Restauratio Imperii

di Iacopo


L'ultima vera occasione che l'Impero d'Oriente ebbe per coronare il suo progetto geopolitico fu durante il regno di Giustiniano: già con Eraclio la vittoria può essere solamente militare. Giustiniano tuttavia voltò le spalle al progetto di assimilazione della Persia. Io credo che lo fece per un chiaro progetto politico, portando avanti gli interessi dei cristiani del Levante e dell'Egitto (gli stessi interessi che un secolo e mezzo dopo avrebbero portato al sorgere del Califfato): credo che Bisanzio fosse contesa fra una fazione costantiniana, teodosiana e leonina, compiutamente imperiale, cattolica e ellenistica, e varie tensioni contrarie all'espansione dell'impero (o meglio, alla creazione di un impero incentrato sul Levante), che si esprimevano con il monofisismo e l'arianesimo (strumenti volti ad impedire la pace in occidente).

Mi pare di vedere i segni della lotta fra le due correnti fin dalla conquista romana del mondo ellenistico: la nascita del cristianesimo basato in Anatolia, la contromossa levantina portata avanti da Elagabalo, Aureliano e infine da Ario, la definitiva presa del potere da parte dei greci all'epoca di Costantino, e la continuazione del piano di integrazione dei Goti sotto Teodosio e Flavio Ezio, nonché il tentativo, portato avanti da Agostino, di strappare l'Africa agli eresiarchi alessandrini, e così via.

Sono certo che Giustiniano, in quanto monofisita e tutto sommato persofilo, fosse un esponente della corrente che chiamo levantina.

Come impedire che queste tensioni rallentino troppo l'impero? Credo ci siano due pod utili: la morte di Anastasio I e la rivolta del Nika.

Nel primo caso, avremmo una successione diversa da quella, guidata dalle eminenze grigie monofisiste, che portò sul trono Giustino. Nel secondo caso Giustiniano viene deposto, verosimilmente sale al torno Flavio Pompeo, e la strategia bizantina cambia del tutto.

532: la rivolta del Nika rovescia l'imperatore Giustiniano. Flavio Pompeo, monofisista moderato sposato ad una cattolica, sale sul trono. Il suo primo atto è firmare la pace coi Sasanidi di Kavadh, per evitare altre sconfitte sul fronte più delicato dell'impero.

535 / 562: con il pretesto di reinsediare i figli di Teodora e Giustiniano sul trono, i Persiani invadono la Siria e l'Armenia Romane. Flavio Pompeo e Belisario conducono la controffensiva, e infliggono una dura sconfitta ai generali sassanidi alle porte di Antiochia. Mentre Flavio rimane in città, per assicurarsi che i monofisiti levantini non facciano brutti scherzi, Belisario varca l'Eufrate e si impossessa di Carre, Maida e Nisibide. La guerra procede per molti anni sui passi montani in Armenia e più a nord, mentre in Mesopotamia gli eserciti bizantini riescono a saccheggiare Seleucia e a deportarne la popolazione. Infine, la pace viene firmata: il confine bizantino è spostato ad est, l'alta mesopotamia passa sotto l'autorità dell'impero e viene affidata a Belisario, mentre l'Albania diviene indipendente ed è insediata dagli Alani.

535: in Italia, Teodato fa deporre e assassinare la regina Amalasunta e diviene re dei Goti: nel giro di pochi anni il regno piomba nel caos, fra pretendenti e signorotti. Intanto Narsete, il diabolico eunuco armeno, riesce a far deporre il monofisita Teodosio dalla cattedra di Alessandria, e scompagina le fila della fazione monofisita con i suoi mezzi poco ortodossi. I levantini impiegheranno anni per riprendersi dal duro colpo inflitto dalle spie bizantine.

538: Narsete è inviato con un manipolo di uomini a prendere possesso della Sicilia, dove la Guerra Civile Gotica ha lasciato un vuoto di potere.

541: i Bulgari compaiono sul Danubio, saccheggiando la Mesia e parte della Tracia. Il regno Ostrogoto è riunificato da Totila, che però deve vedersela con gli intrighi e le divisioni disseminate dall'Esarca di Sicilia Narsete.

548: Re Antalas dei Berberi, dopo una campagna di vent'anni, sconfigge definitivamente i vandali e fonda il Regno dei Mori.

