Dopo la proposta di scambio tra Italia e Francia operato da William Riker: nella sua ucronia sui Franchi in Italia, quello tra Islam ed Europa cristiana proposto da Perchè no? e quello tra Francia e Inghilterra nell'ucronia (sempre di Perchè no?) che parla di una morte prematura del Re Sole, ecco la nuova idea di ucronia « simmetrica » avanzata da Dans:
Restando un po' più distopici, e sul filo dello scambio dei paesi, che ne dite di uno scambio Italia-Jugoslavia negli anni '90? Poteva benissimo succedere... aspetto i vostri suggerimenti.
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Ed ecco la dotta (come sempre) risposta del nostro *Bhrg'howidhHô(n-):
Perbacco, qui si stanno incrociando le ucronie!
È lunga sia per la Seconda Jugoslavia sia per la Prima Repubblica (Italiana).
Per cominciare, dovremmo adattare alla Repubblica Italiana la formula jugoslava titina « Sei Repubbliche, cinque Etnie, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti ed un Partito ». Alcuni adattamenti devono essere un po' spinti, per l'ovvio motivo che la Prima Repubblica non era (non è) a struttura federale (nemmeno pseudofederale):
sei Repubbliche: le cinque Regioni a Statuto Speciale + il resto dello Stato (oppure contare per due le due Province Autonome di Trento e Bolzano?); altrimenti, a grandi linee, le Regioni statistiche = (ex-)Collegi Elettorali per le Europee con lievi adattamenti (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Sicilia, Sardegna);
cinque Etnie: qui è il regno dell'opinabile (per definizione, se l'etnia dipende dalla percezione degli Interessati); di nuovo, alternativa tra le Regioni Autonome e le Regioni statistiche, per cui Sardi e Siciliani in ogni caso, Ladini (+ Friulani?), Arpitani, Tirolesi già esaurirebbero il numero di cinque, senza spazio per ulteriori cinque tra Padani, Veneti, Liguri, Toscani e/o "Italiani";
quattro Lingue: come in Jugoslavia, possono entrare nel conto varietà non computate tra le Repubbliche o le Etnie, quindi, accanto ai sicuri italiano, francese e tedesco, potrebbero entrare in lizza albanese, greco e sloveno o croato (quest'ultimo essenzialmente per il Comune di Montemitro; Acquaviva Collecroce e San Felice Molisano non hanno analoga ufficialità), mentre mi sa che non resta spazio per friulano, ladino, occitanico, sardo, nemmeno catalano...
tre Religioni: accanto al Cattolicesimo ci sarebbe da scegliere se una altra Confessione Cristiana (Ortodossa), l'Ebraismo (per tradizione) o l'Islâm (quale?) per numero;
due Alfabeti: per quanto precede, dovrebbero essere latino e greco.
un Partito: potrebbe essere il Polulivo nato dalla confluenza degli ex-CAF (+ Imprenditori in Politica) con la maggioranza delle due ex-opposizioni (di Destra e di Sinistra).
Fin qui il parallelismo non è molto calzante. Tuttavia, l'essenziale della simmetrizzazione consisterebbe nella successione delle Secessioni e nei tre Conflitti armati. A questo scopo, abbandonerei la rigidità della formula delle sei Repubbliche ecc. e proporrei:
Prima Secessione (quasi indolore, come la Slovenia): Valle d'Aosta e Trentino - Alto Adige (quest'ultima Regione diventa una Confederazione di due Repubbliche, di fatto un po' come il Belgio, con i Ladini nel ruolo dei Tedeschi del Belgio);
Seconda Secessione (con "pulizia etnica", guerra tra Stati e secessioni nella Repubblica secessionista, come in Croazia): Piemonte, Lombardia e Veneto si fondono in un'unica Macroregione, che chiede l'annessione al Friuli - Venezia Giulia con conseguente mantenimento dello Statuto Speciale della Regione Autonoma, che secede (come Valle d'Aosta e Trentino - Alto Adige) organizzandosi in Confederazione a quattro (Friuli - Venezia Giulia a sua volta Federazione a due), riconosciuta da Germania e Austria; nelle cinture suburbane di Milano e Torino sorgono Repubbliche Italiane, di cui l'Italia si assume unilateralmente il Protettorato, intervenendo militarmente. Arretramento padano-veneto, malcontento presso gli Occitani (come in Istria), poi controffensiva con supporto tedesco (e americano?) e confine lungo la linea del Po (a Ovest fino all'Oltrepò Pavese); Liguria, Emilia-Romagna e Toscana si fondono nella Macroregione Etruria-Liguria; col motivo del rifiuto del conflitto di cui al punto precedente, chiedono lo Statuto di Regione Autonoma, non lo ottengono e secedono senza essere riconosciute;
secessione indolore anche per la Sardegna (come per la Macedonia), dove tuttavia dalla contrapposizione tra Unitari (Cagliari) e Federalisti (Sassari) nascono tensioni che portano, fra l'altro, all'autonomia per i Catalani di Alghero (riconosciuta da Cagliari, osteggiata da Sassari, "protetta" dalla Generalitat de Catalunya); Cagliari denuncia l'infiltrazione di terroristi còrsi tra i Federalisti e chiede la protezione della Francia.
