I Meganoidi in Italia!

di Never75

Dedicato a tutti quelli che ricordano con nostalgia i fantastici robottoni giapponesi degli anni '80!

Gli ucronauti che sono nati negli anni sessanta o all'inizio dei settanta si ricorderanno che i famosi "alieni" che tentavano in ogni modo un'invasione del nostro Pianeta combattendo contro i classici robottoni giapponesi (Goldrake, Mazinga, Daltanious, Vultus V ecc.) se la prendevano sempre e solo col Giappone, e specialmente con Tokyo, prendendo sempre delle grandi batoste. Poniamo invece il caso che decidano di attaccare un altro paese meno organizzato. Se ci provano con l'Italia? Quasi certamente i nostri politici, pur di mantenere il posto, sarebbero disposti anche ad allearsi con gli alieni e a collaborare con loro, mentre per tutti gli altri varrebbe il vecchio detto: "O Franza o Spagna, purché se magna", accettando di buon grado il dominio alieno pur di poter continuare a fare i propri interessi... Tra i tanti robottoni che potevo rendere protagonisti della storia, alla fine ho scelto Daitarn III, che è anche uno dei meglio conosciuti.

Disclaimer:  Ovviamente questo è solo un lavoro di fantasia e non vuole offendere nessuno. Ogni riferimento a fatti o persone viventi è puramente casuale.

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Anno 2009 - Villa di Arcore, nel Milanese.

L'allora Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana stava per coricarsi nel suo letto imperiale a tre piazze, dopo aver congedato i suoi numerosi ospiti.
Dopo aver infilato il pigiama, essersi tolto dalla testa quasi calva tutta la lacca coprente e dal viso tutto il cerone, spense la sua abat-jour pensando già a quello che avrebbe discusso l'indomani al Consiglio dei Ministri.
"Oddio! Quante preoccupazioni ! Devo anche dire un discorso in quell'inutile Parlamento! Quanto vorrei non ci fosse più…tanto per quello che serve! Ed anche quei ministri leccapiedi che son costretto a tenermi buoni! Non sarebbe l'ora di abolire pure quelli? Ma con la Legge che ho in mente di far approvare al più presto…sarà un bel ridimensionamento per tutti, compresi quei fanfaroni dei miei alleati! Avessi almeno 20 anni in meno!"
Non si era ancora assopito che un fragoroso bagliore lo destò. 
"Guardie! Guardie!" Era tanta l'agitazione che provava che fece cadere perfino il busto di Giulio Cesare che si trovava sul suo comodino .
"Oh no! Si è rotto! Essì che era un originale romano del II^ secolo trafugato per mio ordine in una villa a Pompei! Valeva una fortuna!"
Mentre era assorto in queste meditazioni davanti a lui apparve una figura ammantata, circondata da fumo e lampi.
"No! Il diavolo! Ecco è venuto prima del tempo! Ma non erano questi i patti!"
Sbraitò il forsennato Presidente.
"No, sciocco di un terrestre! Non sono il diavolo, ma qualcuno di più potente ancora!"
E la figura ammantata si fece più vicina ed il Presidente poté constatare che era una donna, o meglio, una figura che assomigliava molto ad una donna.
Portava i capelli rossicci tagliati a caschetto ed aveva delle forme molto piacenti, che non sarebbero affatto dispiaciute al Presidente se non che, guardandola bene in viso, anche lui si accorse che in verità non era un essere completamente umano.
La pelle era bianca, quasi diafana, e gli occhi non avevano pupille. Inoltre, sulla fronte, portava uno strano diadema che non si capiva se era un ornamento o se facesse realmente parte del suo corpo meccanico.
Infatti l'inaspettata visitatrice era un cyborg, anzi, la Regina dei cyborg: la provocante quanto malvagia Koros, principale assistente e traduttrice di Donzauker, imperatore di tutti i Meganoidi.
"Ko…Koros! Lei qui? Ma cosa è venuta a fare nel Mio Bel Paese? Che io sappia voi di solito attaccate sempre e solo i musi gialli! E come fate a parlare così bene la mia lingua?"
"Silenzio! Qui sono io a fare le domande. Sappi comunque che noi Meganodi siamo talmente superiori da poter parlare e tradurre qualsiasi lingua o dialetto al Mondo conosciuta." disse Koros. Nel frattempo dietro a lei si materializzarono altre ombre che, altro non erano, che soldati della Guardia Meganoide, tutti lucenti nelle loro armature verdognole.
"Si dà il caso che noi Meganoidi abbiamo deciso di cambiare strategia, per questa volta. Giocheremo più d'astuzia per battere Haran Banjo ed i suo Daitarn III che così tanti lutti ha provocato nei nostri eserciti. Per cui il Grande Donzauker ha inviato a me, Koros, sua umile messaggera in una missione segreta da te. E' già da tempo, del resto che teniamo d'occhio il tuo Paese e, senza che ve ne accorgiate, abbiamo già costruito un bel po'di basi scavando segretamente nel sottosuolo delle vostre Regioni Centrali"
"Allora il tremendo terremoto in Abruzzo…è avvenuto per causa vostra, maledetti!"
"Beh, sei un po' più perspicace di quanto credevamo! Sarai perfetto come esperimento!" sorrise la malvagia Koros senza il minimo tremolìo della voce, come se avesse riferito un'ovvietà senza senso.
"Non vorrete mica uccidermi spero?" piagnucolò il Presidente che, messa da parte la solita boria, si era d'un tratto sentito piccolo piccolo di fronte all'enorme potenza dei Meganoidi .
"No, stupido d'un terrestre che non sei altro! I nostri piani sono altri. Tu ci servi vivo."
"Ah…e cosa posso fare per Voi, Meganoidi? Se volete domani a Pratica di Mare posso organizzare un Summit di Pace tra il Vostro Governo e quello dei Principali Paesi Terrestri. Sapete io ho amicizie altolocate tra i Grandi del Pianeta: Putin, Obama, Sarkozy, Gheddafi…"
"Smettila di dire sciocchezze! Anzi, alzati che ti devo mostrare una cosa." Koros diede poi ordine ai suoi soldati di sollevare senza troppe cerimonie l'assonnato Presidente.
"Eh, un attimo! Un po' di gentilezza! Alla fine sono un uomo di una certa età io…"
"Ma tu non ti vantavi di dormire solo quattro ore per notte?" L'ironia di Koros diventava via via più pungente, ed allo stralunato Presidente non restò che chinare il capo ed annuire.
Lo trascinarono nella stanza adiacente, adibita in men che non si dica a laboratorio.
Ai quattro lati c'erano infatti delle apparecchiature sofisticatissime, di evidente provenienza non-terrestre.
"Questa è una macchina che serve per trasformare gli esseri umani in Meganoidi, l'unica razza superiore destinata a governare il Mondo. Noi abbiamo bisogno di numerosi soldati però per coronare i sogni di gloria del Grande Donzauker, e tu ci potrai aiutare" – spiegò Koros mentre gli accarezzava i radi capelli scompaginandogli così l'elaborato riporto tricologico.
"Ma in che modo?" Il Presidente non riusciva ancora a capire quale sarebbe stato il suo scopo in tutta quella spiegazione.
"E' abbastanza semplice da capire anche per un inferiore essere umano come te. Sarai tu a procurarci i soldati necessari per il nostro dominio."
" E come farò?"
"Tutto a suo tempo ti verrà spiegato. Nel frattempo ti posso anticipare che, grazie all'aiuto ed all'alleanza con noi Meganoidi, potrai finalmente realizzare i tuoi sogni di gloria. Avrai il Mondo ai tuoi piedi e non dovrai accontentarti solo di questo Paese. Ed infine, non avrai più nemmeno bisogno di questi" – e Koros calpestò apposta coi suoi tacchi il flacone di lacca nera e quello di cerone, frantumandoli in mille pezzi.
"Noi Meganoidi siamo quasi immortali e godiamo dell'Eterna giovinezza. Vuoi diventare come noi?"
"Sssì!" Fece il Presidente "Lo voglio! Voglio primeggiare sull'Europa, ma che dico, sul Mondo intero! Devo vendicarmi di quella babbiona della Regina Inglese o quella befana della cancelliera tedesca che mi hanno così tanto umiliato i mesi scorsi..:"
"Ora potrai ottenerlo, caro il mio Presidente." E diede ordine ai suoi soldati di legarlo ad una sedia metallica.
"Ma cosa mi state facendo? Aiutooo!"
"Smettila di gridare. Prima dovrai diventare anche tu un bel Meganoide! Mi raccomando voi due" – disse rivolta a due scienziati – "fate un bel lavoro come al solito!"
"Sì, Suprema Koros!" ed i due scattarono sull'attenti.
"Arrivederci, mio caro Presidente! Sentirai ben presto parlare di noi. Ma tutto a suo tempo."
"Nooo! Fa male! Ahhhhhhh!"

Quattro anni dopo, Roma. Mese di maggio.

Ma come fa lei Signor Presidente, ad essere sempre così giovane e piacente?"
"Davvero, pare di non invecchiare mai!"
"Ma ha per caso fatto un patto col diavolo per restare così in forma?"
I giornalisti parevano sempre più sorpresi dalla grande forza fisica che ancora emanava dal loro Presidente.
Contro tutti i pronostici, infatti, aveva vinto per la quarta volta le elezioni. Il suo Partito aveva raggiunto (da solo, senza bisogno di alleanze scomode) il 70 % dei consensi in tutta la Penisola.
Anche se qualche isolato baluardo dell'opposizione ed organizzazioni internazionali avevano parlato di possibilità di brogli, mai come prima d'ora il suo personalissimo dominio era sembrato più sicuro.
"Mi consenta, carissima Signorina, di affermare che non è così lontana dal vero, in quest'ultima Sua affermazione!" Disse mostrando in un sorriso una dentatura perfetta e naturale.
Ad un certo punto, tra i giornalisti, si fece largo uno strano individuo, tutto ammantato da una sciarpa azzurra, nonostante la stagione.
"Che modi! Rispetti la fila anche Lei!" gli urlarono dietro frotte di giornalisti, tra uno scatto di flash e l'atro destinato ad immortalare il Nuovo (o vecchio?) Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
"Fate largo, babbei! Ho una comunicazione importante per il Vostro Presidente!"
Mugugnò quest'ultimo in un perfetto (forse fin troppo) italiano, non avendo nessun accento particolare.
Non appena comparve dinnanzi al Presidente, questi sbiancò, almeno per quanto gli consentiva la sua nuova forma meccanica.
"Ora vogliate scusarci, ma io ed il mio amico abbiamo affari molto più urgenti da sbrigare. Riceverò voi giornalisti domani, alla stessa ora, dopo il discorso post elettorale."
E si congedò bruscamente da loro, seguito a ruota dal misterioso visitatore.

Costui lo condusse poi su un'auto blindata che si diresse a gran velocità verso una amena località della campagna romana. 
La macchina parve quasi, per un attimo, sbandare ed andare a finire contro un colle. Ma, in realtà, quella era una base segreta Meganoide. Non appena la macchina apparve davanti, si sollevò un portellone (come di un garage) ed essa vi entrò.
Sceso il Presidente con la sua scorta, il Meganoide che lo aveva accompagnato fin lì si levò la sciarpa, mostrando un volto verdastro orribile e deforme.
Il Presidente fece istintivamente uno scatto indietro.
"No, Non si preoccupi, Signor Presidente! Siamo amici ed alleati, ormai! Non se lo ricorda già più!"
"Sì, che me lo ricordo. Certo!" Ma il presidente finse una calma che non aveva.
Il Meganoide si presentò:
"Io sono il Comandante Mendor, delle forze speciali Meganoidi. Prendo ordini solo dalla Cancelleria Imperiale." Ed, avallando in qualche modo quanto diceva, mostrò al Presidente il proprio cinturone su cui campeggiava in caratteri rossi la gigantesca "K" di Koros.
"Ora ci metteremo direttamente in contatto con le Loro Maestà, ma si accomodi pure, Signor Presidente!"
E gli fece cenno di accomodarsi su una poltrona che stava in mezzo alla stanza.
Una volta sedutosi il Presidente, Mendor accese uno schermo ultrapiatto che si trovava pure esso nascosto.
Quasi subito comparvero le immagini della Coppia Imperiale Meganoide, direttamente dal Pianeta Marte. A sinistra stava seduto un robot dalle fattezze solo lontanamente assimilabili ad un umano. Pareva del tutto asettico ed avulso da quanto lo circondava. La sua mano destra era stretta in quella della donna-cyborg che il Presidente conosceva bene: l'astuta Koros.
"Ben ritrovato Presidente!" disse appunto costei col solito modo sarcastico.
"Ave Suprema Koros! Ave Supremo Donzauker!" Salutò con il braccio teso il Comandante Mendor, seguito a ruota da tutti gli altri soldati semplici. Alla fine anche il Presidente fu costretto a rispondere tiepidamente al saluto: "Buon pomeriggio Signorina Koros"
"Bene Presidente." Continuò quest'ultima "Come vede noi Meganoidi abbiamo adempiuto ai nostri impegni con Lei e siamo stati ai patti. Le abbiamo di nuovo fatto vincere le elezioni con una maggioranza schiacciante ed il suo dominio personale è pressoché assoluto."
"Sì, è stato davvero così, Signorina Koros! La ringrazio vivamente di tutto quanto e.." fece per alzarsi quando fu bruscamente afferrato da un soldato che gli fece gentilmente cenno di risedersi.
"Ora è venuto il suo tempo di ricompensarci, Signor Presidente. Sono maturi ormai i tempi per passare alla fase "B" dell'operazione."
"Sì…ma lei crede, Signorina Koros?" balbettò il Presidente.
"Le abbiamo già detto, nel corso di tutti questi anni, che Lei non si deve preoccupare di nulla ormai. Abbiamo già pensato tutto a noi nei minimi dettagli. Lei non corre nessun rischio, anzi! Vedrà che il Regno che ormai governa da Padrone incontrastato decuplicherà d'estensione e diventerà così l'Impero che ha sempre sognato."
"Sì…sì…l'Impero!" E gli avidi occhi del Presidente emisero per poco un lampo di luce propria.
"Il comandante Mendor, che Le affiancheremo in queste operazioni logistiche, ricopre la massima fiducia di Donzauker oltre che della mia" concluse Koros " Vi fornirà armi e mezzi necessari alle conquiste che abbiamo in mente. Vedrete che non ci sarà nessun problema nemmeno col Daitarn III, se nel caso quegli sciocchi giapponesi abbiano davvero la voglia di attaccare la Sua Nazione."
Il gigantesco contenitore trasparente che conteneva il cervello di Donzauker mandò come al solito sconclusionati impulsi rossastri che, accomunati ad incomprensibili mugugni, solo Koros (chissà come!) riusciva ogni volta a decifrare correttamente.
"Anche Donzauker approva la Vostra Missione, comandante Mendor, e vi porge i migliori auguri di riuscita. Quanto a Lei, Signor Presidente, le raccomando di non deluderci. Se starà ai patti si troverà padrone di un Impero quale mai si è visto sulla faccia della Terra."
"Sì, Signorina Koros! Non vi deluderò di certo!" Si ringalluzzì tutt'ad un tratto il Presidente.
"E' anche nel Suo interesse collaborare. Noi Meganoidi non perdoniamo i traditori. Inoltre ormai si ricordi che è anche Lei uno di noi!"
Conclusa questa frase, Mendor fece alzare il Presidente e lo fece accompagnare dalla scorta nell'auto presidenziale.
Prima però di entrare a sua volta nella vettura, rimase per un colloquio privato con Koros.
"E' tutto secondo i piani, mia Regina! E' stato ancora più semplice del previsto! Quel Presidente è un tale abboccalone che è stato sufficiente lusingarlo con qualche promessa per attirarlo dalla nostra parte! Ormai il gioco è fatto e…"
"Comandante Mendor!" – lo interruppe bruscamente Koros – "Non dimenticatevi della meschineria ed irriconoscenza degli esseri umani, ottimamente rappresentata da quell'ottuso Presidente.
Rammentatevi quale è il vero scopo della nostra missione sulla Terra. In caso di pericolo, passate
direttamente al piano "D". Intesi?"
"Sì, Suprema Koros. Non temete. Mi libererò di quello sciocco non appena se ne presenterà l'occasione giusta."
"Bene! Buon lavoro"
E Koros e Donzauker svanirono entrambi dallo schermo.

