Guerra di Nullificazione Americana


Ecco la proposta di Falecius:

Il 4 febbraio 1833 il senatore Henry Clay del kentucky muore a causa di un'infezione fulminante. Il suo decesso sconvolge la dinamica politica a Whashington; nessun altro sembra in grado di riunire gli oppositori del presidente Jackson. Ma il peggio deve ancora arrivare: Jackson ha preso un atteggiamento duro verso l'atteggiamento della Carolina del Sud, che ha dichiarato nulla nel suo territorio la legge doganale del 1832. E' disposto ad arrivare alla guerra. Clay stava lavorando ad un accordo di compromesso qualdo lo coglie la morte. La crisi monta per alcuni mesi.

Il 30 luglio 1833, la Carolina del Sud proclama l'indipendenza. Entro la fine dell'anno, la seguono Georgia, Alabama, Mississippi, Florida e Carolina del Nord, che si danno un'organizzazione militare unitaria per resistere alla reazione militare degli stati Uniti. In questi Stati, si combatte una guerra civile tra le autorità fedeli all'Unione e la massa della popolazione bianca, ormai ostile ad essa. Lo scontro si estende ad Arkansas e Louisiana; gli Stati Uniti meridionali precipitano nel caos, mentre l'esercito federale tenta di reprimere quella che appare sempre più come qualcosa di più grande di una semplice rivolta. La guerra devasta diversi Stati meridionali per due anni, prima che la Gran Bretagna, interessata alle loro esportazioni di cotone e svantaggiata dalle tariffe doganali imposte dal Nord, garantisca alle repubbliche di Florida, Georgia, Carolina (che include entrambi gli Stati, dato che la maggior parte della Carolina del Nord è tenuta da truppe federali ed il resto da Caroliniani del Sud, appoggiati dalla milizia locale) e Mississipia (che include Mississippi, Alabama e parte del Tennessee e della Louisiana) il riconoscimento diplomatico, presto seguita dal Messico (grato di vedere molti texani guidati da Sam Houston ripassare la frontiera per combattere in Arkansas) e da quel che resta delle nazioni indiane dell'area, che sperano in cambio di evitare la deportazione forzata in Oklahoma. Gli Stati e territori dell'Ovest simpatizzano per i sudisti, e tenativi di reclutare tra loro l'esercito federale provocano rivolte locali contee del Wisconsin, Minnesota, Iowa, Missouri, Kansas, Tennessee, Kentucky ed Indiana, e perfino in alcune zone della Virginia.

Nel 1836, i Democratici di Jackson sono dolorosamente sconfitti in un'elezione presidenziale confusa, al termine della quale due candidati si proclamano vincitori: James Polk in Virginia, Maryland, Delaware, Kentucky, Pennsylvania (per un margine strettissimo) ed in tutto l'Ovest, Martin van Buren nel New England e new York; Tennessee ed Arkansas proclamano l'indipendenza; Il New jersey ha un guerra civile locale per conto suo, quando le truppe federali di Polk tentano di sloggiarvi la Guardia Nazionale che appoggia Van Buren. Gli Stati del Sud diventati indipendenti dichiarano la Confederazione Nordamericana: membri fondatori, Georgia, Carolina, Mississipia (stato federale, che include il Tennessee), Louisiana, Arkansas. I cinque stati sono indipendenti e sovrani, la Confederazione non è altro che un'unione doganale e un'alleanza militare, gestita a livello intergovernativo. La CA rifiuta di intervenire in appoggio allo sparuto gruppo di ribelli texani, ricambiando il Messico per il riconoscimento della propria indipendenza; Polk e Van Buren sono troppo occupati a combattersi per scontarsri sul Sud, cui van Buren garantisce l'indipendenza, in cambio della sconfitta di Polk; del resto facile da ottenere, dal momento che questi, seguendo una politica militaristica, si rende sempre più impopolare negli Stati che ancora controlla. Offre dunque al suo rivale un compromesso; Pennsylvania e New Jersey in cambio della pace.

A questo punto Polk si afferma come dittatore militare sulla Virginia e gli Stati occidentali; la guerra contro il Sud prosegue alla stanca per un altro anno, ma alla fine la Confederazione è lasciata a sé stessa, costando fin troppo le rivolte in suo appoggio negli Stati schiavisti di quel che resta degli USA. Seguirà uno scontro con la Gran Bretagna riguardo ai territori dell'Oregon, culminato nella guerra che andrà vicino all'annientamento degli USA stessi.

