Ucronie « tradizionaliste »

del Marziano

PREFAZIONE

Fino ad ora le ucronie di cui ho in qualche modo la "Paternità" sono, per lo più, dei puri e semplici "Divertissement" e/o un modo per fare "salotto". Adesso passo ad elencare davvero le ucronie relative a come mi piacerebbe che fosse andata la storia. In un altra bozza è presente un mio modo di interpretare ed organizzare una mia "Visione del mondo" (ho difficoltà a scriverlo in tedesco, linguaggio in cui tale espressione acquista tutto un altro sapore). Ovvero, vi annuncio che auspico un ritorno dell'anarchia feudale medievale (ricordate: Piccolo è Libero - Oltre che Bello), riveduta e corretta alla luce di un ambientalismo antropocentrico (ed anche, anzi, in primis Teocentrico)

Nel mio saggio "La Fine de L'Ucronia" svilupperò il concetto di come il nostro, checché ne dicessero Spinoza e Leibnitz, non solo NON è il migliore dei mondi "possibili" (in tal caso l'ucronia sarebbe non solo un  "Divertissement" e/o un modo per fare "salotto", ma sarebbe una vanità bella e buona, anzi, prossima alla bestemmia),  ma cercherò di introdurre una spiegazione del perchè NON lo è, al punto che esiste una branca della teologia, che si occupa dei c.d. "Futuribiilia". Vi anticipo anche questo.DIO, di ogni evento, ha presente tutti i possibili ed immaginabili sviluppi, ma , dicono in teologia, non "perde il suo « Tempo»" (volutamente un "antropomorfismo", ovviamente per Dio parole come tempo e spazio hanno un senso diverso dal nostro, visto che Egli è al di sopra di entrambi) dietro a quei sviluppi che non si realizzano. Perchè alcuni si realizzano ed altri no (almeno nel nostro universo, ovviamente non sappiamo se esistono altri Continuum, dove si realizzano, pertanto, in questo discorso non ne tengo conto) ?!?
Mistero!!!

Non voglio certo impadronirmi degli arcani di DIO (1) ma provo a spiegare un po'. Affinché un evento passi dal dominio della "possibilità" (e/ o della "virtualità" come si dice oggi dopo l'avvento dell'informatica) a quello della realtà c'è una conditio SINE QUA NON, senz'altro Necessaria e Sufficiente. In altri termini, verso di tale evento, DIO, prima ancora di creare il mondo ha avuto uno dei tre seguenti atteggiamenti:

1) DIO lo ha voluto;
2) DIO lo ha permesso;
3) DIO lo ha "Sopportato"

Se si realizzasse solo la prima di tali evenienze, il nostro sarebbe il migliore dei mondi possibili. Il fatto che si realizzano anche le altre due, fa si che la nostra storia, sia essa quella personale, (almeno la mia) che quella con la S maiuscola traboccano di "Provvide sventure". Il risultato è che  il mondo non è e non può essere perfetto, ma è  perfettibile. Sta a noi, in primis con la preghiera, ma anche, per chi si sente chiamato, anche con le azioni concrete, perfezionarlo, di modo che si compiano quei disegni e quegli scopi, per i quali DIO ha deciso di "permettere" e/o di "sopportare" alcune situazioni, onde si possa giungere al compimento anche di quelle che ha voluto. Rimando il discorso ai miei annunciati saggi oggi in bozze.

Andiamo alle Ucronie "TRADIZIONALISTE".

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Ucronia Zero: Le Formiche ed i Tirannosauri.
C'era una volta, al tempo dei tempi, un mondo ordinato, in cui tutti gli esseri viventi, erano anche intelligenti. L'uomo non era ancora comparso, ma già allora gli altri animali, adoravano l'Immagine Divina, che in lui si sarebbe manifestata. Purtroppo, per motivi che narrerò un'altra volta, questo equilibrio ordinato terminò. I Tirannosauri presero il potere e diffusero una falsa religione, che di quella tradizionale, aveva solo qualche apparenza esteriore. Non solo. Questo era l'aspetto peggiore, in astratto, ma, in concreto, non si limitarono a ciò. Crearono una feroce tirannia, aiutati in ciò anche dalla scoperta di qualche cosa somigliante a computer e codici.
Ormai avevano il controllo di quasi tutto. Compresi i media. Non gli bastava essere signori di tutto, volevano anche essere considerati i migliori signori possibili. Nessuno si opponeva? In effetti, tale controllo e tale propaganda erano così capillari che i pochi dissidenti passavano per tipi strani, eccentrici, incontentabili e, in ultima analisi, per degli pseudo-bastian contari nati. Tanto più, che, molti di loro, non è che poi facessero molto per sembrare diversi da tale raffigurazione. In primo luogo, ciò che colpiva l'attenzione era la sproporzione (per usare un blando eufemismo) delle forze. Contro l'esercito dei tirannosauri, il dissenso non sapeva mettere in campo più che qualche sparuto manipolo di Formiche. E fin qua, nulla quaestio. Le formiche avrebbe potuto prendere atto di ciò, ovvero che erano poche, isolate, con le zampe praticamente legate (in alcuni casi, legate davvero), e nel mondo, coloro che sapevano della loro esistenza, le immaginavano, appunto come descritte prima. Allora, preso atto di ciò, avrebbe potuto ricominciare proprio da tali basi. Isolate? Farsi forti del proprio isolamento per curare, in mancanza di meglio (di meglio? Perchè, c'è di meglio?) la propria formazione in primis spirituale e poi anche culturale. Invocare il Creatore ed approfondire le conoscenze che avrebbe potuto aiutare la ricostruzione, ed al ritorno della società all'equilibrio ed all'ordine. Ricostruzione anche concreta e materiale, visto che sembrava, oramai, che più le cose andavano avanti, e più diminuivano le possibilità di uscirne in modo non catastrofico. Però, cominciarono a succedere dei fatti nuovi. L'uso del computer , in specie di quelli collegati via telefono, se, da un alto, favoriva l'uscita dall'isolamento, causò anche un altro fenomeno. Da sempre, tali formiche, per i motivi (o, più che altro, per i pretesti) più vari erano afflitte dalla litigiosità e dall'invidia endemiche che colpisce i gruppi che riescono a fare poco. Il collegamento in rete accentuò tale fenomeno. Finché, il giorno che i tirannosauri decisero che era giunta l'ora di uno scontro in campo aperto, dall'altra parte, successe un parapiglia. Tanto per incominciare, le liti sulla leadership del gruppo, un po' per davvero, ed un po' perchè furono prese a pretesto, decimarono le formiche, prima ancora dello scontro. Vorrei venire, dicevano alcune, ma non posso partecipare ad iniziative pan-formichiste. Se il comando lo cedete, non dico a me, ma coloro che seguono il modo di vedere, secondo il quale solo l'alimentazione a base di mirtilli da modo di vedere chiaramente come si risolverà la crisi, dicevano altre. Altre anche aggiungevano, se non sarà pubblicamente denunciato che mangiare gli spinaci il mercoledì è una scelta politica che non ci si confà, non contate su di me. Altri ancora: se non dichiarate che mangiare gli spinaci il mercoledì è la nostra unica scelta politica coerente, non vengo. Alla fine, di fronte all'armata dei tirannosauri, erano schierato non più di sette o otto formiche. Ma non basta.
Cinque di queste sette o otto, già schierate (si fa per dire) contro il nemico, consumavano larga parte delle proprie già men che scarse risorse, per litigare tra loro. Erano rimaste un paio. Presero atto di tale situazione. Ne conclusero che dovevano contare sull'aiuto divino. Oramai la battaglia era in corso. I tirannosauri schiacciarono le formiche. Però, una di quel paio che aveva preso atto della situazione e si era affidata all'Alto, non solo si salvò, ma riuscì a mordere, in un punto sensibile, un tirannosauro. Quest'ultimo, che era allergico alle secrezioni delle formiche, ebbe uno shock anafilattico che lo uccise. Non solo, ma cadendo, ostruì l'avanzata degli altri. Era sembrata una passeggiata, ma non era così. Vedendo quei bestioni che rovinavano paurosamente, anche altre formiche, e pure altri animali uscirono allo scoperto. Alla fine i Tirannosauri vinsero, ma fu una vittoria di Pirro. La fama della loro superiorità, ne venne seriamente colpita. Sempre più animali, resistettero agli osceni culti dei Rettili. Perfino qualche giovane Tirannosauro fu convertito alla fede delle formiche. in specie, però, tra coloro che non le frequentavano. I reduci di quella battaglia, diffusero sempre più la consapevolezza che senza affidarsi all'Alto, ogni sforzo era perso in partenza... E poi?