Qualche mese dopo, in una villa milionaria supersegreta situata in una località altrettanto imprecisata del Giappone.

Aran Banjo"Vuole ancora del thè, Signor Banjo?" Chiese con un simpatico accento british l'attempato cameriere coi baffetti che, nonostante la canicola estiva, indossava un completo tight nero con tanto di farfallino.
"No, Garrison, grazie! Magari portaci più tardi del gelato. Adesso vai pure a vedere la tua puntata preferita."
A rispondere così era stato un bel giovane sulla trentina. Si trovava sdraiato in una piscina faraonica circondato da due bellissime ragazze, una bionda e l'altra castana, che a gara stavano giocando coi suoi lunghi e folti capelli neri.
"Grazie. Signore!" Rispose, come al solito, flemmaticamente il cameriere tutto-fare di Casa Haran.
Non si vergognava neanche un po' di essere letteralmente un videodipendente di soap opera o telenovelas sudamericane.
"Prima però, Signor Banjo, vorrei mostrarle questo, se posso rubarle un po' del suo prezioso tempo"
E mostrò da lontano a Banjo un giornale fresco fresco di stampa.
Banjo, un po' pigramente, si sollevò dalla piscina mandando a pancia a terra le due ragazze che si stavano ancora contendendo i suoi riccioli.
"Ehi che modi! Potresti almeno avvertirci quando ti alzi!" disse Beauty, la bionda.
"Poi proprio adesso che stavo per farti le treccine!" ripeté la castana Reika.
Mentre l'atletico Banjo usciva dalla piscina, il solerte maggiordomo gli stava già porgendo un provvidenziale accappatoio.
"Spero che sia una buona ragione, Gerrison! Mi stavo così rilassando al sole!"
"Sì signore. Ho materiale della massima importanza da mostrarle." 
Ed i due si diressero verso lo studio segreto situato dietro una falsa parete.
"Aspettateci! E noi! Sempre i soliti maschilisti!" Sbottò Reika.
"Baaaanjo! Arrivo!" fece eco Beauty.
E le due sventole cominciarono a darsele di santa ragione perché ognuna voleva arrivare al cospetto di Banjo prima dell'altra.
"Lascia, c'ero prima io!"
"No, bugiarda! Se continui a fare la bambinona viziata, ti strappo tutti quei capelli finti biondi che ti ritrovi!"
"Sento chi parla! Perché non te ne ritorni per un po' all'Interpol? Dì la verità! Ti hanno cacciata perché facevi gli occhi di triglia al tuo capo, vero?"
"Come ti permetti! Befana!" Adesso ti sistemo io per le feste!"
E giù schiaffoni !
Ad un certo punto Reika, la più razionale del gruppo, fece cenno di stare zitta alla rivale e pure lei si calmò.
"Guarda chi c'è!" Ed indicò a Beauty la presenza di una canna di bambù vuota che, chissà da quanto tempo, si aggirava attorno a loro.
"Che sia un Meganoide spia?" pronunciò a bassa voce Beauty.
"No…è qualcuno di molto più vicino a noi di quanto credi!" E Reika tappò con due dita l'estremità superiore della canna. Dopo qualche secondi, per forza di cose, l'improbabile spia fu costretta ad uscire allo scoperto.
"Toppy! Tu qui!" E Beauty sollevò il dispettoso monello per la collottola, come un gattino disobbediente.
"Lasciami respirare almeno!" gridò costui, un simpatico bambino dai capelli ricci e rossicci.
"Ah e così ci stavi guardando le ehmmm estremità per tutto questo tempo!"
"Sapeste che bella visione! Ahi!" Il pugno di Beauty sulla sua capoccia era andato crudelmente a segno.
"Dai Beauty non c'è tempo per queste cose. Credo che Banjo e Garrison stiano parlando di cose davvero serie."
"Sì Reika. Vengo subito. Con te faremo i conti dopo!" disse al dispettoso monello.
"Aspettatemi, vengo anch'io!" Gridava quest'ultimo, anche lui cercando affannosamente di raggiungere l'estremità della piscina.
"Ma se ti fai ancora la pipì addosso!" Lo rimproverò amichevolmente Beauty "Cosa ne vuoi capire dei discorsi dei grandi!"
"No…non è giusto, ecco! Voi mi tagliate sempre fuori!"
E tutti e tre, correndo, si diressero verso lo studio operativo.

"Ecco, signor Banjo. Legga qui" E Garrison stava mostrando le ultime notizie dei giornali di tutto il Mondo all'incredulo pilota del Daitarn.
"Ma…è incredibile!" – disse Banjo, esterrefatto – " Pare che l'attuale Presidente del Consiglio Italiano abbia dichiarato guerra a mezza Europa!"
"Sì. Signore. Per esempio osservi. Questo quotidiano è di qualche settimana fa. Qui il Presidente Italiano è attorniato dai Ministri dei Principali Paesi Europei. Si trova a Strasburgo. Proprio in quella occasione ha affermato che era intenzione del Suo Paese ritirarsi dall'Unione Europea a causa di disguidi troppo stridenti cogli altri Paesi della U.E. Lo stesso pomeriggio dichiarò ufficialmente che l'Italia sarebbe anche uscita dalla NATO, organizzazione difensiva di cui faceva parte da più di 60 anni ormai."
"Beh, fin qui niente di male, di per sé. Una Nazione è libera di uscire da un'Organizzazione quando e se lo ritiene opportuno. Credo che sia un'opzione contemplata da tutti i diritti internazionali e…"
"Infatti di per sé questo sarebbe il minore dei mali, Signor Banjo. Il fatto è che il giorno successivo si presentò a New York, presso la Sede dell'ONU, ed affermò che la sua Nazione sarebbe uscita anche da quell'organizzazione seduta stante."
"Questo è già più strano, Garrison però…"
"Ma il bello deve ancora venire, Signore" – ed il maggiordomo inglese si lisciò i suoi curatissimi baffetti, di cui andava particolarmente fiero – "Il giorno stesso cominciò ad accusare piccoli Stati di confine quali Svizzera, Austria, Slovenia, Malta e Croazia di accuse ridicole. Le minacciò di invaderle se non avessero ceduto kilometri e kilometri di territori di confine o di basi strategiche.
Non ci fu neanche il tempo, da parte delle Nazioni minacciate di preparare un'adeguata risposta diplomatica che le armate italiane invasero i territori nemici arrivando in una giornata sola alle rispettive capitali, assediandole e rasandole al suolo come monito.
A tutt'oggi, per quanto io sappia, Berna, La Valletta, Vienna, Zagabria e Lubiana sono solo un cumulo di macerie ancora fumiganti."
"Terribile!" Aran Banjo non sapeva in nessun altro modo commentare le allucinanti rivelazioni del Maggiordomo.
"Sembra veramente di leggere una cronaca di altri tempi! Eravamo convinti che finalmente i Paesi Europei avessero messo da parte antichi odi e rivalità per collaborare…ed invece…"
"La cosa più preoccupante, però Signor Banjo è che pochi giorni dopo soltanto il Presidente Italiano decise di sfidare contemporaneamente Francia, Germania e Paesi Scandinavi.
Disse che aveva lunghi conti in sospeso con queste Nazioni, conti che andavano sistemati una volta per tutte. Ai Francesi rimproverò il fatto di avere scippato brutalmente i valichi alpini nel '45, Nizza e Savoia a fine Ottocento e l'Isola di Corsica un secolo prima ancora. Ai Tedeschi invece non perdonò la distruzione di Milano da parte del Barbarossa avvenuta quasi mille anni fa.
Mentre i Paesi Scandinavi erano, a suo parere, i soli responsabili del sottosviluppo delle Regioni del Sud, conquistate da loro lontani antenati provenienti dalla Normandia."
"Ma questo Presidente è pazzo da legare! Eppoi come è andata a finire, Garrison?"
"Straordinariamente (e sfortunatamente per noi) l'esercito italiano è risultato vincitore su tutti i fronti. In men che non si dica anche Parigi, Berlino, Oslo, Copenagen, Helsinki e Stoccolma vennero invase, conquistate e la loro popolazione interamente deportata chissà dove."
"Che io sappia, però almeno la Francia possedeva un esercito di tutto rispetto, compresi ordigni nucleari! Come ha fatto perdere così facilmente?"
"Questo è un mistero, Signor Banjo. Purtroppo non sappiamo cosa è successo direttamente durante il conflitto anche perché molte operazioni sono tuttora coperte dal segreto militare di entrambi i Paesi ed in Italia è ormai da parecchi anni che non esiste una opinione pubblica davvero libera e neutrale. Tuttavia, da quello che i nostri sistemi computerizzati hanno potuto ricavare dai dati, pare che gli Italiani abbiano un'arma segreta, in grado anche di rendere vani gli ordigni nucleari."
"Ma è impossibile! Che io sappia possono possedere un arma simile solo i…"
"Meganoidi" è "Meganoidi" la parola che voleva dire, vero Signor Banjo?"
"Sì…sì..Garrison.."
Nel frattempo erano entrati nello studiolo Beauty e Reika seminude e dietro a loro uno trafelato Toppy, pure lui con indosso un solo paio di boxer.
"La cosa più curiosa è che, straordinariamente, le perdite italiane negli scontri sono state praticamente pari a "0". Una cosa quasi impossibile in caso di conflitti a così vasta intensità."
"Ed ora… come è la situazione…ehm… internazionale, Garrison?"
Mentre poneva questo quesito, gli occhi di Banjo non poterono non notare le sinuose forme delle due ragazze, ormai giunte a pochissimi centimetri da lui.
Garrison, invece, per nulla turbato dall'angelica visione continuò col solito tono neutrale:
"Altre Nazioni Europee, visto l'andazzo, hanno deciso di arrendersi di propria volontà alla Repubblica (ormai Principato) d'Italia. Così i confini di questa Nazione si sono allargati a macchia d'olio. Ecco una situazione aggiornata delle occupazioni."
E, dicendo questo, Garrison fece uscire un videoriproduttore che proiettò sullo schermo bianco davanti a loro una cartina politica in cui venivano mostrati in rosso i nuovissimi confini italiani.
Per il momento in Europa solo il Regno Unito non era stato per il momento ancora invaso, mentre l'EIRE si era già dichiarata alleata dell'Italia in caso di una non lontana invasione marina.
"Questo mostro va fermato prima che sia troppo tardi!" gridò Beauty.
"Bisogna però agire con cautela, Beauty. Delle mie vecchie conoscenze dell'Interpol mi hanno detto le settimane scorse che è da un pezzo che le più grandi società di intelligence e spionaggio mondiali quali CIA, Mossad, FSB, M14 ed M15 più altre minori, stanno tenendo d'occhio il Presidente Italiano. Pare che abbiano anche tentato di organizzargli qualche attentato ma quell'individuo pare avere 7 vite come gatti..:"
"La signorina Reika ha perfettamente ragione. Il Presidente è riuscito a sventare i probabili attentati decine di volte. Deve avere un sistema di controspionaggio davvero imbattibile. Tutto questo avvalorerebbe ancora di più l'ipotesi che ci siano dietro i…"
"MEGANOIDI!" Ripeterono come un sol uomo tutti e cinque i nostri eroi.
"Esatto." proseguì Garrison " Ma la prova definitiva l'abbiamo qui. Osservate attentamente sullo schermo"
E cominciò a proiettare diapositive piuttosto recenti in cui si mostrava il Presidente del Consiglio Italiano alle principali conferenze internazionali. 
"Non notate niente di strano, alle sue spalle?"
"Ma…io vedo che di fianco a lui si trova sempre un losco individuo, chi è?" A porre questa domanda fu, stavolta, Toppy.
"E' proprio questo il punto, Signorino Toppy. Quell'uomo è il nuovissimo Ministro degli Esteri, tale Bruno Mentori, designato dallo stesso Presidente all'indomani delle ultime elezioni che lo hanno visto confermato alla guida del Suo Paese.
Il fatto è che negli anni precedenti non lo si è mai visto, né da solo né in compagnia del Premier. Non era nemmeno in lista elle ultime (truccatissime, peraltro) elezioni politiche. Pare il classico Ministro Ombra sbucato dal nulla"
"E tu pensi" concluse Banjo "che costui sia in realtà un meganoide in incognito?"
"La mia è quasi una certezza, Signori. Avvalorata peraltro dal fatto che è proprio da quando è comparso quest'individuo a fianco del Presidente che sono avvenuti tutti questi strani avvenimenti."
"Non c'è un attimo da perdere, Garrison, Parto subito per l'Italia. Forse neanche quel pazzo Presidente immagina in che terribile guaio si è andato a cacciare alleandosi coi Meganoidi."
"Un momento, Signore. Ancora un attimo. Dalle nostre ricerche pare che il quartier generale più importante dei Meganoidi in Italia sia qui"
Ed un puntino luminoso si illuminò sullo schermo.
"E' esattamente nella città di Firenze. Al di sotto del Museo degli Uffizi. Ma di più non possiamo sapere."
"Ha scelto proprio un posto fuori mano eh?" 
"Forse lo ha fatto di proposito, Beauty. E' normale che le cose più ovvie e sotto gli occhi di tutti spesso sono quelle meno sospette. Bene io andrei. E' pronto il Daitarn Navicella, Garrison?"
"Aspetti, Signor Banjo. Non è prudente mostrarsi subito ai nostri nemici. Potrebbero sospettare qualcosa. E' molto meglio indagarli segretamente, in incognito."
"Come al solito hai ragione, Garrison. Tu a cosa hai pensato?"
"Beh se la signorina Beauty e il signorino Toppy non hanno nulla in contrario io avrei pensato a…"
E bisbigliò qualche frase nell'orecchio a Banjo.
"Ma è stupendo Garrison! MA quando partiamo?"
"Ho già prenotato i biglietti e mi sono anche permesso di preparare i Vostri rispettivi bagagli, Signori. Un aereo vi attende già all'aeroporto di Tokyo per le 19.30 ora giapponese.
Il nostro Stato formalmente non è ancora in guerra con l'Italia, per cui i collegamenti sono ancora possibili. E' meglio però approfittarne subito prima che le cose cambino ancora.
E' appena di un'ora fa la notizia battuta da tutte le principali Agenzie che anche lo Stato di Israele è stato annesso al Principato. A nulla son serviti gli sforzi congiunti di Arabi ed Israeliani che, una volta tanto, hanno deciso di smetterla di scannarsi tra loro per combattere un nemico più grande."
"Bene. Andiamo subito! Beauty, Toppy."
"Agli ordini comandante!"
"Ehmm, non è che vi siete dimenticati di qualcuno?" Reika fece per trattenere Banjo e Beauty, mentre Toppy era già scappato nella sua camera a cambiarsi.
"Niente affatto, Signorina Reika. Noi dovremmo rimanere per un po' alla base e fornire esternamente un supporto logistico agli "infiltrati". La nostra presenza qui è fondamentale ai fini dell'indagine." A parlare così era stato l'immancabile Garrison
"Uff. Che barba!" fece Reika
"Gradisce un po' di thè, nel frattempo Signorina Reika? Guardi, se vuole, comincia proprio ora la 2.700 puntata della mia soap opera preferita. Le dispiacerebbe lasciarmela gustare in santa pace?"

Firenze, Galleria degli Uffizi: il giorno dopo.

