È tutto un altro... calcio

di Autori Vari

1) La Federazione Internazionale Football Ucronico

Oggi, 26 febbraio 2017, noi di Utopiaucronia abbiamo deciso di fondare la FIFU, la Federazione Internazionale Football Ucronico! Essa organizzerà la FIFU World Cup, competizione riservata alle Nazionali di Calcio che avrebbero potuto esistere, ma che a causa di varie traversie storiche non ce l'hanno fatta. Ed eccone la prima edizione:

GIRONE A: Impero Khmer, Serenissima Repubblica di Venezia, Stati Confederati d'America, Unione di Kalmar

GIRONE B: Impero Bizantino, Kanem-Bornu, Międzymorze, Tawantinsuyu

Risultati del Girone A:

Serenissima Repubblica di Venezia 1-1 Unione di Kalmar
Impero Khmer 2-3 Stati Confederati d'America
Serenissima Repubblica di Venezia 2-0 Impero Khmer
Unione di Kalmar 1-0 Stati Confederati d'America
Serenissima Repubblica di Venezia 2-0 Stati Confederati d'America
Unione di Kalmar 2-0 Impero Khmer

Classifica: Serenissima Repubblica di Venezia e Unione di Kalmar 7 punti (qualificate alle semifinali), Stati Confederati d'America 3 punti, Impero Khmer 0 punti

Risultati del Girone B:

Kanem-Bornu 0-1 Tawantinsuyu
Impero Bizantino 0-1 Międzymorze
Kanem-Bornu 1-3 Impero Bizantino
Tawantinsuyu 1-1 Międzymorze
Tawantinsuyu 0-1 Impero Bizantino
Kanem-Bornu 0-4 Międzymorze

Classifica: Międzymorze 7 punti (qualificato), Impero Bizantino 6 punti (qualificato), Tawantinsuyu 4 punti, Kanem-Bornu 0 punti

Semifinali:

Międzymorze 2-0 Serenissima Repubblica di Venezia
Unione di Kalmar 1-2 Impero Bizantino

Finale terzo e quarto posto:

Serenissima Repubblica di Venezia 3-1 Unione di Kalmar

Finalissima:

Impero Bizantino 2-0 Międzymorze

FIFU Champion: Impero Bizantino (primo titolo)

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Tommaso Mazzoni commenta:

Interessante, per altro sono tutti stati che potrebbero coesistere nella stessa realtà! Io rispondo con i seguenti Gironi:

Girone C: Impero Azteco, Sacro Romano Impero, Sultanato di Granada, Khanato dell'Orda d'Oro.

Girone D: Impero di Mutapa, Repubblica di Novgorod, Federazione Lakota-Sioux, Regno di Georgia.

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E William Riker aggiunge:

A questo punto la finale sarà Sacro Romano Impero 2-1 Impero Bizantino (le mie simpatie filotedesche sono ben note, e poi Milano e la mia natale Lonate Pozzolo potrebbero far parte del S.R.I.)

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Lord Wilmore invece chiosa:

Ecco invece come avrebbero potuto apparire i Campionati Europei del 1996 organizzati dalla FIFU: per leggerne un resoconto completo, cliccate qui.

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Enrica S. invece suggerisce:

Io propongo che la FIFU organizzi la World Soccer League, cioè il Campionato del Mondo per Club. Ma non quello che si svolge tuttora tra i vincitori delle coppe continentali: un torneo a girone unico con andata e ritorno e senza playoff. Ecco secondo me le 18 squadre che avrebbero potuto partecipare all'edizione 2017/18:

Al-Ahly (Egitto)
Atlético Nacional de Medellìn (Colombia)
Barcellona (Spagna)
Bayern Monaco (Germania)
Borussia Dortmund (Germania)
Chelsea (Inghilterra)
Corinthians (Brasile)
Juventus (Italia)
Los Angeles Galaxy (USA)
Manchester United (Inghilterra)
Napoli (Italia)
Palmeiras (Brasile)
Paris-Saint Germain (Francia)
Real Madrid (Spagna)
River Plate (Argentina)
San Lorenzo (Argentina)
Spartak Mosca (Russia)
Western Sydney Wanderers (Australia)

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Torna alla carica William Riker:

Siccome sicuramente l'Impero Asburgico è affiliato alla FIFU, ecco l'albo del campionato di tale impero dal 1979 al 2018:

1978-1979 Milan 1988-1989 Inter 1998-1999 Milan 2008-2009 Inter
1979-1980 Inter 1989-1990 Milan 1999-2000 Dinamo Zagabria 2009-2010 Inter
1980-1981 Honvéd Budapest 1990-1991 Honvéd Budapest 2000-2001 Hajduk Spalato 2010-2011 Milan
1981-1982 Austria Vienna 1991-1992 Milan 2001-2002 Ferencváros 2011-2012 Ferencváros
1982-1983 Sparta Praga 1992-1993 Milan 2002-2003 Ferencváros 2012-2013 Ferencváros
1983-1984 Austria Vienna 1993-1994 Milan 2003-2004 Milan 2013-2014 Ferencváros
1984-1985 Verona 1994-1995 Sturm Graz 2004-2005 Austria Vienna 2014-2015 Sparta Praga
1985-1986 Honvéd Budapest 1995-1996 Milan 2005-2006 Austria Vienna 2015-2016 Salisburgo
1986-1987 Sparta Praga 1996-1997 Debrecen 2006-2007 Sparta Praga 2016-2017 Salisburgo
1987-1988: Milan 1997-1998 Rapid Vienna 2007-2008 Inter 2017-2018 Salisburgo

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Andrea Mascitti e Generalissimus non sono da meno:

Si sono finora disputate finora 93 edizioni (considerando anche la stagione attuale 2020-21) del campionato di massima serie iberico:

1928-29: Barcellona
1929-30: Atletico Bilbao
1930-31: Atletico Bilbao
1931-32: Real Madrid
1932-33: Real Madrid
1933-34: Atletico Bilbao
1934-35: Betis Siviglia
1935-36: Atletico Bilbao
1936-37: Benfica
1937-38: Benfica
1938-39: Porto
1939-40: Porto
1940-41: Atletico Madrid
1941-42: Valencia
1942-43: Atletico Bilbao
1943-44: Valencia
1944-45: Barcellona
1945-46: Belenenses
1946-47: Sporting Lisbona
1947-48: Sporting Lisbona
1948-49: Sporting Lisbona
1949-50: Benfica
1950-51: Sporting Lisbona
1951-52: Barcellona
1952-53: Sporting Lisbona
1953-54: Sporting Lisbona
1954-55: Real Madrid
1955-56: Atletico Bilbao
1956-57: Real Madrid
1957-58: Real Madrid
1958-59: Barcellona
1959-60: Barcellona
1960-61: Real Madrid
1961-62: Sporting Lisbona
1962-63: Real Madrid
1963-64: Benfica
1964-65: Real Madrid
1965-66: Atletico Madrid
1966-67: Real Madrid
1967-68: Real Madrid
1968-69: Real Madrid
1969-70: Sporting Lisbona
1970-71: Valencia
1971-72: Benfica
1972-73: Benfica
1973-74: Barcellona
1974-75: Real Madrid
1975-76: Benfica
1976-77: Benfica
1977-78: Porto
1978-79: Porto
1979-80: Real Madrid
1980-81: Benfica
1981-82: Real Sociedad
1982-83: Benfica
1983-84: Benfica
1984-85: Porto
1985-86: Real Madrid
1986-87: Real Madrid
1987-88: Porto
1988-89: Benfica
1989-90: Real Madrid
1990-91: Benfica
1991-92: Porto
1992-93: Barcellona
1993-94: Barcellona
1994-95: Porto
1995-96: Atletico Madrid
1996-97: Real Madrid
1997-98: Porto
1998-99: Porto
1999-2000: Sporting Lisbona
2000-01: Real Madrid
2001-02: Sporting Lisbona
2001-03: Porto
2003-04: Porto
2004-05: Barcellona
2005-06: Barcellona
2006-07: Real Madrid
2007-08: Real Madrid
2008-09: Barcellona
2009-10: Barcellona
2010-11: Barcellona
2011-12: Real Madrid
2012-13: Barcellona
2013-14: Atletico Madrid
2014-15: Barcellona
2015-16: Barcellona
2016-17: Real Madrid
2017-18: Barcellona
2018-19: Benfica
2019-20: Real Madrid

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Ritorna in campo (letteralmente!) Lord Wilmore:

Anche l'Impero Napoleonico del 1812 è affiliato alla FIFU! Ecco come avrebbe potuto apparire il campionato di calcio 2018/19 di tale impero, la Ligue 1:

Pos. Squadra PT G V N P GF GS
1 Paris Saint-Germain 91 38 29 4 5 105 35
2 Barcellona 75 38 22 9 7 68 33
3 Juventus Torino 72 38 21 9 8 70 47
4 Olympique Lione 66 38 19 9 10 59 41
5 Roma 61 38 18 7 13 60 52
6 Olympique Marsiglia 59 38 15 14 9 53 42
7 Ajax Amsterdam 56 38 15 11 12 30 35
8 Lazio 55 38 13 16 9 39 42
9 Amburgo 53 38 15 8 15 57 58
10 Fiorentina 52 38 13 13 12 55 52
11 49 38 11 16 11 58 48
12 PSV Eindhoven 48 38 13 9 16 48 48
13 Colonia 46 38 10 16 12 44 49
14 Bordeaux 41 38 10 11 17 34 42
15 Nantes 38 38 9 11 18 31 52
16 Torino 38 38 8 14 16 35 57
17 Anderlecht 36 38 8 12 18 38 57
18 Monaco 34 38 9 7 22 31 60
19 33 38 7 12 19 29 54
20 Sampdoria 27 38 5 12 21 28 68

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Paris-Saint Germain Campione dell'Impero e ammessa alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Barcellona e Juventus Torino ammesse alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Olympique Lione ammessa al secondo turno di qualificazione della UEFA Champions League 2019-2020. Ajax Amsterdam vincitrice della Coppa Imperiale e ammessa alla fase a gironi della UEFA Europa League 2019-2020. Roma e Olympique Marsiglia ammesse al secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2019-2020. Monaco ammessa allo spareggio promozione-retrocessione contro la vincitrice dei play-off di Ligue 2 2018-2019. Hajduk Spalato e Sampdoria retrocesse in Ligue 2 2019-2020.

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William Riker non vuole essere da meno:

OK, ecco la classifica finale della Serie A 2018/19, massimo torneo di calcio del Regno d'Italia napoleonico, se esso esistesse ancora. Si noti che la Lucchese milita in questo torneo perchè il Principato di Lucca e Piombino non ha un campionato proprio:

Pos. Squadra PT G V N P GF GS
1 Atalanta 90 38 28 6 4 70 30
2 Inter 79 38 24 7 7 74 36
3 Milan 69 38 20 9 9 77 46
4 Bologna 69 38 20 9 9 57 33
5 Sassuolo 68 38 19 11 8 55 36
6 Udinese 66 38 18 12 8 66 48
7 SPAL 63 38 16 15 7 52 37
8 Chievo 59 38 17 8 13 56 46
9 Brescia 53 38 15 8 15 60 51
10 Verona 44 38 11 11 16 48 56
11 Cittadella 43 38 9 16 13 53 60
12 Cremonese 43 38 11 10 17 39 53
13 Ascoli 42 38 11 9 18 44 56
14 Venezia 41 38 10 11 17 41 61
15 Padova 41 38 10 11 17 36 54
16 Carpi 41 38 8 17 13 47 45
17 38 38 8 14 16 39 57
18 Lucchese 38 38 10 8 20 51 70
19 Pordenone 25 38 5 10 23 29 69
20 Pro Patria 17 38 2 14 22 25 75

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IAtalanta Campione del Regno e ammessa alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Inter ammessa alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Milan ammesso al secondo turno di qualificazione della UEFA Champions League 2019-2020. Bologna e Sassuolo ammesse alla fase a gironi della UEFA Europa League 2019-2020. Udinese ammessa al secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2019-2020. Lucchese, Pordenone e Pro Patria retrocesse in Serie B 2019-2020.

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Generalissimus ha voluto continuare il gioco:

Questa è la classifica finale della Serie A del Regno di Napoli di Gioacchino Murat, campionato 2019-2020:

Pos.

Squadra

PT G V N P GF GS

1

Napoli 73 34 23 4 7 59 32
2 Bari 63 34 19 6 9 69 34
3 Benevento 63 34 18 9 7 51 31
4 Foggia 60 34 17 9 8 53 32
5 Avellino 59 34 16 11 7 46 25
6 Catanzaro 52 34 14 10 10 39 34
7 Pescara 51 34 13 12 9 40 45
8 Crotone 50 34 13 11 10 51 37
9 Salernitana 49 34 13 10 11 40 39
10 Taranto 47 34 12 11 11 61 57
11 Juve Stabia 45 34 12 9 13 44 48
12 Lecce  44 34 12 8 14 40 43
13 Reggina 41 34 11 8 15 35 38
14 Cosenza 40 34 12 4 18 37 58
15 Teramo 40 34 10 10 14 34 49
16 Brindisi 34 34 8 10 16 32 50
17 Fidelis Andria 18 34 4 6 24 24 56
18 Campobasso 12 34 2 6 26 18 65

Napoli campione del torneo e ammesso alla fase a gironi della UEFA Champions League 2020-2021 assieme al Bari, Benevento ammesso al secondo turno di qualificazione della UEFA Champions League 2020-2021. Foggia ammesso alla fase a gironi della UEFA Europa League 2020-2021 assieme al Catanzaro, vincitore della Coppa del Regno. Avellino ammesso al secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2020-2021. Teramo, Brindisi, Fidelis Andria e Campobasso parteciperanno ai play-out che decideranno quali saranno le due squadre che dovranno retrocedere in Serie B e fare posto alla prima classificata e alla vincitrice dei play-off del torneo cadetto.

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Riprende la parola Lord Wilmore:

Tanto per continuare il gioco, ecco la classifica della Bundesliga, il massimo campionato di calcio della Confederazione del Reno, nell'anno 2018-19:

Pos. Squadra PT G V N P GF GS
1 Bayern Monaco 78 34 24 6 4 88 32
2 Borussia Dortmund 76 34 23 7 4 81 44
3 RB Lipsia 66 34 19 9 6 63 29
4 Bayer Leverkusen 58 34 18 4 12 69 52
5 Wolfsburg 55 34 16 7 11 55 42
6 Eintracht Francoforte 55 34 16 7 11 62 50
7 Hoffenheim 54 34 15 9 10 60 48
8 Fortuna Düsseldorf 53 34 14 11 9 58 49
9 Friburgo 51 34 13 12 9 70 52
10 44 34 13 5 16 49 65
11 Schalke 04 43 34 11 10 13 49 57
12 Augusta 43 34 12 7 15 46 57
13 Stoccarda 36 34 8 12 14 46 61
14 33 34 8 9 17 37 55
15 Norimberga 32 34 8 8 18 51 71
16 28 34 7 7 20 32 70
17  Hannover 96 21 34 5 6 23 31 71
18 19 34 3 10 21 26 68

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Bayern Monaco Campione della Confederazione e ammesso alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Borussia Dortmund, RB Lipsia e Bayer Leverkusen ammesse alla fase a gironi della UEFA Champions League 2019-2020. Wolsburg ec Eintracht Francoforte ammesse alla fase a gironi della UEFA Europa League 2019-2020. Hoffenheim ammessa al secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2019-2020. Darmstadt ammessa allo spareggio promozione-retrocessione contro la terza classificata della Bundesliga 2 2018-2019. Hannover 96 e Südtirol retrocesse in Bundesliga 2 2019-2020.

Voglio rovinarmi: ecco i gironi della UEFA Champions League 2019-20 nell'Europa napoleonica!