Guerra civile e tra Stati confinanti, pulizia etnica e interposizione internazionale (come in Bosnia-Hercegovina): progetti contrapposti di "Repubblica del Nord" (come la Grande Croazia), Toscana inclusa (come nei manifesti della Lega Nord) e di "Seconda Repubblica (scil. Italiana)" dividono la Repubblica di Etruria-Liguria, con secessioni di Repubbliche Italiane in Toscana ed Emilia e intervento dell'Italia a loro protezione. Il conflitto termina con la creazione di una Confederazione a tre Soggetti largamente autonomi (Liguria collegata alla Padania, Toscana generalmente all'Italia). A questo punto ottengono il riconoscimento internazionale l'Arpitania (Valle d'Aosta), il Tirolo-Trentino, la Padania-Venezia, l'Etruria-Liguria, la Sardegna e la Seconda Repubblica Italiana, quest'ultima in forma di Federazione tra Italia e Sicilia.
Nella Seconda Repubblica Italiana, all'interno dell'Italia i Comuni di lingua albanese chiedono di costituire una Regione Autonoma; i Comuni di lingua greca e dai tre comuni tradizionalmente croati del Molise (Montemitro, Acquaviva Collecroce, San Felice Molisano che riassume il nome di San Felice Slavo) chiedono di entrare come Province Autonome nella Regione richiesta dagli Albanesi. La richiesta di costituire Regione (Albano-Slavo-Grecìa) viene accolta, ma senza concessione di Statuto Speciale. Alla Regione fanno domanda di adesione i due Comuni francoprovenzali della Provincia di Foggia (Faeto e Celle San Vito) e il Comune provenzale calabrese di Guardia Piemontese; la domanda viene accolta dalla Regione (con la concessione dell'Autonomia Comunale), ma non dallo Stato. Un numero crescente di Comuni (tra cui Napoli e tutte le Colonie della Magna Graecia) chiede di entrare a far parte della nuova Regione, che rifiuta tutte le domande tranne Tito e Picerno (Potenza) in quanto ex-Colonie galloitaliche (che insieme ai tre Comuni (franco-) provenzali formano la Provincia della Gallia Appenninica) entro la Regione Albano-Slavo-Gallo-Grecìa. Lo Stato interviene a favore dell'accoglimento delle altre richieste di adesione; al rifiuto, dichiara sciolta l'Albano-Slavo-Gallo-Grecìa, suddividendola di nuovo tra Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. L'Albano-Slavo-Gallo-Grecìa dichiara la secessione dall'Italia.
Repressione italiana e intervento dell'Unione Europea. (...) Al termine di un breve conflitto, l'Albano-Slavo-Gallo-Grecìa, accresciuta con alcuni dei Comuni che avevano fatto richiesta di adesione (solo quelli indispensabili alla contiguità territoriale), diventa di fatto un Protettorato Europeo. La denominazione di Seconda Repubblica Italiana viene abbandonata in favore di quella di Federazione Italo-Siciliana. In Sicilia un referendum popolare porta alla secessione dalla Federazione Italo-Siciliana; pochi mesi dopo anche l'Albano-Slavo-Gallo-Grecìa viene riconosciuta da gra parte della Comunità Internazionale come Stato Indipendente.
Ho cercato di simmetrizzare il più possibile per rispondere all'interessante invito. Tengo tuttavia a ribadire la convinzione irenistica che non si tratti dello scenario ucronico più probabile (bensì di una 'deformazione' simmetrizzante). Per lo stesso motivo, sono tuttora dell'idea cui aderivo fin da prima dell'inizio dei conflitti nell'ex-Jugoslavia: la promozione di Kosovo e Vojvodina a repubbliche, la revisione dei confini tra le a questo punto otto Repubbliche in base a quelli tra le Etnie (ormai almeno sei, con gli Albanesi; in realtà di più, se si contano gli Ungheresi e gli Slovacchi di Vojvodina, i Romeni di Serbia, gli Istroromeni, gli Istrioti e soprattutto i Turchi) senza riguardo per la contiguità territoriale, dopodiché riconoscimento formale dell'indipendenza delle otto Repubbliche, da rendere esecutiva in concomitanza con l'adesione all'Unione Europea (onde assicurare i servizî pubblici in assenza di contiguità territoriale) e alla NATO (per prevenire conflitti armati, come il caso greco-turco continua a dimostrare).