"Ma che bello questo quadro! E' ancora più bello delle copie che si vedono in TV! Mi pare sia la "Vergine delle Rocce" di Leonardo!" disse la ragazza bionda rivolta al marito: un distinto giovane vestito come il classico turista in Italia: maniche e pantaloncini corti, occhiali da sole e mappe geografiche in mano.
"A dire la verità "mammina" quella è la "Venere" di Botticelli! Il quadro che tu dici è al Louvre!"
Le ricordò invece una bambina abbastanza sgraziata, che aveva un cerchietto rosa sui capelli rossicci ed era vestita con un orribile gonnellino bianco e blu.
"Sta' zitta, tu! Cosa pretendi di sapere di Arte! Dài cambiamo sala che qui mi son già stufata!" – la rimproverò la ragazza bionda, per nulla conscia della figuraccia che aveva appena fatto "Su, guarda figliola! Quella invece è "Guernica" di Picasso! Il mio papà nello studio ne ha una copia identica!"
"Ma, mamma! Non vedi che è il Tondo Doni di Michelangelo? C'è anche scritto in inglese sul cartiglio!"
"Oh, quanto la fai lunga! Questo qua invece è un quadro disgustoso! Mamma che brutto che è!"
"Ma, mammina! Non ti sei ancora accorta che è uno specchio!"
Stavolta la figuraccia fatta fece arrossire Beauty (perché di lei si trattava, se non l'avevate ancora capito!)…Però effettivamente, con quello strano cappello a dir poco stravagante che aveva in cima mele, uva, pesche, banane finte, la facevano davvero assomigliare ad una natura morta o (nel migliore dei casi) ad un quadro del peggior Arcimboldo!
"Piccola impertinente! Quando saremo a casa te la darò io la paga…"
"Allora! La smettete voi due!" Ad intervenire era stato il padre di famiglia che, altri non era, che Aran Banjo in incognito. "Vi si sente urlare per tutto il museo! Se proprio volevamo dare nell'occhio, ci siamo riusciti alla grande!"
"Dài, Banjo! Alla fine è giusto che sia così! Siamo una normalissima famiglia di turisti giapponesi in vacanza in Italia. E' normale che in casa scoppino litigi e volino schiaffi ogni tanto, no?"
E dicendo questo, assestò un sonoro ceffone con lo schiocco al povero Toppy, lì costretto a vestire i panni della improbabile figliola di Banjo e Beauty.
"Ahiii! Non è che ti sei immedesimata troppo nella parte "mammina"!"
"Zitta tu! E stasera a letto senza cena!"
"Meno male che non sei tu la mia mamma vera! Sennò era meglio se rimanevo orfano!"
"Come osi! Piccolo mostriciattolo! Sono io semmai a dover essere schifata da un aborto di figlia come te! Perfino come maschio sei brutto!"
"Sssh! Adesso stai davvero esagerando Beauty! Ricordati che principalmente siamo qui per lavorare…a proposito…Garrison…non hai ancora scoperto niente?"
Disse queste ultime parole collegandosi con una micro-trasmittente incastonata nel suo orologio da polso.

In Giappone...

"Quanto è ignorante quella Beauty! Ha ragione Toppy! Davvero quella lì non capisce niente di Arte! Ci fossi andata io a Firenze!" fu il commento di Reika al "siparietto" comico appena avvenuto.
"No, Signor Banjo. Dica però alla Signorina Beauty di continuare a dirigere il microsensore verso le altre sale, soffermandosi in modo particolare sulle uscite di sicurezza ed i bagni. Temo proprio che si nasconda lì il passaggio segreto per la Base Meganoide"
Mentre diceva questo Garrison stava lentamente sorseggiando una tazza di un profumato thé delle Indie.

In Italia:

"Sì, Garrison, ho afferrato. Beauty, girati un po' anche da questa parte…così…brava!"
E, lentamente, fece rotare il busto della finta moglie di 360° in modo da permettere al microsensore (posizionato proprio sulla cima del suo cappello, tra le banane e la mela finte) di indagare su tutta la superficie del Museo.
"No, qui non c'è niente…cambiamo ancora sala. Passo e chiudo."

"Sono stanca ! In questo museo non c'è neanche un paio di sedie decenti! Devo dire al mio papy quando torno a casa di comprarlo lui questo museo…che magari lo svecchia almeno un po'!"
"La solita megalomane convinta che con i soldi si possa comprare tutto! Tsk" 
"Adesso basta, Toppy! Stai passando il limite…"

"Si avvisano i Signori Visitatori che oggi il Museo chiuderà alle ore 17.00 per poter permettere a tutti di assistere al discorso che il Nostro Presidente farà alla Nazione in Piazza della Signoria."
Queste frasi furono ripetute con marcata enfasi in tutte le Sale dalla solita voce metallica.

"Che cosa ha detto?" Chiesero quasi contemporaneamente Beauty e Toppy a Banjo.
"Che abbiamo poco tempo per visionare anche il resto del Museo. Tra un'ora e mezzo chiude!"
Ripeté Banjo il quale, grazie ad un sofisticato mini-traduttore appuntato sulla giacca, riusciva ad ottenere in tempo reale l'esatta traduzione di ogni frase pronunciata in qualsivoglia lingua.
Quando i tre si affacciarono ad una finestra, poterono anche ben vedere tutti gli allestimenti fatti per il grande discorso del Presidente, in cui avrebbe solennemente annunciato la nascita del Terzo Impero Italiano (dopo quello Romano e l'effimero Impero di Carta dell'epoca Fascista).
Una cosa non poté non colpire i tre giapponesi: i maxischermi che stavano già proiettando filmati in anteprima sulle grandi imprese del Presidente, trasmettevano il volto di un uomo davvero molto giovane, non pareva avere più di 40 anni.
"E' davvero strano,Banjo! Dalle foto che ci ha mostrato Garrison presenti sui giornali di cinque anni fa, il Presidente del Consiglio appariva molto più invecchiato di adesso! Ad occhio e croce dovrebbe avere quasi 80 anni!"
"Segno che ci sono i Meganoidi dietro a questo, Beauty. Le persone trasformate in Meganoidi non invecchiano più, anzi ringiovaniscono."
"Ma perché.." – aggiunse Toppy che non voleva certo rimanere escluso dalla conversazione " il discorso ufficiale il Presidente lo terrà qui e non a Roma, la Capitale effettiva della Nazione? Non sarebbe più logica come scelta?"
"In effetti non posso darti torto. Pare che, da indiscrezioni, il Presidente non abbia voluto peggiorare i rapporti già fin troppo tesi con la Santa Sede, poiché l'attuale pontefice ha biasimato altamente le sue ultime azioni, si è rifiutato di ricevere l'ambasciatore italiano e si è chiuso in Vaticano proibendo a chiunque l'accesso a Piazza San Pietro che non sia cittadino vaticano. Una specie di autoassedio volontario.
Inoltre, se Roma è la capitale politica, Milano quella economica, Firenze è senz'altro la capitale culturale dell'Italia. Ma , secondo me, c'è anche un altro significato. Se le informazioni di Garrison sono esatte, è proprio qui che si trova la base più importante dei Meganoidi. Come vedi, tutto fila…"

Come evocato, Garrison rispose:
"Signor Banjo…forse il sensore ha rilevato qualcosa. Dica alla signorina Beauty di spostarsi leggermente più a sinistra…Ecco…così…Quella porta dovrebbe essere l'ingresso per il rifugio segreto dei Meganoidi".

Una volta seguite le istruzioni del fido Garrison, il trio si accorse che, in effetti, alla fine della parete c'era una porticina seminascosta con su scritto "Vietato l'accesso ai non addetti ai lavori". 
"Ecco! Finalmente! E' qui che dovremo provare… Ora tocca a voi…"
"Un po' mi vergogno!" disse Toppy
"Su, non c'è tempo da perdere! Forza! Pensa che lo fai per il Bene della Terra!"
"E va bene! Uffa!"
Ed il povero Toppy fu costretto, per esigenze di regia, a mettersi bello in mezzo alla Sala semivuota ed a piangere come un disperato.
I pochi guardiani sonnacchiosi furono immediatamente attirati dal suo pianto e si diressero subito verso di lui.
"Ora vado! Mi raccomando, Beauty! La buona riuscita del piano dipende anche da voi!"
"Non preoccuparti, Banjo! Sta' tranquillo"
Ed anche Beauty si avvicinò alla versione femminile di Toppy mentre Banjo, non visto, varcò la porta proibita...

"Ma `he tu hai bella figliola?" Domandò un'anziana guardia ad un Toppy ancora piangente.
"Indove sta tuo babbo?" gli fece un'altra, porgendole una caramella per zittirlo.
Al che Toppy, come da copione, si mise a piangere e strillare ancora più forte.
"Please! Please!" Li interruppe una trafelata Beauty, badando più che altro a non spettinare la sua vaporosa chioma .
"We don't speak italian!" Cercò poi di spiegare in un inglese maccheronico ai due custodi fin lì accorsi.
"She needs the toilets!"
"'E `he tu sai l'inglese?"
"No. Non fo' miha la guida io! Però forse al piano ahhanto ci sta Marthina `he un pohetto lo conosce l'inglese. La vo' a `hiamare?"
"Sì. Perhè adesso `sta figliola seguita a piangere ed io non so più `home `halmarla!"
Arrivò una terza guida, sempre coi soliti tempi delle italiche usanze…e cioè dopo un quarto d'ora abbondante.
"Spero almeno che questa sceneggiata stia servendo a qualcosa" – pensò tra sé e sé Beauty – "Chissà come se la starà cavando Banjo?"
Aran Banjo, una volta aperta la misteriosa porta, si trovò immerso in uno scantinato buio, senza che né una finestra né un'uscita d'aria lo illuminassero od arieggiassero.
"Non è che Garrison si sia sbagliato, stavolta? Qui pare che non ci sia proprio nulla" disse mentre accendeva la speciale pila ad infrarossi che faceva ormai parte del suo capo d'abbigliamento quasi quotidiano.

In Giappone.

"No, nessun errore, Signor Banjo. Anzi! I sensori dicono che proprio in quelle segrete si trovi la più grande base segreta meganoide mai costruita sulla Terra."
Garrison non si scompose minimamente.
Lo stesso non si poteva dire di Reika
"Non pensi che Banjo possa avere bisogno di aiuto Garrison?"
"E' già tutto a posto, signorina Reika. La match-patrol è già pronta. Mi lasci solo finire la puntata 2.701 della mia soap! Questa è la scena clou, mancano solo cinque minuti alla fine!"
"Oh! Basta! Non c'è tempo per queste sciocchezze inglesi!"
Ed un po' rudemente Reika spense il televisore di Garrison.

Ma ritorniamo in Italia…

"E' meglio poi che mi premunisca nel caso ci fossero problemi" riflettè rapidamente Banjo mentre staccava pazientemente i pezzi che componevano le sue "finte" guide turistiche: così ricompose il suo formidabile fucile a raggi.
"Meno male che nei Musei Italiani non controllano ancora i turisti come fanno in altre parti del Mondo!"
Armato, si diresse verso quella che pareva fosse un'altra porta.
Passata anche questa, si accorse che il terreno stava lentamente scendendo ed alla fine si ritrovò a percorrere un lunghissimo tunnel, quasi un bunker.
Accostando orecchio e traduttore ad una delle pareti, non gli fu difficile distinguerne anche lo scopo.

"E fanno 1.200! Non male per essere la prima ondata, Caro Presidente. La ringrazio vivamente per tutto l'aiuto che ci sta dando il suo governo"
"Non c'è di che, comandante Mendor. E questa è sola la prima ondata di aspiranti soldati Meganoidi! Vedrà poi quanti ne arriveranno nei giorni successivi. Saranno milioni! Per il momento sono stipati nei campi di tutta Europa, ma pian piano li stanno già trasformando."
Banjo capì dalla voce e dai contenuti della frase che, dietro quella parete, si trovavano il comandante Meganoide Mendor e lo stesso Presidente del Consiglio Italiano.
"Ora dobbiamo andare, Signor Presidente, o faremo tardi alla riunione. Io vado a cambiarmi, viene anche Lei?"
"Si faccio in un attimo, Capitano."
Poi i due si allontanarono.
Banjo non riuscì a sentire che mugugni indistinti.
"Posso fare qualcosa per Lei?" Una guardia, in tono molto gentile ed in un inglese impeccabile, si rivolse in questi termini a Banjo.
"No..No…I'm..." Ormai però era inutile fingere…Banjo non diede nemmeno il tempo alla guardia di rendersi conto di quanto stava facendo, che già l'aveva sopraffatta con un colpo di karate alla nuca.
"Non siete abili nei camuffamenti!" – disse più rivolto a se stesso che alla guardia semisvenuta – "E' difficile trovare una guardia di Museo in Italia che parli un inglese perfetto come il tuo! Faresti concorrenza a Garrison! Sei un Meganoide, vero? Rispondi?"
"Sì..sì, mi hai scoperto! MA tu non sarai …"
"Taci! Ed ora, se vuoi vivere qualche minuto di più, indicami dove si trova l'entrata per questo bunker. Forza!" intimò Banjo appoggiando rudemente la canna del fucile alla schiena del soldato Meganoide.

I due si avvicinarono ad una parete a prima vista come le altre.
Poi il Meganoide appoggiò il palmo della mano in un punto e, quasi magicamente una voce disse nella lingua dei Meganoidi:
"R-i-c-o-n-o-s-c-i-m-e-n-t-o r-i-u-s-c-i-t-o" e si spalancò davanti a loro un'immensa saracinesca.
"Dormi per un po', adesso" Banjo colpì alla testa col calcio del suo fucile il Meganoide e poi avanzò solo.
Davanti a sé vide uno spettacolo impressionante: erano stipati un po' ovunque decine e decine di uomini, donne e bambini. Tutti erano imbavagliati e con le mani dietro la schiena.
Cautamente si avvicinò ad uno di loro e, facendogli cenno di star zitto e non temere, gli sciolse il bavaglio.
"Io sono tetesco di Munchen. Kuesta donna kui infece è francese. Il pampino è slofeno. Siamo stati tutti kuanti rapiti, ja, dopo guerra di Italja kontro nostre Nazioni."
"Mmmh. Forse adesso capisco il vero scopo di tutte queste guerre! Avevano lo scopo di procacciare nuovi uomini-cavia da trasformare in soldati Meganoidi! Ma non ci riusciranno."
E, quatto quatto, rimise il bavaglio all'uomo tedesco ed, anzi, si mise accanto a lui facendo finta di essere legato come gli altri.
Ad un certo punto nella sala entrarono cinque soldati semplici Meganoidi.
"Cominciamo con questi qua all'inizio della fila!" Fece uno di loro.
"Sì…saranno i primi! Pensate che onore! Potrete essere i primi della vostra razza a diventare Meganoidi!"
E presero una decina di prigionieri tra cui il signore tedesco e lo stesso Aran Banjo.

Li trascinarono in una sala poco lontana, richiudendo accuratamente la porta dietro di loro.
Questa nuova stanza era tutta illuminata come di giorno e nel bel mezzo campeggiava la tristemente famosa macchina per trasformare gli uomini in Meganoidi.
"Bene! Sistemate il primo sulla sedia" Ordinò quello che pareva essere un ufficiale.
"Sì! Agli ordini!"
Presero una ignara donna (forse di origine svedese, dall'accento con cui parlava) e la costrinsero a sedersi.
"Ahhh! Mi fa male il polpaccio! Che dolore! Ahhh"
Gridò Banjo, nel migliore inglese che potesse parlare (le lezioni Garrison erano servite a qualcosa!) fingendo un malore ed accasciandosi al suolo.
"E quello che ha? Fatelo alzare, alla svelta!"
Non appena due soldati gli si fecero addosso per sollevarlo di peso, Banjo estrasse il suo fucile (che aveva tenuto ben celato sotto la maglia) e li colpì entrambi.
Senza perdere un solo istante, liquidò così anche il restante gruppo di soldati. In pochi secondi non ne era rimasto in piedi neppure uno!
"Non temete! Vi libererò tutti." E cominciò a sciogliere i legacci della donna svedese.
"Appena in tempo!"
"Tack vare!" Fece quella.
Poi sciolse i polsi del signore tedesco che poi lo aiutò a liberare anche i compagni.
"Ora ce ne andremo tutti quanti da questo posto!"
"Ma come faremo?" esclamò nella sua lingua una donna danese.
"Non preoccupatevi. Fatevi solo da parte!" Ordinò Banjo mentre, toltosi i tacchi finti delle scarpe che portava, li posizionò entrambi verso la parete del bunker.
"Questo sembra il posto giusto! A terra!"
Ed un' esplosione accompagnò le sue parole.
Ai loro occhi si materializzò una salita, che pareva culminare direttamente in una piazza: proprio Piazza della Signoria in cui il Presidente avrebbe dovuto di lì a poco tenere il suo discorso.
"Ora cominciate ad uscire voialtri. Più tardi li liberemo tutti, anche gli altri, non temete."
I fuggitivi si diressero immediatamente (senza bisogno di altre parole) verso la provvidenziale uscita.
"Beauty! Beauty ! mi sentite? Non c'è un attimo da perdere! Mi serve aiuto adesso! Uscite pure dal Museo e raggiungetemi in Piazza della Signoria. Temo di essere stato scoperto e ben presto questo tunnel pullulerà di Meganoidi!"

