L'impero francese mediterraneo

di Iacopo


Qualche tempo fa stavo andando su e giù per il tempo come mi capita di fare, e cercavo una cosa precisa: volevo che l'unità del mediterraneo e il dialogo islam-cristianità non si interrompesse con la fine delle crociate, ma che avvenisse una sintesi che permettesse al Mediterraneo di rimanere un luogo di scambi, e non il teatro della prima cortina di ferro della storia. Avevo deciso che il modo migliore per fare questo fosse dotare la Francia di un impero mediterraneo, come fu per Venezia: l'outremere diventa di fatto la prima colonia della storia europea. Ma immaginavo una Francia diversa da quella storica, molto più spostata verso sud, con l'Occitania assimilata e non conquistata con la crociata albigese: gli stessi albigesi, forse, sopravvissuti. Le Fiandre lasciate a se stesse mentre l'Aragona caduta nell'orbita francese e forse, alla lunga, unita alla corona dei Capetingi. Credevo di aver individuato un POD accettabile nel 1134: Alfonso di Aragona muore, lascia il suo regno ai Templari. La nobiltà non si oppone o si oppone di meno, e l'Aragona diviene una nazione governata da francesi. Barcellona potrebbe essere così conquistata dai Francesi. Nel 1282 i Vespri non avvengono, oppure sono repressi nel sangue, oppure non portano a nessuna conseguenza, ed il Mediterraneo occidentale diventa un lago francese. Sarebbe molto interessante a questo punto vedere il gioco a quattro per il dominio del Mediterraneo centro-orientale: Venezia, Genova, Francia e Bisanzio. Quest'ultima ovviamente ha i giorni contati, ma potrebbe fare la differenza offrendo lo scalo del corno d'oro a questo a quel contendente. Venezia e Genova, se conosco gli italiani, si scanneranno a vicenda anche in questa Timeline, ed a questo punto la pace dopo la guerra di Chioggia potrebbe essere mediata dal Re di Francia piuttosto che dal Conte Verde: un po' come la pace del Re nelle vicende greche classiche. Tenedo passa alla Francia che potrebbe iniziare a costruirsi un dominio egeo, comprendendo Atene, Negroponte e Neopatria. Alla lunga si impossesserebbero di certo di Cipro, forse di Candia e Corfù. Ovviamente la presenza francese in terrasanta dura ben oltre il 1303. In ogni caso gli alleati strategici di questa Francia mediorientale sarebbero l'Egitto mamelucco e il regno di Ungheria, i suoi nemici Castiglia, Inghilterra, Impero e Turchi vari.

Alcune questioni:

1) I Capetingi riescono a sostituirsi ai Comneni sul trono di Bisanzio?

2) La Battaglia di 'ayn Jalut (l'Occhio di Golia) procede come nella nostra Timeline? Oppure vi partecipano truppe occidentali?

3) L'Impero Latino finisce in un soffio come da noi?

4) Lo scacchiere italiano: l'influenza francese è incontrastata, l'unico nemico possibile, dopo la pace di Torino, è Venezia. Probabilmente Genova è annessa, il sud è tutto francese, la Savoia è vassalla, ed a questo punto potrebbe giocare un ruolo di egemonia cinque secoli prima della "nostra" unità. in una situazione così definita, ha senso per gli interessi francesi imporre lo spostamento della sede Apostolica ad Avignone?

5) I Templari: chiaramente sopprimerli non sarebbe possibile né conveniente. Vengono assorbiti dal nascente Stato Francese? Ne divengono i custodi, sul modello dei mamelucchi d'Egitto? Che rapporti terranno con la Chiesa? Se i Templari si rivelassero una risorsa per la Francia, in Germania potrebbe crescere il potere dei teutonici...

6) Come si imposta e procede la Guerra dei Cent'Anni? Probabilmente porterebbe alla definitiva vittoria culturale del sud sul nord... la Borgogna però non avrebbe motivo di opporsi alla Francia, e potrebbe annettersi le Fiandre ed i Paesi Bassi molto prima di quanto realmente non avvenne.

Pensare a questa mia piccola ucronia mi ha fatto venire idee interessanti specie per quanto riguarda gli Ordini Militari. è evidente che dopo la morte di Federico si apre un periodo critico per il suo Nuovo Impero... Enrico riuscirà a dare stabilità ad un impero retto per ora solo sui mercenari e sull'immenso prestigio di suo padre? Gli ordini militari potrebbero essere una risposta: Teutonici in Germania, Templari in Italia, Ospitalieri nell'Oriente Cristiano e Mamelucchi nell'Oriente Mussulmano. Tutti i livelli dell'amministrazione sono affidati a membri degli ordini, addestrati fin dall'infanzia a servire Dio e l'Impero. Così la compagine federiciana sarebbe retta dal suo sistema di istruzione e di allocazione delle forze migliori, il feudalesimo svanisce e al suo posto si impone un sistema che ricorda un po' quello cinese. In ogni caso lo scacchiere fondamentale sarebbe quello anatolico: se Enrico e Manfredi riescono ad estendere la loro autorità fino al Dulkader ed alle Porte di Ferro, l'impero potrebbe ottenere la giusta sicurezza ai confini. La conversione all'islam degli Ilkhan sarebbe più lenta: i mille e rotti francescani consegnati a Hulegu potrebbero essere l'arma più preziosa per la Soave Porta. Bisognerà riscrivere la storia etnografica dell'attuale Turchia: alla lunga l'elemento prevalente potrebbe addirittura essere quello armeno. Cosa succede all'arrivo di Tamerlano? l'impero si squaglia o resiste come quello ottomano? Sul lato francese invece io ci andrei pesante, la Francia divisa e umiliata, il suo re perduto. Tanto poi arriva Giovanna e mette tutto a posto.

Voi che ne dite? Per farmi avere il vostro parere, scrivetemi a questo indirizzo.

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E questa è la risposta di Toxon:

Se la Francia avesse davvero lo sviluppo che proponi, probabilmente i suoi re, prima o poi, si proclamerebbero imperatori, e si avrebbe un'ucronia con i Capetingi al posto degli Hohenstaufen. Altrimenti, se non si vuole immaginare un'Europa dominata da un Impero Francese, propongo che il paese sia diviso in due fra i territori della langue d'oil e quelli della langue d'oc, che diventa la lingua della superpotenza mediterranea che immagini e si impone anche in Aragona e in Italia (perlomeno in Italia settentrionale, se il Regno di Sicilia non viene integrato completamente nel regno capetingio vi si potrebbe sviluppare il siciliano, mentre nel resto d'Italia Toscano e Veneziano restano lingue minoritarie). L'Inghilterra avrebbe motivi per combattere sia la "Francia del Nord" che la "Francia del Sud"(per le Fiandre e per la Guascogna) ma penso che una guerra arriverebbe a un risultato definitivo prima della Guerra dei Cent'anni. O si raggiunge una soluzione di compromesso (tipo: Guascogna e Bretagna all'Inghilterra, sul resto del nord dominio incontrastato dei borgognoni che arrivano fino alle Fiandre, l'Occitania - ormai superpotenza mediterranea - garante dell'equilibrio) o l'Inghilterra si afferma incontrastata nel nord del paese, tanto ormai i capetingi non si interessano più del predominio sul continente.

A questo punto immagino che l'Impero Francese (o Provenzale o Occitano che dir si voglia) si sviluppi in questo modo:

1) conquista e parziale cristianizzazione di gran parte dell'Africa del Nord, dove si sviluppa una cultura "arabo-occitana"

2) secondo l'Impero Latino d'Oriente non sopravvive molto più che nella nostra TL, ma comunque i Comneni si legano in linea dinastica ai Capetingi e finiscono nella loro orbita

3) Terrasanta divisa tra cristiani e musulmani più o meno secondo l'accordo fra Federico II e El-Kamil, si spera che i Capetingi (il cui regno comprende cattolici, catari e musulmani) diventino tolleranti almeno quanto i Normanni in Sicilia

4) alleanza di ferro tra Egitto e Provenza, che si spartiscono Africa del Nord, Terrasanta e magari partecipano insieme ad avventure militari a est (come la battaglia di Ayn Jalut, che modifica radicalmente l'ordine politico del Medio Oriente e in seguito al quale la Siria passa all'Egitto mentre in Armenia i Capetingi impiantano l'ennesimo stato-satellite).

Sui Templari non saprei, però in effetti potrebbero fungere benissimo da colonna dall'impero, e a quel punto anche nel resto d'Europa ci sarà un grande sviluppo di ordini monastico-cavallereschi legati più al sovrano che al papa. Le conseguenze potrebbero essere da un lato l'affermazione delle chiese nazionali e la fine precoce dell'universalità del papato, dall'altro il ritardo nell'affermazione di una burocrazia laica e della "nobiltà di toga".

Che ne dici? Non so se tu immaginavi un impero solo mediterraneo o esteso anche a tutta l'Europa. Comunque è una gran bella ucronia, e l'affermazione di una "pax capetingia" nel Mediterraneo è decisamente affascinante. Vivissimi complimenti per le tue proposte!

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Ed ecco come risponde Iacopo:

Visti gli incoraggiamenti ho buttato giù una timeline, che funge giusto da scheletro, perchè le dinamiche in gioco sono molte e motlo rpofonde: non dimentichiamo che il mio scopo ultimo è la Sintesi, ossia il amntenimento dell'unità culturale del Mediterraneo, non la variazione di un singolo evento.

Innanzitutto ho pensato al Mediterraneo all'inizio del quindicesimo secolo, e da lì sono partito a ritroso.

La Francia di Carlo VII si estende su tutto il paese storico dei francesi, compresa Aquitania, Occitania e in qualche maniera allunga la sua mano sulla Bretagna. Aragona, Navarra e Foix fanno parte della corona francese, con la città di Barcellona ma senza Valencia. Le Baleari, la Corsica, la Sardegna, la Sicilia ed il Mezzogiorno sono vicereami del francese. Sulla costa nordafricana Tunisi, Orano, Costantinia e Tangeri stanno per essere annesse. In Italia la Savoia e lo Stato Pontificio sono satelliti della Francia, mentre sono incerto sullo status del Ducato di Milano, che potrebbe essere anch'esso integrato nella corona francese, come considerato uno stato vassallo, come ceduto alla Savoia. Una grossa X su Genova, nel senso che non so come potrebbe svilupparsi. In Oriente, Morea (ma non Acaia), Atene, Negroponte, Neopatria e Tessalonica sono ducati del Re di Francia. Lesbo, Lemno, Samo e Tenedo sono basi per la flotta francese. Costantinopoli è difesa dai veterani francesi piuttosto che dai mercenari genovesi, ed è usata regolarmente come scalo per i mercanti di Marsiglia e Barcellona che raggiungono i loro empori di Kaffa, Kerch e Trebisonda. nel Levante Cipro è una priorità per il francese, che potrebbe installarsi profondamente in Libano dopo la vittoria di 'ayn Jalut (o Jalyut, alla cristiana), oltre che in Galilea e a Gerusalemme. Alleati e vassalli del Re di Francia comprendono: Lorena, Ungheria, Polonia, Bosnia (legata alla Linguadoca per la sua tradizione gnostica), zara, Zeta e Ragusa (per la loro rivalità con Venezia), il Sultanato dei Mamelucchi (alleanza in funzione anti-turca, poi anti-turcomanna, e anti-veneziana), e forse Scozia ed Irlanda. I nemici giurati della Francia Mediterranea sarebbero l'Austria e l'Impero, l'Inghilterra, Venezia, la Serbia, forse l'Albania, la Moldavia e la Valacchia, oltre che naturalmente i Turchi Ottomani e Karamanidi. Venezia in particolare in questa tl si estenderebbe in Dalmazia, forse Albania, Creta, Rodi e isole egee del sud. Più problematico sarebbe collocare Castiglia, Portogallo, Borgogna e soprattutto Bulgaria. I Cavalieri Teutonici potrebbero simpatizzare con la Francia per il ruolo di spicco che da ai Templari o opporvisi seguendo le consegne imperiali. Probabilmente la loro condotta sarà definita in opposizione alla Lituania. Ricordo infin che non c'è stata la cattività Avignonese, ma il Papa rimane il cappellano del Re di Francia.

Ora veniamo alla mia cronologia.

1131: Amalfi entra nel Regno di Sicilia, Torino della Savoia. Muore re Baldovino di Gerusalemme, gli succede Folco d'Angiò. Alfonso I di Aragona firma un testamento in cui lascia i suoi possedimenti ai Templari. Raimondo Berengario di Barcellona e Provenza muore, lasciando anch'egli le sue contee all'Ordine del Tempio [IRW si fa semplicemente Templare per ungere i cardini di San Pietro]

1134: gli Ascani sono insediati dall'imperatore Lotario nella Marca del Nord, futuro Brandeburgo. Alfonso I d'Aragona muore senza aver modificato il testamento. Suo fratello Ramiro fugge presso l'emiro di Valencia, mentre numerosi Templari Francesi calano dai Pirenei per prendere possesso dei luoghi del potere in Aragona, Navarra, Catalogna e Barcellona.

1135: inizio delle attività bancarie dei Templari

1137 Muore Luigi VI di Francia, gli succede Luigi VII.

1139: fine della reconquista in Portogallo.

1140: cattedrale di Saint Denis, architettura protogotica.

1144: Edessa conquistata dall'emiro di Mosul

1146: La Seconda Crociata per liberare Edessa non ottiene nulla, e la città resta nelle mani di Nur Eddin El Ayyub. Le navi per trasportare l'armata francese salpano da Barcellona, e sono finanziate dai Templari. La disfatta totale del contingente di terra avverrà l'anno successivo.

1151: a Genova si conia la prima mone d'oro dai tempi dei romani.

1152: Federico Barbarossa imperatore.

1167: concilio dei Catari a Saint Felix de Caraman. i Tempalri manovrano nell'ombra per far assumere alal setta un profilo meno intransigente, non volendo che quello che sta diventando il cuore del loro potere venga sconvolto da eresie troppo violente e conseguenti persecuzioni. Ottengono un buon successo, ed il catarismo si diffonde in Aragona.

1168: Salah Eddin bn Ayyub assume il visirato in Egitto.

1174: prime rivalità commerciali fra Templari e Venezia: grazie all'appoggio papale i primi sembrano prevalere, mentre la seconda risulta più gradita ai Comneni.

1176: Venezia media la pace fra il Barbarossa e il Papa.

1180: Muore Manuele Comneno, gli succede il figlio undicenne Alessio II. Muore Luigi VII di Francia, gli succede il figlio Filippo II, detto di volta in volta il Battagliero, il Vittorioso, l'Augusto, il Guercio e il Santo.

1182: rivolta antilatina a Costantinopoli.

1185: Filippo Augusto espelle gli Ebrei. La mossa è necessaria a favorire il nascente capitalismo templare e a rimpinguare le casse dello stato. La maggior parte di loro si rifugia in Castiglia, Portogallo e nell'Emirato di Cordova.

1187: Battaglia di Hattin, Gerusalemme torna araba.

1190: Terza Crociata. Filippo Augusto e il suo rivale Riccardo Cuoridileone si uniscono al Barbarossa.

1191: Filippo Augusto lascia la crociata per gestire la successione di Fiandra. Come voto riparatorio entra nell'Ordine del Tempio, ma poiché i suoi compiti di sovrano sono inconciliabili coi voti completi di un cavaliere templare, la carica di Ausiliario viene creda su misura per lui. La sua mossa ha lo scopo, tra l'altro, di avvicinare i Templari alla monarchia.

1194: con Riccardo bloccato nel suo /nostos/ dalla crociata, Filippo Augusto di accorda con fratello del re inglese ed ottiene buona parte dell'Aquitania in cambio del riconoscimento delle sue pretese. Riccardo però torna dalla prigionia rovinando la festa. Inizia la costruzione della cattedrale di Notre Dame.

1197: il piccolo Federico, erede di Svevia e Sicilia, rimane orfano.

1199: Riccardo muore in una scaramuccia in Aquitania.

1200: grande riforma amministrativa di Filippo Augusto: l'amministrazione locale viene messa sotto l'ala regia. Nel sud i templari svolgono anche il ruolo di balivi e siniscalchi, ma devono rinunciare alla carriera nell'ordine.

1202: inizia la grande offensiva di Filippo contro gli Inglesi.

1204: la quarta crociata mette a sacco Costantinopoli, Venezia prende possesso di "due quarti e mezzo" del territorio bizantino.

1209: Innocenzo III indice la Crociata contro gli Albigesi. I Templari tentano di opporsi, ma non osano mettersi del tutto contro l'autorità papale. Simone di Montfort si mette a capo della crociata contro i nobili provenzali, da Tolosa a Montpellier.

1213: Simone di Montfort sconfitto a Muret dai nobili locali segretamente finanziati ed aiutati dai Templari. iniziano contatti fra questi utlimi e la corona francese, avendo entrambi nella nobiltà che conduce la crociata un nemico potente. Intanto tutto il sud della Francia si infiamma in una durissima guerra civile. I Catari, perseguitati, devono affidarsi in segreto ai Templari per poter sopravvivere.

1214: Filippo Augusto stravince a Bouvines nella prima battaglia fra nazioni d'Europa. Ottone di Brunswick, Imperatore e suo nemico, è deposto, al suo posto è eletto il giovane Federico II di Svevia.

1222: Filippo Augusto raggiunge un accordo con il Tempio di Parigi: è il capolavoro della sua diplomazia. I Templari divengono il braccio amministrativo e capitalista del regno di Francia, la Crociata Albigese è sospesa ed i suoi capi messi in condizione di non nuocere, Aragona e Catalogne entrano nella Corona di Francia. Finisce così l'indipendenza dell'Ordine del Tempio come entità politica. Nel sud i Catari, perseguitati per vent'anni, si sono rifugiati presso i feudatari imperiali della Provenza: la loro eresia verrà d'ora innanzi tollerata nei fatti, anche se non sarà loro permesso predicare pubblicamente e costruire luoghi di culto. Da questa data in avanti, tuttavia, il gotico si diffonde in Linguadoca, Provenza ed Aragona, e poichè la maggior parte degli architetti al lavoro sulle cattedrali sono catari, la loro simbologia influenza pesantemente le chiese del mediterraneo occidentale.

1223: muore Filippo Augusto, gli succede il figlio Luigi VIII.

1226: Prematuramente muore anche Luigi VIII, gli succede Luigi IX detto il Santo per il suo fervore crociato.

1229: Federico II conduce la Sesta Crociata, una spedizione diplomatica che ottiene il riconoscimento da parte degli ayyubidi della presenza latina in Terrasanta. I Templari se ne fanno garanti, grazi anche alle loro piazzaforti nell'Impero Latino. L'anno seguente agli Ebrei è permesso far ritorno a Barcellona, ma non lasciare la città.

1243: Papa Innocenzo IV promulga la bolla con cui fonda l'ordine dei monaci Agostiniani. La loro casa capitolare è costruita da Jean Chelles, probabilmente criptocataro.

1247: Luigi IX fa condurre ampie ispezioni sull'amministrazione del regno. La situazione è critica, la corruzione dilaga.

1248: Crociata di Damietta, che terrà il Re lontano da Parigi per sei anni.

1250: Muore Federico II. In Egito Baybars il Mamelucco si sbarazza della dinastia ayyubide. I Mamelucchi assumono il governo di Egitto e Siria, e si ispirano all'Aragona Templare per l'organizzazione dello stato.
1253: in risposta alla sempre maggiore indipendenza dell'Università di Parigi dall'ortodossia, Robert de Sorbon, cappellano del re, riforma la Scuola del Tempio in forma di Università. Parigi è così una delle prime città al mondo ad avere due università -per giunta rivali.

1254: riforme amministrative di Luigi IX che coinvolgono anche l'ordine Templare. Viene creato il ruolo di Ausiliario Templare. L'ausiliario può rinunciare in qualunque momento ai suoi voti senza nessun disonore e sposarsi, ma così facendo rinuncia anche ad ogni incarico ricoperto in nome del Tempio. Inizia qui un lungo processo che porterà prima ad una divisione dell'Ordine, quindi alla sua assimilazione nello Stato Francese: i gradi più alti dell'ordine, politicamente neri e filosoficamente aristotelici, difenderanno gli interessi dell'alta nobiltà e del papato, mentre i gradi più bassi, bianchi e agostiniano-neoplatonici (catari?) saranno strettamente legati al Re.

1256: Prima lezione ex cathedra di Tommaso d'Aquino alla Sorbona di Parigi.

1258: Nell'ambito delle sue riforme, Luigi affida l'Aragona al fratello Carlo d'Angiò. Suo compito è ridurre l'influenza Templare, specie nell'amministrazione delle province, dove in tutto il resto del regno essa aumenta. Baghdad rasa al suolo dai Mongoli. Jean Chelles assume la direzione dei lavori di Notre Dame.

1260: Battaglia di 'ayn Jalut. Mamelucchi e Templari respingono l'orda mongola. La geografia del medio oriente cambia per sempre, la Siria entra nell'area di influenza egiziana. Ai Crociati è riconosciuta la sovranità su buon parte del Libano, esclusa Baalbek. Carlo d'Angiò, che ha guidato i templari in questa battaglia, entra nell'Ordine. D'ora innanzi i suoi interessi coincideranno con quelli delle alte cariche dell'ordine stesso.

1261: I Comneni tornano a Costantinopoli, confermando ai Templari i loro privilegi mercantili.

1266: Papa Clemente IV chiede aiuto al Re di Francia contro Manfredi. Essendo Carlo d'Angiò occupato in Aragona e Terrasanta (e probabilmente fin troppo gradito a Clemente), prende la via del mare Filippo l'Ardito, figlio di Luigi IX. Filippo sconfigge Manfredi a Benevento e ne fa portare le spoglie in Germania. Uomo indeciso e fin troppo compiaciuto dei suoi successi, non tenta ulteriori conquiste. Porta però con se uno stuolo di Templari Bianchi che incontrano così i Francescani italiani, scoprendosi in qualche modo affini.

1270: Ottava Crociata. Luigi IX, suo fratello Carlo e suo figlio Filippo guidano una spedizione contro Tunisi. La peste uccide lo stesso re e stermina l'esercito cristiano, che deve ritirarsi ottenendo solo Pantelleria e Malta. Filippo III diviene Re di Francia ma non lascia la sua Napoli: da qui amministrerà il regno. Carlo lascia in fretta e furia Barcellona, dove ha perso i suoi appoggi, e si rifugia a Parigi, circondandosi di Maestri dell'Ordine. Grazie anche all'aumento dell'influenza dell'Ordine sulla città di Parigi, la disputa fra Sorbona e Università culmina con la proibizione, da parte del vescovo, dell'insegnamento dell'averroismo. Particolarmente proibite sono le dottrine dell'essenza successiva all'esistenza e dell'anima del mondo.

