli.

1953
Vittoria dei Cristiano-Sociali (ex-Centro) nell'SRI, il Toscano Amintore Fanfani diventa Cancelliere.

1954
Confermati i Socialdemocratici in Russia.
Mondiali di Svizzera vinti dalla Prussia.

1955
Confermata L'Alleanza Internazionale di Centro-Destra nei due Imperi.

1957
Confermati i Socialisti in Estensia.

1958
Confermati i Cristiano-Sociali nell'SRI.
Mondiali di Svezia, vinti dalla squadra di casa.
Un tentativo di colpo di stato per staccare le regioni musulmane dall'Impero d'Oriente fallisce.

1959
Vittoria dei Democratici-Costituzionali in Russia, eletto Ministro-Presidente Aleksandr Solženicyn.

1960
L'Internazionale Socialista vince le elezioni nei due Imperi, Sono Eletti Cancellieri, rispettivamente, in Oriente, lo Svedese Olof Palme e in Occidente l'Ungherese-Slovacco Alexander Dubček.

1961
Primo uomo nello Spazio.

1962
Muore Francesco VII Massimiliano, Granduca d'Estensia, gli succede il figlio Francesco VIII.
Tornano al potere i Popolari in Estensia, con l'elezione di Alberto Del Nero alla carica di Ministro-Presidente.
Mondiali negli UAS, vinto dal Brasile.

1963
Vittoria Socialdemocratica nell'SRI, il Lubeccano Herbert Frahm (HL Willy Brandt) diventa Cancelliere.

1964
Confermato Solženicyn in Russia.

1965
Confermata l'Internazionale Socialista nei due Imperi.

1966
Vittoria dell'Inghilterra ai mondiali di casa.

1967
Confermati i Popolari in Estensia.
Primo uomo sulla Luna.

1968
Confermati i Socialdemocratici nell'SRI.

1969
Nikita Chruščëv, Socialdemocratico diventa Ministro-Presidente in Russia.


1970
L'Alleanza Internazionale di Centro-Destra vince nei due Imperi; Cancelliere d'Oriente è eletto l'Egiziano Anwar al-Sadat, mentre Cancelliere d'Occidente è eletto lo Statunitense Richard Nixon.
Mondiali del Messico vinti dal Brasile.

1971
Muore Nikita Chruščëv, gli succede il Ministro delle Finanze Aleksej Kosygin.

1972
Giuseppe Amadei, Socialista, diventa Ministro-Presidente in Estensia.

1973
L'olandese Andreas van Agt , Cristiano-Sociale, diventa Cancelliere del Sacro Romano Impero.

1974
Confermati i Socialdemocratici in Russia.
Mondiali di Prussia, vinti dalla Squadra di Casa.

1975
Confermata l'AICD nei due Imperi.

1976
Prima base lunare stabile

1977
Confermati i Socialisti in Estensia.
Muore Francesco VIII d'Estensia, gli succede il fratello Ercole IV (HL Georg), tuttora sul trono.

1978
Muore l'Imperatrice d'Oriente Zoe II/ Olga II, le succede la figlia Irene II, gia Imperatrice consorte d'Occidente.
Confermati i Cristiano-Sociali nell'SRI.
Mondiali di Cina vinti dal Lombardo-Veneto.

1979
Andrej Sacharov, gia ministro delle scienze nel governo Solženicyn, diventa Ministro-Presidente in Russia.

1980
L'Internazionale Socialista vince in Oriente con il giapponese Ichio Asukata e in Occidente con lo Shona Sudafricano Nelson Mandela.

1981
Prime sonde su Marte.

1982
Il Partito Popolare d'Estensia vince le elezioni con il giovane Ermenegildo Manfredi.
Mondiale di Spagna vinto dal Regno di Sardegna.

1983
Il Partito Socialdemocratico vince le elezioni nell'SRI e porta al governo Giuliano Amato, Sardo-piemontese.

1984
Confermati i Democratici-Costituzionali in Russia.

1985
Cofermata l'IS nei due imperi.

1986
Vittoria dell'UAS ai Mondiali della Confederazione Indiana.

1987
Confermati i Popolari in Estensia.

1988
Confermati i Socialdemocratici nell'SRI.

1989
Michail Gorbačëv, Socialdemocratico, diventa Ministro-Presidente in Russia.

1990
L'Alleanza Internazionale di Centro-Destra porta al governo l'Italo-Pontificio Giulio Andreotti nell'Impero d'Occidente e il Finlandese Eske Aho in Oriente.
Mondiali della Confederazione Italiana, vinti dalla Baviera.

1991
Primo uomo su Marte.

1992
I Socialisti, guidati da Giuliano Barbolini, tornano al governo in Estensia.

1993
Il prussiano Helmut Khol diventa Cancelliere dopo la vittoria dei Cristiano-Sociali nell'SRI.

1994
Confermati i Socialdemocratici in Russia.
Mondiali USA, vinti dal Brasile.

1995
Confermati l'AICD nei due Imperi.

1997
Confermati i Socialisti d'Estensia.

1998
Confermato Khol nell'SRI.
Mondiali di Galliberia, vinti dalla Francia.

1999
I Democratici-Costituzionali tornano al governo in Russia con Boris El'cin.

2000
L'Internazionale Socialista vince le elezioni, guidata dal Britannico Tony Blair in Occidente e dal Kurdo-Turco Abdullah Öcalan.

