Umberto prende in mano la situazione


Questa nuova discussione inizia dalla proposta di MAS, decisamente antitetica rispetto a quella intitolata "25 luglio 1943, ordine del giorno Farinacci":

È noto che Maria José intraprese già nel '42 contatti per favorire il distacco dell'Italia dall'Asse e la sua uscita più o meno indolore dal conflitto. Venne praticamente esiliata dal suocero in Val d'Aosta, quando le sue trame furono scoperte.

Ipotizziamo che Umberto II, vista la situazione, si metta in testa che, seppure sia effettivamente giusto il principio sabaudo per cui in casa Savoia governa uno solo per volta (per cui accettò passivamente l'allontanamento della moglie e, a parte qualche mugugno, seguì il padre nella fuga), nel presente, il Savoia che governa è quello sbagliato (Vittorio Emanuele III), decida di prendere a sua volta contatti coi frondisti (era in ottimi rapporti con Bottai, Grandi e Ciano) e con gli Alleati.

Nel maggio '43 giunge ad un accordo di massima con gli emissari anglo-americani, sulla base di una defenestrazione di Mussolini e di una contemporanea abdicazione di Vittorio Emanuele III; gli Alleati sbarcheranno nel Lazio, nelle ore seguenti e gli italiani proclameranno l'armistizio e dichiareranno guerra alla Germania se questa non accetterà di evacuare l'Italia e di permettere alle forze italiane nei Balcani e in Francia di rientrare pacificamente in Italia.

L'accordo prevede che, in caso di accordo con la Germania, il Nord Italia resterà neutralizzato e gli Alleati non utilizzeranno il territorio della Penisola in funzione anti-tedesca, ritirandosi in Sicilia e Sardegna (pegni della nostra neutralità); in caso contrario gli italiani si schiereranno con gli Alleati, favorendo l'eventuale liberazione della Grecia e della Corsica.

I frondisti sfiduciano Mussolini il 25 luglio 43, e nelle ore seguenti sia il Duce che il Re vengono arrestati dai CC.RR.; Vittorio Emanuele III viene costretto a firmare l'atto d'abdicazione e in serata l'EIAR comunica che Sua Maestà Re e Imperatore ha abdicato in favore del figlio Umberto II di Savoia, e che il Cavalier Benito Mussolini ha rassegnato le dimissioni, sostituito da Ivanoe Bonomi.

Nello stesso comunicato, viene annunziato al popolo italiano che l'Italia ha proclamato unilateralmente l'armistizio con gli Alleati.

Nelle stesse ore viene chiesto all'ambasciatore tedesco di comunicare al suo governo che le forze Tedesche avranno sette giorni per evacuare l'Italia pacificamente e che nel contempo le forze italiane nei Balcani e in Francia si ritireranno in Italia (o in Albania e nel Dodecaneso) entro i confini ante-guerra, l'Italia chiede una risposta entro 24 ore per poter concordare con gli Alleati una tregua nei mari e nei cieli del Mediterraneo per permettere il ridispiegamento delle nostre forze e di quelle tedesche in modo pacifico e senza interdizioni armate; in questo caso gli alleati si sarebbero limitati ad occupare tutta la Sicilia e la Sardegna a garanzia della futura neutralità italiana e la nostra flotta sarebbe rimasta sino alla conclusione della guerra nelle nostre mani sia pure internata nei porti, sotto vigilanza degli Alleati e non sarebbe in nessun caso utilizzata contro i tedeschi.

Vengono dati ordini alle forze armate di bloccare tutti i passi alpini e di reagire ad eventuali attacchi tedeschi sia sul territorio nazionale che nelle zone da noi occupate; parecchie divisioni vengono fatte convergere sul Lazio per difendere Roma da eventuali attacchi germanici; tutte le unità della flotta che si trovano a nord della linea Pescara-Civitavecchia, ricevono l'ordine di salpare immediatamente e di raggiungere i porti a sud di questa linea.

Gli Alleati comunicano la mattina del 26 che, in caso la Germania rispetti le richieste italiane, essi rispetteranno il cessate il fuoco in tutta l'area mediterranea di 7 giorni e che si limiteranno ad occupare la Sardegna e il resto della Sicilia solo a partire dal 2 agosto.