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1) Il Peccato Originale non ha luogo. Ogni uomo possiede la pienezza dei doni naturali (già ciò basta ed  avanza per conferirgli capacità da dio mitologico e/o da supereroe dei fumetti), dei preternaturali e dei doni sovrannaturali. Malattia, bisogno, sofferenza, non sono entrati nell'umana esistenza. Gli uomini conoscono tre modi di nutrirsi, e li attuano tutti. Si nutrono mangiando, come facciamo noi, ma si nutrono anche sognando di mangiare ed anche esponendosi al sole. La pienezza dei doni naturali, infatti, comprende sia il domini assoluto della mente sul corpo, che la capacità di compiere la fotosintesi. La vita umana si misura in decine di millenni e si conclude  in una data precisa, ben conosciuta fin dalla nascita, con un banchetto di saluto agli amici, alla fine del quale arrivano, in veste di ultimi ospiti, gli Angeli del Paradiso, che si portano il padrone di casa, anima e corpo, mentre quest'ultimo dà appuntamento ai presenti alle porte della Gerusalemme Celeste. Si lavora ma, in tale situazione, si è realizzata anche "l'utopia" marxista del valore liberatorio ed auto-realizzante del  lavoro.  In pratica tutti danno libera attuazione a talenti artistici e/o artigianali, facilitati in questo dalla familiarità con il mondo angelico. L'unico Sacramento è il matrimonio. Non esiste clero vero e proprio, dato che ogni uomo vede Dio faccia a faccia. In pratica ogni capofamiglia è il Re ed il Sommo Sacerdote della sua stirpe. I popoli si distinguono, più che altro, per le civiltà che hanno realizzato, le cui linee essenziali sono le stesse del nostro mondo, ma portate alle estreme conseguenze Gesù si è incarnato, per "completare" la Creazione, ma ovviamente non ha dovuto affrontare la Passione, e regna su tutto e tutti.

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2) La Torre di Babele non è costruita. Tare di Ur e suo figlio Abramo, fedelissimi sudditi e stimati consiglieri del re Nimrod il Cacciatore, lo convincono a desistere dalla folle idea di costruire la Ziggurat. Ne consegue che i linguaggi umani non si confondono, ma, pur differenziandosi, rimangono, in pratica, dialetti di un'unica lingua, per cui le differenze tra l'inuit ed il malealam, tra il  mongolo ed il sioux, tra il francese ed il gheez, tra il russo ed il tuareg, non vanno molto oltre quelle tra il calabrese ed il friulano.

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3) Israele in Giappone. I simboli della monarchia giapponese, che, secondo la tradizione, la dea del Sole Amateratsu ha donato al proprio pronipote Jimmu Tenno, primo leggendario imperatore (VII Secolo a.C., periodo Jomon) sono una spada di bronzo ed uno specchio. Dietro questo specchio, ci sono dei segni che i Nipponici hanno sempre reputato essere dei puri e semplici ornamenti. 
Alcuni decenni fa, un fratello di Hirohito, che aveva l'hobby della linguistica, ebbe l'impressione che somigliassero a dei segni alfabetici, di tipo mediorientale. Infatti, li fece esaminare da un rabbino, che li riconobbe subito. Sono una forma molto arcaica, ma leggibile, di ebraico.
Esattamente si tratta di un versetto biblico, e tra i fondamentali: Esodo III, 14 (Strana coincidenza con il valore di pi greco): "Iddio disse a Mosè: Io Sono Colui Che È". È la prova che viaggiatori ebrei erano giunti, in era protostorica, nel paese del Sol Levante. Sono passate di là le "Tribù Perdute"? E' quanto sostiene un movimento di giapponesi giudaizzanti che non solo si sono convertiti al giudaismo, ma simpatizzano per il più estremista dei partiti sionisti,  del defunto rabbino Kahane. Certo è che i territori occupati dai Giapponesi, durante la guerra, funsero da asilo per molti Ebrei. Il governo e l'opinione pubblica giapponesi lessero sempre nell'antisemitismo occidentale, una vena di "antiasianismo". Anche prima della scoperta di cui sopra, sentirono verso gli Ebrei una sorta di affinità "asiatica". Si tratta di una tematica ben sviscerata, nel libro "Gli Ebrei ed i Giapponesi" (Spirali Editore, primi anni '80). Ebbene, se il famoso regno delle Dieci Tribù, invece che nel Turkestan, come ipotizzato, lo posizioniamo nell'Arcipelago nipponico?