2002
I Popolari, guidati da Carlo Giovanardi vincono le elezioni in Estensia.
Mondiali di Corea, vinti dal Giappone.

2003
I Socialdemocratici vincono le elezioni nell'SRI e l'Austriaco-Boemo Miloš Zeman diventa Cancelliere.

2004
Muore l'imperatrice d'Oriente Irene II, il figlio primogenito Carlo Costantino diventa Imperatore d'Oriente come Costantino XIII.
Confermato El'cin in Russia.

2005
L'Imperatore d'Occidente Ottone V abdica da tutti i suoi titoli a favore del figlio, Imperatore d'Oriente; Costantino XIII in Occidente si fa incoronare come Carlo IX. L'Imperatore ha 60 anni, ha sposato Maria Beatrice di Savoia, e i due hanno quattro figli, il maggiore, erede al Trono di Imperatore Romano è Augusto Carlo Costantino, futuro Augusto II. Il Principe Augusto, 44 anni, ha un figlio di 20 anni, Ferdinando Nicola, avuto dalla moglie, la Granduchessa Enrichetta Maria Teresa di Este-Hohenberg, figlia del Granduca di Estensia, nel 1985.
Un referendum sancisce la fusione dei due governi con la rotazione del cancelliere annuale.
Confermata l'IS alle elezioni.

2006
Ufficialmente unificati l'Impero d'Oriente e quello d'Occidente, nella persona dell'Imperatore Romano Costantino XII Carlo IX.
L'unificazione del mercato del lavoro e la creazione di un unica banca centrale in grado di stampare infinita moneta inizia un periodo di grande sviluppo.
Gerusalemme diventa la capitale dell'Impero Romano Unificato,
Mondiali di Boemia, vinti dal Regno di Napoli.

2008
Confermati i Socialdemocratici nell'SRI.

2007
Confermati i Popolari in Estensia.
Muore Boris El'cin, gli succede il ministro degli Interni Vladimir Putin.

2009
Putin perde le elezioni in Russia, il Socialdemocratico Garri Kasparov vince le elezioni e diventa Ministro -Presidente (è il primo Ebreo ad arrivare al ruolo.)

2010
L'Alleanza Internazionale di Centro-Destra stupisce il mondo portando le prime due donne alla Cancelleria, per l'Oriente la Bengalese Khaleda Zia, per l'Occidente la Britannica Theresa May.
Vittoria della Spagna al Mondiale Sudafricano.

2012
I Socialisti, guidati da Stefano Bonaccini, vincono le elezioni in Estensia.

2013
La Bavarese Angela Merkel, Cristiano-Sociale è la prima donna eletta Cancelliere dell'SRI.

2014
Confermati i Socialdemocratici in Russia.
Vittoria del Brasile al mondiale casalinga.

2015
Confermata l'AICD alle elezioni globali.

2017
Confermati i Socialisti in Estensia.

2018
Confermati i Cristiano Sociali nell'SRI.
Mondiale di Russia vinto dalla nazionale di casa.

(Strano caso di eterogenesi dei fini, questa ucronia doveva essere simile a quella Toscana, ma ha finito per diventare un'occasione per unire il mondo!)

Tommaso Mazzoni

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Passiamo alla pensata di William Riker:

La spuntano i Carlisti

Il 12 settembre 1837 Don Carlo di Borbone, fratello del defunto sovrano di Spagna Ferdinando VII, piomba su Madrid, dove si trova arroccata Isabella, figlia di Ferdinando. Quest'ultimo infatti non ha figli maschi e, per permettere alla figlia di ereditare il trono, ha emanato la Prammatica Sanzione, che di fatto scavalca il fratello Carlo. Alla morte di Ferdinando VII il 29 settembre 1833 Carlo si è proclamato Re di Spagna e ha scatenato la prima Guerra Carlista, che si è trascinata per anni tra atrocità di ogni genere: è solo l'inizio di una serie di tragedie che sconvolgeranno la penisola iberica fino alla Guerra Civile e alla vittoria del Franchismo. Ora, cosa accade se il popolo di Madrid si solleva e apre le porte al pretendente, che si insedia sul trono con il nome di Carlo V?

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Generalissimus suggerisce:

Beh, i Carlisti erano reazionari e controrivoluzionari, ma grazie ai fueros la Spagna potrebbe diventare un regno federale.

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E *Bhrg'howidhHó(n-) aggiunge:

Dopo la morte di Enrico V nel 1883, i Re Carlisti Spagnoli saranno anche i legittimi Pretendenti di Francia Borbonici della Linea Ultralegittimista:

Giovanni III (III anche per la Francia), Carlo VII (= XI di Francia) dal 1887 al 1909), Giacomo III (I, 1909-1931), Alfonso Carlo I (1931-1936); con l’estinzione della Linea Carlista, subentrano i Discendenti Maschili del figlio cadetto di Carlo V di Spagna (Carlos María Isidro de Borbón y -Borbón-Parma, 1833-1845), Francesco di Paola, il cui primogenito Francesco d’Assisi ha sposato Isabella II, per cui dal 1936 si ha la riunificazione dei due Partiti con Alfonso XIII (= I di Francia, storicamente Re di Spagna 1886-1931, qui dal 1936 al 1941) e poi Giovanni IV (di Spagna – Pretendente fino al 1975 – e Francia, 1941-1993), a preferenza di Saverio I di Borbone-Parma (1936-1977) e del figlio Carlo Ugo I (1977-2010). Dato che in Spagna non vige il Principio di Indisponibilità della Corona, la potenziale Unione Franco-Spagnola termina con l’Abdicazione di Giovanni IV il 14. maggio 1977, ma si rinnova il 1. aprile 1993 con Giovanni Carlo I fino al 9. giugno 2014, dopodiché è di nuovo sospesa.