La Germania senza degnarsi di rispondere attacca sistematicamente le nostre forze (sia in Italia che nelle zone occupate), conseguentemente in serata truppe Alleate iniziano a sbarcare nei porti laziali (americani) e nelle isole dell'Egeo e Ionie, per dar manforte agli italiani; il 27 i tedeschi hanno il pressoché totale controllo dei passi alpini ma subiscono degli arresti in Dalmazia, Montenegro e Grecia convincendo gli Alleati a dirottare parte delle loro forze in quelle zone costiere greche e del basso Adriatico.

La situazione tende a stabilizzarsi verso il 15 agosto, con i tedeschi attestati sull'Appennino all'incirca sulla Linea Gotica della nostra Timeline, e in Macedonia sulla linea Salonicco-Scutari; ad esclusione di Creta (dove i tedeschi hanno sopraffatto le nostre scarse guarnigioni nell'est dell'isola, tutte le isole egee e ionie e alcune isole della Dalmazia meridionale sono in mano italo-alleata (l'Italia ha dichiarato guerra alla Germania il mattino del 27 luglio 43), anche Sardegna e Corsica sono restate in mano italiana (le guarnigioni tedesche sono state sconfitte dalle nostre forze senza il concorso degli Alleati).

Nelle mani tedesche sono caduti prigionieri oltre 250.000 militari italiani e solo alcune navi impossibilitate a lasciare i porti (generalmente in riparazione per gravi danni e non riutilizzabili senza lunghi lavori) e grandi quantità di armamenti e mezzi (circa la metà rispetto alla nostra Timeline); il nostro esercito non si è assolutamente sfaldato.

Al Nord Farinacci crea la Repubblica Fascista Italiana (RFI), con scarsissimo seguito, si tratta in effetti di uno stato fantoccio dotato di minor credibilità della RSI della nostra Timeline.

Il 2° fronte europeo diviene quello italo-balcanico e gli sbarchi in Francia non avvengono, la guerra finisce nell'estate del '44 con la caduta di Berlino (14 luglio) e la morte di Hitler (ucciso il 20 luglio 1944 a Rastenburg in un attentato dinamitardo), mentre Francia, Benelux e Scandinavia sono ancora in mano tedesca e i Russi sono ancora impegnati ai limiti del loro territorio nazionale sulla linea Narva-Riga-Varsavia-Iasi.

Il trattato di pace di Londra ci permette di mantenere pressoché inalterati i confini nazionali: cediamo alla Grecia il Dodecaneso, l'Albania ritorna indipendente e cediamo alla Jugoslavia alcuni centri a netta maggioranza slovena (Idria e Postumia), mantenendo Fiume e Zara; l'Etiopia ritorna indipendente, l'Eritrea diviene un condominio italo-etiopico e la Somalia resta italiana; la Libia diviene semi-indipendente sotto gli Idrissidi, sotto il protettorato congiunto italo-britannico; ci vengono poste alcune limitazioni negli armamenti e alcune navi devono essere cedute a Grecia, Jugoslavia e URSS.

Per quanto riguarda gli altri paesi europei, il trattato di pace di Londra del 1947 ha visto le seguenti modifiche territoriali:

> Germania, cede la Prussia orientale a URSS e Polonia, a quest'ultima cede anche alcuni territori in Pomerania e in Alta Slesia;

> URSS, annette i Paesi Baltici, la Bessarabia e la Bucovina (ai danni della Romania), la Carelia e il distretto di Salla e il porto di Petsamo dalla Finlandia (che diventa un paese satellite, occupato militarmente), tutta la Polonia orientale (attuali confini con una modifica a favore polacco nella zona di Leopoli che resta polacca);

> Ungheria, restituisce i territori tolti alla Cecoslovacchia ma non quelli ottenuti dalla Romania;

> Bulgaria, mantiene la Dobrugia meridionale;

> Grecia, annette il Dodecaneso;

> Jugoslavia, come detto annette alcuni comuni di lingua slovena ai danni dell'Italia.

Austria, Ungheria e Cecoslovacchia (Rutenia subcarpatica compresa) si uniscono nella Confederazione Danubiana, un regno federale la cui corona viene assunta dagli Asburgo; nel 1949 al termine della guerra civile Jugoslava, che vede lo sfaldamento di quello stato, anche Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina aderiscono alla Confederazione (creata per fungere da valida barriera contro futuri tentativi tedeschi o, più improbabilmente, italiani, di egemonia nella regione danubiano-balcanica).