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4) Ipazia cristiana. Ipazia, scienziata bella e giovane, secondo la vulgata politicamente corretta sarebbe stata trucidata dai cristiani su ordine del vescovo Cirillo ad Alessandria nell'anno 415. In realtà, come racconta Rino Cammilleri in un suo articolo, quando morì ella aveva sessant'anni, e prima di Voltaire (1736) Ipazia non se la filava nessuno; sono i philosophes a trarla dall'armadio dei secoli per metterla in quello degli «scheletri» della Chiesa.
Suo padre, Teone, si dava da fare coi misteri ermetici e orfici. Lei era neoplatonica e la sua «scuola» era in realtà un cenacolo ristretto in cui si insegnavano «misteri» da non divulgare ai «profani» (infatti, non rimane alcuna sua opera, quel poco che si sa lo si deve ai discepoli). Come neoplatonica era molto vicina al cristianesimo di cui apprezzava le virtù stoiche, tant'è che Sinesio di Cirene, suo alunno, amico ed ammiratore, finì vescovo. Come quel Cirillo (santo e Padre della Chiesa) che, secondo alcuni, avrebbe ordinato il linciaggio di Ipazia per odio al paganesimo, alle donne e alla scienza.
Ma Cirillo non temeva affatto i pagani, ormai innocua minoranza, bensì gli eretici (cristiani), che non cessava di contrastare. Suo antagonista politico era il governatore (cristiano) Oreste, il quale, da buon funzionario bizantino e, dunque, cesaropapista, riteneva che la Chiesa dovesse essere sottomessa alla Stato. Il contrasto (ripetiamo: politico) tra i due aveva creato in città partiti contrapposti, fazioni politiche che nell'età bizantina erano la regola. E in Alessandria tutti sapevano che eminenza grigia di Oreste era la vecchia Ipazia. Nel partito favorevole a Cirillo c'era un gruppo che il santo a stento riusciva a tenere a bada, i famigerati «parabolani», così chiamati dal nome dei gladiatori contra leones aboliti molto tempo prima da Teodosio. Si aggiunga che nella testa del popolino - e nelle dicerie - gli insegnamenti misterici di Ipazia, di cui nulla trapelava, erano diventati chissà quali pratiche di magia nera. Finì che la lettiga con cui gli schiavi portavano Ipazia a spasso venne assalita e lei linciata. Cirillo e Oreste, che non pensavano che le cose sarebbero trascese a tal punto, rimasero così impressionati da affrettarsi a far pace. Oreste, cui l'ordine pubblico era sfuggito di mano, lasciò la città.
E se Ipazia si fosse convertita al cristianesimo e fosse stata uccisa non da uomini che facevano capo a Cirillo ma a scagnozzi del governatore Oreste? Oggi avremmo Santa Ipazia di Alessandria, una dei Padri della Chiesa, con forti influssi sul cristianesimo orientale! Che accade?

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5) Gli Etiopi in Russia. La cronaca del monaco Nestore narra che il Granduca Vladimiro, rendendosi conto che il paganesimo ancestrale dei suoi avi Slavi non era la vera religione, convintosi che DIO è Uno, mandò degli ambasciatori per raccogliere, tra tutte le genti monoteiste, notizie da cui giudicare quale fosse la vera fede.
Ci riferisce il monaco Nestore che i legati, al ritorno, riferirono al Granduca: "Le cerimonie degli islamici, non le abbiamo capite. Quelle degli Ebrei, ci hanno fatto rabbrividire. Quelle dei Latini, ci hanno lasciato indifferenti. A Costantinopoli, dove professano la fede in cui credeva tua nonna Olga, ci è parso di stare già in Cielo."
Per tale motivo il Granduca scelse di battezzarsi, e con lui la maggior parte del suo popolo ed in particolare della nobiltà, nella fede dei Bizantini. Certo che, gli Ortodossi "vinsero facile". Le cerimonie islamiche, chissà, forse le videro presso qualche tribù Turca o Bulgara. Quelle latine, magari in qualche cittadina polacca o tedesca. Gli Ebrei presso il regno Cazaro, già in decadenza, erano per tanti motivi da reputarsi "fuori gioco" (vedere l'ultima opera di Solgenitsin: "Ebrei e Russi", Edizione italiana a cura del centro librario "Controcorrente" Via Carlo de Cesare, 111, Napoli). Forse se le cerimonie islamiche le avessero viste a Bagdad o a La Mecca, e quelle Cattoliche a Roma, il confronto sarebbe stato più bilanciato. (Prendete nota. Se non sbaglio già si è parlato di una Russia islamica e/o di una Russia latina)
Ma se i messi si fossero spinti più lontano? Se fossero giunti ad Axum? O, quanto meno, se avessero visitato il convento copto che, già allora, esisteva a Gerusalemme? Se davvero si fossero convinti che gli Etiopi posseggono l'Arca dell'Alleanza (il culto delle riproduzioni di tale Arca è consentito e diffuso non solo presso la Chiesa Copta Etiope monofista, ma anche tra i Cattolici, tanto di rito copto, quanto di rito greco o latino)? Magari si sarebbero convertiti non al monofisismo ma al Cattolicesimo, appunto, nel rito copto-etiope. Prelati africani che visitano la Russia?

