L'impero delle donne


POD: il regno di Hatshepsut é giunto fino all’anno XVIII; Tuthmôsis III non muore, é Neferourê a morire (sotto la guardia di Senenmut che é disgraziato in questo momento). Tuthmôsis III prende il potere senza violenza, sembra che Hatshepsut abbia lasciato il potere senza complicazioni. Non é provato l’odio del re nei confronti della zia, le distruzioni delle opere della regina sembrano essere dovute a motivi religiosi, ma credo che se non la odiava, non la amava di sicuro. I nomi di regine sono veri, sono i nomi delle Prime spose degli faraoni, i rapporti di famiglia descritti sono più o meno esatti (eccezione fatta di Nehesy II) per quanto che sappiamo.

Hatshepsut I: 1479-1458
Hatshepsut (« la prima delle donne nobili ») é la figlia del faraone Tuthmôsis I e della figlia di Amenhotep I (dunque discende dalle grande regine Tetisheri e Ahmès-Nefertari). Sposa suo fratello, il faraone Tuthmôsis II, ma quest’ultimo muore presto lasciando solo un bambino, figlio di una sposa secondaria, Tuthmôsis III. Hatshepsut prende dunque la reggenza fino all’anno VII di Tuthmôsis III, quando si fa incoronare faraone dal Primo Profeta di Amon Hapuseneb, prende i vestiti maschili (nemès e barba cerimoniale) e governa in armonia con il giovane faraone (ma il potere é nelle sue mani), prende il nome di Mâatkarê (la Mâat é il ka di Ra) Hatshepsut. Per legitimmarsi propaga la dottrina della Teogamia, in realtà é la figlia di Amon stesso (aveva presso i tratti di Tuthmôsis I), che sarà raccontata sulle pareti del suo tempio: il magnifico Djeser Djeseru (Deir-el-Bahari), costruito dal suo principale ministro (e amante?) Senenmut. La regina governa saggiamente l’Egitto, ricostruisce il paese dopo l’occupazione hyksos, rende dinamica l’economia, amplia il tempio di Amon, sotto il suo regno il paese vive nella prosperità.
Nell'anno VIII lancia una spedizione verso il mitico paese di Punt (Somalia), comandata dal generale Nehesy, la spedizione torna l’anno dopo con uno vero tesoro d’oro, incenso, piume, gioielli, animali (giaguari e giraffe). Queste ricchezze saranno la sua più grande vittoria e la promessa per futuri sviluppi commerciali.
Nell'anno XII la regina stessa prende la testa dell’esercito e parte in Nubia domare una ribellione locale, sottovoce si mormora che ha forse l’idea di aprire una strada terrestre verso il Punt, ma torna in Egitto.
Nell'anno XVIII avviene il dramma: il giovane re Tuthmôsis III, speranza d’Egitto, grande uomo molto popolare nell’esercito e sempre più ambizioso e preoccupato dal potere della zia, muore all’improvviso durante una piccola spedizione contro dei Beduini, colpito da una freccia nella schiena. Hatshepsut era preoccupata dal nuovo interresse del re per gli affari, ma era re legittimo e intendeva lasciarlo diventare re in pieno, stava per ritirarsi quando avviene la catastrofe. Si dice che Senenmut non sarebbe estraneo a questa morte senza prove (era uno uomo potente solo per grazia della regina e odiato dal re).
L’Egitto é davanti a una crisi di successione, non rimangono più che due bambini di Tuthmôsis, tutti due sono figlie, Neferourê (che é ritirata della guardia di Senenmut che sparisce misteriosamente) e la giovane Merytrê-Hatshepsut. I nobili di tutto il paese iniziano a organizzare congiure e le due principesse diventano mira delle ambizioni.
Per questo Hatshepsut, ormai invecchiata con l’appoggio dell’amico di sempre, vizir e Primo Profeta di Amon, estende la Teogamia alle sue figlie, annunciando che sono figlie di Amon (Sat-Amon) e Neferourê é fatta erede pienamente legittima del trono senza bisogno di un uomo. Nello stesso momento il generale Nehesy riprende in mano l’esercito, e con l'oro ricavato da una spedizione verso la Nubia ne fa uno strumento fedele. Dopo la congiura del nobile Puyemrê l’insieme del paese é sotto controllo.
Nell’anno XXV, Hatshepsut raggiunge suo padre Amon ed é seppellita nella sua tomba della valle dei Re. Sua Figlia é proclamata faraone (sotto apparenza maschile) come Menkheperrê ("la manifestazione di Rê é durabile") Neferourê. Nelle primo anno é appoggiata da Hapuseneb e dopo la sua morte da Nehesy e da suo figlio che porta li stesso nome.

Neferourê I: 1455-1425
Il ventennio del regno di Neferourê I trascorre in stato d’emergenza: la regina-vergine, come il popolo la chiamava, ha fatto di tutto per mostrarsi come un grande capo sopratutto nei confronti dell’esercito. Respingerà sempre tutte le offerte di matrimonio come offese al dio e pericoli per il nuovo regime.
Nell’anno V sulla Grande Verde (il Mediterraneo) avviene una grande catastrofe: l’isola madre del popolo Keftiu (cretesi minoici) é devastata, i suoi palazzi annientati, rasi al suolo da un terremoto e uno tsunami, le carestie e il panico travolgono l’isola. Una piccola ambasciata di mercanti keftiu insediati in Egitto supplica la magnifica regina di aiutare il loro povero paese. I Keftiu sono importanti partner commerciali e sono più apprezzati dei barbari asiatici, considerati come un popolo abbastanza civilizzato. Così il generale Nehesy il giovane é mandato nell’anno VI sull’isola con una flotta (armata e finanziata dai mercanti) per riportare l’ordine e nutrire il paese. Durante alcuni anni funge da vero governatore dell’isola che passa sotto giurisdizione egiziana, respinge i pirati Ahhiyawa del Nord, e ricostruisce Festo, centro del nuovo potere. Le elite superstite dell’isola firmano il trattato di Festo, l’isola é ormai un protettorato egiziano. Le civiltà minoica accetta facilmente il potere egiziano in ringraziamento e per di più considera la faraona egiziana come il corrispondente delle proprie regine-pretesse e delle loro famiglie matriarcali. Cosi nasce l’epoca neo-palaziale detta anche epoca minoico-egiziana.
In Egitto Neferourê I prosegue la politica economica della madre, la prospérità si mantiene, sono costruiti grandi templi, il complesso di Djeser Djeseru si amplia di obelischi. La faraona, volendo far accettare agli uomini il potere di una donna, metterà in opera una grande politica familiare. Le donne in Egitto avevano sempre avuto grandi poteri nella famiglia, potevano lavorare in molti mestieri (medicina, industria, artigianato) e avevano gli stessi diritti giuridici degli uomini; però con la legislazione di Neferourê possono ormai ereditare come il figlio primogenito, tutti i mestieri sono ormai aperti loro.
Per accontentare l’esercito ella mette in azione il sogno del vecchio Nehesy, tornare nel Pûnt e conquistare il paese (già governato da regine nere). Nell’anno XII é inviata una nuova flotta (costruita da keftiu emigrati), e uno esercito é mandato nel Pûnt dove é fondata la città di Ta Neteru, futura base di una colonizzazione egiziana (partecipano anche alcuni keftiu).
Nell’anno XIII Neferourê guida lei stessa una nuova spedizione contro la Nubia, la totalità del paese di Kush é conquistata e Kerma diventa il centro del potere egiziano, dove sono costruiti un grande tempio di Amon e uno in onore della vittoria di Neferourê; la regina inizia una feroce politica di egiziazione del paese e lo fa pesantemente occupare dall’esercito.
Allorché sta progettando di conquistare tutto il Sud oltre il Kush, la regina deve tornare in emergenza nel Nord dove il Delta si muove e le frontiere iniziano a essere minacciate da Canaaniani e da nuovi nemici, gli Ittiti. Nell’anno XVIII riporta l’ordine e dopo una passeggiata militare in Palestina mostra agli Ittiti che la regina egiziana é abbastanza forte per respingerli (l’esercito egiziano a quest’epoca é il risultato degli sforzi militari e disciplinari del defunto Tuthmôsis III, che ne ha fatto uno feroce strumento). Neferourê fonda nel Delta la città di Pi-Neferourê dove insedia una guarnigione. Ormai il regno é tranquillo all’interno e all’esterno.
Nell’anno XX la faraona muore di stanchezza dopo tanti sforzi é lascia il trono alla sorella Merytrê-Hatshepsut secondo le prescrizioni della Teogamia. Lascia un impero prospero é esteso, l’esercito controlla la Nubia intera e fa sfruttare le sue numerose miniere d’oro, i keftiu ormai sotto dominio egiziano sviluppano liberamente il negozio marittimo ed emigrano in massa ne Delta e nel Pûnt. La città di Ta Neterou cresce e l’esercito mantiene l’autorità egiziana sulle coste del paese.