In Francia scoppia la guerra civile tra petainisti e gollisti (il paese era ancora sotto mano tedesca al momento della resa e i tedeschi avevano lasciato il tutto nella mano del governo di Vichy), che si conclude nel 1948 con la vittoria dei secondi, alleati con i social-comunisti.

L'occupazione della Germania da parte anglo-americana cessa nel 1949, con la conseguente proclamazione della Repubblica Federale Tedesca.

La Serbia (Repubblica di Jugoslavia) resta sotto il controllo comunista ed entra a far parte della sfera sovietica, unitamente all'Albania dove i comunisti hanno preso il potere sin dal 1945.

L'Europa nel 1949 in questa Timeline

L'Europa nel 1949 in questa Timeline. Legenda: 1 - Regno d'Italia; 2 - Quarta Repubblica Francese; 3 - Repubblica Federale Tedesca; 4 - Regno Unito; 5 - Confederazione Danubiana; 6 - Repubblica Popolare di Polonia; 7 - Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche; 8 - Repubblica Popolare di Romania; 9 - Regno di Bulgaria; 10 - Repubblica Federale di Jugoslavia.

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Così replica Never75:

Anch'io in passato ho pensato ad uno sviluppo simile (William Riker l'ha intitolato "L'unico uomo in Casa Savoia", riferendosi ovviamente a Maria Josè). Concordo con le osservazioni di MAS, comunque la linea temporale non sarebbe stata granché diversa dalla "nostra" se non una pace a condizioni migliori ed il mantenimento della monarchia sabauda a fine guerra (non credo ci sarebbe stato un referendum).

Per quanto riguarda le colonie, credo che neppure la Libia l'avremmo mantenuta comunque troppo a lungo. Ormai la stagione degli Imperi coloniali era andata ed obiettivamente, con la situazione nostra disastrosa del dopoguerra, sarebbe stato anche economicamente e militarmente impossibile da mantenere. Più facile un protettorato in Etiopia con magari una sorta di "Commonwealth" in salsa italica tra la Penisola e quasi tutte le ex colonie. Ne sarebbe scaturito un trattato più o meno simile a quello che Berlusconi e Gheddafi hanno stilato nell'agosto 2008, e cioè: aiuti economici, investimenti in infrastrutture a trattato di non-belligeranza in cambio di materie prime (leggasi: petrolio!) ed importazione di beni di lusso ed installazione di fabbriche.

Forse per la Libia la situazione sarebbe stata più positiva. Si sarebbero risparmiati Gheddafi e l'embargo USA, ed i rapporti con l'Italia e gli altri Stati Europei sarebbero stati meno bruschi. Anche per gli italiani in Libia la situazione sarebbe stata migliore: non sarebbero stati espropriati dei propri beni e case ed avrebbero continuato a parlare la nostra lingua (e studiare in Scuole ed Università Italiane) in un bel pezzo d'Africa.

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MAS gli risponde a stretto giro di posta:

Se fossimo stati furbi (cavandocela tutto sommato a buon mercato e con molti meno lutti), ipotizzando comunque una guerra fredda tra URSS e Occidente (con solo Finlandia, Paesi Baltici e Romania nella sfera sovietica), il Regno d'Italia (non ci sarebbe stato alcun referendum) schierato con gli anglo-americani, avrebbe dovuto nella seconda metà degli anni '50 trasformare le colonie in stati indipendenti magari legati attraverso la Comunità Italiana (un Commonwealth in salsa italica).

Il bello sarebbe avvenuto nel 1960 con la Terza Guerra Italo-Etiopica: profittando dell'indipendenza concessa dall'italia il 1 gennaio 1960 (pur restando nella Comunità Italiana e concedendo l'uso di alcune basi alle nostre forze armate), l'Etiopia proclama l'annessione dell'Eritrea (dove oltre il 10% della popolazione è di origine italiana) ed il 20 maggio 1960 ne inizia l'invasione.

L'Italia e l'Eritrea si appellano all'ONU, mentre l'Asmara cade l'8 giugno e truppe italiane sbarcano a Massaua; l'ONU condanna l'Etiopia quale aggressore e dà mandato all'Italia di garantire l'indipendenza eritrea.