Il mitico Daitarn IIIAll'interno del Museo intanto una decina di guardiani era accorsa intorno a Beauty e Toppy, cercando di decifrare gli sconclusionati mugugni di quest'ultimo, del tutto ignari di quanto stava avvenendo nel sottosuolo.

"Su, su. La pipì l'hai fatta. Adesso stai calma che fra un po' arriva il papà"
Disse Beauty a Toppy, cercando di usare un tono perlomeno credibile, se non materno.
"Sì, sì, ho sentito Banjo! Arriviamo!"
Sotto gli occhi stralunati delle guardie, afferrò rudemente Toppy ed, in perfetto giapponese salutò tutti i presenti.
"Arigatò! Ma non ci serve più il vostro aiuto. Adesso facciamo da soli. Sayonara!" E senza guardare in faccia a nessuno imboccarono di gran carriera la prima uscita di sicurezza.
"Mah! Son proprio strani `sti giapponesi!"
"Sì.. Mezz'ora per `hapire una parola di quello `he discevano e poi se ne van via `home non fosse ahhaduto nulla!" `he grulli `he son stati!"

All'improvviso eruppero nella sala almeno una ventina soldati meganoidi armati di tutto punto.
"Avete per caso visto passare di qui una donna bionda sulla trentina ed una bambina brutta?"
Disse uno di loro ai sempre più sorpresi guardiani del Museo.
"Sì, sono andati da quella parte, dove sta l'uscita di sicurezza! Ma perhè mi fate `hodesta domanda? E `hi siete voialtri?"
"Non t'impicciare! Voi!" – ed il soldato apparentemente più alto di grado indicò prima un sottogruppo di dieci e poi l'altro – "Da quella parte, noi invece usciremo da qui. Non ci devono sfuggire. Sicuramente la donna ed il bambino sono complici di Banjo. Se seguiamo loro, troveremo anche lui"
Non appena i soldati lasciarono tutti quanti la sala, ai guardiani non restò che osservare sconsolati tutto lo scempio che avevano compiuto in quei pochi secondi di presenza.
"Maremma maiala! Qui ci sarà da restaurare un po' tutto! `He danni! Peggio di una mandria di cinghiali"
"Te hai rasgione! `He giornata `he è stata oggi! Quasi quasi mi vo' a `horihare un pohetto!"
"Sai che non c'hai tutti li torti! Quasi quasi chiudiamo phrima, tanto per quello `he sci pagano a noialtri!"

Una volta che Beauty e Toppy furono usciti dal Museo…

"Non ce la faccio più con `sta gonna, Beauty! Non riesco a correre bene!"
"Toglitela, no?"
"Ma sotto non c'ho niente!"
"Fa' niente, Toppy! Corri e taci che ci stanno alle calcagna!"
"E va bene!"
E Toppy si tolse l'ingombrante vestitino simil tutù che gettò rapidamente dietro di sé andando a finire sulla testa di un malcapitato soldato Meganoide.
"Che schifo! Puzza!" fece costui!
"Ma allora avevi fatto davvero la pipì dentro!"
"Era per rendere tutto più realistico, Beauty!" fece Toppy che nel frattempo era rimasto nudo come il giorno in cui era nato.
"Non smettere di correre…quasi ci siamo…qui dovrebbe esserci anche Banjo…pant pant"
Quasi si fossero dati appuntamento si ricongiunsero proprio in un punto preciso di Piazza della Signora tutti e tre.
"Toppy! Come sei conciato!"
"Lascia perdere Banjo... Piuttosto, stanno seguendo anche noi!"
I malcapitati prigionieri del bunker non erano ancora usciti tutti che subito dietro di loro erano già apparsi i primi soldati Meganoidi lanciati al loro inseguimento.
Banjo li fece fuori in un battibaleno, ma a distanza ce ne stavano altri. A loro si aggiunsero gli inseguitori di Toppy e Beauty.
Però anche questi due si erano nel frattempo armati.
Beauty aveva tolto dalla sua borsetta l'immancabile colt e cominciò a menare colpi a destra e manca.
Da parte sua Toppy si era staccato il cerchietto che teneva tra i capelli e lo lanciò in direzione dei soldati. Un'esplosione fece subito comprendere a tutti di che si trattava in realtà.

"Bella mira, Toppy! Ma non so se ce la faremo! Sono in troppi adesso!"
Erano talmente tanti i soldati che erano usciti dai passaggi segreti da rendere perfino utopica ogni seppur flebile speranza di fuga: perfino per tipi tosti come Aran Banjo & Company.
"Dannazione! Neppure Garrison risponde più adesso! Beh, Beauty, Toppy, cerchiamo almeno di vendere cara la pelle, OK!"
"Sì, Banjo!" Ripeterono loro due all'unisono.
"Un momento! Prima di ucciderli, fatemi vedere chi ha osato sfidare il mio Impero!"
E i soldati si fecero largo per far avanzare un volto ahimé tristemente famoso: il Presidente del Consiglio.
"Ah... allora avevamo proprio ragione! Ti sei davvero venduto ai Meganoidi diventando uno di loro!"
Le parole sarcastiche di Banjo non parvero scalfire la dura corazza del Presidente."Taci, tu, vile essere inferiore! Come osi giudicarmi! I Meganoidi mi hanno regalato su un piatto d'argento tutto quello che nessun altro al Mondo mi ha mai dato prima d'ora.
Ora sono Padrone di un Impero immenso! Paragonabile soltanto, per estensione, a quello Romano!"
"Sei padrone di un Impero del Male, e per ottenere questo hai persino rinunciato alla tua natura umana. Dovresti solo vergognarti!"
"Taci! Verme!"
Ma Banjo continuò:
"Eppoi se fossi in te non mi fiderei troppo dei Meganoidi, anche se ormai sei diventato a tutti gli effetti uno di loro. Koros non mantiene mai le sue promesse, ed anche per te giungerà presto la fine dei conti!"
"La tua senz'altro giungerà però assai prima della mia! Soldati pronti a far fuoco!"

Ma i soldati non fecero fuoco perché furono falciati via in meno di un nanosecondo da un'immensa navicella proveniente dal cielo.
Non era difficile immaginare chi ci fosse a guidarla!
"Garrison! Sapevo che non ci avresti abbandonati!" fece Banjo che mai, come in quel frangente, si era trovato vicino alla morte.
"Ci sono anch'io Banjo!" Gridò un'altra persona che invece pilotava una navicella gigantesca.
"Mmmh! Quella Reika! Perché viene sempre a rovinare i momenti più belli!" esclamò una gelosissima Beauty che, per nulla preoccupata dal pericolo ancora imminente, si avvicinò rapidamente a Banjo e lo baciò di sorpresa sulla bocca, sotto gli occhi di tutti: umani e Meganoidi.
"Che peccato, Banjo! Mi sarebbe piaciuto così tanto morire con te! Che fine romantica sarebbe stata! Come Tristano e Giulietta! Peccato che non serva più fingere di essere marito e moglie…"
"Beauty! Ma ti pare il momento!" – e la scansò, non con un certo dispiacere, Banjo che cercò allo stesso tempo di darsi un contegno semiserio.
"Ora, Presidente, sei tu in minoranza. Arrenditi se non vuoi fare la fine.."
"Dicevi!" La voce melliflua del Presidente colse tutti all'improvviso.
Approfittando dell'attimo di esitazione, si era avvicinato con i restanti soldati alla persona più debole del gruppo, il povero Toppy.
La lama di un coltello nelle mani di un soldato Meganoide si trovava già a pochissima distanza dalla carotide del ragazzino.
"Un passo solo e la gola gli salta! Arrendetevi tutti quanti, tu Banjo, le tue amiche ochette e quel vecchio appena sceso coi baffi"
"Ochette a noi?!" Urlarono le due ragazze, una volta tanto d'accordo su qualcosa.
"Vecchio a me?!" Si lamentò Garrison.
"No, non preoccupatevi per me…La vita di milioni di persone dipende da voi... Banjo vai avanti, non avere pietà di questi mostri!"
Disse Floppy col rantolo di voce che gli restava.
Banjo non poté fare a meno di versare qualche lacrima:
"Toppy… mi dispiace molto! Ti vendicherò, lo giuro!"
"Sì Banjo! Colpiscili! Io sono contento di avervi conosciuti. Siete stati degli amici fantastici. Mamma… ora però torno da te..:"
La maturità del discorso di addio del ragazzino colpì il cuore di tutti gli astanti, compresi quelli di pacifici (fino a quel momento spettatori)

"Ahi! Chi ha tirato questa pietra?" Gridò un soldato Meganoide.
"Perché mi hai colpito con un legno, stupido umano?" Chiese inutilmente un altro.

Tutt'ad un tratto la folla di Italiani che si era assiepata in piazza per udire il discorso del suo Presidente era intervenuta in favore dei giapponesi.
Ognuno degli astanti aveva impugnato un'arma improvvisata: chi una pietra, chi un randello, chi una tegola, chi un crick della macchina…Insomma una rabbiosa sassaiola si era scatenata sul Presidente e sui soldati rimanenti.
Toppy non perse certo l'occasione per svignarsela via e correre ai ripari dai suoi amici.
"Che colpo ci hai fatto prendere a tutti, monello!" Lo rimproverò scherzosamente Beauty.
"Non dirlo a me!" Fece eco Reika
"Oltretutto con quello che costano oggigiorno i funerali!" fu invece l'intervento in stile british di Garrison.
"Ora siamo di nuovo riuniti! Per te è finita Presidente! Ma voi, perché ci avete aiutato? Alla fine anche noi siamo solo stranieri?" e Banjo si era rivolto alla folla di italiani: il fatto che si fossero ribellati, andando contro al Presidente che aveva apparentemente fatto così tanto per loro, era una cosa che non riusciva ancora a capire.
"Anche se non capiamo la vostra lingua, abbiamo trovato negli occhi di questo bambino la forza per reagire, Aran Banjo!" Disse uno di loro, improvvisamente acclamato capopopolo.
"Sì per troppo tempo abbiamo accettato ingiustizie su ingiustizie, comandati da un Presidente crudele che si era già venduto al nemico. Non ci importa niente di avere ottenuto un Impero se poi il prezzo da pagare sono le vite di tanti uomini innocenti come noi!" Ed un altro italiano indicò i prigionieri europei che erano evasi grazie all'aiuto di Banjo.
"Bene. Amici! Ma ora ci sono altre persone da liberare. Seguitemi!"
Garrison distribuì numerose armi e munizioni all'improvvisato esercito che, guidato da Banjo che ben conosceva ormai la strada, si diressero nell'interno del bunker.

In un tempo non necessariamente lungo tutti i prigionieri furono liberati e condotti di nuovo all'esterno.

"Grazie! Non dimenticherò mai il vostro gesto! Adesso non ci resta che imbarcare tutti i fuggiaschi sulla navicella che Reika ha portato fin qui. Poi dovremo andare a liberare anche gli altri campi."
Il suo discorso fu immediatamente tradotto da un italiano che masticava un po' di giapponese.
"Sì! Banjo! Siamo tutti con te!" Ripeté la folla all'unisono, ormai i comuni cittadini si erano trasformati in un esercito con tutti i crismi. Il loro coraggio era stato fondamentale nella liberazione dei prigionieri europei.
"Un attimo, Banjo! Che ne facciamo di questo!" E Toppy, che nel frattempo si era vestito un po' alla bell'è meglio, indicò lo sfortunato Presidente che, legato come un salame, a stento si era salvato prima dalla folla, già pronta a linciarlo.
"Pietà, vi scongiuro! Abbiate pietà Signorino Toppy!"
"Puah! Qualche ora fa non la pensavi così, quando mi volevi uccidere!" e schifato Toppy gli sputò in un occhio.
"No…capitemi! Sono stato anch'io una vittima di quei mostri! Mi hanno costretto a collaborare con loro!"
"A sentire tutto quello che tu stesso hai detto poco fa, e cioè che i tuoi "amici" Meganoidi hanno fatto per te questo e questo, che loro ti hanno ricoperto di oro, che ti hanno consegnato un Impero…non si direbbe proprio che ti lagnassi della loro presenza, o sbaglio?"
"No…La supplico Signor Aran!" ed il mellifluo Presidente si avvicinò come meglio poteva alle gambe di Banjo abbracciandogliele e baciandole, condendo il suo discorso con finte lacrime.
"Non lasciarti intenerire Banjo! Fallo fuori come gli altri" Gli suggerì Reika.
"Davvero non si merita nulla" Anche Beauty non voleva essere da meno.
"Io opterei per un equo processo in un tribunale internazionale" Ovviamente questo era il parere di Garrison Tukuda!
"Oltretutto io so dove i Meganoidi custodiscono la loro arma segreta! Se mi uccidi, non lo saprai mai!"
Quelle ultime parole fecero cambiare idea a Banjo.
"Dici la verità, o stai mentendo come al solito?"
"No! Non mento! Se mi risparmi la vita ti ci condurrò personalmente!"
"Mmmh Bene. Ma non lo faccio per te, quanto per le vite umane che sono ancora in pericolo. Beauty, Reika, Toppy, Garrison! Imbarcate sulle astronavi i fuggitivi e sfollate la maggior parte di popolazione civile. Qui è pericoloso. Io seguo questo vigliacco."
"Ok Banjo, ma fai attenzione!" La risposta di Toppy era intesa per tutti e tre.

Banjo con il fucile in mano ed il Presidente davanti a lui si diressero verso un edificio poco lontano. Pareva di recentissima costruzione, rispetto a tutto il resto.
"Ecco! E' li dentro che è custodita la più importante arma dei Meganoidi: un generatore di energia in grado di polverizzare intere città con una sola emissione. E' così che città come Parigi, Berlino, Praga…"
"Sì, vigliacco! Non è il caso che mi elenchi tutte le tue malefatte. Adesso l'importante è liberarsi di questo materiale prima che…"
Non fece in tempo a finire la frase che un portellone si aprì e comparve, con un sorrisino ironico, il Comandante Mendon.
"E così, caro il mio Presidente ci hai traditi, vero? Aveva ragione Koros a non fidarsi di una nullità come te!"
"Nnnno…La prego Mendon, mi consenta di spiegarle tutto!!! IO son…" - e sentendosi preso tra due fuochi, il Presidente non trovò alternativa migliore che fuggire da tutti e due rifugiandosi in un'altra palazzina, anch'essa piuttosto nuova.
La sua fuga fu così insignificante che né Mendon né Banjo vi badarono più di tanto.
"Eh così Banjo sei venuto ancora a metterci i bastoni tra le ruote! Ma stavolta è l'ultima volta!" Mendon richiuse rapidamente dietro di sé il portellone che nemmeno i colpi di fucile di Banjo riuscirono a scalfire.
Poi, la finta costruzione cadde al suolo ed al suo posto si mostrò il vero aspetto di quello che c'era nascosto sotto. Un'immensa Macchina della Morte era pronta a decollare.

Negli stessi istanti, nella finta abitazione in cui il Presidente si era rifugiato.

"Me la pagheranno cara tutti quanti! Quell'impiccione di Banjo e dei suoi sciocchi amici, quello sbruffone di un Mendon, gli ingrati Italiani e quelle ciofeche di Europei!"
Il Presidente si trovava nel mezzo di una strana macchina costruita da quattro altari che stavano diffondendo un'immane energia al suo corpo robotizzato.
"Ora diventerò un Megaborg e li farò fuori tutti, governerò da solo il Mondo senza l'aiuto di nessuno! AHHHH!"
Ed in un grido di dolore e rabbia il Presidente quasi-Imperatore si trasformò in un gigantesco Megaborg..
"Eccomi, Aran Banjo! Sto arrivando!"