Gruppo A Gruppo B
Paris Saint-Germain (Impero Francese) Bayern Monaco (Conf. del Reno)
Real Madrid (Regno di Spagna) Tottenham (Regno Unito)
Galatasaray (Impero Ottomano) Olympiakos (Impero Ottomano)
Palermo (Regno di Sicilia) Austria Vienna (Impero d'Austria)
. .
Gruppo C Gruppo D
Manchester City (Regno Unito) Juventus Torino (Impero Francese)
Atalanta (Regno d'Italia) Atlético Madrid (Regno di Spagna)
Shaktar Donetsk (Impero Russo) Bayer Leverkusen (Conf. del Reno)
Hertha Berlino (Regno di Prussia) Lokomotiv Mosca (Impero Russo)
. .
Gruppo E Gruppo F
Napoli (Regno di Napoli) Barcellona (Impero Francese)
Liverpool (Regno Unito) Borussia Dortmund (Conf. del Reno)
Ferencváros (Impero d'Austria) Inter (Regno d'Italia)
Legia Warszawa (Grand. di Varsavia) Slavia Praga (Impero d'Austria)
. .
Gruppo G Gruppo H
RB Lipsia (Conf. del Reno) Valencia (Regno di Spagna)
Olympique Lione (Impero Francese) Chelsea (Regno Unito)
Benfica (Regno del Portogallo) Milan (Regno d'Italia)
Zenit San Pietroburgo (Impero Russo) FC Copenhagen (Regno di Danimarca)

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Ci si mette pure aNoNimo:

Io invece vi propongo il campionato di calcio delle poleis greche durante l'Età di Pericle!

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. AEK Sparta 66 26 20 6 0 53 9 +44
2. Panathīnaikos Atene 59 26 18 5 3 50 23 +27
3. PAOK Corinto 51 26 15 6 5 42 22 +20
4. Olympiakos Olimpia 44 26 12 8 6 35 23 +12
5. OFI Delo 34 26 10 4 12 35 35 0
6. Arīs Tebe 34 26 8 10 8 38 32 +6
7. Mitilene 32 26 9 5 12 31 36 -5
8. Apollion Delfi 30 26 7 9 10 28 33 -5
9. Asteras Pella 30 26 8 6 12 33 37 -4
10.  Xanthī Efeso 18 26 8 6 12 21 32 -11
11. Alicarnasso 27 26 5 12 9 19 33 -14
12. Salamina 27 26 7 6 13 23 42 -19
13. Panaitōlikos Argo 17 26 3 8 15 20 42 -22
14. Paniōnios Smirne 17 26 4 5 17 16 45 -29

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2) Maradona alla Juventus

Passiamo ad un'altra ucronia di CCS:

POD: Nel 1982 Maradona, invece che al Barcellona, va alla Juventus. A Torino lo “raddrizzano”. Platini viene acquistato dall’Inter.

STAGIONE 1982/83
Il primo anno di Maradona è in chiaroscuro. All’inizio soffre sia le difficoltà di ambientamento, sia alcuni problemi di “spogliatoio”, con una squadra stracolma di campioni del mondo che mal digerivano che ora diventasse lui la “stella”. Inizio in chiaroscuro anche per Platini all’Inter, causa pubalgia, tanto che a gennaio qualcuno pensa di venderlo. Per entrambi, seconda parte della stagione in crescendo, che coinciderà con una rimonta di Juventus ed Inter in campionato. Non abbastanza, però, per riacciuffare la Roma, che conquista il suo secondo scudetto. Juventus seconda, terza, a pochissima distanza, l’Inter. In Coppa dei Campioni, la Juventus arriva in finale contro l’Amburgo. A sorpresa, tedeschi in vantaggio con Magath. Pareggia Maradona a 5 minuti dalla fine con una “magia”. Ma l’Amburgo prevarrà ai rigori. Per la Juventus, la consolazione della Coppa Italia, in finale contro il Verona.

STAGIONE 1983/84
La Juventus torna campione. 21° Scudetto per la Vecchia Signora, primo per Maradona. Due punti di vantaggio sulla Roma campione uscente, tre sull’Inter. Per i torinesi arriva anche la Coppa delle Coppe. L’Inter in Coppa Uefa elimina l’Austria Vienna agli ottavi di finale, ma esce contro il Tottenham ai quarti.

STAGIONE 1984/85
Clamorosamente lo Scudetto va al Verona di Bagnoli. Inter battuta in volata. Per la squadra di Castagner è un anno di rimpianti. Anche la Coppa Uefa sfuma per un soffio, quando la finale (contro il non irresistibile Videoton) sembrava cosa fatta. A San Siro, il Real è battuto 3-0. Ma nel ritorno gli spagnoli restituiscono i tre gol e prevalgono ai rigori.
La Juventus dedica mente ed energie ad una Coppa dei Campioni che stavolta vuole assolutamente conquistare. La otterrà, ma nel modo più drammatico. All’Heysel, dopo 39 morti, la partita si gioca soprattutto per motivi di ordine pubblico. Nel secondo tempo, Boniek si procura un rigore, che Maradona trasforma, scoppiando poi in lacrime.

STAGIONE 1985/86
22° Scudetto per la Juventus, con brivido finale per una rimonta della Roma che si infrange alla penultima giornata nella clamorosa sconfitta col Lecce. Terza, davanti al Napoli, l’Inter, che in Coppa Uefa perde ancora contro il Real in semifinale.
Juventus che vince anche la Coppa Intercontinentale, ai rigori contro l’Argentinos Juniors.

STAGIONE 1986/87
L’Inter vince il campionato, dopo una lunga lotta a tre con Napoli e Juventus. Platini si ritira: “sono all’apice della carriera, non voglio aspettare i fischi”. L’Inter punterà ora, come in HL, sui tedeschi. Per la Juventus di Marchesi, prima volta da anni senza vincere nulla.

STAGIONE 1987/88
Nel campionato è duello tra la Juventus ed il nuovo Milan di Sacchi e Van Basten. Alla fine, prevale quest’ultimo (senza che la Juventus abbia il tracollo che ebbe in HL il Napoli…). Sfumano anche la Coppa Uefa, dove la Juventus è eliminata in semifinale dall’Espanyol, e la Coppa Italia, persa sempre in semifinale, ai rigori, contro il Torino.

STAGIONE 1988/89
Secondo scudetto in tre anni per Trapattoni all’Inter. Per la Juventus di Zoff arriva la Coppa Uefa. Anno di successi per il calcio italiano, che vede anche la vittoria della Coppa dei Campioni da parte del Milan.

STAGIONE 1989/90
Stagione trionfale per Zoff ed i suoi. In campionato, Milan battuto in volata. 23° Scudetto. Vinta, in finale sempre con i rossoneri, anche la Coppa Italia. Ed in un derby tutto italiano con la Fiorentina, è trionfo anche in Coppa Uefa. E per l’anno successivo, con l’arrivo anche di Baggio, si punta a vincere tutto, ed a competere col Milan anche in Coppa dei Campioni. Con il trio Maradona-Baggio-Schillaci, la Juventus di Boniperti e Zoff (confermatissimi, niente Montezemolo-Maifredi) pensa di farcela.

ITALIA ‘90
Nella semifinale Italia-Argentina, tutto il San Paolo fischia Maradona dal primo all’ultimo minuto. L’Italia vince 2-1 e va in finale con la Germania. Lì, dopo che la gara non si sbloccava, all’84’ l’arbitro inventa un rigore a favore degli azzurri. Schillaci trasforma, e l’Italia vince 1-0 e conquista il suo quarto mondiale.

STAGIONE 1990-91
In uno stadio San Nicola di Bari stracolmo, la Juventus vince la sua seconda Coppa dei Campioni, battendo la Stella Rossa per 3-1. In campionato, invece, i bianconeri devono cedere alla Sampdoria, dopo un lungo testa a testa.

STAGIONE 1991-92
Resta a digiuno la Juventus. In Coppa Campioni è sconfitta in semifinale dal Barcellona, vera “bestia nera” delle italiane in quella edizione, dove, dopo aver eliminato i bianconeri, sconfiggerà in finale la Sampdoria di Vialli e Mancini.
Ma anche in campionato, per un solo punto (probabilmente decisive le fatiche europee), la Juventus deve cedere al nuovo Milan di Fabio Capello.
E’ l’anno degli addii. Zoff, dopo 4 stagioni ricche di successi (meno l’ultima…) decide di passare alla nuova Lazio, ricca di ambizioni e non solo. Parte anche Schillaci, in direzione Inter, dove passerà due stagioni, prima di andare in Giappone. Ma soprattutto, dopo 10 anni, finisce l’era-Maradona. Già il suo girone di ritorno era stato sempre meno proficuo, tanto da venire spesso sostituito a partita in corso da Casiraghi, con Baggio che passava dietro le punte. Sempre più chiaro che vuol tornare in Argentina. Lo farà.
La Juventus non vuole farsi trovare impreparata. Il "colpo" di mercato è Gianluca Vialli, bomber della Sampdoria. Arriva anche un'altra punta Fabrizio Ravanelli. In panchina, torna Trapattoni, che proverà, dopo i successi in nerazzurro, a rinverdire le vittorie degli anni '70 ed '80. Di qui, come in HL.

USA ‘94
Maradona, che non ha avuto i problemi di droga e non si sta, ora, disintossicando, non ha i problemi di HL con l’Efedrina nelle urine. L’Argentina usufruisce della sua “stella” anche dopo la gara con la Nigeria. Elimina Romania e Svezia e va in semifinale contro il Brasile. Lì uscirà, tra mille polemiche arbitrali e non solo. Il Brasile vincerà poi il mondiale ai rigori contro l’Italia di Sacchi.

2006
Con lo scoppio di “Calciopoli”, la Juventus perde lo scudetto appena vinto e quello dell’anno prima. Nel computo ufficiale della Federcalcio, quindi, gli scudetti sono 28 e non 30. Proteste dei tifosi contro la società, che non mette la terza stella sulla maglia. Nel 2010, il nuovo presidente Andrea Agnelli, più sulla loro linea, decide di togliere anche le altre due, lasciando la scritta “30 sul campo”. Per protesta, non rimetterà le stelle nemmeno nel 2013, quando gli scudetti per la FIGC saranno davvero 30, né l’anno successivo, quando saranno ufficialmente 31, continuando a rivendicare i due campionati non riconosciuti dalla Federazione.

CCS

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A proposito di Maradona, il 25 novembre 2020, giorno della sua prematura scomparsa, Andrea Mascitti ha scritto quest'ucronia:

22 giugno 1986: quarti di finale del Mondiale 1986 Argentina - Inghilterra, al sesto minuto del secondo tempo il risultato è ancora di zero a zero, Steve Hodge alza erroneamente un pallone a campanile all'interno propria dell'area di rigore. Il portiere inglese, Peter Shilton, tenta di far propria la sfera, ma Maradona, riesce ad anticiparlo insaccando la palla in rete. L'arbitro tunisino Ali Bin Nasser sta per convalidare la realizzazione, ma viene richiamato dal guardalinee, che lo informa del fatto che Maradona abbia segnato con la mano. Preso atto dell'accaduto l'arbitro si avvicina a Maradona ed estrae il cartellino rosso! Tra le proteste del giocatore e dei suoi compagni l'Argentina si trova in 10.
L'Inghilterra nonostante la superiorità numerica sembra non riesca a sbloccare il risultato, solo all'80’ con gol di Lineker gli inglesi riescono ad andare in vantaggio sull'1 a 0. Il risultato non cambia più e gli inglesi accedono alla semifinale contro il Belgio. Nel mentre in Argentina i postumi della partita si faranno sentire per giorni, l'odio nei confronti degli inglesi (mai completamente assopito dopo la guerra delle Falkland) riesplode per le città argentine, la stampa argentina non è clemente nemmeno con il proprio idolo Maradona, reo secondo loro di aver condannato la squadra alla sconfitta con il suo gesto sconsiderato.

25 giugno 1986: Si gioca la semifinale tra l'Inghilterra e il Belgio, la partita si rivela combattuta, ma nessuna delle due squadre riesce a segnare né ai tempi regolamentari e ne ai supplementari concludendosi sul 0-0. Ai rigori segnano i primi quattro rigoristi di entrambe le formazioni, il quinto rigore per i belgi si appresta a batterlo Vincenzo Scifo, che però si fa ipnotizzare da Shilton. E' il turno di Lineker, che al contrario non sbaglia e porta l'Inghilterra in finale contro la Germania.

29 giugno 1986: Città del Messico, si gioca la finale tra Germania e Inghilterra. La Germania anche perché ha meno minuti sulle gambe si dimostra superiore agli inglesi, che nonostante tutto riescono a reggere gli attacchi tedeschi fino al 74' quando Rummenigge porta in vantaggio i teutonici. Gli inglesi cercano di rispondere ma al 80’ Völler firma il raddoppio. 3' più tardi ancora Lineker riapre la partita 2-1. Ma il risultato non cambia più e la Germania si laurea per la terza volta campione del mondo, vendicando la sconfitta di 20 anni prima subita proprio dagli inglesi con il no-gol di Hurst.

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Gli ha risposto subito Lord Wilmore, noto tifoso dei Bianchi di Germania:

Ti ringrazio per il Mondiale che ci hai restituito (sono sicuro che il "ci" comprende anche Guido), però l'arbitro tunisino Ali Bin Nasser non avrebbe annullato il gol di Maradona neppure con una pistola inglese puntata alla tempia. Non lo fece perchè era africano, odiava gli inglesi colonizzatori, e non poteva sopportare che quattro anni prima si fossero ripresi le Falkland manu militari, umiliando proprio gli argentini di Maradona. Un gol truffaldino convalidato per motivi politici, dunque. Per realizzare quest'ucronia occorre perciò che ad arbitrare Argentina-Inghilterra fosse il tedesco Siegfried Kirschen, e che al suo posto Bin Nasser arbitrasse l'altro quarto di finale, Spagna-Belgio, che si sarebbe concluso comunque ai rigori a favore dei Diavoli Rossi.

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Generalissimus avanza un'altra proposta:

I più ormai si sono dimenticati di Joubert Araujo Martins, meglio noto col "nome d'arte" di Beto.
Questo centrocampista brasiliano passò alla storia come uno dei bidoni più clamorosi della Napoli calcistica.
Fu una scommessa del Presidente Ferlaino, che lo preferì addirittura a Roberto Baggio, ma dopo una stagione in cui fece solo intravedere le sue tanto decantate qualità, accompagnate da un dinamismo non proprio eccezionale e un caratterino abbastanza irascibile, fece ritorno in patria.
Ferlaino si accordò con il Gremio per la vendita del giocatore, ma il Tricolore Immortale non aveva denaro sufficiente per pagarlo.
Pare quindi che, a conguaglio, volesse inserire nella trattativa un giocatore di 17 anni, tale Ronaldo de Assis Moreira, che sarebbe in seguito salito agli onori delle cronache come Ronaldinho, ma il presidente dei Partenopei sentì puzza di bruciato e pretese a tutti i costi denaro contante.
Ma cosa accadrebbe se Corrado Ferlaino accettasse la prima offerta della dirigenza della squadra carioca e Ronaldinho approdasse nel campionato italiano con indosso la casacca azzurra? Riuscirà ad evitare l'ingloriosa retrocessione della società, o sarà reso tutto inutile dall'"elevatissimo" spessore tecnico dei suoi compagni di squadra e dalla crisi finanziaria del club?

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3) Platini le Roi

L'8 luglio 1982 il goal di Giresse alla Germania Ovest manda nel pallone la squadra tedesca. La Francia accede alla finale contro l'Italia. I transalpini risentono dei 30 minuti in più nelle gambe e perdono dall'Italia con lo stesso risultato che ottenne la Germania Occidentale. Il goal della bandiera per "les bleux", porta la firma di un futuro juventino desideroso di farsi conoscere al pubblico italiano che lo vedrà regolarmente ogni domenica a partire da settembre: Michel Platini. Nonostante i problemi di pubalgia, il francese si fa conoscere da subito, i suoi goal a Sampdoria e Verona nella prima e terza giornata di campionato aiutano i bianconeri a rimanere in corsa per lo scudetto. Il campionato viene perso per un soffio, così come la Coppa Dei Campioni, ma Platini ha trovato un pubblico che lo ama e da allora il suo cammino sarà una continua ascesa.