Entro fine giugno 35.000 italiani e 5.000 libici (Tripoli è indipendente sin dal '51 ma fedelissimo partner della Comunità Italiana) sbarcano a Massaua respingendo gli attacchi a quel porto strategico (Assab è caduta in mano etiope sin dai primi giorni di guerra); il 1 luglio 1960 la situazione si complica, la neonata Repubblica Federale Somala, indipendente dal giorno precedente, dichiara guerra all'Etiopia sia in osservanza del trattato della Comunità Italiana (di cui fa parte), sia per riprendersi l'Ogaden completamente assegnato all'Etiopia nel trattato di Londra.

Le forze contrapposte vedono in campo:

Etiopi: 250.000 uomini (100.000 in Eritrea, 50.000 al confine somalo e 100.000 di riserva);
Italiani: 45.000 (35.000 in Eritrea e 10.000 in Somalia);
Libici: 5.000 (Eritrea);
Eritrei: 15.000;
Somali: 40.000.

L'Italia non richiede né il sostegno ETO (L'alleanza militare di Inghilterra, Francia, Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Norvegia, Benelux, Islanda, Danimarca, Confederazione Danubiana, Grecia, Turchia, Bulgaria e Polonia) né NATO (ETO più USA e Canada) né dell'ONU, ritenendo che la disputa sia da risolvere privatamente, regolando una volta per tutte i conti coi negussiti.

La guerra si protrae con alterne vicende sino al 1962 quando viene stipulata il trattato di Algeri che riconosce la piena indipendenza dell'Eritrea (che resta nella Comunità Italiana) e concede una lieve rettifica delle frontiere somalo-etiopiche a favore dei primi; la guerra è costata all'Italia quasi 3.000 caduti e altrettanti feriti gravi e mutilati ma ha fortemente rinsaldato i rapporti tra i 4 partner della Comunità Italiana.

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Tocca ora all'amico *Bhrg'howidhHô(n-) commentare con la solita forma interlineare:

MAS:

La Germania senza degnarsi di rispondere attacca sistematicamente le nostre forze (sia in Italia che nelle zone occupate)

*Bhrg'howidhHô(n-):

Ovviamente, ci mancherebbe che chiedesse scusa per il disturbo. Si tratta di un tradimento nel miglior stile delle Signorie quattrocentesche...

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MAS:

Conseguentemente in serata truppe Alleate iniziano a sbarcare nei porti laziali (americani) e nelle isole dell'Egeo e Ionie, per dar manforte agli italiani...

*Bhrg'howidhHô(n-):

Hanno tutti questi uomini?

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MAS:

il 27 i tedeschi hanno il pressoché totale controllo dei passi alpini (...) La situazione tende a stabilizzarsi verso il 15 agosto, con i tedeschi attestati sull'Appennino all'incirca sulla Linea Gotica della nostra Timeline...

*Bhrg'howidhHô(n-):

Perchè così indietro?

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MAS:

(...) anche Sardegna e Corsica sono restate in mano italiana (le guarnigioni tedesche sono state sconfitte dalle nostr eforze senza il concorso degli Alleati...

*Bhrg'howidhHô(n-):

(Domanda vera) Da dove viene la superiorità? Dal territorio?

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MAS:

Nelle mani tedesche sono caduti prigionieri oltre 250.000 militari italiani e solo alcune navi impossibilitate a lasciare i porti (generalmente in riparazione per gravi danni e non riutilizzabili senza lunghi lavori) e grandi quantità di armamenti e mezzi (circa la metà rispetto alla nostra Timeline); il nostro esercito non si è assolutamente sfaldato.

*Bhrg'howidhHô(n-):

Nonostante la conquista tedesca della Padania?

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MAS:

Al Nord Farinacci crea la Repubblica Fascista Italiana (RFI)

*Bhrg'howidhHô(n-):

Non cambia molto, ma penserei anche a un Commissariato del Reich.

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MAS:

Il 2° fronte europeo diviene quello italo-balcanico e gli sbarchi in Francia non avvengono, la guerra finisce nell'estate del '44 con la caduta di Berlino (14luglio)...

*Bhrg'howidhHô(n-):

di già?