Van Buren governa senza gloria, per quattro anni, quello che diventerà l'Unione di Nuova Inghilterra. Alla scadenza del suo mandato, gli Stati sono eliminati; restano tra territori federati, Maine, Nuova Olanda e Nuova Inghilterra. Il paese diventerà un media potenza industriale, ed nel tardo Ottocento parteciperà alla competizione coloniale mondiale ritagliandosi un fetta di Africa (gli attuali Stati di Liberia e Malinke) e di Asia (le Isole Ryukyu). Nel 1848, La scoperta dell'oro in California trasformerà il Messico in una nazione ricca e potente. La guerra che oppone gli USA a Messico e Gran Bretagna a proposito del Texas e del territorio ad Ovest delle Montagne rocciose scoppia nel 1849 e termina nel 1851, con la totale disfatta degli americani e dei loro alleati (Texas e Arkansas).

Gli USA sopravvivono, sotto la guida del giovane Abraham Lincoln, nel territorio tra il Mississippi, l'Ohio e i Grandi Laghi, mentre la regione a Sud dell'Ohio diventa la Repubblica di Grande Virginia. L'Ovest americano è diviso tra Messico e Colonia dell'Oregon lungo i fiumi South Platte e Missouri, ed organizzato in due grandi riserve indiane. L'Arkansas conserva la sua indipendenza, principalmente a causa dello scarso interesse del Messico ad una conquista. Gli Stati della Confederazione hanno una serie di problemi (ad esempio l'ostilità tra Tennessee ed il resto di Mississipia, e la controversia tra questa, la Florida e la Louisiana sulle coste del Golfo) che posrtano all dissoluzione della loro precaria alleanza. Del resto, con la scomparsa degli USA revanchisti di Polk, non ci sono importanti minacce esterne, anche se le pressioni inglesi per abolire la schiavitù cominciano a circolare.

Falecius

Così risponde Filobeche, esperto di storia americana:

Come ben saprai la storia della guerra civile è uno dei miei argomenti preferiti (tanto che volevo studiare storia americana anziché archeologia).

Effettivamente la crisi della nullificazione (cioè la pretesa della Sud Carolina di poter rendere nulle le leggi federali in quanto stato sovrano, basata sull'interpretazione degli articoli della confederazione) può essere considerata un punto di svolta nelle relazioni tra nord e sud, una svolta estremamente grave.

Clay riuscì a riportare la pace ma non fu tutta opera sua, intervenne anche il fatto che nessuna delle repubbliche meridionali, pur simpatizzando con la Sud Carolina aveva la voglia di scatenare un conflitto militare con l'Unione (di cui per altro essi si sentivano ancora parte).

Perchè il POD sia valido devi, secondo , me trovare un motivo per cui gli stati del sud appoggino incondizionatamente la Carolina, allora si che scoppierebbe la guerra civile...

Poi, Van Buren e Polk, erano entrambe due piccoli uomini e se il paese precipitò nel baratro dell'incomprensione fu anche a causa dell'incompetenza di queste due figure e della decisa opposizione alla loro politica poi fatta da Zachary Taylor.

Non ce li vedo a combattere uno contro l'altro con milizie e compagnia bella...secondo me devi trovare due personalità più energiche(anche se capisco che sarà un problema giustificare l'indipendenza del sud... comunque lo sviluppo industriale degli Usa era appena agli albori e dunque sarebbe stato il periodo giusto per secedere... il che dovrebbe dimostrare che non c'era nessun complotto schiavista nel 1860).

Se il Messico non interviene ma comunque si scopre l'oro, probabilmente Francia ed Inghilterra interverranno per prendere la California oppure favoriranno l'immigrazione bianca per poi manovrare affinché si stacchi dal Messico.

Se gli Usa vanno in africa anche i CA cosi poi possono importare legalmente schiavi(le costituzioni degli stati schiavisti dicevano che si poteva comprare schiavi solo da sttaio schiavisti e che non se ne poteva importare di nuovi, a volte questa clausola era aggirata anche grazie ai commercianti unionisti che fecvano affari d'oro)

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Ed ecco ora l'intervento di Enrico Pellerito:

Filobeche è ammirevole per la fertilità che dimostra nel creare ucronie e per il fatto che queste sono sempre stuzzicanti.