550: sobillati dagli Eruli alleati di Narsete, i Longobardi calano in Italia ponendo fine al regno Ostrogoto.

552: il regno dei Gepidi è distrutto dagli Avari che si stanziano in Pannonia.

565: Flavio Pompeo muore di vecchiaia, gli succede il figlio Giovanni. Gli Avari attaccano i Balcani.

572: a causa dell'alleanza fra i Romani e i Turchi, scoppia di nuovo la guerra con la Persia.

573: gli Avari sconfiggono i Bizantini, conquistando Sirmium che diventa loro capitale.

574: viste le sconfitte militari, Giovanni abdica a favore del figlio Giovanni II Mistaco.

572 / 591: Grande guerra Persiana: Giovanni II Mistaco e i suoi due generali, Tiberio e Maurizio, conducono una grande campagna di conquista che culmina con la caduta della dinastia Sasanide. Conquistata l'Atropatene e gran parte del Caucaso, nel 576 i Bizantini danno inizio alla più ardimentosa campagna in oriente dai tempi di Traiano: calano in Mesopotamia, saccheggiano nuovamente Seleucia ed espugnano la stessa Ctesifonte nel 577. Nel 579 muore Cosroe, si dice straziato dal dolore per la perdita dei suoi diecimila cavalli. Il suo successore, Ormisda IV, riuscì a trattenere i Romani fra il Tigri e il Grande Zaab, ma senza poterli ricacciare. A poco valsero gli attacchi di Avari (583) e Ghassanidi (sconfitti nel 584). Nel 582 muore Giovanni Mistaco, e gli succede sul campo il suo luogotenente Maurizio. L'attacco dei Gokturk, finanziato e organizzato dai bizantini, scompagina definitivamente l'impero Sasanide: nel 589 scoppia la guerra civile, e Ormisda è deposto a favore del figlio Cosroe II. Mentre i Romani avanzano da Ovest e i Turchi da Est, l'impero si frammenta in una dozzina di potentati guidati dai generali del vecchio regime, sconfitti uno alla volta dall'imperatore Maurizio e dal suo generale, Romano.

592: Maurizio torna a Bisanzio, lasciando Narsete e Romano in Oriente. L'impero è sull'orlo del collasso, sfiancato da una guerra ventennale e da una leva militare che ha privato le campagne di manodopera. Gli Avari, gli Slavi e i Bulgari liquidano definitivamente il Limes Danubiano.

602: una rivolta dell'esercito depone Maurizio a favore del tiranno Foca.

L'impero bizantino nel 622 (cliccare per ingrandire)

610: la situazione dell'impero è ancora peggiorata: di fatto l'unità imperiale è un miraggio. Dallo Ionio allo Stretto di Hormuz, i signori della guerra romei si saltano al collo l'un l'altro, unendosi solo di rado per contrastare la riconquista dei generali persiani. Eraclio, governatore di Lazica, piomba sulla capitale e depone Foca, facendosi acclamare Imperatore.

622: dopo dodici anni di preparazione, Eraclio lancia la grande campagna di riunificazione che riporta tutte le province asiatiche dell'impero sotto il dominio bizantino. Stabilisce il confine con i Turchi presso il fiume Atrak, e comincia il lungo processo di assimilazione della cultura persiana.

641: Morte di Eraclio, l'impero è unito e saldo.

Eraclio stabilisce definitivamente il Latino come lingua della corte: regnando su un impero composto per un terzo da Greci, per un terzo da Copto-Siriaci e per un terzo da Persiani, l'utilizzo di una lingua "neutrale" sembra la scelta più ovvia. Inoltre il sistema dei Themata è esteso in tutte le regioni conquistate, e la leva militare permette di far interagire pacificamente i vari elementi etnici dell'Impero.

Viene riaperta l'antica Strada del Re, con una variante però a Nisibide (che cambia nome in Trivium): una via settentrionale che congiunge la Mesopotamia del Nord a Nyshapur (Nea Augustopolis). Lungo queste vie commerciali parallele si combatterà la grande lotta fra Alessandria e Bisanzio nel due secoli successivi.
Gli ultimi rimasugli sasanidi si rifugiano sui monti dell'Afghanistan ed in Asia Centrale, esposti alle incursioni turche e sempre più deboli e divisi, tanto da doversi spesso umiliare a chiedere l'aiuto dei Catapani di Parthia. Fin dalla metà dell'ottavo secolo questi sasanidi orientali entreranno in India, conquistandone anche alcuni regni (su commissione romana).

