Lettere da Londra


Mr. Fergus MacKenzie
Independence Street, 5
Glasgow/Glaschú
Kingdom of Scotland

London/Londoin, 5 giugno 2000

Caro fratello,

sono giunto all'ultimo semestre di lavoro a Londra.

Quasi sicuramente, riuscirò a tornare in Scozia entro i primi di dicembre. In realtà sono aperte due piccole possibilità di trasferimento, una a Denver e l'altra a Melbourne. Ma confido di tornare a casa: ne ho voglia.
Devo ammettere che la vita a Londra non è molto male.

Ma ho proprio nostalgia di casa. Comunque, la vita culturale, qui, è in gran fermento. E si estende ai luoghi più impensati. L'altro giorno, a Hyde Park, uno strano americano ha revisionato l'apocalittica storia virtuale elaborata dal professor Regent, di Eton.

Forse lo hai letto, il libro di Regent... "Se non fosse scoppiata la guerra civile inglese del 1914". In pratica, Regent ha costruito una storia "parallela" basata sul cambiamento di un particolare. Nel libro, Gavrilo Princip (il terrorista arrestato a Sarajevo nel 1914 e accusato di voler sparare a Francesco Ferdinando, quello che di lì a qualche anno sarebbe diventato imperatore d'Austria e re d'Ungheria, e avrebbe trasformato la "Duplice" in "Triplice" monarchia) riesce ad assassinare l'erede al trono. Te la faccio breve: si crea un effetto domino tale per cui quasi tutti gli stati europei entrano in guerra. E (pensa un po' dove può arrivare la fantasia degli inglesi per immaginare la sopravvivenza del loro impero) la Gran Bretagna entra in guerra sai quando? Una settimana prima del giorno in cui, nella storia reale, scoppiò la guerra civile inglese, che divise l'esercito tra la parte reazionaria e quella fedele alla Corona, e che fu vinta a caro prezzo dai secondi (a caro prezzo nel senso che, come tutti sappiamo, la divisione dell'esercito inglese evitò a Londra di fronteggiare le rivolte indipendentiste di Irlanda, Scozia e Galles). Proseguo: dopo la guerra, secondo Regent, crollano Germania e Austria-Ungheria, mentre la Gran Bretagna avendo evitato la guerra civile, ne esce compatta, ingrandita e più potente. Il contrario di quanto accaduto! Crolla anche la Russia, pur alleata della Gran Bretagna, dopo una rivoluzione di stampo comunista. L'umiliazione della Germania facilita spinte revanscistiche, che culminano in una dittatura di estrema durezza e crudeltà. La caduta dell'Austria-Ungheria forma molti stati instabili, e ne getta alcuni nelle braccia della Germania, e (fatto che ritengo più inverosimile) sveglia il fantasma dell'antisemitismo, dato che i più importanti protettori degli ebrei (gli Absburgo) non sono più al potere. Risultato: un'altra guerra, la Germania che si prende una parte dell'Austria, poi gran parte dell'Europa... Ma poi che succede? Parapà! Gli inglesi salvano la situazione. (Regent piazza la vittoria nel 1945, anno in cui, nella realtà, se non era per Attlee l'Inghilterra diventava repubblica) L'esercito britannico e quello russo, alleati, entrano in Germania, con l'aiuto di reparti francesi, americani e di altri eserciti del Commonwealth. Processano i leader tedeschi, che si sono macchiati di enormi crimini di guerra. Poi prendono il controllo politico dell'Europa. Rule Britannia! Questo il lungo preambolo su Regent. Bene: l'americano, visibilmente ubriaco, ha cambiato il finale. Sai come? Ecco come: al posto del dominio inglese sull'Europa, quello americano! Praticamente, l'Europa di oggi, sempre secondo l'ubriacone sentito a Hyde Park, sarebbe poco meno che un protettorato americano, invece che (come è ora) un insieme di Stati bilanciati dai poteri di Francia, Austria-Ungheria-Slavia, Russia e Germania...

Difficilmente ho sentito qualcosa di così assurdo. Gli americani, che fino agli inizi del secolo facevano fatica a fronteggiare gli indiani, sarebbero addirittura i padroni d'Europa...