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6) L'impero cristiano universale. Se il sistema politico-(religioso)-cultural-territoriale - che credo possiamo definire "imperiale" - della Cattolicità dei secoli XI-XIV (periodo restringibile a discrezione) fosse sopravvissuto sostanzialmente intatto fino a oggi, avrebbe un aspetto diverso? Se sì, quale, per esempio?
Credo che il punto focale fu la lotta tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello.
Se non ci fosse stata (o se l'esito fosse stato differente), non avremmo avuto la Cattività Avignonese, lo scisma d'Occidente, la perdita dell'unità della Res Publica Cristiana, situazione nella quale Italia, Germania, Danimarca, etc. sono effettivamente ed essenzialmente "Espressioni geografiche". Quindi, non essendoci la perdita di prestigio del papato, il protestantesimo non sarebbe mai nato (o sarebbe rimasto un fenomeno localizzato e/o ultra-minoritario, più o meno come i settarismi alto-medievali). La Res publica Cristiana si sarebbe presentata compatta al confronto/scontro con gli Ottomani e con le scoperte ed esplorazioni geografiche. Forse la Guerra dei Cento Anni, con la conseguente Guerra delle Due Rose, non ci sarebbe stata, o si sarebbe trattato di fenomeni ben più tranquilli e dall'esito ben diverso. Ad esempio, ho sempre immaginato una sorta di "unificazione" di tutta l'Europa a ovest della linea Reno-Rodano-Alpi: unificazione virtuale, perchè, comunque, nell'ambito di un sistema che prevedeva, a livello inferiore, le forti autonomie locali dell'anarchia feudale e, a livello superiore, il ricorso all'arbitrato prima imperiale e poi, come grado di giudizio superiore, all'appello papale.
In altri termini, come più a Nord l'Unione di Kalmar univa sotto un'unica corona Svezia, Norvegia e Danimarca, così qualche cosa di simile, riuniva sotto un'unica corona, magari cinta da un discendente di Alfonso X il Saggio (evento teoricamente possibile anche nella nostra "realtà", dati i legami dinastici del tempo), la Francia, la penisola iberica e le isole britanniche. In tale contesto, alcune scienze e/o tecnologie si sviluppano prima (esempio la stampa, per diffondere Bibbie, su cui, non essendoci il pericolo del protestantesimo, le prudenze del Concilio di Trento non hanno senso, e libri di preghiera, e tutto ciò che può essere usato per migliorare i raccolti).
Altre, come quelle direttamente connesse con la guerra, si sviluppano più lentamente. Magari, in tale contesto, è ancora in vigore la scomunica per coloro che usano il treppiede per la balestra che, in questo modo, diventa un'arma troppo micidiale... E poi?

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7) Gulliver e Moll Flanders. Gulliver sposa Moll Flanders, la salva dal malaffare ed entrambi se ne vanno a vivere in America. Molti anni dopo Gulliver e Moll Flanders, diventati cattolici, hanno fondato la Colonia intitolata a San Giuseppe d'Arimatea, il primo Apostolo delle Isole Britanniche. i Coloni sono esuli Cattolici, in primis Irlandesi, ma anche Scozzesi, Inglesi, Cornici ed altri. Il loro curato, dei missionari francesi che per anni hanno girato per il Regno Unito, è vecchio e malato. Teme che morirà da un momento all'altro, lasciando la colonia senza guida spirituale.
Lemuel, Moll e ed il prete, Padre Gregoire, scrivono a Roma. La comunità è cresciuta. Ogni anno ci sono decine di battesimi e di matrimoni. Anche battesimi di adulti. Si svolge dell'attività missionaria anche fra gli Indigeni. E se ne stanno vedendo i frutti. Alcune tribù, ormai convertitesi quasi per intero, hanno scelto di stabilirsi nella Colonia o nei suoi paraggi. Altre continuano a vivere più lontano, ma mantengono rapporti costanti. Si cominciano a profilare vocazioni sacerdotali e religiose.
I Nostri si fanno audaci, visto che tanto più che no, non gli si può rispondere, chiedono l'invio non solo di altri preti, ma anche di un vescovo. Anzi, in definitiva di un Legato Pontificio, con il permesso di fare tutto. Ordinare preti, fondare conventi, ricevere professioni religiose sia maschili che femminili,anche contemplative e consacrare vescovi.
Passano ancora molti anni. I Nostri hanno perso le speranze di riceve mai risposte. Sono giunti al punto di temere che le lettere sono andate perse o, peggio ancora che sono state intercettate. Da chi poi? Governativi Inglesi? Pirati? Turchi? Chissà tra queste alternative è la peggiore. Ovviamente la Colonia è stata fondata senza permessi. Bisogna curare anche l'aspetto difesa. Si alzano fortificazioni. Ci si mette alla ricerca di miniere di ferro ed altri metalli e di zolfo. Si mette su una fonderia, per forgiare le armi, sia bianche che da fuoco e dallo zolfo si produce polvere da sparo.
Un giorno, quando ormai non si attende più nulla, salvo guai, accade l'impossibile. La "San Giuseppe d'Arimatea" è raggiunta da Mons. Crescenzo Diego Corneli da Platì.
Ricevuto con tutti gli onori e con lacrime di commozione, narra una storia che sa di prodigioso. La lettera originale era andata persa. Alcuni messaggeri erano morti, ed in circostanze che meriterebbero una particolareggiata narrazione dedicata ad esse [forse, un giorno..]. Altri si erano fermati per strada. Ritenendo impossibile compiere la missione, vi avevano rinunciato. Uno, però, aveva realizzato, alla meglio, una copia (non proprio conforme) della lettera. Vi erano presenti molte imperfezioni che ne rendevano complessa la comprensione. Si era gravemente ammalato, ma evitando anche in modi che hanno sapore di miracoloso quasi tutti i pericoli, aveva raggiunto la meta: Roma.
Giuntovi era morto tra le braccia di un vecchissimo cardinale francese, che era stato collega di seminario di Padre Gregoire ed era, più o meno, edotto circa la fondazione in terre lontane di tale bastione di sopravvivenza del Cattolicesimo britannico. per non farsi mancare proprio nulla, il messaggero era giunto a Roma in periodo di Sede Vacante.
Il messaggero era giunto a Roma mentre erano in corso le novendiali, ovvero le cerimonie che seguono il funerale del Papa e precedono l'organizzazione del Conclave.
Il vecchissimo cardinale francese muore di li a poco. Fa in tempo a scrivere una lettera al Papa venturo, in cui perora la richiesta di Padre Gregoire, allegando la lettera relativa. C'è da aggiungere che il messaggero aveva anche ricostruito a memoria (imprecisamente) una carta geografica con le indicazioni per raggiungere la colonia.
Dopo aver preso possesso della Sede Apostolica, passa ancora del tempo prima che i segretari del Papa esaminino tutto questo corpus. Quando finalmente lo fanno, e concludono che si tratta di un scherzo. Nelle brevi note di relazione che consegnano al Papa, sostengono che il defunto cardinale N. è caduto vittima di una burla. Possibile che una sperduta comunità chieda, in ultima analisi, la radicazione in loco della gerarchia? Mandare un vescovo legittimato a consacrarne altri (quindi un legato pontificio), in definitiva di questo si tratta. Poi, questo riferimento a San Giuseppe d'Arimatea? Vuoi vedere che sono, se esistono, di rito orientale? Inoltre la prima lettera portava la data di tanti anni prima. Ammesso e non concesso che non si trattava di uno scherzo, quali garanzie c'erano che la Colonia esisteva ancora? Insomma, i consiglieri del Papa sono dell'idea che la migliore scelta da prendere è solo quella di archiviare tutto. Ma il Papa aveva grande stima per il defunto Cardinale N., e pertanto, dopo molte preghiere, decide di accogliere le richieste della remota Colonia "San Giuseppe d'Arimatea". Incarica il liturgista Mons. Crescenzo Diego Corneli da Platì, che conosce bene l'inglese, di essere quel legato pontificio, con il potere ed il riconoscimento preventivo di tutto ciò. Gli consegna delle lettere Patenti che lo legittimano in perpetuo non solo a radicare la Gerarchia ovunque andrà, ma a farlo sia in Rito Latino che in Rito Bizantino.
Il prelato siciliano parte per il lungo viaggio che lo condurrà nella remota colonia. Affronta vicende paragonabili a quelle vissute da San Paolo nei suoi viaggi apostolici. Anche diversi tra i preti del suo seguito muoiono o apostatano. Dopo ancora anni, finalmente giunge a destinazione. Dopo poche settimane Padre Gregoire va a ricevere il meritato premio in Cielo. Passano molti anni ancora. La "San Giuseppe d'Arimatea" affronta diversi problemi, sia esterni che interni. Tra tali problemi, c'è tanto lo scontro con i Governativi inglesi, guidati dall'antico amico di Gulliver, Robinson Crusoe, quanto quello con la flotta turca, guidata dall'altro antico amico di Gulliver, Murad il marocchino. Continuano a nascere bimbi. Mons. Corneli ordina prete anche uno dei tanti figli di Lemuel e Moll. Un'altra figlia si consacra a Dio, quale monaca di casa, come negli stessi giorni faceva lo stesso a Napoli Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Nel territorio della Colonia viene benedetta la nascita di una comunità di eremiti. Mons. Corneli consacra vescovo, con diritto di sceglierne e consacrarne altri, una volta che il prelato siciliano non ci sarà più, il più anziano dei preti della comunità. Un giorno, dopo una lunga vita di lavoro e preghiera, Moll Flanders, circondata dall'affetto di tutti, muore. Avendo sposato un marinaio, aveva espresso la volontà di essere sepolta non nel cimitero della Colonia, ma in mare. Dopo la mesta cerimonia, capita un fatto che ha dell'incredibile. Lemuel, Mons. Corneli e dieci coppie di neo-sposi delle Colonia (due di Inglesi, due di Scozzesi, due di Irlandesi, due di Cornici e due di Indigeni) scompaiono come inghiottiti dal nulla. O forse sono capitati in un portale come quelli di "Primeval". Tale distorsione spazio-temporale li ha portati nei remotissimi tempi in cui sono ambientate le scene conclusive di "I.A.".
Le batterie del bimbo-robot David si sono spente da un po' e quelle dell'orsachiotto-robot Teddy si stanno spegnendo. La copia clonica di Monica, la mamma di David, pure sta per morire. Gli alieni che hanno operato la clonazione, nel film dicono che tale copia doveva spegnersi presto, poiché il DNA che avevano ricavato dai capelli, vecchi ormai di migliaia e migliaia di anni, che Teddy aveva conservato in una tasca, era poco e deteriorato. Ma forse ciò non era il motivo principale. il motivo principale della rapida fine di mamma Monica è che non aveva anima. Era una sorta di "fotocopia tridimensionale" della vera Monica.
Vedendo quelle due persone (almeno in apparenza tali), una mamma ed un bimbo che sta morendo, mons. Corneli e Lemuel pensano bene di battezzarli. Chissà, forse la potenza della grazia ha eccezionalmente infuso loro l'anima? Forse alla copia clonica della Signora Monica, dove aveva materia meno inadatta, ha agito di più? Ed il robot David? I millenni di sofferenza dentro la macchina hanno predisposto a ricevere l'anima? Chissà se, quindi, il nostro "Pinocchio" robot non vedrà riconosciuta la sua volontà di diventare un bimbo, non nel tempo, ma nell'eternità? Ed i due che sono stati su questa terra mamma e figlio per poche ore, lo saranno forse in Paradiso per l'eternità? E poi?