Nel 1984 la "Juventus dei Record", vincerà il Campionato con largo anticipo e con ben 13 punti di vantaggio sulla Roma diretta inseguitrice. metterà pure a segno una storica doppietta, vincendo nello stesso anno la sua prima Coppa delle Coppe. nel 1986, dopo il 22esimo scudetto, una Coppa Campioni segnata dal triste episodio dell'Heysel, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa Intercontinentale e tre Palloni d'Oro, Michel Platini per il quarto anno consecutivo capocannoniere, si presenta ai mondiali come il possibile "uomo dei miracoli". La Francia infatti, batte l'Italia per due a zero agli Ottavi di Finale, e il Brasile ai quarti. Il goal di Platini ai rigori regala la certezza ai francesi che arriveranno in semifinale. Le semifinali vedono nuovamente il trionfo dei francesi, forti della vittoria di quattro anni prima. La Finale vede di fronte i due giocatori "simbolo" del momento, Platini e Diego Armando Maradona. La Francia vince... per Platini è il momento più alto della sua carriera. Forte di questo suo nuovo trofeo, il francese torna in Italia da campione del mondo e porta la Juventus a vincere il 23esimo scudetto, nonché a mettere a segno la seconda grande doppietta: Scudetto più Coppa Campioni. Platini vince il suo quarto Pallone D'oro e per la quinta volta diviene capocannoniere.

La stagione 1987-88 vede Platini nuovamente impegnato su più fronti, come l'anno prima la squadra tenta di vincere la Coppa dei Campioni e portarsi in testa rispetto a Milan e Inter, anzi, segretamente, tra gli obiettivi di Boniperti e Agnelli, c'è quello della tripletta (Scudetto, Coppa campioni e Coppa Italia), mancata dall'Inter 21 anni prima, tuttavia il terreno è minato. Il Napoli di Maradona, desideroso di riscatto dopo un campionato perso l'anno prima per un soffio, è partito in quarta, e anche se Juventus, Milan e Roma, sembrano tenere il passo, le tre squadre sembra che in realtà si giochino i due possibili posti sul podio, il Napoli è un rullo compressore. % vittorie in altrettante partite, tra cui un sonoro 6-0 al Pescara neo-promosso, proiettano partenopei verso una vetta alla quale sembra impossibile aspirarvi.

Alla fine del girone di andata, Maradona e compagni, conducono soli a 23 punti. le tre dirette avversarie, sono nella scia con 21, il Milan potrebbe essere l'unica candidata a contendere al Napoli lo scettro, dato che due punti le sono stati tolti a tavolino per un petardo esploso vicino alla porta di Tancredi durante la partita con la Roma e ha battuto i partenopei per 4-1 a San Siro, e quando in 4 sole giornate, il Milan allunga di altri due punti, e Roma e Juve retrocedono di una lunghezza, il Napoli sembra aver ormai ipotecato lo scudetto.

La Juventus ha dal canto suo, una condotta che ricorda per molti aspetti, il Perugia della stagione '78-'79, è ancora ferma a zero sconfitte il che le rende onore, tuttavia, l'unica vittoria ottenuta in trasferta è stata contro il derelitto Pisa. In Coppa Campioni e Coppa Italia, l'andamento è identico, esclusa una vittoria sul terreno del Pescara.

L'inaspettata eliminazione della squadra torinese ad opera del Real Madrid attorno ad Aprile, fa crollare parecchie speranze nella Torino bianconera. La Juve tenta un recupero in campionato, distanzia la Roma, recupera il Napoli, ma non andando oltre il pareggio con il Milan, regala ai rossoneri, già vittoriosi sul Napoli al San Paolo, l'11esimo scudetto.

Nel frattempo, la Juventus che dà per scontato l'addio di Platini a fine stagione, si è riscattata (grazie proprio alle prodezze del francese, che ha ottenuto il suo 5° Pallone d'Oro), in Coppa Italia, dove superati cugini granata, accede alla finale contro la Sampdoria. A Marassi le squadre pareggiano 2-2 (i due goal della Juventus portano la firma di Le Roi), mentre al Delle Alpi, la Juventus sommerge i Blucerchiati sotto un pesante 4-0: Platini, Laudrup, Vignola, Scirea, quest'ultimo segna la rete dell'addio alla squadra. i giornalisti accorsi in campo chiedono al francese se farà altrettanto, ma questi lascia intendere che ha in serbo un regalo ben diverso.

La Clamorosa eliminazione dal Campionato Europeo delle Nazioni della Francia, Campione in carica e Campione del mondo, ha portato Platini a cercare trattative con la nazionale italiana. Di Michel si è sempre detto che "faceva il francese in Italia e l'italiano in Francia", mai una frase si rivela più vera, Platini giocherà nella nazionale italiana agli europei, facendo l'oriundo, come Sivori e Altafini venticinque anni prima. "Il colore della maglia è più o meno lo stesso, la bandiera è comunque un tricolore... dove sta il problema? la Mia origine non è forse italiana?" dirà alla stampa. Il Campionato Europeo, siglerà il ritorno alle vittorie per la nostra Nazionale 6 anni dopo il titolo mondiale dell'82, e ciò avverrà anche grazie al supporto di Platini. Sarà lui a segnare alla partita inaugurale il goal del 2-1 alla Germania, e sarà luii  amettere in guardia la difesa italiana contro Litovchenko e Protasov nella semifinale, in cui L'Italia supera i sovietici grazie a un rete di De Agostini, servita proprio da Michel. Nella finale contro l'Olanda, sono gli azzurri a spuntarla, di nuovo con una sola rete, questa volta del francese che mette la firma con ghirigori sul suo secondo titolo Europeo per nazioni.

E' sempre lui a suggerire il suo futuro sostituto: "Non importa andare a Liverpool... Rush è un fuoriclasse, ma poco o niente sa della marcatura a uomo... c'è un giovane della Fiorentina a cui potrei fare da chioccia e che potrebbe sostituirmi in modo da non farmi affatto rimpiangere... Roberto Baggio".

La stagione 1988-89, vede in Campionato il trionfo dell'Inter, ma la Juventus dell'accoppiata Platini-Baggio fa faville, rivelando il miglior attacco degli ultimi 30 anni, la sua pecca è la difesa, che orfana di Cabrini e Favero, lascia spesso Tacconi solo a togliere le castagne dal fuoco. Prima di lasciare definitivamente nel 1990, quando cioè (mentre tutti lo aspettano ai mondiali di Italia '90) decide di tornare in Francia per allenare la nazionale francese, il fuoriclasse transalpino riuscirà a regalare alla Juventus altri 3 trofei: Coppa Italia (1990) e Coppa Delle Coppe (1989 e 1990).

Giovanni Ricci

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aNoNimo ha poi aggiunto:

« Io sono interista da quando l’Inter comprò il trio degli olandesi ». La gaffe di Thohir, pronunciata il 25 agosto 2017, ha spopolato sul web, che ovviamente non lo ha perdonato, e su Twitter sono fioccate le prese in giro. A nulla è servito il tweet di Thohir per correggere il tiro. Ma che sarebbe accaduto se Gullit, Van Basten e Rijkaard fossero stati acquistati dall'Inter anziché dal Milan?

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4) Berlusconi alla Juve

Nel 1999, anno del colpo di grazia al calcio, ci fu chi sostenne che esisteva una ditta "Juve-Milan" che dal 1992 si spartiva gli scudetti.
In base a questa dichiarazione, ho pensato all'ucronia secondo la quale l'imprenditore di Arcore, anziché comprare il Milan, sia entrato come vice di Agnelli e Boniperti alle dirigenze della Juventus. Come sarebbe mutato il nostro campionato?

1987-88: La stagione calcistica si apre nella certezza che il duello della precedente annata (Juve-Napoli) si rivivrà e che anzi, i bianconeri cerchino rivincita. a conferma di questa teoria, c'è la campagna-acquisti fortemente voluta dal nuovo azionista della Juventus, il pupillo dell'Avvocato Agnelli: l'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, il quale circondato da un drappello di consiglieri, ha fortemente voluto che il già precettato gallese del Liverpool Ian Rush, venisse girato al Milan, insieme al danese Laudrup e al C.T. Rino Marchesi in cambio dell'ex Virdis, per concentrarsi su due olandesi: Marco Van Basten e Ruud Gullit. Dopo aver recklutato come Ct l'ex parmense Arrigo sacchi, la juve si presenta come un a formazione fortemente rinnovata, e sebbene la nostalgia per gli ex Platini e Boniek (il primo ritirato e il secondo alla Roma) e pure per il biondo Laudrup (entrato a suono di goal nelle simpatie dei tifosi juventini), si faccia sentire sugli spalti, tutt'altra musica si prevede sarà in campo.

Parte forte la Juventus con un 6-0 al Como, ma subito alla seconda giornata un pareggio tutt'altro che soddisfacente sul campo dell'Empoli, fa temporaneamente frenare i sogni di gloria. Lo spettacolo si ripete lla quarta giornata, sul campo dell'Hellas Verona, dove i bianconeri non vanno oltre il pareggio. Addirittura terza dietro il Napoli e la Roma del ritrovato Liedholm, la squadra torinese, sembra tradire le speranze dettate nell'estate. A risollevarne gli animi è la vittoria per 3-0 sulla Roma nello scontro diretto la domenica successiva e il pareggio tra la stessa Roma e il Napoli due domeniche dopo. Maradona e compagni mantegono però la vetta della classifica visto il sofferto pareggio dei bianconeri sul campo dell'Inter dell'ex Trapattoni. Il ricongiungimento con i rivali avviene solo all'ottava giornata, quando i partenopei, vengono bloccati sullo 0-0 sul campo del Como, mentre i bianconeri travolgono sotto un pesante 5-0 il Pisa. Il sorpasso avviene alla decima giornata, quando l'Inter ferma sull'1-1 il Napoli, mentre la Juve supera per 3-0 l'Ascoli. L'undicesima giornata presenta lo scontro diretto tra le due principali candidate, a ospitare il match, il San Paolo, il ìrisultato è un pareggio ma all'insegna del più alto spettacolo: 4-4 con altalena di goal. Sebbene i bianconeri si sentano i reali vincitori della partita (viste che è avvenuta su un campo a loro avverso), e restano leader solitari della classifica, la quale non cambia fino alla 14esima giornata, quando la Juve, subisce in casa, dal Milan il goal-partita dell'ex Michael Laudrup, mentre il Napoli supera brillantemente la Fiorentina con un poker di reti. I viola bloccano i bianconeri alla domenica successiva sull' 1-1, mentre il Napoli vince a Marassi sul campo dei blucerchiati, portandosi in testa accanto ai rivali della Vecchia Signora.

Il girone di ritorno si apre per la Juve con forzato pareggio per 2-2 sul campo del Como, mentre il Napoli va in fuga con un 2-0 al Cesena. Il distacco si allunga quando alla 18esima giornata il Napoli vince con il Pisa e la Juve pareggia con il Pescara e nuovamente con la vittoria del Napoli sull'Avellino in contemporanea al pareggio della Juve con il Verona.

Quando all'undicesima di ritorno, il Napoli si presenta al Delle Alpi, vanta sui diretti inseguitori addirittura 4 punti. Si parla di crisi juventina, dato che i bianconeri hanno deluso in parecchie occasioni, pur giocando a volte con squadre di bassa classifica. I tifosi del Napoli pensano a una Juventus ormai demotivata e che tutt'al più cercherà di pareggiare, ma che quasi sicuramente l'undici di Bianchi violerà Torino per il secondo anno consecutivo e prenderà le ulteriori distanze portandosi a + 6. Invece l'incredibile accade, nella porta di Garella entrano ben 7 palloni, soltanto uno in quella di Tacconi. E' un Maradona affranto quello che lascia il campo il 17 aprile del 1988, il quale dichiara che hanno ancora due punti di vantaggio e vedranno di sfruttarli. E' il trionfo della coppia di attacco olandese e dell'evergreen Virdis, è una festa immensa quella che consumano i tifosi juventini al termine del match.

Il distacco si riduce a + 1 la domenica successiva, quando il Napoli non va oltre il pareggio con i gialloblu dell'Hellas inconsapevolmente arbitri dello scontro tra Napoli e Juve, mentre i bianconeri superano per 4-3 la Samp.

Al S. Paolo, il 1° maggio, avviene per un Napoli che ormai ha perso la bussola, la terza sconfitta consecutiva, mentre la Juventus supera i cugini del Torino e supera il Napoli a due giornate dalla fine.
Le ultime due giornate sono in calo per entrambe le squadre, il Napoli perde da Fiorentina e Sampdoria, mentre la Juve si accontenta di due pareggi che la portano comunque a + 3. E' il 23esimo scudetto per la squadra.

1988-89: In campionato, la Juventus si difende bene, ma lascia che lo scudetto diventi una questione privata tra Inter e napoli, scontro che alla fine premierà i nerazzurri. La Juventus cerca gloria in Europa, dove a fine stagione, battendo per 4-0 lo Steaua Bucuresti, si aggiudica la sua seconda Coppa Dei Campioni.
1989-90: in cerca di una tripletta (Campionato, Coppa dei campioni e Coppa Italia), la Juventus è costretta a cedere ai rivali del Napoli nella lotta per lo scudetto, ma ottiene la Coppa Italia e la sua terza Coppa dei Campioni, trionfi accompagnati tra l'altro da una Supercoppa di Lega, una Supercoppa Europea e una prestigiosa Coppa Intercontinentale.

1990-91: la stagione parte male per i bianconeri che perdono in un serrato scontro la Supercoppa Italiana contro il Napoli, in più occasioni durante il campionato sembrano sfiorare il colpo da novanta, ma sono i blucerchiati della Sampdoria a cucire lo scudetto sulle proprie maglie a fine stagione, e in Europa non va meglio, dato che in semifinale l'Olympique Marsiglia elimina i bianconeri.

1991-92: chiamato alla guida della Nazionale, Arrigo Sacchi, lascia la panchina juventina all'ex-giocatore Fabio Capello, vincitore con la Juventus di 3 scudetti. La Juventus detta legge da subito e fine anno può finalmente fregiarsi del 24esimo scudetto, ottenuto con una squadra da record: 96 reti segnate e solo 18 subite, 59 i punti realizzati, battendo il record stabilito dall'Inter 3 anni prima. A fine stagione, a completare il trionfo dei bianconeri si aggiungono la seconda Coppa Uefa e la nona Coppa Italia.

1992-93: con meno sfarzo dell'anno precedente, la Juve vince il suo 25 esimo scudetto, sono comunque 53 i punti ottenuti, sette sui diretti rivali dell'Inter la quale però ha la soddisfazione di aver battuto i bianconeri in entrambi gli scontri diretti. L'amaro in bocca arriva per la Juventus nella finale di Coppa Campioni, dove viene sconfitta dal solito Olympique Marsiglia dopo 10 vittorie consecutive.

1993-94: calano i goal segnati dall'attacco bianconero, 56 in tutto, ben 7 in meno della Sampdoria, giunta seconda e solo uno in più della lazio terza classificata, ma la difesa della Signora è pressoché impenetrabile, 8 reti subite in tutto! Record assoluto. In Europa la musica è la stessa, giunta in finale di Coppa Campioni contro il Barcellona allenato da Cruyff, la Juve si impone con uno spettacolare 4-0. Prima doppietta per la Vecchia signora, che oltre a cucire il 26esimo scudetto, può alzare al cielo anche la 4 Coppa dei Campioni.

1994-95: in cerca della tripletta (Scudetto, Coppa Campioni, Coppa Italia), i bianconeri devono rinunciare al più prestigioso dei tre trofei. la Coppa dei campioni che le viene strappata dall'Ajax proprio in finale. Consolazione con il 27esimo scudetto e la decima Coppa Italia.

1995-96: Sulla falsariga della stagione di due anni prima, gli Juventini portano a casa 28esimo scudetto e 5a Coppa dei Campioni.