Merytrê-Hatshepsut II: 1425-1420
Il breve regno della seconda figlia di Hatshepsut é purtroppo importante. Niente spedizioni militari o economiche, perchè la fragile Senakhtenrê Merytrê-Hatshepsut II non è forte come la madre o una vergine guerriera come la sorella. Si appoggia su Nehesy II che diventa suo vizir. Però sarà la prima faraona a farsi rappresentare da donna portando le insigne del potere (eccezione fatta della barba). Il regime diventa apertamente femminile, sempre più accettato dai suoi ministri e generali. Nell’anno IV nomina ufficialmente Nehesy II come suo consorte (con il titolo di Primo Profeta di Hathor) e gli affida compiti religiosi (mantenere l’armonia) ma non politici, benché avesse un certo peso. Nehesy II é gia padre della loro figlia unica Merytamon (niente figli), ma ovviamente sotto la dottrina della Teogamia.

Merytamon I: 1420-1400
Durante i primi anni del suo regno sarà sotto la reggenza del Santo Padre Nehesy (muore nell’anno VI). Sotto il suo regno la società egiziana imita sempre più la struttura matriarcale keftiu e puntica. Appaiono i primi ministri donne e il primo Grande profeta d’Amon donna. Le colonie di Pûnt e Keftiu si sviluppano, la minaccia ittita é mantenuta lontana. Il complesso monumentale di Djeser Djeseru supera quasi Karnak in lusso e importanza. La faraona si farà scavare la più grande tomba della Valle dei Re. La Teogamia di Stato é ormai accettata.

Tiâa (Neferourê II): 1400-1388
Ha la particolarità di essere la prima faraona senza legami con Hatshepsut I. La difficoltà del regime é di dare l’occasione alle faraone di dare vita a degli eredi. Tiâa é cugina di Merytamon dalla famiglia del Santo Padre Nehesy. Prende il potere con l'aiuto di militari e mercanti keftiu legittimandosi con la teogamia, e sposa il figlio di Merytamon, il giovane Amenhotep senza potere. È da quest'epoca in poi che il consorte ha cosi pochi poteri, la regina é la più ricca persona dell’impero ed è circondata da una corte di donne pronte a sorvegliare e risolvere tutti i problemi. Questo gruppo di nobildonne controlla e sposa i più importanti uomini della corte (in una maniera piacevole che diventerà leggendaria come modo di governare all’egiziana). A questa epoca l’interno del paese di Pûnt é conquistato e la Palestina diventa un regno vassallo.

Mutemuia I: 1388-1379
Figlia della precedente, sarà la prima faraona a sposare suo fratello, il principe Tuthmôsis; i poteri di quest’ultimo sono sopratutto religiosi.

Tiyi (Hatshepsut III): 1379-1358
Usurpatrice, prende il potere uccidendo Mutemuia (é crescita sotto il suo favore) e sposa il figlio della faraona, il principe Amenhotep. Regno durissimo ma splendida per le arti. Conquista del Sudan fino al Quinta cateratta e fondazione del vice-regno di Napata (Ouaouat). Apertura della via terrestre tra Napata e Pûnt. Conquista della Libia. Tiyi é per metà keftiu, e sul mare iI keftiu colonizzano le isole del mare (Cipro) ma non osano ancora sbarcare contro gli Ahhiyawa.

Iset I: 1358-1352
Figlia della precedente. Niente di notevole, sviluppo notevole della potenza ittita in Amurru (Fenicia).

Nefertiti: 1352-1331
Figlia del fratello di Tiyi (Youya) che diventa Santo Padre. Sposa il figlio di Tiyi, il principe Amenhotep, curioso individuo che prova a lanciare una riforma religiosa basata sul culto di un dio unico, Aton (si farà rinominare Akhenaton). Durante il suo regno pacifico la regina limiterà le ambizioni del consorte, sempre fedele al culto di Amon base della teogamia. Forte epidemia di peste nell’impero, la regina muore all’improvviso.
Il potere si trova in competizione tra le sei figlie legittime della regina: Meritamon II, erede legittima, sposa il principe Smekhkaré, suo fratello, e combatte le ambizioni sempre crescenti della setta atoniana, ma muore assassinata da sua sorella Makétaton.
Inizio della guerra civile, Ânkhesenpaamon (e il suo consorte Toutankhamon) lotta contro sua sorella Maketaton. Le altre sorelle Neferuaton, Neferourê III, Setepenrê provano a sollevare i loro partigiani (Neferourê III si rifugia in Keftiu), ribellione del Sudan. In Medio Oriente gli Ittiti invadono gli staterelli vassalli dell’Egitto e progettano d’invadere l’Egitto stesso.