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Anche Enrico Pellerito dice la sua:

Una Spagna carlista consolidata senza lotte di potere dovrebbe riuscire a non impoverirsi, venendo appunto meno i conflitti intestini; questo potrebbe significare un maggiore e migliore impegno nelle spese destinate alle infrastrutture in genere, comprese quelle portuali e ferroviarie, permettendo un processo industriale e la costituzione di poli produttivi, garantendo un più diffuso e trasversale miglioramento economico della società spagnola. Meglio spesi e non depauperati anche gli stanziamenti destinati alle forze armate, nella fattispecie, alla flotta. E se questa si sviluppasse meglio di quella presente in HL al momento della guerra ispano-americana?

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Lord Wilmore propone:

Concordo anch'io che una Spagna Carlista senza lunghe guerre intestine potrebbe affrontare al meglio le sfide della Modernità. Inoltre niente figuraccia dell'"Amistad", niente (dis)avventura di Amedeo di Savoia, niente I e II Repubblica, la Falange potrebbe tenere il potere e Francisco Franco essere solo il governatore del Marocco Spagnolo. Cuba resterà spagnola più a lungo. Forse, senza Guerra Civile, la Spagna entrerà in guerra al fianco di Hitler nella Seconda Guerra Mondiale, perdendo Cuba e le altre colonie in seguito alla sconfitta. Sahara Spagnolo indipendente da subito e nell'orbita di Mosca, Cuba forse nuovo stato degli USA. Possibile instaurazione della Repubblica in Spagna ed entrata da subito nella CEE nel 1957.

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E Federico Sangalli chiosa:

La Spagna Carlista sarebbe molto più legata all'idea di latifondo e meno al parlamentarismo, anche se Giovanni III probabilmente introdurrebbe qualcosa in proposito. Se i Carlisti, con il sostegno della Chiesa, dei Latifondisti, del Popolo religioso, delle Autonomie Locali grandemente potenziate dai Carlisti e dei Tradizionalisti, evitano di essere rovesciati dai militari liberali come Isabella in HL non si pone la questione della successione al trono spagnolo e dunque neppure il Telegramma di Ems, quindi niente Guerra Franco-Prussiana. Tre anni dopo Napoleone III e la prima finestra per uno scontro tra Berlino e Parigi si chiude, mentre la Prussia non riesce a creare il Reich agognato. Bismarck rimane quindi al potere a causa della necessità di fronteggiare il nemico francese, nonostante le insofferenze del nuovo Re di Prussia Guglielmo II. Nel 1894 l'Affare Dreyfus spaccherà il paese e vedrà il governo e i vertici militari francesi dominanti dai nazionalisti, militaristi ed antisemiti del Generale Boulanger che premono per colpire la Prussia, mentre solo l'Imperatrice Madre Eugenia difende il povero ufficiale ebreo: la guerra non scoppia ma il paese è nel caos e cresce la tensione tra le due nazioni. Il 15 febbraio 1898 la USS Maine esplode nel porto de L'Avana, cosa che spinge gli USA a dichiarare la guerra alla Spagna il 21 aprile. Il 30 luglio Bismarck muore e Guglielmo II riprende le redini del governo, smanioso di dimostrare al Mondo che lui è il nuovo Napoleone germanico. Il 18 settembre inglesi e francesi si scontrano a Fashoda, in Sudan. Le tensioni pregresse sono sufficienti a far esplodere una guerra mondiale: grazie ai buoni uffici del defunto Bismarck, la Russia rimane neutrale (Alleanza dei Tre Imperatori) mentre Austria ed Italia (Triplice Alleanza) si schierano insieme a Inghilterra e Prussia contro la Francia. Intanto dalle prime cannonate nel Pacifico e nei Caraibi appare chiaro che vedremo sicuramente USA vs Spagna e probabilmente Cina e Russia vs Giappone, con una probabile unione dei due conflitti in un Giappone e Spagna vs USA, Cina e Russia. Possibile a questo punto che i primi si ritrovino alleati con gli Alleati (amicizia anglo-nipponica, contenzioso legittimista franco-spagnolo, vicinanza italo-austro-spagnola) cosa che vedrete quindi Impero Britannico, Regno di Prussia (ed alleati minori), Austria-Ungheria, Italia, Spagna, Portogallo e Giappone vs Impero Francese e Cina. La Russia è più incerta, dati gli accordi con la Germania ma se Guglielmo II li violasse potrebbe intervenire portandosi dietro anche la quasi totalità dei paesi balcanici, mentre l'Impero Ottomano si schiererebbe con gli Alleati. Chi vince?

