Salomone, il Padrone del Mondo Antico

di William Riker

Come mai un'ucronia dedicata a re Salomone? Perchè uno dei miei personaggi storici preferiti fin dall'adolescenza è proprio il figlio di Davide e Betsabea. Infatti egli è stato l'Ulisse ebraico: la sapienza e la scienza concentrate in un uomo al massimo grado. Era creduto anche maestro di magia e padrone dei demoni, oltre che autore di vari libri biblici. Mentre però una donna (Nausicaa) salvò Ulisse ed ad un'altra (Penelope) egli fu fedele per sempre, le donne pagane furono la rovina per il vecchio Salomone. Vediamo di far finire la storia in maniera un po' diversa:

Saul, che regna dal 1029 al 1010 a.C., unifica sotto il suo scettro la Palestina e respinge i Filistei, che tentavano di invadere la Giudea. La rivalità con il giovane Davide però gli è fatale, tanto che viene ucciso in battaglia assieme a tre dei suoi figli sul monte Gelboè. Davide, già incoronato re della sola tribù di Giuda, viene incoronato re anche delle restanti undici tribù, e regna incontrastato su tutto Israele dal 1010 al 970 a.C. A quel punto si sente abbastanza forte per portare avanti una politica aggressiva nei confronti delle nazioni vicine. Prima sconfigge definitivamente i Filistei rendendoli tributari, quindi attacca i Moabiti e gli Ammoniti, abitanti della regione a sud e a sudest del Mar Morto. E' nell'assedio della capitale ammonita Rabbat-Ammon che Uria trova la morte, ma senza alcuna istigazione da parte di Davide, contrariamente a quanto avvenuto secondo il racconto del secondo libro di Samuele. Davide sposa la vedova Betsabea e dall'unione nasce Salomone; non essendo stato commesso alcun peccato, Davide non viene punito con la discordia familiare di cui abbiamo parlato nella Cronologia Fantastica di Israele. Mentre egli regna in Gerusalemme, da lui conquistata nel 1005 a.C., i figli ed il nipote, il rude generale Ioab, portano avanti le imprese di conquista.

Il regno di Davide nel 975 a.C.

Avendo timore del crescere delle ambizioni israelitiche, il re di Aram (Siria) invade la Galilea, ma Ioab lo respinge fuori dai confini e gli infligge una sonora sconfitta. Resa tributaria la Fenicia, aggira la Siria e muove contro Hadad-Ezer, figlio di Recob, re di Palmira nella Siria settentrionale, giungendo fino sul fiume Eufrate. Il regno di Aram, che non gli ha perdonato la sconfitta, convince Hadad-Ezer a non firmare la pace e ad unirsi a lui contro il generale ebreo. Ioab piomba su di loro a sorpresa ed uccide ventiduemila uomini, inclusi Hadad-Èzer ed il re di Aram, quindi prende la capitale Damasco e soprattutto le ingenti miniere di rame di Betach e Berotai, che facevano parte del regno di Palmira. Recob riconosce la sovranità di Davide, e così il suo regno giunge fino all'Eufrate. E' il 990 a.C.

Quando Toù, re di Amat in Siria, viene a sapere che l'esercito di Davide ha sconfitto quello di Hadad-Ezer, manda a Gerusalemme suo figlio Adduram per stringere alleanza con lui, perché aveva mosso guerra a Hadad-Ezer e ne era stato duramente sconfitto; ora tutta la Siria è sotto il controllo del figlio di Iesse o dei suoi re satelliti. Adduram gli porta in dono vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di rame che Salomone farà porre nel Tempio assieme a tutto l'argento e l'oro tolto alle nazioni da lui soggiogate. Intanto il giovane figlio Amnon, appena diciottenne, sconfigge gli Amaleciti e poi i Madianiti che attaccavano le tribù meridionali. In tal modo Davide entra in attrito con gli Idumei o Edomiti, discendenti di Esaù fratello di Giacobbe-Israele, a loro volta protetti dagli Egiziani. Lo stesso Davide scende in campo assieme al figlio Amnon e sottomette gli Idumei sconfiggendo nella Valle del Sale il loro esercito, forte di diciottomila uomini. Anche gli Idumei divengono così sudditi di Davide; egli può mettere le sue guarnigioni fin sul confine dell'Egitto, e conquistare Qades-Barne, la chiave delle carovaniere verso il Sinai, ma soprattutto l'importantissimo porto di Esion-Gheber, oggi Aqaba sul Mar Rosso, che apre il suo regno ai commerci via mare con i regni di Saba, nell'Arabia meridionale. Per questo il Secondo Libro di Samuele (8, 14) recita: « Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava »!

A questo punto Davide deve affrontare una rivolta dei Filistei di Gat, che gli danno molto filo da torcere, e la minaccia di ribellione del figlio Amnon, che vuole sposare la sorellastra Tamar. Il matrimonio si fa nonostante appaia quasi incestuoso, poichè nella Torah sta scritto che Abramo sposò la sua sorellastra Sara, e Giuda ebbe addirittura due figli dalla nuora, pur di perpetuare la propria tribù. Assalonne, fratello di Tamar, non gradisce la cosa e fa assassinare Amnon. Per evitare la vendetta del padre, che oltre ad un figlio ha perso anche un guerriero molto valoroso, Assalonne deve rifugiarsi in Egitto, presso la corte del Faraone Amenemepet (XXI dinastia), che sobilla perchè attacchi Israele, prima che questo diventi una minaccia per lui. Il Faraone consegna ad Assalonne un esercito perchè invada Israele, ma Ioab e Natan, altro giovane figlio di Davide, gli vanno incontro a Bersabea, ai limiti del deserto di Zin, lo sconfiggono e lo uccidono, nonostante Davide avesse dato ordine di risparmiarlo. Come rappresaglia i due condottieri invadono il Sinai e, mentre Natan sconfigge definitivamente i Madianiti ad Haseroth, Ioab giunge sino all'Oreb, il Monte divino, conquistando le ricchissime miniere d'oro e di rame del Sinai (che passeranno alla storia come « miniere di re Salomone »). Il faraone Amenemepet muove alla riconquista delle miniere ma è sconfitto a Rafidim; secondo la leggenda, l'arcangelo Gabriele appare nel cielo per guidare le milizie ebraiche alla vittoria.

Segue il trattato di pace di Betlemme (975 a.C.): il Sinai fino a Refidim entra a far parte del regno di Davide, che controlla anche le carovaniere lungo il litorale, e l'erede al trono Siamon va a Gerusalemme come ostaggio degli Ebrei. Natan è nominato erede al trono, ma muore combattendo contro i predoni arabi che compiono scorrerie contro il territorio di Petra (972 a.C.) La questione della successione sfocia drammaticamente in contrasto tra i figli Adonia e Salomone, sostenuti rispettivamente dai generali Ioab e Banaia. Adonia commette l'errore di proclamarsi re quando ancora Davide è vivo; il figlio di Iesse, che giace infermo a Gerusalemme, va su tutte le furie, lo scomunica e fa ungere re Salomone dal sommo sacerdote Sadoc e dal profeta Natan, dopo aver deposto il sommo sacerdote precedente, Abiatar, reo di aver sostenuto Adonia. Questi si salva con la fuga, mentre Ioab è eliminato senza troppi complimenti e sostituito da Banaia, cui Salomone affianca il fratellastro Chillab figlio di Abigail, che gli è sempre stato fedele. Azaria, figlio di Natan, diventa capo dei prefetti e della burocrazia statale.

Intanto Adonia ripara presso Amenemepet, ma Salomone pretende la sua consegna. Il Faraone si rifiuta ed egli minaccia di uccidere suo figlio Siamon. Amenemepet non se ne dà per inteso ed invade il Sinai, tentando di unirsi ai Filistei lungo la strada del litorale. Siamon, che non ha gradito il fatto di essere stato praticamente condannato a morte dal padre, anche se Salomone non gli ha torto un capello, si unisce agli Ebrei dietro promessa di diventare lui stesso Faraone. L'esercito di Chillab sbaraglia i Filistei mentre Banaia e Siamon penetrano nel delta del Nilo, occupano Ramses, la capitale fatta edificare dagli stessi schiavi Ebrei che ora tornano come conquistatori, e poi Menfi. Amenemepet fugge a Tebe ma il popolo lo uccide ed acclama Faraone Siamon, solennemente incoronato nel tempio di Luxor. Naturalmente egli governa come vassallo di Salomone. Adonia è catturato, portato a Gerusalemme e giustiziato: è il 970 a.C. Poco dopo Davide muore ed è sepolto a Gerusalemme, e Salomone, che ha sposato la sorella di Siamon, raccoglie il potere effettivo nelle proprie mani.

