Papati alternativi


In relazione alle "ucronie vaticane" del Marziano, mi domandavo: quali personaggi, se eletti al Papato al posto di esponenti di grandi famiglie nobiliari o borghesi, avrebbero potuto cambiare la storia della Chiesa?
Io ho provato ad avanzare le mie ipotesi, secolo per secolo, a partire da quando sono i cardinali (e non più il clero romano) ad eleggere il Papa:

XI secolo: un nome su tutti: san Pier Damiani, lodato da Dante per la sua umiltà. Ma pensate un po' ad un Goffredo da Buglione che, anziché partire per le Crociate, fonda monasteri in Lorena e poi è eletto Papa... niente Crociate con tutte le conseguenze del caso.

XII secolo: è troppo seducente l'idea di un Gioacchino da Fiore Papa: un mistico dalle visioni escatologiche sul trono di Pietro. Al contrario, Anselmo d'Aosta avrebbe significato la scienza teologica assurta al massimo onore, un po' come oggi con Joseph Ratzinger.

XIII secolo: ovviamente San Francesco d'Assisi e San Domenico di Guzmàn ("La provedenza, che governa il mondo... / due principi ordinò in suo favore [della Chiesa], / che quinci e quindi le fosser per guida.", dice Dante nel canto XI del Paradiso); oppure Sant'Antonio da Padova, uno dei santi più popolari in tutto il mondo. Ma anche San Tommaso d'Aquino e Sant'Alberto Magno.

XIV secolo: in questo periodo mi affascina il mistico tedesco Heinrich Suse, che se eletto Papa avrebbe potuto porre fine alla Cattività Avignonese magari traslando per breve tempo la sede pontificia in Germania. Ma anche un Jan Hus che sale al soglio e riforma la Chiesa è quanto meno seducente.

XV secolo: su tutti si impone Bernardino da Siena, che tra l'altro è il "mio" santo, essendo festeggiato il 20 maggio, giorno del mio compleanno. Oppure l'altro francescano San Giovanni da Capestrano. Ma ancor più seducente è la proposta di un Gerolamo Savonarola Papa al posto del corrotto Alessandro VI Borgia. Lui sì avrebbe riformato la Chiesa radicalmente in senso evangelico. Basti pensare che il beato Piergiorgio Frassati, una volta entrato nel Terz'Ordine Domenicano, prese il nome di "fra Girolamo" in suo onore.

XVI secolo: il primo e più importante nome che mi viene in mente è quello del grande san Filippo Neri, che effettivamente il Papa voleva creare cardinale, ma lui rifiutò. La proposta più dirompente è però questa: Martin Lutero non rompe con la Chiesa, non crede nella giustificazione con la sola fede, non definisce "mariolatria" il culto della Vergine, è creato cardinale su richiesta di Carlo V, del quale è il confessore, e sale al soglio al posto di Clemente VII, convocando il Concilio di Trento per riformare la Chiesa al suo interno in senso evangelico. Invece la pista di Giordano Bruno non è percorribile, perchè questi respingeva addirittura la Santissima Trinità (la chiamava "la trina bugia"), me lo vedo piuttosto come scienziato ed anticipatore di Galileo. Magari se Lutero fosse diventato Papa anche lui non sarebbe stato perseguitato (almeno non così duramente).
Il Marziano e Never75 mi hanno fatto inoltre notare un fatto storico reale che non conoscevo. L'imperatore Massimiliano d'Asburgo, nonno di Carlo V, rimase vedovo proprio mentre moriva il Papa, e brigò proprio per essere eletto nuovo Pontefice, saldando la carica di Sacro Romano Imperatore con quella di capo della cattolicità. Cosa sarebbe accaduto se quest'eventualità si fosse realizzata davvero?

XVII secolo: mi intriga particolarmente un crossover fantaletterario: il manzoniano fra Cristoforo eletto al soglio, con conseguenze dirompenti analoghe a quelle di Lutero Papa: non vi sarebbero più "né sfide, né portatori, né bastonate". Tra le figure reali, propongo san Giovanni Battista de la Salle, patrono degli educatori, oppure il vescovo di Ginevra San Francesco di Sales, dottore della Chiesa del quale anni fa ho visitato la tomba ad Annecy. Se invece fossero stati eletti Papi Richelieu, l'Alberoni o Mazzarino, si sarebbe magari arrivati ad un altro scisma!