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MAS:

...e la morte di Hitler (ucciso il 20 luglio 1944 a Rastenburg in un attentato dinamitardo)...

*Bhrg'howidhHô(n-):

Beh, allora è troppo facile...

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Ed ecco la risposta altrettanto interlineare di MAS:

*Bhrg'howidhHô(n-):

Ovviamente, ci mancherebbe che chiedesse scusa per il disturbo. Si tratta di un tradimento nel miglior stile delle Signorie quattrocentesche...

MAS:

Il bene supremo della Patria viene prima di qualsiasi trattato (l'ha detto un tedesco, Bismarck, mica un italiano).

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*Bhrg'howidhHô(n-):

Gli Alleati hanno tutti questi uomini?

MAS:

Finita la guerra in Nord Africa (escludendo le forze impegnate in Asia e Oceania e quelle in Sicilia) ne avevano di sicuro parecchie di riserva.

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*Bhrg'howidhHô(n-):

I Tedeschi arretrati lungo l'Appennino, all'incirca sulla Linea Gotica? Perchè così indietro?

MAS:

Perchè in Sicilia non si possono reimbarcare (io neanche a 20 anni mi sarei fatto lo stretto a nuoto e la flotta era nelle ns. mani) e sono facilmente sopraffatti dalle forze Alleate e Italiane; nel Sud non avevano a quel tempo grandi forze; al Nord il ns. esercito non si squaglia come neve al sole e costringe i tedeschi ad un relativamente lento avanzamento; nel centro le ns. forze unite a quelle americane (1 divisione aviotrasportata, un paio di divisioni di marines ed una divisione corazzata) hanno la meglio su quelle tedesche (ricordiamoci che siamo al 25 luglio, non all'8 settembre quando i tedeschi avevano più che triplicato la loro presenza nel Regno).

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*Bhrg'howidhHô(n-):

(Domanda vera) Da dove viene la superiorità italiana? Dal territorio?

MAS:

L'abbiamo fatto storicamente anche nella nostra Timeline; senza alcun aiuto da parte alleata (tranne un certo supporto aereo) abbiamo costretto i tedeschi ad evacuare entrambe le isole.

Nelle mani tedesche sono caduti prigionieri oltre 250.000 militari italiani e solo alcune navi impossibilitate a lasciare i porti (generalmente in riparazione per gravi danni e non riutilizzabili senza lunghi lavori) e grandi quantità di armamenti e mezzi (circa la metà rispetto alla nostra Timeline).

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*Bhrg'howidhHô(n-):

Il nostro esercito non si è assolutamente sfaldato nonostante la conquista tedesca della Padania?

MAS:

Storicamente oltre 650.000 soldati, per lo più nei Balcani e in Francia, meno di 150.000 in Italia (considerando che nella ns. LT i tedeschi giunsero a Bari e si stabilizzarono a Nord di Napoli, non a sud di Rimini).

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*Bhrg'howidhHô(n-):

Al Nord, dove Farinacci crea la Repubblica Fascista Italiana, non cambia molto, ma penserei anche a un Commissariato del Reich.

MAS:

Possibile, ma in ogni caso ebbero sempre un Quisling, in ogni Reichkommissariat.

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*Bhrg'howidhHô(n-):

La guerra finisce nell'estate del 1944 con la caduta di Berlino: di già?

MAS:

Con gli Alleati nei Balcani e alle porte della Padania con 13-14 mesi d'anticipo, aggiungici il sia pur modesto contributo del nostro esercito che non si riduce ad un corpo d'armata di 50-60.000 uomini ma resta pur sempre una forza di 500-600.000 uomini ben equipaggiati dagli anglo-americani.

Nell'autunno del 1943 viene sfondata la linea Gotica (che in questa Timeline non esiste in quanto i tedeschi non hanno il tempo materiale per realizzarla) e viene effettuato uno sbarco in Istria; nella primavera del 1944 gli anglo-americani sono a Vienna e Monaco, a luglio a Berlino. Non devono suddividere le forze tra fronte italiano, Francia del nord e Francia del sud, puntano direttamente al cuore dell'impero nazista.

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*Bhrg'howidhHô(n-):

Se Hitler muore a Rastenburg in un attentato dinamitardo), allora è troppo facile...