1274: Gli agenti di Filippo scoprono una congiura ordita ai suoi danni da Carlo, assieme alle più alte cerchie dell'Ordine: massiccio repulisti di Parigi, la Sorbona conosce un periodo di decadenza. Carlo riesce a fuggire, nascondendosi pare in una carretta di fieno. Tommaso d'Aquino muore nel sud della Francia, in un'abbazia agostiniana. Il suo ultimo scritto, Aurora Consurgens, viene tramandato dai monaci presenti al suo capezzale.

1280: Stilnovismo a Firenze.

1282: il disinteresse del Re per il Nord continentale, la sua assenza prolungata da Parigi e le mire dei grandi feudatari come dei Maestri del Tempio, portano ad una grande sollevazione nel nord della Francia, chiamata Vespri Parigini. Si dice che la rivolta contro il re scoppiò per gli abusi di un Ausiliario Templare arricchito dal suo servizio come burocrate reale nei confronti di una dama parigina. I pochi giorni la guerra si diffonde in tutto il bacino della Senna e della Loira. Carlo torna trionfante in una Parigi controllata dal Tempio Nero. Papa Martino sembra appoggiare la fazione dei Neri. Altrove, gli Asburgo prendono in feudo Austria e Stiria.

1284: La flotta Bianca doppia lo stretto di Gibilterra, facendo scalo nei porti portoghesi.

1285: Muore Filippo III, gli succede il figlio. Carlo d'Angiò, detto ormai Carlo il Nero, si rifiuta di riconoscere la successione e si fa incoronare Re a Parigi, con il supporto dei Templari Neri e dell'Inghilterra. Prontamente papa Martino lo riconosce, e gli manda la corona del Regno di Sicilia, contando sul fatto che i feudatari del mezzogiorno preferiscano il più distante Carlo al più vicino Filippo IV. Tuttavia in capo a pochi mesi muoiono sia Carlo il Nero, sia papa Martino, rimettendo in gioco tutta la posta.

1286: La flotta Bianca sbaraglia quella Nera presso Bordeaux. Decisiva la ritirata proditoria di alcuni navigli inglesi. Le truppe di Filippo IV risalgono dall'Aquitania e occupano il bacino della Loira. In autunno egli è incoronato a Reims, secondo la tradizione.

1290: dopo quattro anni di tensioni, il Tempio accetta di ratificare tutte le condizioni della riforma operata da Filippo Augusto. Il Re entra in una Parigi pacificata, ma duramente provata dalle lotte dell'ultimo decennio. Il papato, privo di una guida carismatica, non può che accettare la riunificazione dei territori francesi. Intanto Filippo sposta i suoi uomini -e molti veterani neri- in oriente.

1291: Trattato di Khan Yunis fra Francesi e Mamelucchi. i possedimenti in Terrasanta dei cristiani sono regolamentati come un vero e proprio codominio franco-mamelucco. In alcune specifiche città potranno vivere solo latini (Jaffa, Acri, Tiro), altre, benché siano di pertinenza crociata, saranno riservate ai mercanti arabi, altre ancora, benché in territorio arabo, dovranno essere aperte ai latini (essenzialmente Ascalona). Gerusalemme rimane aperta ai pellegrini di qualunque religione, e su insistente richiesta del Sultano, l'accoglienza dei cristiani diviene compito dei Francescani. I Templari ricevono l'esclusiva sul trasporto ed il commercio nei porti latini, e una presenza simbolica in alcuni castelli. Ad alcuni di essi, scelti dal Sultano, viene concesso un Rango (Ranq), ossia una marca di libero commercio nei porti egiziani. Il trattato ratifica una situazione già esistente, ma la rende chiara e accettata da ambo le parti. come conseguenza, a partire da questa data il commercio navale a lungo raggio francese aumenta, così come la permeabilità dell'Egitto a merci ed idee provenienti dal mondo cristiano. L'Ordine del Tempio di Gerusalemme diventerà noto, con il passare del tempo, come Ordine di Francia. I territori latini invece mutano nome: da Regio di Gerusalemme, divengono il Regno Latino d'Oriente.

1293: mentre la Francia si gode il suo neonato impero navale, iniziano le prime dispute commerciali e coloniali fra Venezia e Genova, principalmente oltre i Dardanelli.

1294: Dopo una serie di papi incapaci, abulici o troppo spirituali, il Conclave elegge Benedetto Caetani, che sale al soglio di Pietro col nome di Bonifacio VIII. Sarà l'ultimo grande oppositore del potere francese nel mediterraneo.

1296: gli accordi fra papato e Bretagna, fra papato e Inghilterra e fra papato e Castiglia non danno risultati. Il prestigio di Bonifacio comincia a calare, e si diffondono voci inquietanti sulla sua condotta. Approfittando di questo calo di popolarità del suo nemico, Filippo il bello si fa incoronare nella cattedrale di Napoli Re di Sicilia e d'Oriente. Bonifiacio risponde proibendo ai sovrani europei la tassazione degli ecclesiastici, e avocando al solo papa la riscossione delle decime in Italia -compreso il Mezzogiorno. Questa bolla è volta a togliere al trono di Francia l'appoggio dei Templari, ma è imposta con tale malagrazia che Filippo ha gioco facile a impedirne la messa in atto.

1297: la risposta Bianca non si fa attendere: i Colonna e i Francescani dichiarano decaduto il papa. Bonifacio esilia i cardinali Colonna in Francia e incarcera Jacopone da Todi, guida dei Francescani Spirituali.

1300: Per contrastare il giro d'affari sempre più grande dei pellegrinaggi in Terrasanta, gestiti dai Templari, Bonifacio organizza il primo Giubileo.

1302: ultima offensiva papale: enciclica Unam Sanctam, nella quale il potere temporale è sottomesso a quello spirituale. Estremo tentativo di Bonifacio di mettere i Templari contro il Re. Contemporaneamente il papa offre il Mezzogiorno e tutto l'Oriente a Carlo, fratello di Filippo il Bello, che mette a sacco Firenze per contro del pontefice. Dante in esilio.

1303: I congiurati Colonna ed il plenipotenziario francese, Nogaret, catturano il papa e lo detengono per alcuni giorni. Carlo di Valois muore mentre torna a Napoli da Firenze, forse assassinato per ordine del fratello. Il prestigio di Bonifacio è distrutto.

1304: Bonifacio VIII muore, forse per la vergogna degli eventi subiti l'anno precedente.

1305: il Conclave è tesissimo. Da una parte i Colonna e le altre famiglie romane vorrebbero un papa dei loro, come compensazione per aver subito la sciagurata tirannide di Bonifacio. Dall'altra Filippo il Bello vorrebbe un Templare, o almeno un francese, per consolidare la sua presa sull'Italia. Il risultato, dopo mesi di trattative, è l'elezione di un candidato di compromesso: il generale dell'ordine domenicano. Egli tuttavia muore dopo pochi mesi di pontificato, ed al conclave successivo le ragioni francesi prevalgono: viene eletto Bertrand de Gouth, col nome di Clemente V, francese, membro del clero secolare e moderato.

1306: Clemente V sposta la sede papale a Belgard, presso Huesca, in Aragona, un possedimento templare donato al papa durante la reggenza in Aragona di Carlo il Nero.

1307: enciclica Ordines a Spiritu e Constitutio Templi, il ruolo e la struttura dei Templari sono riformati dal papa in persona a tutto vantaggio della monarchia. Le cariche di Maestro e Gran Maestro sono abolite,e sostituite da un consiglio di Giurati nominati per un quinto dal Re, per un quinto dal Papa ed eletti per un terzo fra i membri dell'Ordine. I restanti, chiamati Vicari, vengono cooptati dal consiglio su proposta del Re, del Papa, di almeno dodici Giurati o di almeno ventiquattro Commendatori (i quadri dell'ordine, capitani di nave, piccoli armatori e gestori di empori). Gli unici Templari che mantengano funzioni militari sono i Custodes in Terrasanta e la Guardia Bianca del Re di Francia. Inizia la fronda di Jacques de Molay, ultimo Maestro dell'Ordine prima della riforma, che tenta di opporsi disperatamente alla secolarizzazione dei Templari, prima per via diplomatica, poi chiedendo un concilio, quindi passando all'opposizione armata. Gli ultimi Templari della vecchia guardia si rifugiano nei territori plantageneti in Normandia, in Bretagna e in Portogallo.

1314: Dopo una durissima fronda, De Molay è trovato assassinato nella sua tenda presso La Havre. Pare stesse organizzando un'offensiva contro Parigi per Enrico Plantageneto. Recenti studi hanno dimostrato che l'ultimo Gran Maestro non fu assassinato, ma pare sia morto d'infarto, forse roso dalle molte fatiche degli ultimi sette anni e dalla sua stessa situazione in odor di tradimento. I Templari della vecchia guardia rimanenti, ottenuto un perdono ufficioso da Filippo il Bello, si rifugiano presso il suo alleato scozzese.

Il Trecento sarà un secolo chiave, le questioni rimaste in sospeso, per ora, sono essenzialmente due: quella linguistica, in Francia, Spagna e Italia e quella ottomana, se cioè l'impero ottomano possa nascere e come. Presto si porranno anche quella asburgica (Massimiliano I, in mancanza di Spagna e forse di Borgogna, su chi punterà? direttamente Ungheria? Inghilterra? Svezia? o forse al cuore, alla Francia?) e quella delle Americhe: Cortes chiamava i templi aztechi "moschee", e le trattava come i sui compatrioti trattavano appunto le moschee moresche; ma cosa accade se la colonizzazione è guidata dai francesi, che qui hanno un'idea ben diversa del rapporto fra religioni diverse?

Per farmi sapere che ne dite, scrivetemi a questo indirizzo.

Francia, Aquitania ed Occitania (grazie a Perchè No?)

Francia, Aquitania ed Occitania (grazie a Perchè No?)

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Stemma di Giovanna... d'Inghilterra (grazie a Perchè No?)

Stemma di Giovanna... d'Inghilterra (grazie a Perchè No?)

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Questo è il parere di Perchè No?:

A proposito di questa Francia Mediterranea, mi é tornato in mente il progetto simmetrico da me elaborato tempo fa: una Francia che sparisce a favore dei grandi feudatari dello Champagne. Io pensavo a una Francia volta verso Nord, piuttosto che impegnata nelle crociate: i Capetingi avrebbero potuto interessarsi alla conquista cristiana dell'Est. Piuttosto che delle guerre italiane ci sarebbe stato un impegno maggiore per controllare le Fiandre e il Reno. Piuttosto che un regno in Sicilia si sarebbe costituito un regno capetingio in Inghilterra. Al Sud si sarebbe sviluppata la nazione catalana con l'Occitania, niente crociata francese contro i Catari e niente fine dei conti di Tolosa, la Provenza sarebbe rimasta terra imperiale estranea alla Francia, la cui frontiera meridionale é al massimo Lione. E tutto ciò senza parlare della mutazione della cultura francese che non conserva l'eredità del diritto romano, non ha l'esempio artistico dell'Italia, al contrario la cultura e la lingua francese assomigliano più a quella anglosassone e a quella germanica. Con conseguenze inimmaginabili.

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Paolo Maltagliati aggiunge:

Vorrei far notare che l'espressione 'lingua franca' non deriva dal francese. Non quello moderno, perlomeno. A dire la verità è 'quasi' un esonimo. Gli arabi (e anche i romei, a dire il vero: non per niente la dominazione crociata in grecia venne chiamata "frankokratia") chiamavano "franchi" tutti i latini, intesi nel senso religioso del termine. Le crociate del resto hanno acuito loro malgrado la necessità di comunicazione mediterranea tra areali culturali differenti. Se dovessimo analizzare la lingua franca, è ovvio che non fosse né standardizzata, né stabile nel tempo e nemmeno una vera lingua codificata... Ma direi che percentualmente il mix è principalmente (ma non esclusivamente) tra arabo, dialetti oc, catalano, genovese, veneziano, greco medioevale (sia Costantinopolitano, sia di Trebisonda).
Spesso questa 'lingua' veniva chiamata Sabir.
Nel mar Nero ovviamente entravano nello schema della lingua franca anche parole slave, tatare o georgiane.

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Diamo ora la parola a Generalissimus:

Racconta la leggenda che Luigi III di Francia perse la vita in un modo abbastanza peculiare e per certi versi assurdo: all'apice della sua notorietà e dei suoi successi, una notte si accorse di una ragazza piuttosto attraente che stava tornando a casa da suo padre a cavallo.
Vittima di un colpo di fulmine, Luigi si mise a seguirla, ma la povera fanciulla si spaventò e scappò via al galoppo.
Il re, per andarle dietro, non si accorse dello stipite troppo basso di una porta attraversata dalla graziosa pulzella, ci sbatté la testa contro a tutta velocità, e finì scaraventato a terra con il cranio fracassato, spegnendosi a nemmeno 19 anni nell'882.
E se invece questa scappatella amorosa avesse un finale molto più lieto? Luigi III sta più attento, sopravvive e riesce ad assicurarsi una discendenza, vivendo per un altro mezzo secolo circa.
La guerra del Regno dei Franchi Occidentali contro i Vichinghi va molto meglio, considerato che il fratello e successore Carlomanno II non riuscì mai ad ottenere gli stessi risultati di Luigi.
Anzi, rimanendo ancora in circolazione c'è addirittura la possibilità che Luigi III riesca a ributtare a mare Rollone e i suoi Normanni, con tutto quello che ne consegue.
A proposito di Carlomanno II, dato che suo fratello sopravvivrà lui rimarrà a regnare sull'Aquitania, e, considerato che sarà in tutt'altre faccende affaccendato, non potrà certo perire prematuramente in un incidente di caccia in Normandia, vivendo anche lui fino al 934 circa e assicurandosi a sua volta una discendenza.
A causa di tutto questo la Francia rimane divisa più a lungo, e Carlo il Grosso non si ritroverà servito su un piatto d'argento il Regno dei Franchi Occidentali, cosa che gli impedirà di ricomporre del tutto l'Impero Carolingio.
Quali altri effetti avranno questi avvenimenti? E dove andranno a finire i Normanni?

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Lord Wilmore gli risponde con questa cartina:

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Il marsigliese Perchè No? commenta:

Questa mappa mi piace, anche se fa di me un Normanno (niente di male di per sé, ma la lingua risultante tra Norreno e Provenzale sarebbe complicata e interessante da immaginare).
Penso piuttosto che le Alpi siano nel regno di Normandia o nella Repubblica di Francia, mentre il regno di Occitania (o di Tolosa?) potrebbe prendersi una parte più ampia della Navarra e della Catalogna. La capitale del regno di Normandia sarebbe probabilmente Arles o Aix piuttosto che Marsiglia.
Ovviamente i cambiamenti piu importanti riguarderebbero l'Inghilterra non-normanna. Le ambizioni dei re di Normandia-Provenza sarebbero orientate piuttosto contro l'Occitania e la penisola iberica o contro la penisola italiana e il regno di Sicilia?

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Ed ecco la Timeline proposta da Lord Wilmore:

Io mi concentrerò sulla storia d'Italia in questo scenario. Vi presento...

L'Italia Normanna

898: il conte di Troyes Riccardo il Giustiziere, che ha giurato fedeltà al Re di Occitania Carlomanno II, sconfigge il normanno Rolf il Camminatore, che aveva posto sotto assedio Chartres, ma poi addiviene a patti con lui, e Carlomanno II gli offre di insediarsi in Provenza con i suoi uomini, a patto che si converta al cristianesimo, la pianti con le razzie e lo aiuti a difendere il confine orientale del suo regno. Rolf è un barbaro ma non è uno stupido, e accetta. Nasce il Ducato di Normandia.

966: Riccardo, figlio di Guglielmo Portaspada, figlio di Rolf, assume il titolo di Re di Normandia. Alla sua corte si sviluppa la Letteratura Provenzale, incentrata su temi guerreschi.

1053: le truppe mercenarie normanne guidate da Umfredo d'Altavilla annientano nella Battaglia di Civitate la coalizione di Bizantini e Longobardi guidata da Papa Leone IX. Questa vittoria apre la strada alla conquista normanna dell'intero Sud d'Italia.

1061: Roberto il Guiscardo conquista Palermo.

1077: Papa Gregorio VII, una delle più grandi figure del Medioevo europeo, scomunica l'Imperatore Enrico IV di Franconia, che gli oppone l'antipapa Clemente III e marcia su Roma per deporlo. Gregorio VII, che in gioventù è stato Legato Pontificio in Normandia, invoca l'aiuto di Guglielmo il Bastardo, figlio illegittimo del Re di Normandia Roberto I, che lui stesso ha legittimato e nominato Re dei Normanni. Riconoscente, Guglielmo invade l'Italia settentrionale, taglia la strada ad Enrico IV e gli infligge una devastante sconfitta nella Battaglia dell'Astico, fiume oggi in provincia di Vicenza. Enrico IV è costretto a ritirarsi in Germania; Gregorio VII incorona Guglielmo nuovo Re d'Italia e Re dei Romani, mentre ad Enrico IV resta il titolo di Re di Germania. Guglielmo, che sarà detto il Conquistatore, sposa in seconde nozze la Duchessa di Toscana Matilde di Canossa, da poco vedova del primo marito Goffredo il Gobbo, alleata di ferro di Gregorio VII. Il Conquistatore pone la capitale a Pavia, sottomette tutti i riottosi signori italiani e crea un forte stato centralizzato nel Centronord, esteso anche alla Normandia e a Genova, mentre Venezia resta indipendente e formalmente sotto sovranità bizantina. Il Re di Sicilia Ruggero I d'Altavilla si dichiara vassallo di Guglielmo I e gli giura fedeltà. Inizia la storia dell'Italia Normanna.

1154: Enrico II, pronipote di Guglielmo I, sale al trono d'Italia e di Normandia e fonda la dinastia dei Plantageneti.

1176: Riccardo Cuor di Leone, figlio ed erede di Enrico II, sconfigge nella Battaglia di Legnano il Re di Germania Federico I Barbarossa, che voleva riconquistare l'Italia e il titolo imperiale.

1193: Riccardo partecipa alla Terza Crociata ma non riesce a riconquistare Gerusalemme. Sulla via del ritorno fa naufragio in Grecia ed è tenuto come ostaggio dall'Imperatore Isacco II Angelo. In sua assenza governa il fratello Giovanni Senzaterra, fino a che i Normanni non pagano un ingente riscatto per liberarlo (il permaloso Riccardo istigherà poi Alessio V Ducas ad assassinare Isacco II). Durante l'assenza di Riccardo, nasce la leggenda del ladro gentiluomo Ghino di Tacco, che ruba ai ricchi per dare ai poveri e per pagare il riscatto del re, in seguito protagonista di ballate, romanzi, film d'avventura e cartoni animati.

1204: Riccardo Cuor di Leone muore mentre assedia Costantinopoli durante la Quarta Crociata: ha voluto vendicarsi dei Bizantini, ma lo coglie una freccia e muore per un'infezione. L'esercito crociato si disperde e Costantinopoli è salva. Gli succede il fratello Giovanni, il quale sposa in seconde nozze Costanza d'Altavilla, ultima erede del Regno Normanno di Sicilia, unendolo al Regno d'Italia. La Normandia invece va persa e viene riconquistata dal Conte di Barcellona e Re di Occitania Pietro II, che assume in unione personale anche il titolo di Re di Normandia.

1209: Papa Innocenzo III si sente accerchiato dai Normanni, ed istiga i Baroni italiani a ribellarsi contro Giovanni.

1215: Giovanni è costretto a concedere ai Baroni italiani la "Magna Charta Libertatum", primo abbozzo di costituzione moderna, per assicurarsi la loro fedeltà. L'anno successivo muore e gli succede il figlio Enrico III.

1229: con  la Pace di Meaux-Paris gli Albigesi ottengono dal Regno di Occitania la libertà di religione. Essi costituiscono tuttora una presenza religiosa rilevante nella Linguadoca.

1237: non essendo riuscito a disintegrare il Regno Normanno d'Italia, Papa Gregorio IX chiama in Italia l'anziano Re di Germania Ottone IV di Brunswick, promettendogli il trono d'Italia e il titolo imperiale. Ottone IV si lascia convincere, ma il condottiero italiano Ezzelino III da Romano sconfigge Ottone IV di Brunswick nella Battaglia di Cortenuova. Il Re di Germania cade nello scontro senza lasciare figli, e così il titolo regio in Germania diventa elettivo. Gregorio IX conserva il governo del solo Lazio ed è costretto a riconoscere l'autorità di Enrico III su tutta l'Italia (secondo una leggenda, San Francesco d'Assisi aveva ammonito l'allora Cardinale Ugolino, suo protettore e futuro Papa Gregorio IX, a non mettersi in rotta con il Re d'Italia, ma ai Santi non dà mai retta nessuno).

1283: l'Inghilterra anglosassone conquista il Galles.

1302: Dante Alighieri, arcicancelliere del Re d'Italia Edoardo I, critica le politiche assolutistiche del sovrano nel suo "De Monarchia", e così il massimo poeta di tutti i tempi in lingua italiana è costreto all'esilio in Germania. Dante spera che il Re di Germania Enrico VII di Lussemburgo possa invadere l'Italia, conquistarne il trono e farlo rientrare nella sua Firenze, ma la morte prematura del sovrano fa tramontare i suoi sogni. Dante morirà in esilio nel 1321 senza mai essere rientrato in Italia, ed ancor oggi è sepolto nel Duomo di Colonia.

1306: unione personale tra Scozia e Irlanda sotto il re Roberto I de Brus, l'Irlanda lascerà l'unione solo nel 1922.

1309-1377: il Papa lascia Roma, occupata lle truppe di Edoardo I, che annette definitivamente il Patrimonium Petri al suo regno, ed è costretto a risiedere a Savignone, nei pressi di Genova ("Cattività Savignonese"), più vicina a Pavia dove è meglio controllabile. Edoardo I trasferisce formalmente la capitale italiana da Pavia a Roma.