Banjo si trovò davanti a combattere contemporaneamente sia la Macchina della Morte che il Nuovo Megaborg. Non gli restò altra scelta che chiamare:
"Daitaaarn III!"

All'immediato comando di Banjo, pervenuto grazie allo speciale ciondolo che portava sempre al collo, l'astronave colossale appena portata in Italia da Garrison gli si accostò.
Dalla cabina di pilotaggio vera e propria si aprì un portellone, dentro il quale il suo pilota si affrettò ad entrare.
Senza perdere un istante di più, la trasformazione nel terribile Robot tristemente conosciuto dai Meganoidi, avvenne sotto gli occhi levati in alto di italiani ed europei, oltre che di quelli dei suoi amici.
"Forza Banjo! Fagli vedere chi sei!" gridava Toppy, mentre Beauty e Reika, come due ragazze pon-pon, gli facevano il verso: "Datemi una "B"!, una "A", una "N", una "J", una "O" : B-A-N-J-O!"
Dopo che gli arti superiori del Robot si furono attivati, la testa gigantesca con le immancabili doppie antenne emerse dal torso ed in una luce sfolgorante di energia a forma di croce manifestò a tutti la sua potenza:
"Per la pace del Mondo, difenderò la Terra dai Meganoidi col Daitarn III. Se non temete questa potenza, fatevi avanti!"
La consueta frase di rito lasciò per lo più annoiati tanto il Presidente-Megaborg che Mendon.
"Sempre le solite cose che dici! Che noia! Potresti cambiare appena un po' le battute!"
"E' vero! Sei di una prevedibilità mostruosa!"
"Ora basta voi due! Fatevi sotto piuttosto. Vendicherò col Daitarn III tutti i lutti che avete provocato a questa Nazione ed ai suoi vicini. Forza! Chi vuole venire per primo!"
Il primo a rispondere alle sprezzanti parole di Banjo fu il Presidente.
"Come osi! Raccolgo io la sfida!" e fece per avvicinarsi al Daitarn III con le due asce che aveva in dotazione.
"Daitarn missile!" 
All'ordine vocale di Banjo un missile proveniente dalle parti in basso del Robot colpì il Megaborg in pieno mandandolo gambe all'aria.
"Dannato Banjo!" Gridò costui mentre lanciava una dopo l'altra le due asce.
"Daitarn ventaglio!"
Una coppia di giganteschi ventagli si materializzò nelle mani del Daitarn. Con un'abile mossa li riunì formando una sorta di scudo con cui rimandò al mittente le due armi.
Ma il Megaborg non si arrese ed agitò la sua folta chioma che si trasformò in una immensa fune in grado di intrappolare gambe e braccia del Daitarn.
Ma neanche questa trovata sortì l'effetto voluto:
Alla parola "Daitarn Spade!" Una coppia di spade servì ancora una volta all'occasione.
In meno di un secondo le funi del Megaborg erano state tagliate dalle due lame ed il Daitarn si trovò più libero di prima.
"NO! Sono di nuovo calvo! Non è giusto!" Piagnucolava il Megaborg.

"Quel Presidente in versione Megaborg è ancora più deludente che da politico. Conviene che ne approfittiamo adesso prima che il Daitarn III lo faccia fuori subito".
Ed il comandante Mendon diede l'ordine ai subalterni di puntare l'immenso cannone della Macchina della Morte in un punto della città di Firenze.
"Anche se non vinceremo, almeno avremo arrecato un bel danno a questi dannati Umani. Puntare! Fuoco!"

"Un momento! Perché non mi aiuti?" All'improvviso il Presidente-Megaborg si mise davanti al cannone della Macchina della Morte.
"Spostati di lì idiota!" gli gridò Mendon. "Ho cose più importanti a cui badare! Eppoi perché dovrei aiutare un traditore come te!"
"Lo senti, Presidente!" Anche Banjo si volle intromettere nella discussione "Che ti dicevo? Non c'è da fidarsi mai della parola di un Meganoide!"
"Maledetti tutti quanti!" Ed il Presidente con un pugno mandò in frantumi il cannone gigantesco della Macchina della Morte e poi si scagliò a gran velocità contro il Daitarn III riempiendolo di pugni e schiaffi.
Più che la forza in sé dei colpi, Banjo fu sorpreso dalla rabbia del Presidente.
"Prendi questo, e questo, e quest'altro! Tutto per colpa tua! Tu hai rovinato i miei piani! Tu hai cancellato le mie velleità imperiale! Meriti di essere distrutto!"
Per un po' Banjo lo lasciò sfogare, ma poi, con una mossa stile judo, lo scagliò lontano.
"Ma ancora non capisci? I Meganoidi ti hanno sfruttato per i loro loschi piani finché gli hai fatto comodo, e poi ti hanno abbandonato nel momento del bisogno.
Guardali , se ne stanno andando…"
Infatti Mendon aveva dato ordine ai suoi di ripartire poiché ormai il cannone col raggio della Morte era andato distrutto.
"Ba…Banjo! In quella macchina è custodita l'energia che ti dicevo! I Meganoidi mi dissero che il potere di quell'arma era tale da poter distruggere in un battibaleno un'intera città con un colpo solo!"
"Allora non posso permettergli di fuggire! Daitarn razzi!" Ed il Daitarn si sollevò da terra con una sorprendente agilità lanciandosi all'inseguimento della Macchina della Morte.
"Aspettami! Vengo con te!" Ed anche il Presidente-Megaborg lo seguì nel suo volo.

"Oh no! Ancora quei due! A tutta velocità! Dobbiamo ritornare immediatamente su Marte ed impedire che la nostra arma segreta per la conquista della Terra vada perduta!" Urlo Mendon al suo equipaggio non appena distinse sul suo maxischermo le sagome del Daitarn e del Megaborg che li stavano ormai raggiungendo.

Stranamente alle aspettative, fu il Megaborg ad avvicinarglisi per primo.
"Dannato Mendon, me la pagherai!" E si avvinghiò con le possenti braccia meccaniche alla circonferenza della Macchina della Morte. "Forza! Banjo! Fai in fretta! Lancia il tuo attacco solare e distruggila! Un'arma così pericolosa non può ritornare nelle mani dei Meganoidi!"

Banjo fu una volta di più sorpreso dal singolare atteggiamento del Presidente.

"Come mai questo cambiamento tutto ad un tratto, Signor Presidente?"
"Ho capito troppo tardi, Banjo, le parole tue e dei tuoi amici. Avevate ragione. Io ho sempre voluto il meglio per la mia Nazione e per questo accettai di diventare un Meganoide: era solo per servirla, credimi. Ma ora, davanti ai lutti ed alle distruzioni che anch'io ho provocato con i miei sconsiderati gesti, ho capito parecchie cose, tra le quali quella più importante: un Impero non può mai essere costruito sulla violenza e la guerra. Ma adesso colpisci, non riuscirò a trattenerlo a lungo!"
"Il tuo pentimento di fa onore, anche se non riuscirà a cancellare comunque le parentesi di odio e rancore che hai tu stesso generato. Sappi che se colpirò la Macchina della Morte con l'attacco solare, tu stesso ne verrai investito e morirai. Sei consapevole di questo?"
"Sì! Se la mia morte servirà a salvarne tante altre, sono più che pronto! Ma adesso sbrigati, prima che cambi idea! Non farmi sembrare più eroe di quanto vorrei essere!"

"E va bene, Presidente. Ed ora con l'aiuto del Sole vincerò! ATTACCO SOLARE! ENERGIA!"

Dal diadema rosso posizionato sulla fronte del Daitarn partì un luminosissimo raggio che colpì in pieno sia il Megaborg che la Macchina della Morte, trapassandoli entrambi da parte a parte.
Nell'immane esplosione che ne seguì, Banjo non si accorse che, quasi all'ultimo momento, una navicella era fuggita dalla distruzione: la guidava il comandante Mendon.
"Me la pagherai, Aran Banjo! Ci rivedremo presto".
"Addio Presidente!" Disse banjo con gli occhi ormai lucidi "Con la tua morte hai pienamente riscattato la tua infame esistenza terrena. Che tu possa riposare in pace!"
Nei cieli di Firenze, numerose persone in quegli istanti affermarono di aver visto nel Cielo comparire un altro Sole, ed una stella cadente staccarsi da esso e volare in alto…

Su Marte, qualche ora dopo.

"Non solo, Comandante Mendon avete fallito completamente nella Vostra Missione, ma avete fatto pure sì che un'arma così importante per la nostra vittoria finale andasse distrutta. Spero proprio che ora possiate fornirci nel vostro rapporto delle spiegazioni plausibili per quanto è accaduto. O no?"
A bacchettare così sonoramente il Comandante sconfitto era stata Koros in persona.
"Mi perdoni, Suprema Koros. Ma avevate ragione Voi. Non c'era da fidarsi di quel Presidente terrestre. Non solo era un completo imbecille, ma pure si è comportato da traditore. Chiedo umilmente il Vostro Perdono…"
"Silenzio!"
Quasi risvegliato dallo stato di catalessi in cui si trovava ormai da anni, il cervello di Donzauker emise i soliti impulsi, al termine dei quali Koros riprese.
"Se fosse stato per me, vi avrei già fatto giustiziare, ma l'Eccelso Donzauker ha deciso di darvi un'altra possibilità. Guiderete il prossimo attacco contro Banjo ed il suo gruppo. Questa però sarà la vostra ultima occasione. Se fallirete di nuovo, per voi non ci sarà pietà!".
"Grazie! Supremo Donzauker! Vedrete che non vi deluderò ancora!"
"Ed ora andate, Comandante." E Koros sbrigativamente congedò Mendon.
"Dannato Banjo…" continuò a mormorare tra sé e sé la perfida Regina dei Meganoidi mentre osservava impassibile il cervello di Donjzauker che si era di nuovo riaddormentato…

In Giappone, qualche settimana dopo.

"E così Reika, i ribelli dei principali Paesi Europei occupati dai Meganoidi hanno già liberato le rispettive Nazioni dai nemici! E' fantastico, non trovi?"
"Sì Beauty! E tutto anche grazie alle armi che gli abbiamo distribuito subito dopo la liberazione di Firenze."
Le due ragazze in costume erano spaparanzate sulle sedie a sdraio mentre cercavano di cogliere l'ultima tintarella settembrina.
"Hai notizie più recenti di quanto è accaduto in Europa, Garrison?" Chiese Toppy, pure esso in costume, mentre si stava leggendo l'ultimo manga di Tomino.
"Sì, signorino Toppy" Ed il maggiordomo, elegante ed impeccabile come sempre, agitò sotto gli occhi del trio una copia fresca fresca di stampa del Times.
"Pare che le Nazioni Europee, compresa l'Italia che ha nominato un Presidente provvisorio nell'attesa che si svolgano di nuovo libere elezioni, abbiano deciso in comune accordo di trasformare la UE in uno Stato Federale vero e proprio. Tutto questo per evitare di nuovo i lutti e le tragedie del recentissimo passato."
"Ma è magnifico!" esclamò Beauty.
"Sì, signorina Beauty. Riconoscendo poi nei Meganoidi la principale colpa di tutti i tragici avvenimenti, anche i Paesi Europei attaccati dall'Italia hanno evitato, alla Conferenze di Pace, di chiedere a questa Nazione risarcimenti in denaro o territori. Una decisione molto saggia, che eviterà, se le cose non cambiano di nuovo, odi e rivendicazioni successivi."
"Beh, era ora che gli Europei finalmente facessero una scelta giusta!" -commentò Reika- ".Ma toglimi una curiosità, Garrison. Come mai tra le Nazioni Europee solo l'Inghilterra non fu attaccata dall'Italia? Non è che per caso tu ne sai qualcosa…"
"Beh, Signorina Reika, ognuno ha i suoi segreti ed è bene che rimangano tali, no?
Ma ecco che sta arrivando anche il Signor Banjo!"
E molto atleticamente Aran Banjo, pure lui in costume, stava giungendo dalla piscina.
"Mi son fatto ancora venti vasche di allenamento, Garrison!"
"Ottimo esercizio, Signore. Ma ecco, volevo mostrarle delle carte."
"Spero che non si tratti ancora dei Meganoidi, spero!"
"No. Ma forse è qualcosa di peggio. Guardi qui"
E fece leggere un trafiletto presente sul giornale.
"E così, Garrison, le principali Nazioni Europee hanno indicato me come probabilissimo vincitore del Premio Nobel per la Pace!"
"Sì. Signore. Vuole che prepari un abbigliamento adeguato per quando si troverà davanti al Re di Norvegia?"
"No, Garrison, Credo che rinuncerò. I climi freddi non mi son mai piaciuti ed io ho cose più importanti a cui pensare.."
"Un'altra cosa, Signore: sono arrivate queste due lettere per lei." E porse a Banjo due plichi.
"Questa è la consueta fattura mensile per il consumo di energia solare del Daitarn III"
"Coooosa! 16.000.000 Yen di bolletta! Così tanto!"
"Sì, Signore. In questo mese si è fatto un uso eccessivo di questa fonte. Le consiglierei di usarne con più parsimonia nei combattimenti le prossime volte."
"Hai ragione, Garrison e quest'altra cos'è? Non capisco Garrison. Proviene dal comune di Firenze. Forse mi vogliono ringraziare anche loro per l'aiuto prestato loro nella Liberazione della città. Però è scritta in italiano!"
"Sì signore, se permette, un po' la conosco questa lingua"
E gentilmente prese la busta dalle mani sudate di Banjo
"Mmmh. Mi dispiace contraddirla, Signore. Ma questa è una multa Dice che dovete pagare 3.000.000 di Euro totali di contravvenzione. Qua sotto sono elencate le diverse voci in dettaglio.
1000 € per parcheggio abusivo e prolungato del Daitarn-Navicella in Piazza della Signoria.
2.000 € per rumori molesti e disturbo della quiete pubblica.
3.000 € per emissione di sostanze inquinanti nell'atmosfera, se non sbaglio, secondo gli standard europei il Daitarn è considerato un veicolo ad Euro 20.
4.000 € per ehmm…atti osceni in luogo pubblico a causa dell'abbigliamento adamitico del Signorino Toppy…
"Sempre tu! Di mezzo!" Sbottarono Beauty e Reika all'unisono riferendosi al povero Toppy.
"Ma la cifra di gran lunga più imponente e cioè la bellezza di 2.990.000 € è dovuta ai danni materiali accaduti alla stessa città di Firenze ed alla perdita irrimediabile di opere d'Arte avvenute nella Galleria degli Uffizi durante la vostra rocambolesca fuga.
Però qua sotto il Sindaco di Firenze aggiunge in una nota che ringrazia comunque Lei, Signor Banjo, ed i suoi assistenti per l'aiuto prestato alla Città intera in quelle ore terribili."
"Una bella faccia tosta, però, quei fiorentini! Un branco di irriconoscenti! Mi sa che quasi quasi non aveva tutti i torti il comandante Mendon a volere radere al suolo la città con tutti i suoi abitanti!
A proposito, chissà che fine avrà fatto Mendon?"
"Temo che ben presto sentiremo ancora parlare di lui. Ma c'è un'altra cosa di cui volevo portarla a conoscenza."
"Dimmi Garrison, ormai sono pronto a tutto!"
" Si ricorda quando io e la Signorina Reika siamo giunti a Firenze per salvare Lei, la Signorina Beauty ed il Signorino Toppy dai Meganoidi?"
"Certo che me lo ricordo, Garrison, Ma perché me lo chiedi?"
"Vede, Signore. Ovviamente non potevo lasciare incustodita la base segreta. Per cui mi son preso la libertà di assumere con contratto a progetto tre nuovi guardiani tuttofare."
"Hai fatto come al solito benissimo, Garrison."
"Lascia prima che ve li presenti. Eccoli" E due baldi ed aitanti ragazzi, uscirono dagli alloggi della servitù e si presentarono davanti a Banjo e gli altri.
"Alla sinistra Hiroshi Shiba ed a destra Tetzuya Tzurugi. Si erano trovati entrambi disoccupati dopo che l'Impero Yamatay e quello di Mykenes furono sconfitti. Per cui ho pensato bene di trovare loro una nuova sistemazione come giardiniere e cuoco"
Ma più che le loro attuali occupazioni lavorative a villa Aran, Beauty e Reika furono colpite dalla presenza stessa dei due eroi.
"Che fisico quell'Hiroshi! Con quella divisa da cow-boy poi!" Beauty si lanciò subito in direzione della sua nuova preda. " E che fisico muscoloso! Hiroshi, hai impegni per il week end? Lo sai, mio padre ha una bellissima villa a Porto Cervo, se vuoi puoi portare la tua moto…Sai ho sempre amato i centauri e…"
I due si allontanarono di gran carriera.
"Sempre la solita, quella Beauty! Bionda ed oca! Tu piuttosto, Tetzuya, te ne intendi di Shakespeare? Sai al Teatro Centrale danno l'Amleto e…"
E così Reika si lavorò il secondo…
"Come al solito son sempre io quello che rimane a bocca asciutta, ecco! Garrison, non potevi assumere anche una ragazza?" A lamentarsi era stato il solito Toppy.
"Per la verità. Signorino Toppy, c'è una sorpresa anche per Lei! Mathilda, esci pure cara!"
Dalla stessa porta in cui erano usciti gli ex-piloti ormai in pensione si affacciò un'orribile bambina. Portava gli occhiali a fondo di bottiglia, i capelli verde-rame erano tagliati a caschetto, il viso era completamente costellato da lentiggini e punti neri e sulla bocca larga a forma di rana c'era posizionato un apparecchio per denti multicolorato.
"Questa bambina è purtroppo divenuta orfana a causa dei bombardamenti di Berlino. Ho pensato, visto che ha la sua stessa età, Signorino Toppy, che Le avrebbe fatto piacere avere per un po' una compagna di giochi…Su, perché non fate amicizia?"
Ma Toppy si era già dileguato all'orizzonte come se avesse visto comparire un Megaborg, mentre la bambina Mathilda invano cercava di raggiungerlo, correndo pure lei ed agitando la gonna svolazzante.
"Perché skappi, pampino Toppy! Fieni kui kon me ke ciokiamo un po'"
Perfino l'impassibile Garrison non poté fare a meno, in quell'occasione, di liberare l'ilarità in una fragorosa risata, godendosi lo spettacolo con Banjo.
"Voi due che avete da ridere?" – continuava ad urlare Toppy, nel disinteresse più totale del suo piccolo pubblico – "Qui ci vuole davvero il DAITARN III!!!"