MAS:

Cercarono di ammazzarlo anche nella nostra Timeline con gli anglo-americani a Saint Lo e i Russi a Minsk, immaginati con gli Alleati a Berlino e i Russi a pochi chilometri da Varsavia...

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*Bhrg'howidhHô(n-) non fa mancare un nuovo intervento:

MAS:

Il bene supremo della Patria viene prima di qualsiasi trattato (l'ha detto un tedesco, Bismarck, mica un italiano).

*Bhrg'howidhHô(n-):

Visto che peschiamo citazioni dai reciproci schieramenti, in Largo Argentina - non sto a specificare di che Urbe - uno che veniva rimproverato di ostruire la porta di uscita dell'autobus ha enunciato l'epocale aforisma: "te dovevi svejja' pprima"!

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MAS:

Al Nord il nostro esercito non si squaglia come neve al sole e costringe i tedeschi ad un relativamente lento avanzamento; nel centro le nostre forze unite a quelle americane (una divisione aviotrasportata, un paio di divisioni di marines ed una divisione corazzata) hanno la meglio su quelle tedesche (ricordiamoci che siamo al 25 luglio, non all'8 settembre quando i tedeschi avevano più che triplicato la loro presenza nel Regno).

*Bhrg'howidhHô(n-):

Certo con forze triplicate - quando è possibile - è sempre meglio, ma la Vostra resistenza non è un po' troppo forte in confronto a quella opposta dai Polacchi, Francesi, Jugoslavi, Greci ecc.? In quei casi non c'era neanche una precedente presenza, sia pur parziale, sul territorio. Se è effetto degli Angloamericani, allora sono strabiliantemente veloci (a compenso dell'insolita lentezza germanica).

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MAS:

In ogni caso i nazisti ebbero sempre un Quisling, in ogni Reichkommissariat.

*Bhrg'howidhHô(n-):

Certo, Farinacci va benissimo per quanto riguarda la scelta di referenti locali; intendevo sostituire la RFI con annessioni dirette di tutta l'area (non solo Alpenvorland e Küstenland)

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MAS:

Con gli Alleati nei Balcani e alle porte della Padania con 13-14 mesi d'anticipo, aggiungici il sia pur modesto contributo del nostro esercito che non si riduce ad un corpo d'armata di 50-60.000 uomini ma resta pur sempre una forza di 500-600.000 uomini ben equipaggiati dagli anglo-americani. Nell'autunno del 1943 viene sfondata la linea Gotica (che in questa Timeline non esiste in quanto i tedeschi non hanno il tempo materiale per realizzarla) e viene effettuato uno sbarco in Istria; nella primavera del 1944 gli anglo-americani sono a Vienna e Monaco, a luglio a Berlino. Non devono suddividere le forze tra fronte italiano, Francia del nord e Francia del sud, puntano direttamente al cuore dell'impero nazista.

*Bhrg'howidhHô(n-):

Mi sembra che la resistenza germanica si squagli troppo velocemente; la strada dal Lazio e dall'Egeo a Berlino è più lunga che dalla Normandia e da Tolone (rispettivamente).

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MAS:

Il Führer cercarono di ammazzarlo anche nella nostra Timeline con gli anglo-americani a Saint Lo e i Russi a Minsk, immaginati con gli Alleati a Berlino e i Russi a pochi chilometri da Varsavia...

*Bhrg'howidhHô(n-):

Allora, se è - come effettivamente probabile - effetto della sconfitta imminente, non serve ad accelerare i tempi (non è più un POD, è un effetto che non contribuisce, visto che, col Nemico in Berlino, nel giro di pochi giorni ci si attenderebbe comunque la morte di Hitler).

In ogni caso, le ultime due osservazioni si risolvono in dettagli di tempo; tra luglio 1944 e maggio 1945 si tratta di dieci mesi, che in confronto ai tempi del Reich Millenario sono bruscolini. Alla questione delle annessioni dirette sono più interessato, perché - a parte appunto Alpenvorland e Küstenland - le aspirazioni su territorî a Sud delle Alpi sono state sorprendentemente modiche e rare in entambi i Conflitti Mondiali.

Motivo di forte preoccupazione è invece la quantità di vittime della guerra totale (non più 'solo' civile) che si sarebbe scatenata lungo lo spostamento del fronte (due volte - Nord-'Sud' e 'Sud'-Nord - invece di una).