Il saccheggio della Persia porta a Costantinopoli una ricchezza mai vista: nel giro di vent'anni essa diventa la più grande città mai vista sul pianeta, e una nuova cerchia muraria viene aggiunta alle precedenti. Le incursioni slave e avare nei balcani si fermano, e lentamente i popoli barbari sono conquistati dall'oro e dalla vittoriosa cultura bizantina.

L'unico vero cambiamento politico nel secolo seguente la vittoria di Eraclio è la sostituzione dei Bulgari, vecchi alleati dei Persiani, con i Cazari. Costoro prendono possesso del bassopiano sarmatico e insediano i loro alleati Magiari presso il fiume Dniestr. Intanto gli Slavi, liberati dal giogo degli Avari, vengono fissati nei Balcani Occidentali e in Moravia.

La politica imperiale nei confronti degli Slavi è ondivaga: gli imperatori da una parte ne finanziano i regnanti perchè non saccheggino i territori imperiali e ne favoriscono l'insediamento a sud del Limes Danubiano in funzione anti-bulgara; dall'altro lato però perseguitano i culti eretici che trovano fra i nuovi venuti terreno fertile, e lasciano i nuovi alleati in uno stato di semi-babrarie, almeno fino al nono secolo.

I Regni Romano-Barbarici osservano con stupore gli ambasciatori bizantini carichi d'oro che entrano nelle corti dei loro sovrani, chiedendo formale adesione al progetto imperiale (e ascoltano con gioia le spie egiziane che rinforzano le posizioni ariane con oro e consigli militari).

Il Regno dei Visigoti, ariano, riceve grande supporto (dal Levante) nel suo tentativo di unione dinastica con i principati germanici delle Gallie, specie dopo che nel 595 i Mori si sono convertiti al Monofisismo.
Quando però diventa evidente che la monarchia visigotica è in declino, i i Franchi potrebbero varcare i Pirenei in ogni momento, i levantini non hanno scrupoli a riversare sull'Iberia i nuovi alleati Mori, che ivi fondano un duraturo regno monofisita.

I Franchi, a loro volta, sono supportati dalla corte di Costantinopoli, che favorisce il sorgere della dinastia Carolingia di Maestri di Palazzo.

I Longobardi invece tentennano fra le due posizioni: essendo Ariani, preferirebbero supportare i Goti, ma essendo anche i più vicini a Bisanzio, ne subiscono maggiormente l'influenza. Per rimarcare lo stato ereticale dei Longobardi, i Bizantini intervengono due volte a supporto del Papa, senza mai però prendere possesso dei territori romani.

L'impero bizantino nel 750 (cliccare per ingrandire)

Appare evidente che fra il 650 e il 750 le due fazioni principali dell'impero si combattono per interposta persona in Europa Occidentale.

A partire dal 750 quattro fenomeni contemporanei portano alla fine della prima fase dell'Impero:

1) Incursioni e quindi invasioni di Vichinghi e Variaghi, con conseguente liquidazione dei Cazari e liberazione dei Magiari.
2) Lotta Iconoclasta e invasioni arabe (guidate dai Levantine per scrolalrsi di dosso la mano bizantina)
3) unificazione della Pars Occidentalis sotto la corona dei Carolingi
4) Predicazione dei senti Cirillo e Metodio in Persia, traduzione dei vangeli in persiano ed elaborazione dell'Alfabeto Glacolitico, un ibrido greco-aramaico dal quale deriverà l'Alfabeto Cirillico usato stabilmente in Persia.

A questi fenomeni si deve aggiungere l'ultima delle grandi vittorie bizantine in Asia Centrale: la Battaglia di Talas.

Fra il 750 e il 900 l'impero attraversa una nuova fase di trasformazione, prima con le guerre civili fra l'elemento Monofisista-Iconoclasta-Copto-Semita-Gotico-Neoplatonico e quello Ortodosso-Iconodulo-Bizantino-Iranico-Franco-Aristotelico. Per mantenere la continuità imperiale, dobbiamo presupporre la rovina dell'Egitto e della parte Monofisita e la restaurazione del culto delle icone.