Ma, bando alle fantasie e alle ucronie (così si chiama questa disciplina, così di moda, che consiste nella riscrittura della storia), ti annuncio già che sarò a Glasgow i primi di settembre. Mettimi da parte un po' di Scotch! Ora ti saluto: la tua ostinazione a voler ricevere lettere cartacee e non e-mail mi costa così fatica che devo chiudere la lettera in anticipo. Non ti racconto del mio futuro viaggio in Russia: lo farò la prossima volta. Ti anticipo che visiterò Mosca, San Pietroburgo e Costantinopoli... so che la Russia è grande, ma ho poco tempo, e vorrei vedere bene le tre città più importanti di questo grande paese.

Come te sono un nostalgico degli Stuart... ma che ci posso fare se la Scozia è ancora sotto la dinastia dei Sassonia-Coburgo-Gotha? Non lo farei, se non fossi a Londra, ma, per rispetto degli Albionesi (che dovranno tenersi la sterlina, dato che hanno rifiutato l'euro) chiudo la lettera proclamando:

Viva Elisabetta I, Regina di Scozia.

Non è quello che ci insegnano a scuola?

Tuo fratello
Duncan

Bhrig


Fàilte Duncan,

sono Brian Bruce, scusami se non mi sono fatto vivo per parecchio tempo, è che tra esami e tesi non posso fare altro ormai da un anno.

Ti scrivo - come vedi sono meno schizzinoso di Tuo fratello a riguardo della posta elettronica - perché appunto Fergus mi ha riferito della Tua lettera e in particolare sia del libro di Regent, con recensione dell'americano di Hyde Park, sia del progetto di un viaggio in Russia.

Sai che mi piacciono moltissimo le ucronie e ho già ordinato il libro di Regent; Ti chiedo invece ulteriori particolari sulle tesi dell'americano. Mi sembrano considerazioni molto interessanti e comunque approvo sempre le proposte che vengono guardate con sufficienza dall'ambiente accademico.

Invece per il viaggio Ti chiederei, se puoi, un grosso favore. Se hai tempo, dato che - come è noto - se esiste al mondo anche una sola copia di un libro, a Costantinopoli la si trova, avrei bisogno degli originali o di una fotocopia a colori (ovviamente Ti pago tutto anche in anticipo) almeno dei primi due volumi dell'Istoriceskij Atlas Rossii i Asiaticeskikh Car'stven, che è stato pubblicato proprio a Costantinopoli dal Pridvornyj Institut Vostocnikh Jazykov verso la fine degli Anni Trenta, mi pare, e di tutto l'Atlas za Istorija na Balkanski Poluostrov, pubblicato a Sofija non mi ricordo da quale Istituto, comunque legato all'Arciduca d'Illiria e Tracia (o di Jugoslavija, come dicono i giornali).

In particolare, dell'atlante russo mi servono le cartine che ricostruiscono le divisioni amministrative dell'Anatolia antica e tutta la parte che riguarda la storia degli Imperi oggi associati alla Russia e al Mitteleuropa, soprattutto la Persia e l'Afghânistân (per l'India posso ovviamente contare su fonti britanniche), la Zungaria, la Mongolia e la Manciuria, oltre chiaramente all'Armenia e all'Assiria (per la Grande Arabia avevo già raccolto varî materiali negli anni in cui ero a Berlino e a Vienna). Invece, l'atlante bulgaro mi serve, oltre che per la parte antica con la ricostruzione delle tribù tracie e daco-misie, anche perché ho saputo che ha tutta un'Appendice con le carte storiche delle varie distribuzioni geografiche delle etnie balcaniche (scusa il termine) su base linguistica e mi risulta che, siccome all'epoca non era ancora stata riconosciuta un'identità separata macedone, tracci un confine tra Serbi e Bulgari proprio all'interno della Rumelia di oggi.

Poi, non so se vai in Russia in dirigibile o con l'Orient Express, ma, se opti per quest'ultimo, Ti domando ancora se puoi fare attenzione ai discorsi che senti quando passi per tutto il tratto tra Susa e Cattaro; ho sentito che sia nelle regioni dei Savoia che in quelle della Triplice Monarchia c'è tutta un'effervescenza di movimenti di revival etnico anche preromano, che a me interessano appunto non tanto per il lato panromanistico (che pure so che c'è), ma piuttosto, come puoi immaginare, per quello celtico, 'retico', 'venetico' e così via.

