Stresemann Presidente
Quando il collasso della democrazia della Repubblica di Weimar è diventato inevitabile? Il 30 gennaio 1933, quando Hindenburg ha nominato Hitler cancelliere? No, perché il quel momento il NSDAP era già il partito di maggioranza relativa, inoltre i partiti estremisti – nazionalisti, comunisti, nazisti – erano già la maggioranza assoluta del Reichstag. Il 14 settembre 1930, quando i nazisti sono diventati secondo partito e forza egemone della Destra tedesca? Neanche, perché nel 1930 i partiti moderati avevano già dimostrato la loro incapacità di gestire la crisi economica della Germania ed erano crollati nei consensi. Allora quando il crollo della democrazia di Weimar è diventato solo una questione di tempo? Bisogna andare più indietro, fino al 3 ottobre 1929, giorno in cui un infarto uccise Gustav Stresemann, cancelliere dal 13 agosto 1923 al 30 novembre 1923 e ministro degli Esteri dal 13 agosto 1923 al 3 ottobre 1929 sotto quattro diversi cancellieri – uno dei quali se stesso. Stresemann era il principale sostenitore della riconciliazione franco-tedesca – sforzi per i quali nel 1926 ricevette il premio Nobel per la Pace assieme ad Aristide Briand -e l’unico dei politici dei partiti moderati a rendersi conto che una revisione dei trattati di Versailles era necessaria per permettere alla Germania di risollevarsi. Era l’unico che avrebbe potuto salvare la fragile democrazia di Weimar. Ventuno giorni dopo, il 24 ottobre 1929, esplose la Grande Depressione che dagli Stati Uniti travolse la fragile economia tedesca. Come cambia la Storia se invece Stresemann vive oltre il 1929 e può proseguire la sua azione politica? Ecco la mia proposta.
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Il 3 ottobre 1929 Gustav Stresemann, da sei anni ministro degli Esteri, fu vittima di un grave infarto che fece temere per la sua vita. Sopravvisse, ma le sue gravi condizioni resero necessario un lungo periodo di convalescenza in ospedale affinché si rimettesse del tutto. Dovette dimettersi sia da ministro che da leader del Partito Popolare Tedesco (DVP). Mentre era ricoverato in ospedale, per passare il tempo si dedicò alla lettura e, quando le sue condizioni glielo consentirono, iniziò a studiare testi di economia tra i quali The End of Laissez-faire scritto nel 1926 da John Maynard Keynes, in cui l’economista inglese criticava duramente l’idea alla base del liberismo classico secondo cui il mercato – in caso di crisi economica da sovrapproduzione – sarà in grado di riequilibrarsi da solo.
Durante la sua degenza, scoppiò la grande depressione, che colpì duramente la Germania, essendo la sua economia fortemente dipendente da quella degli Stati Uniti. Senza Stresemann, la grande coalizione al governo formata da socialdemocratici, centristi cattolici, liberal-democratici e popolari collassò e Hindenburg nominò cancelliere Heinrich Brüning del Centro Cattolico, il quale di fronte alla Grande depressione dell'anno precedente aveva propose al Parlamento misure di copertura economica molto rigide. Il 16 luglio 1930 Paul von Hindenburg avallò la proposta del cancelliere e firmò il decreto d'emergenza sull'economia e sulla finanza: l'intervento a gamba tesa del presidente avvenne perché le misure probabilmente non sarebbero state approvate dalla maggioranza dei deputati. La situazione divenne esplosiva quando il 18 luglio Hermann Dietrich, ministro delle Finanze appartenente al Partito Democratico Tedesco (DDP), avvisò il Parlamento che i provvedimenti erano stati approvati dal presidente; pertanto essi si potevano già considerare in corso d'opera. Alle vibranti proteste dei parlamentari fece seguito un progetto di modifica costituzionale presentato da socialdemocratici, comunisti, nazisti e popolari nazionali: con esso l'articolo 48 della Costituzione di Weimar, che consentiva al presidente di approvare decreti d'emergenza anche senza il consenso del Parlamento, veniva mandato in soffitta (i sì al progetto furono 256).
In questa situazione Gustav Stresemann, ripresosi dall’infarto dell’anno precedente, rifece il suo ingresso nella politica attiva. Il 15 luglio era tornato alla guida del DVP e, subito dopo l’approvazione della riforma costituzionale sui poteri presidenziali, riprese i contatti con i leader degli altri partiti della coalizione che era stata al governo prima di lui, convincendoli a sostenere un esecutivo guidato da lui. Durante la sua degenza in ospedale aveva steso un programma che permettesse alla Germania di risollevarsi dalla Grande Depressione, che in sostanza prevedeva un massiccio intervento dello Stato per aumentare la domanda e assorbire l’eccesso di sovrapproduzione; tale intervento sarebbe stato finanziato rinegoziando le enormi riparazioni di guerra previste dal trattato di Versailles e introducendo imposte progressive che colpissero i grandi capitali.
Già il 19 luglio Stresemann ebbe un colloquio col presidente Hindenburg, per persuaderlo del fatto che se avesse nominato lui cancelliere al posto di Brüning avrebbe avuto il sostegno della maggioranza del Reichstag. Il presidente accettò e il 21 luglio Stresemann formò il suo terzo governo, composto da popolari, socialdemocratici, liberal-democratici e centristi cattolici.
Il suo piano incontrò resistenze tra i membri del Zentrum, tendenzialmente liberisti, ma Stresemann li persuase – con argomenti tratti dalle letture di Keynes – che tale progetto era l’unica possibilità per salvare la Germania dal collasso. I principali consiglieri economici di Stresemann furono Walter Eucken, Wilhelm Röpke e Friedrich Lenz; anche Rudolf Hilferding, economista che dettava la linea economica dell’SPD, ebbe notevole influenza sulle decisioni del governo Stresemann. I principali provvedimenti economici del governo Stresemann furono:
Gli effetti della cura Stresemann furono immediati: nel 1932 il tasso di disoccupazione dal 20% era passato al 5%, la produzione industriale era in crescita, le persone al di sotto della soglia di povertà erano un decimo rispetto ai livelli del 1929. Un altro successo di Stresemann fu l’ottenimento nel 1932 di una riduzione delle riparazioni di guerra che la Germania doveva pagare alle nazioni vincitrici della Grande Guerra: da 132 miliardi di reichsmark a soli 3 miliardi.
Altri provvedimenti non strettamente economici furono presi contro le violenze delle SA legate al NSDAP; siccome Hitler voleva giungere legalmente al potere e correre alle elezioni presidenziali, decise di cambiare politica liquidando le SA attribuendo al solo Rohm la responsabilità delle azioni dei paramilitari.
Tuttavia c’era una incognita all’orizzonte: il mandato del presidente Hindenburg stava per scadere e il generale, a causa delle sue condizioni di salute, non aveva intenzione di ricandidarsi. I partiti di governo (SPD, DVP, DZP e DDP) decisero di sostenere la candidatura di Stresemann, diventato molto popolare grazie ai successi del suo governo; il DNVP sostenne assieme allo Stahlhelm e al KVP la candidatura di Theodor Duesterberg; i comunisti sostenevano Ernst Thälmann, mentre i nazisti presentarono la candidatura di Adolf Hitler.
Fu una campagna elettorale molto aspra: sia Hitler che Duesterberg diedero voce all’antisemitismo che, nonostante le migliorate condizioni economiche, era ancora dilagante in Germania, ed entrambi criticarono aspramente la politica di Stresemann di riconciliazione con le nazioni vincitrici della Grande Guerra, giudicando un elemosina la rinegoziazione delle riparazioni di guerra della Germania; dall’altro lato, i comunisti sostennero che le politiche di Stresemann avevano solo rimandato il crollo del capitalismo, e che era imminente la rivoluzione operaia che sarebbe iniziata con l’elezione di Thälmann alla presidenza.
La campagna di Stresemann al contrario fu lontana da derive estremiste, fu moderata sia nei modi che nei contenuti. Non si promettevano rivoluzioni, ma si rivendicavano i risultati economici raggiunti in tre anni di governo Stresemann.
I risultati del primo turno tenutosi il 13 marzo 1932 furono i seguenti:
Gustav Stresemann: 18.770.523
(51,4%)
Theodor Duesterberg: 8.339.446 (22,9%)
Adolf Hitler: 5.557.729 (15,2%)
Ernst Thälmann: 3.706.759 (10,2%)
Altri candidati: 116.304 (0,3%)
Totale: 36.490.761 (100%)
Stresemann fu eletto presidente al primo turno. Come suo successore alla cancelleria scelse il socialdemocratico Otto Braun, che proseguì la politica economica di Stresemann. Le elezioni federali dell’anno successivo ridiedero la maggioranza al blocco formato da SPD-DVP-DZP-DDP, permettendo al presidente di confermare Braun alla Cancelleria.

Il Reichspräsident Gustav Stresemann
Sul fronte interno, la presidenza Stresemann fu nel complesso tranquilla: l’economia andava bene, comunisti e nazisti erano emarginati all’opposizione dal governo di SPD-DVP-DZP-DDP – che si sarebbe rafforzata quando nel 1935 la legge elettorale fu modificata introducendo un premio di maggioranza di 1/6 dei seggi complessivi assegnati alla coalizione vincitrice delle elezioni, i rapporti con le altre nazioni europee erano buoni, soprattutto con Francia e Gran Bretagna, con cui Stresemann iniziò a delineare un progetto di unione economica europea: un’area di libero scambio delle merci, specialmente carbone e acciaio. Questo progetto si concretizzò nel 1935 con la firma dei trattati di Berlino che sancivano la nascita della Europäische Gemeinschaft für Kohle und Stahl (Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio) formata da Germania, Francia, Gran Bretagna, Cecoslovacchia, Austria, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo.
Successo diplomatico della presidenza Stresemann fu la conferenza di Monaco del 24-25 aprile 1935, con cui Francia e Gran Bretagna apportarono alcune correzioni all’assetto delineato a Versailles:
○ Boemia, capitale Praga – anche capitale federale;
○ Sudetenland, capitale
Reichenberg (Liberec in ceco);
○ Moravia-Silesia,
capitale Brno;
○ Slovacchia, capitale
Bratislava;
○ Rutenia subcarpatica,
capitale Užhorod.
Il 3 ottobre 1935 l’Italia di Mussolini invase l’Etiopia. La Germania fu non solo il maggior sostenitore delle sanzioni economiche [applicate ben più rigidamente rispetto alla nostra TL] ma fornì grossi quantitativi di armi e altri aiuti all’Etiopia che le permisero di resistere, a carissimo prezzo, all’invasione italiana. In Italia la situazione economica divenne disastrosa a causa delle sanzioni, e i rovesci militari diedero all’ala filo-britannica del PNF guidata da Grandi e Ciano e a Vittorio Emanuele III il pretesto per rovesciare Mussolini. Il 3 febbraio 1936 il Duce fu arrestato al Quirinale, dopo aver avuto un colloquio col Re; sarebbe stato confinato sul Gran Sasso – dove sarebbe rimasto fino alla sua morte nel 1951. Il Gran Consiglio del Fascismo si riunì d’urgenza per scegliere il nuovo leader del Partito Nazionale Fascista che de facto sarebbe stato anche il nuovo leader del governo giacché l'intera Camera era formata da iscritti al Fascismo e il Gran Consiglio aveva sostituito per legge il Consiglio dei Ministri. Italo Balbo era il candidato favorito: per portare avanti il colpo di stato la collaborazione sua e dei suoi alleati (come De Bono) era fondamentale, aveva una grande influenza sulle forze armate e la fedeltà delle milizie fasciste, inoltre si era costruito una popolarità in patria e all'estero grazie alle sue trasvolate e appariva l’uomo ideale per la guida del paese in un momento di grave difficoltà per il regime: Balbo fu così nominato Presidente del Consiglio e capo del governo; per mediare Dino Grandi fu richiamato a Roma e fatto Ministro degli Esteri mentre Ciano divenne il nuovo Segretario del PNF.
Balbo immediatamente firmò una pace con l’Etiopia che sostanzialmente stabiliva il ritorno allo status quo ante bellum, adoperandosi assieme al ministro Grandi perché le sanzioni fossero revocate e l’Italia riammessa alla Società delle Nazioni. Le sanzioni economiche furono revocate nel 1937 e nello stesso anno l’Italia aderì alla CECA fondata l’anno precedente da Stresemann, ma solo nel 1940 sarebbe avvenuta la riammissione alla SdN. L’economia si riprese, ma il governo Balbo entrò in crisi quando nel gennaio 1938 sostenne una riforma militare che prevedeva l'istituzione di un super ministro della guerra che avrebbe avuto poteri straordinari in campo militare, suscitando l’immediata opposizione del Re, il quale scrisse una lettera di protesta ai giudici della consulta, che però diedero ragione a Balbo. Tuttavia il rapporto tra Balbo e il Re era ormai logorato, rendendo necessario un tacito compromesso tra i due: la Riforma Balbo fu approvata e le posizioni di Ministro della Guerra, della Marina e dell'Aviazione, di capo di stato maggiore e comandante della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale furono accorpate nel titolo di Gran Maresciallo del Regno, che venne conferito allo stesso Balbo, il quale s'impegnò a limitare il suo assoluto potere militare rinunciando alla guida del governo e facendo qualche concessione formale, il che significò abolire alcuni vincoli fascistissimi applicati allo Statuto Albertino; questo sarebbe avvenuto in occasione delle elezioni del 1939: rimasero fuorilegge tutti i movimenti di ispirazione marxista, proletaria, rivoluzionaria, repubblicana ed anarchica, il che significava i comunisti, i socialisti (unitari e non, massimalisti e riformisti che fossero), i socialdemocratici (o demo-socialisti o laburisti o altre sigle) e i repubblicani (per ovvie ragioni), mentre i popolari furono riammessi giocoforza per non scontentare Pio XI. Ovviamente non si poteva permettere che tale partito fosse guidato da quei leader fermamente anti-fascisti, come De Gasperi o Sturzo, quindi si optò per una modalità molto in uso nei regimi autoritari sudamericani: costituire dei partiti di opposizione più o meno a tavolino, perché facciano da valvola di sfogo. Tutti i latifondisti cattolici conservatori che erano passati col Fascismo furono incoraggiati a formare il nuovo Partito Popolare Nazionale, alla cui guida andò Stefano Cavazzoni, leader dei popolari di Destra che supportarono i fascisti e già Ministro del Lavoro nel Governo Mussolini I. Alla fine venne concessa anche la creazione di un soggetto guidato da qualche politico ostile al fascismo, giusto per raccogliere gli intellettuali scontenti e i vecchi politici giolittiani: si trattava dei liberali come Benedetto Croce – troppo stimato all'estero per chiudergli la bocca, Vittorio Emanuele Orlando ed Enrico De Nicola e dei radicali di Francesco Saverio Nitti, che costituirono il Blocco Democratico Nazionale. Il voto avvenne con la Legge Acerbo, perfetta per quello che Balbo, Grandi e Ciano avevano mente: alla prima forza politica spettava infatti un premio pari a due terzi dei seggi della Camera (il Senato è di nomina regia e dunque non costituiva un problema) purché superasse la soglia del 25%, mentre i rimanenti seggi sarebbero stati divisi proporzionalmente tra le altre forze politiche. Si andò al voto il 24 marzo 1939: i fascisti commisero meno violenze del solito, ma controllavano i media, la TV, la Radio, i giornali, la scuola, l'educazione, i sindacati e le forze armate, le schede erano colorare in modo che fosse chiaramente visibile il voto e i seggi erano controllati dalle camicie nere. Balbo era popolare e, nonostante la crisi economica e la sconfitta in Etiopia (avvenute comunque ormai quattro anni prima, prima dell'adesione alla CECA e del ritiro delle sanzioni), il Partito Nazionale Fascista superò abbondantemente la metà dei suffragi, meno che nel 1924 ma comunque più del doppio della soglia di maggioranza, vincendo così automaticamente i due terzi dei seggi in palio. Il PPN partiva da quel 9% che votò popolare nel '24 e toccò alla fine il 18%, mentre il BDN rimase fermo all’8% del voto popolare. I seggi della Camera sono dunque suddivisi nel seguente modo: PNF 67%, PPN 24%, BDN 9%. Galeazzo Ciano fu eletto Presidente della Camera, Balbo lasciò la guida del governo per diventare Gran Maresciallo, rimanendo l'ombra militare del governo fascista, ora guidato da Dino Grandi. Solo la morte di Balbo nel 1963 avrebbe permesso al figlio di Vittorio Emanuele III, Umberto II, di ripristinare gradualmente la democrazia.
Risolta la questione Etiopia, il 17 luglio 1936 esplose la guerra civile in Spagna; doveva essere un colpo di Stato mirato a instaurare una giunta militare, ma il golpe fallì e degenerò in una guerra civile che vedeva contrapposte le truppe nazionaliste e quelle repubblicane. Tutte le speranze di una rapida fine della guerra cessarono il 21 luglio, il quinto giorno di guerra, quando i nazionalisti catturarono la principale base navale spagnola di Ferrol, nella Spagna nord-occidentale. Questo incoraggiò i governi europei a sostenere il fronte nazionalista in funzione anticomunista, che aveva già contattato i governi di Germania e Italia il giorno precedente.
In Germania il presidente Stresemann si trovò in disaccordo col suo cancelliere Braun sull’atteggiamento da tenere nella guerra: Stresemann voleva sostenere i nazionalisti in funzione anticomunista, mentre Braun propendeva per il mantenimento della neutralità. Prevalse la linea del presidente, ma ciò causò il collasso della coalizione di governo, perché Braun diede le dimissioni assieme a tutti i ministri socialdemocratici; Stresemann non poté fare altro che accoglierle, incaricando il centrista Joseph Wirth – ministro degli esteri del governo Braun – di formare un governo che traghettasse la Germania fino alle elezioni che furono organizzate a novembre di quell’anno. Alla coalizione di governo si aggiunsero la Konservative Volkspartei (KVP) di Gottfried Treviranus e la Bayerische Volkspartei (BVP) in sostituzione dell’SPD, cosa che permise – grazie al premio di governabilità introdotto l’anno precedente – di ottenere, per pochi seggi, la maggioranza parlamentare necessaria per governare. Il Reichstag approvò gli aiuti ai nazionalisti, anche col voto favorevole di DNVP e NSDAP e altri partiti minori di Destra; solo i comunisti votarono contro, mentre i socialdemocratici si astennero.
In Italia il governo presieduto da Balbo approvò immediatamente l’invio di grossi aiuti militari ai nazionalisti, che ricevettero aiuti anche dal Portogallo e, blandamente, dalla Romania.
Il governo repubblicano invece ricevette gli aiuti dell’URSS e delle Brigate Internazionali, mentre Gran Bretagna e Francia tennero un atteggiamento neutrale nel conflitto – anche se la Francia simpatizzava per i repubblicani.
La guerra fu lunga e terminò solo nel 1939. Grazie agli aiuti di Italia, Germania e Portogallo e alle divisioni interne allo schieramento repubblicano culminate nell’insurrezione di Barcellona del 1938, i nazionalisti vinsero la guerra, dando inizio alla dittatura del generale Franco, l’unico dei leader nazionalisti sopravvissuti al conflitto.
L’anno successivo si tennero le elezioni presidenziali in Germania. Stresemann non si ricandidò, perché nell’ultimo anno di presidenza le sue condizioni di salute si erano molto aggravate; quindi la coalizione al governo formata da DVP-DZP-KVP-DDP-BVP trovò un accordo attorno alla figura di Franz von Papen, leader dell’ala di Destra del Zentrum, ex ministro-presidente della Prussia e vice-cancelliere nei governi di Otto Braun, che invece era il candidato dei socialdemocratici; i comunisti sostennero la candidatura di Wilhelm Pieck mentre l’estrema Destra scelse di sostenere unitariamente la candidatura di Adolf Hitler. Le elezioni furono vinte al secondo turno da Otto Braun col 42,7% dei voti; l’ex cancelliere aveva raccolto i voti della gran parte dei moderati. Papen ottenne il 35,1%, e il suo insuccesso provocò la crisi dell’ala di Destra del Zentrum, che avrebbe ceduto il passo a quella più moderata guidata da Konrad Adenauer, che l’anno successivo sarebbe divenato cancelliere alla guida di una coalizione di centro-destra formata da DZP-DVP-DDP-BVD.