XVIII secolo: Sant'Alfonso Maria de' Liguori, ovviamente. E' pure dottore della Chiesa ed è morto a 91 anni. Ma anche il gesuita italo-croato Ruggero Boskovic', scienziato di fama internazionale e precursore della teoria cinetica dei gas, avrebbe potuto imprimere una svolta alla Chiesa, favorendo la ricerca scientifica in accordo con la fede e non contro di essa, come avvenne nell'Illuminismo. Ma viene in mente anche Giovanni Maria Vianney, il santo curato d'Ars: la Rivoluzione Francese forse sarebbe stata meno anticlericale e più cristiana...

XIX secolo: don Bosco su tutti, ma anche Giuseppe Cafasso, Benedetto Cottolengo e Faà di Bruno, tutti sacerdoti torinesi. Più avanti si può pensare al missionario Daniele Comboni, che non muore a 50 anni di malaria, torna in Italia d è eletto al soglio. E poi ci sono le proposte più seducenti: l'italiano Antonio Rosmini e, soprattutto, l'inglese Henry Newman, protagonista della "Rinascita Cattolica" in Inghilterra, convertito dall'anglicanesimo e poi cardinale di Santa Romana Chiesa.

XX secolo: si impongono su tutti don Gnocchi, don Milani, fratel Ettore, don Ciotti e soprattutto padre Pio da Pietrelcina. Di quest'ultimo ho già sviluppato un possibile Papato con il nome di Pio XIII nel mio racconto "Possedere Dio". Particolarmente seducente e fanta-letteraria è la proposta di un padre Brown Papa, già pubblicata sul nostro sito. La fantasia delle fantasie potrebbe essere questa: Pietro Spina, il comunista protagonista di "Vino e Pane" del tormentato Ignazio Silone, che durante il fascismo viveva in montagna travestito da prete con il nome di don Paolo Spada, si converte, si fa davvero sacerdote con quel nome ed è eletto Papa, sconfiggendo un Mussolini che ha vinto la WWII così come Wojtyla sconfisse l'URSS. Qualcun altro ha qualche altra proposta?

William Riker

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Ed ecco le proposte di Jeck86:

La storia ci insegna che, se ci sono stati papi che hanno tentato un opera moralizzatrice nella curia, sono quasi sempre morti poco dopo la loro elezione a pontefici ed in circostanze misteriose.

Più che ai papati alternativi, quindi, sarei interessato a che cosa sarebbe accaduto se alcuni papi fossero durati un po'più a lungo sul trono di Pietro. Ecco alcuni spunti.

Papa Celestino V (1294): secondo alcuni si dimise spontaneamente dopo 100 giorni, secondo altri si trattò di una congiura ordita da Bonifacio VIII e Carlo d'angiò i quali lo fecero arrestare e sbattere in carcere e fecero passare il colpo di stato come una volontaria abdicazione. Che succede se Celestino riesce a sfuggire ai suoi persecutori? Riuscirà a trovare il sostegno di uno straccio di un sovrano europeo o di una folla che si rivolti contro i due sequestratori? Che fine fanno in tal caso Bonifacio e Carlo?

Papa Pio III (1439-1503): Si oppose con coraggio alla politica di Alessandro VI e, in mezzo ai torbidi conseguenti alla morte di quest'ultimo, fu infine eletto papa, anche grazie all'interessamento del cardinale della Rovere (che in seguito diventerà papa Giulio II) ricevendo l'incoronazione l'8 ottobre 1503. Accordò successivamente a Cesare Borgia il permesso di rientrare a Roma, ma contemporaneamente mise mano con sollecitudine alla riforma della curia. Morì dopo solo ventisei giorni di pontificato, per un'ulcera alla gamba, o, come sostenuto da alcuni, a causa di un veleno. Che succede se non muore? Un'alleanza fra il cinico Valentino ed un papa onesto e morale potrebbe funzionare? Il conquistatore delle Romagne riuscirà a creare un regno di lunga durata nel nord Italia? E la riforma dei costumi della curia di Pio avrà successo?