Le otto Repubbliche sarebbero state:
Slovenia (praticamente senza modifiche);
Grande Croazia, federazione di Croazia, Slavonia, Hercegovina, Dalmazia e Istria;
Grande Serbia, con le Krajine in Croazia, Slavonia e Bosnia, il Kosovo Settentrionale e parte della Vojvodina;
Montenegro;
Federazione Bosniaco-Muslimana (costituita da varie exclaves, da Bihac' a Sarajevo a Srebrenica al
Sangiaccato);
Kosova e Macedonia albanesi (con due Comuni montenegrini albanesi);
Macedonia Slava (anche di nome);
Vojvodina.
Senza il pretesto della tutela delle minoranze (in tale stato sarebbero rimaste soltanto le Etnie senza Repubblica) né della fornitura dei servizî pubblici (garantiti dalle Istituzioni Europee) né della protezione militare (coperta dalla NATO), i conflitti sarebbero stati presumibilmente insabbiati come nella politica italica.
 posteriôrî, credo che siano stati più la conseguenza di intoppi diplomatici e di perdite di controllo che lo svolgimento di un piano, il quale invece prevedeva uno svolgimento incruento, soprattutto istituzionale anche se con ampie concessioni a mobilitazioni propagandistiche, comunque per arrivare a una situazione abbastanza simile a quella attuale (o prossima ventura: l'ingresso di tutte le ex-Repubbliche e Regioni Autonome della Prima Jugoslavia - Vojvodina inclusa - nonché dell'Albania nell'Unione Europea e nella NATO).
Mi rendo conto che, in relazione alla Prima Repubblica Jugoslava, non sono stato altrettanto simmetrizzante, ma credo che la proiezione delle vicende italiane sia in parte quasi banale (Bossi : Tudjman, Fini : Karadzic', nonostante tutto Berlusconi : Milosevic' ecc. ecc.; baso il paragone sui rispettivi elettorati anziché sulle caratteristiche geo-anagrafiche personali) e in ogni caso devo (purtroppo per me) lasciarla a tempi migliori - o, meglio, ad Altri - perché le ucronie riferite a persone sono molto più sottili di quelle riferite a Popoli o Stati, e quindi diventano quanto mai ostiche nel caso che debbano essere oltretutto anche simmetrizzanti...
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Dans ha voluto precisare i termini della discussione: come ci ha raccontato, ha dovuto passare quattro ore in macchina e, non avendo carta e penna sottomano, ha preso quelli che chiama"appunti mentali", qui proposti come stimolo a nuove idee e integrazioni:
1859: l'Austria mantiene il controllo della Lombardia.
1860: fallisce la spedizione di Garibaldi. L'Italia rimane divisa negli Stati pre-unitari fino alla Prima Guerra Mondiale.
1914: scoppia la Grande Guerra: Francia contro Gran Bretagna per un episodio simile a Fashoda, oppure Francia & Gran Bretagna contro Germania. L'Austria-Ungheria non partecipa alla guerra e resta in piedi. Il Piemonte ne esce vittorioso e riesce ad unificare la Penisola sotto Vittorio Emanuele III di Savoia.
1919: Francesco Ferdinando d'Asburgo adotta per l'Impero una struttura federale a otto: austriaci, cechi, slovacchi, galiziani, ungheresi, romeni, sloveni, croati.
1922: ascesa del Fašizam (Fascismo) in Serbia e Montenegro.
1929: anche il Lazio, fin qui rimasto al Papa, aderisce allo stato unitario; in cambio al Papa restano il Vaticano, le Basiliche Patriarcali e il palazzo di Castelgandolfo.
1934: re Vittorio Emanuele III è assassinato a Marsiglia, gli succede il figlio Umberto II.
1940: scoppia la Seconda Guerra Mondiale: invasione tedesca dell'Italia e sua divisione tra Nord occupato e Sud in mano ad un regime collaborazionista. La Serbia invade l'Albania e la Grecia.
1943: lo sbarco angloamericano in Albania provoca la caduta del Fascismo serbo e l'occupazione della Serbia da parte nazista.