1315: il 15 novembre nella Battaglia di Morgarten un piccolo raggruppamento di fanti svizzeri infligge una clamorosa sconfitta ai cavalieri del duca Leopoldo I d'Asburgo, numericamente preponderanti. Secondo la leggenda, alla battaglia prende parte anche l'eroe svizzero Guglielmo Tell, la cui esistenza è messa in dubbio dagli storici moderni. La vittoria comunque segna di fatto l'anno di nascita della Confederazione Svizzera.

1337-1453: si combatte la Guerra dei Cento Anni tra l'Italia e l'Occitania. Il Re d'Italia Edoardo III rivendica la corona di Normandia, invece il nuovo sovrano di Occitania Pietro IV il Cerimonioso non solo afferma che la Normandia è parte della nazione occitana, ma rivendica di essere lui il legittimo Re d'Italia, essendo nipote abiatico di una sorella di Edoardo I, mentre Edoardo III sarebbe figlio di un'amante della madre. La guerra infuria con alterne vicende, e nessuna delle due nazioni riesce a prevalere definitivamente sull'altra.

1347: l'epidemia di peste nera uccide un terzo della popolazione italiana. Il soggetto della "danza macabra" diventa un tema ricorrente delle rappresentazioni artistiche italiane.

1353: Giovanni Boccaccio pubblica "I Racconti di San Pietro", una raccolta di 100 racconti contenuti all'interno di una cornice narrativa, in cui un gruppo di dieci pellegrini decide di indire una gara di racconti durante il loro pellegrinaggio alla Basilica di San Pietro in Roma in occasione dell'Anno Santo del 1350 per visitare la tomba dell'Apostolo. Lo stesso Boccaccio è uno dei pellegrini e parla in prima persona. Si tratta della prima importante opera in prosa della letteratura italiana.

1360: la Pace di Brescia assegna all'Occitania il Piemonte e Genova.

1369-1389: l'Italia recupera quasi tutti i territori perduti nel 1360.

1377: il Papa Gregorio XI torna a Roma in seguito alle preghiere di Santa Caterina da Siena, oggi Patrona d'Italia, ma l'elezione di un antipapa a Savignone dà inizio allo Scisma d'Occidente, che sarà risolto solo nel 1417 dal Concilio di Firenze.

1382: Fra Dolcino da Novara anticipa alcune tesi della Riforma Protestante ed esegue la prima traduzione della Bibbia in volgare italiano. Muore di morte naturale prima che la Chiesa lo condanni come eretico.

1399: Riccardo II d'Italia (nipote abiatico di Edoardo III), sovrano dal carattere dispotico e maniacale, cade vittima delle trame del cugino Enrico, figlio di Gian Galeazzo Visconti e come lui nipote di Edoardo III per parte di madre. Enrico sobilla il popolo facendo arrestare il legittimo re, succedendogli al trono come Enrico IV e facendolo assassinare un anno dopo. Con Riccardo II ha termine il ramo principale dei Plantageneti, egli inaugura la dinastia Visconti.

1415: il 25 ottobre nella Battaglia di Agnadello gli arcieri occitano sbaragliano la cavalleria italiana: si tratta della prima importante battaglia europea in cui si fa uso di armi da fuoco. Il Re d'Occitania Ferdinando I il Giusto fa incoronare suo figlio Alfonso come Re d'Italia. Per il Regno Normanno sembra tutto perduto.

1429: sorge l'astro di Caterina Vigri, detta la Pulzella di Bologna, che afferma di essere stata chiamata da Dio per salvare il Regno d'Italia, e in armatura guida l'esercito italiano all'assedio di Pavia, quartier generale degli Occitani in Italia, riconquistando la città e risollevando le sorti italiane. Nel 1431 la Pulzella è catturata dagli Svizzeri e consegnata agli Occitani, che il 30 maggio la bruciano sul rogo come eretica. Nel 1456 Callisto III dichiarerà nulla la sua condanna. Santa Caterina Vigri sarà beatificata da San Pio X nel 1909 e canonizzata da Benedetto XV nel 1920. Oggi è Patrona d'Italia insieme a San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena.

1453: la Pace di Lodi pone fine alla Guerra dei Cento Anni e stabilisce il sostanziale ritorno allo status quo e la sovranità occitana sulla Normandia. È in seguito a questa guerra che si formano i moderni stati nazionali di Occitania e Italia.
Costantinopoli è presa dai Turchi, che chiudono la via di terra verso le preziose spezie. Molti intellettuali bizantini fuggono in Italia, dando impulso allo studio dei classici greci e avviando la grande stagione del Rinascimento.

1461: Enrico VI Visconti, nipote abiatico di Enrico IV, dà via via gravi segni di pazzia, dando spazio così alle trame dei nobili a lui ostili. Ne approfitta il duca di Firenze Edoardo, figlio di Piero de Medici e nipote abiatico di Cosimo il Vecchio de Medici: il duca di Firenze lo fa deporre ed esiliare, succedendogli al trono come Edoardo IV ed inaugurando la dinastia dei Medici. Scoppia la Guerra delle Due Rose, una guerra civile tra Visconti e Medici, così chiamata perchè nel blasone dei Visconti compaiono un serpente che inghiotte un bambino e una rosa rossa, mentre in quello dei Medici compaiono sei palle d'oro e una rosa bianca.

1469: il 19 ottobre Isabella di Trastámara, regina di Castiglia e Léon, sposa il cugno di secondo grado Ferdinando, Conte di Barcellona e Re di Occitania, portando all'unione delle due corone in una grande potenza, il Regno di Iberia.

1483: Riccardo de Medici, fratello di Edoardo IV, con uno stratagemma fa dichiarare invalido il matrimonio del fratello con Clarice Orsini, e così invalida i diritti di successione di suo nipote Edoardo V, che ha solo 12 anni, ed è rinchiuso con il fratello Riccardo in Castel Sant'Angelo. Dei due principi non si saprà più nulla, probabilmente sono assassinati e gettati nel Tevere. Riccardo ascende al trono con il nome di Riccardo III.

1485: Enrico Gonzaga, fratellastro di Re Enrico VI Visconti, sconfigge Riccardo III nella Battaglia di Fornovo, grazie a macchine da guerra innovative progettate da Leonardo da Vinci. Riccardo III ("Il mio regno per un cavallo!", gli farà dire Torquato Tasso) cerca e trova la morte nello scontro, e il vincitore sale a trono con il nome di Enrico VII, inaugurando la dinastia Gonzaga. Egli pone fine alla Guerra delle Due Rose, essendo imparentato con i Visconti e avendo sposato Elisabetta de Medici, primogenita di Edoardo IV.

1492: Enrico VII Gonzaga finanzia la spedizione del genovese Cristoforo Colombo, che porta alla scoperta dell'America da parte degli europei. Inizia l'assalto di Italia, Iberia, Francia, Germania, Inghilterra e Scozia alle risorse del Nuovo Mondo, infischiandosene dei nativi.

1502: il fiorentino Amerigo Vespucci si accorge che le terre scoperte da Colombo non fanno parte dell'Asia, ma rappresentano un nuovo continente inesplorato, cui Enrico VII dà perciò il nome di America.

1509: il 21 aprile Enrico VII Gonzaga muore di tubercolosi a soli 52 anni. Dato che il primogenito Federico è morto prematuramente, gli succede il secondogenito Enrico VIII.

1513: Leone X, figlio naturale di Edoardo IV de Medici, è eletto Papa con il nome di Leone X. Per ricostruire in forme maestose la Basilica di San Pietro a Roma, ha la cattiva idea di mettersi a vendere le indulgenze ("quando la moneta tintinna nella cassetta, l'anima vola al cielo benedetta"). Ciò provoca la rivolta dell'agostiniano tedesco Martin Lutero e la Riforma Protestante.

1518: Carlo d'Asburgo, figlio di Giovanna (figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Occitania) e di Filippo il Bello d'Asburgo (figlio del Re di Germania Massimilano I e di Maria di Borgogna) riunifica nelle sue mani il Regno di Iberia, il Regno di Germania e il Regno di Borgogna, creando un impero "su cui non tramonta mai il sole". Il Nuovo Mondo verrà spartito tra le potenze europee: la costa est del Nordamerica all'Italia ("Nuova Italia"), la valle del Mississippi e il Canada alla Francia ("Nuova Francia"), il Labrador, l'Acadia e Terranova all'Inghilterra ("Nuova Inghilterra"), il Venezuela e le Guyane alla Germania ("Nuova Germania"), il Brasile al Portogallo, l'Argentina e il Cile alla Scozia ("Nuova Scozia"), il resto alll'Iberia di Carlo V.

1519: il 2 maggio Leonardo da Vinci, considerato uno dei più grandi geni dell'umanità e incarnazione stessa del Rinascimento, muore nel Castello Sangallo di Nettuno, presso Roma, tra le braccia di Re Enrico VIII che è un suo sfegatato ammiratore. Leonardo lascia in eredità alla corona d'Italia i suoi appunti, i suoi codici e soprattutto il suo capolavoro pittorico, "La Gioconda". Oggi Leonardo è sepolto nella Basilica di Santa Croce a Firenze, insieme ai Grandi d'Italia.

1526: Enrico VIII chiede a Papa Clemente VII di annullare le sue nozze con Caterina di Occitania, zia di Carlo V, che non può dargli un figlio maschio. Il Papa inizialmente rifiuta, ed allora la residenza papale nel Vaticano è devastata dalla soldataglia di Enrico VIII (il famoso "sacco"). Clemente VII si salva chiudendosi in Castel Sant'Angelo ed è costretto ad annullare il matrimonio, con grande irritazione dell'Iberia. Carlo V d'Asburgo, che già è in guerra con Re Francesco I di Francia, dichiara guerra anche all'Italia e la attacca. E' l'inizio di un trentennio di conflitti.

1536: vistosi a mal partito, Enrico VIII, obeso e malato di gotta, stringe alleanza con il Sultano Ottomano Solimano il Magnifico contro Carlo V di Iberia e di Germania ("Empia alleanza").

1547: il 28 gennaio Enrico VIII Gonzaga, proclamato "Difensore della Fede" da Papa Paolo III per la sua opposizione al luteranesmo, muore in seguito al diabete di cui soffre. Gli succede il figlio Edoardo VI, avuto dalla terza moglie Vittoria Colonna, che ha solo nove anni ed è influenzato dal Cancelliere Pier Paolo Vergerio, vicino al luteranesimo.

1553: il 6 luglio Edoardo VI Gonzaga muore a soli 16 anni senza figli. Siccome non ci sono altri eredi al trono maschi, il Parlamento Italiano cambia la legge di successione e nomina per la prima volta una Regina, nella persona di Maria, figlia di Enrico VIII e di Caterina di Occitania. Maria I si è convertita al protestantesimo e tenta di imporre questa religione anche in Italia, suscitando forti opposizioni.

1556: deluso per non essere riuscito a ricostituire l'Impero Romano d'Occidente, Carlo V d'Asburgo abdica, lasciando la Germania al fratello Ferdinando (già Re d'Ungheria) e l'Iberia e le colonie d'oltremare al figlio Filippo II.

1558: il 17 novembre la Regina d'Italia Maria I muore a soli 42 anni per un cancro all'ovaia. Le succede la sorellastra Elisabetta I, figlia di Enrico VIII Gonzaga e della sua seconda moglie, la scrittrice Tullia d'Occitania, che restaura il Cattolicesimo come religione di stato e si fa promotrice della Controriforma.

1559: la Pace di Castel del Monte tra Elisabetta I e Filippo II pone fine a trent'anni di guerre tra Iberia e Italia. Ha inizio per l'Italia una lunga era di pace e di sviluppo. Il Regno di Elisabetta I è caratterizzata da una grande espansione commerciale e da una notevole fioritura artistica e letteraria (il Barocco). Il suo poeta di corte Torquato Tasso scrive opere teatrali immortali come "Romeo e Giulietta", "Il Mercante di Venezia", "Amleto" e "La Tempesta".

1577-1580: il cartografo e ammiraglio italiano Giovanni Battista Boazio (secondo le malelingue, amante di Elisabetta I) compie la seconda circumnavigazione del globo, dopo quella di Ferdinando Magellano, nel corso della quale scopre la California, da lui battezzata Nuova Esperia, e l'Australia, da lui battezzata Terra dello Spirito Santo, toponimi mai più adoperati in seguito.

1581: sulle ceneri del Regno di Borgogna nasce la Repubblica delle Province Unite, primo nucleo del fututo Regno dei Paesi Bassi.

1582: entra in vigore in Italia il Calendario Gregoriano, voluto da Papa Gregorio VII. A poco a poco sarà adottato in tutto il mondo.

1588: Giovanni Battista Boazio attacca e distrugge la flotta iberica alla fonda nel porto di Cadice, ed allora Filippo II, che ha proposto inutilmente ad Elisabetta I di sposarlo, invia la sua Invincibile Armata a conquistare Roma, ma una forte burrasca e gli attacchi di Boazio disperdono la flotta. A fatica Filippo II riesce ad impedire la riconquista italiana della Normandia.

1603: il 3 aprile Elisabetta I, che ha 69 anni e da tempo è in depressione, si sveglia e dice alle sue dame di compagnia: "Chiamate il Papa, ho deciso che devo morire e voglio confessarmi". Dopo che Papa Clemente VIII le ha dato l'assoluzione, la regina si spegne. Siccome non si è mai sposata e non ha avuto figli, le succede il figlio adottivo Giacomo d'Este, Duca di Modena e di Reggio Emilia e suo lontano parente, con il nome di Giacomo I, che avvia la dinastia Estense. Coltissimo e amante delle scienze e delle arti, egli prosegue il grande momento di fioritura artistica dell'Italia; suo astronomo di corte è Galileo Galilei, uno dei padri della scienza moderna.

1605: il 4 novembre Fra Giacinto Centini da Ascoli, sobillato dagli spagnoli, tenta di far saltare per aria il Re Giacomo I d'Este e tutto il Parlamento: è la cosiddetta "Congiura delle Polveri". Essa viene scoperta all'ultimo momento, e Fra Giacinto viene bruciato sul rogo in Campo dei Fiori a Roma.

1606: viene fondata nel Nordamerica la colonia italiana della Virginia, in onore di Elisabetta I, la "Regina Vergine".

1618-1648: la Germania è dilaniata dalla Guerra dei Trent'Anni, un conflitto che vede contrapposti gli Asburgo cattolici, detentori del titolo regale tedesco, alla nobiltà protestante del Nord. Nonostante il supporto a questi ultimi da parte di Danimarca, Svezia, Francia e Italia, il conflitto è vinto dagli Asburgo, che vedono rafforzato il loro ruolo di sovrani di Germania. La Svizzera e i Paesi Bassi tuttavia ne approfittano per rendersi totalmente indipendenti dal Regno Germanico.

1620: Giacomo I autorizza i Protestanti italiani, per lo più Calvinisti e Valdesi, a trasferirsi nel Nuovo Mondo. I "Padri Pellegrini" fondano in America Settentrionale la colonia di Filadelfia ("Amore fraterno"), primo nucleo dei futuri Stati Uniti d'America.

1625: il 6 aprile muore Giacomo I d'Este, che ha avuto un pessimo rapporto con il Parlamento italiano, e gli succede il figlio Carlo IV, sostenitore dell'assolutismo regio.

1632: Galiileo Galilei pubblica il "Dialogo sui Massimi Sistemi del Mondo", in cui ridicolizza la filosofia aristotelica e fornisce le prove del sistema eliocentrico di Copernico. Nonostante l'opposizione della Chiesa, che sostiene ancora il modello geocentrico, l'opera diventa un bestseller, e Re Carlo IV protegge Galilei, impedendo che venfa processato dall'Inquisizione.

1640: l'Occitania si ribella al Re di Iberia Filippo IV d'Asburgo, riconquista l'indipendenza e offre la corona al Duca di Savoia Carlo Emanuele, che accetta. La dinastia Savoia è tuttora sul trono di Occitania. Filippo IV assume il titolo meno altisonante di Re di Spagna. Anche l'Impero Coloniale è spartito, con il Messico, colonizzato soprattutto da Aragonesi, che passa all'Occitania.

1642-1651: Guerra Civile Italiana. Carlo IV, sostenitore dell'assolutismo regio sul modello francese, entra in Parlamento e tenta di scioglierlo e di arrestarne i membri a lui più ostili. Questi si rifugiano a Napoli, dove la popolazione prende le armi per difenderli. Scoppia così la guerra tra la fazione dei Parlamentari ("Teste Rotonde") e i Realisti ("Cavalieri"), le quali si scontrarono principalmente sul modo di dirigere il governo italiano e sulla questione della monarchia per diritto divino. Tommaso Aniello, detto Masaniello, carismatico pescatore napoletano, prende il comando delle Teste Rotonde e sconfigge le forze Realiste, conquistando Roma.

1648: Carlo IV d'Este prende contatti con l'Occitania perchè Re Carlo Emanuele invada l'Italia e gli dia manforte. Masaniello allora dichiara decaduta la Monarchia, proclama la Repubblica Italiana e convince il Parlamento a processare il Re, che viene giustiziato il 30 gennaio 1649. Le Teste Rotonde sconfiggono definitivamente le forze realiste e i loro alleati occitani nella Battaglia di Tornavento il 20 luglio 1651.

1658: il 3 settembre Masaniello muore di malaria, gli succede per breve tempo suo fratello Giovanni. Questi però è giudicato inadatto al governo, ed allora il letterato Don Giulio Genoino, che era stato collaboratore di Masaniello convince il Parlamento a richiamare dall'esilio in Francia Carlo, figlio del defunto Re, che viene incoronato sovrano con il nome di Carlo V. Il corpo di Masaniello dietro suo ordine è dissepolto dal Santuario della Madonna del Carmine a Napoli in cui riposava, decapitato, bruciato e le ceneri sono disperse. Durante il regno di Carlo II si formano nel Parlamento di Roma due partiti: la Destra, i conservatori fedeli al Re chiunque egli sia, e la Sinistra, convinti della superiorità del Parlamento e del fatto che il Re debba regnare ma non governare.

1665: una serie di tragedie colpisce l'Italia. La prima è la Grande Peste di Roma, ultima grande epidemia di peste in Italia, scoppiata nel luglio di quest'anno. Essa miete tra 75.000 e 100.000 morti, quindi più di un quinto della popolazione dell'Urbe. Il Re Carlo II per sfuggire al contagio si rifugia con la famiglia a Narni, in Umbria.

1666: dal 12 al 16 settembre Roma è devastata da un grande incendio partito dal forno di un panettiere. Gran parte della città medievale va distrutta, vanno in fumo 13.000 abitazioni, 87 chiese parrocchiali, 6 cappelle e soprattutto la Cattedrale di Santa Maria Maggiore. Perlomeno, la morte dei ratti che propagavano l'epidemia pone fine alla peste scoppiata l'anno precedente. La capitale è ricostruita secondo criteri più moderni da Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona e Guarino Guarini.

1685: il 2 febbraio Carlo II è colpito da ictus e muore a soli 54 anni senza figli legittimi. Gli succede il fratello Giacomo II, ultimo sostenitore della monarchia di diritto divino in Italia.

1688: "Gloriosa Rivoluzione": l'11 dicembre Giacomo II, che ha tentato di sciogliere il Parlamento, viene accusato di dispotismo, deposto ed esiliato in Francia; sale al trono sua figlia Maria II d'Este insieme al marito, Giovanni II Sobieski, che è anche Re di Polonia e Granduca di Lituania con il nome di Giovanni III, e l'11 settembre 1683 ha salvato Vienna dall'assedio dei Turchi. Il 13 febbraio 1689 il Parlamento Italiano approva la Carta dei Diritti, atto di nascita della monarchia costituzionale moderna.

1694: Maria II d'Este muore di vaiolo, e Re Giovanni II, che è stato coinvolto nelle guerre tra la Germania e la Francia di Luigi XIV, è percepito sempre più coome uno straniero in terra d'Italia.

1696: il 17 giugno Re Giovanni II muore per un improvviso attacco di cuore. Il Parlamento italiano rifiuta la successione di suo figlio Giacomo Luigi e nomina invece Regina la sorella minore di Maria II, Anna.

1699: il generale occitano Eugenio di Savoia, al servizio del Regno d'Italia, infligge una sconfitta devastante all'Impero Ottomano, che è costretto ad abbandonare l'Ungheria. Unione personale tra Italia e Ungheria, la Regina Anna è incoronata anche Regina d'Unheria.

1700: muore senza figli Carlo II, ultimo degli Asburgo di Spagna. Egli nomina suo erede il cugino Filippo di Borbone, nipote del Re di Francia Luigi XIV, ma Italia, Occitania, Germania e Scozia non lo riconoscono, e scoppia la Guerra di Successione Spagnola.

1707: il 1° maggio il Parlamento italiano e quello di Budapest ratificano l'Atto di Unione: nasce il Regno Unito di Italia e Ungheria.

1714: l'11 aprile viene firmato il Trattato di Utrecht, con cui ha fine la Guerra di Successione Spagnola. L'Italia occupa le isole Baleari, che saranno restituite solo nel 1802. Il 12 agosto successivo muore la Regina Anna, ultima degli Este. Dato che nessuno dei suoi figli è vissuto fino all'età adulta e tutti soo morti prima di lei, il Parlamento ha designato come sua erede la sua parente più prossima, la cugina di secondo grado Sofia, figlia di Elisabetta d'Este, primogenita di Giacomo I. Sofia però è morta due mesi prima della regina, quindi il trono viene ereditato da suo figlio Giorgio Farnese, da lui avuto dal Duca di Parma e Piacenza Ranuccio II Farnese. Egli sale al trono con il nome di Giorgio I e inaugura la dinastia dei Farnese, da cui discendono gli attuali Re d'Italia (il primo Farnese di cui si hanno notizie storiche è Pietro, di umili origini, console di Orvieto nel 984) Giorgio I si disinteressa sostanzialmente del governo, e ad amministrare il Regno è il Primo Minostro Scipione Maffei, erudito e intellettuale veronese.

1727: l'11 giugno muore Re Giorgio I Farnese e gli succede il figlio Giorgio II, che ha sempre avuto un pessimo rapporto con il padre, e al contrario di lui si interessa di politica interna ed internazionale. Tra il 1730 e il 1742 il Primo Ministro italiano è Carlo Vincenzo Ferrero di Roasio, Marchese d'Ormea, astuto e pragmatico, che modernizza il sistema fiscale. La colonia americana della Georgia, fondata nel 1732, è intitolata a Giorgio II. Sotto il suo regno ha inizio la grande stagione dell'Illuminismo.