Ed ecco cosa accade subito dopo nel racconto del primo libro dei Re, 4-14: « Il re andò a Gabaon per offrirvi sacrifici perché ivi sorgeva la più grande altura. Su quell'altare Salomone offrì mille olocausti. In Gabaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: "Chiedimi ciò che io devo concederti". Salomone disse: "Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande benevolenza, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene io sono un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo così numeroso che non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così numeroso?". Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli disse: "Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause, ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita." »

Subito Salomone, riconoscente per il dono fattogli dal Signore, si dà alla costruzione del Tempio che Davide aveva voluto ma non era riuscito a realizzare: per questo fa venire diecimila operai al mese, a turno, dalle città soggette della Fenicia, cui aggiunge settantamila operai ebrei, al cui lavoro sovrintendeva Adoniram. Il più generoso è Hiram, re vassallo di Tiro, che invia enormi quantità di cedri del Libano e di pietre preziose, onde sperare di conservare il proprio trono anche se inizialmente aveva parteggiato per Adonia. La costruzione dura sette anni, dal 968 al 961 a.C., e Salomone può consacrare il Tempio con gran fasto in occasione della Festa dei Tabernacoli (Etanim) del nono anno del suo regno. L'Arca è riposta nel Santo dei Santi dove solo il sommo sacerdote può entrare una volta all'anno e pronunciare il tetragramma sacro di JHWH (la vocalizzazione è ignota perchè gli stessi Ebrei hanno finito per scordarsela, a furia di non pronunciarle. Aggiungendo le vocali di Adonai, il Signore, nacque il nome di Geova, assolutamente assurdo dal punto di vista linguistico e religioso, nonostante quanto affermano tuttora i cosiddetti Testimoni di Geova). Nel Santo era riposto anche un "mare" o bacile di bronzo sostenuto da dodici buoi fusi nello stesso materiale; il I Libro dei Re (7, 23) dice: « Fece un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e la sua circonferenza di trenta cubiti », dal che noi deduciamo che a quei tempi gli Ebrei assegnano a pi greco l'impreciso valore di tre. Più tardi la matematica proveniente dall'Egitto influenzerà la cultura ebraica, che in questo campo compirà un vero e proprio salto di qualità (se si pensa che anche Einstein era ebreo...)

Ma intanto prosegue la sua politica di espansione, perchè il re di Mari desidera aprirsi uno sbocco al Mediterraneo conquistando la Siria. Banaia accorre e lo sconfigge presso Halab, aprendosi poi la strada fino a Nisibi, cioè fin quasi ai confini dell'Assiria. A questo punto Shamash-Mudammik, re di Babilonia, ed Assur-dan II, signore degli Assiri, si coalizzano contro gli Ebrei. Banaia, Chillab e lo stesso Salomone accorrono in Mesopotamia, sostenuti anche da truppe egiziane. Dopo alcuni iniziali insuccessi, Salomone stringe alleanza con il re dei Medi Fraarte, che non sopporta il dominio assiro, e nella cosiddetta « battaglia dei Popoli », presso la capitale assira Calach, sconfigge la coalizione nemica: è il 962 a.C. Salomone prosegue e conquista Babilonia, quindi si spinge sino ad Ur e sul golfo Persico, sottomettendo l'Elam. Il paese di Urartu (l'Armenia) offre il tributo a Salomone, che viene solennemente incoronato re di Babilonia e di Assiria. Poi torna a Gerusalemme, lasciando Banaia a Babilonia come proprio vicerè. La dedicazione del Tempio avvenuta l'anno successivo è dunque vissuta dal figlio di Betsabea come un atto di ringraziamento per le vittorie conseguite.

A questo punto però il Faraone Siamon diventa geloso delle vittorie di Salomone e trama contro di lui, ma Banaia lo sconfigge, lo imprigiona e mette sul trono suo fratello Psusenne II (958 a.C.) L'Egitto fino alla Seconda Cateratta diventa ancor più tributario di Salomone. Chillam conquista l'isola di Cipro e se ne proclama re sotto la tutela salomonica (957 a.C.), poi grazie alle navi fenicue si spinge fin nell'Egeo e conquista l'isola di Creta. Le isole dell'Egeo, il Peloponneso e la città di Sardi cadono rapidamente sotto il suo dominio perchè i Dori hanno sprofondato la Grecia nel cosiddetto Medioevo Ellenico, e così Chillam mette insieme un vero e proprio impero talassocratico (953 a.C.) Attaccato da Gige, leggendario re della Frigia, Chillam invoca l'aiuto di Salomone che invia il fratellastro Jebhar; questi parte via terra dalla Siria ed attacca Gige da est mentre Chillam attacca da ovest, ed anche questo regno è conquistato (950 a.C.) Chillam muore in battaglia, così Salomone cinge la sua corona ed affida le conquiste d'occidente a Jebhar perchè le amministri a nome suo come vicerè. Egli fa ricostruire Troia e pone la sua capitale ad Atene, fondando così la futura grandezza di questa città.

L'impero semitico di Salomone incorpora nello stesso anno anche l'Egitto: in seguito all'ultima rivolta egiziana, Salomone depone anche Psusenne II e cinge la duplice corona di Faraone sulla propria testa. E' la fine del Regno Nuovo. La spedizione contro la Nubia di Geroboamo, generale di Salomone, giunge  fin oltre la Quinta Cateratta del Nilo; come premio egli è nominato vicerè d'Egitto, come Giuseppe figlio di Giacobbe prima di lui. Nel 949 a.C. Fatima, regina di Saba (Arabia meridionale, attuale Yemen), giunge a Gerusalemme con il suo seguito per domandare  la protezione dell'ormai potentissimo imperatore ebreo contro i predoni dell'Higiaz; rimasta impressionata dalla sua sapienza, contribuisce a diffondere il mito di un Salomone in grado di dominare gli Spiriti e le Forze Occulte, cioè i Jinn sui quali si basa la religione araba preislamica (il genio della lampada di Aladino sarebbe uno di questi). Si comiinciano a raccontare di lui iperboliche leggende, come quella secondo cui egli dorma sempre protetto da 80 armigeri, dopo che il demone Azazel lo ha scagliato lontano 400 parasanghe ed ha preso il suo posto sul trono con le sue sembianze... Superstizioni popolari. Salomone comunque accetta di proteggere la capitale sabea Marib in cambio del controllo sulle vie carovaniere dell'incenso; come pegno dell'alleanza egli mette incinta la bellissima Fatima. Da loro due discenderà la casa regnante yemenita sino a Maometto.

Salomone trascorre i restanti diciannove anni di regno a rafforzare il suo immenso impero. Gli Assiri costituiscono il nerbo del suo esercito, i Fenici gli forniscono la flotta, i Medi si preoccupano di custodire il confine orientale, gli Armeni di vigilare contro le scorrerie dei popoli delle steppe provenienti dal Caucaso. Viene costruita un'estesissima rete di strade. Le navi fenicie al suo servizio raggiungono ad occidente Tarsis (Tartesso, presso Cadice) e le isole Cassiteridi (oggi isole Scilly, sulla punta della Cornovaglia), e ad oriente l'India e Ceylon. Secondo la parola del Signore, egli è diventato veramente il padrone del mondo antico. Sui fregi del Palazzo da lui edificato si vedono anche Traci, Illiri, Cimmerii, Sciti, Persiani, Battriani, Indiani, abitanti del bacino del Tarim, Arabi, Etiopi, Neri del cosiddetto paese di Dedan (secondo alcuni è Zanzibar, secondo altri è un termine ebraico per indicare genericamente l'Africa Nera) venire a Gerusalemme a porgergli offerte. Gerusalemme diventa una metropoli gigantesca con dodici porte, una delle quali è murata perchè gli Ebrei promettono di aprirla solo quando il Messia entrerà nella Città Santa. Il monoteismo ebraico dilaga e si diffonde in tutta la Siria e la Mesopotamia, mentre in Egitto è restaurato il culto solare di Aton, e nell'Egeo si afferma l'enoteismo con Zeus dio supremo e gli altri dei olimpici ridotti a spiritelli della sua corte. Fiorisce la letteratura: sotto Salomone viene definitivamente messa per iscritto la Torah, mentre un autore a noi rimasto ignoto, oggi noto come il « Deuteronomista », completa per conto suo il Libro di Giosuè, quello dei Giudici ed i due di Samuele; i leviti raccolgono invece i Salmi di Davide. Egli stesso è poeta e compone il Libro dei Proverbi, il Libro della Sapienza e quel capolavoro poetico che è il Cantico dei Cantici. In Mesopotamia viene codificato definitivamente anche il Poema di Gilgamesh, sull'isola di Chio il poeta cieco Omero compone oralmente l'Iliade, l'Odissea e gli Inni Omerici, mentre in Egitto fioriscono le ricerche di Matematica e di Astronomia: è a quest'epoca che risale ciò che noi oggi chiamiamo teorema di Pitagora.