Moutnedjemet:
Dopo cinque anni di Guerra la sorella di Nefertiti s’impone grazie alla forza del suo consorte, il prode generale Horemheb, dopo la morte di Neferuaton, giustiziata dai preti di Amon. Periodo di ricostruzione dello Stato e del paese. Horemheb riorganizza l’esercito e respinge la minaccia ittita, che però rimangono padroni dell’Amurru. Neferourê III si sottomette ed é nominata regina-pretessa di Festo, vassalla dell’Egitto. Il Sudan rimane in ribellione.

Touya (Neferourê IV):
Senza legami con la dinastia, sale al trono come favorita della regina e sposa il cugino di Horemheb, il principe Ramesse. Inizio della XIX dinastia. Spedizione nel Sud, Napata é sottomessa, conquista della sesta cateratta e fondazione di Meroé.

Nefertari I
Battaglia di Megiddo contro gli Ittiti, lo stau quo si mantiene, trattato di pace e spartizione pacifica del Medio Oriente. L’Egitto si accontenta della Palestina a Sud di Megiddo come regno vassallo, zona di protezione. L'impero di Hatti é egemonico nel Medio Oriente ed alleato con l’Egitto (matrimonio con il consorte Zananza, figlio di Hattusili III). Conquista della zona di costa, realizzando un legame terrestre con il Punt egiziano. Apogeo del Delta minoizzato. La capitale è trasferita ad Abu (Assuan) sulla prima cateratta.

Iset II:
Conquista dell’intera zona delle cateratte, Iset II arriva fino alla divisione del Nilo tra Nilo bianco e Nilo azzurro, fondazione di Pi-Nefertari. Sviluppo delle vie terrestri attraverso l’Etiopia. Il viceregno di Punt si estende al Sud. Costruzione del grande tempio di File. Sotto il suo regno i Keftiu dell’isola conquistano qualche città Ahhiyawa, allorché questa civiltà sta crollando nelle lotte interne.

Meritamon III

Takhat I


Takhat II

Taousert:
Ultima grande regina del Nuovo Regno, conquista delle coste arabe ma questo potere non sarà mai molto sviluppato. Inizio dei movimenti autonomisti in Keftiu e nel Delta, dove la popolazione keftiu si agita. Il potere si appoggia sempre più sul Sud. Spostamento della capitale a Napata.

Iset III

Tiyi II (Hashepsut IV):
Indipendenza del Keftiu e del Delta dove si insedia la XXe dinastia minoica di regine-pretesse. Il potere sempre più nubiano del Sud non prova neanche a riconquistare il Nord e legittima la sua indipendenza con un trattato. L’impero egiziano si volta sempre più verso l’Africa profonda. I primi esploratori egiziani arrivano nella zona dei grandi laghi e sulla costa fino al Madagascar. Il regno deltaico dei Keftiu riuscirà a respingere le invasioni dei popoli del mare, però essi devono lasciare l’egemonia sul mare e sono cacciati dalle loro fortezze del continente, anzi fortificano l’isola di Keftiu. Però conquistano la costa libica e impongono il loro dominio sulla Palestina (ne saranno cacciati durante il X secolo dai popoli ebraici).


Qualche prospettiva:

- Sotto la doppia influenza egiziana e minoica il popolo ebreo muta e si fonda su una logica matrilineare. Quando la Bibbia é scritta nell'VIII-VII secolo, YHWH é presentato come una persona femminile e sarà Adamo a commettere il peccato originale: quello d’orgoglio. E anche se sono dei re alla testa di Israele, le donne avranno un maggiore peso. Sulla costa araba (Yemen) il regno delle regine di Saba, egizianizzato ma indipendente, entra in contatto con Salomone e diventa israelita.
- Creazione di un impero matrilineare di Saba in Arabia.
- Divisione del mondo tra le società matriarcali e quelle patriarcali (Mesopotamia, Grecia).
- I Keftiu sopravissuti nel Mediterraneo continuano la loro storia, colonizzano la Libia, il Delta egiziano e prendono il posto della Fenicia sotto il controllo degli diversi imperi mediorientali e limitati sul mare dai Cretesi.
- L’Egitto, protetto a Nord dal Delta e dalla Palestina, è più al sicuro e le dinastie del Sud (Tebe, frontiera Nord) sviluppano una cultura egiziana-africana sul modello di Meroe (ma più ricca) basato sul potere delle regine (Candace).
- La civiltà egiziana sopravvive e si estende a tutta l’Africa orientale, la storia africana é del tutto cambiata.
- Sviluppo della costa orientale dell’Africa, entrata delle civiltà africane nella storia, formazione di regni, tutti matrilineari (notevoli quelli di Etiopia, Axum, Saba e Zimbabwe).
- La Creta fonda Neapolis al posto di Cartagine e ne assumerà il ruolo nella storia (penso a un ruolo maggiore per Didone). Immaginate una donna al posto di Annibale che minaccia Roma di distruzione!
- I Greci sono particolarmente ostili al potere delle donne (le Amazzoni sono infatti le regine egiziane e cretesi). Saranno il popolo meno aperto alle donne.
- Creta cade nelle mani dell’impero achemenide ma sarà liberato da Alessandro.
- Tolomeo I Sotere é il primo uomo con Alessandro ad essere accettato come re maschile, però deve designare come erede sua figlia Arsinoé Filadelfa (sposata con il fratello Tolomeo II).
- Quando conquista l’Egitto fino alla prima cateratta, Augusto deve pacificare il paese nominando Livia Augusta come regina d’Egitto. Prima introduzione del potere femminile nelle istituzioni romane. Più tardi Agrippina Minore proverà a prendere il trono per sé. Possibilità di apparizione di un'imperatrice romana nel secondo secolo.
- Roma è una società maschile, però conquistando dei paesi matriarcali come Creta, la Libia, l’Egitto, l’Arabia (e forse più oltre in Africa) introduce nella società romana una grande tolleranza riguardo al posto delle donne nella società. Liberalizzazione della società.

Questo mondo é del tutto diverso dal nostro mondo, l’altra metà dell’umanità prende il suo posto legittimo accanto agli uomini (due volte più grandi eroi, scienziati, criminali, artisti ecc.). Però, come si vede, non penso che sarebbe stato più pacifico. Che sia Hatshepsut, Teodora, Elisabetta I, Caterina da Medici, Vittoria, Margaret Thatcher, le donne al potere non sono mai state più pacifiche degli uomini; forse, più astute e senza scrupoli.
Forse svilupperò più oltre un'Africa che prende un ruolo maggiore, nella storia ma sarà uno grosso sforzo di costruzione!

Perchè no?

.

A questo proposito c'è anche l'ucronia tradotta per noi da Generalissimus:

E se l'antico Egitto avesse costruito un canale dal Nilo al Mar Rosso?