1740: muore il Re di Germania Carlo VI d'Asburgo, che non ha figli maschi, così decide di lasciare il trono alla figlia Maria Teresa, che ha sposato Francesco Stefano di Lorena. La maggior parte degli stati europei non accetta la successione in linea femminile e sostiene invece Carlo Alberto di Wittelsbach. Giorgio II convince il governo a intervenire in guerra, ma di fatto con il Trattato di Aquisgrana del 1748 l'Italia non ottiene alcun vantaggio dal conflitto. Alla fine Francesco Stefano di Lorena è eletto Re di Germania, anche se a governare è di fatto la moglie.

1749: lo scrittore veneziano Zaccaria Seriman pubblica "I Viaggi di Enrico Vianton", in cui l'omonimo medico compie una serie di mirabolanti viaggi nei Mari del Sud, visitando un popolo di satura piccolissima (i Lillipuziani), un popolo di giganti (il regno di Brobdingnag), l'isola volante di Laputa abitata da scienziati un po' folli e un'isola abitata da cani intelligenti, che adoperano gli esseri umani (dei bruti senza ragione) come loro schiavi. Quest'opera, capolavoro dell'Illuminismo italiano che conosce subito un enorme successo, trae spunto dai racconti di viaggio tanto in voga in quest'anno, per portare avanti una spietata critica sociale del regno di Giorgio II Farnese: i lillipuziani, i giganti e i cani sapienti rappresentano i vizi, le manie e le ipocrisie dell'Italia del tempo di Seriman, che con la scusa di descrivere paesi remoti, in realtà critica ferocemente la falsa scienza, la vanità e la corruzione della società contemporanea, della politica e della chiesa.

1756-1763: Guerra dei Sette Anni, definita da Giovanni Giolitti "la prima vera guerra mondiale della storia". Essa vede opposti Scozia, Italia-Ungheria, Occitania, Russia, Portogallo e Confederazione Irochese da una parte; Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Uroni e Impero Mughal dall'altra. Voluta dal Primo Ministro italiano Bernardo Tanucci, essa si combatte in Europa, Africa, India e Nordamerica, e si conclude con una disfatta per la Francia e per l'Inghilterra, che perdono quasi tutti i loro imperi coloniali. Il Canada. la Terra di Rupert, il Labrador e l'India passano alla Scozia, la Luisiana, l'Acadia, Terranova e il Senegal all'Italia, la Florida all'Occitania. In tal modo Scozia e Italia, tradizionali alleate sui mari, emergono come principali potenze coloniali mondiali. Si tratta di un duro colpo per i Borboni di Francia, e uno dei motivi della loro caduta.

1760: il 25 ottobre Giorgio II Farnese si spegne improvvisamente per un aneurisma dell'aorta, gli succede il nipote abiatico Giorgio III. Sotto il suo lungo regno la stabilità interna, la mentalità imprenditoriale dei Normanni e le materie prime giunte in patria dalle colonie favoriscono l'avvio in Italia-Ungheria, così come in Scozia, della Rivoluzione Industriale, soprattutto grazie alla macchina a vapore ideata da Leonardo da Vinci e perfezionata da Giovanni Branca.

1764: i frateli Pietro e Alessandro Verri, tra i massimi intellettuali illuministi italiani, creano a Milano l'Accademia dei Pugni e fondano il giornale "Il Caffè", il più antico giornale italiano tuttora pubblicato.

1776: le Tredici Colonie italiane in America del Nord si sentono giocate dal governo di Roma, accusato di averle usate per combattere francesi e inglesi, per poi seppellirle di tasse e impedire loro di commerciare se non con la madrepatria. Sotto la guida dell'intellettuale illuminista Cesare Beccaria, inventore del parafulmine, decidono così di proclamare l'indipendenza. La Guerra d'Indipendenza Americana dura fino al 1783 e si conclude con la vittoria degli insorti grazie all'intervento in loro aiuto della Francia di Luigi XVI e dell'Inghilterra, convinte da Cesare Beccaria a scendere in campo per vendicare la sconfitta nella Guerra dei Sette Anni. Nascono così gli Stati Uniti d'America, di cui Cesare Beccaria è eletto primo Presidente. La Luisiana torna alla Francia e Terranova torna all'Inghilterra, mentre l'Italia-Ungheria comincia a orientare i suoi interessi coloniali verso l'Africa. I volontari europei che hanno combattuto in America diffondono in patria gli ideali di libertà e democrazia.

1780: l'intellettuale illuminista napoletano Gaetano Filangieri pubblica "La scienza della legislazione", capolavoro settecentesca di filosofia del diritto.

1787: viene pubblicato "L'Icosamerone", romanzo fantastico di Giacomo Casanova, avventuriero veneziano che è stato agente segreto per conto del Regno d'Italia-Ungheria durante la Guerra dei Sette Anni, ed ha la fama di leggendario tombeur de femmes. In questo romanzo si immagina che due ragazzi, i fratelli Edoardo ed Elisabetta, siano trascinati da una tempesta dentro il gorgo posto al Polo Nord che mette in comunicazione la superficie terrestre con la cavità posta al suo interno, sulla cui superficie vivono i Megamicri, un popolo di bassa statura ma dotato di una tecnologia avanzatissima, e per Casanova è l'occasione per criticare la politica e la società dei suoi tempi, e in particolare l'Ancien Régime che il veneziano conosce molto bene. L'opera, subito tradotta in francese e in tedesco, conosce uno straordinario successo e dà vita al genere fantastico-avventuroso del "mondo perduto", che diverrà molto popolare nella seconda metà del XIX secolo grazie a Jules Verne.

1788: il 1° gennaio esce il primo numero dello storico quotidiano milanese "Il Corriere della Sera".

1789: scoppia la Rivoluzione Francese con la presa della Bastiglia. Dopo la proclamazione della Repubblica, l'esecuzione di Re Luigi XVI e la dichiarazione, da parte dei rivoluzionari più estremisti che hanno preso il potere a Parigi, di voler mettere a ferro e fuoco l'Europa, il Primo Ministro italiano Girolamo Lucchesini (in carica dal 1783 al 1801 e dal 1804 al 1806) promuove la nascita di una coalizione contro la Francia Rivoluzionaria. La Convenzione risponde dichiarando guerra all'Italia-Ungheria, e le truppe rivoluzionarie, che già hanno invaso e annesso l'Occitania, riescono a conquistare il Piemonte e la Liguria, ma dopo la caduta di Robespierre gli italiani recuperano le proprie posizioni.

1795: definitiva spartizione della Polonia tra Germania, Russia ed Ungheria. Lo stato polacco indipendente sarà ricostituito solo nel 1919.

1796: il generale corso Napoleone Bonaparte, che credendo negli ideali rivoluzionari si è trasferito in Francia, invade per la seconda volta l'Italia, ottiene una serie di strepitose vittorie e conquista Milano e Firenze, minacciando la stessa Roma; Giorgio III e il governo per prudenza di spostano a Napoli. Con il Trattato di Campoformio, Napoleone annette direttamente Piemonte e Liguria, mentre Lombardia, Veneto, Emilia, Romagna e Toscana formano la Repubblica Italiana, guidata da Giovanni Galeazzo Serbelloni, uomo di fiducia dei Francesi

1798: mentre il Bonaparte è in Egitto, sperando di conquistarlo per usarlo come base per la riconquista francese dell'India, l'Italia recupera le posizioni perse e riconquista Milano e Firenze, ponendo fine alla Repubblica Italiana. Intanto Giorgio III comincia a manifestare squilibri mentali e allucinazioni, che lo costringono a lunghi periodi di cura.

1800: il 14 giugno Napoleone, ritornato dall'Egtto e diventato Primo Console dopo un colpo di stato, sconfigge le truppe italiane a Marengo e costringe l'Italia a cedere i territori che aveva riconquistato durante la sua Campagna d'Egitto. Il Trattato di Amiens pone fine alla guerra. Napoleone trafuga "la Gioconda" di Leonardo da Firenze e la porta a Parigi, dove addirittura la vuole nella sua camera da letto.

1804: Haiti proclama l'indipendenza, prima repubblica nera della storia e unico stato nato da una rivolta di schiavi coronata da successo, guidata da Toussaint Louverture e Jean-Jacques Dessalines.

1805: Napoleone, autoproclamatosi Imperatore dei Francesi, riprende le ostilità contro Scozia e Italia-Ungheria, i suoi più accaniti avversari. Il 21 ottobre le flotte congiunta scozzese e italiana distruggono la flotta francese a Trafalgar, ma il 2 dicembre Napoleone sbaraglia le truppe congiunte di Germania, Russia e Italia nella Battaglia di Austerliz. Il Re Giorgio III e il governo italiano si rifugiano a Budapest, mentre Napoleone affida la corona italiana prima a suo fratello Giuseppe, e poi a suo genero Gioacchino Murat. Papa Pio VII è deportato a Fontainebleau, presso Parigi. Napoleone vende la Luisiana agli Stati Uniti d'America, e si concentra sull'Europa dove crea un sistema di stati satelliti retti dai suoi parenti. L'unico stato a rimanere caparbiamente in guerra contro la Francia è la Scozia.

1808-1828: per iniziativa di Simón Bolívar e degli altri "Liberatori", molti paesi dell'America Centrale e Meridionale conseguono l'indipendenza: Cuba (1808) dall'Italia, Paraguay (1811) dalla Spagna, Colombia (1819) dalla Spagna, Messico (1821) dall'Occitania, Ecuador (1822) dalla Spagna, Brasile (1822) dal Portogallo, Perù (1824) dalla Spagna, Bolivia (1825) dalla Spagna, Uruguay (1828) dal Brasile.

1810: dopo la morte dell'adorata figlia Amelia a soli 27 anni, la malattia mentale di Giorgio III diventa irreversibile (si aggira per il palazzo reale di Budapest con un bastone in mano, dicendo: "Portatemi qui quel bandito di Napoleone, e gli darò un sacco di bastonate!") La reggenza è assunta da suo figlio Giorgio Augusto Farnese.

18121815: Napoleone invade la Russia, ma la ritirata nel gelo mortale dell'inverno russo si trasforma in un disastro militare. I suoi nemici ne approfittano per coalizzarsi di nuovo contro di lui: dal 16 al 19 ottobre 1813 l'Imperatore di Francia è sconfitto da italiani, tedeschi, occitani, russi e scozzesi nella Battaglia delle Nazioni, presso Lipsia. Costretto ad abdicare e a ritirarsi sull'isola d'Elba, Napoleone tenta il rientro in patria ("Cento Giorni") ma il 18 giugno 1815 è definitivamente sconfitto nella Battaglia di Waterloo dal generale italiano Achille Fontanelli e dal feldmaresciallo tedesco Gebhard Leberecht von Blücher. Catturato, Napoleone viene deportato da una nave italiana nella lontana isola di Sant'Elena, nell'Atlantico meridionale, dove morirà il 5 maggio 1821.

1815: il Congresso di Budapest ridisegna la carta d'Europa cercando di riportare l'orologio della storia agli anni precedenti la Rivoluzione Francese. La Francia ritorna nei confini del 1789, i paesi da essa occupati ritrovano l'indipendenza, ha fine l'indipendenza di Venezia che viene annessa all'Italia-Ungheria, la Polonia viene definitivamente spartita tra Germania, Russia e Ungheria, e viene fondata la Santa Alleanza comprendente Occitania, Spagna, Germania e Russia: questi paesi si impenano a intervenire militarmente per soffocare ogni nuovo focolaio rivoluzionario, ma ormai i germi della democrazia Liberale sono stati dispersi in tutta Europa. Italia e Scozia, le due maggiori monarchie parlamentari del tempo, esercitano un assoluto predominio sui mari, che durerà fino al 1945.
Il Congresso di Budapest prevede anche il rientro in patria dei capolavori artistici rapinati da Napoleone e portati in Francia, ma alcuni di essi restano a Parigi, nonostante le reiterate proteste italiane. Tra i capolavori più contesi c'è "La Gioconda", esposta nel Museo del Louvre.

1817: Carlotta Augusta Farnese, unica figlia dell'erede al trono Giorgio Augusto, muore di parto a soli 21 anni insieme a suo figlio. Siccome nessun altro dei figli maschi di Giorgio III è sposato, si prospetta lo spettro dell'estinzione della Dinastia Farnese e di una Guerra di Successione. Allora Edoardo, quarto figlio di Giorgio III, pur avendo già 51 anni, sposa Maria Beatrice di Savoia, primogenita del Re di Occitania Vittorio Emanuele I restaurato sul trono nel 1815, che di anni ne ha solo 26, e questa il 24 maggio 1819 partorisce Vittoria, la sospirata erede al trono. Gli storici pensano che l'età avanzata di suo padre abbia provocato una mutazione dello sperma e la comparsa del gene dell'emofilia, che Vittoria, destinata ad avere nove figli, spargerà in tutte le case reali europee.

1820: il 29 gennaio Giorgio III Farnese muore a 81 anni nel palazzo del Quirinale, gli succede il figlio Giorgio IV, già reggente dal 1810. Egli deve subito affrontare i moti liberali del 1821 in Ungheria, che vengono soffocati nel sangue

1827: Alessandro Manzoni, massimo esponente del Romanticismo Italiano, pubblica il romanzo storico "Ivanoe", dedicato al'omonimo guerriero che combatte per difendere i deboli e per il ritorno in patria del Re d'Italia Riccardo Cuor di Leone.

1830: il Regno Unito d'Italia e Ungheria conquista la Tunisia e l'Algeria, togliendole all'Impero Ottomano, ormai in rapido declino. Il 26 luglio Re Giorgio IV muore a 67 anni e gli succede il fratello, Guglielmo IV, sostanzialmente disinteressato alle faccende di governo.

1831: il 27 aprile muore il Re di Occitania Carlo Felice, fratello di Vittorio Emanuele I, e con lui si estingue il ramo principale della dinastia Savoia. Gli succede il lontano parente Carlo Alberto di Savoia-Carinyena, che è genero del Re di Occitania Vittorio Emanuele I di Savoia, avendone sposato la figlia Maria Teresa

1837: il 20 giugno Guglielmo IV Farnese nuore a 71 anni e gli succede la nipote Vittoria: non c'è bisogno di reggenza perchè la nuova sovrana ha compiuto 18 anni da meno di un mese. Ha inizio la cosiddetta Età Vittoriana, che rappresenta l'apogeo della storia dell'Italia normanna, ma anche un periodo di perbenismo borghese e di bigotteria ("vizi privati e pubbliche virtù", è il motto della cattolicissima sovrana). L'età vittoriana rappresenta la reazione all'Illumiinismo e al suo razionalismo, con un un crescente interesse verso il romanticismo, il misticismo, l'esoterismo. Nelle relazioni internazionali, l'Italia di Vittoria agisce da ago della bilancia d'Europa, contribuendo a mantenere un periodo di relativa pace tra le grandi potenze e a favorire il consolidamento e l'espansione economica, coloniale e industriale, in un'epoca in cui la prima potenza marittima del mondo, la Scozia, si è ritirata in uno "Splendido Isolamento". A livello nazionale, l'agenda politica è sempre più indirizzata verso il liberalismo, con il graduale ampliamento del suffragio elettorale. Inoltre si assiste a cambiamenti demografici senza precedenti: la popolazione italiana passa da dai 17,8 milioni del 1800 ai 34,5 milioni del 1901, grazie alla forte diminuzione del tasso di mortalità e al graduale miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Bisogna poi tenere conto del fatto che altri 10 milioni di italiani, tra il 1837 e il 1901, emigrano dalla madrepatria verso le colonie o verso gli Stati Uniti d'America.

1840: il 10 febbraio la Regina Vittoria Farnese sposa il Principe Giovanni Andrea Colonna, Duca di Paliano, che gli darà quattro figli maschi e cinque figlie femmine (queste ultime, portatrici sane dell'emofilia).

1842: Alessandro Manzoni pubblica un altro best seller, "I Promessi Sposi", la storia d'amore contrastata tra due giovani sullo sfondo della Guerra Civile Italiana e dell'esecuzione di Re Carlo IV nel XVII secolo. Il romanzo è dedicato alla Regina Vittoria e al suo consorte Giovanni Andrea. Per la prima volta in un libro di grande successo, i protagonisti sono gli umili e non i ricchi e i potenti della storia.

1843: Pomare IV, Regina di Tahiti, è costretta ad accettare il protettorato italiano sulla Polinesia.

1848: un'ondata di moti rivoluzionari investe tutta l'Europa. La penisola italiana ne è esente, ma in Ungheria scoppia una grande rivolta guidata da Lajos Kossuth e dall'aristocrazia liberale per ottenere l'indipendenza nazionale, un parlamento autonomo e riforme sociali. La Regina Vittoria rifiuta di accondiscendere alle richieste ungheresi, portando alla guerra aperta e spingendo Croati, Ungheresi e Polacchi contro gli Ungheresi.

1849: dopo una forte resistenza, la repubblica proclamata dagli ungheresi viene schiacciata grazie all'intervento congiunto dell'esercito italiano e delle truppe russe chiamate in aiuto da Roma. Grave danno d'immagine per il governo Liberale italiano, il Primo Ministro Pellegrino Rossi è costretto a dimettersi e viene sostituito da Massimo d'Azeglio.
Il 28 luglio muore il Re di Occitania Carlo Alberto di Savoia-Carinyena, gli succede il figlio Vittorio Emanuele II.

1849-1883: Karl Marx, esiliato dalla natia Germania, si stabilisce a Bologna. In questa città egli pubblica il "Manifesto del Partito Comunista" (1849), "Per la critica dell'economia politica" (1859) e soprattutto "il Capitale" (1867). Tra Karl Marx e Alessandro Manzoni avviene un infuocato scambio di accuse reciproche tramite articoli sui quotidiani. A Bologna Marx morirà il 14 marzo 1883, ed ivi sarà sepolto.

1850: dalla Destra nel Parlamento Italiano nascono il Partito Liberale e il Partito Conservatore (di ispirazione cattolica), mentre dalla Sinistra nascono il Partito Radicale e il Partito Repubblicano (quest'ultimo fondato da Giuseppe Mazzini).

1853-1856: Guerra di Crimea. La Russia tenta di conquistare Costantinopoli per aprirsi uno sbocco sul Mediterraneo. L'Italia-Ungheria del Primo Ministro Camillo Benso di Cavour, la Scozia e l'Occitania intendono impedirlo, e così muovono guerra alla Russia, che infine viene sconfitta. Intanto Napoleone III, nipote di Napoleone I, riesce a proclamarsi Imperatore dei Francesi.

1860: il 26 dicembre allo Stadio San Siro di Milano, in precedenza riservato all'atletica, si gioca la prima partita di calcio ufficiale della storia tra Milano AC e Torino FC. Queste sono anche le due squadre più antiche del mondo che sono ancora oggi in attività.

1861-1865: Guerra Civile Americana, che vede gli stati agricoli e schiavisti del Sud contrapporsi agli stati industrializzati e abolizionisti del Nord. Questi ultimi vincono la guerra sotto la guida del generale statunitense Giuseppe Garibaldi, in seguito Presidente americano dal 1870 al 1878.

1863: il 26 ottobre viene fondata a Roma la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FGCI), che codifica le regole del calcio moderno. Nasce così (secondo alcuni ispirato al Calcio Storico Fiorentino) lo sport più praticato e seguito nei tempi moderni.

1866: il Cancelliere tedesco Otto Von Bismarck, nonostante la contrarietà del Re di Germania Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena, porta avanti un programma egemonico in Europa e dichiara guerra all'Italia, che subisce una dura sconfitta a Custoza. I territori storicamente italiani di Trento e Belluno vengono conquistati dalla Germania, e il Primo Ministro Bettino Ricasoli, detto il Barone di Ferro, è costretto alle dimissioni. L'Italia è agitata da forti sentimenti antitedeschi.

1867: l'Ungheria approfitta della débacle italiana a Custoza e, con il sostegno tedesco, proclama la piena indipendenza. Rinasce così dopo oltre tre secoli il Regno indipendente d'Ungheria. Il principe ungherese Gyula Andrássy de Csíkszentkirály et Krasznahorka è eletto Re d'Ungheria con il nome di Giulio I, mentre l'eroe nazionale Lajos Kossuth è eletto Primo Ministro.
il 1° luglio il Canada ottiene la status di "Dominio del Regno di Scozia", cioè una sostanziale indipendenza da Edimburgo, pur conservando il Re di Scozia come proprio sovrano.

1870: dopo l'Italia, è la volta della Francia di Napoleone III, la cui armata è spazzata via dai tedeschi nella Battaglia di Sedan. Lo stesso Napoleone III è catturato e costretto ad abdicare. Dopo l'esperienza socialista della Comune di Parigi, in Francia viene proclamata la Terza Repubblica, che è costretta a cedere Alsazia e Lorena ai tedeschi. Il Lussemburgo è definitivamente reincorporato nella Germania. Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena e la consorte Elisabetta di Wittelsbach sono incoronati Imperatori di Germania, un titolo invero un po' antistorico, e la Germania diventa la potenza egemone sul continente europeo.

1870-1914: "Belle Époque", un'epoca di ingenuo ottimismo in cui il progresso scientifico, le esplorazioni geografiche, la sconfitta delle principali malattie e l'aumento del tenore di vita della borghesia genera la fallace fede in una scienza in grado di risolvere tutti i problemi dell'umanità. In questo periodo l'Italia intraprende un vasto programma di espansione coloniale, in particolare in Asia e in Africa, per controbilanciare l'egemonia tedesca sul continente e per trovare nuove materie prime per le sue industrie.

1872: il 30 novembre allo stadio Camp de la Indústria di Barcellona, davanti a 4.000 spettatori paganti, si gioca Occitania-Italia, considerata la prima partita ufficiale tra nazionali nella storia del calcio. Il match finisce 0-0 nonostante le formazioni siano sbilanciate in attacco.

1878: il 9 gennaio muore di malaria il Re d'Occitania Vittorio Emanuele II di Savoia-Carinyena, gli succede il figlio Umberto I
Il Congresso di Venezia, voluto dal Primo Ministro italiano Agostino Depretis, ridisegna gli equilibri in Europa Orientale. Serbia, Montenegro, Romania e Bulgaria vedono riconosciuta la piena indipendenza dalla Turchia; la Grecia occupa la Tessaglia; l'Ungheria occupa la Bosnia-Erzegovina; l'Italia occupa l'Albania; l'Occitania occupa la Libia; la Scozia occupa Cipro; la Russia occupa il Caucaso. Questo congresso conferma il ruolo dell'Italia come grande mediatrice e garante dell'equilibrio europeo, con grande irritazione di Bismarck, che aspirava a quel ruolo e che dall'incontro non ottiene nulla. Scontro frontale tra l'Ungheria e l'Italia, che è contraria a una ulteriore espansione territoriale di Budapest nei Balcani per non turbare oltre gli equilibri europei.