FINE

Never75

Nota dell'autore:

Daitarn III, nonostante sembri più una parodia, in realtà offre spunti originali, forse più per quello che non dice esplicitamente che per quello che mostra. Al riguardo ho letto cose in alcuni forum che, se fossero vere, farebbero schizzare il Daitarn in cima alla classifica.

Premetto subito che NON è farina del mio sacco: sono rumors che circolano nel web quasi dalla fine della serie.
Sono state alimentate anche dal fatto che Tomino molto probabilmente avrebbe dovuto fare una seconda serie (dove alcuni dubbi sarebbero stati svelati) che però non vedrà mai la luce.

- La teoria più innocente è che nel finale la casa rimane vuota perché Banjo è rimasto su Marte

- Don Zauker è in realtà il padre di Banjo. Trasformò se stesso in un meganoide, ma la tecnica non era ancora perfetta, per cui riuscì a salvare solo il suo cervello.
Koros, sempre secondo questa teoria, è la madre.

- In realtà fu Koros a organizzare tutta la ribellione dei Meganoidi, approfittando della catalessi di Donzauker. Quello che lei "traduceva" in verità erano suoi ordini diretti.

- Banjo stesso è un meganoide. Oppure è un uomo potenziato (e questo spiegherebbe la sua forza superiore a un essere umano)la cui trasformazione in meganoide non si è completata.
Per questo odia così tanto i meganoidi.
Peraltro i meganoidi se ne starebbero pacificamente su Marte, è Banjo che li vuole eliminare a tutti i costi.

- Il fratello di Banjo (che si vede in alcuni flashback) è in realtà il cervello stesso del Daitarn.

Beh, di carne al fuoco ce n'è davvero molta!

Aggiungo che volete leggere una serie di "leggi anti-fisiche" applicate in quasi tutte le serie di fantascienza, come "Galactica" e "Star Trek", ma anche nelle mitiche serie a cartoni animati dei Robottoni anni '70-'80, cliccate qui!

Se invece volete comunicare il vostro parere all'autore di questo racconto, contattatelo a questo indirizzo.

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Passiamo all'ucrofiction di Lord Wilmore:

Capitan Harlock per davvero

Siamo nel 1987, il Presidente Richard Nixon ha fatto approvare il XXVII Emendamento alla Costituzione Americana che abolisce il divieto di soli due mandati presidenziali (XXII Emendamento), si è fatto rieleggere ininterrottamente dal 1968 sconfiggendo candidati di opposizione deboli e screditati mediante abili campagne di stampa e diffusione di fake news attraverso la nascente Rete Internet, ora è al quinto mandato presidenziale - con il generale Norman Schwarzkopf come Vice - e tutto lascia pensare che vincerà a valanga anche le elezioni Presidenziali del 1988, dato che il principale oppositore, il Democratico Michael Dukakis, è stato imprigionato con false accuse di cospirazione contro la Presidenza. I paesi NATO sono stati ridotti a "stati a sovranità limitata", l'URSS è crollata dopo la morte di Leonid Breznev nel 1982 e le ex repubbliche sovietiche sono in perpetua guerra fra di loro, persino la Russia è dilaniata da combattimenti tra le varie fazioni capitanate dai Signori della Guerra. La Cina è rimasta un paese arretrato e sostanzialmente agricolo, Nixon ha vinto la Guerra del Vietnam nuclearizzando il Nord, l'Africa e il Sudamerica sono depredate dalle multinazionali americane, insomma gli USA di Nixon sono l'unica superpotenza mondiale e il popolo vive in uno stato di apatia nei confronti della politica, ben lieti che un "Uomo Forte" assicuri agli americani e agli europei sicurezza e stabilità in cambio della libertà. A causa dell'avidità umana l'ambiente è stato quasi irrimediabilmente inquinato e distrutto, i mari cominciano ad alzarsi di livello a causa dello scioglimento dei ghiacci polari dovuti al riscaldamento globale, ovviamente presentato alle masse come una menzogna messa in giro dai disfattisti, e la classe dirigente è preoccupata solo di racimolare voti alle elezioni e negare l'evidenza dei gravi problemi che assillano l'umanità, come la miseria del Quarto Mondo, le pandemie e i cambiamenti climatici. Papa Giovanni Paolo II lancia continui moniti contro lo sfruttamento dei paesi poveri e il neocolonialismo, ma anche la sua ormai è la voce di uno che grida nel deserto.

In questa situazione l'unico a ribellarsi è Steve Jobs, genio dell'informatica che ha fondato la Apple Computer ed ideato Internet per assicurare la libera circolazione del sapere e della verità sulla situazione politica mondiale in ogni casa del Pianeta (Bill Gates invece si è posto al servizio di Nixon e delle sue campagne di disinformazione). Per questo egli viene imprigionato per ordine di Nixon sotto la falsa accusa di passare informazioni riservate ai nemici dell'America, ma evade e decide di mettere le proprie conoscenze al servizio della lotta contro il governo corrotto e imperialista di quello che egli chiama "l'Imperatore Nixon". Per questo, insieme ad altri scienziati perseguitati come lui, costruisce l'"Arcadia", una grande portaerei da guerra attrezzata con i computer più sofisticati esistenti sulla Terra, ovviamente di sua invenzione, e si dà alla pirateria, assumendo il nome di Capitan Harlock, quello di un fortunato manga giapponese la cui lettura è proibita perchè considerato sovversivo. Egli attacca le navi che portano in Nordamerica e in Europa le risorse depredate ai popoli del Sud del Mondo, le restituisce agli abitanti di Africa, Sudamerica e Sudest asiatico, ed è inafferrabile grazie al sofisticato sistema di radar e di satelliti artificiali da Jobs stesso messi in orbita, che gli consentono di prevedere e di controllare ogni mossa dei suoi nemici. Suo avversario implacabile è il Vicepresidente e Ministro della Guerra Norman Schwarzkopf, che le tenta tutte per catturarlo.

A un tratto gli scienziati europei ed americani cominciano ad essere assassinati senza pietà, e una serie di attacchi terroristici colpisce le città più ricche del mondo; le Torri Gemelle di New York per poco non crollano a causa di un gravissimo attacco dinamitardo. Naturalmente Nixon e Schwarzkopf accusano di tutto ciò Steve Jobs, intensificando la caccia ai danni dell'Arcadia.

Tra gli altri viene assassinato anche Barack Obama Senior, scienziato dell'università di Harvard, il quale ha intercettato alcune comunicazioni radio in lingua araba e sostiene che Steve Jobs/Capitan Harlock non c'entra niente con gli attentati che stanno mettendo in ginocchio l'Occidente. Anche suo figlio, il giovane Barack Obama junior, sarebbe assassinato se non fosse per l'intervento di Steve Jobs in persona, che uccide l'attentatore, un terrorista saudita di nome Mohamed Atta. Barack Obama junior decide di vendicare il padre unendosi alla ciurma di Capitan Harlock, ed è proprio lui a scoprire che il miliardario saudita Osama Bin Laden, ufficialmente alleato di Nixon, in realtà ha messo in piedi un'organizzazione terroristica segreta chiamata Al Qaeda ("la Base") allo scopo di conquistare e distruggere l'Occidente opulento, proclamarsi Califfo dei Credenti e governare come tiranno l'intero genere umano, convertendolo alla sua folle ideologia del terrore. Ovviamente i primi a venire eliminati sono gli scienziati, gli unici che pensano ancora con la propria testa.

Jobs/Harlock, quando non è in combattimento, trova il tempo di scendere a terra e fare visita a Sara Nadine Wozniak, figlia del suo migliore amico Steve Wozniak, cofondatore con lui della Apple e fatto uccidere per ordine di Nixon. Sara Nadine è una bambina di sette anni che vive in un collegio dove viene spesso maltrattata a causa della sua amicizia con Jobs/Harlock, che legalmente è il suo tutore, e viene spesso utilizzata come esca dal generale Schwarzkopf per cercare invano di catturarlo. Aiutato anche dallo spirito del defunto amico Steve Wozniak, che secondo gli uomini del suo equipaggio è rimasto nella nave pirata "Arcadia" da lui progettata, Harlock riesce a sconfiggere ripetutamente i terroristi di Al Qaeda e a salvare l'umanità. Il braccio destro di Osama Bin Laden, il terrorista giordano Abu Mus‘ab al-Zarqawi, lo convince a rapire Schwarzkopf e a farsi rivelare chi è che Jobs/Harlock scende sulla Terra a visitare periodicamente. In tal modo al-Zarqawi scopre il punto debole del Capitano dell'"Arcadia" e rapisce la ragazzina, nascondendola nel remoto arcipelago delle isole Andamane, spostandola continuamente da un'isola all'altra e disseminando l'arcipelago di pericolose trappole. Jobs/Harlock, che è legato da un giuramento di fedeltà all'amico Steve Wozniak, abbandona per alcuni mesi la caccia ad Osama Bin Laden per perlustrare le Andamane, ed alla fine solo grazie al computer "vivente" dell'"Arcadia" riesce a liberarla e a riportarla al collegio. Intanto Schwarzkopf si è convinto che il vero nemico dell'umanità non è Jobs ma Bin Laden, e cerca di convincere Nixon a fornirgli delle truppe per catturarlo, ma il Presidente lo ritiene folle e minaccia di destituirlo da Vicepresidente. Il Generale allora comincia una sua guerra privata contro Al Qaeda, che ha approfittato dell'assenza di Jobs/Harlock per mettere a segno alcuni attentati importanti.

Osama Bin Laden prova ad infiltrare a bordo dell'Arcadia una spia nella persona della bellissima irachena Sagida al-Rishawi, che si fa passare per una vittima di Al Qaeda ed è stata assunta da Schwarzkopf come propria guardia del corpo. Sagida al-Rishawi fabbrica false prove che indicherebbero lo stesso Schwarzkopf come mandante di un attentato alla vita dello stesso Nixon, e così l'ex Vicepresidente è destituito, sostituito da Dan Quayle e condannato a morte. Sagida al-Rishawi però lo fa evadere, quindi gli spiega che andrà a costituirsi al suo posto. Il Generale ci casca e chiede a Jobs/Harlock di ospitarla sull'"Arcadia". Il pirata dei sette mari ci sta, ma una volta a bordo la terrorista irachena cerca prima di sedurre Steve Jobs e poi, non riuscendoci, di minare la nave. Grazie allo spirito di Steve Wozniak che vive nel computer, i danni non sono ingenti, ma Steve Jobs e Barack Obama intuiscono che la responsabile è la nuova arrivata. Obama vorrebbe passarla per le armi, ma il generoso Jobs le concede un motoscafo e le ordina di sparire. Le navi di Al Qaeda però inseguono la al-Rishawi per punirla del suo fallimento, tuttavia Jobs/Harlock decide di salvarla e di riprenderla a bordo della nave. Lei minaccia il computer centrale dell'"Arcadia" con un miniordigno, ma Barack Obama la uccide, e solo allora tutti si accorgono che ella aveva in mano solo l'astuccio vuoto di una bomba: sapendo di essere condannata a morte dai suoi correligionari, ha scelto lei come farsi uccidere e di morire tra le braccia di Steve Jobs, del quale ha finito per innamorarsi davvero.

A questo punto Osama Bin Laden ordina l'attacco al cuore dell'Europa: Madrid, Londra e Parigi sono sconvolte da una serie di attacchi terroristici e chiedono aiuto a Washington, che continua ad incolpare scioccamente Jobs/Harlock degli attentati. Norman Schwarzkopf si offre di portare in salvo Sara Nadine Wozniak in Egitto, ma cade combattendo eroicamente contro i terroristi di Al Qaeda. A questo punto Jobs/Harlock decide di farla finita con lo Sceicco del Terrore e di muovere con la sua invincibile portaerei e i suoi caccia a reazione contro la Somalia, che è diventata la base operativa di Al Qaeda. Barack Obama rintraccia Bin Laden e lo pugnala a morte, gridando: "Padre, ti ho vendicato!" Ma in realtà si tratta di al-Zarqawi travestito, che muore ridendogli in faccia. Alla fine il nostro eroe si scontra in duello con Osama Bin Laden in persona, e ci sono pochi dubbi su quale sarà l'esito finale del duello. Intanto, lo spirito di Steve Wozniak racchiuso nel computer della nave distrugge definitivamente il quartier generale di Al Qaeda sulle coste della Somalia. "Grazie, papà!" esclama Sara Nadine, commossa. Infine, quando il 22 aprile 1994 Nixon muore colpito da ictus cerebrale e negli Stati Uniti viene restaurata la democrazia con l'elezione alla Presidenza di Bill Clinton, Steve Jobs dice addio a Barack Obama junior e agli altri membri del suo equipaggio per permettere loro di ricostruirsi una vita sulla terraferma.

"Fammi stare con te, Steve", lo implora Sara Nadine, ma egli scuote la testa:

"No, tu hai cose importanti da fare qui."

"Che cosa?"

"Far ricrescere i fiori in questo mondo inquinato e corrotto, e fare amicizia con gli animali e con le piante."

"Sì, Steve, lo farò."

Poi, rivoltosi a Barack Obama: "Costruite una nuova storia, una storia che parta da voi."

"Lo faremo, Steve... Harlock."

Ciò detto il Robin Hood del XX secolo saluta i suoi amici e riprende il suo viaggio attraverso i Sette Mari, sempre in cerca di poveri da sfamare e di popoli oppressi cui restituire la libertà.

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Così commenta Bhrihskwobhloukstroy:

«Haarlock» in tedesco significa "ciocca di capelli", sembrerebbe un soprannome (se non addirittura un cognome) adatto a qualche avventuriero fra la Guerra dei Trent'Anni e le Guerre Napoleoniche. Infatti pare che la famiglia di Harlock abbia origini teutoniche...

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E ora, un'ideona di MattoMatteo:

Sono giorni di festa, alla Fortezza delle Scienze: Tetsuya Tsurugi e Jun Hono finalmente si sono sposati.