L’ipotesi da lui ideata nella sua terza ucronia dal titolo « Divided we stand », dove tratta dell’invasione confederata del New Mexico, la feci anch’io quando lessi di tale operazione studiando la Guerra Civile americana.

Nel giugno del 1861, il Presidente Davis aveva ordinato al Generale Sibley di reclutare una brigata di volontari nelle zone centrali e meridionali del Texas per poi conquistare i territori federali adiacenti a questo Stato; Sibley progettò un piano molto più ambizioso, che prevedeva l’occupazione, non solo del Nuovo Messico, ma anche del Colorado, dello Utah e infine dei porti meridionali della California.

Quando iniziò a muoversi contava su circa 3.200 uomini, e probabilmente sapeva di giocare parecchio d’azzardo nel cercare di portare a compimento i suoi piani.

Io suppongo che il tentativo operato da Sibley a partire dall’ottobre 1861, ottenga successo in virtù di più massicce risorse umane e materiali a sua disposizione. Impresa molto difficile, ma non del tutto impossibile: sarebbe bastato spiegare meglio il suo programma al governo del Texas e chiedere che anche i reggimenti reclutati nel Texas settentrionale gli venissero assegnati, non inviandoli nel Missouri o in Virginia. Ciò, però, avrebbe potuto inficiare la vittoria dei confederati in alcuni scontri che si ebbero durante quell’estate, tipo Wilson’s Creek nel Missouri.

Certo, la favorevole conclusione della campagna di Sibley sarebbe stato un bel colpo per la Confederazione e le conclusioni le ha già tratte Filobeche; pur tuttavia, non bastava la sola vittoria a Glorietta Pass.

Una volta eliminata la minaccia nordista dal Colorado, per come previsto bisognava avanzare fino a Salt Lake City e da lì dirigersi verso la California; nel frattempo era necessario mantenere forti presidi lungo la Pista di Santa Fè, onde evitare le possibili infiltrazioni unioniste proprio dal Golden State (la cosiddetta Colonna della California al comando del generale Carleton), completare progressivamente la conquista del New Mexico e poi dell’Arizona, infine contenere le tribù indiane ostili ad entrambi i contendenti bianchi.

Tutto ciò si sarebbe potuto superare a patto, ripeto, di costituire una robusta forza militare con più che adeguati rifornimenti.

A quel punto sarebbe stato un problema di Lincoln cercare di riconquistare quanto perduto.

Nel mentre, grazie ad una minoranza sudista (28,4% dei votanti) che alle presidenziali del 1860 aveva scelto il candidato democratico schiavista John Breckinridge, si sarebbe potuto formare un’assemblea legislativa, ovviamente faziosa, che decretasse la secessione del Golden State e la sua adesione alla Confederazione. Il tutto avrebbe, comunque, scatenato una violenta reazione da parte dei Californiani fedeli al governo federale con conseguente guerriglia contro i secessionisti.

Tali eventi avrebbero poi potuto coinvolgere la Francia, qualora fossero avvenuti sconfinamenti in Messico da parte dei partigiani unionisti pressati dagli uomini di Sibley, fino allo scontro aperto tra Parigi e Washington, e tutto ciò che questo poteva logicamente comportare sugli esiti del conflitto americano.

Altro POD che immaginavo, distinto dal precedente, era l’omicidio del primo ministro britannico Lord Palmerston ad opera di un irlandese costretto ad emigrare negli USA a causa della disastrosa carestia del 1845-1847 che aveva falcidiato la sua stessa famiglia; l’uomo, arruolatosi nell’esercito dell’Unione allo scoppio del conflitto, si era poi congedato ed aveva pensato ad una clamorosa vendetta contro gli odiati oppressori che riteneva responsabili della morte dei propri cari. Il fatto accadeva in concomitanza di un momento di crisi tra il Regno Unito e gli USA e il governo di Londra, ritenendo questa azione una forma di pressione da parte dell’Unione, entrava nel conflitto. POD piuttosto forzato, lo ammetto.

Più realistico mi sembra un POD dovuto al precipitare di una crisi diplomatica tra il Regno Unito, la Francia, e l’Impero Austriaco ostili a Prussia e Russia; crisi causata dalle feroci rappresaglie dei militari zaristi contro i Polacchi insorti nel gennaio 1863.