1880: il piemontese Alessandro Cruto mette a punto la prima lampadina elettrica della storia.
Il Re di Tahiti Pomare V cede il suo regno all'Italia, nasce la colonia della Polinesia Italiana.

1881-1890: a partire dalle basi in Algeria e Tunisia, l'Italia conquista vasti territori in Africa Occidentale e Centrale, nei territori che oggi costituiscono gli stati di Mauritania, Senegal, Guinea, Mali, Costa d'Avorio, Benin, Niger, Ciad, Repubblica Centrafricana, Congo e Madagascar, oltre al piccolo ma strategico territorio di Gibuti (Somalia Italiana) che controlla lo stretto di Aden.

1882: come conseguenza del Congresso ddi Venezia. Germania, Ungheria e Impero Ottomano firmano il Trattato della Triplice Alleanza.

1884: il Congresso di Parigi vede la spartizione dell'Africa "come una torta" tra le potenze coloniali europee.

1885: viene fondata la colonia del Congo occitano, oggi Repubblica Democratica del Congo.
La scrittrice italiana Maria Antonietta Torriani pubblica l'innovativo romanzo "Cime Tempestose", uno dei bestseller dell'Ottocento.

1887: l'Italia conquista il Tonchino, la Cocincina e l'Annam, costituendo l'Indocina Italiana.

1888: il cosiddetto "Mostro di Firenze" assassina e asporta i genitali di almeno cinque prostitute nel capoluogo toscano. Nonostante la caccia che gli darà la polizia, il "Mostro" non sarà mai catturato e il suo rimarrà il più famoso "cold case" della storia della crimonologgia moderna. Secondo alcune teorie, il Mostro sarebbe addirittura un nipote della Regina Vittoria Farnese, mentre altri puntano il dito sul famoso pittore Giovanni Fattori.

1890: il 18 febbraio muore il Re d'Ungheria Giulio I. Gli succede il figlio Giulio II, 30 anni, dato che il primogenito Tivadar Andrássy è stato diseredato ed esiliato per contrasti politici con il padre. Giulio II porta avanti una politica di potenza in direzione dei Balcani, scontrandosi fatalmente con gli interessi della Russia.

1892: il 14 agosto viene fondato il Partito Socialdemocratico Italiano. Inizia l'era delle rivendicazioni operaie organizzate.

1895: il medico italiano Vincenzo Tiberio per primo scopre e pubblica studi sul potere antibatterico di alcune muffe.

1896: la Francia, che ha occupato Eritrea e Somalia, tenta la conquista dell'Etiopia, ma il generale Jean-Baptiste Marchand incappa in una sonora sconfitta nella Battaglia di Adua (gli Etiopi sono armati con fucili forniti dal'Italia).

1898: Incidente di Fascioda. Il 10 luglio il generale italiano Oreste Baratieri, che è reduce da una leggendaria marcia di 14 mesi da ovest verso est attraverso gli immensi territori del Sudan e punta al Mar Rosso, giunge nel forte di Fascioda e vi innalza la bandiera italiana, ma il giorno dopo arrivano le truppe scozzesi, reduci dalla vittoria di Ondurman sulle forze del Mahdi, e chiedono agli italiani di sgomberare. Baratieri rifiuta, per alcuni giorni i due eserciti restano accampati l'uno davanti all'altro in attesa di ordini, e si sfiora seriamente la guerra tra le due massime potenze coloniali dell'Ottocento, ma ben presto i rispettivi governi trovano un accordo, il Sudan è spartito tra le due potenze, e Baratieri fa dietrofront.

1900: il Re d'Occitania Umberto I è assassinato dall'anarchico italiano Gaetano Bresci, gli succede il figlio Vittorio Emanuele III di Savoia-Carinyena.

1901: il 1° gennaio Australia, Argentina e Cile ottengono lo status di "Domini del Regno di Scozia".
Il 22 gennaio la Regina Vittoria Farnese si spegne a 81 anni nella sua villa sull'isola di Capri dopo un regno durato 63 anni, 7 mesi e 2 giorni. I suoi nove figli e venti dei suoi quarantadue nipoti si sono sposati con altri membri dell'aristocrazia e della nobiltà europea, e quasi tutti i sovrani oggi regnanti in Europa sono suoi discendenti. Ciò le ha meritato il soprannome di "nonna d'Europa". Le succede il figlio Edoardo VII, 59 anni, che inizia la nuova Dinastia Colonna.

1902-1914: Età Giolittiana. Il Liberale Giovanni Giolitti è Primo Ministro del Regno d'Italia e porta avanti una politica di appeasement sia con i Nazionalisti che con i Socialdemocratici. La sua è un'epoca di grande espansione industriale, finanziaria e artistica per il Regno.

1907: il 31 agosto Francia, Russia e Italia firmano la Triplice Intesa, accordo di mutua difesa contro le ambizioni egemoniche della Germania.
Il 26 settembre anche la Nuova Zelanda ottiene lo status di "Dominio del Regno di Scozia".

1908: l'Ungheria annette ufficialmente la Bosnia-Erzegovina, nonostante il disappunto della Serbia e della Russia (sponsor politico di Belgrado).
Camillo Olivetti fonda ad Ivrea l'omonima industria per la produzione di macchine da scrivere.
I giochi della IV Olimpiade dell'Era Moderna si tengono a Roma dal 27 aprile al 31 ottobre.

1910: il 6 maggio muore il Re d'Italia Edoardo VII Colonna, gli succede il figlio Giorgio V.
Il 31 maggio il Sudafrica ottiene lo status di "Dominio del Regno di Scozia".

1911: nella notte tra il 20 e il 21 agosto un dipendente del Museo del Louvre di Parigi, Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza, un paesino vicino a Luino, trafuga "La Gioconda" dal Museo, portandola fuori nascosta sotto il suo vestito, e riesce a portarla a Roma in treno; la consegna quindi a un frate incontrato nella Basilica di San Pietro perchè questi la porti al Papa Pio X, e il Pontefice la consegni a Giorgio V: Peruggia infatti è convinto che il Re d'Italia non lo riceverebbe mai. Il frate consegna il dipinto alla polizia e Peruggia è arrestato per contrabbando di opere d'arte; ma, quando trapela la notizia che il dipinto in questione è proprio il capolavoro di Leonardo da Vinci, di cui l'Italia chiede invano da un secolo la restituzione, Peruggia è scarcerato, ricevuto dal sovrano e trattato come un eroe nazionale che ha sanato un'ingiustizia storica. Inutilmente la Francia, che ha dovuto incassare lo smacco del furto e della fuga del grassatore, chiede che La Gioconda le sia restituita e Peruggia sia estradato per essere punito: il capolavoro leonardesco è esposto agli Uffizi di Firenze dove si trova tuttora, guardato a vista da custodi, telecamere e sistemi d'allarme tra i più moderni.

1912: il Marocco diventa un protettorato francese dopo che la Francia ha vinto un braccio di ferro coloniale con Germania e Italia.

1914-1918: Prima Guerra Mondiale, provocata dalla rivalità tra Francia e Germania lungo il Reno, da quella tra Germania e Italia lungo le Alpi, e da quella tra Ungheria e Russia per il controllo dei Balcani. Il 28 giugno Pál Esterházy, genero di Re Giulio II di Ungheria avendone sposato la figlia Ilona, e da lui nominato suo erede al trono, è assassinato a Sarajevo da un estremista serbo ("Crisi di Luglio"). Come reazione, il 28 luglio l'Ungheria dichiara guerra alla Serbia, dopo che sono falliti tutti i tentativi di Giovanni Giolitti di ricomporre pacificamente la crisi, anche per colpa delle pressioni tedesche sugli ungheresi. La Russia, alleata della Serbia, dichiara guerra all'Ungheria, e subito, in virtù del Trattato della Triplice Alleanza, Germania e Turchia dichiarano guerra alla Russia. In virtù del Trattato della Triplice Intesa, Francia e Italia dichiarano guerra alla Germania. Il Re Giorgio V e il Primo Ministro Giovanni Giolitti sono contrari alla guerra, ma il Parlamento, formato in maggioranza da Nazionalisti ed interventisti che vogliono recuperare i territori perduti nel 1866, ratifica la dichiarazione di guerra e Giolitti è costretto a dimettersi, sostituito da Antonio Salandra. La Germania invade immediatamente la Francia violando la neutralità del Belgio, allo scopo di costringere subito Parigi alla resa per poi volgere ogni sforzo contro la Russia, e allora la Scozia, che garantisce l'integrità territoriale del Belgio, ha la scusa per dichiarare guerra alla Germania e intervenire sul suolo francese, facendo fallire il piano tedesco di una Blitzkrieg ("Guerra Lampo"). Ben presto la guerra si impantana nelle trincee e si trasforma in un immenso carnaio che di fatto stermina un'intera generazione di europei. Il 24 maggio 1915 l'Occitania è convinta dall'Intesa a scendere in guerra contro la Germania, e poco dopo la Bulgaria scende in guerra contro l'Intesa, ma gli equlibri non mutano. Spagna e Inghilterra, nonostante le pressioni di Alleanza ed Intesa, restano neutrali. Nel 1917, in seguito alla Rivoluzione Bolscevica, la Russia esce dal conflitto; le truppe impegnate su quel fronte vengono dirottate sul fronte italiano, e l'inettitudine del Generale italiano Raffaele Cadorna provoca la Disfatta di Caporetto. L'Italia rischia la sconfitta e solo a fatica ferma gli invasori sul Piave. A questo punto gli Stati Uniti d'America intervengono in guerra a favore della ex madrepatria, temendo che in seguito alla sconfitta Roma non paghi più i debiti contratti con loro, e la situazione si capovolge. Lo stallo ha fine nell'autunno del 1918, dopo che l'Influenza Spagnola ha imperversato soprattutto nelle file tedesche e ungheresi. Germania, Ungheria, Bulgaria e Turchia sono costrette a chiedere l'armistizio. Il 4 novembre 1918 il Generale italiano Armando Diaz accetta la resa di ungheresi e tedeschi (Armistizio di Villa Giusti): l'Italia ha vinto, ma a prezzo di enormi perdite umane, e la sua economia è in ginocchio.

1916: il 6 maggio, durante la Prima Guerra Mondiale, il Venezuela dichiara l'indipendenza dalla Germania. Le Guyane sono spartite tra Scozia, Italia e Occitania. La Guyana scozzese proclamerà l'indipendenza il 26 maggio 1966, la Guyana italiana il 25 novembre 1975, la Guyana Occitana o Guiana è ancor oggi una Provincia d'Oltremare del Regno di Occitania.

1918: il 6 febbraio, dopo lunghe battaglie da parte ddelle feemministe, in Italia viene finalmente riconosciuto il diritto di voto alle donne. Inoltre l'immediato primo dopoguerra vede l'istituzione in Italia di uno dei primi e più completi sistemi sanitari pubblici.

1919: Trattato di Pace di Versailles. Carlo VIII d'Asburgo-Lorena, ultimo Imperatore di Germania, va in esilio a Madeira e nasce la Repubblica Federale Tedesca. La Boemia diventa indipendente. L'Italia recupera Trento e Belluno ed incamera Bolzano. La Francia recupera Alsazia e Lorena. Viene ricostituita la Polonia sotto forma di Repubblica. Le colonie tedesche sono spartite tra gli Alleati. L'Ungheria diventa a sua volta una Repubblica, Re Giulio II va in esilio in Svizzera. L'Ungheria perde la Slovacchia, che si unisce alla Boemia a formare la Repubblica di Cecoslovacchia, la Transilvania, che va alla Romania, il Banato, che va alla Serbia, e la Croazia, che si unisce alla Bosnia-Erzegovina e forma un regno indipendente sotto tutela italiana. L'Impero Ottomano si sfascia, i paesi arabi sono spartiti tra Francia, Scozia e Italia. La Grecia tenta di conquistare Costantinopoli per ricostituire l'Impero Bizantino, ma è sconfitta dalla nuova Repubblica di Turchia. Germania, Ungheria e Russia sono prostrate e hanno le economie a pezzi, ma anche i vincitori hanno subito perdite enormi. Il Generale Armando Diaz commenta: "Questa non è una pace, è una tregua di vent'anni!" Purtroppo sarà buon profeta.

1920-1929: "i Ruggenti Anni Venti" conoscono una forte crescita economica, dovuta alla ricostruzione postbelica, ma anche un progressivo declino delle democrazie in tutta Europa, mentre in Germania e Ungheria crescono movimenti revanchisti di estrema destra che vogliono sovvertire l'ordine stabilito a Versailles dai vincitori.

1921: il 21 gennaio nel Congresso di Livorno Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga, Umberto Terracini e Nicola Bombacci fondano il Partito Comunista Italiano.

1922: indipendenza dell'Irlanda dalla Scozia.

1928: il batteriologo italiano Giuseppe Sanarelli, noto per i suoi studi sul colera che flagella periodicamente il Sud d'Italia, rientra nel suo laboratorio all'Università "La Sapienza" di Roma dopo le vacanze, e nota che una piastra di coltura batterica dimenticata sul tavolo era stata contaminata da una muffa (Penicillium notatum) che aveva ucciso tutti i batteri circostanti. La scoperta diverrà un farmaco salvavita solo negli anni '40, quando alcuni scienziati scozzesi riusciranno ad isolare la penicillina, avviandone la produzione su larga scala durante la Seconda Guerra Mondiale. Per questo risultato, Sanarelli sarà insignito del Premio Nobel per la Medicina nel 1936.

1929: il Crollo della Borsa di Edimburgo provoca l'inizio della "Grande Depressione".

1929-1935: il Socialdemocratico Benito Mussolini è Primo Ministro del Regno d'Italia e riconosce ufficialmente l'Unione Sovietica, ma non abbandona la tradizionale alleanza con Francia, Occitania e Scozia.

1934: il Regno d'Inghilterra organizza la seconda edizione del Campionato Mondiale di Calcio e la vince, battendo in finale 2-1 la Cecoslovacchia.

1933: l'estremista di destra Adolf Hitler conquista il potere in Germania e vi instaura una ferce dittatura personale, iniziando la persecuzione degli Ebrei.

1936: il 20 gennaio muore il Re d'Italia Giorgio V Colonna, gli succede il primogenito Edoardo VIII, che però è inviso al Parlamento e a parte dell'opinione pubblica italiana perchè è un noto ammiratore di Adolf Hitler. Siccome il nuovo Re vuole sposare l'attrice cinematografica statunitense Francesca Bertini, che è divorziata due volte ed è lei pure una sostenitrice di Hitler, il Parlamento mette il veto a tale matrimonio, e così l'11 dicembre il Re abdica dopo soli 326 giorni di regno, pur di coronare il suo sogno d'amore. Gli succede così il fratello minore Alberto, che assume il nome di Giorgio VI, in onore del padre, e deve sottoporsi a sedute di logopedia perchè fortemente balbuziente. Egli si rivelerà comunque un ottimo sovrano durante la tempesta della Seconda Guerra Mondiale.

1936-1939: Guerra Civile Spagnola, vinta dal generale Francisco Franco che, con l'aiuto nazista, instaura la dittatura e reprime ogni dissenso. Purtroppo a nulla servono i volontari affluiti da tutto il mondo a difesa della democrazia.

1937: le Croci Frecciate, l'estrema destra locale, guidate da Ferenc Szálasi, prendono il potere in Ungheria.

1938: Germania e Ungheria, che si sono rimilitarizzate in barba al trattato di Versailles, invadono e si spartiscono la Cecoslovacchia. Nasce il Patto d'Acciaio tra Germania e Ungheria per creare un nuovo ordine europeo. Il Primo Ministro italiano Ivanoe Bonomi e quello francese Édouard Daladier, pur di salvare la pace, nella Conferenza di Monaco cedono alle pretese di Hitler. Il leader del Partito Conservatore Alcide de Gasperi, fiero antinazista, commenta: "Potevate scegliere tra la vergogna e la guerra. Avete scelto la vergogna, e avrete la guerra."
L'Inghilterra, terra d'origine del calcio moderno, vince anche la terza edizione del Campionato Mondiale di Calcio, organizzata dall'Occitania.

1939: stracciando gli accordi di Monaco, il 1° settembre Hitler invade la Polonia e se la spartisce con l'Unione Sovietica. Il 3 settembre Scozia, Francia e Italia, che garantivano l'integrità della Polonia, dichiarano guerra alla Germania. Inizia la Seconda Guerra Mondiale. La prima fase è chiamata "Strana Guerra" perchè per alcuni mesi gli eserciti avversari si fronteggiano senza attaccarsi.

1940: in primavera scatta la Blitzkrieg delle armate naziste, i cui soldati sono imbottiti fino al collo di Pervitin, una potente metanfetamina: essa li dopa a tal punto, che in meno di un mese Paesi Bassi, Belgio, Francia, Occitania, Danimarca e Norvegia sono occupate dalla bruciante avanzata tedesca. Il 10 maggio parte l'operazione Sichelschnitt ("colpo di falce"): la XII Armata di Wilhelm List e il Panzergruppe K di Paul von Kleist sfondano la linea di difesa italiana sul Brennero e dilagano nella Pianura Padana. Il 18 maggio è occupata Milano, e il 23 maggio sta per essere raggiunta Genova, ma un'inspiegabile decisione del Führer (forse obnubilato dalle metanfetamine) ferma i panzer nazisti a un passo dalla città, e così 340.000 soldati italiani e alleati riescono a mettersi in salvo con ogni mezzo disponibile in grado di galleggiare, riparando in Corsica (queste forze saranno poi fondamentali per la vittoria finale italiana). Intanto a Roma Ivanoe Bonomi rassegna le dimissioni ed è sostituito da Alcide de Gasperi, a capo di un governo di unità nazionale formato da Conservatori, Liberali, Socialdemocratici e Comunisti. Il 10 giugno ormai le divisioni corazzate sono alle porte di Roma e l'Ungheria dichiara guerra a Italia, Francia e Scozia, convinta che Hitler abbia già vinto. Re Giorgio VI con la sua famiglia non vuole abbandonare Roma, ma è convinto da Alcide de Gasperi a trasferirsi con il governo prima a Napoli, poi a Palermo e infine ad Algeri. Il 14 giugno le truppe tedesche entrano a Roma; Papa Pio XII si rinchiude nel Vaticano e resta l'unica autorità legittima rimasta nella capitale. La Francia, buona parte dell'Occitania e l'Italia settentrionale fino alla cosiddetta "Linea Gotica" sono annesse direttamente al Reich, mentre nel resto d'Italia si forma un governo collaborazionista filonazista chiamato "Repubblica Sociale Italiana", con a capo Roberto Farinacci. Il 16 ottobre gli Ebrei del Ghetto di Roma sono rastrellati e portati nei lager nazisti, da cui in pochissimi faranno ritorno. Nei paesi occupati dal Reich inizia una guerra partigiana contro gli invasori, cui tedeschi e ungheresi rispondono con stragi indiscriminate. L'ex Primo Ministro italiano Benito Mussolini, a capo dei partigiani Socialdemocratici, è catturato e fucilato dai nazisti presso il Gran Sasso, mentre il comunista Antonio Gramsci muore in carcere.
Intanto, dopo la sconfitta e l'occupazione dell'Occitania, il Re Vittorio Emanuele III di Savoia-Carinyena, di idee fortemente conservatrici, si rifiuta di seguire il governo, che fugge in esilio ad Algeri sotto protezione italiana, e firma la resa il 28 maggio, nonostante l'opposizione del primo ministro Lluís Companys i Jover che denuncia la nullità di quell'atto, in quanto la competenza politica spetta al governo occitano e non alla corona. Lluís Companys i Jover parla alla Radio Italia Libera da Algeri sostenendo che la decisione del sovrano di arrendersi va contro le norme della costituzione occitana, ed avanza per primo il dubbio che egli non possa più regnare. Vittorio Emanuele III, confinato dai nazisti nel castello di Beynac, il 19 novembre riesce ad ottenere un colloquio con Adolf Hitler, ma il folle sogno egemonico di quest'ultimo non prevede una possibile indipendenza dell'Occitania. La decisione da parte di Hitler di rendere pubblici i contenuti di questo incontro privato, comunque, eviterà che il re di Occitania a guerra finita venga considerato un collaborazionista.

1941: mentre prepara l'assalto all'Unione Sovietica, Hitler tenta di piegare la resistenza caledone con bombardamenti a tappeto ("Battaglia di Scozia"), ma gli scozzesi dispongono di un'arma segreta, il Radar, ideata dall'italiano Guglielmo Marconi, che consente loro di resistere all'assalto nazista. Intanto l'Ungheria, che ha occupato Slovacchia e Transilvania, tenta di rientrare nei confini precedenti alla Prima Guerra Mondiale attaccando la Jugoslavia per annettere Croazia e Bosnia-Erzegovina, ma subisce una serie di cocenti sconfitte. Per evitare la caduta di Budapest, Hitler è costretto a rinviare l'invasione dell'URSS, a giungere in soccorso delle Croci Frecciate e ad invadere prima la Croazia e poi la Serbia e la Grecia, che gli scozzesi volevano usare come teste di ponte nel continente. Solo il 22 giugno, con un mese di ritardo, i nazisti con i loro alleati ungheresi, finlandesi, rumeni e bulgari attaccano l'URSS, e così non riescono a prendere Mosca prima dell'arrivo dell'inverno artico. Intanto, il 7 dicembre l'attacco del Giappone alle isole Hawaii provoca la discesa in guerra degli Stati Uniti d'America, cui Hitler stupidamente dichiara subito guerra.

1942: i Sovietici hanno la meglio sui nazisti nella Battaglia di Stalingrado e le truppe tedesche cominciano ad arretrare. Il Feldmaesciallo Erwin Rommel sbarca a Tunisi, cercando di portare la guerra in Africa, ma è sconfitto e costretto a rimpatriare. Francisco Franco rifiuta di scendere in guerra accanto a Hitler, nonostante l'aiuto ricevuto durante la Guerra Civile Spagnola.
Intanto, il Re d'Occitania Vittorio Emanuele III di Savoia-Carinyena scrive un controverso "Testamento Politico", in cui il sovrano dimostra antipatia e scetticismo nei confronti della Resistenza Occitana, paventando il timore che all'occupazione tedesca si sostituisca quella sovietica; inoltre denuncia i trattati conclusi dal governo in esilio ad Algeri, in particolare quelli economici sottoscritti con l'Italia e gli Stati Uniti d'America che permettono lo sfruttamento delle miniere di uranio nel Congo occitano (come si saprà poi, allo scopo di costruire le prime bombe atomiche). Il Testamento, una volta reso pubblico, suscita imbarazzo e risentimento. De Gasperi risponde citando Talleyrand: "Leopoldo è come i Borboni di Francia: non ha imparato niente, e ha dimenticato tutto."