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Citiamo poi l'idea di Enrica S.:

L'agiografia risorgimentale racconta che il 24 marzo 1849 Vittorio Emanuele II, da poche ore salito al trono, ribatté al Maresciallo Radetzky, il quale lo esortava ad abrogare lo Statuto Albertino: "Casa Savoia conosce la via dell'esilio, ma non quella del disonore!" La realtà però fu molto diversa. Il "Re Galantuomo" mal tollerava le limitazioni imposte dal Parlamento al potere del Re, e non mancavano a Torino circoli aristocratici e reazionari, ansiosi di spingerlo a un colpo di stato che ripristinasse l'ordine costituito. E se ascolta loro, al posto di Cavour, ripristinando la monarchia assoluta a Torino?

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Cui risponde *Bhrg'howidhHó(n-):

Sarebbe piaciuto al Feldmaresciallo Radetsky / Radecký, ma resta da discutere come si sarebbe evoluta la situazione a Sud delle Alpi: il Regno di Sardegna sarebbe passato alla schieramento asburgico? La Storia ha mostrato che l'interesse dell'Austria sarebbe stato di non cedere territorî ai Savoia e che la sconfitta imperiale nel 1859-1860 derivava dalle cessioni nei Trattati di Utrecht (1713), Vienna (1738) e Aquisgrana (1748); come accaduto poi con la Serbia e la Romania, l'influenza indiretta non valeva alcunché in caso di Guerra Europea. In pratica, senza un ritorno di Novara e Alessandria (con i relativi Contadi, allora Divisioni) e della Provincia di Bobbio alla Lombardia le vicende sarebbero state alla fine le stesse.

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Ed ecco ora un'altra idea di Homer: la guerra del Sonderbund distrugge la Svizzera!

La guerra del Sonderbund, che fu una guerra di carattere politico e religioso (conservatori/cattolici contro radicali/protestanti) dilania la Svizzera e la porta a sciogliersi, quali sono le conseguenze? ecco una possibile linea di sviluppo:

1845: Nasce il Sonderbund tra i cantoni Cattolici e Conservatori contro le ingerenze del governo federale Radicale (Lucerna,Friburgo,Vallese,Uri,Schwyz,Unterwalden,Zug ai quali si aggiungono in questa LT Ticino e Soletta).

1847: Il Governo Federale decide di annientare il Sonderbund, ma questo si rifiuta e così abbiamo i primi scontri a Lucerna e a Friburgo, mentre le forze Confederali si raccolgono nel Cantone di Berna sotto la guida del Generale Dufour, le forze del Sonderbund si organizzano nella zona di Lucerna e di Uri, a sud le forze del Ticino forzano i Grigioni ad aderire alla Lega, mentre Dufour in Novembre conquista Friburgo dopo una dura battaglia costata 5000 vittime, a sud, nel Vallese arriva il supporto nascosto dei Piemontesi.
Da Zurigo le forze Confederali calano su Zug e Lucerna e a Gisikon sconfiggono le forze del Sonderbund, conquistando Lucerna a metà Dicembre. Dai Grigioni le forze Ticinesi risalgono unendosi alle forze della Lega nell'Unterwalden.

1848: In Febbraio la Rivoluzione Parigina si diffonde in tutta Europa e in Marzo dilaga anche in Italia e la lotta tra Piemonte e Austria, Frattanto in Svizzera le forze del Sonderbund contrattaccarono a Brunnen, nello Schwyz e sconfiggono le forze Confederali nella battaglia più sanguinosa del conflitto, nella quale rimangono sul terreno più di 15000 persone. Il Ticino e la parte del Grigioni Italiana e Ladina prende l'occasione di liberarsi dal Sonderbund e dalla Confederazione in un solo colpo, si solleva e si proclama Repubblica Indipendente Ticinese e il suo presidente firma con Carlo Cattaneo l'atto d'unione nel Giugno 1848. Il Sonderbund, senza le forze Ticinesi venne sconfitto nella sanguinosissima battaglia di Altdorf e la Confederazione prese il sopravvento. In Agosto i volontari Ticinesi e Lombardi combattono a Milano, dopo la ritirata Sarda, resistendo, a nord, nel cantone Secessionista Ticinese e nel Grigioni, entrano forze austriache con il pretesto di ristabilire l'ordine. A Nord i Confederali eliminano le ultime sacche di resistenza del Sonderbund. Occupazione militare Austriaca di Ticino,Grigioni e di San Gallo e dei due Appenzell per impedire possibili nuove rivolte. Al Piemonte è chiesta l'occupazione del Vallese di lingua francese come clausola di armistizio.

1849: La Confederazione chiede la restituzione dei territori occupati, l'Austria rifiuta ed è guerra. Forze Austriache entrano dal Vorarlberg e dal Ticino nella Svizzera Centrale, già aderente al Sonderbund e sua nuova adesione contro la Confederazione, dal Nord scendono forze della Baviera a Zurigo, Sciaffusa e Thurgau, mentre truppe Savoiarde entrano a Ginevra e nel Vaud. Nella Battaglia di Berna le forze Confederali sono sconfitte e la Confederazione è sciolta. Gli Asburgo hanno vinto la Svizzera dopo 400 anni: All'Austria vanno Ticino, San Gallo, Grigioni, Glarus, Appenzell Inf. e Sup., Uri, Schwyz, Unterwalden, Lucerna, Zug e Berna. Alla Baviera Thurgau, Sciaffusa e Zurigo. Ginevra e Vallese al Piemonte. Friburgo, Neuchatel, Vaud e Giura si confederano nella Lega di Friburgo. Al Baden vanno Basilea, Argovia e Soletta.