Quando gli spaventosi massacri eseguiti delle truppe russe avrebbero potuto determinare un peggioramento dei rapporti con il governo britannico (fortemente pressato da un’opinione pubblica indignata per quanto stesse accadendo a Varsavia) lo Zar pensò bene di ordinare alla Flotta del Baltico di prendere il largo, onde evitare di restare irreparabilmente chiusa in quel mare ad opera della Royal Navy. La destinazione erano i porti americani del Nord. Stesso ordine venne dato alla Flotta del Pacifico. Se la crisi fosse sfociata in guerra, le navi russe avrebbero agito contro le rotte commerciali dei paesi nemici, utilizzando come basi gli stessi porti americani.

L’esistenza di un blocco politico-militare de facto tra Russia, Prussia e USA impedì ai governi britannico, francese e austriaco alcuna azione diplomatica a favore degli insorti polacchi, anche solo per alleviare la sorte di questi.

E se il governo di Palmerston si fosse dimostrato meno arrendevole, appoggiato anche da Napoleone III e da Francesco Giuseppe?

Oppure il POD dell’attentatore irlandese si sarebbe potuto verificare nel settembre del 1863, quando le navi russe entravano nei porti di New York e di San Francisco e a pochi giorni dalla sanguinosa disfatta unionista di Chickamagua; conseguentemente abbiamo una dichiarazione di guerra britannica a Washington e il susseguirsi a catena di simili dichiarazioni tra le nazioni anzidette, sullo stile dell’estate del 1914.

Quindi si avrebbe uno schieramento con Washington, Berlino e San Pietroburgo da una parte, e dall’altra Londra, Parigi, Vienna e Richmond (in seguito, molto probabilmente, anche Istanbul).

Insomma qualcosa di paragonabile a quanto prospettato da Falecius nell'ucronia intitolata "La Marcia di Radetzky", con l’aggravante che qui avremmo un conflitto mondiale (con un similare casus belli) anticipato mezzo secolo prima della nostra TL, e le guerre austro-prussiana e franco-prussiana sarebbero, nella loro nuova evoluzione, campagne di questa conflagrazione.

E il neonato Regno d’Italia? trarrebbe utilità nell’allearsi con Prussia, Russia e USA ma correrebbe seri rischi, trovandosi stretto tra Francia e Austria e avendo parte dell’esercito impegnato a Sud contro il brigantaggio. Probabilmente opterebbe per una saggia neutralità, magari poi correndo, a guerra quasi finita, in soccorso ai vincitori.

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C'è poi l'idea del grande Sandro Degiani:

Nikolaj Petrovič Rezanov (1764-1807), fondatore della Compagnia Russo-Americana delle Pellicce, nel 1806 attracca la sua nave (fregata a uno yankee) nella baia di San Francisco in California. È sua intenzione stabilire dei contratti economici con la Colonia Spagnola ed approvvigionare così di viveri freschi i suoi insediamenti in Alaska.

È lì per affari, ma incontra la quindicenne Concepción Argüello, la figlia del comandante di San Francisco, Don José Darío Argüello, la più bella fanciulla della California... e lui, con i suoi quarant'anni suonati si innamora!

È pure ricambiato, e il padre della fanciulla gli dice che se il Re di Spagna gli concederà personalmente la mano della figliola, lui non avrà nulla di contrario. Nikolaj parte di gran carriera, attraversa il Pacifico, cavalca attraverso la steppa verso Mosca e poi verso Madrid ma il freddo lo frega... muore di congestione, gli USA comperano l'Alaska dalla Russia e Concepcion finisce i suoi giorni in un convento.

Ma se Nikolaj non muore, riesce a raggiungere Mosca e strappare allo Zar la nomina di Vicerè degli Stati Russi in America, e poi a Madrid ottiene la mano di Conception?

Ritornato a San Francisco, diciamo due anni dopo, sposa Conception e inzia una politica di espansione territoriale verso Est e verso Sud unita a una politica di immigrazione di russi sul territorio americano per colonizzare il territorio.

In venti anni, dal 1810 al 1830, la Russia esporta venti milioni di russi ed arriva ad annettere tutto l'altopiano centrale americano, il Messico, il Texas, il Missouri e la Florida.

I tredici stati dell'Unione non avrebbero nulla di vuoto verso cui espandersi ma un ingombrante e invadente vicino...!!!