Stresemann però sarebbe morto il 31 agosto 1939, a causa di un colpo apoplettico. Molti lo considerarono il vero padre della democrazia di Weimar e il padre dell’integrazione europea, e la notizia delle sua morte suscitò il cordoglio di molti tedeschi, ma anche di gran parte dei governi europei, che avevano apprezzato gli sforzi di Stresemann per riconciliare la Germania con le potenze che l’avevano sconfitta nella grande guerra.
Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.
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E ora, l'idea di Andrea Mascitti:
Al termine della WWI come nella nostra timeline si decide di creare un Mandato in Palestina, ma la Società delle Nazioni decide di assegnarlo al Giappone, poiché tra le potenze vincitrici è l'unica in cui le tre grandi religioni monoteiste sono tutte e tre minoranza, quindi l'occupazione della Palestina e di Gerusalemme sarebbe la più "neutrale" possibile...
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Alessio Mammarella gli risponde:
La prima cosa che mi viene in mente è che i giapponesi si sarebbero sentiti immensamente valorizzati da un mandato del genere. Buona parte del feroce imperialismo nipponico era dovuto alla percezione di essere considerati inferiori dai "bianchi" e dal desiderio di confutare tali pregiudizi negativi dimostrando uno straordinario valore militare. Penso quindi che in una ucronia del genere il Giappone potrebbe essere decisamente meno aggressivo che in HL. Anzi, l'idea di avere per le mani qualcosa di prezioso (un incarico internazionale dall'altra parte del Mondo, in un territorio piccolo ma di grande valore affettivo per gli occidentali) avrebbe portato forse il Giappone a comportarsi come un membro esemplare della Società delle Nazioni.
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E Perchè No? puntualizza:
Dal punto di vista pratico, il Giappone sarebbe lontano 9000 km dalle sue basi e avrebbe probabilmente interesse a conservare buone relazioni con la Gran Bretagna per passare il canale di Suez e avere porti di rifornimento nell'oceano indiano. Questo pero porterebbe il Giappone alla via di espansione verso Sud e al confronto con le potenze colonizzatrici. Potrebbe anche permettere al Giappone di avere contatti piu importanti con i paesi del Medio Oriente e avere una possibilità per rifornirsi di petrolio, cosa che era vitale per questo paese senza risorse naturali.
Nella nostra TL la marina giapponese è stata davvero presente nel Mediterraneo durante la WWI, con due navi con il compito di lottare contro i sottomarini, con base a Malta (c'era anche un gruppo di piloti sul fronte in Francia).
Francamente i Giapponesi non avevano la minima idea di cosa c'entravano quelle dispute di religione tra stranieri, le loro conoscenze sugli Ebrei erano tratte da ciò che dicevano di loro gli Europei (un punto di vista spesso antisemita), ma avevano una grande stima per un popolo che consideravano pronto allo sforzo e al lavoro. Avrebbero ben presto colto l'interesse di trattare bene l'immigrazione ebraica per instaurare buoni contatti con gli Ebrei in America e in Europa (queste considerazioni sono riprese paro paro dal "Piano Fugu" degli anni trenta, quando volevano incoraggiare l'immigrazione ebraica in Manciuria).
Dall'altra parte non conoscevano praticamente niente degli Arabi e dell'Islam. Però, come detto sopra, avrebbero interessi a diventare amici di paesi dove sono scoperte le risorse energetiche che mancano loro.
Direi che la maniera di gestire la Palestina sarebbe fatta di conciliazione ma presto di feroce repressione se il loro potere era sfidato e/o rimesso in questione. L'approccio principale sarebbe di lasciare le comunità organizzarsi da sole (cosa che avevano fatto con gli aborigeni taiwanesi) sotto la garanzia di ordine, e poco importano le questioni religiose se l'ordine è mantenuto e gli interessi giapponesi assicurati. Ma mi piacerebbe vedere la faccia degli ebrei, musulmani e cristiani quando sarebbe inaugurato il primo santuario shintoista (politeista) in Palestina, forse anche a Gerusalemme! Da notare che ciò potrebbe incoraggiare il movimento religioso ultraminoritario nipponico che crede nelle origine ebraiche dei giapponesi. Ma non credo che tutto ciò impedirebbe le ambiziosi nipponiche sulla Cina, sempre l'obiettivo principale nel quale avevano già il piede (con scarpe di acciaio e chiodate).
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C'è anche il contributo di Winterward66:
Un mandato della Palestina in mano
all’Impero del Sol Levante porterebbe a più di un cambiamento nella tempolinea.
Innanzitutto, come anche detto da altri, un Giappone che si ritrova affidato un
territorio di estrema importanza “sentimentale” per le potenze europee, per cui
la leadership giapponese tanto sbavava per essere al loro stesso livello
internazionale, virerebbe la sua politica estera in una maniera diversa da
quella OTL, rimanendo filo occidentale (e per filo occidentale leggasi filo
inglese), come lo era durante la prima guerra mondiale.
Una politica estera filo inglese certamente precluderebbe una guerra contro gli
alleati per il controllo dell’Australasia e l’Indocina, in quanto l’Impero
sarebbe allineato a loro e non avrebbe così il problema delle risorse sotto
embargo, in quanto le potrebbero tranquillamente acquistare come, appunto,
facevano prima degli embarghi.
I giapponesi del periodo imperiale post Meiji sì sarebbero stati neutrali nei
fatti religiosi della Terra Santa, non avrebbero motivo per schierarsi con uno o
con l’altro lato, sono troppo distaccati dalle popolazioni di religione
abramitica della Palestina.
Il problema di un’amministrazione giapponese in quell’area sarebbe quello che io
voglio chiamare “dell’immane viulenza” (detta un po’ alla Abatantuono): la
dottrina di guerra giapponese, come ben sappiamo, era estremamente brutale e in
caso di rivolte di arabi o ebrei non penso avrebbero cambiato la loro
metodologia e avrebbero continuato con il loro solito tran tran.
L’amministrazione della Palestina probabilmente ricadrebbe sulla Marina
Imperiale, che difficilmente si lascerebbe sfuggire l’occasione di impiantare
una propria presenza sulle sponde del Mar Mediterraneo (e del Mar Rosso, in
quanto l’odierno Israele e l’allora Mandato della Palestina hanno uno sbocco
sull’altro mare) addirittura vicina al canale di Suez; la questione del canale
di Suez sarebbe un altro fattore che porterebbe al mantenimento
dell’allineamento filo inglese dell’Impero del Sol Levante, in quanto perdere
l’accesso a tale via marina sarebbe un duro colpo per la Marina Imperiale
Giapponese.
Tralasciando l’importanza morale nell'amministrare la Palestina sotto la fiducia
della Società delle Nazioni (ergo, i paesi occidentali) l’indubbio valore
strategico porterebbe ad un’incentivazione da parte dei giapponesi a mandare
proprio personale là in Medio Oriente, oltre che molto probabilmente ad
installare lo stesso tipo di economia, basato sui conglomerati delle Zaibatsu,
anche lì.
Sempre parlando di demografia e spostamenti di persone, i giapponesi non
avrebbero problemi con l’immigrazione di ebrei in Terra Santa a differenza degli
inglesi per cui, a differenza del governo di sua Maestà, non porrebbero blocchi
all’immigrazione. Viceversa, bisogna considerare anche la spinta contraria
all’immigrazione degli ebrei verso la Manciuria a causa della visione distorta
che i nipponici si erano fatti a causa delle descrizioni europee e dei
Protocolli dei Savi di Sion. Con Palestina e Manciuria situati nello stesso
sistema imperiale (de facto l’Impero del Manchukuo era un dominio dell’Esercito
Imperiale Giapponese e per proprietà transitiva dell’Impero Giapponese)
l’immigrazione ebraica nella zona di Harbin sarebbe maggiore di quanto già non
fosse OTL. Non per forza notevolmente, ma credo si avrebbe un maggior numero di
spostamenti dal Medio Oriente all’Asia. D’altronde i giapponesi stavano
investendo un sacco in quell’area [in Manciuria] e c’era molto bisogno di
manodopera, anche specializzata.
Non vedo perché un Giappone filo inglese non dovrebbe avere mire sulla Cina.
L’ingresso in Manciuria del 1931 ci sarebbe stato lo stesso, d’altronde era una
preda agognata dai nipponici sin da prima della Guerra Russo-Giapponese. Per
simile logica, prima o poi l’incidente del ponte Marco Polo o una simile
situazione avverrà, e le ostilità tra i due paesi asiatici avranno inizio.
Continuando il discorso sulla Cina, in questa situazione Chang Kai Shek sarebbe
senza supporto americano (il giappone filo inglese e filo anglofono non sarebbe
un problema per Washington come OTL, in quanto non interessato a sfidare il
dominio americano nell’Oceano Pacifico). Limitato a ricevere solo aiuti
dall’URSS (che ricordo a tutti che comunque durante il periodo della Seconda
Guerra Sino Giapponese Stalin vedeva più favorevole Chang che Mao) dubito che la
Cina possa essere capace di resistere all’invasione e finirebbe probabilmente
con i rimasugli delle forze del Kuomintang leali a Chang o eventuali successori
del generalissimo, assieme ai guerriglieri di Mao a combattere una guerriglia
infinita nell’entroterra contro il governo collaborazionista di Wang Jingwei e
guarnigioni giapponesi in luoghi strategici dell’entroterra come scali
ferroviari. Quindi ci si troverebbe con una Cina devastata, con le città
costiere de jure del governo di Jingwei ma de facto dell’impero del Tenno, una
guerriglia costante nelle regioni più rurali e probabilmente con sovietici che
finirebbero per annettere direttamente la Mongolia (che storicamente aveva
chiesto a Stalin di essere annessa come repubblica sovietica all'URSS, il quale
rifiutò per non rovinare il rapporto con la Cina) e lo Xinjang (dove già i
sovietici erano presenti).
Piccola aggiunta a questo scenario orientale ovvero il Tibet che diventerebbe
ferreamente filo inglese prima e filo indiano poi a decolonizzazione avvenuta
del subcontinente indiano; il governo di Wang Jingwei, in quanto si voleva far
riconoscere come governo effettivo molto probabilmente avrebbe in ogni caso
rivendicato Xinjang e Tibet come legittimi territori cinesi (il primo ormai
sotto controllo diretto del politburo non avrebbe avuto alcuna possibilità di
riprenderlo mentre il secondo sarebbe stato scudato da inglesi e indiani.)
Per quanto riguarda la Mongolia, tralasciando il fatto che è stata annessa
all’URSS in questa situazione, Wang Jingwei può solo ingoiare il boccone amaro e
“lasciarla stare” dalle sue rivendicazioni, in quanto come la manciuria sotto il
dominio indiretto giapponese pure la Mongolia Interna era un vassallo del Sol
Levante sotto la guida del principe mongolo Demchugdongrub, il quale aveva
l’aspirazione di controllare tutta la Mongolia.
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Passiamo ora alla proposta di Ainelif:
Un tale di nome Adolfo Itlerelli, di origini italo-austriache, nel 1918 fonda a Venezia il Partito Nazionalsocialista Italiano, prendendo spunto dalle idee di Nietzsche.
Terminata la prima guerra mondiale, nel 1919 l'Italia viene umiliata nel trattato di pace a Parigi, ricevendo molto meno di ciò che si aspettava.
Nel 1920 senza troppi ripensamenti, Itlerelli tiene comizi energici e una propaganda gigantesca per vincere le elezioni del 1921.
Appunto i nazionalsocialisti (o nazisti) vincono le elezioni battendo i cattolici di Sturzo e i neonati comunisti di Gramsci.
Itlerelli riceve l'incarico da Vittorio Emanuele III di formare un nuovo governo, mentre in Germania prendono il potere i comunisti della Lega Spartachista, instaurando una dittatura di stampo sovietico.
I nazisti instaurano a loro volta un regime autoritario e dittatoriale, professando la xenofobia e il nazionalismo contro le minoranze slave e albanesi nella penisola.
Itlerelli, nominatosi "Conduttore d'Italia", firma i Patti Lateranensi nel 1929 con Papa Pio XI per cattivarsene l'appoggio, ma poi dichiara: "Sono l'unico uomo della storia ad avere ingannato il Vaticano!"
Tutti gli oppositori, popolari, liberali, comunisti e socialisti, vengono incarcerati o esiliati, ma talvolta assassinati: è il destino di Matteotti e di don Minzoni.

Itlerelli vuole la rivincita italiana contro le nazioni che nel primo conflitto mondiale erano sue alleate ma la tradirono nel trattato di pace, considerandola uno stato di serie B: in primis, Francia e Inghilterra. Così, nel 1930, violando i patti militari di Versailles e poi quelli firmati da Briand e Kellog a Stresa, comincia il riarmo e l'ammodernamento dell'esercito italiano.
In pochi anni l'Italia ottiene una buona flotta navale, aerea e terrestre.
La Spagna sotto la dittatura di Miguel Primo de Riviera decide di allearsi con l'Italia, e vengono sventate le rivolte repubblicane e comuniste in tutta la penisola iberica. Viene così firmato ad Ibiza il Patto di Piombo ispano-italiano tra De Riviera e Itlerelli.
La Spagna segue la politica di ammodernamento dell'esercito militare, e l'anno di svolta è il 1939. Il 7 aprile le truppe italiane invadono il piccolo Regno d'Albania occupandolo in un solo giorno. La Spagna intanto invade il Marocco: la Gran Bretagna e Francia si riarmano in fretta per una guerra preventiva, ma è troppo tardi.
Il 1 settembre 1939 l'Italia invade la Grecia travolgendo anche i contingenti inglesi, il re Paolo II fugge a Creta dove forma un governo in esilio; Itlerelli riceve la dichiarazione di guerra di Regno Unito e Francia.
Gli italiani invadono anche il Regno di Jugoslavia ma incontrano fortissima resistenza alle porte di Belgrado.
La Spagna invade la Francia ma arriva solo a Narbona e viene fermata dalla controffensiva francese.
In Africa gli italiani entrano in Egitto arrivando a El Sidi Barrani, mentre gli spagnoli dilagano nell'Africa Occidentale Francese, verso l'Algeria e la Tunisia.
Itlerelli ordina anche l'invasione dell'Austria con la celebre frase: "domeremo i biondini!" Le truppe italiane entrano a Vienna instaurando un governo collaborazionista presieduto da Dollfuss.
Nel 1941 si ha l'invasione del Portogallo da parte della Spagna, il governo si rifugia a Londra sotto protezione inglese.
I francesi tentano un'invasione dell'Italia in Piemonte, ma fallisce ed anzi si ha per l'occupazione italiana della Corsica.
La Germania Sovietica dichiara guerra all'Italia occupando l'Austria del Nord, l'Inghilterra occupa invece le colonie italiane in Africa Orientale Italiana.
La Turchia di Kemal entra in guerra a fianco del Patto di Piombo e invade la Bulgaria e la Romania, mentre in Asia Minore dilaga nei mandati anglo-francesi di Siria, Libano e Giordania.
L'Unione Sovietica interviene occupando la Moldavia rumena e la Polonia e coalizzandosi con i tedeschi ccupa l'Ungheria e alcune regioni jugoslave.
Itlerelli sostiene che la razza mediterranea ma soprattutto italica non deve essere contaminata da quella africana e musulmana, perciò ordina un genocidio di musulmani in Italia, nella penisola balcanica e in Libia.
Con il paracadutamento nel 1942 dei turchi su Creta, il governo greco fugge in Egitto, mentre Cipro viene occupata.
La Spagna ricongiunge il Rio de Oro con il Marocco francese e comincia l'avanzata verso l'Algeria, mentre al nord il fronte rimane pressoché fermo.
L'attacco turco contro installazioni petrolifere di una compagnia americana provoca l'intervento degli americani che sbarcano in Africa e in Iraq, travolgendo rispettivamente le truppe spagnole e turche.
Intanto i russi respingono gli italiani a Vienna e fino in Carinzia, mentre gli americani sbarcano anche in Portogallo liberandolo dagli spagnoli con aiuti inglesi.
I francesi liberano la Corsica dopo duri combattimenti, gli italiani attuano una durissima repressione in Grecia e Jugoslavia contro i partigiani.
I turchi invadono la Russia attraverso la Georgia e l'Armenia, ingaggiando sanguinosissime battaglie.
Ma la guerra non è finita: il Giappone, che ha costituito un immenso impero in Asia, bombardando le Hawaii scatena una guerra contro gli USA. I giapponesi attaccano anche l'URSS invadendo la Siberia e aprendo nuovi fronti di guerra.
Churchill si incontra con Roosevelt, Liebknecht, Stalin e De Gaulle a Yalta per decidere i futuri assetti politico-geografici europei una volta terminata la guerra.
Nel 1944 gli americani arrivano in Tunisia scontrandosi con i nazisti italiani, liberando i campi di prigionia e bombardando Tripoli.
Gli inglesi scatenano una controffensiva in Egitto e conquistano la Cirenaica, ma con gravi perdite, mentre i franco-inglesi sbarcano in Siria respingendo i turchi e liberano Cipro.
Gli italo-spagnoli tentano una disperata offensiva ad Algeri che porta all'occupazione della città, ma i francesi entrano in Liguria e Piemonte arrivando a Milano.
Le truppe italiane resistono e compiono atti epici, Itlerelli ordina il mantenimento delle posizioni. I russo-tedeschi arrivano in Istria e a Trieste e nel 1945 arrivano a Venezia.
Gli anglo-franco-americani liberano tutta la penisola balcanica ed occupano quasi tutta la Spagna.
Itlerelli non si arrende e a Roma ordina una furiosa rappresaglia contro i prigionieri di guerra americani e inglesi. Il 30 aprile del 1945 tuttavia Itlerelli si suicida a Palazzo Madama con i suoi gerarchi, mentre il nuovo re Umberto II firmerà la pace incondizionata con i franco-russi a Milano. Intanto il Giappone è stato domato solo grazie alle bombe atomiche.
Con la conferenza di pace a Berlino l'Italia è divisa in due zone: il Regno d'Italia che sopravvive al referendum del 1946, e la Repubblica Popolare Italiana comprendente il Friuli, il Veneto, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria, l'Emilia-Romagna e la Toscana con capitale Bologna; primo segretario del Partito Comunista Italiano e capo del Soviet Supremo d'Italia è Palmiro Togliatti. Il Trentino rimane alla Repubblica Popolare Italiana, l'Alto Adige va all'Austria, la Val d'Aosta alla Francia, la Sicilia all'Inghilterra, Trieste e l'Istria alla Jugoslavia.
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In Albania, Jugoslavia, Bulgaria e Austria si instaurano governi parlamentari filoamericani, mentre Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria e Romania diventano dittature comuniste. L'Albania viene restituita a Zog I. L'Armenia diventa indipendente dalla Turchia e diviene satellite dell'URSS. In Spagna si restaura la repubblica parlamentare ed il paese entra nell'orbita USA; nel 1951 un referendum sancisce l'indipendenza della Catalogna. In Grecia i monarchici vincono le elezioni sgominando le milizie comuniste. La Turchia è suddivisa in vari settori di occupazione: sovietico, tedesco, inglese, francese e americano. Alla fine tedeschi e sovietici sgomberano, ma la Turchia deve scegliere la neutralità. Cipro diventa indipendente e filoamericana.
Gli USA varano il Piano Marshall e fondano la NATO che comprende anche Canada, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Regno d'Italia, Austria, Jugoslavia, Albania, Grecia, Cipro, Israele, Danimarca, Norvegia e Islanda; come reazione, l'URSS fonda il Patto di Varsavia con Germania, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Armenia e Mongolia. Sono neutrali Svizzera, Svezia, Finlandia e Turchia. Inizia la Guerra Fredda.