Alla cerimonia sono stati invitati anche i membri dell'istituto di ricerca per l'energia fotoatomica, del laboratorio Saotome, e del centro di ricerca spaziale.

Quando ormai i novelli sposi sono partiti in viaggio di nozze, vicino alla Fortezza atterra un semidistrutto Goldrake, ai cui comandi si trova Duke Fleed, gravemente ferito.

La storia che Duke racconta, non appena ripresosi in infermeria, è gravissima: un nuovo nemico sta per mettere in pericolo la Terra!

Si tratta di una specie di parassiti medusiformi, composti da una sorta di gas o energia simile a tenebre, capaci di entrare in un organismo vivente e prenderne il controllo; il loro esercito di mostri bio-meccanici, nella corsa verso la Terra, ha già distrutto molte civiltà, tra cui i Vegani e gli abitanti del pianeta Fleed... tra le vittime c'è anche Maria, la sorella di Duke.

Quando gli alieni arrivano, le prime battaglie vengono vinte dai terrestri, grazie al Mazinkaiser e allo Shin Getter; sfortunatamente i mostri alieni aumentano di dimensioni e potenza in breve tempo, sconfiggendo i due robot e uccidendo Boss, Nuke e Mucha; per fermare l'ultima bestia bio-meccanica, Hayato Jin usa lo Shin Getter 2 per penetrare fino al centro del colossale avversario, per poi far detonare il reattore Getter e distruggere il mostro.

Fortunatamente, nel frattempo, i professori dei vari laboratori (Saotome, Yumi e Umon) hanno unito le loro conoscenze: la tecnologia di Fleed, il segreto della Lega Z, e l'energia dei raggi Getter.

Il Mazingetter è composto da tre veicoli, capaci di unirsi per formare un potente robot; a differenza del Getter, però, il Mazingetter ha un'unica configurazione.

Il Getter Pilder Alfa (testa, spalle e braccia) è pilotato da Ryoma Nagare; il Getter Pilder Beta (torace, addome e ali) è pilotato da Duke Fleed; il Getter Pilder Gamma (bacino e gambe) è pilotato da Koji Kabuto. Per ovviare alla mancanza di versatilità del Mazingetter, vengono creati anche 3 veicoli di supporto, evoluzioni avanzate di quelli usati per il Goldrake. Michiru Saotome guida il Jet Spaziale, per i combattimenti aerei ad alta velocità; Hikaru Makiba guida il Delfino spaziale, per i combattimenti sottomarini; Sayaka Yumi guida la Trivella spaziale, per i combattimenti sotterranei. I tre veicoli, inoltre, sono in grado di unirsi tra loro, permettendo al Mazingetter di combattere nello spazio.

Come va a finire?

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C'è pure la proposta di MorteBianca: un'ucronia in stile Watchmen!

Un giovane ragazzo, ispirandosi alle imprese che vede nei fumetti, decide di comprare un costume su Ebay insieme ad un paio di bastoni di metallo e usarli per combattere il crimine, compiere buone azioni e diffondere il bene nel vicinato. Dopo alcune iniziali difficoltà ottiene fama virale e successo (oltre che supporto) grazie ad un video su youtube che lo ritrae mentre difende un uomo assalito da una banda fino allo stremo.

Kick-Ass (questo è il suo nome) è il primo di una serie di eroi mascherati che in tutto il mondo decidono di seguire il suo esempio: protetti dall'anonimato, ognuno con il proprio codice, il suo metodo di combattimento e la propria situazione iniziano a combattere il crimine. l'America in breve tempo si riempie di eroi mascherati, il primo italiano è Entomo.

Si formano le prime organizzazioni superomistiche, la prima è la Lega degli Uomini Straordinari, che si riforma ogni decennio sostituendo i membri deceduti e che continuerà ad agire fino alla Seconda Guerra Mondiale sotto il patrocinio della corona inglese. Dopo la Prima Guerra Mondiale la "polizia mondiale" diventano gli Stati Uniti, dentro cui nasce una nuova organizzazione della giustizia, i Minutemen. Questi serviranno sia nella giustizia sia nell'esercito italiano (famoso il disegno di una delle super-eroine sull'aereo che trasportava l'Enola).
Dopo la Guerra avranno vicende alterne: uno dei due membri femminili si ritirerà per gravidanza. L'altra sarà trovata morta insieme alla compagna, uccise probabilmente da un omofobo. Uno dei membri verrà ucciso durante una sparatoria, un altro verrà rinchiuso in manicomio, un altro ancora accusato di Marxismo verrà condannato alla sedia elettrica, un altro ancora si ritirerà a vita privata per aver fatto apprezzamenti su Hitler e il Nazismo.

Sull'ombra dei Minuteman si formeranno i Watchmen, che serviranno durante la Guerra Fredda (celebre l'impiego del Comico in Vietnam, controverso il suo essere implicato nell'assassinio di Kennedy e poi nella polizia durante il movimento degli anni sessanta).

Il giovane miliardario Bruce Wayne rimane orfano quando i suoi genitori vengono uccisi da un rapinatore.
Scombussolato, deluso e pieno di rabbia diventa un criminale minore continuamente alla ricerca di una sfida in combattimento. Viene accolto nella Setta delle Ombre che gli offre addestramento stealth e un codice morale come vendicatore, ma ne esce quando si accorge del loro estremismo. Tornato a Gotham (città più corrotta del mondo, tanto che Las Vegas a confronto sembra Gerico) utilizza i brevetti di suo padre, i suoi miliardi e il suo arsenale tecnologico privato per costruirsi una tuta piena di accessori con un mantello capace di rispondere a stimoli magnetici nei guanti e diventare rigido come una vela o un'ala, e insieme a tutta una serie di strumenti, armi e gadget diventa un nuovo Super, ispirandosi ai Watchmen che furono, ma questa volta conta non solo sul proprio corpo ma anche sulla tecnologia, e assume l'identità di Batman. E' l'inizio dei Super tecnologici, ancora privi di poteri ma che iniziano a trascendere le possibilità umane.

Batman è solo il primo di una lunga serie: fra i cattivi (Aumentati tecnologicamente e fisicamente, ma mai oltre lo strettamente "possibile" e "Scientifico") di Gotham prima e poi Super analoghi in tutta America, primo fra tutti il noto miliardario (sempre miliardari sono) venditore di armi Tony Stark che, dopo essere stato catturato dai terroristi a cui amoralmente vendeva le armi, si reinventa come giustiziere e si costruisce una super-tuta robotica dai mille utilizzi e capace di volare, diventando Iron-Man. Segue un gran pullulare di Super tecnologici e mascherati.

In un lontanissimo pianeta sconosciuto una specie di esseri centenari elfiformi molto simili agli umani e geneticamente compatibili con questi ultimi (secondo alcuni lontani discendenti dei Solariani di Asimoviana memoria, secondo altri abitanti di Darkover, secondo altri ancora entrambe, in ogni caso debbono essere Solariani o non si spiega la compatibilità genetica con gli Umani, e questa tesi è rafforzata dal fatto che i Chieri di Darkover sono ermafroditi come i Solariani) vivono in pace ma sono a rischio estinzione fin quando gli umani non vengono a colonizzare il pianeta (più che altro ci naufragano sopra). Questa colonizzazione causa l'ibridazione fra le due razze, la formazione di una società feudale proto-magica che ritorna più simile all'umanità geneticamente e culturalmente.

Secoli e secoli dopo una delle caste, per aumentare i propri poteri, decide di fare esperimenti genetici su trasposomi, virus fagi e geni implicati nella magia (soprattutto il Fattore X) e giungono alla conclusione che se questo virus potesse in qualche modo venire messo in un ambiente di selezione darwiniana potrebbe, dopo millenni, produrre un codice genetico trasmissibile perfetto e senza rischi in grado di potenziare di MIGLIAIA di volte i poteri magici.

Per sperimentarlo, ovviamente, buttano il virus sulla Terra in un asteroide a Tokyo.

A Tokyo il meteorite arriva e causa una grande deflagrazione. La città rimane letteralmente isolata dal mondo (e dal mondo viene isolata viste le radiazioni), nessuno può entrare o uscire da lì. La città subisce una prima esplosion, secondo alcuni il virus è attivato da una bambina che viene a contatto cantando una melodia che attiva la risonanza nel DNA, dato che a quanto pare il virus, il DNA e le onde (di qualche strana natura) sono connesse, reasons.
Dopo l'esplosione in tutta la città ci sono incendi e morti e non finire, e molti si trasformano istantaneamente in cristalli, le cellule sembrano infatti cristallizzarsi con violenza, trasformando Tokyo in un cimitero di fiamme e statue di cristallo che si sgretolano al vento (come spore).

Gli effetti possibili sono tre (Ciclo di Wild Cards):

90% dei casi è una morte, di tipi diversi e vari a seconda della personalità, paure, storia, psicologia e cultura della persona (Questo caso è definito “pescare la Regina Nera”).

9% dei casi è una mutazione fisica che trasforma irrimediabilmente il corpo, anche queste mutazioni sono diverse, alcune con forme animalesche, altre con particolari capacità e rimandi a tantissimi elementi o significati (Questo caso è definito “pescare il Jolly)

1% dei casi ottiene poteri supereroistici (Questo caso è definito “pescare l’Asso”).

Il Meteorite inizialmente viene scoperto solo da tre ragazzi che ottengono i poteri (Chronicle), poi tutta la città subisce l’epidemia e rimane isolata come descritto sopra.

Al suo interno i vari super eroi e mutanti si combattono (Needless) e il loro numero aumenta fino al punto in cui la città è letteralmente divisa fra il ghetto dei "mutanti" e la parte dei normali, ed è un punto di convivenza fra umani, mutanti, eroi, mostri, licantropi, vampiri e apparizioni di vario genere (Blood Blockade Battlefront).

Il virus si diffonde poi in tutto il Giappone che vive in quarantena e sotto il regime internazionale, ha la particolarità di avere alcuni stadi, verso gli ultimi stadi fa formare nel corpo dei cristalli che si espandono fino a trasformare il soggetto in una statua di cristallo. Questo virus, così come i cristalli, sono influenzati dal DNA che “risuona” a certe melodie e alla mente umana. Nello stadio di latenza comunque il virus può “materializzare” uno strumento che può essere estratto da chi possiede un particolare potere, questo strumento, che cambia in base alla personalità, ha diversi poteri (Guilty Crown).

Il virus infine si diffonde in tutto il globo (Wild Cards) e nascono supereroi e supercattivi, mostri e mutanti ovunque (fumetti Marvel e DC). Il numero di supereroi mascherati, tecnologici, mutanti di vario genere aumenta vertiginosamente fra ibridazioni, mutazioni e miglioramenti tecnologici e biologici, e i super (cattivi e buoni e neutri che siano) aumentano di generazione in generazione.

Ad un certo punto si scopre che i cosiddetti X-Men, questi Esper, stanno aumentando di numero e nascono in maniera randomica, e l’odio e le tensioni fra Umani ed X-Men crescono (Ciclo di X-Men) e si rischia la guerra aperta.

Vengono fondate scuole inizialmente private e poi pubbliche (come la Sky High dove i super vengono divisi fra Eroi e Spalle e le teste calde sono futuri "cattivi").

La Guerra aperta verrà più tardi, quando gli Esper, ormai quasi un decimo della popolazione, si rivoltano e la civiltà tecnologica crolla, e si ripiomba nella preistoria (Shinsekai Yori). Nasce ora il Fantasy (ambientati nella storia passata ma con la magia che nella nostra storia non è presente). A questo punto è legittimo chiedersi come mai nel fantasy tutti hanno accesso alla Magia, non solo alcuni (almeno, così è di solito). Vi sono quattro teorie:

-Teoria Evoluzionistica: gli X-Men hanno una fitness darwiniana infinitamente superiore, hanno ucciso tutti gli umani, o gran parte o un numero alto di loro e sono in grado di procurarsi meglio risorse e donne e si riproducono in tal modo meglio. Gli umani normali hanno semplicemente “perso”. I pochi rimasti si sono ibridati con gli X-Men, come i Neanderthal.

-Teoria Pandemica: Anche se i poteri vengono ereditati geneticamente ricordiamo che sono nati per via di un Virus. Il Virus si diffonde nel mondo, uccide tutti i babbani o li trasforma in Esper, tutti gli altri diventano grazie ai batteriofagi, che trasmettono pezzi di DNA Esper, contenuto nel Virus, nelle cellule di umani normali, che poi vengono trascritte e tradotte dal sistema cellulare e il virus, “nato” nel corpo, si diffonde da dentro.

-Teoria Scolastica: Straniero in Terra Straniera è il finale corretto. Diversi astronauti vengono spediti nel pianeta originario del virus ma muoiono tutti tranne un bambino generato da una coppia di loro, che viene cresciuto presso gli alieni imparando la loro cultura e la magia pur essendo geneticamente "babbano". Successivamente ritorna a Terra e, dopo il trauma dell'arrivo, l'abitudine a gravità, atmosfera, lingua e cultura differenti, lui importa il suo modo di pensare (un mix di Panteismo, Solipsismo e Magia) nell'umanità fondando un proprio culto con 9 gerarchie di segreti magici che tutti possono apprendere, senza bisogno di poteri genetici o di virus.
I seguaci di Adam riescono ad insegnare la Magia a tutti gli esseri umani. Gli Esper rimarranno una “casta nobiliare” per via dei loro poteri unici e geneticamente ereditari.

-Teoria Devoluzionistica: prendendo pessimisticamente le premesse di Shinsekai Yori, gli umani sono stai tutti trasformati in creature sub umane al servizio degli Esper.
Le “bande umane nomadi” di cui si parla si estinguono. E’ considerata una teoria complementare a quella Evoluzionistica.

Le quattro teorie non si escludono a vicenda. Voi che ne dite?

La casa in Giappone del nostro amico Perchè No? é vicina agli studi della Toei, autrice dei celeberrimi Dragon Ball, One Piece, Sailor Moon ecc. Ecco le magnifiche foto che ci ha inviato!

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Questo invece è il contributo di Enrico Pizzo:

Il Live Action di Space Battleship Yamato è bellissimo!! Ovviamente ci sono delle differenze rispetto all'anime. La prima riguarda la durata, 26 episodi sono stati concentrati in 133 minuti.

Una seconda differenza, piuttosto vistosa, la si trova all'inizio del DVD. Questo, come l'anime, inizia con la battaglia tra la flotta terreste e quella di Gamilas, ma mentre nell'anime lo scontro avviene su Plutone, ed è l'ultimo della serie, nel Live Action avviene nell'orbita di Marte.

Altra differenza decisamente vistosa, troviamo Yuki Mori - Nova Forrester come Fighter Pilot, mentre noi eravamo abituati a vederla come addetta al radar o infermierina aiutante del Dr. Sado - Dr. Sane (quando scrivo un nome "doppio" il primo è l'originale nipponico, il secondo quello dell'adattamento televisivo a cui siamo abituati). L'esito della battaglia, tuttavia, non cambia.

Nel DVD, sottostimando la resistenza delle navi Gamilas, i terrestri caricano i loro laser con una potenza troppo bassa, che non causa danni agli alieni. Invece i Gamilas non hanno sottovalutato le navi terrestri e quando è il loro momento di aprire il fuoco con una bordata distruggono tutta la flotta terrestre.

Ad eccezione dell'ammiraglia del capitano Okita - Avatar, che riesce però ad allontanarsi dal teatro dello scontro solo grazie al coraggioso sacrificio di Mamoru Kodai - Alex Wildstar, che con la sua Yukikaze si frappone tra la nave del capitano Okita ed i laser gamilasiani.

Dimenticavo!!, siamo nell'anno 2199 e da 5 anni la terra è sottoposta a bombardamento atomico da parte dei Gamilas. La maggior parte della popolazione è morta, sulla faccia della terra gli oceani sono scomparsi e le pianure hanno assunto l'aspetto di desolati deserti. Lo so, questo sarebbe l'incipit di Kokuto No Ken - Ken il guerriero, ma va bene lo stesso. I superstiti si sono rifugiati in città sotteranee dove attendono con rassegnazione la fine a causa del lento, ma costante, aumento della radioattività.