Avrebbero coabitato o i russi se li sarebbero mangiati? Magari con l'appoggio dell'Inghilterra che non aveva digerito la Guerra di Indipendenza? Sarebbero nati gli USSA?

La bandiera russo-americana degli USSA (grazie a Sandro!)

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E ora, una proposta di Rodolfo Jannaccone Pazzi:

Mi permetto di proporvi uno dei miei lavori ucronici, illustrato qui sotto. In questo scenario il POD è piuttosto semplice: la Guerra dei Sette Anni si svolge in modo un po' diverso, particolarmente nel continente americano (forse gli inglesi non riescono a vincere per una minor presenza, dovuta alle colonie olandesi). Il risultato è una pace di compromesso che accontenta un po' tutti. In questo modo la rivoluzione americana non scoppia per la mancanza del supporto francese.

Una situazione di politica interna più calma, dovuta al mantenimento delle colonie americane, evita lo scoppio della Rivoluzione anche in Francia. La vittoria anzi rafforza la monarchia, che sarà in grado di intraprendere un processo di Illuminismo Illuminato al pari di Austria e Prussia. Vedremo probabilmente la nascita del Codé Civil, ma avrà una gestazione più lunga e meno travagliata, proprio come l'ABGB austriaco.

Tornando in America, possiamo immaginare le colonie inglesi densamente popolate ( si eleveranno a Dominion molto prima del nostro Canada), mentre in quelle francesi avremo, assieme ad una immigrazione piuttosto elevata, una "francesizzazione" dei nativi americani.

Il Sudamerica, mancando le due rivoluzioni prima citate, rimarrà alla Spagna (interessante è immaginare se la nazione iberica conoscerà uno sviluppo, magari grazie all'introduzione di un Codice, o rimarrà arretrata economicamente) così come il Messico. Mi rendo conto che forse è poco plausibile immaginare l'America Russa (si chiamerà Alaska tutta?) che arrivi fino alla California, forse con un placet dei francesi per bloccare possibili conquiste inglesi nella regione.

Ho voluto aggiungere uno stato teocratico dei Mormoni in mezzo a tutte le grandi potenze. Penso non sarebbe scomodo a nessuno (certo dovremmo immaginare un maggiore proselitismo di Smith, in grado di convertire molte più persone): agli inglesi non dispiacerebbe uno stato anglofono in più, mentre Spagna, Russia e Francia penso che tollererebbero un cuscinetto fra di loro. Ovviamente non dobbiamo dimenticare la Nuova Svezia e le Isole Vergini Danesi.

(cliccare per ingrandire)

Penso che un'America divisa tra varie potenze europee avrebbe radicalmente cambiato la storia globale. Difficilmente immagino la nascita di stati autonomi prima di fine ottocento. Nei paesi con una popolazione indigena ridotta sarebbe avvenuta un'evoluzione analoga a quelle canadese o australiana, un'indipendenza molto graduale e per nulla violenta, con forti legami con la madre patria. Nelle zone con un popolazione indigena elevata, ma con una percentuale consistente di europei, penso si avrebbe una situazione simile a quella del Sud Africa, con un'iniziale regime di segregazione razziale. Per le colonie con presenza europea irrisoria, in fine, l'indipendenza avverrà negli nella metà del Novecento, talvolta in modo pacifico (Come in buona parte dell'Africa) talvolta in modo cruento (Indocina, Algeria). Saranno molti di più i territori ancora in mano agli stati europei, come Tahiti o le Malvinas...

Per salvare i Romanov, invece, dalla loro triste fine è sufficiente che la Russia non venda l'Alaska agli USA nel corso dell'Ottocento. La famiglia dello Zar e molti fedelissimi dell'Armata Bianca avrebbero potuto fuggire in questa calma enclave (immagino una colonia scarsamente popolata, lontana dai tumulti rivoluzionari, come gran parte della Siberia nella nostra Timeline) irraggiungibile per i sovietici. Penso lo stato che sarebbe nato avrebbe necessitato la protezione inglese per sopravvivere alle rivendicazioni dell'URSS (d'altronde Zar e re d'Inghilterra erano anche parenti), il che avrebbe assai rovinato le relazioni anglo-sovietiche (non proprio idilliache anche nella nostra Timeline). In questo scenario URSS e Gran Bretagna si sarebbero coalizzate contro il Nazismo? Non trovo neanche tanto improbabile un'alleanza fra Hitler e Stalin in chiave antiinglese. Considerando l'anticomunismo di Churchill e la tensione dopo l'attacco russo alla Finlandia, potrebbe anche accadere il contrario, con Germania ed Inghilterra alleate contro i Sovietici (sempre che Von Ribbentrop sia meno antipatico, cosa quanto mai improbabile). E se nel frattempo nell'Alaska Zarista si creasse un regime autoritario con alcuni elementi di marca fascista? Avremmo battaglie anche sul continente americano? Gli scenari possibili sono davvero parecchi, e tutti molto interessanti.... Cosa ne pensate?