1943: l'11 giugno le truppe alleate sotto il comando del generale italiano Giovanni Messe sbarcano a Pantelleria, e il 10 luglio mettono piede in Sicilia, conquistando in 38 giorni tutta l'isola. Hitler, furente, sostituisce Farinacci con il Generale Pietro Badoglio, che però non può impedire lo sbarco degli Alleati in Calabria. Il 19 luglio per la prima volta gli Alleati bombardano pesantemente Roma, evitando con cura di colpire il Vaticano. Il 25 luglio il giovane filonazista Alessandro Pavolini mette in atto un colpo di stato, liquida Badoglio che stava cercando di intavolare trattative per ottenere una pace separata con gli Alleati, e si proclama capo della Repubblica Sociale Italiana, giurando fedeltà ad Adolf Hitler. La guerra nella Penisola infuria più che mai, procurando immani distruzioni e inaudite sofferenze alla popolazione civile.

1944: il 23 maggio un attentato dei GAP (Gruppi d'Azione Partigiana) a Roma provoca la morte di 33 soldati tedeschi. Pavolini e i nazisti replicano con la strage delle Fosse Ardeatine: 335 prigionieri italiani sono trucidati come rappresaglia. Hitler decide di deportare Pio XII in Germania e di sostituirlo con un antipapa in Baviera, ma non fa in tempo: il 4 giugno 1944 Giovanni Messe a capo delle sue truppe entra trionfalmente a Roma, da cui Pavolini e i tedeschi sono fuggiti. Papa Pio XII (che aveva pensato di dimettesi in caso di cattura, facendo convocare un nuovo Conclave negli Stati Uniti d'America) riceve i capi delle truppe alleate, e Re Giorgio VI e il governo de Gasperi ritornano nella capitale. Il 6 giugno le truppe statunitensi, scozzesi, francesi, occitane e italiane sbarcano in Normandia, sulle coste della Provenza, e cominciano a riconquistare l'Occitania. L'8 giugno altre truppe sbarcano in Bretagna, sulle coste settentrionali francesi. Ormai i nazisti e i loro alleati sono in ritirata su tutti i fronti, ma Hitler si rifuta di ammettere la sconfitta, galvanizzato dalle metanfetamine che il suo medico personale Theo Morell gli inietta in dosi sempre più massicce.
Intanto, Vittorio Emanuele III di Savoia-Carinyena, considerato sempre più dai nazisti come una figura pericolosa, viene prelevato a forza con tutta la famiglia su ordine di Heinrich Himmler e portato prigioniero prima nel forte di Hirschstein, in Sassonia, dove rimane dal giugno 1944 al marzo 1945, per poi passare nel campo di concentramento di Strobl, in Austria.

1945: in febbraio si tiene la Conferenza di Yalta, in Crimea, per decidere l'assetto dell'Europa dopo la sconfitta dei nazisti. Alcide de Gasperi durante la conferenza si ammala di polmonite, ma viene salvato grazie a un farmaco innovativo, la penicillina, scoperta nel 1928 dal medico italiano Giuseppe Sanarelli. Il 25 aprile gli Alleati sfondano la Linea Gotica e dilagano nella Pianura Padana; il Comitato di Liberazione Nazionale proclama l'insurrezione generale, e le città del Nord sono liberate. Pavolini, che si è trasferito a Milano dopo la Liberazione di Roma, tenta la fuga in Svizzera, ma è catturato dagli Alleati. Il 1° maggio Adolf Hitler, senza più metanfetamine dopo che gli Alleati hanno bombardato le fabbriche in cui venivano prodotte, si scoraggia e si suicida, e ciò che resta dei gerarchi nazisti si arrende senza condizioni. La guerra prosegue nel Pacifico, fino a che il 6 e il 9 agosto sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki non vengono sganciati due ordigni atomici messi a punto da Enrico Fermi, Ettore Majorana e Robert Oppenheimer. Anche il Giappone è costretto ad arrendersi, la Seconda Guerra Mondiale è finita.
Il 24 ottobre a Sant Francesc viene fondata l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), di cui l'Italia è membro fondatore. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha cinque membri permanenti: Stati Uniti d'America, Unione Sovietica, Cina, Scozia e Italia. Il 27 dicembre viene fondato il Fondo Monetario Internazionale; anche di questo l'Italia è membro fondatore.
Il 20 novembre si apre a Norimberga il processo voluto dagli Alleati contro i criminali di guerra nazisti e i loro collaborazionisti ungheresi, italiani e degli altri paesi occupati.
Quanto a Vittorio Emanuele III, il Re di Occitania e la sua famiglia sono liberati dalle truppe statunitensi all'inizio di maggio del 1945, ma proprio a causa della sua condotta durante la guerra, il re e la sua famiglia non possono fare ritorno in Belgio, e si stabiliscono a Pregny-Chambésy presso Ginevra, in Svizzera. Suo figlio Umberto viene perciò nominato luogotenente generale del Regno, ma socialisti e comunisti chiedono un referendum per scegliere tra monarchia e repubblica.

1946: il Trattato di Pace Parigi stabilisce che la Germania rientri nei confini del 1938 e sia divisa in sei zone di occupazione: statunitense, scozzese, francese, occitana, italiana e sovietica. La capitale Vienna è divisa a sua volta in sei zone. L'Ungheria rientra nei confini del 1938 ma non è soggetta a occupazione militare.  La Serbia annette Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia è dà vita all'eterogenea Federazione di Jugoslavia. L'Unione Sovietica si estende notevolmente verso ovest, la Polonia è ridimensionata e così pure Cecoslovacchia e Romania. In Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Jugoslavia si formano regimi comunisti satelliti di Mosca: "Una cortina di ferro è calata sull'Europa", dichiara Alcide de Gasperi. L'Albania è premiata con l'indipendenza per la sua accanta resistenza ai nazisti, anche se in essa infuria una guerriglia comunista che vorrebbe installare anche in essa un regime amico di Mosca, ed anche la Grecia è travagliata da una guerra civile tra monarchici e comunisti. In Medio Oriente nasce lo Stato d'Israele.
Il 9 maggio Vittorio Emanuele III di Savoia-Carinyena, dietro pressione dei monarchici, abdica in favore del figlio Umberto II, detto "lo Rei de Mai" ("il Re di Maggio") per essere stato incoronato in quel mese. Avendo egli partecipato allo Sbarco in Normandia, la sua figura tranquillizza la popolazione e il 2 giugno, nel Referendum Istituzionale, la monarchia vince con il 54,3% dei voti (socialisti e comunisti sostengono che il referendum è viziato da brogli elettorali).
Il 1° ottobre si chiude il Processo di Norimberga. Hermann Göring, Alessandro Pavolini, Ferenc Szálasi, il norvegese Vidkun Quisling, il francese Philippe Pétain e altri 12 gerarchi sono condannati a morte. Tutti sono giustiziati per impiccagione, tranne Göring, che si sottrae al boia con una capsula di cianuro, e Pétain, la cui condanna a morte è commutata in ergastolo vista l'età avanzata e visto che si trattava di un eroe di guerra della Prima Guerra Mondiale. Altri otto gerarchi sono condannati all'ergastolo o a lunghe pene detentive.

1948: il 18 aprile Alcide de Gasperi vince le elezioni ed è riconfermato Primo Ministro Italiano.
Dal 29 luglio al 14 agosto si tiene la seconda edizione delle Olimpiadi di Roma. La scelta della capitale italiana ha un forte significato simbolico rispetto alle Olimpiadi di Berlino del 1936: Roma è stata occupata dai tedeschi per quattro anni, quindi se nei Giochi berlinesi era stata ostentata la capacità organizzativa, economica e militare del regime nazista, i Giochi romani vogliono segnare una forte discontinuità storica, esaltando i valori olimpici in un paese democratico. Si parla di "Olimpiadi dell'austerità" perchè i costi sono contenuti al massimo, visto che l'Italia è tutta da ricostruire, e le gare sono ospitate soprattutto da strutture che durante la guerra non sono state oggetto di bombardamenti.
Il Blocco di Vienna ad opera dei Sovietici provoca la rottura del fronte degli Alleati contro Hitler, e anche l'URSS si dota dell'arma atomica. Inizio dell'"equilibrio del terrore".

1949: in Albania e Grecia le forze anticomuniste vincono le respettive guerre civili.
Il 31 marzo Terranova diventa indipenente dall'Inghilterra, pur conservando formalmente il Re degli Anglosassoni come capo di stato.
Il 4 aprile viene fondata la NATO, cui partecipano Stati Uniti d'America, Canada, Inghilterra, Scozia, Portogallo, Danimarca, Norvegia, Francia, Occitania, Italia, Albania, Grecia e Turchia. Cinque delle sei zone di occupazione alleate in Germania danno vita alla Repubblica Federale Tedesca o "Germania del Nord" con capitale Bonn; nella sesta, quella sovietica, Stalin fonda la Repubblica Democratica Tedesca o "Germania del Sud" con capitale Vienna Est. Le cinque zone di occupazione alleate in territorio Viennese vengono aggregate alla Germania del Nord, isolate in pieno territorio della Germania del Sud.

1951: il Trattato di Parigi istituisce la CECA, la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, di cui l'Italia è membro fondatore.

1952: il 6 febbraio il Re d'Italia Giorgio VI Colonna muore di cancro al polmone a soli 56 anni. Siccome non ha figli maschi, gli succede la primogenita Elisabetta II, nata il 21 aprile 1926, che il Re ha avuto dalla sua consorte Iolanda di Savoia, primogenita del Re di Occitania Vittorio Emanuele III. La nuova Regina ha sposato il Conte Adalberto Borromeo D'Adda, nato a Milano il 23 maggio 1921, da cui avrà quattro figli: Carlo, Anna, Andrea e Edoardo, tutti dalla vita sentimentale piuttosto travagliata. Inizia il regno più lungo della storia italiana.

1953: il 3 ottobre viene fatta esplodere nel deserto dell'Algeria la prima bomba atomica italiana, costruita da Enrico Fermi. L'Italia diventa così una potenza nucleare.

1954: ringalluzzita al possesso dell'arma atomica, l'Italia decide di chiudere i conti con il Vietnam, che durante la Guerra Mondiale era entrato nell'orbita giapponese; i Trattati di Pace lo avevano riassegnato all'Italia, ma subito è iniziata la guerriglia dei Viet Minh comunisti, guidati da Hồ Chí Minh, che perseguono la completa indipendenza. Sottovalutando i guerriglieri asiatici e la loro perfetta conoscenza del territorio (un errore che sarà poi ripetuto anche dagli Stati Uniti d'America), tra il 13 marzo e il 7 maggio il Corpo di Spedizione Italiano in Estremo Oriente (CSIEO) si fa imbottigliare dalle forze rivoluzionarie del leggendario generale Võ Nguyên Giáp in un'ampia vallata pianeggiante tra le colline del Tai Shan e incappa nella disastrosa sconfitta di Ðiện Biên Phủ, che causa la fine del dominio italiano in Indocina e rappresenta la data simbolo dell'irreversibile fine del colonialismo europeo in Africa e in Asia. Il 19 agosto il Primo Ministro italiano Alcide de Gasperi, provato da questa sconfitta, si spegne in carica a 73 anni; gli succede il Conservatore sardo Antonio Segni, in carica fino al 1957.
Il 15 giugno a Basilea viene fondata la UEFA, l'Unione Europea delle Federazioni Calcio Associate, di cui l'Italia è membro fondatore.
Intanto il visionario Adriano Olivetti, figlio di Camillo, ha la geniale intuizione di trasformare l'industria paterna nella prina azienda informatica italiana.

1954-1962: Guerra di Libia: il Fronte di Liberazione Nazionale Libico (FLNL), guidato dai Senussiti di Bengasi, chiede a gran voce l'indipendenza dall'Occitania, che si rifiuta di concederla. Il 1° novembre 1954 il FLNL avvia una serie di attacchi simultanei in tutto il paese, segnando l'inizio della lotta armata. Il culmine della guerra è la Battaglia di Tripoli (1957), una fase urbana molto aspra in cui l'esercito occitano ricorre a massicci poteri di polizia e addirittura alla tortura nel tentativo di debellare i ribelli. Infine, la firma degli accordi di pace a Évyan (sul lago di Ginevra) il 18 marzo 1962 sancisce la fine delle ostilità, portando al referendum e alla proclamazione dell'indipendenza libica il 3 luglio 1962.

1955: l'ammissione della Germania del Nord nella NATO provoca la nascita del Patto di Varsavia che comprende URSS, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Jugolslavia e Germania del Sud. Inizia la "Guerra Fredda".

1956: Crisi di Suez. Il nuovo raìs egiziano Gamāl ʿAbd el-Nasser, che ha detronizzato Re Faruq I, nazionalizza il Canale di Suez, sottraendolo al controllo delle compagnie caledoni e italiane. Edimburgo e Roma si accordano allora con lo stato d'Israele, che invade la penisola del Sinai, mentre le truppe italiane e scozzesi occupano il Canale di Suez. L'URSS, sponsor politico di el-Nasser, minaccia l'intervento militare, e gli USA costringono Scozia, Italia e Israele a sgomberare il Sinai. Grave scacco delle potenze europee che hanno dominato il mondo per un secolo e mezzo; la Crisi di Suez segna il declino definitivo di Inghilterra e Italia come grandi potenze mondiali, mentre el-Nasser si afferma come il leader indiscusso del movimento panarabo. Nello stesso anno gli ultimi stabilimenti coloniali italiani in India vengono aggregati all'Unione Indiana.
Intanto, il 20 marzo la Tunisia è il primo paese africano a diventare pienamente indipendente dall'Italia: ha inizio l'era della Decolonizzazione.

1957: il 25 marzo i trattati di Roma istituiscono la CEE, la Comunità Economica Europea, di cui l'Italia è membro fondatore con Francia, Occitania, Germania del Nord, Belgio e Paesi Bassi. Il 7 ottobre un grave incidente nucleare colpisce la centrale nucleare italiana di Latina.

1957-1963: nuovo Primo Ministro italiano è il Conservatore Amintore Fanfani.

1960: "Anno dell'Africa", in cui ben 17 stati africani ottengono l'indipendenza dall'Europa. In particolare diventano indipendenti dall'Italia il Camerun (il 1° gennaio), il Senegal (il 4 aprile), il Madagascar (il 26 giugno), il Benin (il 1° agosto), il Niger (il 3 agosto), l'Algeria (il 5 luglio), l'Alto Volta (oggi Burkina Faso, il 5 agosto), la Costa d'Avorio (il 7 agosto), il Ciad (l'11 agosto), la Repubblica Centrafricana (il 13 agosto), la Repubblica del Congo (il 15 agosto), il Gabon (il 17 agosto), la Mauritania (il 28 novembre) e il Mali (il 22 settembre).
Dal 25 agosto all'11 settembre si tengono i Giochi Olimpici di Londra.

1961: nella notte tra il 12 e il 13 agosto viene costruito il Muro di Vienna, chiamato la Vergogna d'Europa, per impedire ai Tedeschi del Sud di fuggire nella Germania del Nord. Le fughe però continueranno, con sotterfugi talora ingegnosi.
Il 19 dicembre viene fondata l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

1963-1970: i Socialdemocratici vincono le elezioni legislative, Primo Ministro italiano è Pietro Nenni. Più di un quinto dell'economia italiana viene nazionalizzato.

1964: il 15 dicembre dal poligono spaziale di Perdasdefogu, in Sardegna, viene lanciato il primo satellite artificiale italiano, il San Marco 1. L'Italia diventa così il terzo paese al mondo, dopo URSS e USA, a mettere in orbita un proprio satellite artificiale.

1965: la Olivetti presenta il primo Personal Computer del mondo, il P101, detto anche "la Perottina", messa a punto dagli ingegneri Pier Giorgio Perotto, Giovanni De Sandre e Gastone Garziera. Il rivoluzionario design estetico fu invece curato dall'architetto Mario Bellini. Prima della P101, i computer erano enormi macchinari accessibili solo a tecnici specializzati; la P101 invece è la prima macchina programmabile, dotata di memoria e così piccola da poter stare su una comune scrivania, e conosce subit un enorme successo in tutto il mondo, tanto da venire persino acquistata e utilizzata dagli Stati Uniti d'America per calcolare la rotta delle missioni umane verso la Luna. Grazie a questo successo, l'Italia diventa una superpotenza nel campo dell'industria informatica.

1966: il Regno d'Italia organizza il Campionato del Mondo di Calcio e lo vince, battendo in finale la Germania del Nord per 4-2 (con una rete molto contestata dai tedeschi). Questa resta finora l'unica vittoria dell'Italia in un campionato mondiale.

1968: il 2 giugno Stati Uniti d'America, Unione Sovietica, Repubblica Popolare Cinese, Scozia, Francia e Italia, le sei potenze dotate di armi atomiche, firmano il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Intanto ha inizio il Movimento Studentesco del Sessantotto, guidato dall'estrema sinistra.
I Nazionalisti Corsi organizzano marce per l'autodeterminazione da Roma. Le proteste sfociano in scontri violenti con la polizia italiana e e con l'estrema destra italiana.

1969: in seguito alle rivolte di Bastia e Ajaccio, il governo di Roma invia l'Esercito Italiano per ristabilire l'ordine. Inizialmente accolti dai Corsi come protettori contro le violenze dell'estrema destra italiana, i soldati vengono presto visti come una forza d'occupazione.

1970: il 9 marzo viene fondata l'Organizzazione Internazionale dell'Italofonia, che riunisce l'Italia e tutti i paesi in cui si parla l'italiano come prima lingua o come lingua di una minoranza consistente della popolazione. Oggi l'Organizzazione comprende 54 stati membri, 7 membri associati e 27 osservatori.
L'8 dicembre il "Principe Nero" Junio Valerio Borghese, reduce della Repubblica Sociale Italiana, convinto che i Comunisti stiano per prendere il potere in Italia, organizza un putsch per rovesciare il governo italiano, arrestare i leader dei principali partiti e instaurare in Italia una dittatura militare sul modello greco, ma il Re Umberto II e Papa Paolo VI lo avvisano che non accetteranno l'instaurazione in Italia di un governo neonazista, il putsch è sventato e tutti i principali cospiratori finiscono al fresco.

1970-1974: dopo la vittoria elettorale dei Conservatori, nuovo primo ministro italiano è Aldo Moro. Inizia un periodo di rallentamento economico in seguito all'esaurirsi del boom economico postbellico, alla crisi petrolifera dovuta alle guerre tra Israele e Paesi Arabi ed alle lotte operaie e i disordini sociali degli anni Settanta (ancor oggi ricordati come un momento difficile per l'Italia).

1971: l'ingegnere informatico vicentino Faggin, che lavora per la Olivetti, mette a punto il primo microprocessore della storia.

1972: il 30 gennaio è la "Domenica di Sangue": i paracadutisti italiani sparano su una manifestazione pacifica a Bastia, uccidendo 13 civili disarmati (un quattordicesimo morirà per le ferite). Questo evento segna il punto di non ritorno della violenza. Il 21 Luglio ("Giovedì di Sangue") gli indipendentisti corsi rispondono riempiendo Ajaccio di autobombe: 22 ordigni esplodono in soli 80 minuti, uccidendo nove persone e ferendone oltre 130. Roma sospende il governo locale e impone il controllo diretto sulla Corsica.

1974: vittoria elettorale dei Socialdemocratici, Pietro Nenni ritorna a ricoprire la carica di Primo Ministro italiano, ma nel 1976 gli subentra Francesco de Martino, in carica fino al 1979.

1975: il Fronte Nazionale di Liberazione Corso (FNLC) inizia una serie di attentati e di attacchi a caserme e forze dell'ordine per chiedere l'indipendenza della Corsica dall'Italia. Ha nizio una guerra sanguinosa che si protrarrà per quarant'anni.
Il 15 novembre si riunisce per la prima volta ad Arles il G7 forum intergovernativo composto dalle sette maggiori economie del pianeta: Stati Uniti d'America, Canada, Scozia, Occitania, Germania del Nord, Italia e Giappone.

1977: il 27 giugno la Provincia d'Oltremare italiana di Gibuti ottiene l'indipendenza, nonostante la riluttanza dell'Italia a lasciare quella strategica colonia.

1979: dopo la vittoria elettorale dei Conservatori, Tina Anselmi è la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in Italia. Rieletta in tutto per tre mandati, governa ininterrottamente fino al 1990 e mette in atto una serie di profonde riforme economiche destinate a ridurre l'elevata disoccupazione in Italia, conseguenza delle crisi petrolifere degli anni '70 e causa di forte scontento popolare. La leader conservatrice attua una decisa deregolazione del settore finanziario e del mercato del lavoro, privatizza le aziende statali e riduce l'influenza dei sindacati. Sotto la sua guida, gli anni Ottanta (in seguito mitizzati dal folclore) vedono un periodo di crescita, aiutato dalle entrate derivanti dalle estrazioni petrolifere in Algeria da parte delle compagnie italiane. La Anselmi è anche fautrice della linea dura contro gli indipendentisti corsi. Il FNLC allora alza il tiro ed assassina Luigi Borromeo d'Adda, ammiraglio della Regia Marina Italiana e zio del Conte Adalberto, consorte di Elisabetta II, facendo saltare per aria la barca su cui egli si trova.

1981: il 29 luglio Carlo Borromeo, Principe di Napoli e primogenito di Elisabetta II (è nato il 14 novembre 1948), sposa nella Basilica di San Giovanni in Laterano la nobildonna italiana Caterina Odescalchi, nata a Roma il 4 novembre 1959, figlia del principe Alessandro Odescalchi e della principessa Amelia Lante della Rovere. La coppia ha due figli: Guglielmo, nato il 21 giugno 1982, ed Enrico, nato il 15 settembre 1984. Fin dall'inizio l'unione, voluta soprattutto dalla Regina Elisabetta II, è burrascosa a causa delle infedeltà di Carlo.