La sostituzione dei Khazari con il Rus di Kiev nell'area nordpontica potrebbe avvenire nell'ambito delle lotte fra iconoduli e iconoclasti: i Khazari, in quanto ebrei, parteggerebbero per questi ultimi (un'alleanza Egitto-Steppe avvenne anche nella nostra TL, fra Mamelucchi e Orda d'Oro) L'alternativa sarebbe che nello stesso periodo, invece di una lotta fratricida, avvenga la conquista dell'India, e che l'elemento neoplatonico scalzi il precedente impero in un batter d'occhio, come è avvenuto per gli arabi. Questa opzione però mi sembra improbabile.

La risorgenza culturale persiana, la sempre più tesa situazione egiziana e l'arrivo di nuovi giocatori sullo scacchiere europeo, potrebbe convincere alcune frange bizantine a mettere insieme un piano analogo alal Rivoluzione Abbaside, esteso però ad Anatolia, Egitto e tutta l'Arabia. I Monofisiti si rifugerebbero così in Nordafrica e Spagna.

In ogni caso l'Egitto rimane un problema spinoso per l'impero, che può essere risolto solo bypassando il Levante nei commerci con l'Oriente (taglio dell'istmo di Suez o canale fra Volga e Don -o apertura di altre vie, come avvenuto storicamente a partire dal quindicesimo secolo), o assimilandolo in maniera più completa (difficile!).

690: i Mori intervengono in Iberia, conquistando il regno dei Visigoti prima che possano farlo i Franchi Carolingi.

Lotta Iconoclasta:

726 Inizia il periodo della Lotta Iconoclasta nell'Impero.

732: Carlo Martello sconfigge i Mori a Poitiers,

749: Muore Giovanni di Damasco, campione dell'Iconodulia e Patriarca di Antiochia.
751: Battaglia di Talas, le armate bizantine, sotto l'insegna della Crux Flavia (piuttosto che della Theotokos) sconfiggono i Turchi comandati dal generale sino-coreano Cao Xien. la Crux Flavia fu adottata per accogliere nelel fila romee anche i transfughi ariani, sconfitti più volte dall'esercito sino-turco.

787: Concilio di Nicea (iconodulo)

795: i Franchi liquidano gli Avari per conto dell'Impero Bizantino.

800: Carlo Magno Imperatore. Il suo dominio si estende dai Pirenei alla Moldava e al Danubio, giungendo fino nel profondo sud Italia, dove gli ultimi ducati Longobardi combattono, finanziati dai Franchi, contro l'Impero. Carlo e il Papa si alleano in funzione anti-imperiale.

813: rivincita Iconoclasta, guerra civile fra Alessandria e Bisanzio.

814: muore Carlo, l'Occidente va incontro allo sfascio. I ducati Longobardi, voltando gabbana, risalgono la penisola e occupano Tuscia e Lunigiana, premendo su Roma.

819: Fondazione del regno neo-sasanidi dei Samanidi a Bukhara.

827: Nell'ambito della Lotta Iconoclasta, i Mori conquistano la Sicilia, lasciando solo Siracusa ed Agrigento in mani bizantine.

833: Grande Moravia, stato slavo di ubbidienza imperiale in Europa Centrale.

843: fine delle Lotte Iconoclaste, l'impero dei Franchi si sfascia.

L'impero bizantino nell'850 (cliccare per ingrandire)

Vendetta dell'Impero

850 ca: Cirillo e Metodio traducono i Vangeli in Persiano, la fazione  egizio-levantina ha perduto iniziativa.

861: i Variaghi attaccano Costantinopoli.

895: i Peceneghi si spostano in Sogdiana.

907: fine della Grande Moravia, i Magiari si spostano in Pannonia.

909-969: invasioni moresche in Egitto, Arabia, Siria e Iberia mettono fine al potere Levantino e alla lotta iconoclasta.

900-976 l'impero va incontro alla decomposizione in principati. Cumani, Carlucchi e Peceneghi arruolati negli eserciti.

911: alleanza fra Bisanzio e i Variaghi del Rus di Kiev.

950-1250: guerre fra impero e regni occidentali.

955: Ottone I sconfigge i Magiari a Lechfeld e fonda il Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Da Bisanzio gli viene riconosciuto il titolo di Autocrator ma non quello di Basileus.

957-973: Ottone in Italia, sconfigge i Longobardi e sottomette il Papa. Alleanza fra Impero e Ottoni, Bisanzio cede Ravenna come segno di buona volontà, mentre i Tedeschi attaccano i Magiari. Ottone sposa la principessa Teofano.