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Anche Francesco Dessolis vuole fornirci il suo commento:

Penso che una conclusione di questo tipo sarebbe stata possibile, anche se un po' ottimistica...

Penso però che per avere i cambiamenti di questa Timeline non sarebbe bastato l'impegno del solo principe Umberto. In ogni caso, qualunque altra cosa il principe avesse fatto, all'Italia non poteva andare peggio!

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Così osserva il nostro maestro *Bhrg'howidhHô(n-):

L'ottimismo va sempre bene, anzi la storia alternativa è spesso parte integrante di un ragionamento politico ("se (non) facessimo / avessimo fatto così, saremmo..."), il quale a sua volta è una delle caratteristiche dell'intelligenza umana (la capacità di rappresentarsi situazioni non immediatamente percepibili, incluse quelle future, e di scegliere tra alternative possibili).

Naturalmente la decisione umbertina è solo una piccola parte del POD: occorre che le principali Forze dello Stato condividano senza smagliature lo stesso progetto e che gli accordi con le Potenze Angloamericane siano precisamente così ed eseguiti con un'efficienza ai limiti delle possibilità consuete, ma il bello delle discussioni ucroniche è appunto cercare di verificare queste condizioni di verità e, se càpita, confrontarle con le condizioni di altri sviluppi alternativi.

Per quanto riguarda il quadro sovraordinato, nell'ucronia non si legge esplicitamente, ma mi pare di capire che sia: "a quali condizioni lo Stato Italiano sarebbe potuto uscire dalla Seconda Guerra Mondiale in condizioni - soprattutto geopolitiche - migliori di quelle storicamente verificatesi?" (o sbaglio?)

Noto di passaggio che le rappresentazioni ideologiche del 1943 elaborate da un lato dai Partigiani o dai Realisti / Lealisti alla Corona, dall'altro addirittura da alcuni aderenti alla Repubblica Sociale (Albertazzi, forse anche Spadolini) hanno in comune la caratteristica di risentire della tradizione germanofob(ic)a dominante dal 1915 in poi e che a sua volta, attraverso i miti del Risorgimento, si richiamava alle invettive antitedesche guittoniane e petrarchesche dei secoli in cui l'idea oggi vulgata di "Italia" come Nazione è stata costruita (molto a tavolino) e imposta senza compromessi come l'unica Verità.

Detto in altro modo, mi sembra di vedere tutti quei Militari e no che nel 1940-1943 non si sono mai nemmeno posti la domanda sugli obiettivi per cui si trovavano in guerra (potevano credere che fosse solo per il Sûdân e la Tunisia? Malta, la Corsica, Nizza? Nessuno si interrogava sull'Egitto o sul Libano?), mentre dal 25 luglio in poi (per non dire dall'8 settembre) si sono buttati con tutt'altra partecipazione - fino a morire! - nella Guerra Totale contro la Germania...

Quello che mi lascia interdetto è constatare come possano essere potenti le manipolazioni retoriche; a questo punto non mi stupisco che in alcune fasi della Storia ci siano stati volontarî che si offrivano per sacrificî umani...

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Ed ecco un'alternativa proposta da William Riker:

Per rendere meno improbabile questa utopia, partiamo da un presupposto diverso. La principessa Maria Josè di Sassonia-Coburgo-Gotha tentò di negoziare una pace separata con gli Alleati e una resa onorevole per l'Italia attraverso la mediazione di Monsignor Giovanni Battista Montini, Pro-Segretario di Stato Vaticano e futuro Papa Paolo VI, ma il re Vittorio Emanuele III, che la chiamava "quella belga intrigante", la spedì in Svizzera con i suoi figli, con la scusa di metterli al sicuro contro una probabile invasione nazista dell'Italia (ma in realtà per escluderla dalla preparazione del colpo di mano del 25 luglio). Ma che accade se Maria Josè rifiuta e resta a Roma?