Alla morte di Salomone, avvenuta nel 930 a.C., gli succede il figlio Roboamo, il quale darà origine alla linea generazionale che, passando per Acaz, Ezechia, Giosia e Zorobabel, arriverà sino a Gesù Cristo.

William Riker

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Dario Carcano a questo punto obietta:

In pratica questo Impero Salomonico sarà anche una talassocrazia? Mi viene in mente una sola parola: il legname.
La Palestina non è esattamente nota per i suoi boschi, e senza legname non si possono costruire navi, e senza navi niente talassocrazia.
Non è casuale che una civiltà talassocratica si sia sviluppata in Libano anziché in Palestina; il Libano è noto per le sue foreste di cedri, e i cedri non solo sono grandi alberi, ma crescono (più o meno) dritti, un vantaggio non da poco quando gli alberi bisogna trasformarli in assi.

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feder gli fa notare:

Ma possono prenderli dal Libano, un po' come la Bibbia tramanda che sia successo per l'edificazione del tempio di Salomone. Magari, se il regno davidico persiste senza dividersi dopo Salomone, integrando e assimilando fenici e cananei alla religione di YHWH...

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Lucasauro suggerisce:

Ho notato che il tuo impero di Salomone è vicino all'Italia: può succedere che il tuo impero salomonico influenzi l'Italia antica?

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Ma l'autore dell'ucronia obietta:

No, a quei tempi l'Italia era ancora nell'età della pietra, non c'erano ancora arrivati i Greci (se facciamo la tara alle leggende di Diomede ed Enea) e forse addirittura neppure agli Etruschi, agli orientali semplicemente quella terra non interessava.

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Lucasauro tuttavia non si dà per vinto:

Come immaginare la storia biblica dopo Salomone se ha fondato un impero come quello sopra descritto? Dopo il 930 a.C. prevedo disordini politici che per mettono la nascita di due imperi ebraici, l'Impero di Giuda con capitale Gerusalemme, esteso ad Egitto ed Arabia, e l'Impero di Israele con capitale Samaria, esteso a Siria, Mesopotamia, Anatolia e Grecia. I due imperi sono rivali e l'Egitto si separa dall'ex impero di Salomone restaurando la monarchia faraonica; inizia l'era profetica in cui i profeti cominciano a predire la distruzione dei due imperi da parte di potenze straniere. Il profeta più importante è Elia che, prima di essere rapito in cielo, predica contro l'Imperatore Acab che muore in battaglia contro gli Sciti, mentre la sua sposa, la regina pagana Shammuramat (Semiramide per i Greci) finisce in pasto ai cani. Nell'impero di Israele operano anche Eliseo, pupillo di Elia, Amos ed Osea; al tempo di Ezechia scoppia la guerra tra Giuda e l'Egitto che si conclude con una pestilenza. Giuda verrà conquistato dagli Egizi mentre Israele da Alessandro Magno.

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Lord Wilmore osserva:

Il regno di Davide e Salomone nella HL fu relativamente effimero, bisogna vedere se l'impero ebraico durerà più a lungo. Supponendo che duri, eventualmente ristretto a Palestina e Siria (ma in tal caso bisogna vedere le ricadute sulla storia di Assiri, Egizi e Persiani), la dinastia davidica potrebbe perdere il trono al momento dell'invasione di Nabucodonosor, sostituita da una breve dinastia fondata da Godolia, poi da una fondata da Neemia, dopo l'invasione di Alessandro Magno dalla dinastia Maccabea, poi da quella Asmonea, poi da quella Erodiana fino alla distruzione del Tempio nel 70 AD.

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E feder aggiunge:

Aspetta. Se alla morte di Salomone il Grande Regno cade nella guerra civile, potrebbero non essere pochi gli ebrei a decidere di prendere il mare, dato che la potenza marittima fenicia si è sviluppata sotto l'egida del Signore degli Eserciti. Dove andrebbero? Propongo Cartagine, Creta, Cilicia, Cirene, Pergamo, Tauride, Colchide, Roma, Siracusa, Massilia, Tracia e Neapolis.

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Iacopo si mostra stupito:

Quindi Cartagine sarebbe ebraica?

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feder annuisce:

Sì, e Virgilio racconterebbe delle incomprensioni fra due città sorelle, dal padre perduto...
Anche Creta e la Sicilia potrebbero essere colonizzate dalla talassocrazia ebraica.

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MorteBianca non può fare a meno di aggiungere:

La Sicilia stava per essere una piccola Terrasanta. In epoca normanna gli ebrei non solo vennero accolti e protetti, ma erano anche sovvenzionati per via delle loro conoscenze tecniche e bancarie, fornendo al neonato regno siciliano grande ricchezza e flessibilità economica. Se non fosse stato per gli Spagnoli, oggi il Sud avrebbe potuto essere persino più ricco del Nord. Una Sicilia ebraica richiede la sopravvivenza della dinastia normanna, aldilà dei giochi di potere franco-spagnoli, che venga poi tutelata dagli inglesi una volta che questi emergano come potenza. La Sicilia accoglie tutti gli esuli spagnoli, asburgici, francesi e da tutto l'ex impero bizantino. Ad un certo punto ci saranno più ebrei in Sicilia che nel resto del mondo!

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A questo punto Andrea Carrara suggerisce:

Veramente un capolavoro! Hai realizzato la promessa di YHWH: « I vostri confini si estenderanno dal deserto del Libano che vedi là, fino al grande fiume, l'Eufrate, tutta la terra degli Hittiti fino al mare grande [Mar Mediterraneo], dove tramonta il sole. » (Gios 1,4) Secondo voi è possibile far realizzare tale promessa anche in un altro arco di tempo?

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Gli risponde Bhrihskwobhloukstroy:

Io propongo di scegliere la cronologia più alta possibile (minimo entro la fine del XIII. secolo a.C., massimo all'inizio del XIV.). La tradizione biblica di un popolamento eteo precanaanaico è confermata dalla toponomastica (non è dunque una tardiva invenzione erudita); a tale quota cronologica e con l'inclusione di tutta la «Terra degli Hittiti», l'Impero di Israele coinciderebbe sociolinguisticamente con quello appunto eteo e quindi, a parte l'élite, vedrebbe come codice più diffuso il luvio (che perciò precederebbe e così eviterebbe la diffusione dell'aramaico al di fuori della Mesopotamia). In pratica, l'Impero sarebbe sì di Religione Ebraica, ma di lingua luvia (con 'sfasamento' analogo a quello dei Chazari, nel loro caso di lingua turca). Tra i popoli sottomessi ci sarebbero quindi Ebrei, Amorrei, Aramei, Canaanei, Aramei, Evei, Gergesei, Gebusei (ma non ancora i Filistei), Ḫurro-Urartei, Ḫatti, Etei, Luvî, Palaici, Cilici, Lici, Lidî, Pisidî, Isauri, Licaoni, Carî, Misî, Armeni...

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Iacopo domanda:

Comunque avremmo un impero a maggioranza Indoeuropea: la religione di Abramo, Isacco e Giacobbe sarebbe diffusa un tutta la popolazione, o proprietà privata della classe dominante semitofona?