1982: Guerra della Riunione. Il dittatore del Madagascar Desiderio Ratsiraka, il cui regime è sempre più contestato sia in patria che all'estero, per recuperare popolarità decide di occupare le isole circostanti lo stato malgascio che sono rimaste sotto sovranità italiana dopo l'indipendenza, e soprattutto l'Isola della Riunione, una Provincia d'Oltremare del Regno d'Italia, già colonia francese conquistata dagli italiani nel 1815, e da sempre rivendicata dal Madagascar. Convinto che le sconfitte di Suez e di Ðiện Biên Phủ e la decolonizzazione abbiano fatto tramontare definitivamente l'Italia come potenza coloniale, il 2 aprile la Riunione è attaccata dalla flotta del Madagascar e conquistata. Il governo Anselmi tuttavia reagisce rabbiosamente: la flotta italiana è spedita nell'emisfero australe, circumnaviga l'Africa e in soli 74 giorni, il 14 giugno, riprende il controllo della Riunione e delle altre piccole isole occupate dai malgasci. La vittoria dimostra la capacità dell'Italia di condurre ancora operazioni militari vittoriose a migliaia di km dalla madrepatria, rilancia il prestigio internazionale del Bel Paese e provoca la caduta della dittatura di Ratsiraka: il Madagascar passa al multipartitismo.
L'Inghilterra vince a sorpresa il suo terzo Campionato Mondiale di Calcio, nell'edizione organizzata dalla Spagna, sconfiggendo in finale 3-1 la quotata Germania del Nord.

1983: il 18 marzo il Re di Occitania Umberto II di Savoia-Carinyena muore di cancro, gli succede il figlio Vittorio Emanuele IV, nato il 12 febbraio 1937.

1984: Attentato al Grand Hotel di Stresa, sul Lago Maggiore, durante il congresso del Partito Conservatore, il cui scopo è quello di eliminare il Primo Ministro Tina Anselmi, L'attentato causa cinque morti, ma la Anselmi si salva.

1989: il 9 novembre cade il Muro di Vienna, i regimi comunisti dell'Europa Orientale cadono uno dopo l'altro.

1990: il 3 ottobre avviene la storica riunificazione tedesca. Fine ufficiale della Guerra Fredda.

1992: con il Trattato di Maastricht la CEE si trasforma nell'Unione Europea (UE), di cui l'Italia è membro fondatore.

1994: il nuovo Primo Ministro italiano Lamberto Dini e il Capo di Governo della Corsica Giovanni Baggioni affermano che il popolo corso ha il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro politico ("Dichiarazione di Palazzo Chigi"). Il 31 Agosto il FNLC annuncia la sospensione completa delle operazioni militari. Seguirà una breve ripresa della violenza nel 1996 per via dello stallo nei colloqui, ma il cessate il fuoco verrà ripristinato nel 1997.

1995: il 1° gennaio nasce l'Organizzazione Mondiale del Commercio, di cui l'Italia è membro fondatore.

1996: dall'8 al 30 giugno si gioca in Italia il Campionato Europeo di Calcio, prima edizione di questo torneo a 16 squadre. La Nazionale di casa è sconfitta in semifinale ai rigori dalla Germania del Nord, che poi vince il torneo battendo in finale la Repubblica Ceca.
Il 28 agosto l'erede al trono d'Italia Carlo Borromeo e la consorte Caterina Odescalchi divorziano ufficialmente (vivevano già separati dal 1992). Caterina perde il titolo di Altezza Reale, ma mantiene quello di Principessa di Napoli e ottiene una buonuscita faraonica. In seguito la loro unione viene annullata dalla Sacra Rota, generando non poche polemiche.

1997: Romano Prodi è eletto Primo Ministro del Regno d'Italia a capo di una coalizione di Centrosinistra.

1998: il 10 aprile l'Accordo del Venerdì Santo rappresenta un passo decisivo verso la pace in Corsica.

1999: il 1° gennaio il Regno d'Italia abbandona l'antica valuta, la Lira, e adotta la nuova moneta unica europea, l'Euro.

2001: dopo gli attentati dell'11 settembre contro le Torri Gemelle del Centro Mondiale del Commercio di Edimburgo, l'Italia partecipa alla guerra contro il terrorismo islamico voluta da Scozia e Stati Uniti d'America, e le truppe italiane partecipano all'invasione dell'Afghanistan.

2003: Romano Prodi convince i parlamentari socialdemocratici e conservatori a votare a favore del sostegno all'invasione dell'Iraq voluta dagli Stati Uniti d'America, nonostante gli imponenti cortei contro la guerra tenutisi nelle maggiori città italiane. Ben quarantaseimila soldati britannici, un terzo delle forze terrestri dell'esercito, partecipano all'invasione. Le forze italiane sono responsabili della sicurezza nell'Iraq meridionale, dove subiscono diversi attentati da parte degli Islamisti.

2004: l'11 marzo è un giono nero per l'Italia: una serie di attacchi terroristici di matrice islamica sferrati nella stazione ferroviaria di Roma Termini contro diversi treni locali provoca 192 morti (di cui 177 nell'immediatezza degli attentati) e 2.057 feriti. Si tratta dei più gravi attacchi alla popolazione civile dopo la Seconda Guerra Mondiale allʼinterno dei confini dell'Unione Europea. Oggi l'11 marzo è la Giornata in Ricordo delle Vittime del Terrorismo in Italia e in tutta l'UE.

2005: il 9 aprile l'erede al trono d'Italia Carlo Borromeo sposa in seconde nozze la famosa attrice Isabella Rossellini, nata il 18 giugno 1952, che ha fatto annullare i suoi matrimoni precedenti. Le nozze si sarebbero dovute tenere il 4 aprile, ma la morte di Papa Giovanni Paolo II il 2 aprile ha indotto la coppua a rinviare le nozze. I genitori di Carlo non vedono di buon occhio l'unione del figlio con un'attrice e non partecipano alla cerimonia, ma il Parlameento italiano dà il suo benestare e i due possono sposarsi.
Il 28 luglio il FNLC dichiara ufficialmente la fine della sua campagna armata, e completa il disarmo totale sotto la supervisione di una commissione indipendente. I disordini in Corsica hanno causato oltre 3.500 morti, di cui oltre la metà civili, e più di 40.000 feriti tra il 1969 e il 1998.

2006: l'Inghilterra vince per la quarta volta il titolo di campione del mondo di calcio, sconfiggendo in finale l'Occitania nell'edizione organizzata in Germania. A questa vittoria seguirà un periodo piuttosto buio per la nazione anglosassone.

2007: Romano Prodi si dimette per contrasti interni alla sua coalizione, e gli succede Enrico Letta, che governerà fino al 2010. Letta decide il ritiro di tutte le forze armate italiane dall'Iraq entro il 2010.

2010: l'ex imprenditore italiano Silvio Berlusconi, nuovo leader del Partito Conservatore, è eletto Primo Ministro, carica che ricoprirà sino al 2016. Resterà celebre per le sue gaffes. Ha inizio in Italia una serie di governi di destra che si protrarrà fino al 2024.
Il 6 aprile si spegne a 89 anni Adalberto Borromeo D'Adda, Principe Consorte della Regina d'Italia Elisabetta II Colonna.

2011: il 29 aprile l'erede al trono d'Italia Guglielmo Borromeo, primogenito di Carlo, sposa la famosa tennista Flavia Pennetta, nata il 25 febbraio 1982. Icona di glamour, l'impatto avuto dalla Pennetta sulla moda e sui costumi italiani è stato definito dai media come "Effetto Flavia", tanto da essere inserita tra le "100 persone più influenti nel mondo" dalle più prestigiose riviste internazionali.

2012: Giubileo di Diamante di Elisabetta II e terza edizione delle Olimpiadi di Roma: è un anno simbolico per il prestigio del Regno d'Italia.

2013: l'11 febbraio Papa Benedetto XVI annuncia a sorpresa le proprie dimissioni, che diventano effettive il 28 febbraio. Il 13 marzo il Conclave elegge Papa a sorpresa Jorge Mario Bergoglio, Cardinale Arcivescovo di Santa Fé de Bogotá, capitale della Repubblica di Colombia. Bergoglio, di origini piemontesi, è il primo Papa latinoamericano della storia e il primo proveniente dall'Ordine dei Gesuiti, ma è anche il primo ad assumere il nome di Francesco, in onore del Santo di Assisi che dedicò la sua vita ai poveri. Il nuovo Pontefice si pone in netta rottura con i predecessori, rifiuta paramenti, auto blu e l'appartamentto pontificio, e dichiara: « Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! »
Il 22 luglio nasce Giorgio, primogenito di Guglielmo Borromeo e di Flavia Pennetta, erede al trono d'Italia. La coppia avrà altri due figli: Carlotta, nata il 2 maggio 2015, e Luigi, nato il 23 aprile 2018.

2014: il 18 settembre con un referendum il 55,3% degli elettori Normanni vota a favore del mantenimento dell'Unione con la Corona d'Occitania. I Conservatori italuani avevano sostenuto la causa dell'indipendenza, sperando in una futura unione tra Normandia e Italia.

2016: il 23 giugno il Generale Roberto Vannacci, leader indiscusso dell'estrema destra italiana, xenofobo, omofobo e nostalgico di un'Italia ottocentesca patrarcale e codina che non c'è più (tra le altre cose, il generale vorrebbe abolire le leggi sul divorzio e sull'aborto, rendendoli fuorilegge), promuove un referendum per l'uscita dell'Italia dall'Unione Europea, ma la proposta è bocciata con un amplissimo margine e il promotore è scorticato vivo dalla satira italiana ed internazionale: su "Le Figaro" compare una vignetta che lo ritrae vestito come la Regina Vittoria. Silvio Berlusconi, accusato di aver sostenuto il referendum di Vannacci pur di mantenersi al potere, è costretto alle dimissioni e parla di "tradimento" da parte degli alleati. Gli succede come Primo Ministro il suo Ministro degli Interni, Matteo Salvini.

2017: il 22 marzo a Roma il terrorista Khalid Masood lancia un'auto contro i pedoni sul Ponte Giorgio V, uno dei ponti sul Tevere, uccidendo quattro persone, poi prosegue verso il Palazzo del Quirinale, davanti al quale pugnals un poliziotto disarmato; l'attentatore è poi colpito mortalmente a sua volta da altri agenti di polizia. Questo attacco terroristico è rivendicato dall'ISIS, contro il quale il Regno d'Italia ha condotto una serie di bombardamenti aerei in Siria e Iraq.

2020: il Regno d'Italia è investito in pieno dalla pandemia da SARS-CoV-2, che provoca ufficialmente 184.600 decessi (ma c'è chi parla di 220.000 morti totali), con gravi conseguenze sull'economia italiana.

2021: nella finale del Campionato Europeo di Calcio, posticipato di un anno per via dell'emergenza pandemica, la nazionale italiana di calcio è sconfitta in casa dalla nazionale dell'Inghilterra ai calci di rigore, e il commissario tecnico Roberto Mancini è costretto alle dimissioni.

2022: l'8 settembre, all'età di 96 anni, 4 mesi e 18 giorni, muore la Regina d'Italia Elisabetta II, che ha regnato per 70 anni e 214 giorni; il suo è il regno più lungo della storia senza periodi di reggenza. Le succede il figlio Carlo VI, che inaugura la Dinastia Borromeo.
La leader dei Conservatori Giorgia Meloni, già delfina di Silvio Berlusconi, succede a Matteo Salvini come Primo Ministro, ma segna il record del più breve governo della storia italiana, restando in carica solo dal 6 settembre al 25 ottobre, a causa di dimissioni a catena dei suoi ministri per contrasti all'interno del Partito Conservatore.

2023: il 6 maggio Re Carlo VI Borromeo e la sua consorte Isabella Rossellini sono incoronati Re d'Italia nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

2024: il 3 febbraio muore poco prima di compiere 86 anni il Re d'Occitania Vttorio Emanuele IV di Savoia-Carinyena. Gli succede il figlio Emanuele Filiberto, nato il 22 giugno 1972. Siccome dalla moglie, l'attrice occitana Clotide Courau, dalla quale si è separato nel 2021, ha avuto solo due fiiglie, Vittoria (nata il 28 dicembre 2003) e Luisa Giovanna (nata il 16 agosto 2006), il Parlamento Occitano approva la Prammatica Sanzione, in base alla quale anche le donne possono salire al trono di Occitania. Il problema è che la Prammatica Sanzione non si applica alla Normandia, che così un giorno potrebbe scegliersi un altro sovrano, ottenendo finalmente la sospirata indipendenza.
Il 5 luglio il Socialdemocratico Stefano Bonaccini vince le elezioni, cavalcando il malcontento popolare dovuto alla crisi economica innescata dalla pandemia da SARS-CoV-2, e diventa nuovo Primo Ministro italiano.

2025: il 21 aprile, Lunedì di Pasqua, Papa Francesco si spegna all'età di 88 anni a causa di un ictus, nel corso del Giubileo da lui stesso indetto. Viene sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore sotto una semplice lapide su cui è scritto solo "Franciscvs". La sua personalità ha diviso la Chiesa tra i conservatori, che lo ritenevano poco meno di un eretico, e i progressisti, che invece lo ritenevano un Pontefice al passo con i tempi. L'8 maggio il Conclave elegge Papa il Cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, molto vicino a Papa Francesco, che assume il nome di Giovanni XXIV e prosegue la politica di vicinanza ai poveri e di difesa del creato. Il suo motto è « Gaudium Domini Fortitudo Vestra », e il primo viaggio all'estero di Papa Giovanni XXIV, appena tre settimane dopo l'elezione, si è svolto in Ucraina, sotto aggressione da parte della Russia. A Papa Zuppi tocca chiudere il Giubileo il 6 gennaio 2026. Sono note le sue posizioni progressiste, e in particolare la sua apertura agli omosessuali e ai divorziati risposati.

2026: il 22 giugno, in seguito ad una crisi di governo innescata da un malcontento generale e prolungato all'interno del Partito Socialdemocratico nei confronti del Primo Ministro, complici alcuni scandali ed alcune importanti sconfitte elettorali dovute ad una percepita scarsa efficacia del governo, Stefano Bonaccini rassegna le dimissioni dalla carica di Primo Ministro. Il 20 luglio gli succede la compagna di partito Elena Schleyen, detta popolarmente Elli Schlein, di religione ebraica, la cui famiglia è originaria di Leopoli, oggi in Ucraina. Molti la giudicano però di idee troppo progressiste per guidare una nazione tradizionalmente conservatrice come l'Italia. In dieci anni si sono succeduti ben sette Primi Ministri, una situazione di instabilità davvero inedita in Italia.
In compenso, la Nazionale italiana di calcio pone fine a un lungo periodo di prestazioni internazionali opache, giungendo terza nel Campionato del Mondo giocato nel Messico, in Canada e negli Stati Uniti d'America. Questa edizione del torneo è vinta dalla nazionale di calcio dell'Occitania, che ha sconfitto in finale il Messico.

2028: dal 9 giugno al 9 luglio il Regno d'Italia organizza il Campionato Europeo di Calcio per la terza volta nella sua storia.
Con un PIL nominale stimato sui 3000 miliardi di euro secondo il Fondo Monetario Internazionale, oggi l'Italia è la sesta potenza economica mondiale, dopo Stati Uniti, Cina, Germania, India e Giappone, e la seconda in Europa. L'Italia ha anche uno degli indici di sviluppo umano più elevati del mondo.

Lord Wilmore

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Così commenta Paolo Maltagliati:

Personalmente sono contento che tu abbia fatto vincere i Visconti sui Medici, anche se Tommaso non approverebbe. Bello comunque: alla fine è un valzer di simmetrizzazioni che però rimane apprezzabilissimo.
Povera Ungheria, mi è dispiaciuto che toccasse a lei simmetrizzare con l'Italia fascista... A un certo punto, ti dirò, sognare per sognare, il Gwynedd che unifica il Galles e poi si lancia contro l'eptarchia non sarebbe stato male. Sempre a riguardo dell'Ungheria, forse l'unica cosa su cui sono veramente scettico: l'indipendenza mi sembra troppo in anticipo rispetto ai tempi (anche se capisco che è una exit strategy per evitare una guerra lunga, dannosa e costosa). Detto ciò, fighissima!

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Generalissimus ha avuto un'altra idea:

Alla morte di Lotario III il candidato più probabile a diventare Sacro Romano Imperatore era il Duca di Baviera Enrico X, grazie alla sua ricchezza e alla vastità dei suoi domini.
Ma le stesse virtù che gli avevano fatto guadagnare il soprannome "il superbo", scatenarono le gelosie degli altri nobili tedeschi, che gli impedirono la candidatura.
Poi il nuovo Re di Germania Corrado III di Svevia cominciò a mettergli i bastoni fra le ruote in tutti i modi.
Prima chiese indietro le regalie imperiali che Lotario II gli aveva affidato e, sentendosi rispondere da Enrico che lo avrebbe fatto in cambio di un'investitura ufficiale come Duca di Sassonia, lo privò dei suoi possedimenti e lo bandì, sulla base del fatto che era illegale regnare su due ducati e perché si era rifiutato di giurare fedeltà.
Enrico X riuscì a cacciare con la forza i suoi nemici dalla Sassonia, ma poi morì improvvisamente mentre si stava preparando a invadere la Baviera.
Ma se Enrico X riuscisse a diventare Imperatore al posto di Federico Barbarossa?

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Gli replica Bhrghowidhon:

Per me i punti cruciali sarebbero anzitutto due:

1) se si mantiene un'ereditarietà di fatto della Corona Imperiale (sia pure con interruzioni; in realtà con Ottone IV. l'ascesa alla suprema carica si è realizzata);
2) se Enrico di Dannenberg (1533-1598) lascia ugualmente il titolo principale al fratello Guglielmo il Giovane o no.

Il colpo più clamoroso nel secondo caso sarebbe la titolarità alla fusione fra Sacro Romano Impero e Russia dopo il 1740; nel primo invece si porrebbe l'eventualità di una Prammatica Sanzione per Vittoria, onde mantenere l'unione col Regno Unito.

Sicuramente la Casa Guelfa erediterebbe Modena e Reggio nel 1803; bisogna aggiungere - e qui si va nell'ipotetico - se almeno qualcuna delle Corone assegnate agli Asburgo per elezione non sarebbe stata assegnata ai Guelfi, per il fatto che fossero questi ultimi a rivestire la dignità imperiale (evito la complicazione ulteriore di inserire matrimonî dinastici storicamente asburgici - ma di chiara motivazione di potere - perché salterebbe tutta la genealogia).

Comunque sia, il minimo che si dovrebbe ammettere è l'unione fra Sacro Romano Impero e Regno Unito o fra Sacro Romano Impero e Russia.

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C'è poi questa nuova proposta di Generalissimus:

La carica della cavalleria pesante del Barbarossa alla Battaglia di Legnano riesce a mettere in rotta gli armati della Lega lombarda prima che possano radunarsi intorno al Carroccio e formare l'involontaria falange che nella nostra Timeline assicurò la vittoria ai militi lombardi. Con i Comuni ridotti all'obbedienza Federico può occuparsi del Papa in tutta tranquillità. Cosa accade all'Italia, al sogno imperiale e ai rapporti tra Papa e Imperatore?

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Gli risponde Paolo Maltagliati:

Enrico il Leone rimane un problema. Federico Deve trovare un modo di governare come dice lui l'Italia quando riattraversa le Alpi. Pensate se nomina Ottone di Frisinga vicario e lo lascia lì. E Marcovaldo di Annweiler potrebbe insediarsi a Castelseprio come luogotenente, creando un principato feudale...

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Massimiliano Paleari però obietta:

Non voglio fare il Bastian contrario a tutti i costi, ma l'importanza della battaglia di Legnano è stata enfatizzata prima dalla retorica risorgimentale, poi da quella fascista (almeno fino all'alleanza con la Germania) e infine da quella bossiana. In realtà la battaglia di Legnano è stata preceduta ed è stata seguita da altri scontri che hanno visto ora il prevalere delle forze imperiali (appoggiate da molti Comuni, non lo si dimentichi), ora il prevalere dei Milanesi e dei loro alleati. Una vittoria del Barbarossa a Legnano non avrebbe pertanto provocato di per sé sconvolgimenti rispetto alla nostra Timeline.

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E Paolo aggiunge di rimando:

No, non fai affatto il Bastian contrario. È che si tratta di un tema, come giustamente hai sottolineato tu, inquinato da molta retorica post-risorgimentale. Attualmente siamo nella fase di "revisionismo del revisionismo", in cui, si sta rivalutando l'importanza dello scontro a fronte di anni in cui la si è considerata una robetta da nulla. Il punto sta nel ricollocare i fatti nelle loro giuste dimensioni. Diciamo che Legnano non ebbe una grande portata dal punto di vista militare (peraltro Federico se ne stava tornando in fretta e furia in Germania). Psicologico però forse sì. Possiamo vedere la situazione come punto di svolta nella dialettica tra poteri universali sul suolo italiano. Inoltre, come ho provato a far rilevare, il problema era il mantenimento del controllo sui comuni in assenza dell'imperatore. Dilemma di difficile soluzione cui Federico II diede una risposta radicale trasferendosi nel regno di Sicilia. Se posso suggerire un testo per capire cosa fu Legnano, suggerisco il recente lavoro del prof. Paolo Grillo.

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Rivoluzionario Liberale chiosa:

Io credo che la storia della Lega Lombarda sia solo una litigata locale, solo che come accede di solito la storia si riscrive continuamente, e la storia della Lega Lombarda si trasforma in una guerra santa dell'italianità contro la germanicità, cosa assolutamente non vera: furono i comuni sottomessi a Milano e ai suoi alleati a chiamare il Barbarossa in soccorso.

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Paolo allora riprende il filo del discorso:

Legnano ha avuto delle ripercussioni e anche forti. Solo, non dove la retorica post-risorgimentale ci indica. Tutta la vicenda della lega lombarda si deve leggere in due modi: il primo è il rapporto di rivalità e simbioticità in pari tempo dei due poteri universali. Il secondo è la ricerca delle avvisaglie di crisi di questo sistema a fronte della nascita di organismi territoriali nuovi. Paradossalmente potremmo quasi dire che legnano è stata più importante per la storia tedesca. L'ottica del Barbarossa era di ribadire la concezione di impero universale di eredità carolingia e non un mero agglomerato esclusivamente germanico. Se gli Staufen fossero riusciti a imporre questo punto di vista ideologico con coerenza e continuità avremmo avuto una storia politica e religiosa diverse. Quando dico diverse non parlo necessariamente della creazione di compagini statali differenti da quelle che abbiamo viste nella nostra Timeline. Parlo di concezione del potere, di dialettiche geopolitiche, rapporti con la chiesa ed il papato. In generale convengo che a nessuno fregasse poi tanto di come stesse la gente che governava, tranne quando le lamentele diventavano pericolose. In generale lo scarso rispetto per i ceti bassi aumenta al crescere dell'assolutismo, per come l'ho vista io.