Nel 1989, grazie all'azione di Giovanni Paolo II, cadono i regimi comunisti e si ha la Riunificazione Italiana sotto la corona di re Vittorio Emanuele IV. Gli ex stati del Patto di Varsavia più le tre repubbliche baltiche, divenute indipendenti dopo il tracollo dell'URSS, entrano ad una ad una nell'Unione Europea, fondata nel 1957 con i Trattati di Roma. La Jugoslavia resta unita e federale. Che per l'Europa si prospetti finalmente l'inizio di un'era di pace?
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E ora, un'altra creazione di Ainelif:
Adolphe Hitlére nacque il 20 aprile 1889 a Haguenau, nell'Alsazia germanica, il padre e la madre, svizzeri ginevrini erano emigrati per motivi economici nelle zone industriali tra Francia e Germania dove avevano aperto una locanda prosperosa. La Guide fu sempre molto legato alla sua cittadina natale, tanto da farla raffigurare su un francobollo nel 1938 dopo aver annesso l'Alsazia tedesca.
Fu bocciato due volte a Strasburgo in lingua tedesca, e per l'ammissione all'educazione superiore.
E' datato che nel 1904, per la forte componente anticattolica generata dalle politiche bismarckiane Hitlére meditò di farsi prete in questo periodo perchè era affascinato dalle celebrazioni religiose, un anno dopo terminata la scuola dell'obbligo fu trovato privo di sensi per ebbrezza, che indusse il dittatore ad elogiare l'alcol e il vino.
Nel 1907 venne a contatto con l'antisemitismo di Strasburgo, giunse alla conclusione che gli ebrei erano il rallentamento della lotta dei popoli contro l'oppressione dei potenti, e per ritrovare il giusto nazionalismo lavoratore.
Sua madre soffrendo di cancro al seno, un medico austriaco, Eduard Bloch tentò di salvarla ma invano, questi, ebreo durante la guerra chiederà allo stesso Hitlére di salvarlo e dargli la possibilità di fuggire in America, cosa che si realizzerà.
Nel 1913, un anno prima lo scoppio del primo conflitto mondiale, Adolphe frequentava abitualmente ambienti socialisteggianti francesi e allo stesso tempo con un sentimenti di unità nazionale, tali ideali fecero subito presa nel giovane Hitlére che era stato bocciato come pittore in importanti accademie d'arte.
Per sfuggire all'arruolamento degli Imperi Centrali prese la cittadinanza in Francia e si arruolò nell'esercito francese combattendo sul fronte occidentale contro tedeschi e contingenti austriaci, poi fu mandato sul fronte italiano, qui rimase gravemente ferito verso il 1918 poco prima la fine del conflitto, all'ospedale seppe della sconfitta della sua nazione.
Nel 1920 completamente dimesso da ferite di guerra, si ritrovò un paese nella completa anarchia, senza più un governo forte ma debole e corrotto che faceva il gioco dei vincitori, tradito dall'alleato inglese, e dimenticato dagli americani isolazionisti e capitalisti.
Nel 1923 condusse con il maresciallo Henri-Philippe Pétain il fallito "putsch" di Lione dove tentò di proclamare uno Stato operaio, la rivolta fu schiacciata dall'esercito inviato da Parigi, ed Hitlére fu incarcerato sull'isola del Diavolo come l'ufficiale ebreo Dreyfus, qui scrisse "Ma Bataille", un libro-trattato che divenne la "bibbia" del partito nazionalcomunista.
Fino al 1929, data della Grande Depressione, Hitlére rimase alla direzione clandestina del Partito Nazista, compiendo ritorsioni, spedizioni punitive, e fomentò rivolte nelle campagne e nelle periferie industriali, come la celebre rivolta "marsigliese" dove marinai ed operai si unirono nel prendere il controllo della città.
Il saluto dei fedeli nazisti era il pugno alzato a sinistra, per la prima volta fu usato dallo stesso Adolphe quando entrò nell'Assemblea nazionale parigina.
Dal 1930 al 1933, la Francia ricadde nel baratro economico che sembrava fosse senza scampo, i nazisti raccolsero sempre più consensi tra le classi scontente e disagiate, assaltando castelli, regge, chiese e cattedrali appartenenti ancora a famiglie nobili e al clero.
Parigi con Hitlére conobbe un periodo di splendore, fu costruita sopra l'Arco di Trionfo, la Statua del dittatore per dimostrare la sua grandezza, alla pari e forse superiore di quella napoleonica.
Dalla presa di potere dei nazisti in Francia, tutte le colonie rimaste e sparse nel mondo divennero zone soggette ad un governo libero e democratico e ritenuto "legittimo" dalla SdN, ben presto il governo della Francia Libera fu assunto da Charles De Gaulle, fiero oppositore di Hitlére.
Numerosi scienziati e tecnici assoldati dal regime nazista furono incaricati di condurre ricerche per nuovi armamentari, che porterà alla scoperta dei razzi V-1 e V-2 e a prototipi minuscoli di bombe nucleari capaci di distruggere isolati interi, queste però rimasero sempre in sperimentazione nel Canale della Manica, alle Isole Normanne dove ne nacquero film e storie dell'orrore nel dopoguerra della ricaduta radioattiva sull'arcipelago, numerose spedizioni si registrano durante il conflitto in Antartide e in Africa, nel primo furono costruite diverse basi spaziali operative per la costruzioni di satelliti bellici, nella seconda si parlava di enormi giacimenti in miniere nascoste tra le foreste pluviali, capaci di compensare i vuoti delle casse dello Stato francese.
Il progetto "Madagascar" varato da Adolphe fu quello di deportare tutti gli ebrei rimanenti insieme ai "sottouomini reazionari" appunto in Madagascar, creando un sistema di carceri e prigioni inaccessibile dall'esterno per poter controllare meglio gli individui ritenuti nocivi dai nazi-sovietici, il progetto ebbe successo fino al 1943.
Il Patto Komintern o Patto di Varsavia sancì la nascita dell'alleanza ufficiale tra Unione Sovietica e Francia Nazista, nel quale si confermava per la vittoria contro gli Alleati una spartizione netta del continente europeo, l'Europa occidentale sarebbe passata sotto l'influenza francese insieme al Mediterraneo e i Balcani e alcune regioni moldave ed ucraine, la Russia si sarebbe annessa tutta la Scandinavia, Baltico, Polonia, Romania e probabilmente anche la Turchia ottomana (che aveva vinto la guerra sebbene con grossissime perdite e sconfitte ed era divenuta una monarchia costituzionale grazie a Mustafà Kemal).
Nei Paesi occupati dai nazi-sovietici furono create le Repubbliche Socialiste collaborazioniste, è il caso dell'intervento francese in Spagna a favore degli stalinisti nella guerra civile che annientarono sia le forze della Falange, sia quelle dei repubblicani ed anarchici instaurando sotto Francisco Largo Caballero un regime comunista a Madrid che successivamente schiacciò il regime fascista di Salazar in Portogallo, centinaia di migliaia di profughi franchisti e democratici fuggirono nel Marocco spagnolo e alle Canarie o si imbarcarono per gli Stati Uniti o l'Italia.
Dopo l'occupazione della Germania Imperiale, a Berlino e in molte altre città tedesche si consumò il dramma della resistenza nazionale contro l'invasore, il Kaiser Guglielmo II ormai anziano fu ugualmente fucilato nella pubblica piazza con tutta la sua famiglia, episodio che sarà ricordato su molte riviste e quotidiani, il cancelliere Von Papen fugge all'estero con tutto il governo legittimo mentre è messo alla guida della Repubblica Socialista Tedesca un tale di nome Goering.
Philippe Pétain, vecchio pupillo di Hitlére, disgustato dalla sua politica ha il permesso di fuggire in Inghilterra dove approva e si unisce a Radio Londra nell'incitare la resistenza europea e in particolar modo quella clandestina francese composta dai Maquis.
Dopo la distruzione del fronte italiano in Alta Savoia e nel Nizzardo, tutto il Norditalia è sottoposto al regime collaborazionista di Palmiro Togliatti, con sede a Bologna, dove crea la R.S.I., la Repubblica Socialista Italiana, il socialista Pietro Nenni tradisce il Komintern e si schiera dalla parte del Regno d'Italia, ormai divenuto Regno del Sud, Roma è piegata dai bombardamenti, il Vaticano è invaso dalle truppe nazi-sovietiche, migliaia di ebrei sono salvati nelle catacombe vaticane, Pio XII e altri cardinali sono fucilati in Piazza San Pietro, molti cattolici definiranno l'arrivo dei carro armati franco-russi "l'avvento di Satana"; è dichiarata finita la Chiesa cattolica romana apostolica.
L'Impero Austro-Ungarico schiacciato dalla Francia e dall'URSS crolla come un castello di carte, gli Asburgo però riescono a fuggire a Londra, l'Austria è unita alla repubblica socialista tedesca, l'Ungheria è messa sotto le direzioni di Bela Kun, mentre nei Balcani è creata la Repubblica Socialista di Jugoslavia sotto Josip Broz detto Tito.
In Grecia prende il potere l'ELAS che affianca Dimitrov in Bulgaria e Ceausescu in Romania, tutti posti dai russi dopo aver deposto le rispettive case regnanti, avvengono degli sconfinamenti al confine turco, ma Istanbul riesce a rimanere neutrale alla guerra.
Una volta in Africa settentrionale gli ispano-francesi inizieranno a perseguitare pure i neri e i musulmani che si uniranno alle file delle armate italiane dirette da Graziani e Rommel in Tunisia ed Algeria, l'incubo degli eserciti alleati sarà la Legione Straniera francese anche nel dopoguerra.
Altri grandi progetti di Hitlére furono quelli di intensificare la rete metropolitana parigina, riammodernare ed estendere le periferie e una grande svastica con falce e martello sulla punta della Tour Eiffel.
La pena di morte fu ulteriormente intensificata in tutto il territorio francese e nelle regioni occupate, fu addirittura ristabilita la ghigliottina, Hitlére aveva come idoli Robespiérre, Danton, il Re Sole (la sua potenza, come per Stalin lo era Ivan il Terribile) ed elogiava la pittura francese.
La Guide visitava abitualmente fabbriche e zone industriali, con urla di gioia ed emozioni per operai e manovali, con discorsi carismatici si sentiva il Messia contro la Reazione. I suoi ideali ispirarono Mao Tze-Tung nell'instaurare la Repubblica Popolare Cinese durante la guerra contro il Giappone e i nazionalisti di Chiang Kai-Shek.
Lo sbarco in Normandia nell'estate 1944 che consumò migliaia e migliaia di vite da entrambe le parti in lotta sancì la penetrazione alleata nella fortezza Europa, ci vollero solo tre mesi per espugnare Parigi dove le forze di Hitlére resistevano valorosamente, si ebbe la notizia che La Guide fosse scappato in Angola o in Sudamerica, in realtà fino all'ultimo scelse di suicidarsi il 30 novembre 1944 nel suo bunker sotto all'Eliseo, l'Armeé Français non si arrese e continuò a combattere fino al gennaio 1945 per poi arrendersi alla liberazione anglo-americana. Rimaneva l'URSS da distruggere, gli Alleati distrussero l'Armata Rossa a Berlino e a Praga, due aerei americani sganciarono su Minsk e Stalingrado due bombe atomiche che deflagrarono le due città con centinaia di migliaia di morti, la minaccia di sganciarne una terza su Mosca costrinse Stalin a firmare la resa, e subito dopo fu trovato morto per la troppa sbornia o per la paura di essere linciato dalla folla moscovita che assaltò il Cremlino.
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Vale la pena di inserire in questa sede anche la geniale trovata di Basileus TFT:
Mussolini, inizialmente in buoni rapporti con l'URSS, cambia bandiera a favore della Germania firmando il Patto Anticomintern. Tuttavia l'annessione dell'Austria alla Germania distrugge i rapporti fra i due stati, tanto che Mussolini è seriamente tentato di dichiarare guerra al Führer, ma non lo farà solo perchè sa bene di avere avverse le potenze democratiche. E se invece Mussolini,dopo l'annessione tedesca dell'Austria, fa dietro front e torna dal suo vecchio amico russo rispolverando i piani per eliminare la Germania?
La guerra civile spagnola viene vinta da Franco che è l'unico a ricevere rinforzi dall'estero (tedeschi),mentre Italia e URSS stanno a guardare con disinteresse. La timeline tedesca va come da noi,mentre italiano e russi decidono di spartirsi i balcani con il patto Molotov-Balbo: l'Urss si annette la Romania anziché la Finlandia (quest'ultima cede pacificamente alcuni territori di confine) mentre l'Italia invade l'Albania già nel 38.
Tedeschi e russi si accordano comunque per la spartizione della Polonia,che viene schiacciata come nella nostra Timeline,vedendo questo Mussolini ordina una immediata invasione della Grecia,che tuttavia resiste accanitamente e firma la pace con l'Italia dopo una guerra di tre mesi,cedendo l'isola di Creta. L'URSS invade poi le repubblica baltiche. Quando la Bandiera tedesca sventola su Parigi e viene creata la repubblica di Vichy sia Mussolini che Stalin si sentono pià che mai minacciati da un possibile intervento tedesco.
Nel 1941 l'Operazione Barbarossa è pronta...riuscirà il Vallo Alpino a tenere testa agli invasori tedeschi? La Grecia si alleerà con Hitler e darà vita alla Guerra di Continuazione contro gli italiani? A guerra finita come saranno spartiti i territori?
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Questa invece è l'ucronia tradotta per noi da Generalissimus:
E se la Repubblica di Weimar fosse sopravvissuta?
Se passate abbastanza tempo su internet vi
imbatterete in difensori di persone veramente orribili.
Per esempio, ci sono quelli che diranno che la cosiddetta Confederazione era un
nobile bastione della civiltà Cristiana che cercava solo di rovesciare la
dittatura che erano diventati gli Stati Uniti.
Minimizzeranno la schiavitù, e dichiareranno che la ricostruzione un terribile
errore piuttosto che un breve periodo dove nel sud liberato fiorirono
l’uguaglianza razziale e la democrazia, e poi ci sono i presunti esperti della
Germania interbellica, quelli che acclamano Hitler e i Nazisti per aver
aggiustato l’economia tedesca negli anni ’30, essere stati responsabili dei
progressi tecnologici più importanti o perfino per aver cercato di salvare il
mondo dal Comunismo.
Molte di queste persone possono essere congedate come veri e propri pazzoidi, ma
occasionalmente le loro idee diventano attraenti tra la gente comune, come
l’idea che i Nazisti alla fine furono una reazione a quello che c’era prima di
loro, un esperimento democratico talmente degenerato e mal gestito che convinse
il popolo tedesco ad abbracciare il Fascismo, m questo è vero? Salve a tutti,
sono Matt Mitrovich, lo storico alternativo.
Allora, parliamo della Repubblica di Weimar: anche se ufficialmente veniva
chiamato il Reich Tedesco, la Repubblica di Weimar, o Germania di Weimar, è un
nome dato al periodo dal 1918 al 1933, quando la Germania unita fu per breve
tempo una repubblica.
Ebbe inizio negli ultimi momenti della Prima Guerra Mondiale, con la Rivoluzione
di Novembre.
Con la Germania che si dirigeva verso la sconfitta i soldati iniziarono ad
ammutinarsi, ed essi e gli operai tedeschi formarono dei propri consigli simili
a quelli che i Sovietici avevano creato ad est un anno prima.
Comunque, diversamente dalla Rivoluzione Russa, la Rivoluzione di Novembre fu
una faccenda relativamente moderata.
I consigli dei soldati e degli operai lavorarono al fianco dei burocrati
esistenti per mantenere l’ordine, e nonostante i discorsi di socializzare
l’economia la proprietà privata venne rispettata.
I monarchi come il Kaiser Guglielmo II di Germania e Re Ludovico III di Baviera
abdicarono piuttosto che combattere contro la rivoluzione.
Nel frattempo, i leader Socialisti lavorarono con i loro colleghi più
conservatori per immaginare il futuro della Germania.
Sfortunatamente i membri della sinistra radicale rimasero scontenti di questi
sviluppi, e nel 1919 organizzarono ribellioni come la Rivolta Spartachista o
crearono stati separatisti come la Repubblica Bavarese dei Consigli.
Anche se entrambe vennero rapidamente sconfitte, queste e le notizie provenienti
dalla Guerra Civile Russa lasciarono molti Tedeschi timorosi del Marxismo, e
perciò andarono a ingrossare i ranghi di molte organizzazioni filofasciste, ma
all’epoca non c’era motivo di sospettare che la Germania non sarebbe diventata
una repubblica come le democrazie capitaliste che avevano vinto la Seconda
Guerra Mondiale, quindi nel 1919 i leader tedeschi stilarono una nuova
costituzione a Weimar, una città famosa per essere il centro dell’Illuminismo
tedesco che alla fine diede alla repubblica il suo nome.
La nuova costituzione trasformò la Germania in una democrazia parlamentare, col
suo braccio legislativo costituito dal Reichstag.
Era guidata da un Cancelliere che agiva come il primo ministro inglese, che
poteva essere il leader o del partito o della coalizione di partiti che riusciva
a controllare il 50% dei seggi nel Reichstag.
Nel frattempo, il capo di stato della Germania era, al posto di un monarca, un
Presidente eletto ogni sette anni.
Il Presidente aveva un ruolo in gran parte cerimoniale, ma manteneva un potere
unico che esplorerò in seguito.
Inoltre, la Costituzione di Weimar garantiva il suffragio universale per tutti
gli adulti, incluse le donne, garantiva la libertà di parola e di assemblea e
consacrava il welfare state tedesco, che sono tutte ottime cose se non sei un
pazzo che sta troppo tempo online, ma la Costituzione di Weimar aveva i suoi
difetti.
Per esempio, c’era l’articolo 48, che venne probabilmente adottato per
accontentare la sfiducia dei conservatori nei confronti della democrazia e anche
per via della paura di un’altra Rivolta Spartachista.
Affermava che se la pubblica sicurezza e l’ordine fossero stati seriamente
disturbati o messi in pericolo all’interno del Reich Tedesco, il Presidente del
Reich poteva prendere le misure necessarie per il loro ripristino, intervenendo,
se necessario, con l’assistenza delle forze armate.
Come potreste probabilmente indovinare, a causa dei suoi termini ampi e vaghi
l’articolo 48 venne utilizzato molte volte dai presidenti tedeschi, che
emanarono leggi tramite decreto.
Inoltre, i singoli stati tedeschi godevano ancora di autonomia quando si
arrivava ai loro affari locali, ed è per questo che la Baviera divenne un
rifugio per le organizzazioni di estrema destra, incluso il Partito
Nazionalsocialista, e furono i giudici bavaresi ad andarci piano con Hitler dopo
il suo fallito Putsch di Monaco del 1923.
Ciononostante, la Repubblica di Weimar iniziò col sostegno della vasta
maggioranza dei Tedeschi, e a causa di ciò la repubblica riuscì a portare avanti
molte riforme popolari.
Per esempio, la classe operaia tedesca beneficiò di salari aumentati e di un
governo più disposto a lavorare con i sindacati, ma le fazioni antidemocratiche
erano ancora una minaccia, inoltre l’estrema sinistra sperava per una
rivoluzione più in stile sovietico.
Anche i conservatori non si fidavano di questa nuova democrazia, e volevano
mantenere le posizioni di autorità nelle forze armate, nella burocrazia, nella
giustizia e nelle imprese di cui godevano quando il vecchio Kaiser era al
potere.
Alcune di queste persone inscenarono il famigerato Putsch di Kapp del 1920, ma
la repubblica sopravvisse.
Anche la fine della Prima Guerra Mondiale e il Trattato di Versailles venivano
visti come un’umiliazione dalla maggioranza dei Tedeschi.
C’era la credenza persistente che l’esercito tedesco fosse stato pugnalato alla
schiena dai repubblicani di Weimar, alcuni dei quali erano Ebrei, e che il
risultante trattato di pace, con le sue perdite territoriali, le colpe e i
risarcimenti di guerra, fu inutilmente duro con i Tedeschi.
Ora, molte di queste credenze erano, col senno di poi, irragionevoli.
Ho già dimostrato quanto fosse improbabile che la Germania vincesse la Prima
Guerra Mondiale, anche con gli Stati Uniti che rimangono fuori da essa, inoltre
si può perfino discutere che la Germania poteva pagare i risarcimenti richiesti,
soprattutto se paragonati al costo di combattere e perdere un’altra guerra
mondiale, ma convincere gli elettori che andava fatto era incredibilmente
difficile.