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E Bhrihskwobhloukstroy replica:

L'esempio della Palestina / 'Éreṣ Yiśrā'ḗl suggerisce che la Religione si diffondesse presso tutta la Popolazione (in fondo è quel che è poi accaduto veramente altrove o con altre - ma connesse - Religioni). Da un punto di vista egizio si tratterebbe di un cambio vantaggioso rispetto al «miserabile Paese di Ḫatti» (e in effetti - Geopolitica spicciola Veterotestamentaria - chi controlla l'Egitto domina il Mediterraneo, il che è vero anche per l'indoeuropeo, che nel Periodo Predinastico comprendeva anche il Basso Egitto e poi è retrocesso da tutta la Sponda Mediterranea Meridionale e Orientale)

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Iacopo si informa:

Ma l'indoeuropeo del basso Egitto era affine all'ittita?

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E Bhrihskwobhloukstroy gli spiega:

Quello in particolare no (o almeno le tracce sono talmente malridotte che è difficile riconoscere qualcosa di preciso, comunque la quota cronologica è così alta da precedere le innovazioni fonologiche dell'anatolico in generale); quello della Mesopotamia già di più, quello della Palestina decisamente sì (era proprio eteo, neanche luvio o simili).

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Lucasauro interloquisce:

Ho sempre sognato di scrivere un romanzo ambientato nel mondo della Bibbia... Voi quale periodo scegliereste?

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Ma Paolo Maltagliati puntualizza:

Partiamo dal fatto che la Bibbia non è un libro singolo ed è stata scritta da un buon numero di scrittori per un periodo piuttosto lungo, ma più spesso che no, a una distanza temporale di centinaia e centinaia di anni.
Aggiungiamoci il fatto che in molti libri il fine cronachistico passa davvero in secondo piano rispetto al fine di mostrare l'intervento di Dio nelle vicende del popolo da lui eletto, distorcendo eventi, ordine degli stessi per incastrarli a dovere secondo un piano provvidenziale, personaggi e probabilmente anche genealogie.
Preciso che non sto denigrando l'Antico Testamento (sul nuovo ci sarebbero da fare ulteriori discorsi), anzi. Sto solo dicendo che come fonte, dal punto di vista strettamente storico, sebbene non possiamo fare altrimenti se non affidarci ad essa per molti periodi, in ampi tratti va presa con attenzione e sicuramente (ma come per tutte le fonti), maggiore è l'intervallo di tempo tra autore e fatto descritto, maggiore è l'inattendibilità.

In sintesi, bisogna sempre ricordarsi che scrivere un romanzo storico sull'Antico Testamento è, in pratica, scrivere un romanzo su un romanzo (il cui protagonista di fatto rimane lo stesso, visto che è Dio).

Detto ciò, sarebbe divertente scrivere, razionalizzandole, le vicende dei cosiddetti 'periodi compressi', ovverosia i (versomilmente) secoli che nella Bibbia diventano anni, con una molteplicità di capi carismatici chd vengono compressi in un'unica figura (Mosé, Giosué). Quindi il periodo in cui il popolo ebraico è un popolo seminomade tra Sinai e aree desertiche della Palestina sud-occidentale o i secoli della migrazione e invasione della Palestina stessa, con la distruzione o assimilazione progressiva delle popolazioni locali (o il fallimento di tale obiettivo, in alcuni casi). Magari, perché no, dal punto di vista dei popoli che tale invasione subiscono.

A destra: il Re Davide ritratto con l'iconografia del mitico Orfeo nel mosaico di una sinagoga ellenistica.

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Tommaso Mazzoni obietta:

Io personalmente ritengo Mosè e Giosuè personaggi storici leggendarizzati.

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Paolo però scuote il capo:

Sì e no. Sono (e non lo dico io) una sorta di "eroi culturali". Nel senso che è anche probabile che ci sia stato un capo di nome Mosé o uno di nome Giosué, ma all'interno di una schiera numerosa di capi simili per un periodo di tempo estremamente più lungo, come dicevo, di quanto riportato dalla cronologia biblica. Quindi, nel periodo tra 1400 e 1000 a.C circa, ci sono stati DIVERSI Mosé e Giosué, le cui caratteristiche si sono poi coagulate in un'unica figura singola, esattamente come Omero unificò in un unico, grandioso scontro duecento anni di conflitti tra i Micenei e la Confederazione Assuwa, di cui Wilusa (Troia) faceva parte.

Quanto a Davide, egli rappresenta il completamento del triplice processo di conquista, sedentarizzazione e urbanizzazione degli Ebrei. Va inoltre inserito proprio al termine dei cosiddetti 'secoli bui' dell'Antichità, ovvero il periodo di scardinamento radicale degli equilibri geopolitici del Vicino Oriente che, se continuato, avrebbe dato un'impronta completamente diversa alla storia. Il regno di Israele si inserisce in maniera fortuita sì, ma sicuramente abile, in un vuoto di potere dell'area levantina e assume il fondamentale ruolo di cinghia di trasmissione commerciale tra Anatolia, Mesopotamia e Egitto, ruolo che sarebbe stato fantascientifico anche solo tre secoli prima. Purtroppo abbiamo una carenza fondamentale per una verosimile analisi macroeconomica e geopolitica del vero peso di Israele in quella fase: manca un serio incrocio dei dati tratti dalla paleclimatologia, che credo sarebbero importantissimi per tracciare una discussione non solo sulla Palestina, ma anche su cosa effettivamente sia accaduto in quei famosi secoli bui. E come nuovi stati hanno potuto localmente prendere il posto dei vecchi imperi approfittando del loro crollo o declino.

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Il buon Generalissimus allora ha tradotto per noi questa ucronia:

E se Golia avesse ucciso Davide?