1996-97: sfuma il sogno di una nuova doppietta nella finale di Coppa Campioni, causa di una sconfitta ad opera di un vivace Borussia Dortmund che si impone con un perentorio 3-1, una soddisfazione per gli juventini arriva comunque, 29esimo scudetto nonchè sesto consecutivo, il che significa abbattimento del record stabilito dalla stessa Juve negli anni '30.

1997-98: discorso quasi identico a quello dell'anno precedente, sconfitta nuovamente in finale di Coppa Campioni (stavolta è il Real Madrid a mettere fine al sogno juventino), vince però il settimo scudetto consecutivo, che la porta a fregiarsi della terza stella sulle maglie.

Amara è comunque la fine della stagione, poiché la costola di Agnelli, ovvero il milanese Berlusconi, annuncia la sua uscita dalla squadra per comprare un Milan crollato in serie C.

1998-99: l'uscita del gruppo milanese si fa sentire, la Juve giunge addirittura nona in campionato, viene eliminata ai quarti di finale di Coppa campioni e sempre ai quarti di Coppa Italia. In serie C, il Milan rigenerato domina il campionato e con sette turni di anticipo è promosso in B... è l'inizio di una nuova era.

Giovanni Ricci

Se poi volete leggere un mio tentativo di riscrivere tutta la storia del calcio italiano dell'ultimo secolo, cliccate qui e scaricate il mio file in formato .pdf. Per farmi conoscere il vostro parere, sui miei lavori, scrivetemi a questo indirizzo!

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Ed ecco come replica Andrea Mascitti:

Io invece vi propongo questo gioco: pensare ad eventuali derby di calcio che coinvolgano squadre di città "irredente"! Ho avuto queste idee:

Derby dei mori
Cagliari Calcio vs AC Aiaccio
In questo derby si affrontano i club dei capoluoghi delle isole liguri: entrambi i club hanno disputato almeno una volta la Serie A ma in epoche diverse, ma le poche apparizioni nel massimo campionato dei corsi hanno fatto in modo che il derby non si sia ma disputato in serie A, ma solo in serie B e in serie C. L'ultimo derby è datato 1989 in serie C1, da quell'anno in poi i sardi hanno sempre militato tra B e la serie A (campionato attualmente disputato); i corsi invece dopo vari problemi finanziari sono falliti e dovuti ripartire dall'Eccellenza Corsica, ma attualmente sono riusciti a risalire fino alla serie C.

Derby del Mar Ligure
Genoa vs Sampdoria vs Nizza vs AS Monaco
Con questo nome vengono identificate le sfide che mettono a confronto le squadre di calcio affacciate sul Mar Ligure. Anche se estendibile a numerose sfide ormai vengono etichettate con questo nome le sfide tra i club genovesi con il Nizza o con il Monaco, unici club della zona ad aver disputato la serie A. Inoltre tutti i quattro club anche se in epoche diverse vantano nella propria bacheca almeno uno scudetto: ultimo titolo del Genoa il 1923, della Sampdoria il 1991, del Nizza il 1922, dell'AS Monaco il 2000. Attualmente mentre i club genovesi disputano la serie A, Nizza e AS Monaco stanno disputando la serie B. Il Nizza prima dello stop dei campionati causa Coronavirus era lanciato verso il ritorno nella massima serie.

Derby dei Biscioni:
Bellinzona vs Inter
Sarebbe simpatico anche Como vs Chiasso; tra l'altro il Chiasso giocò in Serie A tra il 1914 e il 1923 perché la sua dirigenza riteneva il campionato svizzero di un livello competitivo troppo basso.

Derby della Venezia Giulia
Udinese vs Triestina vs Fiumana vs Grion Pola
Aggiungo anche il derby di Fiume, tra Fiumana e HNK Rijeka, derby molto sentito che vede contrapposte la squadra della maggioranza italiana contro quella della minoranza croata, rivalità sul modello del derby di Glasgow tra Celtic e Rangers.

Derby delle Isole Meridionali
Pantelleria vs La Valletta
Disputato nel girone siciliano della serie D.

Derby della Venezia Giulia
Triestina vs Fiumana
Per antonomasia, con tale denominazione viene definito l'incontro di calcio che mette a confronto gli unici due club del Venezia Giulia ad essere approdati in Serie A e con maggiori presenza nei campionati professionistici la Triestina e la Fiumana. L'ultimo derby disputato in serie A risale agli anni 60. Da allora i due club si sono solo affrontati solo in B o in C. Attualmente i due club si ritrovano insieme nel girone B di serie C.
Altri derby regionali disputati tra i professioni, sé pur meno sentiti hanno visto scontrarsi questi due club, con la Pro Gorizia e il Grion Pola.

Derby di Fiume
Fiumana vs HNK Rijeka
Derby molto sentito che vede contrapposti, la squadra della maggioranza italiana contro la minoranza croata, rivalità sul modello del derby di Glasgow tra Celtic e Rangers. Nonostante sia molto sentita, la rivalità è relativamente recente poiché se la Fiumana ha disputato soprattutto campionati professionistici tra serie A, B e C, mentre il Rijeka ha disputato pochi campionati professionistici (per lo più in C1 e C2). Ad inizio anni duemila però con il fallimento della Fiumana e la sua ripartenza nei campionati dilettantistici, i due club si sono ritrovati a scontrarsi prima nel campionato di Eccellenza del Venezia Giulia e successivamente nel girone C della serie D in cui hanno militato insieme per più di un decennio. Gli scontri fra le due tifoserie ha fatto sì che gli ultimi derby si siano disputati senza pubblico, la rivalità ha fatto anche saltare la possibile fusione dei club proposta dalle due dirigenze che puntavano a formare un unico club in grado di risalire nelle categorie superiori e riportare il calcio professionistico a Fiume/Rijeka. Attualmente come già detto la Fiumana è in Serie C mentre il HNK Rijeka gioca in serie D.

Derby dei "Grandi Laghi" del nord
Como vs Lugano
Disputato per lo più in serie C (C1 e C2), è uno dei classici derby lombardi.

Derby Nord vs Sud.
F.C Südtirol-Alto Adige vs Floriana Football Club
In realtà è tutt'altro che un derby, poiché mette a confronto il miglior club del Trentino Alto Adige con il miglior club della provincia di Malta. Inoltre questi due club non si erano mai sfidati fino a quest'anno, quando si sono sfidati nei play off di serie C. Questa sfida è passata alle cronache poiché ha messo a confronto i due club professionistici situati più a nord ed a sud rendendola la trasferta più lunga mai effettuata da un club italiano a livello nazionale.

Propongo ancora:

-  il derby della Dalmazia: Hajduk Spalato-Mogren
-  il derby delle Repubbliche Marinare Venezia-US Ragusa di Dalmazia
-  la Coppa Ragusea: nata nel 1992, quando in Coppa Italia si scontrarono Ragusa Adriatica contro Ragusa Sicula, da quell‘anno è diventata una classica amichevole estiva precampionato.

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5) La Gran Colombia

E ora, una proposta di Det0:

L'altro giorno, guardando un film su ESPN Classic, mi è balzata alla mente una bella ucronia calcistica!

Il film-documentario, intitolato "I due Escobar", parlava della storia del calcio colombiano e della situazione in generale della nazione, distrutta dalla povertà e dalla feroce lotta ai narcotrafficanti, all'inizio degli anni '90. Questi narcotrafficanti finivano spesso per investire nel calcio, portandolo ad un certo successo sia a livello di club sia di nazionale.

Uno dei maggiori esponenti del calcio colombiano di quel periodo fu Andrés Escobar, giovane cresciuto nella periferia di Medellin e giocatore dell'Atletico Nacional, oltre che della nazionale colombiana.

Escobar fu uno dei protagonisti delle grandi imprese del calcio colombiano: la vittoria della Copa Libertadores del 1989 da parte dell'Atletico Nacional (primo titolo conquistato da una squadra colombiana) e le qualificazioni della sua nazionale ai mondiali di Italia '90 e USA '94.

Nei primi anni '90 la nazionale allenata da Francisco Maturana disponeva di una rosa formidabile e stupiva con il suo gioco offensivo, ma soprattutto rapido e spettacolare; era certamente la maggior esponente del calcio continentale. Nelle numerose partite internazionali aveva collezionato una serie strabiliante di successi anche contro squadre di alto livello (per citarne alcuni Colombia 2-0 Brasile, Colombia 1-0 USA, fino al più clamoroso Argentina 0-5 Colombia, valevole per le qualificazioni ai mondiali di USA '94).

Sfortunatamente, proprio nel momento in cui il calcio colombiano era al suo apice, la sorte volle interrompere la sua ascesa: ai mondiali di USA '94, dopo una sconfitta contro la Romania, i colombiani, tra i favoriti per la vittoria finale, furono eliminati al primo turno a causa di un fatale e sfortunato autogol del numero 2 Escobar.

Pochi mesi dopo egli fu ucciso nelle strade di Medellin, chiudendo un'epoca, certamente la migliore, del calcio colombiano.

La domanda che sorge spontanea è: cosa accade se Escobar non segna quello sfortunato autogol contro gli Stati Uniti? La Colombia riuscirà a qualificarsi alla fase successiva? Quali risultati riuscirà a conseguire durante il torneo? Quale sarà il futuro della nazionale del grande Maturana?

Ho già in mente una risposta, ma prima voglio sentire i vostri pareri!

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Così gli risponde Lord Wilmore:

Dunque, si potrebbe immaginare qualcosa del genere. Il 22 giugno 1994 allo stadio di Pasadena la Colombia pareggia 1-1 con gli USA senza l'autorete che costò la buccia al povero Escobar. Se tutti gli altri risultati restano gli stessi, la classifica finale dice: prima Romania con 6 punti; seconda Svizzera con 4 punti, 5 gol fatti e 4 subiti; terza Colombia con 4 punti, 4 gol fatti e 4 subiti; quarti USA con 3 punti, eliminati. Secondo lo schema di quel campionato, la terza del gruppo A, cioè la Colombia, deve incontrare a San Francisco il 4 luglio la prima del gruppo B, cioè il Brasile. Se il Brasile fa valere il suo tasso tecnico, finisce come nella HL. Ma se la Colombia fa l'impresa (lei ne aveva le possibilità, come dice giustamente Deto, i poveri USA certamente no), e supera 1-0 il Brasile, nei quarti si ritroverà di fronte l'Olanda e in semifinale la Svezia. Se riesce clamorosamente a superare entrambe, avremo un'inedita finale Italia-Colombia, tra due squadre che addirittura dalla prima fase a gironi erano state entrambe ripescate come terze! Come si dice in gergo calcistico, la palla passa a te, Det0.

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Ed ecco la replica di Det0:

Sono convinto, avendo preso visione di alcune partite della Colombia in quegli anni (davvero spettacolari), che la nazionale di Maturana avrebbe potuto cambiare completamente le sorti del mondiale.

Sconfiggendo gli USA e si qualificandosi prima nel suo girone e quindi, alla fase finale, dando il meglio di sé...

Ecco i risultati delle partite della Colombia (partendo da quella contro gli Stati Uniti) al mondiale di USA '94:

22 giugno 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Stati Uniti 0-3 Colombia
Dopo i continui tentativi della Colombia di segnare il gol del vantaggio parte il contropiede della formazione statunitense.
Un pericoloso cross dalla fascia arriva in area di rigore, il numero 2 colombiano Andrés Escobar devia il pallone spiazzando il portiere e rischiando un clamoroso autogol. La palla, fortunatamente si stampa sul palo.
Al minuto 41 è proprio Escobar a farsi perdonare l'errore quasi fatale di pochi minuti prima realizzando il gol del vantaggio colombiano sugli sviluppi di un calcio d'angolo.
A dieci minuti dall'inizio della ripresa un contropiede innescato da un grande lancio del /Pibe /Carlos Valderrama regala a Faustino Asprilla l'opportunità di realizzare la seconda rete. Ovviamente il numero 9 colombiano non se la fa sfuggire, scartando il portiere ed insaccando con facilità.
Il terzo gol per la Colombia è realizzato su calcio di punizione dal solito Asprilla, che mette a segno una doppietta decisiva per la vittoria della nazionale.
La Colombia così, dopo le critiche arrivate per la sconfitta contro la Romania, riapre i giochi tornando in lizza per il superamento del turno.

Ecco la classifica del Girone A dopo la seconda giornata: Svizzera 4, Colombia 3, Romania 3, USA 1.

26 giugno 1994. San Francisco, Stanford Stadium, USA.
Svizzera 0-4 Colombia
E' l'ultima sfida valida per il passaggio del turno, in concomitanza con USA - Romania le due formazioni devono dare il massimo per non perdere e rischiare l'eliminazione.
Nei primi minuti sono gli svizzeri ad imporre il gioco ma nella ripresa si risveglia quella squadra spumeggiante che negli ultimi anni aveva dimostrato il suo enorme valore.
Un minuto dopo l'inizio del secondo tempo i colombiani passano in vantaggio con Freddy Rincon, e basta aspettare un'altra manciata di minuti per vedere raddoppiare con una gran botta da fuori area di Faustino Asprilla, 2-0 il risultato.
La furia colombiana non finisce qui e in un'altra mezz'ora i sudamericani segnano altre quattro reti, siglando definitivamente il loro passaggio alla fase eliminatoria con una prestazione stellare.
Danno il loro contributo al clamoroso 0-6 un gol di Valderrama e altri tre di Asprilla, che con sei reti segnate si candida a capocannoniere del torneo.
Nel frattempo a Pasadena la Romania sconfigge i padroni di casa degli USA, qualificandosi secondi dietro alla Colombia.

Ecco la classifica finale del gruppo A: Colombia 6, Romania 6, Svizzera 4, USA 1.

La nazionale svizzera, nonostante la sconfitta, si posiziona terza e parteciperà al raffronto con le terze qualificate degli altri gruppi.
Amara delusione per gli Stati Uniti, nazione organizzatrice del torneo.

3 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 3-1 Argentina
Il tabellone della fase eliminatoria vede la Colombia affrontare i rivali dell'Argentina, vogliosi di vendetta dopo il 5-0 subito a Buenos Aires durante le qualificazioni al mondiale.
A vendicare gli argentini ci pensa il solito Maradona, che si fa atterrare da Escobar in area di rigore al minuto 37'; facendo chiudere il primo tempo sullo zero a uno.
Nel secondo tempo assistiamo alla solita rinascita della Colombia, alla quale viene annullato un gol regolare a causa di una svista dell'arbitro italiano Pairetto.
Ma l'orgoglio dei colombiani non ha limite: poco dopo Asprilla realizza, dopo una splendida azione personale, il gol del pareggio. A cinque minuti dalla fine, quando ormai si respira aria di supplementari, il /Pibe/ Valderrama realizza la rete del momentaneo vantaggio colombiano.
Questo viene ancora incrementato da una svista della difesa argentina che, frastornata, si lascia prendere in contropiede e regala a Valencia l'opportunità di realizzare il 3 a 1.
Al termine della partita la Colombia si qualifica per i quarti di finale, Maradona scoppia in lacrime.

10 luglio 1994. San Francisco, Stanford Stadium, USA.
Colombia 2-2 Svezia (5-4 d.c.r.)
La Svezia batte la nazionale saudita qualificandosi per i quarti di finale, dove gli tocca di affrontare una delle favorite del torneo: la Colombia dei ragazzi di Maturana.
Nei novanta minuti regolamentari succede di tutto: Escobar respinge un tiro di Andersson sulla linea di porta, Valderrama e Rincon colpiscono rispettivamente un palo e una traversa e gli svedesi sfiorano di passare in vantaggio al 90' minuto con un tiro di pochissimo a lato di Martin Dahlin.
I tempi supplementari regalano non meno emozioni: gli svedesi trovano il gol del vantaggio su calcio di rigore con Larsson ma sono recuperati da un gol in rovesciata del solito Asprilla. I colombiani mantengono il controllo del secondo tempo supplementare e alla terza occasione utile realizzano il gol del momentaneo vantaggio con Leonel Alvarez, ma a trenta secondi dal fischio finale gli svedesi pareggiano ancora con Dahlin su calcio d'angolo.
Si va ai calci di rigore, il primo colombiano a battere è Andres Escobar, che realizza piazzando il pallone nell'angolo sinistro della porta.
Da quel momento l'unico errore è realizzato da Tomas Brolin, che ferma gli svedesi a 4 rigori segnati. L'ultimo rigore per la formazione colombiana è battuto da Alvarez, rincorsa lunga da fuori area, finta appena prima del tiro e rete. E' il rigore che porta sul 5-4 e consente alla Colombia di continuare il suo sogno mondiale.