960: rinascita dei cinesi sotto la dinastia Song: le steppe diventano di nuovo pericolose, movimenti fra gli Oghuz.

962: Fondazione della dinastia Gazacide da parte dei Peceneghi.

969: I Variaghi del Rus distruggono definitivamente il khanato dei Khazari, i Solomonidi saccheggiano Alessandria e portano le reliquie di San Marco ad Axum.

Basilio e i Selgiuchidi

976-1025 Basilio il grande imperatore. Alleanza con gli Ottoni e i Turchi, eserciti turchi riconquistano l'Impero per Basilio, con l'esclusione dell'Afghanistan e dell'India.

976-990: Basilio conduce campagne in Anatolia e Grecia, patrocina la conversione degli Slavi e si libera di alcuni traditori.

991-994: Campagne levantine di Basilio, riconquista di Seleucia, Damasco, Mosul, Ray.

999: i Gazacidi conquistano la Persia.

996-999: Campagne balcaniche e pontine di Basilio.

1000-1018: grande campagna asiatica, riconquista dell'Impero e distruzione dei Gazacidi.

1023: ultima campagna di Basilio.

1025: morte di Basilio il Grande.

1029: lasciati orfani dalla morte di Basilio, i suoi generali turchi continuano la sua opera.

1030-1072: i Normanni conquistano uno alla volta i ducati meridionali e le capitanate bizantine in Italia.

1031: i Selgiuchidi sconfiggono i Peceneghi e conquistano Gazaca. I Gazacidi si rifugiano in India.

1058: i Tolonidi invadono la Siria. I Selgiuchidi li sconfiggono, quindi chiamano i Solomonidi etiopi a prendere possesso dell'Egitto come dell'Arabia. Gli Ilaliti in Nordafrica.

1071: Alp Arslan a Bisanzio è nominato Porfirostratego, i Selgiuchidi diventano il vero potere dell'Impero, con il Basileo limitato a funzioni cerimoniali.

1081-1085: I normanni tentano la conquista dell'Epiro (con l'avallo papale e franco), ma sono sconfitti dai Selgiuchidi.

1090: Fondata la setta degli Assassini.

1092: Basilio Sha assassinato, proprio mentre sta per dare il via alla (ri)conqusita dell'Egitto. Lo status pretoriano dei selgiuchidi finisce, e l'impero comincia a dare segni di cedimento.

1094: Battaglia di Livonia, vittoria di Selgiuchidi e Russi sui Cumani, l'impero raggiunge la massima estensione. Nella regione compresa fra il confine imperiale e quello russo inizia il lungo processo di formazione del popolo romeno.

1095: Spedizioni francesi contro l'impero, con lo scopo di portare i Solomonidi al fianco dei Franchi.

1098: i Comneni al potere i Grecia: con un colpo di stato, Bisanzio torna in mano greca e i i Selgiuchidi, sempre meno uniti, devono rinunciare al loro ruolo di protettori della capitale (e alle loro campagne europee).

Comneni sul Mare, Corasmiani sulla Terra, Assassini ovunque

1127: gli Jurchen respingono i Song verso sud.

1131-1170: Apogeo di Kilwa, in Africa, città-stato fondata da coloni imperiali -solomonidi e persiani, innanzitutto.

1150ca: Mercanti indiani della Gorgiaria portano il cristianesimo in Indonesia.

1153: i Selgiuchidi si estinguono, nuova epoca aurea in Persia e nel Levante, accompagnata però dalla completa frammentazione dell'Impero in staterelli, sui quali dominano i Comneni di Bisanzio e i Solomonidi di Alessandria.

1186: gli ultimi Gazacidi sono sostituiti dalla dinastia di Costantino di Gor, che porta anche Lahore e l'India sotto il dominio turco.

1200-1348: Periodo Siratiano in Africa, fioriscono le città-stato e i commerci, colonizzazione del Madagascar e spedizioni mercantili fino a Bali, dove il cristianesimo nestoriano tipicamente africano è introdotto.

1200: i Corasmiani si liberano del giogo dei Qarakitai pagani e cominciano a riunificare l'Impero.

1204: i Crociati conquistano Costantinopoli. Gli ultimi discendenti dei Selgiuchidi non intervengono, lasciando che gli europei occupino lentamente il Mare di Mezzo. Gli Slavi e i Rumeni calano dai Balcani, l'unico brandello di Impero in Europa rimane Bisanzio.