È il 1000 a.C. circa, un giovane sta di fronte ad un gigante filisteo pesantemente corazzato, la loro singolar tenzone deciderà l'esito di un'importante battaglia tra gli Ebrei e i Filistei.
Nel nostro mondo il giovane ragazzo, Davide, uccide il gigante, Golia, usando una fionda, gli Ebrei vincono la battaglia e Davide diventa il loro primo re importante, unendoli e guidandoli nella distruzione dei Filistei, ma se questa singola battaglia fosse andata in modo diverso? Come sarebbero i confini? E la cultura? Questa è la domanda di questa ucronia.
Cominciamo dall'inizio: questa battaglia potrebbe non essere mai avvenuta, è descritta nel libro di Samuele della Bibbia e le uniche prove ci arrivano dalle leggende.
Siamo assolutamente certi però che Davide sia esistito, e non c'è nulla di non plausibile in sé per sé nella storia, soprattutto se si utilizzano le traduzioni dall'Ebraico originale, da dove si capisce che Golia era alto 2,10 metri e non 2,74 metri, e probabilmente anche quella era un'esagerazione, perciò mi divertirò un po' e immaginerò quali potrebbero essere le vere ramificazioni storiche della suddetta battaglia.
Se tutto ciò vi sembra troppo estremo, immaginate che sia un'ucronia su se Davide non sia mai esistito.
Parte 1: il Levante.
Mi è venuta questa idea cercando di immaginarmi quale fu il singolo scontro più decisivo della storia, e sono arrivato alla conclusione che fu questo.
Questa ucronia partirà lenta e poi procederà come una valanga fino a creare un mondo enormemente diverso, ma prima di iniziare a muoverci in questo mondo diverso rendiamo chiare quali sono le nostre conoscenze su come appariva il mondo di Davide e Golia: 150 anni prima le avanzate civiltà dell'Età del Bronzo come quella degli Ittiti, di Mitanni e del Nuovo Regno egiziano erano collassate.
Il mondo era ancora immerso nell'era oscura che ne era seguita.
La regione del Levante, ovvero la moderna Israele, era abitata da diversi popoli separati: all'interno c'erano gli Ebrei, tribù del deserto che erano arrivate dal Deserto Arabico 200 anni prima; i Filistei, pirati greci e probabilmente italiani che si erano stabiliti sulla costa vicino all'Egitto; vari popoli semiti come gli Ammoniti, i Moabiti e gli Edomiti, di cui io e praticamente nessun altro abbiamo una qualsiasi idea di quale fosse la loro storia; e, sorprendentemente, colonie di Ittiti sopravvissute 150 anni dopo il crollo del loro impero.
Gli Ebrei erano bloccati in una guerra contro i Filistei della costa.
Nella nostra TL il giovane Davide, dopo aver ucciso Golia, divenne un mercenario dei Filistei, ma poi tornò nella sua patria e unì le tribù degli Ebrei in un singolo regno, poi espanse quel regno, eliminando i Filistei come forza importante e conquistò le regioni circostanti, trasformando di fatto l'intera regione levantina in un impero ebraico.
In questa TL non accadrà nulla di tutto ciò, senza la leadership di Davide gli Ebrei non si uniranno mai.
È difficile dire se la battaglia stessa fu storicamente decisiva, ci sono troppe leggende attorno ad essa ed è difficile dire cosa è vero e cosa no, ma la leggenda dice che Saul stava cercando di diventare re degli Ebrei, Golia lo sfidò in un combattimento all'ultimo sangue per delegittimarlo e Davide si offrì di combattere al posto di Saul perché questi si era rifiutato di combattere, perciò un finale alternativo della battaglia risulterà nella delegittimazione di Saul e nell'indebolimento del potere centralizzato ebraico.
Ad essere sinceri se fossi stato un analista geopolitico del 1000 a. C. avrei scommesso tutti i miei soldi sui Filistei, non sugli Ebrei.
Gli Ebrei erano una tribù del deserto divisa in possesso della terra meno fertile della regione, i Filistei invece avevano ricche città-stato con una forte produzione artigianale.
I Filistei erano anche molto più militarmente avanzati, usavano i carri da guerra, il carro armato dell'epoca, e armi di ferro, gli Ebrei avevano a malapena qualcosa in più delle armi di pietra.
Questo significa che senza la leadership di Davide gli Ebrei non sarebbero diventati la forza in ascesa della regione.
È ironico che utilizziamo il termine “Filisteo” per indicare qualcuno culturalmente ignorante anche se i Filistei producevano arte migliore degli Ebrei, ma ehi, la storia l'hanno scritta dei tizi che hanno creato religioni che si sono diffuse in tutto il mondo! Probabilmente avremmo visto i Filistei solidificare il loro potere sulla regione, il cui interno controllato dagli Ebrei diventerebbe economicamente irrilevante e che perciò verrebbe perlopiù ignorato dai Filistei.
Gli Ebrei diventeranno un gruppo poco importante di vassalli, e senza Davide il Giudaismo prenderà una strada molto diversa, senza l'unificazione dell'identità ebraica esso potrebbe non esistere mai.
Salomone creò il tempio di Gerusalemme e ne fece il centro della cultura ebraica, la religione che venne fuori da questo regno ebraico centralizzato fu il Giudaismo come lo intendiamo oggi.
Ai tempi di Davide quella religione non era monoteista, YHWH faceva parte di una coppia che includeva una grassa dea della fertilità che poi venne abbandonata perché troppo simile alla mesopotamica Inanna, e c'erano molti spiriti della natura, o Baal, ereditati dai Cananei nativi, che probabilmente costituivano ancora la maggioranza della popolazione.
Il governo centrale riuscì ad imporre una versione centralizzata del Giudaismo che alla fine fu la base per i successivi Cristianesimo e Islam.
La religione del Giudaismo è il motivo principale per il quale gli Ebrei sono ancora in giro, la gente rimase Ebraica dopo millenni di oppressione, pogrom e genocidi per via della fede trasmessagli dai suoi antenati.
Quando guardiamo una mappa del Medio Oriente dell'epoca scopriamo che gli unici altri popoli sopravvissuti sono gli Urartu, gli antenati degli Armeni, e gli Assiri, una minoranza ancora oppressa in Iraq.
Se aveste detto alla mia versione analista politico del 1000 a. C. che dopo 3000 anni gli Ebrei sarebbero stati ancora in giro e gli Egizi no, vi avrei detto che gli Egizi erano dei pessimi combattenti e che se lo sarebbero meritato, ma se aveste detto la stessa cosa dei Fenici o degli Edomiti vi avrei preso per pazzi.
Senza la fede centralizzata ebraica e la cultura del tempio non ci sarebbe praticamente alcun modo perché la cultura ebraica sopravviva.
In questa TL, col passare dei secoli, la cultura ebraica cessa di esistere e viene assimilata in una miscela Filisteo-Cananea come tutte le altre della regione.
Parte 2: oltre il Levante.
La gente spesso dimentica, a causa del caos che vide il Collasso dell'Età del Bronzo, che i Filistei sono praticamente greci.
Molti Greci, assieme ai cosiddetti Popoli del Mare, che probabilmente erano Italiani, probabilmente Europei o provenienti da ancora più a occidente, razziarono la regione e si stabilirono sulle coste del Levante.
È assolutamente possibile che il trisnonno di Golia abbia combattuto a Troia, di conseguenza i Filistei svilupperanno una società pseudo-greca.
Spesso dimentichiamo che nel mondo antico c'erano molti più Greci che vivevano fuori dai confini della Grecia moderna che all'interno di essi, le colonie greche in Asia Minore e Italia a volte erano più ricche della madrepatria, Erodoto si riferiva ai Greci come rane attorno ad uno stagno, sempre vicini al mare ovunque.
Nel frattempo un anello di stati subì la forte influenza culturale greca, come la Lidia, la Frigia, la Turchia, l'isola di Cipro, il Regno degli Odrisi nei Balcani e qualche stato in Italia, i Filistei diventeranno parte di questa grande Grecia.
Questo cambierà l'equilibrio del potere, i Greci competevano per il controllo del Mediterraneo con i Fenici, se il Levante sarà influenzato dai Greci questi controlleranno la regione, specialmente il vicino commercio marittimo dell'Egitto.
Questo gli farà avere la meglio sui Fenici negli anni successivi e li renderà più ricchi, inoltre le connessioni culturali risulteranno in più interazioni con la madrepatria greca, e questo vuol dire che i Greci usciranno prima dal Medioevo Ellenico.
Gli Assiri e i Babilonesi conquisteranno comunque la regione, questa parte del mondo è stata praticamente progettata per ospitare grandi imperi, che sono stati lì presenti fin dall'alba dei tempi.
Piccole nazioni come quelle degli Ebrei, dei Filistei, la Fenicia e purtroppo quella dei miei amici, gli Edomiti, riusciranno solo a sopravvivere, perché all'epoca i centri principali della civiltà stavano attraversando un periodo oscuro.
Queste conquiste risulteranno in un calderone culturale nella regione nel quale tutte le culture locali si fonderanno con quella che le controllerà.
La cultura greca filistea sopravvivrà centinaia di anni nello stesso modo in cui la cultura fenicia sopravvisse in Libano e i Greci mantennero la loro cultura in Asia Minore nonostante secoli di dominio Persiano, tuttavia le conquiste assire risulteranno in un esodo di Filistei in tutto il mondo greco, molti andranno nelle colonie greche occidentali nelle moderne Francia, Spagna e Libia, un po' come quando le conquiste Assire causarono un esodo di Fenici dalla loro patria verso la colonia di Cartagine, nella moderna Tunisia.
La ricchezza proveniente dal controllo delle rotte commerciali levantine ed egiziane, combinata con la fuga di cervelli nelle colonie orientali, farà sì che i Greci diventeranno la forza dominante del Mediterraneo occidentale al posto dei Cartaginesi.
Qualche città greca, probabilmente Marsiglia, nella Francia meridionale, o Siracusa, in Italia, diventerà la potenza principale della regione.
Questo probabilmente causerà la morte in culla della Repubblica Romana, dato che tutte queste città saranno molto più vicine a Roma che a Cartagine e probabilmente si preoccuperanno per l'aggressività di quel piccolo stato.
Forse i Greci diventeranno l'impero dominante della regione, costruendo un impero culturale che si estenderà dall'Atlantico all'India, mente l'Europa settentrionale rimarrà celtica.
Parte 3. il piano di Dio.
Gli Ebrei non furono una forza importante nella regione per molto tempo, perciò possiamo aspettarci che la politica del Vicino Oriente non cambierà di molto: i Persiani creeranno comunque il loro impero e Alessandro Magno glielo strapperà via comunque, il primo segnale di cambiamento sarà la Rivolta Maccabea, che non sconfiggerà i Seleucidi e non creerà un regno indipendente nella regione.
L'incertezza dell'esistenza dell'Impero Romano rende le previsioni sugli eventi geopolitici di questa ucronia impossibili oltre un certo punto, l'Impero Romano è così importante per l'intera storia del mondo che trolla il resto di questa storia alternativa, ma gli effetti primari di questa ucronia non sono politici, sono religiosi: il Giudaismo diede vita alle altre religioni abramitiche come l'Islam e il Cristianesimo, che messe insieme compongono più di metà del genere umano.
Senza il Giudaismo cosa riempirà quel vuoto? Ci troviamo nel Periodo Assiale, quando tutte le civiltà dell'Eurasia assistettero a grandi cambiamenti religiosi, quindi qualcosa arriverà di sicuro, ma ci sono innumerevoli opzioni.
Il Medio Oriente probabilmente diventerà Zoroastriano, la religione ufficiale dell'Impero Persiano che venera il fuoco e si basa sull'infinita battaglia tra il bene e il male.
In Europa molto dipende da chi sarà al potere, se i Greci o i Romani, nella nostra TL ci furono tentativi per trasformare il culto degli dei olimpici in una religione del Periodo Assiale, introducendo concetti come i monaci e il paradiso, perciò forse in questa ucronia avranno successo.
Se l'Impero Romano esisterà comunque allora affermerò come ho sempre fatto che sarà il Mitraismo a dominare l'Europa, un altro culto persiano che venerava le virtù maschili, oltre che un toro e il sole.
Forse a dominare saranno gli dei di Celti e Germani in una forma diversa, o forse addirittura lo Stoicismo, non ne ho proprio idea.
Mi spiace non poter fare ipotesi migliori, ma ormai qui siamo nel territorio del fantasy più che in quello della storia, è difficile far avanzare oltre questa ucronia per le precedenti ragioni.
La tecnologia, la cultura e praticamente tutti gli altri campi saranno arretrati in questa TL, gli Ebrei hanno fatto aggiunte sproporzionate in qualsiasi campo nel quale si siano cimentati.
Per esempio, gli Ebrei costituiscono meno dell'1% della popolazione mondiale, ma dal 1900 al 1951 hanno vinto il 14% dei premi Nobel in campo scientifico e dal 1951 al 2001 hanno vinto il 29% dei premi Nobel per la letteratura.
Oppure guardate a quello che sono riusciti a fare gli Ebrei in America negli ultimi decenni, fra di loro ci sono Henry Kissinger, Mel Brooks, Bob Dylan, Woody Allen, Gloria Steinem, importante figura del movimento femminista, e Jerry Seinfeld.
Oltre a loro ci sono figure meno famose ma altrettanto importanti come Jonas Salk, che inventò il vaccino antipoliomielite.
Gli Ebrei sono stati i migliori mercanti quasi ovunque in qualsiasi epoca storica, senza questi loro contributi la civiltà sarà meno colorita e avanzata.