1945: Liberazione dell'Italia, cui segue un regime autoritario filoamericano a partito unico, rappresentato dalla DC che in questa Timeline ha avuto un'evoluzione simile al regime di Salazar. L'Impero Asburgico viene diviso in quattro stati socialisti multinazionali: Austria, Cecoslovacchia, Ungheria, Croazia. Anche Serbia e Montenegro diventano satelliti dell'URSS.
1949: Fanfani compie lo "Strappo da Washington" e sceglie il Non Allineamento assieme all'Egitto di Nasser e all'India di Nehru.
1980: dopo la morte di Aldo Moro, capo carismatico della DC fin dal Dopoguerra, inizia il crollo economico e politico dello stato.
1986: l'Italia aderisce alla Comunità Europea.
1989: crollo del Muro di Berlino: Croazia, Serbia e Montenegro si liberano dei rispettivi regimi comunisti.
1990: unificazione di Croazia, Serbia e Montenegro nella Repubblica di Jugoslavia, filoamericana.
1991: scoppiano le guerre di secessione post-unitarie: Lombardia e Triveneto secedono per prime, poi si staccano traumaticamente anche il Piemonte e il Sud.
1995: adesione della Jugoslavia all'Unione Europea.
1999: la Jugoslavia adotta l'euro.
2003: il presidente del consiglio jugoslavo Slobodan Milosevic, alleato di ferro degli USA, appoggia il presidente americano Bush nella sua invasione dell'Iraq.
2004: Lombardia, Piemonte e Triveneto aderiscono all'Unione Europea.
2008: gli Albanesi del Molise secedono da ciò che resta del governo di Roma, venendo riconosciuti da molti paesi, tra cui USA, Gran Bretagna, Francia, Germania ed Jugoslavia. La secessione innesca la crisi georgiana con l'indipendenza anche di Abkhazia e Sud Ossezia, riconosciute solo dalla Russia.
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Naturalmente non poteva mancare il contributo del nostro maestro *Bhrg'howidhHô(n-):
Voglio avanzare una proposta alternativa per il lato jugoslavo della simmetrizzazione:
1) come il Piemonte opera la massima parte delle guerre di conquista nel 1859-1870, si può immaginare una Serbia che, una volta divenuta del tutto indipendente dall'Impero Ottomano, con il costante e decisivo appoggio russo (eventualmente al prezzo di sostanziali rinunce in Macedonia - con Plebisciti di tipo nizzardo - a beneficio della Grande Bulgaria), si annette nel giro di cinque guerre buona parte del bacino orientale dell'Adriatico e dei territorî interposti (a grandi linee, Albania, Sangiaccato di Novi Pazar, Bosnia, Hercegovina, Dalmazia ex-asbrugica ex-veneziana e tutti i Confini Militari ungheresi in Slavonia e Croazia, forse anche la Vojvodina o parte occidentale del Banato) e riduce il Montenegro a Protettorato.
2) dopo aver fatto parte di una Triplice Alleanza con gli Imperi Centro-Europei e aver cambiato fronte un anno dopo l'inizio della Guerra tra questi ultimi e la Russia, al termine del Conflitto Europeo ottiene le "Terre Irrendente" di Croazia-Slavonia (residue) - con Fiume - e Slovenia (fino alla Carinzia e al Burgenland), inclusa tutta l'Istria e, con un colpo di mano 'dannunziano' pochi anni dopo, Trieste.
3) restano tuttavia frustrate le mire su Tarvisio, Pontebba, la Val Resia, Gorizia e sui Croati del Molise (tutti territorî assegnati al neocostituito Regno d'Italia), ciò che alimenta la tesi di una "Vittoria mutilata" e un brusco allontanamento dalla Russia, da cui consegue la riemersione di rivendicazioni antibulgare in Macedonia.
4) alleanza autoritaria con la Germania Nazionalsocialista; opzione per il Reich da parte dei Tedeschi di Carinzia e Burgenland dopo lo Anschlusz dell'Austria alla Germania.
5) spartizione dell'Italia da parte della Germania, della Jugoslavia e dei loro Alleati; soddisfazione di quasi tutte le rivendicazioni territoriali, restaurazione del Lombardo-Veneto (ingrandito del Piemonte, degli ex-Ducati Padani e della Toscana) con un Monarca Serbo ma controllato da milizie filonaziste, mentre il Centro della Penisola è direttamente amministrato dalle Autorità Tedesche di Occupazione.