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Chiudiamo con un intervento di Homer circa una differente europeizzazione del continente americano e, già che ci siamo, anche degli altri:

POD: L’incremento demografico Europeo è tale da dirigere consistenti flussi migratori anche verso l’Africa e l’Asia Coloniale dell’Ottocento. Scoraggiata invece l’immigrazione verso il Nordamerica.
Premetto che questa è un’ucronia che sembra di “White Pride” ma nasce da un’analisi critica che presuppone una saturazione di popolazione europea e un lieve calo della crescita esponenziale degli altri gruppi etnici.

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NORDAMERICA: POSSIBILI RICONFIGURAZIONI

- Alternativa 1: Possibile riconquista britannica nel 1812 nella seconda guerra tra Britannici e Americani. Unione delle Tredici colonie con il Canada. Sopravvivenza della Louisiana e di un Grande Messico.

- Alternativa 2: Inferiore densità abitativa USA, minor forze economica e regime di piantagione nel sud e di media proprietà tra Midwest e Nordest. Conseguente non scoppio della Guerra Civile. Ragionevole un Grande Messico anche in questo scenario. Louisiana e Midwest annesse in modo analogo a quello della nostra Linea Temporale. Il Canada è una superpotenza con 100 milioni d’abitanti, il Quebec è una potenza locale rafforzata da una buona immigrazione francofona.

- Alaska: russa e parte di una eventuale URSS.

- Sicura sopravvivenza di Indigeni Pellirossa magari con vere e proprie nazioni come i Navajo o i Lakota.

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SUDAMERICA: POSSIBILI RICONFIGURAZIONI

- In Brasile l’elemento nero e indio è molto più forte, visto che l’immigrazione italiana e tedesca sono pressoché nulle.

- In Argentina sopravvive l’elemento Indio in varie forme (Mapuche…). L’immigrazione italiana è forte solo qui e non in Brasile. Probabile imposizione del Lunfardo (misto di spagnolo e italiano proprio del Rioplatense) come lingua nazionale.

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OCEANIA: POSSIBILI RICONFIGURAZIONI

- L’Australia ha una densità abitativa 13 ab/kmq invece della nostra di circa 3 ab/kmq e quindi ospita circa 100 milioni di persone in gran parte di discendenza Europea (WASP, Tedeschi, Irlandesi, Italiani, Russi) con consistenti minoranze Cinesi derivate da una fortissima immigrazione tra Ottocento e Novecento.

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AFRICA: POSSIBILI RICONFIGURAZIONI

- Marocco: Colonia francese e spagnola, insediamento nel Nord tra Tangeri e Melilla di alcune decine di migliaia di Spagnoli. Al Sud francesi con minime colonizzazioni. Indipendenza sotto il sultano dell’Area Francese. La Spagna concede l’autonomia alla regione solo con la caduta del regime Franchista. Tensioni tra ex-coloni e locali.

- Algeria: La minoranza francese dei Pied Noir rasenta ancora il 20% della popolazione del paese (7000000 di persone) e prosegue un regime di pesantissimo apartheid con conseguenti ripercussioni di instabilità e violenza.

- Tunisia: La consistente minoranza bianca del 23% della popolazione composta da Francesi e Italiani detiene ancora il controllo del potere politico ma vi sono tiepide aperture alla maggioranza tunisina. Consistente intaccamento dell’Islam e radicamento del Cattolicesimo nelle città costiere (29% di Cattolici +4% di Protestanti)

- Libia: È stata parte integrante dell’Italia fino al 1962, quando la componente italiana del 46% ha spinto per l’indipendenza. E’ citata come grande esempio di integrazione tra locali e europei. È divenuto un paese a maggioranza cattolica. Lingue ufficiali Italiano e Arabo.