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Ecco il commento in merito di Bhrihskwobhloukstroy:

Il nome di Golia è quasi identico a quello dei Galati (sul piano etimologico), che significa ‘forzuti’ (la proposta corrente, *Walwatta, non è giustificabile dal punto di vista fonetico: ci si attenderebbe, nel migliore dei casi, †*Yalwat), e, rispetto agli altri nomi anatolici dei Filistei, presenta la caratteristica molto arcaica di aver conservato l‘occlusiva sonora /g/ iniziale (invece di mutarla in /k/); viene addirittura il sospetto che non fosse un Filisteo puro, ma piuttosto (per esempio) un Gergeseo (come gli Israeliti hanno assimilato una parte delle popolazioni locali, così possono aver fatto probabilmente anche i Filistei).

Riguardo alla cronologia, se prestiamo fiducia a tutta la Tradizione e accettiamo sia la data della cattura dell'Arca da parte dei Filistei intorno al 1050, la morte di Golia intorno al 1023 (cronologia già alquanto alta, perché Davide non può aver iniziato a regnare prima del 1010) e il fatto che egli si vantasse di averla posta nel Tempio di Dagon, allora dovrebbe essere vissuto almeno 45 anni (proprio come minimo) ed essere nato al più tardi all'epoca dell'Invasione Dorica del Peloponneso e della frammentazione dell'Egitto nel Terzo Periodo Intermedio. Non è escluso che potesse avere qualche legame con la Grecia (più che la media dei Filistei).

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E Tommaso aggiunge di suo:

Dal Primo libro di samuele, capitolo 17:

[42]Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe pietà, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto. [43]Il Filisteo gridò verso Davide: «Sono io forse un macellaio, perché mi si mandi un agnello da uccidere?». E quel Filisteo maledisse il proprio re in nome dei suoi dei. [44]Poi il Filisteo gridò a Davide: «Giuro davanti a tutti gli Dei, cheio non ti comabatterò, finchè non avrai compiuto gli anni della maturità». [45]Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato. [46]Ma le tue parole ora suonano diverse, perciò il Signore non ti farà cadere nelle mie mani. Il Signore ora ti sta guardando e in te vede la speranza per il tuo popolo [47]Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e oggi ti parla attraverso la mia bocca Golia di Gat». [48]Allora il Filisteo guardò Davide,e sentì su di se lo sguardo del Signore. [49 Golia si voltò verso il suo Re e disse: «Deponi le tue armi e disperdi il tuo esercito, perchè io non combatterò con te, ne alzerò più la mia mano contro il popolo di Israele» . [50]Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la parola e con il coraggio, senza alzare mano né pietra su di lui. [51] Golia prese Davide e lo innalzò sulle sue spalle e i Filistei videro il loro eroe passare dalla parte del Signore e fuggirono.[51] Allora Golia andò e uccise il Re dei Filistei, fu fatto lui Re, e fece la pace con Israele.

Come cambia la storia se Israele e i Filistei sono amici e alleati sotto il regno di Golia?

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MattoMatteo poi ha proposto un'alternativa all'ucronia dell'Impero di Salomone:

Io propongo una diversa estensione dell'Impero d'Israele, che potete vedere nella cartina sottostante. Questa situazione potrebbe essere ottenuta sconfiggendo i principati aramaici, il regno neoittita dell'attuale Antiochia e gli egizi per annettere il Sinai. Come si vede, l'ucronia da me proposta è ben diversa da quella di Riker: Davide e Salomone snobbano la Mesopotamia e l'Egitto, cioè le zone più fertili ed evolute, per conquistare Siria, Arabia del nord e Sinai, dunque tre zone assolutamente poco popolate, prive per lo più di tradizione scritta (tranne le città stato di Siria e Fenicia) e rifiutate dagli altri conquistatori: infatti queste aree hanno accettato la circoncisione e i rituali ebraici, mentre egiziani e mesopotamici no.

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Poi Lucasauro ha avuto un'altra idea:

Invece di eleggere un re solo per l'intera nazione, ognuna delle Tribù d'Israele elegge un proprio Re. Anche la Tribù di Levi vorrà un suo territorio, a costo di combattere contro le altre per ritagliarselo; la Tribù di Giuseppe avrà addirittura due Re, una per Manasse e una per Efraim. Solo occasionalmente le singole monarchie si alleeranno tra loro per far fronte a nemici comuni. Impossibile la centralizzazione del culto, e dunque niente Tempio. Chi si prenderà la briga di difendere l'Arca dell'Alleanza? Le Tribù guerreggeranno tra di loro per strapparsela l'un l'altra? Come cambia la Storia d'Israele?

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Bhrihskwobhloukstroy abbozza:

Da questo vuoto di potere potrebbero trarre vantaggio le Città-Stato filistee?

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E Lucasauro gli replica:

Assolutamente sì. All'epoca di Cristo la Terra Promessa potrebbe essere a maggioranza filistea, e dunque già chiamarsi Palaestina. Ecatompoli invece di Decapoli. Gesù potrebbe essere crocifisso da un re filisteo vassallo di Roma. Hai pensato che forse la conoscenza della lingua filistea potrebbe aiutarci a decifrare il Lineare A cretese e il disco di Festo?