6) nuovo cambiamento di fronte (nello stile 25. luglio / 8. settembre) da parte di Belgrado; occupazione tedesca, fuga della Monarchia, costituzione di una Repubblica Sociale Illirica R.S.I., detta anche "Repubblica di Knin", con centri amministrativi nelle località presso i laghi nelle Krajine tra Croazia, Dalmazia e Bosnia.
7) nel Secondo Dopoguerra, protettorato de factô e installazione di grandi Basi militari da parte della Superpotenza occupante (Unione Sovietica), proclamazione della Repubblica dopo Referendum discusso, egemonia pluridecennale da parte del Partito Socialista e Partito Comunista unificati e dei loro Alleati (Radicali, Partito dei Contadini ecc.), mentre l'opposizione è dominata dal Partito Democratico Cristiano che raccoglie Cattolici e Ortodossi ed è affiancato da Movimenti di ispirazione Musulmana.
8) Terrorismo di matrice sedicente "Religiosa"; Compromesso Storico; Pentapartito, Corruzione, Secessionismo dopo il ritiro sovietico, Neonazionalismo e riabilitazione dell'Autoritarismo del periodo tra le due Guerre ecc.
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Ed ecco a voi il nuovo schema complessivo proposto dall'amico Dans:
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1) JUGOSLAVIA ASBURGICA
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ITALIA
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JUGOSLAVIA |
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1859: fallimento della 2° guerra d’indipendenza. Dopo l’occupazione di Biella il 7 maggio, il comandante dell’esercito asburgico Gyulai si rifiuta di ripiegare fino al Mincio, e occupa Torino, prima che l’esercito piemontese, riunito a Casale, e quello francese di Napoleone III possano riunirsi. Con il trattato di Magenta, l’Austria-Ungheria conferma il proprio dominio su Lombardia e Veneto.
1860: Garibaldi è arrestato a Talamone su ordine del Granduca, Leopoldo d’Asburgo-Lorena
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L'Italia rimane divisa negli Stati pre-unitari fino alla Prima Guerra Mondiale
L’impero ottomano mantiene la Libia e la Rumelia europea
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1864: guerra dello Schlewig-Holstein; l’Austria non sostiene la Prussia
1866: la battaglia di Sadowa si risolve in uno stallo; la Prussia diviene leader della Germania luterana, l’Austria resta egemone di Baviera, Baden e Wurttemberg
(1870 nessuna Guerra franco-prussiana)
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1914: scoppia la Grande Guerra: PRUSSIA + PIEMONTE vs FRANCIA SRB,GR,ROM,BUL vs OTT, A-U
- La Prussia attacca il II Impero Francese e giunge all’unificazione tedesca. - Il Piemonte ottiene plebisciti d’annessione di Emilia, Toscana, Marche e Umbria. I piemontesi occupano Roma, sguarnita dai francesi. Garibaldi compie una spedizione annettendo le Due Sicilie. Il Papa viene rimosso da Roma. L’Italia garantisce unilateralmente le Guarentigie, che il Papa non accetterà mai formalmente: al Papa restano il Vaticano, le Basiliche Patriarcali e il palazzo di Castelgandolfo. A fine guerra, il Piemonte ottiene dall’Austria il Lombardo-Veneto come ricompensa per la sua neutralità. Restano irredente Trento e Trieste. |
- L'Austria-Ungheria è alleata della Francia, ma stringe accordi di non belligeranza con Prussia e Piemonte.
- La Serbia, assieme alla Bulgaria e alla Grecia, attacca l’Impero Ottomano per occupare la Macedonia e la Rumelia. Gli Ottomani resistono, con il supporto dei britannici, mentre l’Austria-Ungheria attacca la Serbia alle spalle, occupandola e annettendola a fine guerra.
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1922: unificazione nazionale tramite regime autoritario dei Savoia: - standardizzazione linguistica basata sul dialetto fiorentino - carattere anti-cattolico del fascismo, in opposizione al papa - repressione delle differenze culturali regionali - architettura razionalista
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1919: Francesco Ferdinando d'Asburgo adotta per l'Impero una struttura federale a quattro : - Austria Cisleitana: tedeschi d’Austria, italiani - Severoslavia: cechi, slovacchi, galiziani, ruteni - Ungheria: magiari, romeni - Jugoslavia: sloveni, croati, bosniaco-musulmani, serbi
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1940: scoppia la Seconda Guerra Mondiale: invasione tedesca dell'Italia e sua divisione tra Nord occupato e Sud in mano ad un regime collaborazionista.
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1945: - Liberazione dell'Italia, cui segue un regime autoritario filoamericano a partito unico, rappresentato dalla DC (evoluzione in stile Salazar).