Probabilmente ella convince il consorte, l'irresoluto Umberto di Savoia, a non lasciare Roma e a non fuggire a Brindisi con la coda tra le gambe. Presumibilmente Umberto fa una brutta fine e Maria Josè viene internata in un lager nazista come Mafalda di Savoia, ma certamente, che ella sopravviva o no alla guerra, questo fatto conserva un certo prestigio alla monarchia sabauda, e così nel 1946 Vittorio Emanuele III abdicherà a favore del nipote Vittorio Emanuele IV che, essendo minorenne, si troverà sotto la reggenza della madre se è sopravvissuta al lager, oppure del Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, fino al 1955. Probabilmente Vittorio Emanuele IV la spunta nel Referendum Istituzionale, soprattutto se gli italiani non vedono in lui il nipote di colui che aprì le porte di Roma ai fascisti, ma il figlio di due vittime del nazifascismo. Come cambia la storia d'Italia?

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La risposta ci viene fornita dallo stesso MAS:

A questa situazione si può giungere attraverso vie differenti.

POD 1: Vittorio Emanuele III muore nel '41 ucciso in un attentato in Albania (sopravvisse miracolosamente nella nostra Timeline); gli succede Umberto II con il beneplacito di Mussolini che, vista la situazione bellica, non ritiene di riunire il Gran Consiglio (il Gran Consiglio del Fascismo aveva il diritto di nominare il successore anche in difformità della Legge Salica).

Umberto II, sin dall'estate del '42, in collaborazione con Maria José inizia dei sondaggi con gli Alleati, con le Forze Armate, con personaggi dell'antifascismo moderato e con fascisti filo-monarchici (in particolare dopo il ribaltone di inizio '43, quando Mussolini esautorò Ciano, Grandi e Bottai).

Nell'autunno '42 invita Mussolini ad intraprendere lo sganciamento dalla Germania essendo palesemente persa la guerra; visto lo scacco di Stalingrado rompe gli indugi, e da una parte invia Castellano in Sicilia a trattare con gli Alleati, dall'altra appoggia il movimento frondista di Grandi. A fine dicembre '42 Mussolini è esautorato e l'armistizio è firmato nelle stesse ore, non essendo ancora stata decisa la formula della Resa Incondizionata (le trattative erano già in corso da mesi, essendo iniziate ben prima della Conferenza di Casablanca).

I tedeschi, che in quel momento avevano truppe in Tunisia ma pressoché nessuno in Italia), occupano solo il Nord del nostro paese; aiutati dagli Alleati, teniamo gran parte delle isole dell'Egeo e della Jonia (solo Creta avrebbe retto isolata in mano ai tedeschi). Le nostre forze in Russia (non ancora annientate) passano sotto controllo sovietico e alla spicciolata rientrano via mare nel '43; la nostra presenza accanto agli Alleati sarà più massiccia (senza il "tutti a casa") e determinante per il prosieguo della guerra.

Saremo trattati quasi come i Francesi Liberi, pur non ottenendo zone d'occupazione in Germania; riconosceremo l'indipendenza di Etiopia e Albania e avremo ceduto solo il Dodecaneso alla Grecia (ma forse). Dietro insistenze di Umberto stesso, nel '46 avviene il referendum istituzionale che vede un grosso successo monarchico (oltre il 60%).

POD 2: Umberto II resta a Roma. Non muore a Porta san Paolo (la nostra resistenza, galvanizzata dalla presenza dell'erede al trono, risulta essere un poco più incisiva): ferito, viene fatto prigioniero dai tedeschi che dopo alcuni giorni lo consegnano a Mussolini; nel dicembre del '43 viene processato a Verona e condannato a morte per fucilazione.

In quelle ore, spinto sia dagli Alleati che dagli italiani, Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio, che viene comunque fucilato dai repubblichini; sotto la Reggenza di Vittorio Emanuele Orlando sino al '48 e di Maria Josè (la nuova costituzione abroga la Legge Salica) da quella data, Vittorio Emanuele IV diviene Re d'Italia.

Il referendum si fa comunque ma viene vinto dalla Monarchia che ottiene il 58% dei voti. Il trattato di pace cambia assai poco anche se Pola resta Italiana e Trieste pure (Linea Morgan con rettifiche a nostro favore).

In tutti e due i casi l'Italia resta una monarchia parlamentare, con una figura del monarca di garante del rispetto delle regole democratiche: nel primo caso, l'antifascismo nel nuovo regno sarà un poco più annacquato non essendoci o quasi la RSI; nel secondo caso l'MSI è ancora più piccolo che nella nostra Timeline e non assorbirà mai i monarchici, che confluiscono con il PLI e la DC senza neppure creare un loro partito.

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