L’antico Egitto fu una delle civiltà più vecchie dell’umanità, e al suo picco si estendeva dal fertile Nilo a nord fino alla Siria e a sud fino al Sudan.
La sua cultura durò per oltre 3000 anni, sviluppò tre sistemi di scrittura unici, anche se quello di cui più persone hanno sentito parlare è quello dei geroglifici, e creò alcuni degli esempi di arte e architettura più riconoscibili del mondo antico.
Grazie alle affidabili alluvioni stagionali del Nilo e alla relativamente semplice irrigazione a bacino, la sua civiltà ebbe sempre abbondanza di cibo.
Come risultato i monarchi dell’Egitto, alias i faraoni, e i sacerdoti che li servivano, poterono dedicare tempo, risorse e manodopera per costruire meraviglie del mondo come le piramidi di Giza, ma come molte civiltà essa non durò.
L’Egitto fu conquistato molte volte da invasori stranieri, prima di diventare alla fine una provincia dell’Impero Romano nel 30 a. C., ponendo termine al regno dei faraoni.
Considerando comunque quanto a lungo durò l’Egitto, non è difficile immaginare che resista ancora più a lungo.
Il regno dei faraoni avrebbe potuto continuare, magari fino al presente? Salve a tutti, sono Matt Mitrovich, lo storico alternativo.
In questo video torneremo indietro di migliaia di anni nel passato per cambiare la storia, così da salvare l’antico Egitto.
Prima di continuare devo confessare che non sono un esperto di antico Egitto.
Per fortuna il mio amico Lucas del canale YouTube ArmchairEgyptology si è cortesemente offerto di istruirci tutti su un faraone che ho trovato particolarmente interessante, Necao II.
Ora, Necao II ereditò un lavoro complicato da suo padre, Psammetico I: Psammetico, il fondatore della XXVI Dinastia Egizia, unificò i due regni dopo che erano rimasti divisi da dinastie in conflitto in quello che chiamiamo Terzo Periodo Intermedio, ma non lo fece da solo.
Suo padre, generosamente chiamato Necao I (ci arriviamo tra un secondo) era un re della regione del delta che possedeva la città di Sais, ed era abbastanza influente da guadagnarsi l’obbedienza del nuovo Impero Assiro del Re Esarhaddon, che, guidato da una profezia, invase l’Egitto come parte di una campagna di conquista globale.
Questa arrivò a vantaggio di Necao I, che era egli stesso in ribellione al Faraone Nekaub, che governava l’Egitto come una provincia di Kush, il cui cuore era nel moderno Sudan.
Necao I, però, non era il primo di niente, non fu mai il re di un Egitto unificato e morì prima che la lotta contro i faraoni kushiti fosse finita.
Quando fu conclusa suo figlio, Psammetico I, venne instaurato dagli Assiri come uno dei tanti sovrani egizi, ma con l’aiuto della Lidia, nella parte occidentale della moderna Turchia, e di mercenari dalla Grecia e dall’Arabia, riuscì a rimuovere tutti i vari re rivali.
Questa non fu una vera e propria resistenza agli Assiri, ma questi approvarono a malapena il fatto che le loro disposizioni egizie vennero mandate all’aria.
Ora, essi stavano avendo i loro problemi, e quando Necao II arrivò al potere nel 610 a. C. non erano nella posizione di stabilire il loro dominio imperiale sull’Egitto, perché i Babilonesi erano tornati in sella e stavano respingendo il dominio assiro.
Ci sono molti regni e popoli coinvolti in questa storia dei quali a molti non interessa nemmeno il nome, ma la conclusione di tutto ciò è che quando Necao II arrivò al potere, anche se tentò di mantenere un’alleanza con gli Assiri, questi non erano destinati a trarne beneficio.
Necao II invase la Siria, una campagna famosissima, ed è per questo che lo conosciamo come Necao, perché nella Bibbia, quando parla di questa invasione, viene chiamato Necao, ma anche se Necao II ottenne qualche vittoria contro i Babilonesi, non riuscì a respingerli del tutto.
Dopo aver instaurato in Giudea un sovrano di suo gradimento ed essersi lasciato dietro una forza per assicurarsi che non scegliesse di nuovo il re sbagliato, Necao II tornò nel nuovamente unificato Egitto.
Necao II voleva essere un imperatore, come i grandi faraoni del Nuovo Regno centinaia di anni prima della sua nascita, e voleva anche un Egitto moderno capace di condurre una guerra moderna e un moderno imperialismo.
Si pensa che fu il primo faraone ad aver formalmente fondato una marina, contrariamente ai re precedenti, che costruirono quelli che in realtà si possono definire solo trasporti truppe.
Questa marina era composta da Greci della Ionia, marinai esperti, e contava navi da guerra progettate per il combattimento in mare.
Si pensa che gli Ioni portarono con loro la conoscenza necessaria per costruire e operare le triremi, ma mancano le prove.
In un modo o nell’altro, però, l’Egitto adesso era un’aspirante potenza navale.
Per aumentare questa potenza navale e per ottenere numerosi benefici economici, Necao II commissionò un canale che alla fine avrebbe unito il Delta del Nilo al Mar Rosso, e così alla Penisola Arabica, alla Mesopotamia e forse persino all’India, anche se gli Egizi vedevano l’oceano semplicemente come un altro deserto, e di solito detestavano l’idea di solcarlo, tranne che attraverso il percorso più sicuro, ovvero il più vicino possibile alla costa.
È probabile che Necao II non completò mai il suo canale, di fatto il re persiano Dario I eresse diversi monumenti che affermavano che lui finì il progetto dopo aver ereditato l’Egitto come parte del suo impero.
Allarme spoiler: penso che non ci sia riuscito neanche lui.
Anche se la data del completamento del canale è dubbia, potrebbe essere vicina ad un secolo dopo che Necao II ordinò l’inizio degli scavi, e in terre non più governate dai suoi discendenti.
Necao II non visse per vedere realizzate le sue ambizioni di impero o di restaurazione della gloria dell’Egitto, ma suo figlio Psammetico II e suo nipote Apries continuarono il tentativo.
Le cose iniziarono a deteriorarsi per la XXVI Dinastia Egizia quando Apries subì la ribellione di uno dei suoi ufficiali, che si incoronò col nome di Amasis, e Apries non riuscì a far tornare sul trono la sua dinastia.
Il regno di Amasis si dimostrò abbastanza problematico a causa dei Persiani, al punto che suo figlio Psammetico III affrontò la minaccia di una conquista persiana perfino durante i riti della sua incoronazione.
La conquista di fatto ebbe luogo, e determinò il destino dell’Egitto nei secoli a venire, e forse questi eventi sono il motivo ultimo del perché l’Egitto moderno è a maggioranza Islamica invece che a maggioranza Cristiana, ma queste sono speculazioni per un’altra volta.
In ogni modo, essere adocchiato dalle potenze straniere è il prezzo che Necao II sapeva che l’Egitto avrebbe pagato comparendo sul palcoscenico mondiale.
Non puoi avere una grande influenza tra le nazioni senza che quelle nazioni ne prendano nota, non puoi connetterti a qualcosa senza esporti ad essa.
Tutto quello che Necao II voleva era che l’Egitto fosse pronto quando il resto del mondo fosse tornato a cercarlo.
Tristemente (almeno se siete Necao II) così non fu.
Adesso che sappiamo un po’ di più su quello che stava succedendo intorno al regno di Necao II, voglio modificare la storia per dare all’Egitto una possibilità migliore di restaurare i suoi giorni di gloria, e per fare questo non voglio cambiare l’esito di una guerra o di una battaglia, voglio invece parlare un po’ di più del canale.
Anche se gran parte della ricchezza dell’Egitto veniva dai suoi raccolti, sappiamo che esso e gli imperi che lo dominarono commerciavano con l’Africa e l’Asia grazie alla connessione dell’Egitto col Mar Rosso.
Nella nostra TL le navi che partivano dai porti del Mar Rosso viaggiavano per tutta l’Africa orientale per commerciare mirra, franchincenso, avorio e gusci di tartaruga.
I porti del Mar Rosso ricevevano anche pepe, spezie e seta dall’India, e come potete immaginare gran parte di questi carichi erano tassati dalle autorità locali.
I ricavi generati da questo commercio erano immensi, e nella nostra TL furono cruciali per trasformare Roma in un impero potente e duraturo, ma una volta che queste navi tornavano in Egitto i beni dovevano essere trasportati via terra verso le principali città sul Nilo.
Questo faceva aumentare i costi, e inoltre rendeva il trasferimento su carovana suscettibile ai razziatori se le rotte terrestri non erano protette adeguatamente, ma un canale che avrebbe connesso il Mar Rosso al Nilo avrebbe ridotto significativamente il tempo per trasportare questi beni, e forse avrebbe perfino permesso a Necao II di trasferire la sua marina con equipaggi greci nel Mar Rosso e attorno all’Arabia per infastidire i suoi nemici babilonesi.
Certamente il canale sarebbe costoso, e ci sarebbero delle sfide ingegneristiche da superare.
Se si può credere ad Erodoto, sembra che 120.000 persone morirono per costruirlo, anche se questa è probabilmente un’esagerazione.
Eppure sappiamo che i tentativi successivi dei sovrani arabi dell’Egitto di scavare la propria versione del canale causarono probabilmente la perdita di 20.000 persone, quindi il costo umano potrebbe essere comunque alto.
Inoltre, le stesse alluvioni che rendevano il Nilo un granaio avrebbero sommerso il canale, il che vuol dire che avrebbe dovuto essere regolarmente dragato perché le navi potessero utilizzarlo.