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- L'Impero Asburgico viene diviso in quattro stati socialisti multinazionali: Austria, Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia. Trentino e Venezia Giulia passano all’Italia. Il SudTirol resta all’Austria.
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1949: Fanfani compie lo "Strappo da Washington" e sceglie il Non Allineamento assieme all'Egitto di Nasser e all'India di Nehru. |
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1980: dopo la morte di Aldo Moro, capo carismatico della DC fin dal Dopoguerra, inizia il crollo economico e politico dello stato. |
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1990s: guerre di secessione post-unitarie. - Secessione del Regno Lombardo-Veneto - Secessione della Repubblica Socialista dell’Emilia-Romagna - Secessione della Sardegna - Secessione del Regno delle Due Sicilie - Secessione del Granducato di Toscana , golpe e creazione della R.S. di Toscana - Ritorno del Papa a Roma. - Il Regno d’Italia si riduce al Piemonte. (Val d’Aosta/Savoia = Kosovo??)
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2) JUGOSLAVIA SERBA
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ITALIA
1848: l'Austria mantiene il dominio della Lombardia 1860: fallisce la spedizione di Garibaldi L'Italia rimane divisa negli Stati pre-unitari fino alla Prima Guerra Mondiale |
JUGOSLAVIA La Serbia, una volta divenuta del tutto indipendente dall'Impero Ottomano, con il costante e decisivo appoggio russo (eventualmente al prezzo di sostanziali rinunce in Macedonia - con Plebisciti di tipo nizzardo - a beneficio della Grande Bulgaria), si annette nel giro di cinque guerre buona parte del bacino orientale dell'Adriatico e dei territorî interposti (a grandi linee, Albania, Sangiaccato di Novi Pazar, Bosnia, Hercegovina, Dalmazia ex-asbrugica ex-veneziana e tutti i Confini Militari ungheresi in Slavonia e Croazia, forse anche la Vojvodina o parte occidentale del Banato) e riduce il Montenegro a Protettorato
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GRANDE GUERRA 1914: scoppia la Grande Guerra (FR-GB-RUS vs GER-AU-OTT) - Il Piemonte ne esce vittorioso e riesce ad unificare la Penisola sotto Vittorio Emanuele III di Savoia. Il Papa viene rimosso da Roma. L’Italia garantisce unilateralmente le Guarentigie, che il Papa non accetterà mai formalmente: al Papa restano il Vaticano, le Basiliche Patriarcali e il palazzo di Castelgandolfo.
1922: unificazione nazionale tramite regime autoritario dei Savoia: - standardizzazione linguistica basata sul dialetto fiorentino - carattere anti-cattolico del fascismo, in opposizione al papa - repressione delle differenze culturali regionali - architettura razionalista
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- L'Austria-Ungheria non partecipa alla guerra e resta in piedi. Per compensare l’Italia, concede il controllo di Veneto e Friuli
- la Serbia, dopo aver fatto parte di una Triplice Alleanza con gli Imperi Centro-Europei e aver cambiato fronte un anno dopo l'inizio della Guerra tra questi ultimi e la Russia, al termine del Conflitto Europeo ottiene le "Terre Irrendente" di Croazia-Slavonia (residue) - con Fiume - e Slovenia (fino alla Carinzia e al Burgenland), inclusa tutta l'Istria e, con un colpo di mano 'dannunziano' pochi anni dopo, Trieste. Restano tuttavia frustrate le mire su Tarvisio, Pontebba, la Val Resia, Gorizia e sui Croati del Molise (tutti territorî assegnati al neocostituito Regno d'Italia), ciò che alimenta la tesi di una "Vittoria mutilata" e un brusco allontanamento dalla Russia, da cui consegue la riemersione di rivendicazioni antibulgare in Macedonia
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SECONDA GUERRA MONDIALE - spartizione dell'Italia da parte della Germania, della Jugoslavia e dei loro Alleati; soddisfazione di quasi tutte le rivendicazioni territoriali, restaurazione del Lombardo-Veneto (ingrandito del Piemonte,degli ex-Ducati Padani e della Toscana) con un Monarca Serbo ma controllato da milizie filonaziste, mentre il Centro della Penisola è direttamente amministrato dalle Autorità Tedesche di Occupazione
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- Alleanza autoritaria della Jugoslavia con la Germania Nazionalsocialista; opzione per il Reich da parte dei Tedeschi di Carinzia e Burgenland dopo l’Anschluss - nuovo cambiamento di fronte da parte di Belgrado; occupazione tedesca, fuga della Monarchia, costituzione di una Repubblica Sociale Illirica R.S.I., detta anche "Repubblica di Knin", con centri amministrativi nelle località presso i laghi nelle Krajine tra Croazia, Dalmazia e Bosnia |
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1945: - Liberazione dell'Italia, cui segue un regime autoritario filoamericano a partito unico, rappresentato dalla DC (evoluzione in stile Salazar).