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8) I Russi in Etiopia. Nel corso del XIX Secolo i Russi cercarono di stringere legami con l'Etiopia. Alcune curiose coincidenze, tipo il fatto che la Città Santa dell'Etiopia, si chiama AXUM, che sia graficamente che foneticamente può sembrare una sorta di anagramma di Mosca (Maskua = Aaksum), spinsero ad ipotizzare chissà quali legami ancestrali e fornirono il pretesto per un esperimento di "ecumenismo" ante litteram, in funzione anti-Romana (proprio in quel periodo, il Cardinale Massaia stava operendo alla grande in Africa, tra l'altro aveva cominciato a consacrare i primi vescovi della Chiesa Copta Etiope Unita a Roma). In concreto, la Chiesa Etiope si trovava in una situazione canonicamente curiosa. Si dovranno attendere i tempi di Hailè Selassè per potere ottenere dalla Chiesa Copta di Alessandria d'Egitto l'istituzione di una vera e propria gerarchia indigena. Per secoli e secoli, per tutta l'Etiopia cristiana c'era stato sempre e solo, uno, raramente due, rarisssimamente tre vescovi. E sempre e solo Egiziani, quando non addittura Palestinesi o, qualche volta, perfino Greci. I Russi si offrirono per consacrare vescovi dei chierici Etiopi. Approfondendo meglio le teologie reciproche, tuttavia, gli Etiopi si resero conto che i Russi non erano monofisiti come loro, ma Efesino-Calcedonesi, tale e quale i Romani (salvo il "Filioque"). Il Patriarca Copto di Alessandria, spaventato da tante manovre, consacrò vescovo un diacono Etiope, primo Etiope monofisita a diventare vescovo da secoli. Gli ortodossi russi si fecero da parte e, paradossalmente, i rapporti tra le due Chiese ripresero solo ai tempi di Menghistu. Ma se l'esperimento anticattolico riesce?