1859: Seconda Guerra d'Indipendenza Italiana, previa la cessione di Ginevra,Vallese e del beneplacito dell'Annessione alla Francia della Lega di Friburgo e lo scambio tra Savoia e Corsica, la Francia entra in guerra a fianco del Piemonte, che vince il conflitto e nell'armistizio di Villafranca, al Regno Sabaudo sono ceduti la Lombardia,il Ticino e i Grigioni più Trento.

Come continuarla?

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Bhrihskwobhloukstroy commenta come lui solo sa fare:

Digressione) La carta mondiale mostra come la Prima Guerra Mondiale sia stata una guerra di spartizione degli Stati più piccoli del Mondo fra le Grandi Potenze. Mai come allora, infatti, gli Stati Europei devono essere considerati in unione ai rispettivi Imperi Coloniali (non si possono escludere dal confronto le Colonie: si tratta di Territorî e Sudditi che valgono tanto quelli europei, se non hanno diritti politici – erano messi meglio gli Arabi sotto l’Impero Ottomano! – tanto più disonorevole è per i Territorî Metropolitani, ma non è una ragione per non tenerne conto; guarda caso, ad avere meno Colonie di tutti – o in un caso proprio nessuna – sono gli Imperi Centrali). Olanda e Belgio sono dunque molto più grandi dell’Austria-Ungheria.
Nella prospettiva degli Obiettivi di Guerra concordati dalle Potenze dell’Intesa, uno degli Stati più piccoli del Mondo – appunto l’Austria-Ungheria – sarebbe stato spartito fra la Russia, l’Italia (che avrebbe ottenuto Territorî in maggioranza di lingua slava, greca o turca) e due Regni nati dalla Spartizione dell’Impero Ottomano (Serbia e Romania). Dopo la seconda uccisione del suo Erede al Trono (che non voleva la guerra), scatta il meccanismo delle Alleanze ‘Difensive’ e gli Imperi Centrali passano alla Storia per essere stati gli Aggressori (come era già avvenuto all’Austria nel 1859)... Questa versione viene ripetuta con grande clamore cent’anni dopo, nel 2014, soprattutto in Gran Bretagna, che due anni più tardi vota di uscire dall’Unione Europea per iniziativa di un Partito che, molto candidamente, ha dichiarato che l’obiettivo è di sciogliere l’Unione stessa (obiettivo ripreso pari pari dal Presidente degli Stati Uniti appena eletto).
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, gli Imperi Centrali vengono spartiti secondo le Nazionalità (ovviamente, quando le esigenze militari richiedono confini non etnico-linguistici, come nelle Alpi Tirolesi, il Principio di Nazionalità viene sospeso....), con un’unica eccezione: quando l’Austria vota l’Unione con la Germania (o, in un caso, la Svizzera), viene posto il veto. Per gradire, la Dinastia viene dalle Potenze bandita pure dall’Ungheria (che non è diventata Repubblica). La Storia si ripete vent’anni dopo e stavolta è classificato come l’inizio delle Aggressioni Naziste: per ‘premio’, l’Austria viene riseparata dalla Germania e in aggiunta le si impone la Neutralità come condizione per la fine dell’Occupazione Militare.
Ora, infamie nella Storia sono sempre avvenute e sempre avverranno: è la normalità. Che il Diritto Internazionale sia un’ipocrisia dei Vincitori non stupisce neanche le Educande. Ma perché pure noi dobbiamo ancora far finta di credere a queste panzane? La Prima Guerra Mondiale è stata come minimo una Spartizione come quelle della Polonia, solo che in questo caso a un secolo di distanza si continua a pretendere che sia stata una giusta guerra di difesa contro le Tirannidi Reazionarie. Anche poche ore fa ho letto su un Gruppo di Ucronie la solita rappresentazione di “noi” contro l’Austria: che credibilità può avere chi si esprime così (sullo sfondo di una fontana tricolore)? È uno Storico o un Tifoso?

Si dirà: il Cattivo era la Germania Guglielmina. Ma vediamo gli Obiettivi dell’Intesa: Spartizione delle Colonie Tedesche (che differenza c’è? Sono peggiori delle altre Colonie? Sono esageratamente di più? Ma non diciamo scemenze...); Alsazia-Lorena alla Francia (ma guarda: il Principio di Nazionalità, vero? Come? Erano già francesi? Certo, la Lorena perché sennò l’Austria diventava troppo potente sul Reno – e allora vale il Principio che, se la Lorena spetta alla Francia rispetto alla Germania, allora spetta all’Austria rispetto alla Francia – mentre l’Alsazia era il premio che il Re-Sole si è preso per aver ‘difeso’ le Libertà Tedesche da quel prepotente di Leopoldo I, con una guerra di sterminio durata tredici anni dopo che Cattolici e Protestanti avevano già fatto la Pace...); Prussia, Pomerania Posteriore e Slesia alla Russia, fino al Confine Oder-Neiße (ossia: non bastava nemmeno più che San Pietroburgo si annettesse il 100% della Polonia – alla faccia delle Spartizioni – perché in questo caso si torna addirittura al confine tedesco-polacco del X secolo). Con ciò, la Germania sarebbe stata ridotta esattemente ai confini di oggi. In ogni caso, il trattamento riservato all’Austria era ancora peggiore di quello della Germania e della Turchia. Da chi ha imparato Hitler?