1215: i Goridi di Lahore sono scalzati dai sovrani di Delhi.

Il Disastro Mongolo

1231: la Corasmia è annessa dai Mongoli.

1240: i Mongoli conquistano la Russia.

1256: i Mongoli conquistano il Levante.

1261: la famiglia dei Paleologi riconquista Bisanzio.

La Rinascita

1354: inizia l'ascesa dei Turchi Tiberi come Porfirostrateghi dei Paleologi.

1404: Battaglia di Ancyra tra Paleologi e Timuridi: Tamerlano Cesare deporta l'ultimo imperatore Paleologo in Oriente, lasciando l'Impero nel caos.

1450: estensione dell'impero all'India, all'Africa e all'Indonesia.

1453: i turchi Tiberi conquistano Costantinopoli. L'impero ha ora quattro volti:

1453: Tiberio Costantino, Arconte dei turchi Tiberi, conquista Costantinopoli e ne fa la sua capitale, rivendicando tra l'altro la discendenza da Enea.

1501: inizio della revanche iranica in Persia.

1514: a Chaldiran i Tiberi confinano i persiani sul loro altopiano.

1517: i Tiberi conqusitano l'Egitto e lo riportano all'obbedienza imperiale.

1527: i Mughal, discendenti di Tamerlano Cesare, iniziano la conquista dell'India.

Alcune questioni sollevate dalla conquista della Persia:

Integrazione religiosa dei popoli iranici: Eraclio capisce immediatamente che l'Impero deve cambiare, se vuole digerire la Persia, ma capisce anche che proporsi come un semplice erede dei Sasanidi sarebbe una sconfitta. La politica di integrazione dunque procede come un treno su due binari: la religione di Stato cristiana ed il servizio militare, nel quale siriaci, iranici, armeni e greci sono affiancati.

La popolazione dell'ex impero Sasanide viene forzatamente (anche se, almeno da principio, solo nominalmente) convertita al cristianesimo. Sapendo che il Patriarcato di Costantinopoli avrebbe condizionato in maniera fin troppo pensate la politica imperiale, Eraclio rivitalizza il vecchio Patriarcato di Antiochia, con giurisdizione sui territori macroasiatici dell'Impero. La Cattedra di Antiochia ha anche lo scopo di ridurre il prestigio della chiesa nestoriana di Seleucia-Ctesifonte. L'operazione ha un parziale successo, anche grazie alla simbologia mariana adottata per i reggimenti dell'esercito. I Nestoriani tuttavia non sono perseguitati, e la distruzione di Ctesifonte ha una funzione più politica che religiosa. A subire invece una dura persecuzione sono i seguaci di Mani e gli Zoroastriani, almeno nelle città più importanti.

Il cristianesimo nestoriano si diffonde prepotentemente ad oriente, ma avendo perso la propria base mesopotamica, non sarà più una religione unitaria e gerarchica.

L'impero si presenta così religiosamente diviso in tre varianti della stessa confessione: il Credo Calcedoniano, maggioritario nell'Ellade, in Anatolia e sempre meglio radicato in Siria del Nord e in Oriente, il Nestorianesimo, in declino ma piuttosto vitale come variante iranica del cristianesimo imperiale, ed il monofisismo-arianesimo, maggioritario in Egitto e Siria e ben radicato presso i barbari occidentali. Ne Eraclio ne i suoi successori convocheranno un concilio, temendo che le divisioni possano aggravarsi piuttosto che risolversi.

Un grande vantaggio dei Calcedoniani è l'esercito. La leva non è più obbligatoria, ma la despoliazione dell'Oriente lascia migliaia di persone sul lastrico, e la via d'uscita dalla povertà urbana offerta dall'Impero è appunto arruolarsi. La religione dell'esercito è Calcedoniana: i riti quotidiani sono officiati da presbiteri ortodossi, i monaci seguono le armate in marcia, i vessilli rappresentano la Theotokos eccetera. Le truppe imperiali, nel settimo e nell'ottavo secolo, si scontrano per lo più contro ribelli, Turchi o Alani che sconfinano, e signorotti indo-persiani: tutte lotte nelle quali si affina la percezione di appartenenza ad un impero unico, universale e voluto da Dio.