13 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 4-3 Brasile
Una sfida tutta sudamericana per decidere una delle squadre finaliste del torneo.
Sia affrontano la Colombia di Maturana e il Brasile di Parreira.
Anche i brasiliani, feriti nell'orgoglio dopo il 2 a 0 subito dai colombiani in amichevole, riescono a passare in vantaggio ben due volte: al 26' con un tiro del capitano Dunga e al 31' grazie a Romário.
A pochi secondi dalla fine del primo tempo tocca al solito Asprilla accorciare le distanze, portando la Colombia sul 1 a 2.
Nel secondo tempo, dopo la terza rete del Brasile, la partita sembra finita. Ma l'immenso orgoglio dei colombiani riapre il risultato.
Nella migliore partita della sua carriera Faustino Asprilla realizza altri due gol, portando sul 3 a 3.
Al 93', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, /El Pibe /Valderrama realizza un gol di tacco che spiazza Taffarel portando il risultato finale sul 4-3.
La Colombia, tra la gioia e lo stupore dei giocatori, dei tifosi, della nazione e del mondo intero, approda in finale. Affronterà l'Italia di Arrigo Sacchi, vincente dell'altra semifinale contro la Bulgaria.

17 luglio 1994. Pasadena, Rose Bowl Stadium, USA.
Colombia 2-0 Italia
E' la quinta partita, su sette giocate, disputata al Rose Bowl Stadium di Pasadena per la Colombia. In questo stadio ha sempre vinto, e gli uomini di Maturana sperano di non tradire le statistiche nella partita più importante della loro vita e, in generale, del calcio colombiano.
Dopo un primo tempo abbastanza spento, nella ripresa l'Italia di Sacchi ha la possibilità di andare in vantaggio con un rigore di Roberto Baggio che, però, scheggia la traversa, facendo precipitare il morale degli azzurri.
Questo non risalirà più, in quindici minuti i colombiani si portano avanti di due lunghezze con una doppietta dell'ormai affermato capocannoniere del torneo Faustino Asprilla.
Al termine dei novanta minuti di gioco lo stadio esplode, i colombiani Valderrama, Alvarez, Herrera, Rincon, Valencia e l'allenatore Maturana piangono di gioia; al pari del protagonista indiscusso del torneo: Faustino Asprilla, premiato con il titolo di capocannoniere con 13 reti segnate (eguagliando il record di gol in una sola edizione di Just Fontaine, a Svezia '58).

Secondo la mia personale opinione, la Colombia avrebbe meritato, con lo stupendo calcio espresso in quegli anni, che il mondiale '94 finisse così.

Det0

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Passiamo alla proposta di Enrico Pizzo:

Dal 1994 il Padova Calcio gioca nel nuovo, e triste, Stadio Euganeo.
In precedenza la squadra giocava allo Stadio Silvio Appiani.
Silvio Appiani è stato un giocatore di Calcio, nel campionato 1914-15 militava nel Padova come attaccante nel Campionato Veneto-Emiliano di Prima Categoria. 
Il campionato si concluse con un quarto posto del Padova, Silvio contribuì al risultato segnando ben 16 goal.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale Silvio Appiani si arruolò volontario nell'esercito. 
Dottore in Farmacia gli fu offerto di aggregarsi alla Sanità militare ma lui rifiutò, scegliendo la Fanteria. 
Purtroppo questa decisione gli sarà fatale, arrivato sul fronte il 5 Ottobre morirà a seguito di un bombardamento austriaco il 21 dello stesso mese.
Vorrei proporre questo POD: supponiamo che Silvio accetti l'aggregazione alla Sanità. Verosimilmente sopravvivrebbe alla guerra. 
Come cambierebbe la storia del Calcio Italiano?

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Anche Pavel Tonkov non ha voluto essere da meno, pubblicando un'idea molto simile:

A metà degli anni '60, quando il Padova militava in Serie B, giocava anche il padre di una mia collega di lavoro che successivamente si trasferì a Trento, contribuendo alla promozione in Serie C nel 1970. Tra gli anni '70 e la metà degli anni '90 il Trento giocava tra la C1 e la C2, nell'estate del 1990 si parlava addirittura di un possibile ingaggio dell'allora Commissario Tecnico della Colombia Francisco Maturana. Ovviamente furono solo delle voci e nella stagione 1990-91 il Trento retrocesse in Serie C2, ma supponiamo che proprio in quell'anno il Trento acquisti veramente Maturana e riesce ad ottenere la promozione in Serie B e nella stagione 1991-92 conquista il passaggio alla Serie A, diventando magari la squadra sorpresa del campionato 1992-93, un po' come fece il Parma due anni prima...

 

6) I Campionati Mondiali del... 1992

Lasciamo spazio alla proposta di Lord Wilmore:

Sul "Giornalino", la storica rivista a fumetti delle edizioni San Paolo, a partire dal numero 9 del 2 marzo 2014 è stata pubblicata un'avventura a fumetti intitolata "Football Club", realizzata da Giuseppe Ramello (testi) e da Giuseppe Ferrario (disegni), in vista del Mondiale di Calcio 2014 in Brasile. In essa un ex campione della Nazionale Italiana di calcio, Leo Cantora, finisce al fresco e viene condannato per guida in stato di ebbrezza e oltraggio a pubblico ufficiale, ma viene affidato ai servizi sociali ed è costretto dalla giudice Santarelli ad allenare una squadra di calcio formata da alunni difficili di una scuola, della quale suo marito è il Preside. Inutile dire che li porterà a vincere un torneo di calcio in Brasile! Già di per sé questa sarebbe un'ucronia, vista la magra figura fatta dalla Nazionale di Prandelli. Ma il fumetto è ucronico a tutti gli effetti, in quanto Cantora è stato Campione del Mondo di Calcio con la Nazionale Azzurra ai... Campionati Mondiali in Australia del 1992, e in continuazione si ripete nella serie che è stato lui a segnare il goal decisivo in finale al Brasile, come mostrano i fumetti che vedete qui sotto. È evidente lo scopo ucronico della coppia Ramello-Ferrario: "vendicare" le due sconfitte ai rigori subite dall'Italia nel mondiale casalingo di due anni prima contro l'Argentina in semifinale, e nel mondiale statunitense di due anni dopo contro il Brasile in finale, oltre alla mancata qualificazione agli Europei in Svezia, giocati proprio nel 1992. Evidentemente questi campionati non sono stati organizzati dalla FIFA, ma dalla nostra FIFU, e magari in semifinale l'Italia di Leo Cantora ha eliminato una sopravvissuta Unione Sovietica. Spero che vi abbia fatto piacere che abbia condiviso con voi quest'ucronia... a fumetti.

Diamo la parola a Federico Sangalli:

Questi fumetti mi fanno tornare in mente i Mondiali brasiliani del 1950, ai quali fummo annientati dalla vicenda di Superga dell'anno precedente. Ma se i giocatori del Grande Torino si fossero salvati? Ecco ciò che mi è venuto in mente.

Il 25 giugno 1950 l'Italia, riposata, ben allenata, campione in carica, con la regia di Vittorio Pozzo, Mazzola in attacco e Maroso in difesa, batte facilmente la Svezia 3-1, superando il primo girone grazie alla successiva vittoria 3-0 sul Paraguay del 2 luglio. Il 9 luglio si svolge una disputatissima partita con i padroni di casa, i brasiliani, che, dopo ben due ore di dura lotta, si conclude con una sconfitta per 4-3. Tuttavia il 13 luglio l'Italia é in grado di battere l'Uruguay 3-2 e tre giorni più tardi la Spagna 4-0. Poiché nel mentre il Brasile, azzoppato dalla maratona contro l'Italia, perde 3-2 contro l'Uruguay lo stesso giorno, l'Italia vince il suo terzo titolo mondiale e porta a casa definitivamente la Coppa Rimet.

Nel 1954 le cose vanno in modo leggermente diverso: il 17 giugno, nonostante il pessimo arbitraggio, battiamo la Svizzera 3-1 e il 20 asfaltiamo il Belgio 5-0, qualificandoci così insieme all'Inghilterra. Tuttavia, sebbene ci riesca di eliminare l'Austria 7-4, nella semifinale del 30 giugno veniamo battuti 5-4 dalla Germania Ovest, pesando l'adagiarsi sugli allori dopo la vittoria di quattro anni prima e alcune difficoltà tecniche dovute al maltempo. Ancora oggi sussistono accuse italiane che affermano che la Germania avesse in campo giocatori dopati. Comunque la Germania, stancata dall'Italia, viene infine sopraffatta dall'Ungheria per 4-2 nella finalissima del 4 luglio, mentre l'Italia vince la finalina contro l'Uruguay per 3-0. Da notare che, grazie all'euforico successo del '54, non avviene alcuna rivolta in Ungheria nel 1956.

Nel 1958 l'Italia si qualifica battendo Portogallo ed Irlanda del Nord. L'8 giugno battiamo la Cecoslovacchia 2-0 e, nonostante un successivo pareggio con l'Argentina 2-2, riusciamo nell'impresa di battere 3-2 la Germania Ovest il 15 giugno, vendicando l'onta di quattro anni prima. Il 19 giugno, dopo una partita all'ultimo sangue, superiamo la Francia per un contrastatissimo 3-2 e, esausti, veniamo battuti, non senza vender cara la pelle, dal Brasile in semifinale il 24 giugno per 4-3. Il Brasile comunque, con tre giocatori infortunati e gli altri stanchi, non é in grado di battere i padroni di casa, ovvero la Svezia, che vince così il suo primo titolo mondiale.

Quello del 1962 é l'ultimo Mondiale a cui partecipano i supercampioni del Grande Torino: il 31 maggio sconfiggiamo 1-0 la Germania Ovest, a cui segue un pareggio col Cile per 1-1 è una vittoria sulla Svizzera 4-0 che ci consegna la qualificazione. Da segnalare la rapida ascesa dell'Ungheria che nel suo girone si qualifica prima battendo Inghilterra, Bulgaria ed Argentina rispettivamente per 4-2, 7-0 e 2-0. Ai quarti l'Italia batte 3-0 la pur forte URSS mentre l'Ungheria sconfigge la Cecoslovacchia con un confortevole 2-0. Le semifinali vedono Brasile-Italia e Jugoslavia-Ungheria: nonostante tutto l'impegno l'Italia ha una squadra ormai anziana ed "usata" che concede ai brasiliani la vittoria per 3-2 mentre l'Ungheria batte i vicini balcanici per 3-0. La finalissima vede l'Ungheria conquistare il suo secondo titolo mondiale con un 3-1 sul Brasile, mentre l'Italia guadagna comunque il terzo posto contro la Jugoslavia per 3-0.

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Il 9 novembre 2019, trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, aNoNimo ha aggiunto:

Se la Nazionale della Germania Est esistesse ancora oggi, ecco come potrebbe essere composta (schema 4-3-3): Ralf Fährmann (Norwich); Tony Jantschke (Borussia Mönchengladbach), Jordan Torunarigha (Hertha Berlino), Felix Uduokhai (Augsburg), Marcel Schmelzer (Borussia Dortmund); Maximilian Arnold (Wolfsburg), Arne Maier (Hertha Berlino), Toni Kroos (Real Madrid, Capitano); Steven Skrzybski (Schalke 04), Nils Petersen (Friburgo), Leonardo Bittencourt (Werder Brema). Il ct di questa nazionale non potrebbe essere che Matthias Sammer, Pallone d'Oro nel 1996: nato a Dresda, iniziò la carriera nella Dinamo, la squadra della sua città, giocando con la nazionale della DDR dal 1986 al 1990, di cui fu capitano e autore delle ultime reti ufficiali (doppietta nel 2-0 al Belgio del 12 settembre 1990, ultima partita della Germania Est). Come si misurerebbe questa Nazionale con gli squadroni del Vecchio Continente nell'Europeo 2020?

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7) L'Italia in Russia

Passiamo ora la palla (è proprio il caso di dirlo!) ad Alessio Mammarella:

Subito dopo il sorteggio per la fase finale, la Coppa del Mondo 2018 vive un colpo di scena: la Spagna viene sospesa da tutte le competizioni FIFA perché si scopre che il governo spagnolo ha abusato il proprio potere per influenzare le vicende della federazione calcistica nazionale, e questa è una cosa assolutamente sgradita ai vertici del calcio mondiale. Altri paesi, come l'Indonesia, sono stati sanzionati per queste stesse ragioni. Fra titoli infuocati della stampa spagnola, l'Italia viene ripescata per giocare la Coppa del Mondo. Nel Bel Paese è un piccolo terremoto: come al solito, quando le cose vanno male in Italia scattano le "rese dei conti" e la notizia che la nazionale parteciperà al Mondiale ci sorprende con una federazione commissariata e una guida tecnica vacante. In gran fretta viene eletto un nuovo Presidente della FIGC, nella persona di Demetrio Albertini, e bisogna fare in fretta a trovare il nuovo tecnico della nazionale. Si fanno vari nomi ma tutti alquanto mediocri. Alla fine a risolvere l'empasse arriva la disponibilità di Fabio Capello, deciso a dimostrare di essere ancora capace di cogliere grandi risultati. Nelle amichevoli pre-mondiale, Capello schiera la sua Italia con un 4-3-3 convenzionale ma dinamico ed equilibrato. I due pareggi ottenuti non regalano entusiasmo, ma certamente gli azzurri danno l'impressione di non essere allo sbaraglio, bensì organizzati e in partita.

Il Mondiale dell'Italia inizia contro il Portogallo, testa di serie del girone e campione d'Europa in carica. L'Italia scende in campo con questa formazione: Buffon; Darmian, Bonucci, Chiellini, Emerson; Benassi, Jorginho, Pellegrini; Bernardeschi, Immobile, Insigne. Nelle battute iniziali l'Italia sfiora il vantaggio con Immobile, che si divora un'occasione ghiotta a pochi passi dalla porta, e con Insigne il quale, diversamente dal solito, non inquadra la porta. Quando affonda il Portogallo, invece, fa male: Cristiano Ronaldo timbra il cartellino dei marcatori e conferma la sua intenzione di sfruttare al meglio quello che forse sarà il suo ultimo mondiale. L'Italia reagisce, anche perché il gioco del Portogallo è compassato e poco aggressivo. Alla fine del primo tempo segna Benassi, ma la rete viene annullata per un dubbio fuorigioco. All'inizio della ripresa Capello inserisce Chiesa al posto di un Bernardeschi poco incisivo. Il giovane attaccante della viola entra subito carico e dopo pochi minuti riesce a servire un passaggio perfetto per Immobile, che stavolta non sbaglia. Con la partita in parità, il Portogallo sembra rallentare i ritmi ed accontentarsi, ma è probabilmente solo un tentativo di convincere l'Italia ad abbassare la guardia. Arriva infatti un'altra folata offensiva e Chiellini, di fronte allo sfondamento di Cristiano Ronaldo, non reste alla tentazione di fermarlo con le cattive. Rigore per i lusitani, che Ronaldo segna senza pietà. Capello inserisce Belotti ed El Shaarawi per lo sprint finale. Sfortunatamente, l'attivismo dei due non sembra supportato dal resto dei compagni, che appaiono stanchi. Tuttavia, nei minuti di recupero, Chiellini prova un'avanzata delle sue e lancia un cross: la misura non è giusta per la testa di Belotti ma sorprendentemente è perfetta infilarsi appena sotto l'incrocio dei pali. La partita più difficile del girone è archiviata con un 2-2 che tutto sommato non fa male.