Il Ministro della Ricostruzione Walther Rathenau tentò di risolvere il problema
dei risarcimenti alla Repubblica di Weimar fin dall’inizio, ma venne assassinato
da estremisti di destra nel Giugno 1922.
Per peggiorare le cose alla Germania di Weimar, questa ereditò una pessima
economia postbellica dalla Germania imperiale per via dell’enorme quantità di
debito fatta dal Kaiser per finanziare la guerra.
Nel frattempo, dato che i salari e le spese del governo aumentavano, il governo
tedesco compensò ciò stampando più denaro, causando un aumento dell’inflazione.
In seguito, quando sembrò che la Germania non potesse pagare i risarcimenti, la
Francia e il Belgio occuparono la regione industrializzata della Ruhr nel
1922-23.
Il governo tedesco cercò di resistere passivamente ordinando agli operai
tedeschi della zona di andare in sciopero con la promessa di pagare i loro
salari.
Per fare questo il governo stampò ancora più denaro, creando così
un’iperinflazione.
È da qui che iniziano le storie di persone che usano carriole piene di contanti
per comprare un pezzo di pane, il risentimento della gente nei confronti del
governo di Weimar e l’aumento dei membri dei partiti di estrema sinistra ed
estrema destra, e nonostante tutti questi tentativi di colpo di stato e la
pessima economia la Repubblica di Weimar sopravvisse e prosperò.
Nell’Agosto 1923 Gustav Stresemann divenne Cancelliere del Reich.
Pose fine alla crisi della Ruhr promettendo di far ripartire i pagamenti dei
risarcimenti, e ordinò agli operai in sciopero di tornare ai loro lavori.
L’inflazione venne fermata grazie all’adozione di una nuova moneta, le spese del
governo vennero ridotte e l’economia recuperò.
Da qui in poi la Repubblica di Weimar entrò in quella che qualcuno definì
un’epoca d’oro.
I salari aumentarono, le condizioni di lavoro migliorarono, e le spese dei
consumatori crebbero.
Il governo di Weimar spese importanti quantità di denaro per alloggi e
istruzione, il che rese la vita in città attraente per molti Tedeschi.
Perfino le donne tedesche godettero di nuove libertà ed opportunità economiche,
per il dispiacere dei conservatori tedeschi.
Durante questo periodo la Germania era dominata da partiti a favore della
democrazia come il Partito Socialdemocratico di Germania, o SPD, il Partito
Popolare Tedesco e il Partito di Centro Tedesco, che di solito costituivano le
coalizioni che sceglievano i cancellieri e formavano i gabinetti durante gli
anni di Weimar.
C’erano anche altri partiti, uno dei più importanti era il Partito Comunista di
Germania, il cui miope odio per il moderato SPD portò alcuni suoi membri a
cooperare con i Nazisti per fare a pezzi la repubblica.
Ciononostante, fu questa coalizione di repubblicani a perseguire una strategia
di miglioramento delle relazioni col resto del mondo, specialmente gli Stati
Uniti.
Grazie ai loro sforzi gli Stati Uniti iniziarono a pensare che i risarcimenti
stessero prosciugando l’economia tedesca, e fecero pressione su Inghilterra e
Francia perché rinegoziassero i risarcimenti.
L’esito definitivo di ciò fu il Piano Dawes del 1924, dal nome del diplomatico
statunitense e poi vicepresidente Charles Dawes, che aiutò a stilarlo.
Grazie a lui la Germania ottenne un piano di pagamenti meno duro che vide anche
le truppe straniere abbandonare la Ruhr.
Cosa più importante, la Germania riuscì ad ottenere prestiti dagli Stati Uniti
che a loro volta vennero utilizzati per ripagare i debiti di guerra a Gran
Bretagna e Francia che a loro volta li utilizzarono per ripagare i debiti nei
confronti degli USA.
Anche se questo sistema aiutò a stabilizzare l’economia della Germania e
migliorò le relazioni tra le potenze precedentemente in guerra, era
incredibilmente fragile, come impareremo presto, ma fu la cultura della Germania
di Weimar che brillò veramente durante questo periodo.
Molte opere di Franz Kafka e il romanzo contro la guerra Niente di Nuovo sul
Fronte Occidentale di Erich Maria Remarque vennero pubblicati durante questo
periodo.
Nella Germania di Weimar presero forma stili architettonici come il Bauhaus.
Qui è anche quando la cinematografia venne riconosciuta come una forma d’arte e
i registi tedeschi iniziarono a regalarci opere come Metropolis, Nosferatu il
Vampiro e Il Gabinetto del Dottor Caligari, che vengono ancora guardati e
studiati ancora oggi.
Di fatto Hollywood e Broadway trassero beneficio dai registi, compositori e
attori che fuggirono negli Stati Uniti quando i Nazisti presero il potere.
Anche le persone LGBTQ godettero di una specie di tolleranza nella Germania di
Weimar.
Kaz Rowe approfondisce di più questo argomento nel suo video La Storia Queer
della Germania di Weimar, che vi raccomando di controllare per un’immersione più
profonda nella materia, ma, per riassumere, anche se non era esattamente legale
essere apertamente LGBTQ nella Germania di Weimar si potevano trovare club gay,
lesbici e trans clandestini.
Venivano distribuiti anche periodici LGBTQ in città come Berlino.
Gli uomini e le donne trans potevano addirittura ottenere permessi dal governo
per vestirsi secondo il genere col quale si identificavano, e avevano
possibilità limitate di cambiare il loro nome se così volevano.
La Germania di Weimar vide anche la fondazione dell’Institut für
Sexualwissenschaft nel 1919 ad opera di Magnus Hirschfeld, che eseguì molti
studi pionieristici, anche se discutibili, sul genere e la sessualità, prima che
molte delle sue ricerche venissero distrutte dai Nazisti in uno dei loro
primissimi roghi di libri, e anche se fu meglio noto per il suo lavoro per la
comunità LGBTQ, l’istituto si fece anche campione dell’utilizzo dei
contraccettivi e di cure migliori per le malattie veneree.
È vero, dobbiamo riconoscere che quest’epoca d’oro aveva fondamenta piuttosto
traballanti, la Grande Depressione era proprio dietro l’angolo e rinvigorì il
Partito Nazionalsocialista.
Quando la depressione colpì, il capitale statunitense si prosciugò, e i prestiti
tedeschi dovettero improvvisamente essere pagati, cosa che fece schiantare
l’economia della Germania.
I partiti di Weimar a favore della democrazia non riuscirono a trovare una
soluzione per risolvere il crescente numero di Tedeschi disoccupati.
I conservatori pensarono che l’alto costo della disoccupazione e di altri
servizi sociali stavano impedendo una ripresa, mentre i liberali e i moderati di
sinistra pensavano che dovessero essere spesi più soldi per aiutare quelli che
soffrivano di più per la depressione.
Anche allora molti nel governo avevano paura di troppe spese del governo, a meno
che non si volesse far ripartire l’iperinflazione, di conseguenza nel 1930 la
grande coalizione della Repubblica di Weimar collassò e il Reichstag rimase
paralizzato, perché nessun partito riuscì a ottenere abbastanza voti per
ottenere una maggioranza o formare un governo di coalizione.
Col Reichstag incapace di funzionare, il potere venne preso dai conservatori e
dal presidente antidemocratico Paul von Hindenburg, che invocò l’articolo 48
molte volte per governare tramite decreto.
Nominò anche una serie di Cancellieri conservatori che fecero a pezzi
l’intelaiatura democratica del governo di Weimar, facendo al contempo poco per
risolvere l’impatto della Grande Depressione.
Nel frattempo, i Tedeschi disoccupati si ammassarono nel Partito
Nazionalsocialista, che divenne uno dei più grandi partiti del Reichstag, anche
se non aveva ancora i numeri per formare un proprio governo.
Sorprendentemente, la Germania avrebbe potuto sconfiggere i Nazisti anche in
questa ora tarda: nell’autunno del 1932 la popolarità dei Nazisti era crollata,
perché persero un importante numero di seggi in quelle che per qualche tempo
sarebbero state le ultime elezioni libere in Germania.
Il Partito Nazionalsocialista era anche profondamente indebitato, e i suoi
membri si stavano chiedendo perché la loro conquista Fascista della Germania non
era ancora avvenuta, di conseguenza il partito stava perdendo slancio, ma venne
salvato all’ultimo dai miopi conservatori, che, nel tentativo di aggirare i loro
avversari, convinsero Hindenburg a nominare Hitler come Cancelliere per ottenere
il sostegno dei Nazisti, con tutte le intenzioni, però, di utilizzarlo come
fantoccio.
Un piano che col senno di poi fu davvero ingenuo, e segnò la fine della
Repubblica di Weimar e l’inizio della discesa della Germania nel Fascismo, nella
guerra e nel genocidio.
Purtroppo, alla Repubblica di Weimar semplicemente mancò il tempo necessario per
convincere i Tedeschi che la democrazia era la strada da percorrere, ma se
avesse avuto più tempo? Ovviamente la domanda successiva è: come le diamo quel
tempo? La risposta ovvia è semplicemente uccidere o inabilitare Hitler, così che
non diventi… Beh, Hitler.
Viene generalmente accettato che la sua leadership sia stata responsabile del
successo Nazista; perciò, senza di lui si può pensare che l’estrema destra
tedesca non si unificherà sotto una singola bandiera, ma questo dà troppo
credito alla Teoria del Grande Uomo.
Voglio dire, non è che Hitler abbia inventato il nazionalismo, il Fascismo o
l’antisemitismo; perciò, dare tutta la colpa a un solo uomo è una sorta di
assoluzione per il popolo tedesco per quello che è avvenuto durante la Seconda
Guerra Mondiale e l’Olocausto, e questo genere di pensiero non fa che creare
credenze sbagliate come quella del Mito della Wehrmacht Pulita o quella degli
Ordini Superiori come difesa per i crimini contro l’umanità.
No, eliminare un solo uomo non è un buon POD, perciò dovremo trovarne un altro,
anche se qualcuno potrebbe pensare che sia assolutamente impossibile.
Vedete, nel libro del 2005 di Gavriel D. Rosenfeld Il Mondo che Hitler non ha
mai Creato: Ucronia in Memoria del Nazismo, ci sono molte ucronie dove Hitler
non arriva mai al potere e la Repubblica di Weimar crolla comunque, o a causa di
una conquista Fascista o addirittura Comunista.
Di fatto sembra che tutti concordino che la democrazia liberale nella Germania
di inizio XX secolo non sarebbe mai durata a causa dei problemi strutturali
inerenti la Repubblica di Weimar, io però rifiuto questa idea, come rifiuto
l’idea che gli Statunitensi siano in qualche modo al sicuro dalla dittatura per
via della lunga storia di democrazia del mio paese.
La Germania ha una propria storia democratica, i Tedeschi produssero molti
grandi pensatori durante l’Illuminismo, come Immanuel Kant, Johann Wolfgang von
Goethe e Alexander von Humboldt.
Molti Tedeschi parteciparono alle rivoluzioni del 1848, lo stesso Reichstag
venne fondato nel 1866, e prima ancora poteva tracciare il suo antenato nella
dieta imperiale del Sacro Romano Impero.
Certo, c’erano nazionalismo e razzismo, ma c’erano anche idee come libertà e
democrazia, e dobbiamo smetterla di comportarci come se fossero intrinsecamente
la forza più debole.
Quello che sto dicendo è: “può accadere qui”? Si può applicare anche alla
democrazia? Io penso che perfino nel bel mezzo della Grande Depressione la
Repubblica di Weimar avesse una possibilità di sopravvivenza.
Se i partiti politici favorevoli alla repubblica riuscissero a trovare un
qualche genere di compromesso nel 1930 per risolvere la Grande Depressione, un
New Deal tedesco, potrebbero evitare la paralisi del Reichstag e mantenere in
vita la democrazia, e se questo compromesso comprenderà programmi di opere
pubbliche che aiuteranno a mitigare l’alta disoccupazione, specialmente in
quelle aree che probabilmente voteranno per i Nazisti, allora questo potrebbe
dare un colpo alla loro popolarità dopo la Grande Depressione, ma per salvare
davvero la Repubblica di Weimar dobbiamo sbarazzarci di Hindenburg, così che
dopo non mandi all’aria le cose.
Ma chi dovrebbe sostituirlo? Vi presento Hugo Eckener, un pioniere dei
dirigibili che rimase ossessionato da essi dopo aver visto il primo dirigibile
di Ferdinand von Zeppelin nel 1900.
Non solo fu profondamente coinvolto nella loro costruzione e funzionamento, ma
li capitanò anche.
Dopo la sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale Eckener fu
fondamentale nel mantenere la Luftschiffbau Zeppelin in vita costruendo e poi
pilotando il dirigibile USS Los Angeles attraverso l’Atlantico.
Ulteriori imprese con l’LZ 127 Graf Zeppelin, inclusa la prima circumnavigazione
del globo con un dirigibile, portarono a Eckener la fama internazionale, e
divenne un celebre eroe sia in Germania che nel resto del mondo.
Nel frattempo, la sua Luftschiffbau Zeppelin eseguì alcuni dei primi voli
passeggeri transatlantici verso il Brasile e gli Stati Uniti.
La sua fama quasi lo spinse in politica, perché sia all’SPD che al Partito di
Centro Tedesco venne l’idea di candidarlo presidente alle elezioni del 1932, ma
quando Hindenburg decise di ricandidarsi alla fine rimase con i suoi Zeppelin.
Dopo che i Nazisti arrivarono al potere criticò pubblicamente il nuovo regime, e
si rifiutò di lasciare che utilizzassero i suoi dirigibili per scopi
propagandistici.
Sfortunatamente non c’era molto che potesse fare per fermarli, perché il governo
tedesco, ora controllato dai Nazisti, era anche il proprietario della
Luftschiffbau Zeppelin.
Eckener venne licenziato da capo della Luftschiffbau Zeppelin e gli venne
impedito di comandare più un dirigibile.
Eckener però sopravvisse al regime Nazista, anche se questo volle dire essere
testimone della fine dell’epoca d’oro dei dirigibili, ma se in questa TL
alternativa dove la democrazia parlamentare non cade Eckener si candidasse come
presidente nel 1932? Altri ucronisti lo hanno già suggerito prima, come James
Cambias nella storia breve del 2004 L’Alternativa Eckener, o nella serie web di
Zack Anderson Il Presidente Dirigibilista, pubblicata tra il 2009 e il 2011, e
Hindenburg potrebbe non ricandidarsi nel 1932, dato che era già ultraottantenne
e nella nostra TL sarebbe morto dopo due anni; perciò, forse Hindenburg si
rifiuterà di ricandidarsi e i partiti a favore della democrazia convincono con
successo Eckener a candidarsi.
Il famoso capitano di dirigibili batte Hitler e la Germania di Weimar adesso è
leggermente più al sicuro, adesso che ha un presidente antinazista, inoltre in
qualità di ucronista c’è qualcosa di… Poetico su un capitano di dirigibili che
salva la democrazia dai Nazisti.
E che dire di Hitler e dei Nazisti? Beh, sappiamo che a questo punto starebbero
perdendo slancio, e senza dei conservatori antidemocratici al potere non ci sarà
alcun invito a diventare Cancelliere.
Un Hitler disperato potrebbe provare un altro putsch, ma come il precedente
Putsch di Monaco anche questo fallirà, anche se sarà più grande e più violento,
cosa che terrorizzerà il cittadino tedesco medio.
Eckener, di conseguenza, utilizzerà l’articolo 48 della Costituzione di Weimar
per martellare davvero Hitler e i Nazisti.
Per il loro ruolo nel colpo di stato Hitler e molti leader Nazisti vengono
giustiziati per tradimento, altri importanti Nazisti vengono incarcerati o
fuggono in paesi amici come l’Italia, mentre la base del partito brucia in
silenzio le sue camicie brune.
Alla fine, questo atto salverà la Repubblica di Weimar e la Germania andrà
avanti senza i Nazisti, perciò, cosa succede dopo? Beh, la sconfitta dei Nazisti
probabilmente sarà la fine dell’estrema destra in Germania per qualche tempo, e
altri politici contrari alla Repubblica di Weimar probabilmente modereranno le
loro critiche verso la repubblica, a meno che non vogliano essere accusati di
avere simpatie Naziste.
Di conseguenza, la coalizione dei partiti democratici continuerà a tenere
assieme la repubblica per il resto della Grande Depressione, e potrebbe
addirittura ricevere aiuti dall’Inghilterra e dalla Francia.
Sappiamo che nella nostra TL, poco prima della presa del potere Nazista, la
Francia si offrì di cooperare economicamente con la Germania per aiutarla a
pagare i suoi debiti, ma la Germania sempre più di destra rifiutò questa
offerta.
In questa TL alternativa, però, l’ancora funzionante Repubblica di Weimar
accetta l’offerta, e insieme al Regno Unito rinegozia di nuovo i suoi
risarcimenti, concordando al contempo di cooperare economicamente in una forma
anticipata di integrazione europea che attirerà anche altri paesi europei,
soprattutto in Europa orientale, come discuterò in seguito.
Con l’economia che migliorerà per tutti gli anni ’30 qualsiasi opposizione alla
Repubblica di Weimar diventerà sempre più marginale, e la Germania non subirà la
stagnazione culturale e la fuga di cervelli che attraversò la Germania Nazista.
L’Ahnenerbe sostenuta dai Nazisti non nascerà mai, perciò non tenterà di
affermare che una qualche antica civiltà Ariana dalla pelle bianca e gli occhi
azzurri è stata responsabile di tutti gli sviluppi importanti della storia
umana.
Anche se le sue idee vennero rifiutate dalla vasta maggioranza degli storici e
archeologi seri, ancora oggi sono popolari nei circoli di estrema destra e tra
influenti pseudo-archeologi come Graham Hancock, ma se Weimar sopravvivrà queste
idee non avranno mai una simile fama internazionale, il che sfortunatamente vuol
dire niente Indiana Jones che prende a pugni i Nazisti.
Nel frattempo, molti artisti tedeschi non fuggiranno dall’Europa negli Stati
Uniti, e Berlino continuerà ad essere un importante centro per l’arte, la
letteratura, il teatro e il cinema, di fatto in questa TL alternativa potremmo
addirittura vedere pubblicate opere letterarie che nella nostra sono andate
perse.
Per esempio, nella nostra TL alcune opere inedite di Franz Kafka andarono
perdute quando vennero confiscate dai Nazisti, ma in questa TL alternativa
probabilmente verranno pubblicate.
E che dire di Hirschfeld e dell’Institut für Sexualwissenschaft? Beh, dato che
non verrà distrutto dai Nazisti in questa TL alternativa, egli e altri come lui
continueranno la loro ricerca sulla sessualità e il genere senza interruzioni.
L’amico Sean McKnight ha addirittura affermato in un articolo del 2023 che se
l’istituto fosse sopravvissuto sarebbe diventato un rifugio per i ricercatori
sulla sessuologia da tutto il mondo, e che se i conservatori tedeschi avessero
comunque cercato di chiuderlo avrebbero scatenato proteste della comunità queer
di Berlino simili ai Moti di Stonewall del 1969 della nostra TL, innescando così
un movimento per i diritti dei gay anticipato.
Inoltre, forse, le terapie di riassegnazione del sesso, anche per i bambini,
oggi non sarebbero così controverse, e l’AIDS potrebbe non diventare un’epidemia
se l’istituto continuasse le sue ricerche sulle malattie sessualmente trasmesse.
Questa Germania di Weimar alternativa beneficerebbe anche di varie scoperte
tecnologiche.
Per esempio, quando i Nazisti arrivarono al potere molti fisici scapparono
dall’Europa, e il loro operato si dimostrò incredibilmente benefico per gli
Stati Uniti e il loro Progetto Manhattan, ma in questa TL alternativa Albert
Einstein, John von Neumann, Leó Szilárd, James Franck, Edward Teller, Klaus
Fucks, Enrico Fermi e altri rimarrebbero in Europa, e di conseguenza delle loro
future scoperte scientifiche beneficeranno direttamente una Germania democratica
e i suoi alleati europei.