Traiamone un Principio Generale: se il dīuĭdĕ ĕt ĭmpĕră funziona, significa che chi è diviso viene dominato. L’Italia era unita alla Germania e alla Spagna, che a loro volta sono state unite dal 1519 al 1556; quando nel 1711 si è riproposta questa unione, è stato il principio della fine: tutti si sono messi contro e hanno diviso prima definitivamente la Spagna dalla Germania, poi l’Italia dalla Spagna, infine l’Italia dalla Germania (nel frattempo anche la Spagna è stata frammentata, in America Latina e fino appunto al 1898) e, contemporaneamente, la Germania al suo interno (fra Prussia e Austria); la Prima Guerra Mondiale ha completato il Piano e la Seconda ha messo il chiodo sulla bara. Risultato: ci sono dei dominati. Chi sono? Come visto, i dominati sono quelli che sono stati divisi, quindi Spagnoli, Italiani e Tedeschi. Il capolavoro è che la maggior parte dei divisi (e quindi dominati) sono contentissimi e fieri di esserlo...

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Passiamo ora alla proposta di Michal I:

L'esito della Guerra d'Oriente (Guerra di Crimea) dipese largamente dall'intervento delle potenze Occidentali a favore degli Ottomani: la Francia, intenzionata a ristabilire una posizione di prestigio in Europa, ed il Regno Unito, i cui piani prevedevano la limitazione della forza dell'Impero Russo, e l'aiuto indiretto degli Austriaci, che mobilitarono le truppe, al fine di impedire possibili sollevazioni degli Slavi all'interno dell'Impero.
Se fosse intervenuta la sola Francia, le cose sarebbero potute andare diversamente, così come se gli Austriaci non avessero mobilitato le truppe.
Eccovi dunque quattro POD che, secondo me, avrebbero potuto cambiare le sorti di quella guerra:

1. Il Regno Unito non interviene
Il Regno Unito non interviene, ed i francesi, sempre ammesso che senza gli almeno 51.000 inglesi riuscissero a sconfiggere i Russi, si ritrovano a dover dividere le proprie forze tra i bastioni Malachov e Redan, riducendo la forza dell'impatto ed avendo meno probabilità di sfondamento.

2. Secondo fronte Russo-Austriaco
Quando gli Austriaci mobilitarono le truppe, i Russi si ritirarono dai territori balcanici precedentemente occupati, perdendo buona parte del vantaggio guadagnato. 
Ma se la Francia decidesse, seguendo la longeva politica anti-Austriaca ed "Austrofoba" (se così si può definire), di aiutare la Russia ed entrare in conflitto con l'Austria? I Savoia, probabilmente, si inserirebbero, proponendo il loro aiuto in cambio del Veneto e di Milano, gli Austriaci sarebbero sconfitti, gli Slavi riuniti, e parte d'Italia comunque riunito.

3. Pace Russo-Turca
Prima dell'intervento degli Occidentali, la Russia aveva tutte le carte in regola per chiudere la partita con gli Ottomani. 
Se lo facessero? Se gli Ottomani si piegassero?

4. Niente Guerra
Prima della Guerra, Nicola I aveva richiesto il titolo di protettore di tutti gli Slavi ortodossi (ma anche quelli cattolici e musulmani nelle sue intenzioni) al Sultano, che però giudicò l'offerta inaccettabile e la rifiutò.
Ma se, conscio della pessima condizione del suo Impero, della superiorità Russa, e non fidandosi di un eventuale intervento occidentale in suo favore, decidesse di accettare?

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Gli replica Generalissimus:

A Oltenita, Silistra e Calafat i Russi furono da soli contro gli Ottomani e persero tutte e tre le battaglie.
Stessa cosa a Cetate, dove evitarono la sconfitta ma comunque non riuscirono a cavare un ragno dal buco.
Comunque, se fosse ceduto il fronte in Romania a causa del mancato intervento degli occidentali probabilmente avremmo assistito ai risultati del 1877 anticipati.

C'è un altro POD non preso in considerazione ovvero una Guerra Austro-Russo-Turca, con la duplice che scende in campo al fianco della Russia.

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E Federico Pozzi fa notare:

Piccola parentesi nostrana: e se noi non partecipiamo alla guerra di Crimea? Magari Cavour viene silurato per una manovra politica o muore prima. Allora non riusciamo a portare la nostra questione nazionale all'interesse di Inghilterra e (soprattutto) Francia, con comprensibile sollievo dell'Austria che potrebbe allearsi alla Francia in funzione antiprussiana e antirussa. L'esercito sabaudo riuscirà a sconfiggere da solo gli austriaci nella seconda guerra d'indipendenza? (sempre che scoppi) Oppure la partita è troppo rischiosa e l'Italia rimane divisa ancora per parecchi anni? Oppure ci si prova e finisce malissimo (austriaci che sfilano in trionfo a Torino)? Insomma, dove andiamo a finire noi?

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Paolo Maltagliati gli risponde:

L'ipotesi più plausibile è che gli stati preunitari finiscano spartiti tra Austria e Francia, perlomeno indirettamente. Non è nemmeno escludibile in questo senso un'alleanza mai verificatasi fino in fondo in hl, ossia quella franco-prussiana.