Anche quando il Nilo era al suo minimo il canale non sarebbe stato operativo, il che vuol dire che i beni avrebbero potuto attraversare il canale solo in certi periodi dell’anno.
Ciò verrebbe ulteriormente esacerbato dal fatto che i periodi in cui il canale è operativo potrebbero non coincidere con i venti favorevoli necessari per i viaggi commerciali verso l’Africa orientale o l’India, il che vuol dire che i beni dovranno rimanere fermi nei magazzini in attesa che il canale si riempia di nuovo.
L’acqua salata proveniente dal Mar Rosso potrebbe inoltre contaminare il Nilo, anche se questo potrebbe essere risolto dalla costruzione di chiuse, il che forse è un qualcosa che l’Egitto Tolemaico usò per la sua versione del canale.
Ovviamente questo implicherebbe che le navi che viaggiano attraverso il canale non potranno essere più grandi delle chiuse, il che potrebbe essere un problema per le navi da carico e da guerra più grandi.
Eppure questi problemi ingegneristici che ho menzionato non sono insormontabili, il Gran Canale cinese fu costruito senza metodi e materiali costruttivi moderni a partire dal VI secolo d. C., ma parti di esso potrebbero risalire addirittura al V secolo a. C., perciò il completamento del canale ad opera di Necao II quando l’Egitto era di nuovo unito, aveva una marina e stava cercando di espandersi verso l’esterno avrebbe potuto cambiare l’aspetto dell’Egitto e l’importanza delle connessioni marittime col mondo esterno.
La ricchezza generata dal maggiore commercio con l’Asia e il resto dell’Africa potrebbe anche finanziare le forze armate necessarie per difendere l’Egitto dagli aspiranti invasori.
Ahimè, questo non avvenne, il canale venne probabilmente abbandonato prima ancora che iniziasse l’invasione della Siria di Necao II.
A quanto pare un oracolo disse a Necao II che sarebbe stata una pessima idea, ma, di nuovo, forse stava semplicemente diventando troppo costoso da costruire e le risorse erano necessarie per combattere i Babilonesi.
Come spiegato, alcuni conquistatori successivi dell’Egitto tentarono di connettere il Nilo al Mar Rosso, ma non fu fino al completamento del Canale di Suez nel 1869 che un canale non collegò permanentemente il Mar Rosso al più grande mondo mediterraneo, ma se Necao II avesse terminato il canale? E se invece di combattere i Babilonesi gettasse le fondamenta per la continuazione dell’indipendenza dell’Egitto? Beh, un Egitto economicamente migliorato col granaio del Nilo, il commercio che scorre attraverso il canale del Mar Rosso e una marina che può infastidire i conquistatori mediorientali potrebbe fare parecchia strada nell’assicurarsi che l’Egitto venga dominato da dinastie indigene più a lungo rispetto alla nostra TL.
Certo, come con le dinastie cinesi alcune di esse potrebbero non essere tecnicamente egizie, ma l’Egitto manterrà la sua indipendenza più a lungo che nella nostra TL.
Ovviamente l’Egitto dovrà proteggere queste rotte commerciali dai pirati.
Nella nostra TL una tribù araba nota come Nabatei attaccò i mercanti Tolemaici e romani quando il commercio nel Mar Rosso iniziò a competere con le rotte terrestri verso l’Asia, quindi, per proteggere le rotte commerciali nel Mar Rosso, l’Egitto, piuttosto che concentrarsi sulla Siria, potrebbe inviare spedizioni militari in Arabia, e forse conquistare direttamente le parti lungo il Mar Rosso.
A proposito di espansione: questo Egitto costruirà un impero lungo la costa dell’Africa orientale? Voglio dire, dove c’è espansione economica c’è espansione militare, e dove c’è espansione militare di solito c’è una qualche forma di influenza economica, e fin troppo spesso colonie.
Infatti secondo Erodoto Necao II inviò una spedizione di marinai fenici a circumnavigare l’Africa 2000 anni prima che Vasco da Gama compisse quell’impresa, che a quanto sembra realizzarono dopo tre anni di navigazione, con solo alcune fermate per piantare e raccogliere il cibo che utilizzarono per nutrirsi in un viaggio così lungo.
Ora, ad essere onesti, la nostra unica fonte su questa spedizione è Erodoto, che non ci dà molti dettagli, e inoltre non crede egli stesso alla storia, ma gli storici professionisti, i siti web come Bad Ancient e gli youtuber che si occupano di storia come Andrew Rakich di Atun-Shei Films pensano che la storia abbia una plausibilità abbastanza alta da essere vera.
Per esempio, Erodoto afferma questo: “Dicono che navigando intorno alla Libia avevano il sole alla loro destra”.
Questo è importante, perché la posizione del sole è una cosa di cui un marinaio si accorgerebbe se dovesse navigare intorno all’Africa.
Inoltre, anche se i Greci all’epoca erano dei grandi marinai, i Fenici forse erano ancora migliori..
Per quelli che non lo sanno i Fenici ebbero origine in quello che oggi è il Libano, e a causa di una varietà di ragioni svilupparono una cultura marittima che gli fece colonizzare le terre che contornavano il Mediterraneo.
Fondarono la città di Cartagine, la vecchia rivale di Roma, e sappiamo che un Cartaginese di nome Annone il Navigatore, nel V secolo a. C., oltrepassò lo stretto di Gibilterra, alias le Colonne d’Ercole, raggiungendo probabilmente luoghi a sud fino al moderno Gabon.
Chiaro, le navi di questo periodo erano lente, ma se qualcuno avrebbe avuto successo nel circumnavigare l’Africa nel VII o VI secolo a. C., questi sarebbero stati i Fenici.
Infatti il marinaio Philip Beale costruì la replica di una nave fenicia e circumnavigò l’Africa tra il 2008 e il 2010, cosa che rende la circumnavigazione fenicia dell’Africa più credibile.
Quindi, dato quello che sappiamo, sembra certamente plausibile che possa nascere un impero marittimo egizio perché Necao II ha completato il canale, e un sito interessante per una colonia potrebbe essere il Madagascar.
Nella nostra TL il Madagascar fu colonizzato dagli Austronesiani intorno al 500 a. C., un secolo dopo il regno di Necao II, ma in questa TL alternativa degli Egizi più orientati verso il mare potrebbero incappare in quest’isola e colonizzarla con Egizi, Fenici e/o Greci, anche se non si sa cosa vorrà dire questo quando alla fine gli Austronesiani migreranno lì.
Forse si mescoleranno con questi coloni originari, creando alla fine una cultura interamente nuova, oppure verranno costretti a raggiungere una destinazione differente.
Ora parliamo di quello che succederà fuori dall’Egitto.
Con l’Egitto sulla difensiva nel Levante, usando forse la Giudea come stato cuscinetto, il futuro Impero Persiano probabilmente non sprecherà manodopera e risorse in Egitto.
Anche se l’Impero Persiano controllò l’Egitto in vari periodi, la satrapia d’Egitto non era una provincia modello, e scoppiavano delle rivolte che costavano ai Persiani sia denaro che uomini.
Con un Egitto più forte, però, la Persia potrebbe concentrare invece il suo tempo e le finanze sulle città stato greche, e alla fine potrebbero conquistarle.
I Greci potrebbero fuggire in Egitto, che probabilmente li accoglierà perché servano nella sua marina, e Roma potrebbe essere influenzata più dai Persiani che dai Greci.
A proposito della Giudea: se riuscisse a sopravvivere grazie al sostegno egizio, è possibile che l’Esilio Babilonese non avvenga mai.
Nella nostra TL, dopo che i Babilonesi catturarono Gerusalemme e distrussero il tempio, molti Giudei vennero deportati a Babilonia, e non gli fu permesso di ritornare che decenni dopo.
Questo evento ebbe un impatto importante sulla religione Ebraica che è difficile da riassumere, ma nel tentativo di sopravvivere senza il tempio centrale e i sacrifici che si compivano lì, gli Ebrei svilupparono la sinagoga come luogo di culto e trasformarono la Torah nel testo base che governava la fede, ma in una TL alternativa dove la Giudea continua ad esistere come stato cliente dell’Egitto l’Esilio Babilonese non avverrebbe, il che vuol dire che il tempio e i suoi sacerdoti continuerebbero ad esistere e il Giudaismo in pratica sarebbe semplicemente la religione di stato di un vassallo egizio.
Ogni fede che ha tratto una forte ispirazione da esso probabilmente non assomiglierebbe affatto al Cristianesimo o all’Islam della nostra TL.
Onestamente è difficile ipotizzare cosa accadrà poi in questa ucronia, stiamo parlando di un cambiamento nella storia avvenuto migliaia di anni fa, e la nostra comprensione di quella storia è già abbastanza nebulosa.
Rimangono ancora troppe domande, come per esempio qualcuno alla fine avrà la brillante idea di costruire un canale secoli prima di quello di Suez per connettere direttamente il Mar Rosso col Mediterraneo? Qualcuno, stufo del monopolio dell’Egitto sul commercio con l’Asia e l’Africa orientale, deciderà di accedervi usando la strada più lunga attraverso l’Oceano Atlantico? Sembra plausibile che qualcuno lo farà, ma esattamente chi o quando è una pura congettura che lascio ad autori che sono narratori migliori di me.
Quello che sappiamo è che per un breve periodo di tempo i faraoni egizi e la cultura sulla quale regnavano ebbero l’opportunità di cambiare il loro destino e assicurarsi che la loro civiltà vecchia di millenni continuasse per altre migliaia di anni.
Sfortunatamente per gli Egizi questo non accadde, ma speriamo che nessuno faccia quello stesso errore di nuovo.