Perfino lo scienziato missilistico tedesco Wernher von Braun stava lavorando sui
suoi razzi prima che i Nazisti arrivassero al potere, perciò, anche in una TL
dove la Repubblica di Weimar è ancora in piedi posso facilmente prevedere che il
Reichswehr, ovvero le forze armate di Weimar, capisca i benefici del riuscire a
colpire qualsiasi futuro nemico da lontano, e dunque finanzi i suoi esperimenti,
portando a razzi più grandi e migliori che alla fine potrebbero portare la
Germania a essere la prima a lanciare un satellite e addirittura un uomo nello
spazio.
Inoltre, con il più grande fan dei dirigibili come presidente della Germania e
niente Nazisti a mandare all’aria la Luftschiffbau Zeppelin, l’epoca d’oro dei
dirigibili potrebbe durare più a lungo.
Vedete, il nostro Eckener era estremamente contrario ai rischi quando si
trattava dei suoi dirigibili, e metteva la sicurezza al di sopra di tutto il
resto, ma quando i Nazisti lo misero da parte la gente che lo sostituì non fu
così cauta, specialmente col nuovo dirigibile, l’Hindenburg.
In questa TL alternativa senza Nazisti, però, molto probabilmente l’Hindenburg
atterrerà in sicurezza, soprattutto se gli Stati Uniti diventeranno meno
taccagni nel condividere le riserve di elio col resto del mondo, che nella
nostra TL è una cosa che stavano considerando di fare dopo il disastro
dell’Hindenburg, di conseguenza i dirigibili di lusso continueranno a
trasportare persone tra i continenti e alla fine verranno sostituiti dagli
aerei.
Ovviamente questo presuppone che tutto rimanga pacifico per la Germania di
Weimar, ma il resto del mondo la lascerà in pace? Una minaccia comune per una
Germania senza Nazisti è l’Unione Sovietica.
Di fatto un buon esempio è il romanzo di Norman Spinrad del 1972 Il Signore
della Svastica, dove Hitler va negli Stati Uniti per diventare uno scrittore di
fantascienza e la Germania subisce una rivoluzione Comunista che permette
all’Unione Sovietica di espandersi in gran parte del mondo; perciò, forse in
questa TL alternativa ci sarà una Seconda Guerra Mondiale, ma causata invece dai
Sovietici, o forse no.
Come ha fatto notare Sebastian Roblin nel suo articolo del 2020 per il National
Interest, a Stalin piaceva invadere piccoli paesi che non avevano alleati
potenti; perciò, che occupi gli Stati Baltici o chieda la Bessarabia alla
Romania è ancora plausibile, ma un’invasione generale dell’Europa? Improbabile,
sembra troppo una teoria difesa da quelli dell’estrema destra che credono che
Stalin volesse invadere l’Europa nel 1941, e perciò l’invasione di Hitler nella
nostra TL potrebbe essere vista come un attacco preventivo.
Ovviamente gli storici della Seconda Guerra Mondiale seri rifiutano questa
teoria, ma in questa TL alternativa le richieste territoriali russe in Europa
orientale della fine degli anni ’30-inizio degli anni ’40 faranno sì che Gran
Bretagna e Francia si avvicinino alla Germania di Weimar per via della loro
cooperazione economica e consentano il riarmo tedesco.
Ironicamente, grazie al fatto che i Sovietici hanno lasciato che la Germania
testasse nuovi mezzi e tattiche durante gli anni ’20 nel loro territorio per
aggirare le restrizioni del Trattato di Versailles, le forze armate tedesche
avranno una buona base sulla quale ricostruire.
Inoltre, i razzi che il team di von Braun sta sviluppando sembreranno
estremamente promettenti.
Con un’alleanza di stati europei guidata da Inghilterra, Francia e Germania che
permetterà di difendere posti come la Polonia e la Finlandia nel caso i
Sovietici invadessero, Stalin farà un passo indietro, ma la minaccia non
scomparirà completamente.
Uno degli esiti di questa crisi è che gli stati europei continueranno a
integrarsi, probabilmente facendo addirittura partire una versione anticipata
dell’Unione Europea, e forse uno dei primi importanti progetti di questa UE
alternativa sarà indagare sui suggerimenti di qualche fisico tedesco riguardanti
la fattibilità di un’arma atomica, ma i Sovietici non saranno l’unica minaccia
alla pace mondiale, il che ci porta al Giappone.
Ora, quando si arriva al Giappone nella Seconda Guerra Mondiale molte persone
conoscono solo l’Attacco di Pearl Harbor e i bombardamenti nucleari di Hiroshima
e Nagasaki, ma nella nostra TL in questo periodo il Giappone era uno stato
militarista e imperialista pronto e disposto a invadere i suoi vicini; perciò,
aspettatevi che la Seconda Guerra Sino-Giapponese scoppi lo stesso nel 1937, e
che nel 1939 potrebbe comunque finire in stallo.
Nella nostra TL il Giappone si avvantaggiò della guerra in Europa per occupare
l’Indocina Francese dopo la resa francese del 1940, cosa che a sua volta scatenò
un embargo petrolifero statunitense nei confronti del Giappone.
A causa di ciò i leader giapponesi escogitarono un piano per conquistare le
colonie inglesi e olandesi in Asia orientale ricche di risorse.
Dopo aver attaccato la flotta statunitense a Pearl Harbor il 7 Dicembre 1941 il
Giappone occupò rapidamente queste regioni nella speranza che potesse rendere il
costo per riconquistarle così alto che gli USA e i loro alleati avrebbero invece
negoziato una pace.
Ovviamente ebbe torto, ma in questa TL alternativa non ci sarebbe nessuna guerra
in Europa, indi per cui il Giappone non occuperà mai l’Indocina Francese,
pertanto non scatenerà mai l’embargo statunitense, sicché al Giappone mancherà
un motivo importante per far partire una grande guerra nel Pacifico, e se ci
provasse comunque affronterebbe la piena potenza degli USA, delle potenze
coloniali europee e forse perfino dell’Unione Sovietica, che potrebbe voler
invadere la Manciuria occupata dai Giapponesi, quindi, a meno che la leadership
giapponese non sia completamente folle, che, siamo onesti, è sempre una
possibilità, potrebbe invece negoziare una pace con la Cina quando la guerra
andrà in stallo, di conseguenza la Seconda Guerra Sino-Giapponese finirà col
Giappone che ottiene qualche territorio a spese della Cina mantenendo al
contempo il suo governo Fascista.
Nel frattempo, la Cina Nazionalista potrebbe provare a finire i Comunisti e gli
altri signori della guerra, ma quel processo potrebbe impiegare anni, e lascerà
comunque indipendenti luoghi come il Tibet e la Seconda Repubblica del Turkestan
Orientale, ma dobbiamo ricordare una cosa importante: un mondo dove la
Repubblica di Weimar sopravvive è un mondo dove l’Olocausto non è avvenuto.
Certo, la Germania di Weimar aveva la sua buona quota di antisemitismo, ma
dubito che questa sarà una TL dove verranno costruiti dei campi di sterminio.
Milioni di Ebrei europei non verranno massacrati semplicemente a causa della
loro religione.
Posso a malapena immaginare come saranno le loro vite, ma devo credere che
sarebbe meglio per l’umanità evitare l’Olocausto.
Detto ciò, cosa significa questo per Israele? Il Sionismo aveva già incoraggiato
gli Ebrei a migrare in Palestina ad inizio del XX secolo, ma senza i Nazisti o
l’Olocausto potrebbero non esserci abbastanza coloni per formare l’Israele della
nostra TL; perciò, o ci sarà una zona autonoma Ebraica in una Palestina a
maggioranza Musulmana o ci sarà uno stato più piccolo, come visto nella storia
breve di Michael Brenner del 2016 E se la Repubblica di Weimar Fosse
Sopravvissuta? Un Capitolo dalle Memorie di Walther Rathenau.
Bene, penso che sia finalmente il momento di riassumere la questione.
A mia modesta opinione la Repubblica di Weimar era una democrazia con difetti ma
promettente per la Germania.
Permise ad artisti e a innovatori di prosperare, e se avesse avuto più tempo
avrebbe potuto trasformare la Germania in una potenza economica, culturale e
scientifica.
Sarebbe potuta diventare un luogo che avrebbe imparato a tollerare i suoi vicini
anche se avevano una religione differente o erano LGBTQ.
Infine, avrebbe impedito al mondo di vedere gli orrori di un’altra guerra
mondiale e il genocidio che arrivò con essa, e se vogliamo evitare di ripetere
gli errori della Germania di Weimar, beh, la gente che crede nella democrazia
non dovrebbe diventare così cieca alla minaccia del Fascismo distraendosi a
combattere tra di loro.
Conservatori e membri dell’estrema sinistra, inoltre, dovrebbero abbandonare
l’idea che esista un qualsiasi beneficio nell’allinearsi coi Fascisti per
guadagni sul breve termine.
Questo perché il Fascismo è un’ideologia distruttiva che ostacola l’ingegno e il
progresso umani, perciò, se possiamo riassumere la lezione della Repubblica di
Weimar, dobbiamo sempre resistere uniti davanti al Fascismo e soffocarlo insieme
prima che trascini di nuovo l’umanità in un’altra era di oscurità.
Credete che se la Repubblica di Weimar
fosse sopravvissuta, la Germania non sarebbe diventata una potenza
ultranazionalista ed espansionista e la Seconda Guerra Mondiale sarebbe stata
evitata? Voglio esplorare questa domanda, ma anche darvi una risposta realistica
su come la Repubblica di Weimar avrebbe potuto sopravvivere e prosperare negli
anni ‘30 e ‘40.
Mi baserò su un saggio di 35 pagine dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco
di Baviera riguardo a come l’ascesa degli ultranazionalisti avrebbe potuto
essere impedita.
A un livello superficiale, questo documento suggerisce che durante la Grande
Depressione, che colpì la Germania in modo particolarmente duro, ci fu molta
disoccupazione e radicalizzazione della popolazione.
Questo è molto importante, poiché nel 1932 circa il 30% della popolazione
tedesca era disoccupata, di conseguenza, quando il pittore austriaco iniziò a
promettere una vita migliore, molti gli credettero.
Pertanto, per prevenire l’ascesa degli ultranazionalisti, si suggerisce che una
politica fiscale volta a ridurre la disoccupazione avrebbe dovuto essere attuata
nelle aree con il maggior numero di sostenitori ultranazionalisti radicalizzati.
Inizierò questo scenario dal 1930, nello specifico dalle elezioni federali
tedesche di metà Settembre del 1930, questo perché nelle precedenti elezioni del
1928 il partito ultranazionalista aveva ottenuto circa il 2% dei voti, dunque
era ancora molto piccolo.
Nelle elezioni del 1930, tuttavia, che si tennero solo due anni dopo, il
sostegno al partito ultranazionalista aumentò dal 2,6% al 18,3%, rendendolo la
seconda forza politica più grande in Germania all’epoca.
Giusto per informarvi, alle elezioni successive, due anni dopo, gli
ultranazionalisti in Germania divennero il partito più grande, passando dal
18,3% al 37,3%, e un anno dopo raggiunsero il 43,9%.
Questo permise agli ultranazionalisti di salire al potere in modo vertiginoso,
potere che sfruttarono per trasformare la Germania in una dittatura.
Ecco la scheda elettorale del 1936, e potete vedere che c’era una sola opzione.
Con un’affluenza del 99%, gli ultranazionalisti in Germania ottennero il 98,8%
dei voti, mentre il resto era costituito da schede bianche o nulle.
Tornando al 1930, sembra davvero possibile che se più denaro fosse stato
investito dalla Renania e dalla Baviera verso la Germania centrale e la Prussia
Orientale, l’ascesa degli ultranazionalisti non sarebbe stata così rapida.
Voglio dire, sono passati dal 2,6% al 43,9% in soli tre anni.
Ha senso che la Renania e la Baviera inviassero denaro ad altre regioni più
povere, dato che la Renania sosteneva il Cattolico Partito di Centro Tedesco,
mentre la Baviera e gli altri stati della Germania meridionale sostenevano il
Partito Popolare Nazionale Tedesco.
Il resto della Germania sosteneva il Partito Socialdemocratico di Germania, che
godeva ancora della maggioranza.
La Prussia Orientale fu l’unico luogo in Germania che vide una maggioranza
ultranazionalista nelle elezioni del 1930, ma, confrontando questo dato con le
elezioni del 1932, gli ultranazionalisti divennero la maggioranza ovunque,
tranne che in Renania e Baviera, come ho già detto.
Sto semplicemente suggerendo che, per un migliore flusso di denaro, non si crea
né si distrugge denaro, viene semplicemente utilizzato in modo più intelligente,
come un modo per impedire agli ultranazionalisti di salire al potere, e questa
idea potrebbe effettivamente funzionare.
Nel documento che ho menzionato prima, persone che sono molto più intelligenti
di me hanno eseguito una simulazione di ciò che ho appena detto, e hanno
ottenuto un risultato positivo, il che significa che il partito
ultranazionalista sarebbe ancora presente, ma non avrebbe preso il controllo del
paese trasformandolo in una dittatura.
Un’altra opzione è sbarazzarsi del pittore austriaco, che storicamente è
diventato il führer tedesco.
Ci furono molti tentativi di assassinio contro di lui, ma avrebbe anche potuto
morire nella Prima Guerra Mondiale o morire a causa della povertà se il suo
libro non avesse avuto successo.
Riconosco che sbarazzarsi di lui non significa automaticamente sbarazzarsi del
partito ultranazionalista, e che qualcuno come Heinrich Himmler, Rudolf Hess o
persino Martin Bormann lo sostituirebbe.
Pur comprendendo ciò, credo che il pittore austriaco sia stato in grado di unire
tutte le ali del partito ultranazionalista, e senza di lui il partito sarebbe
sicuramente più diviso e debole.
Che il pittore austriaco muoia nella Grande Guerra o meno, non ha importanza per
questo scenario, perché il partito ultranazionalista non sarebbe così
importante; perciò, non parlerò troppo di lui fino alla fine del video.
Con questa mossa, credo che abbiamo quasi garantito la longevità della
Repubblica di Weimar.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è che Paul von Hindenburg non nomini un
candidato ultranazionalista come cancelliere, il che è possibile, considerando
il calo di popolarità del partito che ho appena menzionato.
Se togliamo dall’equazione il partito ultranazionalista, allora l’SDP o Partito
Socialdemocratico di Germania sarebbe il principale partito politico partito in
Germania, ma ancora incapace di formare un governo da solo.
Di conseguenza, molto probabilmente avrebbe dovuto collaborare con altri partiti
politici per formare una coalizione, cosa che fece storicamente.
La coalizione comprendeva il Partito di Centro Tedesco, con il 12% dei voti nel
1928, il Partito Democratico Tedesco con il 4,8% dei voti, il Partito Popolare
Tedesco con l’8,7% e il Partito Popolare Bavarese con il 3%.
Poiché questa volta gli ultranazionalisti non saranno così popolari, questa
coalizione diventerà più forte.
Storicamente, si dice che la coalizione abbia avuto conflitti di interessi che
hanno portato al suo crollo, ma questa volta, con più voti, può diventare più
stabile.
Voglio dire, se l’SDP otterrà abbastanza voti potrebbe escludere un partito
dalla coalizione se creerà troppi problemi, e avere comunque la maggioranza.
C’è la possibilità di una grande coalizione tra l’SDP e il Partito Popolare
Nazionale Tedesco, che all’epoca erano i due partiti politici più grandi.
Per quanto riguarda il Partito Popolare Nazionale Tedesco, era un partito
nazional-conservatore e monarchico, il partito nazionalista di maggioranza prima
dell’ascesa degli ultranazionalisti.
La coalizione non funzionerebbe, poiché questo partito si opponeva al Socialismo
e agli elementi Cattolici, che sono esattamente l’ideologia e gli alleati
dell’SPD.
Se però a metà degli anni ‘30 si fosse verificata una certa instabilità nella
Repubblica di Weimar, i due principali partiti politici avrebbero potuto
collaborare temporaneamente su questioni chiave, come la Saarland.
Considerando che la Repubblica di Weimar è ancora in piedi ed è pienamente
democratica nel 1935, è improbabile che cambi rotta in seguito.
Se il Partito Socialdemocratico di Germania perdesse la maggioranza con i suoi
partner di coalizione, il che è improbabile ma comunque possibile, ecco cosa
penso accadrebbe: dato che gli ultranazionalisti sono ancora rilevanti,
probabilmente ottenendo il 10-15% dei voti, potrebbero entrare a far parte di un
governo come partito di minoranza.
Lo stesso si può dire per il Partito Popolare Nazionale Tedesco; dunque, è
possibile che questi partiti chiedano di indire elezioni democratiche nella
Saarland, al fine di ottenere sostegno per il governo, richiesta che verrebbe
accolta.
Considerando che la Saarland votò con una maggioranza incredibilmente alta per
unirsi alla Germania, questo accadrebbe di nuovo, forse con un sostegno ancora
maggiore.
Questo perché storicamente, nel 1935, gli ultranazionalisti governavano la
Germania, facendo sparire i loro avversari politici.
Di conseguenza, molti partiti di opposizione si rifugiarono nella Saarland, e
incitarono la popolazione a votare contro l’unificazione.
Se la Repubblica di Weimar annettesse la Saarland, il Partito Socialdemocratico
di Germania userebbe questo come una vittoria e screditerebbe i partiti
nazionalisti.
Paul von Hindenburg probabilmente nominerebbe Hans Vogel cancelliere, e con la
morte di Hindenburg l’SPD consoliderebbe il proprio controllo e stabilirebbe una
maggioranza, formando di fatto un governo stabile.
Hans Vogel era uno dei nemici politici degli ultranazionalisti che si
stabilirono nella Saarland, evento di cui ho parlato in precedenza.
Leggendo informazioni su di lui online, sembra l’uomo giusto per il lavoro, dato
che era davvero determinato a restaurare il Partito Socialdemocratico Tedesco in
Germania dopo il 1945.
Nonostante l’annessione della Saarland da parte della Germania, questa sarà
avvenuta attraverso un processo equo e democratico che la Francia avrebbe dovuto
accettare.
La Francia e la Repubblica di Weimar avevano buoni rapporti, e prima che gli
ultranazionalisti prendessero il potere in Germania i Francesi offrirono ai
Tedeschi un accordo per aumentare la cooperazione economica e ridurre il vecchio
debito nei confronti della Francia.
Questo è importante, poiché le alleate Francia e Regno Unito avrebbero visto
quanto duramente la Grande Depressione avrebbe colpito la Germania, indi per cui
potrebbero rinegoziare il trattato di pace di Versailles, cosa più importante,
riducendo i risarcimenti di guerra tedeschi.
Sarebbe perfetto, poiché, verso la fine degli anni ‘30, la Repubblica di Weimar
si riprenderebbe naturalmente dalla Grande Depressione ed entrerebbe in un boom
economico che verrebbe attribuito all’SPD e al regime democratico.
In realtà, è così che funzionano i cicli di mercato, ma l’SPD lo rivendicherebbe
come una propria vittoria.
Non c'è dubbio che dopo questo punto, la Germania diventerebbe e rimarrebbe uno
stato democratico.
Questo è significativo, poiché arte, letteratura e tecnologia avrebbero
prosperato in Germania, perché quando gli ultranazionalisti salirono al potere
ci fu una grande fuga di cervelli, con persone che scapparono dal loro paese e
si diressero principalmente verso gli Stati Uniti.
I Tedeschi avrebbero continuato a fare ricerche sulla bomba atomica, poiché non
sarà considerata dal governo una scienza Ebraica, andando molto probabilmente
più avanti degli Statunitensi.
Voglio dire, il programma nucleare statunitense impiegò molti Tedeschi che erano
fuggiti dal regime ultranazionalista e sapevano benissimo che sarebbe stato
usato contro loro patria.