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Ed ecco il parere del solito Bhrihskwobhloukstroy:

Dal punto di vista russo è vero che l'espansione possibile era a spese sia ottomane sia asburgiche, tuttavia in un solo momento sarebbe stato oltremodo imprudente e, in una scelta di priorità, l'alleanza russo-austriaca appariva davvero come la più promettente. Il massimo che si poteva garantire all'Impero Austriaco era l'annessione di Valacchia, Serbia, Bosnia e Montenegro (fino alla parte settentrionale di quella che un sessantennio più tardi sarebbe diventata l'Albania indipendente), riservando all'Impero Russo tutto il resto (leggasi «tutto», fino all'Eritrea). Certo questo piano rimandava a un futuro indefinito la realizzazione del Panslavismo sotto un unico Impero (tuttavia avvicinandovisi lo stesso, in quanto gli Stati a forte presenza slava si sarebbero ridotti da quattro a due) e ipotecava la stessa Politica di Egemonia sugli Ortodossi (Valacchia, Serbia, Montenegro; già meno in Albania), ma dopo la conclusione delle lunghissime Guerre Caucasiche la principale direttrice geopolitica russa era diventata l'Eurasismo e ogni precedente obiettivo passava in secondo piano rispetto a quelli costituiti dai grandi Imperi Asiatici (Persia e Cina, oltre alla Turchia).

Dal punto di vista austriaco era chiarissimo che qualsiasi prezzo sarebbe stato preferibile alla disastrosa prospettiva di un'ostilità austro-russa. Questo prezzo, al momento, significava accettare la prospettiva che la massima parte dell'Impero Ottomano diventasse, a lungo termine, direttamente o indirettamente russa. Per accettare questa prospettiva, l'unica via era il definitivo successo del progetto egemonico (asburgico) in Germania e Italia, ossia un'ulteriore prova di forza con la Prussia e il sacrificio dell'alleanza con la Gran Bretagna per poter fornire alla Francia gli irrinunciabili compensi (= Spagna e Ispanoamerica) alla rinuncia al Confine Renano (necessaria per salvare il rapporto austro-prussiano) e alla perdita di influenza nell'«Espressione Geografica». 

Tutto ciò considerato, senza l'intervento napoleonico nella Terza Guerra Austro-Sarda (nota anche come Seconda Guerra d'Indipendenza [sottinteso, ma mai ricordato: «Lombardo-Veneto-Padana» e non «Italiana», v. sotto] dall'Austria [ma non dai Savoia]; altre 'Indipendenze' non sono state né realizzate [Genova, Sardegna, Sicilia] né addirittura perseguite, dato che lo Stato Pontificio e le Due Sicilie - in larga misura anche la Toscana - erano già indipendenti e casomai hanno perso tale condizione) è verosimile che la vittoria finale, come nel 1849, sarebbe stata austriaca e in tal caso, come le strategie erroneamente messe in campo nella primavera del 1859 dimostrano, l'esito sarebbe stato con ogni probabilità come minimo la fine dell'Indipendenza Sabauda, appunto - almeno in tal caso - con spartizione fra Austria (Piemonte, Nizza e Genova) e Francia (Savoia e Sardegna) e, altrettanto importante, via libera da parte sia russa sia francese (dunque con una maggioranza di tre su cinque Potenze Europee) alla Grande Austria costituita dal Secondo Reich Tedesco a egemonia asburgica e a sua volta egemone della Confederazione Italica (pur nominalmente a Presidenza Pontificia).

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Generalissimus torna alla carica:

Gli stati con forte tendenza slava si ridurrebbero a due, ma se poi a qualcuno venisse la "pazza idea" di un'unione dinastica Asburgo-Romanov? C'è da dirlo, l'unione tra impero asburgico e Russia è davvero succosissima (e, se elaborata per tempo, neanche così impossibile).

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Bhrihskwobhloukstroy non si lascia scappare l'occasione:

L'Unione elaborata più o meno all'epoca di Pietro III. e Caterina II.? Chiaramente si intendeva non solo dinastica (altrimenti valgono appunto tutte le considerazioni sùbito seguite), ma almeno almeno personale...

Del resto la morale della Guerra di Crimea è che l'unica salvezza per l'Austria era la Russia (e la morale della Prima Guerra Mondiale - che in qualsiasi caso sarebbe stata diversissima - è che per la Russia l'unica salvezza era la Germania, qui da intendere come Großdeutschland austrocentrico; è ben vero che gli Stati Uniti sono stati un alleato vitale per più di un secolo, ma questo non ha impedito le Rivoluzioni col loro prezzo, che invece in prospettiva russo-tedesca si sarebbe forse potuto aggirare).

Paradossalmente, una tale concentrazione renderebbe l'Impero Eurasiatico meno debole nei confronti di qualsiasi Programma Wilsoniano, perché le Nazioni risulterebbero unite in Macronazioni (naturalmente quella slava, ma anche quella turco-tatara - che è altrettanto importante - con in più quelle mongola e tungusa, di fatto tutto l'altaico classico, che insieme all'uralico - esso pure tutto unito - diventerebbe uno dei rarissimi casi di Macrofamiglia "in un solo Paese"; aggiungiamoci pure le Famiglie Caucasiche, dopodichè la frattura diventa o rimane in Europa Centro-Occidentale, sia fra Germani sia fra Neolatini).

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Riportiamo qui anche il contributo di Never75:

Come riporta tra gli altri Denis Mack Smith, al Congresso di Parigi successivo alla Guerra di Crimea, le conseguenze per gli Stati Italiani sarebbero potuto essere molto diverse e modificare di molto i fatti successivi.