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9) San Matteo Tze-Tung martire. Mao era battezzato. Durante la Lunga Marcia, il gruppo da lui guidato si trovò isolato dal grosso. Non solo. Da poco gli era morta l'unica forse davvero amata tra le tante mogli che ebbe, moglie cui ha dedicato forse le migliori tra la sue poesie. Si tratta di liriche che lasciano ipotizzare una aspirazione ad un altro mondo. Era contestato dai suoi. Inoltre c'era il rischio concreto che potesse cadere in mano ad una banda di predoni Uiguri musulmani. In tal caso, per bene che gli andava, lo avrebbero venduto ai governativi. Ma non era impossibile anche una bella decapitazione seduta stante. Tra i prigionieri c'era la sorella dell'arcivescovo d Pechino. Si fece impartire da lei il battesimo. L'ucronia consiste nel ritenere sincera la sua conversione, al punto che, catturato da tali predoni, di fronte all'offerta di salvarsi, rinnegando il fresco battesimo e facendosi islamico, preferisce la decapitazione. Si salva l'anima e la sua intercessione provoca una primavera di conversioni al Cattolicesimo.
[ C'è anche la possibilità opposta: Mohamed -Tze- Tung, Gran Visir del sultano ottomano dello Uyguristan. Mao si fa islamico. I predoni non solo lo risparmiamo, ma lo arruolano. E gli svelano un segreto. Non sono solo briganti. In quel caos di guerra di tutti contro tutti che era la Cina di quegli anni aveva trovato rifugio presso di loro un principe ottomano. Mohamed -Tze-Tung ne diventa il braccio destro. Le vicende convulse di quei giorni portano alla nascita del sultanato ottomano dello Uyguristan. Vicenda effimera? Chissà?]

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10) Don Camillo e le realtà "parallele" (e pure "perpendicolari"). Penso sappiate che Gaureschi non era affatto entusiasta dei film che furono tratti dai suoi scritti. Anzi, non ricordo da quale di tali film prese pubblicamente le distanze. In effetti, le versioni girate per la diffusione all'estero (in specie in Francia) erano più fedeli ai suoi testi. A proposito: colgo l'occasione per ringraziare la nostra carissima amica Ester, per aver segnalato l'esistenza in rete, ANCHE di tali versioni dimenticate ed averne fornito i relativi link.
A prescindere da ciò, qualche tempo fa, lessi un particolare. Se ci fate caso, i primi tre film:"Don Camillo"; "Il Ritorno di don Camillo" e "Don Camillo Monsignore ma non troppo", sono effettivamente parti di un'unica saga. Sono coerenti con se stessi. Narrano il dipanarsi di vari eventi nel tempo. Sembrano disposti secondo una sorta di ordine logico e cronologico (dal '45 agli anni '60). Ed anche con una certa attenzione agli eventi reali, che fanno da contorno (dalle scadenze elettorali, ai morti di Reggio Emilia, alla corsa allo spazio). Per dirla all'americana, godono di una chiara "Continuity". Gli ultimi due,"Il Compagno don Camillo" ed il postumo "Don Camillo ed i giovani di oggi" invece, sembrano narrarci le vicende di un "don Camillo" alternativo.
Il terzo lavoro cinematografico (appunto"Don Camillo Monsignore ma non troppo") , si conclude con Mons. Camillo Tarocci ed il Senatore Giuseppe "Peppone" Bottazzi, che tornano a Roma, con la prospettiva di ricevere dai propri superiori delle "ramanzine".
"Il Compagno don Camillo" ci mostra i due tornati ad occupare rispettivamente i loro consueti posti di parroco e sindaco di Brescello, come se le vicende del film precedente non ci fossero mai state. Oppure, tale "ritorno alle origini" è stata appunto la punizione per come si sono comportati nel film precedente? In tal caso, però, gli sceneggiatori hanno commesso un enorme strafalcione canonico. E, dato che, secondo il costume e le regole dei tempi, la regia aveva anche l'assistente ecclesiastico (per la cronaca, come ben narrato dalla carissima Ester, tale assistente non era simpatico a nessuno, men che meno a Guareschi) ciò è improbabile. Anche tornando a fare il semplice parroco di provincia, titolo ed abiti di Monsignore, gli spettavano di diritto, per tutta la vita. Allora, vogliamo pensare a quali vicende possono aver avuto come protagonisti Mons. Camillo Tarocci ed il Senatore Giuseppe "Peppone" Bottazzi, dopo le vicende di "Don Camillo Monsignore ma non troppo"? Oppure, variante, cosa cambiava in quelle de ,"Il Compagno don Camillo" e del postumo "Don Camillo ed i giovani di oggi", con per protagonista Mons. Camillo Tarocci? Per il senatore, è ordinaria amministrazione che, magari, non si è voluto ricandidare ed hanno pensato anche i suoi capi che è più capace a fare l'amministratore locale. Tanto più che, a quanto mi risulta, Guareschi non fa MAI diventare Monsignore don Camillo. Per la precisione, però, si ventila, per il nostro pretone della Bassa, la possibilità di essere fatto Monsignore, alla fine del viaggio in Russia. Viaggio che, nel romanzo, è autorizzato dal vescovo e NON prevede il particolare secondo il quale l'agente del KGB è a conoscenza di tutto.

