(da "La Nona Campana", ottobre 2002)
Nell'ottobre 1896 il Consiglio Provinciale di Milano (solo dal 1927 Lonate fa parte della Provincia di Varese!) concesse al Comune di Lonate Pozzolo un sussidio per la "sistemazione delle pendenze originate dalla costruzione della strada Provinciale al ponte di Tornavento per Oleggio e dall'attivazione del Canale Villoresi" e per la costruzione di un "nuovo tronco di strada comunale che metta in comunicazione l'abitato della frazione di Tornavento con la Provinciale". In seguito a ciò, l'allora sindaco arch. Ulisse Bosisio incaricò l'ing. Ercole Seves di redigere il progetto del nuovo tratto di strada per congiungere direttamente la provinciale Lonate-Oleggio con la strada comunale per Tornavento.
L'ing. Seves nel maggio 1898 presentò una "relazione di accompagnamento" al progetto, corredandolo con la corografia riprodotta qui sopra. Egli rilevava innanzitutto che, partendo da Lonate, Tornavento allora poteva essere raggiunta seguendo tre itinerari:
- mediante la strada di Gaggio e la strada comunale per Tornavento: tratte a-b-c-d-e, percorrendo in tutto 3.600 metri;
- mediante la strada di Gaggio fino alla Ricevitoria (ex dogana austro-ungarica di Lonate Pozzolo) e da qui proseguendo lungo l'attuale via De Amicis: tratte a-b-i j-e, per complessivi 3.840 metri;
- percorrendo la nuova strada provinciale per Oleggio fino al ponte sul Canale Villoresi, svoltando poi sulla strada comunale in costa fino alla frazione: tratte a-f-g-h-e, per un totale di 4.290 metri.
Per congiungere Tornavento con la nuova Provinciale egli indicò necessario prolungare in linea retta - né poteva segnalare altra modalità - il tratto di strada comunale compreso tra Tornavento e la Strada del Gregge fino all'intersezione tra la Provinciale stessa e l'ex Strada Nazionale del Porto. Risultava il tratto (a-f-d-e), di complessivi 3.510 metri: un tracciato "che ha il vantaggio di non essere tortuoso, essendo costituito da tre sole spezzate rettilinee". Tale soluzione, che dava origine all'attuale via Sant'Anna, non solo riduceva la percorrenza per raggiungere la frazione da Lonate, ma consentiva l'utilizzo della provinciale per ben due terzi del percorso, con evidenti vantaggi per la circolazione dei carri, avendo essa una "disposizione altimetrica favorevole alla trazione di grossi carichi".
A sostegno della sua proposta l'ing. Seves indicava infine la "tenuità della spesa" richiesta dalla costruzione del nuovo tronco stradale: lire 304,56 per il pagamento delle indennità di esproprio dei terreni necessari e lire 1.305,55 per i lavori veri e propri, salvo eventuali riduzioni ottenibili durante la gara d'asta per l'affidamento dei lavori. Completano la "relazione" cinque allegati, tra i quali l'elenco dei mappali da espropriare con la stima dei relativi compensi, da sottoporre ad approvazione prefettizia, il tipo planimetrico e i capitolati d'appalto.
Codice stradale per i carri!
Sulla circolazione dei carri, trascriviamo alcune disposizioni contenute nel Regolamento di Polizia Stradale del 1881:
"Ogni carro dovrà essere guidato da un carrettiere;
- è vietato spingere a corsa rapida i veicoli, nonché le bestie da tiro, da soma o da sella, che si dovranno sempre condurre al passo nell'abitato, ovunque vi sia concorso di persone, nei crocicchi, sui ponti. Quando poi riesca difficile l'incrociamento con altri veicoli, sarà dovere fermarsi;
- quando i carri portino carichi voluminosi o di rilevante peso, dovranno i conducenti guidare le bestie stando a piedi di fianco alle stesse e sempre tenendone le redini; il carico dovrà essere proporzionato alla forza delle bestie attaccate al veicolo e non dovrà sporgere di oltre un metro dall'estremità posteriore del carro;
- i carri saranno condotti separatamente, restando vietato attaccare uno o più carri ad un altro carro. E' assolutamente vietato attaccare cavalli o altri animali alla parte posteriore del carro;
- all'approssimarsi di altri veicoli, i carri dovranno essere diretti prontamente verso il lato destro della strada, in modo da lasciarne libera almeno la meta;
- la superficie dei cerchioni delle ruote dei carri dovrà essere regolarmente cilindrica, senza spigoli o sporgenze;
- occorrendo bestie da tiro di rinforzo, queste dovranno essere guidate da almeno un conducente per ogni tre bestie;
- nessun carro potrà circolare di notte senza essere provvisto di un lume acceso".
|
"Entro l'abitato gli animali si dovranno sempre guidare e mai spingere al galoppo o trotto serrato. Le vetture ed i carri nottetempo dovranno avere i fanali accesi. I trasgressori saranno puniti a termini di legge. Pei mulini Km 4.16 " Cartiglio dipinto sulla chiesa della Madonna delle Grazie, demolita nel 1963. (Foto R. Vada) |
Leggere queste norme fa sorridere, in un'epoca di automobili lanciate anche a 180 Km/h in autostrada, in barba a qualunque limite orario; eppure, anche questo fa parte della nostra storia!