1) Lombardia Piemontese. Lord Palmerston non era contrario a un'ipotesi del genere. In questo caso però l'Austria sarebbe stata compensata con parte dell'Italia Centrale oppure con l'annessione di Moldavia e Valacchia. Nella seconda ipotesi l'Austria afferma la propria presenza nei Balcani a scapito di quella italiana. Il che, visti gli avvenimenti successivi, non sarebbe neppure un male. Anche il Regno di Sardegna può considerarsi soddisfatto. Con la Lombardia in suo possesso, sarà solo questione di tempo riunire anche i Ducati padani, mentre il Veneto prima o poi potrebbe essere ceduto dalla stessa Austria previo compenso.

2) I principati danubiani vengono assegnati al Duca di Modena e alla Duchessa di Parma; in cambio il Piemonte annette Modena e Parma ai suoi domini.
In questo caso la presenza di un ramo asburgico (e della "Mitica" brigata estense) nei Balcani sarà una garanzia per Vienna.
Il Piemonte, anche se rinuncia temporaneamente a Milano, comincia ad allargare i suoi tentacoli anche aldilà dal Po. Una eventuale guerra contro l'Austria per Lombardia e Veneto gli garantirebbe comunque una posizione militare migliore.

3) Un'ultima ipotesi fu quella di assegnare parte degli Stati Pontifici (le Legazioni) al Granducato di Toscana e a quello di Modena, e compensare sempre il Piemonte con Parma e Piacenza.
In questo caso gli effetti in Italia sarebbero quello di indebolire gli Stati Pontifici ma allo stesso tempo rafforzare i Ducati filo-austriaci rendendo la riunificazione della Penisola un po' più complessa.

A conti fatti, visti soprattutto gli avvenimenti di poco successivi, paradossalmente è stato un bene per il Regno di Sardegna che esso non abbia ottenuto nessuna conquista territoriale dalla Guerra di Crimea, se non il prestigio internazionale. Se invece si fosse verificata una delle situazioni di cui sopra, quali sviluppi ci sarebbero potuti essere?

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Così gli replica Bhrihskwobhloukstroy:

Tanto per giocare un po' (ucronicamente) coi pronomi personali e col tifo ‘da stadio’:

« ...ma pensavate davvero che una dozzina di Caduti sulla Čërnaja – povere vittime senza colpa – Vi procurassero anche solo «il più piccolo Ducato del Mondo in saccoccia»? Da quando in qua uno fa una guerra e poi chiede in compenso il territorio dell'alleato di un alleato? Affermando che stavamo diventando troppo potenti, dal Ticino alle Foci del Danubio? E proponendo all'Inghilterra di farci la guerra? (Ma non era la Russia il Vostro Nemico?)

E con che coraggio siete venuti a dire che Vi minacciavamo da Piacenza all'Appennino, quando i primi a mobilitare, tre anni dopo, siete stati proprio Voi? E volevate passare per aggrediti, dopo aver fatto un Accordo Segreto di spartizione con tanto di Contessa compresa nel prezzo?

Che poi quante scene per l'occupazione da Ferrara ad Ancona, su chiamata del Papa, per poi non più tardi di quattro anni dopo – appena uno in più di quanti ne erano trascorsi dall'inizio della Guerra – Voi stessi avete occupato e annesso (appena ritiratici noi) senza alcuna giustificazione gli stessi territorî e, non contenti, molti altri? E non veniteci a dire che i Plebisciti al 99% erano validi, con un Analfabetismo al 98%...

Comunque sia, quel che volevamo era di fare un unico Impero federale con la Germania, Parma, Modena, la Toscana, il Papa e le Due Sicilie; se ci stavano, anche la Danimarca, l'Olanda, il Belgio, il Lussemburgo, la Svizzera e chissà, in futuro, magari anche la Moldo-Valacchia (come la si chiamava allora); tutti i Governi al proprio posto, nessuna conquista, un'unica Politica Estera e di Difesa, col tempo anche l'Unione Doganale ed Economica. Se volevate, ne potevate far parte anche Voi (magari 160 anni dopo, nel 2016, lo avreste voluto spontaneamente).

Se avessimo voluto, ci saremmo già annessi Novara, Alessandria, Parma, Modena, Firenze, le Romagne, le Marche, perfino Napoli, la Moldavia e la Valacchia; invece volevamo un Impero Federale, Elettivo, Costituzionale, Parlamentare, come già era e lo zio del Vostro Amico (e Protettore, a parte quando qualche Felice dal grilletto facile andava a portargli il Vostro stesso messaggio) aveva imposto che fosse dissolto...

Invece avete preferito donare l'«Indipendenza» a Parma, Modena ecc. (che da indipendenti – comunque si valuti la loro Indipendenza – sono passate al ruolo sicuramente meno vistoso di Capoluoghi di Provincia), la «Liberazione» a Firenze, Napoli ecc. (da chi? Erano forse invase od occupate?), la «Cacciata dello Straniero» a Venezia (che Vi ha vinti a Lissa); avete ceduto Nizza (che Vi si era donata nel 1388 a condizione di non essere data ad altri) e preso Trieste (che da sei anni prima aveva fatto lo stesso con noi). Adesso il risultato ce l'avete sotto gli occhi; potevate scegliere fra le Vostre conquiste e l'Europa Unita (almeno quella centrale) e avete scelto le prime. Contenti Voi... »

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