Credo di aver trattato a sufficienza gli aspetti culturali della Repubblica di
Weimar se fosse sopravvissuta, pertanto, ora vediamo come reagirebbero gli altri
paesi a questo e se ci sarà una Seconda Guerra Mondiale, magari stavolta
iniziata dall’Italia o dall’Unione Sovietica.
Per prima cosa, la Spagna e la sua guerra civile: credo che non cambierebbe
nulla, perché sì, gli ultranazionalisti tedeschi hanno inviato molti aiuti a
Francisco Franco e alla sua Spagna Nazionalista, ma non direi che i Tedeschi
siano stati il fattore decisivo nella Guerra Civile Spagnola.
Penso che anche con una Germania democratica i Nazionalisti in Spagna
vincerebbero comunque, ma forse ci metterebbero molto più tempo.
Do anche credito alla quantità di mezzi che la Germania ha storicamente inviato
alla Spagna, ma non credo che sia stata un fattore decisivo, ha semplicemente
accorciato la guerra.
L’Italia, come forse saprete, invase l’Etiopia alla fine del 1935, un’azione a
cui si opposero Francia e Gran Bretagna, il che portò l’Italia ad abbandonare la
Società delle Nazioni.
Storicamente, Francia e Inghilterra volevano tenersi l’Italia come alleata,
perché temevano una Germania ultranazionalista, ragion per cui riconobbero
l’annessione italiana dell’Etiopia.
Lo menziono perché in questo scenario alternativo non c’è una Germania
ultranazionalista, sicché le alleate Francia e Regno Unito non saranno così
indulgenti con l’Italia.
Potrebbero imporre sanzioni economiche contro gli Italiani, dato che questa
volta la Germania verrebbe vista come un’alleata anziché come una minaccia.
Per quanto riguarda l’Austria, nel nostro mondo fu tecnicamente
ultranazionalista, guidata nella nostra linea temporale da Kurt Schuschnigg.
Questo è importante, perché non so cosa accadrebbe in questa situazione, ma non
credo che il regime ultranazionalista austriaco andrebbe avanti così ancora a
lungo.
Ora, per essere onesti, Kurt Schuschnigg potrebbe non arrivare al potere, ma
rimarrebbe al comando Engelbert Dollfuß, perché gli ultranazionalisti tedeschi
tentarono di annettere l’Austria nel 1934.
Il punto che sto cercando di sottolineare è che il Fronte Patriottico rimarrebbe
al comando dell’Austria, poiché gli ultranazionalisti in Germania non tenteranno
di annettere il paese e di uccidere Engelbert Dollfuß nel processo, quindi lui
rimarrebbe al comando dell’Austria.
Il paese sarà ancora a maggioranza filotedesca, soprattutto dopo il successo
della Repubblica di Weimar.
Storicamente, intorno allo stesso periodo, cioè nel 1934, circa l’80% della
popolazione era favorevole all'unificazione, ma quando gli ultranazionalisti
salirono al potere questa percentuale scese a circa il 50%.
Possiamo aspettarci che Austria e Germania possano riunificarsi pacificamente,
con il consenso delle alleate Francia e Gran Bretagna.
A dire il vero, questo potrebbe accadere più tardi del 1938, forse intorno al
1945.
Per semplicità, farò in modo che la Germania annetta l’Austria subito, ma
ricordate che questo processo richiederà anni, poiché Engelbert Dollfuß e il
Fronte Patriottico non saranno disposti a rinunciare al controllo del loro
paese.
Ora potreste chiedervi: perché gli Alleati dovrebbero permettere alla Germania,
il loro più grande rivale, di annettere un paese neutrale e pacifico, e anche di
rafforzarsi? Questo perché creerebbe un confine diretto con l’Italia, ed è
importante per i Tedeschi avere un nemico alle porte.
Ho già accennato a come l’Italia sarà vista con disprezzo da Francia e
Inghilterra a causa della sua invasione dell’Etiopia, e le relazioni non si
normalizzeranno, poiché questa volta la Germania non rappresenterà una minaccia.
Ciononostante, non mi aspetto che l’annessione dell’Austria avvenga così
facilmente, dato che l’Italia aveva un atteggiamento protettivo nei confronti
dell’Austria e vi rinunciò solo dopo che la Germania le promise il controllo sui
Balcani.
Per questo penso che l’Austria potrebbe avvicinarsi ad una Germania pacifica e
democratica dopo alcuni anni, magari intorno al 1945.
Ricordate però che sto semplificando, anche se mi sbagliassi non cambierebbe lo
scenario, di conseguenza rimanete con me.
È ora di parlare dell’elefante nella stanza, l’Unione Sovietica.
Sicuramente una guerra tra l’Italia e la Germania non sfocerà in una guerra
mondiale, anzi, peggio ancora per l’Italia, gli Alleati potrebbero schierarsi
dalla parte della Germania, dunque si tratterebbe di un conflitto di pochi mesi.
L’Unione Sovietica, d’altro canto, aveva il potenziale e le capacità per
scatenare una guerra mondiale, ma Stalin non era così stupido.
Si impossessò solo degli Stati Baltici, della Bessarabia, di parti della
Finlandia e della Polonia solo dopo che la Germania aveva iniziato la Seconda
Guerra Mondiale e gli Alleati erano impegnati altrove.
Non mi aspetto che Stalin e l’Unione Sovietica scatenino una guerra di vaste
proporzioni solo per un paese baltico, la cosa più probabile è un compromesso.
Le alleate Francia e Regno Unito non erano ancora pronte per una guerra su vasta
scala, soprattutto i Francesi, a causa della forte opposizione Comunista e
pacifista, di conseguenza, mi aspetterei che Stalin prenda di mira i paesi più
piccoli senza alleati potenti, ovvero gli Stati Baltici e la Finlandia.
La Romania è tecnicamente supportata da Cecoslovacchia e Jugoslavia, perciò
verrebbe lasciata in pace.
Una situazione simile potrebbe verificarsi in Finlandia, poiché storicamente le
alleate Francia e Gran Bretagna considerarono l’invio di aiuti alla Finlandia
durante la Guerra d’Inverno.
Se i Sovietici dovessero rifare le stesse cose, gli Alleati invierebbero
sicuramente aiuti alla Finlandia, ma non credo che entrerebbero ufficialmente in
guerra.
Un’opzione più probabile è una strategia degli Alleati che credo conosciate
bene, ovvero l’Appeasement.
Paesi come l’Estonia e la Lettonia verrebbero sacrificati, così come molto
probabilmente la Lituania, ma non ne sono sicuro, perché se la Lituania venisse
annessa dall’Armata Rossa ciò darebbe all’Unione Sovietica e alla Germania un
confine terrestre diretto, il che potrebbe potenzialmente degenerare in una
guerra mondiale.
Presumo che i Sovietici si prenderanno alcuni paesi, ma nel complesso, grazie
alla semplice potenza degli Alleati, Stalin non inizierà una guerra contro
l’Occidente.
Vorrei menzionare il Giappone, perché senza la capitolazione della Francia da
parte della Germania nella Seconda Guerra Mondiale, i Giapponesi non
conquisteranno l’Indocina Francese, non subiranno un embargo da parte
dell’Occidente e non procederanno a pianificare la conquista di queste risorse
con la forza.
In questa linea temporale mi aspetto che il Giappone continui a commerciare con
l’Occidente e a proseguire la guerra con la Cina, che si concluderebbe con una
situazione di stallo intorno al 1939-1940.
Di conseguenza, penso che potrebbe essere firmato un trattato di pace, in modo
che il Giappone possa riconciliarsi e riprendere la guerra in un secondo
momento.
Questo è cruciale, perché non dimentichiamo che la Cina non era unita a quel
tempo, c’erano molti signori della guerra ancora fedeli al governo repubblicano,
ma anche la Cina Comunista guidata da Mao Zedong.
Questo è importante, perché se il Giappone avesse ottenuto alcuni territori e la
guerra fosse finita, la Guerra Civile Cinese sarebbe continuata, permettendo
così al Giappone di riprendersi e invadere nuovamente la Cina una volta sfinita
dalla guerra civile.
Fondamentalmente, questo ha senso, ma il governo giapponese di allora non era
dei più razionali.
Naturalmente, c’è ancora la possibilità che il Giappone invada i paesi
occidentali, che lo costringerebbero rapidamente alla capitolazione, dato che
questi paesi non sono impegnati a combattere la Germania in Europa.
Vorrei tornare in Europa e menzionare che, a causa delle iniziative di Stalin
negli Stati Baltici, gli Alleati avrebbero acconsentito a un riarmo tedesco per
resistere con fermezza al Comunismo e all’Italia ultranazionalista.
Il mondo è generalmente più noioso in questa ucronia, poiché nessuno è folle
come lo furono storicamente gli ultranazionalisti tedeschi, al punto da
scatenare una guerra mondiale.
Gli Alleati saranno uniti e contrari alla guerra.
È improbabile che l’Italia scateni un conflitto mondiale, poiché non è
abbastanza forte da sconfiggere gli Alleati da sola.
Gli Stati Uniti sono neutrali, e il Giappone è impegnato a trattare con la Cina,
il che ci lascia con l’Unione Sovietica, che dovrebbe affrontare la Francia,
l’Inghilterra, la Germania, e potenzialmente la Polonia e la Romania, se non
anche la Cecoslovacchia e la Jugoslavia.
Se una guerra del genere dovesse scoppiare, non credo che l’Unione Sovietica se
la caverebbe così bene, mentre una Germania democratica potrebbe cavarsela molto
meglio.
Credo invece che la Repubblica di Weimar se la caverebbe meglio di quanto non
abbiano fatto storicamente gli ultranazionalisti tedeschi.
Certo, la Repubblica di Weimar non avrebbe piloti che sniffano polvere bianca e
acquisiscono poteri magici, ma la Germania sarebbe tecnologicamente più
avanzata.
Il programma missilistico tedesco può essere completato prima che scoppi una
guerra con i Sovietici, il che servirebbe da deterrente, e ciò significa che se
i Sovietici attaccassero qualcuno Mosca verrebbe distrutta, e non ci sarebbe
modo per l’Unione Sovietica di impedirlo.
È persino possibile che i Tedeschi sviluppino per primi la bomba atomica, il che
rappresenterebbe un ulteriore deterrente per l’Unione Sovietica.
In effetti, questo mondo è più stabile, per cui sono curioso di sapere se vi
piacerebbe vivere in un mondo del genere.
Se non ci fosse una guerra importante, allora sicuramente la dittatura in Italia
e Spagna perderebbe il suo sostegno, considerando l’embargo Alleato dopo
l’invasione italiana dell’Etiopia.
Questo potrebbe aprire la strada a un’Italia e a una Spagna democratiche e
alleate dell’occidente.
L’Unione Sovietica sarebbe semplicemente uscita dalla corsa, poiché
tecnologicamente non avrebbe potuto competere con i Tedeschi, ma anche con tutto
il mondo occidentale.
Dato che questo divario tecnologico avrebbe continuato ad aumentare, è davvero
possibile che l’Unione Sovietica collassi negli anni ‘60.
Il mondo sarebbe completamente irriconoscibile, poiché questa volta gli Alleati
non avrebbero decolonizzato e la Seconda Guerra Mondiale non sarebbe mai
scoppiata.
Voglio comunque concludere questo video con il botto.
Considerando che i Tedeschi hanno sviluppato i razzi per primi, potrebbero
iniziare a esplorare lo spazio; pertanto, il primo satellite nello spazio
potrebbe essere tedesco, insieme alla prima missione con equipaggio.
È possibile che i Tedeschi sbarchino per primi sulla Luna, cosa che accetterò in
questo scenario solo perché penso che sia davvero fantastico.
.
E se l'Anschluss non fosse mai avvenuto?
E se l’Anschluss non fosse mai avvenuto?
Ah… Bene, beh, allora andiamo ad approfondire.
Dunque, l’anno è il 1919, e l’Austria-Ungheria si è appena divisa, con gli stati
sopravvissuti che hanno dovuto firmare il Trattato di Saint-Germain-en-Laye.
Questo implicò la creazione della Prima Repubblica austriaca e la proibizione
dell’Anschluss, ovvero dell’unificazione con la Germania.
La maggior parte degli Austriaci era molto scontenta di ciò, perché pensavano
che l’Austria non sarebbe stato un paese economicamente vitale senza
l’unificazione con la Germania, e in un certo senso avevano ragione.
L’economia dell’Austria era completamente collassata, dato che molte regioni
economicamente importanti dell’Austria-Ungheria erano state concesse ai nuovi
stati ricavati dai resti del vecchio impero, e oltre a ciò questi nuovi stati
erano quasi interamente dipendenti dal sistema bancario austriaco per rimanere a
galla, il che significava che l’Austria doveva sopportare il peso del mantenere
il suo impero senza alcun beneficio.
La sfera politica, comunque, ad un primo sguardo sembrava piuttosto stabile, col
Partito Cristiano Sociale, che aveva stretti legami con la Chiesa Cattolica di
Roma, che dominava la politica Cristiana, ma ad un’ispezione più accurata anche
la politica austriaca era estremamente instabile, con la violenza che scuoteva
costantemente la nazione.
Nel 1932, però, ci fu un punto di svolta per l’Austria quando un certo Engelbert
Dollfuss, del Partito Cristiano Sociale, divenne cancelliere, ma nel 1933
Dollfuss dissolse il parlamento, cosa che portò la violenza politica a sfociare
in quella che è nota come Guerra Civile Austriaca.
Vedendo questa agitazione come un’opportunità, nel 1934 Dollfuss riuscì a
trasformare l’Austria in uno stato monopartitico con lui alla sua testa, e a
creare lo Stato Federale d’Austria.
Anche se il regime di Dollfuss sembrava solo un altro regime Fascista in Europa,
aveva alcune differenze con il Fascismo italiano e il Nazionalsocialismo
tedesco.
Per esempio Dollfuss metteva una fortissima enfasi sull’identità Cattolica
austriaca, il che lo metteva in contrasto col regime Nazista ateo e il
Protestantismo tedesco in generale, cosa che lo portò a sviluppare legami più
stretti con gli Italiani e lo aiutò a creare un fronte contro le spinte verso
l’Anschluss.
Quando però molti infiltrati Nazisti continuarono a chiedere l’Anschluss con la
Germania, Dollfuss represse il Nazismo mettendo al bando il partito Nazista
austriaco, ma questa azione portò ad un tentativo di putsch contro il governo
austriaco e Dollfuss venne assassinato.
Gli Italiani si infuriarono per questo assassinio, minacciando che se i Tedeschi
avessero tentato di invadere l’Austria essi avrebbero dichiarato guerra alla
Germania, ma quando Dollfuss venne succeduto dal suo ministro dell’istruzione,
Kurt Alois von Schuschnigg, Hitler continuò a spingere per l’annessione
dell’Austria, cosa che fece sì che von Schuschnigg venisse costretto a
legalizzare il partito Nazista e a tenere un referendum su se l’Austria dovesse
o meno essere annessa dalla Germania.
Prima ancora che il referendum potesse tenersi, i Tedeschi invasero l’Austria e
non incontrarono alcuna resistenza, e questo risultò nell’annessione
dell’Austria, che non ottenne di nuovo la sua indipendenza fino al 1955.
Ma se questo cambiasse? E se in una TL alternativa Dollfuss sopravvivesse al suo
tentativo di assassinio, rimanesse al potere e continuasse a resistere alla
possibilità di un Anschluss? In questa TL l’Austria, che manterrebbe delle buone
relazioni con gli Italiani, una delle ambizioni in politica estera di Dollfuss,
finirebbe con l’affrontare un’invasione tedesca.
Gli Italiani interverrebbero dalla parte degli Austriaci, e gli Alleati, vedendo
una violazione diretta del Trattato di Versailles e del Trattato di
Saint-Germain-en-Laye, dibatteranno sul se andare in guerra o meno contro i
Tedeschi.
Nella nostra TL gli Alleati in gran parte sedettero in disparte, perciò di fatto
la Germania fece a pezzi il Trattato di Versailles.
I Francesi stavano affrontando molti problemi interni, e in generale
all’Inghilterra mancava la fiducia nella sua capacità combattere, cosa che
porterebbe molti a voler rimanere fuori da questa guerra, ma vedendo
un’opportunità per fermare subito la crescita tedesca e sapendo che la Germania
sarebbe quasi completamente circondata grazie al sostegno degli Italiani, molti
vedrebbero questa guerra come una vittoria sicura.
Seguirebbero dei dibattiti, ma con i Tedeschi che muovono guerra agli Italiani,
che gli Alleati percepivano come un’importante potenza europea e più ragionevoli
dei Tedeschi, gli Alleati probabilmente finirebbero con l’andare in guerra
contro la Germania, lanciando un’invasione oltre il Reno.
Affrontando adesso una guerra su due fronti, i Tedeschi, che ancora non avevano
ricostruito completamente le loro forze armate dopo la sconfitta nella Prima
Guerra Mondiale, verrebbero schiacciati dagli Alleati, subendo la sconfitta in
questa guerra.
Dopo questa sconfitta, i Tedeschi affronteranno ancora una volta pesanti
conseguenze a causa delle loro ripetute violazioni del Trattato di Versailles.
Hitler verrebbe rimosso dal potere, e la Germania probabilmente verrà
riorganizzata dagli Alleati.
L’Austria, non volendo prendersi tutta la Germania, spingerà per l’annessione di
alcune delle regioni a maggioranza cattolica in Germania meridionale, accedendo
all’industria tedesca, e probabilmente vorrà dei risarcimenti per mantenere a
galla la sua economia.
Regno Unito e Francia, volendo mantenere debole la Germania, accetteranno queste
disposizioni.
Con l’Austria ora rimossa da sotto il tallone tedesco, gli Austriaci
probabilmente cercheranno di restaurare la gloria del loro impero, la cui storia
idolatrano tanto, e perciò l’Austria cercherà un modo per riasserire il suo
precedente controllo sull’Europa, prima di tutto forgiando legami più stretti
con le nazioni ricavate dal suo vecchio impero, soprattutto l’Ungheria e la
Cecoslovacchia, in gran parte per asserire la sua influenza e incentivare
ulteriormente la sua economia.
Questo alla fine porterà ad un’unione più stretta fra di esse, così come con gli
Italiani, che sarà pesantemente incentrata sull’identità Cattolica di queste
nazioni come modo per portare l’unità.
Molte nazioni Cattoliche in Europa vedrebbero un’enorme quantità di energia
dietro una spinta per congiungersi con questa unione Cattolica, in particolare
la Polonia, che era interessata a creare un’alleanza tra diversi stati nota come
Międzymorze come mezzo per ottenere protezione dai Sovietici.
In nazioni come la Francia, la Spagna e il Portogallo ci sarebbero spinte per
unirsi all’alleanza italiana del Blocco Latino in seguito alla sua vittoria
sulla Germania e alla sua crescente potenza.
L’Italia avrebbe un forte interesse in un regime Cattolico autoritario in
Francia più amichevole nei confronti delle sue vedute Fasciste, e con l’aiuto
dei regimi amici in Spagna e Portogallo lavorerebbe per sostenere un leader
francese di estrema destra nell’allora molto instabile paese.
Gli stati Protestanti d’Europa, in particolare la Gran Bretagna e i resti della
Germania, diventeranno sempre più preoccupati dalla crescente forza dei
Cattolici in Europa, cosa che alla fine porterà allo scoppio di una seconda
grande guerra tra l’unione Cattolica e questo nuovo fronte Protestante.
La guerra sarà in gran parte combattuta nella Germania settentrionale e nei
Balcani, dato che l’unione Cattolica cercherà di liberare le regioni Cattoliche
della Jugoslavia e l’Ungheria cercherà di rivendicare la Transilvania, ma gli
effetti della guerra andranno molto oltre l’Europa, perché negli Stati Uniti la
discriminazione anticattolica raggiungerà picchi mai visti prima, dato che i
Protestanti statunitensi osserveranno come i Cattolici europei muovono guerra
contro i loro correligionari Protestanti.
Ci saranno pressioni su gli Stati Uniti perché si uniscano alla guerra dalla
parte dei Protestanti, ma molti vorranno ancora la pace e non saranno intrigati
dal combattere questa guerra di religione.