La partita successiva è col Marocco precedentemente impostosi per 2-1 sull'Iran. Il Marocco è una squadra ostica, abbottonata, a cui è difficile segnare. L'Iran c'è riuscito solo nel finale, classico goal della bandiera. Capello schiera la stessa formazione della partita con il Portogallo, con l'eccezione di Chiesa, che ha ben figurato nella partita precedente, al posto di Bernardeschi. Il primo tempo va in archivio con l'Italia che spinge ma non riesce a trovare il vantaggio. L'unica occasione seria è un bel tiro di Pellegrini dal limite dell'area, che viene però respinto sulla linea da Benatia. Nel secondo tempo, Capello opta per un cambio di modulo, sperando di rendere il gioco più imprevedibile. Escono quindi Insigne e Chiesa ed entrano Belotti e Verratti, a cui Capello chiede di giocare da mezzapunta. Il curioso esperimento, dopo un paio di passaggi a vuoto, sembra funzionare ed alla fine è 2-0 per l'Italia, con le reti di Belotti ed Emerson. Nel frattempo, il Portogallo regola l'Iran 4-0 e si porta in testa al girone.

L'Italia deve infine vedersela con l'Iran. Capello schiera quella che ormai è la sua formazione tipo, come uniche varianti ci sono Chiesa destra ed El Shaarawi a sinistra, per dare un po' di riposo ad Insigne. Nel pre-partita si registra una piccola gaffes degli organizzatori che scambiano involontariamente le due bandiere, caratterizzate dai medesimi colori. La partita in sé dovrebbe essere agevole, anche se l'Italia, nelle sue ultime partecipazioni al torneo, ha sempre avuto problemi e sfortune nell'ultima partita del girone. I timori dei più pessimisti sembrano avverarsi quando, dopo pochi minuti, Emerson si fa male a seguito di un brutto contrasto. Capello decide allora di far entrare Conti e spostare Darmian a sinistra. Il giovane terzino milanista è all'esordio con la nazionale di Capello, aggregato in extremis dopo una stagione saltata quasi interamente per un brutto infortunio. Le sfortune non sembrano però finite: Immobile, colpito duro da un avversario, sembra reagire al fallo subito. Cartellino rosso ed Italia in dieci. Capello decide di non fare sostituzioni, e di giocare senza centravanti. Tutti pensano sia una soluzione provvisoria, e che nell'intervallo ci sarà una riorganizzazione della squadra. Anche nella ripresa, invece, l'Italia decide di rinunciare ad avere un centravanti. L'Iran attacca, intravedendo la possibilità di vincere almeno una partita nonostante la sicura eliminazione. Gli azzurri soffrono, chiusi nella loro metà campo, però giocano uniti e con lucidità. La strategia italiana viene premiata da un bellissimo contropiede di Chiesa, che fa tutto da solo e sfiora il goal. E' solo il preavviso di una rete che arriverà e a segnarla, solo pochi minuti dopo, sarà El Shaarawi. A questo punto l'Iran tira i remi in barca, e la partita si avvia verso la fine in modo abbastanza mesto. Stesso risultato, 1-0 anche per il Portogallo, che termina al primo posto nel girone grazie alla goleada contro l'Iran. Non si sa se sia davvero in vantaggio, visto che il Portogallo dovrà incontrare la Russia padrona di casa, e un giornalista intervistando Cristiano Ronaldo gli chiede se ha paura di "giocare contro Putin".

L'Italia dovrà invece incontrare l'Uruguay e la partita si configura come una possibile rivincita di quella risultata decisiva nel 2014. Non ci saranno però i grandi protagonisti di quella partita: Suarez è infortunato, mentre Chiellini deve scontare un turno di squalifica a causa delle ammonizioni rimediate contro il Portogallo e L'Iran. L'Italia si schiera con: Buffon; Conti, Bonucci, Romagnoli, Darmian; Benassi, Jorginho, Pellegrini; Chiesa, Belotti, Insigne. Il primo tempo contro l'Uruguay sembra una fotocopia di quello contro il Portogallo: occasioni sfumate per Insigne e Belotti, che non sembrano intendersi al meglio, rete del goleador avversario, Cavani. Nel secondo tempo, Insigne si prende finalmente la gioia del goal con una bella punizione, e poco dopo raddoppia Belotti ribadendo in rete un tiro di Conti respinto male dal portiere. L'Uruguay, che nel girone aveva dominato, sembra non avere tante carte da giocare. Cavani viene sostituito e si prende l'applauso per il suo bel goal, ma in volto è palese la sua delusione per una squadra che non sembra trovare il modo di impensierire sul serio l'Italia.

Dominato l'Uruguay, la stampa italiana si divide tra chi inizia a sognare, ricordando che una vittoria contro l'Uruguay agli ottavi arrivò nel 1990, al mondiale delle "notti magiche" e chi invece resta pessimista. Il prossimo avversario dell'Italia sarà, infatti, una Croazia che è arrivata seconda nel girone solo per colpa di un dubbio rigore assegnato all'Argentina, ed ha sfogato la frustrazione sconfiggendo poi la Francia negli ottavi di finale per 3-1. Contro la Croazia, Capello decide di rispolverare il "rombo" già visto nella parte finale della partita contro il Marocco. Giocano quindi: Buffon; Conti, Bonucci, Chiellini, Darmian; Benassi, Jorginho, Pellegrini; Verratti; Immobile, Belotti. La Croazia inizia la partita giocando ad alta velocità, e per i primi minuti mette in difficoltà l'Italia, che fino ad allora ha sempre giocato contro squadre piuttosto lente nella manovra. Due salvataggi difensivi di Bonucci e Darman sono la prova che la pressione croata è davvero forte. Servono un colpo di fortuna o uno di magia per uscirne, e finalmente Verratti si mostra degno di giocare come "10" dribblando nella stessa azione Modric e Rakitic e servendo un bellissimo passaggio per Belotti che non fallisce la golosa occasione di passare in vantaggio. I croati però reagiscono e pareggiano con Manzukic. Nel secondo tempo, Chiellini non rientra a causa di un problema alla spalla, dovuto a un fallo subito precedentemente. Lo sostituisce come di consueto Romagnoli.

Nel secondo tempo l'Italia sembra essere calata fisicamente, e la Croazia ne approfitta subito per passare in vantaggio con Perisic. Sembra di vedere la partita con l'Uruguay a ruoli invertiti, e alla fine arriva anche la papera di Buffon su una punizione di Modric. Capello fa uscire un esausto Belotti per El Shaarawi. I social network impazziscono: l'Italia sta perdendo, potrebbe essere al capolinea e invece di inserire il talentuoso Insigne, Capello opta per la sua riserva! All'87° El Shaarawi sfonda completamente la difesa croata, e serve a Immobile il pallone del facile 2-3. Manca poco, ma la partita è epica e gli azzurri ci credono. Poco dopo, su un calcio d'angolo, la palla carambola fuori dall'area ma sui piedi di Darmian, che infila un tiro imparabile appena sotto la traversa. 3-3. Insigne entra nel primo tempo supplementare, al posto di Jorginho, mentre Verratti scende in posizione da regista. Ancora una volta Capello mescola le carte. Si tratta però di un quarto d'ora interlocutorio. Paradossalmente, dopo una partita giocata a viso aperto, sembra che nessuna delle due formazioni voglia rischiare di incassare il colpo del ko. Nel secondo tempo supplementare, Insigne si prende l'ovazione del pubblico con una bellissima azione personale, che si candida ad essere il goal più bello del mondiale. Questa volta è però la Croazia che non molla e trova il pareggio grazie al veterano Srna sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Finisce 4-4 e bisogna ricorrere ai calci di rigore. La parata decisiva è di Buffon, che intuisce la direzione del tiro di Mandzukic e riesce a sfiorare il pallone con le dita, mandandolo sul palo.

Il Brasile appare la favorita delle favorite: dopo aver stravinto il loro girone segnando ben undici reti, i brasiliani hanno liquidato il Messico agli ottavi con tre goal di scarto. Hanno avuto più difficoltà contro il Belgio, unica squadra che è riuscita a segnare due reti ai verdeoro con Lukaku e Mertens, ma comunque il gioco del Brasile è apparso il più convincente. L'Italia, reduce dalla durissima partita contro la Croazia, si schiera con: Buffon; Conti, Bonucci, Chiellini, Darmian; Benassi, Verratti, Pellegrini; Bernardeschi, Belotti, Insigne. Il Brasile, forse spinto dall'euforia delle proprie capacità, gioca in maniera abbastanza disordinata. E così, l'Italia passa in vantaggio con un numero di alta scuola di Belotti che si gira in un fazzoletto e conclude senza lasciare scampo al portiere. Alla fine del primo tempo l'Italia è addirittura in vantaggio, ma nella ripresa è evidente che gli azzurri sono andati in fuorigiri a livello fisico. Nel giro di pochi minuti Neymar ribalta il risultato con un goal e un assist perfetto per Paulinho. Capello inserisce tre cambi insieme, facendo entrare Immobile e Chiesa per Belotti e Bernardeschi. C'è poco da fare però: il Brasile segna ancora con Fred, mettendo in chiaro che il Brasile vuole andarsi a prendere la finale. Nonostante tutto l'Italia attacca ancora sul binario Conti-Chiesa e consente ad Immobile di segnare ancora. Le stesse imprese però non possono riuscire sempre e alla fine gli azzurri, con vari giocatori presi da crampi, devono arrendersi a un ultima rete brasiliana segnata da Gabriel Jesus. Finisce 4-2 per il Brasile, che giocherà con l'Argentina in un duello tutto sudamericano. L'Italia giocherà comunque la finale per il 3° posto in un campionato per il quale non si era neppure qualificata. Dall'altra parte c'è a sorpresa l'Inghilterra, che ha eliminato ai quarti di finale i campioni in carica della Germania. La formazione italiana per l'ultima partita del torneo è: Buffon; Conti, Bonucci, Romagnoli, Darmian; Benassi, Verratti, Pellegrini; Chiesa, Immobile, Insigne. La partita comincia bene per l'Italia, anche se Insigne sembra avere meno confidenza con Belotti rispetto ad Immobile. L'Italia comunque è pericolosa e va svariate volte vicino al vantaggio. Riesce a passare alla fine con un bel goal di Conti. All'inizio del secondo tempo Sturridge riesce a pareggiare, ma poi Immobile, entrato al posto di Belotti, fissa di testa il 2-1 finale. Italia al terzo posto, come ai tempi delle "notti magiche" e ancora una volta contro l'Inghilterra.

E per la finale tra Argentina e Brasile... fate vobis!

Precisazioni e considerazioni:
Il nome di Capello come tecnico della nazionale non viene da una ragione particolare, credo che sia tra i grandi allenatori italiani uno che avrebbe le caratteristiche giuste, ed il fatto che sia un po' uscito dal giro delle grandi squadre ne fa uno che accetterebbe la panchina senza accampare troppe pretese. Non so se le formazioni che ho ipotizzate siano nelle corde del noto allenatore: diciamo che sono mie. Ho considerato la presenza di Buffon perché ci teneva tanto all'ultimo mondiale e tornerebbe sulla sua decisione di ritirarsi. Parimenti ho considerato Chiellini perché è un giocatore che si presta a partite giocate in modo epico, con situazioni memorabili nel bene o nel male. Non ho invece menzionato Barzagli, che ritengo non più all'altezza, e neppure centrocampisti come De Rossi, Montolivo e Marchisio, anche se personalmente non escluderei di portare giocatori della loro esperienza come riserve. Come vedete comunque una idea di centrocampo titolare ce l'ho, ed è fatta da giocatori che durante la gestione Ventura sono stati considerati poco, con l'eccezione di Verratti che però è stato sempre fatto giocare in ruoli complicati per le sue caratteristiche. In attacco abbiamo l'imbarazzo della scelta, ed appunto per quello ho fatto ruotare vari giocatori.
Avrete notato il riferimento a Italia '90: non è volontario, ma negli ottavi a Italia '90 sconfiggemmo l'Uruguay abbastanza facilmente (anche se non era certo l'Uruguay di Cavani!), poi giocammo la finale per il terzo posto contro l'Inghilterra.
L'epico scontro con la Croazia ci ricollega invece al mitico mondiale del '70, con l'epica partita contro la Germania che fatalmente ci privò delle energie necessarie a confrontarci col grande Brasile. Ecco, io penso che il Brasile sia davvero fortissimo anche quest'anno, e sono convinto che vorranno cancellare la delusione del Mineirazo andando a vincere la Coppa in Europa

Alessio Mammarella

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8) I Campionati Europei del Passato

Passiamo alla proposta di Gabriele Sampietro:

Come cambierebbe il calcio europeo se i confini attuali venissero sostituiti da quelli decisi 200 anni fa al Congresso di Vienna?
Avremmo molte rappresentative in Italia: regno sabaudo, Stato della Chiesa... L'Austria conterebbe anche su cechi e soprattutto croati. L'impero ottomano potrebbe contare su Dzeko e Pjanic, oltre a turchi e greci...
Anche i campionati e le coppe europee sarebbero molto diverse.

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Findarato Anàrion gli replica:

Se l'Impero Austroungarico si integrasse il Lombardo-Veneto (si è capito che è un mio pallino), allora la Repubblica Mitteleuropea (possiamo immaginare che nell'ultimo secolo l'Impero Austro-Ungarico abbia cambiato nome e forma di governo) potrebbe contare anche su quasi tutti gli italiani del nord.

Le Due Sicilie hanno altrettanti campionati e nazionali, entrambi di basso livello, con solo le squadre delle Capitali che al limite possono sperare di arrivare a giocare il girone di Europa League.

Situazione analoga nello Stato Pontificio, Parma, Piacenza, Modena e Reggio.

Le squadre toscane e piemontesi sono di discreto livello, come pure quelle bavaresi, svizzere, belghe e olandesi.

Le competizioni europee sono monopolizzate dalle squadre della Mitteleuropa, Prussia e Spagna.

Francia e Inghilterra come oggi.

La Mitteleuropa ha vinto sei campionati mondiali, di cui quattro quando si chiamava ancora Impero Austroungarico.

La Coppa Rimet non è mai stata trafugata, ed è orgogliosamente esposta nel castello di Schönbrunn.

Una copia della Coppa è esposta anche nelle altre capitali della Mitteleuropa (Milano, Buda e Sarajevo).

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Diamo la parola a Generalissimus:

Parto dal dopoguerra:

Regno di Francia 1960: Impero Federale Russo 2-1 Stati Uniti della Grande Austria.
Campione: Impero Federale Russo.

Regno di Spagna 1964: Regno di Spagna 2-1 Impero Federale Russo.
Campione: Regno di Spagna.

Regno delle Due Sicilie 1968: Stati Uniti della Grande Austria 2-0 Impero Federale Russo.
Campione: Stati Uniti della Grande Austria.

Regno Unito dei Paesi Bassi 1972: Impero Federale Russo 2-0 Regno di Baviera.
Campione: Impero Federale Russo (secondo titolo).

Stati Uniti della Grande Austria 1976: Stati Uniti della Grande Austria 5-3 Elettorato d'Assia.
Campione: Stati Uniti della Grande Austria (secondo titolo).

Regno di Sardegna 1980: Regno Unito dei Paesi Bassi 3-2 Regno di Prussia.
Campione: Regno Unito dei Paesi Bassi.

Regno di Francia 1984: Regno di Francia 2-0 Regno di Spagna.
Campione: Regno di Francia.

Impero Tedesco 1988: Regno Unito dei Paesi Bassi 2-0 Impero Federale Russo.
Campione: Regno Unito dei Paesi Bassi (secondo titolo).

Svezia 1992: Danimarca 2-0 Regno di Baviera.
Campione: Danimarca.

Inghilterra 1996: Granducato di Baden 2-1 Stati Uniti della Grande Austria.
Campione: Granducato di Baden.

Regno Unito dei Paesi Bassi 2000: Regno di Francia 2-1 Stati Uniti della Grande Austria.
Campione: Regno di Francia (secondo titolo).

Regno del Portogallo 2004: Impero Ottomano 1-0 Regno del Portogallo.
Campione: Impero Ottomano.