 

E ora, segnaliamo l'ucronia pensata da Enrica S.:

Il Faraone Pepi II, della VI Dinastia, è il sovrano cui è attribuito il regno più lungo della storia dell'umanità: 94 anni secondo Manetone, 90 secondo il Canone Reale (l'egittologo ceco Jaromír Málek pensa che abbia regnato fra il 2236 e il 2143 a.C.). Questa cifra non è del tutto fantascientifica, se si pensa che salì al trono a soli 6 anni alla morte del fratellastro Merenra I, sotto la reggenza della madre Ankhenesmerira. Il suo regno fu segnato dalla progressiva perdita di potere da parte del Faraone, a favore dei signori feudali che disintegrarono l'Egitto e posero fine al Regno Antico, inaugurando il cosiddetto Primo Periodo Intermedio. Ma come cambiano la storia dell'Egitto e di tutta la Mezzaluna Fertile se Pepi II è energico almeno quanto un altro Faraone assai longevo, Ramses II, e stronca sul nascere la disgregazione del suo regno, costruendo un colossale complesso cultuale a Saqqara così come Ramses II ne costruirà uno altrettanto grandioso a Luxor? (secondo me quest'ucronia è pane per i denti di Perchè no?)

 

L'interessato subito le risponde:

Non é pane, é acqua... dopo avere attraversato il deserto libico arrivando in vista del generoso dio Hapi! Ti ringrazio per questo tributo, butterò giù qualche idea. Ti dirò che la V e poi la VI dinastia erano dinastie di origine solare: Userkaf, primo re della V dinastia - per gli appassionati della vocalizzazione Weśrka'ef, Weśr ("potente") il suo Ka’ ("Forza Vitale") -, si diceva nato da Ra stesso, il culto solare e la propaganda attorno all'origine divina dei re delle due dinastie erano i pilastri di questo periodo.