- Africa Orientale: L’immigrazione italiana è stata talmente consistente da portare l’Eritrea ad essere a incredibile maggioranza italiana (63%) e ad essere un paese europeo di fatto (come la Libia e il Sudafrica) in Africa. La Somalia ha assorbito popolazione italiana per un 7% consistente e vi sono considerevoli tensioni etniche. L’Etiopia ha tutt’oggi un buon 11% di Italiani ben integrati dopo aver ceduto in cinquant’anni le redini del potere agli Amhara e ai Tigrini. Il Cristianesimo Copto si è riunito al Cattolicesimo Romano.

- Resto dell’Africa: Il Sudafrica è un paese essenzialmente Bianco e parlante Afrikaans (grazie a una notevole migrazione Tedesca vi è stata anche l’assimilazione della Namibia). Le due Rhodesia sono fortemente connotate dalla presenza di almeno un 30% di popolazione di Farmers Anglofoni. Il Mozambico ospita ancora mezzo milione di portoghesi mentre Kenya e Tanzania hanno una popolazione bianca vicino al 5% del totale. I Francesi del Senegal superano le trecentomila unità e in generale vi sono comunità francesi di qualche decina di migliaia di persone in quasi tutti i paesi ex-colonie francesi.

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ASIA: POSSIBILI RICONFIGURAZIONI

- India: Le minoranza Anglofona e Bianca arriva a superare i 10 milioni d’abitanti e si è integrata definitivamente tra il miliardo e rotti di indiani ed è in via di progressiva assimilazione.

- Hong Kong/Singapore/Macao: Immigrazione bianca consistente e per nulla trascurabile. I tre paesi sono indipendenti sotto questa elite bianca.

- Indocina Francese: Notevole stanziamento di coloni e loro successivo rimpatrio dopo la guerra del Vietnam tra Australia e Vietnam del Nord. Questi Pied Noir d’oriente tornano in Francia in minima parte, una gran parte di loro (stimata attorno al milione e mezzo di persone) migra in Australia dove continua a reclamare la propria terra.

- Asia Centrale: La russificazione è notevole e si può dire che parlare di Kazakhstan e Uzbekistan è inutile.

- Medio Oriente: Libano e Palestina pesantemente colonizzati, il primo da Francesi e Italiani, il secondo da coloni Sefarditi e Ashkenaziti.

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CORRENTI DÌ MIGRAZIONE
(in percentuale le destinazioni)

INGLESI/SCOZZESI: Australia 35%, Canada 30%, USA 15%, Africa (Rhodesia e Kenya) 10%, Asia 5%
TEDESCHI: Australia 25%, Sud Africa 25%, Canada 25%, USA 20%, Africa (Camerun,Togo) 5%
IRLANDESI: Australia 40%, Canada 20%, Rhodesia 20%,USA 15%, Kenya 5%
FRANCESI: Nordafrica 60%, Quebec 20%, , Africa (Ex Colonie Francesi) 10%, Libano 5%, Asia 5%
ITALIANI: Argentina 45%, Africa Orientale 25%, Nordafrica e Libano 15%, Australia 10%, Canada 5%
PORTOGHESI: Brasile 70%, Africa (Mozambico e Altre) 25%, Macao 5%
SPAGNOLI: Messico 60%, America Meridionale 20%, Argentina 15%, Africa (Varie colonie) 5%
SCANDINAVI: USA 40%, Canada 40%, Australia 20%
RUSSI: Asia Centrale 80%, Alaska 10%, Australia 10%
EUROPEI ORIENTALI (Polacchi,Ucraini,Jugoslavi…): Australia 50%,Canada 35%, USA 15%

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APPENDICE SPORTIVA:

Claudio Gentile ad esempio non giocherà per l’Italia ma per la Libia ai Mondiali del 1982…
Il Rugby prenderà piede in Australia USA, Canada, Sud Africa, Kenya, Rhodesia e sostituirà il Calcio come sport mondiale di riferimento, che sarà appannaggio di nazioni come Italia, Spagna, Francia e Russia oltre che di paesi coloniali come Argentina, Brasile, Senegal e Libia. Il Football Australiano godrà della popolarità analoga a quella del Football Americano che non nascerà. La Pallacanestro e la Pallavolo con tutta probabilità saranno inventati in Canada.

Homer

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Per darci il vostro parere in proposito, scriveteci a questo indirizzo.


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