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Anche Bhrghowidhon dice la sua:

Mi associo insistendo ulteriormente sulla lettura di lunga durata: al di là delle endemiche rivalità territoriali (che risalivano almeno al Neolitico praticamente con la stessa rete politica), i due fenomeni entrati in collisione erano da un lato un'egemonia macroregionale (polarizzata su Milano) tendente come obiettivo a medio termine alla Corona dei Longobardi e dall'altro il progetto di Nazione Tedesca come unione di Sassoni, Turingi, Franconi, Bavari, Alamanni e Longobardi (tendenzialmente centrato su questi ultimi anche se a guida ghibellina, quindi con Dinastia Sveva). Storicamente entrambi gli scenarî sono stati disintegrati da un terzo disegno, quello più continuista rispetto a Roma Imperiale e imperniato all'epoca sul Potere Pontificio.

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Passiamo la palla al francese Perchè No?, che ci ha proposto questa...

Successione ininterrotta dei Re di Francia
senza la Legge Salica da Ugo Capeto ad oggi

Sovrani capetingi
Ugo Capeto (987-996), Re dei Franchi, figlio del Conte di Parigi Ugo il Grande e di Edvige di Sassonia, fu incoronato Re a Noyon il 3 luglio 987 dopo la morte di Luigi V, ultimo sovrano della casata dei Carolingi. Dante Alighieri affermò di aver incontrato la sua anima nel Purgatorio
Roberto II il Pio (996-1031), Re dei Franchi, figlio di Ugo Capeto
Enrico I (1031-1060), Re dei Franchi, figlio di Roberto II
Filippo I (1160-1108), Re dei Franchi, figlio di Enrico I
Luigi VI il Grosso (1108-1137), Re dei Franchi, figlio di Filippo I
Luigi VII il Giovane (1137-1180), Re dei Franchi, figlio di Luigi VI
Filippo II Augusto (1180-1223), Re di Francia, figlio di Luigi VII
Luigi VIII il Leone (1223-1226), Re di Francia, figlio di Filippo II Augusto
San Luigi IX (1226-1270), Re di Francia, figlio di Luigi VIII, morì a Tunisi durante l'VIII Crociata
Filippo III l'Ardito (1270-1285), Re di Francia, figlio di San Luigi IX
Filippo IV il Bello (1285-1314), Re di Francia, figlio di Filippo III
Luigi X l'Attaccabrighe (1314-1316), Re di Francia, figlio di Filippo IV
Giovanni il Postumo (15-20 novembre 1316), Re di Francia, figlio di Luigi X
Giovanna I (1316-1349), prima Regina di Francia, figlia di primo letto di Luigi X, salì al trono dopo la morte del fratello Giovanni a soli cinque giorni di vita e dopo l'assassinio di Filippo il Lungo, secondogenito di Filippo IV. Sposò Filippo di Évreux, Re di Navarra e nipote di Filippo IV

Sovrani della Casa di Évreux
Carlo IV il Malvagio (1349-1387), figlio della Regina Giovanna e di Filippo di Évreux
Carlo V il Nobile (1387-1425), figlio di Carlo IV
Bianca I (1425-1441), figlia di Carlo V, sposò il Re di Aragona, Sicilia e Sardegna Giovanni II di Trastámara

Sovrani della Casa di Trastámara
Carlo VI di Viana (1441-1461), figlio primogenito di Bianca I
Bianca II (1461-1464), figlia terzogenita di Bianca I, fu fatta avvelenare dalla sorella Eleonora
Eleonora (1464-1479), figlia quartogenita di Bianca I, sposò Gastone, Conte di Foix e Bigorre

Sovrani della Casa di Foix
Francesco Febo (1479-1483), figlio primogenito di Eleonora di Trastámara e di Gastone di Foix, morì avvelenato
Caterina (1483-1517), figlia secondogenita di Eleonora di Trastámara e di Gastone di Foix, fu la grande protagonista del Rinascimento francese (ospitò alla sua corte anche Leonardo da Vinci) e avviò l'esplorazione del Canada. Sposò Giovanni d'Albret

Sovrani della Casa d'Albret
Enrico II (1517-1555), figlio di Caterina di Foix e di Giovanni d'Albret, ingaggiò guerre decennali con il Sacro Romano Imperatore e Re di Spagna Carlo V d'Asburgo
Giovanna II (1555-1572), figlia di Enrico II, sposò Antonio di Borbone-Vendôme, discendente di Roberto, Conte di Clermont e figlio cadetto di San Luigi IX. Emise un editto di tolleranza nei confronti di Protestanti ed Ebrei

Sovrani della Casa di Borbone
Enrico III il Grande (1572-1610), detto il Vert Galant, figlio di Giovanna II e di Antonio di Borbone-Vendôme. Fu assassinato dal fanatico François Ravaillac perchè accusato di essere un criptocalvinista
Luigi XI il Giusto (1610-1643), figlio di Enrico III, immortalato dallo scrittore Alexandre Dumas Padre nei "Tre Moschettieri". Morì a soli 42 anni a causa del morbo di Crohn
Luigi XII il Re Sole (1643-1715), portò a compimento il regime della Monarchia Assoluta in Francia ("L'État c'est moi"). Dissanguò il paese con una serie continua di guerre e fece costruire la reggia di Versailles. Il suo regno (72 anni e 110 giorni) è tra i più lunghi della storia
Luigi XIII il Beneamato (1715-1774), nipote di Luigi XII. Il suo nome è legato alla grande stagione dell'Illuminismo francese. Si fece trascinare dalla sua amante Antonietta Poisson nella Guerra dei Sette Anni, che segnò la fine dell'impero coloniale francese in India e in America
Luigi XIV (1774-1793), nipote di Luigi XIII, sostenne la Rivoluzione Americana ma fu travolto dalla Rivoluzione Francese. Accusato di tradimento per aver complottato con i nemici della Francia, fu deposto e ghigliottinato
Luigi XV (1793-1795), figlio di Luigi XIV e di Maria Antonietta d'Austria, non poté mai regnare ma fu considerato legittimo sovrano dai monarchici. Morì in prigionia a soli dieci anni
Maria I (1795-1848), si salvò dalla strage dei fratelli dopo l'esecuzione dei suoi genitori perchè era stata mandata a studiare alla corte di Vienna. In seguito alla morte del fratello Luigi XV fu proclamata Regina in esilio dai monarchici e visse in Austria. Nel 1799 posò Luigi Antonio di Borbone, duca d'Angoulême, ma non ebbe figli. Dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte e la parentesi dei Cento Giorni, il Congresso di Vienna la restaurò come Regina di Francia. Nota per le sue idee reazionarie, fu costretta all'abdicazione dalla rivoluzione del 1848 e morì in esilio a Castagnevizza nel 1851

Sovrani della Casa d'Artois
Enrico IV (1848-1883), figlio di Carlo Ferdinando d'Artois, discendente in linea cadetta di Luigi XIII, fu adottato come figlio ed erede dalla Regina Maria I. Sotto la spinta della rivoluzione del 1848, concesse una Costituzione, adottò la bandiera Tricolore e il titolo di "Re dei Francesi"; è ricordato come l'artefice della Monarchia Costituzionale Francese e della rapida industrializzazione del paese. Il suo intervento in guerra contro l'Austria a favore del Regno di Sardegna portò alla nascita del Regno d'Italia. Sposò Maria Teresa di Asburgo-Este, ma non ebbe prole; adottò allora il figlio di sua sorella Luisa d'Artois

Sovrani della Casa di Borbone-Parma
Roberto III (1883-1907), figlio di Luisa d'Artois, sorella di Re Enrico IV, e di Carlo III di Borbone-Parma, discendente in linea cadetta di Luigi XII. Sotto di lui nacque il secondo impero coloniale francese in Africa, Estremo Oriente ed Oceania, e fu firmato il Trattato della Triplice Intesa tra Francia, Regno Unito e Italia. Sposò in prime nozze Maria Pia di Borbone-Due Sicilie e in seconde nozze Maria Antonia di Braganza
Roberto IV (1907-1959), era il decimo dei dodici figli di Re Roberto III e di Maria Pia di Borbone-Due Sicilie, ma quasi tutti i fratelli e sorelle morirono prima del padre, e i due sopravvissuti, Enrico e Giuseppe, furono esclusi dalla successione perchè affetti da turbe psichiche. Nato con il nome di Elia, una volta salito al trono assunse il nome di Roberto IV in onore del padre. Dovette affrontare ben due Guerre Mondiali e dal 1940 al 1944 fu costretto all'esilio in Inghilterra perchè la Francia era stata invasa dai nazisti. Sotto di lui fu fondata la CEE
Roberto V (1959-1974), figlio quartogenito di Roberto IV e di Marianna d'Asburgo-Teschen, dovette gestire la decolonizzazione e il Sessantotto francese, e nominò Primo Ministro il Generale Charles de Gaulle, popolarissimo eroe di guerra. Morì senza figli
Elisabetta (1974-1983), figlia primogenita di Roberto IV e di Marianna d'Asburgo-Teschen, regnò per breve tempo e morì senza figli
Maria II (1983-1994), figlia terzogenita di Roberto IV e di Marianna d'Asburgo-Teschen, assistette alla fine dell'URSS e della Prima Guerra Fredda. Non si sposò mai e morì senza figli; adottò allora il figlio primogenito di sua sorella Alice

Sovrani della Casa di Borbone-Due Sicilie
Carlo VII (1994-2015), figlio di Alice (ottava figlia di Roberto IV e di Marianna d'Asburgo-Teschen, morta quasi centenaria dopo di lui, nel 2017) e di Alfonso di Borbone-Due Sicilie, discendente in linea cadetta e molto alla lontana di Luigi XII, morto nel 1964. Salito al trono a 56 anni, il suo regno vide il progredire dell'unificazione europea con l'adesione del Regno di Francia all'Euro e l'estensione dell'Unione Europea ai paesi ex comunisti dell'Europa dell'Est, ma anche l'avvio della Seconda Guerra Fredda. Con lui la casata delle Due Sicilie tornò sul trono di una nazione europea dopo oltre 130 anni. Nel 2012 subì un ictus da cui non si riprese mai del tutto, e trasmise i poteri alla figlia Cristina. Morì il 5 ottobre 2015 all'età di 77 anni
Cristina (2015-regnante), figlia primogenita di Carlo VII di Borbone-Due Sicilie e di Anna d'Orléans, nacque il 15 marzo 1966. Pur avendo un fratello minore, Pietro, salì al trono per effetto della riforma costituzionale in base alla quale in caso di primogenita di sesso femminile la successione toccava comunque a lei, anche in presenza di altri figli maschi. Ha sposato Simeone di Asburgo-Lorena, nato il 29 giugno 1958, nipote dell'ultimo imperatore d'Austria Carlo I. L'erede al trono è il figlio Giovanni, nato il 29 ottobre 1997, ma quando salirà al trono non si avrà un altro cambio di dinastia perchè l'Assemblea Nazionale ha stabilito che il futuro Giovanni II conserverà il cognome della madre (Borbone), di origine francese, anziché assumere quello tedesco del padre. Giovanni è fidanzato con la top model italiana Vittoria Ceretti, che non ha una goccia di sangue blu nelle vene.

Perchè No?

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Tommaso Mazzoni commenta:

Senza Legge Salica sono molto curioso di sapere cosa succederebbe alle varie acquisizioni ereditarie (perchè, lasciando invariati i matrimoni la storia della Bretagna sarebbe un po' diversa per dire. Potrebbe finire ai Savoia o all'Inghilterra.

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E Alessio Mammarella aggiunge:

Secondo me la parte più interessante è quella che riguarda i sovrani vissuti durante la Guerra dei Cent'anni e le Guerre di Religione. I sovrani alternativi sarebbero stati più forti o più deboli contro gli inglesi? La diversa dinamica dinastica avrebbe influito sulla religiosità francese? Sarebbe potuto diventare un paese protestante?

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Anche feder dice la sua:

Ci vedo bene il grande disegno di una Francia marittima protesa verso il Mediterraneo, così come immaginato da Iacopo qualche tempo fa

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Perchè No? fa notare:

Per me il bello di questa ucronia consiste nel mettere in luce alcuni dei miei preferiti personaggi "secondari" della storia francese. Per esempio Carlo il Malvagio: sono sicuro che se fosse stato il re legittimo sarebbe stato un grande sovrano nello stile del nostro Luigi XI, astuto e spietato. Ma nello stesso momento credo che avrebbe dovuto lo stesso subire la Guerra dei Cent'anni (Edoardo III poteva sempre avere le sue pretese) e nel contesto delle ribellioni contadine e dell'agitazione parigina sarebbe forse stato costretto a concedere una sorte di Magna Charta alla francese (non abbiamo mai parlato molto delle ribellioni di Parigi durante il XIV secolo). Mi piacerebbe anche immaginare la Francia sotto i "Navarra" che volge la propria attenzione verso la Spagna ancora da riconquistare, e forse al posto di avventure italiane nel secolo seguente avremmo avuto delle avventure spagnole.

Per le guerre di religione, la ricostruzione sarebbe interessante. Giovanna (II) d'Albret era una fervente calvinista (suo marito, Antonio di Borbone, lo era piuttosto in maniera politica). Se diventa regina di Francia le guerre di religione ci sarebbero state, ma con un partito ugonotto al potere che lotta contro una ribellione nobiliare-parigina cattolica condotta dai Guisa. Ovviamente Giovanna II avrebbe governato da sola, ne era capace e suo marito... no (ricordatevi come è morto, solo per dire).

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Interviene anche Bhrghowidhon:

Osserverei che l'intervento di Enrico IV. contro il fratello della moglie, Francesco V., nel 1859 è meno verosimile di uno scenario senza Plombières nonché di una neutralità francese nella Seconda Guerra Austro-Sarda o d'Indipendenza Italiana e perfino di un suo intervento a fianco di Francesco V. contro Vittorio Emanuele II.
In tutti e tre i casi, i Savoia non diventano Re d'Italia, l'Austria mantiene come minimo il Lombardo-Veneto, l'annessione della Bosnia-Hercegovina diventa molto meno verosimile e così pure di conseguenza l'Attentato di Sarajevo contro Francesco Ferdinando (ormai da trentanove anni Duca di Modena e Reggio), quindi la Prima Guerra Mondiale e la dissoluzione dell'Austria(-Ungheria); senza Prima Guerra Mondiale niente Nazismo né Seconda Guerra Mondiale. Roberto IV. può regnare molto più tranquillo.

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Ecco invece la proposta linguistica di Camillo Cantarano:

Dalla conquista dell' Inghilterra di Guglielmo il conquistatore fino al 1200 circa, alla corte inglese era usato molto il francese, tanto che l'inglese non era quasi mai parlato negli ambienti di corte. Alla fine, dopo 200 anni di storia, ci fu un anglizzazione della corte. Ma se invece Guglielmo porta una rivoluzione e in Inghilterra la lingua principale diviene il francese? L'imperialismo diffonderà il francese, e tante zone francofone (come il Quebec) non saranno percorse da moti indipendentisti. Ditemi cosa ne pensate.

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Così gli risponde Francesco:

Un'ucronia con un Inghilterra più francesizzata, con uno "Chasier" che scrive "Les nouvelles de Canterburie" in una specie di franglese è possibilissima. Però il franglese, lingua letteraria e poi di tutte le persine colte, finirebbe per differenziarsi non poco dal francese.

Interessante sarebbe poi il "franglamericano", influnzato dal francese del Quebec.

Piuttosto, se inglesi e francesi avessero parlato lingue simili Giovanna d'Arco avrebbe avuto lo stesso seguito?

O magari la la Francia del nord si sarebbe definitivamente unita all'Inghilterra, mentre nella Francia del Sud si affermerebbe l'occitano?

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E Renato Balduzzi aggiunge:

O magari la la Francia del nord si sarebbe definitivamente unita all'Inghilterra, mentre nella Francia del Sud si affermerebbe l'occitano?

Potremmo unire due mie ucronie: quella dell'Inghilterra romanza (il normanno diventa lingua di cultura e si diffonde tra il volgo, mentre l'inglese è ristretto a zone marginali) e quella della catalan-occitan-padania. Nel '300 in effetti in Inghilterra si usava moltissimo la lingua d'Oïl, mentre in Catalogna e in tutto il bacino padano fioriva la letteratura in lingua occitana.

Quindi i presupposti culturali ci sono. Adesso dobbiamo trovare presupposti politici.

C'erano poi dei territori francesi in cui il re d'Inghilterra (a vario titolo) si trovava ad essere il padrone feudale. Curiosamente questi territori francesi variano a fisarmonica nel corso di tutto il Medioevo. Fino al regno di Enrico II e Riccardo Cuor di Leone i domini dei re inglesi in Francia erano vastissimi, secondi solo ai territori direttamente controllati proprio dai re francesi. Con la battaglia di Bouvines però Giovanni Senza Terra li perse quasi tutti compresa la Normandia, terra d'origine degli stessi Plantageneti.

Per la grande nazione galloromanza del sud i candidati scarseggiano e devono affrontare sfide enormi: l'Impero, l'Aragona, Genova e Venezia. Propenderei per una azione intelligente di espansione verso est e verso ovest del ducato di Provenza.

Le parlate galloitaliche oggi sarebbero considerate dialetti occitani, e tra l'altro sarebbero influenzate moltissimo da questa lingua sorella. L'espansione provenzale potrebbe coinvolgere anche la Toscana, così vicina e frammentata. Potremmo così avere un Dant Alighér che scrive la Divina Cumedia. Probabilmente anche Petrarca avrebbe scelto l'occitano (per motivi biografici doveva conoscerlo molto bene), mentre Boccaccio probabilmente, ancora per motivi biografici, si sarebbe ispirato al napoletano per scrivere il Decameron...

Diciamo che storicamente sono prevalsi gli idiomi che hanno conquistato prestigio a livello nazionale (nel senso di cooperazione tra Res Publica Literaria + Stato nell'imporre una lingua su tutte le altre), altrimenti se fosse vero quello che dici tu, tutti avremmo una alfabetizzazione dialettale.

Consideriamo il caso dell'italia, dove la lingua nazionale è semiartificiale, arcaicizzante ed esclusivamente scritta fino alla fine dell'Ottocento, quando viene insegnata alla popolazione che inizierà a parlarla solo all'inizio del secolo successivo. Non è affatto un'eccezione, dato che anche il tedesco ha avuto una storia molto simile.

Detto ciò, se veramente il normanno fosse stato preso come modello letterario da Chaucer e da altri poeti a lui contemporanei, e se l'amministrazione inglese avesse considerato lingua ufficiale del regno esclusivamente questo idioma, l'inglese germanico sarebbe retrocesso presto e, subissato dall'idioma francese, oggi sarebbe parlato non più del romancio dei Grigioni. Un revival anglofono si sarebbe visto come minimo nell'Ottocento, più o meno contemporaneamente alla nascita di omologhi movimenti identitari baschi e catalani..

Distribuzione del francese in un mondo senza inglese

Distribuzione del francese in un mondo senza inglese

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Chiudiamo per ora con la domanda di Perchè No?:

Ho provato ad  immaginare una successione inglese con la Legge Salica, escludendo dunque ogni regno femminile, e facendola iniziare solo dopo l'inizio della dinastia Plantageneta. Mi chiedevo: in caso di Legge Salica, chi sarebbe salito al trono inglese dopo la morte di Edward VI?

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Gli risponde il solito Tommaso:

Allora, quando si estingue ogni linea maschile di una dinastia si passa alla linea femminile più vicina privilegiando le figlie dei re rispetto alle sorelle dei re (per esempio nel 1499, alla morte di Edoardo VII, sul trono sale Elisabetta I figlia di Edoardo V che ha sposato il Duca di Richmond, e non la sorella di Edoardo VII). Si considera un cambio di Ramo quando il trono passa ad un cugino o altre parentele distanti invece che ad un figlio, ad un fratello o ad un nipote. Perciò questa secondo me sarebbe la successione sul trono d'Inghilterra a partire da Enrico II con la Legge Salica:

Normanni
Guglielmo I il Conquistatore (1066-1087)
Guglielmo II il Rosso (1087-1100)
Enrico I il Chierico (1100-1135)

Blois
Stefano (1135-1154)

Plantageneti
Enrico II (1154-1189)
Riccardo I Cuor di Leone (1189-1199)
Arturo (1199-1203)
Giovanni Senzaterra (1203-1216)
Enrico III (1216--1272)
Edoardo I (1272-1307)
Edoardo II (1307-1327)
Edoardo III (1327-1377)
Riccardo II (1377-1400)

Lancaster
Enrico IV (1400-1413)
Enrico V (1413-1422)
Enrico VI (1422-1471)
Edoardo IV (1471)

York
Edoardo V (1471-1483)
Edoardo VI (1483)
Riccardo III (1483)
Riccardo IV (1483-1485)
Edoardo VII (1485-1499)
Elisabetta I (1499-1503)

Tudor
Enrico VII (1503-1547)
Edoardo VIII (1547-1553)
Maria (1553-1558)
Elisabetta II (1558-1603)

Con gli Stuart si ha l'unione personale fra la Scozia e l'Inghilterra.

Stuart
Giacomo I (1603--1625)
Carlo I (1625-1649)
Carlo II (1649-1685)
Giacomo II (1685-1701)
Giacomo III (1701-1766)
Carlo III (1766-1788)
Enrico IX (1788-1807)

Savoia
Carlo IV (1807-1819)
Vittorio I (1819-1824)
Carlo V (1824-1831)

Con la morte di Vittorio I il trono di Scozia, dove vige la primogenitura a preferenza maschile, passa agli Asburgo-Este.

Savoia-Carignano
Carlo VI (1831-1849)
Vittorio II (1849-1878)
Umberto I (1878-1900)
Vittorio III (1900-1947)
Umberto II (1947-1983)
Vittorio IV (1983-2024)
Emanuele (2024-regnante)

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Per farci avere il vostro parere in proposito, scriveteci a questo indirizzo.


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