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- protettorato de factô e installazione di grandi Basi militari da parte della Superpotenza occupante (Unione Sovietica), proclamazione della Repubblica dopo Referendum discusso, egemonia pluridecennale da parte del Partito Socialista e Partito Comunista unificati e dei loro Alleati (Radicali, Partito dei Contadini ecc.), mentre l'opposizione è dominata dal Partito Democratico Cristiano che raccoglie Cattolici e Ortodossi ed è affiancato da Movimenti di ispirazione Musulmana
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1949: Fanfani compie lo "Strappo da Washington" e sceglie il Non Allineamento assieme all'Egitto di Nasser e all'India di Nehru.
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1960S-1970S: Terrorismo di matrice sedicente "Religiosa"; Compromesso Storico; Pentapartito, Corruzione,
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1980: dopo la morte di Aldo Moro, capo carismatico della DC fin dal Dopoguerra, inizia il crollo economico e politico dello stato.
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1990s: guerre di secessione post-unitarie. - Secessione del Regno Lombardo-Veneto - Secessione della Repubblica Socialista dell’Emilia-Romagna - Secessione della Sardegna - Secessione del Regno delle Due Sicilie - Secessione del Granducato di Toscana , golpe e creazione della R.S. di Toscana - Ritorno del Papa a Roma. - Il Regno d’Italia si riduce al Piemonte.
1999: Tentativo di pulizia etnica dei Piemontesi contro i Francesi di Val d’Aosta. Intervento franco-tedesco e bombardamento di Torino. Occupazione ONU della Val d’Aosta.
2008: proclamazione d’indipendenza della Val d’Aosta. |
1990s: Secessionismo dopo il ritiro sovietico, Neonazionalismo e riabilitazione dell'Autoritarismo del periodo tra le due Guerre. |
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Chi vuole contribuire, ci scriva a questo indirizzo.
di MAS
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Poteva l'Italia approfittare delle turbolenze seguite allo sfasciarsi della federazione jugoslava, per ritornare in possesso dei suoi antichi territori? Ecco la proposta del nostro Webmaster:
Nell'estate del 1991 la Serbia di Milosevic, impegnata in una furibonda guerra contro la Croazia (da pochi mesi indipendente) per il possesso delle Krajne a maggioranza serba e della Slavonia orientale, propone al governo italiano un'alleanza militare in funzione anticroata. Il governo italiano accetta e lancia un ultimatum: o permette agli esuli di Istria e Dalmazia di rientrare in possesso dei beni confiscati da Tito al momento della loro cacciata in seguito al dramma delle Foibe, o sarà la guerra. Il PCI e i movimenti pacifisti, anche di ispirazione cattolica, protestano vivacemente con ampie manifestazioni di piazza, e Giovanni Paolo II lancia un accorato appello per la pace, ma gli USA di George Bush, grati al governo di Roma per il sostegno fornito loro durante la Guerra del Golfo, fanno sapere segretamente al Ministro della Difesa che non si opporranno, ed anzi non faranno mancare all'Italia il proprio sostegno in campo internazionale.
Di conseguenza, scaduto l'ultimatum, navi da guerra italiane sbarcano nei principali porti dell'Istria croata, occupandone le coste. Terrorizzata, la piccola Slovenia si appella all'ONU nel timore di essere invasa a sua volta, e Xavier Perez de Cuellar protesta formalmente contro l'aggressione italiana, ma gli USA mettono il veto ad una risoluzione di condanna, e la Russia di Eltsin non muove un dito per i suoi storici legami con la Serbia ortodossa. Il governo italiano nella persona del suo Ministro degli Esteri, tuttavia, fa sapere al governo sloveno che il suo territorio non sarà invaso se Lubiana abolirà la legge che impedisce agli italiani di rientrare in possesso dei loro beni confiscati nel 1945; così avviene.
Intanto la Croazia deve combattere su due fronti ed è rovinosamente sconfitta: la flotta italiana ha bombardato anche Zadar, Split e Travnik, sulla costa dalmata, ed ha occupato l'isoletta di Pelagosa. Zagabria resta indipendente, ma deve cedere le Krajne alla Bosnia, la Slavonia orientale alla Serbia e l'intera Istria all'Italia. Dubrovnik, cui i serbi aspiravano, resta croata per volontà dell'Italia, mentre Rijeka/Fiume, cui aspirava l'Italia, resta croata per volontà della Serbia; entrambe le nazioni vincitrici infatti sono interessate a far sì che l'altra non stravinca.