Se l'Antico Regno prosegue, il faraone sarebbe sempre più un re-sacerdote legato al culto di Ra, i templi solari (con quel tipico obelisco massiccio al centro) sarebbero stati più numerosi. Piuttosto che una divisione del regno tra nomarchi si potrebbe immaginare l'esistenza di un faraone unico sotto il controllo di una o più dinastie di ministri potenti. Immaginiamo dunque che Pepi II - per gli appassionati della vocalizzazione Pjôpe, "chiglia" - abbia avuto uno di questi potenti ministri che riprende con la forza il controllo del potere, ma non può farsi incoronare. Forse più tardi potremmo vedere una sorta di restaurazione faraonica.

Il complesso gigantesco di cui parli a Saqqara sarebbe allora il segno della restaurazione del potere faraonico come la grande piramide era stato un monumento all'unificazione del paese. La cosa sicura é che Tebe non sorgerebbe mai come capitale, il centro del paese rimarrebbe attorno a Menfi, il che potrebbe forse orientare l'azione dei faraoni verso l'Asia in anticipo; potremmo forse vedere degli interventi in quella regione con mille anni di anticipo, proprio come aveva fatto Ramses II ma senza la competizione con gli Ittiti. L'Egitto rimarrebbe così una potenza regionale capace di intervenire in quella che sarà più tardi la Palestina; un commercio con un Egitto forte potrebbe forse stimolare in anticipo l'ascesa delle città sulla costa di Fenicia. Inoltre, all'epoca di Pepi II l'Egitto aveva appena iniziato la penetrazione a Sud della prima cataratta, nella Nubia. Senza la caduta della dinastia si potrebbe immaginare che nella Nubia e ancora più a Sud la cultura egiziana sarebbe penetrata ancor più profondamente, degli Stati egizianizzati potrebbero allora sorgere ben prima e più a mezzogiorno che nella nostra Timeline.

Ma comunque l'Antico Regno non sarebbe stato eterno, perchè l'Egitto antico era un po' come la Cina: il paese unito finisce sempre per essere diviso in una maniera o nell'altra , mentre il paese diviso sogna solo la sua riunificazione...

 

C'è anche l'idea di William Riker:

Il Medio Regno Egiziano ebbe fine (anche se meno bruscamente di quanto si pensava un tempo) a causa della penetrazione degli Hyksos, popolazioni di origine sconosciuta il cui nome deriva dall'egiziano Hekaw-khasut, "i re dei paesi stranieri". Si sono fatte molte congetture su questi invasori, che conquistarono il delta del Nilo fondandovi la loro capitale Avaris: Semiti della Palestina, Hurriti o persino Indoeuropei La loro dominazione sull'Egitto durò fino al 1550 a.C. quando il tebano Ahmose riconquistò il Delta del Nilo e fondò la XVIII Dinastia. Ma che accade se i Faraoni del Medio Regno riescono a sconfiggere gli Hyksos e a tenerli fuori dai confini dell'Egitto? L'impronta dei re stranieri fu infatti indelebile, per l'apporto di forze e tecniche nuove che entrarono a far parte stabilmente del patrimonio egiziano: lungi dall'essere popoli rozzi e culturalmente inferiori, gli Hyksos contribuirono in maniera decisiva allo sviluppo della civiltà dell'Egitto. Tra le loro innovazioni vanno annoverati il telaio verticale, strumenti musicali come la lira e soprattutto l'introduzione del cavallo e del carro da guerra, fino ad allora sconosciuti in Egitto e fondmentali per le future, vittoriose campagne militari dei Faraoni. Come cambierà la storia del Paese del Nilo senza questi apporti fondamentali?

 

Gli replica Generalissimus:

Senza carri da guerra a Qadesh la vittoria è degli Ittiti.

 

E Perchè No? precisa:

Gli Ittiti o anche il Mitanni avrebbero sconfitto e invaso l'Egitto ben prima di Qadesh in questa situazione. Ma gli Hyksos penetrarono in un Egitto già in declino. Senza di loro immagino una fine simile alla fine dell'Antico Regno: una divisione dell'Egitto in dinastie rivali con una riunificazione finale. Non cambia molto l'Egitto in sè, ma cambia moltissimo il suo rapporto con i paesi vicini e sopratutto non si avrebbe una dinastia militare come la XVIII che sale al trono e crea uno vero impero egiziano in Medio Oriente. Gli Egiziani non avrebbero potuto farlo senza carri, ma non avrebbero nemmeno potuto immaginare di farlo senza il ricordo della dominazione straniera: gli Egiziani avevano già fatto la guerra fuori del loro paese prima di allora, ma senza mai creare un sistema persistente di dominazione delle nazioni straniere.

E l'ucronia contraria? La dinastia Hyksos di re Aaqenenrê Apophis impedisce l'ascesa della XVIII dinastia. Sia Seqenenrê Taa non si ribella, sia i suoi successori Kamose e Ahmose sono sconfitti e uccisi in battaglia (come é accaduto a Taa stesso). Gli Hyksos conquistano il regno di Tebe e ottengono la sottomissione del vice-regno di Nubia (sembra che c'era una sorta di legame tra di due in funzione anti-tebana). La politica estera hyskos sarebbe orientata verso il Medio Oriente e sarebbe più o meno simile alla nostra XVIII dinastia ;forse con un accesso ridotto all'oro nubiano se il Sud rimane autonomo (ma una campagna militare da uno momento all'altro dovrebbe sistemare la cosa). Un cambiamento notevole sarebbe questo: i re Hyksos non avrebbero il divieto di far sposare le loro figlie con dei re stranieri, creando dei legami più stretti tra Avaris e i suoi rivali/alleati orientali. Si potrebbe immaginare un'egizianizzazione maggiore delle aree controllate degli Hyksos.

Culturalmente l'Egitto sarebbe più aperto alle influenze estere, ma lo é stato lo stesso con le conquiste della XVIII dinastia, in particolare l'introduzione di déi del Medio Oriente. Gli Hyksos erano gia largamente egiziani, dunque l'apporto estero non dovrebbe cancellare la civiltà egizia. Gli Hyksos hanno pero dimostrato uno certo gusto per l'arte cretese (vedere gli affreschi di Avaris) e forse si potrebbe immaginare una penetrazione culturale minoica nel Delta con una sorta di Naucratis ante-letteram? Tebe non sorgerebbe come capitale egiziana, e dunque niente potenza del clero di Amon-Ra. Al contrario l'Egitto Hyksos rimarrebbe a un culto solare più classico, e forse un esperimento come la rivoluzione atoniana di Akhenaton potrebbe riuscire.