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11) Il messale romano di Johnson. Sono cresciuto ai tempi dei presidenti Lyndon Baines Johnson per gli USA, e Giuseppe Saragat per l'Italia. Per me, fino a non moltissimi anni fa, quando sentivo nominare "Il Presidente della Repubblica", il mio pensiero correva istintivamente a quei due. Dovevo fare, non dico uno sforzo, però, un istante di applicazione mentale, per rendermi conto che gli anni '60 (e, ohimé, pure i '70, gli '80, i '90, e i 2000) erano passati . Lyndon Baines Johnson non era solo un democratico del Sud (ed i democratici del Sud degli anni suoi, spesso erano e si sentivano, prima Uomini del Sud, e poi democratici. Ovvero annoveravano tra le loro file, né più né meno che tra i Repubblicani: razzisti, segregazionisti, violenti se necessario, e soprattutto protestanti "REVIVALISTI", ferocemente anticattolici). Era l'antitesi perfetta e completa, anche fisicamente dei raffinati Democratici liberal del Nord, quali i Kennedy sono sempre stati per antonomasia. Johnson, infatti, era grossolano, rumoroso, volgare, nei gesti e nelle parole, era un vero "bovaro" texano; e poi era anche gigantesco. Uno scalatore spregiudicato giunto dal Sud a Washington che investiva tutto nella sua carriera, carriera che sin dal primo momento per lui ebbe una sola meta: la Casa Bianca. Per questo Kennedy non lo voleva come suo vice, Johnson, ma gli fecero capire che senza il sudista avrebbe presumibilmente perso. E dunque lo ingoiò come una amarissima pillola.
In questa plateale "disinvoltura" di Johnson, rientrava anche il rapporto più o meno interessato con il capo dell'FBI, Hoover, nemico mortale dei Kennedy. Johnson da un lato temeva Hoover (perchè ne aveva, Johnson, di scheletri nell'armadio), dall'altro si scambiavano pettegolezzi e documenti compromettenti per infastidire gli avversari politici, non esclusi i Kennedy, anzi, specialmente loro. Amico di Hoover, certo. Sebbene, al pari dell'altro "amico" interessato del direttore dell'FBI, Nixon, in privato Johnson definisse Hoover con termini irripetibili.
Quando si affacciò la candidatura di Kennedy alla Casa Bianca, Johnson, il triviale sfrontato caparbio Johnson, vide svanire il suo grande sogno. Kennedy era giovane, se avesse vinto, come si prospettava, avrebbe avuto due mandati, e lo stesso sarebbe stato per il giovane Nixon, il rivale repubblicano. E allora, dopo otto anni, Lyndon sarebbe stato troppo vecchio per correre per la presidenza, e per giunta sapeva che i Kennedy non era una presidenza che reclamavano, ma un trono ereditario: dopo John ci sarebbe stato Bob, dopo di lui Ted, poi sarebbero venuti i figli ed i nipoti.
Johnson, con enorme disgusto dei Kennedy, giocò, con l'avallo di Hoover, la carta della vicepresidenza, e la vinse. John minimizzava, in privato: « Io sono giovane, sono all'inizio, lui non è giovane ed è alla fine: la vicepresidenza Johnson non è proprio niente di niente ». Johnson era di altro avviso, e con la sua solita lucida, acuta, atroce sfrontatezza, fece questo ragionamento: «Ragazzi, ho studiato bene la faccenda: un presidente su quattro è morto durante il suo mandato. E questa è l'unica possibilità che ho ». Lucido, certo, crudele e lucido giocatore d'azzardo, l'altro vizio che aveva.
Fu ucciso proprio nel suo Texas, "durante il mandato", come da copione. Quando seppe dell'uccisione del presidente, Johnson cominciò a dare un po' di matto nell'aereo fermo all'aeroporto nell'incertezza se partire per Washinton o meno, e se portarsi appresso la salma di John oppure lasciare che l'autopsia fosse compiuta dagli sbirri texani. Aspettava quel momento da tutta la vita. Era confuso e non si capì mai se era per il terrore o per l'euforia: fatto sta che aveva una paura matta che qualcuno abbattesse l'aereo. E dunque si impuntò, anche se non era necessario, per giurare sull'aereo prima che l'aereo decollasse per la capitale: almeno, se fosse morto in volo, pensava lui, che comunque era affetto da una gravissima cardiopatia, sarebbe morto da 36° presidente americano, sebbene per poche ore. Nevrosi che uno grande e grosso e spericolato come Johnson poteva avere.
Intanto che si attendeva il giudice, una donna che arrivò lì sull'aereo tremando, per il giuramento presidenziale (obbligatorio per i presidenti eletti, ma superfluo per i vice che subentrano), non si trovava una Bibbia sulla quale posare la mano per effettuare il rito. Jackie allora, col vestito sporco di sangue (e tra i capelli un frammento di cervello del marito, disse : "VOGLIO CHE TUTTI VEDANO COSA HANNO FATTO A JACK"), diede delle indicazioni: ci doveva essere qualcosa negli oggetti che Jack teneva sul comodino nell'albergo texano, una Bibbia forse. Fu trovata. O così diedero a intendere.
La ficcarono in mano al giudice, che la porse a Johnson, mentre un fotografo scattava le poche foto del suo giuramento. Il nuovo presidente posò la sua grande mano sulla "Bibbia" sino a coprirne tutta la copertina. Giurò.
Un giuramento che, se proprio si voleva essere pignoli, non aveva per la legge alcuna validità. E non solo perché "superfluo". Ma perché quella non era una Bibbia. Era il Messale Romano della Chiesa Cattolica. E Johnson, per giunta, non era nemmeno cattolico. E tuttavia, poco dopo, la sua figlia prediletta, Lucy, si sarebbe convertita al cattolicesimo, generando una marea di polemiche, sicché aveva deciso di farsi ribattezzare col rito cattolico, sebbene fosse valido per la chiesa anche il battesimo protestante. E se qualcuno sfrutta la cosa, e fa notare che Lindon non è il Presidente legittimo?

Il Marziano

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Umberto Veccaro ne aggiunge una:

12) Siri Sommo Pontefice. Conclave 1958: al posto di Giovanni XXIII viene eletto Papa Giuseppe Siri con il nome Pio XIII.
Non avviene il Concilio Vaticano II (al suo posto, Siri porta a compimento il Concilio Vaticano I, ufficialmente mai chiuso per la presa di Porta Pia), non salgono al soglio pontificio i vari Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, poiché il Cardinal Siri morì il 2 maggio 1989. Un pontificato di oltre trent'anni!
Quale direzione avrebbe preso la chiesa e come si sarebbe modificata la storia europea e mondiale, senza la presenza quindi di Giovanni Paolo II (che ha lottato contro il comunismo europeo)? O forse Wojtyla sarà comunque eletto Papa nel 1989, con il nome di Stanislao I, e il comunismo cadrà più tardi? Avremo comunque Benedetto XVI e Francesco?

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Gli risponde Alessandro Cerminara:

Voglio ricordare alcune cose che la storiografia contemporanea (sia quella "Melloniana", sia quella "Lefebvriana") a volte dimentica...

1) Interpretare il CVII come un cambio della dottrina della Chiesa significa travisarlo. Il CVII va letto dai suoi testi e secondo l'ermeneutica della continuità con la dottrina precedente.

2) Siri era sicuramente un Cardinale molto ligio alla dottrina, ma questo non lo trasformava in un conservatore in campo politico. I camalli di Genova lo trovarono sempre al loro fianco. La scomunica ai comunisti lo vide contrario (poi fu tolta dal Papa anticomunista per eccellenza, Giovanni Paolo II, tra l'altro…)

3) Il Papa più citato nel Concilio fu Pio XII.

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L'amico Perchè no? ha poi avanzato inoltre questa proposta:

Parlando di ucronie reazionarie, queste secondo me sono le più importanti crociate mai avvenute... Secondo voi, quale di queste sarebbe interessante sviluppare?

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Così risponde William Riker:

Dal mio punto di vista, io sceglierei quella che voleva Ferdinand Foch, il tuo connazionale effettivo vincitore della Prima Guerra Mondiale, fratello di un Gesuita, contro i bolscevichi sovietici. Oltre a perseguitare il cattolicesimo e tutte le altre fedi, furono loro ad impedire l'evoluzione del marxismo verso un tranquillo regime parlamentare che rifiutasse la rivoluzione e rientrasse nel normale circuito democratico!