Qui facciamo la conoscenza di Susumu Kodai - Derek Wildstar, ex pilota dell'esercito, congedatosi dopo che una delle bombe atomiche gamilas da lui deviata è esplosa contro una stazione orbitale uccidendone gli occupanti, attualmente vive cercando metalli da rivendere sul fondo prosciugato dell'oceano Pacifico. Lavoro rischioso a causa dell'elevatissimo livello di radioattività esterna.

Durante la ricerca Kodai assiste alla caduta di quello che sembra un meteorite, l'esplosione conseguente alla caduta lacererà la sua tuta antiradiazioni. Non di un meteorite si trattava, ma di una capsula proveniente dal lontano pianeta Iscandar, posto nella Nube di Magellano, a 148.000 anni-luce dalla Terra: essa contiene il progetto di un motore a curvatura, di un'arma micidiale, e di coordinate da raggiungere. E, pare, anche dell'esistenza di un fantomatico dispositivo di decontaminazione che potrebbe riportare la vita sulla superficie terrestre.

Dimenticavo: nonostante Kodai sia rimasto esposto alle letali radiazioni esterne, sta benissimo.

Eccovi altre differenze tra le più significative:

Il Dr. Sado non è un uomo ma una donna.

La Yamato raggiunge Iscandar con quattro balzi soltanto, uno da Marte a Giove, uno da Giove a Plutone, uno da Plutone a metà strada ed uno da metà strada fino ad Iscandar.

Durante il viaggio la Yamato avrà modo di affrontare in battaglia molte volte i Gamilas, uscendone sempre vincitrice, anche se a carissimo prezzo... Scopriranno che i Gamilas non sono veri organismi biologici, ma una sorta di "Collettivo Borg", organismi di radiazione, che hanno la possibilità di impadronirsi di organismi biologici o di utilizzare droni.

Giunti alfine su Iscandar, scopriranno che Iscandar e Gamilas sono in realtà lo stesso pianeta!! Iscandar è il nome di quella parte di popolazione Gamilas che rifiutava la decisione di attaccare la Terra, viene infatti spiegato che Gamilas sta morendo e la popolazione deve trasferirsi in un'altro pianeta. La terra andrebbe bene ma è troppo umida e poco radioattiva, da qui la necessità di "prepararla" alla colonizzazione. Ma Iscandar non vuole, e per questo sono stati esiliati, loro possono purificare l'ambiente dalla radioattività e scelgono di viaggiare con la Yamato, ospitati nel corpo di Yuki.

Alla fine del viaggio di ritorno sulla Terra l'equipaggio della Yamato ha una sorpresa amara, i Gamilas, sebbene decimati dagli scontri, non intendono arrendersi, se loro non possono avere la Terra non l'avrà nessuno, lanciano quindi un missile-mostro che la distruggerà.

La Yamato non può far fuoco col cannone ad onde moventi, in una battaglia precedente i Gamilas sono riusciti a occludere la bocca del cannone, se spara esplode. Kodai prende allora una decisione eroica. Ordina all'equipaggio (sono rimaste vive 12 persone delle 117 iniziali) di abbandonare la nave, lui lancerà la Yamato contro il missile e farà fuoco col cannone ad onde moventi. L'esplosione distruggerà la Yamato, ma anche il missile. Pianto straziante di Yuki, che non vuole vivere in un mondo senza Kodai, tanto che quest'ultimo è costretto a narcotizzarla pur di farla evacuare, prima però le mette nella giacca una sua foto.

La nave è vuota, Yuki in salvo, Kodai arma il cannone e lancia la Yamato contro il missile, conto alla rovescia, alla fine invece di pronunciare il classico "cannone ad onde moventi, fuoco!!" dice solo "Yuki". Esplosione gigantesca sopra la Terra, partono i titoli di coda.

I titoli di coda si sospendono per un attimo... ma è Yuki!! Sta camminando senza tuta antiradioattività sulla superficie terrestre!! L'ambiente è quello post-bombardamento ma tra le macerie sta crescendo l'erba! Yuki tiene in mano la foto datale da Kodai, la guarda con dolce nostalgia, un bambino la chiama "mamma!!" Infatti, durante il viaggio verso Iscandar, Kodai e Yuki hanno avuto un intermezzo romantico.

Ripartono i titoli di coda...

Ho pianto come il vitello grasso alla notizia che era tornato il figliol prodigo!

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In seguito Enrico ha aggiunto:

Voglio parlarvi di "V per vendetta", e in particolare del suo adattamento cinematografico.
Su Wikipedia si può leggere che il film è ambientato tra il 5 Novembre 2019 ed il 5 Novembre 2020, ma non sono del tutto convinto che questo sia corretto.
Il film non dà molti riferimenti temporali, ci dice solo che sono passati 14 anni dall'attentato alla St. Mary.
L'attentato però è stato segretamente organizzato dagli uomini del Norsefire, allo scopo di condizionare l'opinione pubblica e poter vincere le elezioni, utilizzando un virus sviluppato dalla Dot.ssa Surridge tramite sperimentazione su cavie umane, tra cui lo stesso V, nel campo di Larkhill.
Ma nel campo di Larkhill era rinchiusa anche Valery, morta facendo da cavia durante lo sviluppo del virus, e sappiamo per certo che lei fu deportata dopo il 2015, perchè fu in quell'anno che lei recitò nel film " Pianure di sale ", film il cui flano V conserva religiosamente nel suo rifugio.
Incrociando questi dati ritengo che sia logico spostare l'ambientazione del film al 2030.
Il 2030 è anche compatibile con il curriculum militare di Prothero.
Prima di diventare direttore del campo di Larkhill ha servito, lo sappiamo grazie all'ispettore Finch, in : " Iraq, Kurdistan, Siria prima e dopo, e Sudan "... 😰😱
Ora partendo dal 2003, anno dell'intervento in Iraq, ritengo ragionevole dare al povero Prothero almeno 10 anni di tempo per svolgere tutte queste missioni.
Particolare curioso...
Quasi tutte le missioni attribuite a Prothero si sono realmente verificate in HL ed al riguardo della Siria mi inquieta un po' quel " prima e dopo "...

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Chiudiamo per ora con questo articolo di Gianfranco de Turris (tratto da questo sito):

La Saga dei Samurai dello Spazio

Chi si recasse a Tokyo vi vedrebbe, nel bel mezzo di un giardino pubblico, una statua bianca con un torace blu e rosso, alta diciotto metri. Gli ignari penseranno alla rivisitazione futuribile di un Samurai. Glielo faranno pensare soprattutto il volto incorniciato da un elmo inconfondibile, e le due spade che porta incrociate sul dorso. Non può essere che il temibile guerriero della tradizione nipponica, ma non è così: è invece un omaggio a quello che, nonostante i suoi “colleghi” forse più noti e famosi in Occidente, viene considerato in Giappone il più popolare e amato personaggio degli anìme (i cartoni animati) nipponici. E cioè, Gundam il primo vero e proprio robot gigante antropomorfo di quella incredibile saga internazionale iniziata nel 1972 con Mazinga e i suoi seguiti, con Goldrake (1974) e Jeeg (1975), tutti creati da Go Nagai.

Erano i robot giganti, i “robottoni”: sono alti tra i 12 e il 25 metri, pesano fra le 25 e le 32 tonnellate, sono guidati da giovani che s’innestano nella loro testa, combattono contro le invenzioni di scienziati pazzi come il Dottor Hell, o malvagi imperi sotterranei come quello di Jamatai che vogliono conquistare il mondo, in una mescolanza di superscienza e supermagia. Ogni episodio dei 40 o 50 di ogni serie è autoconclusivo e segue in sostanza sempre l’identico schema. Storie per bambini e ragazzi che, all’epoca, rinverdivano in chiave fantastica e tecnicizzata il mito dell’eroe senza macchia e senza paura medievale che combatteva contro mostri, maghi, dèmoni, re crudeli, rivestiti di una armatura diventata ipertecnologica e con armi avveniristiche. Il tutto rivisitato secondo la imperitura tradizione culturale giapponese, che si rifaceva, appunto, ai samurai e alla sua tradizione mitologico-religiosa. Insomma, una evoluzione della fiaba.

Erano gli Atlas UFO Robot (come furono curiosamente denominati), furoreggiavano all’epoca con fumetti, giochi e pupazzi, ma soprattutto con i loro motivi conduttori vendutissimi nei 45 giri e che ancora si ricordano con nostalgia collegata alla nostra infanzia, insieme a frasi passate alla storia: chi non ha mai sentito almeno una volta “Alabarda spaziale!”, “Pugni atomici!”, “Doppio maglio perforante!”, “Missile centrale!” (nel Grande Mazinga fuoriusciva dal… basso ventre), “Missili pettorali!” (che, per le robote o robotesse, insomma i robot femminili Afrodite, Diana e Venus uscivano invece, ma sì, dai seni d’acciaio), “Miwa i componenti!”, “Agganciamento!”. Ma le cose non furono così semplici. Infatti, poco dopo il loro arrivo sui teleschermi italiani (Rete 2 della Rai, aprile 1978, ma soprattutto sulla più vista Rete 1, gennaio 1980) esplose la polemica: da un lato le “associazioni dei genitori” che accusavano di violenza i “robottoni” (niente sangue, però, ed in fondo una violenza assurda e fantasiosa, meno dirompente di quella dei film realistici) e di propagandare una visione quasi “fascista” dato che il samurai, eroe solitario guidato dall’etica dell’onore, si propone paternalisticamente come un difensore del popolo sottraendogli la sovranità.

Stupidaggini ridicole agli occhi odierni, esasperate forse dal clima sanguinoso degli “anni di piombo”, ma leggere oggi quanto si scriveva allora fa capire il clima ideologizzato dell’epoca e sino a che punto di pregiudizio si fosse giunti: essi “esasperano il clima di crudeltà” (lettera sul Radiocorriere), “sollecitano implicitamente la violenza e l’aggressività” (lettera su L’unità), “insegnano la violenza e la sopraffazione, mitizzano la tecnologia e disumanizzano la scienza” (articolo su Teletutto), “i nostri figli diventano non solo violenti ma anche cretini” (articolo su Panorama), per non parlare dell’articolo e della interrogazione parlamentare dell’on. Silverio Corvisieri che poneva all’attenzione del governo questo pericolo pubblico… Nel conformismo generale pochissimi a difenderli fra cui, scusate la citazione, il sottoscritto su Il Settimanale diretto da Massimo Tosti un caro amico e collega scomparso improvvisamente l’anno scorso. Speriamo che il monito serva a qualcosa...

Erano gli anni Settanta-Ottanta, oggi i robot giganti hanno compiuto e superato i quarant’anni, e sull’onda della nostalgia (i ragazzini di ieri sono ormai padri e madri) ecco che il maggior quotidiano italiano ne sta pubblicando le serie compete su DVD con allegato apposito opuscolo illustrativo, e dopo Mazinga, dopo Goldrake e dopo l’affascinante Capitan Harlock (che robot non è) è arrivato lo straor0dinario Gundam. Il tutto senza alcuna sollevazione in nome del “politicamene corretto”, grazie al cielo…

L’apparizione d Gundam segnò a quei tempi una svolta epocale per questi personaggi: il mobile suit apparve per la prima vota nel 1980 su TeleMontecarlo, poi in seguito su varie TV private, e con un adattamento più fedele all’originale nel 2004 su Italia 1, poi sul canale satellitare ITT, nel 2008, sul canale digitale terreste Hito. Tutte le sue 42 puntate sono state commercializzate nel 2007 su DVD dalla D/Visual (è stata esclusa la puntata n.15 perché l’unica non eseguita dal suo ideatore/autore) compresa però nei nuovi DVD di dieci ani dopo del Corriere della Sera.

Yoshiyuki Tomino, che lo creò dopo aver dato vita a Zambot 3 (1977) e Daitan III (1978), in una intervista raccolta a Rapallo nell’aprile 2009, ha affermato che alle solite storie di super-robot “volevamo aggiungerci la fantascienza e una trama più complessa delle altre”. Ecco le prime differenze fra lo stile Mazinga e lo stile Gundam: i riferimenti fantascientifici sono esplicitamente tratti dalla science fiction di un grande scrittore oggi quasi dimenticato, Robert A. Heinlein, e da suoi due romanzi Fanteria dello spazio (1959) e la Luna è una severa maestra (1966) che, benché fossero stati accusati di essere “militaristi” e “di destra”, vinsero il Premio Hugo come migliori romanzi dell’anno (il primo è diventato nel 1997 un film di Paul Verhoeven, con due seguiti). In Fanteria dello spazio si raccontano la vita e l’addestramento di un giovane militare del futuro nella guerra dei terrestri contro gli Aracnidi, equipaggiato con tute da combattimento potenziate (ricordano gli esoscheletri di Avatar); nel secondo la lotta per l’indipendenza della colonia lunare vessata dalla Madre Terra (il riferimento è alla guerra di indipendenza delle colonie americane rispetto all’Inghilterra). Ulteriore diversità con Goldrake & C. la trama: non episodi autoconclusivi e in fondo ripetitivi nella scaletta delle sequenze, ma una storia complessa “a seguire” che narra la Guerra di Un Anno, cioè quella delle colonie (i Side), immensi mondi artificiali in lontane orbite circumterrestri, e il pianeta di origine, con innumerevoli personaggi psicologicamente complessi ed un intrecciarsi di vicende.

Ma il lato più interessante, impegnativo e nuovo della saga di Gundam è che nell’anno 0079 dell’Universal Century (cioè, il 2124) non ci sono gli odierni Male Assoluto e Bene Assoluto, ma un mondo pieno di sfumature e chiaroscuri dove tutti e due i contendenti hanno, come dice Davide Castellazzi nel suo volume dedicato a Gundam edito da Iacobelli, “i loro scheletri nell’armadio”. Gli eroi e i coraggiosi ci sono – e vengono riconosciuti come tali – sia nella Federazione Terrestre sia nel Principato di Zion, così come i traditori e i paurosi. E gli assi delle due fazioni, Amuro Rei (nelle prime versioni italiane Peter Rei) e Char Aznable, hanno entrambi i loro pregi e difetti. Insomma, c’è umanità e c’è pure (incredibile a dirsi) una spiegazione delle ragioni ideali e delle motivazioni politiche di una parte e dell’altra, e anche i personaggi più antipatici come Dozul Zabi si dimostrano mariti e padri amorevoli. Inoltre, si muore: i personaggi, anche quelli simpatici, possono scomparire dalla scena in furibonde battaglie cosmiche che sono vere battaglie, dove anche i colori hanno un loro significato: mentre nella Federazione Terrestre primeggia il bianco (così è Gundam, così è, appunto, la White Base che assomiglia a un cavallo a dondolo), nel Principato di Zion dominano il rosso del mobile suit del maggiore Char, il verde, il giallo-marrone.

In questo modo alla fin fine, lo scontro tra i robot giganti come il terrestre Gundam guidato da Amuro, e nelle diverse versioni dai suoi amici, da un lato, e gli Zack, i Dom, i Gock di Zion dall’altro, non è tanto fra mostri d’ acciaio guidati da superpiloti, quanto solo uno scontro fra questi guerrieri delle stelle che guidano possenti armature futuribili quasi fossero loro estensioni corporee. Per i cavalieri medievali la spada, che in genere ha un suo nome, è il proprio prolungamento sia fisico che spirituale, quasi fosse, come è stato scritto, “un prolungamento dell’Io”. Dal futuro al passato, e il presente? Anche noi abbiamo il nostro “prolungamento” psicofisico, ma, ahimè, è il banalissimo cellulare, è lo smartphone, è l’Ipod, è il tablet, ma solo per essere always connected… tramite un marchingegno che di solito fa scatenare, protetti dall’anonimato o da falsi nomi, le pulsioni peggiori.

Essi invece, i piloti dei robot guerrieri, proprio come gli antichi samurai hanno un loro codice d’onore che, indipendentemente dalla parte in cui militano, cercano di rispettare. Non sempre, a causa d’imprevedibili contingenze o di scatti umorali, ma almeno hanno un punto di riferimento, mentre combattono una guerra spaziale con milioni di morti. La guerra spaziale dei samurai del futuro.

Gianfranco de Turris

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Per farci sapere che ne pensate, scriveteci a questo indirizzo.


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