|
Via Sant'Anna come si presentava nell'ottobre 2006 |
PERCHÈ VIA SANTA CATERINA SI CHIAMA COSÌ?
(da "Il Lonatese", giugno 2026)
Perchè Via Santa Caterina si chiama così? Non si tratta di Santa Caterina da Siena (1347-1380), Patrona d'Italia, d'Europa e Dottore della Chiesa, con cui la storia di Lonate nonha nessun aggancio, ma di Santa Caterina da Alessandria, Megalomartire ("la Grande Martire", come la chiama la Chiesa Ortodossa) e patrona dei filosofi, vissuta a cavallo del III e del IV secolo, e morta nella persecuzione di Diocleziano. Della sua vita si possiedono solo leggende: sarebbe sottoposta al supplizio della ruota dentata, con cui di solito è infatti rappresentata, ma un fulmine venuto giù dal cielo avrebbe spaccato in due la ruota. I persecutori sarebbero stati così costretti a decapitare la Santa, il cui corpo sarebbe poi stato trasferito dagli angeli sul Monte Sinai, dove ancor oggi esiste lo storico Monastero di Santa Caterina. La storicità della sua figura è stata spesso messa in discussione, visto che il supplizio della ruota non era in uso prima del Medioevo, ma la devozione nei suoi confronti non è mai venuta meno.
Questa santa, raffigurata anche in una celebre opera di Raffaello Sanzio, mentre può vantare tre monasteri con il suo nome nel territorio lonatese, i quali,per distinguersi tra loro, aggiunsero il toponimo, venendosi a chiamare Santa Caterina di Sopra (oggi via Garibaldi) e Santa Caterina di Mara (oggi via Matteotti), mentre il terzo nucleo monastico, in contrada Vertemasso (oggi via Cavour), era detto dei Ferrari, che erano i suoi sponsor.La più antica citazione del primo nucleo religioso come domus (casa) è dell’anno 1398, quando era denominato "di frate Aicardo", nome che fa pensare ad un iniziale convento misto dell’ordine degli Umiliati. Diventò monastero femminile passando all’ordine degli Agostiniani prima dell’anno 1455. Un documento del 1566 lo colloca “in cima di Lonate”: bisogna infatti ricordare che, fino all’Ottocento, il paese terminava a nord con via Garibaldi. Nel 1567 l’arcivescovo Carlo Borromeo portò a compimento una riforma dei monasteri lonatesi che erano una decina, e li ridusse a tre. Unì allora le monache e le proprietà di Santa Caterina di Sopra al monastero di Sant’Agata, oggi sede del Comune. L’immobile di Santa Caterina di Sopra è citato nello stato delle ani-me del 1574 (porzione Frotta, n. 10) in contrada di Sopra, come “casa delle monache di Santa Agata”: vi abitava il loro massaro Giovanni Bottarini. Secondo il catasto del 1756, il monastero di Sant’Agata si manteneva proprietario di tre “case da massaro” sui mappali numerati 3706, 3707 e 3708, siti nella parte più settentrionale dell’abitato di Lonate, al punto di divaricazione delle vie che 150 dopo sarebbero state chiamate via Repossi e via Santa Caterina.
Via Santa Caterina è la via che ha inizio dove termina via Repossi, e che si prolunga ad est in direzione di Busto Arsizio, perdendosi fra i campi. Nel catasto settecentesco di Maria Teresa figura nel suo andamento rettilineo senza un nome specifico. Nel catasto del 1856 è presente, ma compare con la denominazione generica di strada consorziale, quindi di strada di campagna; mentre la strada comunale per Busto era collocata in contrada di Mara, oggi via Matteotti. Nella mappa del 1912 troviamo disegnate poche case nel tratto iniziale presso via Repossi, al tempo in cui il paese cominciava ad uscire dai limiti in cui era rimasto contenuto per secoli. Nell’abbondante carteggio ottocentesco riguardante la campagna lonatese finora non è stato trovato il toponimo "Via Santa Caterina", ma non possiamo escludere che esso potesse essere in uso nella parlata dei contadini. Oppure, la denominazione può essere stata attinta da qualche carta dell’archivio comunale intorno al 1920, quando la toponomastica fu adeguata all’ampliarsi dell’abitato, spesso usando luoghi simbolo della Grande Guerra. In questo caso, l'intitolazione alla Santa di Alessandria rappresenterebbe una felice eccezione.
Se volete maggiori informazioni, rivolgetevi alla Pro Loco di Lonate Pozzolo, indirizzo via Cavour 21, telefono 0331/301155.
Già che ci siete, se lo credete, potete dare un'occhiata alla storia recente di Lonate; altrimenti, cliccate qui e tornate indietro.