 

A questo punto, ecco la proposta di Alessio Benassi:

Amenhotep III, Faraone d'Egitto detto "il Magnifico", riuscì con arte diplomatica e militare a mantenere saldo l'Egitto e aprì la strada alla sua età dell'oro. Il primogenito di Amenhotep III era Thutmose che morì giovane, e gli succedette il secondogenito Amenhotep (IV, poi Akhenaton), che cercando di imporre il monoteismo di Aton portò il paese nel caos. Supponiamo che il primogenito di Amenhotep III sopravviva e succeda al padre come Thutmose V. Egli intraprende sia per via diplomatica che militare un forte espansionismo nel Medio Oriente, scontrandosi in anticipo con gli Ittiti. Che accade?

 

A replicargli è Federico Sangalli:

L'Egitto era la nazione più potente, più popolosa e più avanzata del tempo, ma pure gli Ittiti erano assai civilizzati e le armi di ferro all'epoca (un'esclusiva ittita) ebbero un impatto sull'arte bellica che non si sarebbe visto fino all'avvento delle armi da fuoco. Ma qual era la principale arma degli egizi? Sicuramente la loro potente cavalleria di carri con arcieri, ineguagliata in tutto il Vicino Oriente. Essa poteva vincere contro gli Ittiti (la lancia di ferro non serve a molto se non riesci a colpire il bersaglio) in campo piano ma già avvicinarsi alla montuosa Anatolia avrebbe dato difficoltà, rallentandola ed esponendola agli attacchi degli arcieri anatolici. Anche le paludi mesopotamiche potrebbe dare qualche problema. Allora ecco come salvare capra e cavoli: gli egizi conquistano il Levante, ovvero Palestina, Arabia Petrea, Fenicia e Siria ma non riescono a battere gli Ittiti che li frenano sull'Oronte, nella Siria Settentrionale, e tra i monti del Kurdistan. La Mesopotamia potrebbe diventare uno stato tributario, sotto forma di confederazione di città stato a guida babilonese. Babilonia avrebbe una grande crescita come incrocio commerciale tra Ittiti, Egizi e Persiani e principale zona neutrale ove fare affari. Anche l'Egitto si rafforzerebbe, allargandosi in Nubia e allacciando relazioni con Axum e gli etiopi. Gli Ittiti, ostacolati a Sud, potrebbero rivolgersi altrove, allargandosi nel Ponto e accordandosi con gli Armeni, stringendo poi provincie relazioni con le prime città stato ellenico-frigie in Asia Minore, magari ellenizzandosi prima o poi. In Persia i contatti con Babilonia segnerebbero una crescita anticipata sotto la potenza non ancora tramontata dei Medi. I Fenici resisterebbero alla concorrenza babilonese e alla tassazione del Faraone o farebbero le valigie per trasferirsi a Cartagine in seguito?

Quanto agli Ebrei, sotto il Regno Nuovo se la passavano male perchè erano considerati fiancheggiatori degli Hyksos, invasori stranieri di stirpe semitica che durante il Terzo Periodo Intermedio dominarono la regione del Delta. Difficile pensare che Thutmose V possa cambiare politica, soprattutto se vuole celebrare i suoi trionfi militari con un'imponente opera edilizia (potrebbe essere lui a costruire i templi di Luxor e Abu Simbel). Anzi, un Mosè potrebbe sorgere prima e guidare gli Ebrei al di là del Mar Rosso con un secolo d'anticipo. Ma in questa Timeline Canaan è saldamente sotto il dominio egiziano: Thutmose potrebbe decidere di espellere ("Esodo-espulsione") gli odiati Ebrei verso un'altra terra, ad esempio verso l'Arabia.  Gli Ebrei hanno dato prova di essere un popolo incredibilmente cocciuto, quindi non mi sorprenderebbe se vagassero per il deserto arabo fino a ritornare con Mosé alle prime condizioni favorevoli, oppure potrebbe esserci una Diaspora anticipata di quattordici secoli. Getto lì un'idea intrigante a metà strada che mi è passata per la mente: vi é una diaspora e la maggior parte degli ebrei fugge nel deserto arabico ove mantengono la tradizione della loro patria in Palestina. Essi vivono in Arabia per diversi secoli andando ad ingrossare le grandi comunità ebraiche di La Mecca e Medina. Ora, visto che il Sionismo é maturato circa 1900 anni dopo la diaspora, ho fatto due conti e cadrebbe intorno al 600 d.C.: e se gli Ebrei ritornassero (non so in quali circostanze) in Terrasanta guidati da un certo Maometto?

 

Ed ecco il parere di Bhrihskwobhloukstroy:

Forse è inutile farlo presente, ma nel dubbio riferisco quasi per dovere la mia proposta come al solito di Unione Personale: se fosse vissuto più a lungo, Ḏḥŏwte-mŏsej.sū (Thutmose) V avrebbe sposato Tadu-ḫepat, la vedova mitannica del padre; se poi la Daḫamunzu degli Annali di Šuppiluliuma I (CTH 40, Frammento 28) = egizio t3-ḥm.t-nsw (ta’-ḥemet-nesū) “Consorte del Re” fosse Mr.jt Jtn (Mer.et-Atōn) figlia maggiore di quest'ultima o di Nŏfret-ey.te (Nefertiti) o la stessa Nŏfret-ey.te (Nefertiti), si tratterebbe in questa ucronia della vedova di Ḏḥŏwte-mŏsej.sū (Thutmose) V e non del fratello minore Amen-ḥŏtpe (storicamente IV) / 3ḫ-n-Jtn (’Aḫ-en-Atōn), con cui sarebbe comunque avvenuto uno scontro nel quale, per amor di ucronia, avrebbe avuto la meglio il fratello maggiore, che tuttavia in quanto tale sarebbe probabilmente morto più o meno all'epoca in cui realmente è morto Amen-ḥŏtpe IV) / 3ḫ-n-Jtn (’Aḫ-en-Atōn).

La Vedova (t3-ḥm.t-nsw [ta’-ḥemet-nesū] = Daḫamunzu) avrebbe scritto, come nella realtà, a Šuppiluliuma chiedendo come sposo un suo figlio in cambio del Trono d'Egitto e Šuppiluliuma avrebbe inviato Zannanza, che in questo caso non sarebbe stato ucciso perché non avrebbe trovato l'ambiente ostile al primo marito della moglie. Piyaššili / Šarri-Kušuḫ (fratello maggiore di Zannanza) e Mattiwaza (fratello di Tadu-ḫepat) si spartirebbero ugualmente la Secondogenitura costituita dal Regno di Mitanni (probabilmente in questo caso risottomettendo anche l'Assiria) e, alla morte di Arnuwandaš II, Zannanza unirebbe personalmente l'Egitto e l'Impero Eteo (degli Ittiti); più tardi che nella Storia reale, Muršili II gli succederebbe sia come Gran Re degli Ittiti sia come Faraone e forse sarebbe proprio lui a conquistare la Babilonia cassitica, unificando l'Impero più grande fino ad allora (e maggiore di quello storicamente successivo degli Assiri).

 

Per partecipare alle discussioni in corso, scriveteci a questo indirizzo.


Torna indietro