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Ed ecco l'obiezione di Francesco Dessolis:

Molte di queste crociate sono già avvenute, anche se non sono mai state chiamate così.
La crociata contro gli atei sovietici c'è stata, in Polonia. Non è stata chiamata proprio così ma ha salvato la cattolica Polonia, appena rinata, dall'Unione Sovietica di Lenin, che stava per sopraffarla con 25 anni d'anticipo. Quanto alla crociata contro l'anticristo Bonaparte, quando pensava che Bonaparte avesse perso a Marengo (1800), il Papa aveva fatto già celebrare un Te Deum...
E la crociata per la liberazione di Constantinopoli? La guerra dopo l'assedio di Vienna (1683) è stata chiamata proprio crociata (l'ultima ufficiale!). Non ha liberato Costantinopoli, ma almeno l'Ungheria.
La crociata contro la casa Savoia fu combattuta dai cosiddetti briganti!
La crociata contro i protestanti tedeschi fu la Guerra dei Trent'Anni.
Infine, per la crociata contro i comunisti in America latina, non si è parlato di crociata ma si è combattuta lo stesso!)

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Le costellazioni "cristianizzate"  

(ovvero: come buttare il proprio tempo in un giorno d'agosto)

di William Riker

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Sulla falsariga delle ucronie tradizionaliste proposte qui sopra, ecco come il nostro Webmaster ha proposto, in un afoso pomeriggio estivo, di "cristianizzare" le 88 costellazioni del firmamento:

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Piccolo carro: il carro di Elia

Grande carro: il carro divino visto da Ezechiele

Cefeo: Davide

Dragone: il dragone di Daniele

Cassiopea: Betsabea

Giraffa: l'animale su cui Rebecca giunse da Isacco (secondo il Talmud)

Cani da caccia: i cani da caccia di Nimrod

Lira: la cetra di Davide

Orione: Nimrod il cacciatore

Cigno: simbolo del credente che, da peccatore, può trasformarsi in santo

Andromeda: la casta Susanna

Perseo: Daniele

Lucertola: animale salvato da Noè (come Varano di Komodo, rappresenta L'Asia)

Leone minore: il leone ucciso da Sansone

Lince: animale salvato da Noè (rappresenta il Nordamerica)

Chioma di Berenice: la chioma di Sansone

Auriga: Elia

Boote: il Buon Pastore

Corona boreale: la corona di Davide

Volpacchiotto: volpe con la torcia legata alla coda (usata da Sansone per incendiare i campi dei Filistei)

Ercole: Sansone

Freccia: proiettile scagliato da Nimrod

Delfino: simbolo del credente che naviga verso la sua dimora ultima nei Cieli

Ariete: il montone sacrificato da Abramo al posto del figlio (Belli dice: "la pecora morì, fu ssarvo Isacco")

Toro: il bue del presepe

Gemelli: Giacobbe ed Esaù

Cane minore: rappresenta gli animali terrestri creati dal Signore nel quinto giorno

Triangolo: la Trinità

Cancro: la bestia della terra che simboleggia i falsi profeti nell'Apocalisse

Cavallino: l'asino del presepe

Leone: il leone di Giuda

Pegaso: uno dei cherubini (tori alati con volto umano) sui quali è assiso il Signore

Pesci: i due pesci moltiplicati da Gesù

Balena: il grande pesce che inghiotte Giona

Eridano: il fiume Giordano

Unicorno: uno dei mostri dell'era antidiluviana

Cane maggiore: il cane del pastorello Davide

Idra: il Leviatano del libro di Giobbe

Lepre: animale salvato da Noè (rappresenta l'Europa)

Sestante: strumento di navigazione usato da Noè

Coppa: il sacro Graal

Corvo: il corvo inviato da Noè

Bilancia: la bilancia del giudizio di Dio

Scudo: lo scudo di Davide

Serpente: il serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto (simbolo cristologico)

Ofiuco: Mosè che innalza il serpente

Vergine: Maria madre di Dio

Aquila: uno dei rapaci che insidiano il sacrificio degli animali da parte di Abramo secondo Gen 15, 9-11

Scorpione: simbolo delle astuzie del demonio

Sagittario: Giuda Maccabeo a cavallo, armato di frecce

Capricorno: L'agnello sgozzato dell'Apocalisse

Acquario: Noè

Pesce australe: il pesce in cui san Pietro trova lo statère, la moneta per pagare la tassa (cfr. Mt 17, 24-27)

Scultore: san Giuseppe artigiano

Fornace:,la fornace ardente in cui vengono gettati Misac, Sidrac ed Abdenago

Bulino: attrezzo di lavoro di San Giuseppe

Colomba: la colomba inviata da Noè

Pittore: il cavalletto da pittore usato da san Giuseppe

Bussola: strumento di navigazione usato da Noè

Macchina pneumatica: strumento di navigazione usato da Noè

Poppa: la poppa dell'arca di Noè

Carena: la carena dell'arca di Noè

Vela: la vela dell'arca di Noè

Centauro: Balaam sull'asina

Lupo: il nemico del Buon Pastore

Squadra: attrezzo di lavoro di San Giuseppe

Altare: l'ara sacrificale costruita da Abramo (prefigurazione di quella del Tempio di Gerusalemme)

Corona australe: la corona di spine di Gesù

Telescopio: strumento di navigazione usato da Noè

Microscopio: attrezzo di lavoro di San Giuseppe (= lente)

Gru: rappresenta gli animali dell'aria creati dal Signore nel quinto giorno

Fenice: simbolo cristologico della risurrezione

Orologio: strumento di navigazione usato da Noè

Rete: la rete di san Pietro

Pesce spada: rappresenta gli animali acquatici creati dal Signore nel quinto giorno

Pesce volante: accompagnava l'arca di Noè nel suo viaggio

Croce del Sud: la croce di Gesù

Mosca: animale salvato da Noè (rappresenta gli invertebrati)

Ottante: strumento di navigazione usato da Noè

Compasso: attrezzo di lavoro di San Giuseppe

Triangolo australe: il monte Sinai

Pavone: simbolo dell'onniveggenza di Dio

Indiano: simbolo delle genti pagane a cui viene predicato il Vangelo

Tucano: animale salvato da Noè (rappresenta il Sudamerica)

Serpente di mare: la bestia del mare con sette teste e dieci corna che simboleggia Satana nell'Apocalisse

Mensa: il cenacolo

Camaleonte: animale salvato da Noè (rappresenta l'Africa)

Uccello del Paradiso: animale salvato da Noè (rappresenta l'Oceania)

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