Papa Adriano VI (1522-1523): Benché straniero e neppure presente in conclave, fu accettato dal Sacro Collegio e fu eletto papa con grande compiacimento di Carlo V del quale il nuovo Pontefice era stato precettore.
La sua integrità morale era fuori discussione.
Il 9 gennaio 1522 fu eletto papa praticamente all'unanimità e si avviò sul cammino solitario del riformatore. Il suo programma era quello di attaccare uno alla volta tutti i più noti abusi; ma nel suo tentativo di migliorare il sistema di concessione delle indulgenze, venne ostacolato dai suoi cardinali; e ridurre il numero delle dispense matrimoniali era impossibile, perché le entrate erano state incamerate con anni di anticipo da Leone X.
egli ammise che il disordine della Chiesa scaturiva dalla Curia stessa, e che proprio da lì la riforma doveva iniziare. Comunque, l'ex professore ed inquisitore generale, era fermamente opposto a cambiamenti nella dottrina, e richiese che Martin Lutero venisse punito per eresia.
La sua morte dopo un solo anno di pontificato è piuttosto sospetta.
Che sarebbe successo se Adriano fosse campato qualche altro anno completando la sua opera?
Un papa di una tale levatura forse non sarebbe riuscito a fermare i luterani che erano già molto forti, né a dialogare con Lutero nell'ottica di una riconciliazione, ma la sua opera moralizzatrice avrebbe potuto far tornare sui loro passi riformatori come Ulrico Zwingli o luterani moderati come Melantone e forse avrebbe persino potuto guadagnare il sostegno di Calvino. Con quali risultati? Suppongo che Olanda e Svizzera, così come anche la Scozia e gli elettori del Palatinato, sarebbero rimasti cattolici.
I principi luterani non sarebbero stati spalleggiati dalle ricche democrazie riformiste, trovandosi da soli a dover combattere i cattolici.
La Guerra dei Trent'Anni sarebbe comunque stata vinta dalla fazione antiasburgica, ma non essendoci mai stato Oliver Cromwell l'Inghilterra sarebbe tornata cattolica dopo Carlo I Stuart.
Gli USA sarebbero oggi una monarchia feudale cattolica, Baviera e Germania occidentale farebbero parte dell'impero Asburgico e non della Germania...

Papa Marcello II (1555): Generò grandi aspettative tra coloro che auspicavano l'elezione di un papa che riportasse un poco di moralità nella corte pontificia dopo le tristi esperienze dei suoi più immediati predecessori. Era talmente antinepotista da vietare ai parenti di andare a Roma ed era intenzionato a non farsi coinvolgere dalla politica, intendendo il suo ministero tutto proteso ad avvicinare i popoli, ritenendosi il pastore delle genti. La sua elezione, insomma, apriva il cuore dei cattolici a grandi speranze di riforma. Ma queste aspettative andarono immediatamente deluse, poiché papa Marcello, poco più di venti giorni dopo la sua elezione, morì. Forse per un colpo apoplettico o forse per una piaga a una gamba o forse assassinato da qualcuno che non voleva una moralizzazione della curia. Fece appena in tempo ad impartire ordini per un'impostazione severa e morigerata della vita di corte. Che succede se non muore? Riuscirà nella sua opera di moralizzazione? Chi ne farà le spese? Vedremo solo i soliti roghi di streghe innocenti o finirà arrostito anche qualche alto prelato concubino e simoniaco?

Papa Giovanni Paolo I (1978): La sua morte avvenne dopo soli 33 giorni dalla sua elezione a pontefice.
Parecchie persone non erano contente dell’elezione di Luciani al soglio pontificio ma, forse, il più scontento di tutti era monsignor Marcinkus.
Marcinkus era il più alto in grado all’interno dello I.O.R., l’Istituto per le Opere Religiose. Egli intuì immediatamente i pericoli dell’elezione di questo pontefice che, sin dai suoi primi discorsi, aveva lasciato chiaramente intendere di voler far tornare la chiesa cattolica a quegli ideali di carità cristiana propri del primo cattolicesimo, rinunciando alle ricchezze superflue che troppo avevano distolto gli uomini di chiesa dai propri sacri compiti. Figuratevi il capo della banca vaticana come avrebbe mai potuto vedere un tipo del genere sul più alto gradino del proprio stato…
Marcinkus diceva ai suoi colleghi: « Questo Papa non è come quello di prima, vedrete che le cose cambieranno ». Su due punti Luciani sembrava irremovibile: l’iscrizione degli ecclesiastici alla massoneria, e l’uso del denaro della chiesa alla stregua di una banca qualunque. E l’irritazione del Papa peggiorava al solo sentire nominare personaggi come Calvi e Sindona dei quali aveva saputo qualcosa facendo discrete indagini. 
Luciani muore in circostanze misteriose il 28 settembre 1978, ma che succede se non muore? Che succede se ha un lungo pontificato? Probabilmente riuscirebbe ad estirpare dalla chiesa tutte le collusioni massoniche e mafiose? Potrebbe dare inizio all'operazione mani pulite con qualche anno di anticipo? Il comunismo, senza la cattiva pubblicità fattagli da un papa polacco che era stato un fervente oppositore alla dittatura comunista, sopravvivrà nell'europa dell'est? Le aperture di Giovanni Paolo I verso i contraccettivi (Luciani aveva mostrato idee piuttosto progressiste, appoggiando l'uso degli anticoncezionali) saranno accettate o provocheranno un nuovo scisma?