La Chiesa copta, dal canto suo, diffonde i suoi predicatori nel grande deserto africano, fino ai regni dei Mori, presso i quali inizia la lunga opera di conversione, ed i Arabia, dove molte sette monofisite radicali animano le incursioni dei predoni beduini verso la Siria e la Mesopotamia: lo scopo dei Monofisiti è quello di destabilizzare l'impero e diffondere insicurezza.

Integrazione culturale della Persia: Eraclio cambia il suo titolo, da Imperator, Caesar et Augustus (Autocrator, Kaisar kai Augoustos) a Imperator et Basileus, onde significare l'accumulazione sulla stessa persona dei titoli di Imperatore e Grande Re. Rifiutò tuttavia i rituali persiani, e l'assimilazione della figura imperiale a quella divina. Fece anzi distruggere le meravigliose sculture giganti di Cosroe e dei suoi predecessori. Infine, malgrado la componente iranica fosse etnicamente maggioritaria, non aggiunse nessun titolo aramaico o persiano alla titolatura imperiale, ed impose che l'intero rituale pubblico -dalla corti di giustizia più periferiche a quella imperiale- venisse eseguito in latino. Proibì anche l'uso liturgico della lingua persiana e dell'aramaico, facendo bruciare la biblioteca di Dara e quella di Antiochia, distruggendo così per sempre i più antichi testi della religione cristiana.

Manichei, Zoroastriani, Mandei e Neoplatici dovettero scegliere fra la morte per spada e la fuga in India. La cultura iranica venne umiliata e profondamente ferita dalla conquista imperiale, tanto che per un secolo non vennero in pratica prodotti testi in persiano, e si dovranno aspettare almeno cinquecento anni per notare una risorgenza dell'antica nazione iranica.

Chiaramente la situazione di un impero in cui la lingua ufficiale non è parlata da nessuno dei popoli che lo compongono è molto difficile da mantenere, dunque, nei secoli seguenti alla conquista, il Latino sarà sostituito dal Romeo, ossia l'evoluzione bizantina del greco della koinè.

L'impero di Eraclio (cliccare per ingrandire)

Integrazione economica dei popoli conquistati: Le provincie ex-sasanidi sono saccheggiate. I tesori dei feudatari e dei templi sono portati con gran fasto a Bisanzio. I territori conquistati sono divisi in themata, ossia strutture amministrative affini agli esarcati, nei quali un governatore-generale, detto Stratego o Duce in occidente e Catapano o Satrapo in oriente, riunisce in se tutti i poteri militari e civili, si occupa della coscrizione e dell'urbanistica, nonché della riscossione delle imposte imperiali. Per evitare che il sistema degeneri in un feudalesimo decentrato, Eraclio stabilisce la durata massima della carica di Stratego a vent'anni, sottoponendola inoltre a verifiche quinquennali presso la corte di Costantinopoli. Per accedere alla carica di Stratego bisogna essere di fede Calcedoniana e in generale aver fatto carriera nell'esercito (ma non è sempre detto). La nomina degli strateghi è prerogativa imperiale, tranne che per il Themata vicini alla capitale, nei quali la carica è ereditaria (la Tracia in particolare è amministrata dal Porfirogenito), e per l'Egitto, dove la situazione è adir poco complessa, e spesso il Patriarca di Alessandria copre anche le funzioni di Catapano.

In Persia e in oriente, gli Strateghi viene affidato il compito di espropriare, se necessario con le armi, i latifondi, e ridividerli fra i veterani dell'esercito. Ai contadini viene offerta la vita di poveri inurbati, e spesso queste masse di diseredati sono spostate forzatamente da un capo all'altro dell'Impero, mentre i latifondisti sono di solito messi a morte, anche se viene permesso al figlio di un satrapo persiano che sia cresciuto a Bisanzio come ostaggio di riprendere i propri territori a prezzo di favore. Un altro modo per mettere al sicuro se stessi ed il proprio patrimonio è farsi monaci e fondare un monastero nei propri territori.

Il Qanat viene espanso e portato ad altissimi livelli di efficienza, ed inizia la costruzione di un vallo lungo la linea Hormuz-Gilan. Questi lavori pubblici permettono di impiegare le masse senza lavoro ed evitare rivolte e altri fatti pericolosi.

Iacopo

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Cliccate qui se volete leggere l'ucronia sullo stesso tema di Enrico Pizzo, mentre cliccando qui leggerete la versione di Basileus TFT.

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