Quando torni a Glaschu (o - come noi del Galloway preferiamo dire, alla maniera sia dei Pitti che dei Britanni - Glasgow), cerca di tenerTi qualche giorno per venirmi a trovare a Maol Gallaibh.

Non sto a raccogliere le provocazioni dinastiche nei saluti; tanto, quel che importa è che siamo tutti favorevoli alla riforma amministrativa che riconosca le clann tradizionali .

Tuo Brian

Bhrg'hros


 

Al signor Duncan

Distinti saluti da Philipp R.E.L Becker, Dottore di storia contemporanea e moderna presso l'università di Richomnd(VA).

Tramite vostro fratello mi è stata fatta pervenire una lettera firmata da voi medesimo, quale simpatico ed arretrato modo di scrivere ben che degno di un popolo come il vostro, nella quale veniva citato, in una divagazione circa un preteso testo ucronico, su un americano a Londra che chiaccherava a sproposito, come certo accade a certi Yankee, su argomenti di cui certo il signore in questione, non poteva sapere alcunchè; ma ripeto questo è quello che succede a certi Yankee se non a tutti.

Invece, qua a Sud, misurati come siamo certe cose non ne facciamo, ne argometno da "sermone" ne tanto meno da orazione.

Vi debbo tuttavia informare, che le tesi del sopradetto signore, non sono invenzione sua alcuna ma appartengono ad una certa "stroriografia" e mi premuro di mettervi le virgolette, Yankee che, non senza forzature vorrebbe ridisegnare il passato, e qua sta l'Ucronia, per rendere, forse loro meno amaro il presente.
ma per arrivare al punto, le tesi sostenute da questa storiografia farebbero precipitare tutti mali degli Stati Uniti dalla guerra di secessione e dalle imprese dei Generali della nostra illustre confederazione.
Se, ed io diffido sempre della storia che inizia con i se, il sud non avesse vinto, ripetono come i tamburi Cherokee questi storici, allora l'Unione sarebbe sopravvissuta unita e non mancante di un terzo.
Dicono anche che non si sarebbero combattute ne le guerre del 1880 del 1889 e 1914 nella triste vicenda della guerra civile inglese, che come ben sapete vide coinvolte le nostre nazioni e poi, alla fine nel tremendo conflitto iniziato nel 1945 e concluso, come ben sapete, grazie alle invenzioni di Fermi nell'olocausto di Philadelphia. Dicono pure che se non fosse stato per la secessione del Sud, che conseguì certo grazie alla Gran Bretagna ed alla Francia, il Nord sarebbe andato incontro alla dittatura militare (1864-1880 con MCClellan, 1914-1921 con Omar Bradley) ne nelle dittature di vario colore che si formarono in quegli anni; né, ma qua si rasenta la comicità, non avrebbero dato il via all'epurazioni etcniche che portarono alle guerre Indiane dei tremendi trenta, come si dice in gergo (Tremdous Thirties).

Né alla dittatura di Charles A. Lyndberg.

I loro insuccessi dopo la gurra del '45 non è neppure il caso di enumerlagli tanto sono vasti e numerosi; tutto questo loro lo fanno discendere dalla guerra di secessione e dalla nostra libertà...

Nemmeno fossimo stati noi a continuare le guerre e a bagnare di sangue l'Ohio ed il Potomac...

Comunque se siete interessato vi farò pervenire una copia(a mie spese consideratelo un regalo) del più recente libro Yankee sull'argomento "Dall'Acquila Bicipite a quella Calva--storia del potere americano che poteva essere" di un certo George W. Bush che secondo il mio modesto pare di storico, se ben valga qualcosa, avrebbe fatto meglio a darsi in politica come il padre piuttosto che volgersi alla storia...

Vi saluto, dovendo andare a controllare che i miei schiavi svolgano attivamente il loro lavoro, non posso trattenermi oltre davanti allo schermo del Computer.

Vostro
P.R.E.L Becker
Robert Edward Lee Avenue 33
Richmond (VA), Confederated States of America

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