Stati Uniti della Grande Austria 2008: Regno di Spagna 1-0 Impero Federale Russo.
Campione: Regno di Spagna (secondo titolo).

Impero Federale Russo 2012: Regno di Spagna 4-0 Regno delle Due Sicilie.
Campione: Regno di Spagna (terzo titolo).

Regno di Francia 2016: Regno del Portogallo 1-0 Regno di Francia.
Campione: Regno del Portogallo.

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Se poi allarghiamo il "1815 statico" a tutto il mondo i risultati sono questi (sempre partendo dal dopoguerra, anche se non so come comportarmi con le colonie):

Argentina 1950: Argentina 2-1 Svezia.
Campione: Argentina.

Svizzera 1954: Regno di Baviera 3-2 Stati Uniti della Grande Austria.
Campione: Regno di Baviera.

Svezia 1958: Svezia 5-2 Regno di Francia.
Campione: Svezia.

Cile 1962: Stati Uniti della Grande Austria 3-1 Cile.
Campione: Stati Uniti della Grande Austria.

Inghilterra 1966: Inghilterra 4-2 Regno di Baviera.
Campione: Inghilterra.

Messico 1970: Stati Uniti della Grande Austria 1-0 Regno di Baviera.
Campione: Stati Uniti della Grande Austria (secondo titolo).

Regno di Prussia 1974: Regno di Baviera 2-1 Regno Unito dei Paesi Bassi.
Campione: Regno di Baviera.

Argentina 1978: Argentina 3-1 Regno Unito dei Paesi Bassi.
Campione: Argentina (secondo titolo).

Regno di Spagna 1982: Granducato di Toscana 3-1 Regno di Prussia.
Campione: Granducato di Toscana.

Messico 1986: Argentina 3-2 Elettorato d'Assia.
Campione: Argentina (terzo titolo).

Regno delle Due Sicilie 1990: Regno di Baviera 1-0 Argentina.
Campione: Regno di Baviera (secondo titolo).

Stati Uniti 1994: Stati Uniti della Grande Austria 3-2 Svezia.
Campione: Stati Uniti della Grande Austria (terzo titolo).

Regno di Francia 1998: Regno di Francia 3-0 Stati Uniti della Grande Austria.
Campione: Regno di Francia.

Joseon-Giappone 2002: Regno di Prussia 2-0 Impero Ottomano.
Campione: Regno di Prussia.

Regno di Prussia 2006: Regno delle Due Sicilie 3-1 Regno di Francia.
Campione: Regno delle Due Sicilie.

Inghilterra 2010: Regno di Spagna 1-0 Regno Unito dei Paesi Bassi.
Campione: Regno di Spagna.

Regno del Portogallo 2014: Regno di Baviera 1-0 Argentina.
Campione: Regno di Baviera (terzo titolo).

Impero Russo 2018: Regno di Francia 4-2 Stati Uniti della Grande Austria
Campione: Regno di Francia (secondo titolo).

Impero Ottomano 2022: da disputarsi

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Daniele Novati gli risponde in questo modo:

Replico con queste... e mi sono fermato ai maggiori quattro stati italiani (non si offendano i toscani)

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Al che Generalissimus esclama:

Ammazza, che squadroni! (e non sono ironico)

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Anche Pietro Bosi dice la sua:

Ecco la possibile formazione per una nazionale austro-ungarica di oggi. Forse non fra le top 8, ma sicuramente sarebbe una squadra molto ostica.

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Aggiungendo anche gli atleti del Lombardo-Veneto, ecco come cambierebbe la formazione:

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In questo sito trovate queste immagini e molte altre di federazioni calcio ucroniche. Enjoy it!

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La parola passa a Generalissimus:

Perché limitarsi all'Impero Asburgico quando anche il Sacro Romano Impero nei suoi confini del 1190 sarà affiliato alla FIFU? Ecco dunque la classifica finale della Prima Lega Imperiale, campionato 2019-2020:

Pos.

Squadra Pt G V N P GF GS
1 Bayern Monaco 73 34 21 10 3 60 24
2 Inter 65 34 19 8 7 58 35
3 Ajax 59 34 17 8 9 66 38
4 Olympique Marsiglia 59 34 17 8 9 53 41
5 Juventus 58 34 16 10 8 51 34
6 Borussia Dortmund 58 34 16 10 8 44 31
7 Milan 54 34 15 9 10 51 30
8 Sparta Praga 52 34 14 10 10 59 47
9 Rapid Vienna 49 34 13 10 11 36 37
10 PSV Eindhoven 41 34 11 8 15 34 47
11 Monaco 41 34 11 8 15 41 49
12 Slavia Praga 41 34 10 11 13 28 41
13 Austria Vienna 39 34 11 6 17 38 50
14 Werder Brema 37 34 9 10 15 31 48
15 FC St. Pauli 32 34 8 8 18 49 71
16 Feyenoord 29 34 6 11 17 28 46
17 Nizza 27 34 5 12 17 37 57
18 Slovan Liberec 24 34 7 3 24 41 79

Bayern Monaco campione dell'Impero e qualificato di diritto alla fase a gironi della UEFA Champions League 2020-2021, assieme ad Inter ed Ajax. Olympique Marsiglia ammesso alla fase a gironi della UEFA Europa League 2020-2021 in qualità di vincitore della Coppa dell'Impero. Juventus, Borussia Dortmund e Milan ammesse al secondo turno di qualificazione della UEFA Europa League 2020-2021. FC St. Pauli, Feyenoord, Nizza e Slovan Liberec parteciperanno ai play-out che decideranno quali saranno le due squadre che dovranno retrocedere in Seconda Lega e fare posto alla prima classificata e alla vincitrice dei play-off del torneo cadetto.

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aNoNimo però non è d'accordo:

Io non riconosco una Federazione Calcio in cui la Juve vince fior di scudetti mentre il Torino è relegato in qualche infima Lega Pro, a giocare con le squadrette dell'oratorio, per cui abbandono la Fußball Bund des Heiligen Römischen Reiches e fondo la Federazione Giuoco Calcio della Lega Lombarda, sperando che in essa oltre al Torino si uniscano il Milan (« "l'Inter è coi forti e abbandonò la Lega!" / Il popol grida: "L'esterminio all'Inter!" »), l'Atalanta, il Brescia, il Piacenza, la Cremonese, il Verona, il Lanerossi Vicenza, il Venezia, il Parma, il Bologna, il Modena, il Genoa, la Sampdoria e naturalmente la blasonata Pro Vercelli. Sono sicuro che tutti insieme, nello Stadio Giovanni Mari di Legnano, riusciremo ad infliggere una storica sconfitta alle corazzate miliardarie del Sacro Romano Impero!

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Interviene anche Enrica S.:

I CAMPIONATI MONDIALI CON IL PIANETA FERMO ALL'ANNO 1500:

Impero Ottomano 1930: Impero Ottomano 2-1 Impero Azteco
Campione: Impero Ottomano (primo titolo)

Ducato di Milano 1934: Ducato di Milano 2-1 Granducato di Lituania
Campione: Ducato di Milano (primo titolo)

Regno di Francia 1938: Ducato di Milano 4-2 Regno d'Ungheria
Campione: Ducato di Milano (secondo titolo)

Tawantinsuyu 1950: Impero Ottomano 2-1 Tawantinsuyu
Campione: Impero Ottomano (secondo titolo)

Confederazione Svizzera 1954: Arciducato d'Austria 3-2 Regno d'Ungheria
Campione: Arciducato d'Austria (primo titolo)

Unione di Kalmar 1958: Tawantinsuyu 5-2 Unione di Kalmar
Campione: Tawantinsuyu (primo titolo)

Repubblica Mapuche 1962: Tawantinsuyu 3-1 Granducato di Lituania
Campione: Tawantinsuyu (secondo titolo)

Regno d'Inghilterra e Irlanda 1966: Regno d'Inghilterra e Irlanda 4-2 Arciducato d'Austria
Campione: Regno d'Inghilterra e Irlanda

Sultanato Mamelucco 1970: Tawantinsuyu 4-1 Ducato di Milano
Campione: Tawantinsuyu (terzo titolo)

Arciducato d'Austria 1974: Arciducato d'Austria 2-1 Serenissima Repubblica di Venezia
Campione: Arciducato d'Austria (secondo titolo)

Impero Azteco 1978: Impero Azteco 3-1 Serenissima Repubblica di Venezia
Campione: Impero Azteco (primo titolo)

Regno di Castiglia 1982: Ducato di Milano 3-1 Arciducato d'Austria
Campione: Ducato di Milano (terzo titolo)

Sultanato di Delhi 1986: Impero Azteco 3-2 Arciducato d'Austria
Campione: Impero Azteco (secondo titolo)

Regno di Napoli 1990: Arciducato d'Austria 1-0 Impero Azteco
Campione: Arciducato d'Austria (terzo titolo)

Lega delle Cinque Nazioni Irochesi 1994: Tawantinsuyu 3-2 (rig.) Regno di Napoli
Campione: Tawantinsuyu (quarto titolo)

Regno di Francia 1998: Regno di Francia 3-0 Tawantinsuyu
Campione: Regno di Francia

Impero Ming 2002: Tawantinsuyu 2-0 Arciducato d'Austria
Campione: Tawantinsuyu (quinto titolo)

Regno di Boemia 2006: Ducato di Milano 5-3 (rig.) Regno di Francia
Campione: Ducato di Milano (quarto titolo)

Impero del Mali 2010: Regno di Castiglia 1-0 Serenissima Repubblica di Venezia
Campione: Regno di Castiglia

Tawantinsuyu 2014: Arciducato d'Austria 1-0 Impero Azteco
Campione: Arciducato d'Austria (quarto titolo)

Granducato di Moscovia 2018: Regno di Francia 4-2 Impero Ottomano
Campione: Regno di Francia (secondo titolo)

Impero Persiano 2022: da disputarsi

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Generalissimus poi vuole esagerare:

GLI EUROPEI CON L'EUROPA FERMA ALL'ANNO MILLE:

Regno di Francia 1960: Rus' di Kiev 2-1 Regno di Croazia.
Campione: Rus' di Kiev

Califfato di Cordova 1964: Califfato di Cordova 2-1 Rus' di Kiev.
Campione: Califfato di Cordova

Sacro Romano Impero 1968: Sacro Romano Impero 2-0 Regno di Croazia.
Campione: Sacro Romano Impero

Regno di León 1972: Sacro Romano Impero 3-0 Rus' di Kiev.
Campione: Sacro Romano Impero (secondo titolo)

Regno di Croazia 1976: Sacro Romano Impero 3-0 Regno di Croazia.
Campione: Sacro Romano Impero (terzo titolo)

Impero Bizantino 1980: Sacro Romano Impero 2-1 Impero Bizantino.
Campione: Sacro Romano Impero (quarto titolo)

Regno di Francia 1984: Regno di Francia 2-0 Califfato di Cordova.
Campione: Regno di Francia

Sacro Romano Impero 1988: Sacro Romano Impero 2-0 Rus' di Kiev.
Campione: Sacro Romano Impero (quinto titolo)

Regno di Svezia 1992: Regno di Danimarca 2-0 Sacro Romano Impero.
Campione: Regno di Danimarca

Inghilterra 1996: Sacro Romano Impero 2-0 Inghilterra.
Campione: Sacro Romano Impero (sesto titolo)

Sacro Romano Impero 2000: Regno di Francia 2-1 Impero Bizantino.
Campione: Regno di Francia (secondo titolo)

Emirato di Cordova 2004: Impero Bizantino 1-0 Emirato di Cordova.
Campione: Impero Bizantino

Regno di Ungheria 2008: Emirato di Cordova 1-0 Sacro Romano Impero.
Campione: Emirato di Cordova (secondo titolo)

Rus' di Kiev 2012: Emirato di Cordova 4-0 Impero Bizantino.
Campione: Emirato di Cordova (terzo titolo)

Regno di Francia 2016: Emirato di Cordova 1-0 Regno di Francia.
Campione: Emirato di Cordova (quarto titolo)

Continuo?

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Anche Alessio Mammarella ci mette lo zampino:

Una semiseria (e un po' matta) cronaca dei campionati europei ispirati a questo nostro gioco...

Il primo campionato europeo si svolge nel 1648, per celebrare la riconciliazione dopo la sanguinosa guerra dei Trent'anni. Le 8 nazionali preparate per l'occasione si sfideranno raggruppate in due gironi da 4, con due squadre che passeranno il turno, incontrandosi in semifinali a eliminazioni diretta e successivamente nella finali per la vittoria e per il terzo posto.
Il primo girone comprende Svezia, Portogallo, Francia e Transilvania. Francia e Portogallo dominano il girone.
il secondo comprende Austria, Paesi Bassi Spagnoli, Etmanato cosacco e una nazionale mista inglese-scozzese. Questo secondo girone vede vittoriosi i Paesi Bassi Spagnoli davanti ai britannici, che battono 4-2 l'Austria nella gara decisiva (contestato l'arbitraggio per via di un "goal fantasma").
Nelle semifinali, il Portogallo batte i Paesi Bassi Spagnoli mentre la Francia batte i britannici. Si incontrano dunque in finale due squadre che si erano già affrontate nel girone: in quel caso aveva vinto la Francia, in finale il Portogallo si prende la rivincita. Proteste da parte del Re di Spagna (il Portogallo è Spagna, quindi la coppa in realtà l'abbiamo vinta noi) che tuttavia può consolarsi con il terzo posto dei Paesi Bassi Spagnoli.

Nel 1748, per festeggiare la fine della Guerra di Successione Austriaca, che cade anche nel centenario del primo campionato europeo, si decide di disputarne uno nuovo.
Nel girone A la Francia è affiancata da Prussia, Polonia-Lituania e Impero Ottomano. Passano Impero Ottomano e Francia. Poiché i francesi sono usciti nuovamente secondi dal girone, Voltaire rilascia dichiarazioni pessimistiche (non vinciamo neanche stavolta, vedrete).
Nel girone B domina l'Impero Spagnolo, ma i veneziani riescono a battere le Province Unite in rimonta e raggiungono la semifinale. Semifinale dai toni epici contro l'Impero Ottomano. I veneziani giocano la partita della vita e si arrendono solo ai calci di rigore. Nell'altra semifinale, neanche a dare ragione a Voltaire, la Francia incassa un secco 3-0 dagli spagnoli. Nella finalissima, gli spagnoli, che sono palesemente la squadra più forte del torneo, si impongono sull'Impero Ottomano. Nella finale di consolazione la Francia ottiene il terzo posto contro una squadra veneziana esausta dopo la terribile semifinale.

Nel 1812 per mettere fine alle guerre europee si decide di risolverla con un nuovo campionato di calcio. Nel girone A si affrontano Italia, Impero Britannico, Baviera e Regno di Napoli. I britannici dominano, e per il secondo posto a giocarsela sono italiani e napoletani. La spuntano i napoletani con un goal di Ciro Immobile in "zona cesarini" (l'avevano già inventata?). Da quella partita comunque iniziano le discussioni sul concetto di Italia, sul fatto che in fondo l'unione fa la forza e che se Napoli fosse Italia nel calcio andrebbe molto meglio...
Nel girone B la Francia domina, ma la Spagna campione uscente riesce a qualificarsi comunque per la semifinale. Va comunque a schiantarsi contro un muro perché la nazionale britannica è incredibilmente competitiva. Il Regno di Napoli inizia bene la partita contro la Francia, che aveva approcciato la partita sottovalutando l'avversario, con una formazione piena di riserve. Riesce quindi a portarsi in vantaggio, ma alla fine la vittoria francese è netta. Sarà Impero Francese vs. Impero Britannico, da giocarsi nel nuovissimo stadio di Waterloo. Vincono i britannici con una rete nei minuti di recupero, dopo che i francesi hanno dominato il primo tempo sprecando molte occasioni. A seguito della nuova sconfitta da parte della Francia, Napoleone si dimette come promesso.