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Allora Bhrihskwobhloukstroy fa notare, da buon linguista:

Da questo - non è detto, ma è almeno possibile - potrebbe anche conseguire la sopravvivenza linguistica del *filistaico (se ne parla così poco che non si usa nemmeno il glottonimo!), che per i Glottologi israeliani è ormai praticamente "l'indoeuropeo di casa"... Ovviamente senza arrivare (di certo non per forza) all'estremo opposto (l'estinzione dell'ebraico) e tenute nel debito conto le comunque possibili deportazioni da parte assira e babilonese, data l'area potremmo perfino immaginare la conservazione di testi o loro frammenti, che ci farebbero sembrare l'esistenza di una documentazione filistea un fatto normale...
Resta poi però il grave interrogativo sulle possibilità di persistenza linguistica anche attraverso tutto il I. millennio d.C., la fase cruciale per molte tradizioni.
Inoltre il *filistaico (chiedo scusa per il neologismo) potrebbe contribuire alla conoscenza del minoico, ma la semplice provenienza dei Filistei da Creta non è ancora una garanzia (le lingue di Creta potevano essere e verosimilmente erano più di una), però di certo aiuterebbe a chiarire il quadro complessivo. Un indizio a favore comunque c'è, ossia che sia il minoico sia il filistaico sono stati - indipendentemente l'uno dall'altro - interpretati come lingue anatoliche.
Questo, fra l'altro, rende ancora più intrigante la questione della loro origine, perché la toponomastica più antica della Palestina è veramente anatolica (e in accordo con le notizie bibliche sui popoli precananaici) e, dove riconoscibile, addirittura etea. Riprenderebbe forza quindi l'ipotesi che i Filistei siano una coalizione (eventualmente a guida allogena cretese) di popoli precananaici.

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Anche Perchè No? fa sentire la sua voce:

Mi piacerebbe tanto sapere quale sarebbe la storia del regno (o più semplicemente del popolo) filisteo nella storia. Fondano dei porti importanti? Come si comportano sotto gli Assiri, i Babilonesi, i Persiani e Alessandro Magno? Quali rapporti con i Seleucidi e i Lagidi? Potrebbero fondare uno Stato cuscinetto che impedirebbe le guerre siriane tra le due dinastie? E in che rapporto sono con Roma? Quando entrano a far parte dell'impero? Si ribellano contro Nerone, Adriano eccetera? Se Vespasiano non si copre di gloria durante la guerra in Giudea, diventa lo stesso imperatore?

La bandiera della Filistea

La bandiera della Filistea

Una possibile risposta la troverete in questa pagina.

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Dopo aver letto questa proposta, Lucasauro ha aggiunto:

E se gli Edomiti fossero sopravvissuti fino ai giorni nostri? come cambia la storia?

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Gli replica Tommaso Mazzoni:

Forse Petra potrebbe essere la capitale del moderno stato Edomita...

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Ma William Riker non è d'accordo:

Petra si trova in una regione ampiamente desertica e inaccessibile: oggi sarebbe una sorta di città museo. Credo che, in caso di sopravvivenza della nazione idumea fino ad oggi. la capitale sarebbe Buṣayra, la biblica Boṣrā contro cui profetizzarono Amos (1,12) e Isaia (34,6). Essendo il principale centro religioso idumeo, poteva diventare capitale come fu Gerusalemme per Israele (nonostante la principale città e capitale storica fosse Hebron)

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Riprende la parola Lucasauro:

Mi è venuta un'ispirazione. E se Giosuè dopo la guerra di conquista della Terra Promessa si autoproclamasse sovrano del popolo ebraico ed iniziasse l'era monarchica con due secoli di anticipo?
E cosa ne pensate voi, del racconto della presa di Gerico in Giosuè 6,1-21?

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A rispondergli è Generalissimus:

Le mura di Gerico, secondo il racconto biblico, caddero dopo che Giosuè fece marciare le sue truppe sei volte una volta al giorno e sette volte il settimo giorno.
La settima volta del settimo giorno i sacerdoti che erano in testa al popolo degli Israeliti con l'Arca dell'Alleanza suonarono le loro shofar, ci fu un gran colpo, gli Israeliti esultarono e le mura crollarono.
Ciò gli consentì di distruggere la città e di impossessarsi della Palestina.
Ma la realtà non è affatto così "epica" come noi pensiamo.
Gli studiosi della bibbia concordano quasi all'unanimità nel dire che il Libro di Giosuè ha poco valore storica.
La sua versione definitiva potrebbe essere stata scritta dopo l'Esilio Babilonese, e comunque i versi che parlano della Battaglia di Gerico sono probabilmente comparsi per la prima volta verso la fine del regno di Giosia, quindi il narratore biblico sta parlando di episodi che dovrebbero essere avvenuti in un tempo già molto remoto, il XIII secolo a. C.
Lo scopo principale del Libro di Giosuè è quello di dimostrare come Israele e i suoi leader sono giudicati dalla loro obbedienza agli insegnamenti e alla legge stabilita nel Deuteronomio, e la storia della caduta di Gerico non sarebbe altro che una rappresentazione della propaganda nazionalista del Regno di Giuda e delle sue rivendicazioni sul territorio del Regno di Israele dopo la Cattività Assira (e ancora oggi alcuni usano la vicenda di Gerico per dimostrare che quello che fa oggi Israele ai Palestinesi è giusto e legittimo).
Le spedizioni archeologiche hanno dimostrato che la Gerico Biblica, ovvero l'attuale Tell es-Sultan, all'epoca dei fatti narrati nel Libro di Giosuè era disabitata da almeno tre secoli.
Però di essa rimanevano le rovine delle sue grandiose mura, che di sicuro impressionarono il narratore biblico, che, vedendole, come disse l'archeologo William G. Dever, creò ex novo un racconto eziologico (quello di Giosuè 6) per spiegare, nell'ambito della loro storia patria, come mai fossero ridotte in quello stato.

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Anche Bhrihskwobhloukstroy dice la sua:

Qel che tende a emergere è che la Tradizione Orale non inventa di sana pianta (senza che questa sia una polemica con un mostro sacro come William Gwinn Dever), bensì confonde (di solito al ribasso, per quanto riguarda la cronologia, e questo senza alcun riferimento alla Cronologia Bassa di Israel Finkelstein). Un caso esemplare, in grado da solo di dimostrare un’eventualità sempre possibile in generale, è quello del Lago di Sondalo, nato dallo sbarramento dell’Adda a causa di una frana e che la tradizione popolare locale (raccolta nel XIX. secolo) attribuisce all’epoca del Barbarossa, mentre la Paleogeologia e la Paleoidrografia lo datano scientificamente al 7000 a.C. (con durata fino al 4000 a.C., ma senza mai più frane con lo stesso effetto). Anche gli Assedî di Vienna da parte dei Turchi sono stati storicamente due (nel 1529 e 1683), ma la tradizione viennese li ha fusi in uno.

Per quanto riguarda nello specifico la Conquista (o Invasione) della Palestina da parte degli Israeliti, gli Storici e i Biblisti considerano inventati di sana pianta tutti i popoli diversi dai Cananei, tutt’al più ammettendo che potessero esistere dei toponimi locali all’origine della loro invenzione, ma proprio l’analisi glottologica di questi toponimi dimostra che devono essere stati coniati al più tardi nel Ghassuliano (un orizzonte cronologico talmente alto da non essere mai preso in considerazione dalla Critica e dell’Archeologia Biblica).

Applicato al caso di Gerico, questo modello giustifica la formazione del dettato biblico come la confluenza (appunto per le dette motivazioni ideologiche) di tre tradizioni narrative, una ancestrale – e che ricorre altrove nel Mondo (cfr. la classificazione di Antti Aarne e Stith Thompson) – da cui è tratta la struttura anche fiabesca del racconto, un’altra risalente alla distruzione (proto)storica di Gerico e una terza (relativamente) più recente, relativa a Giosuè.

Contaminazioni di questo tipo si trovano descritte, a scopo satirico, per esempio in Petronio (Dedalo che pone Niobe nel Cavallo di Troia; Annibale che fonde tutti i metalli durante l’incendio di Troia); è come se oggi si raccontasse che Atene alle Termopili ha resistito grazie agli specchi ustorî di Archimede all’assalto da parte di Atlantide guidato da Hitler, che tramutava tutto in oro e al cui passaggio non cresceva più l’erba: non sarebbe propriamente inventato di sana pianta, sarebbe solo una contaminazione più o meno voluta e propagandistica di sei racconti (a loro volta in parte storici e in parte mitici, ma comunque ‘reali’ in quanto tradizione preesistente).