Il confine italocroato passa per Opatja/Abbazia; è ripristinata la provincia di Pola, mentre l'Istria orientale torna alla provincia di Trieste, tagliata in due dal territorio sloveno (i cittadini italiani hanno però diritto di transito per raggiungere il territorio istriano). Una legge istituisce la regione autonoma d'Istria e Venezia Giulia con le province di Gorizia, Trieste e Pola (targa PO; Prato deve passare alla targa PM), in cui è in vigore il bilinguismo; i cartelli stradali devono essere scritti in italiano e in croato. Tuttavia l'esodo dei croati dall'Istria è immediato, ne resta solo una piccola minoranza.
Al contrario i discendenti dei profughi italiani tornano nella loro patria. La vittoria della Serbia scoraggia i musulmani bosniaci dal secedere, e la federazione jugoslava sopravvive formata da Serbia, Montenegro, Bosnia e Macedonia; nessuna guerra in Bosnia. Anche Tangentopoli in Italia non scoppia o scoppia più tardi, perchè l'opinione pubblica è distratta dal successo bellico e dall'incamerazione dell'Istria. L'Italia perde però prestigio sul piano internazionale, e viene guardata dalle altre nazioni come disposta a tutto pur di conseguire i suoi scopi: tutto ha un prezzo...
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Ed ecco invece cosa ne pensa MAS:
L'Italia non aveva bisogno di fare la guerra a Croazia e Slovenia per recuperare il maltolto: bastava applicare il trattato di Osimo, per il quale l'Italia aveva rinunciato alla Zona B di Trieste e a qualsiasi forma di rivendicazione su tutti i territori ceduti nel '47, mentre la Jugoslavia aveva rinunciato a qualsiasi rivendicazione sul famoso confine sul Natisone se non addirittura sul Tagliamento. In cambio di tale reciproca esplicita rinuncia, le due parti si impegnavano a non cedere a terzi i territori oggetto della disputa (in chiara funzione anti-austriaca e più per esteso anti-germanica). Bastava che l'Italia dichiarasse di non riconoscere le due nuove entità statali (Slovenia e Croazia); questo ci chiese segretamente il governo di Belgrado.
Ma ecco una possibile Timeline:
25/06/1991 - Croazia e Slovenia dichiarano unilateralmente la propria indipendenza.
26/06/91 - Il Ministro degli. Esteri italiano De Michelis, dopo aver consultato l'Ambasciatore USA e preavvisato quelli di Francia, Germania e Regno Unito, vola in serata a Belgrado.
27/06/91 - Accordo di Belgrado: l'Italia non riconoscerà le nuove entità statali e porrà il suo veto (determinante) all'interno della CEE, in cambio la Jugoslavia restituirà almeno parte dei territori sottratti nel 1945-47; con effetto immediato, l'ex-territorio B di Trieste viene restituito all'Italia.
In serata entrambi i rami del parlamento italiano ratificano con provvedimento d'urgenza l'accordo di Belgrado (votano a favore DC, MSI, PLI, PRI e PSDI, astenuto il PSI, contrari il PCI e liste minori di Sinistra).
28/06/91 - Alle prime luci dell'alba truppe italiane varcano in più punti la vecchia frontiera.
29/06/91 - Entro sera le nostre truppe raggiungono le frontiere del 1945, occupando Fiume, Pola e sbarcando a Zara.
Tutti gli ex-territori italiani restano sotto il nostro controllo sino agli accordi di Dayton del 1995. Essi prevedono:
a) la ex-zona B di Trieste resta sotto sovranità italiana;
b) la Slovenia annette tutti i territori ex-italiani che facevano parte della vecchia RSF di Slovenia (esclusa la sua parte di zona B di competenza), riconoscendo il totale bilinguismo in tutti questi territori, con ampia autonomia e riconoscendo la lingua italiana come seconda lingua nazionale;
c) la Croazia, oltre a rinunciare alla sua parte di zona B, riconosce l'esistenza della contea autonoma d'Istria e Quarnaro, dove l'italiano è riconosciuto come lingua regionale con eguali diritti rispetto al croato, lo stesso viene esteso a Zara e ad altre località della Dalmazia.
d) Slovenia e Croazia si impegnano a restituire ai profughi tutte le loro proprietà o ad indennizzarli in altro modo, indennizzando anche lo stato italiano per tutti gli edifici pubblici, strade ecc..