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Per fargli avere il vostro parere in proposito, scrivetegli a questo indirizzo.


Benedetto XVI il Rivoluzionario

Se è vero che "le riforme più di sinistra sono state compiute dalla gente più di destra", si potrebbe immaginare così uno sviluppo "rivoluzionario" del pontificato di Joseph Ratzinger:

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2006: Benedetto XVI concede i sacramenti ai divorziati risposati; viaggio in Terrasanta.

2007: il Catechismo della Chiesa Cattolica viene rivisto ed emendato da ogni concessione alla pena di morte e alla guerra preventiva.

2008: beatificazione di Giovanni Paolo II e canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.

2009: superato il veto della Chiesa Russa contro il "polacco" Wojtyla, Ratzinger incontra il Patriarca di Tutte le Russie a Ezstergom (Ungheria) e poi si reca in pellegrinaggio a Mosca per venerare l'Icona della Madre di Dio di Khazan, restituita alla Russia dal predecessore.

2010: relazioni diplomatiche e distensione tra Santa Sede e Cina Comunista.

2011: canonizzazione di Giovanni Paolo II e beatificazione di Pio XII.

2012: l'enciclica "Novissima Die" afferma che è possibile benedire in Chiesa l'unione omosessuale purché non la si chiami matrimonio ed i due rinuncino ad adottare figli; scomunica del teologo dissidente Hans Küng.

2013: ritiro della scomunica contro i luterani; intercomunione con i fedeli ortodossi e monofisiti.

2014: enciclica "Anno Centesimo", nel 100° anniversario dell'inizio della Grande Guerra, scagliata contro il presidente USA John McCain, che ha invaso l'Iran per abbattere il regime degli Ayatollah.

2015: Benedetto XVI fonda l'ordine monastico contemplativo delle Guardie di Cristo, più semplicemente conosciute come Ratzingeriani.

2016: pressante invito al parlamento europeo (ora l'UE conta 30 membri) a dare vita agli Stati Uniti d'Europa; messaggio radio agli astronauti che hanno fondato la prima base lunare stabile.

2017: Benedetto XVI compie 90 anni.

Voi che ne dite?

Lord Wilmore


Ed ora, siccome Giovanni Paolo II è stato il quarto Papa (dopo Leone, Gregorio e Niccolò) a ricevere il titolo di Grande, ho pensato di ideare titoli analoghi per tutti gli ultimi undici pontefici. Ecco le mie proposte:

.Beato Pio IX il Mariologo

1846-1878
Beato Pio IX IL MARIOLOGO
(definì il dogma dell'Immacolata Concezione e riconobbe le apparizioni di Lourdes)

1878-1903
Leone XIII L'INNOVATORE
(pubblicò la rivoluzionaria enciclica "Rerum novarum")

1903-1914Benedetto XV il Coraggioso
San Pio X IL RIFORMATORE
(riformò il Diritto Canonico e pubblicò un diffuso Catechismo)

1914-1922
Benedetto XV IL CORAGGIOSO
(condannò con forza la Prima Guerra Mondiale, bollandola come "L'Inutile Strage")

1922-1939
PIO XI IL FORTEPio XI il Forte
(dovette affrontare tutte le ideologie devianti del XX secolo:
fascismo, nazismo, comunismo, massoneria)

1939-1958
Pio XII L'ANGELICO
(Malachia lo aveva definito "Pastor Angelicus")

1958-1963
Beato Giovanni XXIII IL BUONO
(fu definito da tutti "il Papa Buono")
Beato Giovanni XXIII il Buono

1963-1978
Paolo VI IL SAGGIO
(affrontò con coraggio le sfide del Concilio Vaticano II)

1978
Giovanni Paolo I IL MITE

(è rimasto famoso per il suo sorriso)

1978-2005Giovanni Paolo II il Grande
Giovanni Paolo II IL GRANDE
(fu uno dei più amati e carismatici Papi della storia della Chiesa)

2005- regnante
Benedetto XVI IL TEOLOGO
(affronta con competenza le questioni teologiche più svariate)

William Riker


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