Gli stati Cattolici dell’America centrale e meridionale, preoccupati che gli
Stati Uniti possano alla fine unirsi alla guerra dalla parte dei Protestanti,
potrebbero cercare la protezione dell’unione Cattolica, cosa che, se gli Stati
Uniti finissero col vedere il bisogno di unirsi alla guerra, potrebbe aprire un
nuovo fronte nel sudovest.
Anche l’Irlanda potrebbe volersi unire all’unione Cattolica contro gli Inglesi
se la persecuzione religiosa raggiungerà un vero e proprio punto di rottura, ma
i Cattolici riusciranno a sconfiggere gli eretici una volta per tutte, o i
Protestanti vedranno finalmente la vittoria sui papisti? Mentre infuria la
guerra di religione più mortale della storia, nessuno sa la risposta.
.
C'è poi quest'idea di Konstantinos XI:
Novembre 1914, Ypres, Fiandre occidentali.
Avanza l'offensiva inglese contro il villaggio fiammingo ed il Ten. William Tandy durante uno scontro scorge un soldato tedesco ferito e lo inquada nel mirino.
Inebetito dai combattimenti, il soldato tedesco attende inerte la propria fine, le braccia abbandonate dalla forza necessaria ad alzare il fucile.
Per qualche freddo istante i due rimangono così, l'uno alla mercé all'altro.
Il soldato inglese spara e fredda centrandolo alla testa il caporale in uniforme germanica.
Un anonimo caporale di origine austriaca, un pittore di nome Adolf... Adolf
Hitler.
Settembre 1932, Berlino.
Il Feldmaresciallo del Reich Erich Ludendorff si candida alle elezioni contro il suo ex compagno allo Stato Maggiore Paul von Hindenburg.
Spalleggiato dal gruppo misto di matrice ultranazionalista e con simpatie socialiste guidato da Rudolf Hess, Hermann Göring ed Ernst Röhm, riesce con il suo prestigio di ex comandante di successo dell'esercito germanico a radunare attorno a se i nostaligici e revanscisti veterani di guerra e la sua linea politica autarchica e militarista gli conferisce l'appoggio dei grandi gruppi industriali con i quali era in eccellenti rapporti durante la grande guerra. Tuttavia gli rimangono ostili i grandi centri operai della Ruhr e della Slesia, bacini di utenza del Partito Comunista guidato da Ernst Thälmann.
La media borghesia è spaventata dagli eccessi di entrambe le parti, sono ancora vive nella memoria le violenze commesse dagli Spartachisti a Berlino e dai Freikorps nella Ruhr subito dopo la fine della guerra e dalle SA di Röhm durante fallito Putsch di Monaco del '23. Una delle più inspiegabili conseguenze di queste rivolte fallite è proprio il fatto che i capi erano esattamente gli stessi Thälmann e Röhm che si candidano a governare il paese.
È la più totale confusione politica, poiché nemmeno il disastroso governo di Heinrich Brüning riesce più a dare sicurezza e speranza.
Il popolo tedesco si reca alle urne, ma nessuno in quel momento sa quale destino attende la Germania.
Che accade?
.
E ora, la proposta di Generalissimus:
E se fossero le SA a prevalere sulle SS? Ernst Röhm è informato da un delatore delle intenzioni delle SS, e le squadre di protezione si ritrovano di fronte le squadre d'assalto in assetto da combattimento, e vengono sterminate. Se Röhm resta a capo delle SA, forse non ci saranno i lager; piuttosto, il nemico sarebbe il grande capitale, senza discriminare tra ebrei e non ebrei. Le SA poi erano meno fanaticamente leali al Fuhrer; potrebbero farlo fuori loro, nel 1944.
.
aNoNimo aggiunge:
Hitler fa buon viso a cattivo gioco, scarica la colpa sulle sole SS e via. Però "Ein Führer" neanche per sogno, ci vedo una diarchia tipo Re-Mussolini, con Hitler Presidente e Röhm Cancelliere del Reich come ago della bilancia (anche qui, un parallelo con l'Italia). Niente Guerra Mondiale, almeno non la nostra. Difficile guidare la complessa macchina diplomatico-militare che ha portato Hitler HL a supporre (non a torto) che poteva vincere la guerra. Dei conflitti a bassa intensità, tipo nei Balcani. Oppure alleanze volanti, come con Varsavia per occupare prima la Russia. Röhm non ci ha informati a dovere sulle sue idee di politica estera...
.
E Paolo Maltagliati azzarda:
Formazione della Lega dei Paesi Fascisti contro il "pericolo russo" (con sede permanente a Riva del Garda, che è un bel posto con tante ville sul lago).
Prima è un accordo bilaterale con la Germania e l'Ungheria. Poi perfezionato in una vera alleanza ed esteso alla Grecia e all'Austria nel ‘36 e nel ‘39 a Spagna e Portogallo. La Polonia, pur non entrando nella Lega, sarà una sorta di osservatore. Altro paese osservatore sarà il Giappone.
1939: Guerra civile in Spagna. Tedeschi e italiani intervengono a sostegno di Franco. Simbolicamente, vi sono anche contingenti ungheresi e greci. Accordi di Danzica sul futuro del corridoio.
Plebiscito in Austria che formalizza l'Anschluss. Accordo Ciano-Röhm sull'autonomia del Sud-Tirol.
Prendendo a pretesto diversi "incidenti" di confine con la Grecia, una forza di invasione italiana sbarca a Valona. Accordi di Brindisi: l'Albania diviene "protettorato" della Lega sotto tutela italo-greca. La Grecia si annette l'Epiro settentrionale.
1940: occupazione sovietica senza colpo ferire delle tre Repubbliche Baltiche, in cambio della restituzione alla Germania del territorio di Memel.
Richiesta della Finlandia e della Romania di adesione alla Lega. La richiesta della Finlandia viene respinta.
Accordi di Sopron: l'Ungheria recupera parte della Transilvania, l'URSS occupa la Bessarabia e la Bulgaria ottiene la Dobrugia meridionale. Abdicazione di Re Carlo di Romania. Ion Antonescu firma l'ingresso della Romania nella lega.
Accordi segreti tra Italia, Germania, Inghilterra e Francia. Le potenze "democratiche" sono preoccupate per le crescenti pretese sovietiche.
Patto segreto Molotov-Ribbentropp: spartizione della Polonia. In caso di occupazione sovietica, la Posnania, la Slesia orientale e Danzica verranno occupate dai tedeschi, riportando i confini al 1914. La Lega lascia mano libera ai russi in Finlandia.
Occupazione della Polonia. L'Inghilterra e la Francia dichiarano guerra all'URSS.
L'URSS occupa Finlandia, Svezia e Norvegia. Non la Danimarca, che entra nella Lega.
E poi?
.
Ora diamo la parola a MorteBianca:
Il figlio di Hitler
Adolf Hitler ed Eva Braun si sposano nel 1938, la Seconda Guerra Mondiale procede come da programma senza alcuna differenza sostanziale dalla nostra timeline. Nel Bunker di Hitler i Sovietici però non trovano il cadavere del Fuhrer (di cui rinvengono le ceneri poco fuori, secondo alcuni sono però un falso) né quello di Eva Braun (della quale mancano pure le ceneri), inoltre da numerosi documenti viene attestata la presenza, tenuta in gran segreto se non alle alte gerarchie del Partito Nazista, di un erede del Führer, ossia Wolfgang Hitler. Pochi mesi dopo arriva la conferma ufficiale: Eva Braun e Wolfgang Hitler sono stati identificati dal Mossad in Argentina, sotto protezione del governo (nonostante i falsi nomi). Inizialmente Hitler aveva pianificato un doppio suicidio "romanico", ma evidentemente la presenza del pargolo lo aveva distolto dall'infelice proposito, preferendo quindi suicidarsi da solo per dare una speranza alla moglie e al figlio di una nuova vita presso gli alleati in America del Sud.
In tutto il mondo il mito di ODESSA è molto più forte che nella nostra timeline, dato che "il figlio di Hitler" è effettivamente fuggito lì.
Wolfgang Hitler per lungo tempo rimarrà fuori dalla cosa pubblica, poi farà "Coming Out" pubblicando un libro memoriale "Mein Vater, Adolf".
Nel libro, che per certi versi ispirerà la simile biografia del figlio di Osama Bin Laden, il Wolfgang racconta dei pochi ricordi che ha del padre e di ciò che la madre e "Gli amici di lei" (Gli ex gerarchi nazisti fuggiti) gli narravano della sua figura paterna perduta. Il libro è best seller già soltanto per l'argomento e per chi lo scrive.
I suoi contenuti si suddividono in apologetici (C'è una moderata difesa di Adolf, che secondo Wolfgang è stato "Incolpato di più colpe di quante non ne avesse in realtà" o "Si è sobbarcato le responsabilità di tutta una nazione e di tutti gli errori commessi al suo interno" o "Ha comunque aiutato l'Europa a resistere l'invasione Comunista, gesto per il quale gli uomini di mio padre oggi lavorano per gli americani". Sulla spinosa questione dell'Olocausto Wolfgang pare essere un negazionista moderato, sostiene che i campi di prigionia fossero cosa comune all'epoca in tutte le fazioni, e che non siano morte così tante persone come riportano i media, anche se Wolfgang non esita a puntare il dito contro "l'ingiustificato sterminio di un popolo intero (ammettendo dunque la volontaria mira verso gli ebrei)" e rinnega ogni anti-semitismo dal canto proprio.
Dal canto paterno sostiene che Adolf ha sempre voluto adottare la soluzione Madagascar "Egli, come molti nella sua epoca, odiava gli ebrei e voleva allontanarli dall'economia tedesca. Ciò che è successo dopo è Storia"), inediti (Numerose testimonianze "private" sul Fuhrer, curiosità, la sua vita quotidiana, il suo credo personale, discorsi e memorie, piani segreti mai disvelati e progetti futuri, di tutto: dai V2 Nucleari alla Base sulla Luna, i contatti con il KKK eccetera) e di commentario.
Il libro assume dei connotati quasi messianici verso la figura paterna, infatti Wolfgang sostiene che senza Adolf Hitler oggi il razzismo sarebbe qualcosa di molto meno "cattivo" e tabù, l'anti-semitismo sarebbe ancora molto praticato in tutta Europa, lo stato di Israele non sarebbe probabilmente nato, il comunismo avrebbe preso il controllo dell'Europa e la Germania non si sarebbe risollevata dalla crisi economica, finendo per diventare una plutocrazia. Secondo Wolfgang insomma è solo grazie ad Hitler che sono nati tutti questi benefici (fra cui l'ONU) post-Hitleriani, tutto è nato a seguito di/in contrapposizione ad Hitler, arrivando a sostenere che "Si potrebbe ipotizzare lui ne fosse consapevole, e abbia deciso di caricaturarsi negativamente da un punto di vista morale così che il mondo intero fosse unito contro di lui sotto gli stendardi di nobili ideali, ideali di cui lui stesso nei suoi libri si fece propugnatore". Il libro per questi motivi fu uno dei più criticati, odiati e demoliti dalla critica della storia dell'umanità, ma ciò non frenò il suo successo commerciale né il dibattito politico. Wolfgang Hitler per il resto della sua vita ha continuato a sostenere la "Nuova Terza Via", ideologia da lui stesso coniata che voleva riportare il Nazionalsocialismo a ciò che doveva essere (a suo dire) alle origini: una alternativa vera a Capitalismo e Comunismo che incorporasse taluni elementi dell'uno e dell'altro. Per questo si definì grande ammiratore del primo Fascismo (specie il Sansepolcrismo), del Franchismo e del Peronismo. Fu un attivo sostenitore dei Non Allineati e della decolonizzazione, nonostante fosse dichiaratamente Atlantista. Ha più volte dichiarato di aver ricevuto "Proposte" dalla CIA e dalla NATO. Sono noti inoltre epistolari con Licio Gelli e altri membri chiave di Gladio e operazioni Stay Behind in tutta Europa. Wolfgang Hitler si è detto interessato ad entrare in politica, ma "non ancora, non adesso, non in Germania". Ha chiarito di non voler ricostruire il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedesco, perché sarebbe un vano ripetere gli errori del passato. Invece Wolfgang ha dichiarato che vorrebbe essere il fautore della rinascita di un "Blocco Nazionale" che riunisca Nazionalisti, NeoCon, Liberali, Monarchici e Nazifascisti.
Le organizzazioni neo-naziste e di nostalgici hanno opinioni controverse su Wolfgang, ravvisabili in 4 gruppi:
1) Lealisti: Sostenitori della visione "Monarchica" del Terzo Reich, che vedono in Wolfgang il Secondo Fuhrer-Imperatore e di conseguenza il legittimo successore di Adolf Hitler.
2) Repubblichini: Sostenitori della visione più repubblicana ed indipendente da culti della famiglia del Fuhrer (e a tratti anche critici di eccessivi culti della personalità), che vedono in Wolfgang un opinionista senza alcun merito di superiorità a qualsiasi altro essere umano.
3) Critici: Sostengono che Wolfgang, benché un interessante teorico, sia un revisionista traditore (a cui non hanno perdonato la recensione e le critiche al padre) e come tale imborghesito ed inadatto a guidarli nel futuro.
4) Nuovi Fascisti: Sono i più fedeli alla ideologia di Wolfgang. Fascisti e Nazisti che però seguono la "Nuova" idea di Wolfgang Hitler per ammirazione alle sue idee e non (tanto) per il suo lignaggio.
Quando gli hanno chiesto se si ritiene razzista, lui ha risposto "Trovo stupido giudicare una persona sulla base del colore della pelle e sugli zigomi. Trovo ancora più stupido fare finta di ignorare che provenga da una cultura violenta e fondamentalista. Non mi sentirete mai dire che i Neri sono ladri, ma mi sentirete dire che molti arabi sono destinati a vivere sotto dittatura e ad alimentare il terrorismo internazionale, perché quello meritano, sono DIVERSI da Noi".
Wolfgang Hitler ha ricevuto l'ammirazione di politici e personalità da tutto il mondo, fra cui: Marine Le Pen, Licio Gelli, Gianfranco Fini, Giorgio Almirante, Donald Trump, Borghezio, Matteo Salvini. Oggi Wolfgang Hitler ha 70 anni e ha dichiarato di essere fieramente Euroscettico "non questa Europa io voglio, ma qualcosa più centrato sulla Danimarca, che si liberi di pesi ingombranti come l'Italia e la Grecia per fare spazio a Norvegia, Svezia, Finlandia e Groenlandia".
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Passiamo ora alla nuova ucronia di aNoNimo:
Giusto per fare ancora più confusione... in un'Italia ucronica in cui Mussolini e il Fascismo sono illegali e al governo c'è un Fronte Popolare Radicali-PSI-PCI con a capo Nitti, quindi mi sento di dire neutralista, Hitler che fa? In tutti i fronti: Spagna Alpi Balcani Russia? Doversi proteggere da un colpo di testa italiano può avere gli stessi effetti di dover assistere l'Italia nella nostra Timeline (rallentamento di tutto e sconfitta a Est e poi a Ovest?)? Non so come proseguire...
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Gli replica *Bhrg'howidhHô(n-):
Il primo e più importante obiettivo concepito era l'annessione pura e semplice della Russia (Europea), quindi niente Spagna niente Alpi (se non Anschluß) niente Balcani; qui ci possiamo basare su affermazioni inequivocabili del protagonista.
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aNoNimo chiede lumi:
Ok, quindi niente paura tedesca di Dolchstoß latina in aiuto di
Albione?
Altri dubbi: Adolf non invaderebbe neppure Ploieşti o la Jugoslavia post-golpe?
Aiuterebbe un attacco jugoslavo all'Italia o alla Grecia?
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E *Bhrg'howidhHô(n-) risponde puntualmente:
P.G.: Ok, quindi niente paura tedesca di Dolchstoß latina in aiuto di
Albione?
Bhr.: La guerra anglo-tedesca era e rimaneva evitabile. Comunque da un Governo neutralista le paure di pugnalata sono minime
P.G.: Non invaderebbe neppure Ploieşti o la Jugoslavia post-golpe?
Bhr.: Ragionevolmente no.
P.G.: aiuterebbe un attacco jugoslavo all'italia o alla
grecia?
Bhr.: No di certo!
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Rivoluzionario Liberale non si lascia scappare l'occasione:
Il problema è questo, se ad esempio il re fa arrestare i fascisti
durante la marcia su Roma, Mussolini scappa in Svizzera, era già pronto sul
treno, e il fascismo conosce una battuta di arresto. A questo punto il re rende illegali i
Fasci e le vari corporazioni legate al fascismo.
E' dura mettere d'accordo, socialisti, cattolici, monarchia e altro ma,
nell'ipotesi che ci si riesca, Hitler non ha più un esempio cui rifarsi.
Se il nazismo sale al potere nella tua Timeline, cosa non certa, si troverebbe in una situazione analoga all'URSS di Stalin, cioè un'ideologia totalitaria legata a un solo stato.
Cambierebbe molto, perchè il nazismo da solo sarebbe a mio giudizio più cauto, e forse più vicino agli
angloamericani.
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E l'aNoNimo gli fa notare:
Obiezione ragionevolissima, e credo di averci ovviato facendo sì che il fascismo diventi un sogno di destra come il socialismo lo è stato per la sinistra fino
al 1917: Mussolini scrive un'opera sul modello Mein Kampf e trova rifugio in
Ungheria. Quanto a mettere d'accordo le parti politiche italiane del 1922 ho risolto facendo eliminare Mussolini dagli Arditi del Popolo: strategia della tensione ante litteram e fronte nazionale da Turati alla destra non fascista, con Giolitti che salva la situazione.
Quanto alla Romania, cosa renderebbe ragionevole l'invasione?
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Ma Rivoluzionario Liberale insiste:
L'ammiraglio ungherese Horty diventa reggente nel
1920, quindi in effetti Benito può scappare in Ungheria. Comunque se il Re
Sciaboletta decide di fare arrestare i Fascisti, scoppia qualcosa che non possiamo assolutamente prevedere.
Ora non so a quando ammontasse l'esercito regio, ma di sicuro sarebbe scoppiata una guerra civile,
e i fascisti non avrebbero supporti esterni.
Alla fine probabilmente finirebbe con lo scioglimento delle milizie paramilitari e un po' di morti, ma è uno scenario surreale.
Forse il re si sentirebbe per paradosso più debole, ricattato da fortissime rivendicazioni socialiste, radicali, anarchiche...
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aNoNimo non è da meno:
Quanto a Mussolini, l'idea è di farne l'ideologo di Horty. Comunque Sciaboletta non arresta i Fascisti, sono gli Arditi del Popolo che li fanno neri (senza i carabinieri, i fascisti erano e sono nulla), e poi il re ne approfitta per rimettere ordine e fermare gli "opposti estremismi", ponendo Giolitti come al solito a fare da tappabuchi. Il re avrebbe la forza di essere "il Re invitto" (Libia, Grande Guerra, Marcia su Roma): non male per un Savoia Carignano...
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A questo punto *Bhrg'howidhHô(n-) riprende il filo del discorso:
L'ossessione geopolitica della Germania era l'accerchiamento, e il meme impersonato da Hitler era di risolvere alla radice la questione annettendo né più né meno che l'altro grande Accerchiato. Questo, nella sua visione, avrebbe risolto tutti i problemi, anche il proverbiale raffreddore (che nel frattempo doveva essere debellato pure dall'offerta ideologica contraria). In teoria non era nemmeno indispensabile una continuità territoriale, sarebbe bastata una totale convergenza geopolitica tra Germania, Polonia e Paesi Baltici. L'Irredentismo non era un'ossessione altrettanto forte, per la Svizzera non si è praticamente mai fatto sentire, altrettanto sarebbe avvenuto per la Polonia (ovviamente Danzica era tutt'altra questione). Deviare in Romania sarebbe stato necessario solo quanto un furto si può rendere necessario: per estrema indigenza oppure perché l'occasione fa l'uomo ladro. Se ci fosse stata una congiuntura tale da rendere concorrenziale un'invasione nessuno si sarebbe tirato indietro, altrimenti solo un urgente e altrimenti irresolubile bisogno di petrolio avrebbe potuto giustificare quello che sarebbe stato comunque un contrattempo.