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Passiamo alla nuova idea di William Riker:

Nei capitoli 33 e 34 della Genesi si racconta un episodio poco noto ma decisivo per la Storia della Salvezza. Dopo essersi separato da suo fratello Esaù, Giacobbe si accampa presso la città di Sichem e, siccome la sua moglie prediletta Rachele è incinta, accetta di pagare un prezzo esorbitante (cento pezzi d'argento) per accamparsi davanti alla città in una terra che valeva molto meno, pur di permettere a Rachele di trascorrere una gravidanza tranquilla. Ma gli abitanti delle città disprezzavano i pastori nomadi; e così Sichem, figlio di Camor, re della città, invaghitosi di Dina, figlia di Giacobbe e di Lia, la attira in città con un pretesto e la violenta. Quando lo sanno i fratelli di Dina, vanno su tutte le furie, e per placare gli animi re Camor propone un matrimonio riparatore: suo figlio sposerà Dina, gli Ebrei saranno liberi di contrarre matrimonio con i Sichemiti, e i due popoli diverranno uno solo. Giacobbe accetta, ma i suoi figli pretendono che tutti i Sichemiti maschi siano circoncisi, altrimenti non potranno sposare donne ebree. Siccome Giacobbe è ricchissimo dopo aver turlupinato più volte il suocero Labano, re Camor accetta, ma la condizione posta dai figli di Giacobbe nasconde un inganno. Infatti dopo tre giorni, quando i Sichemiti sono in preda alla febbre successiva all'operazione, Simeone e Levi attaccano in armi la città con i loro uomini, e passano tutti gli uomini a fil di spada, inclusi Camor e suo figlio, rei di aver trattato la loro sorella Dina come una prostituta. Giacobbe si dispera, perchè sa che gli altri Cananei alleati con Sichem vorranno vendicare la strage commessa dai suoi figli, ed è costretto a una fuga precipitosa nel deserto. Spossata dalla marcia, Rachele ha un parto difficile e muore vicino a Betlemme dando alla luce un bambino che chiama Benoni, "Figlio del Dolore". Distrutto dalla perdita dell'amata, Giacobbe cambia il nome di suo figlio in Beniamino, "Figlio della Destra" (cioè "della Fortuna"), quindi toglie la primogenitura a Simeone, Levi e a tutti gli altri figli, dopo che la aveva già tolta a Ruben, il primo figlio da lui avuto, perchè colpevole di essersi unito a Bila, concubina del padre e schiava di Rachele. E così, la primogenitura tocca a Giuseppe, nonostante sia l'undicesimo figlio maschio e abbia solo diciassette anni. Questo fa sì che i fratelli comincino ad odiarlo, odio alimentato dai famosi sogni di Giuseppe, nei quali egli appare come signore di tutti i suoi fratelli. Per questo prima cercano di ucciderlo e poi lo vendono a dei mercanti Madianiti che lo conducono schiavo in Egitto, innescando tutta la serie di eventi che porterà alla cattività degli Ebrei in Egitto e alla loro liberazione da parte di Mosè.

A questo punto, due domande sorgono spontanee.

1) Cosa sarebbe successo se Giacobbe/Israele si fosse accampato non davanti a Sichem ma davanti ad una città il cui re aveva un figlio meno voglioso? Gli Ebrei sarebbero rimasti là fino al parto di Rachele e poi avrebbero ripreso la vita nomade in Palestina. Al momento della grande carestia, sarebbero scesi in Egitto ma, alla fine di essa, sarebbero tornati nella Terra di Canaan, giacché nulla li tratteneva là. Come cambia la storia di Israele senza la prigionia in Egitto e senza bisogno di Mosè e di Giosuè? E senza Giuseppe come Ministro dell'Agricoltura, l'Egitto sarebbe sopravvissuto alla grande carestia o essa avrebbe provocato il crollo anticipato del regno degli Hyksos, avviando in anticipo il Nuovo Regno?

2) E se Giacobbe avesse intuito i veri scopi dei suoi figli ed avesse impedito loro di radere Sichem al suolo? Gli Ebrei si sarebbero uniti ai Sichemiti, cioè ai Cananei, diventando stanziali con largo anticipo sulla HL. Anche in questo caso, niente calata in Egitto, con la differenza che un regno di Israele sarebbe potuto nascere in anticipo, e magari rintuzzare con Re Giosuè i tentativi di Ramses II di riconquistare la regione siro-palestinese, impedendo anche lo scontro diretto con gli Ittiti e la Battaglia di Qadesh. Ma, mescolati ai Cananei, gli Ebrei riusciranno a mantenere la purezza del loro Monoteismo? Secondo me, i Profeti sarebbero stati inviati da YHWH con secoli di anticipo, e Mosè avrebbe tuonato non contro il Faraone ma contro le infedeltà a Dio del Re d'Israele di turno...

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Gli replica Bhrihskwobhloukstroy:

È una delle ucronie più dirompenti che si possano trovare nella Bibbia! Coinvolge nientemeno che la lingua dell'Antico Testamento: la seconda eventualità realizzerebbe infatti per i figli di Giacobbe ciò che a Bersabea era accaduto a Esaù, che aveva sposato Giuditta e Basmat (poi passate alla Storia per le lamentele su di loro da parte di Rebecca, enunciate ad arte per giustificare la partenza di Giacobbe). Ho la presunzione di aver mostrato in un libro di sei anni fa che gli Evei (Ḥiwwīm regolarmente dal'indoeuropeo *H₂auh₂i-es “Discendenti”) erano ittiti come gli Etei (e i Gebusei di Gerusalemme). Se fosse stata sventata la strage a tradimento, i figli di Giacobbe si sarebbero evidentemente assimilati ai molto più numerosi Evei e ne avrebbero assunto la lingua.

Poniamo pure che la Storia del Popolo d'Israele si svolgesse poi come la conosciamo: l'unico aspetto differente sarebbe la lingua, etea (quindi indoeuropea anatolica; qui non si tratta di Ḫattici) anziché ebraica (semitica nordoccidentale, vicinissima al fenicio) e la Lingua Sacra della Diaspora sarebbe etea (evitica) e aramaica anziché ebraico-aramaica (del resto, la Diaspora ha operato esattamente allo stesso modo con i Jewish Languages quali il ladino o giudeo-spagnolo, lo jiddisch/yiddish, il giudeopersiano, il giudeoitaliano ecc.). La tradizione onomastica etea si trasmetterebbe al Cristianesimo e quindi anche a Bisanzio e all'Europa; al posto di nomi come Emanuele, Matteo, Giovanni, Daniele, Gabriele, Raffaele ecc. avremmo composti con secondo elemento -muwa (“forza”, etimologicamente “sperma”) o -ziti (“uomo”) preceduti da nomi di città o di Divinità, assimilate all'Unico Dio portato dagli Ebrei. Nella Storia della Cultura Occidentale, non si avrebbe una contrapposizione fra Teorie Semitiche e Teorie Indoeuropee: entrambe le tradizioni linguistiche sarebbero compresenti nella Cultura Ebraica (evitico e aramaico). Posizioni antiindoeuropeistiche come quelle di Vincenzo Padula nell'Ottocento o Giovanni Semerano nel Novecento non avrebbero senso. Il Nazionalsocialismo, al posto di una contrapposizione generale fra Indoeuropei e Semiti, si focalizzerebbe sulla contrapposizione interna all'Indoeuropeistica fra Teoria Indo-Anatolica (per cui da un lato si individua una classe linguistica anatolica, dall'altro tutte le altre classi indoeuropee) e Teoria Indogermanica (tutte le classi indoeuropee risalgono a un unico nodo genalogico comune, senza diramazioni a gruppi di classi), abbracciando la prima e proibendo la seconda (curioso parallelo con le prese di posizione glottologiche di Stalin). Il Führer prevederebbe ugualmente la sostituzione della Chiesa Cattolica con l'Istituto di Indoeuropeistica di Monaco, ma si tratterebbe di Indoeuropeistica rigorosamente non Anatolistica (pur nel quadro della Teoria Indo-Anatolica), a meno di ripudiare del tutto l'affiliazione indoeuropea dell'anatolico: in tal caso l'Indoeuropeistica nazionalsocialista sarebbe rigorosamente antilaringalistica (ossia non ricostruirebbe alcun fonema */h/ per l'indoeuropeo preistorico) e postulare le laringali – come ho fatto nelle ricostruzioni qui sopra (*H₂auh₂i-es) – sarebbe già Alto Tradimento...

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Qui sotto: una curiosa immagine ottenuta grazie all'Intelligenza Artificiale, in cui il Re Davide lotta non contro i guerrieri Ammoniti, ma contro delle Ammoniti giganti, sopravvissute all'estinzione di massa di fine Cretacico!

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