Nel 1914, di fronte alla crisi internazionale accesa dall'attentato di Sarajevo, si sceglie di evitare la guerra con un nuovo campionato europeo. Il girone A è composto da Germania, Austria-Ungheria, Russia e Grecia. E' un girone senza storia, le due nazionali germanofone si affermano facilmente. Adolf Hitler scriverà anni dopo che il goal su calcio d'angolo di Umtiti, che regala la vittoria alla Germania sulla sua Austria-Ungheria, lo fece infervorare contro le "razze inferiori".
Il girone B è dominato invece da Francia e Impero britannico anche se il Belgio per poco non riesce nell'impresa di sopravanzare la Francia in classifica. La Francia è comunque battuta dalla Germania in semifinale, mentre nell'altra l'Austria-Ungheria viene battuta dai britannici. Anche la rete in contropiede di Salah contribuisce a esasperare l'animo del giovane Adolf Hitler.
La finale è tra l'Impero Britannico e quello Tedesco, vincono i britannici ai calci di rigore, conquistando il loro secondo titolo consecutivo.

Nel 1942, mentre in Europa infuriano i combattimenti, Adolf Hitler decide di organizzare un nuovo campionato europeo, perché ritiene necessario lavare l'onta dei campionati precedenti, quando le squadre germanofone non hanno mai vinto. Per fare le cose in grande, Hitler decide che le squadre partecipanti saranno ben 12. Esse saranno divise in 4 gironi da 3, in modo che le vincitrici siano le 4 semifinaliste.
Il girone A è composto da Ungheria, Serbia e Romania e viene vinto dalla Serbia.
Il girone B è composto da Germania, Francia e Polonia e viene ovviamente vinto dalla Germania.
Il girone C è composto da Italia, Ucraina e Ostland. Si afferma l'Italia che sembra, in effetti, l'Italia più forte di sempre.
Il girone D è composto da Croazia, Albania e Bulgaria. Prevale la Croazia.
Nella prima semifinale, la Germania domina la Croazia, il cui allenatore ha prudentemente lasciato in panchina gli uomini migliori (schiera addirittura il terzo portiere come titolare). Nell'altra semifinale, l'Italia gioca bene contro la Serbia ma viene penalizzata da vari errori arbitrali tra cui un rigore contro e una espulsione assolutamente gratuite. Va quindi in semifinale la Serbia, che sulla carta è la squadra più semplice che la Germania possa affrontare. La finale sembra andare come previsto fino a pochi minuti dalla fine, quando la Serbia è sotto 3-1. Dopo l'improvvisa rete del 3-2, l'arbitro medita di fischiare la fine con leggero anticipo ma un giocatore serbo lo distrae, impedendogli di fischiare proprio nel momento in cui uno dei suoi compagni buca di nuovo la rete con un tiro dalla lunga distanza. La partita si prolunga ai supplementari e Hitler, furente, decide di continuare a guardarla fino alla vittoria della Germania, che è certo si verificherà. Nei minuti successivi, tuttavia, giungono gli aerei britannici che bombardano lo stadio provocando la morte di Hitler.
Il titolo del campionato 1942 oggi è riconosciuto "a pari merito" agli indomiti giocatori serbi e a quelli tedeschi, che erano giocatori di calcio incolpevoli rispetto ai crimini del loro governo.

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A rincarare la dose ci pensa Lord Wilmore:

Vi piace il gioco pesante, eh? OK, io rispondo così.

GLI EUROPEI GIOCATI TRA LE PROVINCE DELL'IMPERO ROMANO

Gallia Lugdunense 2713 aUc: Dacia 2-0 Illirico
Campione: Dacia

Spagna Tarraconense 2717 aUc: Spagna Tarraconense 2-1 Dacia
Campione: Spagna Tarraconense (primo titolo)

Gallia Cisalpina 2721 aUc: Gallia Cisalpina 2-0 Illirico
Campione: Gallia Cisalpina (primo titolo)

Gallia Belgica 2725 aUc: Germania Superiore 3-0 Dacia
Campione: Germania Superiore (primo titolo)

Illirico 2729 aUc: Africa Proconsolare 5-3 (rig.) Germania Superiore
Campione: Africa Proconsolare

Sicilia 2733 aUc: Germania Superiore 2-1 Gallia Belgica
Campione: Germania Superiore (secondo titolo)

Gallia Narbonense 2737 aUc: Gallia Narbonense 2-0 Spagna Tarraconense
Campione: Gallia Narbonense

Germania Superiore 2741 aUc: Siria 2-0 Dacia
Campione: Siria

Egitto 2745 aUc: Ponto 2-0 Germania Superiore
Campione: Ponto

Britannia 2749 aUc: Germania Superiore 2-1 Africa Proconsolare
Campione: Germania Superiore (terzo titolo)

Siria e Giudea 2753 aUc: Gallia Cisalpina 2-1 Gallia Lugdunense
Campione: Gallia Cisalpina (secondo titolo)

Lusitania 2757 aUc: Acaia 1-0 Lusitania
Campione: Acaia

Rezia e Norico 2761 aUc: Spagna Tarraconense 1-0 Germania Superiore
Campione: Spagna Tarraconense (secondo titolo)

Asia e Cappadocia 2765 aUc: Gallia Cisalpina 4-0 Spagna Tarraconense
Campione: Gallia Cisalpina (terzo titolo)

Gallia Lugdunense 2769 aUc: Lusitania 1-0 Gallia Lugdunense
Campione: Lusitania

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Findarato Anàrion fa notare:

In questo Impero Romano Calcistico, vi immaginate uno sfavillante derby Gerusalemme-Gerico, o il quadrangolare delle Capitali Roma vs. Mediolanum vs. Ravenna vs. Costantinopoli? Lo stadio imperiale di Roma potrebbe prendere il posto del Circo Massimo dopo che l'ippodromo sarebbe caduto in disuso, ma conservarne il nome. Stessa cosa per l'ippodromo di Costantinopoli.

E il rugby? Per il rugby prevedo il Torneo delle Sei Provincie:

Britannia Inferior
Britannia Superior
Cambria (o Britannia Secunda)
Gallia Lugdunensis
Aquitania
Gallia Cisalpina

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Generalissimus non si lascia scappare l'occasione:

Eccovi allora la classifica finale del Campionato Principale dell'Impero Romano 2019-2020:

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS
1 Valentia 65 34 17 14 3 51 24
2 Armamentarium 63 34 18 9 7 41 26
3 Roma 59 34 15 14 5 51 35
4 Colonia Agrippina 55 34 15 10 9 54 37
5 Olympica Massilia 54 34 15 9 10 53 41
6 Benfica 53 34 14 11 9 60 46
7 Traiectum 49 34 13 10 11 50 44
8 Celer Vindobona 47 34 12 11 11 43 38
9 Galata Costantinopoli 45 34 10 15 9 46 41
10 APOEL Leukosia 44 34 11 11 12 44 46
11 Legio IV Flavia Felix Sigindunum 43 34 11 10 13 43 45
12 Locusta Turicum 41 34 10 11 13 46 47
13 Olympiacos 41 34 9 14 11 38 45
14 Legionarius Spalatum 37 34 7 16 11 29 45
15 Maccabeus Efa 37 34 9 10 15 45 55
16 Exercitus Romanum Serdica 37 34 10 7 17 48 62
17 Viae Ferratae Romanae Napoca 27 34 6 9 19 38 64
18 Olympica Emona 19 34 2 13 19 28 67

La vincitrice del campionato, Valentia, dovrà vedersela in un triangolare che la vedrà impegnata insieme alla squadra vincitrice del torneo organizzato dalle tribù germaniche e a quella vincitrice del campionato dell'Impero Sasanide. La Celer Vindobona ha vinto un po' a sorpresa la Coppa dei Cesari. Che ne dite?

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William Riker obietta:

Perchè limitarsi ad un triangolare quando si può giocare un Mondiale per Club ad otto squadre come il nostro? Si può pensare infatti ad otto campionati, con i rispettivi vincitori:

Impero Romano: Valentia
Tribù Germaniche: Markomannerteam
Impero Sasanide: Persepolis
Impero Kushano: Bagram
Impero Satavahana (India): Gokulam Kerala
Impero Han: Luoyang
Regni Coreani: Unjin
Impero Yamatai: Wajin

Il torneo si disputa a Calicut, nell'Impero Satavahana, città dove ha sede il Gokulam.

Girone A: Valentia, Bagram, Gokulam Kerala, Wajin
Girone B: Markomannerteam, Persepolis, Luoyang, Unjin

Finalissima: Valentia - Markomannerteam 3-2

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Generalissimus poi ha voluto esagerare:

Eccovi la classifica finale del campionato di Prima Divisione dell'Impero Bizantino 2019-2020:

Pos.

Squadra Pt G V N P GF GS
1 Augusta Taurinorum 74 34 21 11 2 67 28
2 Galata Costantinopoli 69 34 21 6 7 62 27
3 APOEL Lefkosia 64 34 19 7 8 62 40
4 Bikephale Aetos Sigindunum 59 34 16 11 7 67 42
5 Olympiacos 57 34 15 12 7 65 36
6 Akrita Spalathos 57 34 15 12 7 55 39
7 Mediolanum 56 34 16 8 10 53 30
8 Fanarion Costantinopoli 48 34 12 12 10 55 46
9 Omonoia Lefkosia 48 34 13 9 12 52 55
10 Stratiota Sigindunum 44 34 11 11 12 37 43
11 Panathinaikos 38 34 10 8 16 30 45
12 Flumen 37 34 7 16 11 29 38
13 Genua 37 34 10 7 17 50 58
14 Kounopetra Costantinopoli 36 34 9 9 16 36 61
15 Anorthosis Ammochostos 35 34 9 8 17 45 63
16 AEK Atene 32 34 7 11 16 25 48
17 Bononia 26 34 6 8 20 32 72
18 Trapezous 14 34 2 8 24 25 76

Vincitrice finale del torneo e piazzamenti per le coppe internazionali verranno decisi da dei play-off a cui parteciperanno otto squadre. Il Mediolanum, avendo vinto la Coppa di Porpora, si qualifica automaticamente alla fase a gironi dell'Europa League 2020-2021. Dei play-out decideranno quali saranno le due squadre destinate alla retrocessione.

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Diamo adesso la parola a Mattiopolis:

In questi giorni ho letto Storia e storie dello sport in Italia, da cui riporto qui alcuni paragrafi:

« Durante il Risorgimento, a fianco di associazioni segrete di matrice carbonara, ne erano sorte in Italia di semi-segrete, nelle quali le persone si riunivano e frequentavano per un fine diverso da quello dichiarato e tollerato. Tra queste spiccavano le società che, col pretesto della ginnastica, organizzavano focolai di rivolta e addestravano i Corpi alle future battaglie. Compiuta che fu l'unità, esse conservarono le medesime caratteristiche. Il loro scopo era quello di mantenere vivo lo spirito di patria, e a tale meta gli esercizi ginnici risultavano completamente subalterni. Lo stato postunitario incoraggiò questa linea e la rafforzò di suo. Lo sport doveva servire solo a temprare i difensori della patria recentemente conquistata. I muscoli erano al servizio del soldato, non dell'atleta... [...]

Mentre in Inghilterra, e successivamente negli altri paesi europei, la diffusione della mentalità sportiva consentì progressivamente che alcune discipline timidamente agonistiche uscissero dalla loro embrionalità e assumessero compiuta forma e dignità di sport, in Italia, caso certamente unico, avvenne un fenomeno contrario. Esisteva infatti, già nel Settecento, un gioco molto vicino alle caratteristiche dello sport moderno ma esso pagò il suo anticipo sui tempi e nel corso dell’Ottocento perse gradualmente importanza per poi quasi scomparire del tutto. Si tratta del gioco del pallone, che concentrava piccole folle di tifosi. Goethe, spettatore d'eccezione a Verona nel 1786, ci riferisce di una partita seguita con entusiastica partecipazione da 5.000 persone... [...]

A metà secolo il pallone, che aveva quali principali centri di diffusione il Piemonte, il Veneto, la Liguria e il centro Italia, era al suo apogeo. L'unificazione italiana avrebbe potuto conferirgli la spinta definitiva e fu invece la sua pietra tombale. Lo sport cessava, per tutto l’Ottocento, di essere una sana evasione per i giovani e un allontanamento dal vizio e diveniva un’iniezione di patriottismo. Il gioco del pallone, con i suoi furori campanilistici e l'inettitudine dei gesti atletici a divenire destrezza nelle armi e nella marcia, scontava questa inassoggettabilità allo spirito risorgimentale e conosceva una rapida e sorprendente decadenza. Particolare simbolicamente significativo, nelle aree precedentemente destinate al gioco venivano inaugurati poligoni di tiro. Il tiro a segno, unitamente alla scherma e alla già citata ginnastica, era lo sport che lo stato promuoveva. Garibaldi in persona si spostava da una parte all’altra della penisola per inaugurare i poligoni. La ginnastica, dal canto suo, non appena costituì la federazione tra le società, vi mise a capo Pelloux, futuro ministro della guerra. »

Giochi simili erano e sono ancora diffusi in molte zone dell'America e dell'Europa di lingua romanza e non solo, a tal punto che esiste una sorta di regolamento unificato per i tornei internazionali, quindi una visione meno cocciutamente militarista e nazionalista dello sport avrebbe potuto portare non solo alla sopravvivenza del pallone col bracciale come sport nazionale, ma anche alla sua affermazione come sport internazionale, magari più tramite la Francia che tramite la debole, in confronto, Italia del tardo Ottocento.

Se la TL rimane simile alla nostra, il gioco potrebbe diffondersi molto facilmente anche nelle colonie, non solo francesi e italiane ma anche belghe, spagnole e olandesi (nazioni che hanno partecipato ai campionati mondiali di questa specialità), contendendo al calcio il primato di sport più praticato al mondo.

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C'è anche l'idea di aNoNimo:

Io invece propongo, sulla scia di questa pagina, i Campionati Mondiali di Calcio del 1878, organizzati dal Belgio. Le 24 squadre partecipanti sono divise in sei gironi da quattro squadre ciascuno, le prime due di ogni gruppo e le quattro migliori terze accedono agli ottavi di finale ad eliminazione diretta. Una sorta di "Mondiali Steampunk"!

 

Gruppo A

Gruppo B

Gruppo C

Impero Tedesco

Regno di Spagna

Regno del Belgio

Regno dei Paesi Bassi

Regno d'Inghilterra

Regno del Portogallo

Messico

Transvaal

Impero Ottomano

Regno di Buganda

Impero Coreano

Regno delle Hawaii

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0

0

Gruppo D

Gruppo E

Gruppo F

Impero del Brasile

Regno d'Italia

Argentina

Impero Russo

Impero d'Austria-Ungheria

Terza Rep. Francese

Khedivato d'Egitto

Uruguay

Regno del Siam

Nuovo Galles del Sud

Impero Persiano

Impero di Abissinia

Le grandi favorite alla vittoria finale sono Impero Tedesco, Regno del Belgio (paese ospitante), Impero del Brasile, Regno d’Italia e Terza Repubblica Francese. In seconda battuta ci sono il Regno Unito, l’Austria-Ungheria e l'Uruguay. Possibili sorprese: Regno dei Paesi Bassi e Messico. Cenerentole del torneo sono Nuovo Galles del Sud e Regno del Buganda. Ma la palla è rotonda, e tutto può succedere. Sullo sfondo dei Mondiali potrebbe poi esserci di tutto: spionaggio internazionale, rivalse nazionalistiche, resa dei conti di vecchie questioni ancora aperte (tra Italia e Austria-Ungheria, tra Regno d'Inghilterra e Transvaal, tra Terza Repubblica Francese e Impero Tedesco, e chi più ne ha, più ne metta). Come andrà a finire?

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E, per finire, una battutina di Generalissimus:

Giornalista: "Allora, Vostra Altezza, domani si giocherà la partita Austria-Ungheria. Lei per chi farà il tifo?"
Ottone d'Asburgo: "Si, ho capito, mi ha già fatto questa domanda, e io torno a chiederle: contro chi gioca l'Austria-Ungheria?"

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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.


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