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E Paolo aggiunge:
Appunto. Hitler non aveva assoluto bisogno di petrolio? O pensava di vivere di riserve e idrogenazione di carbone? Io sapevo che l'OKW si è messo le mani nei capelli quando gli Alleati hanno raso al suolo Ploieşti...
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Si intromette nel discorso anche MattoMatteo:
Tempo fa anch'io avevo ipotizzato che, lasciando da parte l'anti-semitismo e enfatizzando l'aspetto anti-comunista, il nazismo si sarebbe potuto espandere in Inghilterra e Stati Uniti (facendo leva, magari, anche sulle "comuni radici celtiche").
La tua idea si affianca alla mia, perchè Hitler avrebbe potuto paventare a
Regno Unito e USA l'ascesa di un'Italia comunista; gli inglesi si sarebbero potuti preoccupare della perdita del Mediterraneo (in cui avevano degli interessi) nelle mani dei "rossi", col risultato di un'alleanza
Germania-Inghilterra-USA.
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Ribatte il solito Paolo:
Mah, non ci credo, per questi motivi:
1. il putsh di Monaco o della birreria è coevo alla marcia su Roma, Hitler ha catalizzato idee già presenti; il totalitarismo è figlio dell'organizzazione auto o eterogestita delle masse, non dell'esempio di Mussolini (Annah Arendt addirittura non considera il fascismo italiano un totalitarismo, e un po' ha ragione)
2. l'Europa di Hitler era già fascista: a cominciare da Horty, che precede Mussolini, gli stati baltici, la Jugoslavia di Alessandro, perfino la Polonia di Piludsky (oddio avrò sicuramente sbagliato la forma). Magari si direbbe "magiarista" ma Hitler non sarebbe così isolato
3. ripercussioni potrebbero esserci forse sugli USA (la logica paradossale della dialettica) e sull'Argentina: senza corporativismo niente NRA di Roosevelt e niente peronismo. Ma:
a. NRA secondo alcuni (oddio sto per citare gli pdeudo-scienziati monetaristi) è la nipote del War Recovery Office di Wilson e di Hoover, ovvero una naturale conseguenza del monopolismo a guida statale come sviluppatosi in reazione all'FTC Act; quindi l'NRA resta plausibile anche senza corporativismo fascista
b. non è detto che Peron non inventi cmq il peronismo, soprattutto considerando c.
c. nella mia ucronia Gramsci guida il PCI. Ora, non so quanto conosciate Gramsci, ma era molto più sveglio di quanto sembrasse (se fossimo cinici potremmo chiederci perché Togliatti lo abbia abbandonato) e l'ho fatto aderire al trotzkismo (nulla di nuovo leggendo certi scritti tardi): la soluzione alternativa può risolve PARZIALMENTE 3.
4. non vedo possibile un'alleanza Regno Unito-Germania senza Edoardo VIII: i conservatori temevano Hitler, i laburisti lo odiavano, i massoni idem, Churchill non credo di dover dire che pensasse. Anche temendo un'Italia rossa e proiettata sul Mediterraneo, cosa possibilissima [qualcuno ha letto "il golpe inglese"?], MAI il Regno Unito senza Edoardo VIII si sarebbe alleato con Hitler, e in tre anni un re poco amato come Eddy the 8° non è che potesse fare miracoli; senza contare che i Savoia restano, e credo che sappiamo tutti cosa significhi la presenza dei Savoia sul trono per Regno Unito e Francia.
5. idem per gli USA: se Roosevelt avesse potuto avrebbe attaccato il 2-9-'39, i repubblicani non ne volevano sapere di Europa punto, idem America First, le speculazioni su Lindbergh filo-nazista restano speculazioni (non vedo motivi per non farne rapire il figlio... purtroppo per il bimbo): considerando il filo-comunismo di parte dell'enstablishment roosveltiano (che in alcuni rasenta il cripto-comunismo) non vedo affatto gli USA con Hitler per l'Italia rossa (per altro forse, ma non credo)
6. Hitler senza antisemitismo non ha senso: è una componente troppo propria del dittatore, troppa vicina alle sue corde e soprattutto troppo insita nella formazione del giovane Hitler (ovvero presso la Società di Thule e tutto l'esoterismo razzista e antisemita post-guglielmino, fertilizzato dalla Dolchstoßlegende) e questo significa avere contro lobby potenti
7. con questo non nego che se il Fronte avesse preso il potere nel '22 non sarebbe successo un vero casino (tipo invasione francese) infatti negli anni '20 c'è Giolitti nella mia ucronia.
Poi in altre ucronie ci mancherebbe, ma servirebbe una vera Italia Rossa nel '33 e non la vedo possibile, o la schiaccia la Francia nel '21 o poi sarebbe un fronte popolare alla Leòn Blùm (tranne spaventosi giri di valzer mussoliniani).
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Rivoluzionario Liberale torna alla carica:
Vero, Hitler non era il primo nazifascista, ma neppure si può parlare degli altri stati similfascisti come di qualcosa di assecondabile. De facto, con un'Italia non fascista Hitler si trova solo, poi gli stati baltici o l'Ungheria di Horty sono troppo piccoli come alleati e la Jugoslavia dei Karageorgevic mica era filotedesca.
Hitler era comunque solo, ma per paradosso non avere l'Italia era quasi un vantaggio. con tutti questi fronti in meno; non che Churchill o Roosevelt siano alleati, ma almeno più consenzienti. Poi Hitler era un pazzo e assolutamente imprevedibile, forse un nazismo più astuto con un'altro leader avrebbe condotto la guerra con altre alleanze.
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E aNoNimo lo asseconda:
Non avere accanto l'italia è un vantaggio che pure l'OKW conosceva bene (non ricordo quale generale disse che la guerra l'avrebbe vinta chi NON
si fosse alleato con l'Italia), però non capisco il tuo pensiero sulla necessità (spero di aver capito bene) di Mussolini per avere un Hitler come lo abbiamo avuto noi; aggiungendo che
Roosevelt MAI (ed è un MAI categorico) si sarebbe alleato con Hitler, le prime pagine del
"Time" a lui dedicate non provenivano dalla Casa Bianca: forse Churchill, ma visto il suo considerare l'Italia un suo alleato-vassallo (pure sotto
Benito: il carteggio tra di loro non è sparito per magia) comunque potevamo essere un problema per il Terzo Reich.
[per dovere di cronaca, ricordo che la decadenza militare dell'Italia comincia nel
'37... precisazione che puzza di sciovinismo, lo so]
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Enrico Pellerito gli suggerisce:
Riguardo l'affermazione da te riportata sui niente affatto benefici effetti derivanti dalla presenza italiana in un' alleanza, ricordo di aver letto che venne redatta in un rapporto dell'addetto militare tedesco a Roma (forse non era un ufficiale dell'esercito ma della marina). E se la memoria non m'inganna, addirittura in tempi antecedenti a quelli della presa di potere nazista; credo sia corretto l'inquadramento temporale, perché l'articolo in questione aveva per oggetto la politica militare della Repubblica di Weimar (sopratutto quella "segreta" e gli accordi riservati a seguito del trattato di Rapallo del 1922 con l'URSS) e i propositi di rivalsa che nutrivano i vertici militari tedeschi dopo la fine del primo conflitto mondiale.
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E subito Paolo gli replica:
No, la mia citazione è diversa: è una dichiarazione di un generale alla stampa anglo-francese in occasione di una dimostrazione militare italiana prebellica, la trovi nella Storia d'Italia di Montanelli "L'Italia dell'Asse".
Mi è venuta in mente intanto questa cronologia:
1927: Gramsci sfugge alla retata e ripara in URSS. Incontra Trozky e comincia a rivedere le sue posizioni. Si trasferisce a Parigi raggiunto dalla moglie. Aumenta la critica a Stalin vista la maggiore libertà.
1929: Togliatti e Gramsci vengono ai ferri corti: Gramsci rimette disciplina ma sposta a sinistra il PCI.
1930: Gramsci studia il fenomeno dell'arditismo socialista, studia la rivolta irlandese del '17 e sviluppa teorie innovative sull'”armata clandestina popolare” contro il fascismo.
Togliatti schiva di poco una purga e diventa trozkysta pure lui; senza più stalinisti al vertice, il PCI è ufficialmente un partito trozkysta.
1934: il PCI partecipa alla Sollevazione asturiana; moltissimi esuli accorrono in sostegno (anche democratici, che rivedono in Spagna l'ascesa del fascismo); Togliatti organizza le Brigate Arditi del Popolo (BAT) e, segretamente, la Mano Rossa, via dimezzo tra la Ceka e i Dodici Apostoli di Collins.
1937: Guerra Civile Spagnola: visto il maggior peso di POUM e PCI (le BAT ormai sono una divisione e mezza), Juan Negrin non scioglie il POUM.
Sull'Ebro i repubblicani tengono; tra le Asturie e i Paesi Baschi vengono sperimentate nuove tecniche partigiane come sabotaggi e incursioni.
1938: Francisco Franco è assassinato da commandos suicidi POUM-BAP. Il fronte nazionalista perde colpi.
1940: i nazionalisti si arrendono da posizioni di forza; circa due divisioni tercios entrano nella MVSN, riorganizzata come una Legione straniera fascista; la Mano Rossa tenta lo sterminio degli ufficiali NKVD in Spagna ma fallisce; Seconda Guerra Civile Spagnola, vinta di poco dagli anti-stalinisti.
Hitler e Nis (ministro degli Esteri spagnolo) firmano un patto di non aggressione triennale; le BAP si organizzano per la lotta partigiana in Italia aumentando organico e mezzi (stima delle forze: 3 divisioni leggere con primitivi anticarro e AA).
1942: Operazione Torch: le BAP si trasferiscono nel Rif (recentemente promosso a regione autonoma) e passano agli Alleati; nasce il Comitato di Liberazione Nazionale, considerato da Roosevelt (e a malincuore da Stalin) governo italiano in esilio [forse sto forzando].
1943: Operazione Husky: BAP e UK invadono la Sicilia, ma invece della Mafia gli Alleati puntano sulla CGL
[allora mancava la "I"] clandestina.
25 luglio: Oordine del Giorno Grandi; invece di farsi arrestare, Mussolini scatena le MVSN: epurazione totale dei maschi Savoia compresi gli infanti, epurazione parziale dei carabinieri, invasione amichevole tedesca
[volendo usare la categorizzazione di *Bhrg'howidhHô(n-)
che si trova in questa
pagina, sarebbe 2k o 2l]
Il CLN proclama la Repubblica; entrata definitiva del PPI-DC nel CLN; la Mano Rossa si estende in Italia e organizza innanzitutto scioperi ma anche omicidi eccellenti come quello di Roberto Farinacci, pagato ad alto prezzo dalla popolazione civile; Gramsci ordina di ridurre lo spargimento di sangue, ma Togliatti e Secchia non sempre ottemperano; le MVSN ormai comprendono: 3 divisioni leggere, 1 corazzata, 4 spagnole, 1 croata, 1 parà, 1 marò, 1 araba, 1 hindi, 1 oriundi mediterranei, 1 genio, 1 slovena, 1 serbo-montenegrina, 2 MAS, 1 africana, 1 penale militare, 1 bosniaca, 1 mista: totale ~240000; 90% della ex-Regia Aeronautica.
27 settembre-1 ottobre: Quattro Giornate di Napoli [ne ho aggiunta una per simulare il fatto che ci avrebbero pensato le BAP e per suggerire quelle di Milano]
e liberazione della città da parte di “cittadini in armi”; liberazione di Roma ad opera di BAP, Carabinieri ed Esercito; il generale Clark non entra in città ma distrugge metà della XIV armata Tedesca; Kesselring raggiunge zoppicando la Linea Gotica.
1945: sbarco alleato a Venezia e Grado con insurrezioni BAP; fuga tedesca verso e corsa alleata al Brennero; sollevazioni popolari nelle città del Nord e
"macelleria messicana" dei fascisti rimasti
[probabilmente i più coraggiosi, non quella manica di cripto-fasciti che voltarono gabbana nel
'43]; Mussolini è ucciso mentre cerca di raggiungere la Valtellina mentre la Mano Rossa trova il carteggio Mussolini-Churchill.
Trattato di Pace: niente mandati ma creazione dello Stato Libero del Friuli nei confini pre-bellici, ingresso nell'ONU, status di “amico con molto da farsi perdonare”.
1946: Costituzione della Repubblica Italiana [praticamente identica a quella nostrana, è perfetta così com'ERA... forse però tolgo il Senato]
1947: vittoria del Fronte Popolare PRI-PSIUP-PCI, Parri capo del Governo, Gramsci all'Istruzione, Sforza agli Esteri, Nenni agli Interni, Togliatti alla Giustizia, de Gasperi presidente della Camera; niente amnistia ma caccia serrata ai fascisti (per es. Roatta è estradato in Jugoslavia).
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Chiudiamo per ora con la proposta di MorteBianca:
Visto che i partiti che concorrevano al dominio della Duma erano numerosi viene da chiedersi quale sarebbe stato il destino alternativo se uno di questi fosse salito al potere al posto dei Bolscevichi, escludendo a tal proposito sia i Bolscevichi sia i Liberal-Costituzionali o Cadetti (perché di ucronia sulla Russia costituzionale e liberalizzata ce ne sono novantanovemila).
1) Russia
Menscevica
Sicuramente la proposta più suggestiva, Martov vince nel suo partito e poi alla
Duma: i menscevichi non credevano che la Rivoluzione potesse avvenire così presto, specialmente in un paese come la Russia che ancora doveva uscire dal Feudalesimo, per tal motivo Martov ottiene l'appoggio dei cadetti borghesi (chiudendo con gli aristocratici), convoca una costituente, indice libere elezioni e poi, forte della nuova maggioranza, avvia le liberalizzazioni nella stampa e nel pensiero, inizia gli investimenti statali nell'industrializzazione e successivamente cede a basso prezzo i titoli agli imprenditori privati. In questa perenne coalizione fra Liberali e Socialdemocratici il governo di Martov è impegnato nel proseguire la "Capitalizzazione" della Russia, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale avviene lo stacco fra Liberali e Socialdemocratici, e questi iniziano ad avviare le riforme più propriamente socialiste (già iniziate dal primissimo governo
Martov) in favore dei lavoratori, sindacati, riforme sul lavoro, collettivizzazione eccetera.
Oggi il Partito Socialdemocratico è il partito socialista di maggior successo al mondo e si ritiene "vicino" al momento del passaggio definitivo da capitalismo a socialismo, la minoranza interna (quella che noi chiameremmo ironicamente Bolscevichi ma che tali non sono) però continua a chiedere la rivoluzione.
2) Russia Socialrivoluzionaria
Chernov, forte della sua maggioranza, riesce a formare un governo in coalizione con i Socialdemocratici Menscevichi e successivamente arriva al governo, dando il via alla redistribuzione delle terre, tolte agli indolenti aristocratici e affidate alle famiglie o a piccole comunità (ma sempre in mano privata). I nobili (supportati dallo Tzar e l'Esercito) ovviamente fanno resistenza e iniziano la rivolta, supportati da alcune nazioni occidentali. Questa è la fase in cui il Partito Socialrivoluzionario (spinto dall'influenza di quello Socialdemocratico) si infiamma a causa della propria ala estremista e diventa più violento, agitando le folle a dare addosso ai "nobili parassiti", formando bande armate popolari da mandare a fare le collettivizzazioni forzate e così via. Lentamente la Russia scivola in una Rivoluzione in stile Francese, il Partito Socialrivoluzionario mantiene il controllo con il sangue, le terre vengono redistribuite del tutto (così come i beni), i facoltosi e i nobili vengono processati in massa e condannati, la Russia riesce ad uscire da questa instabilità interna solo quando l'ala moderata del Partito, che ancora ascolta le esigenze popolari (e influenzata nuovamente dai Socialdemocratici) riprende il potere eliminando il Robespierre russo di turno. Oggi la Russia è una Repubblica Federale molto centralizzata con una grave disparità fra ricchi e poveri e uno sviluppo economico carente, che lentamente si riprende.
3) Russia Conservatrice
Kornilov riesce nel suo colpo di stato, fa man bassa di tutti quelli che iniziano con "Social" e finiscono con
"(Cade)tti", instaura un regime dittatoriale assoluto facendosi nominare Autarca
(Autzar?), reprime le rivolte popolari nelle campagne russe, schiaccia gli scioperi operai a San Pietroburgo (dove i leader socialisti si sono rifugiati), firma la pace con la Germania e avvia un forte dirigismo statale, la burocrazia nazionale viene militarizzata, le libertà (scarse) conquistate dai russi vengono cancellate con un colpo di spugna, il paese è restaurato più conservatore di prima.
Una dittatura che dura poco, la Seconda Guerra Mondiale ha l'effetto
Asburgo-Hoenzollern, la dittatura crolla (o non dura oltre il proprio leader) e le nuove elezioni portano i Socialdemocratici e i Liberali al potere in coalizione per una costituente mentre avviano la ricostruzione e le liberalizzazioni.
4) Russia
Machnovscina
Qua ci vuole molta fantasia: i membri della Machnovscina erano gli Anarcocomunisti ucraini, volevano una russia che fosse socialista ma più indipendente dal Partito centrale (che accusavano di essere troppo
centralista) e un'Ucraina più indipendente dalla Russia stessa, divisa in comunità collettive autonome in stile
Mir.
Il progetto della Machnovscina invece di svilupparsi in polemica aperta ai Bolscevichi si sviluppa come corrente interna di questo e viene adottato ovunque nelle campagne, dove molti ex Socialrivoluzionari si riciclano
nella Machnovscina volendo tenere le proprie terre (anche se in comune) invece di nazionalizzarle e affidare tutto allo stato. I Bolscevichi invece si arroccano a Mosca da dove dirigono in modo molto più diretto e controllato le industrie.
Alla fine però (vuoi per una rivolta finale della Machnovscina che arrivano fino a Mosca e fanno piazza pulita, vuoi per una riformata interna dei Bolscevichi, vuoi perché i Bolscevichi diventano i "burocrati dall'alto" lasciando il potere locale e la rappresentanza al sistema
della Machnovscina) la Russia diventa una Coalizione di Confederazioni Anarchiche: essa è unica nelle leggi principali, esercito e moneta (come Unione delle Confederazioni Anarchiche Sovietiche, o
UCAS) ma per il resto ha un governo unito molto loose, che si riunisce per questioni nazionali, è più una alleanza in stile ONU fra pari.
Le varie Confederazioni (Russia Bianca, Ucraina, Novgorod ecc...) hanno anch'esse un governo molto loose (ma più centralizzato) e sono divise in nazioni di grandezza che potremmo definire regionale
(Oblast?), a loro volta federali, in cui ogni provincia è uno stato autonomo dove tutto è collettivizzato in funzione cooperativa, il potere politico è nelle mani dei Soviet, ora mere assemblee decisionali dove i leader sono solo rappresentanti a livello federale, confederale o Unionista.
Non so se una simile federazione potrà reggere a Hitler, ma se gioca bene sulla resistenza un simile sistema "Cantonale" può durare e magari restringersi alla sola Ucraina man mano che altre federazioni si capitalizzano, si comunistizzano, si fascistizzano o vengono annesse/si separano.
5) Russia Verde
I movimenti indipendentisti hanno la meglio: Ucraina, Polinia, Lituania e compagnia: la Russia lentamente, in modo centrifugo, inizia a crollare, dapprima sono appunto le nazionalità tradizionalmente ostili alla Russia unita, poi è la stessa Russia a frammentarsi, e persino la Russia occidentale si divide.
Oggi la Russia è come l'Africa: un insieme indistinto di nazioni in guerra fra loro con molti problemi di confine per quanto riguarda etnie e risorse, con un passato unito (Impero Arabo/ottomano) e un futuro incerto, con la differenza che il problema climatico qua è inverso, ma come scolarizzazione ed economia siamo là.
Ovviamente alcune nazioni brillano sopra altre (vedo molto bene Novgorod, Mosca e Crimea).
Altri movimenti?
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Gli risponde Generalissimus:
Mancano solo gli Ottobristi...
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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.